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Annalisa Spinosa

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Ci sono luoghi che sembrano nati per curare l’anima. Luoghi dove il silenzio è interrotto solo dal fruscio delle foglie, dal canto degli uccelli e dal profumo del pane appena sfornato che si diffonde tra gli ulivi. L’Agriturismo Bosco d’Olmi, incastonato tra le dolci colline del basso Lazio, è uno di questi. E’ un invito a rallentare, a respirare profondamente, a riscoprire la semplicità e la bellezza delle piccole cose.

Situato nel borgo di Sant’Andrea del Garigliano, tra i sentieri della memoria e i profumi della terra, questo angolo di paradiso custodisce il sapore delle stagioni, la quiete del bosco, il calore di una casa lontano da casa. È un rifugio dell’anima, dove ogni dettaglio è pensato per accogliere, coccolare, rigenerare.

Bosco d’Olmi, Country House

Appena varcato l’ingresso del Bosco d’Olmi, si ha l’impressione di entrare in un mondo sospeso tra realtà e sogno. Il tempo qui non ha fretta. I ritmi frenetici della quotidianità vengono lasciati alle spalle, sostituiti da giornate scandite dal sole che sorge tra i colli e tramonta tingendo il cielo di rosa e arancio. Il canto dei grilli accompagna le sere estive, mentre il profumo di lavanda e legno umido si mescola alla brezza del tramonto.

Bosco d'Olmi, Country House a sant'Andrea del GariglianoLa struttura, circondata da ettari di natura incontaminata, è un esempio perfetto di armonia tra architettura rurale e paesaggio naturale. Ogni angolo racconta una storia, dai vecchi attrezzi contadini appesi con cura alle pareti, alle travi in legno che profumano ancora di bosco. Il giardino, curato ma mai artificioso, ospita alberi secolari, cespugli di rosmarino e piccoli orti dai quali provengono molte delle delizie servite a tavola.

Dormi nella quiete della natura

Immersi nel verde abbraccio del bosco che dà il nome all’agriturismo, i bungalow di Bosco d’Olmi sono molto più che semplici alloggi: sono rifugi per chi cerca quiete, per chi ha bisogno di riscoprire il valore del silenzio, per chi desidera dormire con il fruscio degli alberi come unica ninna nanna.

Costruiti interamente in legno naturale, ogni bungalow è pensato per integrarsi armoniosamente con l’ambiente circostante, senza mai alterarne l’equilibrio. Qui il lusso non è ostentazione, ma essenzialità. Luce calda, materiali naturali, dettagli curati con amore. Dalle ampie finestre, la vista si apre su scorci incantati, su campi coltivati che si perdono all’orizzonte, su sentieri nascosti tra i cespugli di ginestra, su cieli stellati che sembrano dipinti a mano.

Bosco d'Olmi, Country House a sant'Andrea del GariglianoOgni casetta è dotata di comfort moderni ma conserva l’anima rustica e accogliente delle antiche baite di montagna. Un piccolo patio privato permette di godere dell’alba con una tazza fumante tra le mani o di sorseggiare un bicchiere di vino al tramonto, quando l’aria si fa più fresca e la natura sembra trattenere il respiro.

Chi sceglie un soggiorno nei bungalow di Bosco d’Olmi non cerca solo un posto dove dormire, cerca una nuova dimensione del tempo. Un tempo lento, fatto di risvegli dolci, letture all’ombra, passeggiate senza meta. Un tempo che guarisce, che nutre, che insegna a stare bene con poco. Con l’essenziale.

Prova la cucina nostrana 

Sedersi a tavola al Bosco d’Olmi non è semplicemente mangiare. E’ partecipare a un rituale antico, fatto di gesti sapienti, di odori che risvegliano ricordi d’infanzia, di sapori che parlano una lingua genuina e senza tempo.

A orchestrare questo piccolo miracolo quotidiano è la signora Francesca, anima dell’agriturismo e custode appassionata delle ricette della memoria. Con le mani esperte di chi ha imparato a cucinare osservando le nonne nei giorni di festa, Francesca trasforma ogni pasto in un viaggio attraverso le stagioni, le tradizioni e la generosità della terra.

Il suo segreto? Nessun trucco, nessuna scorciatoia. Solo ingredienti freschissimi, molti raccolti direttamente nell’orto dell’agriturismo, amore per la cucina, e il tempo necessario per fare le cose come una volta. Ogni piatto che esce dalla sua cucina profuma di casa. Dalla pasta fatta in casa tirata a mano, alle zuppe rustiche che raccontano i giorni d’autunno, fino ai dolci semplici e fragranti come le ciambelline al vino o la crostata di marmellata fatta in casa.

I formaggi provengono da piccoli caseifici della zona, mentre l’olio extravergine d’oliva, fruttato e dorato, è il risultato della raccolta a mano delle olive dagli alberi che circondano la struttura.

Ma più di ogni ingrediente, ciò che rende speciale la cucina del Bosco d’Olmi è l’amore. L’amore con cui Francesca saluta ogni ospite, come se fosse un amico di vecchia data. L’amore che mette nell’impastare, nel condire, nel servire. L’amore che trasforma ogni pasto in una festa, in una carezza, in un ricordo che resterà nel cuore molto dopo la fine del soggiorno.

Cosa fare nei dintorni tra natura, storia e benessere

Quando il cuore è sazio di silenzio e il corpo riposato, il desiderio di esplorare prende il sopravvento. Fortunatamente, il Bosco d’Olmi si trova in una posizione perfetta per partire alla scoperta di un territorio ricchissimo, dove ogni angolo racconta una storia.

A pochi minuti di auto, le Terme di Suio offrono un’esperienza rigenerante tra acque sulfuree e trattamenti benessere. Immergersi nelle piscine termali all’aperto circondati dal verde delle colline è un piacere che sa di rinascita, soprattutto dopo una lunga camminata tra i sentieri del Parco Naturale del Garigliano.

Gli appassionati di storia non possono perdere una visita alla maestosa Abbazia di Montecassino, che svetta tra le nuvole con la sua imponenza spirituale e architettonica. Le sue pietre parlano di secoli di fede, distruzione e rinascita. Passeggiare nel suo chiostro o ammirare la vista sulla valle sottostante è un’esperienza che lascia il segno.

Per chi ama la natura più selvaggia, le Gole del Melfa sono un paradiso nascosto. Canyon scavati dall’acqua, cascate cristalline e sentieri che si snodano tra falesie e macchia mediterranea. Un luogo perfetto per trekking, picnic e fotografia naturalistica. Infine, per chi desidera un assaggio di mare, le spiagge del Golfo di Gaeta, con le loro acque limpide e i borghi marinari profumati di salsedine, sono raggiungibili in meno di un’ora. Gaeta, Sperlonga, Formia.. ogni cittadina ha un’anima propria, fatta di vicoli fioriti, mercatini locali e tramonti indimenticabili sul Tirreno.

Perchè soggiornare o mangiare a Bosco d’Olmi Country House

Ci sono posti che si visitano e poi si dimenticano. E ci sono luoghi, rari e preziosi, che ti entrano dentro. Bosco d’Olmi è uno di questi. Non importa quanto sarà lungo il tuo soggiorno o se ti fermerai solo per un pranzo domenicale. Una parte di te resterà tra quegli ulivi, tra quei silenzi, tra i sorrisi sinceri e i profumi della cucina di Francesca. Non è un agriturismo qualunque. È un’esperienza di vita, una pausa necessaria, un abbraccio caldo in un mondo che corre troppo in fretta.

E quando sarà tempo di ripartire, lo farai con gli occhi pieni di bellezza, il cuore leggero e un unico pensiero: tornare.

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Trovi Bosco D’Olmi Country House a Sant’Andrea del Garigliano, nel Lazio, in Via Bosco D’Olmi 41. Per informazioni e prenotazioni puoi mandare una mail a: info@boscodolmi.it oppure chiamare ai numeri +390776956312, +393339788663

Procida, la più piccola delle isole del Golfo di Napoli, è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, preservando intatta la sua autenticità e il suo fascino. Conosciuta come l'”Isola di Arturo” grazie al celebre romanzo di Elsa Morante, Procida è un intreccio di colori vivaci, tradizioni secolari e paesaggi mozzafiato. Nel 2022 poi, è stata insignita del titolo di Capitale Italiana della Cultura, un riconoscimento che ha messo in luce la sua ricchezza storica e culturale.

Procida, l’isola della lentezza

Quando metti piedi sull’isola di Procida, sbarcando dal traghetto, hai come l’impressione di entrare in un dipinto. Le case color pastello di Marina Grande ti danno il benvenuto, stringendoti come in un abbraccio al rientro da un lungo viaggio. Il sole si riflette sull’acqua calma, i panni stesi sventolano al vento come bandiere di un regno segreto, e il profumo di mare si mescola con quello del caffè appena fatto. Procida non è un luogo che ti invita a fare. È un luogo che ti invita a sentire, a rallentare. Senza programmi. Senza mappe. Solo con i sensi all’erta. 

Procida, l'isola della lentezza. Cosa vedere e cosa fare sull'isola E nel momento in cui sbarchi, in un attimo, capisci perché quest’isola ha incantato scrittori, registi e viaggiatori. Procida è piccola, ma dentro di sé custodisce l’infinito. È un posto dove le storie sembrano nascere da sole, tra un vicolo in salita e una barca che rientra al tramonto. E allora, lasciati guidare. In questo racconto ti porterò con me tra le meraviglie dell’isola. Scopriremo i suoi borghi sospesi nel tempo, le spiagge dove il silenzio ha la voce del mare, i sapori autentici che sanno di casa e di Mediterraneo. Perchè Procida non è solo una destinazione. È uno stato d’animo.

Verso Terra Murata

Quando sali verso Terra Murata, la parte più alta dell’isola, il cielo sembra più vicino. Il sole caldo di aprile batte sulla pietra viva, e ogni passo sembra portarti indietro nel tempo. La salita è silenziosa, interrotta solo dal suono delle scarpe sui ciottoli e da qualche voce lontana che si perde tra i muri. È qui che il tempo rallenta davvero, dove le storie si aggrappano alle mura come l’edera, e il vento ha imparato a raccontarle.

Terra Murata è anche una delle zone più panoramiche di tutta Procida. Dalle sue terrazze lo sguardo abbraccia l’infinito blu del mare, spingendosi fino alle coste lontane e alle isole sorelle, Capri e Ischia. È un luogo che toglie il fiato non solo per la sua storia millenaria e severa, ma per la bellezza struggente del paesaggio che lo circonda. Camminare per le sue stradine antiche, affacciandosi sui balconi naturali sospesi sul golfo, significa entrare in una dimensione ultraterrena , dove il tempo sembra essersi fermato per cullare i sogni e i tormenti dei suoi abitanti.

Sopra ogni cosa, svetta l’antico Palazzo d’Avalos, un tempo reggia, poi divenuto carcere. Le sue finestre sbarrate, ancora oggi, conservano sguardi e silenzi. Ma proprio accanto, quasi nascosto da un’aura di mistero, si trova uno dei luoghi più toccanti dell’intera isola: il Conservatorio delle Orfane.

