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Di cibo e di vino

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Dall’Irlanda al mondo intero, la festa di San Patrizio ha fatto il giro del mondo portando con sé l’entusiasmo disarmante del popolo nord europeo. Tradizioni intrise di leggende celtiche e celebrazioni folkloristiche si tingono di verde e avvolgono diversi angolo del globo in un atmosfera decisamente coinvolgente. Una festa che in Italia è poco sentita, ma che nel resto del mondo è festeggiata in maniera totalizzante, non lasciando nulla al caso, ma soprattutto sfoggiando in ogni modo possibile il colore verde e il trifoglio, simbolo del Paddy’s Day.

Per celebrare degnamente la festa di San Patrizio, come detto, non può mancare il colore verde. Non esiste alcun dress code, ognuno può indossare ciò che preferisce.
Per celebrare degnamente la festa di San Patrizio, come detto, non può mancare il colore verde. Non esiste alcun dress code, ognuno può indossare ciò che preferisce.

San Patrizio nel mondo, storie e leggende

Il Saint Patrick Day, chiamato più semplicemente Paddy’s Day, è una festa di origine cristiana, che viene celebrata il 17 marzo. In questa giornata viene commemorato l’arrivo del cristianesimo in Irlanda, nel 400 d.C., ad opera di un vescovo missionario, Patrizio. E’ una festa nazionale talmente entusiasmante che viene celebrata anche in altri luoghi del mondo, in particolar modo nelle nazioni dove in passato vi è stata una cospicua immigrazione di persone irlandesi. L’allegria che trasmette questa celebrazione ha fatto si che venisse abbracciata anche da popoli di diverse origini, e quindi già a partire dalla settimana che precede il 17 marzo, in diverse nazioni, trionfano outfit verdi, musiche folkloristiche, decorazioni tematiche e soprattutto… fiumi di birra! 

La festa di San Patrizio nel mondo

Dublino si tinge di verde

Ovviamente nella capitale irlandese i festeggiamenti per il santo patrono superano ogni aspettativa. Tutto si tinge di verde ed è un costante tripudio di calze, parrucche, gioielli carichi di trifogli, simboli della festività e portatori di fortuna. La città si riempie di luminarie, e l’evento si protrae dalla settimana antecedente al 17 marzo. Dublino diventa per l’occasione un enorme palco a cielo aperto dove artisti di strada e gruppi musicali improvvisano coinvolgenti esibizioni, creando momenti di aggregazione e condivisione davvero divertenti. Durante i festeggiamenti di San Patrizio Dublino è un concentrato di energia e di adrenalina. Tra parate tematiche, spettacolari fuochi d’artificio, musica local e fiumi di Guinnes è impossibile non essere trascinati in questo verde vortice di allegria. 

Durante i festeggiamenti di San Patrizio, oltre alla dominanza del verde, è possibile lasciarsi coinvolgere dai ritmi celtici della musica folkloristica. Molte band si esibiscono nelle piazze e nelle strade, trascinando tutti in un vortice di allegria.
Durante i festeggiamenti di San Patrizio, oltre alla dominanza del verde, è possibile lasciarsi coinvolgere dai ritmi celtici della musica folkloristica. Molte band si esibiscono nelle piazze e nelle strade, trascinando tutti in un vortice di allegria.

San Patrizio nel mondo

Al di fuori dell’Irlanda sono molte le nazioni e le città che si animano per la festa di San Patrizio, soprattutto i luoghi in cui è forte la componente irlandese. San Patrizio ad esempio è anche patrono della città di Boston, e nella bandiera di Montreal, città del Canada, è rappresentato un trifoglio, a testimoniare la forte presenza della popolazione irlandese nel territorio.

Ormai è possibile partecipare alle celebrazioni di Saint Patrick in quasi tutto il mondo, e la costanti sono sempre le stesse: verde, trifoglio e birra! Ogni decorazione e ogni outfit contiene almeno uno dei tre elementi, ma soprattutto è usanza indossare il trifoglio, che sia stampato su una t-shirt o sotto forma di collane. Secondo la tradizione infatti, l’uso del trifoglio come simbolo della festa deriva dal mistero della santissima trinità, spiegato agli Irlandesi dal vescovo Patrizio, proprio tramite questa pianta a tre foglie.

Ogni anno, durante i festeggiamenti del giorno di San Patrizio, le acque del fiume Chicago, che scorre nell'omonima città, vengono tinte di verde.
Ogni anno, durante i festeggiamenti del giorno di San Patrizio, le acque del fiume Chicago, che scorre nell’omonima città, vengono tinte di verde.

Come si svolgono i festeggiamenti del Paddy’s day

Una volta indossato qualcosa di verde è ora di buttarsi nella mischia e omaggiare il patrono irlandese come tradizione vuole. In ogni località in cui viene celebrata questa festa si seguono veri e propri rituali.

Le parate

Le parate sono gli eventi più seguiti e più coinvolgenti della festa di San Patrizio. Migliaia di persone si ritrovano nelle principali piazze in cui si festeggia il santo per assistere a queste colorate sfilate di carri allegorici, con esibizioni itineranti di artisti, ballerini, musicisti provenienti da ogni parte del mondo. Uno spettacolo unico, che coinvolge grandi e piccini a suon di musica e colori. Un modo per celebrare San Patrizio facendosi coinvolgere nelle danze popolari irlandesi basate sui ritmi celtici.

Le parate di San Patrizio sono gli eventi più attesi della festa, e vengono organizzate non solo in Irlanda, ma in ogni città che celebra il santo.
Le parate di San Patrizio sono gli eventi più attesi della festa, e vengono organizzate non solo in Irlanda, ma in ogni città che celebra il santo.

I Crawls

Letteralmente i crawls sono i giri dei pub durante i festeggiamenti di San Patrizio, in Irlanda e nel mondo. Una tradizione antichissima, da mettere in pratica indossando qualcosa di verde e trifogli in quantità, che siano disegnati su buffi cappelli o su stravaganti gioielli. Si gironzola tra i pub delle città bevendo birra alla spina, a volte tinta anche di verde per l’occasione. Ma per entrare nella vera atmosfera Irish, tra una bionda e una rossa, puoi anche assaggiare il buon whiskey irlandese, non tralasciando i cocktails appositamente creati per questo evento. Primo fra tutti, l‘Emerald Isle, a base di pinot grigio e cetriolo! Per i più golosi invece c’è l’alternativa dolce: lo Shamrocker. Un cocktail a base di whiskey e gelato alla vaniglia, al quale viene aggiunta essenza di menta per renderlo verde. 

La birra verde si ottiene inserendo tra gli ingredienti il Blu curaçao, un liquore azzurro che, mescolato al giallo della birra, produce l'effetto smeraldo. Ma attenzione, perché a volte sono semplici sciroppi o coloranti alimentari a far comparire questo colore.
La birra verde si ottiene inserendo tra gli ingredienti il Blu curaçao, un liquore azzurro che, mescolato al giallo della birra, produce l’effetto smeraldo. Ma attenzione, perché a volte sono semplici sciroppi o coloranti alimentari a far comparire questo colore.

Cosa si mangia a San Patrizio

Il verde e la birra sono i protagonisti anche dei piatti tipici di San Patrizio. Lo spezzatino alla Guinnes è una della specialità caratteristiche di questa festa, e la ricetta tradizionale vuole che la carne di agnello sia cotta lentamente in un soffritto di cipolla, con aggiunta di patate, carote , spezie e birra stout, dal sapore robusto e deciso. Lo spezzatino viene accompagnato dal soda bread, un pane preparato con farina integrale e fatto lievitare con il bicarbonato di sodio. Altro protagonista della tavola di San Patrizio è il Colcannon, uno squisito contorno composto da purea di patate e cavolo verza, da servire caldissimo. Viene impiattato infatti ricreando un vulcano, e nel cratere vengono inseriti pezzi di burro, che si sciolgono all’interno del piatto fondendosi con gli altri ingredienti. 

