Una delle tappe più belle del nostro viaggio on the road negli States è stata Redondo Beach. Una cittadina costiera dalle mille sfaccettature, che vanta splendide spiagge di sabbia fine e straordinarie onde per gli amanti del surf. Sicuramente, se sei della mia generazione, avrai visto e sussultato insieme a Ryan e Marissa nella serie tv The O.C. Bene, sappi che Redondo Beach è stata una delle principali location del telefilm, anche se risulta ambientato a Newport. Su queste spiagge, sul molo e nei locali di Redondo sono state girate le scene più belle, romantiche ed emozionanti della serie tv.
Redondo Beach
Redondo Beach sfoggia uno degli arenili più belli della costa di Hollywood. Il lungomare si estende per ben tre chilometri ed è qui che si concentra la vita cittadina, punto nevralgico per gli appassionati di sport e della vita all’aria aperta. Infatti è possibile praticare su questa vastissima spiaggia tantissime attività, dal beach volley al surf, dalla pesca alla passeggiata in bicicletta. Diverse sono le aree pic-nic attrezzate non solo con tavolini, ma anche con docce e servizi igienici gratuiti. Inoltre i bambini hanno a disposizione prati con aree gioco in cui divertirsi in tutta sicurezza. Insomma una vera pacchia anche per chi è in vacanza a Redondo Beach con la propria famiglia.
Sali sul Pier di Redondo
Se sei in vacanza a Redondo Beach o se sei in zona solo per una visita veloce, non puoi non andare a fare una passeggiata sul molo municipale. Qui si concentra la movida locale, per via dei suoi locali trendy con vista sull’oceano, circondati da boutique e negozi di ogni tipo. Al Pier di Redondo è possibile non solo affittare kayak, canoe o SUP per esplorare la costa circostante, ma vista la sua posizione strategica consente anche di osservare le balene in transito durante gli spostamenti stagionali.
Vai al mercato del pesce e da Captain Kidd
L’esperienza più caratteristica da fare a Redondo Beach, nella contea di Los Angeles, è una visita al mercato del pesce. Oltre a rimanere estasiati dalla qualità e dalla quantità di aragoste e frutti di mare freschi d’oceano come cozze, gamberi e granchi enormi, è possibile provare una delle più tipiche esperienze culinarie locali. Da Captain Kidd infatti il menù è a base di pescato del giorno, e puoi scegliere direttamente sul banco della pescheria quello che vuoi mangiare e come farlo cucinare. Oltre al lobster roll, a base di freschissima aragosta, è assolutamente da provare la clam chowder, una speciale zuppa di vongole e panna servita in una pagnotta di pane caldo. E’ sensazionale provare questi piatti sentendo il rumore dell’oceano e guardando lo skyline della città.
Una delle cose da assaggiare assolutamente da Captain Kidds è il Lobster Roll. Un delizioso panino farcito con morbida e cremosa aragosta. Foto @https://hedonistshedonist.com/
Fai una cena gourmet al Kincaid’s
Al Kinkaids puoi provarei prodotti tipici locali rivisitati in chiave gourmet.
Il Kincaid’s è una vera e proprio istituzione a Redondo Beach, e non è semplice riuscire a trovare un tavolo senza aver prenotato prima. L’atmosfera che si respira in questo locale è davvero magica. Dall’arredamento al cibo, passando alla sublime vista che si ha sull’oceano e sul pier di Redondo, il Kincaid’s sublima l’esperienza di soggiorno su questa costa meravigliosa. La terrazza del Kincaid’s permette di vivere un’esperienza super, con il rumore in sottofondo delle onde che si infrangono sulla spiaggia e i piatti gourmet che vengono preparati dagli chef del ristorante. Deliziosa la salsa di granchi e carciofi e le fettuccine Alfredo, preparate con bacon, asparagi, crema di aglio, parmigiano, e gamberoni grigliati. Assolutamente divine.
Ti ho convinto a fare una tappa a Redondo Beach durante tuo prossimo viaggio negli States?
Chi, nella vita, non ha mai assaggiato una fetta di Cheesecake, la dolce e cremosa torta fatta con biscotti croccanti e Philadelphia? Tutti ne conosciamo il gusto, ma nessuno si è mai chiesto da dove iniziasse la sua storia.
La Cheesecake
Conosci le sue origini?
Per il fatto di essere famosa nel mondo anglosassone, tutti credono che la ricetta originale della Cheesecake sia inglese. Ma questa super calorica preparazione ha origini antichissime, e pare che la sua prima apparizione è stata durante i giochi olimpici dell’Antica Grecia. La prima Cheesecake infatti, a base di formaggio di pecora e miele, viene servita agli atleti olimpionici nel 776 a.C. Da allora la diffusione di questo dolce dal sapore così particolare non si è mai fermata, e in quasi i tutti i continenti se ne trova una golosa variante.
Della Cheesecake esistono numerose varianti, ma la più buona rimane quella americana, fatta con formaggio Philadelphia e Graham Crackers.
L’inventore del formaggio Philadelphia
Quella più famosa rimane però la Cheesecake con fondo di croccante biscotto e crema al formaggio, frutto della creatività di un produttore caseario, un certo James L. Kraft. Il signor Kraft, nel 1872, cercò di riprodurre un celebre formaggio francese, il Neufchatel, ma il suo esperimento non andò, per fortuna, a buon fine. Perchè per fortuna? Perché grazie ai suoi insuccessi è riuscito a creare una ricetta alternativa di crema al formaggio, ugualmente gustosa, registrata con il nome di Philadelphia, ad oggi uno dei formaggi spalmabili più famosi del mondo.
Come fare la Cheesecake originale made in USA
La Philadelphia è infatti l’ingrediente di base della moderna Cheesecake made in USA. Per ottenere una torta perfetta, come l’originale americana, bastano pochi e semplici trucchi. Gli ingredienti sono pochi e sono facilmente reperibili, anche on line, e in casa uno stampo a cerniera non manca mai. Quindi procura il necessario e prova a realizzare l’Original Philadelphia Cheesecake.
I grahams crackers: i biscotti per la base della Cheesecake
La base originale della Cheesecake è fatta di Grahams Crackers, dei biscotti di farina bianca e germe di grano dal gusto veramente unico. Puoi trovare delle basi di cracker Grahams già pronte in negozi specializzati o sui siti dedicati ai prodotti americani. Puoi anche sostituirli con dei biscotti secchi tipo Digestive ( io le preferisco) o di pasta frolla, per avere un gusto più ricco e “burroso”. Una volta trovati gli ingredienti ideali per creare la base non ti resta che realizzare il tuo Philadelphia Cheesecake, proprio come si fa negli States!
