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Hai mai assaggiato il pane di Matera? La sua forma particolare e la sua morbida mollica rivestita da una crosta croccante lo hanno reso famoso nel mondo della gastronomia, in Italia e all’estero. Da sempre eccellenza culinaria della città dei Sassi, il pane di Matera rappresenta in modo egregio i territori della Basilicata, racchiudendone tutte le essenze in un impasto fatto con l’acqua pura delle sorgenti locali e con grano autoctono di qualità.

Il Pane di Matera

Il pane è sempre stato alla base dell’alimentazione del territorio lucano. La sua produzione continua ancora oggi ad essere un vero e proprio rituale, suddiviso in più fasi di lavorazione. L’ingrediente fondamentale per avere un pane dal cuore morbido e dalla crosta croccante è sempre stato il lievito. Il pane di Matera è prodotto tuttora solo con lievito madre. Anticamente l’impasto era posto a lievitare in un grande contenitore di argilla. Una volta formate le pagnotte poi, queste erano portate presso il forno del paese. A quei tempi infatti c’era un unico punto di cottura a disposizione di tutti gli abitanti. Per riconoscere dunque il proprio pane nel grande forno condiviso le massaie solevano marchiare le pagnotte con un timbro di legno, incidendo le iniziali della famiglia. 

La produzione del pane era un rito per gli abitanti di Matera ed era un momento di aggregazione e condivisione. Proprio per la sua importanza nella vita socio economica del paese il pane era addirittura benedetto con tre tagli, a rappresentare il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, prima di essere messo nei forni. Un modo di onorare i prodotti della terra e di benedire il cibo che dava sostentamento all’intera comunità. Ancora oggi trovi sul pane di Matera il taglio a croce, che ne è diventato il suo simbolo distintivo. 

Il processo di produzione

E’ il metodo di produzione che, oltre all’uso del lievito madre, rende il pane di Matera un prodotto IGT, rinomato nell’ambito della gastronomia nazionale. L’impasto è prodotto solo con ingredienti autoctoni, come la semola di grano duro interamente coltivata nei territori della provincia. Il lievito madre è fondamentale per la buona riuscita delle pagnotte. Si ottiene facendo fermentare la semola con frutta fresca matura, come uva o fichi. Si lascia macerare in acqua e si impasta spesso, in modo da ottenere un composto omogeneo e sempre attivo. Farina, acqua, lievito e sale sono quindi messi nell’impastatrice, lavorati e poi lasciati lievitare.

Si procede poi a formare le pagnotte, che variano da un minimo di 600 grammi ad un massimo di 10 chili. Una volta formate, le pagnotte sono nuovamente poste a lievitare in contenitori ben coperti. A questo punto si da al pane la caratteristica forma a cornetto. Quindi la parte alta viene marchiata con un timbro a pressione che riproduce le lettere MT, a significare Matera.

La cottura del pane di Matera

Una volta pronte le pagnotte si procede a infornare il tutto in forni a legna, con una variazione di cottura per le diverse pezzature di pane. Una forma da mezzo chilo ad esempio cuoce in circa un’ora. Il pane, lavorato e cucinato con questa precisa metodologia, è quindi caratterizzato da una crosta croccante di colore scuro e una mollica morbida e ben alveolata. Il pane di Matera può durare fino a due settimane, se ben conservato. 

Altri prodotti da forno tipici di Matera

A Matera poi, oltre al pane tipico, puoi assaggiare diversi prodotti da forno derivanti sempre dallo stesso impasto lievitato. Uno di questi è il Ricco d’olio, una larga e spessa focaccia che si ottiene passando i residui della lievitazione nello zucchero semolato. Dorata in superficie e sofficissima all’interno ha l’odore simile a quello del pane, da cui differisce però dalla grande quantità d’olio e di zucchero di cui è intrisa. Altro prodotto della tradizione gastronomica materana è il ficcilatello, una specie di tarallo che si usa mangiare alla vigilia della festa dell’Immacolata. In passato, durante questa speciale vigilia, le famiglie devote digiunavano a pranzo e si concedevano a cena solo il ficcilatello, questo tarallo profumato con i semi di finocchietto selvatico.

La focaccia, il gusto indescrivibile della tradizione

A Matera poi devi assolutamente provare la focaccia, preparata con diversi condimenti ma sempre super morbida all’interno. L’impasto è sempre a base di acqua, lievito madre e farina di semola. Spesso ha la forma a ciambella e la sua particolarità è che puoi mangiarla anche passeggiando, poichè è la regina dello street food lucano. Servita anche come base per l’aperitivo la focaccia materana è condita con pomodoro, olio e origano. Ingredienti semplici della tradizione contadina che danno vita ad un prodotto genuino e gustoso. 

Il pane di Matera e i prodotti tipici da forno del territorio lucano
Nella sua versione tradizionale, la tipica focaccia materana è farcita con i pomodorini. A questa versione base, nel corso dei decenni si sono aggiunte diverse varianti: ad esempio con le patate, con il pelato o con rape e peperone crusco.

I dolci da forno delle festività

Tipiche produzioni di Matera sono anche le strazzate, dolci della tradizione natalizia lucana, fatte di farina, mandorle, zucchero e uova, morbide dentro e croccanti all’esterno. Sempre rimanendo in tema di festività, nel periodo pasquale a Matera si preparano le pannarelle, biscotti a forma di pupa, di gallina o di cestino che esibiscono nel centro un uovo, simbolo di resurrezione e di fertilità. 

Perchè assaggiare il pane di Matera

Dopo un attento esame del ciclo di produzione e lavorazione il pane di Matera ottiene nel 2008 il marchio IGP dalla Comunità Europea. Oggi puoi trovare questo morbido pane in diversi punti vendita della penisola, ma assaggiarlo caldo nella città in cui è prodotto ha sempre un suo perchè. A Matera c’è addirittura un Consorzio di Tutela composto da quattro panifici storici locali, considerati tra i migliori panificatori d’Italia. La sua particolare forma a cornetto e i suoi colori, che molto ricordano le tonalità calde della Murgia Materana, la cottura a legna e gli ingredienti genuini ne fanno un prodotto unico ed inimitabile. Un vanto per il patrimonio alimentare della regione Basilicata e dell’Italia intera.


Ringrazio il Panificio Perrone di Matera per l’ospitalità.

Il Museo Egizio di Torino è uno dei più antichi musei al mondo dedicato completamente alla storia e alla cultura egizia. E’ secondo per importanza solo al Museo Egizio del Cairo e la sua fondazione risale al 1824, voluta da Carlo Felice di Savoia. La prima collezione acquisita dal re comprendeva ben 5,600 reperti provenienti dall’Egitto, trovati e riuniti da Bernardino Drovetti, allora console di Francia nei territori egiziani. Alla collezione di Drovetti vengono poi aggiunte altre raccolte, tra le quali quelle appartenenti a Casa Savoia, dando così vita al primo Museo Egizio del mondo, con sede a Torino. 

Il Museo Egizio di Torino

Nel corso degli anni al Museo Egizio sono incorporati altri preziosi ritrovamenti, molti dei quali effettuati nei primi anni del 1900 dalla Missione Archeologica Italiana. Ad oggi il Museo vanta circa 6,500 reperti archeologici risalenti a vari periodi storici che vanno dal Paleolitico all’epoca copta, ossia alla nascita dei primi ceppi religiosi appartenenti al cristianesimo originari dell’Egitto. 

Il Museo Egizio si divide in più livelli. L’ampio ingresso interrato accoglie i visitatori con un breve resoconto della storia del Museo. Qui puoi inoltre chiedere le audioguide e lasciare i giubbotti nel guardaroba ( opzione consigliatissima ). I biglietti per il Museo Egizio si comprano solo on line, all’interno non trovi biglietterie. Prenota la visita con netto anticipo, soprattutto se hai intenzione di vedere il Museo nei week end o nei giorni festivi, soggetti quindi a maggiore affluenza. 

Inizia la tua visita dal Piano Interrato

Il percorso di visita del Museo Egizio si snoda su 5 piani, e comincia proprio dal piano interrato. Qui si trova anche un meraviglioso papiro, originale, risalente all’epoca tolemaica, ossia al 330 a.C. E’ il famoso Libro dei Morti di Luefankh, un rotolo di papiro contenente formule funerarie con la funzione di guidare il defunto nel suo viaggio nelll’aldilà. Puoi vedere benissimo la sequenza originale delle immagini, confrontando ogni sezione con la traduzione sottostante fornita dal Museo. Il Libro dei Morti di Luefankh è uno dei ritrovamenti più estasianti conservati nel Museo Egizio di Torino. 

Il Museo Egizio di Torino. Guida alla visita.
Il Libro dei morti di Luefankh è un antico testo funerario egizio, utilizzato stabilmente dall’inizio del Nuovo Regno (1550 a.C. circa) fino alla metà del I secolo a.C. Custodito nel Museo Egizio di Torino, con i suoi 864 cm di lunghezza è uno dei papiri più ampi al mondo e custodisce l’insieme di formule funerarie.

Sali al Secondo Piano, nella sezione dedicata alle Mummie

Dal Piano Interrato si accede direttamente al secondo piano, per poi tornare al primo con un percorso a ritroso. Questa area raccoglie un’infinità di reperti archeologici, tra i quali stele incise e varie tipologie di sarcofagi. Il più importante reperto di quest’area è sicuramente la Mummia di Gebelein, risalente al periodo Predinastico, ritrovata nell’Alto Egitto nel 1020 dalla Missione Archeologia Italiana. La Mummia è esposta in una teca che riproduce l’ambiente in cui è stata ritrovata e suscita davvero grande curiosità, anche nei bambini. E’ in posizione fetale e sembra essere stata imbalsamata intorno al 3.600 a.C, agli albori della civiltà egizia, con una soluzione arcaica fatta da olio vegetale, estratto di radice di giunco e resina conifera, molto probabilmente di pino. Quest’ultimo ingrediente, dalle proprietà antisettiche e antibatteriche, proteggeva i corpi dalla decomposizione.

Il Museo Egizio di Torino. Guida alla visita.
La mummia ritrovata in posizione fetale a Gebelein è la mummia egiziana più antica conosciuta fino ad ora. Di sesso maschile, è stata rinominata Ginger, per via dei suoi capelli rossi, in omaggio all’attrice Ginger Rogers

Al Secondo Piano trovi anche le Tombe di Neferu e Iti e la Tomba degli Ignoti, composta da un corridoio con tre camere contenenti sarcofagi e mummie con i rispettivi corredi funebri.