Il Conservatorio delle Orfane: un rifugio di silenzi e speranza

Nascosto tra le pieghe di Terra Murata, il Conservatorio delle Orfane è uno di quei luoghi che non si visitano solo con gli occhi, ma soprattutto con il cuore. Fondato nel XVII secolo, nasce come istituto di carità e accoglienza per le ragazze orfane dell’isola, in un’epoca in cui essere senza famiglia significava spesso essere senza futuro. Qui, tra queste stanze che profumano ancora di incenso e di vecchi spartiti, le giovani venivano educate alla musica, al ricamo, alla preghiera. Era un luogo di rigore, certo, ma anche di protezione. Mentre fuori l’isola affrontava pirati, colera e fame, dentro quelle mura si coltivava un senso di dignità, si offriva un’occasione di rinascita.

Oggi il conservatorio è in parte visitabile, e camminare lungo i suoi corridoi è come sentire ancora le voci bambine che intonavano salmi antichi, le risate soffocate dietro le mani, gli sguardi complici sotto le cuffiette bianche. C’è qualcosa di sacro e tenero in questo luogo, un’energia che racconta la forza femminile, il coraggio della fragilità. In una piccola sala ancora si trova l’antico organo, la cui musica, si dice, riecheggiava fino al mare nei giorni di vento. Ogni stanza racconta di preghiere sussurrate, di piccoli sogni cuciti insieme come pezze di un’unica coperta.

Procida, l'isola della lentezza. Cosa vedere e cosa fare sull'isola E fu forse proprio tra quelle ragazze, reali o idealizzate, che visse Graziella, la protagonista del romanzo omonimo di Alphonse de Lamartine. Figlia del popolo, dolce, sensibile e pura, Graziella viene spesso associata alle giovani cresciute tra le mura del Conservatorio. Il poeta francese, ospite sull’isola nel 1811 durante il Grand Tour, ne rimase talmente colpito da trasformare quell’amore fugace e struggente in un simbolo eterno. La leggenda vuole che Graziella fosse realmente esistita, una giovane procidana di grande bellezza e animo gentile, conosciuta da Lamartine durante il suo soggiorno napoletano. Si dice che frequentasse il Conservatorio, o che almeno lì avesse trovato riparo dalla durezza della vita. Morì giovanissima, per malattia, lasciando un vuoto che il poeta colmò con versi intrisi di malinconia. La sua figura è ancora oggi celebrata sull’isola, ogni estate, con una sfilata in costume che rievoca il suo spirito romantico e il fascino discreto delle donne di Procida.

Il Conservatorio, così, diventa non solo un luogo di memoria, ma anche di ispirazione. Un angolo in cui la storia e la letteratura si intrecciano, dando voce alle donne dimenticate, a chi ha vissuto nell’ombra e a chi, come Graziella, ha lasciato un’impronta senza bisogno di gridare.

Tuffati nei colori di Marina Corricella

Scendere a Marina Corricella è come attraversare un grande dipinto ad acquerello. Le scalinate che si snodano tra archi bassi e muretti scoloriti sembrano portarti dentro un mondo che non si cura del presente. Tutto è sospeso nel tempo. Le reti da pesca stese ad asciugare, le barche che dondolano dolcemente, i gatti che dormono sotto i tavoli dei ristoranti.

Arriva lì la mattina presto, quando il cielo inizia a lasciarsi alle spalle le sfumare rosa dell’alba. Ogni casa di questo borgo ha un colore diverso, di intense tonalità pastello. Questo perchè, in passato, i marinai potevano riconoscere il colore della propria dimora da lontano, anche con la nebbia del mattino. Ogni facciata è praticamente un saluto accogliente a chi torna dal mare.

Procida, l'isola della lentezza. Cosa vedere e cosa fare sull'isola Marina Corricella non ha strade, solo scalinate, vicoletti, passaggi sotto le case. È un labirinto di vita lenta, di voci sommesse, di profumi che escono dalle cucine. E’ un luogo dove la bellezza non ha bisogno di annunciarsi, ti arriva addosso come un soffio, senza preavviso, mentre cammini senza meta e all’improvviso ti ritrovi davanti al mare.

È anche qui che fu girato Il Postino, l’ultimo film di Massimo Troisi. E mentre sorseggi un bicchiere di vino bianco locale, seduto su una terrazza, puoi capire perché proprio questo luogo fu scelto come location. Perché Corricella è muta poesia.

Spiagge che parlano al cuore

Non si va a Procida per cercare il lusso. Si va per trovare l’essenziale. E le sue spiagge, così discrete e autentiche, sono l’essenza stessa dell’isola.

La Spiaggia del Pozzo Vecchio, conosciuta come la “Spiaggia del Postino”, ti accoglie silenziosa. L’acqua è ferma come uno specchio e solo qualche ragazzo del posto si tuffa ridendo. La sabbia nera, figlia del vulcano, da alla baia un’aria primordiale, come se nulla fosse cambiato da secoli. Siediti sulla riva, ascolta il rumore regolare delle onde e il fruscio del vento tra le canne. Ti rendi conto che non stai solo ammirando il mare, lo stai ” sentendo” con tutto te stesso. 

La spiaggia di Chiaiolella

Poi c’è la Chiaiolella, lunga e baciata dal sole, dove le famiglie si radunano con teli colorati e bambini che corrono. Qui la vita ha il suono delle ciabatte sulla sabbia calda e l’odore del panino con la parmigiana portato da casa. È una spiaggia sincera, vera, fatta di rituali semplici e quotidiani. Verso sera, quando il sole scende dietro l’isolotto di Vivara e colora tutto d’arancio, la Chiaiolella si trasforma. I pescatori rientrano, le ombre si allungano, e il giorno si accomiata come un vecchio amico.

Ma se cerchi un rifugio più intimo, vai alla Lingua o alla Silurenza, spiagge piccole, nascoste, silenziose. Alla Lingua, il pontile abbandonato è diventato un molo per i pensieri. Seduto lì, con i piedi nell’acqua, ti sembrerà di poter fermare il tempo. La Silurenza invece è una carezza di sabbia fine, protetta da una parete di roccia, dove anche il sole sembra voler restare più a lungo.

Le calette segrete

E poi ci sono le calette segrete, quelle che non trovi sulle mappe ma che ti vengono sussurrate da chi l’isola la conosce bene. Ci arrivi solo a piedi, o in barca, magari con qualcuno che ti porta “dove andava suo nonno a fare il bagno”. Baie in cui ogni tuffo ha il sapore dell’iniziazione, ogni bagno è un piccolo rito, e ogni sasso levigato dal mare custodisce una storia che nessuno ha ancora raccontato.

A Procida, il mare non è mai sfacciato. È intimo. Ti accompagna senza imporsi, ti consola senza chiedere nulla. Le sue spiagge non vogliono stupire, vogliono accogliere. E quando te ne vai, ti rendi conto che un po’ di quella sabbia l’hai portata con te, dentro l’anima.

L’Isola di Arturo, di Elsa Morante

Tra le pieghe del cielo azzurro e i profumi salmastri di Procida nacque uno dei romanzi più intensi della letteratura italiana del Novecento: L’isola di Arturo di Elsa Morante. Pubblicato nel 1957 e vincitore del Premio Strega, il libro è un inno struggente all’adolescenza, alla solitudine, al mistero dell’esistenza. Morante visitò Procida per la prima volta negli anni ’40, in compagnia di amici napoletani, e rimase folgorata da quell’isola piccola e remota, così diversa dal mondo caotico di Roma e di Napoli. I suoi paesaggi aspri e delicati, le case tinte di colori vivaci, la natura ancora selvaggia e il senso profondo di isolamento furono la linfa che nutrì la sua immaginazione.

Procida, l'isola della lentezza. Cosa vedere e cosa fare sull'isola La storia di Arturo Gerace

A Procida, Elsa trovò un microcosmo perfetto per ambientare la storia di Arturo Gerace, un ragazzo cresciuto nell’adorazione di un padre assente e in un’educazione impregnata di miti cavallereschi e sogni di gloria, destinato a scontrarsi con la dura realtà dell’età adulta. Gli scorci descritti nel romanzo, la Casa dei Guaglioni, la spiaggia silenziosa, il carcere che incombe cupo su Terra Murata, sono trasfigurazioni poetiche di luoghi reali che l’autrice esplorò e amò visceralmente. Ma ciò che più la colpì, e che si sente vibrare in ogni pagina, fu la condizione esistenziale degli isolani. Un misto di orgoglio, fatalismo e struggente bisogno d’amore.

L’isola non è solo uno sfondo, bensì una creatura viva, complice e matrigna, che plasma Arturo e ne accompagna i moti interiori. Come scrisse Morante, “Procida è una patria immaginaria e assoluta, dove ogni sogno è possibile e ogni delusione inevitabile“. La luce abbacinante, il mare infinito, la durezza della terra..tutto si fonde nel romanzo in una potente metafora della crescita e della perdita dell’innocenza. È grazie a Procida che Elsa Morante poté raccontare, con una voce limpida e ferita, il viaggio universale di ogni essere umano alla ricerca del proprio posto nel mondo.

Tradizioni e cultura

Procida è un’isola che vive ancora sospesa tra mito e realtà, custode di tradizioni antiche che il tempo non ha scalfito. La sua anima autentica si rivela soprattutto nelle feste popolari, nei riti religiosi e nei piccoli gesti quotidiani che raccontano una storia secolare di mare, di fede e di comunità. Una delle tradizioni più emozionanti è senza dubbio la Processione dei Misteri, che si svolge il Venerdì Santo: un corteo struggente e solenne in cui grandi tavole dipinte e statue raffiguranti scene della Passione sfilano per le strade, portate a spalla dai giovani procidani. Ogni quartiere prepara per mesi la propria “misteria”, in un’opera collettiva di arte, fede e memoria che coinvolge tutta l’isola. Ma Procida è anche la terra del mare e dei limoni.

La pesca e la coltivazione di agrumi sono attività che non hanno mai cessato di scandire il ritmo della vita quotidiana. Non è raro incontrare ancora oggi anziani pescatori che intrecciano reti a mano o donne che preparano conserve di limoni secondo ricette tramandate di madre in figlia. Le feste patronali, come quella dedicata a San Michele Arcangelo, il protettore dell’isola, esplodono in una gioiosa celebrazione di fuochi d’artificio, processioni in mare e musica tradizionale.

I piatti tipici di Procida

La gastronomia dell’isola è un altro specchio della sua identità, fatta di semplicità, ingegno e amore per le cose genuine. Non si può dire di aver conosciuto davvero Procida senza aver assaggiato il suo celebre coniglio alla procidana, cotto lentamente con pomodorini, aglio, vino bianco e aromi raccolti nei campi. Un piatto che parla di un’antica cultura contadina, quando il coniglio allevato nelle case era un lusso delle grandi occasioni. Dal mare arrivano invece specialità come i totani e patate, una ricetta povera ma di un’intensità unica, oppure le linguine ai frutti di mare, preparate con vongole appena raccolte e un filo di olio locale profumato. 

L’insalata di limoni sorprende con la sua freschezza agrumata, e il tradizionale casatiello dolce, il rustico di Pasqua arricchito da glassa e confetti, racconta le feste con il profumo di casa. Non si può poi lasciare l’isola senza aver assaggiato una fetta di torta al limone o una granita preparata con i limoni più profumati del Mediterraneo, coltivati nei cosiddetti “giardini segreti”, orti murati dove il tempo sembra essersi fermato. A Procida, ogni piatto è molto più di un semplice pasto. E’ una dichiarazione d’amore alla terra, al mare e alla memoria.

