Montalto di Castro è un piccolo borgo medievale della Maremma laziale, a metà strada tra Tarquiniae Capalbio. E’ famoso soprattutto per le sue spiagge e per la costa, molto frequentata durante la stagione estiva. Ma il comune di Montalto di Castro vanta un delizioso centro storico, racchiuso tra mura di cinta, dove passeggiare in totale sicurezza con i bambini alla scoperta delle sue tipicità.
Montalto di Castro ti accoglie nel suo centro storico con un caldo abbraccio. Accogliente e ordinata la cittadina va esplorata a piedi, alla scoperta delle sua “piccole porte” e dei suoi scorci caratteristici.
Montalto di Castro
Il centro storico di Montalto di Castro riserva piacevoli sorprese. Vicoletti impreziositi da antiche arcate si intersecano con le poche piazze del borgo, creando un piccolo labirinto in cui districarsi. Numerose sono le porticine che si affacciano sulle strade, di ogni forma e colore. Le bambine infatti si sono divertite a cercarle tutte e a farsi scattare tante foto ricordo su questi minuscoli usci, nominando Montalto come il “paese delle piccole porte”. Perdersi tra i vicoli del borgo è un’esperienza che rigenera. Passeggiando si incontrano scorci pittoreschi, archi in pietra e antiche fontane come la Fontana del Mascherone e la suggestiva Fontana delle Tre Cannelle, testimoni silenziosi del passato.
Ammira il Castello Guglielmi
Il centro di Montalto di Castro è dominato dal Castello Guglielmi, costituito da un’imponente torre quadrangolare. La sua costruzione va collocata nel lontano 1400 ad opera degli Orsini. Una lapide posta sulla torre ne ricorda i proprietari originari nonostante le numerose ristrutturazioni. Infatti nel corso dei secoli è stato innalzato di un piano, con l’aggiunta di una loggia laterale che sfoggia l’attuale merlatura. E’ completamente ricoperto di verde ed è davvero piacevole sia da osservare che da fotografare.
Il castello Guglielmi è accostato su un lato alle mura del Comune e questa costituisce la parte più antica della fortezza. L’altra ala è stata costruita successivamente, nel XVIII secolo, completamente in laterizio.
Visita le chiese del borgo
Passeggiando tra i vicoletti si incontrano le due chiese più importanti del borgo. La Chiesa di Santa Croce, dalla facciata neoclassica, conserva tra le sue mura un prezioso dipinto raffigurante “La Madonna della Vittoria”. La chiesa di Santa Maria Assunta invece, sul portale incastonato nella facciata settecentesca, sfoggia lo stemma di Pio VI Braschi, fautore dell’ultima ristrutturazione completa dell’edificio. Custodisce al suo interno le reliquie dei santi Quirino e Candido, patroni della città di Montalto.
Entra nel Teatro Comunale Lea Padovani
Moderno e raffinato, il teatro cittadino è dedicato all’attrice Lea Padovani, originaria del territorio. La sua architettura, ispirata ai templi etruschi, ospita ogni anno una vivace stagione di spettacoli teatrali, concerti ed eventi culturali.
Cosa vedere nei dintorni di Montalto di Castro
Montalto di Castro gode di una posizione strategica che la mette facilmente in comunicazione con numerosi siti della Tuscia viterbese. Si trova a pochi chilometri da Capalbio, altro bellissimo borgo medievale, vicinissima all’oasi WWF del lago di Burano e a paesi come Orbetello, Porto Santo Stefano e Porto Ercole. Inoltre si trova a mezz’ora di auto dai Piani degli Alpaca, un meraviglioso allevamento di alpaca immerso nella maremma laziale, tra mandorleti e uliveti. Un esperienza da fare assolutamente anche con i bambini.
Consigli utili per la visita
Montalto di Castro è facilmente raggiungibile in auto, percorrendo la SS1 Aurelia. È servita anche dalla linea ferroviaria Roma–Grosseto, ma stazione è situata fuori dal centro storico. La primavera e autunno sono le stagioni ideali per visitare Montalto di Castro, perfette per chi cerca tranquillità e temperature miti. L’estate invece è ideale per combinare cultura e giornate al mare. Se ti trovi in città non perderti i piatti tipici della cucina maremmana, come i pici al cinghiale, la zuppa di asparagi selvatici e il pane sciapo con olio locale. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di Morellino di Scansano o di un rosso della Tuscia.
Perché visitare Montalto di Castro?
Montalto di Castro è una destinazione che riesce a coniugare perfettamente arte, storia, natura e relax, lontano dalle rotte più turistiche del Lazio, ma ricca di sorprese. Che sia una gita di un giorno o un soggiorno più lungo, Montalto saprà conquistarti con la sua autenticità e il suo fascino senza tempo.
Celleno è un piccolo borgo arroccato su una collina della Tuscia, vicinissimo a San’Angelo di Roccalvecce, il famoso paese delle fiabe. Si trova nella provincia di Viterbo e custodisce nelle sue grotte di tufo preziosi segreti e misteriose leggende. Qualcuno dice che tra le sue mura si aggirino persino fantasmi, spiriti benigni che proteggono le rovine di quella che un tempo era una florida realtà contadina. Ma cosa rende questo posto così speciale?? Scopriamolo insieme…
[mkdf_button size=”huge” type=”” text=”Richiedi il tuo itinerario personalizzato nel Lazio” custom_class=”” icon_pack=”font_awesome” fa_icon=”” link=”https://trevaligie.com/destination-posts/itinerari-personalizzati/” target=”_self” color=”” hover_color=”” background_color=”” hover_background_color=”” border_color=”” hover_border_color=”” font_size=”” font_weight=”” margin=””]
Celleno. Borgo fantasma della Tuscia
Il vecchio borgo di Celleno è arroccato su uno sperone di tufo e quindi, come la vicinissima Civita di Bagnoregio, soggetto a continue erosioni dovute agli agenti atmosferici e agli smottamenti del terreno. Un tempo era vivace un paese dove gli abitanti si dedicavano alle svariate attività legate all’agricoltura e all’allevamento. Nel corso dei secoli la laboriosità della popolazione è stata messa a dura prova da epidemie e da numerose frane che hanno stravolto la conformazione del territorio. Per questi motivi gli abitanti hanno cominciato ad abbandonare le loro case situate tra le mura del castello e si sono spostati nella zona pianeggiante, lasciando il paese al completo abbandono. Inoltre nei primi decenni del 1900 un terribile terremoto ha distrutto quello che rimaneva dell’elegante centro storico di Celleno, oggi conosciuto come Borgo fantasma.
Il borgo di Celleno è arroccato su una collina di tufo. Si accede alla piazza principale da Via del Ponte, il percorso più pittoresco.
Scopri l’itinerario storico
Solo negli ultimi anni un progetto di recupero del territorio ha dato nuova vita a questo borgo sfortunato, salvaguardando i pochi edifici sopravvissuti alle varie catastrofi e rivalutandone la storia e le tradizioni. L’antico centro abitato che si sviluppava intorno al castello medievale ora è diventato un museo a cielo aperto dove sono custoditi numerosi oggetti legati alla vita contadina del passato e dove, quando possibile, si svolgono fiere, eventi e mostre. Segui le stradine del borgo per scoprirne la storia. I monumenti rimasti parzialmente in piedi e le sue antiche mure hanno molto da raccontare.
Il paese fantasma di Celleno è ricco di scorci caratteristici da fotografare e ammirare con calma.
Lasciati avvolgere dal fascino misterioso di Castello Orsini
Al borgo fantasma di Celleno si accede da una piccola e pittoresca salita. Una volta arrivato nella piazza centrale non puoi non rimanere affascinato dall’antico castello che svetta altezzoso su tutta la vallata sottostante. E’ circondato dai resti di piccole abitazioni in pietra e la sua storia è alquanto complicata. E’ stato teatro e spettatore di numerose vicende storiche, dividendosi prima tra Guelfi e Ghibellini per poi divenire di proprietà della famiglia Gatti nel 1400. Dopodichè diventa feudo della famiglia Orsini, della quale tuttora porta il nome. Nel 1973 invece il famoso artista Enrico Castellani si innamora di questo edificio, lo acquista e lo restaura, facendolo diventare la sua dimora. Rimane tra le sue mura fino alla morte, avvenuta pochi anni fa, nel 2017.
Passeggia in Piazza del Comune
Il Castello Orsini troneggia in Piazza del Comune, dove si affacciano anche i resti di altri palazzi storici di grande interesse storico, come la vecchia Chiesa di San Carlo. Questa piazza era in passato il cuore pulsante di Celleno e qui si svolgeva la vita cittadina, con tutte le sue sfumature. Puoi accedere al centro storico da diversi punti di entrata ma l’ingresso più suggestivo rimane quello di Via del Ponte. Da qui raggiungi la piazza del Comune passando da Porta Vecchia.
Vai alla scoperta della realtà contadina di Celleno
Dalla piazza principale si diramano alcune viuzze dove camminare alla scoperta delle vecchie botteghe artigiane. Le grotte di tufo, un tempo adibite ad abitazioni o botteghe, raccolgono arnesi ed utensili dei vecchi mestieranti del borgo. Passeggia lungo tutto il perimetro delle mura e visita i piccoli e spartani antri dove un tempo gli abitanti di Celleno solevano abitare, lavorare, fare il vino o il pane.
L’antico forno, le vecchie stalle, le cantine, il negozio del ciabattino sono solo alcune delle stanze museo dove perderti nelle tradizioni del borgo fantasma. Attraverso gli oggetti del passato e grazie ai pannelli che ne raccontano la storia, puoi immergerti nella memoria del paese a 360°.
Visita la mostra delle macchine parlanti
Nell’antica Chiesa di San Carlo trovi uno straordinario percorso espositivo di oggetti parlanti appartenenti al passato. Grammofoni meravigliosi e ancora perfettamente funzionanti, radio, fonografi e vecchi telefoni ti catapultano in epoche antiche, facendoti conoscere la storia delle prime tecnologie audiovisive. A supportarti nella visita trovi il collezionista Mario Valentini, proprietario degli esemplari d’epoca che puoi vedere nella vecchia chiesa.
