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Le grotte rupestri e i frantoi ipogei di Castellaneta, in Puglia, rappresentano un mondo sotterraneo affascinante e suggestivo, ricco di storia, tradizione e cultura. Situati nel cuore della Murgia tarantina, questi luoghi raccontano di un passato in cui l’uomo e la terra erano strettamente connessi, in una relazione simbiotica in cui la roccia non era solo un rifugio o uno spazio di culto, ma anche una risorsa preziosa per le attività economiche e produttive. Visitare i luoghi di Castellaneta Sotterranea è come fare un viaggio indietro nel tempo, immergendosi in una realtà arcaica che ancora oggi conserva tutto il suo fascino.

Castellaneta sotterranea

Visita le grotte rupestri

Le grotte rupestri di Castellaneta sono scolpite nella roccia calcarea delle gravine, profonde gole naturali che solcano il paesaggio della Murgia. Queste cavità naturali e artificiali furono utilizzate fin dall’antichità come rifugio e abitazioni, ma soprattutto durante il Medioevo, quando la popolazione locale cercava rifugio dalle invasioni barbariche e dalle incursioni saracene.

Le grotte si sviluppano in una serie di insediamenti, molti dei quali collegati tra loro da percorsi sotterranei o scavati lungo le pareti rocciose delle gravine. Alcune di queste grotte sono state trasformate in chiese rupestri, luoghi di culto scavati nella roccia, dove le comunità locali si riunivano per celebrare riti religiosi. In questi luoghi la spiritualità si fonde con la pietra, creando ambienti intimi e mistici, arricchiti da affreschi che, nonostante il trascorrere del tempo, continuano a emanare una profonda sacralità.

Entra nella Chiesa Rupestre di Sam Michele Arcangelo

La chiesa rupestre di San Michele Arcangelo, per esempio, è uno dei più importanti esempi di questo tipo di architettura sacra. Situata all’interno di una gravina, presenta ancora tracce di affreschi raffiguranti scene religiose e santi, che rivelano l’importanza spirituale di questi luoghi per le comunità medievali. Le grotte non erano solo luoghi di preghiera, ma anche spazi di vita quotidiana: molte di esse fungevano da abitazioni, con interni organizzati per la vita familiare e l’immagazzinamento di beni.

Camminare tra le grotte rupestri di Castellaneta significa entrare in una dimensione sospesa tra passato e presente. Il silenzio delle gravine, interrotto solo dal canto degli uccelli o dal soffio del vento, amplifica la sensazione di trovarsi in un luogo sacro e remoto, dove il tempo sembra essersi fermato.

Scendi nei frantoi ipogei

Assieme alle grotte rupestri, un’altra straordinaria testimonianza della vita sotterranea di Castellaneta sono i frantoi ipogei, antichi luoghi destinati alla produzione dell’olio d’oliva, scavati nella roccia. La Puglia, regione nota per la sua produzione di olio, ha una lunga tradizione legata all’olivicoltura, e i frantoi ipogei ne sono una delle espressioni più affascinanti.

Questi frantoi, scavati nel sottosuolo, sfruttavano le caratteristiche naturali della pietra calcarea per creare ambienti freschi e protetti, ideali per la lavorazione e la conservazione dell’olio. I frantoi ipogei sono un perfetto esempio di come l’uomo, nei secoli, abbia saputo adattarsi e sfruttare le risorse del territorio in maniera sostenibile, creando strutture che rispondevano alle esigenze produttive e ambientali.

Castellaneta sotterranea. Le grotte rupestri e i frantoi ipogei.All’interno dei frantoi ipogei, si possono ancora vedere le grandi vasche in pietra utilizzate per la spremitura delle olive, i torchi in legno e pietra e i canali per la raccolta dell’olio. Questi luoghi raccontano una storia di lavoro, di fatica e di ingegno, in cui la tecnologia dell’epoca era perfettamente integrata con l’ambiente naturale. Lavorare nei frantoi ipogei non era semplice: gli spazi erano spesso angusti e bui, e le operazioni di spremitura delle olive richiedevano un grande sforzo fisico. Tuttavia, l’olio prodotto in questi frantoi era di altissima qualità e rappresentava una delle principali risorse economiche della zona.

Oggi, i frantoi ipogei di Castellaneta sono un patrimonio da riscoprire e valorizzare. Alcuni di essi sono stati restaurati e aperti al pubblico, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi nella storia produttiva della Puglia e di scoprire come l’olio, uno degli alimenti più preziosi e simbolici del Mediterraneo, venisse prodotto in un contesto tanto particolare.

Castellaneta sotterranea. Visita il Trappeto di San Domenico

Il Trappeto di San Domenico di Castellaneta è uno dei frantoi ipogei più affascinanti della città e rappresenta un prezioso esempio del patrimonio storico e culturale della Puglia. Situato all’interno dell’antico convento domenicano, il trappeto, o frantoio, si sviluppa sotto terra, sfruttando le caratteristiche della pietra calcarea della zona, in linea con la tradizione pugliese di produrre olio d’oliva in ambienti sotterranei.

Il trappeto ipogeo era utilizzato per la spremitura delle olive e la produzione di olio, un’attività che per secoli ha costituito una delle principali risorse economiche del territorio. Qui, le olive venivano lavorate con torchi in legno e macine di pietra, e l’olio prodotto era conservato in grandi vasche scavate direttamente nella roccia. L’ambiente sotterraneo garantiva temperature fresche e stabili, ideali per preservare la qualità dell’olio.

Castellaneta sotterranea. Le grotte rupestri e i frantoi ipogei.La struttura ipogea del Trappeto

La struttura ipogea del Trappeto di San Domenico è particolarmente suggestiva, con grandi sale voltate e spazi dedicati alla conservazione dell’olio, che dimostrano l’ingegno degli antichi abitanti di Castellaneta nel saper sfruttare le risorse naturali per le attività produttive. Ancora oggi è possibile visitare il frantoio e immaginare la vita e il duro lavoro che si svolgevano in questi ambienti bui e freschi, dove il silenzio delle profondità contrasta con il rumore della macina e del torchio che veniva utilizzato secoli fa.

Oltre al suo valore storico ed economico, il trappeto è anche parte integrante della storia religiosa della città, in quanto si trovava sotto il convento di San Domenico, che svolgeva un ruolo centrale nella vita spirituale e sociale di Castellaneta. Oggi, grazie agli sforzi di conservazione e valorizzazione, il Trappeto di San Domenico è aperto al pubblico e rappresenta una tappa imperdibile per chiunque voglia esplorare il ricco passato della città e della Puglia.

Questa visita offre una visione concreta della cultura dell’olio che ha profondamente segnato la storia e l’economia del Sud Italia, mantenendo viva la memoria delle tradizioni locali e delle antiche tecniche di produzione.

Castellaneta sotterranea

Prendi parte al legame indissolubile tra uomo e territorio

Le grotte rupestri e i frantoi ipogei di Castellaneta rappresentano due facce della stessa medaglia. Da un lato, le grotte parlano di spiritualità, rifugio e vita quotidiana, dall’altro i frantoi raccontano la storia del lavoro e della produzione agricola, in particolare dell’olio d’oliva, che ha segnato profondamente la cultura e l’economia della regione.

Entrambi questi luoghi sono il risultato di un’intensa relazione tra l’uomo e il territorio, una relazione che si è sviluppata nel corso dei secoli e che ha dato vita a un paesaggio unico al mondo. La pietra calcarea della Murgia non è solo uno sfondo, ma è parte integrante della vita delle comunità che hanno abitato e lavorato in questi luoghi. La roccia è stata modellata, scavata e trasformata per rispondere alle esigenze della vita quotidiana, ma anche per creare spazi di culto e produzione che fossero al contempo funzionali e integrati nel paesaggio.

Questo legame tra uomo e territorio è visibile in ogni angolo delle gravine di Castellaneta, dove le grotte e i frantoi sono perfettamente incastonati nel paesaggio naturale. Nonostante l’apparente asprezza della roccia, questi luoghi sono stati capaci di ospitare la vita umana in tutte le sue forme, dal lavoro alla preghiera, dalla famiglia alla comunità.

Castellaneta sottorranea. Riscopri un immenso patrimonio dimenticato

Per molti anni, le grotte rupestri e i frantoi ipogei di Castellaneta sono rimasti nell’ombra, poco conosciuti e poco valorizzati. Tuttavia, negli ultimi decenni, grazie anche all’interesse crescente per il turismo culturale e sostenibile, questi luoghi stanno lentamente tornando alla luce, riscoperti e apprezzati per il loro valore storico e culturale.

Oggi, visitare le grotte e i frantoi di Castellaneta significa partecipare a un’esperienza unica, che va oltre la semplice visita turistica. Si tratta di un vero e proprio viaggio nella storia e nella cultura di un territorio, che permette di entrare in contatto con le radici profonde della civiltà pugliese e di scoprire come l’uomo sia riuscito a vivere e prosperare in un ambiente tanto particolare.

Castellaneta sotterranea. Le grotte rupestri e i frantoi ipogei.Le iniziative di valorizzazione e conservazione di questo patrimonio sono fondamentali per garantire che le future generazioni possano continuare a godere di questi luoghi straordinari. In questo senso, è essenziale il coinvolgimento delle comunità locali, che devono sentirsi parte attiva di questo processo di riscoperta e protezione. Solo attraverso una maggiore consapevolezza del valore di questi luoghi sarà possibile preservarli e tramandarli alle generazioni future.

Perchè visitare la Castellaneta sotterranea

Le grotte rupestri e i frantoi ipogei di Castellaneta sono molto più che semplici testimonianze del passato. Sono luoghi che parlano di una civiltà antica, di un legame profondo tra l’uomo e la terra, di un modo di vivere che ha saputo armonizzare le esigenze della vita quotidiana con il rispetto per l’ambiente naturale.

