A meno che tu non sia della Pennsylvania, probabilmente non hai mai sentito parlare delle Irish Potatoes Candy. Anche io le ho scoperte da poco, e pensavo inizialmente che fossero bocconcini a base di patate. Nulla di più sbagliato! Anche se nella forma possono somigliare a piccole patate dolci, sono invece deliziosi bon bon di crema al formaggio, cocco e zucchero a velo, rotolati nella polvere di cannella. Vengono preparate durante i festeggiamenti del giorno di San Patrizio, festa di origine irlandese che cade il 17 marzo, ma di irlandese hanno ben poco, come ben poco hanno delle patate.
La festa di San Patrizio è molto sentita, non solo in Irlanda, ma anche nel resto del mondo. Soprattutto in alcuni stati d’America, i festeggiamenti si protraggono per circa una settimana.
Le Irish Potatoes Candy
Le Irish potatoes candy sono dei golosi bocconcini di formaggio Philadelphia, prodotto tipico della città da cui prende il nome, amalgamato con zucchero a velo e farina di cocco. Una volta creato l’impasto, si formano con le mani delle palline che vanno rotolate nella polvere di cannella. Quest’ultimo passaggio rende i bocconcini molto simili a piccole patate.
Curiosità
Pare che le Irish potatoes candy siano state create a Filadelfia alla fine del 1800, proprio in occasione delle celebrazioni di San Patrizio. Nonostante la forte presenza nel territorio di immigrati irlandesi, non c’è comunque prova che siano state inventate o importate da un irlandese. Ma è certo che sono un’invenzione puramente americana.
Prepara le caramelle di patate irlandesi con i bambini
Preparare questi deliziosi bocconcini è davvero un gioco da ..bambini! Infatti basta semplicemente amalgamare tutti gli ingredienti della ricetta e montarli in una soffice crema. Bisogna poi formare delle piccole polpettine, e rotolarle nella polvere di cannella. I bambini si divertiranno un mondo a creare queste succulente “caramelle”!
Durante i festeggiamenti per San patrizio è uso decorare anche casa, con oggetti di colore verde e trifogli.
La ricetta delle Irish potatoes candy
Ingredienti
60 grammi di burro
225 grammi di formaggio spalmabile Philadelphia
450 grammi di zucchero a velo
110 grammi di farina di cocco
Preparazione
In una ciotola capiente unire il burro morbido e la crema al formaggio Philadelphia, aggiungendo piano piano lo zucchero a velo. Mescola bene fino a formare un composto omogeneo poi aggiungi la farina di cocco. Facendoti quindi aiutare dai bambini, forma delle palline. Spargi la polvere di cannella in un piatto fondo e facci rotolare su le polpettine, fino a ricoprirle totalmente.
Puoi preparare le Irish potatoes candy insieme ai bambini, non solo per festeggiare San Patrizio, ma anche per la merenda di tutti i giorni. Si conservano benissimo in frigo.
Lascia riposare le Irish candy su una teglia per un’oretta. Tienile in frigo fino a quando non dovrai servirle. Questi bocconcini inoltre, si conservano in frigorifero per più giorni, e vista la facilità di esecuzione, puoi prepararli anche per le gite fuori porta o per i pic nic di primavera, e non solo durante i festeggiamenti di San Patrizio.
Dall’Irlanda al mondo intero, la festa di San Patrizio ha fatto il giro del mondo portando con sé l’entusiasmo disarmante del popolo nord europeo. Tradizioni intrise di leggende celtiche e celebrazioni folkloristiche si tingono di verde e avvolgono diversi angolo del globo in un atmosfera decisamente coinvolgente. Una festa che in Italia è poco sentita, ma che nel resto del mondo è festeggiata in maniera totalizzante, non lasciando nulla al caso, ma soprattutto sfoggiando in ogni modo possibile il colore verde e il trifoglio, simbolo del Paddy’s Day.
Per celebrare degnamente la festa di San Patrizio, come detto, non può mancare il colore verde. Non esiste alcun dress code, ognuno può indossare ciò che preferisce.
San Patrizio nel mondo, storie e leggende
Il Saint Patrick Day, chiamato più semplicemente Paddy’s Day, è una festa di origine cristiana, che viene celebrata il 17 marzo. In questa giornata viene commemorato l’arrivo del cristianesimo in Irlanda, nel 400 d.C., ad opera di un vescovo missionario, Patrizio. E’ una festa nazionale talmente entusiasmante che viene celebrata anche in altri luoghi del mondo, in particolar modo nelle nazioni dove in passato vi è stata una cospicua immigrazione di persone irlandesi. L’allegria che trasmette questa celebrazione ha fatto si che venisse abbracciata anche da popoli di diverse origini, e quindi già a partire dalla settimana che precede il 17 marzo, in diverse nazioni, trionfano outfit verdi, musiche folkloristiche, decorazioni tematiche e soprattutto… fiumi di birra!
La festa di San Patrizio nel mondo
Dublino si tinge di verde
Ovviamente nella capitale irlandese i festeggiamenti per il santo patrono superano ogni aspettativa. Tutto si tinge di verde ed è un costante tripudio di calze, parrucche, gioielli carichi di trifogli, simboli della festività e portatori di fortuna. La città si riempie di luminarie, e l’evento si protrae dalla settimana antecedente al 17 marzo. Dublino diventa per l’occasione un enorme palco a cielo aperto dove artisti di strada e gruppi musicali improvvisano coinvolgenti esibizioni, creando momenti di aggregazione e condivisione davvero divertenti. Durante i festeggiamenti di San Patrizio Dublino è un concentrato di energia e di adrenalina. Tra parate tematiche, spettacolari fuochi d’artificio, musica local e fiumi di Guinnes è impossibile non essere trascinati in questo verde vortice di allegria.
Durante i festeggiamenti di San Patrizio, oltre alla dominanza del verde, è possibile lasciarsi coinvolgere dai ritmi celtici della musica folkloristica. Molte band si esibiscono nelle piazze e nelle strade, trascinando tutti in un vortice di allegria.
San Patrizio nel mondo
Al di fuori dell’Irlanda sono molte le nazioni e le città che si animano per la festa di San Patrizio, soprattutto i luoghi in cui è forte la componente irlandese. San Patrizio ad esempio è anche patrono della città di Boston, e nella bandiera di Montreal, città del Canada, è rappresentato un trifoglio, a testimoniare la forte presenza della popolazione irlandese nel territorio.
Ormai è possibile partecipare alle celebrazioni di Saint Patrick in quasi tutto il mondo, e la costanti sono sempre le stesse: verde, trifoglio e birra! Ogni decorazione e ogni outfit contiene almeno uno dei tre elementi, ma soprattutto è usanza indossare il trifoglio, che sia stampato su una t-shirt o sotto forma di collane. Secondo la tradizione infatti, l’uso del trifoglio come simbolo della festa deriva dal mistero della santissima trinità, spiegato agli Irlandesi dal vescovo Patrizio, proprio tramite questa pianta a tre foglie.