La sua passione per il vintage traspare da ogni parola e mentre ti accompagna nel percorso ti emoziona con le sue spiegazioni e accarezza con mano gentile ogni oggetto che ti presenta, come se fosse in vita, come se avesse un’anima da preservare. La mostra è aperta al pubblico nei week end e l’ingresso è libero. Dinanzi la chiesa stazionano inoltre alcune moto Bianchi appartenenti agli anni cinquanta e sessanta, un ulteriore salto nel passato che puoi fare nel borgo di Celleno.
Il piccolo ma ben fornito museo delle macchine parlanti è una delle tappe da fare assolutamente nel paese fantasma di Celleno.
Entra nel piccolo Museo della ceramica
All’interno del Museo della Ceramica sono stati recentemente ricollocati, a seguito di un attento restauro, alcuni straordinari esempi di maiolica arcaica databili tra il XIII e il XIV secolo. Questi reperti provengono dal cosiddetto Leggendario Butto, un deposito di rifiuti domestici riconducibile a una residenza medievale di dimensioni eccezionalmente ampie. Si trattava di un vero e proprio “immondezzaio” dell’epoca, dove venivano gettati avanzi di pasto, contenitori ceramici rotti o non più utilizzabili, offrendo così agli studiosi preziose testimonianze sulla vita quotidiana del tempo. L’Università della Tuscia ha condotto un’importante attività di studio su un lotto di circa 8.000 frammenti ceramici provenienti da questo sito, fortunatamente salvati da un tentativo di trafugamento avvenuto nel 1975.
Sempre all’interno del percorso espositivo, che rappresenta un ulteriore affascinante scorcio sulla vita quotidiana del passato, trovi un reperto di grande rilevanza archeologica, un raro glirarium, un contenitore utilizzato per l’allevamento e l’ingrasso dei ghiri, considerati una prelibatezza nella dieta etrusca, oltre a numerosi utensili domestici risalenti al IV secolo a.C. Questi oggetti ci offrono uno spaccato vivido e concreto delle abitudini e dell’organizzazione familiare in epoca etrusca, restituendoci la dimensione più umana e quotidiana di una civiltà tanto affascinante quanto sofisticata.
Affacciati dal belvedere
Percorri poi l’antica Via Maggiore, un sentiero delimitato da una staccionata in legno da entrambi i lati, e prosegui fino al balcone che da sulla vallata sottostante. Da qui hai una vista strepitosa sulla Valle dei Calanchi, una zona argillosa formatasi con l’erosione dei rilievi circostanti dovuta alle piogge e al vento. Il percorso è arricchito da numerosi oggetti d’antiquariato, seguendo la scia delle grotte del borgo fantasma. Guarda bene ai lati della staccionata e divertiti a cercare con i bambini i più strani arnesi da lavoro del passato.
Il sentiero che porta al belvedere e gira intorno al paese fantasma di Celleno è impreziosito da diversi oggetti vintage legati al mondo contadino. Divertiti a cercare gli attrezzi da lavoro con i bambini!
Partecipa alla festa delle ciliegie
Tra le suggestive vie dell’antico borgo di Celleno, torna anche quest’anno uno degli appuntamenti più attesi della stagione: la Festa delle Ciliegie. Dal 6 all’8 giugno 2025, il paese si veste a festa per accogliere visitatori, curiosi e appassionati in un fine settimana ricco di colori, tradizioni e sapori autentici.
L’evento celebra uno dei frutti simbolo del territorio, la ciliegia, con un ricco programma di iniziative che coinvolge l’intero centro storico. Non mancheranno, naturalmente, le specialità gastronomiche a base di ciliegie: tra tutte, le celebri Frittelle di Ciliegia, preparate secondo ricette tradizionali e amatissime da grandi e piccoli, e la straordinaria Crostatona, una crostata lunga circa 20 metri, simbolo dell’ingegno e della convivialità della comunità cellenese. Gli stand gastronomici offriranno inoltre l’opportunità di degustare piatti tipici e prodotti locali, in un percorso di sapori che rende omaggio alla ricchezza culinaria della Tuscia.
Tra gli eventi più attesi, si distingue il divertente e ormai leggendario Campionato dello Sputo del Nocciolo, una singolare competizione, che si svolge nel caratteristico “Sputodromo” di Celleno”, situato dinenzi la piazza del Comune, appositamente graduata in metri per una misurazione ufficiale e precisa. Il regolamento è rigoroso e ben collaudato: ogni partecipante ha diritto a due tentativi per lanciare, con la sola forza del fiato, il nocciolo della ciliegia il più lontano possibile. Le categorie in gara includono uomini, donne e bambini, in una sfida appassionante e ironica che coinvolge tutta la comunità. Il record da battere? Ben 22 metri, un’impresa che ancora oggi resiste al tempo e ai lanci più agguerriti!
Visita la Chiesa di San Rocco
Ubicata all’ingresso del Rione Borgo, in posizione extra moenia rispetto al nucleo fortificato del paese, la Chiesa di San Rocco rappresenta un importante punto di riferimento religioso e storico per la comunità cellenese. Intitolata al santo taumaturgo morto nel 1327, la chiesa è dedicata a San Rocco, figura centrale nella devozione popolare del Centro Italia e, in particolare, dell’Alto Lazio, venerato come potente protettore contro le epidemie e le pestilenze.
Elemento architettonico di straordinaria eleganza è il portale principale della chiesa, in pietra scolpita, che si distingue per l’equilibrio compositivo e la raffinatezza degli intagli. Secondo alcuni studiosi e critici d’arte, tale portale sarebbe stato realizzato assemblando pregevoli elementi sepolcrali provenienti dall’antica città di Ferento, la cui distruzione vide anche la partecipazione degli abitanti di Celleno. A suggello della sua importanza, al centro della parte superiore del portale è collocato un imponente stemma in pietra della nobile famiglia Orsini, signori del luogo e protagonisti della storia politica e culturale del territorio.
All’interno della chiesa, nella zona presbiteriale, si conserva uno dei tesori artistici più significativi di Celleno: un singolare e suggestivo Crocifisso ligneo, custodito all’interno dell’urna dell’altare maggiore. L’opera, databile tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, si distingue per l’intensità espressiva e la finezza esecutiva, tanto da essere accostata da alcuni esperti a un altro Crocifisso ligneo, di scuola donatelliana, conservato nell’antica Cattedrale di San Donato, a Civita di Bagnoregio.
Il monumento, arricchito da eleganti decorazioni, dorature e figure scolpite, rappresenta un eccezionale esempio di arte barocca sacra. La sua rilevanza storica, artistica e devozionale ha portato al suo riconoscimento come Monumento Nazionale, oggi tutelato dal Ministero delle Belle Arti, a testimonianza dell’impegno nella conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale di Celleno.
Dove mangiare a Celleno, borgo fantasma della Tuscia
C’è solo un luogo in Italia, e probabilmente al mondo, dove è possibile vivere un’esperienza gastronomica tanto originale quanto deliziosa: gustare un intero menù, dagli antipasti ai dessert, preparato esclusivamente con leciliegie locali, il frutto simbolo di Celleno.
I ristoratori locali, nel periodo che abbraccia la famosa Festa delle ciliegie, propongono piatti inediti e ricercati, esaltando la versatilità della ciliegia come ingrediente protagonista, capace di sorprendere anche i palati più esigenti. Tra i luoghi imperdibili dove vivere questa esperienza c’è il Bar Ristorante San Rocco, incantevolmente affacciato sulla campagna della Tuscia, da cui si gode una vista suggestiva che accompagna con eleganza ogni portata.
Il menù ideato per la Festa delle Ciliegie propone un percorso gastronomico completo, in cui la creatività degli chef si unisce alla genuinità del prodotto locale. Tra le proposte più apprezzate spicca il risotto alle ciliegie di Celleno, un piatto sorprendente che coniuga la dolcezza del frutto con la sapidità del brodo e la cremosità del riso, in un perfetto equilibrio di contrasti. Non mancano poi antipasti sfiziosi, carni aromatizzate con riduzioni di ciliegia, contorni in agrodolce e, naturalmente, dessert.
Ogni piatto racconta una storia di territorio, passione e tradizione, in un’armonia di sapori che rende omaggio alla ciliegia non solo come simbolo agricolo, ma anche come ingrediente gourmet. Gustare questi piatti significa immergersi pienamente nell’atmosfera festosa di Celleno, tra convivialità, paesaggi incantevoli e profumi di cucina che si perdono tra i vicoli del borgo antico.
Prima di andar via… adotta un piccolo fantasma!
Ai piedi della rocca di Celleno trovi un delizioso bazar dove comprare piccoli souvenir e adottare un fantasma! Si, proprio così… Di notte il figlio della proprietaria gira nel borgo di Celleno, tra rovine e ruderi, per catturare fantasmi. Li mette poi in boccette di vetro e li da in adozione affinchè ogni bambino ( ma vale anche per gli adulti!) possa avere il suo fantasma porta fortuna sempre con se. Quando vuoi svegliarlo basta agitare la boccetta e in un batter d’occhio vedrai il tuo fantasma illuminarsi!
Fermati a visitare il convento di San Giovanni
Prima di lasciare Celleno fermati a visitare il Convento di San Giovanni Battista, un edificio posto proprio all’entrata della città nuova. Risale al 1600 ed è stato edificato da Paolo V allo scopo di dare alloggio ai religiosi che curavano le anime dei cellenesi. Si snoda attorno alla già esistente Pieve Romanica di San Giovanni e gira intorno al chiostro affrescato con dipinti di San Francesco, dove si trovano le vecchie celle dei frati. Oggi il convento è diventato un alloggio turistico e ospita numerosi eventi nell’arco dell’anno. Puoi vederne solo l’esterno ma vale la pena ammirarne le mura e il giardino che si trova al di la del cancello d’entrata.
Perchè fermarsi a Celleno
Ogni edificio, ogni viuzza, ogni oggetto che trovi a Celleno racconta qualcosa di questo luogo, dalle sue origini al suo abbandono. Il mistero ti avvolge dal primo passo e ti rapisce trasportandoti in un atmosfera sospesa nel tempo, quasi surreale. L’immaginazione va ben oltre, oltrepassa le grotte di tufo e ti porta in tempi lontani, tra gente umile e devota al lavoro. La visita al borgo fantasma è un esperienza unica, da fare anche con i bambini i quali, affascinati da questi oggetti così particolari, molto lontani da quelli ultra tecnologici che sono soliti usare, si lasciano guidare nel percorso facendo domande e chiedendo informazioni su ogni cosa che vedono.