Visitare questi luoghi significa fare un viaggio emozionante nel cuore della Puglia più autentica, alla scoperta di un patrimonio unico al mondo. Le grotte, con le loro chiese affrescate e i loro spazi di vita quotidiana, e i frantoi, con le loro macine in pietra e i loro torchi, raccontano storie di fede, lavoro e ingegno, che meritano di essere conosciute e valorizzate.

In un’epoca in cui il turismo sta diventando sempre più sostenibile e orientato alla scoperta delle tradizioni locali, le grotte e i frantoi di Castellaneta rappresentano una straordinaria opportunità per immergersi nella storia e nella cultura di un territorio che ha ancora molto da offrire. Questi luoghi, custoditi dalla roccia e dal tempo, sono pronti a svelare i loro segreti a chiunque abbia la curiosità e la la sensibilità per apprezzarne la bellezza e il valore.

Contatti

Associazione Culturale Amici delle Gravine di Castellaneta

Via Muricello • Castellaneta (TA)

📞SOLO DALLE ORE 18:00 ALLE 20:00
339 888 89 33 • 327 496 30 21
E-MAIL: info@amicidellegravinedicastellaneta.it

Situato in cima a una collina che si affaccia sulla valle del Marecchia, Verucchio è un piccolo borgo che racchiude una storia ricca e affascinante, paesaggi mozzafiato e un’atmosfera autenticamente romagnola. Questo incantevole paese è noto per la sua architettura medievale, i suoi panorami spettacolari e la calda ospitalità dei suoi abitanti. In questo articolo potrai scoprire cosa rende Verucchio un luogo speciale da visitare, fornendo informazioni utili su come arrivarci, dove dormire e cosa fare nei dintorni.

Verucchio. Cosa vedere nel cuore della RomagnaVerucchio

Come arrivare a Verucchio

Verucchio è facilmente raggiungibile in auto grazie alla sua posizione strategica. Se provieni da Rimini, basta seguire la Strada Statale 258 in direzione di San Marino. Dopo circa 20 minuti di viaggio, trovi l’uscita per Verucchio. Se arrivi da Bologna, puoi prendere l’Autostrada A14 fino all’uscita di Rimini Nord, e poi seguire le indicazioni per Verucchio. Il viaggio offre panorami mozzafiato e l’opportunità di ammirare il tipico paesaggio romagnolo.

Se preferisci il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Rimini, a circa 15 km di distanza. Dalla stazione puoi poi prendere un autobus o un taxi per raggiungere Verucchio. Gli autobus partono frequentemente e offrono un modo comodo per godere del paesaggio lungo il tragitto.

L’aeroporto più vicino è quello di Rimini (Federico Fellini), che dista circa 20 km da Verucchio. Da qui, puoi noleggiare un’auto o prendere un taxi per raggiungere il borgo. In alternativa, gli aeroporti di Bologna e Ancona sono anche opzioni valide, con buoni collegamenti stradali.

Dove dormire a Verucchio

Verucchio offre diverse opzioni di alloggio, che spaziano da affittacamere e bed & breakfast a hotel boutique. Ti consiglio però di optare per la torre privata dell’Hotel Oste del Castello, un rifugio esclusivo per un soggiorno indimenticabile.  La vista panoramica che si apre dalle finestre, un mare di colline verdi che si estende fino all’orizzonte, è semplicemente mozzafiato. La piscina privata poi è il non plus ultra dell’esperienza.

Verucchio. Cosa vedere nel cuore della RomagnaAll’interno, gli arredi curati con gusto si fondono con elementi storici, creando un’atmosfera calda e accogliente. La camera, avvolta in un’illuminazione soffusa, invita a rilassarsi e a lasciarsi cullare dal silenzio, interrotto solo dal canto degli uccelli. Qui, il tempo sembra fermarsi; ogni istante diventa un ricordo prezioso. Ma non è solo il comfort a rendere questa esperienza indimenticabile. Gli ospiti possono infatti immergersi nella cucina tradizionale romagnola, gustando piatti preparati con ingredienti freschi e locali, presso il ristorante dell’hotel: al mastin vecchio.

Cosa fare a Verucchio

Passeggiando per le stradine acciottolate di Verucchio, ti troverai immerso in un’atmosfera medievale. Le case in pietra, i balconi fioriti e le piazze accoglienti creano un quadro pittoresco. Non perdere poi l’occasione di visitare la Piazza Malatesta, il cuore del borgo, con la sua fontana storica e i caffè all’aperto.

Visita la Rocca di Verucchio

La Rocca Malatestiana, un imponente castello medievale, offre una vista panoramica incredibile sulla valle del Marecchia. La sua storia è affascinante: fu costruita dai Malatesta, una delle famiglie nobili più influenti della Romagna. Oggi, la rocca è aperta al pubblico e offre percorsi guidati che raccontano la sua storia e il suo ruolo strategico nel passato.

Verucchio. Cosa vedere nel cuore della RomagnaScopri il Museo Archeologico

Il Museo Archeologico di Verucchio ospita reperti risalenti all’epoca etrusca e romana, testimoniando l’importanza storica della zona. Le esposizioni includono ceramiche, monete e oggetti di uso quotidiano che raccontano la vita degli antichi abitanti. È un’opportunità per immergersi nella storia e nella cultura della Romagna.

Cibo e vino. Un’esperienza sensoriale unica

Verucchio è conosciuta anche per la sua gastronomia. Non perdere l’occasione di gustare piatti tipici della cucina romagnola in uno dei ristoranti locali. Piatti come le tagliatelle al ragù, i tortellini e i crescioni sono solo alcune delle delizie che ti aspettano. Inoltre, la zona è rinomata per i suoi vini, come il Sangiovese e il Trebbiano. Prenota una visita a una cantina locale per una degustazione di vini.

Passeggiate e trekking

La bellezza naturale che circonda Verucchio è perfetta per escursioni e passeggiate. I sentieri che si snodano tra le colline offrono panorami mozzafiato e la possibilità di avvicinarsi alla flora e fauna locali. Non dimenticare di portare con te una macchina fotografica per catturare la bellezza del paesaggio.

Cosa fare nei dintorni di Verucchio

Visita San Marino

A pochi chilometri da Verucchio si trova la Repubblica di San Marino, una delle più antiche repubbliche del mondo. Le sue torri medievali, i vicoli pittoreschi e la vista panoramica sulla valle la rendono una meta imperdibile. Passeggia tra i negozi di souvenir, visita il Palazzo Pubblico e godeti un caffè in piazza.

Raggiungi Rimini

Famosa per le sue spiagge, Rimini offre molto di più della vita balneare. Il centro storico, con il suo Arco d’Augusto e il Tempio Malatestiano, è ricco di storia e cultura. Se hai tempo, non perderti una passeggiata sul lungomare e una cena in uno dei ristoranti di pesce della zona.

Fai un salto a Santarcangelo di Romagna

Questa affascinante cittadina è conosciuta per le sue grotte e il mercato settimanale. Il centro storico è pieno di botteghe artigiane e caffè accoglienti. Non dimenticare di visitare la Rocca Malatestiana e il famoso Teatro E contadineria, dove si svolgono eventi culturali durante tutto l’anno.

Esplora la Valmarecchia

Esplorare la Valmarecchia significa immergersi nella natura e nella storia. Questa valle offre numerosi sentieri per escursioni, borghi pittoreschi e la possibilità di praticare attività all’aperto come mountain bike e trekking. Luoghi come Torriana e Novafeltria sono ottimi punti di partenza per esplorazioni ma anche come perfetti per soste rilassanti, ideali per fare pic nic o per rilassarsi al fresco degli alberi dondolando su comode amache da viaggio.

Verucchio, perchè visitare il borgo più bello d’Italia

Verucchio è molto più di un semplice borgo: è un luogo dove la storia si intreccia con la vita quotidiana, dove ogni angolo racconta una storia e ogni piatto è un omaggio alla tradizione. Arrivare qui è facile, e le opzioni di alloggio variano per soddisfare ogni esigenza. Con la sua bellezza naturale, la sua cucina autentica e la calda ospitalità dei suoi abitanti, Verucchio è una destinazione imperdibile per chi cerca un’esperienza autentica in Romagna. Che tu sia appassionato di storia, amante della natura o semplicemente in cerca di una fuga dal trambusto della vita quotidiana, Verucchio ha sempre qualcosa da offrirti. Non ti resta che preparare le valigie e partire per un’avventura indimenticabile!

Il Sepolcreto Marittimo di Calegna, a Gaeta, è una struttura funeraria di epoca romana, situata in un’area vicino al lungomare Caboto. L’edificio risale probabilmente al III secolo d.C. ed è poco conosciuto rispetto ad altri mausolei di Gaeta. Famosi sono infatti il Mausoleo di Lucio Munazio Planco, posto sulla cima del Parco regionale di Monte Orlando, e il Mausoleo di Lucio Sempronio Atratino, situato proprio nel cuore della città. Il sepolcreto, benché meno studiato rispetto alle strutture simili, rappresenta una significativa testimonianza del passato storico di Gaeta, e la sua visita consente di immergersi in un’epoca antica e di apprezzare l’evoluzione storica e culturale della città. 