Scendi al Primo Piano del Museo Egizio di Torino

Lasciate le Tombe e i Sarcofagi del Periodo Predinastico e del Medio e Nuovo Regno immergiti nella storia dell’Epoca Tarda, dell’Epoca Romana e di quella Tardoantica. Per ogni periodo trovi classificati numerosi reperti, molti dei quali trovati da Schiapparelli, fondatore delle Missione Archeologica Italiana e fondatore del Museo Egizio. Impressionante per bellezza e quantità è la Galleria dei Sarcofagi. Qui sono custoditi numerosi sarcofagi dipinti e intarsiati, impreziositi da meravigliosi disegni e da simboli molto particolari. Tra questi trovi l’Occhio di Horus, un occhio sovrastato da un sopracciglio e impreziosito da una linea ondeggiante, che secondo alcune interpretazioni simboleggia la piuma del falco, l’uccello in cui Horus si trasforma secondo la mitologia egizia. Era dipinto sui sarcofagi affinchè i defunti potessero vedere il regno dell’aldilà. 

Su questo piano trovi anche la Cappella di Maia e Tamit, dalle meravigliose pitture colorate, e la Statua di Nefertari e Pendua, che ritrae i due sposi in un abbraccio. Trovi inoltre diverse mummie di animali, probabilmente ritrovate nelle necropoli animali di Saqquara, a sud del Cairo. Gli animali erano sacri per gli Egizi, importanti a tal punto da mummificarli e depositarli in appositi cimiteri. Alcuni di loro, come i gatti, simboleggiavano le forze della natura ed erano ritenuti vere e proprie divinità. 

Chiudi la tua visita al Piano Terra

Tornando al Piano Terra concludi la tua visita al Museo Egizio di Torino. C’è da dire che in questa area espositiva si concentrano dei reperti archeologici a diro poco meravigliosi. Qui trovi infatti la Galleria dei Re dove, in una magica atmosfera enfatizzata da un gioco di luci e ombre, puoi ammirare le più grandi statue di sfingi e faraoni, perfettamente conservate.

Tra le varie figure mitologiche appartenenti alla cultura egizia trovi anche la statua originale di Tutankhamon, il famoso faraone figlio di Nefertiti salito al trono a soli 8 anni. La sua tomba invece è rimasta nel museo egizio del Cairo e rimane tuttora una delle opere più conosciute al mondo. Suggestiva anche l’enorme statua di Ramses II. In questa sezione del Museo trovi anche il Tempio di Ellesiia, edificato da Tuthmosi III e modificato con preziosi abbellimenti nel corso degli anni dai suoi eredi. Prelevato da Assuan e ricomposto in loco nel 1970 questo tempio è un dono del governo egiziano all’Italia, come ringraziamento per aver contribuito al salvataggio dei templi della Nubia che rischiavano di essere sommersi dalle acque del lago Nasser. 

Fai giocare i tuoi bambini con i faraoni egizi

Al Museo Egizio di Torino ci sono anche tante attività dedicate ai più piccoli. Nello Spazio ZeroSei Egizio infatti trovi un percorso ludico in cui i più piccoli possono scoprire la storia dei faraoni grazie a stimoli visivi e sonori propedeutici alla visita. E’ aperto il sabato e la domenica e ha attività divise per fasce di età. E’ adatto anche ai bambini più piccoli, da zero a 2 anni, i quali potranno conoscere i segreti del Mondo Egizio attraverso la narrazione e con attività tattili e sonore. Per le famiglie con neonati poi è attiva una piccola area di accoglienza in cui trovi anche una postazione per l’allattamento, con fasciatoi e libri da leggere.

 

E a proposito di libri al Museo Egizio di Torino trovi anche una vasta area dedicata alle pubblicazioni realizzate dal museo stesso, sia per scopi scientifici che divulgativi, nonchè una bellissima selezione di libri dedicati ai bambini. Trovi anche piccoli gadgets, oggetti da cancelleria e divertenti giochi in scatola dedicati all’Antico Egitto. 

Informazioni utili alla visita

Se decidi di visitare il Museo Egizio di Torino devi farlo nel migliore dei modi, cercando di capire la storia di ogni singolo pezzo esposto. Solo così la visita avrà un senso, poichè non è un museo che si può visitare distrattamente, senza soffermarsi sui particolari storici. Per questo motivo il museo mette a tua disposizione un’audio guida gratuita a cui puoi accedere anche dal tuo smartphone connettendoti al wi-fi della struttura, utilizzando la web app Museo Egizio. Porta quindi con te i tuoi auricolari personali, ma se non li hai puoi acquistarli presso la biglietteria del Piano Interrato. 

I biglietti per il Museo Egizio di Torino sono acquistabili solo on line, sul sito www.museoegizio.it. Il biglietto intero ha un costo di 15,00 €, per i bambini dai 6 ai 12 anni è di 1,00 €. I bimbi da 0 a 5 anni entrano gratuitamente.

Il Museo Egizio è aperto il lunedì dalle 9:00 alle 14:00 e dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 18:30.

Il Museo Egizio di Torino. Guida alla visita.
Tra i reperti della raccolta del Museo Egizio di Torino trovi un papiro, unico nel suo genere, che mostra immagini che possono a prima vista definirsi pornografiche. Questo papiro sconvolse gli studiosi di allora che, abituati ad apprezzare gli egizi per la loro compostezza, saggezza e devozione verso gli dei, scoprivano ora un volto inedito di questa antica civiltà.

Dove si trova il Museo Egizio di Torino?

Proprio nel centro storico della città, in Via Accademia delle Scienze 6. Ha sede nel Palazzo dell’Accademia delle Scienze, un bellissimo edificio del 1600 progettato da Guarino Guarini. 

 

 

Hai mai sentito parlare del Palazzo Reale di Torino? E’ un maestoso edificio collocato proprio nel centro storico della città, dimora sabauda per ben tre secoli e dal 1997 divenuto Patrimonio dell’UNESCO. Una reggia a tutti gli effetti, che si innalza su Piazza Castello con la sua magnifica facciata barocca, e che per la bellezza dei suoi interni è paragonabile alle altre famose regge europee, come quella di Versailles. 

Palazzo Reale di Torino

Inizialmente edificato per divenire una dimora vescovile il Palazzo Reale di Torino fa parte del complesso dei Musei Reali, che comprende altri sette edifici storici. Tra questi trovi l’Armeria, la Cappella della Sacra Sindone, i Giardini Reali e la Galleria Sabauda. 

Palazzo Reale di Torino, guida alla visita della reggia sabauda.
Il percorso di visita del Palazzo Reale di Torino comprende anche i meravigliosi Giardini Reali. L’ingresso è gratuito.

Conosci la sua storia?

E’ stato Emanuele Filiberto di Savoia a trasformare il palazzo in una residenza nobiliare, spostando la sua sede ducale da Chambery a Torino e obbligando il Vescovo a trasferirsi nel Palazzo di San Giovanni. Grazie ad un importante progetto di riqualificazione Emanuele Filiberto riesce a modificare non solo la mole dell’edificio ma anche la conformazione urbana della zona, portando la dimora entro le mura.

Il Palazzo Reale ha subito continue evoluzioni nel corso dei decenni, ampliandosi grazie a nuovi progetti e arricchendosi di nuove creazioni architettoniche. Numerosi sono poi gli eventi celebrati tra le sue mura, come il meraviglioso matrimonio tra Carlo Emanuele e Cristina di Baviera. Ha conosciuto nell’arco della sua lunga vita solo un breve periodo buio, durante la dominazione napoleonica, quando è stato abbandonato per trasferire la residenza del re al Palazzo Reale di Cagliari.

Entra all’interno e sali lo Scalone d’Onore

Dopo l’Unità d’Italia il palazzo ritorna ad essere sede della monarchia, subendo ulteriori restauri. Per festeggiare la nascita della nuova nazione italiana Vittorio Emanuele II fa costruire uno splendido Scalone d’Onore, ricco di marmi preziosi, dipinti straordinari e statue imponenti. La scultura principale dello scalone è il Monumento Equestre di Vittorio Amedeo I, opera del 1619 di Andrea Rivalta. Le altre sculture che vedi all’interno delle nicchie sono invece del 1800. Tra queste puoi notare la statua di Emanuele Filiberto di Varni. 

Palazzo Reale di Torino, guida alla visita della reggia sabauda.
Le tele poste ai lati della facciata principale della scala sono un omaggio alla Dinastia Sabauda mentre, se alzi lo sguardo, puoi notare il meraviglioso affresco della volta, opera straordinaria di Paolo Emilio Morgari.

Ammira le stanze del Palazzo

Gli interni del Palazzo Reale di Torino sono un susseguirsi di stucchi, ritratti, marmi e intarsi. La prima stanza che trovi lungo il percorso è la Sala dei Corazzieri, che prende il nome dal corpo di guardia posto in passato a sorveglianza del Palazzo. Passa poi nell’anticamera di accesso all’Appartamento Reale. In passato era chiamata Sala delle Virtù, per via del soggetto raffigurato al centro del suo soffitto ligneo: La virtù incoronata da Pallade e tenente ai piedi incatenata una chimera. Le pareti di quest’ambiente sono ricoperte di grandi arazzi realizzati dalla Manifattura Reale di Torino, ben otto, che raffigurano la storia di Enea e Didone. Degno di nota il grande orologio posto sulla mensola del camino, opera della ditta Musy et Files di Torino, gioiellieri di Casa Savoia. Ai due lati fanno sfoggia di se due preziosi candelieri in bronzo dorato, di manifattura parigina. 

La Sala dei Paggi, anticamera della Sala del Trono, oltre a sfoggiare tele che raffigurano le vittoriose battaglie dei Principi di Casa Savoia, vanta uno splendido camino settecentesco, sormontato da una bellissima specchiera e impreziosito da un orologio proveniente da Parigi. Meravigliosa è la porta che divide questo ambiente dal successivo, chiamata “porta della sicurezza”. E stata realizzata in legno di noce scolpito e dorato, opera del piemontese Antonio Botto.

Palazzo Reale di Torino. Entra nella Sala del Trono

Una volta oltrepassata la Porta della Sicurezza ti ritrovi nell’ambiente più ricco e importante del Palazzo Reale di Torino. Questa stanza, che inizialmente era destinata al trono della regina, nel 1831 diventa Sala del Re, cuore pulsante della reggia di Carlo Alberto. Il soffitto seicentesco in legno dorato è opera della famiglia Botto. La deliziosa tappezzeria invece è ornata con lo scudo sabaudo e dal monogramma con le iniziali del sovrano. Il pavimento è un vero e proprio capolavoro. E’ di ebano intarsiato, opera di Gabriele Capello. Intorno al trono puoi notare una balaustra in legno scolpito e dorato, del 1700, che precedentemente contornava il letto della regina.