Perchè Procida è l’isola della lentezza

Procida è un respiro lento nel cuore del Mediterraneo, una carezza di luce sospesa tra cielo e mare. Non è un luogo da conquistare, ma da ascoltare. Camminando tra i suoi vicoli stretti, tra il silenzio antico di Terra Murata e il sorriso aperto dei pescatori della Corricella, si comprende che Procida non va solo visitata, va rispettata, va amata come si ama una creatura fragile e preziosa. Ogni muro scrostato dal vento, ogni scalino consumato dal sale racconta storie che nessun tempo potrà mai cancellare, ma che il turismo distratto potrebbe facilmente ferire.

Qui il tempo si dilata, si fa lento, e chi arriva deve imparare a rallentare con lui. Procida non si offre a chi corre, a chi consuma. Si svela, poco a poco, a chi sa fermarsi a guardare il riflesso delle barche sull’acqua, a chi sa ascoltare il fruscio degli agrumeti sotto il sole di aprile, a chi sa perdersi senza fretta in un intreccio di voci, di profumi, di silenzi antichi. È un’isola che chiede rispetto, che chiede di essere attraversata in punta di piedi, come si attraversa un sogno fragile al risveglio.

Un mondo antico che chiede di essere custodito, e non invaso

Chi viene qui non deve lasciare tracce rumorose, ma solo impronte leggere, come quelle di un bambino sulla sabbia. Non serve molto. Basta camminare piano, guardare con occhi nuovi, parlare a bassa voce, vivere l’isola così com’è, senza desiderare di cambiarla. Perché ogni sua imperfezione è bellezza, ogni sua crepa è memoria viva.

Procida è un piccolo mondo antico che chiede di essere custodito, non invaso. È un testimone di tempi in cui la vita si misurava col ritmo del mare e delle stagioni, e ancora oggi, se tendiamo bene l’orecchio, possiamo sentire la voce del vento che racconta, in dialetto procidano, storie di partenze, di ritorni, di speranze mai sopite. È nostra responsabilità non spezzare questo incanto.

E’ un’isola che non ha bisogno di nulla per essere perfetta. Un’isola che, come scriveva Elsa Morante, è “una patria dell’anima”, e come ogni patria vera, merita solo amore, rispetto e gratitudine.

Immagina un luogo dove la natura cura, l’acqua rigenera e il dolore si dissolve come nebbia al sole. Un’isola incantata dove il tempo sembra rallentare, e ogni respiro profuma di mare, rosmarino e antiche leggende. Benvenuto a Ischia, la perla termale del Mediterraneo, meta d’elezione per chi cerca sollievo e benessere attraverso l’antico e potente connubio tra terme e artrosi.

Sempre più persone affette da coxoartrosi, artrosi alle ginocchia, alla schiena o ad altre articolazioni scoprono i benefici straordinari delle acque termali ischitane, un patrimonio naturale che affonda le sue radici nell’epoca dei Greci e dei Romani, e che oggi continua a rappresentare una risorsa terapeutica di prim’ordine, riconosciuta anche dalla medicina moderna. Preparati a scoprire tutto ciò che rende Ischia una delle destinazioni più amate per chi desidera coniugare salute e natura, terme e artrosi, in un’esperienza di profondo benessere.

Terme e artrosi

Le proprietà terapeutiche delle acque termali di Ischia

Ischia vanta una straordinaria ricchezza di sorgenti termali, grazie alla sua origine vulcanica. Le acque termali dell’isola sono ricche di minerali come zolfo, sodio, calcio e bicarbonato, che conferiscono loro proprietà antinfiammatorie, analgesiche e rilassanti. Queste caratteristiche le rendono particolarmente indicate per il trattamento della coxoartrosi, aiutando a ridurre il dolore, migliorare la mobilità articolare e favorire il rilassamento muscolare

I principali parchi termali di Ischia

Giardini Poseidon Terme, Forio

Situato nella Baia di Citara, il Parco Termale Giardini Poseidon è il più grande dell’isola, con oltre 20 piscine termali alimentate da acque curative non trattate, con temperature che variano dai 16°C ai 40°. Il parco offre anche una sauna naturale scavata nel tufo, percorsi Kneipp e una spiaggia privata attrezzata. 

Forio di Ischia con i bambini. 7 cose da fare insieme sull'isola.Le acque termali dei Giardini Poseidon provengono da sorgenti sotterranee di origine vulcanica, arricchite da minerali come zolfo, sodio, potassio e calcio. Queste acque sono classificate come bicarbonato-solfato-alcaline e vengono utilizzate sia per la balneoterapia che per l’idroterapia. Le loro proprietà curative sono particolarmente efficaci nel trattamento di patologie osteoarticolari, infiammatorie e dermatologiche. Le acque termali dei Giardini Poseidon rappresentano dunque una risorsa preziosa per chi cerca sollievo dalla coxoartrosi, grazie alle loro proprietà terapeutiche e all’ambiente naturale circostante che favorisce il benessere fisico e mentale.

Parco Termale Negombo, Lacco Ameno

Le acque termali del Parco Negombo, situato nella suggestiva Baia di San Montano a Lacco Ameno, sono classificate come minerali salso-alcaline e ipertermali, sgorgando a temperature superiori ai 40°C. Queste acque sono ricche di cloruro di sodio e presentano una lieve presenza di radon, un gas nobile che favorisce l’assorbimento dei sali minerali nell’organismo, potenziando l’effetto antinfiammatorio e lenitivo.

Per chi soffre di coxoartrosi, le acque termali del Parco Negombo offrono diversi vantaggi. ​Riducono il dolore e l’infiammazione, migliorano la mobilità articolare e stimolano la circolazione. I minerali presenti nelle acque termali hanno grandi proprietà antinfiammatorie che possono alleviare i sintomi della coxoartrosi.

Il Parco Negombo offre una varietà di strutture e trattamenti che amplificano i benefici delle sue acque termali. Puoi trovare infatti doccioni termali a 30° che massaggiano naturalmente i muscoli, alleviando la tensione su spalle e nuca, e tre vasche collegate tra loro perfette per la riabilitazione motoria, situate in una zona panoramica. Puoi usufruire poi della Grotta di Tufo, profonda 12 metri, dove puoi immergerti in una vasca di rilassamento e fare docce cervicali, e della piscina Kneip, che ha vasche con temperature varianili tra i 18° e i 38°C, che va a stimolare la circolazione periferica tonificando il corpo.​  Le acque termali del Parco Negombo, grazie alla loro composizione minerale e alle strutture dedicate, rappresentano una risorsa preziosa per chi cerca sollievo dalla coxoartrosi, offrendo un’esperienza terapeutica immersa nella natura incontaminata di Ischia.

Terme e artrosi. Giardini Termali Aphrodite-Apollon, Sant’Angelo

Situato nella pittoresca località di Sant’Angelo, il Parco Termale Aphrodite-Apollon si estende su una superficie di 7.000 metri quadrati, offrendo un ambiente naturale unico per il benessere e la cura del corpo. Le acque termali del parco sono di tipo salso-bromo-iodiche-bicarbonato-alcaline, alimentate naturalmente da pozzi artesiani che ne preservano le proprietà rigeneranti e curative. Le temperature delle piscine variano dai 26°C ai 40°C, permettendo trattamenti personalizzati in base alle esigenze individuali. 

Per chi soffre di coxoartrosi, le acque termali dei Giardini Termali Aphrodite-Apollon offrono diversi vantaggi. Le proprietà antinfiammatorie delle acque aiutano a diminuire il dolore articolare mentre l‘effetto rilassante sui muscoli e sulle articolazioni favorisce una maggiore libertà di movimento.​ Le variazioni di temperatura delle piscine stimolano la circolazione sanguigna, contribuendo al benessere generale e i minerali presenti nelle acque termali hanno proprietà antinfiammatorie che possono alleviare i sintomi della coxoartrosi.

Il parco offre una varietà di strutture e trattamenti che amplificano i benefici delle sue acque termali, come le dodici piscine con temperature variabili dai 20°C ai 42°C, tra cui due piscine olimpioniche e una coperta con idromassaggio, tutte alimentate naturalmente senza l’aggiunta di cloro. Il parco vanta anche un beauty center in cui provare trattamenti estetici e massaggi personalizzati, nonchè una spiaggia privata con accesso diretto, perfetta per completare il percorso di relax e benessere.

Parco Termale Castiglione, Casamicciola Terme

Situato in una verdeggiante conca naturale a Casamicciola Terme, il Parco Termale Castiglione è alimentato dalla sorgente del Castiglione, che sgorga a una temperatura di 78°C. Le acque termali di questa sorgente sono classificate come salso-bicarbonato-solfato-alcaline, ricche di minerali e oligoelementi benefici per la salute. Queste acque sono particolarmente indicate per il trattamento di diverse patologie, tra cui reumatismi, artrosi, nevralgie, fratture, strappi muscolari, disturbi femminili, malattie dell’apparato respiratorio e malattie cutanee. ​

Il Parco Termale Castiglione offre una varietà di strutture e trattamenti che amplificano i benefici delle sue acque termali. Vanta dieci piscina, di cui otto sono termali con temperature che variano dai 30° ai 40°C, e una piscina olimpica alimentata da acqua di mare. Inoltre puoi usufruire del percorso Kneipp e della sauna naturale, perfetta per purificare il corpo. La fangobalneoterapia è perfetta per chi soffre di patologie osteoarticolari mentre le cure inalatorie, seguite da medici specialisti, alleviano le infiammazioni respiratorie.

Inoltre, il parco dispone di un Centro Terme Beauty & Spa, che propone un’ampia scelta di trattamenti e pacchetti termali ed estetici. Le cure termali tradizionali, come fango, bagno, inalazioni e aerosol, possono essere effettuate in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, previa prescrizione medica. 

Terme e artrosi. Fonte delle Ninfe Nitrodi, Barano d’Ischia

Situato nella località di Buonopane, nel comune di Barano d’Ischia, il Parco Termale Nitrodi è noto per la sua sorgente millenaria, le cui acque sono classificate come salso-bicarbonato-alcaline. Queste acque, ricche di sodio, calcio, potassio, cloro, zolfo e carbonio, sono erogate totalmente pure tramite apposite docce, senza l’aggiunta di sostanze chimiche come il cloro, preservando così le loro proprietà naturali, proprietà che possono contribuire a ridurre la percezione del dolore associato alla coxoartrosi.

Il Parco Termale Nitrodi offre un ambiente naturale e rilassante, immerso nel verde, dove è possibile beneficiare delle sue acque attraverso docce termali. Non dispone di piscine, scelta che garantisce la purezza delle acque e ne preserva le proprietà terapeutiche. Inoltre, il parco è noto per le sue proprietà cicatrizzanti a livello cutaneo e cutaneo-mucoso, rendendolo ideale anche per trattamenti dermatologici. Rappresenta quindi una destinazione ideale per chi cerca sollievo dalla coxoartrosi, grazie alle proprietà terapeutiche delle sue acque termali e all’ambiente naturale che favorisce il benessere fisico e mentale.

Parco Termale dell’Hotel La Reginella, Lacco Ameno

Situato nel cuore di Lacco Ameno, l’Hotel La Reginella Resort & Spa offre un’esperienza termale immersa in un lussureggiante giardino mediterraneo. Il parco termale dell’hotel dispone di sette piscine termali con temperature variabili, ideali per trattamenti mirati alla coxoartrosi. Le acque termali, ricche di minerali benefici, contribuiscono a ridurre l’infiammazione e migliorare la mobilità articolare. La struttura include anche una spa attrezzata, una palestra e un campo da tennis, offrendo un approccio completo al benessere. La posizione centrale dell’hotel permette un facile accesso alle attrazioni locali, rendendolo una scelta eccellente per chi cerca relax e cura della salute

Hotel con terme naturali a Ischia. Albergo la Reginella.Benefici delle acque termali per la coxoartrosi

Le acque termali di Ischia non sono semplicemente una risorsa naturale, sono un patrimonio prezioso di salute, storia e bellezza, incastonato tra il verde rigoglioso dell’isola e l’azzurro profondo del mare. La loro ricchezza minerale, la varietà delle sorgenti, la temperatura naturale perfettamente equilibrata, unite a una tradizione millenaria di cure e benessere, rendono Ischia una delle mete termali più rinomate al mondo.

