Tag

Borghi d’Italia

Browsing

Hai mai sentito parlare dei “ferricelli” di Viggiano? Sono tra i più famosi prodotti tipici lucani, frutto di un’antica tradizione contadina che ormai da millenni passa nelle mani sapienti delle massaie della zona. Il ferricello è un formato di pasta fresca dalla forma particolare, che prende il nome proprio dall’attrezzo con cui ogni singolo pezzo di pasta viene arrotolato durante la produzione. Se stai pianificando un viaggio on the road in Basilicata ricordati di inserire il borgo di Viggiano tra le tappe da fare. Qui, accolto dal calore degli abitanti, puoi immergerti nell’atmosfera tipica lucana assaggiando i suoi migliori prodotti enogastronomici, tra i quali trovi proprio i ferricelli!

Viggiano

Visita il borgo in modalità lenta

Viggiano è un piccolo e grazioso borgo della Basilicata, in provincia di Potenza, che deve la sua fama alla produzione del vino, grazie al Consorzio di Tutela e Valorizzazione della DOC “Terre dell’Alta Val d’Agri”. Si affaccia sulla Val d’Agri e sembra adagiarsi sul costone roccioso che si trova ai piedi del Sacro Monte, avvolto dalla natura meravigliosa della zona. Il paese è piccolo e puoi girarlo in un paio d’ore ma merita davvero di essere esplorato con calma, dando ad ogni edificio e ad ogni scorcio paesaggistico il tempo che merita.

viggiano, cosa vedere nel borgo lucano dei ferricelli e della madonna nera
L’atmosfera del borgo è familiare e molto tranquilla, e passeggiare tra le stradine di Viggiano, costeggiate da palazzi storici e preziose chiese, è un’esperienza di viaggio davvero molto suggestiva.

Da sempre popolo dedito all’agricoltura e al pascolo i viggianesi hanno raggiunto un buon livello di benessere grazie all’artigianato locale, molto produttivo e soprattutto di nicchia. A Viggiano infatti si producono manualmente le arpe, strumenti musicali dal suono dolce e malinconico apprezzatissimi nel mondo. Le arpe dei musicanti girovaghi viggianesi sono strumenti di dimensioni ridotte rispetto agli originali, dunque più facili da trasportare. Questi arpisti infatti solevano girare la penisola con le loro arpe per far fortuna, servendosi della loro conoscenza musicale. 

Visita i luoghi di culto di Viggiano

In città trovi diversi edifici dedicati al culto cattolico. Il più pittoresco è senza dubbio il Convento di Santa Maria del Gesù, nato come convitto per ecclesiastici e pellegrini e diventato per un breve periodo sede dei Carabinieri di Viggiano. Rimane però la chiesa originale, ancora utilizzata per le sante messe. Un’altra ala del convento invece ospita il Museo delle Tradizioni Popolari. Anche l’ENI ha una sede in questo edificio poichè Viggiano ha la più grande piattaforma petrolifera d’Europa ed il sottosuolo è ricco di questa indispensabile miscela. Il piccolo borgo di Viggiano è quindi una grande risorsa nazionale!

Vai a vedere la Madonna Nera

Un altro famoso luogo di culto viggianese è il pittoresco Santuario della Madonna Nera. E’ situato in cima al Sacro Monte di Viggiano, a circa 1700 metri di altezza e puoi raggiungerlo seguendo un sentiero immerso nella natura. E’ uno dei santuari più famosi e frequentati della Basilicata, meta di milioni di fedeli che giungono in pellegrinaggio per venerare l’icona della Madonna Nera. Gli abitanti della zona celebrano due volte l’anno la Madonna di Viggiano: la prima domenica di maggio, quando la statua si trasferisce dal Santuario alla vetta, e la prima domenica di settembre, quando dal Sacro Monte ritorna in paese, dove ho avuto modo di ammirarla io. Nel 1890 Papa Leone XIII decise di nominare la Madonna del Monte di Viggiano Patrona della Basilicata.

 

viggiano, cosa vedere nel borgo lucano dei ferricelli e della madonna nera
La statua lignea della Madonna Nera è in stile bizantino, e durante la dominazione spagnola è stata ricoperta da oro zecchino. Il colore bruno invece è stato scelto dalla popolazione locale perchè si voleva rendere la Madonna madre protettrice sia di Oriente che di Occidente.

Prepara i “ferricelli”

A Viggiano non puoi fare a meno di assaggiare i ferricelli. Sono prodotti del territorio la cui ricetta si tramanda da millenni da madre a figlia, e che segue un preciso rituale per la preparazione a partire dall’impasto fino ad arrivare alla forma finale. Ancora oggi è una delle pietanze più preparate e consumate di Viggiano.

viggiano, cosa vedere nel borgo lucano dei ferricelli e della madonna nera
Nel 2017, il ferricello è diventato un prodotto a marchio De.C.O., una certificazione agroalimentare che tutela la produzione di un prodotto legato ad un particolare territorio comunale.

Ho avuto modo di preparare i ferricelli insieme all’Associazione ” I custodi delle tradizioni Viggianesi” durante il mio viaggio on the road in Basilicata, e ho imparato a fare l’impasto e a creare il formato di pasta fresca grazie all’apposito strumento, un sottile ferro lungo circa venti centimetri. Con la presenza e la supervisione del presidente dell’Associazione Mario Pisani e grazie al prezioso sussidio delle massaie della zona ho imparato non solo a preparare e stendere l’impasto ma anche a dargli forma. 

Conosci la ricetta dei ferricelli?

Per preparare l’impasto dei ferricelli servono pochi e genuini ingredienti. 

  • 800 gr di farina di semola di grano duro
  • 200 gr di farina di grano tenero
  • 3 uova frecshe a temperatura ambiente
  • acqua q.b.

Dopo aver dosato e miscelato tutti gli ingredienti bisogna lavorare perfettamente l’impasto con mani energiche, in modo da non avere nessuna grinza in superficie. Dopo di che puoi iniziare a tagliare la pasta in piccoli tocchetti, ricavandone dei bastoncini ( come i grissini!). Dividi ogni bastoncino in pezzi di pasta di circa 3-4 centimetri di lunghezza. Ora entra in scena il ferro che da la forma finale alla pasta. Metti il ferro su un tocchetto e premilo nel suo centro per tutta la lunghezza, senza esagerare. Poi fai un movimento rapidissimo, in avanti e indietro, aiutandoti con i palmi delle mani, facendo una piccola pressione. Hai creato il ferricello, con la sua forma leggermente arrotolata su se stessa che consente al successivo condimento di rimanere attaccato al suo interno. Ripeti il procedimento fino ad esaurire l’impasto. 

Come condire i ferricelli

Bastano pochi ingredienti per creare un condimento ad hoc che non vada ad alterare il gusto corposo dei ferricelli. Se gli ingredienti sono prodotti tipici lucani poi riesci a creare un vero capolavoro. Allora prova a condirli con mollica di pane, peperoni cruschi e noci. 

Sbriciola della mollica di pane e trita i gherigli di noce in modo molto grossolano. Friggi i peperoni, calandoli per pochi secondi nell’olio bollente, e lasciali asciugare su carta assorbente. Nello stesso olio soffriggi aglio, noci tritate e mollica di pane sbriciolata. Cuoci i ferricelli in abbondante acqua salata per pochi minuti, scolali e versali nel delizioso soffritto. Sbriciola con le mani i peperoni cruschi precedentemente preparati e aggiungili alla pasta. Il tuo piatto di ferricelli viggianesi è servito!

Come raggiungere Viggiano

Viggiano è un borgo della Basilicata che ti consiglio di raggiungere in auto. Se arrivi da Roma o Napoli prendi l’autostrada Salerno -Reggio Calabria ed esci a Atena Lucana. Prosegui sulla SS 598 e una volta superata Villa D’Agri devia a nord per Viggiano. Se arrivi da Bari devi lasciare la statale 106 a Policoro e proseguire verso l’interno sulla SS 598. Costeggia il fiume Agri e, superato Montemurro, sei arrivato a Viggiano.

 

Castelmezzano è un piccolo borgo della Basilicata che, anche se conta poco più di 700 abitanti, è sempre brulicante di persone provenienti da ogni parte del mondo. D’altronde non potrebbe essere diversamente poichè il borgo medievale è incastonato in uno degli scorci più affascinanti delle Dolomiti Lucane. A Castelmezzano natura e architettura riescono a fondersi in una perfetta armonia cromatica e paesaggistica. La sua storia poi è legata all’ordine dei Templari e puoi scoprirla passeggiando attentamente nelle sue viuzze..

Castelmezzano

Hai mai visto le Dolomiti Lucane?

Le Dolomiti Lucane cingono il borgo di Castelmezzano in un morbido abbraccio, donando al paesaggio un allure magico, quasi sospeso nel tempo, dove natura e storia convergono per creare un piccolo capolavoro. Le montagne scavate nell’arenaria dalla pioggia e dal vento sembrano assumere forme particolari, soprattutto simili a sagome di animali. Puoi quindi cercare tra le vette la bocca di leone, l’aquila reale o il becco della civetta. Divertiti a farlo con i bambini! 

castelmezzano, cosa vedere nel borgo templare della Basilicata
Il borgo di Castelmezzano è incastonato nella parete rocciosa delle Dolomiti Lucane, dalle quali è protetto con un avvolgente abbraccio.

Visita il centro storico

Passeggiare a Castelmezzano è come prendere parte ad un presepe vivente. Il piccolo borgo infatti, proprio per la sua caratteristica conformazione, appare al viaggiatore come un piccolo e prezioso presepe incastonato nelle montagne circostanti. Il centro storico è costituito da piccole e graziose case incastrate nella parete rocciosa, spesso aventi per tetti lastre di pietra arenaria. Per la sua particolare conformazione e per il centro storico che si integra alla perfezione con il paesaggio naturale circostante, Castelmezzano è entrata a far parte del club de I borghi più belli d’Italia. Titolo meritatissimo. 

Il cuore pulsante del centro storico è la piccola piazza da cui si erge fiera la chiesa di Santa Maria dell’Olmo, in stile romanico. L’edificio ospita il santo protettore del paese, San Rocco. 