L’Armeria Reale

Ora dirigiti verso una delle gallerie monumentali più belle d’Italia, l’Armeria Reale. E’ un vero e proprio museo dedicato alle armi e alle armature fondato da Carlo Alberto nel 1832. Dopo aver fondato la Regia Pinacoteca inizia anche a riunire nella Galleria Beaumont, dopo averla svuotata dalla tele che ospitava, tutte le armi appartenenti a Casa Savoia. Pochi anni più tardi alla galleria vengono annessi anche i locali della Rotonda, progettati per ospitare la collezione più recente delle armi albertine, tra le quali la raccolta di quelle orientali. Straordinarie sono le volte affrescate della Galleria, opera di Claudio Francesco Beaumont. Rappresentano le storie di Enea con la tecnica dell’olio a muro, e sono incorniciate da eleganti stucchi intarsiati e dorati. Per portare a termine questo prezioso lavoro sono stati necessari ben 5 anni. 

Nel 1946, con l’avvento della Repubblica, l’Armeria Reale diventa museo statale. Ad oggi vanta più di 5.000 oggetti risalenti a diversi periodi storici, dalla Preistoria al Novecento. All’Armeria sono annessi anche il Medagliere, un’ambiente che ospita una vasta collezione di monete antiche, e la bellissima Biblioteca Reale. Quest’ultima ospita manoscritti e pergamene antiche ma anche una preziosa raccolta di disegni e bozze di Leonardo Da Vinci, compreso il suo celeberrimo autoritratto risalente al 1516.

Fermati ad ammirare la cappella della Sacra Sindone

Il percorso di visita del Palazzo Reale di Torino comprende anche la Cappella della Sacra Sindone. Qui è custodito il sudario in cui si presuppone sia avvolto il corpo di Cristo. E’ parte integrante del Palazzo, ma puoi accedere alla cappella anche dal Duomo, avendo le strutture due scalinate connesse. La Cappella, a pianta circolare, è sormontata da una meravigliosa cupola in pietra bigia di frabosa, una particolare pietra arenaria, e vanta meravigliose decorazioni a forme geometriche che formano un bellissimo gioco di luci e ombre. Il pavimento, realizzato in marmo bianco e grigio, porta intarsiate stelle in bronzo. 

Non 1997 la Cappella della Sacra Sindone è stata gravemente danneggiata da un incendio che ne ha distrutto gran parte degli arredi lignei, rendendo fortemente instabile anche l’intera struttura architettonica. Per i lavori di restauro sono stati impiegati più di venti anni e, nel 2018, la Cappella è ritornata al suo originale splendore, riaprendo finalmente al pubblico. L’accesso alla Cappella è compreso nel biglietto dei Musei Reali. 

Passeggia nei Giardini Reali

Non solo le sale interne ma anche i meravigliosi spazi esterni della reggia sabauda sono da visitare, possibilmente in modalità lenta. I Giardini Reali si sviluppano su una vasta area naturale, racchiusa nei bastioni. Fortemente voluti da Emanuele Filiberto di Savoia, i Giardini Reali abbracciano diversi settori, uno più bello dell’altro. Il percorso comprende il Giardino Ducale, il Giardino delle Arti e il Boschetto, quest’ultimo realizzato nel 1800. Il cuore dei Giardini Reali è segnalato dalla bellissima fontana dei Tritoni, opera di Simone Martinez. E’ circondata inoltre da numerose statue, busti di marmo e panchine dove fermarsi ad ammirare la natura circostante. 

Palazzo reale di Torino, guida alla visita.
La Fontana delle Nereidi e dei Tritoni nel Giardino di Levante, del muro di cinta dell’antica fortificazione, è uno dei luoghi più suggestivi di Torino. E soprattutto è di grande importanza per il suo alto valore storico e artistico.

Il Giardino delle Arti, generato dopo l’ampliamento della città voluto da Carlo Emanuele II, è opera dello stesso progettista dei giardini di Versailles, Andrè La Notre. Il Boschetto invece ospita una fitta rete di alberi, impreziosita da arbusti e profumate piante erbacee. Il complesso dei Giardini Reali è un luogo di ritrovo e di relax soprattutto per i torinesi, che qui vengono a passeggiare all’ombra degli alberi o a leggere un libro su una delle tante panchine sparse nel parco. E’ piacevole in ogni stagione, ma in primavera e in autunno, quando i colori diventano aranciati e inizia il foliage stagionale, da il meglio di se. 

L’entrata ai Giardini Reali è gratuita.

Perchè visitare il palazzo Reale di Torino

Il Palazzo Reale di Torino è il cuore pulsante dell’intero complesso dei Musei Reali. Gli interni sfarzosi ed eleganti, i preziosi dettagli d’arredo, le rifiniture di gran pregio e gli oggetti da collezione conservati al suo interno ti catapultano per un paio d’ore nella reale dimensione storica della reggia, portandoti nella vita di corte del Seicento. L’intero percorso di visita è un piccolo viaggio esperenziale, delizioso anche per i bambini, che va inserito nell’itinerario di visita della città di Torino per conoscere la storia centenaria non solo della città stessa ma dell’Italia intera. 

Orari di apertura del Palazzo Reale: tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00. Chiuso il lunedì.

Prezzi: il biglietto di ingresso ai Musei Reali comprende l’appartamento Dinastico, l’Armeria, la Cappella della Sacra Sindone e la Galleria Sabauda, nonchè il Museo di Antichità. La tariffa intera è di 15,00 € e l’ingresso è gratuito per bambini e ragazzi fino ai 18 anni. Dai 18 ai 25 il biglietto costa 2,00 €. 

La prenotazione non è obbligatoria, ma consigliata. Per informazioni puoi chiamare il numero +39 011 19560449 oppure mandare una mail ainfo.torino@coopculture.it

 

 

Elegante, raffinata, accogliente. Torino è una città straordinaria, armoniosa e piena di vita. Ogni edificio trasuda storia e cultura, in un dinamismo architettonico estasiante. Culla del Risorgimento e capitale sabauda, Torino è non solo città d’arte ma anche un polo industriale innovativo. Una “Piccola Parigi”, resa romantica dal fiume Po, in cui perdersi tra antichi monumenti, deliziosi musei, storiche caffetterie e negozi di alta moda. Se stai pianificando una visita a Torino, in questo articolo trovi qualche consiglio su cosa vedere in città in 1 week end.

Torino, cosa vedere

Torino offre infinite possibilità di visita avendo a disposizione numerosi musei, palazzi storici e blocchi monumentali di grande valore architettonico. Impossibile riuscire a vedere tutto in 1 week end, ma organizzando bene la visita e facendo attenzione alle tempistiche è possibile creare un itinerario ad hoc che comprenda i più famosi punti di interesse della città. Tra l’altro le maggiori attrazioni si concentrano nel centro storico e quindi sono facilmente raggiungibili a piedi. 

Passeggia in Piazza Castello 

Inizia la tua visita partendo proprio dal cuore pulsante della città: Piazza Castello. Qui si concentra la storia di Torino, che inizia nel 1584. L’allora Duca Carlo Emanuele I diede disposizioni all’architetto Ascanio Vitozzi affinchè progettasse, sulla piazza di epoca romana già esistente, un elegante punto di incontro in cui far confluire le principali vie della città: Via Roma, Via Po, Via Garibaldi e Via Pietri Micca. 

Su Piazza Castello si affacciano i più importanti edifici storici di Torino. Qui trovi il Palazzo della Giunta Regionale, il Palazzo del Governo e Palazzo Madama, antico castello della città da cui la piazza prende il nome. A rendere ancora più autorevole questo edificio ci sono tre preziosi monumenti, tra i quali spicca la statua di Emanuele Filiberto Duca di Savoia che si innalza tra la scultura dell’Alfiere dell’Esercito Sardo e il monumento equestre dei Cavalieri d’Italia. 

Ora siedi in un caffè storico di Piazza San Carlo

Un’altra piazza di grande importanza di Torino, ulteriore fulcro della vita cittadina, è Piazza San Carlo. E’ un vero e proprio salotto, con spazi enormi in cui muoversi, fontane ed eleganti carrugi. Al centro della piazza spicca, maestosa, una statua di Emanuele Filiberto. L’ampiezza di Piazza San Carlo, lunga ben 168 metri e larga circa 80, permette di vere una visuale completa del circondario. Ospita due chiese gemelle, in stile barocco, entrambe edificate agli inizi del 1600. Sotto i portici trovi numerosi negozi e ristoranti, nonchè due dei più famosi caffè storici della città: il Caffè San Carlo e il Caffè Torino, locali che hanno avuto come ospiti nel corso degli anni numerosi intellettuali, politici e artisti provenienti da ogni parte del mondo.

Prendi un cocktail al Caffè Torino

Uno dei locali iconici della città è il Caffè Torino e una sosta in questo bar è doverosa. A partire dalla sua inaugurazione, nel lontano 1903, questo caffè ha visto camminare sui suoi marmi i personaggi più illustri della storia italiana e internazionale. Salotto mondano, tra i frequentatori del quale troviamo anche Alcide De Gasperi e Cesare Pavese, Brigitte Bardot e Ava Gardner, vanta arredi preziosi che ben rispecchiano i gusti e le mode dell’epoca. Il lungo bancone di legno e marmo, la raffinata sala e le specchiere ricche di intarsi dorati ti catapultano nell’opulenza degli anni ’30, tra duchi, dive e principi, in un tripudio di sfarzi che nel tempo non hanno perso bellezza. 

Tuttora il Caffè Torino mantiene lo stile dei suoi anni d’oro, esibendo nelle sue vetrine gianduiotti su vassoio di argento e rilucendo nei suoi preziosi dettagli d’arredo. Approfitta dei tavolini nel dehors per sorseggiare una deliziosa cioccolata calda oppure per degustare uno dei suoi famosi cocktails a base Martini. 

Torino, cosa vedere in 1 week end
Il Caffè Torino ha un’insegna luminosa sponsorizzata dalla Martini. Impossibile non trovarlo passeggiando sotto i portici.

