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Il Natale è la festa della famiglia per antonomasia. In questo periodo si ha l’opportunità di riscoprire, stando a casa, la vera essenza di questa festa, che dovrebbe essere intima, lontana dal consumismo sfrenato, e soprattutto…completamente dedicata al focolare. Andiamo quindi alla scoperta delle tradizioni natalizie di Gaeta, per creare in ogni casa un legame con gli usi e i costumi da sempre in voga in città durante questo periodo di festa. 

Le tradizioni natalizie di Gaeta

Il folklore gaetano e lo Sciuscio

Gaeta ha un grande patrimonio folkloristico, soprattutto per quanto riguarda le tradizioni natalizie. In molti nei dintorni hanno provato a fare proprie alcune delle usanze più belle e caratteristiche della città, fallendo miseramente nell’intento. Laddove nasce una tradizione, laddove la tradizioni vive e si alimenta nel corso dei millenni, li rimane. E dunque parliamo subito di una delle manifestazioni più allegre e coinvolgenti che da tempi immemori avvolge la popolazione con le sue musiche e il suo baccano: lo sciuscio! Una vera e propria serenata di Capodanno, una dedica pretenziosa verso un capo famiglia o un “padrone” di casa al quale, in cambio di musica e intrattenimento, si chiede un piccolo regalo. Un tempo i contadini, stremati dalla fame e dal freddo, chiedevano cibo per sostenere la propria famiglia durante l’inverno. Ora si usa lasciare ai gruppi una mancia, una piccola quota che li ripaghi della visita.

Lo sciuscio gaetano. Folklore nel borgo di Gaeta per la notte di San Silvestro.
La sera del 31 dicembre puoi ascoltare le canzoni augurali dei sciusci gaetani per le strade della città. Anche il gruppo de “Glie Sciacquapenniegl” ti aspetta per augurarti buona fine e buon principio d’anno!

Gaeta e le tradizioni natalizie: il Capofuoco

Una tradizione gaetana ormai in disuso, ma di cui ho alcuni ricordi sfocati, è il Capofuoco. La notte del 31 Dicembre, in via dell’Indipendenza, le famiglie usavano preparare un grande falò per poter festeggiare l’inizio del nuovo anno all’aperto con tutta la gente del quartiere. Venivano bruciati oggetti vecchi e rovinati, nella speranza che l’anno entrante ne portasse di nuovi e più belli. Era un bellissimo e caloroso modo di riunire intere famiglie intorno ad un fuoco, lasciando da parte, almeno per qualche ora, antichi rancori o piccoli bisticci tra vicini di casa. 

La cena della Vigilia

In un paese da sempre dedito alla pesca in mare, non si può non preparare per la sera della Vigilia ( sia di Natale che di Capodanno ) un menù a base di pesce. Nei racconti di mia nonna il pesce povero era il protagonista indiscusso della tavola ma, preparato in diversi modi, diventava un vero piatto gourmet, apprezzatissimo dai commensali. Bene, anche quest’anno lasciamo da parte lo sfrenato shopping mangereccio, nessun salmone norvegese o caviale della Siberia, ne champagne per brindare al nuovo anno, e lasciamo che i prodotti tipici del territorio prendano il posto d’onore sulle nostre tavole. 

Conserva le tradizioni usando e preservando i prodotti del territorio

Concentriamoci dunque sui prodotti autoctoni, cercando di portare in tavola le tradizioni della città e riscoprendo insieme sapori antichi e autentici. Quindi via libera alle alici, fritte o in polpetta, e alle golose frittelle di cavolfiore, da mangiare calde e rigorosamente con le mani. Riserviamo un posto d’onore al re della cucina locale: il polpo. In insalata o nella tiella non può mancare sulle tavole gaetane della vigilia questo delizioso “ingrediente”. Lasciamo che nelle nostre cucine torni il profumo del sugo con le seppie, preparato con la passata di pomodoro fatta d’estate in campagna, o del soutè di cozze, eccellenze gaetane, e degli spaghetti alle vongole, con l’odore dell’aglio “sfritto” nell’olio che insaporisce anche l’aria di casa. Il tutto accompagnato dal vino locale, quello contadino, profumato di mosto, di campagna, di autenticità.

Non c'è occasione migliore per preparare piatti tipici del territorio con prodotti autoctoni. Il Natale gaetano è soprattutto cibo buono e a chilometro zero.
Non c’è occasione migliore per preparare piatti tipici del territorio con prodotti autoctoni. Il Natale gaetano è soprattutto cibo buono e a chilometro zero.

I dolci tipici delle feste. Gaeta e le sue tradizioni natalizie.

Durante il periodo natalizio non sono mai mancati gli squisiti dolci della tradizione sulle tavole dei gaetani. Da sempre susamielli, roccocò, sciuscelle e mostaccioli addolciscono i palati e conquistano tutti, grandi e piccini. Le sciuscelle in particolare sono nate come dolci poveri, fatti con la farina di carruba e ricoperti di cioccolato. Infatti sciuscella è il termine dialettale per definire la carruba, legume allora facilmente reperibile nel golfo di Gaeta e molto economico. I dolci venivano e sono tuttora accompagnati da nocciole tostate, castagne del prete, datteri e fichi secchi, simbolo di abbondanza e prosperità. Insomma un trionfo di calorie da smaltire nell’arco dell’anno. 

Le tradizioni natalizie di Gaeta. Viaggio nella gastronomia delle feste.Favole di luce, le luminarie d’artista a Gaeta

Favole di Luce, le luminarie d’artista di Gaeta, sono ormai entrate non solo nella storia della città, ma anche d’Italia. Meta imperdibile del periodo invernale, le graziose installazioni luminose accolgono ogni anno milioni di visitatori, avvolgendoli nell’atmosfera magica e fatata che creano in città. Ma non sono solo un attrazione turistica. Ormai la popolazione aspetta ogni anno con ansia di vedere apparire personaggi curiosi e giganti luminosi tra i quali passeggiare scattando divertenti foto. Un occasione di scoperta, di aggregazione, di ospitalità che coinvolge tutte le persone accorse, regalando una meravigliosa esperienza di visita tra miti, storie e leggende della perla del Tirreno.

Un tuffo nel nuovo anno

Ormai diventata una vera e propria tradizione gaetana “Un tuffo nel nuovo anno” è una manifestazione adatta ai più temerari. La mattina del primo gennaio, sulla spiaggia di Serapo, va in scena il primo tuffo collettivo dell’anno. Tutti in costume, nonostante le temperature abbastanza basse, si inaugura l’anno appena entrato omaggiandolo con una bella nuotata in mare. La manifestazione ormai è diventata un evento straordinario, un momento di grande collettività a cui prendere parte, anche solamente restando a guardare sulla spiaggia gli eroi di capodanno. 

A Gaeta, il Natale non è solo una festa: è un viaggio nella tradizione, un incontro tra passato e presente, un momento di condivisione autentica. Ogni luce, ogni sapore, ogni rito racconta una storia antica, fatta di fede, amore e comunità. Se cerchi un Natale che sappia di magia, autenticità e calore, Gaeta è il luogo dove i sogni prendono forma. Lasciati avvolgere dalla sua bellezza e porta con te il ricordo di un’esperienza che va dritta al cuore. 

 

Il 13 ottobre 2024, il Club Nautico di Gaeta si trasformerà in un punto di incontro per la salute, l’informazione e la sensibilizzazione. In occasione del mese della prevenzione del tumore al seno, l’evento #nonsolorosa si propone di focalizzarsi non solo sulla consueta attenzione rivolta al tumore al seno femminile, ma di porre l’accento anche sulla patologia maschile, spesso trascurata e sottovalutata. In un contesto dove il dialogo e la condivisione possono fare la differenza, #nonsolorosa diventa un’occasione unica per abbattere i tabù e promuovere la consapevolezza.