Scopri la storia del borgo

Le origini di Castelmezzano risalgono al VI secolo a.C.. Pare sia stata fondata da alcuni coloni greci che, entrati nella valle del Basento e trovandola fertile e sicura, l’hanno scelta per creare un agglomerato urbano dandogli il nome di Maudoro, ossia “Mondo d’oro”. In seguito alle invasioni saracene però questa popolazione è stata costretta a fuggire, trovando riparo tra le vette delle montagne circostanti. Dopo una serie di occupazioni i Normanni hanno ben pensato di costruire tra queste vette un castello, i cui resti sono ancora ben visibili tra le rocce delle Dolomiti Lucane. Probabilmente questo edificio era pensato come una rocca di avvistamento, un punto strategico dal quale scorgere i nemici in arrivo.

Sali sulla rocca templare

Lasciando il centro storico e seguendo la strada principale arrivi alla scalinata che porta alla rocca abbandonata, in cima alla vetta dolomitica. Anche se l’ipotesi più plausibile fa risalire questo Castruum all’epoca normanna le sue origini rimangono tutt’oggi abbastanza incerte. Una volta arrivato in cima se l’aria è rarefatta puoi avere una splendida visuale su tutta la vallata sottostante e sul centro storico di Castelmezzano. Con la nebbia invece riesci ad immergerti nell’atmosfera del posto, tipicamente medievale. Puoi camminare tra i ruderi nascosti dalla roccia e dalla vegetazione e provare ad immaginare la vita del posto ai tempi d’oro, tra fieri cavalieri e pellegrini in cerca di riparo. La lunga e ripida scalinata che porta alla rocca è difficile da percorrere con i passeggini, ma fattibile con bambini ben allenati e propensi alle esplorazioni. 

castelmezzano, cosa vedere nel borgo templare della Basilicata
La scalinata che porta ai resti della rocca normanna è abbastanza irta e impegnativa. Sconsigliata se hai i bambini troppo piccoli o nel passeggino.

Le tracce dei templari a Castelmezzano

Il principe d’Antiochia Boemondo D’Altavilla dunque, primo normanno arrivato in zona, ha scelto per Castelmezzano uno stemma che rappresenta due cavalieri partiti volontari per la crociata dell’anno Mille, fortemente voluta da Papa Giulio II. Questo e altri elementi accomunano Castelmezzano alla magione templare.

castelmezzano, cosa vedere nel borgo templare della Basilicata
L’icona dello stemma di Castelmezzano stilizza due cavalieri in assetto di guerra.Si narra che per la vittoria riportata in Terra Santa, Boemonte, Principe di Taranto, premiò i suoi due soli valorosi guerrieri Castelmezzanesi, fregiandoli con lo stemma con il quale avevano combattuto nelle Crociate

Alcune testimonianze sono custodite nella chiesa di Madre Santa Maria dove sono venuti alla luce una porta segreta e una croce templare a otto punte iscritta nella roccia. Qui è ancora ben visibile un’iscrizione che cita il salmo della Stella Mattutina, frase cara ai cavalieri templari. Sulla facciata compare anche la rosa pentalobata, altro simbolo templare, che lega l’ordine cavalleresco alla Vergine Maria.

La presenza a Castelmezzano dei cavalieri templari è quindi ben evidente. Sicuramente la magione, insediandosi tra le Dolomiti Lucane, ha creato una strada e un ricovero sicuro riservato ai pellegrini in viaggio verso Gerusalemme e un punto di ristoro e accoglienza per i cavalieri in transito. 

Cosa puoi fare a Castelmezzano: Il Volo dell’Angelo

Se sei amante delle attività outdoor a Castelmezzano puoi fare meravigliose escursioni nella natura rigogliosa della Basilicata. I panorami della regione sono strepitosi e non mancano angoli paesaggistici in cui fermarti a respirare e ad ammirare i dintorni. Tra Castelmezzano e la vicina Pietrapertosa poi, nel cuore della regione, puoi provare a fare il volo dell’angelo. Puoi planare sospeso nel vuoto tra le vette dolomitiche per provare un’esperienza adrenalinica davvero da mozzare il fiato. Per effettuare il volo hai a disposizione due linee, una di 118 l’altra di 130 metri di lunghezza. Entrambi i percorsi sono a una quota di 1020 metri di altezza e durante il tragitto riesci a toccare i 120 km orari!

Info: Trovi la biglietteria del Volo dell’Angelo a Castelmezzano, in Via Roma nr 28. Per info e prenotazioni puoi chiamare il numero 0971 986042

Dove mangiare nel centro storico: Al becco della civetta

A Castelmezzano trovi uno dei ristoranti più quotati della Basilicata, menzionato da numerose guide gastronomiche tra le quali la famosa Michelin. Da Al becco della civetta puoi assaporare i piatti della tradizione lucana tramandati di generazione in generazione nelle mani di Antonietta Santoro, chef di fama nazionale. I suoi piatti sono frutto del territorio e delle sue usanze, di tecniche antiche apprese dalla cultura rurale della zona. Antonietta riprende in ogni sua portata tutti gli ingredienti e le preparazioni della tradizione lucana preservandone le procedure e i sapori autentici.

La qualità delle materie prime è palpabile e non mancano nei suoi manicaretti prodotti tipici del territorio come i peperoni cruschi, la carne podolica e i formaggi locali. Al becco della civetta è il posto ideale dove immergerti nella cultura culinaria della Basilicata vivendo il cibo non solo come appagamento del corpo ma anche come esperienza di viaggio. Un viaggio nella Basilicata più verace. 

Info: Trovi il ristorante Al becco della civetta a Castelmezzano, in Vico I Maglietta al nr 7. Per info e prenotazioni puoi chiamare il numero 0971 986249

Come arrivare a Castelmezzano

Ti consiglio di visitare la Basilicata in auto in modo tale da poterti muovere in tutta libertà tra i suoi maggiori punti di interesse. Per raggiungere Castelmezzano devi prendere la superstrada Basentana (SS 407) ed uscire ad Albano-Castelmezzano. Dall’uscita poi devi percorrere altri sette chilometri di strada, la maggior parte della quale è fatta da curve. Castelmezzano si trova subito dopo la galleria. 

castelmezzano, cosa vedere nel borgo templare della Basilicata
Castelmezzano si trova a 750 m d’altezza e a pochissimi km in linea d’aria da Pietrapertosa, entrambi in provincia di Potenza. La sua posizione è suggestiva tanto da trasformarlo, specie nei periodi invernali, in un vero e proprio presepe.

Perchè fermarsi a Castelmezzano

Una tappa a Castelmezzano è d’obbligo se ti trovi in viaggio nei territori della Basilicata. E’ un borgo da assaporare in maniera lenta, cercando di ripercorrere i sentieri del tempo. Affidati ad una guida esperta e lasciati trasportare nella dimensione storica del borgo, alla scoperta dei suoi più intimi segreti e delle sue peculiarità. Castelmezzano è il posto ideale per chi cerca il vero contatto con la natura e la storia di un territorio, fuori dal turismo di massa, tra paesaggi fiabeschi ed esperienze outdoor immerse nella natura. 

Gaeta è una delle mete più gettonate della costa laziale. In estate è frequentata per il suo mare pulito e trasparente mentre in inverno è ormai famosa per le sue Luminarie d’artista, una delle manifestazioni più acclamate della regione. In qualsiasi stagione la città accoglie viaggiatori e turisti in cerca non solo di relax, ma anche di esperienze e attività da poter fare in un contesto naturale e culturale unico nel suo genere. Anche la gastronomia locale, frutto di tradizioni antiche quanto la storia della città, è ricca di piatti e prodotti tipici da provare assolutamente. In questo articolo ti do qualche consiglio su cosa mangiare a Gaeta come un vero local. 

Cosa mangiare a Gaeta

Prova la tiella col polpo

Regina indiscussa della tavole gaetane la tiella è ormai un prodotto famoso in tutta la penisola, ma difficilmente riesce ad essere imitata. L’originale puoi mangiarla solo a Gaeta e rigorosamente con le mani! Ideale infatti anche come street food puoi trovarla con diverse varianti di ripieni. Scarola e baccalà, spinaci e olive, cipolle o cas’e ov ( formaggio fresco e uova) sono solo alcuni dei ripieni tradizionali della tiella. Ma la più buona in assoluto è quella che maggiormente rispecchia la veracità marinara del borgo: la tiella di polpo. Non puoi mangiarla senza rimanerne estasiato ne senza sporcarti le mani, proprio come un vero local!

Assaggia gli spaghetti con le spagnolette

La spagnoletta è il pomodoro tipico di Gaeta, un frutto che riesce a crescere solo in zone dalla terra salmastra come questa, vicinissima al mare. Nasce e cresce in questi terreni sabbiosi e viene accarezzata dai caldi venti di scirocco che le regalano un sapore intenso e dolciastro e un profumo inebriante. La produzione è a livello locale quindi non troverai la spagnoletta al di fuori del territorio gaetano e questa la rende una vera chicca della gastronomia locale. E’ un pomodoro estivo e dalla sua polpa viene fuori un sugo corposo, saporito e particolarmente “colloso”, che si lega in maniera ottimale alla pasta, soprattutto agli spaghetti. Se ti trovi in vacanza a Gaeta in estate cerca qualcuno che ti cucini la pasta con il sugo di spagnolette. Semplice e genuina è un vero capolavoro culinario della tradizione. 

Cosa mangiare a Gaeta.

Lasciati tentare dalla votapiatto di calamarelle

Per sentirti un gaetano DOC devi assolutamente provare uno dei piatti della tradizione marinara della città: la votapiatto di calamarelle. Ma di cosa si tratta? La votapiatto è un piatto tipico di Gaeta e prende il nome proprio dal modo in cui viene preparato. La calamarella è l’ingrediente fondamentale ed è una specie di calamaro molto molto piccolo e tenerissimo. Dopo la panatura di farina vengono sistemate in padella e soffritte nell’olio d’oliva bollente e aglio. Vengono “voltate” in un piatto a metà cottura, come una frittata, e poi rimesse in padella. Questo per permettere la cottura del lato opposto. Va mangiata caldissima, ancora sfrigolante di olio e con l’aggiunta di peperoncino diventa una vera prelibatezza. Ma fai attenzione! Le calamarelle non sono sempre semplici da trovare. Assicurati che nel tuo piatto vengano servite solo calamarelle originali e non calamari tagliati e spacciati per tali! 