Calpesta i testicoli del toro di bronzo

Anche se i torinesi non sembrano avere le stesse credenze scaramantiche del sud, nessuno di loro passa vicino al Caffè Torino senza calpestare i testicoli del toro di bronzo intarsiato nel pavimento. Questo prezioso bassorilievo che rappresenta una figura taurina dalla maestosa possenza è stato realizzato nel 1930 ed è diventato il simbolo della città. Secondo una credenza popolare calpestare i testicoli del toro porta fortuna. Se ti trovi seduto al Caffè Torino puoi ammirare le persone che, in passeggiata, pestano il toro facendo un giro su se stessi, in modo molto discreto. Se anche tu sei in cerca di fortuna prova a seguire questa curiosa tradizione. 

Torino, cosa vedere in 1 week end
Se anche tu sei in cerca di fortuna prova a seguire questa curiosa tradizione. Calpesta i testicoli del toro!

Torino, cosa vedere in 1 week end. Il Palazzo Reale

Uno dei principali edifici storici di Torino è Palazzo Reale, che si affaccia su Piazza Castello. Residenza di Casa Savoia fino al 1865 questo edificio, progettato dall’architetto Amedeo di Castellamonte, vanta uno stile architettonico dagli eleganti dettagli che ricorda molto la Reggia di Caserta. Una vista al suo interno non può mancare. Le stanze, finemente arredate, hanno accolto nobili, ecclesiastici, personaggi politici italiani e stranieri. La bellezza dei suoi saloni, la regalità della sala del trono, l’opulenza della sala da pranzo e gli antichi arazzi che scaldano le pareti delle stanza da letto ti catapultano nella vita mondana dell’epoca. 

Torino, cosa vedere in 1 week end con i bambini
Meravigliosi affreschi, arazzi preziosi e volte dorate fanno del Palazzo Reale di Torino un vero gioiello dell’architettura italiana dell’epoca.

Il percorso di visita comprende anche l’ Armeria Reale, una straordinaria galleria dalle volte meravigliosamente affrescate che ospita le armature e le armi storiche di Casa Savoia, comprese le statue dei cavalli utilizzati durante le battaglie. Le strutture in legno, perfettamente modellate a dare forma ai più importanti destrieri del Palazzo, sono ricoperte di vera pelle equina e rendono l’aspetto delle statue assolutamente realistico. 

Il Palazzo Reale vanta anche un meraviglioso giardino esterno al quale è possibile accedere in maniera gratuita. E’ un delizioso spazio all’aperto che comprende prati verdi, meravigliose fontane ed un rigoglioso bosco in cui passeggiare. 

Orari di apertura:  aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 8.30 alle 18:00.

Costo del biglietto: € 15,00 intero, 13,00 € ridotto. Pacchetto famiglia: adulto: € 10 ridotto – bambino: € 6 – fino a 5 anni biglietto gratuito

Torino, cosa vedere. Visita la cappella della Sacra Sindone

Sapevi che la Sacra Sindone è custodita nel Duomo di Torino? La cappella dove è custodito il sudario in cui si presuppone sia avvolto il corpo di Cristo è stata danneggiata gravemente da un incendio nel 1997. Ora la reliquia si trova dietro l’altare maggiore del Duomo, dopo essere stata salvata dalle fiamme, ed è conservata in posizione orizzontale in una teca a tenuta stagna. Viene esposta al pubblico raramente, e quando accade viene spostata in un’altra teca.

Il Duomo di Torino, dedicato al patrono della città San Giovanni Battista, è un edificio barocco opera di Guarino Guarini. E’ stato edificato agli inizi del 1400 per volere del Cardinale della Rovere e la sua facciata in marmo bianco esibisce tre portali decorati da eleganti rilievi. Il bianco della facciata è in contrasto con i mattoni rossi della torre campanaria. 

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 7:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 19:00

Costo del biglietto: entrata gratuita

Prendi l’ascensore panoramico della Mole Antonelliana

Simbolo indiscusso della città di Torino la Mole Antonelliana è un’imponente costruzione edificata nella metà del 1800 su un progetto di Alessandro Antonelli, dal quale ovviamente prende il nome. La sua funzione iniziale era religiosa, essendo stata creata come tempio israelitico. Qualche decennio più tardi invece viene ceduta al comune di Torino che ne ha subito fatto un monumento dedicato a Vittorio Emanuele II Re d’Italia. 

Alta 167 metri la Mole Antonelliana è sormontata da una cupola cuspidata che sfoggia su una guglia una stella a cinque punte, che è andata a sostituire la statua del genio alato posata a fine ‘800 per la sua inaugurazione. Per avere una vista a 360° della città prova a prendere l’ascensore panoramico. Ti porta a 85 metri di altezza, nel Tempietto, e ti permette di ammirare il circondario anche durante la salita grazie alle sue vetrate trasparenti. All’interno della Mole Antonelliana trovi il Museo del Cinema. Qui sono conservate le collezioni relative ai manifesti, alle macchine e all’archeologia del cinema italiano.

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00. Chiude il martedì.

Costo del biglietto: 11.00 €

Entra nel Museo della RAI

Poco distante dalla Mole Antonelliana trovi il Museo della radio e della televisione RAI. L’entrata è gratuita e puoi fare un percorso esperenziale in cui cimentarti con i mestieri della tv, come il cameramen o il regista. E’ un delizioso percorso da fare soprattutto con i bambini, divertente ed istruttivo. Al suo interno trovi diverse ambientazioni degli studi redio-televisivi, con cimeli storici legati al mondo della tv. Puoi divertirti a fare il conduttore radiofonico, parlando in un vero microfono degli anni 30, oppure cimentarti al bancone della regia, divertendoti a mixare audio e video. Puoi controllare sullo schermo le inquadrature delle telecamere e gestire la messa in onda! 

torino, cosa vedere in 1 week end con i bambini
Il Museo della Rai è bellissimo da esplorare con la famiglia. Tra luci dei set e macchine d’epoca puoi provare a diventare per qualche ora conduttore radio-televisivo.

Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9:30 alle 18:30. Chiuso il martedì.

Costo del biglietto: ingresso gratuito.

Immergiti nella storia millenaria del Museo Egizio

Il Museo Egizio è una delle attrazioni più famose d’Italia e la più visitata di Torino. E’ un area museale enorme, dedicata all’arte e alla cultura della civiltà egizia, inaugurata nel 1826 per volere del re di Sardegna Carlo Felice. Acquistando una prima collezione di opere dal console di Francia in Egitto, Bernardino Drovetti, ha dato inizio alla storia del Museo Egizio, uno dei più ricchi e autorevoli musei egiziani al mondo. La raccolta museale vanta al momento più di 30.000 pezzi, tra sarcofagi, statue, gioielli e mummie.

Qui è conservata la statua di Ramesse II e le tombe, perfettamente tenute, di Kha e Merit. Durante il percorso puoi addirittura entrare nell’originale Tempio rupestre di Thutmosi, prelevato da Assuan e ricomposto in loco. Uno spettacolo emozionante anche per i più piccini, appassionati del mondo egizio. 

Torino, cosa vedere in 1 week end con i bambini
Il Museo Egizio di Torino è il più importante al mondo, dopo quello del Cairo. E’ un privilegio enorme poterlo visitare se sei in visita in città.

Orari di apertura: dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 18:30. Lunedì apertura solo di mattina, dalle 9:00 alle 14:00.

Costo del biglietto: 15 €

Vai a conoscere la Dottoressa delle bambole

A Torino, in via Barbaroux 7, trovi la Dottoressa delle Bambole. Passando per questa stradina del centro storico non puoi non rimanere affascinato da questo piccolo ospedaletto per bambole, orsetti di peluche e giocattoli rotti. La Dottoressa Greta accoglie, coccola e ripara i piccoli amici dei bambini, quelli insostituibili, che spesso hanno un grande valore affettivo. A lei puoi affidare giochi di ogni misura e materiale e nella sua bottega puoi ammirare inoltre la sua collezione personale di bambole. Un posto magico per i bambini, che impareranno ad apprezzare i propri giocattoli prendendosene sicuramente più cura. 

Torino, cosa vedere in 1 week end con i bambini
La Dottoressa delle Bambole di Torino pratica sui suoi assistiti anche il Kintsugi . E’ un lavoro di restauro che evidenzia ed impreziosisce le fratture di un oggetto rotto. Rompendosi, un oggetto può quindi diventare ancora più pregiato grazie a quest’arte che vuole sottolineare che le cicatrici e le ferite possono trasformare un oggetto in qualcosa di unico.

Torino, cosa vedere. Passeggia nel Parco del Valentino

Lascia ora il centro storico e dirigiti al parco del Valentino, altro luogo iconico di Torino. Oggi il castello che si erge nel cuore dei suoi giardini è sede della Facoltà di Architettura del Politecnico ma in passato è stato la regale dimora della regina Maria Cristina di Francia. All’interno del parco del Valentino puoi passeggiare in un autentico Borgo Medievale, una fedele riproduzione di un villaggio del 1400 con case e botteghe dell’epoca. E’ stato costruito per rappresentare il patrimonio storico-artisctico del Piemonte durante l’Esposizione Generale Italiana Internazionale del 1884 e da allora, invece di essere demolito, è divenuto un luogo di forte interesse culturale che attrae giornalmente centinaia di turisti.

Orari di apertura: il Castello apre solo il sabato, con due visite guidate gratuite. Una alle 10:30 e una alle 11:30, alle quali è possibile unirsi solo tramite prenotazione. Il Borgo Medievale è sempre aperto e l’ingresso è libero.

Perchè visitare Torino con i bambini

La città di Torino vanta un patrimonio storico, artistico e culturale degno di nota. Uno scrigno carico di preziosi gioielli, tra Residenze Reali, musei e dimore storiche. Torino però è anche una città giovane, fatta e vissuta da giovani. Intere zone sono diventate punti di incontro della movida, come ad esempio il quartiere chiamato Quadrilatero Romano. Si trova nel centro storico e racchiude non solo gallerie d’arte e negozi ma soprattutto bar e ristoranti in cui spendere il tempo, aperti tra l’altro fino a tarda notte.

Torino è una città ricca, elegante e moderna allo stesso tempo, ampiamente attrezzata per ospitare il grande flusso turistico di eventi, fiere e convegni internazionali. Non bisogna poi dimenticare che la grande industria italiana si è sviluppata proprio in questi territori, apportando non poco benessere alla popolazione locale. Il lusso traspare dai tanti brand di alta moda che si affacciano sulle strade e le piazze della città, come Chanel e Gucci, o nei tanti locali che espongono i prodotti di qualità delle aziende locali, come Lavazza e Martini & Rossi. Anche la FIAT è nata a Torino, partendo nel 1899 con un piccolo investimento e diventando una delle più famose e produttive industrie automobilistiche del mondo.