#nonsolorosa a Gaeta

Perché è importante parlare di tumore al seno maschile?

Sebbene il tumore al seno sia comunemente associato alle donne, è cruciale riconoscere che anche gli uomini possono sviluppare questa malattia. Benchè i casi siano meno frequenti, l’incidenza è in aumento e può avere un impatto significativo sulla vita degli uomini e delle loro famiglie. Le statistiche rivelano che circa 1 uomo su 833 sviluppa un tumore al seno nel corso della vita. Questo dato, anche se sembra basso, rappresenta una realtà che merita attenzione e approfondimento.

La prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali. Molti uomini non sono a conoscenza dei sintomi e dei fattori di rischio associati, e questo porta a diagnosi tardive che possono compromettere le possibilità di cura e recupero. La mancanza di consapevolezza, insieme agli stereotipi di genere che associamo alla mascolinità, può ostacolare l’approccio degli uomini alla salute, rendendo difficile per molti di loro parlare apertamente delle proprie preoccupazioni.

#nonsolorosa a Gaeta, un evento di sensibilizzazione e supporto

L’evento #nonsolorosa non si limita a essere una semplice manifestazione, ma è un vero e proprio movimento di sensibilizzazione. Attraverso incontri, dibattiti e testimonianze, i partecipanti avranno l’opportunità di approfondire tematiche legate alla prevenzione e alla cura del tumore al seno, con particolare focus sulla realtà maschile. Medici, specialisti e pazienti oncologici condivideranno le loro esperienze, offrendo spunti di riflessione e consigli pratici per promuovere la salute e il benessere.

L’evento sarà moderato da Angela Giordano, paziente oncologica, e da Annalisa Spinosa, blogger e travel designer.

L’evento si aprirà con la presentazione di #nonsolorosa, nato nei primi mesi del 2024 con l’obiettivo di diffondere informazioni cruciali sulla prevenzione del tumore al seno, che, pur essendo meno frequente negli uomini, li colpisce comunque. Questa consapevolezza è il cuore del messaggio: non è solo una malattia “rosa”.

Come sarà strutturato l’evento

#nonsolorosa ospiterà ospiti illustri, medici e specialisti, i quali, insieme alle moderatrici, daranno vita ad un talk dedicato alla prevenzione a 360°.

I relatori della prima edizione sono:

La dott.ssa Annalisa Curcio – Direttore dell’UOC di chirurgia senologica di Forlì-Ravenna, una delle pochissime donne in Italia primario di chirurgia senologica, con oltre 3000 interventi di chirurgia mammaria all’attivo, alcuni dei quali riguardano pazienti di sesso maschile.
La dott.ssa Carla Diamanti – Docente di turismo all’Università di Torino, giornalista, scrive anche per Vanity Fair e per Donna Moderna, impegnata nella lotta contro il tumore al seno dal 2012 e presidente dell’associazione #mettiamociletette.
La dott.ssa Claudia De Giuli – Psicologa clinica e psicoterapeuta, specializzata in psicosomatica e dipendenze, che fornisce anche supporto psicologico in ambito oncologico.
Il dott. Aldo Minutillo – Biologo nutrizionista, esperto di nutrizione umana, specializzato in patologie tiroidee, obesità e nutrizione sportiva.

#nonsolorosa a Gaeta. Testimonianze che ispirano

Le storie di chi ha affrontato il tumore al seno maschile sono potenti e toccanti. Gli uomini che condividono la loro esperienza possono diventare ambasciatori di speranza, mostrando che si può affrontare la malattia con coraggio e determinazione. A #nonsolorosa avremmo il piacere di ospitare Stefano Saldarelli, paziente oncologico maschile e autore del libro Il cancro al seno non è solo roba da femmine, una carezza può salvarti“. Stefano ci parlerà del suo percorso di diagnosi, del trattamento e del recupero, offrendo un messaggio chiaro: non siamo soli e insieme possiamo combattere.

La sua testimonianza non solo aiuterà a destigmatizzare il tumore al seno maschile, ma servirà anche a incoraggiare altri uomini a farsi avanti, a chiedere aiuto e a controllare la propria salute. È fondamentale comprendere che la prevenzione inizia con la conoscenza e che ogni uomo ha il diritto di prendersi cura di sé stesso.

#nonsolorosa. A Gaeta un evento dedicato alla prevenzione del tumore al seno maschile e femminile.La danza e la scrittura come terapia

Per l’occasione #nonsolorosa ospiterà alcuni insegnanti di Dance4Oncology, la prima organizzazione non-profit in Europa che offre corsi di ballo gratuiti per pazienti oncologici attualmente in terapia, donne e uomini!
La fondatrice, Carolyn Smith, è stata testimone del potere di trasformazione della danza nel suo percorso contro il cancro.
Saranno presenti in sala Federica Dissette, insegnante certificata D4O, Francesco Azzari, insegnante certificato D4O e Carmen Fantasia, referente per i corsi di Francesco Azzari. 
Inoltre la professoressa Silvia Vinciguerra, coordinatrice del primo club dei lettori di Gaeta, leggerà un estratto di un testo vincitore del concorso “Donna Sopra Le Righe“, organizzato dall’Associazione Io Sempre Donna di Chianciano Terme e quest’anno giunto alla sua sedicesima edizione.

Vuoi partecipare all’evento ma non sai a chi lasciare i bambini??

Abbiamo pensato anche a questo! Portali con te. Potranno partecipare alle letture magiche di Giovanna Carbone, de Il mondo in un albo illustrato, mentre tu parteciperai all’evento.

Un futuro di consapevolezza e cura

L’evento #nonsolorosa si inserisce in un contesto più ampio di sensibilizzazione riguardo alla salute maschile. La società sta lentamente cambiando, e sempre più uomini si rendono conto dell’importanza di prendersi cura della propria salute e di affrontare le proprie paure. Tuttavia, c’è ancora molta strada da fare.

Promuovere una cultura della salute, che incoraggi gli uomini a parlare apertamente delle proprie esperienze e a cercare assistenza, è fondamentale. Le campagne di sensibilizzazione come #nonsolorosa possono contribuire a creare un ambiente più favorevole, dove gli uomini si sentano a loro agio nel discutere di questioni di salute che li riguardano.

#nonsolorosa, a Gaeta la prevenzione abbraccia tutti i colori

L’evento #nonsolorosa del 13 ottobre 2024 al Club Nautico di Gaeta rappresenta un’occasione imperdibile per sensibilizzare e informare sul tumore al seno, con un focus particolare sulla patologia maschile. È un invito a tutti – uomini, donne e famiglie – a unirsi in questo importante sforzo di prevenzione, a condividere storie e a imparare gli uni dagli altri.

Partecipare a questo evento significa non solo informarsi, ma anche fare la differenza nella propria vita e in quella degli altri. Non possiamo sottovalutare l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce: in fondo, la salute è un bene prezioso da proteggere. Unisciti a noi in questo viaggio verso la consapevolezza e il cambiamento, perché insieme possiamo fare la differenza. Non solo per le donne, ma anche per gli uomini. Non più solo rosa, ma anche con un po di blu.

L’evento è gratuito e aperto a tutti. Partecipare significa fare un passo importante verso la consapevolezza e la prevenzione del tumore al seno. Vi aspettiamo numerosi per questa giornata di informazione, prevenzione e speranza.

Contatti Stampa

Per maggiori informazioni sull’evento o per interviste con i relatori, contattare: nonsolorosa@blu.it

Pronto a vivere un Halloween fuori dal comune? Per festeggiare questa festività non occorre andare molto lontano. Anche in Italia infatti ci sono luoghi che offrono un’atmosfera da brivido per celebrare questa speciale occasione. Dimentica le solite feste in maschera: se vuoi davvero fare esperienze uniche e spaventose, questo è il posto giusto per te!

