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Viaggiare on the road

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Un viaggio on the road in Andalusia ti permette non solo di esplorare territori di sconfinata bellezza, ma anche di immergerti nei sapori e nei profumi della gastronomia locale. Tra splendidi palazzi moreschi, piazze di rara bellezza ed edifici che sembrano usciti da un libro di fiabe l’Andalusia regala al viaggiatore un esperienza sensoriale unica al mondo, fatta non solo di arte, storia e cultura millenaria, ma anche di gusti intensi, contrastanti, aromatici e speziati, tipici della cucina locale. Ti porto dunque alla scoperta dei piatti caratteristici da mangiare in Andalusia, che racchiudono tutta l’essenza di questa terra fatta di tradizioni contadine e marinare, dove i sapori mediterranei si fondono alle tradizioni arabe, dando vita a pietanze dai sapori sorprendenti a dai profumi inebrianti. 

Cosa mangiare in Andalusia
Il modo migliore per conoscere un luogo, un territorio, è immergrsi nella sua cultura locale, fatta anche di piatti tipici. L’Andalusia è la regione spagnola dove Si possono assaggiare le più prelibate specialità della penisola

Cosa mangiare in Andalusia

Il Jamon Iberico e il Pata Negra

La particolarità dei piatti andalusi sta nel fatto che riescono a mixare perfettamente sia ingredienti di terra che di mare, dando vita a squisite prelibatezze. Protagonista indiscusso della regione è senza ombra di dubbio il Jamon, il prosciutto di maiale. Il Jamon Iberico è un prodotto doc dell’Andalusia, e viene prodotto solo da suini allevati in maniera estensiva. A differenza del serrano, molto più chiaro e facilmente reperibile anche in Italia, l’iberico è molto più scuro, e spesso sono ben visibili sulla superficie i peli scuri del maiale. Questa particolarità ha dato origine al famosissimo jamon Pata Negra, ovvero “zampa nera”, ricercatissimo e non certo economico.

Il Gazpacho

Il gazpacho è un’altro piatto che rappresenta la vera essenza della regione, perchè data la sua freschezza rigenera corpo e mente durante le giornate calde e afose, tipiche di queste zone. E’ una zuppa fredda il cui ingrediente principale è il pomodoro. A questo vengono minuziosamente aggiunti cetrioli, aglio, cipolla, olio d’oliva e aceto, sui quali si spolverizza pepe in abbondanza. Viene servito con pane caldo, ed è tra le cose da mangiare assolutamente in Andalusia.

Il Gazpachuelo

Uno dei modi migliori per vivere l’Andalusia a 360 gradi è cercare di integrarsi il più possibile alla vita locale. Solo in questo modo si riescono ad assaggiare piatti unici, impossibili da trovare nei ristoranti turistici. Il gazpachuelo è uno di questi. Tipico della zona di Malaga, è una zuppa a base di brodo di pesce, maionese, patate e pane tostato. E’ un piatto povero, poco conosciuto e pubblicizzato, preparato dai pescatori della zona costiera. Una fortuna riuscire ad assaggiarlo o trovarlo nei ristoranti. 

Il salmorejo

Il salmorejo è una zuppa fredda a base di pomodoro, aglio, aceto e pane duro, che non va però confusa con il gazpacho, del quale ha tutti gli ingredienti. La sua consistenza invece è simile a quella di un purè, ed è guarnita in superficie da spicchi di uova sode, pezzi di jamon serrano e olio. Anche il gusto è diverso da quello del gazpacho, perchè molto più delicato, e la sua cremosità lo rende decisamente un piatto piacevole e fresco. 

Cosa mangiare in Andalusia
Un piatto da assaggiare assolutamente in Andalusia è il salmorejo, la zuppa fredda di pomodoro arricchita con il jamon!

Le tapas andaluse

Altra imperdibile esperienza gastronomica da fare in Andalusia è degustare le tapas! Spesso le tapas accompagnano un aperitivo, in maniera gratuita, nei tanti locali della regione. Sono piccole porzioni di prodotti tipici locali, come sardine, chorizo o crocchette fritte, che vanno a sostituire il classico accompagnamento fatto di noccioline, olive e patatine per intenderci. 

Cosa mangiare in Andalusia
Ormai è possibile mangiare tapas ovunque nel mondo, ma la tapa andalusa non ha eguali. Gli ingredienti locali la rendono speciale, unica e gustosissima.

Sono preparate in varie misure, e quindi potrai trovare tapas a racion o a media racion. La tapa, come già detto, nasce come spuntino leggero, e per questo accompagna bevande all’ora dell’aperitivo in formato media racion, ossia piccolo. Se desideri invece fare un pasto completo con le tapas devi ordinare la racion, ossia il formato più grande. Due persone che preferiscono fare più assaggini ad esempio, possono condividere una racion e sperimentare più sapori. 

 

Cosa mangiare in Andalusia. Il Chorizo

Anche se non è un prodotto esclusivo dell’Andalusia, se ti trovi in viaggio in questa regione devi assaggiare comunque il Chorizo. E’ un particolare salame tipico della penisola iberica, molto sottile, a forma di U. La sua particolarità sta nel sapore fortemente speziato. Infatti l’impasto del chorizo prevede abbondante paprika, sia in versione dolce che piccante, e peperoncino. Pare che la sua primissima apparizione sia stata in Andalusia, servito come tapa, nei primi anni del 1600. Infatti è solo dopo la scoperta dell’America viene importata la paprika in Spagna come nuova straordinaria spezia, e usata per le più varie preparazioni.

Cosa mangiare in Andalusia
Il chorizo è un salame speziato che si trova in tutta la Spagna, ma pare che sia nato proprio in Andalusia, dopo la scoperta dell’America, grazie all’arrivo nella nazione della paprika.

Rabo de toro

Assaggiato in quel di Ronda, il rabo de toro è una specialità andalusa a base di carne, più precisamente di coda di toro. Questo delizioso stufato è uno dei piatti da provare assolutamente durante un viaggio in questa regione, perchè ne esprime appieno le fragranze e le tradizioni. Apprezzatissimo anche nella zona di Siviglia, il rabo de toro deve il suo sapore deciso sia al vino utilizzato durante la preparazione che alla cottura lenta, nonchè ovviamente alla carne di toro, molto saporita. 

Cosa mangiare in Andalusia
Dopo l’iniziale diffidenza verso questo piatto a base di coda di toro, sono rimasta piacevolmente stupita dal gusto intenso e dalla morbida consistenza della carne. Mi sono dovuta ricredere e chiedere il bis!

Tortilla de Sacromonte

La tortilla del Sacromonte è una specialità tipica di Granada, ed è uno dei piatti più caratteristici della cucina andalusa. Prende il nome dalla zona del Sacromonte, quartiere gitano della città, ed è una tortilla preparata con ripieno di interiora animali, con aggiunta di noci e legumi. E’ una frittata molto particolare, dal sapore deciso e dal profumo intenso, ed è uno dei piatti da mangiare assolutamente durante un viaggio in Andalusia.

Uova alla flamenca

Un tempo piatto molto popolare nella regione dell’Andalusia, le uova alla flamenca al giorno d’oggi sono molto difficili da trovare nei menù dei ristoranti, lasciate in disparte a favore di piatti sempre nuovi che attraggano i turisti. Invece se hai la fortuna di trovare un locale che usa ancora prepararle, ti consiglio di fermarti ad assaggiare questo delizioso piatto. Le uova vengono abilmente cotte in un tegame, e poi sistemate su un fondo di salsa al pomodoro, con l’aggiunta di piselli, prosciutto a tocchetti, peperoni, asparagi e chorizo! Ricorda nei colori e nella presentazione i volants degli abiti usati dalle ballerine di flamenco, e da questi prende il nome. 

Cosa mangiare in Andalusia. Gli Indalotes

Passiamo dunque alla parte dolce dell’Andalusia, andando a scoprire la storia degli indalotes. Sono dei dolcetti tipici di Almeria, considerati biscotti porta fortuna. Gli indalotes sono realizzati uno ad uno, a mano, in una pasticceria della città, Cruz y Garcia, che ne ha fatto un vero e proprio souvenir commestibile, da mangiare in loco o da portar a casa. Sono preparati con arance e mandorle autoctone, e prendono la loro forma dell’indalo, il magico simbolo trovato in una grotta naturale della zona, di origine preistorica. Secondo la leggenda l’indalo rappresenta un uomo che trattiene l’arcobaleno tra le mani, ed è stato adottato come simbolo ufficiale della provincia di Almeria. Gustato sottoforma di biscotto pare che porti salute e fortuna!

I churros con la cioccolata calda

Un’altra tradizione andalusa di tutto rispetto è la merenda o la colazione con i churros, accompagnati da cioccolata calda. L’impasto di queste morbide golosità è a base di farina, acqua e zucchero, e viene poi lavorato in una trafila per dargli la famosa forma a allungata zigrinata. Sarebbero anche leggeri, se non venissero fritti, cosparsi di zucchero e pucciati nella cioccolata bollente. 

Cosa mangiare in Andalusia
I churros sono veri e propri confort food, una coccola per il palato e per la mente. A merenda sono una vera chicca!

Non si può lasciare l’Andalusia senza aver provato i suoi piatti tipici. La gastronomia andalusa è un vero e proprio patrimonio nazionale, frutto di contaminazioni culturali che nel corso dei millenni hanno arricchito e “insaporito” questi territori. Se decidi di organizzare un viaggio in Andalusia lasciati travolgere anche e soprattutto dai sensi, in un turbinio di sapori e profumi che solo in questa terra riesci a trovare.

 

Il Costa Rica è un piccolo Paese dell’America Centrale dove la natura è rigogliosa e prorompente, quasi primitiva, e dove ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da scoprire. Grazie alla presenza di numerose foreste, di vulcani, del mare e dei laghi, questa terra vanta una grandissima varietà di specie di animali, come bradipi, scimmie, tucani, serpenti e molto altro. Qui il motto degli abitanti è “Pura Vida!” e la loro accoglienza calorosa. Daniela di Noi con le Valigie ti racconta il suo viaggio on the road in Costa Rica, dandoti preziosi consigli per organizzare la tua vacanza. 

