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Incastonata su uno dei pendii più suggestivi della costa laziale, Sperlonga strega chiunque sia anche solo di passaggio sulla Flacca, la statale panoramica della regione. Si erge fiera, candida come la neve, in una delle insenature più scenografiche della riviera, come a presidiare il mare cristallino e le bianche spiagge sottostanti. Ha un atmosfera eternamente vacanziera, fatta di case imbiancate a calce e peculiari scalinate, vicoletti arredati da geranei colorati e piccole botteghe artigianali. In questo articolo puoi scoprire Sperlonga e cosa vedere in uno dei borghi più belli d’Italia.

I borghi più belli d'Italia, Sperlonga, Lazio, trevaligie
Foto di Stefano Viola

Sperlonga, cosa vedere

Passeggia nel centro storico di Sperlonga

La piccola e accogliente città di Sperlonga ha un delizioso centro storico, sito nella parte alta del paese. Vicoletti e scalinate si alternano a candide facciate. Piccoli portoncini dai colori tenui si godono il via vai delle persone sotto deliziose finestre socchiuse, dalle quali, come a spiare anche lori i passanti, leggiadri tendaggi offrono i loro orli al vento tiepido di primavera. Piccoli locali, per lo più bar e pizzerie, regalano al centro storico un aplomb tipicamente mediterraneo.

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Tavolini in vimini riempiono le esclusive piazzette, dove di sera le luci soffuse creano una magica atmosfera. Negozietti tipici, minute botteghe d’arte, frutterie colorate e un alternarsi continuo di scalinate fanno di questo borgo un vero e proprio gioiello da scoprire pian piano. A tratti le scale divengono ora comode sedute dove riposarsi a sorseggiare un aperitivo, e ancora originali tavolini dove degustare taglieri di salumi e formaggi della zona, tra brezza di scirocco e musica di accompagnamento.

Scendendo verso le spiagge, non mancano scorci di rara bellezza e improvvisi balconcini dai quali ammirare lo splendido panorama del golfo. Piccoli angoli di paradiso che rendono la piccola cittadina di Sperlonga un piacevole luogo dove soggiornare, o anche solo passeggiare durante un incursione giornaliera.

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Foto di Stefano Viola

Scendi sulla “prima spiaggia”

Le enormi spiagge di sabbia fine e i fondali bassi e sabbiosi rendono Sperlonga meta ideale per famiglie con bambini, in cerca di sole caldo e meritato relax. L’arenile principale, quello a cui si accede dal centro del borgo, viene chiamato dagli abitanti la “Prima spiaggia”. Facilmente raggiungibile anche a piedi, è servita da ristoranti e contornata da graziosi alberghi, quindi in ottima posizione per chi non ha l’automobile a disposizione.

Raggiungi ora la “seconda spiaggia”

La “seconda spiaggia” invece, è quella che si dilunga dal porticciolo su cui svetta la Torre Truglia e si estende fino alla famosa Grotta di Tiberio. Molto frequentata soprattutto da giovani, in quanto animata da una vivace movida fino all’ora dell’aperitivo, si raggiunge anche dal centro storico, tramite le suggestive scalette che scendono fino all’accesso della spiaggia. Inoltre, la Spiaggia dell’Angolo, così è chiamato questo tratto di litorale, si può raggiungere anche in auto dalla statale Flacca, tramite una discesa che si trova vicinissima al Museo Archeologico Nazionale, usufruendo dei parcheggi spaziosi che si trovano in prossimità delle dune.

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Sperlonga, cosa vedere. Arriva sulla spiaggia di Ponente

Sperlonga vanta anche una delle spiagge più lunghe e ampie della regione Lazio. Si estende fino al Lago Lungo, verso Terracina, ed è uno degli arenili più attrezzati per famiglie con bambini. Tutti i lidi dispongono di ristoranti, ombrelloni e aree giochi dedicate ai più piccoli. Canzatora e Salette poi, sono due arenili molto amati dagli abitanti di Sperlonga.

Cosa fare sulla spiaggia di Ponente

Su questa parte di costa è piacevole praticare sport acquatici, come canoa o paddleborad, per poi finire a pranzo in uno dei caratteristici ristorantini a conduzione familiare siti sulle caratteristiche dune di sabbia, tipiche della zona. Qui, approfittando della fresca ombra delle verande, è piacevole intrattenersi scambiando quattro chiacchiere dinanzi ad uno spaghetto alle vongole e ad un buon bicchiere di vino. La vista può spaziare sull’orizzonte fino a fermarsi sulla spettacolare baia del Circeo, regalando attimi di grande pace interiore. L’arenile è fiancheggiato da una lunga pista ciclabile, che permette di spostarsi in comodità non solo con la bicicletta, ma anche con i passeggini, una volta lasciata l’auto in uno dei vari parcheggi comunali.

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Foto di Stefano Viola

Sperlonga, cosa vedere. Visita il Museo Archeologico Nazionale e la Grotta di Tiberio

Tra salite e discese, scorci di rara bellezza e oasi di macchia mediterranea, Sperlonga è anche un incantevole borgo culturale. Tappa immancabile è senz’altro il famoso Museo Archeologico Nazionale, edificato per accogliere i grandiosi gruppi scultorei ritrovati alla fine degli anni cinquanta nella vicina Grotta di Tiberio. Quest’ultima, antica dimora dell’Imperatore Tiberio, è una delle più importanti testimonianze della passata vita romana sulle coste della regione. Numerosi sono i reperti, in gran parte scultorei, che facevano parte dell’apparato ornamentale della famosa villa, custoditi nel Museo Nazionale. La villa era anticamente costituita da diversi edifici disposti su terrazze rivolte, ovviamente, verso il bellissimo mar Tirreno. Restano ben visibili una serie di ampie vasche di acqua marina che precedono la cavità principale della grotta. 

Perchè fermarsi a Sperlonga

In un atmosfera tipicamente isolana, anche se un isola non è, Sperlonga accoglie ogni visitatore con un abbraccio, tiepido come solo il vento del sud sa essere. Stringe tra le sue braccia un clima sempre mite, meravigliose spiagge di sabbia fine, acque dai riverberi turchesi. Elegante, fine, lussureggiante nella sua semplicità, il borgo splende di una luce travolgente. Con i suoi candidi vicoli, le facciate rese vivaci dalle bouganvillee, le scalinate bianche che protendono verso il mare, Sperlonga sembra fermare il tempo. Una soave bolla di sapone in cui ritrovare serenità e abbandonarsi alla vita semplice, fatta di piccole cose. Mangiare un gelato su una panchina al sole, comprare verdura in un piccolo bazar, cenare su una terrazza sul mare a lume di candela. Un borgo autentico, che lascia scoprire da subito quale sia davvero la sua anima, la sua essenza. Da ammirare soprattutto al tramonto, quando i raggi del sole colorano i tetti del centro storico, creando uno scenario a dir poco fiabesco.

RingrazioStefano Viola Photography per le incantevoli foto.

Molto apprezzata sia in Italia che all’estero per il suo patrimonio artistico e culturale, particolarmente amata dai vacanzieri estivi per via delle sue spiagge meravigliose e del suo mare cristallino, apprezzata ultimamente anche in inverno dai numerosi turisti che arrivano per ammirare le magnifiche Luminarie d’artista, Gaeta racchiude un pò tutte le caratteristiche che si sperano di trovare in una destinazione turistica.La città ha molto da offrire, e molti produttori cinematografici nel corso degli anni hanno captato le sue potenzialità. Sempre più spesso infatti, Gaeta viene selezionata da registi di fama internazionale come set ideale per le loro riprese. Un boom avuto soprattutto nel corso dell’ultimo decennio, ma sono molte le pellicole che sono state girate tra le vie caratteristiche della città, usufruendo dei dettagli e dei panorami mozzafiato che solo Gaeta riesce ad offrire, anche nell’immediato dopoguerra. Che siano diventati film famosi o meno, vediamo quali sono i più importanti.