"Cosa

Se hai un palato sopraffino assaggia la “Liatina”

Ecco un piatto che farà di te un vero local dopo l’assaggio. La liatina è il piatto di carne della tradizione gaetana e si prepara in inverno. Non è semplice da fare, richiede tempo e soprattutto conoscenza della ricetta originale. E’ una gelatina di maiale ottenuta con la bollitura della testa e delle zampe alla quale viene aggiunta conserva di pomodoro, peperoni rossi e cumino. Dopo la bollitura la carne viene separata dal brodo che viene aggiunto a parte nel piatto. Una volta rappreso va a formare una deliziosa gelatina che avvolge la morbida carne del maiale. E’ un piatto per palati forti ma se vuoi fare un viaggio a 360° nella tradizione gastronomica locale non puoi esimerti dall’assaggiarla.

"Cosa

Cosa mangiare a Gaeta. Prova le parnocchie con il sugo o con i broccoletti

Hai mai assaggiato le parnocchie? Conosciute anche come canocchie sono dei crostacei che vengono pescati nel Golfo di Gaeta in grande quantità. Le massaie del borgo usano prepararle con i broccoletti creando, con pochissimi ingredienti, un piatto gustoso in cui il sapore delicato delle parnocchie va a contrastare quello forte e leggermente amarognolo di questa verdura. Ma questi crostacei si prestano benissimo ad essere preparati anche con il sugo di pomodoro, rendendolo saporito e gustoso. La pasta condita con un sugo così buono, dal sapore del mare di Gaeta, non ha davvero eguali. 

Coccolati con le frittelle di cavolfiore o baccalà

L’odore delle frittelle di cavolfiore e di baccalà mi riporta sempre al periodo natalizio della mia infanzia. Mia nonna iniziava a friggere nel pomeriggio e finiva ad ora di cena, servendo in tavola le frittelle calde come antipasto. Con il loro profumo aprivano uno dei pasti più importanti dell’anno, quello della vigilia. Sono tuttora uno dei piatti tradizionali delle festività e sono preparate con piccoli pezzi di baccalà o di cavolfiore immersi in una pastella composta da acqua, farina, lievito e sale. Sono fritte in olio extravergine d’oliva e servite caldissime. 

Cosa mangiare a Gaeta. Assaggia le alici salate con le puntarelle

Sicuramente puoi trovare le alici salate in molte città di mare della penisola. Ma posso assicurarti che quelle di Gaeta hanno una consistenza, un profumo e un gusto unico e speciale. Le alici sono pescate rigorosamente nel golfo di Gaeta e subito lavorate per non far perdere al prodotto qualità e freschezza. Sono da provare sia sui crostini di pane spalmati con il burro che come contorno, accompagnate dalle puntarelle. Questa verdura dal sapore amarognolo non necessita di cottura e va tagliata a striscioline sottili per poi essere tuffata in acqua ghiacciata. Questo procedimento permette di creare la tipica forma arricciata. Una volta asciugate le puntarelle sono solo condite con olio d’oliva perchè a portare sale a questo piatto ci pensano le alici. E’ un piatto fresco e saporito che racconta in maniera semplice e genuina tutta la storia della città che ha radici antiche, fatte di lavoro nelle campagne e di pesca. Assaggialo se vuoi sentirti parte della comunità e delle sue usanze. 

Non sei un vero local se….

..non hai assaggiato le cozze o le olive di Gaeta. Puoi trovarle e provarle spesso insieme, in sughi e salse per condire la pasta. Ma sia le une che le altre sono ideali da mangiare al naturale, senza troppi intingoli. Assaggia le cozze in sautè, leggermente scottate. Non c’è da aggiungere nessun condimento perchè il loro gusto è talmente prelibato che non ha bisogno di aiuto. Le olive invece provale come aperitivo oppure portale con te come souvenir di viaggio. Non c’è nulla di più appagante che comprare un regalo mangereccio per se stessi o per gli altri. Un prezioso ricordo delle tradizioni locali di Gaeta. 

 

Uno dei luoghi più straordinari visti in Umbria durante il nostro viaggio on the road nella regione è stato l’antico Porto Romano di Stifone. Un vero paradiso per gli amanti dei posti insoliti e poco conosciuti. Proprio grazie a questo porto, realizzato in epoca romana quando il fiume Nera era navigabile, si è costituito pian piano un borgo poco sopra di esso. Un paese che doveva ospitare i braccianti e gli operai della zona e che ora ospita solo 40 abitanti in un atmosfera d’altri tempi. 

Stifone sul fiume Nera. Umbria on the road con i bambini.
Il piccolo borgo di Stifone conta solo 40 abitanti ed è un vero gioiello dell’Umbria.

Stifone

Il borgo delle sorgenti

Stifone è un piccolo borgo semi abbandonato della Valnerina, in provincia di Terni. Si trova lungo la strada che costeggia il fiume Nera partendo da Narni. E’ tornato prepotentemente alla ribalta per via dell’ansa che il fiume crea proprio sotto di esso, alimentato da una misteriosa sorgente che riversa giornalmente in questo punto migliaia di litri d’acqua limpidissima. Il colore turchese di questo specchio d’acqua riesce a stregare chiunque e deriva dalla forte presenza di minerali al suo interno. Le sfumature bluastre che si creano alla base della sorgente e che alimentano il sito del Porto Romano sono di una bellezza estasiante, quasi innaturale. 

Stifone in Umbria. Il borgo delle sorgenti sul Nera.
Passeggiando tra le viuzze di Stifone e seguendo il suono dell’acqua surgiva si arriva all’Antico Porto Romano, uno dei luoghi più suggestivi d’Italia.

Cosa vedere a Stifone

Oltre ai resti dell’antico Porto Romano nel borgo di Stifone è possibile vedere i vecchi lavatoi, anch’essi alimentati dall’acqua surgiva, e le casette in pietra viva che nonostante l’età sono tenute in maniera egregia. Un borgo che sembra essere sospeso nel tempo, dove i gatti dormono beati sui davanzali fioriti e i cani fanno la guardia nei deliziosi giardini adiacenti alle dimore. Sui balconi pochi panni stesi al sole, scarpe da lavoro fuori gli usci di legno. A regnare indiscusso in questo piccolo borgo è il silenzio, rotto solo dal leggero gorgoglìo dell’acqua che scorre dalle sorgenti.

Stifone in Umbria. Il borgo delle sorgenti sul fiume Nera.
Nel borgo di Stifone sgorgano diverse sorgenti. Creano piccole pozze d’acqua in cui è possibile immergersi tra le viuzze del paese o alimentano vecchi lavatoi.

Come arrivare a Stifone

Non è semplice trovare questo piccolo borgo abbracciato dalla natura meravigliosa dell’Umbria. Sembra quasi nascondersi ai passanti, forse per preservare la sua autenticità. Ed è questo che un vero viaggiatore dovrebbe fare. Rispettare i luoghi che visita camminando in punta di piedi.

Si arriva a Stifone partendo da Orte e dirigendosi verso Narni. Una volta superato San Liberato c’è un piccolo cartello che indica il borgo di Stifone. Non ci sono parcheggi, quindi devi lasciare l’auto sulla zona di sosta di fronte al borgo o in una piazzola che si trova a qualche centinaio di metri prima di arrivare alla destinazione. Ci sono due stradine di accesso per Stifone ed entrambe portano sul letto del fiume Nera, sull’Antico Porto Romano dell’Umbria. 

 

Il borgo medievale di Fumone, nel Lazio, è uno dei più apprezzati della regione proprio per via della sua posizione privilegiata. Per la sua altitudine è considerato “L’Olimpo della Ciociaria” e tra le sue mura, ricche di affacci panoramici sulle campagne circostanti, custodisce misteriosi segreti. Il Castello di Fumone infatti è famoso perchè ospita nobili fantasmi che ancora oggi, a detta delle persone del posto, si divertono a far sentire la loro presenza con lamenti e piccoli dispetti. Il borgo medievale però è famoso anche per le sue forti radici storiche, che sfociano in bellissimi eventi dedicati al periodo medievale, con rappresentazioni in costume, processioni religiose e sagre. Se vuoi assaggiare i prodotti tipici locali in un contesto storico caratteristico prenota un tavolo a La Taverna del Barone di Fumone. Un buon modo per immergerti nelle tradizioni del borgo, tra storia e gastronomia. 

La Taverna del Barone a Fumone

Situata proprio nel centro storico del borgo di Fumone La Taverna del Barone è una location davvero particolare, ricavata da vecchie grotte adibite un tempo a cantine. Sul pavimento antico, originale dell’epoca, spicca un enorme camino in pietra, e numerosi arnesi da cucina in rame invecchiato penzolano sul muro in roccia viva, tra damigiane e trocchi. I tavolacci sono in legno, così come le panche, e ben si integrano al contesto circostante dando l’idea di accomodarsi in una vecchia cucina del borgo. 

Scopri le origini del nome

Il locale, bellissimo esempio ben conservato di architettura agreste del 1200, vanta al suo interno un bellissimo arco in pietra, chiamato Arco dei sospiri. Il nome Taverna del Barone deriva proprio dalla storia che gira attorno a questo arco, una curiosa storia d’amore tra un giovane barone ribelle, ripudiato dalla sua famiglia per i comportamenti illeciti, ed una dama sposata al capitano della Guardia. La giovane sposa ogni giorno, lasciando la sua dimora, passava sotto l’arco in pietra affidando al vento i sospiri per il suo amore proibito, il giovane nobile ribelle che la gente del posto chiamava il Barone.

[mkdf_button size=”huge” type=”” text=”Richiedi il tuo itinerario di viaggio nel Lazio personalizzato” custom_class=”” icon_pack=”font_awesome” fa_icon=”” link=”https://trevaligie.com/destination-posts/itinerari-personalizzati/” target=”_self” color=”” hover_color=”” background_color=”” hover_background_color=”” border_color=”” hover_border_color=”” font_size=”” font_weight=”” margin=””]

La Taverna del Barone a Fumone. Come funziona

Sei curioso di sentire i sospiri dei due amanti sotto l’arco della taverna? Allora prenota un tavolo alla Taverna del Barone, ma con largo anticipo. Le richieste sono davvero molte. In fondo è uno dei pochi locali in cui puoi assaggiare i piatti tipici della zone in un atmosfera medievale. Qui trovi infatti uno dei prodotti tipici più apprezzati del territorio: le sagne pelose. Sono delle fettuccine fatte in casa davvero deliziose e la loro particolarità sta nel fatto che sono preparate senza uova. Alla Taverna del Barone le trovi condite con buon sugo di pomodoro, semplice e delizioso. Sono uno dei due primi piatti proposti dal ristorante. Ma come funziona? Basta prenotare un tavolo e una volta arrivati, sedersi e godersi l’atmosfera. Il menù infatti è fisso, al costo di 25,00 € a persona ( bibite comprese ), e non devi far altro che goderti ogni portata proposta. 