Prima di entrare nel parco Natura Viva munisciti di cappellini e bottigliette d’acqua perché si cammina molto a piedi sotto il sole. Con i passeggini è un po’ faticoso fare il percorso pedonale perché è tutto in salita, ma noi ci siamo riusciti grazie alla forza di papà! Armati di mappa perché i sentieri sono molti e si intersecano tra loro, quindi ti capiterà sicuramente di ritrovarti in un posto già visitato. Fai attenzione ai cartelli lungo il percorso perchè sono un valido aiuto per orientarti. Il giro a piedi dura più o meno 3/4 ore, ma comprende anche diverse soste nei punti di ristoro. Sono sparsi nel parco e tutti segnalati nella mappa. E’ possibile portarsi dei panini che puoi consumare nell’ area picnic. Qui c’è anche un delizioso parco con playground di legno per far giocare un po’ i bambini.
Il percorso faunistico pedonale
Lungo il percorso Faunistico puoi incontrare gli animali di tutti e cinque i continenti. Molto bella è la zona delle giraffe, seguita da quella degli elefanti. Devo dire che gli animali hanno vasti spazi a disposizione e sono tenuti benissimo. Ai bambini è piaciuta tantissimo l’area Madagascar, dove hanno potuto ammirare dal vivo i famosi personaggi dell’omonimo film: i lemuri!!
Nel Parco Natura Viva, a Bussolengo, Si fanno simpatici incontri. Divertiti a guardare i lemuri giocare nel loro habitat!
Durante la passeggiata nel Parco Natura Viva abbiamo incontrato orsi, bradipi, la tigre siberiana e tantissime altre specie di animali, tra cui tanti pappagalli variopinti nella grande voliera che li ospita. Bellissima è stata anche la visita nel rettilario, dove abbiamo ammirato serpenti, iguane, lucertole e insetti di tutti i tipi. Usciti dal rettilario ci siamo trovati nel parco che ospita le grandi testuggini delle Seychelles. Che incanto!
Ma la parte più divertente è stata la fattoria! Un’area recintata a cui si può accedere liberamente, e ci si trova a contatto con caprette dispettose, porcellini d’India e pecorelle: i bambini qui si sono divertiti tantissimo. Ci sono dei distributori di cibo a pagamento e si può dar da mangiare a volontà ai piccoli amici. Le caprette fanno a gara per avere la loro porzione e i bambini si divertono un mondo a stare così a stretto contatto con gli animali.
Parco Natura Viva a Bussolengo. Il Safari
Ora passiamo alla parte più avventurosa: il Safari. E’ un circuito con accesso separato a cui si accede con la propria automobile, ma se non ricordo male è possibile affittare delle Jeep prima di entrare. Non si corre nessun pericolo perché gli animali sono tutti tranquilli e controllati, ma è possibile che tu abbia un incornata all’auto da parte di un caprone. Se hai una berlina serie oro forse è il caso di affittare un mezzo più consono. Mostra il biglietto alla cassa e ti daranno un regolamento da rispettare assolutamente. Mi raccomando non abbassare mai i finestrini dell’auto, le giraffe riescono a infilarci la testa e a sbavarti sui sedili. Durante il Safari si attraversano gli habitat degli animali africani…incontrerai struzzi, antilopi, leoni, iene e ghepardi.
Il tempo di percorrenza del percorso del Safari è di circa 40 minuti, non si può assolutamente scendere dall’auto e non ci sono ne wc ne punti di ristoro. Quindi provvedi prima di entrare a soddisfare ogni bisogno fisiologico.
Il Parco Natura Viva a Bussolengo è un luogo meraviglioso per passare una giornata immersi nella natura con i bambini.
Orari e biglietti del Parco Natura Viva
Parcheggiata l’auto ( 2,00 € la quota giornaliera del parcheggio), raggiungi una delle due casse disponibili per fare il biglietto. Essendo due sezioni, il Percorso faunistico pedonale e il Safari, troverai due casse ma in entrambe potrai acquistare i tickets per tutti e due i percorsi. Puoi anche optare per fare i biglietti on line sul sito ufficiale. Poi scegli quale attività fare per prima. Ti consiglio di fare prima il Safari perché chiude alle 16.00, mentre il percorso pedonale rimane aperto fino alle 19.00 nei festivi. Il biglietto per i due percorsi costa 25,00 €, è gratis per i bimbi sotto i 5 anni.
Perché andare al Parco Natura Viva
Visitare il Parco Natura Viva è un esperienza meravigliosa, soprattutto per i più piccoli. E’ il luogo ideale per le famiglie, soprattutto con bambini in età scolastica. Le aree attrezzate per i pic nic e le aree gioco poi ne fanno un posto accogliente, da poter vivere con serenità. Passeggiare nel parco a stretto contatto con la natura e con le diverse specie faunistiche accresce lo stupore e le sensazioni positive nei bambini, diventando, a tratti, una missione educativa e non solo una visita proiettata al divertimento. Se ti trovi nella zona del lago di Garda ti consiglio davvero di fare una visita qui e di partecipare con i bimbi ai diversi laboratori in programma tra le varie ambientazioni sparse nel parco.
Organizzare un viaggio on the road con i bambini è più semplice di quanto possa sembrare. Al di la delle poche accortezze da tenere su strada e nei comportamenti personali è necessario preparare l’auto per evitare ogni imprevisto. Se hai bambini in autoè essenziale avere tutto quello che occorre per intrattenerli e per gestire eventuali intoppi, che muovendosi su strada è possibile riscontrare. Per viaggiare on the road è necessario avere un grande spirito di adattamento e una naturale propensione al problem solving.
Puoi preparare un itinerario dettagliato e ben studiato ma non è detto che arriverai a destinazione senza qualche piccolo problema da risolvere. Per questo è bene preparare il mezzo che ti accompagnerà nelle tue avventure nel migliore dei modi. Vediamo dunque cosa bisogna avere in auto per viaggiare serenamente on the road con i bambini.
Cosa avere in auto per viaggiare on the road con i bambini
Munisciti di un kit di emergenza
Non puoi intraprendere un viaggio in auto senza avere a bordo un kit per le emergenze. L’imprevisto è sempre dietro l’angolo e bisogna essere attrezzati per risolverlo nel migliore dei modi. Munisciti di un set che comprenda ogni possibile articolo di cui tu possa avere bisogno, come giubbotto di sicurezza o un carica batterie per l’auto. Il kit di Qlouni comprende anche un triangolo riflettente, un poncho per la pioggia, guanti, funi da traino, un martello di sicurezza ed altri piccoli attrezzi necessari al primo soccorso. In più è contenuto in una pratica borsa di stoccaggio da tenere nel portabagagli con poco ingombro.
Tieni l’auto in ordine con il multitasche da sedile
Se sei amante dell’ordine e della praticità e viaggi con i bambini devi assolutamente avere il multitasche da sedile. Il pratico organizzatore è realizzato in tessuto resistente all’acqua ed è facilissimo da pulire. Inoltre protegge il sedile da graffi perchè copre completamente la parte posteriore, esposta ai calci dei bimbi. L’organizer di Tsumbay ha molte tasche porta oggetti nelle quali puoi organizzare il necessario per intrattenere i bambini. Dispone inoltre di un vassoio pieghevole che può diventare una piccola scrivania o un supporto per il pranzo. Il tavolino può sostenere fino a 15 chili di peso. Che dire poi della comoda e utilissima pattumiera? Quante volte hai dovuto raccogliere cartacce, bucce e briciole sui sedili? Grazie a questo organizer disponi di un piccolo bidone della spazzatura dove contenere i rifiuti. In più hai una tasca per la borraccia, una per riporre i telefoni e i carica batterie e, non plus ultra, una comoda tasca dove riporre il tablet! Una volta chiuso diventa quasi invisibile.
Cosa avere in auto per viaggiare on the road. Prepara una busy bag
Se viaggi con i bambini è necessario partire ben organizzati. Puoi preparare una busy bag, una borsa in cui mettere tutti i giochi da poter fare in auto. Deve essere poco ingombrante e contenere piccoli giochi, tra i quali il peluche della nanna e il giocattolo preferito dei tuoi bambini. Puoi mettere nella busy bag album da colorare, stickers e figurine. Evita invece giochi da montare o che contengono piccoli pezzi che potrebbero perdersi nell’abitacolo. Porta sempre con te un libro e prepara anche una playlist per il viaggio con le canzoni che più amano ascoltare. Per avere i giochi sempre a disposizione in auto puoi optare per il pratico contenitore 2 in 1 di ZB Zealboom, una pratica borsa per giocattoli con tappetino incorporato. E’ la soluzione perfetta per conservare tutto in maniera ordinata. In più puoi usare il pratico tappetino da gioco durante un pic nic o per passare il tempo in spiaggia. Il tappeto di tela raccoglie in un istante i giochi e ti permette di riporli immediatamente all’interno del contenitore.
Se i giochi nella busy bag non dovessero bastare puoi sempre usare la fantasia e creare occasioni di intrattenimento cantando o facendo i classici giochi verbali come “Sta passando un treno carico di….” Il risultato è quasi sempre assicurato.
Organizza il bagagliaio
Oltre alle valigie è utile tenere nel bagagliaio un organizer in cui tenere tutti gli oggetti indispensabili per il viaggio. Scegli contenitori realizzati in tessuto impermeabile e diviso in pratici scomparti con divisori removibili. Puoi fissarli al bagagliaio con le apposite cinghie oppure legarli allo schienale dei sedile per impedirgli di muoversi durante le brusche frenate. Gli organizer dovrebbero disporre di tre/quattro pratici scomparti in cui tenere ad esempio fazzoletti di carta, un plaid, salviettine disinfettanti, posate di plastica e bottiglie di acqua, evitando che vadano a zonzo per l’abitacolo. L’ingombro è minimo e molti sono anche ripiegabili, se hai bisogno solo di metà della loro capienza. Inoltre una volta chiusi diventano più piccoli di una borsa per pc.
Ricorda di mettere le tendine parasole per i bambini
Per proteggere i tuoi bambini dai raggi del sole durante il viaggio apponi sui finestrini le tendine di protezione. Quelle di ultima generazione garantiscono una protezione dai raggi UV al 99% e sono autoaderenti, quindi non hanno scomode ventose che si possono facilmente staccare. Sono facili da usare e non lasciano residui sui finestrini. In più danno serenità ai bambini grazie alle stampe colorate dei loro personaggi preferiti.