Gaeta nei film

Bluff, con Adriano Celentano e Corynne Clery

La notorietà di Gaeta nell’ambiente cinematografico parte già negli anni ’50, con il famoso film di Adriano Celentano: Bluff. Fu proprio grazie a questo film che Gaeta cominciò ad incuriosire gli italiani, grazie agli scorci catturati durante le riprese. Bluff fu infatti girato sul lungomare della città medievale, luogo di grande interesse paesaggistico e architettonico, trasformato per l’occasione in un quartiere della Costa Azzurra degli anni ’30. In quel periodo Gaeta ha avuto modo di ospitare un cast davvero d’eccezione. Insieme al molleggiato Celentano infatti, approdarono sul set del molo di Santa Maria anche Anthony Quinn e Corinne Clery.

Gaeta nei film: Tutti a casa di Luigi Comencini

Nel 1960 invece fu Luigi Comencini a scegliere la città di Gaeta per girare uno dei suoi film di maggiore successo. In Tutti a casa il regista descrisse la situazione italiana in seguito all’armistizio dell’otto settembre, tramite le esperienze dei soldati italiani completamente allo sbaraglio. Alcune delle scene più rappresentative del film furono girate nel borgo medievale di Gaeta, ancora prevalentemente devastato dai bombardamenti. Un grande Edoardo De Filippo accompagnato da un magistrale Alberto Sordi hanno recitato tra le macerie di Gaeta vecchia, in uno dei film con maggiore successo di critica di quegli anni.

Gaeta nei film
Foto @Roma.corriere

Gaeta alla Mostra del Cinema di Venezia

Un onore poi, per la città di Gaeta, approdare alla Mostra del Cinema di Venezia, sia grazie a Mario Martone, con il suo Capri-Revolution, sia grazie a L’amica geniale, la seguitissima serie televisiva di Saverio Costanzo. In entrambe le produzioni è possibile vedere gli scorci più deliziosi e accattivanti della città. In Capri Revolution, anche se ambientato nel Golfo di Napoli, è facilmente riconoscibile in alcune scene il mare della perla del Tirreno, in modo particolare nei pressi del Pozzo del Diavolo. Comparsa di grande spessore poi, è stata la Signora del Vento, il maestoso veliero storico che ha fatto base in città per diversi anni, prima di rimanere distrutto da una terribile mareggiata.

Ne L’amica geniale inoltre, Gaeta ha sostituito egregiamente quella che doveva essere Ischia in moltissime scene della serie. L’incantevole spiaggia delle Scissure per un breve periodo si è trasformata in un enorme set a cielo aperto, mostrando ai telespettatori la strabiliante bellezza del litorale laziale, delle sue acque limpide e trasparenti dai riflessi unici al mondo e delle sue coste frastagliate dai colori pastello.

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Screenshot della serie tv originale

Le recenti produzioni internazionali nella città di Gaeta

Come non parlare poi delle recentissime produzioni internazionali che si sono avvalse oltre che di cast stellari, anche delle scenografie naturali della città di Gaeta. Partiamo quindi dalla bellissima serie tv The New Pope, del premio Oscar Paolo Sorrentino. Una serie di altissimi livelli, seguita in tv da milioni di telespettatori, che ha fatto conoscere scorci inediti e meravigliosi della città ad un pubblico ampio e variegato, estasiato dalla bellezza delle scene girate sulle spiagge e in altri suggestivi luoghi di Gaeta.

Quest’estate invece, la città ha ospitato il cast di Bloodmoon, il prequel della famosa serie televisiva Games of Thrones. Nella magica cornice della Grotta del Turco è stata girata la scena iniziale della serie, con la bellissima Naomi Watts. Un lavoro davvero imponente, vista la difficoltà di poter girare in uno spazio tanto angusto quanto spettacolare, che ha portato però Gaeta nel jet set internazionale.

Gaeta nei film
Fonte foto http://magazine.wildside.it/

Gaeta come set cinematografico

Ma sono davvero molti i film nei quali compare la spettacolare città di Gaeta, con angoli da mozzare il fiato e splendidi scorci di rara bellezza. Grazie alla varietà delle ambientazioni, che passano dal mare cristallino ai verdeggianti parchi tipicamente mediterranei e grazie anche alla vastità del repertorio artistico, architettonico e archeologico, la città laziale si presta benissimo a divenire scenario diversificato anche in un unica pellicola. Di grande aiuto poi la facile reperibilità, in zona, di diversi mezzi d’epoca. Auto, camion, lambrette e antiche imbarcazioni tenute in perfette condizioni dai numerosi collezionisti del Golfo e prontamente date in uso per la realizzazione di scene vintage in diversi film girati a Gaeta.

Gaeta nei film, lazio,

Le recenti produzioni nazionali nella città di Gaeta

Uno di questi è  Brave ragazze, una storia avvincente ambientata proprio nella Gaeta dei primi anni ottanta. Una trama leggera e divertente, che vede quattro donne avverare i loro sogni nel cassetto rapinando banche della zona. La regia è della bravissima Michela Andreozzi, da sempre frequentatrice della città laziale. Tra le protagoniste della pellicola troviamo la grandissima Ambra Angiolini e la suadente Serena Rossi. Cast rinomato anche per Croce e delizia, di Simone Godano, che fa esplorare al telespettatore il centro storico della città tramite attori del calibro di Alessandro Gasmann, Jasmine Trinca e Fabrizio Bentivoglio.

Gaeta nei film,
Fonte foto https://www.comingsoon.it/

Nella magica atmosfera delle Luminarie d’artista invece, ha preso vita il film Compromessi sposi, con Diego Abatantuono e Vincenzo Salemme. Una divertente pellicola che mette in mostra tutto il territorio gaetano, con inquadrature spettacolari sulla città, soffermandosi spesso sul panorama dell’intero golfo. Anche Pieraccioni e Alessandro Siani hanno scelto Gaeta per alcune riprese dei loro ultimi film. In entrambi le pellicole infatti, Il Professor Cenerentolo e Mister Felicità, è possibile scorgere perfettamente diversi luoghi del borgo medievale.

Gaeta nei film italiani e internazionali
Screen shoot tratto dal trainer ufficiale del film

Gaeta nei film. Saturno contro

Una delle più grandi passioni di un viaggiatore è senza dubbio quella di poter assaggiare i piatti tipici delle nazioni che si attraversano. E’ bello perdersi nelle taverne e nelle osterie a conduzione familiare, di quelle in cui trovi ancora tavolacci di legno grezzo e tovaglie a quadrettini. Non lasciarti tentare, in viaggio, da menù turistici scadenti, ma cerca di andare alla ricerca e alla scoperta di piatti “veraci” da gustare nell’atmosfera tipica del folklore locale. Piatti che puoi poi portare nella tua cucina e proporre ai tuoi ospiti. Allora perchè non provare a fare a casa la Paella, il piatto più famoso della penisola iberica?

La paella. Ricette dal mondo da fare a casa.

La paella

Conosci la sua storia??

Ci sono diversi modi di preparare questo gustoso piatto, che variano di regione in regione, di paese in paese. La paella prende il nome dal recipiente in cui è cotta, ossia una padella di ferro larga e bassa con due manici ai lati opposti. La caratteristica di questo tegame, basso e maneggevole, fa in modo che la paella possa raggiungere lo “socarrat”, la caratteristica bruciacchiatura del riso sul fondo. La sua diffusione si è avuta per lo più sulle spiagge valenciane, espandendosi a tal punto da diventare uno dei piatti nazionali e addirittura internazionali più conosciuti al mondo.

La paella. Ricette dal mondo da fare a casa.

I diversi tipi di Paella

Esistono diverse varianti della paella, scopriamo insieme quali sono le più conosciute.