La ricetta originale americana
Ingredienti
250 gr di biscotti secchi
80 grammi di burro
Per la crema
1 kg di formaggio cremoso Philadelphia
240 gr di panna acida
200 gr di zucchero
5 uova
Preparazione
Prepara il Crust, ossia la base per la Cheesecake, unendo 50 grammi di biscotti sbriciolati e 80 grammi di burro fuso. Amalgama tutto e metti l’impasto in uno stampo a cerniera, pressando bene in modo da creare una base liscia e compatta.
Per creare una cheesecake eccezionale bisogna puntare sul crust: la base di biscotti croccanti.
Ovviamente non hai bisogno di imburrare la tortiera, vista la quantità di burro presente nell’impasto. Fai cuocere la base in forno per dieci minuti. Nel mentre prepara la crema di formaggio, impastando quest’ultimo con le uova, lo zucchero e la panna acida. Fai raffreddare qualche minuto il crust, e versaci su la crema di Philadelphia. Poi rimetti tutto in forno per circa trenta minuti.
Monta bene la crema di Philadelphia, poi versala sul crust e inforna…
Consigli per la buona riuscita della cheesecake
Essendo una preparazione molto delicata, per evitare che la Cheesecake esca con delle crepe sulla superficie, non toglierla subito dal forno una volta terminata la cottura. Il forte sbalzo di temperatura può rovinarne la superficie. Apri dunque il forno e aspetta che si raffreddi con il dolce all’interno per almeno dieci minuti. Lascia il dolce a raffreddare almeno una mezz’ora prima di gustarlo..deve essere a temperatura ambiente.
Non mi resta che augurarti buon appetito!
Grazie a Kristin, americana di Filadelfia, per aver preparato questa Cheesecake divina e per avermi concesso di diffondere la sua ricetta.
La Toscana ci ha regalato, durante i nostri viaggi on the road nei suoi territori, scenari bucolici meravigliosi. Ma questa regione, in cui sembra di essere continuamente immersi in pennellate di colore, ci ha mostrato anche il suo lato gastronomico, fatto di prodotti locali e di ottimi vini, eccellenze italiane nel mondo. Ti porto quindi in un viaggio delizioso, raccontandoti la Toscana attraverso i suoi piatti tipici, alla scoperta delle ricette tradizionali che l’hanno resa famosa in ogni continente.
Piatti tipici della Toscana
Verdeggianti colline, vigneti profumati, uliveti centenari e borghi medievali intrisi di storia rinascimentale. La Toscana ammalia chiunque con i suoi paesaggi campestri e con la sua cultura millenaria. Ma se dico Toscana dico anche eccellenze enogastronomiche, prodotti autoctoni e ricette tradizionali inimitabili, retaggio di usi e costumi antichi.
Il pane sciocco
Partiamo dunque dalla base. Parliamo del pane toscano. Il pane sciapo, o anche detto pane sciocco, è un prodotto unico nel suo genere, con specifici requisiti di preparazione e caratteristiche organolettiche particolari che lo rendono una DOP della regione. E’ un pane senza sale, e pare che questa sua peculiare insipidità derivi da una vecchia diatriba tra pisani e fiorentini relativa ai dazi sui rifornimenti di sale. Fatto sta che, nonostante la primaria privazione, la gente toscana ha saputo fare del pane sciocco una vera e propria chicca culinaria, accoppiandolo a pietanze succulente, pepate e/o piccanti, per bilanciare il suo (in-)sapore, creando così piatti dal gusto unico e inconfondibile.
Il pane sciapo è alla base della cucina toscana e diventa ingrediente principale in diverse preparazioni, come i crostini.
I crostini toscani
Sul pane sciapo quindi si riesce a spalmare ogni ben di Dio perchè, grazie all’ assenza di sale, regge benissimo il contrasto con le salse, i condimenti, i formaggi e i salumi toscani. In particolare i crostini neri sono tra i miei preferiti, ma so per certo che non tutti hanno il “fegato” per assaggiarli. Gli ingredienti fondamentali per creare questo patè sono infatti fegatini di pollo, acciughe e capperi… e si, in questo caso carne e pesce stanno divinamente bene insieme. Sono saporiti e gustosi, ottimi da abbinare ad un vino rosso fermo, come un Val d’Arno di sopra DOC Merlot riserva, una DOC della regione Toscana.
La Pappa col pomodoro
Il pane sciapo è anche l’ingrediente portante di una delle zuppe toscane più famose nel mondo: la pappa col pomodoro. Arrivata sotto forma di canzone nelle restanti regioni italiane grazie alla voce Rita Pavone, la pappa al pomodoro ha pochissimi ingredienti, ma di ottima qualità. Fondamentale infatti è il pomodoro, che deve essere maturo e gustoso. Soffritto in olio e aglio quanto basta e con l’aggiunta di pane raffermo diventa una vera perla culinaria da assaggiare durante in viaggio in Toscana.
La pappa al pomodoro è uno dei piatti tipici della Toscana che più adoro. Se ne trovano di div erse varianti, ma la mia preferita rimane quella aretina.
La Ribollita, regina dei piatti tipici della Toscana
Un’altra zuppa di questa straordinaria regione, assolutamente da assaggiare se ci si trova nella zona di Arezzo è la ribollita. E’ un piatto della tradizione contadina, e i suoi ingredienti infatti sono legati alla terra. Pane raffermo, verdure e cavolo nero sono i protagonisti di questo piatto, che prende il nome proprio dal fatto di essere “ribollito”, ossia riscaldato, per essere mangiato per più giorni consecutivi.
La ginestrata
Lasciamo da parte le zuppe della tradizione contadina e andiamo ad assaggiare la ginestrata, una zuppa leggermente più aristocratica, preparata nella zona del Chianti e della Val di Chiana. Cremosa, speziata e arricchita con latte e uova, la ginestrata viene preparata con brodo di pollo, zucchero, noce moscata e cannella, non certo ingredienti poveri ma alquanto pregiati. Infatti è rimasto un piatto da “grandi occasioni”, tra l’altro con note proprietà rinvigorenti e afrodisiache. In passato era addirittura servita ai novelli sposi dopo la “performance” della prima notte di nozze.