Il Sepolcreto Marittimo di Gaeta

Il Sepolcreto Romano di Calegna si presenta al momento in condizioni parziali, a causa delle sopraelevazioni moderne, per cui sono visibili solo il basamento, un ambiente semi-ipogeo e parte della cella funeraria. Il monumento ha versato per decenni in stato di completo e deturpante abbandono, cambiando persino la sua destinazione d’uso da cella funeraria a stalla e deposito per attrezzi. E’ stato solo negli anni ’70 che il proprietario di allora, resosi conto dell’importanza storica dell’edificio, ha deciso di donarlo al Comune di Gaeta. Questo al fine di preservarne il contenuto storico e il valore architettonico. Solo nel 2012 però, grazie all’intervento della professoressa Sabina Mitrano, il Sepolcreto Marittimo è ritornato a splendere, seppur con molte difficoltà. Dopo un ingente lavoro di riqualificazione quindi è stato possibile riaprire l’edificio al pubblico, facendo conoscere la sua, se pur ancora in parte sconosciuta, storia ai visitatori.

Oggi ha voluto proseguire questa strada, puntando sulla riapertura del monumento su richiesta, l’associazione locale Golfo Eventi, che ne detiene le chiavi. Sempre grazie all’impegno attivo della dottoressa Mitrano inoltre, il Sepolcreto è arrivato all’attenzione del FAI, il Fondo Ambiente Italiano, che ha inserito il monumento tra i beni artistici, storici e naturalistici da proteggere e da valorizzare.

Da Cicerone a Scipione l’Africano 

L’edificio in questione era forse parte di un mausoleo più grande che, secondo alcune teorie, doveva appartenere a una ricca famiglia romana locale, legata a possedimenti agricoli nella zona. Nonostante il nome del primo proprietario sia ancora sconosciuto, alcune ipotesi attribuiscono la paternità dell’edificio a personaggi storici come Cicerone o Scipione l’Africano. 

Secondo l’archeologo Amedeo Maiuri infatti, si tratta della vera tomba di Cicerone, risalente al 1° sec. a. C. Questa teoria è supportata anche da una pubblicazione di Don Lidio Borgese, studioso di arte e di archeologia, nella quale rinforza un’antichissima tesi di Plutarco, famoso autore greco. Quest’ultimo affermava infatti che la morte di Cicerone fosse avvenuta subito dopo essere sbarcato sulla costa di Gaeta, presso l’approdo della sua famosa villa. Siccome la tomba oggi ritenuta di Cicerone, situata a Formia, non è attigua al mare, Borgese ne deduce che l’unico sepolcro vicino ad un approdo di età romana sia proprio il sepolcreto di Calegna, appartenente probabilmente all’imponente villa romana affacciata sul mare di proprietà di Cicerone. 

Il Sepolcreto Marittimo di Gaeta Altre fonti invece associano la nascita del mausoleo alla figura di Scipione l’Africano il quale, secondo lo stesso Cicerone, era un appassionato ricercatore di conchiglie. Pare che per questa sua ossessione si era fatto costruire un sepolcro di marmo a Gaeta, vicinissimo al mare tanto amato. A supportare questa teoria inoltre c’è l’esistenza di una cappella situata nelle vicinanze del Sepolcreto, le cui mura sono rivestite di “belle conchiglie di colore rosso”, decorazioni forse scelte proprio da Scipione l’Africano per adornare l’edificio. 

Il Sepolcreto Marittimo a Gaeta. Breve panoramica della struttura

L’edificio è stato realizzato in blocchi calcarei squadrati e decorato con modanature. Vanta una camera funeraria interna accessibile tramite un piccolo ingresso. La cella ipogea presenta quattro grandi nicchie e un vestibolo con volta a botte, per ora in ottime condizioni. Il piano superiore è impossibile da raggiungere, poichè la pre-esistente scala d’accesso è stata eliminata. La stanza rialzata doveva, probabilmente, essere destinata alla sepoltura più importante, ma su questo non ci sono ancora notizie certe. Forse solo l’intervento della Soprintendenza potrebbe ribaltare la sorte di questo edificio.

Il Sepolcreto Marittimo di GaetaPerchè visitare il sepolcreto Marittimo di Gaeta

Il Sepolcreto Marittimo di Gaeta rappresenta un’importante finestra sul passato romano della città, un luogo dove la storia incontra il mare, in una combinazione di mistero e bellezza. Nonostante il sito sia stato a lungo trascurato dagli studi accademici, la sua architettura e la sua posizione lo rendono una tappa imperdibile per chi desidera esplorare il patrimonio culturale di Gaeta. Visitare il sepolcreto non è solo un’occasione per scoprire un antico monumento funerario, ma anche per riflettere sul rapporto millenario tra l’uomo e il mare, che ha sempre giocato un ruolo centrale nella vita della città.

 

La Toscana è una regione che sembra disegnata su misura per essere esplorata con calma, godendosi ogni curva, collina e borgo medievale che si apre davanti ai tuoi occhi. E quale modo migliore di farlo se non a bordo di una Mercedes Vito di Ganxo Rent? Questo veicolo ti offre non solo comfort e spazio per viaggiare con amici o famiglia, ma anche la libertà di muoverti al tuo ritmo tra le strade sinuose di questa terra meravigliosa. In questo articolo ti porto alla scoperta di alcuni degli angoli più affascinanti della Toscana, dalle città darte ai vigneti più pittoreschi, il tutto mentre ti godi il piacere di guidare attraverso uno dei paesaggi più iconici dEuropa. Vediamo quindi insieme cosa vedere in Toscana con una Mercedes Vito, tra colline, arte e vigneti.

Cosa vedere in Toscana con una Mercedes Vito

Firenze

Il nostro viaggio inizia a Firenze, la capitale della Toscana, un vero e proprio museo a cielo aperto. Parcheggia la tua Mercedes Vito in uno dei tanti parcheggi periferici e preparati a scoprire la città a piedi. Piazza del Duomo, con la sua maestosa Cattedrale di Santa Maria del Fiore, sarà la tua prima tappa. Imperdibili anche il celebre Ponte Vecchio, che attraversa lArno, e la Galleria degli Uffizi, dove ti aspettano capolavori di Botticelli, Leonardo da Vinci e Michelangelo.


Firenze è l’inizio perfetto del tuo viaggio, non solo per la sua bellezza, ma perché è unottima base da cui partire per esplorare il cuore della Toscana. Dopo aver passeggiato per le sue strade di pietra, la Vito ti aspetta per portarti al prossimo incantevole angolo, con tutto il comfort di cui hai bisogno dopo una lunga giornata. Per pranzo, ti consiglio di fermarti allOsteria Vini e Vecchi Sapori, dove potrai gustare piatti tipici come la bistecca alla fiorentina”.

Cosa vedere in Toscana con una Mercedes Vito. Un viaggio da sogno tra colline, arte e vignetiSiena

A poco più di unora da Firenze, ti attende Siena, una città che sembra essersi fermata nel tempo. Guidando la tua Mercedes Vito tra dolci colline e ampie distese, raggiungerai questo gioiello medievale, celebre per il Palio, la storica corsa di cavalli che si svolge in Piazza del Campo.
Siena è un luogo perfetto per perdersi tra le sue stradine strette, ammirare la magnifica cattedrale di marmo e salire sulla Torre del Mangia per una vista spettacolare su tutta la città e le valli circostanti. 

Assapora la cucina tradizionale con piatti come la ribollita” o i pici”, veri simboli della cucina toscana. Per unesperienza culinaria davvero autentica, ti consiglio lAntica Trattoria Papei, dove potrai gustare i sapori genuini della tradizione senese in un ambiente accogliente.

Cosa vedere in Toscana. Chianti, la via del vino

Viaggiare in Toscana con una Mercedes Vito ti offre la possibilità di fermarti in luoghi unici come la regione vinicola del Chianti. Tra Firenze e Siena, questo angolo di paradiso è il luogo ideale per rilassarsi e degustare alcuni dei migliori vini al mondo.

Percorrere la Strada del Vino Chiantigiana, con le sue colline ricoperte di vigneti e le sue piccole cantine a conduzione familiare, è unesperienza da ricordare. Parcheggia e concediti una visita guidata in una delle tante cantine, dove potrai scoprire tutti i segreti del Chianti Classico. E, ovviamente, non dimenticare di portare con te qualche bottiglia per prolungare lesperienza anche a casa. Tra le cantine, non puoi perderti un pranzo al Ristoro di Lamole, dove oltre ai deliziosi piatti toscani, potrai godere di una vista mozzafiato sui vigneti.

San Gimignano

Proseguendo il nostro viaggio, a circa 50 minuti da Siena, si trova San Gimignano, una piccola città medievale famosa per le sue torri che svettano verso il cielo. Conosciuta come la Manhattan del Medioevo”, San Gimignano è uno spettacolo di torri che si ergono imponenti sul paesaggio circostante.

Parcheggia la tua Mercedes Vito fuori dal centro storico ed esplora a piedi le sue strade acciottolate. Piazza della Cisterna è il cuore pulsante della città, un luogo perfetto per fermarti e gustare un buon caffè o un gelato mentre ammiri latmosfera unica del luogo. Gli amanti dellarte non possono perdersi la Collegiata di Santa Maria Assunta, con i suoi affreschi del XIV secolo. Se cerchi unesperienza gastronomica memorabile, visita Cum Quibus, un ristorante stellato Michelin che offre una raffinata interpretazione della cucina toscana.

Val dOrcia

Uno dei paesaggi più iconici della Toscana è senza dubbio la Val dOrcia, dichiarata Patrimonio dellUmanità dallUNESCO. Con le sue dolci colline, i cipressi che punteggiano lorizzonte e borghi incantevoli come Pienza, Montalcino e Montepulciano, questa valle è la quintessenza della bellezza toscana.

Guidare nella Val dOrcia con la tua Mercedes Vito è unesperienza rilassante e gratificante. Qui il tempo sembra scorrere più lentamente, e ogni curva offre una nuova meraviglia da ammirare. Fermati in una delle trattorie locali e abbina i sapori toscani a un Brunello di Montalcino o a un Vino Nobile di Montepulciano. Un posto imperdibile per pranzare è lOsteria La Porta, a Monticchiello, dove potrai godere di piatti stagionali con vista panoramica sulla valle.