Assaggia i piatti tipici di Fumone

Alla Taverna del Barone vieni accolto da personale in costume d’epoca, gentile ed efficiente, Le ragazze ti mettono subito a tuo agio accompagnandoti al tavolo e servendoti da bere. Puoi scegliere tra vino bianco e vino rosso, ma l’acqua è solo liscia, non servono la versione frizzante. Il menù è uguale per grandi e piccini. Unica alternativa per i bambini è il pollo arrosto. Non servono cotolette. Gli antipasti e i primi piatti però sono apprezzati molto anche dai bambini. Per iniziare infatti puoi degustare i salumi e i formaggi tipici locali, accompagnati da bruschette condite con olio buono del territorio. Tutto viene servito a centro tavola, per permettere ai commensali di servirsi a piacere. La prima portata calda è proprio la fettuccina al sugo, seguita da pasta e fagioli fumante e cremosa. Il tutto viene impiattato al momento al tuo tavolo. Da una grossa zuppiera infatti l’oste sporziona abbondanti assaggi dei due primi piatti tipici della taverna.

La Taverna del Barone a Fumone. Dove mangiare nel borgo medievale della Ciociaria.
Un primo piatto semplice e genuino, preparato con pasta fatta in casa e sugo di pomodoro dal profumo delizioso e dal gusto eccezionale.

Ascolta le melodie della fisarmonica 

Durante il pasto puoi ascoltare magnifiche canzoni suonate con la fisarmonica, uno strumento da sempre associato al passato e alla campagna. Il bravissimo musicista, in costume tipico completo di “ciocie”, le scarpe tipiche da cui prende il nome il territorio della Ciociaria, incanta i commensali con le sue canzonette d’epoca, mixate sapientemente a brani moderni adattati allo strumento. Nel mentre degusta il secondo piatto della Taverna del Barone, un arrosto di abbacchio e arista al forno accompagnati da patate e insalata. 

Degusta il dessert e gli amari della Taverna del Barone

Per concludere egregiamente il pasto, presso la Taverna del Barone usano portare a tavola dessert fatti in casa, come le ciambelline al vino e la torta di mele. Per accompagnare queste prelibatezze offrono amari locali, come quello a base di genziana, davvero delizioso. Il caffè è fatto con la moka, ideale quindi per concludere un pasto in stile campestre, che ti riporta alla vita medievale di questo borgo del frusinate.

La Taverna del Barone a Fumone. Dove mangiare nel borgo medievale della Ciociaria.
Per concludere il pasto alla Taverna del Barone servono deliziose ciambelline al vino fatte in casa, come la dolce e soffice torta di mele.

Per digerire puoi esplorare il piccolo centro storico di Fumone, passeggiando nel suo dedalo di viuzze caratteristiche e comprando qualche souvenir gastronomico presso le botteghe locali, tenendo sempre all’ allerta l’udito. Chissà che tu non senta sospirare la povera dama innamorata!

A pochi chilometri da Roma, immerso nelle verdeggianti colline della maremma laziale, c’è un’oasi di pace dove ritrovare il primordiale contatto con la natura. E’ un agriturismo a Tolfa, L’Ottava goccia, un luogo dove il tempo sembra rallentare e la natura esplode portentosa per regalarti emozioni autentiche e privilegiate. 

Agriturismo a Tolfa. L’Ottava goccia

Basta poco a volte per creare legami indissolubili, e a L’Ottava goccia questo è possibile. L’accoglienza è il punto forte di questa struttura, assieme alla filosofia che hanno abbracciato i proprietari, una linea di pensiero e di gestione basata sulla stagionalità, sul riciclo creativo, sull’autenticità e sulla valorizzazione del territorio.

L’Ottava goccia è un’agriturismo con la A maiuscola, dove l’ospite è coccolato in ogni momento del soggiorno, dove i prodotti sono rigorosamente a km zero, biologici e biodinamici, e dove ti trovi a sorseggiare una tazzina di ottima moka in pantofole assieme ad altri visitatori. Momenti di pura convivialità, lontani dalla freddezza delle grandi strutture ricettive dove l’indifferenza vince sempre sulle relazioni umane. 

Agriturismo a Tolfa. L'Ottava gocciaLascia che ti racconti l’origine del nome

Una filosofia intrinseca già nel nome scelto per questo agriturismo a Tolfa: L’Ottava goccia. Il nome si ispira infatti alla legge di Gurdjieff, di cui non avevo mai sentito parlare prima, famosa anche come legge dell’ottava o legge dei sette. Secondo il suo ideatore e sostenitore questa legge regola tutti gli aspetti della natura e della vita. Sette sono le note musicali, sette sono i colori dell’arcobaleno, sette sono le ghiandole principali del corpo umano…questo dimostra che la natura segue schemi ciclici. Partendo dal sette si aspira a salire di un’ottava, cercando di intensificare l’energia legata all’emozione. La goccia invece richiama l’essenza del ciclo vitale, in questo caso rappresentata dall’acqua e dall’olio, due elementi vitali per l’agriturismo. L’acqua della sorgente incarna la forza rigeneratrice della natura, essenza di vita, e l’olio delle olive del casale simboleggia il frutto stesso della natura, che di acqua vive. 

Segui il filo della creatività e del riciclo

Al tuo arrivo sei subito accolto da sorrisi gioviali e da dolci scodinzolii di Goccia e Bachy, i due cani dell’agriturismo. Maria e Annarita ti mettono subito a tuo agio, tagliano fette di sapone naturale per la tua beauty routine quotidiana ( qui non trovi plastica! ) e mentre ti accompagnano in stanza raccontano un pò la loro mission e cosa è possibile fare sia in struttura che nei dintorni. Le camere sono dei veri e propri poli museali, ed ogni oggetto è in vendita. Dalle anticaglie ai quadri di artisti locali, dalle lampade ai tavolini, tutto è realizzato a mano con tessuti ed elementi naturali, come il legno, la canapa e il lino.

Perditi nei dettagli, perchè scoprirai pezzi unici frutto di una creatività geniale. Sono gli uomini di casa, Roberto e Vincenzo, amanti dei mercatini di antiquariato e del bricolage, a dare vita agli arredi e ai dettagli dell’agriturismo, La nostra stanza, oltre ad ospitare una lampada recuperata dalla cantina di Rita Levi Montalcini, portava una meravigliosa applique ricavata con una vecchia grattuggia! Insomma, niente qui è lasciato al caso e ogni dettaglio ti lascerà a bocca aperta. 

Prova la cucina a km 0

Uno dei punti di forza dell’Ottava Goccia è senza dubbio la cucina. Il ristorante della struttura propone piatti realizzati con ingredienti a chilometro zero, provenienti dal loro orto biologico e dalle fattorie locali. Il menu varia in base alle stagioni, garantendo sempre freschezza e autenticità. Dai formaggi locali alla pasta fatta in casa, passando per carni selezionate e dolci tradizionali, ogni portata racconta una storia di passione e il legame con il territorio.

La prima colazione è un tripudio di autentica bontà, e il profumo dei dolci in forno e del caffè inizia a spandersi nell’aria alle prime luci dell’alba. Non puoi resistere al richiamo dei plum cake artigianali, delle crostate ripiene di marmellata fatta in casa, dello yogurt fresco di pascolo e dei golosi biscotti appena sfornati. La chicca? La moka, fatta come ai vecchi tempi, e il servizio di porcellana antico, come quello delle nonne. Il fuoco del camino poi enfatizza tutte le emozioni del risveglio invernale: il tepore, la lentezza, l’ozio. Ecco perchè a L’Ottava Goccia il tempo sembra fermarsi.

Agriturismo a Tolfa. L'Ottava gocciaCosa puoi fare nell’agriturismo a Tolfa, L’Ottava Goccia

L’Ottava Goccia non è solo un luogo dove soggiornare, ma un punto di partenza per vivere esperienze indimenticabili. Se cerchi momenti di puro relax, puoi approfittare della piscina panoramica con vista sulle colline, circondata da un ampio solarium. Inoltre, è possibile prenotare massaggi e trattamenti benessere a base di prodotti naturali, da fare in una location molto caratteristica: la casa sull’albero. Potrai quindi goderti un momento di tranquillità e di coccole circondato solo dal dolce suono della natura. 

Agriturismo a Tolfa. L'Ottava gocciaProva i laboratori sensoriali

Cerchi esperienze autentica a contatto con la natura? Sei nel posto giusto. All’Ottava Goccia puoi infatti prenotare diverse esperienze sensoriali o culinarie. Puoi partecipare alle cooking class e preparare con le tue mani i piatti tipici del territorio laziale, come gli gnocchi o l’acquacotta, non prima di aver colto personalmente i prodotti necessari nell’orto biologico del casale. Se preferisci invece dedicare del tempo a te stesso prova a partecipare al pic nic con bagno sonoro. Grazie ai suoni e ai profumi della natura circostante e alle frequenze emesse dagli strumenti ancestrali, abilmente utilizzati da un esperta, potrai aiutare il tuo corpo a riequilibrare il campo energetico, ristabilendo un contatto primordiale con la natura. 

Agriturismo a Tolfa. L'Ottava gocciaAgriturismo a Tolfa L’Ottava Goccia. Partecipa alla raccolta delle olive

Se capiti in zona durante il periodo autunnale invece puoi partecipare alla raccolta delle olive, guidato da un esperto del settore. Grazie a questa esperienza apprenderai le antiche tecniche di raccolta e sarai coinvolto un una gustosa degustazione di olio EVO appena spremuto, accompagnato da prodotti tipici del territorio. 

Esperienze che puoi fare nei dintorni dell’agriturismo L’Ottava Goccia

La posizione dell’agriturismo è perfetta come punto di partenza per espIorare i numerosi sentieri che si snodano tra le colline circostanti. Sentieri che offrono panorami spettacolari e la possibilità di avvistare animali selvatici come volpi, cinghiali e numerose specie di uccelli. Gli amanti dell’equitazione hanno a disposizione numerosi maneggi attrezzati nell’area circostante, con la possibilità di partecipare a lezioni o a escursioni guidate tra i boschi e i prati della zona. L’emozione di cavalcare immersi in una natura incontaminata è difficile da descrivere a parole.

