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Annalisa Spinosa

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Quante novità quest’anno nella Casa di Babbo Natale di Gaeta! La bellissima città laziale, che il 3 Novembre ha dato il via alla magica manifestazione Favole di Luce, le Luminarie d’Artista, è sempre più ricca di attrazioni e di eventi che attirano turisti da tutta Italia.

Il villaggio di Babbo Natale di Gaeta

Siamo tornate nel Villaggio Incantato di Gaeta cariche di aspettative, pronte per vedere di persona i nuovi allestimenti e l’insolito itinerario che porta dritti al cospetto di Babbo Natale.

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

L’entrata è decisamente più grande e spaziosa, ed evita che la fila per fare i biglietti si allunghi a dismisura sul marciapiede. Inoltre, nell’area dove si trova il botteghino, ci sono diversi giochini per i bambini ( che così non si annoiano ad aspettare il proprio turno), e un piccolo bazar, dove si possono ammirare e comprare graziosi oggetti fatti a mano, e squisiti dolcetti da portar via e/o da regalare, preparati dalle manidi Giorgia di Scirocco Bistrot. 

La mostra dei presepi artistici nella Casa di Babbo Natale

Alle 15:00 si può cominciare ad entrare. Iniziamo la visita proprio passando dalla mostra dei presepi artistici, una delle novità di quest’anno.

Il grande salone raccoglie nelle nicchie laterali tantissimi presepi, completamente realizzati a mano da artisti locali. Ogni presepe ha la sua peculiarità. I materiali usati, i colori, le ambientazioni ne fanno pezzi unici davvero sorprendenti. Piccoli, grandi capolavori appartenenti ad un antichissima arte, quella presepiale, che da tempo immemore viene portata avanti dai presepisti italiani, con creatività e impegno.

All’entrata ci porgono due gettoni, uno a testa, che serviranno per votare il presepe che più ci è piaciuto. La scelta è davvero difficile perchè sono uno più bello dell’altro. 

Il villaggio di Babbo Natale a Gaeta: la stanza da letto

Dopo aver votato i nostri presepi preferiti, varchiamo finalmente la soglia della casa di Babbo Natale. Ci accoglie un simpatico Elfo, e con il suo fare giocoso ci guida attraverso le stanze della dimora natalizia. La stanza da letto di Babbo Natale è in perfetto ordine.

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

Nel camino schioppetta la legna, e un piacevole tepore sembra avvolgerci mentre scattiamo splendide foto sedute alla poltrona del padrone di casa. La tappezzeria è di un rosso avvolgente. Coperte, cuscini e lenzuola profumano di pan di zenzero.

Sulla scrivania ci sono tantissime letterine da leggere, e penne e calamaio per rispondere ai tanti bambini che aspettano un dono la sera della vigilia.

La sala da pranzo di Babbo Natale

Lasciamo spazio agli altri visitatori e passiamo quindi nel grande salotto della Casa di Babbo Natale. Una ricca tavola imbandita riempie la stanza dei banchetti.

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

Soffici sedie, candele preziose, leccornie succulente aspettano di essere mangiate dal caro Babbo Natale e dai suoi aiutanti elfi, appena si prenderanno una pausa dal lavoro. Il grande albero di Natale, carico di addobbi, sembra controllare che nessuno tocchi nulla. Con le sue lucine delicate riscalda l’atmosfera, rendendo quasi ovattato l’ambiente.

La Cucina della Befana

Indovinate chi ha apparecchiato e preparato le deliziose pietanze che abbiamo trovato nella sala da pranzo? Ma la Signora Befana ovviamente. Nella sua spaziosa cucina, lavora sodo per aiutare Babbo Natale e i suoi aiutanti.

Pentole, padelle, caffettiere e teiere sono sempre pronte a soddisfare ogni capriccio degli abitanti della casa, che è sempre molto affollata! Ma lei non demorde, e con il sorriso sulle labbra accoglie tutti nella sua cucina, dispensando coccole e cibo. Quando ha un pò di tempo libero inoltre, si dedica a preparare le calze che porterà il sei gennaio a tutti i bambini che sono passati a farle un saluto. La scopa volante è sempre con lei, lucida e impeccabile, pronta a portarla in giro tutta la notte per fare le consegne.

La stanza degli elfi nella Casa di Babbo Natale

Ci intrufoliamo poi , di soppiatto, in una piccola stanza colorata. Tre lettini piccini, coperti da morbide trapunte e deliziosi cuscini ricamati, sono completamente avvolti da un manto di foglie verdi. Peluche, giocattoli di legno, piccole scrivanie e tanti pacchetti regalo rendono la stanza deliziosamente accogliente.

I bambini rimangono incantati da tanta perfezione. Sembra davvero di essere in un giardino fatato. I dettagli sono semplicemente perfetti. La cura minuziosa dei particolari, la dolce melodia di sottofondo e le luci basse creano un atmosfera magica, quasi ipnotica.

Lasciamo la stanza a malincuore, ma ci soffermiamo nell’anticamera, dove gli elfi aiutano tutti i bambini in visita a scrivere la letterina con i desideri che dovrà esaudire Babbo Natale, la sera della Vigilia. 

Finalmente..l’incontro con Babbo Natale

Lasciamo gli elfi e la loro stanza, in modo che possano riposarsi ben bene, in attesa di fare le consegne. Finalmente ci troviamo al cospetto del caro babbo Natale. Dalla sua poltrona apre le braccia per accoglierci in un caldo, morbido abbraccio, pronto per farsi scattare una foto con noi!

Promettiamo entrambe di essere buone, non solo a Natale, ma ogni giorno dell’anno. Salutiamo il caro Babbo Natale, l’amorevole Befana e tutti i simpatici elfi della casa, ritiriamo la nostra foto in posa, e ci dirigiamo verso un glaciale angolo di Polo Nord. 

Un angolo di Polo Nord nel villaggio incantato di Babbo Natale.

Brrrr… lungo le scale l’atmosfera comincia a raffreddarsi sul serio. Le luci rosse e calde degli ambienti sovrastanti si tramutano in bagliori freddi, bianchi e azzurri. La dolce melodia sembra essere interrotta da strani versi, quasi paurosi. Chi ci sarà mai alla fine delle scalinata?

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

Ma ecco che dinanzi a noi si rivela la Regina dei Ghiacci, nella sua carrozza fatata, circondata dai meravigliosi animali del Polo Nord. Orsi Bianchi, pinguini, curiosi cerbiatti fanno capolino dalle loro tane. Fanno la guardia al piccolo angolo di Polo Nord, che per le festività natalizie si è trasferito a Gaeta. La bellissima regina ci porta a fare un giro con la sua carrozza tra abeti innevati e laghi ghiacciati ( lavoriamo molto di fantasia noi!) per poi riportarci nel piccolo Regno di Ghiaccio del Villaggio Incantato.

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

Perchè visitare la Casa di Babbo Natale di Gaeta

La Casa di Babbo Natale di Gaeta credo sia una delle attrazioni natalizie più belle della regione Lazio. La minuziosa ricerca dei particolari, la cura dei dettagli, l’armoniosa disposizione degli arredi, nonchè l’accogliente atmosfera che si respira all’interno della casa, ne fanno un luogo incantato, da visitare assolutamente. Un’esperienza indimenticabile anche per gli adulti, infatti, perchè una volta catapultati all’interno delle mura della casa di Babbo Natale, la magia prende il sopravvento, cacciando via, almeno per un ora, i cattivi pensieri e lo stress accumulato durante la settimana. Ogni angolo del villaggio genera allegria e regala spensieratezza. Cosa aspettate allora? Prendetevi una pausa e approfittate delle vacanze di Natale per fare un salto a Gaeta!

Orari e costi

il villaggio di babbo natale a Gaeta

Il Villaggio incantato di Babbo Natale si trova in Via Annunziata, 7 a Gaeta Medievale. Per ogni informazione basta chiamare il numero 329 134 1919

Ecco un nuovo articolo per la rubrica dedicata ai ristoranti che si trovano proprio fuori i caselli della A1 e delle altre autostrade italiane e/o estere. Un modo per provare specialità locali e prodotti tipici, non rallentando di molto il viaggio, e sfruttando i luoghi che si incontrano lungo l’itinerario prestabilito. Oggi ti porto a pranzo in Toscana, esattamente ad Arezzo, in un ristorante sulla A1, Casa Cecco, a pochi minuti dall’uscita per Arezzo.