Le pappardelle. I piatti tipici della Toscana
Come non amare le pappardelle? Il piatto più famoso della cucina toscana è un formato di pasta all’uovo, e il suo nome pare che derivi dal termine pappare. E già il termine rende bene l’idea di quanto questa pasta sia una goduria per il palato, soprattutto quando è condita con il ragù di cinghiale, altra salsa caratteristica della tradizione culinaria toscana. Ovviamente bisogna trovare un ristorante in cui davvero vengono fatte a mano, e dove il sugo non sia di scatola, come spesso ormai accade. Rimane comunque un classico, e le più buone della mia vita le ho assaggiate da Casa Cecco, un piccolo ristorante a conduzione familiare ad Arezzo.
Un piatto della tradizione toscana assolutamente da assaggiare durante un tour gastronomico nella regione: le pappardelle al ragù di cinghiale! Ma assicuratevi che sia tutto di produzione della casa!
Il lampredotto
Un altro classico piatto toscano, da mangiare sporcandosi le dita di colatura, è il lampredotto. Servito spesso come street food in un panino artigianale è una specialità regionale da divorare a quattro palmenti. Viene preparato con lo stomaco del bovino, cotto e lavorato con salse e spezie fino a renderlo scioglievole come cioccolato e decisamente molto gustoso.
Molte persone storcono il naso dinanzi al lampredotto. Anche io non avevo il coraggio di assaggiarlo, ma una volta provato ….fai il bis! E’uno dei piatti tipici più famosi della Toscana.
I pici. Piatti tipici della Toscana
I pici toscani sono un tipico formato di pasta fatta a mano, con una base di farina, acqua e sale. Il nome deriva da appicciare, che significa sostanzialmente lavorare a mano la pasta tirandola bene. Sono un piatto tipico della Val d’Orcia e della Val di Chiana e grazie alla loro consistenza si adattano facilmente a molteplici tipi di condimento. Da assaggiare assolutamente la variante con l’aglione, un antica varietà di aglio gigante che ne esalta il sapore.
Gli gnudi
Altra specialità casareccia sono gli gnudi senesi. Dei ravioli particolari, che adoro in particolar modo, senza alcuna pasta ad avvolgerli, e quindi nudi. Vengono preparati con spinaci o con bietine, borragine e ortica, bene amalgamate a ricotta e uova. Con questo cremoso impasto vengono create delle polpettine da servire con sugo di pomodoro, o saltate con burro e salvia.
I dolci tipici della Toscana
Ovviamente, per questioni di spazio, ho presentato solo alcune delle leccornie che ho avuto modo di assaggiare in Toscana. ma non posso concludere l’articolo senza dedicare un piccolo spazio ai dolci caratteristici di questa regione. E quindi ti porto nella golosa Siena, la patria indiscussa dei ricciarelli. Preziosi biscotti, morbidi e profumati, preparati con mandorle, zucchero e albume, ricoperti da un sottilissimo velo di ostia. E come non menzionare i cantucci? Anche questi a base di mandorle, ma dalla consistenza molto più dura. Da sempre sposati e pucciati nel Vin Santo, sono una degna conclusione di un pasto a base di prodotti tipici toscani.
I dolci tipici di Siena sono i ricciarelli. Morbidi pasticcini alle mandorle da mangiare anche a merenda!
Il Castagnaccio
Se capiti in Toscana in autunno poi, dedica un assaggio al Castagnaccio, un classico dolce della tradizione preparato con la farina di castagne. Morbido e compatto, lo trovi spesso anche con l’aggiunta di pinoli e uvetta, e in base alla provenienza potresti trovare diversi nomignoli ad esso associati. Migliaccio, gheriglio o baldino sono solo alcuni di questi.
Itri è un piccolo e meraviglioso borgo della provincia di Latina, vicinissimo alla città di Gaeta e alla bellissima Sperlonga. Le sue origini sono antichissime, e nel 300 a.C. divenne possedimento del Popolo Romano. Il nome Itri deriva infatti dal latino “iter”, che significa “strada” o “cammino”.
Itri. Borgo medievale del Lazio
Il suggestivo borgo medievale di Itri si sviluppa attorno al prezioso Castello, risalente all’undicesimo secolo. Si trova nella parte più alta della città, della quale è divenuto simbolo, sulla collina detta “Sant’Angelo”. E’ una vera e propria fortezza medievale, danneggiata purtroppo dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Solo nel 1979, ceduto dalla provincia di Latina al comune di Itri, è diventato parte integrante della comunità locale e notevole punto di interesse della Regione. Usato oggi per eventi come matrimoni, spettacoli culturali o convegni, si mostra in tutta la sua rinnovata bellezza a chiunque voglia visitarlo.
Il centro storico di Itri
Esplorato in diverse occasioni nel giorno dei Fuochi di San Giuseppe,la ormai famosa manifestazione itrana conosciuta in tutto il Lazio, il centro storico di Itri ci ha regalato momenti straordinari tra scorci magici e romantici e nei suoi angoli più caratteristici. Le viuzze che si intersecano alle antiche scalinate sembrano svelare i segreti del borgo passo dopo passo, lasciando apparire di volta in volta piccole chiese o edifici storici di gran valore architettonico, che lasciano a bocca aperta i viaggiatori curiosi.
Porta Mamurra ad esempio, è uno di questi edifici dal fascino antico. E’ una delle porte principali della città, primitivo accesso al borgo medievale. Ai lati della porta è possibile vedere quattro bassorilievi raffiguranti il serpente e la testa di cane, che vengono riproposti anche nello stemma araldico della città di Itri. Sembra che siano opera dei Longobardi, e che risalgano dunque alla fine del 700. Interessanti anche le restanti porte della città, come Porta Ripa, nella parte bassa del paese. Costruita con blocchi di pietra calcarea, ancora conserva nella sua parte superiore i resti di una stradina usata dalle guardie che erano a difesa della città medievale.
La leggenda di Frà Diavolo
Una curiosa storia legata alla città di Itri riguarda un brigante chiamato Frà Diavolo. Vissuto tra il 1700 e gli inizi del 1800, Michele Pezza, in arte Frà Diavolo, è divenuto famoso nella zona per il suo operato in alcuni movimenti rivoluzionari. A dare a Michele questo soprannome fu il suo maestro, perchè il bambino era solito indossare durante l’orario scolastico un saio francescano a seguito di un voto fatto dalla madre per la sua salute vulnerabile. Per la sua vivacità e per via della sua vita dissoluta divenne per tutti Frà Diavolo. La sua lunga latitanza tra le montagne circostanti per sfuggire all’arresto dopo un omicidio, e la sua presa di posizione per difendere la sua terra dall’invasione dei Francesi ne hanno fatto un eroe popolare molto amato e acclamato.