Cosa vedere in Toscana. Pisa

Nessun viaggio in Toscana può dirsi completo senza una visita a Pisa. A circa unora e mezza dalla Val dOrcia, la tua Mercedes Vito ti porterà fino a questa città conosciuta in tutto il mondo per la sua torre pendente.

Il Campo dei Miracoli, oltre alla torre, ospita la cattedrale e il battistero, un insieme architettonico di rara bellezza. Dopo le classiche foto reggendo la torre”, puoi passeggiare lungo le rive dellArno o esplorare i vivaci mercati cittadini. Per una pausa gourmet, ti suggeriamo lOsteria dei Cavalieri, dove piatti che combinano tradizione e creatività sapranno deliziarti.

Cosa vedere in Toscana con una Mercedes Vito. Un viaggio da sogno tra colline, arte e vignetiLucca

Concludiamo il nostro viaggio in Toscana con una sosta a Lucca, una delle città più affascinanti e tranquille della regione. Circondata da imponenti mura rinascimentali, Lucca è perfetta per un pomeriggio rilassante. Parcheggia la tua Mercedes Vito fuori dalle mura e goditi una passeggiata tra le vie acciottolate, ammirando le chiese e le torri della città.
La Piazza dellAnfiteatro, costruita sui resti di un antico anfiteatro romano, è uno dei luoghi più suggestivi, ideale per una pausa mentre sorseggi un caffè. Per concludere in bellezza, fermati a cena alla Trattoria da Giulio, un locale autentico dove potrai gustare le migliori specialità della cucina lucchese.

Cosa vedere in Toscana con una Mercedes Vito

La Toscana è una regione che offre unincredibile varietà di paesaggi, arte, storia e sapori unici. Con una Mercedes Vito di GanxoRent.com a 9 posti, puoi esplorarla al meglio, godendo della libertà e del comfort di un veicolo spazioso e perfetto per ogni esigenza. Dalle città rinascimentali come Firenze e Siena, ai paesaggi mozzafiato della Val dOrcia e del Chianti, ogni tappa di questo viaggio ti regalerà emozioni indimenticabili. Sei pronto a scoprire la Toscana con una Mercedes Vito di Ganxo Rent? Il viaggio dei tuoi sogni ti aspetta!

Se stai programmando un viaggio on the road attraverso la costa meridionale della Sicilia fai una tappa nella città di Siracusa. E’ un vero gioiello della parte orientale dell’isola, facilmente visitabile a piedi anche con i bambini al seguito. Siracusa vanta ingenti ricchezze storiche, architettoniche e paesaggistiche, tanto da essere dichiarata nel 2005 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Scopri in questo articolo Siracusa e cosa vedere in città insieme ai bambini. 

Siracusa, cosa vedere

Passeggia sull’isola di Ortigia

Il centro storico della città di Siracusa è un isola. Si, una preziosa isola che risulta essere la parte più antica della città: Ortigia. E’ collegata alla terraferma da due piccoli ponti, il Ponte Umbertino e il ponte Santa Lucia, ed è un esplosione di arte, storia, cultura e gastronomia. In questo intreccio di viuzze caratteristiche e luminose si trovano moltissimi monumenti e famosi musei siciliani. Inoltre, oltre a graziose botteghe, qui si trovano bellissimi ristoranti e rinomati locali. Partendo dall’isola di Ortigia vai dunque alla scoperta delle meraviglie di Siracusa. Tutti i luoghi di interesse della città sono minuziosamente mappati nei cartelli che incontri lungo il percorso. 

Siracusa, cosa vedere con i bambini in Sicilia.
Il centro storico di Siracusa è un vero gioiello architettonico. Inoltre è chiuso al traffico e quindi ideale per le famiglie con i bambini.

Vai alla scoperta dei posti più belli come in una caccia al tesoro

Per i bambini il percorso da seguire diventa così una piccola caccia al tesoro. Ci sono diverse mappe dislocate sui marciapiedi che aiutano ad individuare i siti storici e le chiese degne di una visita. Se però i tuoi bambini sono molto piccoli, pigri e lagnosi, munisciti di passeggino o di qualsiasi dispositivo atto alla deambulazione coatta. Il tragitto è piacevole ma impegnativo e il caldo siciliano stancherebbe anche una gazzella del deserto.

Segui il percorso per visitare Siracusa

Partendo dal Tempio di Apollo puoi percorrere tutta la strada costiera fino ad arrivare alla Fonte Aretusa, che è un po’ il cuore dell’isola. E’ una fonte di acqua dolce che riversa le sue acque nel mare. A me è sembrate niente più che una grossa fontana con dei papiri al centro, ma se sei appassionato di miti, ti narro la leggenda di Aretusa e Alfeo. 

Aretusa, bellissima ninfa, per sfuggire alle attenzioni del dio Alfeo si rifugiò sull’isola di Ortigia, cercando protezione nella dea Artemide. Quest’ultima, per salvarla, tramutò la meravigliosa ninfa in una fonte. Zeus però, toccato dal dolore di Alfeo, mutò anch’egli in un corso d’acqua, precisamente in un fiume del Peloponneso. In questo modo Alfeo avrebbe potuto raggiungere dalla Grecia la sua amata fonte percorrendo il Mar Ionio.

Questa fonte di acqua dolce a pochi metri dal mare è uno dei simboli per eccellenza di Siracusa. Da qui si diramano poi diversi vicoletti, percorrendo i quali incontrerai il Museo dei pupi siciliani e il magnifico ed imponente Duomo di Siracusa.

Siracusa, cosa vedere. Passeggia sul lungomare Alfeo

Passeggiando per Ortigia arrivi al Castello Maniace, posto sul bellissimo lungomare Alfeo. Quello che un tempo ospitava esclusivamente case di pescatori adesso vanta un cospicuo numero di locali, tra ristoranti e bar, che si affacciano sul mare straordinario della costa. Alla fine del percorso trovi il Castello Maniace, che prende il nome dal condottiero bizantino che ha conquistato Ortigia nei primi anni del millennio. Nel corso dei secoli diventa prima baluardo di reggenti siciliani, come Federico II, per poi divenire prigione e caserma dell’Esercito Italiano. 

Siracusa, cosa vedere con i bambini in Sicilia.
Il lungomare Alfeo porta dritto al Castello di Ortigia, uno dei monumenti più pittoreschi di Siracusa. Il mare che bagna questo tratto di costa ha dei magnifici riflessi turchesi.

Lasciati incantare dal Duomo di Siracusa

Stile barocco e rococò caratterizzano le facciate esterne di quello che inizialmente era un tempio dedicato ad Athena. Il Duomo di Siracusa fu chiesa cristiana e poi moschea, ma solo sotto l’impero normanno ritornò ad essere una chiesa cattolica. Sulle sue facciate e nei suoi interni restano segni indelebili dei vari stili dei popoli che si sono susseguiti. Collocato nella parte più alta dell’isola di Ortigia, questa meravigliosa cattedrale dedicata a Santa Maria della Natività sfoggia una delle facciate più belle della Sicilia. 

Siracusa, cosa vedere. Fai un salto al Teatro Greco

Il Teatro Greco di Siracusa ha subito diverse ristrutturazione da quando, nel V secolo Avanti Cristo, è stato costruito. Ad oggi è il fulcro del Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa, nonchè uno dei siti storici più visitati della Sicilia orientale. Se vuoi visitare il teatro greco dovrai però riprendere la macchina perché è leggermente distante dal centro. Assicurati prima degli orari di apertura al pubblico. Noi purtroppo siamo arrivati alle sei del pomeriggio ed il sito era già in chiusura. Mi hanno permesso di affacciarmi e devo dire che, dopo aver visto il teatro di Taormina, le quattro scalinate mi sono sembrate alquanto scialbe e trascurate nei secoli. Non so dire se vale la pena pagare 10,00 euro a persona per il biglietto d’ingresso. Ma i 50 centesimi per il bagno sono stati ben spesi.

Dove parcheggiare a Siracusa

Se hai scelto la Sicilia orientale come meta del tuo viaggio on the road e hai intenzione di fermarti una giornata a Siracusa, devi sapere innanzitutto dove lasciare l’auto. I parcheggi di Ortigia sono quasi tutti riservati ai residenti e l’isola è in gran parte pedonale. Una valida alternativa per parcheggiare l’auto quindi è il grande parcheggio a pagamento che si trova sul lungomare di Levante, il Parcheggio Talete. Dopo aver lasciato l’auto potrai passeggiare tranquillamente fino al ponte di ingresso ed entrare così ad Ortigia. La città, come già detto, è facilmente percorribile a piedi anche dai bambini. Non ci sono difficoltà nemmeno per i passeggini. Ci sono diverse navette elettriche a disposizione dei più pigri, ma ti consiglio vivamente di girare Siracusa a piedi per poterne cogliere le infinite sfumature e gli scorci più suggestivi. Spostandoti a piedi inoltre sarà piacevole fermarsi a sorseggiare un caffè o a degustare una granita in uno dei tanti bar della città. 

 

Se ti trovi in viaggio nella Riviera di Ulisse non puoi fare a meno di fermarti a San Felice Circeo, borgo marinaro di rara bellezza. E’ protetto dalla sua cinta muraria, ha origini antichissime e incarna perfettamente lo stile mediterraneo. Tra le sue viuzze di ciottoli si respira un’atmosfera molto particolare. Il profumo del mare avvolge ogni angolo e le casette imbiancate a calce rendono questo borgo un’oasi di pace dove passeggiare a passo lento alla scoperta delle sue peculiarità. 