Ristoranti sulla A1

Dove si trova Casa Cecco

Se stai viaggiando sull’Autostrada del Sole, e se ti trovi nella regione Toscana all’ora di pranzo o di cena, ti consiglio vivamente di evitare il solito panino preriscaldato e di fare una sosta ad un ristorante tipico che si trova proprio all’uscita di Arezzo, esattamente a Viciomaggio: Casa Cecco. Per raggiungere il Ristorante Casa Cecco basta prendere l’uscita per Arezzo e continuare sulla SP21. Bisogna poi svoltare in Via delle Mandriole, percorrere circa 500 mt e continuare su Via del Tribbio. Casa Cecco si trova proprio sulla sinistra e il grazioso e curatissimo casale non passa certo inosservato.

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Ristorante Casa Cecco. Il Casale.

Immerso nel verde e circondato da splendidi ulivi, il casale di Casa Cecco spicca per la sua pietra grigia a vista, e soprattutto per la cura dei dettagli. Fiori, piante, piccole decorazioni in legno tipiche dei paesaggi toscani deliziano gli occhi, ancor prima che all’interno si possa deliziare il palato.

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L’interno è reso caldo dall’enorme camino in pietra, dove la brace è pronta per cuocere le sublimi carni toscane a fuoco lento. La gestione è familiare e i proprietari hanno un grande senso dell’accoglienza e dell’ospitalità. Ogni volta che ci fermiamo da Casa Cecco ci sentiamo a casa. Gli ambienti sono molto curati, oserei dire di un eleganza campestre. Anche se la sala non è molto grande, sembra di essere in un maniero di fine 800.

Ristoranti sulla A1, casa Cecco. Specialità toscane in tavola

La gestione del Ristorante Casa Cecco come già detto è familiare e la cucina è completamente regionale. Il menù è ricco, ma viene anche ampliato con qualche piatto del giorno.

Abbiamo provato diverse portate, dalle zuppe del giorno alle tagliatelle al ragù di Chianina, che è a dir poco strepitoso. Ma non saziarti solo di primi piatti. Le carni locali meritano assolutamente di essere assaggiate. Se ti trovi da Casa Cecco, non puoi non assaggiare la famosa fiorentina, accompagnandola con carciofi toscani o semplice verdura ripassata in padella. Particolare attenzione è da dedicare anche ai taglieri. Sia i formaggi che i salumi si sciolgono in bocca. L’accurata selezione delle materie prime fa si che sulla tua tavola si trovino solo prodotti di ottima qualità.

Se avanza spazio per un ulteriore assaggio, provate i crostini al vin santo con fegatini su pane sciocco toscano…

I dessert non sono da meno. Scegliere tra il panforte e le deliziose crostate con frolla, crema e frutta fresca, tutto fatto rigorosamente in casa, è stato davvero difficile.Casa cecco, ristoranti ad Arezzo, viaggio on the road, mangiare bene in viaggio, trevaligie

Ristoranti sulla A1, Casa Cecco. La cantina.

Ci troviamo nel cuore della Toscana, seppur vicini all’autostrada A1. La carta dei vini è davvero intrigante. Preziose bottiglie si alternano alle più conosciute etichette italiane e regionali. Che sia un filetto o una bistecca di Chianina al sangue, una tagliatella o un ragù strutturato, direi di puntare sui vini toscani, come un Chianti classico o un nobile di Montepulciano. 

Attenzione! Chi guida deve astenersi dal bere alcolici! 

Perché fermarsi da Ristorante Casa Cecco

Una sosta in Toscana fa sempre bene al cuore e ai polmoni. Rigenerarsi a tavola con prodotti di qualità eccelsa poi, non ha eguali. Il silenzio, la calda accoglienza, l’ambiente calmo e ovattato è di gran lunga preferibile al caos e ai ritmi sfrenati dell’Autogrill. Indubbiamente lo scontrino sarà più salato, ma rimettersi in viaggio dopo aver degustato le prelibatezze regionali della Toscana da una marcia in più alla vacanza. 

Il giorno del Ringraziamento, o Thanksgiving Day, è una festa celebrata negli Stati Uniti ogni quarto giovedì di Novembre. Pare che il primo giorno del Ringraziamento risalga addirittura al 1621, quando i Padri Pellegrini, i primi coloni del Nord America, si riunirono nella città di Plymouth, da loro fondata, per ringraziare il Signore del buon raccolto, avvenuto soprattutto grazie all’aiuto dei nativi americani. 

Thanksgiving Day

Breve storia sulle origini

I Padri Pellegrini, perseguitati per la loro fede cristiana, decisero di imbarcarsi sulla Mayflower e di lasciare l’Inghilterra, per recarsi nel Nuovo Mondo, l’America del Nord appunto, e ricominciare una nuova vita senza paura di persecuzioni. 
Attraversarono dunque l’Oceano Atlantico e approdarono in America nel 1620, in pieno inverno. Pur avendo portato con loro alcuni semi da piantare, si ritrovarono in un ambiente talmente inospitale e selvaggio da non riuscire ad adattarsi nell’immediato, e senza riuscire a trovare nulla per il loro sostentamento. 

Molti infatti non arrivarono alla fine dell’inverno, ma i nativi americani aiutarono i sopravvissuti indicando loro quali semi piantare e quali animali allevare. Le specie indicate in quelle terre selvagge erano principalmente il granturco, le zucche e i tacchini. E questo permise ai Padri Pellegrini di ottenere un abbondante raccolto, e animali da poter allevare.

Le origini del Thanksgiving Day

Per esprimere riconoscenza al Signore del raccolto ottenuto, i Padri Pellegrini organizzarono la Festa del Ringraziamento, il Thanksgiving Day, invitando al banchetto anche i nativi americani, per ringraziarli dell’aiuto che avevano dato loro.

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In quell’occasione venne preparato e consumato un pasto a base di tacchino, zucca e altre pietanze che nel corso dei secoli sono diventate tipiche di questa ricorrenza.

Come festeggiare il Thanksgiving

Ancora oggi il Thanksgiving è una delle feste più importanti degli Stati Uniti, e la tradizione vuole che il pranzo venga sempre organizzato a casa, mai al ristorante, con familiari e amici, proprio perché è una festa che riguarda il nucleo familiare, l’ospitalità e la convivialità.

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Curiosità

Non tutti sanno che il Black Friday nasce proprio grazie a questa festa. I commercianti infatti, il giorno successivo al Thanksgiving ( e quindi il venerdì) proponevano ai propri clienti dei prezzi ribassati, in modo tale da incentivare gli acquisti di Natale. Per questo motivo il Black Friday cade sempre il 4° venerdì di novembre, giorno successivo al Thanksgiving.

I piatti del Thanksgiving

Il tacchino è il vero protagonista del Thanksgiving Day. In ogni famiglia viene cucinato secondo una propria ricetta, e accompagnato da particolari salse, soprattutto a base di mirtilli, puré di patate, patate dolci, verdure e torte di zucca o ananas.

Partecipare al pranzo del Giorno del Ringraziamento

Innumerevoli sono i piatti che accompagnano il tacchino durante il pranzo del ringraziamento, e variano di famiglia in famiglia. Una delle portate più succulente mai assaggiate prima è senza dubbio la Baked Brie in Pastry Puffy. Una gustosa torta fatta semplicemente ricoprendo una forma di formaggio briè, intera, con marmellata di albicocche e pasta di pane. Appena uscita dal forno è una bontà, e il formaggio filante che si mescola alla marmellata calda è semplicemente delizioso. 

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Che dire poi del pane all’ananas e della Jello Mold!

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Il pane all’ananas è una terrina di pane tagliato a cubetti e mescolato a uova, burro, zucchero e dadini di ananas. Il composto viene infornato, fatto cuocere per circa 50 minuti e fatto rosticciare poi sulla superficie. Il risultato è strepitoso, poichè alla morbidezza dell’ananas si contrappone la croccantezza del pane.