Dove festeggiare Halloween in Italia

Da nord a sud l’Italia offre una varietà di eventi e luoghi dove è possibile immergersi nell’atmosfera cupa e inquietante della notte delle streghe. Se sei amante dei teschi, delle zucche intagliate e dei vampiri, non puoi perderti queste incredibili celebrazioni. Inizia il tuo viaggio dell’orrore a Napoli, dove potrai partecipare a un tour nel Rione Sanità, famoso nel mondo per le sue storie di fantasmi e misteri. Intraprendi dunque un pauroso viaggio nella Napoli occulta, alla scoperta del Cimitero delle Fontanelle, un’antica grotta dove sono accumulati numerosi teschi chiamati Capuzzelle. 

Se invece preferisci qualcosa di più classico, Roma offre numerose feste in maschera e spettacoli a tema. In ogni città italiana troverai sicuramente qualcosa di inquietante che soddisferà la tua sete di avventure sovrannaturali. Preparati dunque a scatenare il tuo lato oscuro e ad immergerti in ​​un Halloween indimenticabile in Italia!

Tradizioni popolari di Halloween in Italia

La festa di Halloween, conosciuta anche come la notte delle streghe, ha origini celtiche e si è diffusa in tutto il mondo grazie alla cultura popolare. In Italia l’influenza di Halloween è aumentata negli ultimi anni, portando a una crescita di eventi e celebrazioni a tema. Le tradizioni celtiche si mescolano con quelle locali, creando una miscela unica di festività. Una delle usanze più diffuse è quella intagliare le zucche per creare le famose “zucche di Halloween”. I bambini si divertono a scolpire volti spaventosi sulle zucche e a metterle fuori dalle loro porte per tenere lontani gli spiriti maligni.

Altre tradizioni includono la preparazione di dolci caratteristici a tema Halloween, come i “dolcetti o scherzetti”. Questi dolci sono piccole leccornie fatte in casa che vengono distribuite ai bambini che bussano alle porte durante la notte di Halloween.

Dove festeggiare Halloween in Italia

Dove festeggiare Halloween in Italia. Partecipa alle attrazioni spettrali di Roma

Roma, la capitale d’Italia, offre una vasta gamma di eventi e attrazioni spettrali per celebrare Halloween. Uno dei luoghi più famosi è il Castello di Lunghezza, che organizza visite guidate per esplorare i passaggi segreti e le storie di fantasmi che lo circondano. È un’esperienza unica per coloro che amano il brivido dell’ignoto, ma soprattutto è il posto ideale per le famiglie con bambini. 

Un altro evento imperdibile della Capitale è la “Festa del Diavolo”. Questa festa a tema Halloween offre spettacoli teatrali, concerti e una sfilata di costumi spaventosi. È un’occasione per immergersi completamente nell’atmosfera di Halloween e per mostrare la propria creatività nel creare costumi unici.

E vogliamo parlare di Gardaland? Il parco più famoso d’Italia apre in via eccezionale ogni week end, dal 6 ottobre al 5 novembre, per festeggiare la notte degli spiriti in un’atmosfera davvero raccapricciante. Puoi incontrare veri zombie, mangiare dolci stregati e partecipare al Gardaland Halloween Party. Il 31 ottobre infatti Piazza Jumanji diventa una grande discoteca a cielo aperto in cui ballare fino a notte fonda, aspettando spettacolari fuochi d’artificio. 

Dove festeggiare Halloween in Italia

Adori i castelli infestati? Ecco i tour dei fantasmi in Italia

Se sei appassionato di storia e avventura, non puoi certo perderti la possibilità di visitare i castelli infestati e partecipare ai tour dei fantasmi in Italia. Uno dei castelli più famosi è il Castello di Montebello nelle Marche, che è noto per essere abitato dal fantasma di una giovane donna. Le visite guidate permettono di esplorare i corridoi bui e di ascoltare le storie spettrali che si celano dietro le sue mura.

Un altro tour molto popolare è quello del Castello di Fénis in Valle d’Aosta, che offre un’esperienza unica nel cuore delle Alpi italiane. Durante il tour, si possono scoprire le leggende e le storie di fantasmi legate a questo antico castello. Chi ne è uscito vivo dice di aver sentito voci e lamenti provenire dai piani superiori del castello, interdetti al pubblico. Riuscirai a superare la paura del paranornale??

Feste di Halloween e concorsi in costume nelle principali città

Le principali città italiane offrono una vasta gamma di feste di Halloween e concorsi di costumi, dove puoi mostrare la tua creatività e partecipare a divertenti competizioni. Milano ad esempio, organizza una grande festa in centro città, con DJ, spettacoli e un concorso di costumi aperto a tutti.

Anche Torino offre una vasta gamma di eventi, tra cui feste in maschera, spettacoli teatrali e un grande concorso di costumi. È un’occasione per sfoggiare il tuo travestimento più spaventoso e per divertirti con gli amici.

Feste di Halloween uniche nelle città e nei villaggi più piccoli

Non sono solo le grandi città a offrire feste di Halloween spettacolari. Anche i piccoli paesi e villaggi italiani sono famosi per le loro celebrazioni uniche. Un esempio è il paese di Corinaldo nelle Marche, che organizza ogni anno uno dei più grandi labirinti dell’orrore d’Europa. È un’esperienza indimenticabile che ti farà gridare di paura. Il Labirinto di Hort è infatti uno dei più grandi labirinti di mais del Centro Italia e per la festività di Ognissanti diventa un misterioso groviglio di sentieri paurosi.

Un altro villaggio da non perdere è Panicale in Umbria, dove organizzano un “caccia alle streghe” che coinvolge tutta la comunità. È un evento divertente e spaventoso allo stesso tempo, che ti farà immergere completamente nell’atmosfera di Halloween.

Consigli di sicurezza per festeggiare Halloween in Italia

Mentre ti diverti a celebrare Halloween in Italia è importante tenere presente alcune precauzioni per garantire la tua sicurezza e quella altrui. Ecco alcuni consigli utili:

1. Assicurati di essere visibile durante la notte indossando abiti o costumi con elementi riflettenti.

2. Evitata di accendere fuochi o candele all’aperto, soprattutto se sei in zone boschive o con vegetazione secca.

3. Fai attenzione ai dolci e alle caramelle che ricevono i bambini durante la raccolta dei dolcetti o scherzetti. Controlla che siano confezionati e non aperti.

4. Se partecipi a feste o eventi, assicurati di conoscere le vie di uscita e di avere un piano di emergenza in caso di necessità.

Conclusioni: I luoghi migliori per vivere l’atmosfera inquietante di Halloween in Italia

In questo articolo hai scoperto che in Italia ci sono molte destinazioni spaventose e affascinanti dove poter celebrare Halloween. Dalle grandi città come Roma e Milano, ai piccoli borghi e villaggi, la nostra penisola offre una vasta gamma di eventi, attrazioni e tradizioni per tutti i gusti.

Non importa se preferisci i castelli infestati, i tour dei fantasmi o le feste in maschera, l’importante è lasciarsi coinvolgere dall’atmosfera unica e spettrale di Halloween. Preparati a vivere un’esperienza indimenticabile, dove il brivido e il divertimento si fondono per creare una festa unica al mondo.

Sei pronto quindi ad affrontare la notte delle streghe in Italia? Allora metti in valigia il tuo costume più spaventoso e preparati a vivere un Halloween che ti farà tremare le vene!