Costa Rica on the road

Il modo migliore per visitare il Costa Rica è noleggiare un’auto e girare in autonomia tra le varie zone, alloggiando nei diversi lodge che si possono trovare il tutto il Paese. A volte i tragitti possono richiedere anche ore e le strade secondarie essere un po’ sconnesse, soprattutto nel periodo delle piogge. Il Costa Rica è un luogo perfetto per tutta la famiglia, sicuro e che incuriosirà anche i bambini. 

I territori del Costa Rica Si prestano benissimo ad essere esplorati on the road. E' una meta adatta a tutte le età, con esperienze entusiasmanti e accessibili anche ai più piccoli.
I territori del Costa Rica Si prestano benissimo ad essere esplorati on the road. E’ una meta adatta a tutte le età, con esperienze entusiasmanti e accessibili anche ai più piccoli. 

Cosa vedere in Costa Rica

Diverse possono essere le tappe di un viaggio in Costa Rica, da scegliere e suddividere in base al numero di giorni a disposizione.

Sulla costa atlantica si trovano le foreste del Tortuguero National Park, visitabili in barca, percorrendo i diversi corsi d’acqua che si insinuano tra la vegetazione. Qui è possibile avvistare animali come bradipi, iguane, scimmie, tucani, colibrì, caimani.

Non lontano dalla capitale San Josè si trova il Vulcano Poas, ancora attivo e fumante, la cui ultima eruzione risale al 2017. L’area è aperta ai visitatori ed è possibile raggiungere il grande cratere, uno spettacolo davvero emozionante.

Il Vulcano Poas si trova a circa 65 km dalla capitale del Costa Rica, San Josè. Si tratta di una delle zone più visitate del paese, sia per la sua bellezza, sia per la facilità di accesso.
Il Vulcano Poas si trova a circa 65 km dalla capitale del Costa Rica, San Josè. Si tratta di una delle zone più visitate del paese, sia per la sua bellezza, sia per la facilità di accesso.

Un altro vulcano da non perdere è l’Arenal, non più attivo. Qui non è possibile salire sulla montagna, ma ci sono diverse escursioni per scoprire la zona, la flora e la fauna del luogo. Inoltre nella zona sono sorti anche numerosi centri termali, grazie alle diverse sorgenti di acqua calda. Da non perdere un momento di relax e benessere in uno di questi luoghi.

Un bagno alle terme è una delle cose da fare assolutamente durante un viaggio on the road in Costa Rica, Ci sono molti impianti termali infatti, dove poter ricaricare le batterie e concedersi un pomeriggio di relax.
Un bagno alle terme è una delle cose da fare assolutamente durante un viaggio on the road in Costa Rica, Ci sono molti impianti termali infatti, dove poter ricaricare le batterie e concedersi un pomeriggio di relax.

Monteverde è invece famosa per i suoi ponti sospesi, le sue zip line e la Foresta Nebulosa, una foresta pluviale tropicale, caratterizzata da una cortina di nuvole a bassa quota, in genere a livello della chioma degli alberi. Diverse sono le esperienze che si possono fare in questa zona, sia diurne che notturne, per assaporare l’emozione di passeggiare nel buio della foresta, circondati dagli animali.

Poi c’è la zona di Manuel Antonio, sulla costa pacifica. Qui si trova il Manuel Antonio National Park, dimora di oltre 100 specie di mammiferi e 180 specie di uccelli. Non mancano poi lunghe e belle spiagge dove dedicarsi al relax e ai bagni in mare.

Costa Rica on the road. Organizza un tour con i ranger!

Un suggerimento importante che vogliamo dare a chi visita il Costa Rica è quello di approfittare il più possibile, per l’avvistamento degli animali, di tour guidati coi ranger competenti. Questa possibilità permette di vedere una quantità di animali decisamente superiore, che noi visitatori ci perderemmo senza l’aiuto di un occhio esperto che sa scovare anche la più piccola ranocchia che si mimetizza nel fitto della vegetazione. Inoltre le guide dispongono sempre di un cannocchiale ad alta risoluzione, per riuscire ad ammirare bene anche gli animali più piccoli e lontani, oltre a permettere di fare belle foto anche agli animali più lontani e anche con un semplice smartphone.

Sono tantissime le attività da fare con i bambini durante un viaggio on the road in Costa Rica. Daniela, assieme alla sua famiglia, ha provato l'adrenalinica passeggiata su un ponte tibetano!
Sono tantissime le attività da fare con i bambini durante un viaggio on the road in Costa Rica. Daniela, assieme alla sua famiglia, ha provato l’adrenalinica passeggiata su un ponte tibetano!

Insomma, il Costa Rica è sicuramente un luogo dove non ci si annoia, dove la natura regna sovrana e dove le esperienze emozionanti non mancano. Un luogo da visitare!

Una delle mete europee più caratteristiche da percorrere on the road è senza dubbio l’Andalusia. Una regione della Spagna caratterizzata dall’atmosfera eternamente vacanziera e da uno stile di vita lento e solare. Con un continuo susseguirsi di strepitosi paesaggi e di città intrise di storia, l’Andalusia racchiude la vera essenza della cultura spagnola, fatta di flamenco e cerveza, di dominazioni antiche e di architettura straordinaria. In questo articolo ti suggerisco come organizzare un viaggio on the road in Andalusia, in poche semplici mosse.

Andalusia on the road

Come organizzare il viaggio

Il nostro viaggio on the road ci ha permesso di esplorare in lungo e in largo la penisola iberica, spostandoci in tutta comodità tra Spagna e Portogallo, soffermandoci in Andalusia. Il tempo trascorso viaggiando, considerando che siamo partiti da Gaeta, nel Lazio, è stato su per giù di venti giorni. Solo l’imbarco a Civitavecchia ad esempio, approfittando della linea di traghetti della Grimaldi Lines, ci ha portato via due giorni, tra andata e ritorno. La nave infatti impiega 24 ore per concludere la tratta. Una volta sbarcati a Barcellona è iniziato il nostro viaggio alla scoperta delle peculiarità della penisola iberica, soffermandoci in una delle regioni spagnole più suggestive, l’Andalucia, per concludere la nostra trasferta sulle spiagge dell’Algarve.

Andalusia on the road, come organizzare il viaggio
L’Andalusia è la terra del flamenco. Troverai molti locali in cui vedere spettacoli di artisti e di ballerini, ma spesso le esibizioni vengono proposte soprattutto in strada e nelle piazze.

Le strade da percorrere in Andalusia

Non è necessario spendere una fortuna per visitare l’Andalusia, basta organizzare per tempo sia l’itinerario che le soste da fare. Viaggiando in auto è bene che tu conosca la differenza tra Autovia e Autopista, utile anche per calcolare i costi che dovrai sostenere per attraversare la regione. L’Autovia è una strada gratuita, tipo le nostre strade statali, mentre l’Autopista prevede caselli e pedaggi, ed è una vera e propria autostrada.

Spesso grazie all’Autopista risparmi tempo, ma usando le Autovie, soprattutto vicine alla costa, potrai esplorare in maniera verace e gratuita i territori che incontrerai durante il tragitto. Spesso l’Autovia si trasforma repentinamente in Autopista, quindi fai molta attenzione alla segnaletica stradale. Studia in anticipo le uscite per evitare i pedaggi. Ad esempio puoi immetterti sulla Carretera Nacional, che oltre ad essere gratuita è abbastanza scorrevole perchè, per gran parte, prevede due corsie di sorpasso.

Andalusia on the road, come organizzare il viaggio
I paesaggi dell’Andalusia riescono a travolgere il visitatore con la loro natura selvaggia, che si alterna elegantemente ai centri urbani fortemente influenzati dallo stile moresco.

Consigli utili per viaggiare on the road in Andalusia

L’Andalusia è la regione più tranquilla della Spagna, vivibile e accogliente, ideale anche e soprattutto per le famiglie con i bambini. Il clima è quasi sempre mite, ma se viaggi in estate è meglio approfittare dell’aria fresca delle prime ore del mattino per spostarti. E’ bene sempre tenere in auto comunque acqua fresca e qualche snack salutare, ma soprattutto tendine che proteggano dal sole diretto i bambini sul sedile posteriore. 

Tutte le strade andaluse hanno piazzole di sosta, ma non si incontrano molti punti di ristoro, dunque cerca di avere sempre in auto qualcosa da mangiare. 

I costi della benzina in Spagna sono simili a quelli dell’Italia, ma in Andalusia metano e GPL scarseggiano. Per fare rifornimento ad una macchina GPL avrai bisogno inoltre di un adattatore, che ti consiglio di acquistare prima della partenza. 

Andalusia on the road, come organizzare il viaggio
Le strade dell’Andalusia sono tutte facilmente percorribili, ma se hai tempo opta per le vie secondarie, che regalano paesaggi straordinari.

I tori dell’Andalusia

Lungo le strade dell’Andalusia ti capiterà di incontrare spesso i tori neri, le famose installazioni in acciao poste in cima alle alture della regione. Sono 22 per la precisione, e sono diventate negli anni il simbolo della Spagna. La prima di queste sagome è stata costruita negli anni ’50, ed era un cartellone pubblicitario di una nota marca di vino e brandy. Ma questa alternativa forma di pubblicità è piaciuta talmente tanto da diventare una vera e propria icona della nazione, una delle più riprodotte al mondo, che trovi anche su t-shirt, adesivi e calamite, ma anche sottoforma di peluche! Divertiti ad avvistarli e a fotografarli tutti durante il tragitto!

Come programmare i soggiorni

Quando siamo on the road non prenotiamo gli hotel dove fermarci con largo anticipo, proprio perchè con questo stile di viaggio possiamo fermarci dove e quando vogliamo, senza essere legati ad una prenotazione. Puoi utilizzare Booking. com per prenotare un letto anche all’ultimo minuto, e la maggior parte delle strutture hanno la cancellazione gratuita. Quindi se cambi idea e vuoi fermarti altrove non perdi la caparra. Sono tantissime le strutture in queste zone, e variano da strepitosi hotel dotati di ogni confort possibile a più umili b&b, ma sempre ricchi di fascino andaluso. Sta a te scegliere in base al budget a disposizione. 