La Jello Mold invece è un budino fatto con gelatina di frutti rossi, noci, more, lamponi e panna. L’ingrediente fondamentale è proprio la famosa gelatina americana, la Jello. La Jello Mold è davvero squisita, e si accompagna molto bene alla carne di tacchino. Inoltre dona un tocco di colore alla tavola, con le sue tonalità calde.

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Siete stati invitati al pranzo del Giorno del Ringraziamento?

L’essenza del Giorno del Ringraziamento è proprio l’ospitalità. Per gli Americani è una delle ricorrenze più importanti dell’anno. Un occasione per riunire amici e parenti attorno alla tavola imbandita. Se una famiglia vi invita a passare il Thanksgiving a casa propria, siatene fieri. Vuol dire che vi considerano parte integrante del nucleo familiare.

Domenica 3 Novembre è stata inaugurata la quarta stagione di “Favole di Luce”, le ormai famosissime Luminarie di Gaeta. Noi, come sempre, abbiamo fatto la nostra passeggiata tra le bellissime luci e i nuovi video mapping sparsi nella nella città del sud pontino, che sono la vera novità di quest’anno. Vi porto con le mie parole e con le stupende foto di Paolo Di Tucci, in una suggestiva passeggiata con i bambini tra le più belle luminarie d’Italia.

Luminarie di Gaeta

L’albero delle meraviglie e il lungomare illuminato

Iniziamo la passeggiata uno dei quartieri che più mi sta a cuore, Villa delle Sirene. Ricordi d’infanzia, profumo di mare e di pane olio e sale. I pescherecci del molo fanno da sfondo al grande albero di Natale che apre il percorso di Favole di Luce. Il maestoso albero emana morbidi bagliori colorati. Dalla sua altezza inoltre, sembra quasi guidare i visitatori, come un faro, verso le altre installazioni della città. Le palme del lungomare per l’occasione sono addobbate a festa, e ravvivano il percorso con deliziosi scintillii. Veniamo stregati dalle proiezioni dei video mapping sulle facciate dei palazzi circostanti. In questa zona non poteva che esserci un richiamo al mare e alle sue meravigliose creature. Siamo in zona di pescatori, di darsene, di navi e di porti. Il lungomare di Gaeta è infatti dedicato a Giovanni Caboto, navigatore ed esploratore italiano, nato proprio in questo borgo di marinai.

L’orsetto pasticcione, tra i coralli e le stelle marine 

L’Orsetto Pasticcione che troviamo in Piazza Buonomo sembra indicarci la direzione da percorrere per arrivare nel centro della manifestazione. Coralli di un rosso scintillante, insieme a centinaia di stelle marine, addobbano il Corso principale di Gaeta. L’atmosfera è davvero unica, calda e accogliente. La Fontana di San Francesco poi, ammalia con le sue acqua danzanti. Qui ogni week end, alle 18:30, ai flutti d’acqua si uniscono le eleganti ballerine della scuola di ballo  Il Centro del Movimento. Con meravigliosi abiti ispirati alle più belle favole Disney, le allieve della maestra Rita Spinosa animano il fine settimana della manifestazione, tra sfilate danzanti e incantevoli coreografie.

Il Palazzo Comunale e il Campanile Parlante 

Nel cuore della città, proprio sul campanile del Palazzo Comunale, c’è uno dei video mapping più belli in assoluto di questa edizione. Il campanile prende vita, con occhi, bocca e orecchie e inscena un bellissimo dialogo con Babbo Natale. 

Alla base, la grande pista di pattinaggio su ghiaccio, ormai presenza fissa di Favole di Luce. Tutt’intorno deliziosi mercatini di Natale e aree gioco dedicate ai più piccini.

Valorizzazione del Patrimonio culturale ed artistico alle Luminarie di Gaeta

In via dell’Indipendenza inoltre, ci sono moltissime esperienze da fare. Nella nuovissima Piazza Goliarda Sapienza ad esempio, ci accoglie un curioso elfo cantastorie. Narra paziente la storia del borgo ai passanti. Proseguendo invece verso il quartiere di Porto Salvo, troviamo un meraviglioso affresco proiettato sulla facciata della chiesa degli Scalzi. La proiezione ritrae la Vergine col bambino Gesù tra le braccia, mentre ordina ad un angelo di portare in salvo una barca. Quale omaggio migliore a questo prezioso borgo di pescatori! Il quadro originale, olio su tela, è conservato nella cappella della congrega.

Anche a Gaeta Medievale l’arte incontra Favole di Luce. In Piazza Cardinal De Vio la videoproiezione ritrae lo Sguardo di Maria. La facciata del Tempio di San Francesco invece, che troneggia sulla città vecchia, incanta con i Colori della Luce.

Il Viale degli Innamorati e la Foresta incantata delle Luminarie di Gaeta

Il bellissimo Viale degli innamorati, da poco aperto al pubblico dopo un radicale restauro, è stato reso ancora più romantico da lucine dorate. Il percorso è particolarmente poetico, soprattutto per via degli eleganti pacchetti regalo sparsi nelle aiuole. Che qualcuna si aspetti di ricevere un anello proprio qui??

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Finalmente, per la gioia dei bambini, approdiamo nella meravigliosa e colorata Foresta Incantata. Nella grande Villa comunale di Gaeta Medievale, tra corridoi di bambù e fenicotteri rosa, incontriamo leoni, zebre, elefanti e ippopotami. Si godono la pace del giardino e si lasciano guardare con ammirazione. Farfalle sgargianti inoltre, svolazzano tra le aiuole, creando una magica atmosfera da Mille e una notte.

Il polpo Casper e il luna Park al Molo Santa Maria

Dopo aver camminato tra stelle luccicantii, ancore giganti e bruchi curiosi finiamo la nostra passeggiata, facendo un ulteriore giro nel piccolo Luna Park allestito al Molo Santa Maria, a Gaeta Medievale. Qui il Polpo Casper controlla che tutti rispettino la fila, e soprattutto che nessuno imbrogli alla pesca magica.

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Informazioni utili per visitare le Luminarie di Gaeta

Per ulteriori informazioni riguardo la programmazione degli eventi potete contattare la Proloco Gaeta  ai seguenti indirizzi: www.prolocogaeta.itinfo@prolocogaeta.it 

Tel 320.0380413 – 0771.465054

Durante la manifestazione inoltre saranno attivi i seguenti infopoint:

– Piazza XIX Maggio: tutti i giorni con orario 16.00/20.00

– Villa delle Sirene e Piazza della Libertà: aperti sabato, domenica e festivi dalle ore 16.00 alle 20.00. Nel mese di dicembre inoltre, sarà aperto i giorni orario 16.00/21.00

Dove parcheggiare

 Il parcheggio per le auto è a pagamento su tutto il territorio cittadino. La sosta è GRATUITA solo all’interno del Piazzale “Salvatore Bisbiglia”, in località Calegna.

I trenini di Gaeta

 Con un biglietto di 3,00, andata e ritorno, potete visitare le meravigliose Luminarie di Gaeta a bordo dei simpatici trenini turistici della città. I trenini sono attivi tutti i giorni dalle 15:00 alle 22:00 e le domeniche anche la mattina, dalle 10:30 alle 13:00. La partenza è prevista ogni 15 minuti, al fine di rendere più agevole e meno stancante la visita alla città. Un esperienza davvero imperdibile da fare con i bambini.

Viaggiando esclusivamente on the road, per raggiungere la penisola iberica ci serviamo spesso del servizio di traghetti della Grimaldi Lines. Partendo da Gaeta e imbarcandoci a Civitavecchia, in circa 20 ore raggiungiamo comodamente Barcellona via mare. Usiamo quindi la città come tappa intermedia molto spesso, aggirandoci nei dintorni soprattutto quando aspettiamo il traghetto che ci riporterà in Italia. Approfittiamo quindi, di volta in volta, per visitare una zona di Barcellona a noi sconosciuta per impegnare le ore prossime all’imbarco.Vediamo allora cosa si può fare a Barcellona con i bambini. 