Dal casale poi è possibile intraprendere un bellissimo sentiero di trekking che ti conduce fino alla Rocca dei Frangipane, dove puoi ammirare le rovine del Castello della Rocca che dominano la collina di Tolfa. Il trekking che porta alla rocca è un’esperienza sensoriale che coinvolge ogni fibra del corpo e della mente. I sentieri che si snodano tra boschi di lecci e querce, tra colline ondulate e radure nascoste, ti invitano a rallentare, a percepire il terreno sotto i piedi, a cogliere il canto degli uccelli e il profumo della terra bagnata. Ogni curva del sentiero, ogni angolo della montagna, rivela nuovi panorami che si aprono come finestre su un paesaggio intatto, dove la bellezza della natura si fonde con la storia che si respira nell’aria.

Raggiungi Allumiere

A pochi chilometri dall’Ottava Goccia poi trovi Allumiere, un borgo famoso per le sue miniere di allume, materiale utilizzato nel Medioevo per la lavorazione dei tessuti. Nelle vicinanze c’è il Monumento Naturale Faggeto, tappa immancabile se sei amante della natura e delle sue meravigliose eccezioni. La peculiarità di questo faggeto è infatti la presenza dei faggi a bassa quota che, grazie alle condizioni climatiche favorevoli, riescono a sopravvivere “sotto quota” anche se avrebbero invece bisogno di climi freddi e di altitudini superiori ai 1000 metri. 

Se posso darti un consiglio, a prescindere dall’attività che hai scelto di fare, alzati presto e goditi una passeggiata all’alba, quando la campagna è avvolta da una luce dorata e il canto degli uccelli riempie l’aria.

Agriturismo a Tolfa, L’Ottava. Cosa puoi fare con i bambini

Ci tengo a sottolineare che l’agriturismo L’Ottava Goccia è un vero paradiso per i bambini. I più piccoli saranno sicuramente entusiasti di partecipare a laboratori creativi immersi nel verde, dove potranno esprimere la loro fantasia utilizzando materiali naturali raccolti sul posto. Queste attività non solo stimolano la creatività, ma rafforzano anche il legame con l’ambiente circostante, educandoli a un rapporto autentico e rispettoso con la natura. Madre natura, infatti, è una maestra straordinaria: insegna loro a osservare, a meravigliarsi e a rispettare il mondo che li circonda. In un’epoca dominata dalla tecnologia, il contatto diretto con la terra, gli alberi, gli animali e i suoni naturali aiuta i piccoli a sviluppare abilità fondamentali come la concentrazione, la pazienza e la capacità di ascolto. Camminando tra i sentieri, toccando le foglie, ascoltando il canto degli uccelli e osservando piccoli insetti, i bambini imparano il valore della vita in tutte le sue forme, sviluppando empatia e consapevolezza.

Per i giovani esploratori, le passeggiate naturalistiche nei dintorni del casale offrono l’opportunità di scoprire la flora e la fauna locali. Sentieri facilmente percorribili conducono a luoghi incantevoli come il Sasso della Strega, dove i bambini possono apprendere storie e leggende locali, vivendo avventure che ricorderanno a lungo. Un’ottima idea è anche sdraiarsi su un’ amaca Tropilex all’aperto, lasciandosi dondolare dolcemente mentre ci si gode l’aria fresca e il suono della natura.

 

Leggi un buon libro prima di andare a nanna

Storie che possono rivivere anche nei meravigliosi albi illustrati a disposizione nella sala principale dell’agriturismo, selezionati dalla maestra Giovanna de Il mondo in un albo illustrato. Una buona lettura prima di andare a dormire aiuta i bambini a rilassarsi dopo una giornata intensa. Le storie catturano la loro immaginazione, allontanano le preoccupazioni e favoriscono un senso di calma che li prepara al sonno. A differenza degli schermi, che possono stimolare e disturbare il ciclo circadiano, la lettura promuove un passaggio dolce dal giorno alla notte. Aiuta i bambini a spegnere la mente senza essere sovrastimolati. Ah dimenticavo di dirti che in questo agriturismo non ci sono televisioni per fortuna!Agriturismo per coppie e famiglie a Tolfa. L'Ottava Goccia

Cena in un atmosfera d’altri tempi

Dopo aver passato la giornata all’aria aperta, con i polmoni pieni di aria pulita e gli occhi straripanti di meraviglie, non c’è niente di meglio che cenare nella sala, o sulle terrazze del casale se è estate, de L’Ottava Goccia. Il camino acceso, l’atmosfera conviviale e i piatti preparati con i prodotti dell’orto bio sono il non plus ultra dell’esperienza di soggiorno. I ceppi che pian piano si consumano, arsi dal focolare, conciliano il relax e ti estraneano ulteriormente dalla frenetica vita quotidiana. I pensieri fluiscono leggeri, trasformandosi in nuvole di vapore, e attorno al tavolo commensali di diverse provenienze ti avvolgono in un turbinio di culture, tradizioni, accenti. Scambi di idee e di esperienze che, attraverso il calore del caminetto, diventano un potente strumento di condivisione e di accettazione del prossimo. Anche una cena a L’Ottava Goccia diventa esperienza sensoriale. 

Vivi l’esperienza di un vero agriturismo

La gestione familiare e l’attenzione al cliente sono i pilastri fondamentali per creare quel senso di meraviglia e appartenenza che trasforma una semplice vacanza in un ricordo indelebile. Immagina di arrivare in un luogo dove ogni dettaglio è curato con amore. La freschezza dei prodotti a chilometro zero che profumano la cucina, i sorrisi genuini che ti accolgono come fossi di famiglia, e l’armonia che si respira tra gli ospiti e l’ambiente circostante. Questo è ciò che un agriturismo ben gestito può offrire.

Agriturismo a Tolfa. L'Ottava gocciaPerchè soggiornare presso l’agriturismo a Tolfa, L’Ottava Goccia

La gestione attenta e rispettosa dei proprietari de L’Ottava Goccia si traduce in un valore aggiunto per ogni ospite. Significa garantire pulizia impeccabile, sicurezza, sostenibilità e servizi di qualità che rispettano non solo le normative, ma anche l’etica del territorio. È attraverso questa cura che gli ospiti si sentono coccolati in ogni momento. Ogni sorriso, ogni gesto di attenzione e ogni dettaglio ben calibrato raccontano una storia di passione e dedizione, rendendo l’esperienza autentica e speciale.

Un agriturismo che sa coccolare i suoi ospiti li fa sentire più di semplici visitatori. Li fa sentire parte di una famiglia, legati alla terra e alla cultura locale. Può essere il calore di una tazza di caffè fumante servita al mattino presto, il consiglio su una passeggiata tra i campi fioriti o la cura con cui viene preparato un pasto su misura per un’esigenza alimentare particolare. Ogni gesto, piccolo o grande, parla di un’attenzione al cliente che non conosce superficialità.

L’agriturismo L’Ottava Goccia di Tolfa è molto più di un semplice luogo dove soggiornare: è un’esperienza che tocca il cuore e nutre l’anima. Tra la bellezza del territorio, l’autenticità delle tradizioni e la cura per i dettagli, ogni momento trascorso qui diventa un ricordo prezioso.

 

Trovi l’Agriturismo L’Ottava Goccia sulla Strada Provinciale 3/B, km 18.300 Tolfa 00059 (RM). 

Telefono: + 39 3920526682 Email: info@ottavagoccia.it

Coordinate GPS
42°08’11.2″N 11°56’53.0″E

Immagina di riscoprire la bellezza che hai sotto gli occhi ogni giorno. Un borgo antico vicino casa, un sentiero nascosto tra le colline, un mercatino artigianale in una piazza che pulsa di vita. Il turismo di prossimità è un invito a rallentare, a scoprire ciò che ci circonda con occhi nuovi, valorizzando il nostro territorio e le persone che lo rendono unico. In questo articolo vedremo cos’è il turismo di prossimità, chi ne è protagonista, e perché oggi è considerato una delle forme di turismo più emozionanti e sostenibili.

Cos’è il turismo di prossimità

Il turismo di prossimità è un modo di viaggiare che privilegia le destinazioni vicine al luogo di residenza. È il viaggio breve, che non richiede lunghi spostamenti ma punta a scoprire borghi, città, aree naturali e attrazioni culturali che spesso trascuriamo, inseguendo mete più lontane. Le caratteristiche distintive del turismo di prossimità sono le brevi distanze, le esperienze locali e la sostenibilità. Le mete da raggiungere distano poche ore dalla destinazione di partenza, riducendo moltissimo i tempi e i costi di viaggio, e quindi riducendo l’impatto ambientale. Vengono poi predilette le attività autentiche, legate alla cultura e alle tradizioni locali. Sostanzialmente è un turismo adatto ad ogni tipologia di viaggiatore, dalle famiglie con bambini agli anziani, perchè non richiede impegni logistici complessi ne budget esorbitanti. 

Cos’è il turismo di prossimità e perchè scegliere questa tipologia di viaggio

La pandemia ha trasformato il modo in cui percepiamo i viaggi, facendoci riscoprire il valore delle mete vicine. Ma il turismo di prossimità non è solo una soluzione pratica: è un’occasione per vivere esperienze autentiche e sostenibili. Quante volte abbiamo trascurato un borgo vicino, una riserva naturale o un evento locale? Il turismo di prossimità ci invita a guardare con occhi nuovi ciò che abbiamo a portata di mano.

Cos'è il turismo di prossimitàViaggiando vicino, il nostro denaro rimane nel territorio: prenotiamo alloggi in strutture familiari, mangiamo nei ristoranti di quartiere, acquistiamo prodotti artigianali. Questo contribuisce a sostenere piccoli imprenditori, artigiani e agricoltori. Puoi visitare ad esempio una cantina locale, partecipare a una sagra o passeggiare con una guida esperta che conosce ogni angolo nascosto. Il turismo di prossimità ti regala momenti genuini che spesso mancano nei viaggi tradizionali. Ridurre gli spostamenti lunghi e optare per esperienze a basso impatto ambientale è inoltre una scelta consapevole, che contribuisce alla salvaguardia del pianeta.