San Felice Circeo

Passeggia nel centro storico

Sono molte le cose da vedere a San Felice Circeo ma il modo migliore di conoscere questa città è proprio passeggiando tra le stradine del centro storico. Il borgo di San Felice si trova a 100 metri sul livello del mare ed è incastonato sul Monte Circeo, avvolto dalla verde e rigogliosa macchia mediterranea. Per accedere al centro storico bisogna passare dal Ponte, una porta ad arco che un tempo era provvista di un ponte levatoio.

Una volta varcata la porta vieni subito avvolto dalla magica atmosfera del borgo e dal tranquillo via vai di piazza Lanzuisi. Qui si trova la famosa Torre dei Templari, costruita intorno al 1200 da una congregazione di monaci. Al suo interno è possibile ammirare la mostra permanente Homo sapiens et Habitat che aiuta a conoscere le origini di questa città e dei territori circostanti. Sulla stessa piazza affaccia anche il Palazzo Baronale, un tempo proprietà della famiglia Caetani, che oggi è sede del comune di San Felice Circeo. 

Il viale principale del centro storico è costeggiato da deliziose botteghe artigiane che danno vita e colore alla passeggiata. Qui si trovano inoltre caratteristici ristoranti e molti locali dove, soprattutto durante l’estate, si concentrano i turisti e gli abitanti del paese. Da questa principale arteria si diramano incantevoli vicoletti e tra balconi fioriti e caratteristiche scalinate puoi scorgere all’improvviso il mare con le sue mille sfumature. 

Cosa vedere a San Felice Circeo. Viaggio on the road nella Riviera di Ulisse.
Passeggiare nel centro storico di San Felice Circeo al tramonto permette di vedere il borgo illuminato da preziose sfumature di rosso.

Raggiungi la via del Faro

La strada che dal centro storico di San Felice porta alle batterie del Circeo è una delle più belle e panoramiche dell’intera regione. Si chiama Via del Faro e costeggia la scogliera regalando ad ogni curva paesaggi da mozzare il fiato. Lungo questa strada si trovano diversi belvedere in cui fermarsi a scattare splendide foto e a metà percorso incontri il bellissimo faro di Capo Circeo.

la via del faro a San felice Circeo
Il faro di San Felice Circeo si trova a circa e km dal centro storico della città ed è uno degli scorci più autentici della costa.

Guida i marinai dal lontano 1886 ed è praticamente circondato dalla meravigliosa e profumata macchia mediterranea, incastonato tra agavi e rovi di mirto. Questo scorcio del Circeo al tramonto da il meglio di se regalando sfumature e paesaggi di straordinaria bellezza. 

san Felice Circeo. Cosa vedere nel borgo della Riviera di Ulisse.
La Via del Faro regala scorci panoramici di grande bellezza che, se raggiunti al tramonto, diventano davvero emozionanti.

Conosci la leggenda della Maga Circe?

Pare che proprio in questa zona Ulisse sia stato incantato e sedotto dalla Maga Circe, innamoratasi di lui vedendolo passare con la sua nave mentre risaliva la costa italiana. Ulisse infatti, secondo la leggenda, una volta visitato il paese dei Lestrigoni arriva sull’isola Eea, credendola disabitata. Invia il fidato Euriloco in ricognizione con l’equipaggio ma una voce melodiosa attira tutti in un palazzo circondato da animali feroci. Vengono accolti e viziati dalla padrona di casa che con un incantesimo li trasforma in animali a seconda dell’indole di ognuno.

Euriloco invece torna alla nave e racconta l’accaduto a Ulisse, che parte subito in aiuto dei suoi compagni. Durante il tragitto però incontra il dio Ermes, un messaggero degli dei, che gli svela il segreto per rimanere immune agli incantesimi della Maga Circe. Per evitare ogni possibile stregoneria deve mischiare un erba magica a qualsiasi piatto o bevanda che la maga potrebbe offrirgli. Sconfitta dal trucco di Ulisse Circe annulla l’incantesimo e decreta la sua sconfitta. Prima di lasciare l’isola però Ulisse rimane con la Maga Circe per un anno intero e dalla loro relazione nasce Telegono.

Visita il porto e le Grotte di San Felice Circeo

Per vivere al meglio questa città è bene conoscerne anche i territori circostanti. Lascia dunque il centro storico e dirigiti verso il mare. Qui puoi passeggiare nel grazioso porto di San Felice Circeo e se ne hai l’opportunità affitta una barca con cui navigare lungo la costa alla scoperta delle bellissime Grotte Naturali di San Felice Circeo. Sono cavità scavate nella roccia di una bellezza disarmante, famose soprattutto per via di preziosi ritrovamenti archeologici rinvenuti al loro interno. La più suggestiva è la Grotta delle Capre mentre, visibile solo da mare, la Grotta della Maga Circe ammalia quanto la voce narrata nella leggenda. 

San felice Circeo. Cosa vedere nella Riviera di Ulisse, Lazio
Dal borgo di San Felice Circeo è possibile ammirare il panorama sottostante dai vari belvedere che si trovano lungo la strada.

Le spiagge e il Parco Nazionale di San Felice Circeo

San Felice Circeo è soprattutto una rinomata località balneare e offre grandi spiagge di sabbia fine adatte anche alle famiglie con i bambini. Sono ben servite da lidi attrezzati e l’acqua è pulita e cristallina. Gli arenili sono incastonati nel bellissimo promontorio del Parco Nazionale del Circeo, uno dei parchi naturali e paesaggistici più belli d’Italia. Vanta al suo interno ben quattro riserve naturali, tra dune, flora e fauna tipicamente mediterranee. Sono tante le attività da poter svolgere nel parco con i bambini. Ci sono numerosi sentieri da percorrere nel bosco tra pungitopo, profumate felci, asparagi, rosmarino, mirto e lentisco. Con un pò di fortuna puoi avvistare lepri, volpi e cinghiali passeggiare nel sottobosco mentre sulle falesie del Promontorio puoi facilmente avvistare i falchi pellegrini e gli aironi cenerini. 

L’ingresso al parco è gratuito ed è possibile accedere alle aree pic-nic e a tutti i sentieri in totale autonomia rispettando le poche e semplici regole in vigore in ogni parco italiano. Non accendere fuochi e falò, non lasciare rifiuti e non portare via nulla.

L’autunno è una stagione magica, un periodo in cui la natura si veste di colori caldi e avvolgenti, e l’aria si riempie di profumi intensi e nostalgici. È il momento ideale per esplorare i borghi più belli d’Italia, piccoli gioielli che si trovano nascosti tra le colline, le montagne e lungo le coste del nostro Paese. Questi luoghi, con la loro storia millenaria e il loro fascino senza tempo, si rivelano in tutta la loro bellezza proprio in questa stagione, quando il turismo di massa si ritira e le strade acciottolate, i castelli e le chiese medievali tornano a respirare un’atmosfera più intima e autentica. Con questo articolo ti accompagno in un viaggio emozionale tra alcuni dei borghi più belli d’Italia da visitare in autunno, dove potrai vivere un’esperienza unica e indimenticabile.

I Borghi più belli d’Italia da visitare in autunno

Sant’Agata de’ Goti, Campania

Iniziamo il nostro viaggio in Campania, nella provincia di Benevento, dove si trova Sant’Agata de’ Goti, un borgo che sembra sospeso nel tempo. Arroccato su uno sperone di tufo, questo borgo offre un panorama mozzafiato sulla valle sottostante. Passeggiando per le sue strette vie acciottolate, si ha l’impressione di essere tornati indietro di secoli. Le case in pietra, le chiese antiche e i palazzi nobiliari raccontano storie di un passato ricco e affascinante.

In autunno Sant’Agata de’ Goti si veste di colori caldi e avvolgenti, e il profumo delle castagne arrosto si diffonde nell’aria. È il periodo ideale per visitare le sue cantine e assaporare il vino locale, come l’Aglianico e la Falanghina, accompagnati da piatti tipici della tradizione campana. Non perdere l’occasione di visitare la Chiesa di San Francesco, con i suoi affreschi medievali, e il Castello Ducale, che domina il borgo dall’alto.

San Gimignano, Toscana

Proseguiamo il nostro viaggio in Toscana, nella provincia di Siena, dove sorge San Gimignano, conosciuta come la “Manhattan del Medioevo” per le sue torri che svettano nel cielo. Questo borgo è un vero e proprio museo a cielo aperto, con le sue strade lastricate, le piazze medievali e le imponenti torri che raccontano di un passato glorioso.

I Borghi più belli d'Italia da visitare in autunnoIn autunno San Gimignano viene avvolta da un’atmosfera magica. Le vigne che circondano il borgo si tingono di rosso e d’oro, e la nebbia mattutina avvolge le torri in un alone di mistero. È il momento perfetto per passeggiare per le sue vie e scoprire i suoi tesori nascosti, come la Collegiata di Santa Maria Assunta, con i suoi affreschi del XIV secolo, e il Palazzo del Podestà, che offre una vista spettacolare sulla campagna toscana.

Non perderti l’occasione di degustare la Vernaccia di San Gimignano, uno dei vini bianchi più famosi della Toscana. Puoi accompagnarlo degustando una fetta di cinghiale in umido o da una ribollita, piatti tipici della tradizione locale.

Civita di Bagnoregio, Lazio

Spostandoci nel Lazio, nella provincia di Viterbo, incontriamo invece Civita di Bagnoregio, un borgo che sembra uscito da un dipinto. Soprannominata “La Città che Muore” a causa dell’erosione che ne minaccia l’esistenza, Civita di Bagnoregio è un luogo di straordinaria bellezza e suggestione.