Barcellona con i bambini

Passeggia sulla Rambla

Forse una delle strade più famose del mondo. La Rambla è una delle cose da vedere assolutamente a Barcellona con i bambini. Noi di solito partiamo dalla zona del porto e risaliamo lungo il viale alberato, che inizia poco dopo Il Mirador di Colombo. Strada facendo fermatevi a bere un sorso d’acqua dalla Fontana di Canaletes, che si trova proprio all’entrata del viale. Pare che chi beve quest’acqua sia destinato a tornare spesso a Barcellona. Passeggiando al fresco degli alberi sarete attratti da tutto ciò che vi circonda.

Bellissime statue viventi, pittori e caricaturisti, musicisti e soprattutto fiorai! Tantissimi chioschi colorati e profumati dove oltre a trovare fiori e piante, si possono comprare calamite e piccoli souvenir. Ma lungo la Rambla non trovate solo artisti in cerca di qualche spicciolo o di un pò di fortuna, ci sono anche molti ladruncoli che mietono vittime. Fate sempre attenzione alle tasche e alle borse. Io di solito uso uno zaino e lo tengo dalla parte davanti, in modo da averlo sempre ben in vista. Fate anche attenzione a dove poggiate i piedi, perché proprio in mezzo al viale vi capiterà di pestare il mosaico di Mirò. Ebbene si, il grande mosaico che il famoso pittore regalò alla città di Barcellona è calpestatile, e prestando un pò di attenzione potrete addirittura riuscire a trovare la piastrella firmata dall’autore.

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Attenzione a…

  • Evitate i ristoranti che si trovano sulla Rambla come la peste. In tutti i locali cercheranno di vendervi la miglior paella di Spagna e la loro speciale Sangria. Bugia. Sono tutti piatti precotti e bustine di surrogati sciolte in acqua.
  • Fate attenzione ai venditori, che proveranno a rifilarvi di tutto, dai semplici cineserie alla marijuana. La marijuana a Barcellona si consuma che è una meraviglia ma è legale solo per i residenti e va consumata in appositi locali chiamati associazioni cannabiche.
  • Non si può bere birra, vino o qualsiasi alcolico per strada. Si è soggetti a multe, anche salate.
  • Vi ho già parlato dei borseggiatori, che sono abilissimi a puntare le persone da derubare. E’ capitato anche a me di essere presa di mira, accerchiata con fare simpatico da due tizi. La soluzione immediata è camminare sempre spediti, mai fermarsi e rispondere sempre No grazie. Un consiglio è quello di tenere il portafoglio e il cellulare nelle tasche davanti dei vestiti.
  • Tenete sempre legati i bambini nel passeggino e se sono più grandi non perdeteli mai di vista. Tenete sempre loro la mano.

Entra in Parc Guell

Il magico mondo delle favole di Barcellona. Parc Guell è un incantevole parco urbano, dichiarato nel 1984 patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Si trova sulla parte alta di Barcellona, e nacque nel 1900 dall’idea dell’imprenditore Eusebuio Guell, che voleva creare alloggi di lusso all’interno di un parco all’avanguardia. Il magnate affidò ad Antonio Gaudì il compito di progettare queste meravigliose abitazioni in posizione privilegiata della città, sulla quale avrebbero avuto inoltre una spettacolare vista dall’alto. Purtroppo, solo qualche anno più tardi i lavori furono interrotti, a causa della morte di Guell.

Gaudì però riuscì a trasferirsi in una delle case ultimate e ci visse fino al 1926. Ora l’abitazione è diventata la Casa Museo di Gaudì. Passeggiare tra maioliche decorate ed artisti di strada che si esibiscono nei deliziosi angoli di Parc Guell è davvero un esperienza incantevole. Ci sono inoltre alcune aree gioco all’interno del parco, dove i bambini possono divertirsi e correre in un atmosfera quasi magica. Il Parc Guell è un luogo che riesce a stregare sia i grandi che i bambini. Data la posizione del Parc Guell, un pò fuori dal centro della città, e viste le sue enormi dimensioni, vi consiglio di passare lì l’intera giornata, magari prevedendo un pranzo a sacco.

Ammirare Casa Battlò

Casa Battlò è un edificio un pò strambo, e cattura subito l’attenzione dei bambini. La sua facciata stravagante ed i suoi colori accesi, nonché le sinuose forme architettoniche e la ricchezza di particolari lo rendono un palazzo fuori dal comune. Questa vena eccentrica si amplifica negli interni, che sono a dir poco fantastici. In un vortice di colori, di curve e di onde si rimane incantati dal soffitto che si avvolge a spirale intorno al grande lampadario a forma di sole. La zona più intrigante di Casa Battlò è senz’altro il cortile interno, costruito da Gaudì per permettere una distribuzione omogenea della luce e dell’aria che entrano dal lucernario. E’ rivestito in piastrelle di varie tonalità di azzurro, proprio per aiutare la luce a distribuirsi uniformemente. Ai bambini sembrerà di essere per metà in un libro di fiabe, per metà in un enorme playground colorato.

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Incantati dinanzi alla Sagrada Familia di Barcellona con i bambini

Senza dubbio, la Sagrada Familia è una delle più grandi opere di Gaudì. Una costruzione ammaliante e maestosa, cominciata nel 1882 e mai completata. Se siete a Barcellona con i bambini, dovete assolutamente visitare questo imponente edificio. Ai bambini all’inizio potrebbe sembrare noioso, o un pò tetro. Per coinvolgerli nella visita, potete provare a prendere loro le audio guide specifiche per bambini. Avendo le cuffie più piccole ed una spiegazione in chiave divertente sulla costruzione della Sagrada Familia, sarà più facile catturare la loro attenzione.

Per premiarli poi della loro diligenza durante il tour all’interno della cattedrale, potete farli giocare nel parco che si trova proprio di fronte l’entrata principale della chiesa. Per evitare le code al botteghino, che sono lunghe ed impegnative, potete fareil biglietto on line su Tiquets, con accesso rapido.

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Gira tra le bancarelle della Boqueria di Barcellona 

Il mio posto preferito di Barcellona è senza dubbio la Bouqueria. Il famoso mercato coperto di Barcellona si trova proprio sulla Rambla, e una fermata è d’obbligo se volete scoprire la cultura e la gastronomia locale. La Bouqueria è un punto di riferimento della vita di Barcellona, e le bancarelle di frutta, verdura e di prodotti tipici locali sono un tripudio di profumi e di colori. Impossibile resistere. Una tappa assolutamente da non perdere, soprattutto perché all’interno del mercato ci sono anche dei localini spartani in cui si possono mangiare ottime pietanze tipiche, freschissime, bere birre autoctone o assaggiare i deliziosi vini regionali. Prima di andare via, prendete uno dei coloratissimi frullati alla frutta che sono in bella vista su ogni bancarella del mercato. Se la mattina costano 4,00 euro l’uno, la sera arrivano a costare anche meno di un euro, e a volte li regalano anche, soprattutto ai bambini.

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Passeggia nella Pedreda di Barcellona

La Pedrera, o la più conosciuta Casa Milà, è un altro capolavoro di Gaudì e grazie alla sua facciata di pietra che sembra una gigantesca onda ammalia ancor prima di entrare. Se l’esterno sembra essere un onda in continuo movimento, gli interni non sono da meno. Tutto si sviluppa in morbide curve, dalle pareti ai soffitti. Il tetto poi, è la parte più strabiliante. Le scale per arrivare fin su sono davvero tantissime, quindi meglio servirsi del comodo ascensore, che vi porterà dritti dritti sul tetto più bello che si sia mai visto. Maioliche colorate, muri sinuosi, comignoli dalle forme fiabesche si insinueranno nella vostra mente creando atmosfere fantastiche e visionarie. Per i bambini al di sotto dei 13 anni poi, l’ingresso è gratuito. 

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Divertiti al PortAventura Parc con i bambini

Nelle vicinanze di Barcellona, esattamente a Salou, c’è uno dei parchi divertimento più grandi di Spagna. Il Parco Portaventura è una tappa da fare assolutamente se si è in vacanza a Barcellona con i bambini, perché spezza un pò la noia del viaggio, soprattutto dopo aver girato per città d’arte e musei. I bambini vengono premiati con una giornata all’insegna del divertimento e del gioco dopo aver “sopportato” le varie visite guidate. A Portaventura, oltre alle classiche attrazioni e a bellissimi spettacoli live, potete trovare il nuovissimo Ferrari Land, il parco dedicato alla Fiammante rossa italiana, con adrenaliniche roller coaster ed entusiasmanti aree gioco per i più piccini.