Porta con te un piccolo frigo da viaggio
Se hai intenzione di fare un viaggio on the road con i bambini ti consiglio di comprare e tenere in auto un piccolo frigo portatile. E’ ideale per tenere sempre a portata di mano il cibo fresco come il latte, lo yogurt e la frutta, evitando per quanto possibile di mangiare snack confezionati. La borsa frigo di Amazon Basic ad esempio ha una capienza di venti litri ed è perfetta per una famiglia poco numerosa. E’ perfetta per mantenere cibi e bevande a temperatura di 14 gradi durante i viaggi medio-lunghi. E’ comoda anche se devi trasportare medicine particolari e puoi utilizzarla al ritorno per mantenere freschi i souvenir gastronomici comprati in vacanza!
Ultimi consigli per viaggiare on the road con i bambini
Se viaggi con i bambini devi essere pronto ad ogni evenienza. Tieni sempre in auto fazzoletti di carta e salviette imbevute, nonchè amuchina e un sacchetto con i medicinali essenziali. Ricordati di controllare i documenti. Munisciti di impermeabili ( vanno bene anche quelli usa e getta) e di un cambio per i bambini, che sudano o si sporcano facilmente in auto. Essenziale avere sempre qualche snack a disposizione perchè non sempre è possibile fermarsi nei punti di ristoro.
Tieni sempre un plaid in auto se viaggi in inverno e ricordati i carica batterie di cellulari e tablet. Inoltre porta acqua in grande quantità. In viaggio non riuscirai a trovare spesso fontane con cui riempire le borracce. In vacanza i bambini sono con te 24 ore su 24 e ti potrà capitare di perdere la pazienza o di non riuscire a gestire urla e capricci. Non farti prendere dal panico o dalla rabbia e cerca di gestire la situazione con calma. Per viaggiare in auto è essenziale che nell’abitacolo ci sia armonia.
Nel cuore di Torino, città storicamente legata all’innovazione tecnologica e alla comunicazione, si trova un luogo capace di affascinare visitatori di ogni età: il Museo della Radio e della Televisione della Rai. Questo spazio unico offre un viaggio attraverso la storia dei mezzi di comunicazione di massa, dalla nascita della radio fino all’era della televisione digitale. Con una ricca collezione di apparecchiature, documenti, oggetti di scena e testimonianze audiovisive, il museo è una tappa imperdibile per chiunque voglia scoprire l’evoluzione della Rai e il suo impatto sulla società italiana.
Il Museo della Radio e della Televisione della Rai di Torino
Un po di storia del Museo
Il museo nasce dall’esigenza di preservare e valorizzare il patrimonio tecnologico e culturale legato alla radio e alla televisione. Le radici del progetto risalgono al 1939, quando l’Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR), predecessore della Rai, iniziò a raccogliere apparecchiature e documenti storici. Tuttavia, a causa della Seconda Guerra Mondiale, l’iniziativa fu accantonata e ripresa solo negli anni ’60, grazie al lavoro di ingegneri ed esperti del settore.
Nel 1984, in occasione dei sessant’anni della radio in Italia, fu allestita una mostra che riscosse un grande successo, consolidando l’idea di creare un museo permanente. Fu così che, nel 1993, nacque ufficialmente il Museo della Radio e della Televisione, ospitato presso il Centro di Produzione Rai di Torino. Negli anni, il museo ha subito numerosi aggiornamenti, arricchendosi di nuovi contenuti e percorsi interattivi.
Segui in percorso espositivo
Il museo è strutturato in tre sezioni principali, che raccontano in modo dettagliato l’evoluzione della comunicazione attraverso tecnologie, programmi e personaggi iconici.
Le prime forme di comunicazione a distanza
Questa sezione introduce alle origini della trasmissione del suono a distanza. Puoi infatti ammirare strumenti pionieristici come il telegrafo di Samuel Morse, il telefono di Alexander Graham Bell e i primi esperimenti di trasmissione senza fili realizzati da Guglielmo Marconi. Un pezzo particolarmente interessante è il detector di Marconi, il dispositivo che ha permesso le prime comunicazioni radio transatlantiche all’inizio del XX secolo.
Il Museo della Radio e della Televisione della Rai di Torino. La nascita e l’evoluzione della radio
Entrando in questa parte del museo, sei avvolto da un’atmosfera che richiama gli anni d’oro della radio. Qui sono esposti i primi apparecchi radiofonici, alcuni risalenti agli anni ’20, fino a modelli più evoluti del dopoguerra. Sono inoltre presenti microfoni d’epoca, consolle di trasmissione e materiali legati a trasmissioni radiofoniche celebri, come “Il Giornale Radio” e le radiocronache sportive di Nicolò Carosio.
La storia della televisione
La sezione più affascinante del museo è dedicata alla televisione e alla sua evoluzione dagli albori fino all’epoca moderna. Qui si trovano alcuni dei primi televisori a scansione elettronica, trasmettitori storici e le prime telecamere utilizzate negli studi Rai.
Un’area speciale è dedicata ai programmi cult della Rai, con oggetti di scena originali, tra cui la storica cabina del “Rischiatutto”, le poltrone di “Quelli che il calcio” e ricordi di trasmissioni che hanno fatto la storia della televisione italiana, come “Arrivi e Partenze” condotto da Mike Bongiorno.
Gli abiti di scena
Un’altra sezione particolarmente suggestiva è quella dedicata agli abiti di scena, che hanno contribuito a creare l’immaginario televisivo italiano. Qui è possibile ammirare alcuni costumi originali indossati da personaggi iconici della Rai, tra cui gli scintillanti abiti di Raffaella Carrà, simbolo di eleganza e spettacolarità. Sono esposti anche costumi utilizzati in varietà celebri come “Fantastico” e “Carramba! Che Sorpresa”, oltre a vestiti di scena di grandi showgirl e conduttori che hanno segnato la storia della televisione italiana.
Piccole curiosità sul Museo della Radio e della Televisione della Rai di Torino
Il Museo della Radio e della Televisione custodisce una serie di oggetti curiosi e rari che affascinano gli appassionati e i visitatori occasionali. Tra questi trovi il primo televisore Rai, un esemplare che trasmise le prime immagini sperimentali nel 1953, l‘Albero Azzurro e Dodò, i pupazzi originali della storica trasmissione per bambini, e lo studio televisivo “Museo On Air”, un vero e proprio set funzionante, utilizzato ancora oggi per trasmissioni in diretta.
Informazioni utili per la visita
Il museo si trova presso il Centro di Produzione Rai di Torino, in via Giuseppe Verdi 16, a pochi passi dalla Mole Antonelliana. L’ingresso è gratuito e il percorso espositivo è adatto a visitatori di tutte le età. Il Museo della Radio e della Televisione della Rai è aperto tutti i giorno dalle ore 9:00 alle 18:30, ed è chiuso il martedì. L’ingresso è gratuito.
Come arrivare:
In metro: Linea 1, fermata Porta Nuova
In tram: Linea 16, fermata Rossini
In auto: Parcheggio consigliato in Piazza Vittorio Veneto
Perchè visitare il Museo della Radio e della Televisione della Rai di Torino
Il Museo della Radio e della Televisione della Rai di Torino è una straordinaria finestra sul passato, capace di emozionare e ispirare chiunque lo visiti. Attraverso le sue esposizioni, il museo racconta la storia di un’epoca e di un Paese, celebrando il ruolo centrale della Rai nella cultura italiana. Se sei appassionato di tecnologia, storia o semplicemente curioso di scoprire il dietro le quinte dei media, questa è una visita che non puoi proprio perdere!
Se stai programmando un viaggio on the road in Umbria con i bambini inserisci nel tuo itinerario La città della domenica. E’ uno dei primi parchi faunistici nati in Italia, realizzato alla fine degli anni ’50 dal figlio della famosa stilista Luisa Spagnoli, Mario. Si trova a pochi minuti di auto da Perugia e racchiude non solo un meraviglioso e popolato percorso faunistico, ma accoglie genitori e bambini con installazioni fiabesche e misteriosi boschi parlanti.
La città della domenica
Conosci la storia del parco?
La rigogliosa collina sulla quale si espande La città della domenica un tempo era chiamata “Monte Pulito” perchè era completamente priva di ogni forma di vegetazione. Per poterla trasformare in un parco faunistico e renderla dunque produttiva ha dovuto subire diverse operazioni di dissodamento, avvenute con l’utilizzo di cariche esplosive. Inizialmente è stata popolata da un uliveto e utilizzata come punto di ritrovo domenicale ( da qui deriva il nome ), grazie alla creazione di una Country House e di un centro di tiro a piattello. Un passo alla volta però il parco si è riempito di attrazioni per bambini, di ristoranti e di percorsi dedicati, aprendo definitivamente al pubblico nel 1963.
Uno dei posti più belli da vedere con i bambini nei dintorni di Perugia è La città della domenica, un parco completo dove passeggiare tra i sentieri faunistici e giocare tra le divertenti attrazioni tematiche.
Segui il percorso faunistico de La città della domenica
Una volta varcata la soglia de La città della domenica vieni catapultato in un’atmosfera d’altri tempi. All’ingresso trovi il benvenuto della mascotte del parco, l’asinello Burro, che assieme al Capo Apache dà inizio al tour della giornata. Inizia quindi la tua passeggiata seguendo il percorso faunistico. Le specie animali che vivono all’interno del parco sono davvero tantissime. Puoi incontrare daini, cervi, lama o bufali americani ma anche cincillà e pappagalli. La vegetazione del parco inoltre è più che florida. Pioppi, ippocastani, cedri e cipressi popolano i sentieri del parco creando un’ambiente naturale in cui ristorare i polmoni e la mente.
Fai una visita in fattoria
Presso la Città della domenica trovi anche una deliziosa fattoria dove incontrare animali da cortile come galli, papere e asini. La mission del parco è anche il ripopolamento di specie italiche in via di estinzione, come la capra di Montecristo e l’asinello sardo. Queste sono solo alcune delle specie salvate dalla struttura che, grazie anche all’intervento della facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia, qui sono protette e monitorate. Alla Città della domenica gli animali godono di ampi recinti e si adattano facilmente alle condizioni ambientali e climatiche del territorio umbro.
Nella fattoria ci sono tanti esemplari di animali da cortile, ma anche un lama! Gli asinelli sardi sono una delle specie protette della Città della domenica.