Per i tifosi del calcio poi a Torino c’è uno degli stadi museo più belli d’Italia, l’Allianz Juventus Stadium, uno degli impianti tecnologici più avanzati del settore. Una visita a Torino è un viaggio a 360° nella storia non solo del Piemonte ma di tutta la penisola italiana, ricca di eccellenze in ogni campo, dallo sport alla cultura. 

 

Napoli è sole, mare, poesia. I suoi vicoli chiassosi, l’incessante via vai delle persone, la gente calorosa del posto e i suoi bellissimi monumenti ne fanno una delle città più folkloristiche d’Italia. Napoli è una tappa obbligata soprattutto se sei amante della buona cucina, quella verace, fatta ancora di ingredienti semplici e genuini. Provare il cibo locale è un ottimo modo di conoscere la città partendo dalle sue radici, umili ma ricche di deliziose sfumature. Se vuoi sapere cosa mangiare a Napoli per viverla davvero nella sua autenticità continua la lettura.

Cosa mangiare a Napoli

Se sei un appassionato dello street food a Napoli trovi pane per i tuoi denti. E’ una delle mete più gettonate per gli amanti del cibi da strada. Puoi perderti nelle sue stradine e nei suoi vicoli caratteristici mentre assaggi le “sfiziosità” locali, come la pizza a “portafoglio” e il cuoppo fritto. Sei pronto per questo viaggio culinario?

Fai un aperitivo croccante con il cuoppo fritto

Inizia il tuo tour gastronomico a Napoli con il cuoppo fritto. E’ un cono in carta di paglia, dal tipico colore dorato, ripieno di croccanti bontà, tutte rigorosamente fritte. Trovi cuoppi di terra, con verdure pastellate, polenta e mozzarella e cuoppi di mare, ripieni di alici, gamberi, seppie e polpi. Indubbiamente il cuoppo di mare è una delle specialità più rinomate da assaggiare a Napoli, paese di mare e di pescatori. Questo curioso cartoccio pieno di preziosi ingredienti puoi mangiarlo ad ogni ora del giorno, per merenda o per un’aperitivo veloce, deliziandoti con la bontà e la freschezza degli ingredienti. Anche i bambini ne faranno incetta.

Deliziati con un piatto di pasta, patate e provola

Se vuoi provare un piatto tipico della tradizione partenopea siediti in uno dei tanti locali di Napoli e lasciati tentare da un piatto di pasta con patate e provola filante. E’ uno dei piatti più amati della tradizione gastronomica napoletana ed è un tripudio di bontà. Una minestra deliziosa preparata facendo soffriggere cipolla e pancetta con patate gialle. A fine cottura viene mantecata con l’acqua in cui è stata cotta la pasta, aggiungendo parmigiano a volontà e provola tagliata a dadini, che diventa di una scioglievolezza unica e super filante. Il risultato è una minestra irresistibile dal sapore unico, che ti fa entrare nella cucina delle case napoletane, tra i profumi e i movimenti lesti delle massaie. 

Cosa mangiare a Napoli
A Napoli devi assaggiare la pasta con le tre P: Pasta Patate e Provola. Un piatto povero legato alla tradizione contadina ma di una bontà unica.

 

 

Assaggia i crocchè, le palle ‘e riso e le pastacresciute

Se hai ancora voglia di fritto e di formaggi filanti assaggia il crocchè di riso, il re dello street food napoletano. E’ un panzerotto di patate arricchito da prosciutto e mozzarella, spruzzato di pepe e avvolto da una crosta croccante di uova e pangrattato. Il crocchè è arrivato a Napoli grazie ai conquistatori spagnoli, con il nome di croquetas de Jambon. Negli anni la ricetta iberica è stata rivisitata dai napoletani che l’hanno resa più stuzzicante da mangiare aggiungendo pepe, patate e prezzemolo. 

Trovi i crocchè nelle tante friggitorie della città e puoi testarne la fragranza continuando la tua passeggiata culinaria nel centro di Napoli. Ai crocchè puoi accostare anche le pall ‘e ris, ossia gli arancini di riso. A Napoli li preparano in due varianti: bianchi o rossi. La versione con il pomodoro racchiude anche altri deliziosi ingredienti, come piselli, carne e provola, a creare un delizioso ragù che rapisce i sensi. E se passeggiando senti ancora un languorino allo stomaco lasciati tentare anche dalle pastecresciute, delle gustosissime zeppole ( ovviamente fritte!) che trovi in versione dolce e salata.

Cosa mangiare a Napoli
Ideali come aperitivo questi croccanti stuzzichini fritti sono uno degli street food più goduriosi di Napoli

Cosa mangiare a Napoli. Prova la vera pizza napoletana…nel “portafoglio”!

Ovviamente non puoi lasciare Napoli senza aver provato la pizza, uno dei piatti più famosi del mondo. Sapevi che per la sua genuinità la pizza napoletana è stata proclamata dall’ Unesco Patrimonio culturale immateriale nel 2017?  A Napoli la pizza è un vero e proprio capolavoro culinario, un piatto che viene onorato e preparato in tantissime varianti. Dal cornicione alto e morbido in cui sprofondare i denti, al condimento fatto di ingredienti semplici e genuini, come il pomodoro fresco e la mozzarella di bufala, la pizza napoletana è una goduria pazzesca per il palato.

Provala in versione street food. Si chiama “pizza a portafoglio” ed è leggermente più piccola della classica pizza a piatto. Una volta sfornata viene chiusa su se stessa sui due lati prendendo le sembianze di un portafoglio, avvolta da carta di paglia. E’ fatta apposta per essere mangiata in passeggiata, ancora bollente, magari accompagnata da una bella birra ghiacciata. La trovi per lo più in versione margherita o marinara, con pomodoro e origano profumato, ed è una cosa da mangiare a Napoli per vivere la città come un vero local. 

Cosa mangiare a Napoli
Come resistere ad una pizza a portafoglio calda e fumante? Impossibile.

E come dessert..Vince il babà o la sfogliatella?

A Napoli il babà è un’istituzione, al pari della pizza. Questo dolce da passeggio è fatto di pasta lievitata intrisa di liquore, quasi sempre di rhum. Morbido e dorato al punto giusto il babà è un classico intramontabile da assaggiare se ti trovi in città. Puoi provarlo nella sua versione semplice, sempre ottima, oppure puoi farlo farcire da panna, crema o cioccolato. La sua forma particolare e il suo sapore sublime lo rendono inimitabile. Il vero babà infatti puoi mangiarlo solo a Napoli!

Cosa mangiare a Napoli
“il Babbà è ‘na cosa seria, col babbà non se pazzeja” dice una famosa canzone di Marisa Lautiro, napoletana DOC. E come darle torto?

Altro giro altra corsa… se hai ancora spazio nello stomaco prova la sfogliatella napoletana, famosa nel mondo quanto il babà. La sfogliatella a Napoli ha due versioni: riccia e frolla. Anche se esternamente sono completamente diverse, croccante una e morbida l’altra, sia la riccia che la frolla custodiscono al loro interno un godurioso ripieno di ricotta impreziosito da uova e zucchero e arricchito da canditi e spezie. Il tutto innaffiato di profumatissima acqua di fiori. Non hai che da scegliere …frolla o riccia?

Cosa mangiare a Napoli
Chiudi il tuo tour culinario a Napoli con una bella sfogliatella. Se sei in dubbio su quale delle due versioni scegliere, assaggiale entrambe!

 

 

Firenze, museo a cielo aperto, culla dell’arte e dell’architettura, luogo d’origine del Rinascimento e infine patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1982, ha dato i natali ad alcuni dei principali artisti e geni della storia italiana: Dante, Petrarca, Boccaccio, Giotto, Donatello, Leonardo da Vinci, Machiavelli, Galileo Galilei e molti altri.

Passeggiando lungo le sue strade si possono ammirare alcuni dei monumenti, chiese e palazzi più belli al mondo: le cose da vedere sono davvero tante e un minimo di programmazione sarà necessaria.
In questo articolo trovi tutte le informazioni utili per esplorare la città: spostamenti, costi e suggerimenti su cosa vedere a Firenze. 

Cosa vedere a Firenze. Costi e suggerimenti per organizzare al meglio la visita
Firenze incanta il visitatore con i suoi numerosi monumenti. Un museo a cielo aperto tra i più belli d’Europa.

Cosa vedere a Firenze

Come puoi spostarti

Muoversi in auto non è la scelta giusta poichè il centro storico di Firenze è praticamente tutto zona a traffico limitato (ZTL) e i parcheggi scarseggiano. Gli unici che possono accedervi sono i residenti, i taxi e gli autobus di linea. Avere un auto appresso sarà più un impegno che una comodità!

Firenze è una città a misura d’uomo, significa che il centro storico ha dimensioni abbastanza ridotte ed è molto facile visitarla a piedi. Per questo il primo consiglio è camminare il più possibile.

Prendi l’autobus o la tramvia

Ovviamente puoi spostarti in bus o con la tramvia, ma se rimani solo nel centro storico raramente userai i mezzi pubblici. Puoi muoverti praticamente sempre a piedi. Il biglietto del bus costa €1.50, ma esistono dei carnet da 10 corse per €14. E’ probabile che non ti serviranno 10 corse per un soggiorno breve, quindi valuta le zone che vuoi visitare prima di acquistare il carnet.

Prova i servizi di sharing

Come in molte città si stanno diffondendo sempre di più i cosiddetti servizi di sharing, facili, economici ed eco-friendly.
Mobike è il servizio di bike sharing presente a Firenze. In città non esistono piste ciclabili, ma essendo per buona parte chiusa al traffico, la bicicletta è molto piacevole. Il pass giornaliero ha un costo a partire da €4,99.
BIT Sharing invece è un nuovo mezzo, tutto ecologico, con cui spostarsi in città: il monopattino elettrico. Un mezzo molto economico e ideale per esplorare il centro. Esistono pacchetti giornalieri a partire da €3,99

Come le auto, anche gli scooter e i motorini non sono ammessi nelle zone ZTL, quindi non è una buona scelta se resti in città. Se però decidi di esplorare i dintorni, allora è un’opzione da tenere in considerazione!