Cerchi un’avventura piena di divertimento da fare in Italia con la tua famiglia? Fai un salto al Luneur di Roma, un colorato parco divertimenti dedicato agli under 14. Con una vasta gamma di giostre e attrazioni, dalle emozionanti montagne russe alle classiche giostre, Luneur di Roma ha attrazioni per tutti i gusti. Scopri la magia di questo simpatico parco della Capitale e inizia a pianificare la tua visita oggi stesso.

Luneur, il luna park di Roma

Luneur è un simpatico parco divertimenti situato nel cuore di Roma, in Italia. Inaugurato originariamente nel 1953, il parco ha subito numerosi lavori di ristrutturazione e aggiornamenti nel corso degli anni per diventare la destinazione ideale per le famiglie che è oggi. Con l’obiettivo di fornire divertimento e intrattenimento per i visitatori di tutte le età, Luneur Roma è diventato un punto fermo della scena dei parchi di divertimento italiani e una destinazione imperdibile per le famiglie che si trovano in vacanza a Roma.

Luneur, il parco divertimenti di Roma EUR

Luneur di Roma offre un’ampia varietà di attrazioni che sicuramente riescono a soddisfare i visitatori di tutte le età. Gli amanti del brivido possono puntare alle montagne russe e alle giostre acquatiche del parco, mentre i bambini più piccoli possono divertirsi con le giostre dedicate alla loro età. Ci sono anche molti giochi e attività per intrattenere tutti, così come una varietà di cibi e bevande per soddisfare ogni desiderio. Con così tanto da vedere e da fare, Luneur è la destinazione perfetta per le famiglie che cercano una giornata all’insegna del divertimento a Roma.

Dove mangiare a Luneur, il Luna Park di Roma

Ci sono diverse postazioni dedicate al food a Luneur, ognuna con una specialità da assaggiare. Alla Pizzeria del Gufetto ad esempio si può mangiare la pizza, accompagnata da supplì e crocchette. Oppure puoi optare per le polpette ( al sugo, fritte o al forno) della Cucina di Nina, che serve inoltre Hamburger, nuggets e patatine fritte. A Luneur c’è anche il Mc Donald, ma noi abbiamo scelto di mangiare un panino seduti al sole ai tavolini della Civetteria. Qui servono piccoli pasti veloci, come panini appunto, tranci di pizza e fresche insalate. Inoltre alla Civetteria si trovano cornetti, pasticcini e deliziosi biscotti, da accompagnare con il caffè.

Le altre attrazioni di Luneur

Dopo aver rifocillato lo stomaco fai quindi un giro su Dumbo, sistemandoti in uno dei suoi cicciottelli elefantini volanti, per poi finire nel Piccolo Safari, dove a cavallo dei piccoli animali della foresta puoi fare un piccolo giro di pista nella savana africana. E poi ancora puoi salare sullo Spinner, su Torrefronda e su Volasù. Ce n’è per tutti. Lascia per ultimo il giro sulla ruota panoramica, la ciliegina sulla torta. Pian piano sali verso il cielo di Roma e una volta arrivato nel punto più alto goditi una splendida vista sull’EUR e su tutto il colorato parco sottostante. 

Laboratori a tema 

A Luneur c’è una graziosa area soprannominata Terra della Farfalle, dove i bambini possono cimentarsi in laboratori scientifici e creativi, in tema con gli eventi della stagione.

Il parco ospita inoltre una varietà di eventi durante tutto l’anno, tra cui feste, spettacoli dal vivo e altro ancora. Controlla il sito web del parco per l’ultimo programma degli eventi e pianifica la tua visita di conseguenza.

Luneur, il parco divertimenti di Roma EUR per i bambini

Halloween a Luneur

Le vivaci attrazioni di Luneur nel periodo di Halloween sono infestate da strane presenze, come in tutti i parchi divertimento d’Italia. Ragni giganti, vampiri e fascinose streghette si nascondono nel parco per sorprendere i più fifoni con scherzetti e dolcetti. Fai portare ai tuoi bambini il cestino o la borsetta per raccogliere le caramelle che vengono regalate dai mostriciattoli del parco, e fai indossare loro un costume degno di questo evento spaventoso. I vampiri trampolieri e gli animatori del parco, con i loro travestimenti paurosi, si uniscono nella piccola parata di Halloween che parte dalla grande ruota panoramica e arriva fino alla Casa degli Orrori. Ed è proprio qui, nel giardino della casa stregata, che parte la coinvolgente baby dance dedicata a tutti i piccoli ospiti di Luneur. Per i bambini dagli 8 anni in su invece, è possibile cimentarsi nel percorso del labirinto del Terrore, un avventura che mette i brividi! 

Curiosità

La bellissima ruota panoramica che ti accoglie nel quartiere EUR e all’ingresso del parco è una ruota storica di Roma. E’ stata recentemente ristrutturata anche grazie ad un team di psicologi che ha creato una tavolozza di 14 colori studiati proprio per i bambini sotto i 12 anni.

Prezzi e biglietti

  • Il biglietto di ingresso per Luneur costa 5,00 €, ma ogni attrazione ha poi un prezzo, valutato in Lunalire.
  • Le Lunalire sono gettoni virtuali in vendita presso le casse del parco. 1 lunalira vale 1 euro, e alcune giostre costano anche 3 lunalire. Quindi se hai intenzione di passare più tempo sulle attrazioni e ripeterle più volte conviene fare il pacchetto “Giostre illimitate” a soli 20,00 € a persona o il “pacchetto famiglia” che abbiamo utilizzato noi. Tre persone con giostre illimitate a 49,00 €.
  • I bambini al di sotto degli 80 cm di altezza entrano gratuitamente.
  • I bracciali/biglietti che vi daranno sono personali e non cedibili.
  • Tutti i biglietti sono in vendita presso le biglietterie del Parco e online

Perchè passare una giornata a Luneur?

Pianificare una visita a Luneur di Roma può essere un’esperienza divertente ed emozionante per tutta la famiglia. Per sfruttare al meglio il tuo viaggio è importante pianificare la tua esperienza in anticipo. Inizia controllandoil sito web del parco per gli orari di apertura, i prezzi dei biglietti e qualsiasi evento o promozione speciale. Prendi in considerazione l’acquisto dei biglietti in anticipo per evitare lunghe code all’ingresso. Non dimenticare di mettere in valigia crema solare, scarpe comode e una macchina fotografica per catturare tutti i ricordi. E, soprattutto, divertiti!

Se vuoi passare una giornata all’insegna del trekking, immerso nella natura meravigliosa e avvolto dall’aria pulita e rarefatta, fai un salto nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il polmone verde d’Italia, che vanta 50.000 ettari di estensione, si trova proprio sull’Appennino Centrale e custodisce dal 1923, anno in cui è stato istituito a riserva, tantissimi esemplari di flora e fauna selvatica. Una riserva naturale di straordinaria bellezza che salvaguarda le caratteristiche dell’ambiente circostante e salva dall’estinzione alcune specie di animali selvatici, come i daini e i camosci.

Il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise

Scopri l’habitat naturale dell’Orso bruno marsicano 

Queste montagne sono l’habitat naturale di alcune specie di animali tra cui gli orsi bruni marsicani, i lupi appenninici, i cervi e l’aquila reale. Nei boschi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise queste specie protette trovano rifugio e tranquillità. Hanno inoltre abbastanza cibo per poter vivere sereni nel proprio territorio, senza dover scendere necessariamente a valle per cercare da mangiare. Può capitare però che l’orso si spinga fino ai prati nelle vallate, magari attratto da qualche odore particolare, essendo un animale onnivoro. Purtroppo non abbiamo avuto modo di incontrarlo, anche perché sappiamo benissimo che l’orso è un animale solitario e preferisce di gran lunga il riposo e il relax al rumore delle auto o al chiacchiericcio delle persone.