Dall’Irlanda al mondo intero, la festa di San Patrizio ha fatto il giro del mondo portando con sé l’entusiasmo disarmante del popolo nord europeo. Tradizioni intrise di leggende celtiche e celebrazioni folkloristiche si tingono di verde e avvolgono diversi angolo del globo in un atmosfera decisamente coinvolgente. Una festa che in Italia è poco sentita, ma che nel resto del mondo è festeggiata in maniera totalizzante, non lasciando nulla al caso, ma soprattutto sfoggiando in ogni modo possibile il colore verde e il trifoglio, simbolo del Paddy’s Day.

Per celebrare degnamente la festa di San Patrizio, come detto, non può mancare il colore verde. Non esiste alcun dress code, ognuno può indossare ciò che preferisce.
Per celebrare degnamente la festa di San Patrizio, come detto, non può mancare il colore verde. Non esiste alcun dress code, ognuno può indossare ciò che preferisce.

San Patrizio nel mondo, storie e leggende

Il Saint Patrick Day, chiamato più semplicemente Paddy’s Day, è una festa di origine cristiana, che viene celebrata il 17 marzo. In questa giornata viene commemorato l’arrivo del cristianesimo in Irlanda, nel 400 d.C., ad opera di un vescovo missionario, Patrizio. E’ una festa nazionale talmente entusiasmante che viene celebrata anche in altri luoghi del mondo, in particolar modo nelle nazioni dove in passato vi è stata una cospicua immigrazione di persone irlandesi. L’allegria che trasmette questa celebrazione ha fatto si che venisse abbracciata anche da popoli di diverse origini, e quindi già a partire dalla settimana che precede il 17 marzo, in diverse nazioni, trionfano outfit verdi, musiche folkloristiche, decorazioni tematiche e soprattutto… fiumi di birra! 

La festa di San Patrizio nel mondo

Dublino si tinge di verde

Ovviamente nella capitale irlandese i festeggiamenti per il santo patrono superano ogni aspettativa. Tutto si tinge di verde ed è un costante tripudio di calze, parrucche, gioielli carichi di trifogli, simboli della festività e portatori di fortuna. La città si riempie di luminarie, e l’evento si protrae dalla settimana antecedente al 17 marzo. Dublino diventa per l’occasione un enorme palco a cielo aperto dove artisti di strada e gruppi musicali improvvisano coinvolgenti esibizioni, creando momenti di aggregazione e condivisione davvero divertenti. Durante i festeggiamenti di San Patrizio Dublino è un concentrato di energia e di adrenalina. Tra parate tematiche, spettacolari fuochi d’artificio, musica local e fiumi di Guinnes è impossibile non essere trascinati in questo verde vortice di allegria. 

Durante i festeggiamenti di San Patrizio, oltre alla dominanza del verde, è possibile lasciarsi coinvolgere dai ritmi celtici della musica folkloristica. Molte band si esibiscono nelle piazze e nelle strade, trascinando tutti in un vortice di allegria.
Durante i festeggiamenti di San Patrizio, oltre alla dominanza del verde, è possibile lasciarsi coinvolgere dai ritmi celtici della musica folkloristica. Molte band si esibiscono nelle piazze e nelle strade, trascinando tutti in un vortice di allegria.

San Patrizio nel mondo

Al di fuori dell’Irlanda sono molte le nazioni e le città che si animano per la festa di San Patrizio, soprattutto i luoghi in cui è forte la componente irlandese. San Patrizio ad esempio è anche patrono della città di Boston, e nella bandiera di Montreal, città del Canada, è rappresentato un trifoglio, a testimoniare la forte presenza della popolazione irlandese nel territorio.

Ormai è possibile partecipare alle celebrazioni di Saint Patrick in quasi tutto il mondo, e la costanti sono sempre le stesse: verde, trifoglio e birra! Ogni decorazione e ogni outfit contiene almeno uno dei tre elementi, ma soprattutto è usanza indossare il trifoglio, che sia stampato su una t-shirt o sotto forma di collane. Secondo la tradizione infatti, l’uso del trifoglio come simbolo della festa deriva dal mistero della santissima trinità, spiegato agli Irlandesi dal vescovo Patrizio, proprio tramite questa pianta a tre foglie.

Ogni anno, durante i festeggiamenti del giorno di San Patrizio, le acque del fiume Chicago, che scorre nell'omonima città, vengono tinte di verde.
Ogni anno, durante i festeggiamenti del giorno di San Patrizio, le acque del fiume Chicago, che scorre nell’omonima città, vengono tinte di verde.

Come si svolgono i festeggiamenti del Paddy’s day

Una volta indossato qualcosa di verde è ora di buttarsi nella mischia e omaggiare il patrono irlandese come tradizione vuole. In ogni località in cui viene celebrata questa festa si seguono veri e propri rituali.

Le parate

Le parate sono gli eventi più seguiti e più coinvolgenti della festa di San Patrizio. Migliaia di persone si ritrovano nelle principali piazze in cui si festeggia il santo per assistere a queste colorate sfilate di carri allegorici, con esibizioni itineranti di artisti, ballerini, musicisti provenienti da ogni parte del mondo. Uno spettacolo unico, che coinvolge grandi e piccini a suon di musica e colori. Un modo per celebrare San Patrizio facendosi coinvolgere nelle danze popolari irlandesi basate sui ritmi celtici.

Le parate di San Patrizio sono gli eventi più attesi della festa, e vengono organizzate non solo in Irlanda, ma in ogni città che celebra il santo.
Le parate di San Patrizio sono gli eventi più attesi della festa, e vengono organizzate non solo in Irlanda, ma in ogni città che celebra il santo.

I Crawls

Letteralmente i crawls sono i giri dei pub durante i festeggiamenti di San Patrizio, in Irlanda e nel mondo. Una tradizione antichissima, da mettere in pratica indossando qualcosa di verde e trifogli in quantità, che siano disegnati su buffi cappelli o su stravaganti gioielli. Si gironzola tra i pub delle città bevendo birra alla spina, a volte tinta anche di verde per l’occasione. Ma per entrare nella vera atmosfera Irish, tra una bionda e una rossa, puoi anche assaggiare il buon whiskey irlandese, non tralasciando i cocktails appositamente creati per questo evento. Primo fra tutti, l‘Emerald Isle, a base di pinot grigio e cetriolo! Per i più golosi invece c’è l’alternativa dolce: lo Shamrocker. Un cocktail a base di whiskey e gelato alla vaniglia, al quale viene aggiunta essenza di menta per renderlo verde. 

La birra verde si ottiene inserendo tra gli ingredienti il Blu curaçao, un liquore azzurro che, mescolato al giallo della birra, produce l'effetto smeraldo. Ma attenzione, perché a volte sono semplici sciroppi o coloranti alimentari a far comparire questo colore.
La birra verde si ottiene inserendo tra gli ingredienti il Blu curaçao, un liquore azzurro che, mescolato al giallo della birra, produce l’effetto smeraldo. Ma attenzione, perché a volte sono semplici sciroppi o coloranti alimentari a far comparire questo colore.

Cosa si mangia a San Patrizio

Il verde e la birra sono i protagonisti anche dei piatti tipici di San Patrizio. Lo spezzatino alla Guinnes è una della specialità caratteristiche di questa festa, e la ricetta tradizionale vuole che la carne di agnello sia cotta lentamente in un soffritto di cipolla, con aggiunta di patate, carote , spezie e birra stout, dal sapore robusto e deciso. Lo spezzatino viene accompagnato dal soda bread, un pane preparato con farina integrale e fatto lievitare con il bicarbonato di sodio. Altro protagonista della tavola di San Patrizio è il Colcannon, uno squisito contorno composto da purea di patate e cavolo verza, da servire caldissimo. Viene impiattato infatti ricreando un vulcano, e nel cratere vengono inseriti pezzi di burro, che si sciolgono all’interno del piatto fondendosi con gli altri ingredienti. 