I dolci della festa

Anche i dolci sono davvero pazzeschi e richiamano lo stile irish dei festeggiamenti. La torta più famosa rimane la Guinnes cake, fatta con cioccolato e birra stout, e ricoperta di irresistibile glassa al burro. Assolutamente invitanti sono anche le Irish Potatoes candy, che di patate non hanno nulla, se non il nome. Sono dei piccoli bocconcini di crema al formaggio, zucchero a velo e farina di cocco, spolverati di cannella, tipici della città di Philadelphia. Deliziosi ed incredibilmente facili da preparare. 

Gli irish potatoes sono deliziosi bocconcini di Philadelphia amalgamato con zucchero a velo e farina di cocco. Vengono poi rotolati nella polvere di cannella. Sono una vera bontà.
Gli irish potatoes sono deliziosi bocconcini di Philadelphia amalgamato con zucchero a velo e farina di cocco. Vengono poi rotolati nella polvere di cannella. Sono una vera bontà.

San Patrizio in Italia

Anche in Italia si omaggia San Patrizio con fiumi di Guinness. Molti sono infatti i pub irlandesi presenti sul nostro territorio che organizzano serate a tema, proponendo persino i piatti tipici di Dublino. Inoltre la sera del 17 marzo, in molte città d’Italia, vengono illuminati di verde alcuni monumenti, tra i più famosi della nazione, come il Colosseo, la Torre del Moro e il Pozzo di San Patrizio a Orvieto.

 

Bretagna, terra di corsari, di spiagge battute dal vento sferzante dell’Atlantico, di fari maestosi e soprattutto di ottime specialità gastronomiche. Nota come Finistere, “fine della terra”, la Bretagna è un territorio da visitare assolutamente durante un road trip sulle coste della Francia. Una regione ricca di fascino e mistero, come testimoniano i numerosi siti di menhir, opera forse del popolo celtico. Ma anche una zona da “gustare”, per via delle sue tradizioni culinarie caratterizzate da piatti di terra e di mare dal sapore inconfondibile. Andiamo quindi a scoprire insieme cosa mangiare in Bretagna, in un viaggio tra i prodotti della gastronomia locale.

 

Cosa mangiare in Bretagna

I prodotti del mare

I plateaux des fruit del mer

Come già accennato la Bretagna francese vanta tradizioni antichissime, molte addirittura risalenti al periodo celtico. La pesca è tuttora una delle principali risorse economiche del territorio e nei ristoranti della costa è possibile trovare davvero pesce freschissimo e frutti di mare dal sapore tipico dell’oceano. Se decidi di onorare la tavola bretone devi assolutamente provare un Plateaux des fruit de mer, un delizioso piatto di crostacei e frutti di mare.

Le Huitres

In tutti i ristoranti dei borghi marinari, soprattutto in quelli che si affacciano direttamente sui porti o sugli allevamenti, puoi degustare freschissime huitre, le ostriche francesi. Ve ne sono di diverse tipologie e tutte con caratteristiche e sapori diversi. Le ostriche Belon ad esempio, più piccole e compatte, hanno un gusto leggermente dolciastro, mentre le ostriche degli allevamenti di Cancale hanno un profumo estasiante ed un gusto deciso. Spesso sono vendute come street food, in piccole bancarelle poste dinanzi gli allevamenti, aperte all’istante e servite alla buona in piatti di plastica o tovaglioli di carta.

Cosa mangiare in Bretagna francese Le ostriche della costa bretone hanno un gusto deciso, e un profumo meraviglioso. Vengono allevate nella baia di Saint Malò, precisamente a Cancale, piccolo borgo marinaro.

Le coquille Saint Jacques

Le coquille Saint Jacques sono la vera specialità della zona e le troverai nel menù di ogni ristorante o bistrot. Sono capesante, ma pescate nell’oceano hanno un sapore più rotondo rispetto a quelle allevate nel Mediterraneo e spesso le trovi bollite e servite in insalate, accompagnate da salse a base di yogurt o burro. Anche la versione gratinata è speciale e gustosa, soprattutto se accompagnata da una fetta di baguette croccante.

Cosa mangiare in Bretagna francese Le coquille Saint Jacques, le capesante francesi, vengono preparate per lo più bollite o stufate, e servite assieme ad intingoli a base di burro e spezie.

Cosa mangiare in Bretagna. Gli assiette de coquillage

Letteralmente tradotto in “vassoio di conchiglie”, l‘assiette breton prevede una grande selezione di prodotti marini, di ogni misura e sapore. Capesante, lumache di mare, crostacei, ostriche, granseole e gamberi sono serviti in grandi spelunche ghiacciate, su letti di alghe profumate e accompagnati solamente da ottimo burro e pane croccante. 

Le moules marinieres o frites

Una vasta sezione dei menù bretoni è dedicata alle cozze, preparate in ogni modo possibile. Con il pomodoro, gratinate, addirittura cotte nella panna, le cozze francesi sono assolutamente da assaggiare. Le mie preferite rimangono le moules a la marinieres, ossia un sautè delizioso di cozze saltate con scalogno, sfumate con vin bianco e fatte stufare nel burro. Sono servite nella tipica pentola bretone che prevede un grande coperchio in cui buttare i gusci. Deliziose anche le moules frites, cozze sfumate con vino e servite con tantissime patatine fritte. 

Le moules marinieres sono tra le cose da assaggiare assolutamente in Bretagna. Prodotto tipico della costa francese, le cozze vengono preparate in tutti i modi possibili. Le moules marinieres sono tra le cose da assaggiare assolutamente in Bretagna. Prodotto tipico della costa francese, le cozze vengono preparate in tutti i modi possibili.

Cosa mangiare in Bretagna

Le carni

L’agneau de pres salè

Gli allevamenti di carne in Bretagna seguono metodologie ben precise e gli animali sono lasciati liberi al pascolo. Questo fa si che le carni prendano un gusto particolare, sapido e gustoso. Famosi sono infatti gli agneau de pres salè, gli agnelli di pascolo salato, che mangiano l’erba salmastra della baia di Mont Saint Michel. La carne viene cucinate in tanti modi diversi, soprattutto in pierrade, ossia su pietre bollenti.

Cosa mangiare in Bretagna francese Il particolare sapore delle carni bretoni sta nel fatto che gli animali vengono allevati all’aria aperta, e cresciuti nei pascoli salmastri, come quelli della baia di Mont Saint Michel.

Il Kig Ha Farz

Simbolo assoluto della cucina bretone il Kig ha Farz è un piatto che prevede un mix di carni bollite per più di tre ore assieme a verdure e semolino bianco e nero. La particolarità di questa portata sta nel fatto che l’insieme di ingredienti viene cotto in una “manica” di tessuto e servito poi con una speciale salsa a base di burro e di ciccioli di maiale, chiamata lipic. La tradizione vuole che, dopo aver mangiato il Kig Ha Farz, si debba fare un pisolino di un paio d’ore!

Rillette e Andouille

Un altro piatto bretone da assaggiare è l’ Andouille, una salsiccia preparata con budella di maiale e affumicata nel legno di faggio, da assaggiare sia fredda che calda su fette di baguette tostate, spalmate con abbondante burro salato. Anche la Rilette va spalmata su pane e burro, ma la sua consistenza è lievemente diversa. E’ infatti facilmente spalmabile e può essere sia a base di carne, di maiale, pollo o oca, che a base di pesce, di solito salmone. Si trova anche in terrine da portare via come souvenir. 

Le crepes e le gallette

Dolce simbolo della Bretagna sono le crepes e le gallette. Spesso viene fatta confusione tra le due portate oppure si pensa erroneamente che siano la stessa cosa. Nulla di più sbagliato. Le crepes sono preparate in maniera semplice, con farina di frumento e farcite con creme e marmellate. La mia variante preferita rimane invece la crepe au sucre, una crepes calda cosparsa solo di croccante zucchero di canna. Le gallette invece sono preparate con grano saraceno, più corposo, e vengono preparate e farcite esclusivamente con prodotti salati.