Cerca il Bosco delle Fiabe
Passeggiando tra i percorsi del parco incontri poco per volta le varie attrazioni, tra le quali trovi anche un maneggio, una pista di go-kart e un laghetto dove i bambini possono divertirsi a pilotare un gommone. Puoi inoltre perderti in un magico labirinto e giocare in un vero fortino Apache, cercando pepite d’oro nel villaggio dei Pellerossa. E perchè non leggere insieme un libro di favole? Nel Bosco delle Fiabe puoi entrare nella casetta di Cappuccetto Rosso e scovare il lupo che cerca di mangiarsi la nonnina, mentre nel cottage dei sette nani Biancaneve mette in ordine e prepara da mangiare per i suoi amici. Passa poi a trovare Pinocchio e sbircia all’interno della bottega di Mastro Geppetto! Nella Città della domenica trovi anche il grande castello della Bella Addormentata, ma è nascosto nella folta vegetazione. Divertiti a cercare le sue guglie rosa!
Hai mai visto un albero parlante?
Nella Città delle Domenica trovi anche un magico bosco pieno di alberi parlanti. Non è facile vederli, ma per trovarli puoi utilizzare i canocchiali sparsi tra i sentieri. Noi siamo stati attenti a sentirne le vocine che, portate dal vento, ci hanno guidato ad ogni albero parlante. Siediti al fresco delle fronde e ascolta cos’hanno da dirti…
Sei quasi alla fine del percorso quindi prenditi tutto il tempo che ti occorre per goderti la preziosa amicizia degli alberi parlanti.
Partecipa agli eventi in programma alla Città delle Domenica
Nelle aree del parco ci sono numerosi eventi in programma, ideali per tutti i membri della famiglia. Puoi divertirti a fare una caccia al tesoro o a raccogliere pepite d’oro con il Capo Apache, ma puoi anche vedere i falconieri all’opera. Infatti nel parco vanno in scena aquile, grifoni, falchi e gufi con spettacolari coreografie aeree. Prima di andar via arrampicati nel Missile USA che si trova proprio in cima alla collina. E’ uno dei punti panoramici più alti di Perugia e regala una vista spettacolare su tutto il territorio circostante.
Non lasciare La Città della domenica senza aver comprato un souvenir del parco. Puoi trovare il peluche della mascotte Burro e tanti oggetti in legno con cui giocare.
Perchè visitare la Città della Domenica con i bambini
La Città della Domenica offre momenti di straordinario stupore. I sentieri faunistici sono una continua scoperta e gli animali sono abituati alla presenza dell’uomo tanto da lasciarsi accarezzare. Le attrazioni sono poche ma ben fatte ed essendo immerse nel fitto bosco creano un’atmosfera molto particolare. Sembra davvero di essere in un libro di fiabe soprattutto perchè le riproduzioni dei villaggi sono a misura di bambino. All’interno del parco puoi fare un pic nic o approfittare delle aree ristoro tematizzate sparse sulla collina, per pranzare e riposarti. Il percorso è molto lungo, ma essendo ben coperto dagli alberi anche in estate regala frescura e permette di passeggiare in tutta serenità. La Città della domenica ha anche un Rettilario, uno dei più importanti in Europa. Al suo interno sono riprodotti veri e propri habitat naturali per i piccoli ospiti e puoi quindi scoprire le abitudini di alligatori, caimani e serpenti. Per i patiti dei dinosauri poi c’è un percorso evoluzionistico dedicato ai fossili e alla preistoria. Il biglietto di entrata al Rettilario è compreso nel biglietto di ingresso.
Trovi La città della Domenica in Via Col di Tenda 140, Ferro di Cavallo – 06125 Perugia – Italia
La Tuscia è una regione meravigliosa, posta nel cuore dell’Italia centrale, e offre un’esperienze di viaggio uniche per le famiglie. E’ incorniciata infatti da paesaggi mozzafiato, vanta meravigliosi borghi incantati e ti avvolge con la sua atmosfera fiabesca. Se stai pianificando un viaggio on the road con i bambini, la Tuscia saprà regalarti momenti indimenticabili, guidandoti tra antiche rovine, città sospese nel tempo e luoghi magici. In questo itinerario trovi alcune delle destinazioni più affascinanti per visitare la Tuscia laziale con i bambini, perfette per coinvolgerli e stupirli.
Visitare la Tuscia con i bambini
Celleno, il Borgo Fantasma
Celleno, conosciuto come il “borgo fantasma”, è una destinazione affascinante e misteriosa, perfetta per una gita in famiglia. Se stai cercando un’avventura che coinvolga i tuoi bambini, tra esplorazioni di antichi borghi e passeggiate nella natura, Celleno è il posto giusto. Non solo offre un’atmosfera magica e ricca di storia, ma è anche il punto di partenza ideale per percorrere sentieri che collegano il borgo a Sant’Angelo di Roccalvecce, il famoso “Paese delle Fiabe”. Visitare Celleno è come fare un salto indietro nel tempo. Il borgo abbandonato, con le sue rovine pittoresche e le strette stradine acciottolate, è un vero e proprio parco giochi per l’immaginazione dei bambini.
Il borgo è un vero e proprio museo a cielo aperto. poichè dalla piazza principale puoi accedere alle vecchie botteghe artigiane, perfettamente conservate, che conservano arnesi e utensili dei vecchi mestieranti di Celleno. In queste bellissime grotte di tufo, un tempo, gli abitanti solevano lavorare il pane, ricamare, fare l’olio o il vino. Segui il percorso e non perdertene nemmeno una!
Esplora il Castello Orsini
Il Castello Orsini, al centro del borgo, è una tappa imperdibile. Le sue rovine maestose offrono un’opportunità perfetta per i bambini di immaginare battaglie medievali e cavalieri in armatura. I più piccoli si divertiranno a scoprire i resti delle antiche torri e delle mura difensive, mentre gli adulti potranno godere di una vista spettacolare sulla valle circostante. Racconta ai tuoi figli storie di principesse e draghi per rendere la visita ancora più emozionante! Celleno infatti è un luogo magico per i bambini, che possono vagare per le stradine silenziose e scoprire gli angoli più nascosti del borgo. Ogni vecchia casa, con le finestre vuote e le facciate di pietra, racconta una storia che i più piccoli possono inventare mentre esplorano.
Partecipa ai laboratori creativi
Durante la visita a Celleno potresti trovare eventi o laboratori creativi organizzati per i bambini, soprattutto nei giorni festivi. Questi possono includere attività come la pittura o la creazione di piccoli oggetti artigianali utilizzando materiali naturali. Questi momenti educativi permettono ai più giovani di imparare e divertirsi allo stesso tempo, sperimentando la cultura locale in maniera interattiva, e sono curati da associazioni no profit locali. Dopo l’esplorazione del borgo, una delle attività migliori da fare con i bambini è un pic-nic all’aperto. Nel borgo non ci sono punti di ristoro, se non un ristorante ( sempre affollato ) e un piccolo bar dove prendere un aperitivo o un caffè. Nelle vicinanze di Celleno però, ci sono diversi punti panoramici dove è possibile stendere una coperta e godersi il panorama mozzafiato. Porta quindi con te un pranzo al sacco e rilassati mentre i bambini corrono e giocano in sicurezza tra le colline verdi. E ricordati, prima di andar via, di adottare un fantasma!! Puoi farlo in una delle botteghe del borgo, vicino l’uscita. Qui puoi scegliere il tuo fantasmino da portare a casa in una comodissima boccetta di vetro.
Percorri il sentiero delle fiabe
Una delle esperienze più belle da vivere con i bambini è percorrere il sentiero che collega Celleno a Sant’Angelo di Roccalvecce, il famoso “Paese delle Fiabe”. Questa passeggiata nella natura è perfetta per far scoprire ai più piccoli la bellezza della campagna laziale, tra colline, boschi e antichi sentieri. Il sentiero che collega Celleno a Sant’Angelo è un percorso escursionistico adatto alle famiglie, con una lunghezza di circa 6-7 km, perfetto per una passeggiata di mezza giornata. Il tragitto non è troppo impegnativo, con dolci salite e discese, e offre viste spettacolari sulla campagna della Tuscia. Durante la passeggiata, i bambini potranno ammirare la natura circostante, con prati fioriti, ruscelli e alberi secolari. Porta con te un binocolo per osservare gli uccelli e insegnare loro a riconoscere gli animali e le piante del territorio. Inoltre, il sentiero è ben segnalato e sicuro, ideale per una passeggiata rilassante in famiglia.
– Durata: Circa 2-3 ore ( solo andata), a seconda del ritmo e delle soste. – Difficoltà: Facile, adatto anche a bambini di età superiore ai 5-6 anni, purché siano abituati a camminare per periodi più lunghi.
Viaggio on the road nella Tuscia con i bambini. Sant’Angelo, Il Paese delle Fiabe
Dopo la piacevole camminata, la ricompensa finale sarà l’arrivo a Sant’Angelo di Roccalvecce, un piccolo borgo incantato nel cuore della Tuscia viterbese, diventato famoso per i suoi meravigliosi murales ispirati alle fiabe più amate. Il paese ha trasformato le sue strade in un percorso magico che incanta sia i bambini che gli adulti, rendendolo una destinazione perfetta per una giornata all’insegna della fantasia e del divertimento in famiglia. Il vero cuore di Sant’Angelo sono i murales che raccontano le storie delle fiabe più amate di sempre. Passeggiare per il borgo è come entrare in un libro di favole, con scene vivaci e colorate dipinte sulle case, pronte a catturare l’immaginazione dei bambini.
Vai alla ricerca dei murales
Uno dei murales più celebri è quello dedicato a Alice nel Paese delle Meraviglie, un disegno incantevole che rappresenta Alice che scende nella tana del Bianconiglio, con dettagli che fanno rivivere la magia della storia. I bambini poi adoreranno il murale di Cappuccetto rosso, che ritrae la scena del Lupo che incontra la bimba nel bosco, riprodotta con colori vividi e uno stile artistico che sembra uscito direttamente dalla fiaba. Un’altra immagine divenuta iconica e famosa sui social è quella che cattura il momento in cui la Bella addormentata viene svegliata dal bacio del principe.
Oltre ai murales principali, l’intero borgo è costellato di scene minori, personaggi e momenti magici, che fanno vivere ai bambini un’avventura da una storia all’altra. Ogni angolo riserva una sorpresa, con nuove fiabe da scoprire e dettagli che raccontano storie classiche e moderne.