In autunno questo borgo si trasforma in un luogo di incanto. Le foglie degli alberi che circondano il borgo si tingono di arancione e rosso, creando un contrasto spettacolare con le case in pietra e i vicoli stretti. È il momento ideale per attraversare il ponte che collega Civita di Bagnoregio alla terraferma. Perditi quindi tra le sue stradine, visitando la Chiesa di San Donato e il Museo Geologico, che racconta la storia di questo luogo unico.

Un viaggio a Civita di Bagnoregio in autunno non sarebbe completo senza assaporare i piatti tipici della cucina laziale. Gusta un piatto di fettuccine al tartufo o la zuppa di ceci e castagne, magari accompagnati da un bicchiere di vino rosso locale.

Alberobello, Puglia

Scendiamo in Puglia, nella provincia di Bari, dove si trova Alberobello, uno dei borghi più famosi d’Italia, noto per i suoi caratteristici trulli, abitazioni coniche in pietra a secco. Alberobello è un luogo unico al mondo, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, che affascina i visitatori con la sua architettura particolare e la sua atmosfera fiabesca.

I Borghi più belli d'Italia da visitare in autunnoIn autunno Alberobello si veste di nuovi colori e profumi. Le vigne e gli uliveti che circondano il borgo si tingono di rosso e oro, mentre l’aria si riempie del profumo delle olive appena raccolte. È il momento perfetto per passeggiare tra i trulli e scoprire le tradizioni locali, visitando il Museo del Territorio, che racconta la storia di questa terra e dei suoi abitanti, e la Chiesa di Sant’Antonio, un trullo trasformato in luogo di culto.

Durante la tua visita, non perdere l’occasione di gustare le specialità della cucina pugliese. Assaggia le orecchiette alle cime di rapa, la burrata e i taralli, accompagnati da un bicchiere di Primitivo di Manduria, uno dei vini più pregiati della regione.

I Borghi più belli d’Italia da visitare in autunno. 

Erice, Sicilia

Il nostro viaggio continua in Sicilia, nella provincia di Trapani, dove si trova Erice, un borgo medievale arroccato su una montagna che domina il mare. Erice è un luogo di straordinaria bellezza, con le sue stradine lastricate, le chiese antiche e le mura ciclopiche che raccontano di un passato millenario.

In autunno Erice si trasforma in un luogo di mistero e fascino. La nebbia che spesso avvolge il borgo crea un’atmosfera surreale, mentre i colori autunnali della campagna siciliana aggiungono una nota calda e accogliente. È il momento perfetto per perdersi tra i vicoli del borgo. Visita dunque la Chiesa Madre, con il suo rosone gotico, e il Castello di Venere: dalle sue mura si gode una vista mozzafiato sul mare e sulle isole Egadi.

Un viaggio a Erice non sarebbe completo senza assaporare i dolci tipici della tradizione siciliana, come i cannoli, le cassate e i genovesi, dolci di pasta frolla ripieni di crema pasticcera, magari accompagnati da un bicchiere di Passito di Pantelleria, un vino dolce e aromatico.

Monteriggioni, Toscana

Torniamo in Toscana, nella provincia di Siena, dove si trova Monteriggioni, un borgo fortificato che sembra uscito da un libro di fiabe. Con le sue mura medievali perfettamente conservate e le sue torri che svettano nel cielo, Monteriggioni è un luogo di straordinaria bellezza e fascino.

In autunno Monteriggioni si trasforma in un luogo di pace e serenità. Le colline che circondano il borgo si tingono di colori caldi e avvolgenti, e l’aria si riempie del profumo della vendemmia. È il momento ideale per passeggiare lungo le mura del borgo e godere di una vista spettacolare sulla campagna toscana, o per visitare la Chiesa di Santa Maria Assunta, con il suo semplice ma suggestivo interno.

I Borghi più belli d'Italia da visitare in autunnoDurante la tua visita, non perdere l’occasione di gustare i piatti tipici della cucina toscana, come la ribollita, la panzanella e la bistecca alla fiorentina, accompagnati da un bicchiere di Chianti, uno dei vini più famosi della regione.

I Borghi più belli d’Italia da visitare in autunno. Orta San Giulio, Piemonte

Il nostro viaggio prosegue in Piemonte, nella provincia di Novara, dove si trova Orta San Giulio, un borgo incantevole che si affaccia sul Lago d’Orta. Con le sue case in pietra, le stradine acciottolate e la splendida vista sul lago, Orta San Giulio è un luogo di straordinaria bellezza e fascino. In autunno il borgo si veste di colori caldi e avvolgenti, e il lago si riflette nei toni dorati delle foglie. È il momento perfetto per una passeggiata lungo le rive del lago. Opta inoltre per una visita all’Isola di San Giulio, con la sua basilica romanica e il suo monastero benedettino.

Un viaggio a Orta San Giulio non sarebbe completo senza assaporare i piatti tipici della cucina piemontese. Prova il risotto al tartufo, la bagna cauda e i formaggi locali. Accompagna il tutto con un bicchiere di Barolo, uno dei vini più pregiati della regione.

Castelmezzano, Basilicata

Il nostro viaggio si conclude in Basilicata, nella provincia di Potenza, dove si trova Castelmezzano, un borgo arroccato tra le Dolomiti Lucane. Con le sue case in pietra, le stradine strette e la vista mozzafiato sulle montagne, Castelmezzano è un luogo di straordinaria bellezza e fascino.

In autunno Castelmezzano si trasforma in un luogo di pace e serenità. Le montagne che circondano il borgo si tingono di colori caldi e avvolgenti e l’aria si riempie del profumo della terra e dei boschi. È il momento ideale per una passeggiata lungo i sentieri che attraversano le Dolomiti Lucane, o per una visita alla Chiesa Madre di Santa Maria dell’Olmo, con il suo bellissimo altare in marmo.

Durante la tua visita non perdere l’occasione di gustare i piatti tipici della cucina lucana. Assaggia la pasta fatta in casa con sugo di carne, i peperoni cruschi e il caciocavallo, accompagnati da un bicchiere di Aglianico del Vulture, uno dei vini più pregiati della regione.

I Borghi più belli d’Italia da visitare in autunno

Visitare i borghi più belli d’Italia in autunno è un’esperienza unica e indimenticabile. Questa stagione offre l’opportunità di scoprire il lato più autentico e affascinante del nostro Paese. Ogni borgo ha la sua storia, le sue tradizioni e i suoi sapori. Visitandoli in autunno, avrai l’opportunità di vivere un’esperienza emozionale e autentica, che ti resterà nel cuore per sempre.

Che tu sia un amante della storia, della natura o della buona cucina, i borghi italiani hanno qualcosa da offrire a tutti. E in autunno, con il turismo di massa che si ritira e le strade che tornano a respirare un’atmosfera più intima e autentica, questi luoghi si rivelano in tutta la loro bellezza e magia. Prepara quindi le valigie e parti per un viaggio indimenticabile tra i borghi più belli d’Italia, alla scoperta di un patrimonio di straordinaria bellezza e fascino.

La Costiera Amalfitana è uno dei luoghi più iconici d’Italia e del mondo, un tratto di costa che si estende lungo il Mar Tirreno, a sud di Napoli, nel cuore della Campania. Questo angolo di paradiso è noto per le sue scogliere mozzafiato, i suoi villaggi colorati abbarbicati sulle rocce, il mare cristallino e una storia che risale ai tempi dell’Antica Roma. Ogni angolo della Costiera racconta una storia, evoca emozioni e regala paesaggi che sembrano usciti da un dipinto. Questo articolo ti condurrà alla scoperta dei luoghi più iconici e imperdibili della Costiera Amalfitana, con consigli su cosa vedere in questo viaggio emozionale che ti farà sognare e desiderare di essere lì, ad assaporare la dolce vita italiana.

Costiera Amalfitana. Cosa vedere nei luoghi più iconici

Positano: la perla della Costiera

Positano è, senza dubbio, uno dei luoghi più famosi della Costiera Amalfitana e uno dei borghi più fotografati al mondo. Questo piccolo gioiello sembra essere scolpito nella roccia, con le sue case color pastello che scendono a cascata verso il mare. Le stradine strette e tortuose sono un labirinto di scale, boutique eleganti, ristoranti e gallerie d’arte, dove ogni angolo regala una vista mozzafiato. Passeggiare per Positano è come entrare in una cartolina vivente.

Ogni angolo offre una vista spettacolare: il mare blu intenso che si staglia contro le case colorate, le bouganville che esplodono di colore e profumo, e la chiesa di Santa Maria Assunta con la sua caratteristica cupola maiolicata. Una delle esperienze imperdibili è quella di rilassarsi sulla spiaggia di Spiaggia Grande, dove puoi affittare un lettino e goderti il sole, oppure prendere una barca per esplorare le grotte e le insenature nascoste lungo la costa.

Positano rappresenta l’essenza della Costiera Amalfitana: romantica, pittoresca e inebriante. È un luogo che sa affascinare con la sua bellezza senza tempo e con la sua atmosfera rilassata, che ti fa sentire parte di un mondo diverso, lontano dallo stress della vita quotidiana.Costiera Amalfitana. Cosa vedere nei luoghi più iconici

Amalfi: il cuore della Costiera

Amalfi, che dà il nome all’intera Costiera, è una città ricca di storia e cultura. Fondata nel IX secolo come una delle quattro Repubbliche Marinare, Amalfi era un importante centro commerciale nel Mediterraneo. Oggi, conserva il suo fascino antico, con il centro storico dominato dalla magnifica Cattedrale di Sant’Andrea, simbolo della città. Arrivare ad Amalfi significa immergersi in una città vibrante e affascinante. La Cattedrale di Sant’Andrea, con la sua maestosa scalinata, è un capolavoro dell’arte arabo-normanna, e all’interno custodisce meravigliose opere d’arte sacra e le reliquie di Sant’Andrea. Il Chiostro del Paradiso, accanto alla cattedrale, è un’oasi di pace e bellezza, con i suoi archi bianchi che incorniciano il cielo azzurro. Dopo aver esplorato il centro, dirigiti verso la Spiaggia di Amalfi, dove potrai rilassarti e fare una nuotata nel mare cristallino.