Il Museo del Brigantaggio di Itri
Per ripercorrere la storia di questo periodo storico del basso Lazio e per conoscere le gesta di Frà Diavolo è essenziale fare una visita al Museo del Brigantaggio. Al suo interno è possibile viaggiare nella storia, nei miti e nell’arte del territorio, ripercorrendo gli eventi in ordine cronologico e lasciandosi trasportare dagli avvenimenti che hanno determinato e contraddistinto la vita della cittadina durante il periodo del brigantaggio, analizzandone anche gli aspetti culturali.
Dove si trova il Museo del Brigantaggio
Corso Appio Claudio, 268 – 04020 ITRI (LT) Tel. 0771 721061 | Fax 0771 721108 Pro Loco 0771 732207 Email: info@museobrigantaggio.it
Santuario della Madonna della Civita a Itri
La madonna della Civita è la patrona della città di Itri. Il santuario a lei dedicato si trova sul Monte Fusco, fuori dalle mura della città. Sembra che il Santuario sia sorto dopo che la statua della Madonna, smarrita in mare, venne ritrovata sul versante del Monte della Civita da un pastore sordomuto, il quale riacquistò immediatamente la parola e l’udito dopo aver avuto a che fare con l’icona miracolosa. Il Santuario è spesso raggiunto a piedi dai pellegrini, che arrivano da tutte le città limitrofe. All’interno del Santuario si trovano tantissimi ex voto, suddivisi in diversi stanzoni. Dal piazzale che circonda l’intero Santuario invece si ha una vista spettacolare sui Monti Aurunci, ed è possibile raggiungere con lo sguardo anche Monte Orlando a Gaeta e il Monte Circeo.
Un evento da non perdere se ci si trova nei pressi di Itri durante il giorno del Corpus Domini è senza dubbio l’Infiorata. Arrivata ormai alla 33esima edizione è una manifestazione colorata e profumata, in cui ammirare preziose opere d’arte completamente disegnate con i petali dei fiori. Quadri meravigliosi che ricoprono il manto stradale in diversi quartieri, regalando attimi di spensieratezza e stupore agli avventori.
Una delle più famose e aspettate manifestazioni dell’anno è sicuramente quella dei Fuochi di San Giuseppe. Nella giornata dedicata alla Festa del Papà, Itri si accende di magici falò, intorno ai quali è possibile assaggiare prodotti tipici locali e divertirsi a ballare musica popolare insieme ai gruppi folkloristici della zona.
Un evento dai toni romantici, caldo come un abbraccio e luminoso come un cielo stellato d’estate è invece la Notte di Luci a Itri. La notte del 5 Gennaio il centro storico di Itri si illumina di migliaia di candele, per uno spettacolo davvero unico nel suo genere. Scalinate, viuzze, balconi e piazze prendono vita, illuminando in maniera gentile il borgo medievale di Itri, per regalare a chiunque uno scenario poetico e pittoresco.
Sei mai stato a Rovereto? E’ un bellissimo borgo incastonato tra il lago di Garda e le Dolomiti trentine, bellissimo da girare anche solo in un giorno. Scelto come tappa per i suoi mercatini di Natale, i più belli del nord Italia, abbiamo invece scoperto un luogo meraviglioso, ricco di storia, arte e cultura, e ce ne siamo innamorati subito.
Cosa vedere a Rovereto
Cuore pulsante della cittadina di Rovereto è la piazza che ospita ogni anno, nel periodo natalizio, i bellissimi mercatini di Natale, fiore all’occhiello di tutta la zona. Ma su piazza Rosmini, il cui centro è occupato da una graziosa fontana che sprizza curiosi zampilli d’acqua, si affaccia anche il palazzo Del Ben-Conti d’Arco. Una struttura rinascimentale che vanta una loggia decorata niente meno che da August Sezanne. Fuori dai mercatini non viene meno l’atmosfera natalizia, che anzi abbraccia anche le viuzze che portano a via dei Portici, costeggiate da graziose botteghe artigiane e deliziosi negozietti dove acquistare piccoli souvenir.
Rovereto incanta i visitatori con il suo centro storico, accogliente e pittoresco, ricco di botteghe e di locali in cui rintanarsi a bere una cioccolata calda.
Visita il castello di Rovereto e il Museo storico italiano della guerra
Alla fine di via dei Portici si trova il castello di Rovereto, che dagli inizi del 1900 ospita il Museo Storico Italiano della Guerra, il più grande in Italia. All’interno è possibile vedere foto d’epoca, divise storiche, armi e manifesti bellici risalenti al 15-18. Una tappa immancabile per gli appassionati della storia d’Italia e soprattutto della Grande Guerra. Inoltre, dalle sue mura, si ha una bellissima visuale sulla città di Rovereto.
Rovereto e la Serenissima
Tornando nel centro città non si può non notare la Torre Civica, risalente al 1500. Costruita su una delle porte di accesso alla città, aperte sulle cinta muraria di protezione, è una tappa imperdibile se si è a passeggio a Rovereto. La vicina Chiesa di San Marco invece, con il vezzoso leone in bella mostra sulla facciata, ricorda ai viaggiatori che la città è stata per anni sotto il dominio della Serenissima, prima di passare all’impero austriaco, al quale poi è rimasta legata per circa tre secoli.
Visita il MART
Noi non siamo riusciti a visitare il MART, ma se ti trovi a Rovereto ti consiglio di farci un salto. E’ il Museo di Arte Moderna e Contemporanea più importante d’Europa, e al suo interno ospita spesso mostre tematiche d’eccezione. Custodisce inoltre circa 20.000 opere appartenenti ai più famosi movimenti artistici dello scorso secolo.
I mercatini di Natale di Rovereto
A Rovereto abbiamo trovato un’atmosfera natalizia da fiaba. Attorno al grande abete di Piazza Rosmini, che simboleggia l’unione tra i popoli, tantissime casette addobbate sono riuscite ad incantare noi e migliaia di visitatori. Gustosi prodotti locali, piccoli oggetti di artigianato tipico, meravigliose opere d’arte in legno e tanto altro ancora è quello che si può trovare ai mercatini di Natale di Rovereto. Bellissima poi la zona dedicata allo street food! Tra profumi meravigliosi, piatti tipici locali e deliziose birre artigianali, abbiamo pranzato in compagnia di sconosciuti accorsi da ogni parte d’Europa, ma è sembrato di essere a tavola con una grande famiglia. Vin brulè, strudel, crauti e wurstel, sono stati il collante della manifestazione, assieme alla calda accoglienza degli espositori.
I Mercatini di Natale di Rovereto sono tra i più belli del Nord Italia, visitabili anche con i bambini al seguito.