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L’orso è un animale solitario e molto difficile da avvistare, ma vive sereno nella riserva del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

I lupi appenninici 

Per fortuna non abbiamo avuto incontri ravvicinati nemmeno con i lupi appenninici perché anch’essi amano vivere isolati in piccoli branchi. Al contrario dell’orso, che vive in maniera più stabile in un luogo, i lupi si spostano di continuo in cerca di prede. Si spostano soprattutto di notte e durante l’arco della giornata preferiscono dormire al sicuro nei luoghi più inesplorati del parco. Anche se è praticamente impossibile incontrarli, i lupi appenninici lasciano le loro impronte sui sentieri, dove si spingono di notte alla ricerca di cibo. Sono molto simili alle impronte del cane, ma hanno una particolarità. Sono disposte su un unica fila. Quindi, non capiterà certo di sentire gli ululati di questi straordinari esemplari, ma potrai divertirti a cercarne le impronte passeggiando per i percorsi naturalistici.

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Il lupo, a differenza dell’orso, Si sposta in branco alla ricerca di prede con cui sfamarsi. E’ difficile da avvistare ma puoi giocare a cercarne le impronte..

Passeggia nel sottobosco del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Se orsi e lupi sono un pò più difficili da incontrare, passeggiando per i sentieri del parco ti puoi imbattere in graziose creature del sottobosco, come farfalle, tricotteri e libellule. All’interno del parco c’è una vera e propria cultura di protezione a favore degli insetti. Questi piccoli essere viventi hanno infatti un ruolo fondamentale nell’equilibrio ecologico e sono protagonisti della biodiversità. Cosa significa? Che gli insetti sono la vera ricchezza dell’ambiente, e per tale motivo vanno tutelati e aiutati a riprodursi nel loro ambiente geografico. Pertanto, se incontri lungo i sentieri scarafaggi, ragnetti, cavallette o piccoli grilli, limitati ad ammirarli. Osservane le sfumature, stupisciti del loro modo di muoversi tra le foglie umide del sottobosco o sui rami degli alberi, e lasciali tranquilli di scorrazzare nel loro piccolo grande mondo.

Cosa fare nel parco nazionale d’Abruzzo

Nel Parco Nazionale d’Abruzzo si possono svolgere molteplici attività, adatte ad ogni membro della famiglia. Anche con il cane è possibile percorrere alcuni sentieri, ma non tutti.
Oltre a girare nelle aree faunistiche, puoi fare passeggiate a cavallo o in carrozza, goderti l’aria rarefatta dondolando su un’amaca con supporto, affittare biciclette o andare in sup o in canoa nel vicinissimo lago di Barrea. Il lago artificiale di Barrea è diventato una vera e propria oasi felice dove, oltre a praticare sport acquatici, è possibile avvistare rare specie di uccelli, tra i quali gli aironi cenerini. Il lago prende il nome dal paesino in cui è ubicato, Barrea, che è un piccolo e grazioso borgo medievale arroccato su una collina, facilmente visitabile in mezza giornata.

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All’interno della riserva del parco puoi passeggiare con i bambini alla scoperta delle biodiversità. Numerosi sono i sentieri di trekking in cui inoltrarti, alcuni adatti anche ai più piccoli

Ascolta i suoni del bosco

Diverse sono le escursioni e gli itinerari da fare a piedi all’interno del parco. Quale modo migliore per entrare a contatto con la natura? Ascoltare il fruscio del vento tra i rami, rilassarsi con il suono dell’acqua che scorre calma dai ruscelli, osservare la natura nelle sue infinite sfumature completamente avvolti nel manto verde del parco d’Abruzzo. Emozioni uniche e quasi rare ormai, di cui fare scorta e da cui attingere al rientro in città. I suoni del bosco infatti, sono tra i più rilassanti in assoluto, e per questo vengono usati anche durate le lezioni di yoga o di pilates, perché aiutano il rilassamento muscolare e riattivano l’area cognitiva. Dunque fanne il pieno mentre passeggi tra i sentieri, approfittando del fatto che puoi non solo sentire la dolce melodia della natura, ma anche respirare aria pulitissima e profumata. Quei profumi di funghi, di muschio, di foglie umide e di cortecce che difficilmente si dimenticano. Cammina nel silenzio più assoluto, in modo da non spaventare la fauna del sottobosco e da trarre ogni beneficio possibile per il tuo corpo e la tua mente.

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Non sono solo i bambini a trarre beneficio dall’aria incontaminata del Parco Nazionale d’Aruzzo, Lazio e Molise. Approfitta anche tu dal benessere che la natura regala.

Segui i sentieri del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise

Sulla cartina dei sentieri che trovi in tutti gli info point del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono indicati circa 150 itinerari. Ogni sentiero è segnalato con dei cartelli rossi e bianchi, con al centro una lettera e un numero. Considera che i percorsi sono abbastanza impegnativi, soprattutto per i bambini che non sono abituati. Noi ci siamo limitati a percorre il sentiero delle Cascate delle Ninfe, il percorso più adatto ai piccoli esploratori e accessibile al cane, della durata di circa mezz’ora.

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I sentieri del parco sono tantissimi, ma il più bello da percorrere con i bambini e il Sentiero delle Ninfe.

Bagna le mani nella cascata delle Ninfe

Puoi raggiungerei il sentiero della Cascata delle Ninfe con il pratico trenino turistico che si trova nel parcheggio delle auto oppure a piedi. Seguendo il ruscello e arrampicandoti su gradini intervallati da secolari radici di faggi e aceri, puoi riuscire ad arrivare alla fonte, che sgorga limpida e fresca dalla parete rocciosa.

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La Cascata delle Ninfe si trova alla fine dell’omonimo sentiero. E’ uno degli scorci più suggestivi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Nell’anfiteatro naturale in cui si trova, il suono dolce dell’acqua che zampilla tra le rocce si espande e diventa potente, sublime da ascoltare. Inoltre crea un bellissimo spettacolo da vedere. Il sole si riflette giocoso nelle goccioline d’acqua che saltano tra le rocce, creando dei piccoli arcobaleni luminosi e magici cristalli di luce.

Segui il ruscello

Percorri quindi il percorso a ritroso, concentrandoti sulle foglie cadute dagli alberi, sulle famiglie di funghetti che lasciano spuntare la loro testolina tra i cespugli e il muschio profumato del sottobosco. Ammira le pietre levigate dal torrente, lisce e bianche, e i rami che si contorcono in cerca di luce, nascondendo piccoli nidi di uccelli e lasciando intravedere i raggi caldi del sole.

I suoni della natura incantano e tengono più del dovuto nel sentiero. Ma tanto non c’è fretta di uscire. Ci siamo divertiti infatti ad attraversare il torrente in cerca di funghetti dalla testa rossa. Vedere la camosciare e accarezzare i daini sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma il percorso è precluso ai cani, in quanto potrebbero turbare l’equilibrio degli animali abbaiando.

Fai una sosta nell’area pic nic

Nell’area del parcheggio sono presenti diversi punti di ristoro, bar e bagni pubblici. Ma vuoi mettere un panino mangiato al sole nella comoda e verdeggiante area pic-nic? Si trova sul prato adiacente al parcheggio, in prossimità del ruscello e della biglietteria del trenino turistico. Ci sono anche altalene e altri giochini per i bambini, nonché punti dove poter fare il barbecue. Altri tavolini si trovano lungo la strada che porta agli ingressi dei sentieri. 

Informazioni utili

Qualunque sia il periodo scelto per fare un escursione all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, occorre un minimo di equipaggiamento adatto al trekking. L’ingresso al parco è gratuito, il parcheggio dell’area principale invece costa 4,00 € al giorno.

Ecco cosa occorre per stare fuori una giornata:

  • Scarpe in goretex, da trekking e comode, adatte a lunghe passeggiate.
  • Acqua, rigorosamente in borracce. Cercate di non introdurre plastica all’interno del parco.
  • Una giacca a vento o una felpa, anche in estate. In diversi punti non arriva la luce del sole e soprattutto i bambini possono sentire freddo.
  • Un cambio, soprattutto per i bambini. Ci si può facilmente bagnare e sporcare di terra. 
  • Anti punture per insetti ( zanzare) e dopo puntura.
  • Un binocolo. Ci sono diversi punti di avvistamento e i bambini si divertono a giocare agli esploratori.
  • Qualche snack o meglio un frutto per la merenda.
  • Macchina fotografica con obiettivo.