Ogni anno, durante i festeggiamenti del giorno di San Patrizio, le acque del fiume Chicago, che scorre nell’omonima città, vengono tinte di verde.
Come si svolgono i festeggiamenti del Paddy’s day
Una volta indossato qualcosa di verde è ora di buttarsi nella mischia e omaggiare il patrono irlandese come tradizione vuole. In ogni località in cui viene celebrata questa festa si seguono veri e propri rituali.
Le parate
Le parate sono gli eventi più seguiti e più coinvolgenti della festa di San Patrizio. Migliaia di persone si ritrovano nelle principali piazze in cui si festeggia il santo per assistere a queste colorate sfilate di carri allegorici, con esibizioni itineranti di artisti, ballerini, musicisti provenienti da ogni parte del mondo. Uno spettacolo unico, che coinvolge grandi e piccini a suon di musica e colori. Un modo per celebrare San Patrizio facendosi coinvolgere nelle danze popolari irlandesi basate sui ritmi celtici.
Le parate di San Patrizio sono gli eventi più attesi della festa, e vengono organizzate non solo in Irlanda, ma in ogni città che celebra il santo.
I Crawls
Letteralmente i crawls sono i giri dei pub durante i festeggiamenti di San Patrizio, in Irlanda e nel mondo. Una tradizione antichissima, da mettere in pratica indossando qualcosa di verde e trifogli in quantità, che siano disegnati su buffi cappelli o su stravaganti gioielli. Si gironzola tra i pub delle città bevendo birra alla spina, a volte tinta anche di verde per l’occasione. Ma per entrare nella vera atmosfera Irish, tra una bionda e una rossa, puoi anche assaggiare il buon whiskey irlandese, non tralasciando i cocktails appositamente creati per questo evento. Primo fra tutti, l‘Emerald Isle, a base di pinot grigio e cetriolo! Per i più golosi invece c’è l’alternativa dolce: lo Shamrocker. Un cocktail a base di whiskey e gelato alla vaniglia, al quale viene aggiunta essenza di menta per renderlo verde.
La birra verde si ottiene inserendo tra gli ingredienti il Blu curaçao, un liquore azzurro che, mescolato al giallo della birra, produce l’effetto smeraldo. Ma attenzione, perché a volte sono semplici sciroppi o coloranti alimentari a far comparire questo colore.
Cosa si mangia a San Patrizio
Il verde e la birra sono i protagonisti anche dei piatti tipici di San Patrizio. Lo spezzatino alla Guinnes è una della specialità caratteristiche di questa festa, e la ricetta tradizionale vuole che la carne di agnello sia cotta lentamente in un soffritto di cipolla, con aggiunta di patate, carote , spezie e birra stout, dal sapore robusto e deciso. Lo spezzatino viene accompagnato dal soda bread, un pane preparato con farina integrale e fatto lievitare con il bicarbonato di sodio. Altro protagonista della tavola di San Patrizio è il Colcannon, uno squisito contorno composto da purea di patate e cavolo verza, da servire caldissimo. Viene impiattato infatti ricreando un vulcano, e nel cratere vengono inseriti pezzi di burro, che si sciolgono all’interno del piatto fondendosi con gli altri ingredienti.
I dolci della festa
Anche i dolci sono davvero pazzeschi e richiamano lo stile irish dei festeggiamenti. La torta più famosa rimane la Guinnes cake, fatta con cioccolato e birra stout, e ricoperta di irresistibile glassa al burro. Assolutamente invitanti sono anche le Irish Potatoes candy,che di patate non hanno nulla, se non il nome. Sono dei piccoli bocconcini di crema al formaggio, zucchero a velo e farina di cocco, spolverati di cannella, tipici della città di Philadelphia. Deliziosi ed incredibilmente facili da preparare.
Gli irish potatoes sono deliziosi bocconcini di Philadelphia amalgamato con zucchero a velo e farina di cocco. Vengono poi rotolati nella polvere di cannella. Sono una vera bontà.
San Patrizio in Italia
Anche in Italia si omaggia San Patrizio con fiumi di Guinness. Molti sono infatti i pub irlandesi presenti sul nostro territorio che organizzano serate a tema, proponendo persino i piatti tipici di Dublino. Inoltre la sera del 17 marzo, in molte città d’Italia, vengono illuminati di verde alcuni monumenti, tra i più famosi della nazione, come il Colosseo, la Torre del Moro e il Pozzo di San Patrizio a Orvieto.
Bretagna, terra di corsari, di spiagge battute dal vento sferzante dell’Atlantico, di fari maestosi e soprattutto di ottime specialità gastronomiche. Nota come Finistere, “fine della terra”, la Bretagna è un territorio da visitareassolutamente durante un road trip sulle coste della Francia. Una regione ricca di fascino e mistero, come testimoniano i numerosi siti di menhir, opera forse del popolo celtico. Ma anche una zona da “gustare”, per via delle sue tradizioni culinarie caratterizzate da piatti di terra e di mare dal sapore inconfondibile. Andiamo quindi a scoprire insieme cosa mangiare in Bretagna, in un viaggio tra i prodotti della gastronomia locale.
Cosa mangiare in Bretagna
I prodotti del mare
I plateaux des fruit del mer
Come già accennato la Bretagna francese vanta tradizioni antichissime, molte addirittura risalenti al periodo celtico. La pesca è tuttora una delle principali risorse economiche del territorio e nei ristoranti della costa è possibile trovare davvero pesce freschissimo e frutti di mare dal sapore tipico dell’oceano. Se decidi di onorare la tavola bretone devi assolutamente provare un Plateaux des fruit de mer, un delizioso piatto di crostacei e frutti di mare.
Le Huitres
In tutti i ristoranti dei borghi marinari, soprattutto in quelli che si affacciano direttamente sui porti o sugli allevamenti, puoi degustare freschissime huitre, le ostriche francesi. Ve ne sono di diverse tipologie e tutte con caratteristiche e sapori diversi. Le ostriche Belon ad esempio, più piccole e compatte, hanno un gusto leggermente dolciastro, mentre le ostriche degli allevamenti di Cancale hanno un profumo estasiante ed un gusto deciso. Spesso sono vendute come street food, in piccole bancarelle poste dinanzi gli allevamenti, aperte all’istante e servite alla buona in piatti di plastica o tovaglioli di carta.
Le ostriche della costa bretone hanno un gusto deciso, e un profumo meraviglioso. Vengono allevate nella baia di Saint Malò, precisamente a Cancale, piccolo borgo marinaro.
Le coquille Saint Jacques
Le coquille Saint Jacques sono la vera specialità della zona e le troverai nel menù di ogni ristorante o bistrot. Sono capesante, ma pescate nell’oceano hanno un sapore più rotondo rispetto a quelle allevate nel Mediterraneo e spesso le trovi bollite e servite in insalate, accompagnate da salse a base di yogurt o burro. Anche la versione gratinata è speciale e gustosa, soprattutto se accompagnata da una fetta di baguette croccante.