Rovereto per i bambini
Ma nella bellissima cittadina di Rovereto hanno pensato anche ai piccoli viaggiatori. Nel Villaggio di Babbo Natale è possibile partecipare a tanti laboratori creativi, grazie alla pazienza degli aiutanti elfi. Un occasione unica per scrivere la letterina a Santa Claus e per ascoltare le storie e le leggende che ruotano intorno alla sua figura.
In questi ultimi mesi, viaggiare in camper ha riscontrato tantissimo successo. E questo non dovrebbe sorprendere, perché viaggiare in camper è il modo migliore per viaggiare, per motivi di sicurezza, praticità, ma soprattutto di libertà. Viaggiare in camper apre un nuovo mondo di possibilità, combina il classico viaggio su strada con l’esplorazione della natura.
Viaggiare in camper con Goboony
Fortunatamente, al giorno d’oggi non è necessario possedere un camper per provare questa fantastica esperienza, ma basta poter noleggiare un camper su una piattaforma di sharing come quella diGoboony per poter sperimentare la sensazione massima di libertà. Ma scopriamo insieme 5 motivi per i quali viaggiare in camper dovrebbe essere la tua scelta per la tua prossima vacanza.
Grazie a Goboony puoi affittare un camper per provare questa fantastica esperienza di viaggio, senza impegnarti economicamente per comprarne uno.
Il camper ti permette di viaggiare comodo
Il campeggio è fantastico, tutti noi amiamo il campeggio e lo stesso vale per i viaggi on the road. Ma penso che possiamo essere tutti d’accordo sul fatto che l’unico aspetto negativo è … il comfort. Anche il sacco a pelo o la sedia più morbida spesso non risultano essere proprio efficaci. Ma i camper risolvono tutto questo. Sebbene siano disponibili in molte dimensioni e design diversi, ciò che hanno tutti in comune è il massimo comfort, esattamente come se fossi a casa tua. Molti camper sono anche dotati di vari servizi moderni come doccia, cucina, frigorifero e riscaldamento. Sono una piccola casa su ruote, così puoi esplorare e viaggiare mantenendo l’atmosfera di casa. Grazie a piattaforme di sharing come Goboony puoi scegliere di noleggiare camper di lusso o un piccolo van per portare con te lo stretto indispensabile.
Viaggiare in camper con Goboony è economico
Non importa quanti soldi abbiamo in banca, se possiamo risparmiare qualcosa è sicuramente meglio! E il noleggio economico garantisce che il tuo viaggio possa iniziare nel modo giusto. Un camper soddisfa questo desiderio, il desiderio di spendere abbastanza per divertirsi ma non troppo. Per un camper il trasporto e l’alloggio sono combinati. Con un camper puoi campeggiare liberamente (dove consentito) che è gratuito, o sostare in un campeggio che sarà sicuramente più economico di una camera d’albergo.
In camper c’è spazio per tutto
Quando vai in vacanza in macchina o in aereo, hai spesso il problema di non poter portare tutto con te. Un camper offre spazio sufficiente per portare con te tutti gli oggetti che desideri, come un tavolo esterno, attrezzature da cucina o persino le biciclette. Puoi portare spezie per cucinare, coperte extra per la sera e altro ancora! Inoltre, le tue cose sono con te in un posto per tutto il viaggio, quindi non dovrai fare e disfare le valigie in ogni nuova destinazione in cui vai. Insomma, hai tutto a portata di mano!
Viaggiare in camper per godersi il mondo
Viaggiare in camper ti permette di vivere veramente il mondo e tutto ciò che ha da offrire. Puoi guidare ovunque tu voglia, sulle montagne, sulle colline o sulla semplice strada aperta. Puoi fermarti ovunque tu voglia, sia per sederti e divertirti, sia per allestire la tua area di campeggio. Puoi dormire sotto il cielo notturno e il suono dei grilli in lontananza. Puoi goderti la bellezza di un temporale sotto la tua tenda e ascoltare la pioggia sul tuo tetto. Puoi preparare una tazza di caffè fresco, per poi sederti e guardarti intorno. Puoi trascorrere le tue giornate esplorando percorsi naturalistici e poi tornare a casa. Appassionato di ciclismo? Pedala lungo i sentieri più belli che l’Europa ha da offrire e tieni le bici sul retro del camper. Le opportunità sono infinite.
Viaggiare in camper ti permette di esplorare il mondo in tutta libertà, rispettando i tuoi tempi e regalandoti esperienze uniche e indimenticabili.
Con Goboony viaggi in tutta sicurezza
Stiamo vivendo un periodo molto critico dove viaggiare risulta essere davvero difficile. Nonostante ciò il viaggio in camper ti permette di goderti la tua vacanza al massimo. Infatti, il camper è il mezzo più sicuro per viaggiare durante l’emergenza covid: non dovrai usare altri mezzi con altre persone e non dovrai alloggiare in un albergo pieno di gente. Ci sarete solo tu e il camper, e tutto ciò rende il vostro viaggio il più sicuro di sempre tanto non dover rinunciare a una delle cose più belle del mondo: essere liberi.
Non sei ancora convinto se viaggiare in camper fa per te? Allora puoi noleggiarne uno la prima volta! Provalo e vedi come ti si addice. Il noleggio di un camper su piattaforme di sharing ti permette di provare e assaporare la libertà prima di impegnarti. È la piattaforma perfetta per questo, che collega viaggiatori desiderosi con proprietari di camper per creare le vacanze in camper perfette.
Nella mia mini guida per principianti dedicata allacrescita organica su Instagram abbiamo analizzato i principi basilari per creare una gallery coinvolgente, che attiri utenti e interazioni.
Dopo aver creato una bio accattivante, trovato un immagine del profilo che contraddistingua il tuo brand o la tua figura professionale e dopo aver imparato ad usare i Preset per Lightroom,puoi dunque cominciare a creare contenuti di qualità per il feed.
Creare contenuti di qualità per Instagram
Per crescere su Instagram, algoritmo permettendo, occorre una strategia ben definita. Devi dunque individuare la tua nicchia di utenti e, servendoti degli insight, vedere nello specifico in che modo acquisisci interazioni. Nei profili business e creator puoi infatti vedere gli orari e i giorni di maggiore afflusso sulla tua gallery, e quante impression hai avuto sia nei post che nelle storie. Prima di creare contenuti cerca quindi di capire che cosa si aspettano da te i tuoi followers, e quali delle tue foto hanno avuto maggiore visibilità. Solo in questo modo riuscirai a creare una comunicazione vincente, supportata da interazioni reali e quindi più che valide. Dedica tempo e attenzione a questa prima parte fondamentale della tua strategia.