 

Andalusia on the road, come organizzare il viaggio
Lasciati trasportare dalle sensazioni durante il tuo viaggio on the road in Andalusia, e fermati solo dove senti che il cuore inizia a palpitare. Lasciati travolgere dalla passione dei local per la vita lenta.

Andalusia on the road. Le tappe imperdibili

In Andalusia si concentra quasi tutto il bello della Spagna. Città meravigliose come Granada e Siviglia spalleggiano antichi borghi carichi di storia e architettura strepitosa, come Ronda. In ogni angolo si manifesta la preziosa cultura araba, che in eredità ha lasciato alla regione anche il nome. Infatti Andalusia deriva dall’arabo Al_andalus. Sono tantissimi gli esempi di architettura moresca sparsi in questi territori, come tante sono le tradizioni gastronomiche rimaste in auge dopo millenni passati dalle colonizzazioni orientali.

 

Spiagge meravigliose e movida, come quella di Marbella e Malaga, si alterano ai paesaggi selvaggi della Sierras, dove cariche di magia si ergono spavalde fortezze, retaggio di scorrerie e di dominazioni straniere. Tanti sono i parchi naturali della regione dove è possibile immergersi completamente nella natura rigogliosa, tante i locali dove ascoltare le dolci e sensuali note del flamenco e lasciarsi incantare dei movimenti fluidi e precisi dei ballerini. L’Andalusia è incanto travolgente, romanticismo e stupore. 

 

 

 

 

 

Viaggiando on the road sulle splendide coste laziali non puoi fare a meno di fermarti nell’incantevole cittadina di Sperlonga. Incastonata in una delle baie più caratteristiche del Tirreno, questo borgo dall’anima retrò, fatto di botteghe artigiane e di antiche leggende, avvolge il viaggiatore in un bianco abbraccio, candido come le facciate delle case che si affacciano sul mare cristallino. Borgo di miti e di eroi, la sua nomea lo porta ad essere, nell’arco di millenni, meta di esploratori e di corsari, di nobili e di predatori. Tutti incantati dalla bellezza estasiante e dalla vegetazione lussureggiante che avvolge da sempre questa rigogliosa zona della costa.

Vini dei Monti Cecubi

Il vino Caecubum

Ma perchè ti racconto di Sperlonga e delle sue colonizzazioni? Perchè pare che, assieme ad una flotta proveniente dalla Grecia, precisamente dalla cittadina di Amyclae, sia sbarcata sulle spiagge di questo delizioso borgo anche una radice di vite. E pare che una volta piantata questa radice sulle colline circostanti, rinfrescata dalla brezza marina e alimentata dal terreno calcareo tipico di questi territori, abbia dato vita ad uno dei vini più particolari del Lazio: il Vino Caecubum.

Vini dei Monti Cecubi, eccellenza del territorio laziale.
Il wine tour presso l’Azienda agricola dei Monti Cecubi inizia da Sperlonga, dove ci accoglie Irene Chinappi e ci guida in un percorso storico-culturale legato proprio alla nascita dei vigneti di uva serpe, l’uva del vinum caecubum.

Azienda Agricola Monti Cecubi

Poco lontano da Sperlonga, immersi nelle zona collinare che guarda il mare e che da quel mare trae beneficio, si trovano i vitigni dell’ Azienda Agricola Monti Cecubi. Grazie alla dedizione e alla passione che accumuna i proprietari di questi vigneti, l’antico vino Caecubum è tornato ad essere un’eccellenza del territorio, come fu ai tempi della Roma Imperiale. Sono infatti molte le testimonianze di scrittori e poeti latini che decantano la produzione di questo succo d’uva, esaltandone le caratteristiche organolettiche e collocandolo con estrema precisione nelle zone di produzione di Fondi, Itri e Sperlonga.

Vini dei Monti Cecubi, eccellenza del territorio laziale.
Sono molte le antiche testimonianze che inseriscono l’uva serpe nei territori che comprendono Fondi, Itri e Sperlonga.

Il Vino Caecubum torna dunque alla ribalta, perfezionato nel gusto e nella struttura. Grazie alla meticolosa preparazione e lavorazione dell’uva serpe, l’Azienda biologica Monti Cecubi ha riportato in auge questo prezioso vino, frutto di un territorio rigoglioso e fertile, inserito in sugherete e nella verdeggiante macchia mediterranea. E dall’aria del Mediterraneo questi acini vengono accarezzati, donando a questi vini sapori intensi, profumi freschi e unici. 

L’uva serpe

I vini prodotti con uva serpe hanno caratteristiche organolettiche intense, con note dolci e amare perfettamente equilibrate. Un vino che, come scrive Orazio in un celebre verso, tinget pavimentum superbo, ossia tinge il pavimento con macchie indelebili. Le origini di queste uve trovano un timido riscontro in alcuni testi del I secolo d.C. Più precisamente è Columella a menzionare questi vitigni chiamati Dracontion, che in greco significa serpente, abbinandoli ad un’antica civiltà che viveva sul litorale tra Fondi e Sperlonga: gli Amiclani. Tutto torna quindi, e leggenda e realtà si fondono sui colli itrani coltivati a uva serpe. 

Visita ai vigneti dei Monti Cecubi

Il nostro wine tour parte appunto dalla piazza centrale di Sperlonga, dove ci accoglie Irene, la preziosa guida delle cantine Monti Cecubi. La passione per la storia del territorio traspare da ogni suo respiro, e grazie a lei scopriamo miti e leggende millenarie legate al vino Caecubum, partendo proprio dal punto in cui questi vini pare siano arrivati su queste sponde. Dalla cittadina greca Amyclae arriviamo dunque a conoscere e degustare queste uve di antiche discendenze, esplorando i vigneti e le cantine dell’azienda agricola Monti Cecubi.

Vini dei Monti Cecubi, eccellenza del territorio laziale.
Iniziamo la passeggiata tra i vigneti di Monti Cecubi, e Irene ci descrive l’azienda e il suo modo di lavorare le uve, rigorosamente biologico.

Irene ci parla della mission aziendale e ci accompagna tra i filari di falanghina e di vermentino. Ci spiega come Monti Cecubi coltiva in maniera biologica le sue vigne e come nella produzione opti per una pressatura soffice degli acini e per una criomacerazione delle bucce. Per evitare scosse che potrebbero danneggiare la produzione, i vini vengono imbottigliati direttamente in azienda. 

Degustazione in azienda

Dopo averci fatto fare un meraviglioso viaggio sensoriale tra storia ed enologia Irene ci accompagna nel patio dell’Azienda Agricola Monti Cecubi, dove ha inizio la nostra degustazione eno-gastronomica. 

Vini dei Monti Cecubi, eccellenza del territorio laziale.
L’Azienda Agricola dei Monti Cecubi è una recente realtà della zona, ma la passione per la viticultura ne fa subito un eccellenza del territorio.

Amyclano, vermentino biologico IGT

Un viaggio che parte da terre lontane, per fermarsi tra queste colline rigogliose e verdeggianti, territori fertili per i nobili vini di Monte Cecubi. Apriamo la degustazione proprio con un Amyclano, un vermentino fermentato in acciaio e affinato in bottiglia, dal colore giallo paglierino e dal gusto intenso, con note persistenti di frutti esotici. Un vino versatile, da usare a tutto pasto, ma che sicuramente si esprime al meglio abbinato ad antipasti e piatti di pesce. 

Mamurra, abbuoto rosato biologico IGT

La nostra degustazione continua con un rosato, che esprime al meglio tutte le caratteristiche di questo antico vitigno locale. Porta il nome di una porta d’ingresso al centro storico di Itri, Porta Mamurra, che ha incise le due figure latine che rappresentano il lupo e il serpente. Mamurra deriva da uve abbuoto, provenienti dai vigneti itrani. Viene vinificato in bianco con breve macerazione delle bucce, fermentato in acciaio a temperatura controllata. Il colore rosa tenue racconta di note fruttate di ciliegia e petali di rosa e la sua versatilità lo rende un vino accostabile anche ad una buona pizza. Anche se credo che dia il massimo di se su crudi di mare, soprattutto gamberoni. 

Vinum Caecubum, rosso biologico IGT

Pane casareccio, patè di olive locali, salsiccia itrana e formaggio sardo ( ma prodotto a Itri da sapienti mani) fanno da contorno alla nostra ultima degustazione vinicola. Ci viene servito ora il Vinum Caecubum, un rosso delizioso, equilibrato e affinato in botte, prodotto con uve abbuoto, aglianico, montepulciano e serpe. Le bucce vengono macerate a freddo e la fermentazione alcolica avviene in acciao, a temperatura controllata, per poi essere affinato in barriques di rovere. Il suo colore rosso rubino intenso lascia presagire note aromatiche decise e ampie. Infatti il bouquet racchiude sentori di caffè e spezie, ma anche di ciliegia marasca e prugna. Ottimo su selvaggina e carni rosse, nonchè su formaggi stagionati e salumi, proprio come ci viene servito in azienda.

Dracontion, passito biologico IGT

In chiusura arriva il Dracontion, dal greco “serpente”, mitologica figura divenuta stemma della città di Itri e di Monti Cecubi. Viene prodotto facendo appassire su graticci per due mesi uve di fiano e di falanghina. La pressatura è soft e la fermentazione avviene in acciao, per poi affinare in barriques di acacia per circa due anni. Il suo colore ambrato è molto invitante, e al palato arrivano subito note fruttate e speziate. Ottimo sicuramente a fine pasto, per accompagnare frutta secca e dessert, ma anche su formaggi stagionati riesce a sorprendere. 