  • Valenciana: La Paella valenciana deve contenere dieci ingredienti di base per essere definita come tale. Pollo, taccole, coniglio, fagioli, pomodoro, riso, olio, acqua, zafferano e sale. Anche se sono consentite piccole variazioni, come l’aggiunta di lumache o rosmarino, gli ingredienti fissi non devono mai mancare.
  • Mixta. Nella famosissima paella mixta, assieme al riso, si trovano prodotti deliziosi di terra e di mare, come l’aragosta, i gamberetti, il chorizo, le cozze, le vongole e le varie spezie. Una paella alternativa, decisamente differente dalla classica ricetta regionale valenciana.
  • De marisco. Nella paella de marisco, la mia versione preferita, la carne viene sostituita da molluschi e da pescato fresco. Quindi via libera ai classici gamberi, calamari, seppie, vongole, piselli, peperoni e zafferano…con l’aggiunta di un pesce pescato di buona qualità. L’unico problema può essere che diventi un risotto alla pescatora, se non si eseguono bene i passaggi della ricetta originale.
  • Paella negra. Prende il nome dall’arroz negre, un piatto che somiglia molto alla paella valenciana. La ricetta originale prevede nero di seppia ad insaporire il riso, calamari, peperoni, peperoncino e paprika. Dal sapore indubbiamente più forte e piccante.
  • Paella de verduras. La versione vegetariana per eccellenza, fatta con brodo vegetale, riso, piselli, peperoni, taccole, fagioli, carciofi, cipolle, zafferano e limone.

 

La nostra versione della Paella

Fortunatamente, ogni volta che facciamo scalo a Barcellona dopo aver viaggiato in nave Grimaldi per raggiungere la costa spagnola, ci fiondiamoalla Boqueria, il famoso mercato della città. Il primo acquisto che facciamo, dopo aver consumato deliziosi e coloratissimi frullati di frutta, sono un paio di confezione di spezie miste per paella, già pronte per l’uso. Per preparare la nostra versione casalinga di questo famoso piatto dunque abbiamo usato proprio una confezione di queste spezie già pronte. Ecco la nostra ricetta.

La paella. Ricette dal mondo da fare a casa.

Ingredienti per 4 persone

500 gr doi mazzancolle

500 gr di gamberi rossi

400 gr di calamari

400 gr di seppie

Un kg di cozze

Mezzo chilo di vongole

100 gr di piselli

Cipolla

Aglio

Prezzemolo

Sale , passata di pomodoro

400 gr di riso

Spezie per paella già mixate, oppure zafferano, paprika e una punta di curry.

Prepara gli ingredienti di base

Sguscia i gamberi e le mazzancolle da crudi, lasciando un pezzo intero di ogni crostaceo da usare per la guarnitura finale della paella. Lessa i piselli freschi per 5 minuti in acqua bollente, scolali e mettili da parte. Realizza quindi un fumetto di crostacei con le teste che hai tolto ai gamberoni. Cuoci le cozze e le vongole separatamente in due pentole, sgusciale e tienele da parte insieme al liquido di cottura.

La paella. Ricette dal mondo da fare a casa.

Taglia quindi a rondelle i calamari. In una padella capiente fai rosolare uno spicchio d’aglio con l’olio e unite i gamberi rossi e le mazzancolle, sfumandole con vino bianco. Appena evaporato il vino trasferisci il tutto in un contenitore. Nella stessa padella ( non lavarla) aggiungi nuovamente olio e aglio, fai rosolare i calamari per un minuto e uniscili ai gamberi e alle mazzancolle.

Attenzione ai passaggi critici

Ora nel tegame metti uno spicchio d’aglio, una cipolla tagliata sottile e fai rosolare. Unisci poi tutto il composto precedentemente preparato di mazzancolle, gamberi e calamari, aggiungendo tre cucchiai di passata di pomodoro e la spezia per la paella sciolta in un bicchiere di brodo caldo. Lascia cuocere 4/5 minuti. Aggiungi il riso, facendo attenzione di mescolarlo solamente una volta verso meta cottura. A tre quarti di cottura invece, aggiungi i piselli lessati, le cozze e le vongole. Regolati con le dosi di liquido da aggiungere. 100 gr di riso assorbono mediamente, in base alla qualità che andrete ad usare, 300 gr di brodo. A cottura ultimata spegni il fuoco, adagia a raggiera gamberoni, mazzancolle, cozze e vongole con guscio che hai precedentemente lasciato da parte, e passa sotto il grill del forno il tempo necessario per fare una bella crosticina.

Naturalmente questa è una nostra versione della paella, adattata a quello che avevamo in casa, e non vuole in alcun modo sostituire la ricetta originale. Da provare a preparare per passare un pomeriggio insieme in cucina, portando così colori, sapori e profumi della Spagna a casa propria.

 Sono diversi giorni che la sveglia non suona più alle sei e mezza. Ci svegliamo con calma, rigirandoci sotto le coperte più e più volte, senza fretta. La colazione ha un sapore nuovo, diventa colorata, invogliante. Possiamo prenderci tutto il tempo che vogliamo, sgranocchiando biscotti e torte fatte in casa, riscoprendo così il piacere della lentezza.

Il piacere della lentezza, slowtime, stare in casa con I bambini, andrà tutto bene, trevaligie

In un epoca in cui la fretta la fa da padrona e il tempo sembra non bastare mai, riscoprire il piacere della lentezza è una fortuna. Si, prendiamola come una fortuna e trattiamola come tale. Lasciamoci cullare dai suoni del mattino, alzandoci con calma, non avendo fretta di toglierci il pigiama. Teniamo in dosso per qualche minuto ancora il tepore della notte, del silenzio.

Facciamo colazione con calma

Possiamo prenderci il lusso di sorseggiare con calma il caffè, di gustare lentamente una fetta di torta, di sgranocchiare biscotti. Prepariamo deliziosi pan cakes da ricoprire con dolce sciroppo d’acero e soffice zucchero a velo. Parliamo dei sogni fatti, di come organizzare la giornata in casa. Apriamo le tende e facciamo entrare i tiepidi raggi del sole del mattino. Inebriamoci di luce.

Un buon make up e due gocce di profumo per partire con sprint

Non è facile stare tutto il giorno in casa, soprattutto per chi durante la settimana è abituato a correre a destra e a manca. Cerchiamo di mantenere il più possibile le consuetudini giornaliere. Se siamo abituate a truccarci, trucchiamoci anche in casa! L’autostima ne guadagnerà senz’altro e non dovremmo evitare gli specchi. Basta una linea di eye liner e un tocco di mascara per sentirsi decisamente meglio. Una spazzolata ai capelli e un goccio di profumo solleveranno il morale dando lo sprint giusto e la carica necessaria per affrontare una giornata tra le mura domestiche. E poi, c’è sempre una videochiamata da fare agli amici, ai parenti. Meglio farsi trovare preparate no?

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Facciamo pulizie, ma con lentezza

Svuotiamo cassetti, sistemiamo la libreria, scartiamo il superfluo, eliminiamo il vecchio. Gettiamo via le cose che non abbiamo mai usato, le bomboniere inutili, suppellettili sgraditi e oggetti in disuso. Apriamo gli armadi, regaliamo gli abiti che non indossiamo da una vita alle associazioni che aiutano i bisognosi, facciamo spazio al nuovo, apriamoci alle novità. Scaviamo tra scarpe, sciarpe, ombrelli, vestiti per la neve e costumi per il mare. Approfittiamo per pulire le valigie alla perfezione, in attesa di poterle riutilizzare presto, molto presto, per nuove entusiasmanti avventure in giro per quel mondo che al momento ci è negato.

Manteniamo buone abitudini alimentari

In casa si tende spesso a mangiare di più e male. Invece questo è un periodo da sfruttare per cominciare a detossinarci. Riempiamo il frigorifero di frutta e verdura di stagione, di yogurt. Cerchiamo di prediligere carni bianche e pesce azzurro. Di tempo ce n’è in abbondanza quindi prepariamo centrifughe di frutta fresca arricchite con zenzero, per alzare le difese immunitarie. Prepariamo tisane drenanti, beviamo acqua naturale in grande quantità. La pelle ne trarrà giovamento, così come lo spirito. L’intestino in fondo è il nostro secondo cervello, capace di influenzare umore e psiche. Un aiuto per questi momenti di stress e stanchezza mentale può essere il magnesio supremo, un valido integratore alimentare che aiuta a mantenere regolare il metabolismo energetico e tutte le funzionalità del sistema nervoso. Un cucchiaino sciolto in acqua calda prima di andare a dormire aiuta la qualità del sonno, grazie al suo grande potere rilassante.