Amalfi è il cuore pulsante della Costiera, una città che riesce a coniugare la sua storia gloriosa con un’atmosfera accogliente e vivace. È un luogo dove la bellezza del passato si fonde perfettamente con il fascino mediterraneo del presente, regalando a ogni visitatore un’esperienza indimenticabile.

Ravello: un balcone sul paradiso

Arroccata su una collina che domina il mare, Ravello è famosa per le sue vedute spettacolari e per i suoi giardini lussureggianti. Questo tranquillo borgo ha ispirato poeti, musicisti e artisti per secoli, e continua a essere un rifugio di pace e bellezza per chiunque lo visiti. Ravello è anche la sede di uno dei festival di musica più prestigiosi d’Europa, il Ravello Festival, che si tiene ogni estate. Uno dei luoghi più magici di Ravello è Villa Cimbrone, un’antica dimora che ospita uno dei giardini più belli d’Italia.

Qui, passeggiando tra statue classiche e fiori profumati, arriverai al Terrazzo dell’Infinito, un balcone sospeso sopra il mare che offre una delle viste più mozzafiato della Costiera Amalfitana. Anche Villa Rufolo, con i suoi giardini fioriti e la sua architettura affascinante, è una tappa imperdibile. Non dimenticare di sederti in uno dei caffè panoramici per sorseggiare un bicchiere di limoncello mentre ammiri il panorama.

Ravello è un luogo magico e senza tempo, dove la bellezza naturale e l’eleganza si fondono per creare un’atmosfera unica. È un luogo che invita alla riflessione e all’ispirazione, con vedute che tolgono il fiato e giardini che sembrano usciti da un sogno. Ravello è una tappa obbligata per chi cerca la bellezza e la serenità.Costiera Amalfitana. Cosa vedere nei luoghi più iconici

 

Costiera Amalfitana, cosa vedere. Praiano: il fascino di un borgo autentico

Praiano è un borgo meno conosciuto rispetto a Positano e Amalfi, ma proprio per questo conserva un fascino autentico e rilassato. Situato tra Positano e Conca dei Marini, Praiano è il luogo ideale per chi cerca una fuga tranquilla, lontano dalle folle, senza rinunciare alla bellezza della Costiera Amalfitana. Praiano è famosa per i suoi tramonti spettacolari, che tingono il cielo e il mare di tonalità dorate e rosa. Uno dei luoghi migliori per godersi il tramonto è la Chiesa di San Gennaro, con la sua pittoresca piazza affacciata sul mare.

Le spiagge di Praiano, come Marina di Praia e Gavitella, sono piccole e tranquille, ideali per una giornata di relax. Inoltre da Praiano partono alcuni dei sentieri più belli della Costiera, come il celebre Sentiero degli Dei, che regala vedute spettacolari lungo tutto il percorso. Praiano è il luogo perfetto per chi desidera vivere la Costiera Amalfitana in modo più autentico e rilassato. Con le sue vedute incantevoli, le sue spiagge tranquille e la sua atmosfera genuina, Praiano rappresenta un rifugio perfetto per chi cerca la bellezza nella semplicità.

Costiera Amalfitana, cosa vedere. Furore: il fiordo segreto della Costiera

Furore è uno dei luoghi più singolari della Costiera Amalfitana, noto per il suo incredibile Fiordo di Furore, una stretta insenatura scavata dal mare che si insinua tra alte scogliere. Questo piccolo villaggio, che sembra scolpito nella roccia, è una delle gemme nascoste della Costiera e offre un paesaggio unico e selvaggio. Il Fiordo di Furore è uno dei luoghi più fotografati della Costiera Amalfitana, grazie alla sua bellezza naturale e alla sua atmosfera suggestiva. Qui puoi fare una nuotata nelle acque cristalline o semplicemente ammirare il paesaggio dalla strada sovrastante.

Ogni anno, Furore ospita una famosa competizione di tuffi dalle grandi altezze, che attira spettatori da tutto il mondo. Furore è noto anche come il “borgo dipinto” grazie ai murales che decorano le case del paese. Questi dipinti, realizzati da artisti di fama internazionale, raccontano storie di mare, di vita contadina e di tradizioni locali, creando un museo a cielo aperto che arricchisce il fascino del borgo.

Furore è un luogo di straordinaria bellezza naturale, dove il mare e la montagna si incontrano in un paesaggio mozzafiato. È un angolo nascosto della Costiera che incanta per la sua atmosfera selvaggia e incontaminata, un luogo che sembra fuori dal tempo e che regala emozioni intense.

Cetara: Ii fascino del borgo dei pescatori

Cetara è un piccolo borgo di pescatori situato all’estremità orientale della Costiera Amalfitana. Questo villaggio è famoso per la sua tradizione marinara e per la produzione di colatura di alici, un condimento tipico ottenuto dalla fermentazione delle alici. Cetara conserva un fascino autentico e genuino, lontano dal turismo di massa. Passeggia tra le strette stradine di Cetara, dove case color pastello si affacciano su vicoli acciottolati. Visita la Chiesa di San Pietro Apostolo, con la sua cupola maiolicata, e scopri la Torre Vicereale, un’antica torre di avvistamento sul mare.

Goditi poi una giornata di sole sulla spiaggia di Cetara, una piccola baia tranquilla e riparata. L’acqua cristallina e la sabbia dorata la rendono perfetta per un pomeriggio di relax. Partecipare a un tour in barca ti permette di scoprire la bellezza della Costiera dal mare. Potrai ammirare le scogliere, le calette nascoste e, magari, fare un tuffo in acque incontaminate.

Maiori e Minori: le gemelle della Costiera

Maiori e Minori sono due borghi vicini, situati lungo la costa, noti per le loro spiagge ampie e la loro atmosfera rilassata. Se cerchi una destinazione dove goderti il mare senza rinunciare alla bellezza dei borghi storici, Maiori e Minori sono il luogo perfetto per te. Maiori vanta la spiaggia più lunga della Costiera Amalfitana, un arenile ampio e sabbioso che si estende per oltre un chilometro. Qui, il mare è calmo e adatto alle famiglie, e lungo la passeggiata si trovano ristoranti e bar dove gustare una granita al limone o un gelato artigianale.

Una delle attrazioni più belle di questa zona è il Sentiero dei Limoni, un percorso panoramico che collega Maiori a Minori attraversando le colline coltivate a limoni. Camminare su questo sentiero è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi: l’odore dei limoni, il suono delle cicale, la vista sul mare e sulle colline. È un itinerario che ti permette di scoprire il lato più autentico e rurale della Costiera.

Minori invece è un borgo piccolo ma ricco di storia. La Basilica di Santa Trofimena è il suo cuore spirituale, una chiesa che custodisce le reliquie della santa patrona e che rappresenta un importante luogo di culto per gli abitanti del borgo. Maiori e Minori sono destinazioni ideali per chi cerca una vacanza rilassante sulla Costiera Amalfitana. Qui, puoi goderti il mare, il sole e la tranquillità, immerso in un’atmosfera autentica e accogliente.

Costiera Amalfitana. Cosa vedere nei luoghi più iconici

La Costiera Amalfitana è un luogo che incanta e affascina, un angolo d’Italia dove la bellezza naturale si fonde con la storia e la cultura, creando un’esperienza di viaggio unica al mondo. Ogni borgo, ogni spiaggia, ogni sentiero racconta una storia, e visitare questi luoghi significa immergersi in un mondo di colori, profumi e sensazioni che ti rimangono nel cuore.

Se stai cercando una destinazione che ti offra paesaggi mozzafiato, borghi pittoreschi e un’accoglienza calorosa, la Costiera Amalfitana è il luogo che fa per te. Preparati a vivere un viaggio indimenticabile, un’esperienza che ti cambierà per sempre e che ti farà innamorare di questo angolo di paradiso.

A Gaeta, nel cuore del borgo antico dei pescatori, c’è una scalinata suggestiva, ricca di fascino e avvolta da un atmosfera magica: la Salita degli Scalzi. Si inerpica fino alla Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo e da sempre è un punto di riferimento degli abitanti del quartiere. Un luogo dove lasciarsi trasportare dal vento delle emozioni e lasciarsi avvolgere dalla cura del tempo.

La Salita degli Scalzi a Gaeta

Scorci di vita vissuta nel borgo

Passeggiando nel vecchio budello gaetano, fatto di antichi basoli e botteghe tipiche, è piacevole passeggiare vicolo dopo vicolo ripercorrendo la storia della città. Una storia con radici ben salde e molto antiche, fatta di tradizioni forti legate a vecchi mestieri e gloriosi mestieranti.

Alcuni vicoletti caratteristici sono stati riportati a nuovo splendore dall’Associazione Abbelliamo Gaeta e da tanti cittadini desiderosi di tramandare ai posteri le tradizioni e le storie dei personaggi del borgo. Arnesi ed attrezzi del passato hanno ripreso vita in prossimità dei vicoli, creando angoli deliziosi, dal sapore retrò, che rimandano alle antiche abitudini del borgo.

La Salita degli Scalzi a Gaeta 

All’improvviso, nel bel mezzo della passeggiata nel budello gaetano, si scorge una scalinata, rustica ed elegante al tempo stesso. E’ la salita detta “degli Scalzi”. In cima ad essa si trova la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, che un tempo era annessa al convento dei frati dell’Ordine degli agostiniani scalzi, dal quale questo scorcio ha preso il nome.