Per avere interazioni utili al tuo engagment rate su Instagram è necessario lavorare su più fronti, ma soprattutto creare contenuti di qualità.
Fai delle prove senza aver paura di sbagliare
Per capire se i tuoi contenuti di Instagram vadano a genio o meno ai tuoi followers non ti resta che sperimentare e andare per tentativi. Devi creare un legame con il tuo pubblico, e l’unico modo per capire se questo è possibile è facendo tentativi e analizzandoli volta per volta. Se con un determinato tipo di fotografia non sei riuscito ad avere le interazioni che speravi, forse è perchè il tuo pubblico si aspetta qualcosa di diverso. Rivedi i contenuti, rivaluta i preset usati, prova a cambiare anche gli orari di pubblicazione, e crea una caption coinvolgente. Con la caption devi fornire un riassunto di quella che è la tua foto, e cercare di coinvolgere gli utenti portandoli a mettere like e commentare, nonchè a salvare il post. Fai domande, crea sondaggi, porta il tuo pubblico a fare riflessioni in merito alla tua foto.
Fai domande, e falle direttamente ai tuoi followers. In questo modo infatti puoi risalire ai loro gusti, captare i loro interessi e le loro inclinazioni. Ogni risposta ti darà informazioni necessarie per creare il tuo piano editoriale.
Racconta qualcosa con i tuoi contenuti
Su Instagram è necessario raccontare una storia con le tue foto. Sta tutto quindi nel saperlo fare bene. Scegli sempre il contenuto migliore, non rovinare il feed con foto approssimative. Il feed infatti deve rimanere pulito, perchè va a raccontare la tua storia complessiva attraverso contenuti ed interazioni. Se il tuo contenuto spazia tra troppi argomenti e si dirige in più direzioni, sarà difficile catturare l’attenzione degli utenti ( anche quelli che già ti seguono ), che invece sono alla ricerca di un argomento specifico.
Instagram è sempre stata e continua ad essere una piattaforma di ispirazione visiva. Devi affascinare il pubblico attraverso le tue immagini. Devi narrarle come se fossi uno scrittore per aumentare il coinvolgimento degli utenti.
Definisci un piano editoriale
Una volta definito il tuo tema e il tuo target di utenti comincia a creare un piano editoriale. Definisci cioè lo stile e il design del tuo feed e la frequenza con cui andrai a pubblicare. Segui uno stile, quello che più contraddistingue te e il tuo brand, e crea delle vere e proprie guide da seguire per la creazione dei tuoi contenuti. Utilizza ad esempio, i colori e le tonalità del tuo logo o del tuo brand per creare post coinvolgenti.
Sii costante nelle pubblicazioni
Per poter crescere in maniera organica su Instagram, puntando suoi contenuti di qualità, è essenziale mantenere una regolare frequenza di pubblicazione. Uno o più post al giorno ti permettono di avere una bella fetta di visualizzazioni e di interazioni, e quindi di acquisire followers, magari attratti dai tuoi contenuti. Se pubblichi foto di qualità, attiri pubblico di qualità. Fai sempre attenzione a non uscire fuori dal tema della tua bio. Se ti presenti al pubblico per un determinato settore, è di quell’argomento che il tuo pubblico vorrà essere informato. E’ essenziale mantenere una linea con la tua presentazione in bio e i contenuti pubblicati.
Ora comincia a creare contenuti di qualità per Instagram
Una volta che hai finalmente stabilito la tua scaletta e lavorato sulla bio, sui preset, sulla scadenza delle pubblicazioni e sulle caption che vadano a coinvolgere il tuo pubblico, posta il tuo contenuto di qualità su Instagram. Se punti ad avere collaborazioni con aziende più o meno importanti, un feed omogeneo e di qualità è un ottimo biglietto da visita. Non è nemmeno necessario avere milioni di followers per avere richieste da parte di brand, perchè quello che conta è il tuo bacino di utenza e le interazioni che ne derivano, ossia il tuo engagment rate. Vedremo più avanti di cosa si tratta e come fare per analizzare un profilo Instagram.
Se hai domande o perplessità relative all’argomento trattato, scrivimelo nei commenti. Se il post ti è stato utile, salvalo e condividilo con i tuoi amici.
Durante in viaggio on the road che ci ha portato da Los Angeles a Las Vegasabbiamo avuto modo di fare delle piccole soste lungo il tragitto, per visitare alcuni luoghi di grande interesse storico e paesaggistico, come la Diga di Hoover.Una della più simpatiche tappe che abbiamo fatto invece, è stata a Calico, una Ghost Town che ancora conserva il fascino antico e avventuroso del vecchio west.
Calico è una città fantasma del 1880, diventata una meta prettamente turistica. Si trova nelle vicinanze di Las Vegas.
Calico. La Ghost Town vicino Las Vegas.
Calico è una vecchia cittadina risalente alla metà del 1800, e si trova nelle vicinanze di Las Vegas. Rimane quindi una perfetta tappa intermedia per chi raggiunge la città del divertimento in auto o in moto. La cittadina di Calico ha avuto una crescita straordinaria in termini di popolazione grazie all’avvento di numerosi minatori, impiegati nei diversi giacimenti di argento e oro che si trovavano allora nella zona. Altrettanto rapido fu però il suo declino perchè, con la scoperta di nuovi e ricchi giacimenti di borace nella Death Valley, gli abitanti abbandonarono i suoi 22 sallon e le sue circa 500 miniere per trovare fortuna nelle terre vicine.
Calico, the Ghost Town, è una delle tappe da fare durante un road trip in America. Si trova sulla strada che da Los Angeles porta a Las Vegas.
Passeggiare nel vecchio west a Calico
Devastata nel corso degli anni da ben due incendi, la cittadina di Calico è sempre stata ricostruita, diventando oggi una vera e propria attrazione turistica. Non c’è molto da raccontare su questa cittadina del vecchio west, ma sicuramente nelle sue viuzze polverose c’è molto da fotografare. Anche se invasa da negozi di souvenir e scorci altamente attrezzati per turisti, resta un luogo da visitare perchè riproduce perfettamente lo stile delle vecchie cittadine del West. Guardandoti intorno infatti sentirai di far parte di un atmosfera davvero wild, fatta di sceriffi e pistoleri fuorilegge, diligenze e banconi di legno su cui bere birra ghiacciata.
A Calico sono stati riprodotti diversi scorci, anche e soprattutto per intrattenere i turisti.
A Calico ci sono angoli davvero suggestivi, che rimandano alla vecchia città di minatori.