Il piacere di stare in casa, come passare le giornate in casa, trevaligie

Dedichiamo un ora al benessere fisico, con lentezza

Cerchiamo di non poltrire tutto il giorno, ma dedichiamo un’ora alla cura dei nostri muscoli e delle nostre ossa. Se non siamo espertissimi in materia, evitiamo workout movimentati senza l’ausilio di un trainer. Basta un esercizio sbagliato per prendere una brutta contrattura. Affidiamoci invece a pratiche dolci, come la meditazione o il pilates. Con pochi e semplici esercizi, una rilassante musica di sottofondo, possiamo mantenere costante la nostra muscolatura e funzionali le nostre ossa. Sebbene il pilates sia incentrato su esercizi apparentemente calmi e lenti, rimane un importante attività aerobica. Approfittiamo di queste lunghe giornate per praticare costantemente delle piccole o medie sessioni di esercizi. Perfetto per definire la silhouette, rimodellando fianchi e cosce e tonificando pancia e braccia, è anche un ottima disciplina per imparare a respirare correttamente. Già dopo dieci lezioni cominceremo a vedere i primi risultati, se eseguito con costanza e concentrazione.

Pilates a casa, allenarsi in quarantena, trevaligie

Diamo sfogo alla creatività, riscoprendo il piacere della lentezza!

Rispolveriamo vecchi strumenti musicali, album di fotografie, macchine da cucire abbandonate in soffitta. Strimpelliamo con la chitarra, cataloghiamo finalmente le fotografie per anno e per luogo, creiamo cuscini colorati o bambole di pezza per le bambine. Dal baule riportiamo alla luce i ferri per la lana, portiamo a termine la calda sciarpa mai finita. Da un vecchio jeans ricaviamo una borsa fashion, ricicliamo una tenda abbandonata trasformandola in una tovaglia. Orli, merlettti, bottoni di diversi materiali possono reinventarsi e creare oggetti particolari. Tele e acquerelli per dipingere uno scorcio del balcone o del giardino. Ascoltiamo musica classica, leggiamo un buon libro, guardiamo un film d’autore. Siamo nel paese della cultura per eccellenza, sfruttiamo questo punto a nostro favore riscoprendo i capolavori artistici, letterari e musicali della nostra Patria.


Cosa fare in casa durante la quarantena, creatività, homemade, trevaligie

Stiamo a casa per tornare in un mondo migliore

Non ci stanno chiedendo molto in fondo. Non ci hanno chiesto di indossare uniformi ne di imbracciare fucili, non ci hanno chiesto di scavare a mani nude in una miniera in cerca di preziosi minerali. Dobbiamo solo rimanere ancora un po’ protetti nel nostro nido, caldo e accogliente. Un grembo che ingloba ogni membro della famiglia. Quando tutto sarà finito troveremo un mondo nuovo ad aspettarci a braccia aperte. Aria meno inquinata, mari e fiumi trasparenti, persone migliori che hanno riscoperto il piacere delle piccole cose. Apprezzeremo ogni sottile filo d’erba nella sua splendida semplicità. Sarà una grande festa, ne sono sicura. Ci ubriacheremo di abbracci . 

#andratuttobene se #restiamoacasa

Irpinia. Intrigante terra, battuta da venti freddi e pungenti. Verdeggiante, grazie alle abbondanti piogge che si abbattono sulla zona durante tutto l’arco dell’anno. Punteggiata da piccoli borghi e rustici casali. Ricca di prosperosi terreni di origine vulcanica. Territorio da sempre favorevole alla coltivazione della vite, già conosciuto fin dai tempi dei Romani, i quali riuscivano, anche con le poche competenze di allora, a produrre vini di alto livello. Una regione d’Italia da tutelare, da promuovere, da scoprire, da sperimentare. Questo è il mood dell’azienda vinicola dei Feudi di San Gregorio, eccellenza del centro Italia, che proprio in Irpinia ha deciso di fondare il suo quartier generale.

 

Feudi di San Gregorio

La famiglia Capaldo, fondatrice dell’azienda vinicola dei Feudi di San Gregorio

Una grande”famiglia”, unita e proiettata verso il futuro, con radici ben ancorate nel passato. Feudi di San Gregorio è il simbolo della rinascita del vitigno autoctono dell’Irpinia, ma non solo. Un azienda da sempre vocata alla cultura del bere bene, allo studio, alla sperimentazione. Continuamente alla ricerca dell’identità dei vitigni tramite l’elaborazione, l’innovazione e la degustazione, riuscendo in maniera obiettiva a preservare il meglio che la terra dell’Avellinese riesce a produrre in maniera così naturale e fiorente. Il progetto Feudi di San Gregorio nasce nel 1986 da un idea della famiglia Capaldo che, negli anni, è riuscita a portare in alto il nome dell’Irpinia, presentando nel mondo enologico prodotti di grande fattura, e riuscendo ad allargare e consolidare la famiglia grazie ad importanti investimenti in altri territori nazionali, con l’acquisizione di Cantine di grande rilevanza come Sirch, del Friuli Venezia Giulia e Basilisco, dalla Calabria.

Feudi di San Gregorio. Visita nella cantina nel cuore dell'Irpinia

Visita alle cantine e alla bottaia

Arriviamo a Sorbo Serpico in tarda mattinata, per una visita all’azienda vinicola dei Feudi di San Gregorio. Ci accoglie un vento gelido, sferzante. Sotto di noi, intorno a noi, meravigliose vallate e colline completamente ricoperte da rigogliosi vitigni, ora ovviamente a riposo. Un paesaggio rurale di una bellezza disarmante. In questo romantico contesto sorge la cantina di Feudi di San Gregorio. Un luogo quasi magico arricchito, all’esterno, da piccoli corsi d’acqua artificiali che costeggiano un giardino ricco di spezie preziose. Un bellissimo omaggio dell’azienda alla tradizione mediterranea, da cui attingere profumi, colori e sapori.

Feudi di San Gregorio. Visita nella cantina nel cuore dell'Irpinia

Ci accoglie Lyllian Mele, affabile, materna, deliziosa compagna in questo profumato viaggio nei meandri delle cantine dei Feudi. Varcare la soglia della cantina dei Feudi di San Gregorio è come entrare a far parte della grande famiglia che la gestisce. Un rapporto di parità, percepito subito, diverso da quello che si è soliti trovare in altre grandi cantine, tendenzialmente freddo e distaccato. Subito messi a nostro agio, veniamo guidati da Lyllian nelle suggestive cantine dei Feudi, seguendo l’odore forte del mosto e denso delle barrique.

Feudi di San Gregorio. Visita nella cantina nel cuore dell'Irpinia

Visita alle cantine dei Feudi di San Gregorio

Partiamo quindi per il percorso dedicato al “ciclo dell’uva”, avendo così modo di scoprire tutte le fasi di lavorazione e affinamento dei vini attraverso l’escursione, guidati da Lyllian, che si concluderà con una degustazione guidata di tre vini dell’azienda.

Feudi di San Gregorio. Visita nella cantina nel cuore dell'Irpinia

Scendiamo nel cuore dei Feudi di San Gregorio, addentrandoci silenziosamente, in maniera rispettosa, nell’anima dell’azienda. Le cantine sono generose, ospitano centinaia di botti perfettamente allineate tra loro, etichettate scrupolosamente e costantemente controllate dagli addetti ai lavori. Lo spazio circostante, ambizioso ma minimale, ne fa un grazioso punto di incontro e di scambio di opinioni, di domande curiose e acute riflessioni. La cantina è stata recentemente restaurata, apportando alla classica struttura in cemento note moderne, fatte di scale in ferro e balconate rosse. Un unità architettonica equilibrata, non pesante e perfettamente integrata nella vecchia cantina preesistente.

Feudi di San Gregorio. Visita nella cantina nel cuore dell'Irpinia

I vini di Feudi San Gregorio

La cantina dei Feudi di San Gregorio è famosa principalmente per tre vini autoctoni: il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo e il Taurasi. Ognuno di questi territori ha caratteristiche ben precise, diverse e strutturate, con terreni adatti alle coltivazioni di questi singoli vitigni. Ma non è solo la composizione del terreno a fare di queste uve vini speciali. Le diverse altitudini, le temperature basse rispetto alla stagionalità, l’esposizione e la quantità di precipitazioni influiscono sulla coltivazione di ogni singola etichetta, permettendo ad ogni vino di esprimere particolari e caratteristici sentori.