Cosa mangiare in Bretagna francese Tra i dolci da mangiare in Bretagna consiglio vivamente le famose crepes. Semplici e genuine, farcite con creme deliziose o marmellate di frutta, sono uno dei dolci tipici della zona.

Cosa mangiare in Bretagna. Le bon bon au burre

Da comprare a quintali e da mangiare passeggiando nei borghi più belli della Bretagna, le bon bon au burre sono caramelle preparate con burro salato, spesso con aggiunta di noci, nocciole o mandorle tritate finemente. Sono tra le cosa da mangiare assolutamente in Bretagna e sono davvero gustose. Una volta assaggiate non si può più fare a meno di averle a portata di borsa! 

Il Far Breton

Il burro viene usati in quasi tutte le preparazioni bretoni e lo si trova anche in uno dei prodotti più caratteristici della regione: il Far Breton. E’ un delizioso dessert preparato con latte, uova, zucchero, farina e….burro in quantità! Spesso si trovano varianti con prugne e/o con uvetta, ed è consigliabile accompagnarlo con un bel bicchiere di Calvados!

Le Palets Breton

Burrosi quanto basta anche i famosi biscotti della Bretagna, preparati ancora secondo la ricetta tradizionale. Le Palets Breton sono preparate sia con burro normale che con burro salato. Dorate e spesse, sono particolarmente adatte per accompagnare un caffè o da mangiare a merenda. Si trovano in confezioni coloratissime e sono un ottima idea regalo.

Insomma vale la pena provare i prodotti tipici della Bretagna, per immergersi pienamente nelle tradizioni locali, fatte di cose semplici e genuine. Tradizioni culinarie che vengono portate avanti da millenni e che, nonostante il progresso, rimangono fedeli alla loro terra e agli usi e costumi locali. 

 

Chi, nella vita, non ha mai assaggiato una fetta di Cheesecake, la dolce e cremosa torta fatta con biscotti croccanti e Philadelphia? Tutti ne conosciamo il gusto, ma nessuno si è mai chiesto da dove iniziasse la sua storia. 

La Cheesecake

Conosci le sue origini?

Per il fatto di essere famosa nel mondo anglosassone, tutti credono che la ricetta originale della Cheesecake sia inglese. Ma questa super calorica preparazione ha origini antichissime, e pare che la sua prima apparizione è stata durante i giochi olimpici dell’Antica Grecia. La prima Cheesecake infatti, a base di formaggio di pecora e miele, viene servita agli atleti olimpionici nel 776 a.C. Da allora la diffusione di questo dolce dal sapore così particolare non si è mai fermata, e in quasi i tutti i continenti se ne trova una golosa variante.

La Cheesecake. storie e ricetta originale
Della Cheesecake esistono numerose varianti, ma la più buona rimane quella americana, fatta con formaggio Philadelphia e Graham Crackers.

L’inventore del formaggio Philadelphia

Quella più famosa rimane però la Cheesecake con fondo di croccante biscotto e crema al formaggio, frutto della creatività di un produttore caseario, un certo James L. Kraft. Il signor Kraft, nel 1872, cercò di riprodurre un celebre formaggio francese, il Neufchatel, ma il suo esperimento non andò, per fortuna, a buon fine. Perchè per fortuna? Perché grazie ai suoi insuccessi è riuscito a creare una ricetta alternativa di crema al formaggio, ugualmente gustosa, registrata con il nome di Philadelphia, ad oggi uno dei formaggi spalmabili più famosi del mondo. 

Come fare la Cheesecake originale made in USA

La Philadelphia è infatti l’ingrediente di base della moderna Cheesecake made in USA. Per ottenere una torta perfetta, come l’originale americana, bastano pochi e semplici trucchi. Gli ingredienti sono pochi e sono facilmente reperibili, anche on line, e in casa uno stampo a cerniera non manca mai. Quindi procura il necessario e prova a realizzare l’Original Philadelphia Cheesecake.

I grahams crackers: i biscotti per la base della Cheesecake

La base originale della Cheesecake è fatta di Grahams Crackers, dei biscotti di farina bianca e germe di grano dal gusto veramente unico. Puoi trovare delle basi di cracker Grahams già pronte in negozi specializzati o sui siti dedicati ai prodotti americani.  Puoi anche sostituirli con dei biscotti secchi tipo Digestive ( io le preferisco) o di pasta frolla, per avere un gusto più ricco e “burroso”. Una volta trovati gli ingredienti ideali per creare la base non ti resta che realizzare il tuo Philadelphia Cheesecake, proprio come si fa negli States!

La ricetta originale americana

Ingredienti

  • 250 gr di biscotti secchi
  • 80 grammi di burro

Per la crema

  • 1 kg di formaggio cremoso Philadelphia
  • 240 gr di panna acida
  • 200 gr di zucchero
  • 5 uova

Preparazione

Prepara il Crust, ossia la base per la Cheesecake, unendo 50 grammi di biscotti sbriciolati e 80 grammi di burro fuso. Amalgama tutto e metti l’impasto in uno stampo a cerniera, pressando bene in modo da creare una base liscia e compatta.

La Cheesecake. storie e ricetta originale
Per creare una cheesecake eccezionale bisogna puntare sul crust: la base di biscotti croccanti.

Ovviamente non hai bisogno di imburrare la tortiera, vista la quantità di burro presente nell’impasto. Fai cuocere la base in forno per dieci minuti. Nel mentre prepara la crema di formaggio, impastando quest’ultimo con le uova, lo zucchero e la panna acida. Fai raffreddare qualche minuto il crust, e versaci su la crema di Philadelphia. Poi rimetti tutto in forno per circa trenta minuti. 

La Cheesecake. storie e ricetta originale
Monta bene la crema di Philadelphia, poi versala sul crust e inforna…

Consigli per la buona riuscita della cheesecake

Essendo una preparazione molto delicata, per evitare che la Cheesecake esca con delle crepe sulla superficie, non toglierla subito dal forno una volta terminata la cottura. Il forte sbalzo di temperatura può rovinarne la superficie. Apri dunque il forno e aspetta che si raffreddi con il dolce all’interno per almeno dieci minuti. Lascia il dolce a raffreddare almeno una mezz’ora prima di gustarlo..deve essere a temperatura ambiente.

Non mi resta che augurarti buon appetito!

Grazie a Kristin, americana di Filadelfia, per aver preparato questa Cheesecake divina e per avermi concesso di diffondere la sua ricetta.

La Toscana ci ha regalato, durante i nostri viaggi on the road nei suoi territori, scenari bucolici meravigliosi. Ma questa regione, in cui sembra di essere continuamente immersi in pennellate di colore, ci ha mostrato anche il suo lato gastronomico, fatto di prodotti locali e di ottimi vini, eccellenze italiane nel mondo. Ti porto quindi in un viaggio delizioso, raccontandoti la Toscana attraverso i suoi piatti tipici, alla scoperta delle ricette tradizionali che l’hanno resa famosa in ogni continente.

 

Piatti tipici della Toscana

Verdeggianti colline, vigneti profumati, uliveti centenari e borghi medievali intrisi di storia rinascimentale. La Toscana ammalia chiunque con i suoi paesaggi campestri e con la sua cultura millenaria. Ma se dico Toscana dico anche eccellenze enogastronomiche, prodotti autoctoni e ricette tradizionali inimitabili, retaggio di usi e costumi antichi.

Il pane sciocco

Partiamo dunque dalla base. Parliamo del pane toscano. Il pane sciapo, o anche detto pane sciocco, è un prodotto unico nel suo genere, con specifici requisiti di preparazione e caratteristiche organolettiche particolari che lo rendono una DOP della regione. E’ un pane senza sale, e pare che questa sua peculiare insipidità derivi da una vecchia diatriba tra pisani e fiorentini relativa ai dazi sui rifornimenti di sale. Fatto sta che, nonostante la primaria privazione, la gente toscana ha saputo fare del pane sciocco una vera e propria chicca culinaria, accoppiandolo a pietanze succulente, pepate e/o piccanti, per bilanciare il suo (in-)sapore, creando così piatti dal gusto unico e inconfondibile. 