Le strutture originali del 1800
Anche se Calico a prima vista sembra solo una perfetta riproduzione, forse un po trotto turistica, di una città mineraria dell’800, ancora vede protagoniste alcune strutture originali dell’epoca. Ad esempio Il Saloon di Lil e Jo, la casa di Lucy Lane, il negozio e la galleria di Smitty sono effettivamente edifici rimasti in piedi durante i secoli, e arrivati ai nostri giorni in condizioni quasi perfette. Anche la vecchia scuola è stata ricostruita sull’originale struttura.
Nonostante Calico, la ghost town vicino Las Vegas, sia un posto molto turistico, è piacevole passeggiare per le sue piazze polverose per scattare simpatiche foto.
Consigli utili per visitare Calico
Il sito della Ghost Town Calico è sempre aperto, e non è richiesta alcuna prenotazione. Il biglietto di ingresso costa 8 dollari per gli adulti ed è gratis per i bambini sotto i 5 anni d’età. Per visitare la vecchia città basta un oretta, ma ti sconsiglio di arrivare durante le ore di punta. Può fare davvero molto caldo, e risulta difficile persino camminare. Porta con te sempre un cappellino per il sole, una crema protettiva e una bottiglia d’acqua, che potrai riempire nelle fontanelle che si incontrano lungo il percorso. Ci sono comunque dei piccoli bazar dove comprare viveri e acqua fresca. La macchina fotografica è assolutamente essenziale, perchè ci sono diversi scorci assolutamente instagrammabili!
Con questo articolo ti porto in un viaggio emozionale nei Paesi Scandinavi, dalla Svezia alla Finlandia, per conoscere stili di vita alternativi legati all’essenziale, al benessere e al relax. Parliamo dunque di Hygge, Lagom, Cozy e Lykke, gli stili di vita equilibrati dei paesi nordici.
Hygge
Dalla Danimarca la filosofia dell’intimità
Il termine danese “Hygge” si traduce in “calore, intimità”, ma racchiude molto altro. Quasta filosofia Hygge, che si pronuncia “hugga”, è diventata improvvisamente popolare in tutto il mondo. Il perchè sta nel suo essere essenziale ma soprattutto nel suo modo gradevole, morbido e rilassante di intendere la vita. In sostanza, significa creare un’atmosfera accogliente e godersi il bello della vita con le persone care ( ma anche con i nostri amici animali!). Questo modo di fare ha un effetto benefico anche e soprattutto sullo spirito!
Hygge è uno stile di vita dedicato alla morbidezza, al relax, alle piccole gioie della vita.
Il calore del camino è Hygge. Guardare un film insieme alla famiglia è Hygge. Accendere una candela profumata è molto Hygge. Un plaid sulle gambe e una tazza di tè fumante è super Hygge. E non c’è niente di più Hygge che starsene seduti tra amici e familiari sorseggiando una cioccolata calda o un bicchiere di vino rosso.
Insomma Hygge significa godere infinitamente delle piccole e grandi gioie della vita. Forse è la ragione per cui i danesi sono tra le persone più felici al mondo.
Lagom: l’arte della vita armoniosa oltre l’Hygge
Lasciamo la Danimarca e facciamo un salto in Svezia per conoscere la filosofia Lagom. Una vera e propria arte che si traduce in una vita equilibrata. Lagom è infatti sinonimo di moderazione. Evitare il troppo e il troppo poco, scegliendo la giusta via di mezzo. Puntare sulla sobrietà evitando gli eccessi.
Lagom è uno stile di vita consapevole. È pensare al benessere del gruppo e della famiglia, evitando di concentrarsi solo ed esclusivamente su se stessi. È rispettare le risorse naturali prediligendo uno stile di vita eco sostenibile. Lagom è scegliere la semplicità in casa e nella vita di tutti i giorni. L’obiettivo di questo stile di vita svedese è l’equilibrio, il “quanto basta”. Lagom è saper cogliere in ogni situazione qualcosa di positivo, riuscire a trarre un insegnamento da ogni esperienza. Vivere in armonia con il mondo con le cose essenziali.
Uno dei consigli più preziosi che la filosofia Lagom ci suggerisce è quello di trovare il tempo per il relax. Lo stile di vita Lagom punta sul concetto di “rituale”. Dedicare un rito a se stessi che vada a soddisfare le esigenze e le emozioni più profonde.
Tutto, nello stile di vita Lagom, è basato sulla sostenibilità, sul risparmio energetico e sull’utilizzo di materiali che rispettino l’ambiente, e questo vale anche per la moda.
Cozy life: ispirarsi alla morbidezza
Cozy: un vero e proprio modo di vivere fatto di dolcezza, abbracci, piccoli gesti che rendono più bello il confort domestico. Una filosofia scandinava molto in voga al momento.
Immagina di tornare a casa dopo una giornata stressante e lasciati abbracciare da in atmosfera in stile cozy. Lasciati avvolgere dalle calde luci della casa, dall’aroma caldo e pungente delle candele profumate alla vaniglia e dal profumo di un te caldo aromatizzato. Accoccolati quindi sul divano raccolto in un plaid di morbida lana, poggiando i piedi e la testa su soffici cuscini. Ecco.. lo stile cozy è una delle più basilari ricette della felicità!
Cozy è tutto ciò che è morbido e confortevole. Un vero e proprio stile di vita tendente all’estrema felicità.
Niksen, il dolce far nulla
Adesso facciamo un salto in Olanda e andiamo a conoscere una pratica che individua nell’inerzia il segreto del vivere bene. Interessante no? In fondo è quello a cui auspichiamo un po tutti. Bene, se non possiamo passare l’intera giornata senza far nulla, lasciamoci andare allora a dieci minuti in stile Niksen. Il Niksen è la filosofia olandese che punta alla riconciliazione con se stessi invitando alla disconnessione della mente. Niksen è chiudere gli occhi, ascoltare musica, guardare il cielo fuori la finestra, immergersi in un ovattato bagno caldo. L’importante è rendere onore al significato della parola Niksen, ovvero essere inattivo, fare qualcosa di inutile.
Lykke: felicità allo stato puro
In quanto a benessere i danesi sono sempre all’avanguardia. Sono consapevoli di quanto sia importante godere delle piccole cose per vivere bene. Voliamo ora in Danimarca e concentriamoci sulla Lykke. Tradotto dalla lingua danese Lykke significa “felicità” e anche “soddisfazione”, quindi è una filosofia di vita che punta sull’appagamento del corpo e dell’anima traendo beneficio dai piccoli gesti quotidiani. Forse è proprio grazie a questo stile di vita che la Danimarca, e in special modo Copenaghen, sono considerati i luoghi più Lykke del mondo. Tutti, dopo essersi dedicati alle attività lavorative, consacrano il tempo rimanente della giornata alla famiglia, agli amici e allo svago, puntando sull’accoglienza e sulla gentilezza.