Per chi soffre di coxoartrosi poi, queste acque rappresentano molto più di un sollievo. Sono una vera carezza curativa, capace di penetrare in profondità nelle articolazioni infiammate, lenire il dolore, restituire mobilità e regalare una nuova sensazione di leggerezza e vitalità. E poi c’è il valore umano. A Ischia le terme sono cultura, accoglienza, sapere tramandato. Gli operatori termali, i medici, i terapisti che accolgono ogni giorno ospiti da tutto il mondo, lo fanno con un’attenzione e una professionalità che trasformano ogni trattamento in un’esperienza unica e personale.

Scegliere Ischia significa immergersi in un ecosistema di benessere totale, dove il corpo si cura, la mente si rilassa e l’anima si rigenera. È un’isola che abbraccia, che accoglie, che guarisce, che vanta un connubio perfetto tra terme e atrosi. Un luogo dove la natura ha trovato il suo linguaggio più dolce, quello dell’acqua calda che scorre e guarisce, che avvolge e protegge. 

Nel cuore della splendida isola di Ischia, adagiata nel pittoresco borgo di Lacco Ameno, esiste un luogo che ha il sapore delle leggende e il profumo di fiori d’arancio: l’albergo La Reginella, un autentico rifugio di benessere dove l’acqua cura, il tempo rallenta e ogni dettaglio racconta una storia. È molto più di un semplice hotel con terme naturali a Ischia. E’ un’esperienza che rigenera corpo, mente e anima.

Entrare nell’albergo La Reginella è come varcare la soglia di un piccolo regno incantato. L’aria profuma di macchia mediterranea, i fiori di bouganville si arrampicano lungo le facciate colorate e gli ospiti camminano silenziosamente nei vialetti, rapiti dalla quiete. Qui, dove le acque termali sgorgano da millenni, si respira una pace rara, quasi sacra.

Hotel con terme a Ischia. Albergo la Reginella.

Le camere: eleganza e comfort per sognare a occhi aperti

L’Albergo La Reginella di Ischia offre una varietà di camere pensate per soddisfare ogni tipo di viaggiatore. Dalle eleganti camere standard con vista sul giardino alle suite panoramiche con terrazze private, ogni stanza è arredata con gusto e attenzione ai particolari: pavimenti in maiolica dipinta a mano, tessuti pregiati, mobili dal fascino senza tempo. Ma il vero lusso qui è il silenzio, interrotto solo dal canto degli uccelli e dallo scroscio dell’acqua termale che scorre discreta tra le fontane del giardino.

Il comfort è totale. Climatizzazione, Wi-Fi, minibar, TV satellitare, e una selezione di cuscini per il massimo relax. Al mattino il sole filtra dalle persiane in legno, accarezzando i volti assonnati di chi si risveglia nel cuore del Mediterraneo. In stanza trovi un buon kit di cortesia, accappatoi e pantofole da camera. Giornalmente vengono lasciti i teli utilizzabili per il parco termale. 

Hotel con terme naturali a Ischia. Albergo la Reginella.

Immergiti nel paradiso termale

Se esiste un motivo per cui La Reginella è una destinazione ambita in tutto il mondo, è per il suo parco termale privato, un vero paradiso di acque curative. Sette piscine termali, ciascuna con una temperatura e una funzione diversa, offrono un percorso rigenerante che abbraccia ogni ospite. Le acque provengono da sorgenti naturali note sin dall’antichità per le loro straordinarie proprietà benefiche: alleviano dolori muscolari, purificano la pelle, favoriscono la circolazione e rilassano profondamente. La piscina Kneipp alterna getti d’acqua calda e fredda per stimolare la microcircolazione, la piscina con idromassaggio è un abbraccio rilassante per la schiena e le gambe affaticate, mentre le vasche esterne tra le palme permettono un’immersione nel verde mentre il vapore termale accarezza il viso e cura il corpo. Una delle piscine esterne contiene acqua marina, perfetta per chi desidera alternare il potere terapeutico del mare con quello delle terme.

Hotel con terme naturali a Ischia. Albergo la Reginella.Un team esperto guida gli ospiti nei percorsi benessere più adatti alle loro esigenze, in un’atmosfera intima e accogliente che rende questo hotel con spa termale a Ischia una vera perla.

Le acque termali: oro liquido per il corpo e l’anima

Ischia è un’isola che custodisce nel suo cuore un dono raro: le acque termali naturali, che sgorgano calde e minerali dalle profondità vulcaniche. L’Hotel La Reginella, costruito sopra una delle più antiche sorgenti dell’isola, ne è custode e interprete.

Queste acque, ricche di bicarbonato, solfato, sodio, cloruro, magnesio e microelementi preziosi, sono utilizzate nei trattamenti e nei bagni termali dell’albergo. I benefici sono molteplici. Alleviano dolori articolari e muscolari, migliorano la circolazione sanguigna, favoriscono il rilassamento mentale e sono indicate per problemi dermatologici e respiratori

I Romani già conoscevano la potenza curativa di queste sorgenti, che chiamavano “aqua sanatrix”. Presso La Reginella, si può vivere questa antica sapienza con comfort e modernità.

Hotel con terme naturali a Ischia. Albergo la Reginella.Hotel con terme a Ischia. Prova rituali antichi per il benessere contemporaneo

Scendendo pochi scalini tra pareti in tufo e candele accese, si entra nella Spa de La Reginella, un piccolo santuario sotterraneo dove ogni respiro si fa più lento e profondo.

La luce qui è morbida, la musica sussurra note d’acqua e vento. I trattamenti sono tanti e tutti ispirati alla natura e alle tradizioni mediterranee. Puoi fare massaggi linfodrenanti e antistress con oli essenziali di lavanda e arancio dolce, rilassanti scrub al sale marino e limone per rigenerare la pelle o impacchi di fango termale per sciogliere le tensioni. 

Se cerchi esperienze più intense, ci sono percorsi personalizzati con uno specialista naturopata, che unisce fitoterapia, dieta leggera, esercizi respiratori e momenti di meditazione guidata nel giardino termale.

Prova la cucina ischitana

Quando il sole comincia a calare e le ombre allungate si riflettono tra i vialetti fioriti del resort, è il momento in cui la cucina dell’Hotel La Reginella accende la sua magia.

Nel ristorante interno le luci sono calde, soffuse, come fiaccole che accompagnano il crepuscolo. I tavoli sono elegantemente apparecchiati con ceramiche locali, e nell’aria si diffonde l’aroma del pesce fresco, del pane appena sfornato, del basilico appena colto. 

Per chi desidera prendersi cura di sé anche a tavola, non mancano proposte vegetariane e detox, pizze, smoothies di frutta fresca e tisane officinali servite durante la giornata sotto un pergolato profumato di gelsomini, immerso nel parco termale. 

Anche la colazione è una coccola. Numerosi sono i dolci proposti, con una piccola alternativa lactose free. Cornetti, ciambelle, torte fatte in casa, sfogliatelle…Marmellate particolari, miele, pane fresco di diverse tipologie e frutta fresca sono perfetti se desideri una colazione leggera ma gustosa, mentre se ami il salato puoi optare per uova strapazzate e bacon. A richiesta servono latte vegano o spremute fresche. 

Passeggia a Lacco Ameno

A pochi passi dall’ingresso dell’hotel Si apre uno dei luoghi più suggestivi dell’intera isola, Lacco Ameno, con il suo Fungo, il celebre scoglio tufaceo che emerge dal mare come un gigante addormentato.

Il borgo è un mosaico di case bianche, botteghe artigiane e terrazze fiorite che si affacciano sul porto. Passeggiare qui, con il rumore delle onde come sottofondo e il profumo del mare tra i capelli, è un’esperienza che scalda il cuore. È facile perdersi tra i vicoletti, fermarsi a gustare un gelato, acquistare un paio di sandali fatti a mano o sedersi su una panchina a guardare le barche rincorrersi nel vento.

A poca distanza si trova anche il Museo di Villa Arbusto, che ospita il famoso reperto greco della Coppa di Nestore e racconta la millenaria storia termale e culturale di Ischia.

Un arrivederci che sa di promessa

L’Hotel La Reginella a Ischia non è solo un luogo dove si dorme e ci si cura. E’ un santuario dell’anima, dove l’acqua canta, il sole abbraccia e ogni dettaglio ti sussurra che sei nel posto giusto, al momento giusto. Se chiudi gli occhi ora, puoi quasi sentire il rumore leggero delle palme mosse dal vento, il profumo del rosmarino, il calore dell’acqua che ti accoglie come una madre antica.

Nel cuore dell’isola di Ischia, tra le colline di Forio e il mare, si trova il Parco Giardini La Mortella, un luogo dove la natura, la musica e l’amore si fondono in un’armonia perfetta. Creato da Lady Susana Walton, moglie del compositore inglese Sir William Walton, questo giardino botanico è un’oasi di bellezza e serenità, un tributo alla passione per la vita e l’arte.

Il nome La Mortella nasce dalla parola napoletana “mortella”, che significa mirto ( una pianta mediterranea antica e sacra, simbolo di amore eterno e rinascita ). Quando Lady Susana Walton arrivò in questa valle selvaggia a Forio, la prima pianta che notò fu proprio il mirto, che cresceva spontaneo tra le rocce e il vento. Era come se la natura le stesse parlando, offrendo un nome e un’anima al luogo che sarebbe diventato il suo rifugio di vita e arte. Il mirto, con il suo profumo intenso e le sue piccole foglie sempreverdi, è anche un simbolo di fedeltà e memoria. Così come il giardino, che custodisce non solo la bellezza botanica, ma anche il ricordo indelebile di William Walton e dell’amore condiviso con Susana.

Giardini la Mortella a Ischia

Appena varchi l’ingresso dei Giardini la Mortella a Ischia vieni subito abbracciato da un senso di quiete profonda. Il rumore del mondo svanisce, lasciando spazio al canto degli uccelli, al fruscio delle foglie, al sussurro dell’acqua. È qui che comincia il tuo viaggio, in punta di piedi, tra bellezza e silenzio.

Il Giardino a Valle, un abbraccio tropicale

In questa zona rigogliosa il microclima favorevole ha permesso la creazione di una vera foresta subtropicale. Tra piante rare, fiori esotici e laghetti pieni di vita puoi esplorare la Serra Tropicale, uno scrigno di meraviglie dove fioriscono orchidee colorate, felci arboree, piante carnivore e la maestosa Victoria amazonica, che sboccia solo per due notti. L’umidità ti accarezza il viso, la natura ti avvolge come una carezza antica e ti guida verso la Fontana Ottagonale. Posta al centro di una radura, questa fontana geometrica è stata costruita per l’ottantesimo compleanno di Sir Walton ed emana un senso di ordine e grazia. Circondata da piante acquatiche e fiori, tra cui le felci arboree e orchidee, riflette il cielo e sembra respirare insieme al giardino. Poco distante trovi invece la Fontana Grande, una delle fontane più scenografiche dei Giardini La Mortella, con giochi d’acqua che scendono su più livelli tra papiri, ninfee e felci giganti. Un angolo che sembra sussurrare racconti di foreste lontane. Sullo stesso livello puoi raggiungere inoltre il Ninfeo, uno spazio meditativo con una composizione di pietre e acqua che richiama l’antica Roma, luogo di silenzio e contemplazione dedicato a Lady Walton. La fontana creata in suo onore porta una scritta che che recita: “Questo angolo verde è dedicato a Susana che ha amato teneramente, ha lavorato con passione e ha creduto all’immortalità”.