Giochi all’aperto e botteghe tipiche
Sant’Angelo offre anche numerosi spazi verdi dove i bambini possono correre e giocare all’aperto. Le famiglie possono fare una pausa nelle piccole piazze o nei parchi per un picnic, magari circondati dalle figure fiabesche che popolano i murales. Una volta esplorato il paese inoltre, una sosta nelle botteghe artigianali è d’obbligo. Alcune di queste offrono piccole opere d’arte ispirate ai murales, come souvenir dipinti a mano o creazioni che raffigurano i personaggi delle fiabe. Per i bambini, è possibile trovare piccoli giocattoli artigianali e dolcetti fatti in casa.
Una giornata a Sant’Angelo di Roccalvecce, il Paese delle Fiabe, è un’esperienza unica per i bambini e per tutta la famiglia. Camminare tra le strade del borgo, scoprendo i murales che riportano in vita le favole, è come fare un tuffo nella fantasia e nella magia. La combinazione di arte, cultura e divertimento all’aria aperta rende questa meta una tappa imperdibile per chi organizza un viaggio on the road nella Tuscia con i bambini.
Consigli partici per la visita
Sant’Angelo è facilmente accessibile in auto, con parcheggi disponibili nelle vicinanze. Il borgo è piccolo e può essere esplorato in mezza giornata, quindi è ideale per una visita rilassante con i bambini. Non dimenticare di portare la macchina fotografica: ogni angolo è perfetto per una foto ricordo!
Visitare la Tuscia laziale con i bambini
Civita di Bagnoregio, la città che muore
Uno dei luoghi più straordinari e magici di tutta la Tuscia è senza dubbio Civita di Bagnoregio, spesso definita “la città che muore”. Questo borgo si erge su una collina di tufo, collegato al resto del mondo da un lungo ponte pedonale. Anche Civita, come Sant’Angelo, sembra uscire direttamente da una fiaba, con le sue case in pietra, le stradine acciottolate e i panorami mozzafiato sulla valle circostante.
Per i bambini, attraversare il ponte che conduce a Civita è un’avventura emozionante. Una volta arrivati, esplorare il borgo sarà come entrare in un altro mondo, lontano dal caos e dalla modernità. L’attraversamento del ponte è infatti uno dei momenti più emozionanti della visita. Per i più piccoli è come entrare in una città sospesa nel tempo, dove le auto non possono entrare e il silenzio regna sovrano.
Visitare la Tuscia laziale con i bambini. Passeggia nel centro storico
Passeggiando per le strade di Civita, ti troverai di fronte a case medievali perfettamente conservate, piazzette nascoste e panorami mozzafiato. È il luogo perfetto per una passeggiata tranquilla e per far volare l’immaginazione dei bambini. Un’esperienza educativa per i più piccoli è indubbiamente una visita al Museo Geologico e delle Frane, dove possono scoprire perché Civita è conosciuta come la “città che muore” a causa dei fenomeni di erosione del suolo. Il museo è piccolo ma interessante e offre una prospettiva unica sulla storia e la geologia del luogo. Durante il periodo estivo poi, i bambini possono partecipare a tour in asinello intorno al borgo, un’esperienza divertente e istruttiva che li avvicina alla natura e alla storia locale.
Consigli pratici per la visita
L’accesso a Civita richiede una camminata piuttosto lunga lungo il ponte, quindi assicurati che i bambini abbiano scarpe comode e siano pronti per una piccola avventura a piedi. Il borgo non ha molte strutture moderne, quindi è consigliabile portare con te tutto il necessario per una giornata tranquilla e rilassante.
Visitare la Tuscia laziale con i bambini. Cosa fare nei dintorni
Oltre a questi meravigliosi borghi, la Tuscia offre numerose altre attrazioni che renderanno il tuo viaggio on the road con i bambini un’avventura indimenticabile. Puoi raggiungere in poco tempo il Parco dei Mostri di Bomarzo, che si trova a pochi chilometri da Sant’Angelo. E’ un luogo unico al mondo dove enormi statue scolpite nella pietra raffigurano creature mitologiche e mostruose. I bambini saranno affascinati dalle sculture e dalle storie fantastiche che le circondano. Se stai cercando invece un po’ di relax a contatto con la natura, il Lago di Bolsena fa al caso tuo. Con le sue acque cristalline e le spiagge tranquille, è perfetto per una giornata all’aperto in famiglia, tra giochi d’acqua e picnic.
Visitare la Tuscia laziale con i bambini. Consigli utili alla visita
La Tuscia è una regione ricca di piccoli borghi e attrazioni naturali. Pianifica con cura le tappe del tuo viaggio per ottimizzare i tempi e goderti al massimo ogni luogo. Assicurati che i bambini indossino abbigliamento comodo e scarpe adatte per camminare. Molti borghi hanno stradine acciottolate e ripide salite. Porta con te acqua e snack, soprattutto quando visiti borghi più piccoli dove le opzioni per mangiare potrebbero essere limitate. Fai partecipare i bambini alla pianificazione del viaggio, chiedendo loro quali borghi o attrazioni vorrebbero vedere. Coinvolgerli renderà l’esperienza più entusiasmante per loro.
Perchè visitare la Tuscia con i bambini
Un viaggio on the road nella Tuscia è un’avventura magica per tutta la famiglia. Dai borghi misteriosi come Celleno, alle città sospese nel tempo come Civita di Bagnoregio, fino al mondo delle fiabe di Sant’Angelo, ogni tappa offre un’esperienza unica e incantevole. La Tuscia è il luogo perfetto per creare ricordi indelebili, dove la storia si mescola alla fantasia, e ogni angolo nasconde una nuova storia da raccontare.
Paesaggi lunari, calette naturali, spiagge argentate, fondali di una bellezza da mozzare il fiato. Questa è Ventotene, isola selvaggia, accogliente e dalle caratteristiche morfologiche così particolari da rimanere incantati ad ogni scorcio. Ventotene sembra essersi fermata nel tempo e ti avvolge in un’atmosfera davvero unica, tipicamente mediterranea. Archi di tufo, antiche saline, piastrelle sbeccate e portoncini corrosi dalla salsedine, finestre tinte di blu, viuzze costeggiate da palazzetti colorati, panni stesi al sole ad asciugare. Ogni angolo di Ventotene trasmette l’autenticità e la genuinità della vita di mare, fatta di piccole e semplici cose. Su quest’isola non hai bisogno di vestiti griffati, di messa in piega, di WI-FI. Puoi viverla solo con le emozioni. Quindi zaino in spalla, vediamo insieme cosa fare a Ventotene con i bambini in meno di 24 ore.
Ventotene è un’isola molto piccola, ideale da girare a piedi. La passeggiata non è impegnativa e basta una giornata per vederla quasi tutta.
Cosa fare a Ventotene
Ventotene fa parte dell’arcipelago pontino ed è davvero un’isola piacevole da esplorare, anche con i bambini al seguito. Era famosa già in epoca greca sotto il nome di Pandataria, che significa letteralmente “portatrice di ogni bene”, e con i suoi 700 abitanti detiene il primato di comune più piccolo del centro Italia.
Sdraiati sulla sabbia argentata delle spiagge
Appena arrivi a Ventotene viene istintivo il desiderio di cercare subito una spiaggia dove poterti sdraiare e fare un tuffo rigenerante. Quest’isola vanta numerose calette, alcune delle quali sono raggiungibili solo via mare. Tutte le spiagge fanno parte dell’Area Marina Protetta e sono bagnate da un acqua talmente cristallina da riuscire a vedere il fondale anche stando sotto l’ombrellone. La spiaggia più famosa, e senza dubbio anche la più frequentata, è Cala Nave, un arenile che puoi raggiungere facilmente a piedi. Si affaccia sui costoni di tufo della baia ed è la spiaggia ideale per le famiglie con i bambini. Qui puoi noleggiare lettini e ombrelloni, ma ti consiglio di vivere l’isola in maniera più selvaggia sdraiandoti direttamente sulla sabbia o sugli scogli.
Cala Rossano invece è più piccola ma altrettanto pittoresca. Si affaccia sul porto e la sua sabbia è mista a sassolini. L’acqua qui ha delle sfumature quasi ultraterrene, che variano dall’indaco al turchese. Puoi poi raggiungere Parata Grande grazie agli scalini scavati nel tufo oppure, se prediligi gli scogli invece della sabbia, puoi optare per Parata della Postina. E’ una baia di sassolini incastonata in due archi naturali di tufo, ideale anche per fare snorkeling.
Esplora i fondali marini
Una delle attività più emozionanti da fare a Ventotene è sicuramente un’immersione nei suoi variegati fondali. Anche solo con la maschera puoi nuotare verso i costoni di tufo o vicino gli scogli più piccoli per ammirare la splendida fauna marina dell’isola. I pesci non hanno paura di avvicinarsi e una volta immerso vieni praticamente avvolto da pinne curiose di ogni forma e dimensione. La Riserva dell’Area Marina Protetta è riuscita a preservare gli habitat dell’isola in maniera eccelsa, motivo per cui hai la grande opportunità di scorgere posidonie, cernie e tonnetti che vagano tranquilli sui fondali. Per i bambini è un vero paradiso subaqueo in cui imparare a rispettare l’ecosistema ammirandone le straordinarie varietà.
Non puoi andare via da Ventotene senza averne esplorato prima i fondali marini. L’acqua è di una purezza unica e la visibilità eccezionale.
Visita il Museo della Migrazione e l’Osservatorio Ornitologico
Una delle esperienze più belle da fare con i bambini a Ventotene è una vista al piccolo Museo delle Migrazioni. Fa parte dell’Area Marina Protetta dell’isola e ospita tanti modelli a grandezza naturali degli uccelli migratori che frequentano il Mediterraneo. Passeggiare nel Museo è un’ottimo modo per conoscere curiosità e particolari sul fenomeno migratorio e per imparare a riconoscere le varie specie di uccelli.
Annesso al Museo trovi l’Osservatorio Ornitologico, un centro di osservazione e monitoraggio degli uccelli che, dall’Africa, si trasferiscono periodicamente in Europa. Vanta una bellissima terrazza panoramica a picco sul mare dove, se sei fortunato, puoi scorgere uno degli uccelli che hai appena conosciuto all’interno del Museo.