Le coquille Saint Jacques, le capesante francesi, vengono preparate per lo più bollite o stufate, e servite assieme ad intingoli a base di burro e spezie.
Cosa mangiare in Bretagna. Gli assiette de coquillage
Letteralmente tradotto in “vassoio di conchiglie”, l‘assiette breton prevede una grande selezione di prodotti marini, di ogni misura e sapore. Capesante, lumache di mare, crostacei, ostriche, granseole e gamberi sono serviti in grandi spelunche ghiacciate, su letti di alghe profumate e accompagnati solamente da ottimo burro e pane croccante.
Le moules marinieres o frites
Una vasta sezione dei menù bretoni è dedicata alle cozze, preparate in ogni modo possibile. Con il pomodoro, gratinate, addirittura cotte nella panna, le cozze francesi sono assolutamente da assaggiare. Le mie preferite rimangono le moules a la marinieres, ossia un sautè delizioso di cozze saltate con scalogno, sfumate con vin bianco e fatte stufare nel burro. Sono servite nella tipica pentola bretone che prevede un grande coperchio in cui buttare i gusci. Deliziose anche le moules frites, cozze sfumate con vino e servite con tantissime patatine fritte.
Le moules marinieres sono tra le cose da assaggiare assolutamente in Bretagna. Prodotto tipico della costa francese, le cozze vengono preparate in tutti i modi possibili.
Cosa mangiare in Bretagna
Le carni
L’agneau de pres salè
Gli allevamenti di carne in Bretagna seguono metodologie ben precise e gli animali sono lasciati liberi al pascolo. Questo fa si che le carni prendano un gusto particolare, sapido e gustoso. Famosi sono infatti gli agneau de pres salè, gli agnelli di pascolo salato, che mangiano l’erba salmastra della baia di Mont Saint Michel. La carne viene cucinate in tanti modi diversi, soprattutto in pierrade, ossia su pietre bollenti.
Il particolare sapore delle carni bretoni sta nel fatto che gli animali vengono allevati all’aria aperta, e cresciuti nei pascoli salmastri, come quelli della baia di Mont Saint Michel.
Il Kig Ha Farz
Simbolo assoluto della cucina bretone il Kig ha Farz è un piatto che prevede un mix di carni bollite per più di tre ore assieme a verdure e semolino bianco e nero. La particolarità di questa portata sta nel fatto che l’insieme di ingredienti viene cotto in una “manica” di tessuto e servito poi con una speciale salsa a base di burro e di ciccioli di maiale, chiamata lipic. La tradizione vuole che, dopo aver mangiato il Kig Ha Farz, si debba fare un pisolino di un paio d’ore!
Rillette e Andouille
Un altro piatto bretone da assaggiare è l’ Andouille, una salsiccia preparata con budella di maiale e affumicata nel legno di faggio, da assaggiare sia fredda che calda su fette di baguette tostate, spalmate con abbondante burro salato. Anche la Rilette va spalmata su pane e burro, ma la sua consistenza è lievemente diversa. E’ infatti facilmente spalmabile e può essere sia a base di carne, di maiale, pollo o oca, che a base di pesce, di solito salmone. Si trova anche in terrine da portare via come souvenir.
Le crepes e le gallette
Dolce simbolo della Bretagna sono le crepes e le gallette. Spesso viene fatta confusione tra le due portate oppure si pensa erroneamente che siano la stessa cosa. Nulla di più sbagliato. Le crepes sono preparate in maniera semplice, con farina di frumento e farcite con creme e marmellate. La mia variante preferita rimane invece la crepe au sucre, una crepes calda cosparsa solo di croccante zucchero di canna. Le gallette invece sono preparate con grano saraceno, più corposo, e vengono preparate e farcite esclusivamente con prodotti salati.
Tra i dolci da mangiare in Bretagna consiglio vivamente le famose crepes. Semplici e genuine, farcite con creme deliziose o marmellate di frutta, sono uno dei dolci tipici della zona.
Cosa mangiare in Bretagna. Le bon bon au burre
Da comprare a quintali e da mangiare passeggiando nei borghi più belli della Bretagna, le bon bon au burre sono caramelle preparate con burro salato, spesso con aggiunta di noci, nocciole o mandorle tritate finemente. Sono tra le cosa da mangiare assolutamente in Bretagna e sono davvero gustose. Una volta assaggiate non si può più fare a meno di averle a portata di borsa!
Il Far Breton
Il burro viene usati in quasi tutte le preparazioni bretoni e lo si trova anche in uno dei prodotti più caratteristici della regione: il Far Breton. E’ un delizioso dessert preparato con latte, uova, zucchero, farina e….burro in quantità! Spesso si trovano varianti con prugne e/o con uvetta, ed è consigliabile accompagnarlo con un bel bicchiere di Calvados!
Le Palets Breton
Burrosi quanto basta anche i famosi biscotti della Bretagna, preparati ancora secondo la ricetta tradizionale. Le Palets Breton sono preparate sia con burro normale che con burro salato. Dorate e spesse, sono particolarmente adatte per accompagnare un caffè o da mangiare a merenda. Si trovano in confezioni coloratissime e sono un ottima idea regalo.
Insomma vale la pena provare i prodotti tipici della Bretagna, per immergersi pienamente nelle tradizioni locali, fatte di cose semplici e genuine. Tradizioni culinarie che vengono portate avanti da millenni e che, nonostante il progresso, rimangono fedeli alla loro terra e agli usi e costumi locali.
Chi, nella vita, non ha mai assaggiato una fetta di Cheesecake, la dolce e cremosa torta fatta con biscotti croccanti e Philadelphia? Tutti ne conosciamo il gusto, ma nessuno si è mai chiesto da dove iniziasse la sua storia.
La Cheesecake
Conosci le sue origini?
Per il fatto di essere famosa nel mondo anglosassone, tutti credono che la ricetta originale della Cheesecake sia inglese. Ma questa super calorica preparazione ha origini antichissime, e pare che la sua prima apparizione è stata durante i giochi olimpici dell’Antica Grecia. La prima Cheesecake infatti, a base di formaggio di pecora e miele, viene servita agli atleti olimpionici nel 776 a.C. Da allora la diffusione di questo dolce dal sapore così particolare non si è mai fermata, e in quasi i tutti i continenti se ne trova una golosa variante.
Della Cheesecake esistono numerose varianti, ma la più buona rimane quella americana, fatta con formaggio Philadelphia e Graham Crackers.
L’inventore del formaggio Philadelphia
Quella più famosa rimane però la Cheesecake con fondo di croccante biscotto e crema al formaggio, frutto della creatività di un produttore caseario, un certo James L. Kraft. Il signor Kraft, nel 1872, cercò di riprodurre un celebre formaggio francese, il Neufchatel, ma il suo esperimento non andò, per fortuna, a buon fine. Perchè per fortuna? Perché grazie ai suoi insuccessi è riuscito a creare una ricetta alternativa di crema al formaggio, ugualmente gustosa, registrata con il nome di Philadelphia, ad oggi uno dei formaggi spalmabili più famosi del mondo.