I dolci della festa

Anche i dolci sono davvero pazzeschi e richiamano lo stile irish dei festeggiamenti. La torta più famosa rimane la Guinnes cake, fatta con cioccolato e birra stout, e ricoperta di irresistibile glassa al burro. Assolutamente invitanti sono anche le Irish Potatoes candy, che di patate non hanno nulla, se non il nome. Sono dei piccoli bocconcini di crema al formaggio, zucchero a velo e farina di cocco, spolverati di cannella, tipici della città di Philadelphia. Deliziosi ed incredibilmente facili da preparare. 

Gli irish potatoes sono deliziosi bocconcini di Philadelphia amalgamato con zucchero a velo e farina di cocco. Vengono poi rotolati nella polvere di cannella. Sono una vera bontà.
Gli irish potatoes sono deliziosi bocconcini di Philadelphia amalgamato con zucchero a velo e farina di cocco. Vengono poi rotolati nella polvere di cannella. Sono una vera bontà.

San Patrizio in Italia

Anche in Italia si omaggia San Patrizio con fiumi di Guinness. Molti sono infatti i pub irlandesi presenti sul nostro territorio che organizzano serate a tema, proponendo persino i piatti tipici di Dublino. Inoltre la sera del 17 marzo, in molte città d’Italia, vengono illuminati di verde alcuni monumenti, tra i più famosi della nazione, come il Colosseo, la Torre del Moro e il Pozzo di San Patrizio a Orvieto.

 

Nell’articolo precedente ho presentato ufficialmente Gaetavventura, il primo travel blog tour nella città di Gaeta. Prima di svelare il programma e le attività che andremo a intraprendere l’1-2 e 3 settembre nei territori della città, voglio presentarvi le protagoniste dell’evento e spiegare a grandi linee cos’è un blog tour.

Cos’è un blog tour?

Un blog tour è un breve viaggio al quale sono invitati alcuni travel blogger, dedicato alla scoperta delle meraviglie di una data destinazione. Il fine è conoscere il territorio, la sua cucina locale e i prodotti tipici, nonché di pernottare in una o più strutture della zona, in cambio di visibilità sui propri siti e sui canali social.

Gaetavventura, mare, sport, cibo, cultura. Il primo blog tour della città di Gaeta.
Gaetavventura, mare, sport, cibo, cultura. Il primo blog tour della città di Gaeta.

Il ruolo delle travel blogger

Il blogger racconta il viaggio attraverso la sua esperienza personale, utilizzando gli strumenti ormai indispensabili per creare una buona rete pubblicitaria: i social network. Un bravo blogger attraverso la condivisione di articoli dedicati, post su Facebook o stories di Instagram raggiunge un enorme quantità di persone che amano viaggiare. Un travel blogger porta visibilità alla sua sezione di seguaci, persone che cercano luoghi in cui fare un determinato tipo di vacanza, strutture ricettive che rispondono alle loro esigenze, attività culturali e ricreative adatte al loro modo di vivere il soggiorno.

Le travel blogger di Gaetavventura

Le quattro travel blogger che parteciperanno a Gaetavventura sono tutte membri della Community delle Travel Blogger Italiane, e sono state selezionate tra venti candidate. Arrivano da diverse regioni italiane e hanno una gran voglia di scoprire le meraviglie della città di Gaeta, di assaggiare i piatti tipici locali e di cimentarsi sulla tavola da paddle alla scoperta della bellissima costa della Riviera di Ulisse. Ecco le protagoniste di Gaetavventura.

GaetAvventura, mare, sport, cibo e cultura. Il primo blog tour nella città di Gaeta.

Roberta Isceri

Travel blogger, giornalista e social media manager, nel sul blog In viaggio con Lollo punta la sua attenzione soprattutto sull’Italia. Fermamente convinta che i viaggi nella nostra penisola siano una vera e propria cura per ogni tipologia di stato d’animo, una risposta a un desiderio, un modo per stare bene.

Instagram – In viaggio con Lollo

Roberta Isceri di In viaggio con Lollo, mTravel blogger, giornalista e social media manager. Punta la sua attenzione soprattutto sull'Italia, nella sua accezione terapeutica. Vede infatti i viaggi nella penisola come cura per diversi stati d’animo, come risposta a un desiderio, come modo per stare bene.
Roberta Isceri di In viaggio con Lollo,

Sara Alessandrini

Laureata in giornalismo e da tre anni autrice di un travel blog sul turismo religioso. Ama viaggiare e scoprire il territorio attraverso gli occhi degli abitanti del luogo. Santuari e luoghi sacri sono per lei una tappa fissa per rifocillare lo spirito e ritrovare la pace. Su Itinerari religiosi scrive di eventi, pellegrinaggi, chiese e santuari, musei di arte sacra.

Instagram – Itinerari religiosi

Sara Alessandrini di Itinerari religiosi, membro delle Travel Blogger italiane, inviata del blog tour Gaetavventura.
Sara Alessandrini di Itinerari religiosi,

Liz Biella

Appassionata da sempre di fotografia e esperta viaggiatrice ha esplorato 43 Paesi (e più di 143 città estere), messo piede in 5 continenti su 6, conosciuto più di mille persone da ogni parte del globo. Su Ragazza in viaggio racconta le sue esperienze in giro per il mondo.

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Sara Alessandrini di Itinerari religiosi, membro delle Travel Blogger italiane, inviata del blog tour Gaetavventura.
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Mariarita Persichetti

Amante dei viaggi lampo, nata e cresciuta nella Riviera di Ulisse, ama parlarne sul suo blog  24hourstrotter per farne conoscere i tesori nascosti.

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Mariarita Persichetti di 24hourstrotter, membro delle Travel Blogger italiane, inviata del blog tour Gaetavventura.
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Come funziona un blog tour

All’insegna dell’hashtag ufficiale #gaetAvventura le travel blogger selezionate visiteranno e testeranno la variegata offerta turistica dei nostri territori: le splendide spiagge, le visite guidate, l’escursione in SUP lungo la costa, le esperienze culinarie. Le Blogger vivranno tre giorni densi di avventure che costituiranno materiale prezioso su cui lavorare. Seguite tutti i loro canali social per seguire le nostre avventure in diretta. Il nostro viaggio sarà infatti condiviso live con oltre 500.000 followers, attraverso fotografie e post su Facebook, Twitter, Instagram, sui nostri blog personali e su quelli ufficiali del progetto. 

Gaetavventura, mere, sport, cibo, cultura. Il primo blog tour della città di Gaeta.

COME PARTECIPARE AL PROSSIMO BLOG TOUR

Se hai un attività, se vuoi promuovere il tuo locale o la tua associazione sportiva o culturale scrivimi a annalisa@trevaligie.com. Parteciperai alle selezioni del prossimo blog tour in programma a Gaeta. Il format è applicabile in ogni città della regione. Si accettano collaborazioni e proposte da Comuni, Enti del Turismo e privati.

 

 

I giorni 1-2-3 Settembre 2020 Gaeta diventerà scenario del primo Blog Tour intitolato GaetAvventura. Un evento da me ideato e progettato, patrocinato dal Comune di Gaeta in collaborazione con l’Associazione culturale I tesori dell’arte

GaetAvventura: mare, sport, cibo e cultura.