Il Museo e la Sala Concerti. La voce della memoria

Poco più in alto, raggiungibile tramite una scalinata pittoresca avvolta dalla florida vegetazione, puoi visitare il Museo William Walton.  Si trova all’interno di una delle strutture originali della casa e custodisce spartiti, fotografie, lettere e oggetti personali del compositore.

Giardini la Mortella a Ischia. informazioni e guida alla visita.Al suo interno è situata anche la sala dei concerti, un piccolo scrigno in legno e vetro dove si tengono concerti di musica da camera. L’acustica perfetta, l’intimità del luogo e la vista sul giardino rendono ogni esibizione un’emozione irripetibile. All’uscita, lungo la parete rocciosa ricoperta da profumato rosmarino, una rampa di scale ti conduce alla Voliera, dove sono ospitate diverse specie di pappagalli.

Il Giardino in Collina, dove la terra incontra il cielo

Salendo tra vialetti e gradini nascosti, il paesaggio cambia, le piante esotiche lasciano spazio a essenze mediterranee. Qui l’aria profuma di lavanda, rosmarino e mirto. Troverai lungo il percorso il meraviglioso Tempio del Sole, un luogo simbolico, una vecchia cisterna trasformata in un santuario laico dedicato alla bellezza. E’ diviso in tre ambienti: la stanza della nascita, della maturità e della morte, dove trovi la Sibilla Cumana. Scolpita da luci e ombre, decorata con bassorilievi musicali e mitologici, è un punto d’incontro tra arte e spiritualità. Poco distante si trova il Giardino Mediterraneo, un percorso tra olivi, agavi, palme e lavande, che omaggia la vegetazione autoctona dell’isola. Ogni pianta sembra raccontare una storia antica di vento, sole e resilienza.

Giardini la Mortella a Ischia. informazioni e guida alla visita.In questa zona puoi ammirare anche la Cascata del Coccodrillo, una scenografia esotica in cui l’acqua si getta da più livelli in una vasca con piante acquatiche e una statua orientale. Un piccolo mondo che vive e respira accanto a te.

Giardini la Mortella a Ischia. informazioni e guida alla visita.Non perderti una sosta rilassante nella Sala Thai. E’ un magnifico padiglione zen incorniciato da piante orientali, come aceri giapponesi e bambù, dove il tempo si ferma e il respiro si espande, diventando tutt’uno col vento caldo dell’isola d’Ischia. Seduto sulla panchina orientale puoi chiudere gli occhi e ascoltare il silenzio, ammirare i fiori di loto nelle vasche e perderti nei pensieri, che qui diventano musica. Dalla Sala Tahi, seguendo il percorso segnalato, puoi raggiungere la Glorieta, un pergolato affacciato sul mare coperto di rose rampicanti e glicini. Di fronte, il “lago di vetro”, una composizione di ghiaia blu che brilla sotto il sole come acqua cristallizzata.

Il Teatro Greco. Musica sospesa tra cielo e mare

Costruito sul fianco della collina il teatro Greco è un delizioso anfiteatro all’aperto che sembra disegnato dalla natura stessa. Le gradinate in pietra, avvolte dal verde, accolgono concerti d’orchestra e performance durante la stagione estiva. Davanti a te, solo il mare e l’orizzonte.

La Roccia di Sir William, il cuore segreto dei Giardini La Mortella

Sulla cima più alta di La Mortella, là dove il cielo si tocca con un dito e il vento sussurra tra i rami, si trova un luogo che vibra di silenzio e sacralità: la Roccia di Sir William Walton.

Giardini la Mortella a Ischia. informazioni e guida alla visita.Qui, tra le piante mediterranee che danzano leggere al soffio del mare, riposano le sue ceneri, custodite nella roccia viva, come a voler fondere per sempre la sua anima con quella dell’isola. Una statua di Afrodite, la dea dell’amore e della bellezza, veglia discreta su questo angolo sospeso tra terra e infinito. Ma questa non è solo una tomba. È un tempio d’amore.
Ogni pietra, ogni foglia, ogni nota suonata tra questi sentieri, racconta di un legame indissolubile tra un uomo, la sua musica e la donna che ha trasformato il dolore in creazione. Lady Susana volle che questo fosse il cuore pulsante del giardino. Non un luogo di tristezza, ma di eternità.

E quando ti fermi qui, in silenzio, e guardi l’orizzonte che si apre sull’oceano del tempo, senti che la presenza di Sir William è ancora tangibile, in ogni nota che galleggia nell’aria, in ogni fiore che sboccia, in ogni passo che compi su quella terra amata. 

Giardini La Mortella a Ischia. Consigli pratici per la visita

I giardini La Mortella hanno due entrate, una a valle e una in alto sulla collina. Optando per l’ingresso superiore, in via Zaro, puoi usufruire di un piccolo parcheggio gratuito e puoi fare la visita cominciando dalla parte alta, per poi fare il percorso a ritroso. L’entrata pedonale invece è a valle, in Via Calise 45. Il parco si estende su una superficie di 2 ettari, ed è dislocato su due livelli collegati tra loro da scale, rampe e affacci paesaggistici di rara bellezza. La visita non è guidata, e richiede circa un paio d’ore. Il percorso non è adatto a passeggini. Ti consiglio scarpe comode e un’abbigliamento consono al luogo, ossia sportivo e a strati, soprattutto durante le mezze stagioni. Nelle zone d’ombra la temperatura è più bassa e potrebbe servire un golfino. 

Il percorso è ben segnalato, e puoi inoltre usufruire della visita interattiva scansionando il QR-Code che trovi sulle targhe espositive. In biglietteria trovi comunque la mappa cartacea del giardino con le informazioni sul parco e il percorso di visita dettagliato. L’ingresso non è consentito a minorenni non accompagnati da un adulto, ne a animali, nemmeno se tenuti al guinzaglio. 

All’interno dei Giardini La Mortella trovi un meraviglioso bar, molto scenografico, diverse aree di sosta e servizi igienici, disposti su più livelli. Per l’ingresso ai giardini non è necessaria la prenotazione, che invece è obbligatoria per i concerti e per le visite guidate. Il miglior orario per visitare i Giardini La Mortella a Ischia è la mattina presto o, in alternativa, il tardo pomeriggio, per godere non solo della luce più bella ma anche del minor affollamento. 

Informazioni e prezzi

Il biglietto di ingresso costa 12,00 €, ridotto a 10,00 € per ragazzi dai 12 ai 18 anni e per i titolari della Disability Card. I bambini dai 6 agli 11 anni pagano 7,00 € mentre entrano in maniera gratuita i bambini da 0 a 5 anni. 

I Giardini la Mortella a Ischia aprono stagionalmente, dal 1 aprile al 2 novembre. Il martedì, il giovedì, il sabato e la domenica apre dalle ore 9:00 alle ore 19:00, mentre il lunedì, il mercoledì e il venerdì rimane chiuso. 

I giorni di apertura straordinaria del 2025

  • Lunedì 21 aprile – Pasquetta
  • Venerdì 25 aprile – Ponte per la Festa della liberazione
  • Venerdì 2 maggio – Ponte per la Festa dei lavoratori
  • Lunedi 2 giugno – Festa della Repubblica Italiana

Perchè visitare i Giardini La Mortella a Ischia

Il Parco Giardini La Mortella non si visita soltanto. Si ascolta, si respira, si vive. È una dichiarazione d’amore per la natura, per la musica, per la vita stessa. E quando lo lasci, qualcosa di te resta lì, tra le foglie, tra le note, tra le pietre. Visitare La Mortella non è semplicemente passeggiare in un giardino: è un viaggio dell’anima.
È lasciarsi avvolgere dal profumo del mirto, perdersi tra le note sospese di un concerto all’aperto, toccare con lo sguardo i petali di un fiore raro, ascoltare le voci della natura che raccontano una storia d’amore che non conosce tempo.

C’è un luogo, sull’isola più seducente del Golfo di Napoli, dove il tempo sembra rallentare e ogni istante si colora di meraviglia. È qui, tra le curve dolci della costa e i profumi salmastri del Mediterraneo, che si nasconde una perla rara: Mo’ Veng, un ristorante con terrazza panoramica a Ischia che trasforma ogni pasto in un’esperienza indimenticabile.

Immerso nel suggestivo borgo di Sant’Angelo, Mo’ Veng è molto più di un semplice locale. È un rifugio per i sensi, un invito a lasciarsi coccolare dal gusto, dalla vista e da un’accoglienza autentica che ha il sapore di casa. Immagina di sorseggiare un bicchiere di vino locale, mentre il sole tramonta lento sul mare e la brezza delicata dell’isola ti accarezza il viso.. ogni dettaglio, in questo angolo di paradiso, è pensato per emozionare. Se stai cercando il ristorante con terrazza panoramica a Ischia dove mangiare bene, sentirti accolto come un vecchio amico e innamorarti (ancora una volta) dell’isola, fermati qui. La tua storia di gusto e bellezza inizia proprio da Mo’ Veng.

Ristorante con terrazza panoramica a Ischia: Mo’ Veng

C’è un momento, al Mo’ Veng, in cui tutto si ferma. È quando si varca la soglia della terrazza e il mondo si apre, improvvisamente, in tutta la sua meraviglia. Davanti a te l’orizzonte si dilata in un abbraccio infinito di luce, colore e silenzio. Il mare, placido e immenso, si fonde con il cielo in una sinfonia di azzurri che ti lascia senza fiato. Le barche sembrano sospese nel tempo, le colline verdissime dell’isola si stendono come un tappeto, e Sant’Angelo si offre alla vista come un presepe incastonato nella roccia.

La terrazza del Mo’ Veng non è solo un posto dove mangiare, è un punto di osservazione privilegiato sul cuore pulsante di Ischia. Da qui infatti ogni tramonto diventa un rituale sacro. Le sfumature del cielo cambiano minuto dopo minuto, danzando tra il rosa antico, l’arancio fiammeggiante e il viola più profondo, mentre l’aria si fa tiepida e profumata di salsedine e limoni.

Ristorante con terrazza panoramica a Ischia: Mo' VengSeduto a un tavolo, con un calice in mano e il respiro che si allenta, ti senti parte di qualcosa di più grande. È il potere della bellezza, della natura, della semplicità. È l’emozione di un luogo che riesce a parlarti anche senza parole. Ogni tavolo sulla terrazza è disposto con cura per garantire una visuale privilegiata. Le luci soffuse della sera, le candele accese, il suono morbido del mare in sottofondo. Tutto contribuisce a creare un’atmosfera intima e suggestiva, perfetta per una cena romantica, una proposta speciale o semplicemente per ritrovare se stessi davanti a un piatto che racconta l’anima dell’isola.

Al Mo’ Veng, la terrazza non è un dettaglio. È il cuore pulsante di un’esperienza che non si dimentica.

Un nome, un invito

“Mo Veng”, in dialetto ischitano, è un richiamo familiare, un modo affettuoso per dire “sto arrivando”. E davvero chiunque entri in questo ristorante ha la sensazione di essere atteso, accolto come un vecchio amico tornato a casa. L’atmosfera è calda, autentica, con il vociare allegro che sa di Sud, i colori vivi delle ceramiche locali, e il sorriso sincero di chi ama raccontare una storia… a tavola.