Perché andare al Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise con i bambini

Visitare il Parco è un’occasione unica vivere immersi nella natura e per riscoprire il piacere ( un pò perso oramai ) delle passeggiate. Osservare gli animali selvatici, vederli nel proprio habitat naturale, osservare piante e fiori nei loro colori più belli, inoltrarsi nei boschi e respirarne il profumo buono, fa provare ai bambini emozioni meravigliose. Giocare agli esploratori tra le radici sporgenti, cercare funghetti tra i cespugli e accarezzare soffici muschi di un verde brillante stimola la loro curiosità, il loro senso innato per la caccia e per la scoperta, aguzza il loro ingegno e stimola la creatività. Raccogliere foglie secche per farne segnalibri, osservare i diversi tipi di pigne cadute dagli alberi, catalogare funghi in base al colore, sono esperienze che arricchiscono il bagaglio, anche culturale, di un bambino. Divertirsi nella natura è un gioco attivo e costruttivo. Sguazzare nel fango, rincorrere lucertole, rotolare sull’erba, ascoltare e osservare i suoni e i movimenti della natura aiutano ad allargare lo sguardo su orizzonti più vasti e a ritrovare antiche e genuine abitudini. 

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La bellissima città di Gaeta, in posizione strategica tra Roma e Napoli,è la meta ideale anche nei mesi invernali. Non solo spiagge bianche e acque cristalline, sport acquatici e cene all’aperto. C’è molto altro da vedere in questa località del basso Lazio, sospesa tra mare e montagna. Uno dei migliori posti da visitare con i bambini è senz’altro il Parco di Monte Orlando, il polmone verde della città di Gaeta, che si affaccia sul mare con spettacolari falesie dorate. Quindi zaino in spalla! Andiamo alla scoperta del bellissimo parco urbano della Riviera di Ulisse.

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Gaeta Medievale vista da un belvedere della batteria anulare

Il Parco di Monte Orlando a Gaeta

 

Il promontorio di Monte Orlando ha sempre avuto un ruolo strategico nell’arco dei secoli, grazie alla sua favorevole posizione. Infatti sono diverse le fortificazioni belliche che si possono incontrare lungo i sentieri, le quali resero Gaeta un’ importante fortezza militare, praticamente inespugnabile, a partire dal Regno di Napoli. Dalla forma tipicamente tondeggiante, somigliante ad una tartaruga stesa al sole, il parco di Monte Orlando è una vera e propria oasi naturale, proprio nel cuore di Gaeta. Questa enorme area protetta custodisce grandi bellezze paesaggistiche, naturali, ma anche e soprattutto storiche e archeologiche.

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Il sentiero del Ghiro e il Mausoleo di Lucio Munazio Planco

I diversi sentieri che si diramano sul promontorio di Monte Orlando offrono varie tipologie di escursioni. Quasi tutti i percorsi sono adatti a famiglie con bambini e il passeggino non è un problema. Basta percorrere le strade asfaltate, che si snodano tutt’intorno al parco e sono chiuse al traffico. Anche tramite questo percorso alternativo si raggiunge la sommità del monte, dove si innalzano fieri e imponenti sia il faro, ancora funzionante, che l’antico Mausoleo di Lucio Munazio Planco, che sembrano controllare la città dall’alto. 

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Per i più allenati invece si può percorrere il Sentiero del Ghiro. Il percorso è abbastanza impegnativo con i bimbi, in quanto prevede scalini alternati a veri e propri sentieri di trekking. C’è inoltre qualche radice sporgente e perfettamente mimetizzata tra le foglie a cui fare attenzione. Il silenzio, il verde in cui si è immersi, il cinguettio degli uccellini e il fruscio del vento tra gli alberi ripagano però degli sforzi fatti durante la salita. Il sentiero è in più riprese, quindi si trovano, alla fine di ogni tratto, comode panchine dove riposarsi qualche minuto nella pace totale. Anche questo sentiero porta dritti dritti al piazzale del Mausoleo, il punto più alto del parco di Monte Orlando.

Il Mausoleo di Lucio Munazio Planco non è sempre aperto al pubblico. Per tutte le informazioni a riguardo si può contattare la Proloco Gaeta. Sia nella stagione estiva che in quella invernale, vengono spesso organizzate giornate ricche di eventi, dove è possibile visitare anche il Mausoleo all’interno.

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Monte Orlando a Gaeta. La Batteria Anulare e il percorso fitness

Da qui non resta che scendere, e dedicarsi ai vari punti di interesse storico, archeologico e paesaggistico. Proprio sotto il piazzale del Mausoleo, vi è un percorso ad anello chiamato Sentiero Ornitologico, dove, con un po’ di fortuna, potrete riuscire ad ammirare le diverse specie di uccelli che popolano il parco. Questa una volta era la famosa “Batteria Anulare”, struttura militare che circondava l’intera parte del monte a finalità difensiva. Ora invece vi è un percorso fitness ben organizzato, con attrezzi in legno dislocati lungo il tragitto e utili cartelli con le spiegazioni per l’utilizzo su ogni postazione. I bambini si divertono molto ad usare gli attrezzi, creando deliziosi momenti di gioco e aggregazione.

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Monte Orlando a Gaeta. Le Polveriere.

Seguendo i cartelli segnaletici invece, si può arrivare alla Polveriera Carolina, una delle numerose strutture militari edificate durante la dominazione borbonica, purtroppo parzialmente distrutta durante la seconda guerra mondiale. Da qui si diramano tre strade. Prendendo il sentiero che sale a sinistra si raggiunge la polveriera Ferdinando, e lungo il percorso sono ancora visibili resti di costruzioni romane dappartenenti alle proprietà di Munazio Planco. Tornati al bivio, bisogna prendere il sentiero in discesa per arrivare alla polveriera Trabacco. Da qui la vista è semplicemente spettacolare. La veduta dalla falesia è sorprendente, in quanto include tutto il Golfo di Gaeta, e se l’aria è tersa, si riescono a vedere benissimo le isole di Ischia, Ponza e Ventotene.

Il parco di Monte Orlando a Gaeta con i bambini

La Montagna Spaccata e la Grotta del Turco

Ora avete due possibilità: scendere a ritroso fino all’inizio del percorso, o imboccare un altro sentiero, quello dei Cappuccini, che porta fino alla Montagna Spaccata. Passando dal sentiero dei Cappuccini, con una breve deviazione tra i cespugli, si giunge alla veduta sulle falesie: uno spettacolare belvedere a picco sul mare. La vista è mozzafiato, ma il punto è molto pericoloso data la sua esposizione, nonostante le staccionate con cui lo strapiombo è stato messo in sicurezza: con i bambini non è consigliato.

La Montagna Spaccata è una fenditura del promontorio, e secondo la tradizione pare che la montagna si sia spaccata a metà nel momento in cui Gesù è morto sulla croce. All’interno di questa fenditura, e proprio sopra la Cappella di S. Filippo Neri, è stata costruita una suggestiva terrazza che rimane sospesa a metà altezza. Da qui si possono ammirare le stupende pareti rocciose a strapiombo sul mare. Pare che porti fortuna buttare un soldino nell’acqua sottostante.

Nella stessa zona, adiacente alla chiesa della Santissima Trinità, si trova la famosa Grotta del Turco. 270 scalini che portano ad una spettacolare cavità della roccia, dove il rumore del mare crea un eco pazzesco e i colori dell’acqua vanno dal blu cobalto al verde smeraldo. Purtroppo, per motivi di sicurezza, la grotta è stata chiusa al pubblico per metà del percorso.

Il parco di Monte Orlando a Gaeta con i bambini
Immagine presa dal web

Consigli utili per passeggiare nel Parco di Monte Orlando

  • Per passeggiare in sicurezza tra percorsi e sentieri, occorrono scarpe da trekking o comunque calzature comode.
  • Non ci sono punti di ristorno all’interno dell’area, quindi portate con voi borracce di acqua e qualche snack per i bambini.
  • In estate è consigliabile un cappellino e uno spray per le punture di insetti ( zanzare)
  • Nel parco è assolutamente vietato fare pin-nic. 
  • Non portate via piante, fiori, bulbi e pietre dal parco. Rispettate l’habitat che vi ospita.
  • Evitate di urlare, per non recare disturbo alla fauna del parco.
  • Non vi spingete in percorsi poco sicuri o non segnalati. Ci sono diverse cisterne in disuso all’interno dell’area naturale che potrebbero essere pericolose per cani e bambini.
  • I cani sono ben accetti nel parco, ma andrebbero tenuti al guinzaglio, e soprattutto le loro deiezioni vanno raccolte e buttate negli appositi cestini.