Visita nelle cantine

Le vigne dei Feudi di San Gregorio si estendono su oltre trecento ettari di terreni, ad altitudine comprese tra i 300 e i 700 metri dal livello del mare. I terreni di origine vulcanica danno all’uva un corredo genetico unico e meraviglioso, che associati ad una cura rispettosa di tutti gli equilibri ambientali circostanti, come frutteti, boschi e uliveti, fanno di questi vini delle vere e proprie eccellenze territoriali. La cantina è stata recentemente rinnovata, coniugando perfettamente moderne tecnologie a radicata tradizione. Scendere nelle cantine è sempre un esperienza emozionante e formativa.

Feudi di San Gregorio. Visita nella cantina nel cuore dell'Irpinia

Silos d’acciaio si alternano a botti, tini e barili. Nei locali di vinificazione inoltre si trova uno spazio dedicato alla produzione degli spumanti Dubl, spumantizzati in bottiglia con il Metodo Classico.

Feudi di San Gregorio. Visita nella cantina nel cuore dell'Irpinia

Gli spazi immensi, le file ordinate di botti, la pulizia maniacale sono un vero e proprio piacere per gli occhi, ma ne guadagna anche l’olfatto. Profumazioni uniche, che mi hanno riportato agli scenari autunnali dell’infanzia, fatti di uva raccolta in ceste di vimini e mosti fermentati nella cantina dei nonni. Bellissima l’enoteca dove, oltre a poter acquistare i vini dell’azienda, sono custodite le annate storiche di ogni etichetta. 

Feudi di San Gregorio. Visita nella cantina nel cuore dell'Irpinia

Prossima tappa…degustazione di Feudi Studi

Feudi di San Gregorio però non è solo vino da grande distribuzione, anzi. Abbiamo degustato i vini delle altre linee sperimentali, Feudi Studi, nei quali si riversa la grande dedizione di questa azienda per la valorizzazione del territorio e dei propri prodotti. Non scendo nel dettaglio dei vini degustati perché non sono un enologa ma semplicemente un amante del buon bere, rischierei quindi di scrivere troppo poco o troppo e male. Ma il prossimo articolo sarà dedicato alla degustazione dei Feudi Studi, fatta con il grande agronomo e produttore friulano Pierpaolo Sirch, e al Ristorante Merennà, punta di diamante della cantina dei Feudi di San Gregorio.

Nel frattempo spero di avervi incuriosito parlando di questo territorio votato alla produzione di vini di ottima qualità ed eccellente fattura. In ogni vino dei Feudi traspare unicità, storia locale, tradizione ed ospitalità. Vini che rappresentano nella loro singolarità la parte più autentica dell’Irpinia.

 

Saint Tropez. Celebrità, club esclusivi, yacht di lusso. Cosa vedere in 1 giorno un questa città della Provenza, che evoca subito sfarzo e ricchezza? Saint Tropez è famosa per le sue spiagge di sabbia bianca e d’estate è letteralmente presa d’assalto dai VIP e da numerosi turisti, che scelgono questa zona proprio nella speranza di incontrare nei locali cool della città personaggi famosi, come attori e calciatori. Nonostante sia considerata la più mondana città francese, Saint-Tropez rimane una graziosa cittadella dai tetti con le tegole rosse, un elegante torre campanaria e un centro storico autentico, ricco di fascino.

Saint Tropez, cosa vedere

La città più chic della Provenza

Saint Tropez è una meta che assolutamente non può mancare durante un viaggio on the road nel sud della Francia. I periodi migliori per scoprire gli scorci più suggestivi della città sono la primavera o l’autunno, quando regnano la pace e la tranquillità. Le stradine caratteristiche sono meno affollate, così come i locali del porto, dove bisogna fare assolutamente una sosta per una colazione o un aperitivo al tramonto. Quando cala il sole i colori sfumano dal rosa all’arancio fino a diventare di un rosso caldo creando un’atmosfera d’altri tempi. Le barche dondolano calme nelle acque antistanti, accompagnate dal lento via vai delle persone che si godono gli ultimi raggi di sole.

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Passeggia nel famoso Porto di Saint Tropez

Ecco, per esplorare Saint Tropez nel migliore dei modi bisognerebbe iniziare proprio dal Porto. Inizialmente questa zona era un semplice e modesto villaggio di pescatori, i quali ormeggiavano le loro barche in questa darsena dopo lunghe giornate di navigazione. Ora non trovi più piccoli gozzi, ma magnifiche barche a vela e lussuosi yacht. E’ pero estremamente suggestivo passeggiare tra queste eleganti imbarcazioni e sedersi in uno dei tanti caffè che circondano il porto. Che sia per un croissant o per un Kir Royale, devi assolutamente goderti la brezza del Mediterraneo sul viso seduto in una delle deliziose verande di questi locali, anche se i prezzi sono leggermente alti.

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Visita Place des Lices e il mercato locale

Dopo esserti sganciato, a malincuore, dall’elegante atmosfera che si respira intorno al porto, puoi fare una visita al vivace mercato all’aperto di Place de Lices, dove tuffarti a capofitto sulle bancarelle colme di specialità locali. Qui si può fare scorta di ogni prodotto tipico della zona, dalle croccanti baguette ai corposi vini francesi. Inoltre formaggi, salumi, rinomate mostarde e profumate madeleines. E ancora mazzi di fiori allegramente abbinati, stoffe, profumi alla lavanda e piccoli oggetti di antiquariato. Questo grazioso mercato si svolge solamente in due giorni della settimana, il martedì e il sabato, ma la grande Place de Lices è meravigliosa anche senza le sue succulente bancarelle. I maestosi platani, nelle giornate soleggiate, proteggono le persone del posto che giocano allegramente a bocce sul suo selciato, una cara vecchia abitudine degli abitanti.

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saint Tropez, cosa vedere. Conosci il mito di Brigitte Bardot?

Una tappa da fare assolutamente in quel di Saint Tropez è senza ombra di dubbio la meravigliosa statua dedicata dalla città alla bellissima Brigitte Bardot. Fu proprio la meravigliosa attrice infatti a rendere famosa questa cittadina della Costa azzurra, con il film ambientato e girato proprio qui, tra le sue strade: Piace a troppi. La scultura in marmo, di una bellezza disarmante, si trova di fronte al Musèè de la Gendarmeri et du Cinèma, inaugurato nel 2016 in Place Blanqui.

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Cosa comprare a Saint Tropez

Le stradine del centro storico sono costellate da boutique di lusso e da negozietti dove trovare piccole chicche di stile. Ad esempio, non si può certo rinunciare alla tipica borsa di paglia che va tanto di moda sulla Costa Azzurra e ai mitici Tropeziennes, i sandali ultra piatti e super chic prodotti artigianalmente da Rondini.

Saint Tropez, cosa vedere in 1 giorno

Perchè visitare Saint Tropez

Uno delle esperienze da fare almeno una volta nella vita, è indubbiamente un viaggio on the road negli Stati Uniti. La California soprattutto, è un territorio che si presta benissimo a questo tipo di spostamento per via delle sue grandi strade facilmente percorribili e dei tantissimi punti di interesse in cui fermarsi man mano lungo il tragitto. Una volta atterrati a Los Angeles, basta affittare un’auto presso i tanti rivenditori che si trovano vicino all’Aereoporto e, cartina alla mano, partire per un entusiasmante avventura sulle coste più famose del mondo.

San Diego

San Diego è una città della California che merita almeno una sosta di due giorni. Una città solare e accogliente, dove il sole splende per la maggior parte dell’anno, e che ti avvolge subito in un atmosfera calda e rilassata. A San Diego si vive senza stress e si respira un aria distesa e tranquilla. Un modo di vivere davvero “slow” che ti ingloba all’istante, trasportandoti in una dimensione di pacata esplorazione del territorio, rispettando i ritmi dei local e della natura. San Diego è una città spensierata e raggiante, con una spiccata personalità.