Ristorante con terrazza panoramica a Ischia. Un’accoglienza calda e familiare

Ci sono luoghi in cui ti senti un cliente. E poi ci sono posti come il Mo’ Veng, dove arrivi da sconosciuto e te ne vai con la sensazione di aver salutato degli amici di sempre. È questo il tocco magico di Fernanda e della sua famiglia, l’anima vera del ristorante. Il loro sorriso non è di cortesia, è autentico, pieno di calore, e ha il potere disarmante di farti sentire subito a casa, come se fossi tornato in un luogo che ti appartiene da sempre.

Fernanda ti accoglie con uno sguardo attento e gentile, di quelli che sanno capire senza invadere. La sua voce è morbida, l’accento ischitano una carezza. Ti racconta i piatti come se fossero piccole storie di famiglia, nate tra i fornelli di casa e cresciute insieme all’amore per l’ospitalità. Ogni portata che arriva in tavola ha un pezzo del cuore di questa famiglia dentro. Il basilico e le fave coltivate nell’orto, il pomodoro raccolto al mattino, il pesce fresco pescato dalle paranze dell’isola.

Dietro le quinte c’è una squadra affiatata che lavora con passione, unita da legami veri. Ognuno ha un ruolo, ma tutti condividono lo stesso obiettivo, far sentire l’ospite accolto, ascoltato, coccolato. Non esistono formalità fredde, né sorrisi di circostanza. Qui si respira la verità delle relazioni umane, quella che profuma di semplicità e rispetto. E poi ci sono quei piccoli gesti che fanno la differenza: un consiglio sincero sul vino da abbinare, una parola gentile tra una portata e l’altra, la premura di chiederti se tutto va bene, ma non per dovere, ma per reale interesse. È questa l’essenza dell’accoglienza al Mo’ Veng.

Prova i piatti tipici ischitani tra tradizione e innovazione

Ogni ingrediente utilizzato al Mo’ Veng è scelto con cura e attenzione. La qualità delle materie prime è fondamentale per garantire piatti gustosi e genuini. Le recensioni degli ospiti lodano costantemente la freschezza e la bontà degli ingredienti, confermando l’impegno del ristorante nel selezionare solo il meglio per i propri clienti. La cucina del Mo’ Veng è un viaggio nei sapori autentici dell’isola. Ogni piatto racconta una storia, quella della terra e del mare di Ischia.

Non ci sono menu altisonanti o piatti costruiti per stupire. Qui si cucina come si faceva una volta, con amore, rispetto e un pizzico di magia. I sapori sono autentici, schietti, ma capaci di accarezzare l’anima.Ristorante con terrazza panoramica a Ischia: Mo' Veng

La cucina tipica ischitana è la protagonista assoluta. Dai primi di mare, profumati di scoglio e sole, ai secondi robusti e contadini che raccontano la parte più nascosta dell’isola, quella che si arrampica tra le vigne e i campi. E il Mo Veng riesce a portare tutto questo nel piatto, senza fronzoli, ma con un’eleganza naturale che conquista al primo assaggio.

Impossibile non lasciarsi tentare dalla pasta con pescato del giorno, avvolta in una crema di pomodorini del piennolo, dolci e intensi, oppure dalla zuppetta di cozze con i crostini di pane, un vero e proprio rito locale, cotto lentamente in terracotta con vino bianco, aglio, peperoncino e aromi dell’orto. E che dire del polpo cotto nella sabbia delle Fumarole di sant’Angelo…Ogni boccone è un ritorno a casa, anche se casa non è Ischia.

Ristorante con terrazza panoramica a Ischia: Mo' VengE poi ci sono i fritti dorati e croccanti, come le alici, che profumano di mare aperto, o le verdure grigliate, dolci e saporite, che fanno compagnia a un bicchiere di vino bianco freddo, magari un Biancolella che sa di vento e sole. 

Un’esperienza Indimenticabile

Mangiare al Mo’ Veng non è solo una questione di cibo, ma un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. La vista spettacolare, l’atmosfera rilassante, il servizio impeccabile e la cucina raffinata creano un connubio perfetto che rende ogni visita speciale. Che si tratti di una cena romantica, di una serata tra amici o di una celebrazione speciale, il Mo’ Veng è il luogo ideale per creare ricordi indimenticabili.

Il ristorante Mo’ Veng rappresenta infatti l’essenza dell’ospitalità ischitana, un luogo dove la bellezza del panorama si fonde con la bontà della cucina e la calda accoglienza dei gestori. Ogni dettaglio, dalla terrazza panoramica alla selezione dei piatti, è pensato per offrire un’esperienza che rimane nel cuore. Se stai cercando un angolo di paradiso dove gustare piatti autentici e godere di una vista spettacolare, il Mo’ Veng è la scelta perfetta. Che tu venga da lontano o sia un ischitano doc, al Mo Veng troverai sempre un posto dove fermarti, dove assaporare la vera anima dell’isola, fatta di mare, terra, emozioni e amore. Perché qui non si viene solo per mangiare. Si viene per sentire. E tornare.

 

Parco Natura Viva è un enorme area zoologica,non lontano dal lago di Garda. Si trova precisamente a Bussolengo, in provincia di Verona, e ospita circa 250 specie di animali diversi. 

Parco Natura Viva a Bussolengo

Prima di entrare nel parco Natura Viva munisciti di cappellini e bottigliette d’acqua perché si cammina molto a piedi sotto il sole. Con i passeggini è un po’ faticoso fare il percorso pedonale perché è tutto in salita, ma noi ci siamo riusciti grazie alla forza di papà! Armati di mappa perché i sentieri sono molti e si intersecano tra loro, quindi ti capiterà sicuramente di ritrovarti in un posto già visitato. Fai attenzione ai cartelli lungo il percorso perchè sono un valido aiuto per orientarti. Il giro a piedi dura più o meno 3/4 ore, ma comprende anche diverse soste nei punti di ristoro. Sono sparsi nel parco e tutti segnalati nella mappa. E’ possibile portarsi dei panini che puoi consumare nell’ area picnic. Qui c’è anche un delizioso parco con playground di legno per far giocare un po’ i bambini.

Il percorso faunistico pedonale

Lungo il percorso Faunistico puoi incontrare gli animali di tutti e cinque i continenti. Molto bella è la zona delle giraffe, seguita da quella degli elefanti. Devo dire che gli animali hanno vasti spazi a disposizione e sono tenuti benissimo. Ai bambini è piaciuta tantissimo l’area Madagascar, dove hanno potuto ammirare dal vivo i famosi personaggi dell’omonimo film: i lemuri!!

Nel Parco Natura Viva, a Bussolengo, Si fanno simpatici incontri. Divertiti a guardare i lemuri giocare nel loro habitat!
Nel Parco Natura Viva, a Bussolengo, Si fanno simpatici incontri. Divertiti a guardare i lemuri giocare nel loro habitat!

Durante la passeggiata nel Parco Natura Viva abbiamo incontrato orsi, bradipi, la tigre siberiana e tantissime altre specie di animali, tra cui tanti pappagalli variopinti nella grande voliera che li ospita. Bellissima è stata anche la visita nel rettilario, dove abbiamo ammirato serpenti, iguane, lucertole e insetti di tutti i tipi. Usciti dal rettilario ci siamo trovati nel parco che ospita le grandi testuggini delle Seychelles. Che incanto!

Ma la parte più divertente è stata la fattoria! Un’area recintata a cui si può accedere liberamente, e ci si trova a contatto con caprette dispettose, porcellini d’India e pecorelle: i bambini qui si sono divertiti tantissimo. Ci sono dei distributori di cibo a pagamento e si può dar da mangiare a volontà ai piccoli amici. Le caprette fanno a gara per avere la loro porzione e i bambini si divertono un mondo a stare così a stretto contatto con gli animali.

Parco Natura Viva a Bussolengo. Il Safari

Ora passiamo alla parte più avventurosa: il Safari. E’ un circuito con accesso separato a cui si accede con la propria automobile, ma se non ricordo male è possibile affittare delle Jeep prima di entrare. Non si corre nessun pericolo perché gli animali sono tutti tranquilli e controllati, ma è possibile che tu abbia un incornata all’auto da parte di un caprone. Se hai una berlina serie oro forse è il caso di affittare un mezzo più consono. Mostra il biglietto alla cassa e ti daranno un regolamento da rispettare assolutamente. Mi raccomando non abbassare mai i finestrini dell’auto, le giraffe riescono a infilarci la testa e a sbavarti sui sedili. Durante il Safari si attraversano gli habitat degli animali africani…incontrerai struzzi, antilopi, leoni, iene e ghepardi.

Il tempo di percorrenza del percorso del Safari è di circa 40 minuti, non si può assolutamente scendere dall’auto e non ci sono ne wc ne punti di ristoro. Quindi provvedi prima di entrare a soddisfare ogni bisogno fisiologico.

Il Parco Natura Viva a Bussolengo è un luogo meraviglioso per passare una giornata immersi nella natura con i bambini.
Il Parco Natura Viva a Bussolengo è un luogo meraviglioso per passare una giornata immersi nella natura con i bambini.

Orari e biglietti del Parco Natura Viva 

Parcheggiata l’auto ( 2,00 € la quota giornaliera del parcheggio), raggiungi una delle due casse disponibili per fare il biglietto. Essendo due sezioni, il Percorso faunistico pedonale e il Safari, troverai due casse ma in entrambe potrai acquistare i tickets per tutti e due i percorsi. Puoi anche optare per fare i biglietti on line sul sito ufficiale. Poi scegli quale attività fare per prima. Ti consiglio di fare prima il Safari perché chiude alle 16.00, mentre il percorso pedonale rimane aperto fino alle 19.00 nei festivi. Il biglietto per i due percorsi costa 25,00 €, è gratis per i bimbi sotto i 5 anni.

Perché andare al Parco Natura Viva

Visitare il Parco Natura Viva è un esperienza meravigliosa, soprattutto per i più piccoli. E’ il luogo ideale per le famiglie, soprattutto con bambini in età scolastica. Le aree attrezzate per i pic nic e le aree gioco poi ne fanno un posto accogliente, da poter vivere con serenità. Passeggiare nel parco a stretto contatto con la natura e con le diverse specie faunistiche accresce lo stupore e le sensazioni positive nei bambini, diventando, a tratti, una missione educativa e non solo una visita proiettata al divertimento. Se ti trovi nella zona del lago di Garda  ti consiglio davvero di fare una visita qui e di partecipare con i bimbi ai diversi laboratori in programma tra le varie ambientazioni sparse nel parco.

Nel mondo frenetico e sempre in movimento in cui viviamo, viaggiare è diventato una parte essenziale della nostra esistenza. C’è chi viaggia per lavoro, chi per scoperta, chi per fuggire dalla routine quotidiana. Ma cosa accade quando il viaggio esteriore si fonde con un viaggio interiore? Per una viaggiatrice o per un viaggiatore consapevole, mantenere l’equilibrio e il benessere diventa una priorità, e la saggezza millenaria dell’Ayurveda offre una bussola affidabile per navigare tra i continui cambiamenti.