Come fare la Cheesecake originale made in USA
La Philadelphia è infatti l’ingrediente di base della moderna Cheesecake made in USA. Per ottenere una torta perfetta, come l’originale americana, bastano pochi e semplici trucchi. Gli ingredienti sono pochi e sono facilmente reperibili, anche on line, e in casa uno stampo a cerniera non manca mai. Quindi procura il necessario e prova a realizzare l’Original Philadelphia Cheesecake.
I grahams crackers: i biscotti per la base della Cheesecake
La base originale della Cheesecake è fatta di Grahams Crackers, dei biscotti di farina bianca e germe di grano dal gusto veramente unico. Puoi trovare delle basi di cracker Grahams già pronte in negozi specializzati o sui siti dedicati ai prodotti americani. Puoi anche sostituirli con dei biscotti secchi tipo Digestive ( io le preferisco) o di pasta frolla, per avere un gusto più ricco e “burroso”. Una volta trovati gli ingredienti ideali per creare la base non ti resta che realizzare il tuo Philadelphia Cheesecake, proprio come si fa negli States!
La ricetta originale americana
Ingredienti
250 gr di biscotti secchi
80 grammi di burro
Per la crema
1 kg di formaggio cremoso Philadelphia
240 gr di panna acida
200 gr di zucchero
5 uova
Preparazione
Prepara il Crust, ossia la base per la Cheesecake, unendo 50 grammi di biscotti sbriciolati e 80 grammi di burro fuso. Amalgama tutto e metti l’impasto in uno stampo a cerniera, pressando bene in modo da creare una base liscia e compatta.
Per creare una cheesecake eccezionale bisogna puntare sul crust: la base di biscotti croccanti.
Ovviamente non hai bisogno di imburrare la tortiera, vista la quantità di burro presente nell’impasto. Fai cuocere la base in forno per dieci minuti. Nel mentre prepara la crema di formaggio, impastando quest’ultimo con le uova, lo zucchero e la panna acida. Fai raffreddare qualche minuto il crust, e versaci su la crema di Philadelphia. Poi rimetti tutto in forno per circa trenta minuti.
Monta bene la crema di Philadelphia, poi versala sul crust e inforna…
Consigli per la buona riuscita della cheesecake
Essendo una preparazione molto delicata, per evitare che la Cheesecake esca con delle crepe sulla superficie, non toglierla subito dal forno una volta terminata la cottura. Il forte sbalzo di temperatura può rovinarne la superficie. Apri dunque il forno e aspetta che si raffreddi con il dolce all’interno per almeno dieci minuti. Lascia il dolce a raffreddare almeno una mezz’ora prima di gustarlo..deve essere a temperatura ambiente.
Non mi resta che augurarti buon appetito!
Grazie a Kristin, americana di Filadelfia, per aver preparato questa Cheesecake divina e per avermi concesso di diffondere la sua ricetta.
Dopo una mattinata passata a passeggiare nel grazioso centro storico di Sperlonga, abbiamo pensato di esplorare anche il versante di ponente di questo splendido borgo. Qui, tra dune di sabbia e folta macchia mediterranea, sono concentrate le spiagge più grandi della costa laziale e deliziosi lidi in cui passare piacevoli giornate tra sport e relax. Su Lago Lungo inoltre, è possibile pranzare sulle verande degli stabilimenti balneari posti sulle dune di sabbia dorata. Abbiamo scelto, tra i ristoranti a Sperlonga, Mareduna, un bel posticino accogliente a gestione familiare. Il posto ideale in cui assaggiare piatti tipici della cucina locale perdendosi nel blu del cielo e del mare.
Mareduna è uno stabilimento balneare a gestione familiare, con un delizioso ristorante con vista panoramica e piatti tipici locali.
Ristoranti a Sperlonga
La zona di Lago Lungo a Sperlonga è caratterizzata dalla presenza di due laghi, vicinissimi al mare. Il Lago di San Puoto, molto frequentato dagli appassionati di sci nautico, è affiancato dal Lago Lungo, che costeggia la spiaggia per circa due chilometri. Si trovano immersi in un contesto naturale quasi selvaggio, incontaminato, dove è possibile ammirare anche diverse specie di uccelli acquatici. Una passerella in legno attraversa le grandi dune di sabbia bianca e fine. Costeggia tutta la spiaggia, ed è possibile percorrerla anche in bici o con i passeggini, senza tante difficoltà. Su Lago Lungo ampi spazi di spiaggia libera si alternano a lidi attrezzati, quasi tutti dotati di deliziosi chioschetti o verande, adibiti a ristorantini.
Una passerella in legno costeggia tutta la spiaggia di Lago Lungo. Oltre a condurre ai vari lidi e ristoranti, permette di fare una piacevole passeggiata con vista mare.
Da Lago Lungo si ha una splendida visuale su tutta la costa della Riviera di Ulisse, partendo da Sperlonga fino al Circeo.
Curiosità per intrattenere i bambini in passeggiata
Ad un tratto, passeggiando su Lago Lungo, appare immersa nel verde, una struttura in abbandono. Dallo stile mediterraneo, con le facciate bianche ricoperte ormai da vegetazione incolta, la vecchia villa della contessa Visconti sembra quasi una casa fantasma. Edificata nei pressi del lago dalla famiglia viscontea, è stata a suo tempo un vero e proprio luogo di ritrovo di personaggi nobili e/o famosi. Si narra che nel lussuoso ingresso la contessa era solita intrattenere gli ospiti, tra agi e pettegolezzi. La splendida posizione a picco sul mare inoltre garantiva a questi ultimi un panorama fiabesco, e una vista accattivante su una delle più belle porzioni di Mar Tirreno. Molti personaggi famosi, come Alain Delon e Zeffirelli, sono stati ospiti della contessa Visconti e di suo fratello Luchino, ammaliati dall’eccellente ospitalità della famiglia. Fermatevi un attimo dinanzi a questa vetusta dimora, e provate ad immaginarne gli antichi fasti. Abiti di seta che frusciano sulle verande illuminate, fumi di sigari che si alzano dalle eleganti poltrone del patio, musica classica che si irradia dal grammofono in ottone…
Sul lungomare di Lago Lungo è possibile scorgere, nella folta vegetazione, la vecchia villa della famiglia Visconti.
Ristoranti a Sperlonga. Mareduna
Dalla passerella panoramica di Lago Lungo si arriva a Mareduna, uno stabilimento balneare a conduzione familiare molto carino, in tema con l’ambiente circostante. Legno scuro e tavoli colorati, nonchè piccole installazioni costruite con materiale riciclato dal mare, fanno di questo luogo una vera chicca del litorale. Ci accoglie il proprietario, Roberto, che insieme alla moglie Ines gestisce questo suggestivo stabilimento e il ristorante annesso. Cordialità e simpatia ci colpiscono subito. Dal nostro tavolo poi, la vista su buona parte della Riviera di Ulisse ci lascia senza parole.