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Come arrivare a San Diego in auto da Los Angeles

San Diego dista da Los Angeles circa 190 km. Più o meno un ora e mezza di viaggio senza soste lungo il tragitto. Non bisogna però sottovalutare il traffico cittadino, in entrata e in uscita, che a volte può allungare i tempi di percorrenza. Per questo vale la pena fare almeno un soggiorno di una notte, in modo da avere più tempo a disposizione per visitare la città, che ha molte zone da vedere, ma soprattutto da vivere. La strada più veloce, ma anche la più noiosa, è la I-5, l’autostrada che collega il Messico al Canada.

La strada panoramica

Ma se abbiamo scelto di fare un road trip in California, vale la pena percorrere la strada panoramica. Prendiamoci quindi tutto il tempo necessario per goderci lo spettacolo, seguendo la Pacific Coast Highway, che da Los Angeles porta fino a Laguna Beach. Da li poi, basterà fare un piccolo pezzo della I-5 per raggiungere la città di San Diego. Un viaggio on the road merita di essere vissuto in ogni dettaglio, dunque meglio prendersi una giornata da dedicare esclusivamente al percorso, lasciandosi incantare dai meravigliosi panorami della costa, assaporando, strada facendo, il lusso di Orange County e il fascino marinaro di Newport Beach.

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Cosa vedere a San Diego?

La Jolla

La Jolla è una delle contee più entusiasmanti di San Diego, dove spendere almeno una mezza giornata. Gettonata e rinomata località costiera, affollata soprattutto nel periodo estivo, è davvero un gioiello dell’Oceano Pacifico. Splendide spiagge, scogliere meravigliose dove incontrare curiosi uccelli marini, negozi, ristoranti e locali alla moda dove sorseggiare cocktails ad ogni ora del giorno e della notte. Costa famosa e raggiunta soprattutto per poter vedere da vicino le foche e i leoni marini che riposano beatamente sugli scogli, sulla spiaggia o tra le suggestive calette baciate dal sole.
La zona interna de La Jolla è la parte più chic, dove passeggiare nel verde, riparati dal sole dalle splendide palme californiane. Stupenda anche di sera, quando i fari illuminano le raffinate boutique e i ristoranti stilosi che costeggiano i viali.

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Old Town

Tornando alla città di  San Diego, una sosta obbligatoria va fatta alla Città Vecchia: l’Old town.  Viene considerato come il vero e proprio luogo di nascita della California, grazie ad un primo insediamento spagnolo avvenuto a meta del 1700. Le sue case in stile coloniale, la piazza centrale brulicante di colori e profumi, i diversi bazar e i negozietti di souvenir, intervallati da piccoli locali in cui mangiare prodotti tipici messicani, ne fanno un luogo davvero interessante, piacevole e allegro in cui passare un paio d’ore.

Coronado Island

Suggestiva, incantevole e armoniosa, l’isola di Coronado è un luogo esclusivo, con dimore eleganti e una grandissima spiaggia, considerata tra le più belle degli Stati Uniti. Proprio su questo arenile si trova il famoso Hotel Coronado, edificato nel 1800 in perfetto stile vittoriano che ne fa uno degli hotel più belli del mondo. Deve la sua fama, oltre che per la sua particolare architettura, ad un famoso film con Marylin Monroe. Infatti, proprio tra queste mura, furono girate diverse scene della pellicola “A qualcuno piace caldo”. Da allora è diventato un icona di stile ed eleganza, al pari dell’attrice che l’ha reso famoso.

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Questa è una delle zone dove più si respira un atmosfera vacanziera, in perfetto stile californiano. Passeggiare sulla riva al tramonto poi, con l’odore forte della salsedine che si espande prepotente tutto intorno, è davvero un esperienza incredibile e imperdibile, nonché molto molto romantica. Infatti molti matrimoni vengono celebrati proprio su questa spiaggia, dove . bastano davvero pochi addobbi per creare un evento unico. La natura fa il resto.

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Mission Bay

Una delle zone maggiormente frequentate dagli sportivi di tutto il mondo è Mission Bay. Il posto ideale in cui praticare ogni tipo di sport. Surf soprattutto, ma anche vela, pattinaggio, jogging e skateboard. Qui si trova anche il famoso Sea World, il più grande parco acquatico del continente, che ospita delfini, orche e leoni marini.

Pacific beach

Una delle spiagge più affollate di San Diego, paradiso dei surfisti, costeggiata da una lunga pista ciclabile dove si affacciano deliziose case colorate, molte delle quali vengono affittate ai turisti, e tantissimi bar dove fermarsi a ricaricare le batterie.

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Percorrere la costa in bici permette indubbiamente di vedere più cose in meno tempo, permettendo anche qualche sosta lungo il percorso nei locali che si affacciano sull’oceano. Con un pò di fortuna si riescono a vedere i delfini giocare al largo, o i pellicani che scendono in picchiata tra le onde per procurarsi cibo. Le spiagge sono in perfetto stile Baywatch, e come da telefilm, numerose sono le torrette e i lifeguard che controllano i bagnanti. E si, molti sono pure carini. 

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Il grande zoo di San Diego 

Anche se non amo particolarmente i luoghi in cui gli animali sono chiusi in recinti, devo ammettere che lo zoo di San Diego è una delle realtà più controllate e soprattutto spaziose che abbia mai visto. Si trova all’interno del Bilboa Park e riesce ad ospitare quasi quattro mila animali, tra cui alcune specie in via di estinzione come il Panda Gigante. Una passeggiata tra gli ecosistemi riprodotti all’interno dello zoo è molto educativa, e si possono addirittura aiutare a guardiani a lavare gli elefanti.

Little Italy

A dieci minuti dal centro, Little Italy, il quartiere italiano, è il vero cuore pulsante di San Diego. Con i suoi innumerevoli locali alla moda è una delle mete più gettonate dei turisti che arrivano in città, nonché zona frequentatissima dalla gioventù locale. Sulla via principale del quartiere svetta il cartello con la scritta Little Italy, e oltrepassarla significa tuffarsi in un atmosfera tutta tricolore. Canzoni napoletane, pizzerie e ristoranti rinomati dove mangiare pasta e prodotti tipici dello stivale, come la mozzarella di bufala, le lasagne e il limoncello, si alternano a piccoli negozi di souvenir. Ovviamente, in molti locali, soprattutto i più economici, i prodotti usati sono solo delle imitazioni, ben fatte, ma subito “sgamabili” da un italiano doc. Il quartiere è famoso anche per i suoi edifici in legno colorato, con le staccionate dipinte in bianco, rosso e verde, in onore della bandiera italiana. Little Italy è stato infatti uno dei primi insediamenti dei migranti, soprattutto siciliani o liguri, che arrivarono a San Diego in cerca di un pò di fortuna e di una vita migliore. 

Point Loma

Non si può lasciare la città senza aver scattato una foto allo skyline di San Diego. Per avere una panoramica perfetta Point Lomo è senza ombra di dubbio la postazione migliore. E’ la parte più occidentale della città, per lo più zona collinare, e ospita inoltre Il Cabrillo National Monument, eretto in onore del primo esploratore portoghese approdato in queste zone: Jaun Rodriguez Cabrillo.

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Perchè vedere San Diego

La città di San Diego non è spesso inserita come tappa negli itinerari di viaggio on the road in California. Invece è una vera e propria perla, da ammirare con calma, immergendosi nel suo stile di vita rilassato e fuori dagli schemi. Il suo clima caldo, i quartieri storici, le sue grandi spiagge sull’Oceano e soprattutto l’apertura mentale dei suoi cittadini la rendono una città accogliente, materna, eclettica. San Diego rimane nel cuore di chi la vive.

Quante novità quest’anno nella Casa di Babbo Natale di Gaeta! La bellissima città laziale, che il 3 Novembre ha dato il via alla magica manifestazione Favole di Luce, le Luminarie d’Artista, è sempre più ricca di attrazioni e di eventi che attirano turisti da tutta Italia.

Il villaggio di Babbo Natale di Gaeta

Siamo tornate nel Villaggio Incantato di Gaeta cariche di aspettative, pronte per vedere di persona i nuovi allestimenti e l’insolito itinerario che porta dritti al cospetto di Babbo Natale.