Il parco di Monte Orlando a Gaeta con i bambini

Tra leggende e storie di impavidi pirati, tra nascondigli bellici e preziosi sentieri in cui ricaricarsi di ossigeno, termina l’escursione sul Parco naturale di Monte orlando.

Viaggiare on the road vuol dire essere sempre su strada (e soprattutto su autostrada), per raggiungere mete e destinazioni sconosciute. Significa alzarsi la mattina e partire, senza aver nessun posto preciso dove dirigersi e decidere solo durante il percorso dove dormire e dove mangiare. Abbiamo ormai abbracciato questo modo di muoverci da più di vent’anni, e dunque siamo pionieri in fatto di road trip.

Nel tempo, non solo abbiamo affinato il nostro stile di viaggio, soprattutto riguardo l’organizzazione, la viabilità e le comodità in auto, ma abbiamo anche sperimentato piccoli trucchi per cercare di rendere i lunghi spostamenti meno faticosi e piatti. Abbiamo scelto innanzitutto di fermarci, lungo le strade che percorriamo, in ristoranti che servano prodotti tipici della regione in cui ci troviamo. Tutto questo per evitare di mangiare panini preconfezionati a costi esorbitanti, che nulla hanno a che vedere con il territorio che stiamo percorrendo.

Ristoranti sulla A1

Ecco quindi l’idea di una rubrica dove segnalare man mano i ristoranti che abbiamo visitato durante i nostri viaggi in autostrada o sulle statali, in Italia e all’estero. Tutti i locali si trovano in prossimità dei caselli autostradali, appena dopo l’uscita, in modo da non doversi incanalare nel traffico cittadino e per poter rientrare poi in autostrada in pochi minuti. Cominciamo con il più conosciuto forse, dei ristoranti che si trovano sull’Autostrada A1, ben visibile dalle corsie di scorrimento. La bettola del Buttero.

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La bettola del Buttero

L’hotel La Bettola del Buttero, situato di fronte all’uscita Fabro dell’Autostrada A1, è un luogo suggestivo per fare una sosta di una notte. Ideale per ricaricarsi dopo lunghe ore di viaggio, soprattutto per chi guida per lavoro, o semplicemente per chi vuole approfittare della sosta per visitare qualche borgo nelle vicinanze. Si possono infatti raggiungere in poco tempo località ricche di storia, arte e cultura come Orvieto, Città della Pieve, San Casciano dei Bagni, Chiusi e Chianciano. L’hotel dispone di camere matrimoniali e singole dotate di ogni comfort e a disposizione degli ospiti c’è l’ampio parcheggio che circonda la struttura. Inoltre gli ospiti dell’albergo hanno uno sconto del 10% al ristorante. Meglio di così! 

Vi avevo già parlato in un articolo della nostra intenzione di comprare un camper o un multivan di ultima generazione, e passare quindi ad una diversa esperienza di viaggio, rimanendo sempre e comunque “on the road”. La cosa che più ci intriga della vita in camper è il fatto di muoversi agevolmente con tutta la famiglia, cane compreso, senza stare li ad impazzire per fare e disfare i bagagli, o per cercare alberghi pet-friendly. Il camper è una vera e propria casa su ruote e quindi il suo punto di forza è il fatto di poter avere sempre tutto a disposizione. Un monolocale su ruote, piccolo e confortevole al tempo stesso.

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Non potevamo quindi mancare all’evento dell’anno, il Salone del Camper di Parma, in scena dal 14 al 22 settembre, dove tra centinaia di mezzi esposti sicuramente ci sarà quello che farà al caso nostro. E noi saremo li per valutare il modello più adatto alle nostre esigenze di viaggio.

Il Salone del Camper di Parma

Perché scegliere il camper

Uno dei motivi per cui scegliere una vacanza in camper è il fatto che ci si può spostare ovunque e si può fare conoscenza con altri appassionati. Perché si, il camping è fatto di appassionati. Quando ci si ferma nelle aree di servizio per camperisti si conoscono altre persone, si fa amicizia e si condividono idee, spunti, racconti di viaggio ed esperienze. Magari si fa anche qualche tragitto insieme.

Viaggiare in camper poi, permette di scoprire nuovi luoghi, spostandosi dal mare alla montagna, dalle città alle spiagge senza dover necessariamente fare e rifare i bagagli, senza dover cercare alberghi strada facendo per fare tappe di una notte. Quando ci si ferma poi sembra di essere in casa, per via dell’ambiente intimo, sicuro, confortevole che permette di addormentarsi guardando le stelle.

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IL CAMPER PIACE AI BAMBINI

I bambini ed i ragazzi adorano viaggiare e fare esperienze in camper. E’ un connubio tra casa e vacanza, perché nonostante ci si trovi a chilometri di distanza, nella casa viaggiante c’è un pò del loro mondo. Portano con loro giochi, peluche e possono dormire e svegliarsi quando già si è in viaggio. L’esperienza outdoor poi, stimola la loro fantasia, rafforza il loro carattere, facendoli sentire dei veri piccoli esploratori.

Perché visitare il Salone del Camper di Parma

Ci sono diversi motivi per cui visitare il Salone del Camper di Parma, primo fra tutti il fatto di avere tutti i modelli di camper, caravan e furgonati a disposizione in un unica area espositiva, piuttosto che girare l’Italia a cercare i singoli concessionari. Avremo inoltre l’opportunità di visionare i vari modelli, testarli e poterne toccare con mano la qualità degli allestimenti. In più ci sono aree specifiche dove poter acquistare direttamente complementi, accessori e le varie attrezzature per vivere una vacanza in totale libertà e sicurezza.
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Non è da sottovalutare poi, il semplice fatto di trovarsi in loco, in una vera e propria community di appassionati del settore. Il modo migliore quindi di condividere esperienze e cercare consigli da chi del camping ha fatto uno stile di vita.

I marchi in esposizione

I marchi in esposizione sono davvero tantissimi. Nell’area espositiva saranno presenti modelli Adria, Chausson, Malibù, Mobilvetta e Possl, tanto per citare i più conosciuti. Ma anche veicoli commerciali e i furgonati della Mercedes e della Wolksvagen, tra i quali c’è il multivan che abbiamo adocchiato. In più Pegeout, Laika, Mobilvet e tanti altri ancora.

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Visitare il Salone del Camper con i bambini

Per permettere ai genitori di visitare l’area espositiva in totale libertà, al Salone del Camper è stata attivata un area di custodia e di intrattenimento per i bambini dai 3 agli 8 anni, attiva tutti i giorni, dalle ore 14.30 alle ore 18 dal lunedì al giovedì. Nelle giornate di sabato 14 e domenica 15, e dal venerdì 20 a domenica 22 l’area bimbi sarà aperta dalle ore 09.45 alle ore 18, sempre con la presenza di educatori professionali.

Visitare il Salone del Camper con il cane

Al Salone del Camper di Parma non possono mancare i nostri amici animali, fedeli compagni di viaggio. Per loro tante attività sportive e giochi, guidati da esperti istruttori. Gli educatori inoltre rimarranno a disposizione per rispondere a qualsiasi domanda riguardante la gestione e l’educazione del cane. Tra le varie attività in programma, oltre al Rally Obedience, anche la nuovissima Dog Dance. Piccoli esercizi da far fare all’amico a 4 zampe, che svolti di seguito somigliano ad una piccola coreografia! 

Costi e orari 

Dal lunedì al venerdì, il biglietto di ingresso giornaliero costa € 8,00

Il sabato e la domenica il biglietto giornaliero ha un costo di 10,00 € a persona

I bambini fino a 12 anni entrano gratis, e i cani possono entrare con guinzaglio e museruola. Il Salone del Camper di Parma sarà aperto tutti i giorni, dal 14 al 22 settembre, dalle ore 9:30 alle ore 18:00

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