Da Mareduna si respira sempre un atmosfera vacanziera, fatta di relax e colorati angoli in cui sorseggiare vino fresco. Uno tra i più deliziosi ristoranti di Sperlonga.
Mareduna, dalla sua privilegiata postazione in cima alla duna di sabbia, permette di pranzare ammirando un panorama pazzesco.
Il menù di Mareduna. Ristoranti a Sperlonga
Dalla sua posizione privilegiata, sulla duna del Lago Lungo, Mareduna offre ai suoi ospiti non solo relax in riva al mare, ma deliziosi piatti della cucina tipica locale nel grazioso patio del ristorante. Il menù è semplice, genuino, con scelta tra due primi piatti, due secondi e diversi contorni, prevalentemente fatti di verdure dell’orto personale dei proprietari. Infatti succulenti ortaggi di stagione accompagnano piatti preparati con ingredienti genuini e freschi, come le alici del Tirreno.
Da Mareduna abbiamo mangiato piatti semplici e genuini, come le alici fritte accompagnate da verdura rigorosamente arrivata dall’orto di famiglia.
Dopo aver giocato sulla sabbia sotto il sole, i bambini hanno gradito assaggiare gli gnocchetti con i frutti di mare. Deliziosi!
Perchè pranzare da Mareduna. Ristoranti a Sperlonga
Roberto rende con la sua simpatia tutto molto familiare, mente Ines prepara con grande attenzione non solo le portate principali, ma anche i dolci succulenti, come la sbriciolata di mele e cannella, che ho trovato davvero divina. Una menzione particolare va fatta alle colonne portanti di Mareduna. Grazie infatti alla dedizione di nonno Noce e nonna Lilli è stato possibile portare avanti questa struttura, una delle più caratteristiche tra i ristoranti a Sperlonga. La posizione privilegiata poi, ne fa un punto panoramico davvero pazzesco. Ideale anche per un caffè o un aperitivo al tramonto, o per passare una piacevole giornata tra spiaggia, mare e cibo con tutta la famiglia.
Dopo aver assaggiato i piatti proposti da Roberto e Ines ci siamo lasciati coccolare dal dessert. Io ho scelto una sbriciolata con mele e cannella, dal gusto dolce e deciso, preparata dalla padrona di casa.
La città di Gaeta sorprende per il suo mare meraviglioso, le sue spiagge incastonate tra crostoni di falesie dai colori dorati e per i suoi monumenti di grande valore storico e culturale. Ma a Gaeta, la splendida perla della Riviera di Ulisse, è possibile soprattutto assaggiare deliziose portate derivanti dall’antica tradizione marinara del borgo, come la tiella, e deliziarsi con preziosi e succulenti prodotti tipici del territorio, come i pomodori spagnoletta e le rinomate olive, famose in tutto il mondo. Oggi ti parlo di uno dei piatti tipici più caratteristici e rappresentativi della costa gaetana: la “votapiatto” di calamarelle.
La votapiatto è un piatto tipico gaetano, fatto con pochi ingredienti semplici e genuini, come le calamarelle o le alici. Questa è la versione del ristorante “Come il mare” di Gaeta.
La votapiatto di calamarelle
La votapiatto è una deliziosa ricetta della tradizione gaetana e prende il nome dal procedimento che si adotta per prepararla. L’ingrediente fondamentale è la calamarella, un calamaro molto molto piccolo, particolarmente morbido e saporito. Le calamarelle vanno panate con farina e fritte in olio di oliva bollente, insaporito da uno spicchio d’aglio, vicinissime una all’altra come a formare una frittata. E come una frittata vanno girate in un piatto per continuare la cottura del lato opposto.
La vera ricetta della votapiatto di calamarelle
Per preparare la votapiatto di calamarelle servono pochissimi ingredienti, ma occorre seguire il vero rito della tradizione gaetana per avere un risultato strepitoso. Ti lascio la ricetta e qualche trucchetto per fare una votapiatto uguale a quella che da millenni preparano le massaie della zona. Ma sappi che per la buona riuscita del piatto occorre utilizzare calamarelle nostrane e freschissime!
Ingredienti per una votapiatto
400 grammi di Calamarelle fresche
Farina
Olio extra vergine
1 spicchio d’aglio (a piacere)
Peperoncino e prezzemolo
Preparazione
Pulisci bene le calamarelle, togliendo le interiora cercando di lasciarle intere. Lavale accuratamente a asciugale bene con un canovaccio. In una padella antiaderente non molto grande versa un filo di olio di oliva extra vergine in cui lasciare imbiondire uno spicchio d’aglio intero. Infarina i calamaretti nel frattempo, cercando di eliminare per bene la farina in eccesso con un setaccio. Appena l’olio sarà caldo disponi le calamarelle nella padella, una accanto all’altra senza lasciare spazi, aiutandoti se necessario con un cucchiaio per compattarle bene. Attenzione quindi alla cottura. Basta farle soffriggere qualche minuto a fuoco abbastanza vivo, cercando di non farle bruciare. Arriviamo dunque al passo fondamentale della preparazione della votapiatto. Passati un paio di minuti bisogna girare le calamarelle allo stesso modo in cui si gira una frittata, aggiungendo un filo d’olio in padella prima di adagiarle nuovamente sul fondo. Lascia quindi cuocere un paio di minuti anche questo lato e completa con un pizzico di peperoncino e prezzemolo.
Una caratteristica fondamentale della votapiatto gaetana sono gli ingredienti. Le calamarelle devono essere nostrane e freschissime. Questa è la versione della votapiatto di “Scirocco Bistrot”.
Immergiti nelle tradizioni locali gustando i piatti tipici gaetani
I deliziosi piatti tipici di Gaeta possono essere gustati in molti dei ristoranti sparsi nei quartieri della città. La cucina gaetana offre davvero una vasta scelta di prodotti gastronomici di alta qualità preparati con prodotti locali, seguendole tradizioni millenarie della zona. Piatti semplici, fatti da pochi ingredienti, ma deliziosi nella loro semplicità.
A meno di dieci minuti di auto da Gaeta, nel Lazio, c’è un meraviglioso centro in cui praticare i più svariati sport, dal nuoto al pilates. La particolarità del Centro Sportivo XXV Ponti sta nel fatto che non solo offre due piscine semi-olimpioniche, una al coperto ed una all’aperto, ma è diventato un punto di riferimento anche per concedersi qualche ora di relax assoluto.
Immersa nel verde delle colline itrane infatti, la grande piscina esterna è circondata da diverse oasi dedicate all’ozio, al cibo rinomato e al fitness all’aria aperta. Lettini, zone di ombra e una piscina dedicata ai più piccolini, con tanto di idromassaggio, fanno del Centro Sportivo XXV Ponti una meta imperdibile per scappare dal caldo afoso della città o per prendere una pausa rigenerante dal lavoro.
La piccola piscina del Centro Sportivo XXV Ponti, immersa nel verde, è l’ideale per una giornata dedicata al relax.