L’Ayurveda, la “scienza della vita”, è una disciplina olistica che insegna a vivere in armonia con la natura e con noi stessi. Seguire una routine ayurvedica quotidiana aiuta a radicarsi, a mantenere il corpo e la mente in equilibrio, e a godere appieno delle esperienze che il viaggio offre. In questo articolo ti parlo della mia daily routine ayurvedica da viaggiatrice, e di come ho fatto dell’Ayurveda una guida, trasformando ogni giornata in un rituale di consapevolezza e cura di me stessa.

La mia daily routine ayurvedica

La mia giornata inizia prima che il sole sorga, seguendo il ritmo naturale del corpo. Mi sveglio evitando bruschi rumori o luci intense e, cosa importante, non prendo immediatamente il telefono in mano. Il primo gesto che faccio è quello di esprimere gratitudine per il nuovo giorno, semplicemente facendo un respiro profondo che collega il corpo alla terra.

Il mio rito di purificazione della mattina

La prima cosa che faccio al risveglio è la pratica del Jihwa Prakshalana, la pulizia della lingua con un apposito raschietto in acciaio, il nettalingua, per rimuovere le tossine accumulate sulla superficie. Questo aiuta a migliorare la digestione e a mantenere un alito fresco.

Segue la pratica dell’ oil pulling, che consiste nel tenere in bocca per qualche minuto dell’olio di sesamo o di cocco. Questa antica tecnica aiuta a disintossicare il corpo, rafforzare le gengive e migliorare la salute orale.

Dopodichè è utile fare una doccia, preferibilmente con acqua tiepida per non alterare l’equilibrio della pelle. I prodotti che utilizzo sono naturali, a base di erbe e oli essenziali, per rispettare il pH naturale del corpo e dei capelli. 

Curo il viso e il corpo con dedizione

Anche per il viso opto per oli naturali ayurvedici, che compro on line. Ho un olio per il giorno, a base di curcuma, e uno per la sera, che contiene la robbia indiana (Manjishtha in sanscrito). La Manjishtha è fenomenale per la pelle ed è un ingrediente di moltissime composizioni ayurvediche. Viene usata per donare alla pelle un aspetto omogeneo e luminoso. 

La mia daily routine ayurvedicaUn altro rituale essenziale è l’auto-massaggio con olio caldo. Si dovrebbero scegliere oli specifici in base alla stagione e al proprio dosha: olio di sesamo per i giorni freddi, olio di cocco per quelli caldi. Massaggiando il corpo con movimenti lenti e consapevoli, nutro la pelle, rilasso il sistema nervoso e preparo il corpo alla giornata. Quando sono di fretta non sempre riesco a fare l’auto massaggio di mattina, ma cerco di recuperare prima di andare a dormire. Soprattutto in viaggio, quando il tempo è tiranno, sentire il profumo dell’olio aromatico sulla pelle concilia il sonno e rilassa la muscolatura.

Una volta alla settimana mi concedo un massaggio linfodrenante. Questo trattamento, eseguito da un professionista, stimola il sistema linfatico, favorisce l’eliminazione delle tossine e migliora la circolazione dei fluidi corporei. Nell’Ayurveda, questo tipo di massaggio è considerato essenziale per prevenire l’accumulo di ama (tossine) e per mantenere un flusso energetico armonioso nel corpo. Dopo una sessione di linfodrenaggio mi sento leggera, purificata e con una maggiore vitalità.

L’Importanza di bere acqua bollita

Secondo l’Ayurveda, bere acqua bollita e poi lasciata intiepidire è un’abitudine benefica per la digestione e la disintossicazione del corpo. L’acqua bollita acquisisce una qualità più leggera e diventa più facile da assimilare, stimolando Agni, il fuoco digestivo, e facilitando l’eliminazione delle tossine (Ama). Durante il giorno porto sempre con me un thermos di acqua calda, sorseggiandola spesso per mantenere il corpo idratato e favorire la digestione, un gesto semplice ma potente per mantenere equilibrio e vitalità. In viaggio non è semplice farsi preparare dell’acqua bollita in hotel, ma posso optare per un’acqua naturale a temperatura ambiente. Le bibite ghiacciate rallentano il processo digestivo. 

La mia daily routine ayurvedica. La mia colazione

L’Ayurveda insegna che il cibo è medicina, e ogni pasto dovrebbe essere un atto sacro di nutrimento. Dopo aver lavato la lingua e praticato oil pulling e auto massaggio preparo una colazione calda e facilmente digeribile. Cucino in pochi minuti il porridge di avena con spezie ( curcuma e cannella sono le mie preferite ), scorza di limone e ghee. Saltuariamente aggiungo alla preparazione della marmellata calda o della crema di mandorle, per renderla più appetibile. Adoro anche preparare una fetta di pane tostato con marmellata biologica calda e crema di mandorle in superficie, accompagnandola con un piccolo cappuccino di riso o di avena, al quale aggiungo, al posto del caffè, orzo o cannella. 

Mastico lentamente, senza distrazioni, assaporando ogni boccone con gratitudine, in estremo relax. In Ayurveda, il modo in cui si mangia è importante tanto quanto ciò che si mangia: un cibo ben digerito è la chiave per l’energia e la vitalità.

La mia daily routine ayurvedica

Prendo il caffè dopo circa un’ora dal risveglio, e sempre a stomaco pieno. Dedicherò però al cibo un’articolo specifico perchè è un argomento delicato e fondamentale per l’ayurveda.

Il movimento è importante

La prima parte della mattina la dedico al movimento. Può essere una sessione di pilates, una passeggiata a passo svelto, o semplicemente qualche esercizio di respirazione profonda. L’obiettivo non è solo mantenere il corpo in forma, ma anche equilibrare l’energia vitale e ridurre lo stress accumulato.

Se il viaggio mi porta in luoghi naturali, approfitto del contatto con la terra, camminando a piedi nudi su erba o sabbia, per stabilizzarmi e assorbire l’energia benefica della natura. Spesso mi concedo un’esperienza termale per favorire la detossificazione e il rilassamento. Le acque termali, ricche di minerali, aiutano a eliminare tossine, migliorano la circolazione sanguigna e rilassano la muscolatura. Secondo l’Ayurveda, immergersi nelle acque calde naturali riequilibra i dosha e ristabilisce l’energia vitale.

La mia daily routine ayurvedicaQuando viaggio per lavoro invece cammino molto, e cerco quindi di concentrare le attività detossinanti e calmanti alla sera, prima di andare a letto. Una doccia calda e un massaggio con olio ayurvedico scacciano via lo stress accumulato durante il giorno. 

La mia daily routine ayurvedica

Durante la giornata cerco di mantenere un ritmo armonioso tra lavoro e momenti di pausa. Pianifico i pasti in orari regolari per favorire la digestione e prediligo alimenti freschi, locali e cucinati con ingredienti naturali.

Quando viaggio però, non sempre riesco ad assecondare questi ritmi. Cerco comunque di non stravolgere del tutto le mie buone abitudini. Mangiando nei ristoranti sia a pranzo che a cena è difficile riuscire a mantenere orari e pasti regolari. Opto per consumazioni leggere, che non comprendano latticini, carne o farinacei. Non sono vegetariana ma ho ridotto di molto il consumo di carne, anche se quella che mangio è sempre e comunque biologica e allevata in natura. Non compro carni di batteria ne pesci di allevamenti industriali. Stessa cosa per le verdure. Comprare local e a km zero è garanzia di genuinità, se conosci le terre e i contadini che le coltivano. Una verdura biologica la riconosci subito, così come la frutta. Non è perfetta, è sporca di terra e nasconde piccoli insetti e lumachine. Miraccomando! Non ammazzare le lumache quando lavi la verdura, ma adagiale su qualche pianta del balcone o portale in qualche giardino. Il rispetto per gli esseri viventi è fondamentale. 

La sera è ora di rallentare

Con l’arrivo della sera rallento il ritmo. Bevo una tisana rilassante a base di zenzero e camomilla, oppure un latte dorato con curcuma e spezie, per calmare il sistema nervoso. Silenzio il cellulare. 

Dedico alcuni minuti alla lettura o alla scrittura, annotando le esperienze della giornata e riflettendo su ciò che ho imparato. Questo aiuta a elaborare le emozioni e a mantenere una connessione profonda con il proprio percorso interiore. 

Eseguo il respiro diaframmatico per ossigenare gli organi, distendere la mente e prepararmi così al riposo. Evito schermi e dispositivi elettronici almeno un’ora prima di dormire, a meno che non ci sia una serie tv che mi incolla allo schermo, preferendo la lettura di un libro o l’ascolto di musica rilassante.

 

 

Il sonno, la mia passione

Andare a dormire presto è una delle regole d’oro dell’Ayurveda, ma io l’ho sempre praticata sin da bambina. Il corpo si rigenera tra le 22:00 e le 2:00 del mattino, quindi addormentarsi prima delle 22:30 assicura un riposo profondo e ristoratore. Scelgo lenzuola in tessuti naturali e creo un ambiente confortevole, con luci soffuse e oli essenziali di lavanda o sandalo per favorire il sonno.

Perchè è importante una routine ayurvedica

Seguire una daily routine ayurvedica anche mentre si viaggia non è solo un modo per mantenere il benessere fisico, ma anche un atto di amore verso sé stessi. Ogni gesto quotidiano diventa un rituale sacro che permette al viaggiatore di rimanere centrato, in armonia con il mondo e con la propria essenza. Ogni viaggio esteriore si trasforma così in un viaggio interiore, un’opportunità di crescita, scoperta e connessione profonda con la vita. 

Un profondo ringraziamento va alla naturopata Elvira Di Maccio, che con la sua esperienza e dedizione mi ha iniziato ai riti dell’Ayurveda. Grazie ai suoi insegnamenti, ho potuto integrare questa antica saggezza nella mia vita quotidiana e nel mio viaggio interiore.

Viaggiare è un’esperienza che arricchisce l’anima, apre la mente e regala ricordi indelebili. Tuttavia per chi convive con la coxoartrosi, una forma di artrosi che colpisce l’articolazione dell’anca, l’idea di intraprendere un viaggio può sembrare una sfida ardua. Il dolore, la rigidità e la limitata mobilità possono trasformare anche le attività quotidiane più semplici in ostacoli significativi. Ma è davvero necessario rinunciare al piacere di scoprire nuovi luoghi e culture? La risposta è no. Con una pianificazione attenta, la scelta di destinazioni adeguate e alcune precauzioni, viaggiare con la coxoartrosi non solo è possibile, ma può rivelarsi un’esperienza straordinariamente gratificante.

Viaggiare con la coxoartrosi

Scegli bene la tua destinazione

L’Italia, con la sua ricchezza storica, culturale e paesaggistica, offre numerose destinazioni adatte a chi convive con la coxoartrosi. La chiave è individuare località che combinino bellezze uniche a infrastrutture accessibili e servizi adeguati. Torino ad esempio, la città sabauda, è nota per la sua eleganza e per l’attenzione all’accessibilità. Le ampie piazze, i portici e i musei, come il Museo Egizio e il Museo Nazionale del Cinema, offrono percorsi e servizi per persone con mobilità ridotta. Torino rappresenta un esempio virtuoso di come cultura e accessibilità possano convivere armoniosamente. Anche Milano, la capitale della moda e del design, ha investito molto nell’abbattimento delle barriere architettoniche. La rete di trasporti pubblici è in gran parte accessibile, e molte attrazioni turistiche, tra cui il Duomo e il Castello Sforzesco, sono dotate di percorsi dedicati. Al sud invece, Siracusa rappresenta una scelta eccellente. L’isola di Ortigia, cuore della città, è in gran parte pedonale e accessibile. con rampe e percorsi dedicati. Le sue bellezze archeologiche sono accessibili davvero a chiunque. 