Il pane sciapo è alla base della cucina toscana e diventa ingrediente principale in diverse preparazioni, come i crostini.
Il pane sciapo è alla base della cucina toscana e diventa ingrediente principale in diverse preparazioni, come i crostini.

I crostini toscani

Sul pane sciapo quindi si riesce a spalmare ogni ben di Dio perchè, grazie all’ assenza di sale, regge benissimo il contrasto con le salse, i condimenti, i formaggi e i salumi toscani. In particolare i crostini neri sono tra i miei preferiti, ma so per certo che non tutti hanno il “fegato” per assaggiarli. Gli ingredienti fondamentali per creare questo patè sono infatti fegatini di pollo, acciughe e capperi… e si, in questo caso carne e pesce stanno divinamente bene insieme. Sono saporiti e gustosi, ottimi da abbinare ad un vino rosso fermo, come un Val d’Arno di sopra DOC Merlot riserva, una DOC della regione Toscana

La Pappa col pomodoro

Il pane sciapo è anche l’ingrediente portante di una delle zuppe toscane più famose nel mondo: la pappa col pomodoro. Arrivata sotto forma di canzone nelle restanti regioni italiane grazie alla voce Rita Pavone, la pappa al pomodoro ha pochissimi ingredienti, ma di ottima qualità. Fondamentale infatti è il pomodoro, che deve essere maturo e gustoso. Soffritto in olio e aglio quanto basta e con l’aggiunta di pane raffermo diventa una vera perla culinaria da assaggiare durante in viaggio in Toscana.

La pappa al pomodoro è uno dei piatti tipici della Toscana che più adoro. Se ne trovano di div erse varianti, ma la mia preferita rimane quella aretina.
La pappa al pomodoro è uno dei piatti tipici della Toscana che più adoro. Se ne trovano di div erse varianti, ma la mia preferita rimane quella aretina.

La Ribollita, regina dei piatti tipici della Toscana

Un’altra zuppa di questa straordinaria regione, assolutamente da assaggiare se ci si trova nella zona di Arezzo è la ribollita. E’ un piatto della tradizione contadina, e i suoi ingredienti infatti sono legati alla terra. Pane raffermo, verdure e cavolo nero sono i protagonisti di questo piatto, che prende il nome proprio dal fatto di essere “ribollito”, ossia riscaldato, per essere mangiato per più giorni consecutivi.

La ginestrata

Lasciamo da parte le zuppe della tradizione contadina e andiamo ad assaggiare la ginestrata, una zuppa leggermente più aristocratica, preparata nella zona del Chianti e della Val di Chiana. Cremosa, speziata e arricchita con latte e uova, la ginestrata viene preparata con brodo di pollo, zucchero, noce moscata e cannella, non certo ingredienti poveri ma alquanto pregiati. Infatti è rimasto un piatto da “grandi occasioni”, tra l’altro con note proprietà rinvigorenti e afrodisiache. In passato era addirittura servita ai novelli sposi dopo la “performance” della prima notte di nozze.

Le pappardelle. I piatti tipici della Toscana

Come non amare le pappardelle? Il piatto più famoso della cucina toscana è un formato di pasta all’uovo, e il suo nome pare che derivi dal termine pappare. E già il termine rende bene l’idea di quanto questa pasta sia una goduria per il palato, soprattutto quando è condita con il ragù di cinghiale, altra salsa caratteristica della tradizione culinaria toscana. Ovviamente bisogna trovare un ristorante in cui davvero vengono fatte a mano, e dove il sugo non sia di scatola, come spesso ormai accade. Rimane comunque un classico, e le più buone della mia vita le ho assaggiate da Casa Cecco, un piccolo ristorante a conduzione familiare ad Arezzo. 

Un piatto della tradizione toscana assolutamente da assaggiare durante un tour gastronomico nella regione: le pappardelle al ragù di cinghiale! Ma assicuratevi che sia tutto di produzione propria!
Un piatto della tradizione toscana assolutamente da assaggiare durante un tour gastronomico nella regione: le pappardelle al ragù di cinghiale! Ma assicuratevi che sia tutto di produzione della casa!

Il lampredotto

Un altro classico piatto toscano, da mangiare sporcandosi le dita di colatura, è il lampredotto. Servito spesso come street food in un panino artigianale è una specialità regionale da divorare a quattro palmenti. Viene preparato con lo stomaco del bovino, cotto e lavorato con salse e spezie fino a renderlo scioglievole come cioccolato e decisamente molto gustoso.

Molte persone storcono il naso dinanzi al lampredotto. Anche io non avevo il coraggio di assaggiarlo, ma una volta provato ....fai il bis! E'uno dei piatti tipici più famosi della Toscana.
Molte persone storcono il naso dinanzi al lampredotto. Anche io non avevo il coraggio di assaggiarlo, ma una volta provato ….fai il bis! E’uno dei piatti tipici più famosi della Toscana.

I pici. Piatti tipici della Toscana

I pici toscani sono un tipico formato di pasta fatta a mano, con una base di farina, acqua e sale. Il nome deriva da appicciare, che significa sostanzialmente lavorare a mano la pasta tirandola bene. Sono un piatto tipico della Val d’Orcia e della Val di Chiana e grazie alla loro consistenza si adattano facilmente a molteplici tipi di condimento. Da assaggiare assolutamente la variante con l’aglione, un antica varietà di aglio gigante che ne esalta il sapore.

Gli gnudi

Altra specialità casareccia sono gli gnudi senesi. Dei ravioli particolari, che adoro in particolar modo, senza alcuna pasta ad avvolgerli, e quindi nudi. Vengono preparati con spinaci o con bietine, borragine e ortica, bene amalgamate a ricotta e uova. Con questo cremoso impasto vengono create delle polpettine da servire con sugo di pomodoro, o saltate con burro e salvia. 

I dolci tipici della Toscana

Ovviamente, per questioni di spazio, ho presentato solo alcune delle leccornie che ho avuto modo di assaggiare in Toscana. ma non posso concludere l’articolo senza dedicare un piccolo spazio ai dolci caratteristici di questa regione. E quindi ti porto nella golosa Siena, la patria indiscussa dei ricciarelli. Preziosi biscotti, morbidi e profumati, preparati con mandorle, zucchero e albume, ricoperti da un sottilissimo velo di ostia. E come non menzionare i cantucci? Anche questi a base di mandorle, ma dalla consistenza molto più dura. Da sempre sposati e pucciati nel Vin Santo, sono una degna conclusione di un pasto a base di prodotti tipici toscani.

I dolci tipici di Siena sono i ricciarelli. Morbidi pasticcini alle mandorle da mangiare anche a merenda!
I dolci tipici di Siena sono i ricciarelli. Morbidi pasticcini alle mandorle da mangiare anche a merenda!

Il Castagnaccio

Se capiti in Toscana in autunno poi, dedica un assaggio al Castagnaccio, un classico dolce della tradizione preparato con la farina di castagne. Morbido e compatto, lo trovi spesso anche con l’aggiunta di pinoli e uvetta, e in base alla provenienza potresti trovare diversi nomignoli ad esso associati. Migliaccio, gheriglio o baldino sono solo alcuni di questi.

Ti ho convinto a visitare la Toscana?

 

 

 

 

 

 

Dopo una mattinata passata a passeggiare nel grazioso centro storico di Sperlonga, abbiamo pensato di esplorare anche il versante di ponente di questo splendido borgo. Qui, tra dune di sabbia e folta macchia mediterranea, sono concentrate le spiagge più grandi della costa laziale e deliziosi lidi in cui passare piacevoli giornate tra sport e relax. Su Lago Lungo inoltre, è possibile pranzare sulle verande degli stabilimenti balneari posti sulle dune di sabbia dorata. Abbiamo scelto, tra i ristoranti a Sperlonga, Mareduna, un bel posticino accogliente a gestione familiare. Il posto ideale in cui assaggiare piatti tipici della cucina locale perdendosi nel blu del cielo e del mare.