Se sei pigro o viaggi con i bambini una buona alternativa per gli spostamenti è il servizio di bus “Hop-on Hop-off”, un bus turistico che ti porta vicino alle maggiori attrazioni. Il bus è provvisto di audio guida e puoi scendere e salire tutte le volte che vuoi nell’arco di 24 o 48 ore, fermandoti quanto tempo vorrai. Il costo per 24 ore parte da €23, mentre per 48 ore è di circa €26 (attenzione, ci sono spesso offerte promozionali!).

Dove lasciare i tuoi bagagli?

E’ importante non spostarti appesantito dai bagagli, quindi ti consigliamo di lasciarli in uno dei numerosi depositi bagagli presenti in città. Più leggero sarai e più avrai energia da dedicare alle visite! Inoltre, ricordati sempre che in diverse chiese e musei non è ammesso entrare con borse e borsoni.

Cosa vedere a Firenze e quanto costa?

Visita il complesso degli Uffizi

Il complesso degli Uffizi include le Gallerie degli Uffizi, il Corridoio Vasariano (oggi ancora chiuso alle visite), le collezioni di Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli. Capisci bene che solo per visitare la struttura intera degli Uffizi non basterebbe una settimana, quindi dovrai fare delle scelte.
Visitare gli Uffizi è senz’altro una tappa obbligatoria, dato che è tra i musei più importanti al mondo per la qualità e la quantità delle opere.
Gli Uffizi sono chiusi il lunedì e l’ultimo ingresso è alle 17.30.
Il biglietto intero costa 20€, quello per visitare i Giardini di Boboli è di 10€ mentre l’ingresso singolo alle collezioni di Palazzo Pitti, che includono anche Galleria Palatina, Galleria d’Arte Moderna e il Tesoro dei Granduchi costa 16€.

Vale quindi la pena, se hai intenzione di visitare tutte e tre le strutture, considerare il biglietto cumulativo, che da marzo a ottobre costa 38€ mentre da novembre a febbraio solo 18€, inclusivo anche del Museo dell’Opificio delle Pietre Dure. Ma attenzione, gli Uffizi devono essere il primo museo da visitare, recati almeno 15 minuti prima dell’orario previsto per l’ingresso alla porta numero 3 del palazzo.

Cosa vedere a Firenze. Costi e suggerimenti per organizzare al meglio la visita
Hai mai passeggiato lungo l’Arno? E’ un meraviglioso punto paesaggistico in cui puoi anche scattare splendide foto.

Cosa vedere a Firenze. Passeggia a Piazza Duomo

Piazza Duomo, probabilmente la più conosciuta tra le piazze fiorentine e una delle più belle piazze italiane, proprio perché ospita diversi capolavori tra i quali la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il museo dell’opera, il Battistero di San Giovanni, il Campanile di Giotto.
Anche in questo caso esistono dei pass che ti permettono di accedere a diversi monumenti a seconda del tempo che hai a disposizione e di ciò che vuoi visitare:

Il Brunelleschi Pass, che include le visite della Cupola, del Campanile, del Museo, del Battistero e di Santa Reparata, ha un costo di €30.
Il Giotto Pass invece ti permette di scoprire il Campanile, il Battistero, il Museo dell’Opera del Duomo e Santa Reparata ad una tariffa di €20
Fai il Ghiberti Pass se invece hai poco tempo ma vuoi comunque visitare il Museo, il Battistero e Santa Reparata. Quest’ultimo ha un costo di €15

Esistono visite gratuite a Firenze?

Anche solo passeggiando lungo le vie di Firenze puoi ammirare opere d’arte e palazzi di una bellezza mozzafiato, senza pagare alcun biglietto d’ingresso. Ad esempio in Piazza della Signoria puoi ammirare la storica Fontana di Nettuno e la copia del David di Michelangelo (non fatevi ingannare, la statua è perfetta ma l’originale è conservata alla Galleria dell’Accademia). Sulla piazza si erge anche il Palazzo Vecchio, sede del governo cittadino e, poco lontano, sotto la Loggia dei Lanzi, si può ammirare la statua di Perseo con la testa di Medusa, magnifica scultura bronzea di Benvenuto Cellini.

Cosa vedere a Firenze. Domenica al Museo

L’iniziativa “Domenica al Museo” prevede l’ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese in tutti i musei, gallerie, parchi e giardini monumentali del paese, e a Firenze sono inclusi:

-Galleria degli Uffizi
-Galleria dell’Accademia
-Museo delle Cappelle Medicee
-Musei di Palazzo Pitti (Galleria Palatina e Appartamenti Reali, Galleria d’Arte Moderna, Museo degli Argenti, Galleria del Costume

-Museo delle Porcellane, Giardino di Boboli)
-Museo Nazionale del Bargello
-Cenacolo di Andrea del Sarto
-Museo della Casa Fiorentina Antica di Palazzo Davanzati
-Museo Archeologico Nazionale
-Museo di Casa Martelli
-Museo di Orsanmichele

-Giardino della Villa Medicea di Castello
-Parco di Villa il Ventaglio
-Villa Corsini a Castello
-Villa Medicea della Petraia
-I Mercati

Spulcia nei mercati di Firenze

Meritano una visita infine i mercati di Firenze, in particolare il Mercato Nuovo (o del Porcellino), che si trova in piazza del Mercato Nuovo, dove viene allestito quotidianamente dalle 09.00 alle 18.30.
Visita anche il Mercato Centrale, aperto tutti i giorni dalle 9 a mezzanotte, dove trovi davvero di tutto e puoi anche assaporare alcuni dei piatti tipici fiorentini.

Cosa vedere a Firenze. Costi e suggerimenti per organizzare al meglio la visita
Non andar via da Firenze senza aver spulciato nei suoi mercati: sono così caratteristici!

Ischia è la più grande delle isole del Golfo di Napoli ed è perfetta in ogni stagione. E’ molto grande, quindi è suddivisa in ben sei comuni. Tra i più grandi e popolosi c’è il comune di Forio, dove trovi alcuni dei monumenti più importanti dell’isola e nel quale si concentrano le spiagge più belle della costa. Forio di Ischia è uno dei comuni più semplici da esplorare con i bambini poichè si gira facilmente a piedi o con i mezzi pubblici. 

Forio di Ischia con i bambini

Forio di Ischia è il posto ideale per passare qualche giorno in relax con la famiglia. Trovi tutto quello che occorre per un soggiorno all’insegna del relax e del divertimento, senza tralasciare la cultura e la gastronomia. Da queste parti infatti il cibo è ottimo, ci sono diversi monumenti storici che vale la pena visitare e trovi bellissime spiagge di sabbia fine con il fondale marino basso. Trovi poi nella zona di Citara i giardini termali che, anche se con qualche limitazione rivolta ai bambini, sono il non plus ultra della vacanza sull’isola.

Prendi il sole sulla spiaggia di Chiaia

La spiaggia di Chiaia si trova vicinissima al centro abitato, adiacente al porto turistico. Ha sabbia fine e dorata ed è libera, ma se preferisci avere le comodità di un lido qui ne trovi diversi tra cui scegliere. Il fondale è basso e sabbioso quindi perfetto per le famiglie con i bambini. E’ protetta da scogliere che puoi divertirti a raggiungere a nuoto, armandoti di maschera e pinne per poterne esplorare il sottofondo marino.

Passeggia nei giardini La Mortella

Se ami passeggiare nella natura Forio è il posto che fa per te. Puoi fare un trekking leggero con i bambini nel Giardino La Mortella, in località Zaro. Il Giardino nasce nel 1958 grazie a un’idea di Lady Susana Walton, una signora argentina amante delle piante tropicali. Avendo a disposizione un terreno nel rione chiamato Le Mortelle, nome derivante dai cespugli di mirto che crescevano spontanei tra le rocce del posto, ha pensato di creare uno spazio dedicato alla natura con l’intento di incentivare la conoscenza della musica, visto che il marito era un famoso compositore inglese. Al suo interno infatti vengono organizzati eventi e concerti in un contesto naturale armonico e profumato. Avvalendosi quindi di un famoso paesaggista, Russell Page, ha dato il via alla realizzazione di uno dei più bei giardini privati d’Europa. 

Il Giardino La Mortella è aperto al pubblico da Aprile fino ad Ottobre. Il biglietto di ingresso costa 12,00 €. Per i ragazzi dai 12 ai 18 anni il biglietto costa 10,00 €, 8,00 € per i bambini dai 6 agli 8 anni. L’ingresso è gratuito per i minori di 5 anni. 

Puoi raggiungere il Giardino La Mortella a piedi o servendoti del bus pubblico partendo dal centro abitato, in pochi minuti. E’ collegato al centro dalle linee 1 e 2 dell’autobus e il biglietto per una corsa costa 1,60 € a persona.

Raggiungi la Chiesa del Soccorso

La Chiesa del Soccorso è l’icona per eccellenza del comune di Forio. Troneggia sul centro storico adagiandosi su una falesia a picco sul mare. Il suo bianco candido è enfatizzato dal blu del mare e dall’azzurro del cielo ed emana, forse proprio per la sua posizione privilegiata e in parte per la sue elegante fattura, un fascino indescrivibile. E’ stata edificata sulla vetta del promontorio proprio per favorire i marinai dell’isola, i quali avevano così modo di vederla da lontana ed avere sempre un punto di riferimento a terra per il ritorno. Infatti all’interno della chiesa trovi diversi ex voto di pescatori e delle loro famiglie, lasciati come segni di ringraziamento per aver avuto la salvezza in mare durante le tempeste e le avversità.

Forio di Ischia con i bambini. 7 cose da fare insieme sull'isola.
La Chiesa del Soccorso è ben visibile dalla spiaggia di Chiaia e dal porto, vista la sua posizione privilegiata. E’ posta sulla cima del promontorio ed è uno dei punti paesaggistici più belli di Forio.

Nelle vicinanze della Chiesa del Soccorso trovi il Torrione di Forio, un altro luogo molto caro agli ischitani. Nel corso dei secoli infatti questa roccaforte è stata fondamentale per avvistare i nemici in arrivo dal mare. Al suo interno trovi oggi un piccolo museo comunale e una deliziosa galleria d’arte. 