Immergiti nel paesaggio lunare delle antiche saline romane
Vicino al Porto Vecchio trovi le antiche saline, risalenti al periodo romano. Le saline erano indispensabili per la popolazione e queste in particolare riuscivano a produrre abbastanza sale da poter rifornire gran parte della penisola, e non solo la Capitale. Il paesaggio sembra lunare, per via delle tante buche scavate nella roccia di tufo, e da qui non solo è possibile avere una vista straordinaria sulla costa e sul faro di Ventotene ma puoi anche accedere al mare tramite delle scalette scavate nella roccia. L’acqua in questa zona è talmente trasparente e cristallina che è possibile vedere a occhio nudo il fondale.
Accanto alle saline trovi l’antica peschiera, anch’essa risalente all’epoca romana. E’ completamente scavata nella roccia e sul fondo è ancora visibile il canale per il ricambio delle acque. E’ possibile passeggiare nella vasca superiore poichè l’acqua arriva alle caviglie, ma il fondale è scivoloso. Munisciti di scarpette per gli scogli soprattutto per la sicurezza dei bambini. Siccome il grosso della costruzione si trova sommerso dal mare, se hai voglia di scoprirlo porta con te maschera e boccaglio e immergiti per vederne i dettagli. A mio parere la vecchia peschiera è uno degli scorci più instagrammabili dell’isola.
Passeggia nel Porto Romano
I resti dell’antico Porto Romano sono la prima cosa che incontri a Ventotene quando arrivi con il traghetto. E’ il cuore pulsante dell’isola e qui, inseriti nelle grotte di tufo del molo, trovi graziosi ristoranti, negozietti e uffici turistici nonchè diversi centri per le immersioni subacquee. Il tutto perfettamente inglobato nel costone di tufo tanto da diventarne parte integrante. La sera è piacevole cenare all’interno delle grotte e godersi il via vai dei turisti e il rientro dei piccoli pescherecci che riforniscono l’isola.
Cosa comprare a Ventotene
Sull’isola di Ventotene puoi fare incetta di souvenir. Qui vengono prodotte pregiate lenticchie e numerosi sono i prodotti gastronomici che puoi comprare a base di questi legumi, come i biscotti freschi. Simbolo dell’isola è la mongolfiera, che trovi su bracciali, ceramiche e sottoforma di lampade. Se cerchi un prodotto originale fermati da Levante, in Via Roma. Oltre ai classici souvenir qui trovi le Duck Sail, delle simpaticissime papere in legno meravigliosamente abbigliate in perfetto stile isolano. Le trovi di diverse misure e in tantissimi colori e sono davvero un regalo originale da fare e da farsi.
Le Duck Sails sono delle originali papere in legno, molto fashion. Non puoi andare via da Ventotene senza averne comprata una!
Altro brand iconico dell’isola è EVASO, una linea di t-shirt e prodotti ispirati al carcere di Santo Stefano, famoso proprio per l’impossibilità di fuggire. Invece grazie a queste magliette chiunque può vantarsi con gli amici di una epica evasione.
Perchè visitare Ventotene con i bambini
L’isola di Ventotene è riuscita a rimanere molto selvaggia, poco tecnologica e abbastanza fuori dalla ressa turistica incontrollata. E’ frequentata per lo più da turisti di passaggio e da velisti, che in questa acque possono stare tranquillamente in rada. E’ un posto fuori dal tempo, dove regna la calma e la tranquillità che solo un’isola così piccola riesce a dare. Il centro storico è ricco di negozi di souvenir e di locali deliziosi, incastonati sotto portici di bouganville e facciate colorate. I bambini possono girare tranquillamente da soli perchè le auto si contano sulle dita di una mano, e le poche che circolano hanno la grande accortezza di andare sempre pianissimo.
Il mare a Ventotene non ha bisogno di presentazioni. In qualsiasi punto dell’isola trovi specchi d’acqua dai riverberi turchesi.
Di fronte a Ventotene poi troneggia l’isola di Santo Stefano, sede ormai in disuso di una delle più famose colonie penali d’Italia. Non è possibile visitare il vecchio carcere ma puoi ammirare la sua maestosità da ogni angolo dell’isola. Ventotene è un vero e proprio paradiso per i veri amanti del mare e delle immersioni. L’isola ideale per chi ama passeggiare a passo lento, con il naso all’insù, godendosi piccoli attimi di vita locale senza stress.
Le Cascate delle Marmore, immerse nel verde dell’Umbria, sono tra le più suggestive e famose cascate d’Italia. Situate nella Valnerina, a poca distanza da Terni e Spoleto,sono considerate tra le più alte d’Europa. La Cascata delle Marmore si divide infatti in tre salti spettacolari che si lanciano dal fiume Velino, gettandosi con tutta la loro potenza nel Nera, che fluisce calmo dal lago di Piediluco.
Le Cascate delle Marmore con i bambini
Scopri le origini del nome
Il nome Marmore deriva dai caratteristici sali di carbonato di calcio che si sedimentano sulle rocce della montagna circostante. Ma Marmore è anche il nome del paese in cui si trovano le cascate. Uno dei più suggestivi borghi medievali della Valnerina.
Il paese, attraversato dal fiume Velino, si trova in corrispondenza delle Marmore, uno stretto varco tra le montagne che separano la Piana di Rieti dalla Valnerina. Questo varco era anticamente attraversato dal fiume Velino, ma negli anni le sue sue acque fortemente calcaree l’hanno ostruito del tutto, causando l’allagamento della Piana Reatina. In seguito alla conquista romana della Sabina, nel 290 a.C., il console Manio Curio Dentato bonificò la Piana facendo togliere i depositi rocciosi affinché il varco fosse riaperto. Diede così origine all’imponente Cascata delle Marmore. Dell’antico lago Velino rimangono alcuni piccoli specchi d’acqua, tra cui appunto il vicino Lago di Piediluco.
Perché visitare le Cascate delle Marmore
Completamente immersi nella natura, protetti da una fitta vegetazione e affascinati dai riflessi cristallini dell’acqua che si espande nell’aria. Uno dei motivi per visitare il parco delle Cascate delle Marmore è proprio questo. Il sentirsi tutt’uno con l’ambiente circostante. Un immersione a pieni polmoni nel tessuto naturalistico del parco, una continua scoperta di specie floreali, un susseguirsi di emozioni date dall’incontro con le acque ruggenti del fiume che scorrono impetuose, fregandosene di chi cerca di fotografarle senza bagnarsi dalla testa ai piedi. Si ritrova in questo contesto una sensazione di libertà e pienezza, data dal fluire rigoglioso dei torrenti, che a tratti si incontrano diventando vortici, sprazzi con i quali formano piccoli arcobaleni che colorano l’area sovrastante.
Un susseguirsi di emozioni, di stupore. Dinanzi alla potenza dell’acqua ci si sente piccoli, incapaci nei movimenti. Si possono solo provare sensazioni di ammirazione e delizia verso una natura che corre fiera per la sua strada, imperiosa ed elegante al tempo stesso. Acqua che spinge, si tuffa fiera, rilascia zampilli ai comuni mortali come a renderli partecipi del suo flusso, del suo cammino deciso e imperioso.
L’impetuosità delle sue acque e il paesaggio in cui è incastonata, donano al corpo e alla mente forza ed energia nuova.
Esplora i percorsi naturali
Il parco delle Cascate delle Marmore è pieno di sentieri e percorsi adatti a tutti, anche alle famiglie con bambini. Noi abbiamo portato anche il nostro Whisky, il cucciolo di casa. I cani infatti possono entrare se tenuti al guinzaglio.
Per arrivare alla Cascata delle Marmore si può accedere sia dal Belvedere Inferiore che dal Belvedere Superiore, che consentono di godersi il parco da diverse prospettive. Noi siamo entrati dal Belvedere superiore, in modo tale da fare il percorso in discesa. Avendo una bimba di 5 anni ed un cucciolo di cane è stata la scelta migliore e meno faticosa. Col senno di poi posso dire però, che sarebbe stato comunque carino aspettare l’apertura dei getti delle cascate al belvedere inferiore.
Le Cascate infatti non sono in continuo scorrimento, ma hanno orari ben precisi. Una volta entrati, una guida fa una piccola introduzione alle Cascate, accompagnando gli ospiti fino al primo belvedere e suggerendo i vari percorsi disponibili. La guida racconta anche qualcosa sulla storia delle cascate, e sulla centrale idroelettrica che vanno ad alimentare le sue acque.
Tra i diversi percorsi proposti, sicuramente l’Anello della Ninfaè il più suggestivo e soprattutto il più adatto ai bambini. Inoltre percorrendo questo anello si ha modo di vedere la cascata davvero da molto vicino, percorrendo scalette e ponti in legno che arrivano fino all’acqua. Un altro percorso adatto alle famiglie è senza dubbio l’Incontro delle Acque, dove si può camminare tra incantevoli canyon scavati nella roccia dalle acque del fiume Nera, fino al punto in cui si incontra con il Velino. Ci sono poi altri percorsi in cui è possibile cimentarsi. ‘La maestosità’, ‘La rupe e l’uomo’ e i ‘Lecci sapienti’ sono altrettanto deliziosi da percorrere, ma più impegnativi.
Cosa non perdere all’interno del parco
Dal primo sentiero si accede al Balcone degli Innamorati. Da qui, allungando il braccio, è possibile toccare l’acqua in caduta della cascata. Si passa attraverso un tunnel leggermente scivoloso a causa dell’umidità e della condensa che si formano al suo interno. Con i bambini bisogna prestare particolare attenzione sia nella discesa del tunnel, che al balcone stesso. Il getto dell’acqua è molto violento. All’estremità del Belvedere Superiore invece, affacciatevi dalla Specola, una torretta panoramica da cui è possibile ammirare il salto più alto delle cascate, dove si forma un bellissimo arcobaleno.
Attività da fare all’interno del parco
Se non ti basta una semplice e rilassante passeggiata tra gli zampilli e il sottobosco verdeggiante, puoi optare per le diverse attività che si possono provare all’interno del parco delle Cascate delle Marmore. Per i più avventurosi, infatti, è possibile cimentarsi in una serie di attività .
RAFTING -Il fiume Nera e i suoi affluenti sono particolarmente indicati per la pratica del rafting. Presso la Cascata delle Marmore, potendo sfruttare il potente flusso della cascata, si riesce a praticare rafting a livelli davvero adrenalinici.