Mareduna è uno stabilimento balneare a gestione familiare, con un delizioso ristorante con vista panoramica e piatti tipici locali.
Mareduna è uno stabilimento balneare a gestione familiare, con un delizioso ristorante con vista panoramica e piatti tipici locali.

Ristoranti a Sperlonga

La zona di Lago Lungo a Sperlonga è caratterizzata dalla presenza di due laghi, vicinissimi al mare. Il Lago di San Puoto, molto frequentato dagli appassionati di sci nautico, è affiancato dal Lago Lungo, che costeggia la spiaggia per circa due chilometri. Si trovano immersi in un contesto naturale quasi selvaggio, incontaminato, dove è possibile ammirare anche diverse specie di uccelli acquatici. Una passerella in legno attraversa le grandi dune di sabbia bianca e fine. Costeggia tutta la spiaggia, ed è possibile percorrerla anche in bici o con i passeggini, senza tante difficoltà. Su Lago Lungo ampi spazi di spiaggia libera si alternano a lidi attrezzati, quasi tutti dotati di deliziosi chioschetti o verande, adibiti a ristorantini.

Curiosità per intrattenere i bambini in passeggiata

Ad un tratto, passeggiando su Lago Lungo, appare immersa nel verde, una struttura in abbandono. Dallo stile mediterraneo, con le facciate bianche ricoperte ormai da vegetazione incolta, la vecchia villa della contessa Visconti sembra quasi una casa fantasma. Edificata nei pressi del lago dalla famiglia viscontea, è stata a suo tempo un vero e proprio luogo di ritrovo di personaggi nobili e/o famosi. Si narra che nel lussuoso ingresso la contessa era solita intrattenere gli ospiti, tra agi e pettegolezzi. La splendida posizione a picco sul mare inoltre garantiva a questi ultimi un panorama fiabesco, e una vista accattivante su una delle più belle porzioni di Mar Tirreno. Molti personaggi famosi, come Alain Delon e Zeffirelli, sono stati ospiti della contessa Visconti e di suo fratello Luchino, ammaliati dall’eccellente ospitalità della famiglia. Fermatevi un attimo dinanzi a questa vetusta dimora, e provate ad immaginarne gli antichi fasti. Abiti di seta che frusciano sulle verande illuminate, fumi di sigari che si alzano dalle eleganti poltrone del patio, musica classica che si irradia dal grammofono in ottone… 

Sul lungomare di lago ;lungo è possibile scorgere, nella folta vegetazione, la vecchia villa della famiglia Visconti.
Sul lungomare di Lago Lungo è possibile scorgere, nella folta vegetazione, la vecchia villa della famiglia Visconti.

Ristoranti a Sperlonga. Mareduna

Dalla passerella panoramica di Lago Lungo si arriva a Mareduna, uno stabilimento balneare a conduzione familiare molto carino, in tema con l’ambiente circostante. Legno scuro e tavoli colorati, nonchè piccole installazioni costruite con materiale riciclato dal mare, fanno di questo luogo una vera chicca del litorale. Ci accoglie il proprietario, Roberto, che insieme alla moglie Ines gestisce questo suggestivo stabilimento e il ristorante annesso. Cordialità e simpatia ci colpiscono subito. Dal nostro tavolo poi, la vista su buona parte della Riviera di Ulisse ci lascia senza parole.

Il menù di Mareduna. Ristoranti a Sperlonga

Dalla sua posizione privilegiata, sulla duna del Lago Lungo, Mareduna offre ai suoi ospiti non solo relax in riva al mare, ma deliziosi piatti della cucina tipica locale nel grazioso patio del ristorante. Il menù è semplice, genuino, con scelta tra due primi piatti, due secondi e diversi contorni, prevalentemente fatti di verdure dell’orto personale dei proprietari. Infatti succulenti ortaggi di stagione accompagnano piatti preparati con ingredienti genuini e freschi, come le alici del Tirreno.

Perchè pranzare da Mareduna. Ristoranti a Sperlonga

Roberto rende con la sua simpatia tutto molto familiare, mente Ines prepara con grande attenzione non solo le portate principali, ma anche i dolci succulenti, come la sbriciolata di mele e cannella, che ho trovato davvero divina. Una menzione particolare va fatta alle colonne portanti di Mareduna. Grazie infatti alla dedizione di nonno Noce e nonna Lilli è stato possibile portare avanti questa struttura, una delle più caratteristiche tra i ristoranti a Sperlonga. La posizione privilegiata poi, ne fa un punto panoramico davvero pazzesco. Ideale anche per un caffè o un aperitivo al tramonto, o per passare una piacevole giornata tra spiaggia, mare e cibo con tutta la famiglia.

Dopo aver assaggiato i piatti proposti da Roberto e Ines ci siamo lasciati coccolare dal dessert. Io ho scelto una sbriciolata con mele e cannella, dal gusto dolce e deciso, preparata dalla padrona di casa.
Dopo aver assaggiato i piatti proposti da Roberto e Ines ci siamo lasciati coccolare dal dessert. Io ho scelto una sbriciolata con mele e cannella, dal gusto dolce e deciso, preparata dalla padrona di casa.

 

La città di Gaeta sorprende per il suo mare meraviglioso, le sue spiagge incastonate tra crostoni di falesie dai colori dorati e per i suoi monumenti di grande valore storico e culturale. Ma a Gaeta, la splendida perla della Riviera di Ulisse, è possibile soprattutto assaggiare deliziose portate derivanti dall’antica tradizione marinara del borgo, come la tiella,  e deliziarsi con preziosi e succulenti prodotti tipici del territorio, come i pomodori spagnoletta e le rinomate olive, famose in tutto il mondo. Oggi ti parlo di uno dei piatti tipici più caratteristici e rappresentativi della costa gaetana: la “votapiatto” di calamarelle.

La votapiatto di calamarelle. Piatti tipici della tradizione gaetana.
La votapiatto è un piatto tipico gaetano, fatto con pochi ingredienti semplici e genuini, come le calamarelle o le alici. Questa è la versione del ristorante “Come il mare” di Gaeta.

La votapiatto di calamarelle

La votapiatto è una deliziosa ricetta della tradizione gaetana e prende il nome dal procedimento che si adotta per prepararla. L’ingrediente fondamentale è la calamarella, un calamaro molto molto piccolo, particolarmente morbido e saporito. Le calamarelle vanno panate con farina e fritte in olio di oliva bollente, insaporito da uno spicchio d’aglio, vicinissime una all’altra come a formare una frittata. E come una frittata vanno girate in un piatto per continuare la cottura del lato opposto.

La vera ricetta della votapiatto di calamarelle

Per preparare la votapiatto di calamarelle servono pochissimi ingredienti, ma occorre seguire il vero rito della tradizione gaetana per avere un risultato strepitoso. Ti lascio la ricetta e qualche trucchetto per fare una votapiatto uguale a quella che da millenni preparano le massaie della zona. Ma sappi che per la buona riuscita del piatto occorre utilizzare calamarelle nostrane e freschissime!

Ingredienti per una votapiatto

400 grammi di Calamarelle fresche
Farina
Olio extra vergine
1 spicchio d’aglio (a piacere)
Peperoncino e prezzemolo

Preparazione

Pulisci bene le calamarelle, togliendo le interiora cercando di lasciarle intere. Lavale accuratamente a asciugale bene con un canovaccio. In una padella antiaderente non molto grande versa un filo di olio di oliva extra vergine in cui lasciare imbiondire uno spicchio d’aglio intero. Infarina i calamaretti nel frattempo, cercando di eliminare per bene la farina in eccesso con un setaccio. Appena l’olio sarà caldo disponi le calamarelle nella padella, una accanto all’altra senza lasciare spazi, aiutandoti se necessario con un cucchiaio per compattarle bene. Attenzione quindi alla cottura. Basta farle soffriggere qualche minuto a fuoco abbastanza vivo, cercando di non farle bruciare. Arriviamo dunque al passo fondamentale della preparazione della votapiatto. Passati un paio di minuti bisogna girare le calamarelle allo stesso modo in cui si gira una frittata, aggiungendo un filo d’olio in padella prima di adagiarle nuovamente sul fondo. Lascia quindi cuocere un paio di minuti anche questo lato e completa con un pizzico di peperoncino e prezzemolo.