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

L’entrata è decisamente più grande e spaziosa, ed evita che la fila per fare i biglietti si allunghi a dismisura sul marciapiede. Inoltre, nell’area dove si trova il botteghino, ci sono diversi giochini per i bambini ( che così non si annoiano ad aspettare il proprio turno), e un piccolo bazar, dove si possono ammirare e comprare graziosi oggetti fatti a mano, e squisiti dolcetti da portar via e/o da regalare, preparati dalle manidi Giorgia di Scirocco Bistrot. 

La mostra dei presepi artistici nella Casa di Babbo Natale

Alle 15:00 si può cominciare ad entrare. Iniziamo la visita proprio passando dalla mostra dei presepi artistici, una delle novità di quest’anno.

Il grande salone raccoglie nelle nicchie laterali tantissimi presepi, completamente realizzati a mano da artisti locali. Ogni presepe ha la sua peculiarità. I materiali usati, i colori, le ambientazioni ne fanno pezzi unici davvero sorprendenti. Piccoli, grandi capolavori appartenenti ad un antichissima arte, quella presepiale, che da tempo immemore viene portata avanti dai presepisti italiani, con creatività e impegno.

All’entrata ci porgono due gettoni, uno a testa, che serviranno per votare il presepe che più ci è piaciuto. La scelta è davvero difficile perchè sono uno più bello dell’altro. 

Il villaggio di Babbo Natale a Gaeta: la stanza da letto

Dopo aver votato i nostri presepi preferiti, varchiamo finalmente la soglia della casa di Babbo Natale. Ci accoglie un simpatico Elfo, e con il suo fare giocoso ci guida attraverso le stanze della dimora natalizia. La stanza da letto di Babbo Natale è in perfetto ordine.

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

Nel camino schioppetta la legna, e un piacevole tepore sembra avvolgerci mentre scattiamo splendide foto sedute alla poltrona del padrone di casa. La tappezzeria è di un rosso avvolgente. Coperte, cuscini e lenzuola profumano di pan di zenzero.

Sulla scrivania ci sono tantissime letterine da leggere, e penne e calamaio per rispondere ai tanti bambini che aspettano un dono la sera della vigilia.

La sala da pranzo di Babbo Natale

Lasciamo spazio agli altri visitatori e passiamo quindi nel grande salotto della Casa di Babbo Natale. Una ricca tavola imbandita riempie la stanza dei banchetti.

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

Soffici sedie, candele preziose, leccornie succulente aspettano di essere mangiate dal caro Babbo Natale e dai suoi aiutanti elfi, appena si prenderanno una pausa dal lavoro. Il grande albero di Natale, carico di addobbi, sembra controllare che nessuno tocchi nulla. Con le sue lucine delicate riscalda l’atmosfera, rendendo quasi ovattato l’ambiente.

La Cucina della Befana

Indovinate chi ha apparecchiato e preparato le deliziose pietanze che abbiamo trovato nella sala da pranzo? Ma la Signora Befana ovviamente. Nella sua spaziosa cucina, lavora sodo per aiutare Babbo Natale e i suoi aiutanti.

Pentole, padelle, caffettiere e teiere sono sempre pronte a soddisfare ogni capriccio degli abitanti della casa, che è sempre molto affollata! Ma lei non demorde, e con il sorriso sulle labbra accoglie tutti nella sua cucina, dispensando coccole e cibo. Quando ha un pò di tempo libero inoltre, si dedica a preparare le calze che porterà il sei gennaio a tutti i bambini che sono passati a farle un saluto. La scopa volante è sempre con lei, lucida e impeccabile, pronta a portarla in giro tutta la notte per fare le consegne.

La stanza degli elfi nella Casa di Babbo Natale

Ci intrufoliamo poi , di soppiatto, in una piccola stanza colorata. Tre lettini piccini, coperti da morbide trapunte e deliziosi cuscini ricamati, sono completamente avvolti da un manto di foglie verdi. Peluche, giocattoli di legno, piccole scrivanie e tanti pacchetti regalo rendono la stanza deliziosamente accogliente.

I bambini rimangono incantati da tanta perfezione. Sembra davvero di essere in un giardino fatato. I dettagli sono semplicemente perfetti. La cura minuziosa dei particolari, la dolce melodia di sottofondo e le luci basse creano un atmosfera magica, quasi ipnotica.

Lasciamo la stanza a malincuore, ma ci soffermiamo nell’anticamera, dove gli elfi aiutano tutti i bambini in visita a scrivere la letterina con i desideri che dovrà esaudire Babbo Natale, la sera della Vigilia. 

Finalmente..l’incontro con Babbo Natale

Lasciamo gli elfi e la loro stanza, in modo che possano riposarsi ben bene, in attesa di fare le consegne. Finalmente ci troviamo al cospetto del caro babbo Natale. Dalla sua poltrona apre le braccia per accoglierci in un caldo, morbido abbraccio, pronto per farsi scattare una foto con noi!

Promettiamo entrambe di essere buone, non solo a Natale, ma ogni giorno dell’anno. Salutiamo il caro Babbo Natale, l’amorevole Befana e tutti i simpatici elfi della casa, ritiriamo la nostra foto in posa, e ci dirigiamo verso un glaciale angolo di Polo Nord. 

Un angolo di Polo Nord nel villaggio incantato di Babbo Natale.

Brrrr… lungo le scale l’atmosfera comincia a raffreddarsi sul serio. Le luci rosse e calde degli ambienti sovrastanti si tramutano in bagliori freddi, bianchi e azzurri. La dolce melodia sembra essere interrotta da strani versi, quasi paurosi. Chi ci sarà mai alla fine delle scalinata?

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

Ma ecco che dinanzi a noi si rivela la Regina dei Ghiacci, nella sua carrozza fatata, circondata dai meravigliosi animali del Polo Nord. Orsi Bianchi, pinguini, curiosi cerbiatti fanno capolino dalle loro tane. Fanno la guardia al piccolo angolo di Polo Nord, che per le festività natalizie si è trasferito a Gaeta. La bellissima regina ci porta a fare un giro con la sua carrozza tra abeti innevati e laghi ghiacciati ( lavoriamo molto di fantasia noi!) per poi riportarci nel piccolo Regno di Ghiaccio del Villaggio Incantato.

il villaggio di Babbo Natale a Gaeta

Perchè visitare la Casa di Babbo Natale di Gaeta

La Casa di Babbo Natale di Gaeta credo sia una delle attrazioni natalizie più belle della regione Lazio. La minuziosa ricerca dei particolari, la cura dei dettagli, l’armoniosa disposizione degli arredi, nonchè l’accogliente atmosfera che si respira all’interno della casa, ne fanno un luogo incantato, da visitare assolutamente. Un’esperienza indimenticabile anche per gli adulti, infatti, perchè una volta catapultati all’interno delle mura della casa di Babbo Natale, la magia prende il sopravvento, cacciando via, almeno per un ora, i cattivi pensieri e lo stress accumulato durante la settimana. Ogni angolo del villaggio genera allegria e regala spensieratezza. Cosa aspettate allora? Prendetevi una pausa e approfittate delle vacanze di Natale per fare un salto a Gaeta!

Orari e costi

il villaggio di babbo natale a Gaeta

Il Villaggio incantato di Babbo Natale si trova in Via Annunziata, 7 a Gaeta Medievale. Per ogni informazione basta chiamare il numero 329 134 1919

Ecco un nuovo articolo per la rubrica dedicata ai ristoranti che si trovano proprio fuori i caselli della A1 e delle altre autostrade italiane e/o estere. Un modo per provare specialità locali e prodotti tipici, non rallentando di molto il viaggio, e sfruttando i luoghi che si incontrano lungo l’itinerario prestabilito. Oggi ti porto a pranzo in Toscana, esattamente ad Arezzo, in un ristorante sulla A1, Casa Cecco, a pochi minuti dall’uscita per Arezzo.

Ristoranti sulla A1

Dove si trova Casa Cecco

Se stai viaggiando sull’Autostrada del Sole, e se ti trovi nella regione Toscana all’ora di pranzo o di cena, ti consiglio vivamente di evitare il solito panino preriscaldato e di fare una sosta ad un ristorante tipico che si trova proprio all’uscita di Arezzo, esattamente a Viciomaggio: Casa Cecco. Per raggiungere il Ristorante Casa Cecco basta prendere l’uscita per Arezzo e continuare sulla SP21. Bisogna poi svoltare in Via delle Mandriole, percorrere circa 500 mt e continuare su Via del Tribbio. Casa Cecco si trova proprio sulla sinistra e il grazioso e curatissimo casale non passa certo inosservato.