Viaggiare con la coxoartrosiOpta per un alloggio confortevole

Un alloggio adeguato è fondamentale per garantire un soggiorno sereno e senza imprevisti. Nella scelta della struttura di soggiorno cerca di tenere in considerazione l’accessibiltà delle camere, situate al piano terra o accessibili con ascensori.

  • Bagni adattati: La presenza di bagni attrezzati con maniglioni, docce a filo pavimento e sedili per la doccia è essenziale per garantire sicurezza e comodità. Questi accorgimenti facilitano le operazioni quotidiane e riducono il rischio di incidenti.
  • Spazi comuni: Verifica che le aree comuni, come ristoranti, bar e sale relax, siano facilmente accessibili, senza barriere architettoniche. Questo permette di godere appieno dei servizi offerti dalla struttura senza limitazioni.

Scegli con criterio il mezzo di trasporto

Viaggiare con la coxoartrosi richiede anche un’attenta selezione del mezzo di trasporto per evitare disagi e ridurre il rischio di dolori e rigidità.  I treni ad alta velocità come Frecciarossa e Italo offrono sedili spaziosi e servizi dedicati per persone con mobilità ridotta. Le stazioni principali sono dotate di ascensori, rampe e assistenza su richiesta. Anche le compagnie aeree offrono servizi di assistenza per l’imbarco e lo sbarco. È consigliabile prenotare il posto con spazio extra per le gambe e informarsi sulle opzioni di trasporto a terra negli aeroporti di destinazione. Se ti piace viaggiare on the road puoi invece optare per un’auto con cambio automatico e sedili ergonomici, che può garantire maggiore comfort durante gli spostamenti. Alcune compagnie di noleggio offrono veicoli adattati per persone con ridotta mobilità.



 

Essenziali da portare in viaggio

Anche preparare una valigia adeguata è essenziale per affrontare il viaggio senza stress. Per garantirti serenità e confort durante il tuo soggiorno puoi portare con te cuscini ortopedici per il supporto dell’anca, bastoni da passeggio, farmaci prescritti e antidolorifici. E’ fondamentale poi avere scarpe comode con suole ammortizzate e tutta la documentazione medica e contatti di emergenza.

Con una pianificazione attenta e le giuste precauzioni, viaggiare con la coxoartrosi può trasformarsi in un’esperienza serena e appagante, permettendo di scoprire le bellezze dell’Italia senza rinunciare al comfort.

Muoviti con serenità

Durante il viaggio, ascolta il tuo corpo. Programma le giornate alternando momenti di esplorazione a pause rigeneranti. Sfrutta ascensori e scale mobili e non vergognarti a chiedere assistenza, se necessario. Ho scoperto che molte città offrono servizi di trasporto dedicati o sconti per chi ha difficoltà motorie.

L’importanza della pianificazione

Prenotare in anticipo è un’altro aspetto fondamentale. Scegli hotel con camere accessibili e letti comodi, controlla le distanze tra le attrazioni e, se possibile, informati sull’accessibilità nei musei o nei siti turistici. Utilizza app per la mobilità ridotta e mappe dettagliate per evitare spiacevoli sorprese.

Pensa al viaggio come terapia

Viaggiare con la coxartrosi non è solo possibile, ma può diventare un’esperienza terapeutica. Camminare in un luogo nuovo, assaporare un tramonto in riva al mare o scoprire una cultura diversa sono emozioni che valgono ogni piccolo sforzo. La chiave è adattarsi, non rinunciare. E così, con i bastoncini da passeggio in borsa e il cuore aperto all’avventura, continua a esplorare il mondo, un passo alla volta.

La coxoartrosi bilaterale, l’artrosi che colpisce entrambe le anche, è una condizione che può spezzare molte abitudini, desideri e passioni. Quando i movimenti più semplici diventano fonte di dolore, è naturale pensare che attività come il trekking, con i suoi dislivelli e la sua intensità, debbano essere archiviate nei ricordi. Eppure ogni sentiero interrotto può trasformarsi in un nuovo inizio. Camminare si può ancora, anche con la coxoartrosi. Serve consapevolezza, adattamento e una buona dose di amore per se stessi. Questo articolo vuole essere una guida e un incoraggiamento per chi convive con questa patologia, offrendo informazioni mediche di base, consigli pratici e soprattutto una visione emotiva positiva. Questo perché il trekking, anche con delle limitazioni, può restare una meravigliosa fonte di benessere fisico e spirituale.

Si può fare fare trekking con la coxoartrosi bilaterale?

La coxoartrosi è una forma di artrosi che colpisce l’articolazione dell’anca, in cui la cartilagine si consuma progressivamente, causando attrito tra le ossa, dolore, rigidità e riduzione della mobilità. Quando interessa entrambe le anche, parliamo di coxoartrosi bilaterale.

Tra i sintomi più comuni ci sono dolore all’inguine, alla coscia, ai glutei, difficoltà nei movimenti di flessione, estensione e rotazione dell’anca, rigidità al risveglio o dopo lunghi periodi seduti e, a volte, anche claudicazione (zoppia).

È una condizione progressiva, ma non necessariamente invalidante a priori. Oggi esistono moltissimi strumenti e strategie per migliorare la qualità di vita e tornare a svolgere attività piacevoli, come il trekking, con le dovute attenzioni.

Si può fare fare trekking con la coxoartrosi bilaterale?Pensa al trekking come un alleato, e non come un nemico

Sembra un controsenso e invece il trekking, se ben dosato, può essere parte integrante di un approccio terapeutico. Camminare infatti mantiene la muscolatura attiva, in particolare i muscoli glutei e quelli del core, fondamentali per stabilizzare l’anca, e aiuta a mantenere il peso corporeo sotto controllo, riducendo il carico articolare. Fare trekking inoltre migliora la circolazione e la lubrificazione articolare favorendo il benessere mentale, riducendo lo stress, la depressione e l’ansia.

Il segreto sta nell’ascoltare il proprio corpo, scegliere percorsi adatti e non avere fretta. Non è una corsa. È un dialogo con la natura, e con se stessi.

Come prepararsi al trekking con la coxoartrosi

Consulta il medico, l’ortopedico e il fisioterapista

Prima di intraprendere qualsiasi attività fisica, è fondamentale verificare lo stato attuale dell’artrosi con esami clinici (radiografie, risonanze) e avere, in base agli esami svolti, il parere di un ortopedico specializzato. E’ essenziale inoltre farsi seguire da un fisioterapista o chinesiologo, per un programma di esercizi personalizzati. Un professionista infatti potrà aiutarti a capire quali movimenti sono sicuri, quali andrebbero evitati, e come allenarti per migliorare la forza e la mobilità.

Allenati a casa prima di uscire

Camminare in montagna richiede molto fiato, assieme a equilibrio, stabilità, forza e resistenza muscolare. Ecco alcuni esercizi utili:

-Squat assistiti (con sedia o muro)

-Sollevamento del tallone per rinforzare polpacci e stabilizzatori

-Ponti glutei per rafforzare il bacino

-Stretching degli ileo-psoas e quadricipiti per ridurre le tensioni

Fare esercizi 3-4 volte a settimana migliora notevolmente la funzionalità dell’anca e previene peggioramenti.

Si può fare fare trekking con la coxoartrosi bilaterale? Scegli l’attrezzatura giusta

Con la coxoartrosi ogni dettaglio conta e la giusta attrezzatura può fare la differenza tra dolore e piacere. Scegli innanzitutto delle scarpe da trekking con ottimo ammortizzamento e supporto plantare. Opta poi per dei bastoncini da trekking, fondamentali per scaricare il peso dalle anche durante la camminata in salita e discesa. Porta con te uno zaino leggero e ben bilanciato, non deve pesare più del 10-15% del tuo peso corporeo. Anche l’abbigliamento deve essere traspirante e confortevole, per evitare irritazioni e movimenti bruschi.

Si può fare fare trekking con la coxoartrosi bilaterale?Scegli percorsi adatti

Il trekking non è solo salite e discese ripide. Esistono itinerari dolci, panoramici e stimolanti, perfetti anche per chi ha la coxoartrosi. Puoi infatti trovare sentieri in piano o con dislivelli minimi (100-200 m), con fondo regolare e compatto ( meglio se sterrato e non sassoso, più scivoloso!), e puoi concederti soste frequenti approfittando di panchine, rifugi e aree di sosta. 

Un’app molto utile a riguardo è Komoot, che permette di filtrare i percorsi per dislivello, lunghezza e fondo.

Cosa fare durante il trekking

Ascolta il tuo corpo

Il trekking, per chi convive con l’artrosi, deve essere una danza lenta e attenta, non un’impresa sportiva. Ci sono alcuni segnali da tenere d’occhio come ad esempio il dolore acuto o crescente. Se cominci ad avvertire fastidio, fermati e valuta le tue condizioni. Nessuno ti costringe a continuare. Non arrivare ad affaticarti eccessivamente. Riposati spesso, respira, idratati. 

Ricorda sempre che non è la distanza che conta, ma la qualità del cammino.

Adotta alcune strategie pratiche

-Inizia con passi piccoli e ritmici, senza caricare troppo sulle anche

-Usa i bastoncini per alleviare la pressione in salita/discesa

-Fai pause ogni 20-30 minuti

-Stira dolcemente le gambe alla prima sosta

E se senti dolore? Non forzare. A volte è meglio fare mezz’ora in serenità che tre ore tra le fitte.

Si può fare fare trekking con la coxoartrosi bilaterale?

Cosa fare dopo la camminata

Recupera attivamente

Al ritorno, dedica 10-15 minuti a fare stretching degli arti inferiori. Dedica qualche minuto a dei massaggi leggeri, fatti con oli o creme lenitive, tipo l’arnica. Se senti che è aumentata l’infiammazione fai invece degli impacchi freddi. Per rilassare i muscoli invece può essere utile un bagno caldo con sali di Epsom. 

Tieni un diario del cammino

Tieni un piccolo diario post-trekking, dove annotare la durata e il tipo di percorso fatto, con le sensazioni corporee provate e eventuali dolori venuti a galla. Metti su carta quello ce ha funzionato e quello che invece ti ha fatto penare. I pro e i contro descritti ti faranno valutare al meglio la scelta del prossimo percorso.

Lascia uscire la parte emozionale

La coxoartrosi può ferire non solo il corpo, ma anche l’anima. Ci si sente “diversi”, “limitati”, a volte inutili. Ma il trekking, anche ridotto e modificato, può restituire dignità, senso, bellezza. In montagna il dolore non è giudicato. Il bosco accoglie. Il sentiero non chiede prestazioni, solo presenza. Camminare nel verde, anche per pochi chilometri, può essere una meditazione in movimento, un modo per riconciliarsi con il proprio corpo. Ogni volta che arrivi alla fine di un sentiero, che senti il cuore battere forte non per lo sforzo ma per la bellezza, hai vinto. Non importa quanto hai camminato. Hai scelto di non arrenderti.

Si può fare fare trekking con la coxoartrosi bilaterale

Camminare è ancora un diritto

La coxoartrosi bilaterale non deve segnare la fine delle tue avventure nella natura. Certo, bisogna sicuramente accettare alcuni limiti, ma è anche un’occasione per scoprire nuovi modi di vivere il movimento. Il trekking non è solo prestazione. È presenza. È meraviglia. È resilienza. Anche con due anche che fanno i capricci, puoi ancora scegliere di camminare. Un passo alla volta. Con rispetto. Con amore. Con coraggio.

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