La votapiatto di calamarelle. Piatti tipici della tradizione gaetana.
Una caratteristica fondamentale della votapiatto gaetana sono gli ingredienti. Le calamarelle devono essere nostrane e freschissime. Questa è la versione della votapiatto di “Scirocco Bistrot”.

Immergiti nelle tradizioni locali gustando i piatti tipici gaetani

I deliziosi piatti tipici di Gaeta possono essere gustati in molti dei ristoranti sparsi nei quartieri della città. La cucina gaetana offre davvero una vasta scelta di prodotti gastronomici di alta qualità preparati con prodotti locali, seguendole tradizioni millenarie della zona. Piatti semplici, fatti da pochi ingredienti, ma deliziosi nella loro semplicità. 

 

A meno di dieci minuti di auto da Gaeta, nel Lazio, c’è un meraviglioso centro in cui praticare i più svariati sport, dal nuoto al pilates. La particolarità del Centro Sportivo XXV Ponti sta nel fatto che non solo offre due piscine semi-olimpioniche, una al coperto ed una all’aperto, ma è diventato un punto di riferimento anche per concedersi qualche ora di relax assoluto.

Immersa nel verde delle colline itrane infatti, la grande piscina esterna è circondata da diverse oasi dedicate all’ozio, al cibo rinomato e al fitness all’aria aperta. Lettini, zone di ombra e una piscina dedicata ai più piccolini, con tanto di idromassaggio, fanno del Centro Sportivo XXV Ponti una meta imperdibile per scappare dal caldo afoso della città o per prendere una pausa rigenerante dal lavoro.

La piccola piscina del Centro Sportivo XXV Ponti, immersa nel verde, è l'ideale per una giornata dedicata al relax.
La piccola piscina del Centro Sportivo XXV Ponti, immersa nel verde, è l’ideale per una giornata dedicata al relax.

Centro Sportivo XXV Ponti

Il grande Centro Sportivo XXV Ponti, come già accennato, vanta due piscine semi-olimpioniche, una interna e una esterna. La piscina interna è dedicata alle attività agonistiche, ai corsi di nuoto e al nuoto libero, nonchè alle discipline acquatiche più in voga del momento. Inoltre il centro offre diverse sale fitness interne, ognuna dedicata ad uno sport. Dal Pilates alla Walking Fit, le innumerevoli attività proposte dal centro sono praticate da istruttori qualificati e molto socievoli. Adiacente alla piscina c’è inoltre un attrezzatissima area pesi, dove seguiti da Francesco, è possibile fare vere e proprie sessioni alle macchine per dare una sferzata alla muscolatura. L’ambiente in generale è rilassante, familiare, molto proprositivo.

I corsi di fitness in acqua diventano ancora più attraenti se praticati all'aria aperta.
I corsi di fitness in acqua diventano ancora più divertenti se praticati all’aria aperta.

Nuota nella piscina coperta

Oltre ai tradizionali corsi di scuola nuoto, nella grande piscina coperta è possibile provare attività innovative, come l’Acqua Boxe, l’Acqua Pilates o l’Acqua Cross. La grande flessibilità degli abbonamenti permette poi di ampliare il percorso in acqua a lezioni in sala, seguiti da istruttori qualificati. Diverse sono le discipline in cui è possibile cimentarsi. Dal tradizionale corso di pilates o di ginnastica posturale fino ad arrivare a circuiti più impegnativi di cardio, come la nuova Onekor, una disciplina in cui muoversi a ritmo di musica aumentando a diminuendo la frequenza del lavoro. Gli spogliatoi dispongono di molti camerini individuali, docce e phon a tempo determinato. Un fattore importante è la pulizia. Le sale, le stanze comuni, la piscina e gli spogliatoi sono sempre molto puliti e curati.

Centro Sportivo XXV Ponti. Tuffati nella piscina esterna

Circondata da alberi rigogliosi e sempre battuta dal sole la piscina esterna è davvero multifunzionale. In estate tutti i corsi vengono infatti spostati in quest’area all’aperto, e pedalare in acqua o nuotare irrorati dai caldi raggi del sole è davvero un esperienza fantastica. Il personale è sempre attento e disponibile e gli istruttori sono una vera bomba di energia. Coinvolgenti e preparatissimi riescono a coinvolgere anche i più pigri nelle attività proposte dalla struttura. Un altra piscina, con un delizioso idromassaggio, si trova nell’area relax circondata da cipressi e vicinissima al bar. Un oasi di pace dove sorseggiare cocktails freschi e colorati leggendo un buon libro.

 

La piscina semi-olimpionica esterna del Centro Sportivo XXV Ponti, in cui praticare nuoto libero e le attività proposte.
La piscina semi-olimpionica esterna del Centro Sportivo XXV Ponti, in cui praticare nuoto libero e le attività proposte.

Hops Pool. Il ristorante del Centro Sportivo XXV Ponti.

Nella fresca veranda adiacente alla piscina è possibile degustare deliziosi piatti accompagnati da una selezione di ottimi vini serviti sempre ghiacciati. La ciliegina sulla torta per dare una sferzata di energia positiva alla giornata. Da Hops Pool ricchi antipasti, squisiti primi piatti e buon pesce fresco grigliato da gustare con calma danno la giusta carica per continuare la giornata nelle piscine all’aperto, che sia per sport o per relax. Aperto sia a pranzo che a cena, ha anche un pizzaiolo super! Pizze fantastiche assolutamente da assaggiare.

Prova nuova area fitness esterna

Al Centro Sportivo XXV Ponti pensano proprio a tutto. Nell’oasi esterna è stata appena inaugurata anche un area dedicata al fitness all’aperto, circondata dal verde e ben arieggiata. Una zona dedicata sia gli sport più adrenalinici, come circuito o onekor, o per dedicarsi alla cura del corpo e dello spirito con lo yoga o il pilates.

La nuova area esterna del Centro Sportivo XXV Ponti è un oasi di relax ma anche un luogo fresco dove praticare sport all'aria aperta.
La nuova area esterna del Centro Sportivo XXV Ponti è un oasi di relax ma anche un luogo fresco dove praticare sport all’aria aperta.

Come prenotare

Per accedere alla nuova area esterna del Centro Sportivo XXV Ponti basta fare una prenotazione telefonica. E’ possibile fare abbonamenti o ingressi singoli. Non è obbligatorio mangiare al ristorante. Il centro dispone inoltre di due ampi parcheggi coperti dove lasciare la macchina al fresco. 

Centro Sportivo XXV Ponti
Via Appia Lato Roma (loc. XXV Ponti)
Tel.: 0771/1978277 – 3517570062
e-mail: info@xxvponti.it

Oggi vi porto negli Stati Uniti, precisamente a Key West, in Florida, nel punto più a sud del paese. Famosa per i suoi straordinari tramonti, quest’isola rimanda alla leggerezza, alla libertà e alla vitalità. Una meta che è un vero e proprio stile di vita. Vi porto in Florida con il profumo semplice e fresco del lime, corposo del latte e croccante dei biscotti. Come? Preparando insieme la famosissima Key Lime Pie!

Key lime, il dolce della florida da fare a casa

Key Lime Pie. Un pò di storia della famosa torta americana

La Key Lime Pie ha umili origini. Pare che sia stata preparata la prima volta dai pescatori di Key West durante le loro giornate di pesca nell’oceano. Non avendo frigorifero sulle barche per poter conservare in maniera appropriata gli alimenti per la sussistenza, ne tantomeno forno e fornelli per poterli cuocere, misero insieme latte condensato, uova e succo di lime creando un dolce fresco, ricco di proteine e soprattutto dal profumo incredibile, senza bisogno di cottura.