SPELEOLOGIA – E’ possibile visitare le grotte naturali che si aprono nella rupe della Cascata delle Marmore, attraverso l’area escursionistica del parco. Un esperienza da non perdere, per conoscere i segreti del mondo sotterraneo delle Marmore.
CANYONING – Grazie ad un attrezzatura adeguata e alle guide specializzate che si trovano all’interno dell’area escursionistica, ci si può cimentare nel torrentismo. Il canyoning è una disciplina che consente di percorrere, con l’ausilio di ancoraggi di sicurezza, il corso dei torrenti attraverso i canyon. In questo modo è possibile non solo esplorare luoghi inaccessibili, ma divertirsi seguendo il corso dell’acqua.
Orari delle Cascate delle Marmore
È bene fare attenzione agli orari di visita della Cascata, che cambiano di mese in mese a seconda del rilascio dell’acqua. Essendo una cascata a flusso controllato, non sempre il salto dell’acqua è a pieno regime, perché viene deviato per produrre energia elettrica. Chiedete tutte le info all’entrata o visionate il sito ufficiale per accedere alla tabella degli orari a seconda delle stagioni.
Costi e biglietti
Il costo del biglietto intero è di 12,00 € a persona. Il biglietto ridotto, per i bambini dai 5 ai 10 anni costa 10,00 €. Il cane entra gratis 🙂
Consigli utili per vivere serenamente il parco
Prima di inoltrarti nel bellissimo parco delle Cascate delle Marmore, organizzati per l’intera giornata da passare all’aperto. Lungo il tragitto inoltre non ci sono wc, quindi cerca di usufruire dei bagni posti alle entrate di entrambi i belvedere. Sempre alle due entrate, superiore e inferiore, si trovano snack bar, negozi di souvenir e gelaterie. Per passeggiare nel parco ti serviranno:
Impermeabili. Ci si bagna spesso, sia lungo il percorso che nei vari belvedere.
Acqua potabile. Porta con te una borraccia. Non ci sono fontane durante il tragitto.
Cappellino per il sole. Non sempre sarai protetto dal verde della vegetazione, ci sono zone dove il sole batte forte.
Antizanzare. Il clima umido potrebbe favorire la comparsa di fastidiosi insetti.
Cambio per i bambini. Non sempre l’ impermeabile riesce a coprire gli schizzi generati dalle cascate. Porta con te una maglietta e un paio di scarpe di ricambio, che sono le prime a bagnarsi.
Antistaminico, se soffri di allergie.
Pranzo al sacco. Ci sono diverse zone adibite ai pin nic. Ricordati sempre di non lasciare sporco.
Una volta arrivati alla fine del percorso, un autobus (a pagamento) ti riporta da dove sei partito!
La leggenda delle cascate delle Marmore
Si narra che la figlia del Dio Appennino, una bellissima ninfa chiamata Nera, si fosse innamorata di un umile pastore, Velino. La Dea Giunone, punta dalla gelosia, portò la ninfa sul Monte Vettore, e la trasformò in un fiume. Il Nera per l’appunto. Le lacrime della dolce ninfa arrivarono a valle, nel punto in cui incontrò per la prima volta il suo amato Velino. Anch’egli quindi, straziato dal dolore di Nera, decise di buttarsi nelle acqua del fiume, per potersi riunire assieme alla sua amata per l’eternità.
Puoi raccontare questa bellissima leggenda sull’origine delle Cascate delle Marmore ai tuoi bambini, sia prima che durante il percorso, in modo da coinvolgerli anche emotivamente in questa deliziosa passeggiata immersi nella Valnerina.
Norcia è una delle città più intriganti dell’Umbria ed è famosa soprattutto per aver dato i natali a San Benedetto, fondatore dell’ordine dei frati benedettini. Nonostante il devastante terremoto del 2016, di cui ancora si vedono le tracce e i crolli, Norcia continua ad accogliere i turisti offrendo esperienze di soggiorno entusiasmanti. La città infatti non solo esibisce monumenti storici di grande rilievo ma dispone di numerose attività da praticare immersi nella natura della Valnerina. Menzione a parte va alla gastronomia locale che vanta prodotti tipici di alta qualità, come il tartufo nero e le lenticchie di Castelluccio. Scopriamo insieme Norcia e cosa vedere durante un viaggio on the road in Umbria.
Norcia. Cosa vedere
Passeggia nel centro storico
Norcia si trova immersa nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in provincia di Perugia. In origine il suo nome era Nursia, dall’etrusco Northia, nome appartenente alla dea della fortuna. Nell’ottobre del 2016, in seguito al fortissimo sisma che ha spazzato via interi paesi nella zona, il centro storico di Norcia e i suoi dintorni sono stati purtroppo gravemente danneggiati.
Norcia è circondata da antiche mura sulle quali si aprono in 7 porte, che in passato erano le entrate dei 7 piccoli quartieri in cui era suddiviso il borgo.
Nonostante le impalcature e le zone rosse ancora inaccessibili la popolazione ha reso la città e soprattutto il centro storico in grado di poter accogliere turisti, riaprendo ove possibile le attività e le strutture ricettive.
Ammira la Piazza di San Benedetto
Le cicatrici del terremoto come già detto sono ancora da rimarginare. Nonostante ciò il centro storico di Norcia rimane affascinante come sempre e la sua bellezza si concentra proprio in Piazza San Benedetto. L’arte, la storia e la cultura della città pulsano in questa piazza dedicata al santo patrono, protettore del borgo e dei suoi abitanti. Gli edifici in stile rinascimentale conservano tutto il fascino del passato che rappresentano. In particolare qui trova sede la Castellina, una residenza fortificata edificata nel 1500 per diventare residenza stabile dei prefetti pontifici ad oggi divenuta sede del Museo Civico e Diocesano.
In centro storico di Norcia è ancora in fase di riordino. Numerose sono le impalcature che sorreggono gli edifici crollati durante il terremoto del 2016. Ma questo non rende il centro storico meno bello.
In Piazza San Benedetto rimangono da vedere anche i resti della basilica a lui intitolata, della quale è rimasta visibile solo la spettacolare facciata e parte del campanile. Una leggenda narra che questa basilica sia stata edificata proprio sui resti della casa natia del santo, ben visibili nella cripta dell’edificio.
Norcia, cosa vedere tra i monumenti più importanti?
Una cosa da vedere a Norcia è la Chiesa di Sant’Agostino, in stile gotico, e la Concattedrale di Santa Maria Argentea. Quest’ultima ospita dipinti di pittori fiamminghi e un trittico murario del XVI secolo. Altro monumento di grande interesse storico e artistico è il Tempietto. Si tratta di un’antica edicola in pietra rimasta miracolosamente intatta nonostante i numerosi terremoti che si sono susseguiti in questa zona. Sulle facciate sono ben visibili meravigliose decorazioni scultoree in stile longobardo con motivi geometrici e simbolici.
Il Criptoportico. Cosa vedere a Norcia
Passeggiando nel centro storico non è difficile incontrare la Porta Ascolana, nelle vicinanze della quale si trova il Criptoportico di Norcia. Al suo interno è conservata la più grande collezione di reperti archeologici della zona risalenti addirittura al IX secolo a.C. Nel periodo romano il Criptoportico era usato soprattutto per il passaggio dei carri e delle merci. Per via della sua funzione di servizio non è stato dunque particolarmente progettato con materiali nobili. Colpisce però per le sue dimensioni e per la bellezza della sua architettura.
Cosa vedere e cosa fare a Norcia e nei dintorni
Dopo aver camminato per le vie del centro storico di Norcia puoi cimentarti in adrenaliniche avventure a contatto con la natura della Valnerina. Sono tantissime le attività outdoor da poter fare in zona con infinite possibilità di divertimento. Puoi scegliere di passeggiare a cavallo tra i sentieri incontaminati dei Monti Sibillini oppure puoi optare per i percorsi da fare in mountain bike con i bambini.
Il rafting sul fiume Corno è una delle tante attività da fare vicino Norcia. Una discesa sulle sua acque cristalline è davvero un’avventura meravigliosa da fare con tutta la famiglia.
Se sei amante del brivido puoi lanciarti in volo con il parapendio o con il deltaplano oppure discendere le rapide del fiume Corno con il gommone da rafting. In inverno invece puoi dedicarti ad ogni genere di sport da fare sulla neve, come sci e ciaspolate. Insomma da queste parti non puoi certo annoiarti.
Cosa mangiare a Norcia. La gastronomia locale
Dopo aver fatto sport non ti resta che riprendere energia assaggiando i prodotti tipici della zona. Norcia vanta una tradizione enogastronomica fatta di sapori antichi, unici e genuini. I salumi sono la vera specialità di questi territori e la professione del “norcino” è legata alla città da tempi immemori. Il prosciutto crudo, i salami e “cojoni di mulo” sono le specialità più apprezzate ed esportate in ogni parte del mondo.
Il tartufo nero
Il re indiscusso della gastronomia nursina rimane il tartufo nero, intorno al quale ruota l’economia e la cucina tipica. Dalla vicina Castelluccio poi arrivano le preziose lenticchie, piccole e saporite, che oltre a deliziare il palato ogni anno incantano migliaia di visitatori con la loro spettacolare fioritura.
La birra Nursia
Da qualche anno è possibile anche degustare l’ottima birra artigianale Nursia, prodotta dalla congregazione dei monaci benedettini di Norcia. Un’impresa che produce circa milleduecento litri di birra al mese riuscendo ad esportarla anche negli States. La birra Nursia accompagna in maniera gradevole i piatti tipici della cucina locale e il ricavato finanzia le attività del monastero che aiuta pellegrini e le persone disagiate della zona. Una parte dei guadagni invece è destinata alla costruzione di un nuovo monastero anti-sismico fuori le mura.
Perchè fermarsi a Norcia durante un viaggio on the road in Umbria
Insomma Norcia propone una variegata offerta turistica fatta di storia, cultura ed intrattenimento. E’ una delle mete più apprezzate della Valnerina e accontenta davvero ogni tipologia di viaggiatore. Dalle numerose attività da praticare all’aria aperta alle innumerevoli fonti storiche del borgo Norcia incanta e coinvolge sia il viaggiatore solitario che le famiglie in cerca di avventura. Una tappa immancabile dell’Umbria dove ritrovare la giusta misura tra sport e relax per una vacanza all’insegna dell’italianità più verace.