Chi lavora nel turismo di prossimità?

Dietro al turismo di prossimità c’è una rete di persone che mettono passione e competenza al servizio dei viaggiatori. Sono i veri protagonisti di questa forma di turismo, capaci di trasformare ogni visita in un’esperienza indimenticabile.

Le guide turistiche sono gli ambasciatori del territorio. Raccontano storie, aneddoti e curiosità che rendono vivo ogni angolo del borgo o del parco che visitano. Grazie alla loro conoscenza puoi esplorare luoghi che altrimenti rimarrebbero nascosti. Anche molte agenzie di viaggio e travel designer si stanno specializzando in itinerari di prossimità, offrendo pacchetti su misura che uniscono natura, cultura e gastronomia. Questi professionisti collaborano con strutture e attività del territorio per creare esperienze uniche.

[mkdf_button size=”huge” type=”” text=”Affidati ad un travel designer” custom_class=”” icon_pack=”font_awesome” fa_icon=”” link=”https://annalisaspinosa.com/elements/come-funziona/” target=”_self” color=”” hover_color=”” background_color=”” hover_background_color=”” border_color=”” hover_border_color=”” font_size=”” font_weight=”” margin=””]

Il turismo di prossimità ha un legame forte con l’enogastronomia. Dalle osterie di paese ai piccoli agriturismi, ogni pasto è un viaggio nei sapori autentici del territorio. I produttori locali, come vignaioli, casari e panettieri, sono spesso protagonisti di visite e degustazioni. Ogni territorio ha la sua tradizione artigianale: ceramiche, tessuti, sculture o prodotti in legno. Gli artigiani non solo vendono, ma raccontano storie di antichi mestieri, tramandati di generazione in generazione.

Anche le strutture ricettive svolgono un ruolo importante nel turismo di prossimità. Prediligere B&B, case vacanza, agriturismi o dimore storiche gestite da famiglie o piccoli imprenditori che offrono un’ospitalità calorosa e personalizzata, è senz’altro la scelta ottimale. Un ruolo importante nel turismo di prossimità è quello delle associazioni locali culturali e naturalistiche. Dalle associazioni che organizzano eventi e mostre a quelle che propongono escursioni e laboratori nella natura, queste realtà sono il motore del turismo esperienziale.

Cos’è il turismo di prossimità. Fai esperienze uniche.

Il bello del turismo di prossimità è che non esiste un’unica formula. Le esperienze sono tante e varie, adatte a tutti i gusti e le esigenze. Puoi passeggiare tra vicoli acciottolati, ammirare chiese antiche e goderti la tranquillità di una piazza al tramonto. I borghi italiani, come Civita di Bagnoregio, sono una miniera di storie e bellezza. Puoi fare lunghe camminate nei parchi naturali, gite in bicicletta o pic-nic nei prati che incontri lungo il percoro, attività perfette per chi ama stare all’aria aperta. Puoi inoltre visitare una cantina vinicola, partecipare a un corso di cucina o assaporare prodotti tipici in una masseria: ogni esperienza culinaria è un viaggio nella tradizione.

Partecipa alle sagre di paese! Sono uno dei momenti più autentici del turismo di prossimità. Dalle feste del vino ai mercatini artigianali, ogni evento racconta la vita della comunità. Anche mostre d’arte, spettacoli teatrali o visite a siti archeologici sono tasselli fondamentali del turismo di prossimità e permettono di valorizzare il patrimonio culturale in tutte le sue forme. Quindi visita musei, siti storici e partecipa agli eventi locali. 

Cos’è il turismo di prossimità, consigli utili per abbracciare questa filosofia di viaggio

Se vuoi abbracciare questa filosofia di viaggio, ecco per te alcuni consigli pratici:

  • Pianifica il viaggio ma lascia spazio alla scoperta. Parti con un’idea di cosa visitare, ma concediti il piacere di perderti e scoprire qualcosa di inaspettato.
  • Sostieni le realtà locali. Scegli strutture e attività che valorizzano e raccontano il territorio.
  • Viaggia leggero e responsabile. Riduci l’ impatto ambientale portando con te solo il necessario e rispetta la natura e le persone che incontri.
  • Partecipa attivamente alla vita locale. Immergiti nelle esperienze, parla con chi incontri, ascolta le loro dei locals.

Cos'è il turismo di prossimitàCos’è il turismo di prossimità e come viverlo al meglio

Il turismo di prossimità non è solo una tendenza, ma un modo di viaggiare più autentico e consapevole. È un viaggio che ti invita a guardare con occhi nuovi ciò che ti circonda, a riscoprire il valore delle piccole cose e a costruire un legame più profondo con il territorio e le persone che lo abitano. Alla fine, non importa quanto lontano si vada, ma quanto intensamente si vive ciò che si incontra. E spesso, il viaggio più emozionante è quello che ci porta a riscoprire casa.

La Valle d’Itria, nel cuore della Puglia, è una delle destinazioni più affascinanti del Sud Italia. Conosciuta anche come la Valle dei Trulli, questa regione si estende tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, offrendo un paesaggio unico fatto di colline dolci, campi di ulivi secolari e i caratteristici trulli, le tipiche abitazioni coniche in pietra bianca. Percorrere la Valle d’Itria on the road è un’esperienza indimenticabile: ogni curva svela borghi incantati, masserie storiche e panorami mozzafiato. Pronto a partire? Ecco un itinerario emozionale che ti guiderà alla scoperta di questa terra magica.

Valle d’Itria on the road

Inizia il tuo viaggio da Alberobello

Un viaggio in Valle d’Itria non può che iniziare da Alberobello, Patrimonio dell’Umanità UNESCO e simbolo della Puglia nel mondo. Questo borgo è un vero e proprio museo a cielo aperto, dove centinaia di trulli si susseguono lungo i vicoli acciottolati, creando un paesaggio fiabesco. La parte più suggestiva del borgo è il Rione Monti, con i suoi trulli trasformati in botteghe artigiane, ristoranti e case vacanza. Dopo aver passeggiato tra queste casette tipiche fai una visita al Trullo Sovrano, l’unico trullo a due piani che oggi ospita un museo dedicato all’antica vita rurale della zona. Non dimenticare di salire sul Belvedere di Santa Lucia. E’ un meraviglioso punto panoramico dal quale puoi ammirare la distesa di trulli sottostante. 

Dove parcheggiare:

  • Parcheggio Centro Storico Via Monte San Gabriele, via Monte San Gabriele 105
  • Parcheggio Viale Indipendenza 3 – Trulli Parking Area

 

Passa da Locorotondo, il balcone della Valle d’Itria

Locorotondo, uno dei “Borghi più belli d’Italia”, è famoso per la sua pianta circolare e le sue cummerse, le tipiche case bianche dal tetto spiovente. Passeggiando per le sue viuzze strette, rimarrai incantato dalle facciate delle case adornate da fiori colorati e dai deliziosi dettagli architettonici. Da non perdere una visita alla Chiesa di san Giorgio Martire, capolavoro barocco, e al Belvedere, dal quale puoi avere una vista pazzesca sugli uliveti e sui vigneti della campagna circostante. Locorotondo è infatti molto conosciuta per il suo olio e il suo vino DOC, un bianco fresco e leggero perfetto da abbinare con i piatti tipici della zona. 
Dove parcheggiare: 
  • Parcheggio Largo Piazza Guglielmo Marconi, SP162, 1. Aperto 24 ore su 24
  • Parcheggio pubblico a Pagamento, Piazza Aldo Moro, 40. Aperto 24 ore su 24
  • Parcheggio sotterraneo a pagamento Piazza Aldo Moro, 31

Valle d'Itria on the roadRaggiungi Cisternino, capitale della griglia

Cisternino è un altro gioiello della Valle d’Itria, noto per il suo centro storico intatto e l’atmosfera accogliente. Questo borgo è un labirinto di vicoli bianchi, archi, cortili nascosti e deliziose logge fiorite. Cisternino è rinomato per le sue macellerie con fornello pronto, dove potrai scegliere la carne direttamente dal bancone per poi gustarla, cotta alla brace, sul posto. I vicoli del borgo sono animati da locali e botteghe dove assaporare piatti tipici e godersi il ritmo lento della vita di paese.

Dove parcheggiare:

  • Parcheggio gratuito, SP17, 29. Aperto 24 ore su 24
  • Nuovo parcheggio. Parcheggio gratuito, Via Martina Franca, 28

Fai una tappa intermedia a Martina Franca 

Martina Franca, con il suo stile barocco, è un borgo che sorprende per la sua eleganza. Passeggiare nel suo centro storico significa immergersi in un’atmosfera di altri tempi, tra meravigliosi palazzi signorili e chiese maestose. Visita la Basilica di San Martino, facilmente identificabile nel centro storico per la sua meravigliosa facciata barocca, finemente decorata. Poi raggiungi il Palazzo Ducale, uno dei più importanti edifici storici della città, spesso sede di mostre ed eventi, e concludi la tua visita in città con un aperitivo in Piazza Maria Immacolata, cuore pulsante di Martina Franca.

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storicoDa sempre centro nevralgico del commercio e della comunità locale, vanta dei portici dai dettagli unici, sotto i quali passeggiare alla scoperta delle botteghe tipiche. Martina Franca è famosa per il suo capocollo, un salume dal sapore inconfondibile, prodotto ancora con gli antichi metodi tradizionali pugliesi. Non andar via senza assaggiare quindi un tagliere che includa questo gioiello culinario della zona. 

Dove parcheggiare:

  • Area di parcheggio Martina Franca, Via Fratelli Caramia, 10
  • Parcheggio comunale Orti del duca, Via Giacomo Puccini, 19. Aperto 24 ore su 24

Dirigiti ad Ostuni, la città bianca

Sebbene sia situata leggermente fuori dalla Valle d’Itria, Ostuni è una tappa imperdibile di un viaggio on the road in Puglia. La famosa Città Bianca, con le sue case dipinte a calce, si erge su una collina che domina il mare. Il suo centro storico è un dedalo di viuzze, scalinate e terrazze panoramiche, dove ogni angolo regala scorci da cartolina. Visita la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che ammalia con il suo stile gotico frammentato da dettagli romanici, e tuffati in Piazza della Libertà, cuore del borgo, dove puoi ammirare la Colonna di sant’Oronzo. Al tramonto rilassati in uno dei tanti bar o ristoranti terrazzati che trovi nel centro storico e goditi la straorinaria vista sul Mar Adriatico. 