Un selezionato gruppo di blogger appartenenti alla community delle Travel Blogger Italiane vivranno esperienze sportive, culturali e gastronomiche in alcune delle location più belle della città. Le loro testimonianze, condivise sui propri siti e sui social network, andranno a far conoscere ad una vasta fetta di utenti le bellezze e le opportunità che può offrire la Città di Gaeta dal punto di vista dell’accoglienza e della ricettività.
GaetAvventura, mare, sport, cibo e cultura. Il primo blog tour nella città di Gaeta.
GaetAvventura, mare, sport, cibo e cultura. Il primo blog tour nella città di Gaeta. Locandina @wharholgrafica

GaetAvventura

All’insegna dell’hashtag ufficiale #gaetavventura le travel blogger selezionate visiteranno e testeranno la variegata offerta turistica dei nostri territori: le splendide spiagge, le visite guidate, l’escursione in SUP lungo la costa, le esperienze culinarie. Le Blogger vivranno tre giorni densi di avventure che costituiranno materiale prezioso su cui lavorare. Il loro viaggio sarà infatti condiviso in diretta con oltre 500.000 followers, attraverso fotografie e post su Facebook, Twitter, Instagram, sui loro blog personali e su quelli ufficiali del progetto:

Ecco le protagoniste di GaetAvventura

Vi presento le Blogger protagoniste del tour GaetAvventura. Sono quattro membri appartenenti alla community delle Travel Blogger Italiane, il magazine on line tutto al femminile dedicato ai viaggi. 

Un blog tour è una buona pubblicità

Un blog tour è un’ottima pubblicità e permette di vivere una determinata località, attraverso l’esperienza diretta, a persone appassionate di viaggi e che quindi, in maniera autentica, possano coglierne gli aspetti sia positivi che negativi. Allo stesso modo esprimono le emozioni e le sensazioni che quel luogo ha suscitato in loro, così chi legge potrà a sua volta essere ispirato a visitarne i territori. Il blog si fa quindi mezzo di promozione turistica autentica e, grazie al contributo dei social network, oggi raggiunge un pubblico potenzialmente immenso. 
Gaetavventura,mare, sport, storia e cultura. Il primo blog tour a Gaeta.
Tra i punti di forza della città di Gaeta, oltre la natura spettacolare e l’ambiente, c’è una vasta offerta culturale, fatta anche di tradizioni locali che vanno assolutamente preservate e promulgate, nonché un patrimonio artistico di valore inestimabile che deve essere valorizzato al fine di promuovere anche un turismo consapevole. Foto di Alfredo Reale 

Seguici!

Segui @trevaligie_travelblog su instagram e su tutti i canali social per rimanere aggiornato sulle collaborazioni, le attività, gli sport e le visite guidate che faremo dall’ 1 al 3 settembre nella città di Gaeta! Ogni giorno trovi stories, live e articoli dedicati all’evento più avventuroso dell’anno. 

Gaetavventura, mere, sport, cibo, cultura. Il primo blog tour della città di Gaeta.
Gaetavventura. Mare, sport, cibo, cultura. Il primo blog tour della città di Gaeta.

Come partecipare al prossimo blog tour

Se hai un attività, se vuoi promuovere il tuo locale o la tua associazione sportiva o culturale scrivimi a annalisa@trevaligie.com. Parteciperai alle selezioni del prossimo blog tour in programma a Gaeta. Il format è applicabile in ogni città della regione. Si accettano collaborazioni e proposte da Comuni, Enti del Turismo e privati.

A Gaeta, in un dedalo di vicoletti, tra chiese, torri, scalinate e campanili, si innalza maestoso il Castello Angioino Aragonese. Si erge imponente su una falesia a strapiombo sul mare a guardia di tutto il borgo medievale. Nel corso dei secoli, grazia alla sua posizione privilegiata, il Castello è stato baluardo inespugnabile e dimora principesca, e pare che la prima fortificazione risalga addirittura al 681 dopo Cristo, periodo in cui le incursioni saracene portarono i nobili della zona a cercarvi rifugio.

Il Castello Angioino Aragonese di Gaeta

Nei primi decenni dell’800 Gaeta divenne Ducato autonomo sotto la guida della famiglia Gaetani, che insediatasi nel Castello Angioino Aragonese guidò la città fino all’arrivo dei Normanni, nel 1400. Ma torniamo un pò indietro nel tempo, esattamente nel 1223, quando sotto la guida di Federico Il di Svevia il Castello divenne fortezza inespugnabile. Vediamo quindi, attraverso i personaggi storici che vi hanno vissuto, le varie fasi della vita del Castello Angioino Aragonese di Gaeta.

Il Castello Angioino Aragonese di Gaeta, visita nelle prigioni dell'ex carcere militare.
Il Castello Angioino Aragonese di Gaeta, visita nelle prigioni dell’ex carcere militare. Foto di Alfredo Reale.

Federico II di Svevia

Mare impetuoso, nuvole basse e onde che si infrangono forti sulla scogliera lasciando vibrare lo sperone roccioso con la loro potenza. Nella sua fortezza Federico II di Svevia passeggia aventi e indietro, le braccia conserte dietro la schiena, impaziente. A cosa starà pensando mentre, all’improvviso si perde con lo sguardo verso l’orizzonte? Re di Sicilia, colto filosofo, architetto, protettore delle arti e grande innovatore, Federico II di Svevia, temibile nemico della cristianità, è incoronato Re di Sicilia a solo 14 anni, il 26 dicembre 1208. Il particolare legame con Tommaso Maltacea, suo giustiziere imperiale originario di Gaeta, lo porta ad insediarsi su queste coste, edificando un castello sul promontorio più alto della città, allora importante snodo politico e commerciale del regno di Napoli. Torri quadrate, bastioni, scale a chiocciola, saloni maestosi riempirono il corpo quadrangolare della Fortezza preesistente, risalente al 600 dopo Cristo, conferendo alla struttura un magistrale assetto di difesa contro ogni possibile nemico. In seguito alla scomunica di Federico II, nel 1227 , la città vien però sconvolta da lotte interne, scontri che portano poi alla demolizione del castello nel 1929 per mano stessa dei Gaetani.

I personaggi che hanno fatto la storia del Castello angioino Aragonese di Gaeta. Federico II di Svevia.
I personaggi che hanno fatto la storia del Castello angioino Aragonese di Gaeta. Federico II di Svevia. Foto di Alfredo Reale

Alfonso d’Aragona

Alfonso, re di Aragona, nel 1435 fa di Gaeta la sua base militare, riuscendo a sconfiggere qualche anno più tardi la dinastia Angioina e conquistando il Regno di Napoli. Gaeta era allora un importante città del Regno, confinando a settentrione, e il suo Castello era un baluardo inespugnabile. Nel 1436 riusce dunque a prevaricare gli Angioni e a insediarsi a Gaeta, diventando promotore di una importante rinascita culturale di tutto il meridione d’Italia. Dopo decenni di totale abbandono Alfonso d’Aragona inizia a riformare i tribunali, fonda una preziosa accademia letteraria e, proprio in un ala del Castello di Gaeta, inizia a coniare le prime monete d’oro da un ducato.

La fase “Alfonsina” del castello

Durante il suo dominio il Castello, soprannominato “Alfonsino”, è completamente rimodernato e suddiviso in due strutture. La parte superiore viene adibita a dimora reale, con annesse l’armeria, la nuova zecca e un importante biblioteca. La parte inferiore invece rimane fortezza di difesa e carcere.

Francesco II di Borbone

Francesco II, ultimo re delle due Sicilie, trova rifugio a Gaeta per poter arginare i danni di una guerra persa in partenza. Nel 1734 nonostante la sua politica di pace verso le potenze europee, è attaccato dalle truppe di Garibaldi e da Vittorio Emanuele, i quali iniziano la discesa nella penisola italiana diretti proprio a Gaeta, ultimo baluardo del Regno delle due Sicilie. Nonostante il fedele appoggio dell’esercito reale e della costante presenza di sua moglie, la regina Maria Sofia di Baviera, la quale non mancò mai di sostenere fisicamente e moralmente il popolo e i soldati, Gaeta si trova abbandonata al suo destino. Dopo un assedio durato 102 giorni, tra atroci sofferenze di militari e civili, il comandante del re decide di capitolare. I reali vengono dunque esiliati a Roma, segnando la fine del Regno delle due Sicilie e sancendo l’Unità d’Italia.