Forio di Ischia con i bambini. Fai l’aperitivo in padella

Forio è uno dei comuni più caratteristici di Ischia e permette di fare piacevoli passeggiate nelle sue viuzze storiche, che si alternano a piazzette brulicanti di persone e di negozietti in cui fare shopping. Dopo aver girato nel centro storico a caccia di souvenir siediti al Gran Caffè Giordano e ordina un aperitivo in padella. Si, in questo locale puoi accompagnare i tuoi drink con un gustoso aperitivo ricco di prodotti tipici locali servito proprio in una padella. Un’idea simpatica anche per i bambini che possono assaggiare i salumi, i formaggi locali, il casatiello e i famosi taralli “nzugna e pepe”, deliziosi taralli preparati con la sugna e ricchi di mandorle croccanti.

Forio di Ischia con i bambini. 7 cose da fare insieme sull'isola.
Non perderti l’aperitivo in padella se ti trovi nel centro storico di Forio. E’ un’idea simpatica che piace molto anche ai bambini.

Assaggia la “zingara”

A Forio puoi anche assaggiare la “zingara”, un panino tipicamente ischitano preparato con il pane cafone prodotto sull’isola. Pare che la zingara sia stata creata da due ragazzi, proprietari di un pub, e che il nome assegnatole non si riferisca a nessun episodio in particolare. Semplicemente hanno scelto per questo delizioso panino un nome semplice, breve e nostrano, che ben si sposa con le caratteristiche del prodotto. Tra due fette di pane cafone hanno inserito un velo di maionese, mozzarella di bufala campana, prosciutto crudo e pomodoro. Fatto tostare il pane da entrambe le parti ecco che la zingara è pronta per essere morsa e gustata in tutta la sua bontà. E’ ottima sia per un pranzo veloce che per una merenda genuina e i bambini ne andranno sicuramente matti!

Fai le terme nei Giardini Poseidon. A Forio di Ischia con i bambini

Frequentate già dagli antichi romani, i quali amavano concedersi vacanze lussuose e rilassanti, le acque termali di Ischia sono tuttora famose nel mondo soprattutto per le loro scenografiche location. Immerse nella verdeggiante macchia mediterranea e pullulanti di piscine e percorsi dedicati al benessere queste oasi del welness sono una meta assolutamente da visitare se ti trovi a Ischia. A Forio trovi i Giardini Poseidon, un parco termale dove puoi rigenerare corpo e spirito tra passeggiate nel verde, saune, bagni e trattamenti termali. Sorgono e si sviluppano sulla baia di Citara in un contesto naturale degno di nota. Vantano ben 20 piscine di acqua termale che va dai 16 ai 40 gradi, un centro benessere, tre punti di ristoro e una bellissima spiaggia privata. 

Forio di Ischia con i bambini. 7 cose da fare insieme sull'isola.
Oltre alle venti vasche termali ai Giardini Poseidon trovi anche una bellissima piscina olimpionica dove poterti allenare. In questa piscina è consentito l’accesso anche ai bambini.

Non sono adatte ai bambini, i quali hanno però a disposizione tre piscine di acqua di mare riscaldate a 30 gradi ( anche se penalizzate dall’ombra della montagna sovrastante ). Hanno inoltre accesso alla spiaggia e possono usufruire di lettini e ombrelloni, purchè non dislocati nelle zone termali. Basta alternarsi alla custodia dei bambini per potersi godere il parco e le sue piscine curative. Noi riusciamo a fare tutti i percorsi prendendoci, ad ogni cambio, almeno 40 minuti a testa.

I prezzi dei biglietti variano a seconda del periodo di alta o bassa stagione. È prevista una cauzione di € 5 per il braccialetto-pass d’ingresso, che ti verrà restituita all’uscita. Non è prevista la prenotazione.

Puoi raggiungere i Giardini Poseidon dal centro di Forio prendendo il bus di linea numero 2.

Sfrutta le terme libere della Baia di Sorgeto

Puoi anche approfittare delle terme della Baia di Sorgeto, dove l’acqua calda termale si mescola naturalmente a quella del mare creando una piscina thalasso gratuita. Vista la sua temperatura elevata l’acqua è accessibile anche in inverno. La Baia di Sorgeto è una caletta circondata da costoni rocciosi e non è semplice da raggiungere. Per arrivare sulla spiaggia bisogna scendere ben 250 gradini, e risalirli al ritorno, quindi sconsigliata ai bambini molto piccoli. Inoltre non c’è sabbia ma solo scogli su cui poggiarsi a prendere il sole dopo l’immersione termale. 

Puoi raggiungere la baia in autobus con le linee 1 o 23, che partono dal centro cittadino. L’autobus però ti lascia ad un chilometro di distanza dalle scalette, il resto del percorso devi farlo a piedi. Porta con te le scarpette da scoglio, acqua da bere e cappellini. Nella baia trovi un piccolo ristoro, con servizio di bar, servizi igienici e cabine per poterti cambiare. 

Come arrivare a Forio di Ischia e come spostarti

Puoi arrivare direttamente a Forio Porto con l’aliscafo partendo da Napoli o da Pozzuoli. La traversata dura mezz’ora più o meno ma i collegamenti sono più frequenti in estate che in inverno. Sugli aliscafi Alilauro e Caremar puoi imbarcare anche la tua auto, che ti consiglio di portare con te se hai intenzione di vedere anche altri comuni dell’isola. Se invece preferisci spostarti con i mezzi pubblici puoi avere gli orari delle corse scannerizzando il codice QR che trovi ad ogni fermata del bus. I biglietti degli autobus invece puoi acquistarli nei tabacchi o in alcuni supermercati al costo di 1,60 €. Puoi fare il biglietto anche a bordo ma con una maggiorazione di 0,50 € a ticket. 

Forio di Ischia con i bambini. 7 cose da fare insieme sull'isola.
A Forio di Ischia trovi anche tramonti spettacolari. Non perdertene nemmeno uno perchè i colori che trovi sull’isola sono davvero spettacolari.

 

Uno dei borghi più pittoreschi della Basilicata è Sant’Angelo Le Fratte, famoso per i bellissimi murales che rallegrano il suo centro storico. Il paese è un piccolo gioiello della Valle del Melandro ed è immerso nella natura meravigliosa degli appennini lucani. Distrutto dal sisma del 1980 che ha colpito tutta la regione dell’Irpinia, ultimamente è riuscito a tornare al suo antico splendore anche grazie a queste riproduzioni artistiche che ne abbelliscono le case e le strade conferendogli un’intrigante conformazione urbana. 

Sant’Angelo le Fratte

Vai alla scoperta dei murales del borgo

Sant’Angelo le Fratte è ormai noto come il paese dei murales. Ne trovi oltre 150 che vanno ad abbellire le case, le strade ed i vicoli del paese. Sono stati realizzati da artisti esperti a partire dal 1997 e raccontano, come libri ben strutturati, la storia e le tradizioni del borgo. Ogni angolo è impreziosito da autentici disegni, colorati e molto pittoreschi, che spiccano per la perfezione dei dettagli. Passeggiando per le stradine del borgo inoltre, tra case di pietra e balconi fioriti, potrai incontrare anche delle bellissime statue di bronzo e marmo. Sono riproduzioni a grandezza naturale di scene di vita popolare, attuale e del passato. Un grande progetto artistico che va ad integrarsi a quello dei murales e ne enfatizza la peculiarità, rendendo Sant’angelo le Fratte un vero e proprio museo a cielo aperto.

Sant'Angelo le Fratte. 5 cose da vedere nel borgo dei murales della Basilicata
Ogni murale di Sant’Angelo le Fratte è una vera e propria opera d’arte che va ad impreziosire questo enorme museo a cielo aperto.

Sant’Angelo Le Fratte. Scatta una foto davanti al palazzo azzurro

Uno dei palazzi più belli di Sant’Angelo le Fratte porta dipinti sulla facciata principale fiabeschi personaggi femminili. Lo sfondo azzurro, impreziosito da porte e finestre blu e dalla pietra viva, crea un effetto visivo davvero molto particolare catapultandoti in un’atmosfera romantica ed incantata. Da ogni angolazione è possibile scattare bellissime foto. Lo trovi un Rue dei Fiori, imboccando uno scenografico arco in pietra.
Sant'Angelo le Fratte. 5 cose da vedere nel borgo dei murales della Basilicata
Uno dei murales più belli del borgo di Sant’Angelo le Fratte si trova in Rue dei Fiori e rappresenta romantiche ragazze che sembrano popolare un bosco di favole.

Fai il percorso delle cantine

Il borgo di Sant’Angelo le Fratte ha un legame fortissimo con la tradizione vinicola della zona e nel centro storico trovi l’espressione per eccellenza di questa passione: le cantine. Sono costruzioni ricavate nella roccia viva del monte Carpineto e, vista la loro temperatura perfetta, sono usate per la conservazione del vino ma anche di salumi e formaggi tipici prodotti in loco. Puoi scoprirle attraverso un percorso ad hoc che comprende circa 100 cantine e che porta, per concludere in bellezza, ad un punto panoramico che affaccia su tutta la Valle del Melandro. 

Visita la Pinacoteca Civica

Il Municipio di Sant’Angelo le Fratte ha sede in una dimora storica regalata al comune dalla famiglia Galasso, risalente al diciannovesimo secolo. All’interno del Municipio trovi la meravigliosa Pinacoteca Civica, intitolata a “Michele Antonio Saverio Cancro”, famoso artista di Sant’Angelo, che raccoglie al suo interno ben 243 opere delle 1600 da lui realizzate. La maggior parte di esse sono ritratti fatti ad ogni singolo abitante del borgo e le trovi esposte all’ultimo piano dell’edificio, quest’ultimo ricostruito dopo il terremoto dell’80 integrando parte della vecchia struttura in pietra ad un’architettura moderna che ben valorizza gli scorci storici del sito. 

Sant'Angelo le Fratte. 5 cose da vedere nel borgo dei murales della Basilicata
L’edificio che ospita la Pinacoteca Civica di Sant’Angelo le Fratte è stato ristrutturato in chiave moderna dopo il terremoto del 1980, sui resti del vecchio edificio pre-esistente.

Samt’Angelo Le Fratte. Cena dallo Chef Narrante

Se ti trovi a Sant’Angelo le Fratte devi assolutamente fermarti a pranzo o a cena da Emilio Pompeo, famoso Chef Narrante. Assaggiando i suoi piatti puoi fare un vero viaggio sensoriale nella cucina della tradizione lucana, rivisitata in maniera sorprendente. La cucina di Emilio è racconto. Così come le sue narrazioni incantano il cliente durante il convivio, altrettanto il cliente rimarrà stupito dalla bontà dei suoi piatti. 