Curiosità

Le antiche popolazioni, durante le migrazioni da un paese all’altro, solevano portare al loro seguito le radici della loro civiltà. Queste potevano essere le principali piante coltivate nei territori di appartenenza, come grano e vite. Passeggiando per i sentieri dei Monti Cecubi infatti, è possibile vedere sugli usci dei ruderi e dei fabbricati che si incontrano lungo il tragitto, un tronco di vite centenaria. E’ la vite di uva serpe, che si usava piantare quando si cominciava a fabbricare un nuovo casolare, a protezione della dimora. Una tradizione che da millenni passa di generazione in generazione, a significare il devoto rispetto del popolo locale verso quest’uva preziosa. 

Grazie a Irene Chinappi dei meravigliosi racconti e dell’accoglienza nell’Azienda Agricola Monti Cecubi.

 

 

 

 

 

 

alla preziosa pista ciclabilePeschiera del Garda è uno dei borghi più romantici del territorio orientale del lago di Garda. E’ circondata da deliziosi canali, attraversati da caratteristici ponti fioriti e curati in ogni angolo. Le sue bellissime chiese, alternandosi a palazzi storici di enorme prestigio, ne fanno un luogo ideale da visitare a passo lento, tra fortificazioni antiche e caratteristici moli dove fermarsi a guardare le barche o a dar da mangiare ai cigni selvatici. 

Peschiera del Garda

Affacciata sulla sponda più intrigante del lago di Garda, la città lacustre di Peschiera è unica nel suo genere e ogni anno attira migliaia di turisti nel suo dedalo di suggestive viuzze. Si trova a pochi chilometri da Verona, e vicinissima ad altri deliziosi borghi del Garda, come Sirmione e Lazise. Data la sua ridotta estensione è facilmente visitabile anche in un unica giornata e con i bambini al seguito, poichè il centro storico è completamente chiuso al traffico e facilmente percorribile con i passeggini. 

Un po di storia da raccontare ai bambini

Pare che il primo insediamento umano di Peschiera del Garda risalga all’età del bronzo, ma è certo che nel 1500 a.C. questa zona fosse abitata dai Galli. Solo nel primo secolo a.C. diventa insediamento e possedimento dei Romani, che le danno il nome di Arilica. Da sempre importante e strategico snodo commerciale, nel periodo che va del 1300 al 1400 passa sotto le mani dei Visconti, dei Gonzaga e infine degli Sforza. Nel 1500 entra a far parte del famoso Quadrilatero, il sistema difensivo messo i pratica dagli austriaci, assieme a Verona, Mantova e Legnano. E’ ancora possibile visitare la sua fortezza, roccaforte di numerose battaglie. 

Cosa fare a Peschiera del Garda

Peschiera, da buon paese di lago, offre infinite possibilità di praticare sport acquatici, come barca a vela, canottaggio o windsurf. Ma grazie alla preziosa pista ciclabile che la collega alle città limitrofe, è anche il posto ideale per praticare ciclismo o lunghe passeggiate immersi nella sua natura meravigliosa. La pista ciclabile e pedonale infatti parte da Peschiera e arriva a Bardolino, alternando tratti di strada asfaltata a sterrati, e lungo i suoi 40 chilometri regala scenari pazzeschi, con viste mozzafiato sui borghi adiacenti. 

Peschiera del Garda, cosa vedere sul lago di Garda con i bambini
E’ facile imbattersi in oche e cigni che passeggiano nel centro storico di Peschiera del Garda. Sono abituati alle persone e i bambini Si divertiranno un mondo a dar loro del cibo.

Il suo clima, sempre mite, permette di stare all’aperto anche d’inverno e di esplorare serenamente le sue strade e le sue piazze, ricche di edifici storici degni di nota. Il porticciolo, uno dei posti più romantici del borgo, è cinto dalle mura veneziane, ed è piacevole sedersi sui gradini delle banchine per dar da mangiare alle papere o ai cigni, per poi fermarsi in uno dei tanti locali del centro a fare un aperitivo. 

Visita la piccola Venezia sul lago

Peschiera del Garda è una piccola Venezia, romantica e silenziosa, dipinta da bellissimi canali sormontati da ponti, che portano a loro volta su allegre piazzette intersecate a stradine caratteristiche. Il centro storico è racchiuso dalla maestosa cinta muraria d’epoca medievale, e donano alla cittadina una conformazione a forma pentagonale. Per queste caratteristiche Peschiera è stata inserita tra i patrimoni UNESCO. 

Peschiera del Garda, cosa vedere sul lago di Garda con i bambini

Raggiungi le spiagge di Peschiera del Garda

Se sei in vacanza a Peschiera con la famiglia non puoi perderti le sue spiagge, che sono tra le più belle del lago. Sia la spiaggia dei Cappuccini che dei Pioppi sono attrezzate con lettini e ombrelloni, bar e ristorante. L’unica differenza tra le due è che la prima è fatta di ghiaia e ciottolini, mentre ai Pioppi trovi sabbia fine. Anche fuori stagione i bambini possono divertirsi a lanciare sassi a fior di acqua o a fare castelli di sabbia. Inoltre se hai anche tu come noi un amico a quattro zampe, devi sapere che a Peschiera del Garda c’è una delle prime spiagge nate in Italia per accogliere i cani: Braccobaldo Bau Beach!

Cosa fare nei dintorni di pschiera del Garda

Peschiera del Garda si trova in posizione strategica, vicinissima a molti punti di interesse della zona e ai più famosi parchi divertimento del nord Italia. Tappa obbligata, con o senza bambini, è Gardaland, il più grande parco tematico italiano che vanta adrenaliniche attrazioni adatte ad ogni età, in meravigliose ambientazioni che vanno dal fantasy all’avventura. Adiacente al parco c’è il Sea Life, un mondo acquatico dove fare bellissimi percorsi educativi alla scoperta delle più importanti specie animali acquatiche, come meduse e leoni marini.

Peschiera del Garda, cosa vedere sul lago di Garda con i bambini
Vicinissimi a Peschiera del Garda ci sono i più famosi parchi tematici d’Italia, come Gardaland! Un vero paradiso del divertimento per adulti e piccini.

Se hai ancora voglia di divertirti con i bambini puoi fare un salto a Caneva World, che oltre ad essere un divertente acqua-park, racchiude nel suo circolo anche Movieland, The Hollywood park. Un posto immancabile se sei un appassionato cinefilo, perchè è possibile conoscere dal vivo i doppiatori di film e cartoni animati, oltre a poter partecipare a spettacoli sempre nuovi e coinvolgenti.

E se piove?

Se durante la tua vacanza a Peschiera del Garda dovessi trovare una giornata di maltempo, puoi sempre fare un tuffo nelle calde acqua di Aquardens, le Terme di Verona, che accolgono anche bambini con zone dedicate al gioco e all’intrattenimento. Se invece hai voglia di shopping, puoi passare la giornata al Centro Commerciale La Grande Mela, che tra tantissimi negozi ha anche a disposizione dei clienti un cinema e una pista da bowling!

 

 

Guest post di Claudia Arici, autrice del blog Diario dal mondo, che ci porta nel suo viaggio on the road in Nuova Zelanda

 

Con l’arrivo del primo figlio c’è sempre la paura di non poter più viaggiare, di dover cambiare stile di vita, e dover rinunciare a tutto quello che è divertente ed eccitante. Senza dubbio molte di queste preoccupazioni e timori sono in parte fondati: sicuramente un bambino cambia la vita, le abitudini e, indubbiamente, la routine di una famiglia. Ma con un minimo (sinonimo di minuziosa e lunga!) di preparazione, si può continuare a fare tanto di quello che si faceva prima avere figli.

Organizzare un viaggio on the road in Nuova Zelanda con i bambini
Organizzare un viaggio on the road in Nuova Zelanda è più semplice di quanto Si pensi. Ce lo racconta Claudia di Diario dal Mondo, che ha organizzato un bellissimo itinerario con la sua famiglia.

In particolare, un viaggio con un bimbo – anche piccolo – al seguito può essere molto bello e gratificante. Sicuramente un viaggio stanziale è più semplice da organizzare e da gestire con un bebè, ma l’on the road rimane sempre e comunque la mia tipologia di viaggio preferiti ed è fattibile anche con pargolo appresso.

Nuova Zelanda con i bambini

Per il nostro primo on the road con nostro figlio abbiamo scelto un breve viaggio (dall’Australia) in Nuova Zelanda quando il piccolo aveva circa 7 mesi. Da Sydney sono 3 ore di volo, che passano senza troppi problemi quando il bambino ancora non cammina, non gattona, e praticamente non sta neanche seduto. Poppata al decollo, poppata all’atterraggio e riposino nel mentre, et voilà siamo arrivati!

Consiglio #1

Programma eventuali voli (ma anche spostamenti lunghi in macchina) durante gli orari dei riposini dei bambini in modo da ottimizzare il tempo in cui puoi spostarti senza doverli intrattenere.

Diario di viaggio in Nuova Zelanda con i bambini

Tornando al nostro viaggio, essendo il nostro primo on the road con pupo al seguito non volevamo esagerare né essere troppo ambiziosi nel nostro itinerario, né volevamo cambiare hotel ogni sera, perciò abbiamo optato per un viaggio di una settimana soltanto intorno a Queenstown, nell’isola sud della Nuova Zelanda. Arrivati all’aeroporto abbiamo preso una macchina a noleggio con seggiolino fornito dall’agenzia, che ci ha evitato quindi di doverci portare il nostro da Sydney. Abbiamo suddiviso la settimana in 3 tappe principali, passando un paio di giorni in ogni destinazione/hotel, ovvero Arrowtown, Wanaka e Queenstown. Abbiamo scelto queste destinazioni perché sono relativamente vicine tra di loro, in modo da evitare lunghi spostamenti in macchina, che con un bimbo piccolo sono solitamente problematici.

Consiglio #2

Con un bambino piccolo è meglio evitare di cambiare alloggio ogni notte, perché questo comporta un livello di organizzazione e stress non indifferente per genitore e figlio. Se possibile, scegli di passare almeno un paio di notti nello stesso alloggio, spostandoti in giornata solamente.