Da dimora regia a temuto carcere militare.

La fortezza inferiore del Castello Angioino di Gaeta è diventata famosa per essere stata, fino al 1990, sede di un carcere militare. Non un carcere qualunque, ma il più temuto della penisola, soprattutto per la sua posizione a strapiombo sul mare che non permetteva possibili vie di fuga. TI MANDO A GAETA! infatti, era una tra le minacce più sentite dai maschi italiani del secolo scorso. Il carcere del Castello diventà famoso soprattutto dopo l’incarcerazione di due tra i più famigerati nazisti della storia europea: Herbert Kappler e Walter Reder. Il primo responsabile della strage delle fosse Ardeatine e del rastrellamento del Quadraro, il secondo per i terribili eccidi di Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto. Rimangono imprigionati nel Castello per circa trent’anni. Kappler entrò nel 1947 e uscì nel 1976, quando, per motivi di salute, viene trasferito all’ospedale militare di Roma del Celio. Reder entrò nel carcere militare nel 1951 e fu estradato in Austria, nel 1985, con un volo di Stato.

Il triste destino del carcerati

Ma le mura del carcere hanno stretto nella loro morsa anche persone che, durante gli ultimi conflitti bellici, erano scartate dalla leva obbligatoria. Particolarmente penalizzati sono stati i testimoni di Geova, i quali, obiettori di coscienza per motivi religiosi, erano rinchiusi nel Castello Angioino e privati di ogni diritto.

"Ti mando a Gaeta" è stata una delle minacce più temute dai maschi italiani del secolo scorso.
“Ti mando a Gaeta” è stata una delle minacce più temute dai maschi italiani del secolo scorso. Foto di Alfredo Reale.

Visita teatralizzata al’ex carcere militare di Gaeta

Per questo meraviglioso viaggio nelle mura del Castello Angiono Aragonese di Gaeta devo ringraziare l’associazione culturale “I tesori dell’arte”, organizzatrice dell’evento “Ti mando a Gaeta”, visita teatralizzata nell’ex carcere militare. Immergersi nella suggestiva atmosfera della struttura ascoltando le preziose testimonianze direttamente dalla bocca dei personaggi che ne hanno fatto la storia è stata davvero un esperienza stimolante, carica di emozioni. Incontrare Federico di Svevia tra le mura originarie della sua dimora, ascoltare il racconto straziante di Alfonso di Aragona, captare la profonda stima tra Francesco II di Borbone e la sua meravigliosa regina, Maria Sofia di Baviera..sprazzi di storia riportati prepotentemente alla luce grazie alla preziosa collaborazione dei bravissimi attori protagonisti della manifestazione.

Un percorso inusuale, un viaggio nelle intime vite dei personaggi, i cui profili storici sono stati magistralmente catturati dall’obiettivo di Alfredo Reale. Scatti descrittivi che riescono a trasportare chi li ammira nella dimensione storica originale.

 

Vi avevo già parlato in un articolo della nostra intenzione di comprare un camper o un multivan di ultima generazione, e passare quindi ad una diversa esperienza di viaggio, rimanendo sempre e comunque “on the road”. La cosa che più ci intriga della vita in camper è il fatto di muoversi agevolmente con tutta la famiglia, cane compreso, senza stare li ad impazzire per fare e disfare i bagagli, o per cercare alberghi pet-friendly. Il camper è una vera e propria casa su ruote e quindi il suo punto di forza è il fatto di poter avere sempre tutto a disposizione. Un monolocale su ruote, piccolo e confortevole al tempo stesso.

Salone del camper, parma, trevaligie

Non potevamo quindi mancare all’evento dell’anno, il Salone del Camper di Parma, in scena dal 14 al 22 settembre, dove tra centinaia di mezzi esposti sicuramente ci sarà quello che farà al caso nostro. E noi saremo li per valutare il modello più adatto alle nostre esigenze di viaggio.

Il Salone del Camper di Parma

Perché scegliere il camper

Uno dei motivi per cui scegliere una vacanza in camper è il fatto che ci si può spostare ovunque e si può fare conoscenza con altri appassionati. Perché si, il camping è fatto di appassionati. Quando ci si ferma nelle aree di servizio per camperisti si conoscono altre persone, si fa amicizia e si condividono idee, spunti, racconti di viaggio ed esperienze. Magari si fa anche qualche tragitto insieme.

Viaggiare in camper poi, permette di scoprire nuovi luoghi, spostandosi dal mare alla montagna, dalle città alle spiagge senza dover necessariamente fare e rifare i bagagli, senza dover cercare alberghi strada facendo per fare tappe di una notte. Quando ci si ferma poi sembra di essere in casa, per via dell’ambiente intimo, sicuro, confortevole che permette di addormentarsi guardando le stelle.

Salone del camper, parma, scegliere il camper, trevaligie

IL CAMPER PIACE AI BAMBINI

I bambini ed i ragazzi adorano viaggiare e fare esperienze in camper. E’ un connubio tra casa e vacanza, perché nonostante ci si trovi a chilometri di distanza, nella casa viaggiante c’è un pò del loro mondo. Portano con loro giochi, peluche e possono dormire e svegliarsi quando già si è in viaggio. L’esperienza outdoor poi, stimola la loro fantasia, rafforza il loro carattere, facendoli sentire dei veri piccoli esploratori.

Perché visitare il Salone del Camper di Parma

Ci sono diversi motivi per cui visitare il Salone del Camper di Parma, primo fra tutti il fatto di avere tutti i modelli di camper, caravan e furgonati a disposizione in un unica area espositiva, piuttosto che girare l’Italia a cercare i singoli concessionari. Avremo inoltre l’opportunità di visionare i vari modelli, testarli e poterne toccare con mano la qualità degli allestimenti. In più ci sono aree specifiche dove poter acquistare direttamente complementi, accessori e le varie attrezzature per vivere una vacanza in totale libertà e sicurezza.
Vita da camper, salone del camper di parma, trevaligie

Non è da sottovalutare poi, il semplice fatto di trovarsi in loco, in una vera e propria community di appassionati del settore. Il modo migliore quindi di condividere esperienze e cercare consigli da chi del camping ha fatto uno stile di vita.

I marchi in esposizione

I marchi in esposizione sono davvero tantissimi. Nell’area espositiva saranno presenti modelli Adria, Chausson, Malibù, Mobilvetta e Possl, tanto per citare i più conosciuti. Ma anche veicoli commerciali e i furgonati della Mercedes e della Wolksvagen, tra i quali c’è il multivan che abbiamo adocchiato. In più Pegeout, Laika, Mobilvet e tanti altri ancora.

Vita da camper, salone del camper di parma, trevaligie

Visitare il Salone del Camper con i bambini

Per permettere ai genitori di visitare l’area espositiva in totale libertà, al Salone del Camper è stata attivata un area di custodia e di intrattenimento per i bambini dai 3 agli 8 anni, attiva tutti i giorni, dalle ore 14.30 alle ore 18 dal lunedì al giovedì. Nelle giornate di sabato 14 e domenica 15, e dal venerdì 20 a domenica 22 l’area bimbi sarà aperta dalle ore 09.45 alle ore 18, sempre con la presenza di educatori professionali.

Visitare il Salone del Camper con il cane

Al Salone del Camper di Parma non possono mancare i nostri amici animali, fedeli compagni di viaggio. Per loro tante attività sportive e giochi, guidati da esperti istruttori. Gli educatori inoltre rimarranno a disposizione per rispondere a qualsiasi domanda riguardante la gestione e l’educazione del cane. Tra le varie attività in programma, oltre al Rally Obedience, anche la nuovissima Dog Dance. Piccoli esercizi da far fare all’amico a 4 zampe, che svolti di seguito somigliano ad una piccola coreografia! 