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Ristorante Casa Cecco. Il Casale.

Immerso nel verde e circondato da splendidi ulivi, il casale di Casa Cecco spicca per la sua pietra grigia a vista, e soprattutto per la cura dei dettagli. Fiori, piante, piccole decorazioni in legno tipiche dei paesaggi toscani deliziano gli occhi, ancor prima che all’interno si possa deliziare il palato.

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L’interno è reso caldo dall’enorme camino in pietra, dove la brace è pronta per cuocere le sublimi carni toscane a fuoco lento. La gestione è familiare e i proprietari hanno un grande senso dell’accoglienza e dell’ospitalità. Ogni volta che ci fermiamo da Casa Cecco ci sentiamo a casa. Gli ambienti sono molto curati, oserei dire di un eleganza campestre. Anche se la sala non è molto grande, sembra di essere in un maniero di fine 800.

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La gestione del Ristorante Casa Cecco come già detto è familiare e la cucina è completamente regionale. Il menù è ricco, ma viene anche ampliato con qualche piatto del giorno.

Abbiamo provato diverse portate, dalle zuppe del giorno alle tagliatelle al ragù di Chianina, che è a dir poco strepitoso. Ma non saziarti solo di primi piatti. Le carni locali meritano assolutamente di essere assaggiate. Se ti trovi da Casa Cecco, non puoi non assaggiare la famosa fiorentina, accompagnandola con carciofi toscani o semplice verdura ripassata in padella. Particolare attenzione è da dedicare anche ai taglieri. Sia i formaggi che i salumi si sciolgono in bocca. L’accurata selezione delle materie prime fa si che sulla tua tavola si trovino solo prodotti di ottima qualità.

Se avanza spazio per un ulteriore assaggio, provate i crostini al vin santo con fegatini su pane sciocco toscano…

I dessert non sono da meno. Scegliere tra il panforte e le deliziose crostate con frolla, crema e frutta fresca, tutto fatto rigorosamente in casa, è stato davvero difficile.Casa cecco, ristoranti ad Arezzo, viaggio on the road, mangiare bene in viaggio, trevaligie

Ristoranti sulla A1, Casa Cecco. La cantina.

Ci troviamo nel cuore della Toscana, seppur vicini all’autostrada A1. La carta dei vini è davvero intrigante. Preziose bottiglie si alternano alle più conosciute etichette italiane e regionali. Che sia un filetto o una bistecca di Chianina al sangue, una tagliatella o un ragù strutturato, direi di puntare sui vini toscani, come un Chianti classico o un nobile di Montepulciano. 

Attenzione! Chi guida deve astenersi dal bere alcolici! 

Perché fermarsi da Ristorante Casa Cecco

Una sosta in Toscana fa sempre bene al cuore e ai polmoni. Rigenerarsi a tavola con prodotti di qualità eccelsa poi, non ha eguali. Il silenzio, la calda accoglienza, l’ambiente calmo e ovattato è di gran lunga preferibile al caos e ai ritmi sfrenati dell’Autogrill. Indubbiamente lo scontrino sarà più salato, ma rimettersi in viaggio dopo aver degustato le prelibatezze regionali della Toscana da una marcia in più alla vacanza. 

Il giorno del Ringraziamento, o Thanksgiving Day, è una festa celebrata negli Stati Uniti ogni quarto giovedì di Novembre. Pare che il primo giorno del Ringraziamento risalga addirittura al 1621, quando i Padri Pellegrini, i primi coloni del Nord America, si riunirono nella città di Plymouth, da loro fondata, per ringraziare il Signore del buon raccolto, avvenuto soprattutto grazie all’aiuto dei nativi americani. 

Thanksgiving Day

Breve storia sulle origini

I Padri Pellegrini, perseguitati per la loro fede cristiana, decisero di imbarcarsi sulla Mayflower e di lasciare l’Inghilterra, per recarsi nel Nuovo Mondo, l’America del Nord appunto, e ricominciare una nuova vita senza paura di persecuzioni. 
Attraversarono dunque l’Oceano Atlantico e approdarono in America nel 1620, in pieno inverno. Pur avendo portato con loro alcuni semi da piantare, si ritrovarono in un ambiente talmente inospitale e selvaggio da non riuscire ad adattarsi nell’immediato, e senza riuscire a trovare nulla per il loro sostentamento. 

Molti infatti non arrivarono alla fine dell’inverno, ma i nativi americani aiutarono i sopravvissuti indicando loro quali semi piantare e quali animali allevare. Le specie indicate in quelle terre selvagge erano principalmente il granturco, le zucche e i tacchini. E questo permise ai Padri Pellegrini di ottenere un abbondante raccolto, e animali da poter allevare.

Le origini del Thanksgiving Day

Per esprimere riconoscenza al Signore del raccolto ottenuto, i Padri Pellegrini organizzarono la Festa del Ringraziamento, il Thanksgiving Day, invitando al banchetto anche i nativi americani, per ringraziarli dell’aiuto che avevano dato loro.

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In quell’occasione venne preparato e consumato un pasto a base di tacchino, zucca e altre pietanze che nel corso dei secoli sono diventate tipiche di questa ricorrenza.

Come festeggiare il Thanksgiving

Ancora oggi il Thanksgiving è una delle feste più importanti degli Stati Uniti, e la tradizione vuole che il pranzo venga sempre organizzato a casa, mai al ristorante, con familiari e amici, proprio perché è una festa che riguarda il nucleo familiare, l’ospitalità e la convivialità.

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Curiosità

Non tutti sanno che il Black Friday nasce proprio grazie a questa festa. I commercianti infatti, il giorno successivo al Thanksgiving ( e quindi il venerdì) proponevano ai propri clienti dei prezzi ribassati, in modo tale da incentivare gli acquisti di Natale. Per questo motivo il Black Friday cade sempre il 4° venerdì di novembre, giorno successivo al Thanksgiving.

I piatti del Thanksgiving

Il tacchino è il vero protagonista del Thanksgiving Day. In ogni famiglia viene cucinato secondo una propria ricetta, e accompagnato da particolari salse, soprattutto a base di mirtilli, puré di patate, patate dolci, verdure e torte di zucca o ananas.

Partecipare al pranzo del Giorno del Ringraziamento

Innumerevoli sono i piatti che accompagnano il tacchino durante il pranzo del ringraziamento, e variano di famiglia in famiglia. Una delle portate più succulente mai assaggiate prima è senza dubbio la Baked Brie in Pastry Puffy. Una gustosa torta fatta semplicemente ricoprendo una forma di formaggio briè, intera, con marmellata di albicocche e pasta di pane. Appena uscita dal forno è una bontà, e il formaggio filante che si mescola alla marmellata calda è semplicemente delizioso. 

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Che dire poi del pane all’ananas e della Jello Mold!

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Il pane all’ananas è una terrina di pane tagliato a cubetti e mescolato a uova, burro, zucchero e dadini di ananas. Il composto viene infornato, fatto cuocere per circa 50 minuti e fatto rosticciare poi sulla superficie. Il risultato è strepitoso, poichè alla morbidezza dell’ananas si contrappone la croccantezza del pane.

La Jello Mold invece è un budino fatto con gelatina di frutti rossi, noci, more, lamponi e panna. L’ingrediente fondamentale è proprio la famosa gelatina americana, la Jello. La Jello Mold è davvero squisita, e si accompagna molto bene alla carne di tacchino. Inoltre dona un tocco di colore alla tavola, con le sue tonalità calde.

Thanksgiving Day, piatti e tradizioni del giorno del ringraziamento, trevaligie

Siete stati invitati al pranzo del Giorno del Ringraziamento?

L’essenza del Giorno del Ringraziamento è proprio l’ospitalità. Per gli Americani è una delle ricorrenze più importanti dell’anno. Un occasione per riunire amici e parenti attorno alla tavola imbandita. Se una famiglia vi invita a passare il Thanksgiving a casa propria, siatene fieri. Vuol dire che vi considerano parte integrante del nucleo familiare.

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