Nuova Zelanda con i bambini. Come organizzare il soggiorno

In questo viaggio abbiamo dormito in hotel/motel che hanno avuto molta attenzione nei riguardi di nostro figlio, ad esempio fornendo gratuitamente il lettino da campeggio con lenzuola e coperta. In Australia e Nuova Zelanda praticamente tutti gli alloggi hanno un forno microonde, bollitore (oltre a thè e caffè), ed entrambi sono molto utili quando si viaggia con un bambino piccolo, per riscaldare pappe e latte. Nel nostro caso, avendo da poco cominciato con i solidi, mi sono portata una bella scorta di omogeneizzati da casa e questo ci è bastato per tutto il viaggio. Idem per pannolini e salviette. Stando via una sola settimana mi sono potuta portare tutto senza dover comprare niente. Ovviamente l’età del bambino e la destinazione del viaggio hanno un impatto significativo su quello che devi portarti da casa!

Organizzare un viaggio on the road in Nuova Zelanda con i bambini
La prima esperienza di viaggio on the road con un bambino all’inizio può spaventare. Ma basta organizzarsi per tempo, e seguire i ritmi del bebè, includendo anche attività divertenti e rilassanti nell’itinerario.

Consiglio #3

Controlla su Google Maps o chiedi a chi ti ospita dove si trova il supermercato più vicino, soprattutto se hai o avrai bisogno di comprare pappe, latte, pannolini e così via. In generale però, portati tutto l’occorrente necessario almeno per i primi giorni!

Adeguarsi alle esigenze del bimbo è fondamentale

Quello che abbiamo scoperto in questo nostro primo viaggio in macchina col pargolo è stato che nostro figlio odiava le tappe continue, il continuo essere tirato fuori dal seggiolino della macchina solo per esserci rimesso dentro dopo 5 minuti. Perciò se volevamo fermarci a un belvedere o una tappa veloce del genere, lui restava in macchina con uno di noi (spesso con il motore acceso se dormiva) mentre l’altro scendeva a fare un giro e a scattare foto, e poi ci davamo il cambio.

Consiglio # 4

Se hai un bimbo piccolo, pianifica solo un’attività per la mattina e una per il pomeriggio. Non pensare di riuscire a correre per 12 ore al giorno in giro per la città che stai visitando, perché i bambini hanno bisogno di down time dove potersi riposare, giocare e sfogare un po’.

Nuova Zelanda con i bambini. Le attività da fare con un bebè e da soli

In Nuova Zelanda abbiamo fatto esperienze davvero molto belle tutti insieme, come la crociera lungo il lago, il giro sulla funicolare, oltre che lunghe passeggiate in passeggino. Noi grandi poi ci siamo anche voluti regalare altre attività decisamente non adatte a un bebé (come la zip line sul canyon o il luge giù dalla montagna), e per queste abbiamo semplicemente fatto a turni. A questi momenti di intensa attività abbiamo alternato momenti di relax in hotel o al parco, oppure semplicemente alla guida per ammirare il paesaggio mentre il piccolo dormiva.

Consiglio #5

Goditi il viaggio! I tuoi bambini saranno piccoli solo una volta, e viaggiare con loro ti permette di vedere il mondo da un punto di vista completamente diverso. Viaggiare con i bambini ti costringe a prendertela con calma, a goderti la vacanza e a concentrarti sulle piccole cose invece che rincorrere un itinerario e impossibili liste di luoghi da vedere!

Nel complesso è stata una bellissima prima vacanza on the road di famiglia all’estero!

 

 

La Riviera Ligure si presta benissimo per essere esplorata on the road, anche con i bambini al seguito. Da Levante a Ponente sono tante le cittadine in cui fermarsi e nelle quali fare splendide passeggiate sul mare o trekking nella natura. E a proposito di mare, oggi facciamo una passeggiata virtuale in una delle località balneari più famose e frequentate del Golfo del Tigullio: Santa Margherita Ligure.

Santa Margherita Ligure. Cosa vedere nel Golfo del Tigullio.
Incastonata in un promontorio di rara bellezza, Santa Margherita Ligure è da sempre una delle mete più frequentate delle Riviera.

Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure comincia a diventare una famosa meta turistica negli anni venti, grazie alla costante presenza di famosi artisti internazionali, che sceglievano la costa ligure per passare le proprie vacanze in Italia. Negli anni sessanta poi, grazie al suo fascino e alla fama derivante dal passato hollywodiano, diviene meta preferita di milanesi e lombardi, che ancora oggi la scelgono per la loro villeggiatura estiva.

Rimane infatti una delle mete più gettonate del Golfo del Tigullio, non solo perchè eclettica e accogliente, ma soprattutto perchè vicina ad altre località esclusive della Riviera Ligure, facilmente raggiungibili, come Portofino.

Cosa fare e cosa vedere in un giorno

Per entrare appieno nel tessuto del posto, immergiti nelle viuzze chic di Santa Margherita Ligure come farebbe un local. Sono tanti i negozi in cui fare shopping, o di cui ammirare le vetrine ben addobbate, ma sono anche molti i locali in cui sedersi per un aperitivo al sole, godendosi il via vai delle persone. La zona più animata rimane quella del porto, anche in bassa stagione. Le meravigliose barche ormeggiate alle banchine diventano un bel contorno di lusso, e si lasciano ammirare dai turisti curiosi mentre la risacca del Mar Ligure le culla dolcemente.

Santa Margherita Ligure. Cosa vedere nel Golfo del Tigullio.
La zone del porto rimane una delle più frequentate di Santa Margherita Ligure. La passeggiata è piacevole, soprattutto durante le belle giornate di sole.

Il Castello cinquecentesco

Proprio di fronte al porto si erge il castello di Santa Margherita, un maniero cinquecentesco dal quale è possibile avere una vista mozzafiato sull’intera baia. Più che un castello è un fortino, e il suo scopo era di difesa del territorio dalle incursioni piratesche. Più volte distrutto e più volte restaurato, dopo la prima guerra mondiale viene dedicato ai Caduti di Guerra, e ora ospita eventi e mostre temporanee.

Il convento dei frati cappuccini

Poco distante dal castello cinquecentesco è possibile scorgere il Convento dei frati cappuccini, con la sua originale facciata dipinta a strisce. L’edificio è sorto su un area donata alla confraternita dal doge della Repubblica di Genova, Giovanni Luca Chiavari, nei primi anni del 1600. Fino alla dominazione di Napoleone Bonaparte, la presenza dei frati cappuccini era un punto di riferimento per gli abitanti del borgo, ma dopo la conquista francese dei territori liguri l’intero complesso conventuale viene confiscato, con annessa soppressione dell’ordine religioso.

Solo dopo il passaggio al regno di Sardegna il convento viene riaperto, e la confraternita diventa un sostegno attivo per i religiosi e i sacerdoti in difficoltà. Ospita ancora al suo interno un crocifisso ligneo di scuola francese, raffigurante la Madonna in trono, risalente al 1600.

San Fruttuoso e la sua abbazia

Raggiungibile a piedi, tramite i sentieri del Monte di Portofino, o via mare grazie ai traghetti, l’abbazia di San Fruttuoso è uno dei luoghi imperdibili del Golfo del Tigullio. Il complesso risale all’anno 1000 d.C. e secondo la leggenda il luogo di edificazione dell’abbazia è stato sognato dal Vescovo Fruttuoso, morto sul rogo in Spagna, e successivamente costruita da alcuni monaci suoi seguaci, nel luogo da lui indicato. La baia di San Fruttuoso è anche conosciuta per il Cristo negli Abissi, una statua in bronzo posta sul fondale marino, visibile quando il mare è calmo e limpido. Una copia dell’opera originale è esposta anche all’interno della chiesa dell’Abbazia.

Secondo la leggenda il vescovo Fruttuoso sognò il posto in cui edificare la sua abbazia prima di morire. In seguito alcuni monaci suoi seguaci girarono in lungo e in largo le coste luguri alla ricerca del luogo indicato nel sogno, e una volta trovato cominciarono ad edificare l'edificio.
Secondo la leggenda il vescovo Fruttuoso sognò il posto in cui edificare la sua abbazia prima di morire. In seguito alcuni monaci suoi seguaci girarono in lungo e in largo le coste liguri alla ricerca del luogo indicato nel sogno, e una volta trovato cominciarono ad edificare l’edificio.

Villa Durazzo-Centurione

Il bellissimo polo museale di Villa Durazzo-Centurione comprende due dimore storiche nobiliari, circondate da un meraviglioso giardino all’italiana. Inizialmente appartenente alla famiglia del Doge Giovanni Luca Chiavari, in seguito al matrimonio della figlia con il marchese Durazzo passa alla famiglia di quest’ultimo. Sarà lui a ristrutturare completamente il casato fino al passaggio di proprietà in favore dei principi Centurione. Verso la fine del 1800 la residenza diventa un grand hotel, e ospita numerosi personaggi illustri del periodo. Nel 1973 invece diventa proprietà comunale, e sia la villa che il parco danno tuttora sede a manifestazioni culturali e congressi.

Il Parco Regionale di Portofino

Da Santa Margherita Ligure è possibile partire alla scoperta dei sentieri escursionistici del Parco Regionale di Portofino. Il parco preserva territori di straordinaria bellezza, fatti di paesaggi mozzafiato, flora meravigliosa e fauna selvaggia. Dal 1935 infatti, il parco tutela la bellezza del territorio ligure e il suo patrimonio storico, architettonico e archeologico. Con ben 80 km di sentieri da percorrere è uno dei parchi paesaggistici più belli d’Italia, e comprende diversi siti aperti al pubblico, come il Semaforo Vecchio, le Batterie, il mulino di Gassetta e l’eremo di Niasca.

 

Perchè fermarsi a Santa Margherita Ligure

Il Golfo del Tigullio è un area particolarmente interessante, caratterizzata da coste frastagliate e falesie di straordinaria bellezza. Santa Margherita Ligure è incastonata in questi territori pregiati, tra terra e mare, in un susseguirsi di paesaggi che rendono la visita un’esperienza indimenticabile.