Costi e orari 

Dal lunedì al venerdì, il biglietto di ingresso giornaliero costa € 8,00

Il sabato e la domenica il biglietto giornaliero ha un costo di 10,00 € a persona

I bambini fino a 12 anni entrano gratis, e i cani possono entrare con guinzaglio e museruola. Il Salone del Camper di Parma sarà aperto tutti i giorni, dal 14 al 22 settembre, dalle ore 9:30 alle ore 18:00

La scorsa settimana, i surfisti dell’ Mdc Club di Gaeta, affiancati da altre scuole di surf in diversi spot italiani, si sono riuniti in un Paddle Out in onore di Leonardo D’Angelo, fotografo sportivo e maresciallo dell’Aeronautica Militare, deceduto prematuramente il 20 Agosto. Una grande reunion, quella avvenuta il 28 agosto sulla suggestiva spiaggia di Sant’Agostino di Gaeta, dove vecchi surfisti e nuove leve dell’Mdc, il club surfistico fondato proprio da “zio Leo” più di vent’anni fa, hanno organizzato una commovente commemorazione in onore dell’amico scomparso.

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Foto di Flavia Fiengo

Le origini del Paddle Out

Non si sa esattamente quando è stato celebrato il primo Paddle Out, la “cerimonia di pagaia”. Si pensa che sia un antica tradizione hawaiana, e che abbia addirittura radici nella Polinesia preistorica. Venne poi adottata negli anni in altri luoghi del mondo come la California, l’Australia e il Portogallo, nazioni dove il surf è uno sport venerato e molto praticato. Il Paddle Out non è altro che un grande abbraccio in mare. I surfisti partecipanti escono in acqua per qualche miglio, e con le loro tavole formano un grande cerchio. Quindi, tenendosi per mano, dicono preghiere, evocano ricordi, o pronunciano discorsi in onore del surfista deceduto. Dopodiché, in molti casi, vengono sparse in mare le ceneri del defunto, nel mezzo del cerchio, seguite da lanci di fiori a da abbondanti schizzi d’acqua. Secondo un’antica leggenda, pare che durante il rito compaiano onde singole e particolari, in maniera inaspettata. Si dice che sia la manifestazione dellla persona che si sta salutando, che ringrazia in questo modo gli amici sul reef, ricambiando il loro saluto. Pare sia una leggenda, ma guarda caso è capitato anche a noi, durante la pagaiata, che il mare all’improvviso si increspasse, per poi tornare calmo.

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Chi può partecipare ad un Paddle Out?

Per molte persone fare surf è come un esperienza spirituale. Il legame dei surfisti con il mare e con il gruppo di appartenenza è molto forte. Quindi, quando uno di loro viene a mancare, si uniscono in maniera simultanea al Paddle Out dei local, anche le comunità di surfisti di altre regioni. I Paddle Out non sono però riservati solo ed esclusivamente ai surfisti. Ci sono stati casi di cerimonie commemorative nello stesso stile dedicate anche a sub, nuotatori, a fotografi sportivi. Insomma a chiunque avesse un legame speciale con il mare.

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Foto di Stefano Viola

Un Paddle Out è composto da diversi surfisti, da paddle boarder e/o anche da kayak. Ma come si organizza un Paddle Out in Italia? Noi non avevamo alcuna conoscenza riguardo questo tipo di commemorazione, e non siamo riusciti a trovare nulla nei vari siti italiani che ci desse qualche dritta per capire da dove iniziare. Per cui ci siamo rimboccati le maniche e, chiedendo consigli su come muoverci al meglio, siamo riusciti a portare a termina la nostra impresa.

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Foto di Stefano Viola

Come si organizza un Paddle Out in Italia?

Innanzitutto bisogna decidere una data, un orario e il luogo dove celebrare la cerimonia. Bisogna assicurarsi che nel luogo dove si svolgerà l’evento ci siano abbastanza parcheggi per tutti i partecipanti, che si possano portare le tavole e manovrarle in totale sicurezza, e soprattutto che sia finito l’orario di balneazione, nel caso in cui ci fosse ancora la stagione estiva in atto. Poi bisogna raggruppare i vari partecipanti. Noi abbiamo usato un gruppo whatsapp, e facendo leva con il passaparola tra surfer siamo riusciti a raggiungere, e ad aggiungere man mano, le persone che dovevano essere presenti.

Per quanto riguarda la parte burocratica, abbiamo spedito semplicemente due PEC. Una alla Capitaneria di Porto, l’altra al Comune di Gaeta, che ha anche provveduto a protocollare l’atto.

Ecco una bozza della PEC inviata agli enti competenti.

Capitaneria di Porto - 
 Comune di Gaeta _____ 
Con la presente siamo a comunicare che in data 28 agosto c.m. si terrà presso il Ristoro da Benedetto, in località S. Agostino, Via Flacca Km 22,300, una cerimonia di commemorazione per la scomparsa del fotografo Leonardo D' Angelo. In tale occasione l'MDC Surf Club getterà una corona di fiori in mare (in materiale completamente deperibile). Il gruppo composto da circa 40 persone raggiungerà il largo usufruendo di 1 (uno) pedalò e varie tavole da surf. La cerimonia avrà inizio dopo le 19.00, al termine dell'orario di balneazione, in assenza di bagnanti e in totale sicurezza. La persona preposta a eventuali situazioni di emergenza e/o richieste di soccorso nel corso della cerimonia risponderà al numero .....................( Inserire il numero di telefono della persone di riferimento)
 Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordiali Saluti

Dopo aver proceduto a risolvere le questioni burocratiche, si può procedere con l’organizzazione della cerimonia in mare. E quindi cosa bisogna fare?

Ecco la nostra lista

  • Ordinare una corona di fiori, che sia totalmente biodegradabile. Quindi niente plastiche, corde, fili di ferro. 
  • Ordinare un fiore per ogni surfista presente. Dopo aver lasciato la corona, ogni partecipante lancia il proprio fiore, per poi partire con grandi schizzi d’acqua, come a formare un enorme corolla sul mare.
  • Preparare un discorso, o delegare qualcuno che dica qualche parola in onore del surfista deceduto.
  • Una volta finita la commemorazione a mare, si torna in spiaggia, dove, nel caso si voglia, si può continuare la cerimonia con la visione di filmini, foto e quant’altro serva a ricordare le gesta dell’amico defunto.
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Foto di Flavia Fiengo

Fate i ringraziamenti di rito al termine dell’evento

In questa occasione, abbiamo appurato quanto sia potente il legame tra surfisti, e soprattutto quanto sia spirituale il loro legame con il mare. Questa reunion non solo ci ha dato l’opportunità di salutare zio Leo in maniera consona al suo stile di vita e alle sue attitudini, ma ci ha permesso di riabbracciare persone che negli anni si erano perse di vista. Nel momento del bisogno nessuno si è tirato indietro, e ognuno di loro ha partecipato con grande entusiasmo e trasporto alla commemorazione in mare. Ringraziamo tutti coloro che si sono uniti al Paddle Out in onore di Leonardo, soprattutto chi è venuto da fuori e chi ha dovuto prendere un giorno di ferie per poter essere presente. Ringraziamo anche tutte le persone accorse e che hanno supportato i surfisti da riva, tra lacrime di commozione e sorrisi sinceri. Grazie alla location che ci ha ospitati, in maniera totalmente gratuita. Un grazie a Flavia Fiengo e Stefano Viola per aver immortalato non solo persone, ma anche emozioni. 

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Foto Stefano Viola 

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