Centro Sportivo XXV Ponti
Il grande Centro Sportivo XXV Ponti, come già accennato, vanta due piscine semi-olimpioniche, una interna e una esterna. La piscina interna è dedicata alle attività agonistiche, ai corsi di nuoto e al nuoto libero, nonchè alle discipline acquatiche più in voga del momento. Inoltre il centro offre diverse sale fitness interne, ognuna dedicata ad uno sport. Dal Pilates alla Walking Fit, le innumerevoli attività proposte dal centro sono praticate da istruttori qualificati e molto socievoli. Adiacente alla piscina c’è inoltre un attrezzatissima area pesi, dove seguiti da Francesco, è possibile fare vere e proprie sessioni alle macchine per dare una sferzata alla muscolatura. L’ambiente in generale è rilassante, familiare, molto proprositivo.
I corsi di fitness in acqua diventano ancora più divertenti se praticati all’aria aperta.
Nuota nella piscina coperta
Oltre ai tradizionali corsi di scuola nuoto, nella grande piscina coperta è possibile provare attività innovative, come l’Acqua Boxe, l’Acqua Pilates o l’Acqua Cross. La grande flessibilità degli abbonamenti permette poi di ampliare il percorso in acqua a lezioni in sala, seguiti da istruttori qualificati. Diverse sono le discipline in cui è possibile cimentarsi. Dal tradizionale corso di pilates o di ginnastica posturale fino ad arrivare a circuiti più impegnativi di cardio, come la nuova Onekor, una disciplina in cui muoversi a ritmo di musica aumentando a diminuendo la frequenza del lavoro. Gli spogliatoi dispongono di molti camerini individuali, docce e phon a tempo determinato. Un fattore importante è la pulizia. Le sale, le stanze comuni, la piscina e gli spogliatoi sono sempre molto puliti e curati.
Centro Sportivo XXV Ponti. Tuffati nella piscina esterna
Circondata da alberi rigogliosi e sempre battuta dal sole la piscina esterna è davvero multifunzionale. In estate tutti i corsi vengono infatti spostati in quest’area all’aperto, e pedalare in acqua o nuotare irrorati dai caldi raggi del sole è davvero un esperienza fantastica. Il personale è sempre attento e disponibile e gli istruttori sono una vera bomba di energia. Coinvolgenti e preparatissimi riescono a coinvolgere anche i più pigri nelle attività proposte dalla struttura. Un altra piscina, con un delizioso idromassaggio, si trova nell’area relax circondata da cipressi e vicinissima al bar. Un oasi di pace dove sorseggiare cocktails freschi e colorati leggendo un buon libro.
La piscina semi-olimpionica esterna del Centro Sportivo XXV Ponti, in cui praticare nuoto libero e le attività proposte.
Hops Pool. Il ristorante del Centro Sportivo XXV Ponti.
Nella fresca veranda adiacente alla piscina è possibile degustare deliziosi piatti accompagnati da una selezione di ottimi vini serviti sempre ghiacciati. La ciliegina sulla torta per dare una sferzata di energia positiva alla giornata. Da Hops Pool ricchi antipasti, squisiti primi piatti e buon pesce fresco grigliato da gustare con calma danno la giusta carica per continuare la giornata nelle piscine all’aperto, che sia per sport o per relax. Aperto sia a pranzo che a cena, ha anche un pizzaiolo super! Pizze fantastiche assolutamente da assaggiare.
Tanti antipasti preparati con prodotti di prima qualità, accompagnati da buon vino fresco, li trovi da Hops, il ristorante del Centro Sportivo XXV Ponti.
Al ristornate Hops puoi degustare ottimi piatti preparati con prodotti freschissimi, come gli intramontabili spaghetti alle vongole, o assaggiare deliziose pizze.
Prova nuova area fitness esterna
Al Centro Sportivo XXV Ponti pensano proprio a tutto. Nell’oasi esterna è stata appena inaugurata anche un area dedicata al fitness all’aperto, circondata dal verde e ben arieggiata. Una zona dedicata sia gli sport più adrenalinici, come circuito o onekor, o per dedicarsi alla cura del corpo e dello spirito con lo yoga o il pilates.
La nuova area esterna del Centro Sportivo XXV Ponti è un oasi di relax ma anche un luogo fresco dove praticare sport all’aria aperta.
Come prenotare
Per accedere alla nuova area esterna del Centro Sportivo XXV Ponti basta fare una prenotazione telefonica. E’ possibile fare abbonamenti o ingressi singoli. Non è obbligatorio mangiare al ristorante. Il centro dispone inoltre di due ampi parcheggi coperti dove lasciare la macchina al fresco.
Centro Sportivo XXV Ponti Via Appia Lato Roma (loc. XXV Ponti) Tel.: 0771/1978277 – 3517570062 e-mail:info@xxvponti.it
Oggi vi porto negli Stati Uniti, precisamente a Key West, in Florida, nel punto più a sud del paese. Famosa per i suoi straordinari tramonti, quest’isola rimanda alla leggerezza, alla libertà e alla vitalità. Una meta che è un vero e proprio stile di vita. Vi porto in Florida con il profumo semplice e fresco del lime, corposo del latte e croccante dei biscotti. Come? Preparando insieme la famosissima Key Lime Pie!
Key Lime Pie. Un pò di storia della famosa torta americana
La Key Lime Pie ha umili origini. Pare che sia stata preparata la prima volta dai pescatori di Key West durante le loro giornate di pesca nell’oceano. Non avendo frigorifero sulle barche per poter conservare in maniera appropriata gli alimenti per la sussistenza, ne tantomeno forno e fornelli per poterli cuocere, misero insieme latte condensato, uova e succo di lime creando un dolce fresco, ricco di proteine e soprattutto dal profumo incredibile, senza bisogno di cottura.
La ricetta originale
La Key Lime Pie è famosissima in Florida e l’ingrediente principale, che dona alla preparazione la caratteristica profumazione, è il lime. Dal colore verde intenso e dalla scorza sottile, il lime ha un sapore pungente e molto particolare, tra il dolce e l’amaro. In questa zona della Florida, soprattutto nelle isole Keys, questo piccolo agrume è molto utilizzato in cucina, o per preparare gustosi dessert e stuzzicanti cocktails. Assieme al lime altro ingrediente fondamentale per la preparazione della Key Lime Pie è il latte condensato, grazie al quale è possibile avere, con pochi ingredienti, una torta davvero molto simile a quella originale americana. L’aggiunta del succo di lime poi fa volare la mente verso quel mare cristallino degli Stati Uniti, fatto di piccole isole e barriere coralline. Anche se il clima di casa nostra non è tropicale, possiamo provare a ricreare quell’atmosfera in casa, preparando la Key Lime Pie. Questa ricetta mi è stata gentilmente concessa dalla mia amica americana Kristin, che ha anche provveduto alla preparazione e alla bellissima decorazione.