 

Grazie alle testimonianze delle Travel Blogger Italiane hai potuto captare l’essenza del vero viaggio on the road, in Italia e in Europa, con i bambini al seguito. Un esperienza di viaggio unica e avventurosa, quella del road trip, in cui puoi modificare i piani senza nessuna restrizione e vivere in autonomia la tua vacanza. Ma grazie ai consigli delle blogger hai anche potuto appurare che, per viaggiare on the road con i bambini, è sempre meglio avere un idea di itinerario, tenendo sempre ben presenti i tempi di percorrenza, che devono necessariamente tener conto delle esigenze dei più piccoli. Tenendo sempre ben a mente i preziosi consigli di viaggio delle mamme blogger, puoi intraprendere anche un viaggio on the road oltreoceano, andando in giro per il mondo con i tuoi bambini in tutta sicurezza.

Viaggiare on the road con i bambini nel mondo

In Australia con Federica 

di MyTravelPlanner

Il viaggio on the road nel Western Australia è stato sicuramente uno dei più belli fatti con la mia famiglia. Al momento del viaggio i miei figli avevano 2 e 6 anni, ma è stato molto facile viaggiare in Australia con loro. Il paese è infatti estremamente kid friendly. Ovunque ci sono aree verdi perfettamente curate dove correre scalzi imitando i bimbi australiani.

 

 

Federica ha scelto di viaggiare on the road nel Western Australia, in territori sconosciuti e selvaggi, immersi nella natura. Il suo consiglio:"In tutti i ristoranti vengono consegnati all’arrivo fogli e matite colorate e, per esempio a Margaret River, bellissima zona coltivata a vigneti, tutte le cantine hanno bellissimi ristoranti con una zona all’aperto munita di tanto spazio per correre e playground attrezzati. I genitori possono così mangiare e bere rilassandosi davvero."
Federica ha scelto di viaggiare on the road nel Western Australia, in territori sconosciuti e selvaggi, immersi nella natura. Il suo consiglio:“In tutti i ristoranti vengono consegnati all’arrivo fogli e matite colorate e, per esempio a Margaret River, bellissima zona coltivata a vigneti, tutte le cantine hanno bellissimi ristoranti con una zona all’aperto munita di tanto spazio per correre e playground attrezzati. I genitori possono così mangiare e bere rilassandosi davvero.”

Anche le attrazioni sono tutte estremamente interessanti per adulti e bambini. In quell’area ci sono tantissimi parchi naturali che colpiscono l’attenzione di tutti: alberi così giganteschi da poter entrare nelle spaccature del loro tronco e passerelle sopraelevate sulle foreste. E poi tante spiagge incontaminate bianchissime e onde alte con cui giocare sul bagnasciuga!

Un’altra cosa curiosa è stata la facilità con cui si potevano incontrare i canguri in libertà. Più di una volta li abbiamo visti intorno al cottage dove dormivamo ed è stata una grande emozione per tutti!

Scegliere l’itinerario per viaggiare on the road in Australia con i bambini

La cosa più difficile è stato decidere l’itinerario perché l’Australia ha tante attrattive, ma spesso molto distanti l’una dall’altra ed i miei figli non hanno mai amato stare troppo in auto. Ho quindi scelto un itinerarioche mi permettesse di non cambiare albergo tutte le notti e di non avere spostamenti troppo lunghi. Al massimo un paio d’ore da una tappa all’altra, tranne l’ultimo giorno in cui abbiamo sostenuto un viaggio più lungo per avvicinarci al punto di partenza. È stata una soluzione ottimale che ci ha permesso di vedere tante cose senza stancarci troppo.

Questo il nostro itinerario:

  • 3 giorni a Perth con escursione in giornata al Deserto dei Pinnacoli 
  • 1 giorno a Fremantle e Rottnest Island 
  • 4 giorni a Margaret River (visita all’area vinicola e costa )
  • 3 giorni a Pemberton (base per tanti parchi) 
  • 1 giorno a Albany (base per Green Pools,Rainbow Way e Two People Bay) 
  • 1 notte a metà del viaggio di ritorno a Perth.

Aggiungo che le strade sono larghe e poco trafficate e i prezzi, soprattutto per i pasti al ristorante, molto alti. In quasi tutte le strutture si ha a però a disposizione un barbecue all’aperto dove poter cucinare e risparmiare un po’.

 

In Namibia on the road con Arianna

di TropicalSpirit

La Namibia è un paese spettacolare dagli innumerevoli volti: dalle immense distese di bush africano alla sabbia rossa del deserto e a quella dorata delle spiagge, dall’esperienza del safari al canyon più grande d’Africa. Nel contempo un paese che può destare preoccupazione con bambini al seguito vista la sua immensità e la condizione delle strade spesso sterrate e non sempre agevoli.

In realtà il paese si presta benissimo perun on the road ricco di emozioni, un luogo sicuro con assenza di microcriminalità come in altri paesi africani, un clima ottimo e strutture confortevoli e in alcuni casi veramente splendide in contesti naturalistici pazzeschi.

Arianna e la sua famiglia hanno intrapreso un avventuroso viaggio on the road in Namibia. Il suo consiglio:"La situazione sanitaria è buona e non ci sono vaccinazioni obbligatorie. Tenete solo conto che le distanze tra una località e l’altra sono notevoli, spesso non s’incontra nessuno per strada e che in certe strutture non accettano bambini di età inferiore agli 8 anni."
Arianna e la sua famiglia hanno intrapreso un avventuroso viaggio on the road in Namibia. Il suo consiglio:“La situazione sanitaria è buona e non ci sono vaccinazioni obbligatorie. Tenete solo conto che le distanze tra una località e l’altra sono notevoli, spesso non s’incontra nessuno per strada e che in certe strutture non accettano bambini di età inferiore agli 8 anni.”

Occorre quindi una bella organizzazione per viaggiare in sicurezza e tranquillità. Il primo punto è la macchina, non risparmiate sulla macchina, possibilmente un fuoristrada ben accessoriato, con doppio serbatoio e possibilmente procuratevi un telefono satellitare nel caso malaugurato ce ne fosse bisogno, il paese è molto isolato e desertico e in caso d’ intoppi potreste non vedere nessuno nei paraggi per cui comodo avere un mezzo di comunicazione.

Per il resto è un on the road classico come potrebbe essere negli Stati Uniti, preparate quindi una valigia con abiti sportivi, qualche capo più pesante per le notti africane e pronti e via con bimbi entusiasti al seguito.

Programmare l’itinerario per viaggiare con i bambini in Namibia

Il vero protagonista del viaggio è la natura, immensa e selvaggia che farà impazzire i bambini a cominciare dall’esperienza del safari. Le emozioni negli occhi dei bimbi innanzi agli animali nel loro habitat naturale vi resterà per sempre nel cuore, sembra di essere in uno zoo safari nel Parco Etosha, prima riserva naturale al mondo, dove potrete vedere leoni, giraffe, elefanti, zebre e altri bellissimi animali.

Altra tappa imperdibile è il deserto del Namib, uno dei più antichi deserti della terra, dove sarà possibile ammirare grandi dune di sabbia, alcune alte fino a 300 mt. Scalare le dune da una parte all’altra sarà un divertimento unico per tutta la famiglia.

Dal deserto si passa al mare di Swakopmund, una deliziosa città coloniale. Qui le occasioni di divertimento non mancano! Si può fare sand board nelle dune che si gettano in mare ed escursioni in quad o kayak. Ma l’emozione più grande è l’escursione a Walvis Bay, dove si potranno osservare foche, delfini, pellicani.

Un concentrato di esperienze che vi resterà sicuramente nel cuore.

In Alaska con Daniela

di The Daz Box

Un viaggio on the road in Alaska è forse quanto di più lontano si possa immaginare per una vacanza con bambini a seguito. Noi lo abbiamo fatto, con nostro figlio che aveva quattro anni. L’Alaska è un territorio immenso, di cui solo una piccola porzione è facilmente raggiungibile nel contesto di un viaggio, diciamo, normale.

Vi racconto come ci siamo organizzati. Il nostro viaggio in Alaska è durato tre settimane, di cui due on the road più una terza in crociera, da Seward a Vancouver, passando per l’Inside Passage. Il volo è stato lungo e faticoso, ma mio figlio era già abituato a questo tipo di trasferte.

Le distanze in Alaska sono notevoli ma con la giusta organizzazione si riesce a non fare troppa strada nello stesso giorno.

Certo bisogna adattarsi e partire con la consapevolezza che spesso ci si ritroverà in mezzo al nulla, con pochissimi servizi a disposizione. Occorre dotarsi di una discreta scorta di generi alimentari nei centri abitati più grandi e prenotare alloggi che diano la possibilità di preparare i pasti.

Daniela e la sua famiglia hanno intrapreso un road trip meraviglioso in. Alaska. Il suo consiglio: " I prezzi in Alaska sono molto elevati, noi abbiamo dormito spesso in ostelli, campeggi, piccoli cottage. Quasi sempre con il bagno in comune. Una soluzione che spesso spaventa chi viaggia con bambini, ma noi non abbiamo mai avuto problemi."
Daniela e la sua famiglia hanno intrapreso un road trip meraviglioso in. Alaska. Il suo consiglio: ” I prezzi in Alaska sono molto elevati, noi abbiamo dormito spesso in ostelli, campeggi, piccoli cottage. Quasi sempre con il bagno in comune. Una soluzione che spesso spaventa chi viaggia con bambini, ma noi non abbiamo mai avuto problemi.”

Viaggiare on the road con i bambini in Alaska

L’Alaska per i bambini è comunque meravigliosa: natura selvaggia, animali e tante attività da fare all’aria aperta. Un viaggio come questo io lo consiglio a partire dai quattro o cinque anni, se non altro per avere la possibilità di intraprendere trekking ed escursioni in barca di una certa durata (imperdibile quella lungo il fiordo di Kenai).