Lykke è dedicarsi agli amici, alla famiglia e alle attività che fanno stare bene.
Dopo l’Hygge, il Lagom, e il Cozy conosciamo la Sisu: come affrontare i momenti difficili
Continuiamo il nostro viaggio nei paesi nordici e atterriamo in Finlandia. Andiamo ad analizzare il termine Sisu. Una filosofia non traducibile con un solo termine, perchè abbraccia insieme coraggio, resilienza e tenacia. Caratteristiche queste che hanno fatto di un intera nazione un simbolo mondiale di perseveranza e correttezza.
Sisu è determinazione, raggiungimento degli obiettivi, coraggio di reagire ad ogni circostanza, Sisu è nascosto in ogni individuo, e si risveglia nel momento in cui ci si trova dinanzi a qualche ostacolo. Sisu è imparare a gestire l’ansia e lo stress, riuscire a tenere a bada la paura, perseverare nella realizzazione degli obiettivi e nella realizzazione dei desideri. Ma Sisu è anche rispetto, pazienza, alleanza. Partire dai problemi più piccoli per riuscire ad affrontare quelli più grandi, andando per gradi.
Lo stile di vista Sisu Si basa sul coraggio e sula perseveranza. Ogni problema viene risolto in modo graduale, senza stress.
Friluftsliv: connettersialla natura
Concludiamo questo breve viaggio emozionale con la Friluftsliv. No, non è una parolaccia. E’ un termine norvegese che racchiude uno stile di vita ispirato allo stile di vita en plain air. Friluftsliv è letteralmente connettersi con la natura, gestire le sensazioni che si provano stando all’aria aperta. Non parliamo di gite fuori porta, ma del piacere primordiale di stare nell’ambiente naturale. Friluftsliv non è solo passeggiate all’aria aperta, ma campeggio, meditazione, ascolto e visione. Ammirare il foliage è molto Friluftsliv.
Passare del tempo nella natura apporta numerosi benefici sia a livello fisico che psichico, ma secondo la filosofia Friluftsliv vivere all’aria aperta ha a che fare anche e soprattutto con il rispetto del creato e l’amore per gli essere viventi. Questo stile di vita si è esteso a tutti i paesi scandinavi, che da sempre permettono di passeggiare e campeggiare ovunque nei propri territori. Questo perchè ogni cittadino è particolarmente attento nei confronti dell’ambiente che lo circonda, rispettoso della flora e della fauna selvatica.
Friluftsliv significa ritrovare il contatto primordiale con madre natura, nel pieno rispetto della flora e della fauna circostante.
E tu a quale filosofia scandinava ti ispirerai oggi? Ti aspetto nei commenti.
Las Vegas è una tappa immancabile durante un road trip in America. Considerata una delle città più eccentriche del mondo, sfarzosa e lussuosa, covo di strabilianti casinò e meravigliosi hotel, la città della Strip è assolutamente da inserire in un itinerario di viaggio negli Stati Uniti. Un oasi lussureggiante e luminescente che infuoca di notte il deserto del Nevada, con una miriade di neon scintillanti e di musiche ridondanti.
Ma al di la della city, ci sono differenti siti storici e naturali da vedere nelle vicinanze, luoghi da prendere in considerazione sia come tappe intermedie durante il viaggio di andata o ritorno da Las Vegas, o per una gita di un giorno, continuando a soggiornare negli hotel della città del vizio. Uno dei posti più sorprendenti da vedere nei dintorni di Las Vegas è senza dubbio la diga di Hoover.
A soli 45 chilometri da Las Vegas è possibile visitare uno dei capolavori ingegneristici statunitensi: la diga di Hoover.
La diga di Hoover
La maestosa diga di Hooverdista circa 45 chilometri da Las Vegas, e si affaccia letteralmente sul fiume Colorado, esattamente sulla linea di confine du due stati: Nevada e Arizona. Inaugurata nel 1935, dopo quasi cinque anni di lavori, rappresenta una delle più grandi opere strutturali costruite durante gli anni della Grande Depressione. Grazie alla potenza del Colorado e dei suoi affluenti, la diga di Hoover garantisce ancora oggi la fornitura idrica a più di sette stati americani, tra i quali Nevada e California.
Dopo gli attentati dell’11 settembre si sono intensificati i controlli per l’accesso alla diga di Hoover, ritenuta un punto molto appetibile per i terroristi.
Come arrivare alla diga di Hoover
La diga di Hoover può essere visitata prenotando un tour organizzato oppure in autonomia, come abbiamo fatto noi. Partendo da Las Vegas ci si arriva facilmente in auto, prendendo la US Highway 83 sud fino a Boulder City. Da lì, si raggiunge il bivio per Nevada State Route 172 e a pochi chilometri ti trovi dinanzi all’imponente capolavoro ingegneristico statunitense. Per accedere alla diga di Hoover è necessario fare un controllo di sicurezza a circa due chilometri dall’ingresso. Dopo di che si può accedere al centro visitatori, che offre una delle viste più spettacolari sulla diga.
Una volta arrivato alla diga di Hoover, affacciati dal ponte. Capirai quanto sia imponente questa struttura.
Cosa vedere sulla diga di Hooover
L’entrata della diga si trova nel Nevada. Su uno dei due ingressi del ponte si trova una targa commemorativa ad Anson Smith, il fondatore di questo spettacolare sito artificiale. La diga venne però intitolata a Herbert Hoover, segretario del commercio e poi presidente degli Stati Uniti d’America, che svolse un ruolo fondamentale nella costruzione della struttura. Ricordati che sei a cavallo di due stati, quindi il fuso orario è diverso da un passo all’altro. Te lo ricordano i due giganteschi orologi posti sulle due torri laterali.
Gli orologi della diga di Hoover segnano due fusi orari differenti. Sei a cavallo tra due stati: Nevada e Arizona.
Curiosità sulla costruzione
Per costruire questa imponente diga è stato sfruttata la forza lavoro dei nativi americani, gli Apache. Molti di loro infatti, esperti scalatori, hanno contribuito a piazzare la dinamite sulle pareti di roccia del canyon, nonostante l’altissimo rischio che questo lavoro comportava. Un lavoro svolto oltretutto in condizioni disumane, sotto temperature che sfioravano i 40° e con poche attrezzature in grado di proteggere gli uomini dagli urti o dalle cadute.