Ingredienti
170 gr di biscotti
90 gr di burro
30 gr di zucchero
4 tuorili
8 limes da cui prendere il succo
2 lattine di latte condensato
Preparazione
Iniziamo a preparare la Key Lime Pie mettendo nel mixer i biscotti secchi, frullandoli fino a polverizzarli. Trasferiamo poi il composto in una ciotola e andiamo ad aggiungere il burro fuso. Una volta amalgamato per bene, bisogna passarlo in uno stampo e compattare bene la base, cercando di lasciare anche dei piccoli bordi. Lasciamo la base riposare mentre andremo a preparare la deliziosa crema di farcitura. In una ciotola andiamo a montare tuorli e zucchero, fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungiamo il latte condensato, il succo dei lime ( circa 125 ml ) e continuiamo a lavorare il composto. Da un lime ricaviamo la scorza grattugiata, e andiamo ad aggiungerla alla crema.
Come decorare la Key Lime Pie
Recuperiamo la base di biscotti e andiamo a versare al suo interno la nostra crema di latte e lime. La mettiamo in forno preriscaldato per 25 minuti, a una temperatura di 190°. Trascorso il tempo possiamo recuperare la nostra creazione, lasciarla raffreddare bene, e passare alla fase più divertente: la decorazione. Una volta montata la panna con l’aggiunta di qualche goccia di succo di lime, trasferiamola nella sac a poche, e andiamo a creare dei graziosi ciuffetti sulla superficie della Key Lime Pie. Tra un ciuffetto e l’altro potete divertirvi a inserire dei riccioli di scorza di lime e delle foglioline di menta fresca.
Ecco la Key Lime Pie di Kristin
Dal sapore fresco e dal profumo invitante, la Key Lime Pie è una preparazione dolce che si gusta molto meglio nei periodi caldi. Deliziosa da gustare dopo pranzo o dopo cena, è anche un ottima alternativa per la merenda estiva. Ha l’effetto di un sorbetto, grazie al suo gusto fresco, ma anche di un dessert, grazie alla consistenza morbida e gustosa. Deliziosa soprattutto per accompagnare un buon Mojito, ricreando così l’atmosfera tipica e gioviale delle isole Keys e della Florida!
Uno dei ricordi più dolci del nostro primo viaggio on the road in Francia è legato senza dubbio al profumo e al sapore di un piccolo biscotto, che biscotto in fondo non è. Conosci le madeleines? Beh, così come risulta abbastanza difficile trasformare in parole l’aroma della vaniglia o il profumo del caffè, altrettanto difficile sarà spiegare la deliziosa fragranza delle petit madeleines, la loro soffice consistenza, e la loro precisa collocazione in un ricordo. In questo articolo trovi curiosità sulle madeleines e la ricetta da fare a casa in poche e semplici mosse.
Le madeleines, ricetta.
Conosci la storia della madeleines?
Anche se la madeleine è un dolce originario della regione della Lorena, la sua fama e la sua bontà si sono espanse in tutta la Franciain pochi anni, diventando un vero e proprio simbolo nazionale. Secondo una leggenda deve il suo nome ad una donna di nome Maddalena, la quale offrì a dei pellegrini diretti a San Giacomo di Compostela dei dolcetti modellati nel guscio di una capasanta. Ma la storia a cui più mi piace credere è che sia nata per soddisfare il palato di un re capriccioso, il goloso Stanislas, allora duca di Lorena, che per divertimento lanciava sfide ai cuochi di corte. Da queste gare nacquero tra l’altro i più deliziosi dessert che ancora oggi amiamo assaggiare, come ad esempio il famoso Babà! Dobbiamo infatti la sua nascita allo stravagante re che, stanco del sapore del kugelopf, dolce secco tipico della regione, cominciò a pucciarlo nel Madeira, un vino dolce e liquoroso, conferendogli un sapore decisamente alcolico.
La fama delle madaleines arriva in tutta la Francia
Nate dunque nelle reali cucine della Lorena e frutto di efferate competizioni tra cuochi, le madeleines arrivarono a Versailles. Vennero introdotte a corte dalla figlia del goloso Stanislas, moglie del re di Francia Luigi XV, che prese ad offrire questi deliziosi pasticcini ai suoi ospiti durante la cerimonia del tè. Uno dei pasticcieri di corte però, un certo Colombè, nel 1766 pensò bene di mettersi in proprio aprendo la sua attività a Commercy, portando con sé la preziosa ricetta delle madeleines. Da allora la preparazione segreta di questi squisiti dolcetti viene tramandata di generazione in generazione all’interno della sua famiglia.
Le madeleines, ricetta. Metti una scatola di latta…
Ma un altra particolarità che rese questi dolci famosi in tutta Europa stava anche nel modo in cui venivano confezionati, a dir poco all’avanguardia vista l’epoca. Le madeleines venivano infatti vendute in particolari scatole di legno, molto eleganti, che diventarono in poco tempo un vero e proprio oggetto del desiderio. Ancora oggi infatti questi dolcetti vengono venduti in accattivanti confezioni, per lo più di latta decorata, che vengono poi riciclate in casa per i più svariati usi.. tipo per contenere bottoni!
Come fare le madeleines a casa
Il loro profumo inconfondibile, misto alla consistenza morbida, dal sapore lieve ma accentuato di mandorla, potrai assaggiarlo solo comprando le madeleines nelle patisserie d’oltralpe. Ma per portare un pizzico di atmosfera francese anche a casa, basta davvero avere pochi ingredienti a disposizione e l’apposito stampo con le forme di conchiglie rovesciate. Meglio che lo stampo sia di ferro, poiché conduce il calore più velocemente e mantiene i dolcetti più soffici.
Le Madeleines, ricetta. Ingredienti
Bastano pochissimi ingredienti per ricreare in cucina il gusto ( quasi ) autentico dlele madeleines francesi. Una ricetta semplice e deliziosa che, con l’aggiunta di piccole gocce di cioccolato, adoreranno soprattutto i bambini.
125g diburro
125g dizucchero
150g difarina 00
1cucchiaino dilievito per dolci
2 cucchiai di latte
aroma di mandorla
2uova
1pizzico disale
1buccia grattugiata di limone o arancia biologica
miele
Foto di Chiara Macari
Le madeleines, ricetta. Procedimento
Comincia a sciogliere il burro a bagnomaria, o per fare prima nel microonde. Nel frattempo comincia a montare le uova con lo zucchero in una ciotola, o nella KitchenAid, mescolando fino a far diventare il composto spumoso. Ora continia ad aggiungere la farina setacciata con il lievito, il pizzico di sale e la scorza dell’arancia o del limone non trattata, il burro fuso e i due cucchiai di latte. Aggiungi alla fine il miele e l’aroma di mandorla, mescolando con una spatola affinchè il composto non si sgonfi. Lascia riposare in frigo per un paio d’ore, solo trascorso il tempo necessario a far riposare l’impasto potrai trasferirlo negli stampini.
Foto di Chiara Macari
Non bisogna versarne molto, in quanto le nostre piccole delizie tenderanno a crescere in cottura. Inforna a 200° per circa 15 minuti, controllando spesso, e sfornando quando le madeleines saranno diventate dorate e con la inconfondibili gobbette. Lasciale raffreddare prima di servirle, accompagnate da un’aromatico tè bollente.