Perchè viaggiare con i bambini on the road è un ottima scelta

I bambini hanno un ottima capacità di adattarsi in ogni situazione, e la loro grande curiosità li rende dei perfetti compagni di viaggio. Un esperienza on the road non farà altro che accrescere la loro voglia di esplorare e di sentirsi parte del mondo. Per coinvolgerli al meglio potresti inserire letture a tema prima di partire, e durante il viaggio cerca di inserire sempre un’attività divertente a cui possono dedicarsi, specifica per bambini. Lascia sempre delle mezze giornate libere, da dedicare ai parchi gioco, alla spiaggia, ad una passeggiata in relax. 

Un viaggio on the road con i bambini arricchisce tutti, anche se a volte può sembrare faticoso o imprevedibile. Ma senza dubbio rimane una delle esperienze di viaggio più belle da ricordare, fatta di stimoli continui e di meravigliose scoperte.

 

Dopo aver viaggiato on the road in Italia con i bambini, usciamo dai confini nazionali e andiamo alla scoperta di mete europee raggiungibili in auto con la famiglia. Ci spostiamo in Europa quindi, ma sempre con le Travel Blogger Italiane, che continuano a raccontarci le loro esperienze di viaggio con i bambini, rigorosamente on the road! 

Viaggiare on the road con i bambini in Europa

In Germania con Paola Bertoni

di PastaPizzaScones

L’estate 2020, tra un lockdown e l’altro, sono riuscita ad andare in Germania per incontrare degli amici che non vedevo da tempo. Quando ho deciso di partire in auto per un viaggio di circa 1800 chilometri con mio figlio quasi duenne la prima reazione di amici e parenti è stata di stupore. In realtà viaggiare da mamma single non è complicato come sembra, serve solo tanta organizzazione e flessibilità.

Esperienze di viaggio on the road con i bambini a confronto: il racconto di Paola Bertoni, mamma single che ha sperimentato il suo primo viaggio su strada in Germania.
L’esperienza di Paola: “Dopo qualche difficoltà iniziale sono tornata a essere una viaggiatrice minimalista anche con mio figlio e nel viaggio in Germania sono riuscita a far stare comodamente i nostri bagagli di dieci giorni tutti nel baule di una Volkswagen Up!”

Consiglio utile!

Prima di partire per un viaggio così lungo comunque abbiamo fatto parecchie gite di un giorno o con qualche notte fuori vicino a casa, per poter rientrare in caso di difficoltà. Abituando i bambini a viaggiare fin da piccoli sono loro che non vedono l’ora di salire in auto e partire per scoprire posti nuovi. Come genitori quello che possiamo fare è rendere il viaggio più comodo possibile per i nostri piccoli. Non significa però necessariamente riempire la macchina di giochi. In Germania per esempio abbiamo portato con noi solo una macchinina Lego Duplo, un rimorchio e tre mattoncini, e sono stati sufficienti per giocare in hotel per due settimane. C’erano talmente tante cose nuove da vedere che non c’è stata la necessità di fare gli stessi giochi di casa!

Approfitta del pisolino!

Durante il viaggio invece mio figlio aveva con sé un pupazzo a forma di auto. Tuttavia anche in questo caso non è stato molto utilizzato: quando non dormiva era molto interessato a guardare le altre vetture e i camion fuori dal finestrino. In Germania abbiamo costeggiato il Lago di Costanza prima di dirigerci a Monaco di Baviera quindi si sono susseguiti paesaggi sempre diversi e interessanti da vedere.

Per non farlo annoiare troppo mi sono sempre fermata regolarmente ogni due ore massimo per mangiare e giocare. Un buon consiglio è quello di viaggiare nell’orario del pisolino, specialmente se sei un genitore single. In questo caso puoi concentrarti sulla strada e fare anche tappe più lunghe. Il percorso più lungo che abbiamo coperto in un solo giorno è durato 8 ore, da Monaco di Baviera attraverso la Svizzera, per poi tornare dritti a Torino.

Non era programmato, ci era saltata una prenotazione a causa di un imprevisto e non avevo voglia di fermarmi in un posto che non mi interessava solo per spezzare il viaggio. Ero un po’ preoccupata, ma alla fine è andata benissimo nonostante avessimo trovato numerosi lavori in corso che ci avevano rallentato il viaggio!

A Capo Nord con Rossella

di FamigliaEsploraMondo

Il Nord Europa, una passione sfrenata per i paesaggi sconfinati, le lunghe strade deserte e le renne che docili attraversano la strada. Come affrontare un viaggio così lungo con due bambini di 7 e 4 anni?

La scelta del mezzo di trasporto

Diverse sono le motivazioni che ci hanno portato alla scelta di partire in camper dall’Italia. In primo luogo, il costo: il noleggio non è economico e occorrono diversi giorni per raggiungere la Scandinavia, ma la spesa in Italia costa decisamente meno: fondamentale riempire il gavone del camper con cibo sufficiente per tutto il viaggio!

Anche i campeggi sono molto più belli ed economici degli hotel. In camper, inoltre, si assapora la libertà, quel senso di potersi perdere lungo le strade infinite del Nord e fermarsi dove si vuole, senza rinunciare alla comodità. In camper occorre rispettare alcune norme: si resta seduti, allacciati con le cinture come in auto; il tavolo però per disegnare e giocare insieme è pratico e aiuta i bambini a non annoiarsi, lo spazio è maggiore e loro non si sentono limitati nei movimenti. Anche fare la nanna non è un problema!

Rossella e la sua famiglia hanno ragggiunto Capo Nord partendo dall'Italia, viaggiando in Camper. Il suo consiglio: "In camper occorre rispettare alcune norme: si resta seduti, allacciati con le cinture come in auto; il tavolo però per disegnare e giocare insieme è pratico e aiuta i bambini a non annoiarsi."
Rossella e la sua famiglia hanno raggiunto Capo Nord partendo dall’Italia, viaggiando in Camper. Il suo consiglio: “In camper occorre rispettare alcune norme: si resta seduti, allacciati con le cinture come in auto; il tavolo però per disegnare e giocare insieme è pratico e aiuta i bambini a non annoiarsi.”

L’itinerario

Un viaggio a Capo Nord permette di toccare luoghi imperdibili con i bambini:

  • SANTA CLAUS VILLAGE, dove incontrare Babbo Natale e spedirsi una cartolina per Natale dall’Ufficio Postale. Qui si trova anche il Circolo Polare Artico.
  • SANTA PARK, un parco divertimenti con laboratori didattici per bambini, spettacoli a tema e la casa della Principessa dei Ghiacci
  • MUSEI SAMI, per conoscere la vita dei Lapponi
  • RANUA ZOO, dove si trovano animali endemici, tra cui dei bellissimi orsi polari
  • CAPO NORD, per osservare il sole di mezzanotte e fare birdwatching a Gjesvaer
  • TROMSO e il POLARIA, per ammirare le foche
  • ALTA, per passeggiare nella natura e scoprire le incisioni rupestri
  • ISOLE LOFOTEN per il whale watching e l’escursione al Trollfjord, il fiordo più piccolo della Norvegia, abitato dalle aquile di mare

Un viaggio che rifaremmo altre cento volte e che si è rivelato più facile del previsto.

Viaggiare on the road con i bambini in Europa. In Islanda con Carlotta

di PiccoleAvventureDiFamiglia

Se avete immaginato di concedervi un viaggio alla scoperta di un paese senza eguali, scegliendo l’Islanda come meta, avete fatto bene. Una volta acquistati i biglietti e scelto un numero di giorni – il mio suggerimento è quello di prevederne almeno 10! – occorre organizzare l’itinerario. Come fare quando si viaggia con bambini?

La parola d’ordine per un road trip di successo è anticipare! Per prima cosa sarà importante prevedere la locazione dell’auto, specialmente se decideste di andare in alta stagione la scelta in loco sarà minima e questo potrebbe rallentare il vostro viaggio, o, peggio ancora, modificarlo all’ultimo minuto. Assicuratevi quanto prima di affittare un’auto e di richiedere un seggiolino dopo aver acquistato i biglietti.

Le strade islandesi

L’Islanda ha il vantaggio di avere una statale, conosciuta come Ring, che ripercorre in modo circolare, l’intera isola. La maggior parte delle mete si trovano lungo il percorso: non resta che scegliere quali vedere, prenotando i pernottamenti nei centri abitati più grandi, questo vi permetterà di poter accedere a supermercati e ristoranti con maggiore facilità. Quando si viaggia con bambini è preferibile appoggiarsi per lo più ad appartamenti ed airbnb per poter cucinare un pasto caldo a loro gusto e risparmiare un po’ rispetto ai prezzi esorbitanti del carovita islandese.

Carlotta e la sua famiglia sono riusciti a fare uno splendido viaggio on the road in Islanda, senza intoppi. Il suo consiglio: "Durante il roadtrip occorre non dimenticare dei pranzi a sacco: non sempre lungo il percorso si troveranno punti ristoro. Meglio essere prudenti! Se optaste per delle notti in appartamento, non dimenticate qualche pacco di pasta, vi sarà utile!"
Carlotta e la sua famiglia sono riusciti a fare uno splendido viaggio on the road in Islanda, senza intoppi. Il suo consiglio: “Durante il roadtrip occorre non dimenticare dei pranzi a sacco: non sempre lungo il percorso si troveranno punti ristoro. Meglio essere prudenti! Se optaste per delle notti in appartamento, non dimenticate qualche pacco di pasta, vi sarà utile!”

Le mete naturalistiche si prestano tantissimo alle famiglie: i bambini adorano i geyser, le cascate, i porti e le escursioni in barca per vedere foche e balene nuotare libere nel loro habitat, come lo Jokulsarlon o Husavik. Da non perdere le soste nelle stazioni termali, dalla più celebre vasca del Blue Lagoon alla più spartana del lago Myvatn. Nelle grandi città, Reykjavik e Akureyri, non mancano musei e attrazioni destinate all’infanzia.

Nonostante i cambi frequenti di sistemazione, i bambini sopportano facilmente il viaggio, sempre pronti a scoprire cosa riserverà loro il giorno successivo! Questo road trip è particolarmente suggerito qualora voleste rigenerarvi in mezzo alla natura.

Sei pronto per esplorare l’Europa on the road con i bambini?