Trovi la Puteja in Via Umberto I

Perchè visitare Sant’Angelo le Fratte

Una visita a Sant’Angelo le Fratte apre il cuore alle emozioni incantandoti con le sue antiche tradizioni che ben si integrano alle recenti innovazioni. Il centro storico è così pittoresco da farti stare perennemente a testa in su, alla ricerca dei disegni sparsi sui muri, sulle facciate, nei vicoli, sulle scalinate. Il sindaco della città, Michele Laurino, ha riportato all’antico splendore questo borgo della Basilicata dedicandosi completamente alla sua valorizzazione. L’amore per la sua terra traspare in ogni angolo del centro storico, nella cura dei dettagli, nella realizzazione di opere pubbliche di grande valenza sociale.

Sant'Angelo le Fratte. 5 cose da vedere nel borgo dei murales della Basilicata

Una sosta a Sant’Angelo le Fratte è un tuffo nella Basilicata più verace, alla scoperta delle peculiarità di questi territori aspri e selvaggi ingentiliti dalla mano dell’uomo, che per una volta non è stata distruttrice ma fortemente edificante, ponendo basi solide per un’eccellente vivibilità e aprendo queste realtà ad un sano turismo di qualità. 

 

 

Ponza è l’isola più grande dell’arcipelago pontino ed anche la più popolata. Il suo territorio è abbastanza vasto e difficile quindi da girare a piedi, come invece puoi fare a Ventotene, isola più piccola e contenuta. Non è certo la meta ideale per chi viaggia con i bambini, soprattutto se sono molto piccoli. Al di la degli spostamenti, anche i fondali e le calette dove poter passare una giornata al sole sono abbastanza difficili da gestire se viaggi in famiglia. Puoi però restringere il tuo tour turistico sull’isola optando per una Ponza che rispecchi le tue esigenze. Vediamo quindi insieme come muoversi a Ponza con i bambini in tutta sicurezza. 

Come muoversi a Ponza con i bambini
Spostarsi a Ponza con i bambini è impegnativo ma non impossibile. Basta organizzarsi per tempo e armarsi di pazienza!

Come muoversi a Ponza con i bambini

A Ponza puoi portare la tua auto, imbarcandola nel traghetto, ma tieni bene a mente che dovrai lasciarla in un parcheggio custodito nella zona del porto, oppure nel box del tuo hotel. La circolazione delle auto infatti è vietata ai non residenti, per cui ti consiglio di recarti a Ponza imbarcandoti senza automobile, di noleggiarla in loco, o di sfruttare i mezzi pubblici. 

DiscoverCars.com

Usa le navette pubbliche

Appena arrivi sull’isola puoi usufruire infatti delle navette pubbliche. I piccoli autobus di linea fanno tantissime corse al giorno, con una frequenza di circa 30 minuti l’una dall’altra. Gli spostamenti però sono abbastanza lunghi per cui, se devi raggiungere ad esempio Punta Incenso, devi considerare che impiegherai almeno mezz’ora partendo dalla fermata del porto, 15 minuti per recarti invece alle Piscine naturali. Il costo della navetta pubblica è di 2,00 € per i non residenti ma puoi fare un biglietto giornaliero al costo di 5,00 € a persona che ti permette di prendere il bus ogni volta che vuoi. 

Armati di pazienza

Nei periodi più affollati le navette si riempiono subito e ti capiterà di dover aspettare la corsa successiva. Con i bambini è abbastanza complicato muoversi in questo modo poichè, oltre a dover spesso aspettare le navette al sole, una volta arrivato a destinazione dovrai comunque camminare a piedi per poter raggiungere il tuo punto di interesse. Nonostante gli autobus abbiano le pedane per i passeggini e per le sedie a rotelle, non sempre riesci a trovare posto poichè spesso la pedana stessa è occupata da persone o bagagli. 

Puoi usare il taxi ma…

..attenzione alle tariffe! Essendo Ponza una località turistica dove le auto in circolazione sono davvero pochissime, i taxi hanno costi abbastanza sostenuti. Una corsa solo andata dal porto alle Piscine naturali costa circa venti euro! 

Puoi affittare bici e motocicli

Uno dei mezzi ecologici ed economici per muoverti sull’isola di Ponza è la bicicletta, che puoi affittare in loco. Noleggiando una due ruote puoi esplorare le strade di Ponza a ritmo lento, fermandoti dove hai più piacere. Pedalare assieme ai bambini per i vicoletti alla scoperta degli scorci più pittoreschi è un’esperienza davvero unica, e soprattutto non inquinante! Se hai bimbi piccoli puoi affittare anche il seggiolino per portarli a spasso in tutta sicurezza.

Come muoversi a Ponza con i bambini
Puoi fermarti ad aspettare il tramonto nella zona del porto, dove i bambini possono girare liberi. Le strade sono chiuse al traffico e ci sono un sacco di locali in cui fermarsi a mangiare o a fare un’aperitivo.

Cosa puoi fare a Ponza con i bambini

Per visitare Ponza in tutta serenità crea un itinerario a misura di bambino. L’unica spiaggia con sabbia e fondale basso è a Cala Feola, dove trovi anche un lido attrezzato e servizi adatti ad una famiglia. Se cerchi un luogo immerso nella natura invece puoi optare per una visita al giardino botanico, posto su un punto panoramico dell’isola. Su questo belvedere si sviluppa il giardino, che comprende tantissime specie vegetali appartenenti all’area naturalistica delle isole pontine.
Grazie alla navetta pubblica puoi arrivare anche a Punta Incenso e, dopo una passeggiata medio lunga, puoi raggiungere la punta della scogliera a picco sul mare e goderti il meraviglioso panorama dall’alto. Oppure puoi aspettare il tramonto nella zona del porto, la più pittoresca dell’isola. Qui i bambini sono liberi di scorazzare nelle viuzze e nelle piazzette poichè la zona è chiusa al traffico. La sera poi è bello cenare nell’atmosfera tipica isolana, con il rumore del mare di sottofondo. 

Musica, arte, spezie… Il Marocco racchiude nella sua storia millenaria numerose sfumature culturali che meravigliosamente si mescolano a panorami fiabeschi. Montagne rigogliose, spiagge assolate, falesie di una bellezza incredibile, città fortificate e piccoli villaggi rurali si susseguono in un turbinio di colori e profumi, lasciando estasiato ogni viaggiatore. Se stai pianificando una visita in questi territori devi prendere però alcune precauzioni, magari stipulando un’ assicurazione viaggio Marocco che ti permetta di tutelarti da ogni possibile imprevisto.

Viaggiare in Marocco

Cosa c’è da sapere

Per viaggiare sicuri in Marocco è bene prendere alcune precauzioni, prima e durante il viaggio stesso. Devi sapere che la Tessera Sanitaria Europea non ha alcuna validità in questo paese. Per di più i costi delle cure medico-sanitarie sono abbastanza onerosi. Uno dei principali motivi per cui ti potrebbe capitare di dover ricorrere ad un’aiuto medico potrebbe essere legato al cibo o all’acqua, spesso contaminati. Ecco perchè è consigliabile stipulare prima della partenza un’assicurazione di viaggio, la quale andrebbe a coprire eventuali costi sostenuti in loco per le prime cure e il rimpatrio laddove ce ne fosse bisogno. 

Viaggiare in marocco, consigli utili per la sicurezza.
Viaggia da Marrakech a Few con una sosta nel deserto lungo il percorso con una guida locale. Puoi visitare la Kasbah di Ait Ben Haddou e passare nella gola del Todra. Puoi fare anche un safari notturno in cammello in un accampamento nel deserto del Sahara.

L’assicurazione di viaggio copre anche i costi per il COVID

Stipulando la tua polizza per il Marocco hai anche un’ assicurazione viaggio COVId-19. La polizza prevede il rimborso delle spese mediche sostenute in seguito ad un’infezione da coronavirus, coprendoti anche il costo dei test PCR se presenti la prescrizione medica. Hai un indennizzo anche se sei costretto a prolungare il soggiorno a causa di una quarantena. Sottoscrivendo infatti la copertura facoltativa relativa all’annullamento del viaggio in caso di contagio, hai diritto ad un rimborso delle spese sostenute per le prenotazioni. 

Cosa vedere in Marocco

Dopo aver messo in sicurezza il tuo viaggio non ti resta che programmare in tutta serenità il tuo itinerario. Il Marocco è vasto ed è impossibile da esplorare in un’unica volta ma puoi creare un itinerario ad hoc che ti permetta di vedere i posti più importanti. Non puoi farti mancare ad esempio una visita nelle città più famose, come Marrakech e Tangeri. Fermati a Fez e passeggia tra bazar e riads, tra profumi di spezie e dialetti incomprensibili. Il caos delle grandi città all’inizio può spiazzare, ma le cose da fare sono talmente tante e così coinvolgenti che passa subito in secondo piano.

Viaggiare in Marocco. Dedicati alle escursioni

Il Marocco vanta una serie di territori straordinari in cui poter fare meravigliose escursioni. Affidati ad un’ esperta guida di viaggio e vai alla scoperta delle valli del Dades e del Draa oppure accodati ad una spedizione in montagna. Puoi fare trekking con i locals e salire sui sentieri grazie ad asini che portano zaini o bagagli. Il Marocco ha una varietà di paesaggi naturali davvero infinita e gli scenari cambiano ad ogni chilometro percorso.

Puoi attraversare fiabeschi deserti di dune e dormire sotto le stelle nelle tende beduine o arrampicarti sulla montagne dell’Atlante per ammirare dall’alto i paesaggi sottostanti. Le coste mediterranee poi offrono grandi spiagge sabbiose mentre, passando sulla costa atlantica invece, trovi tanti spot amati dai surfisti. 

Viaggiare in marocco, consigli utili per la sicurezza.
Opta per un tour nel deserto a bordo di una jeep o sulla groppa di un cammello. Potrai vedere un tramonto magico tra le dune…

Perchè fare un viaggio in Marocco

I territori del Marocco sono molto vasti e dispersivi, alcuni sono famosi per la loro architettura, altri per la storia millenaria e per i paesaggi naturali selvaggi. Una volta pianificato l’itinerario che fa al caso tuo, in base ai tuoi interessi, puoi finalmente dedicarti alla scoperta delle sue città, passeggiando tra pittoreschi mercati, visitando Medine e mangiando prodotti tipici affidandoti alle mani esperte dei ristoratori locali. Il Marocco è una destinazione perfetta se cerchi la magia delle favole, tra spezie profumate, tappeti ( volanti? ) e incantatori di serpenti. 

 

 

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