La ricetta originale 

La Key Lime Pie è famosissima in Florida e l’ingrediente principale, che dona alla preparazione la caratteristica profumazione, è il lime. Dal colore verde intenso e dalla scorza sottile, il lime ha un sapore pungente e molto particolare, tra il dolce e l’amaro. In questa zona della Florida, soprattutto nelle isole Keys, questo piccolo agrume è molto utilizzato in cucina, o per preparare gustosi dessert e stuzzicanti cocktails. Assieme al lime altro ingrediente fondamentale per la preparazione della Key Lime Pie è il latte condensato, grazie al quale è possibile avere, con pochi ingredienti, una torta davvero molto simile a quella originale americana. L’aggiunta del succo di lime poi fa volare la mente verso quel mare cristallino degli Stati Uniti, fatto di piccole isole e barriere coralline. Anche se il clima di casa nostra non è tropicale, possiamo provare a ricreare quell’atmosfera in casa, preparando la Key Lime Pie. Questa ricetta mi è stata gentilmente concessa dalla mia amica americana Kristin, che ha anche provveduto alla preparazione e alla bellissima decorazione. 

 

Ingredienti

  • 170 gr di biscotti
  • 90 gr di burro
  • 30 gr di zucchero
  • 4 tuorili
  • 8 limes da cui prendere il succo
  • 2 lattine di latte condensato

Key lime pie, ricette dal mondo da fare a casa, florida, Preparazione 

Iniziamo a preparare la Key Lime Pie mettendo nel mixer i biscotti secchi, frullandoli fino a polverizzarli. Trasferiamo poi il composto in una ciotola e andiamo ad aggiungere il burro fuso. Una volta amalgamato per bene, bisogna passarlo in uno stampo e compattare bene la base, cercando di lasciare anche dei piccoli bordi. Lasciamo la base riposare mentre andremo a preparare la deliziosa crema di farcitura. In una ciotola andiamo a montare tuorli e zucchero, fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungiamo il latte condensato, il succo dei lime ( circa 125 ml ) e continuiamo a lavorare il composto. Da un lime ricaviamo la scorza grattugiata, e andiamo ad aggiungerla alla crema. 

Key lime pie, ricette dal mondo da fare a casa, florida, trevaligie

Come decorare la Key Lime Pie

Recuperiamo la base di biscotti e andiamo a versare al suo interno la nostra crema di latte e lime. La mettiamo in forno preriscaldato per 25 minuti, a una temperatura di 190°. Trascorso il tempo possiamo recuperare la nostra creazione, lasciarla raffreddare bene, e passare alla fase più divertente: la decorazione. Una volta montata la panna con l’aggiunta di qualche goccia di succo di lime, trasferiamola nella sac a poche, e andiamo a creare dei graziosi ciuffetti sulla superficie della Key Lime Pie. Tra un ciuffetto e l’altro potete divertirvi a inserire dei riccioli di scorza di lime e delle foglioline di menta fresca. 

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Ecco la Key Lime Pie di Kristin

Dal sapore fresco e dal profumo invitante, la Key Lime Pie è una preparazione dolce che si gusta molto meglio nei periodi caldi. Deliziosa da gustare dopo pranzo o dopo cena, è anche un ottima alternativa per la merenda estiva. Ha l’effetto di un sorbetto, grazie al suo gusto fresco, ma anche di un dessert, grazie alla consistenza morbida e gustosa. Deliziosa soprattutto per accompagnare un buon Mojito, ricreando così l’atmosfera tipica e gioviale delle isole Keys e della Florida!

Key lime pie, trevaligie

Uno dei ricordi più dolci del nostro primo viaggio on the road in Francia è legato senza dubbio al profumo e al sapore di un piccolo biscotto, che biscotto in fondo non è. Conosci le madeleines? Beh, così come risulta abbastanza difficile trasformare in parole l’aroma della vaniglia o il profumo del caffè, altrettanto difficile sarà spiegare la deliziosa fragranza delle petit madeleines, la loro soffice consistenza, e la loro precisa collocazione in un ricordo. In questo articolo trovi curiosità sulle madeleines e la ricetta da fare a casa in poche e semplici mosse.

Le madeleine, ricetta madeleines francesi da fare a casa

Le madeleines, ricetta.

Conosci la storia della madeleines?

Anche se la madeleine è un dolce originario della regione della Lorena, la sua fama e la sua bontà si sono espanse in tutta la Francia in pochi anni, diventando un vero e proprio simbolo nazionale. Secondo una leggenda deve il suo nome ad una donna di nome Maddalena, la quale offrì a dei pellegrini diretti a San Giacomo di Compostela dei dolcetti modellati nel guscio di una capasanta. Ma la storia a cui più mi piace credere è che sia nata per soddisfare il palato di un re capriccioso, il goloso Stanislas, allora duca di Lorena, che per divertimento lanciava sfide ai cuochi di corte. Da queste gare nacquero tra l’altro i più deliziosi dessert che ancora oggi amiamo assaggiare, come ad esempio il famoso Babà! Dobbiamo infatti la sua nascita allo stravagante re che, stanco del sapore del kugelopf, dolce secco tipico della regione, cominciò a pucciarlo nel Madeira, un vino dolce e liquoroso, conferendogli un sapore decisamente alcolico.

La fama delle madaleines arriva in tutta la Francia

Nate dunque nelle reali cucine della Lorena e frutto di efferate competizioni tra cuochi, le madeleines arrivarono a Versailles. Vennero introdotte a corte dalla figlia del goloso Stanislas, moglie del re di Francia Luigi XV, che prese ad offrire questi deliziosi pasticcini ai suoi ospiti durante la cerimonia del tè. Uno dei pasticcieri di corte però, un certo Colombè, nel 1766 pensò bene di mettersi in proprio aprendo la sua attività a Commercy, portando con sé la preziosa ricetta delle madeleines. Da allora la preparazione segreta di questi squisiti dolcetti viene tramandata di generazione in generazione all’interno della sua famiglia.

Le madeleines, ricetta. Metti una scatola di latta…

Ma un altra particolarità che rese questi dolci famosi in tutta Europa  stava anche nel modo in cui venivano confezionati, a dir poco all’avanguardia vista l’epoca. Le madeleines venivano infatti vendute in particolari scatole di legno, molto eleganti, che diventarono in poco tempo un vero e proprio oggetto del desiderio. Ancora oggi infatti questi dolcetti vengono venduti in accattivanti confezioni, per lo più di latta decorata, che vengono poi riciclate in casa per i più svariati usi.. tipo per contenere bottoni!

La ricetta delle madeleines francesi, fare le madeleines a casa

Come fare le madeleines a casa

Il loro profumo inconfondibile, misto alla consistenza morbida, dal sapore lieve ma accentuato di mandorla, potrai assaggiarlo solo comprando le madeleines nelle patisserie d’oltralpe. Ma per portare un pizzico di atmosfera francese anche a casa, basta davvero avere pochi ingredienti a disposizione e l’apposito stampo con le forme di conchiglie rovesciate. Meglio che lo stampo sia di ferro, poiché conduce il calore più velocemente e mantiene i dolcetti più soffici.

Le Madeleines, ricetta. Ingredienti

Bastano pochissimi ingredienti per ricreare in cucina il gusto ( quasi ) autentico dlele madeleines francesi. Una ricetta semplice e deliziosa che, con l’aggiunta di piccole gocce di cioccolato, adoreranno soprattutto i bambini.

  • 125 g di burro
  • 125 g di zucchero
  • 150 g di farina 00
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 2 cucchiai di latte
  • aroma di mandorla
  • 2 uova 
  • 1 pizzico di sale
  • 1 buccia grattugiata di limone o arancia biologica 
  • miele
Le Madeleines, ricetta delle madeleines francesi
Foto di Chiara Macari

Le madeleines, ricetta. Procedimento

Comincia a sciogliere il burro a bagnomaria, o per fare prima nel microonde. Nel frattempo comincia a montare le uova con lo zucchero in una ciotola, o nella KitchenAid, mescolando fino a far diventare il composto spumoso. Ora continia ad aggiungere la farina setacciata con il lievito, il pizzico di sale e la scorza dell’arancia o del limone non trattata, il burro fuso e i due cucchiai di latte. Aggiungi alla fine il miele e l’aroma di mandorla, mescolando con una spatola affinchè il composto non si sgonfi. Lascia riposare in frigo per un paio d’ore, solo trascorso il tempo necessario a far riposare l’impasto potrai trasferirlo negli stampini.