Le maidelenes, ricetta. Come servirle a casa
Anche se oggigiorno è possibile acquistare le madeleines in qualsiasi supermercato, farle in casa diventa davvero una piacevole esperienza. Facili, economiche e facilmente conservabili per più giorni, questi deliziosi pasticcini portano tra le mura domestiche la tipica atmosfera francese con il loro profumo, facendoci viaggiare con i sensi. Solamente sentendone l’odore in un attimo ci ritroveremo sulle coste frastagliate della Bretagna o ad ammirare campi di lavanda nella suggestiva Provenza. Sono dolcetti versatili, ottimi sia per concludere il pranzo che per accompagnare il caffè della mattina. I bambini potranno invece tuffarle nel latte caldo, per una salutare colazione in stile francese.
Una delle più grandi passioni di un viaggiatore è senza dubbio quella di poter assaggiare i piatti tipici delle nazioni che si attraversano. E’ bello perdersi nelle taverne e nelle osterie a conduzione familiare, di quelle in cui trovi ancora tavolacci di legno grezzo e tovaglie a quadrettini. Non lasciarti tentare, in viaggio, da menù turistici scadenti, ma cerca di andare alla ricerca e alla scoperta di piatti “veraci” da gustare nell’atmosfera tipica del folklore locale. Piatti che puoi poi portare nella tua cucina e proporre ai tuoi ospiti. Allora perchè non provare a fare a casa la Paella, il piatto più famoso della penisola iberica?
La paella
Conosci la sua storia??
Ci sono diversi modi di preparare questo gustoso piatto, che variano di regione in regione, di paese in paese. La paella prende il nome dal recipiente in cui è cotta, ossia una padella di ferro larga e bassa con due manici ai lati opposti. La caratteristica di questo tegame, basso e maneggevole, fa in modo che la paella possa raggiungere lo “socarrat”, la caratteristica bruciacchiatura del riso sul fondo. La sua diffusione si è avuta per lo più sulle spiagge valenciane, espandendosi a tal punto da diventare uno dei piatti nazionali e addirittura internazionali più conosciuti al mondo.
I diversi tipi di Paella
Esistono diverse varianti della paella, scopriamo insieme quali sono le più conosciute.
Valenciana: La Paella valenciana deve contenere dieci ingredienti di base per essere definita come tale. Pollo, taccole, coniglio, fagioli, pomodoro, riso, olio, acqua, zafferano e sale. Anche se sono consentite piccole variazioni, come l’aggiunta di lumache o rosmarino, gli ingredienti fissi non devono mai mancare.
Mixta. Nella famosissima paella mixta, assieme al riso, si trovano prodotti deliziosi di terra e di mare, come l’aragosta, i gamberetti, il chorizo, le cozze, le vongole e le varie spezie. Una paella alternativa, decisamente differente dalla classica ricetta regionale valenciana.
De marisco. Nella paella de marisco, la mia versione preferita, la carne viene sostituita da molluschi e da pescato fresco. Quindi via libera ai classici gamberi, calamari, seppie, vongole, piselli, peperoni e zafferano…con l’aggiunta di un pesce pescato di buona qualità. L’unico problema può essere che diventi un risotto alla pescatora, se non si eseguono bene i passaggi della ricetta originale.
Paella negra. Prende il nome dall’arroz negre, un piatto che somiglia molto alla paella valenciana. La ricetta originale prevede nero di seppia ad insaporire il riso, calamari, peperoni, peperoncino e paprika. Dal sapore indubbiamente più forte e piccante.
Paella de verduras. La versione vegetariana per eccellenza, fatta con brodo vegetale, riso, piselli, peperoni, taccole, fagioli, carciofi, cipolle, zafferano e limone.
La nostra versione della Paella
Fortunatamente, ogni volta che facciamo scalo a Barcellona dopo aver viaggiato in nave Grimaldi per raggiungere la costa spagnola, ci fiondiamoalla Boqueria, il famoso mercato della città. Il primo acquisto che facciamo, dopo aver consumato deliziosi e coloratissimi frullati di frutta, sono un paio di confezione di spezie miste per paella, già pronte per l’uso. Per preparare la nostra versione casalinga di questo famoso piatto dunque abbiamo usato proprio una confezione di queste spezie già pronte. Ecco la nostra ricetta.
Ingredienti per 4 persone
500 gr doi mazzancolle
500 gr di gamberi rossi
400 gr di calamari
400 gr di seppie
Un kg di cozze
Mezzo chilo di vongole
100 gr di piselli
Cipolla
Aglio
Prezzemolo
Sale , passata di pomodoro
400 gr di riso
Spezie per paella già mixate, oppure zafferano, paprika e una punta di curry.
Prepara gli ingredienti di base
Sguscia i gamberi e le mazzancolle da crudi, lasciando un pezzo intero di ogni crostaceo da usare per la guarnitura finale della paella. Lessa i piselli freschi per 5 minuti in acqua bollente, scolali e mettili da parte. Realizza quindi un fumetto di crostacei con le teste che hai tolto ai gamberoni. Cuoci le cozze e le vongole separatamente in due pentole, sgusciale e tienele da parte insieme al liquido di cottura.
Taglia quindi a rondelle i calamari. In una padella capiente fai rosolare uno spicchio d’aglio con l’olio e unite i gamberi rossi e le mazzancolle, sfumandole con vino bianco. Appena evaporato il vino trasferisci il tutto in un contenitore. Nella stessa padella ( non lavarla) aggiungi nuovamente olio e aglio, fai rosolare i calamari per un minuto e uniscili ai gamberi e alle mazzancolle.
Attenzione ai passaggi critici
Ora nel tegame metti uno spicchio d’aglio, una cipolla tagliata sottile e fai rosolare. Unisci poi tutto il composto precedentemente preparato di mazzancolle, gamberi e calamari, aggiungendo tre cucchiai di passata di pomodoro e la spezia per la paella sciolta in un bicchiere di brodo caldo. Lascia cuocere 4/5 minuti. Aggiungi il riso, facendo attenzione di mescolarlo solamente una volta verso meta cottura. A tre quarti di cottura invece, aggiungi i piselli lessati, le cozze e le vongole. Regolati con le dosi di liquido da aggiungere. 100 gr di riso assorbono mediamente, in base alla qualità che andrete ad usare, 300 gr di brodo. A cottura ultimata spegni il fuoco, adagia a raggiera gamberoni, mazzancolle, cozze e vongole con guscio che hai precedentemente lasciato da parte, e passa sotto il grill del forno il tempo necessario per fare una bella crosticina.
Naturalmente questa è una nostra versione della paella, adattata a quello che avevamo in casa, e non vuole in alcun modo sostituire la ricetta originale. Da provare a preparare per passare un pomeriggio insieme in cucina, portando così colori, sapori e profumi della Spagna a casa propria.