La chiesa di Santa Maria di Porto Salvo

Annessa alla chiesa, che presenta una facciata di una semplicità estrema, c’è la cappella della congrega di S.Maria di Porto Salvo, un tempo usata dai confratelli come sala consiliare. La Madonna di Porto Salvo è una delle icone religiose più adorate ed acclamate dalla gente del borgo. É’ considerata infatti la protettrice dei marittimi, che a lei si affidano per il rientro a terra.

La salita degli Scalzi a gaeta. passeggiata nel borgo dei pescatori.
La Chiesa della Madonna di Porto Salvo è un punto di riferimento per gli abitanti del borgo.

L’autenticità della Salita degli Scalzi a Gaeta

In tempi più recenti o forse da sempre, è luogo di ritrovo delle persone del quartiere e di giochi di bambini. Un luogo fortemente legato alla mia infanzia, fatta di salti a due gradoni alla volta e a percorsi di biglie scavati negli anfratti delle scalinate. Rimane uno dei luoghi più fascinosi da vedere a Gaeta, avvolto da misteriose leggende e legato saldamente alla tradizione marinara della città. Cuore pulsante del borgo, sfoggia ai suoi lati incantevoli portoncini d’epoca, alcuni rimasti intatti nel tempo, altri ristrutturati finemente.

Da qui si diramano i vicoletti che portano al porticciolo delle paranze, al mercato del pesce e al bellissimo lungomare che regala una vista meravigliosa su Gaeta Medievale.

La salita degli Scalzi a gaeta. passeggiata nel borgo dei pescatori.
Via dell’Indipendenza è il cuore pulsante della città di Gaeta. Qui si concentrano le botteghe artigianali, le casette caratteristiche con le facciate colorate e il via vai degli abitanti è sempre attivo e frizzante.

Ricordi e nuovi punti di vista

La Salita degli Scalzi è posto che evoca ricordi meravigliosi nelle persone che hanno avuto modo di vivere questo luogo durante l’infanzia e l’adolescenza, partecipando agli eventi che si susseguono in paese nell’arco dell’anno. Un luogo che attira subito occhi nuovi in cerca di scorci caratteristici, sguardi curiosi su piccoli angoli di mondo rurale. E sembra di vedere, come sospesi nel tempo, corpi di massaie attente, bambini scalzi attorno ad una trottola. E ancora panni stesi al primo sole del mattino, gonfi di vento leggero e profumati di brezza marina.

La salita degli Scalzi a gaeta. passeggiata nel borgo dei pescatori.
In cima alla salita degli Scalzi si nota subito la candida facciate, umile e semplice nella sua fattura, della chiesa della Madonna di porto Salvo, icona particolarmente cara alle persone del borgo.

Una delle tappe più pittoresche di un viaggio on the road in Puglia è sicuramente Polignano a Mare.  Le coste stupende, la gente allegra, gioviale e accogliente, il centro storico poetico e avvolgente fanno di questa cittadina un vero gioiello della regione, da visitare a passo lento alla scoperta dei suoi scorci più suggestivi. In questo articolo trovi qualche consiglio su cosa vedere a Polignano a Mare in 1 giorno, per non perderti nemmeno uno scorcio di questo pittoresco borgo a picco sul mare.

 

Polignano a Mare, cosa vedere in 1 giorno

Polignano a Mare è un borgo meraviglioso in provincia di Bari, poco distante da altre bellissime cittadine della regione, come Alberobello e Ostuni. La sua posizione privilegiata a strapiombo sul mare e le sue grotte marine naturali sono un vanto per l’intera regione e sono meta di migliaia di turisti ogni anno. La città ha una zona più moderna, che volge nell’entroterra, e un centro storico letteralmente a picco sul mare, sicuramente più pittoresco e soprattutto..molto poetico!

Passeggia tre le poesie del centro storico

Il centro storico di Polignano a Mare è davvero un incanto. Il dedalo di viuzze che lo contraddistingue, con pavimenti lastricati in pietra e facciate bianche, è il cuore pulsante della città. Sulle sue terrazze e nelle piazzette si riversano turisti provenienti da ogni parte del mondo, alla ricerca delle peculiarità naturali ed artistiche che hanno resa famosa la Puglia nel mondo. Ogni angolo del centro storico di Polignano poi è addolcito da preziose poesie, versi in rima firmati da Guido il Falneur.

Questo artista di natali baresi ha scritto meravigliosi versi su scalinate, facciate e muretti, regalando a Polignano a Mare un’altro punto di forza, che va ad amplificare le già esistenti meraviglie naturali e architetoniche della città. Lasciati quindi incantare da questi versi poetici e segui la loro scia, perdendoti nei vicoli e nelle piccole stradine del centro storico di Polignano a Mare. Diversi negozi e ristoranti invitanti si mischiano alle deliziose casette che costeggiano i vicoli, e il passo rallenta per permettere agli occhi di riempirsi di balconi fioriti, terrazzini soleggiati e portoncini appena pitturati.

Polignano a Mare, cosa vedere con i bambini in Puglia

Passa sotto l’Arco Marchesale

Per entrare nel centro storico di Polignano a Mare devi oltrepassare la vecchia porta della città: L’Arco Marchesale. Conosciuto anche come Arco della Porta o Porta Grande questo ingresso divide la parte nuova di Polignano da quella vecchia ed è incastonata una cinta muraria del 1500. L’Arco Marchesale è sormontato inoltre da un piccolo edificio di culto, una chiesetta che prende il nome dalla Confraternità di San Giuseppe. 

Una volta oltrepassato l’Arco della Porta ti trovi catapultato nell’atmosfera gioviale della città di Polignano a Mare. Diverse sono le piazze del centro storico in cui poter passeggiare, ma la principale rimane Piazza Garibaldi. Qui, oltre a trovare edifici di grande interesse storico, come il Palazzo Marchesale e il Monumento ai Caduti, trovi anche la maggior parte dei locali e dei ristoranti della città. 

Cerca la Torre dell’Orologio

In Piazza Vittorio Emanuele II invece trovi la Cattedrale di Polignano e la Torre dell’Orologio. In passato questa torre esibiva un orologio solare, sostituito in tempi più moderni da un sistema che permette di caricare le ore manualmente, tutt’oggi in funzione. Ad occuparsi dell’orologio e dello scandire del tempo di Polignano a Mare è la custode della Torre. In una nicchia posta sopra l’orologio poi è contenuta una statua di San Vito, patrono di Polignano a Mare. 

Nelle vicinanze della Torre dell’Orologio trovi la Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta, dalla facciata molto spoglia che vanta in unico portale rinascimentale. Gli interni invece sono ricchi di opere d’arte preziose, come il pulpito in legno intarsiato del 1500 e una pala d’altare raffigurante la Madonna con bambino del Vivarini. Inoltre le mura della Chiesa di Santa Maria Assunta custodiscono le spoglie del Santo patrono della città, San Vito. 

Polignano a Mare, cosa vedere. Lama Monachile 

A Polignano a Mare trovi una delle spiagge più famose e fotografate del mondo: Lama Monachile. E’ un arenile molto piccolo ma a suo modo incantevole, incastonato tra due imponenti rocce e a pochi passi dal centro storico. Si trova precisamente lungo la Via Traiana, la strada costruita dall’Imperatore Traiano per collegare Roma a Brindisi, porto di approdo delle navi mercantili provenienti dall’Oriente. Dal Ponte Borbonico di Polignano a Mare puoi avere una vista straordinaria su Lama Monachile, sul mare e su una porzione di centro storico. 

Polignano a Mare, cosa vedere con i bambini in Puglia

Affacciati dal belvedere

Sul lungomare della città trovi anche la statua dedicata a Domenico Modugno. Pare proprio che il famoso cantautore italiano si sia lasciato ispirare proprio dal mare di Polignano per scrivere la sua celeberrima canzona “Nel blu dipinto di blu”. La statua è ricoperta di bronzo ed è alta quasi 3 metri, e sembra riprodurre Modugno nell’atto di cantare, con la bocca aperta e le braccia spalancate…Dietro l’imponente statua di bronzo trovi delle scalette che portano ad una terrazza panoramica che da una vista spettacolare su Cala Monachile, sulla scogliera e sul centro storico sovrastante. Forse quando Modugno scrisse “ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto, ti hanno inventato il mare…” si trovava su questi scogli. Voglio immaginarlo seduto su questa terrazza che sfiora l’acqua intento a scrivere i suoi versi.

Dove mangiare a Polignano a Mare?

Se hai a disposizione un considerevole budget puoi avere la fortuna di pranzare o cenare nella Grotta Palazzese, ristorante extra lusso che non è visibile da nessuna parte del paese, in quanto ospitato da una cavità a picco sul mare. E’ uno dei 25 più famosi ristoranti del mondo ed è davvero una location pazzesca in cui celebrare la tua visita a Polignano. Ci sono però tantissimi locali in città in cui provare ad assaggiare le prelibatezze tipiche della zona, accessibili a tutte le tasche.

N’Euroad esempio è un ristorante-pizzeria molto cool, con piatti con nomi particolari cucinati espressi e ben presentati. Tra le prelibatezze servite trovi la frittura di pesce locale e pizze dai nomi stravaganti, come la pizza Demente, con pomodoro, mozzarella, prosciutto cotto, funghi freschi, carciofi e olive.  Se sei tipo da street food invece a Polignano a Mare trovi la focaccia pugliese, farcita in tanti diversi modi e puoi gustarla passeggiando in ogni angolo di questo piccolo ma prezioso paradiso.

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