Valle d'Itria on the roadDove parcheggiare:

  • Ostuni parcheggio Tenente Specchia, Via Antonio Specchia, 43
  • Parcheggio Roma Ostuni, Contrada Sant’Eligio
  • Parcheggio area Genco

Gusta i sapori della Valle d’Itria

La cucina della Valle d’Itria è un inno alla semplicità e ai sapori genuini. Tra i piatti imperdibili trovi le orecchiette con le cime di rapa, piatto simbolo della Puglia, condito con acciughe, aglio e peperoncino. Prova anche fave e cicoria, un piatto povero ma ricco di gusto, perfetto con un filo d’olio extravergine locale. Non farti mancare un assaggio di panzerotti, fritti o al forno, ripieni di pomodoro e mozzarella. Sono un’esplosione di bontà.
Accompagna il tutto con un calice di Primitivo di Manduria o di Locorotondo DOC,  per esaltare il gusto di ogni boccone.

Valle d’Itria on the road. Fai esperienze autentiche

Vuoi fare un’esperienza davvero unica durante il tuo viaggio on the road in Valle d’Itria? Soggiorna in un trullo! Molte di queste antiche costruzioni sono state restaurate e trasformate in alloggi di charme, offrendo un mix perfetto di tradizione e comfort moderno. Potrai svegliarti circondato dalla quiete della campagna pugliese e goderti colazioni a base di prodotti tipici locali, con vista su ulivi secolari.

La Valle d’Itria è anche un paradiso per gli amanti della bicicletta. Numerosi percorsi ciclabili ti permetteranno di esplorare la campagna, tra muretti a secco, uliveti secolari e vigneti rigogliosi. Uno dei percorsi più suggestivi è la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, che attraversa la valle offrendo panorami mozzafiato. Lungo il tragitto, potrai fermarti in masserie per degustare olio extravergine d’oliva e vino locale.

Partecipa ad una cooking class

Vuoi portare a casa un pezzo di Puglia? Partecipa a un corso di cucina locale. Imparerai a preparare le orecchiette fatte a mano, i taralli e altri piatti tipici, sotto la guida di cuoche esperte che condivideranno con te i segreti della tradizione. Al termine del corso poi, potrai gustare i tuoi piatti in compagnia, in un’atmosfera conviviale e autentica. Molte masserie offrono esperienze di cooking class seguite da degustazioni e pranzi conviviali. Cuore pulsante della tradizione agricola pugliese, molte di queste antiche fattorie offrono infatti visite guidate e degustazioni di prodotti a km 0, come olio d’oliva, formaggi, salumi e conserve.

Una delle esperienze più autentiche da fare nella zona è la visita a un frantoio, dove potrai assistere alla produzione dell’olio extravergine d’oliva e degustarlo su una semplice fetta di pane caldo.

Perchè fare un viaggio on the road nella Valle d’Itria

La Valle d’Itria è molto più di una destinazione turistica: è un luogo dove il tempo sembra rallentare, permettendoti di assaporare ogni momento e di goderti ogni singola emozione. I suoi borghi bianchi, i paesaggi incantevoli e i sapori autentici ti lasceranno ricordi indelebili. Che tu stia cercando una fuga romantica, un’avventura in famiglia o semplicemente un viaggio all’insegna del relax e della buona cucina, la Valle d’Itria saprà sorprenderti e conquistarti. Lasciati guidare dal fascino di questa terra e vivi un’esperienza che ti arricchirà nel profondo.

Immerso tra le acque cristalline del Lago di Garda e le pendici imponenti del Monte Baldo, Malcesine è un borgo che sembra uscito da una fiaba. Le sue stradine acciottolate, le case color pastello, i balconi fioriti e il maestoso Castello Scaligero creano un’atmosfera magica, che conquista il cuore di ogni visitatore. Malcesine però non è solo una destinazione romantica: è anche un luogo perfetto per le famiglie, dove grandi e piccini possono vivere avventure indimenticabili. Dalle passeggiate in natura alle gite in barca, dalle attrazioni culturali alle golosità gastronomiche, Malcesine offre un’esperienza completa per tutte le età. Scoprile in questo articolo.

Malcesine, cosa vedere con i bambiniMalcesine, cosa vedere con i bambini

Malcesine è uno di quei borghi che invita a perdersi tra i suoi vicoli. Ogni angolo nasconde una sorpresa. Un piccolo negozio di artigianato, una piazzetta con una fontana, una vista mozzafiato sul lago, un arco fiorito.

Il cuore pulsante del borgo è senza dubbio il Castello Scaligero, una fortezza medievale che domina il paesaggio. La visita al castello è un’avventura che affascina anche i bambini, che possono sentirsi piccoli cavalieri o principesse esplorando le torri e le mura merlate. Dalla cima della torre, il panorama è spettacolare. Il lago si stende come un tappeto blu, incorniciato dalle montagne e dai tetti rossi del borgo.

Il Castello Scaligero di Malcesine, guida alla visita con i bambiniUn’altra tappa imperdibile è il Palazzo dei Capitani, un elegante edificio veneziano affacciato sul porto. Qui, tra gli affreschi e i giardini, si può respirare l’atmosfera dei tempi in cui Malcesine era governata dalla Serenissima. Passeggiando nel centro storico alza il naso all’insù. Molti sono i balconi sui quali si arrampicano tronchi di vite che, una volta in cima, si riempiono di tralci che creano veri e propri parasole naturali. In autunno sono pieni di foglie e di grappoli, e diventano un modo curioso per spiegare ai bambini la vita dell’uva e la forza di questa pianta meravigliosa. 

Scopri le attività da fare con i bambini

Malcesine è un vero paradiso per le famiglie. Oltre alle attrazioni storiche, ci sono molte attività pensate per i più piccoli. Una delle esperienze più amate è la salita con la Funivia Malcesine-Monte Baldo. Questa moderna funivia, con cabine rotanti, regala una vista mozzafiato durante la salita verso il Monte Baldo, noto come il Giardino d’Europa per la sua straordinaria biodiversità.

Arrivati in cima, i bambini possono correre liberi nei prati, osservare le mucche al pascolo e magari incontrare qualche marmotta. Per le famiglie più avventurose, ci sono sentieri facili e ben segnalati, perfetti per una passeggiata immersi nella natura. In inverno poi, la zona si trasforma in una piccola stazione sciistica, dove i più piccoli possono muovere i primi passi sugli sci.

Un’altra attività amata dai bambini è la gita in barca. Dal porto di Malcesine partono battelli e traghetti che collegano il borgo ad altre località del lago, come Limone sul Garda e Sirmione. Navigare sul lago è un’esperienza emozionante per i più piccoli, che potranno ammirare il paesaggio da una prospettiva diversa e sentire il vento tra i capelli. 

Malcesine, cosa vedere con i bambini. Prova i piatti del territorio

Dopo una giornata di esplorazioni, è il momento di concedersi una pausa gustosa. Non credi? Malcesine vanta una ricca tradizione culinaria, che combina i sapori del lago con quelli della montagna.

Tra i piatti da non perdere c’è il pesce di lago, come la trota, il lavarello e il coregone, spesso serviti alla griglia o in carpione. Per chi preferisce la carne, il Monte Baldo offre ottimi prodotti, come la carne di manzo e i salumi locali.

Uno dei piatti simbolo della zona è il Risotto al Pesce Persico, delicato e saporito, perfetto per chi vuole assaporare il lago in ogni boccone. Sei pastaiolo? Non perderti i bigoli con le sarde, un piatto rustico ma ricco di gusto.

Se visiti Malcesine in autunno, sappi che è il momento ideale per gustare il tartufo nero del Baldo, utilizzato per arricchire piatti di pasta, risotti e carni. E per concludere in dolcezza, la sbrisolona, una torta croccante a base di mandorle, è la scelta perfetta.

Malcesine, cosa vedere. Entra nella cabina telefonica e fai book crossing

Nel centro storico di Malcesine trovi una bellissima cabina telefonica British Style. Non è una semplice installazione artistica, bensì una straordinaria stazione Book Crossing! Cosa significa? Il Book Crossing è un modo insolito per scambiarsi libri e consente così di non sprecarli e di condividerli, incentivando la lettura e le occasioni di convivialità. Entra nella cabina, prendi pure il libro che più ti piace, ma lasciane un’altro a disposizione dei passanti. Non c’è modo migliore di far circolare la cultura! 

Malcesine, cosa vedere con i bambiniEntra nella Chiesa della Disciplina

Nella parte alta del borgo di Malcesine troverai la Chiesa della Disciplina, una piccolo edificio risalente al 1500. Il nome “Disciplina” deriva dalla parola Flagello, un mazzo di funi usate dai Confratelli durante il medioevo per percuotersi in segno di penitenza. E’ dedicata a Benigno e Caro, i Santi di Malcesine. L’interno, perfettamente conservato, è composto da un unica navata e conserva un prezioso dipinto rinascimentale che raffigura la guarigione di un cicco dovuta ad un miracolo dei santi Benigno e Caro. 

Malcesine, cosa vedere con i bambiniMalcesine, cosa vedere con i bambini la sera

Quando il sole tramonta e le luci del borgo si riflettono sul lago, Malcesine si trasforma in un luogo ancora più suggestivo. Le piazze si animano, i ristoranti si riempiono di voci e risate, e le note di qualche musicista di strada risuonano nell’aria. Per le famiglie, una passeggiata serale lungo il lago è un momento di pura magia. I bambini possono divertirsi a osservare le barche illuminate nel porto o a scoprire le gelaterie che offrono gusti creativi e irresistibili.

Perchè visitare Malcesine 

Malcesine è un luogo che sa incantare chiunque lo visiti. È un borgo che unisce la bellezza della natura alla ricchezza della storia, il fascino della tradizione alla vivacità del presente. Per le famiglie è una destinazione che offre avventura, divertimento e momenti di condivisione unici e magici. Malcesine è una bellissima scoperta: un nuovo sapore da gustare, un panorama da ammirare, un ricordo da custodire. Se c’è un luogo che riesce a unire la tranquillità del lago con l’emozione della montagna, la quiete del borgo con l’energia della scoperta, quel luogo è Malcesine. E una volta visitato, sarà difficile non desiderare di tornarci ancora.