Grazie alle esperienze delle Travel Blogger Italiane in giro per l’Europa avrai senz’altro capito quanto sia entusiasmante e assolutamente liberatorio il viaggio on the road. Con questa tipologia di spostamento sarai sempre padrone del tuo spazio, non avrai orari da rispettare ne file da fare, tantomeno dovrai pesare i bagagli per poterli caricare in auto. Fatto sta che dovrai imparare a gestire gli spazi a disposizione, e a fare di ogni problema una risorsa. Un road trip ti insegna che devi innanzitutto fidarti di te stesso e di chi ti sta a fianco, e a seguire le tue sensazioni. Ti perderai con la tua famiglia in tramonti sempre diversi, in spiagge meravigliose e luoghi sorprendenti, in esperienze di vita che ricorderai e ricorderete per il resto della vita.

 

 

 

Il viaggio on the road da sempre affascina, attira, intriga. Il senso di libertà che si respira mettendosi alla guida di un’auto o di un camper, dedicandosi ad un viaggio itinerante e spesso senza tappe fisse programmate, non ha eguali. A prescindere dall’età dei viaggiatori la ritengo un’avventura da non precludersi, adatta a grandi e piccini. Tuttavia è innegabile che viaggiare in macchina possa essere faticoso per i più piccoli, ma abituare i bambini a viaggiare sin dalla più tenera età è un toccasana per loro stessi e per i genitori. Ti dimostro quanto sia bello, e più semplice del previsto, raccontandoti le esperienze di viaggio delle Travel Blogger Italiane. Prendi spunto e lasciati guidare da loro, alla scoperta dell’Italia on the road con i bambini.

Viaggiare on the road con i bambini in Italia

In Basilicata con Anna

di Posh Backpackers

Abbiamo sempre amato i viaggi on the road e la nascita del nostro bimbo non ci ha frenato. Anzi.. l’idea di muoverci in auto è sembrata davvero la scelta più adatta.

Abbiamo portato con noi un lettino da viaggio, comodo da utilizzare nelle strutture non munite di culla, l’ovetto del trio, da utilizzare per andare in giro col passeggino e come seggiolino auto.

Organizzare un road trip con i bambini è più semplice di quanto Si pensi. L'esperienza di Anna:"Indispensabile per il nostro viaggio anche il marsupio porta bebè, super comodo per visitare gli scavi archeologici, i centri storici e per l’escursione di trekking che avevamo in programma."
Organizzare un road trip con i bambini è più semplice di quanto si pensi. Il consiglio di Anna:”Indispensabile per il nostro viaggio anche il marsupio porta bebè, super comodo per visitare gli scavi archeologici, i centri storici e per l’escursione di trekking che avevamo in programma.”

Siamo partiti dalla nostra Puglia per raggiungere con un breve tragitto la città di Melfi, prima tappa del nostro on the road di 6 giorni in Basilicata dove abbiamo alloggiato per 2 notti. Di particolare rilievo il castello che ospita l’interessantissimo Museo Archeologico Nazionale. A breve distanza da Melfi abbiamo visitato Venosa, i suoi scavi, l’Incompiuta e Ripacandida.

La terza notte ci siamo fermati nei pressi dei laghi di Monticchio in un bell’agriturismo. Particolarmente interessante per chi viaggia con i bambini il Museo di storia naturale del Vulture ospitato dall’Abbazia di San Michele Arcangelo. Bello anche il giro del lago grande, fattibile a piedi con passeggino al seguito e la possibilità di escursioni in barca e di fare pic-nic.

Trascorriamo le ultime 2 notti a Pietrapertosa, un paese incastrato tra le montagne delle Dolomiti Lucane. Di qui decidiamo di seguire il percorso di trekking che unisce Pietrapertosa al vicino paese di Castelmezzano. L’utilizzo del marsupio porta bebè è indispensabile ed il percorso è molto bello anche se a tratti abbastanza impegnativo. Impieghiamo un’ora e mezza all’andata ed altrettanto al ritorno fermandoci naturalmente per una pausa a Castelmezzano. I bello del percorso è stato potersi fermare all’ombra per allattare e fare un piccolo pic-nic.

L’ultima giornata, dopo aver risolto un imprevisto con la gomma dell’auto, facciamo tappa a Campomaggiore Vecchio un paese abbandonato prima di rientrare a casa.

In Sardegna con Raffaella

di Raf around the world

Un on the road nel sud della Sardegna con un bimbo di cinque mesi è una di quelle esperienze che rimangono impresse per sempre nei ricordi di una famiglia. Per avere successo, questo tipo di viaggio, impegnativo ma davvero emozionante, richiede un’attenta organizzazione. Il percorso, le soste, le sistemazioni e le attività da fare non devono essere lasciate al caso, ma pianificate tenendo sempre ben presenti le necessità di un piccolo viaggiatore.

La prima parte dell’itinerario di questo viaggio parte da Cagliari, passa per Villasimius nell’estremo lembo sud-orientale dell’isola e arriva a Baunei tra il blu del mare e il verde del Supramonte.
Dopo un’irrinunciabile puntatina a Cala Gonone con la celebre Grotta del Bue Marino, il percorso si trasferisce dalla parte orientale della Sardegna alla sua costa occidentale. A partire dalle magiche Dune di Piscinas, si scende lungo il litorale fino a raggiungere due isole davvero uniche: l’Isola di Sant’Antioco e l’Isola di San Pietro con le sue tonnare. Prima di chiudere il cerchio e tornare a Cagliari, è altamente consigliata una sosta sulle bellissime spiagge che circondano Chia.

Per percorrere questo itinerario con un bimbo di pochi mesi è innanzitutto necessario scegliere bene il periodo: maggio e settembre sono i mesi più adatti. Inoltre, per rendere meno faticosa l’esperienza, il consiglio è di evitare di dormire ogni sera in un luogo diverso, molto meglio scegliere dei paesi da usare come base per le diverse escursioni giornaliere in cui fermarsi più notti.

Raffaella ha fatto un bellissimo road trip in Sardegna in famiglia. Il suo consiglio:"Nel bagaglio, immancabile un abbigliamento “a cipolla” per far fronte ai repentini cambi di temperatura e al vento, compagno di viaggio sempre presente."
Raffaella ha fatto un bellissimo road trip in Sardegna in famiglia. Il suo consiglio:”Nel bagaglio, immancabile un abbigliamento “a cipolla” per far fronte ai repentini cambi di temperatura e al vento, compagno di viaggio sempre presente.”

Per il piccolo della famiglia sarebbe buona norma attrezzarsi con diversi strumenti di trasporto. In questo viaggio passeggino e marsupio sono entrambi indispensabili: il primo per le lunghe camminate, il secondo per raggiungere le spiagge più remote e per le eventuali escursioni in barca.

In Sicilia con Paola

di Family in fuga

Qualche anno fa abbiamo fatto un bellissimo on the road in Sicilia con le nostre allora bimbe di 2 e 7 anni.
Partendo dal Veneto non ci siamo sentiti di fare tutto il viaggio in macchina, anche per i pochi giorni di ferie a disposizione, per cui abbiamo volato con Easyjet da Venezia a Palermo.

Arrivati a Palermo abbiamo ritirato l’auto a noleggio prenotata on line e ci siamo diretti a Castellamare del Golfo, dove abbiamo alloggiato presso un’abitazione privata, ed è stata una bella esperienza per l’accoglienza dei proprietari e dei vicini che ci salutavano come fossimo di casa.

Viaggiare on the road con i bambini è un'esperienza gratificante, che unisce la famiglia in un momento unico di condivisione. Il consiglio di Paola: "Nei nostri viaggi con le bambine abbiamo sempre cercato il compromesso tra la nostra voglia di visitare e l'attenzione al fatto che Andrea e Ambra stessero bene e si divertissero."
Viaggiare on the road con i bambini è un’esperienza gratificante, che unisce la famiglia in un momento unico di condivisione. Il consiglio di Paola: “Nei nostri viaggi con le bambine abbiamo sempre cercato il compromesso tra la nostra voglia di visitare e l’attenzione al fatto che Andrea e Ambra stessero bene e si divertissero.”

A Palermo abbiamo noleggiato un’ape per vedere la città da un punto di vista diverso ed è stata un’esperienza divertente per tutti e 4, e visto il caldo di agosto, anche un po’ meno pesante da girare.
A Monreale non può mancare la visita del Duomo, con i suoi interni in mosaico bizantino.

La costa e il mare non hanno bisogno della mia recensione, ma quello che mi è rimasto impresso sono gli scorci della tonnara di Scopello e le sfumature del mare di San Vito lo Capo, colori al pari del Mar dei Caraibi. Super consigliata, poi, la visita al Borgo di Erice, davvero incantevole. Qui ricordo di aver mangiato il mio primo cannolo, che come si sa, non si scorda mai e, infine, la visita del tempio di Segesta.

E’ stato un viaggio davvero bello

con tanti posti incredibili da scoprire, ricco di paesaggi, storia, cultura. Un viaggio nella bontà della cucina siciliana e dell’ospitalità della sua gente. Un viaggio semplice anche con bambini a seguito. Basta tenere dei ritmi che non li stanchino eccessivamente e comprendere qualche attività particolare per loro, o lasciare qualche giorno per il relax in spiaggia, momenti che i bimbi apprezzano sempre.

Sei pronto per il tuo primo viaggio on the road con i bambini in Italia?

Durante un viaggio on the road i bambini sono con te 24 ore su 24. Ti capiterà di spazientirti, o di non riuscire a gestire i capricci. Ma fa parte del gioco. Niente panico però. Affronta tutto con calma e con il sorriso. I bambini hanno bisogno di tempo per adattarsi a nuove situazioni. Se non sono abituati sin da piccoli a viaggiare in macchina poi, non puoi pretendere miracoli. Cerca di coinvolgerli il più possibile nell’esperienza, proprio come hanno fatto le Travel Blogger Italiane nei loro viaggi. Partendo da piccoli spostamenti in Italia, riuscirai poi a spostarti anche in Europa, sempre on the road, alla scoperta di luoghi meravigliosi con la tua famiglia. 

 

 

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