Dicembre, con le sue giornate corte e il ritmo rallentato, è il momento ideale per progettare una fuga di primavera. Fuori soffia il vento freddo, ma con la mente si può già viaggiare verso paesaggi assolati, dove il profumo dell’erba appena tagliata si mescola alla salsedine del mare. Pianificare a dicembre una vacanza in Salento significa regalarsi l’attesa di una stagione in cui la campagna rifiorisce, i borghi si risvegliano dal silenzio invernale e le spiagge si concedono ancora a pochi fortunati. È l’occasione perfetta per scoprire il territorio al ritmo della vita lenta in Salento, alloggiando in masserie autentiche, gustando piatti preparati con ingredienti raccolti poche ore prima e vivendo esperienze che riportano al legame essenziale con la terra.
Una settimana di vita lenta in Salento tra masserie, mare e borghi
Sternatia e la campagna salentina
Il viaggio comincia nel cuore verde della Grecìa Salentina, tra ulivi secolari dalle chiome argentate e muretti a secco che disegnano geometrie senza tempo. La masseria scelta per il soggiorno non è un semplice alloggio: è un microcosmo dove ogni pietra racconta secoli di vita rurale.
La Masseria Chicco Rizzo, a pochi passi da Sternatia, custodisce il fascino degli edifici in pietra leccese e l’ombra fresca dei cortili interni. Qui il tempo sembra rallentare: un pranzo genuino a base di verdure dell’orto, pane cotto a legna e olio novello è l’introduzione perfetta alla vacanza. Il pomeriggio si trascorre tra passeggiate tra i filari di ulivi e momenti di quiete sotto un albero, ascoltando il fruscio delle foglie e il canto lontano di un gallo.
Esperienza agricola
La mattina in masseria ha un ritmo tutto suo. La colazione è un rito: miele dorato, marmellata di fichi, ricotta fresca e latte appena munto, accompagnati da pane ancora caldo. Dopo questo inizio lento e nutriente, si partecipa a un laboratorio di panificazione dove mani esperte insegnano a impastare friselle, focacce e pane di grano duro.
A maggio, i campi sono pieni di erbe spontanee: cicorie, rucola selvatica, finocchietto. Raccolte con cura, diventano il ripieno di torte rustiche o il condimento per un piatto di orecchiette. Il pomeriggio è dedicato a una pedalata tra stradine di campagna, costeggiate da fichi d’India e antichi pajare, fino a incontrare un vecchio pozzo o un uliveto che si apre all’improvviso come un giardino segreto.
Itinerario dei borghi
Il Salento interno è costellato di borghi in cui il tempo sembra essersi fermato. A Specchia, i vicoli lastricati conducono a piazze intime, dove le sedie di paglia fuori dalle porte raccontano di conversazioni al tramonto. Presicce-Acquarica sorprende con i suoi frantoi ipogei, testimonianza di un’economia agricola che per secoli ha scandito la vita comunitaria.
Melpignano, nota per la sua piazza e per i portici eleganti, a maggio è ancora avvolta in una quiete che invita a sedersi e osservare la vita scorrere lentamente. In ogni tappa, si fa una sosta golosa: olio extravergine appena spremuto, formaggi freschi di pecora, dolci di pasta di mandorla che profumano di limone e vaniglia.
Giornata di mare e pic-nic
Il mare primaverile è una promessa di estate, con acque trasparenti e calme e spiagge che si possono ancora vivere in silenzio. Si sceglie una caletta nascosta, dove la sabbia è fine e il rumore delle onde è l’unica colonna sonora. Il pranzo è un pic-nic preparato in masseria: pane fragrante, pomodori secchi, olive nere, formaggi freschi e un bicchiere di vino rosato. Dopo mangiato, ci si concede una passeggiata a piedi nudi sulla riva, raccogliendo conchiglie o semplicemente lasciando che il sole scaldi la pelle.
Otranto slow
Otranto è un incontro di storia e mare. Entrando dal porto, lo sguardo è catturato subito dalle mura e dalle torri aragonesi.
Nei vicoli del centro storico, le botteghe espongono ceramiche dipinte a mano e utensili di legno d’ulivo. La Cattedrale di Santa Maria Annunziata custodisce il famoso mosaico dell’Albero della Vita, una mappa simbolica che intreccia figure bibliche, animali fantastici e storie cavalleresche.
l pranzo è un’esperienza sul porto, con piatti di mare che sanno di freschezza assoluta: polpo alla pignata, linguine ai ricci, seppie grigliate. La giornata si chiude con una passeggiata sul lungomare, respirando la brezza salata.
Cantine e frantoi
Il Salento è anche una terra di profumi e sapori intensi. Una giornata è dedicata a un tour enogastronomico tra cantine storiche e frantoi ipogei. Nelle cantine si cammina tra botti di rovere, ascoltando storie di vigneti tramandati di generazione in generazione.
Nei frantoi, scavati nella pietra, si immagina il lavoro di un tempo, quando le olive venivano spremute con macine di pietra e il fuoco scaldava gli ambienti. La degustazione di oli monovarietali – Ogliarola, Cellina di Nardò – è accompagnata da pane caldo e pomodori freschi. La sera, in masseria, una cena sotto un pergolato di viti celebra il raccolto e la condivisione.
Rientro con tappa al mercato
L’ultimo risveglio in Salento ha un sapore dolceamaro. Dopo una colazione lenta, si raggiunge un mercato contadino: i banchi sono un trionfo di taralli croccanti, friselle dorate, conserve di pomodoro, miele e bottiglie di olio extravergine. Ogni acquisto è un pezzo di vacanza da portare a casa, un modo per prolungare l’esperienza anche oltre il viaggio.
Viaggiare così significa ritrovare il proprio ritmo naturale, ascoltare il silenzio della campagna, sentire il mare senza fretta e lasciarsi sorprendere da gesti semplici: un saluto in un vicolo, il profumo del pane appena sfornato, il rumore delle onde al tramonto. A maggio, il Salento è un invito alla lentezza, un luogo dove ogni giorno è una scoperta e ogni incontro lascia un segno.






Boccadasse, un luogo da vivere



