Il Castello di Malcesine, con le sue imponenti torri e il panorama mozzafiato sul Lago di Garda, non è solo un monumento di grande valore architettonico, ma un vero e proprio scrigno di storie e leggende. Questo castello, che si erge fiero e maestoso sulla sponda veneta del lago, rappresenta una fusione perfetta tra natura e storia, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Ma cosa rende il Castello Scaligero di Malcesine così speciale? In questo testo scoprirai non solo la storia di questa magnifica struttura, ma anche le emozioni e le esperienze che essa suscita in chi la visita.

Il Castello Scaligero di Malcesine

Per comprendere appieno l’importanza del Castello di Malcesine, è necessario fare un passo indietro nella storia. Costruito nel X secolo, il castello è stato eretto in un periodo in cui le regioni alpine erano teatro di conflitti e rivalità tra signori locali e potenze straniere. La sua posizione strategica, affacciata sul Lago di Garda e circondata da montagne, lo ha reso un avamposto fondamentale per il controllo della via d’acqua e delle terre circostanti.

Nel corso dei secoli poi, il castello è passato sotto il controllo di diverse famiglie nobili, tra cui gli Scaligeri, Signori di Verona e di gran parte del Lago di Garda. Questo periodo vede la costruzione di importanti opere di difesa, che contribuiscono a trasformare il castello in una vera e propria roccaforte. Gli Scaligeri erano noti infatti per la loro determinazione e per la loro abilità strategica, e il Castello di Malcesine divenne in poco tempo un prezioso simbolo del loro potere.

Con l’avvento del Rinascimento, il castello subisce ulteriori modifiche, adattandosi alle nuove esigenze e ai cambiamenti architettonici dell’epoca. La sua bellezza e la sua imponente struttura attirano anche artisti e scrittori, diventando una fonte d’ispirazione per opere letterarie e artistiche. Tra questi, il famoso scrittore tedesco Goethe, che visitò il castello nel 1786 e ne rimase profondamente colpito, scrivendo delle sue impressioni nel suo diario di viaggio.

Visita la Sala Goethe

La sala dedicata a Johann Wolfgang von Goethe racconta il breve ma intenso soggiorno del celebre poeta tedesco a Malcesine e il suo entusiasmo per il paesaggio mozzafiato che ha ispirato i suoi scritti. La mostra ad egli dedicata è stata allestita nella vecchia polveriera del maniero, opera degli Austriaci, dove sono esposte immagini e scritti che il poeta ha narrato ispirandosi ai panorami del lago. Prenditi il tempo necessario per leggere le sue parole e per ammirare i suoi disegni. Questa sala offre ai genitori un momento culturale, mentre i bambini possono osservare disegni e scoprire storie curiose legate ai viaggiatori del passato. 

Dirigiti poi al cospetto del busto del poeta, collocato in un delizioso angolo fiorito proprio fuori la Sala Goethe. Da qui puoi iniziare la visita al Castello Scaligero di Malcesine, accedendo al secondo cortile, chiamato “Rivellino”. Quest’ultimo è protetto da imponenti mura merlate, raggiungendo le quali è possibile ammirare il meraviglioso panorama che si estende da nord a sud del lago, impreziosito dalla spettacolare presenza del Monte Baldo.

Scopri l’architettura del castello

L’architettura del Castello Scaligero di Malcesine è un perfetto esempio di come le esigenze militari e le influenze artistiche possano convivere armoniosamente. La struttura è caratterizzata da un mix di elementi romanici e gotici, con torri merlate, mura imponenti e una grande porta d’ingresso che accoglie i visitatori. Ogni dettaglio architettonico racconta una storia e riflette le diverse epoche che il castello ha attraversato.

Il Castello Scaligero di Malcesine, guida alla visita con i bambiniSali sulla Torre o Mastio

La Torre del castello, alta e maestosa, offre una vista panoramica spettacolare sul lago e sulle montagne circostanti. La Torre sovrasta infatti, con la sua forma pentagonale irregolare, il borgo di Malcesine, erigendosi sul lago per 70 metri. Salire fino su in cima è un’esperienza che lascia senza fiato: l’azzurro del lago si fonde con il verde delle colline, creando un quadro naturale da cartolina. Una volta raggiunta la cima, con il vento che soffia leggero e il sole che illumina il paesaggio, puoi ascoltate il sussurro delle onde che lambiscono la riva. È un momento che invita alla riflessione e all’immaginazione.

Il Castello Scaligero di Malcesine, guida alla visita con i bambiniEntra nel Castello Scaligero di Malcesine e visita i musei

Dai pressi del cortile, dove svetta un antico pozzo, si può accedere anche al piano terra del castello. Qui è possibile visitare il Museo delle Galee veneziane, e passeggiare tra piccoli e colorati modellini di navi di ogni tipologia, che navigano abilmente sulle pareti laterali della sala. Sotto la pavimentazione puoi notare due vani illuminati, delimitati da balaustre. Pare che siano gli antichi accessi alle segrete del castello e sono collegati tra loro. Entrambi poi si collegano alla Torre tramite un corridoio sotterraneo.

Il Castello Scaligero di Malcesine, guida alla visita con i bambiniAl piano superiore è disposta una Sala Congressi, che oltre ad ospitare mostre temporanee, accoglie anche convegni e cerimonie. 

Scopri il Museo di Storia Naturale

Dopo aver oltrepassato il portone d’uscita, adiacente alla Sala Goethe, puoi riposarti su una panchina che vanta la migliore posizione panoramica del Garda. Siediti ed ammira le acque cristalline del lago, e le barche che veleggiano verso i porti della lunga e variegata costa. Dopo esserti goduto questo straordinario momento di relax, dirigiti al piano terra, dove è situato il Museo di Storia Naturale. 

Il Castello Scaligero di Malcesine, guida alla visita con i bambiniIl percorso storico e naturalistico è suddiviso in nove sale. Quattro di esse sono dedicate al Lago di Garda mentre le restanti al paesaggio e alla montagna. Qui puoi conoscere il patrimonio archeologico e naturale del territorio, partendo dalla formazione geologica fino all’evoluzione della fauna e della flora locale, arrivando al clima e alla preziosa biodiversità del Monte Baldo e del Lago di Garda.

Le esposizioni del Museo di Storia Naturale del Castello Scaligero di Malcesine sono progettate per essere comprensibili a visitatori di tutte le età. Durante la visita puoi coinvolgere i tuoi sensi e quelli dei tuoi bambini in postazioni interattive multimediali, sonore, video e touch screen. Potete toccare le rocce, annusare i fiori del Monte Baldo, osservare e ascoltare i rumori del Lago, classificare gli uccelli e gli animali dell’ecosistema lacustre. 

Perchè fare una tappa al Castello Scaligero di Malcesine

Visitare il Castello di Malcesine è un’esperienza che suscita emozioni profonde. Non è solo la bellezza del luogo a colpire, ma anche il senso di connessione con il passato. Camminando tra le antiche mura infatti si possono quasi sentire le voci dei cavalieri e delle dame, i suoni delle armature che si scontrano e i sussurri delle storie d’amore che si intrecciano. È un viaggio nel tempo che stimola la fantasia e invita alla contemplazione.

Un altro aspetto che rende il castello speciale è la sua posizione privilegiata. Affacciato sul Lago di Garda, offre una vista spettacolare che cambia con le stagioni. In primavera il lago si riempie di colori vibranti mentre, in estate, è un luogo di vita e di festa. L’autunno invece dona alla zona sfumature dorate che creano un’atmosfera incantata, e in inverno, con la neve che si posa sulle montagne, tutto diventa magico e silenzioso. Ogni stagione può rivelare un nuovo aspetto di questo luogo, rendendolo un’esperienza unica ogni volta.

Il Castello Scaligero di Malcesine, guida alla visita con i bambiniUn altro aspetto che affascina i visitatori sono le leggende legate al castello. Raccontare ai bambini storie di cavalieri, draghi e magie può trasformare una semplice visita in un’avventura emozionante. Il Castello di Malcesine, con i suoi musei, non è solo un luogo da visitare, ma un’esperienza da vivere. La ricchezza delle collezioni e l’approccio interattivo delle esposizioni rendono i musei una tappa imperdibile per chi desidera conoscere meglio la storia e l’ecologia della zona. Che si tratti di esplorare reperti storici o di scoprire la biodiversità locale, i musei del Castello di Malcesine offrono un’opportunità unica di apprendimento e divertimento.

Cosa fare nei dintorni del Castello Scaligero di Malcesine

Il Castello di Malcesine è immerso in un contesto naturale di straordinaria bellezza. Le montagne che circondano il lago offrono numerosi sentieri per escursioni, e il clima mite rende il luogo ideale per attività all’aria aperta. Famiglie, coppie e gruppi possono esplorare il parco che circonda il castello, fare pic-nic e godere della natura in tutta la sua bellezza.

Le escursioni nei dintorni sono perfette per i bambini, che possono avventurarsi in esplorazioni della flora e della fauna locali, dopo averla conosciuta nel Museo di Storia Naturale. Imparare a riconoscere piante e animali diventa così un gioco educativo, e i più piccoli possono scoprire i segreti della natura stando a contatto diretto con l’ambiente circostante. Questo stimola la loro curiosità e insegna loro l’importanza della salvaguardia della natura.

Inoltre, la zona intorno a Malcesine offre molte opportunità sportive. Dall’arrampicata al trekking, dal ciclismo alle passeggiate in barca sul lago, ci sono attività per tutti i gusti. Queste esperienze attive possono rafforzare il legame tra genitori e figli, creando ricordi indimenticabili da condividere.

Informazioni e prezzi

L’apertura del Castello Scaligero di Malcesine varia a seconda della stagione, per cui è sempre consigliabile visitare il sito ufficiale per avere informazioni dettagliate a riguardo. Nei mesi di marzo, aprile, ottobre e novembre l’orario di ingresso è a partire dalle 9:30 e fino alle 18:30, con ultimo ingresso alle 18:00, mentre da maggio a novembre chiude alle 19:30 ( ultimo ingresso ore 19:00 ). Il venerdi e il sabato, da maggio a settembre invece, l’ingresso è consentito fino alle 22:00. 

Il prezzo del biglietto è di 6,00 €. I bambini dai 3 ai 6 anni pagano 3,00 € mentre i bambini al di sotto dei 5 anni entrano gratis.

Pin It
Verificato da MonsterInsights