Le madeleines francesi, fare le madeleines a casa
Foto di Chiara Macari

Non bisogna versarne molto, in quanto le nostre piccole delizie tenderanno a crescere in cottura. Inforna a 200° per circa 15 minuti, controllando spesso, e sfornando quando le madeleines saranno diventate dorate e con la inconfondibili gobbette. Lasciale raffreddare prima di servirle, accompagnate da un’aromatico tè bollente.

Le maidelenes, ricetta. Come servirle a casa

Anche se oggigiorno è possibile acquistare le madeleines in qualsiasi supermercato, farle in casa diventa davvero una piacevole esperienza. Facili, economiche e facilmente conservabili per più giorni, questi deliziosi pasticcini portano tra le mura domestiche la tipica atmosfera francese con il loro profumo, facendoci viaggiare con i sensi. Solamente sentendone l’odore in un attimo ci ritroveremo sulle coste frastagliate della Bretagna o ad ammirare campi di lavanda nella suggestiva Provenza. Sono dolcetti versatili, ottimi sia per concludere il pranzo che per accompagnare il caffè della mattina. I bambini potranno invece tuffarle nel latte caldo, per una salutare colazione in stile francese.

ricetta madeleines francesi, fare le madeleines a casa
Foto di Chiara Macari

 

 

 

Una delle più grandi passioni di un viaggiatore è senza dubbio quella di poter assaggiare i piatti tipici delle nazioni che si attraversano. E’ bello perdersi nelle taverne e nelle osterie a conduzione familiare, di quelle in cui trovi ancora tavolacci di legno grezzo e tovaglie a quadrettini. Non lasciarti tentare, in viaggio, da menù turistici scadenti, ma cerca di andare alla ricerca e alla scoperta di piatti “veraci” da gustare nell’atmosfera tipica del folklore locale. Piatti che puoi poi portare nella tua cucina e proporre ai tuoi ospiti. Allora perchè non provare a fare a casa la Paella, il piatto più famoso della penisola iberica?

La paella. Ricette dal mondo da fare a casa.

La paella

Conosci la sua storia??

Ci sono diversi modi di preparare questo gustoso piatto, che variano di regione in regione, di paese in paese. La paella prende il nome dal recipiente in cui è cotta, ossia una padella di ferro larga e bassa con due manici ai lati opposti. La caratteristica di questo tegame, basso e maneggevole, fa in modo che la paella possa raggiungere lo “socarrat”, la caratteristica bruciacchiatura del riso sul fondo. La sua diffusione si è avuta per lo più sulle spiagge valenciane, espandendosi a tal punto da diventare uno dei piatti nazionali e addirittura internazionali più conosciuti al mondo.

La paella. Ricette dal mondo da fare a casa.

I diversi tipi di Paella

Esistono diverse varianti della paella, scopriamo insieme quali sono le più conosciute.

  • Valenciana: La Paella valenciana deve contenere dieci ingredienti di base per essere definita come tale. Pollo, taccole, coniglio, fagioli, pomodoro, riso, olio, acqua, zafferano e sale. Anche se sono consentite piccole variazioni, come l’aggiunta di lumache o rosmarino, gli ingredienti fissi non devono mai mancare.
  • Mixta. Nella famosissima paella mixta, assieme al riso, si trovano prodotti deliziosi di terra e di mare, come l’aragosta, i gamberetti, il chorizo, le cozze, le vongole e le varie spezie. Una paella alternativa, decisamente differente dalla classica ricetta regionale valenciana.
  • De marisco. Nella paella de marisco, la mia versione preferita, la carne viene sostituita da molluschi e da pescato fresco. Quindi via libera ai classici gamberi, calamari, seppie, vongole, piselli, peperoni e zafferano…con l’aggiunta di un pesce pescato di buona qualità. L’unico problema può essere che diventi un risotto alla pescatora, se non si eseguono bene i passaggi della ricetta originale.
  • Paella negra. Prende il nome dall’arroz negre, un piatto che somiglia molto alla paella valenciana. La ricetta originale prevede nero di seppia ad insaporire il riso, calamari, peperoni, peperoncino e paprika. Dal sapore indubbiamente più forte e piccante.
  • Paella de verduras. La versione vegetariana per eccellenza, fatta con brodo vegetale, riso, piselli, peperoni, taccole, fagioli, carciofi, cipolle, zafferano e limone.

 

La nostra versione della Paella

Fortunatamente, ogni volta che facciamo scalo a Barcellona dopo aver viaggiato in nave Grimaldi per raggiungere la costa spagnola, ci fiondiamoalla Boqueria, il famoso mercato della città. Il primo acquisto che facciamo, dopo aver consumato deliziosi e coloratissimi frullati di frutta, sono un paio di confezione di spezie miste per paella, già pronte per l’uso. Per preparare la nostra versione casalinga di questo famoso piatto dunque abbiamo usato proprio una confezione di queste spezie già pronte. Ecco la nostra ricetta.

La paella. Ricette dal mondo da fare a casa.

Ingredienti per 4 persone

500 gr doi mazzancolle

500 gr di gamberi rossi

400 gr di calamari

400 gr di seppie

Un kg di cozze

Mezzo chilo di vongole

100 gr di piselli

Cipolla

Aglio

Prezzemolo

Sale , passata di pomodoro

400 gr di riso

Spezie per paella già mixate, oppure zafferano, paprika e una punta di curry.

Prepara gli ingredienti di base

Sguscia i gamberi e le mazzancolle da crudi, lasciando un pezzo intero di ogni crostaceo da usare per la guarnitura finale della paella. Lessa i piselli freschi per 5 minuti in acqua bollente, scolali e mettili da parte. Realizza quindi un fumetto di crostacei con le teste che hai tolto ai gamberoni. Cuoci le cozze e le vongole separatamente in due pentole, sgusciale e tienele da parte insieme al liquido di cottura.

La paella. Ricette dal mondo da fare a casa.

Taglia quindi a rondelle i calamari. In una padella capiente fai rosolare uno spicchio d’aglio con l’olio e unite i gamberi rossi e le mazzancolle, sfumandole con vino bianco. Appena evaporato il vino trasferisci il tutto in un contenitore. Nella stessa padella ( non lavarla) aggiungi nuovamente olio e aglio, fai rosolare i calamari per un minuto e uniscili ai gamberi e alle mazzancolle.

Attenzione ai passaggi critici

Ora nel tegame metti uno spicchio d’aglio, una cipolla tagliata sottile e fai rosolare. Unisci poi tutto il composto precedentemente preparato di mazzancolle, gamberi e calamari, aggiungendo tre cucchiai di passata di pomodoro e la spezia per la paella sciolta in un bicchiere di brodo caldo. Lascia cuocere 4/5 minuti. Aggiungi il riso, facendo attenzione di mescolarlo solamente una volta verso meta cottura. A tre quarti di cottura invece, aggiungi i piselli lessati, le cozze e le vongole. Regolati con le dosi di liquido da aggiungere. 100 gr di riso assorbono mediamente, in base alla qualità che andrete ad usare, 300 gr di brodo. A cottura ultimata spegni il fuoco, adagia a raggiera gamberoni, mazzancolle, cozze e vongole con guscio che hai precedentemente lasciato da parte, e passa sotto il grill del forno il tempo necessario per fare una bella crosticina.

Naturalmente questa è una nostra versione della paella, adattata a quello che avevamo in casa, e non vuole in alcun modo sostituire la ricetta originale. Da provare a preparare per passare un pomeriggio insieme in cucina, portando così colori, sapori e profumi della Spagna a casa propria.

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