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Di cibo e di vino

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Se sei in vacanza a Gaeta, nella Riviera di Ulisse, e stai cercando un posto dove mangiare i piatti tipici della tradizione, ti consiglio di prenotare un tavolo al Ristorante A casa mia. Si trova nella suggestiva cornice di Gaeta Medievale, a due passi dai principali edifici di interesse storico e architettonico della città, come il Duomo di Sant’Erasmo e la Chiesa di San Giovanni a Mare. Inoltre la veranda affaccia proprio sul bellissimo lungomare, con vista sul porto e su tutto il Golfo di Gaeta. 

Dove mangiare a Gaeta

Ristorante A casa mia

Informale e caratteristico negli arredi, tipicamente marinari, il Ristorante A casa mia accoglie i clienti in un’atmosfera semplice e familiare. Le proposte del menù sono legate al territorio e i piatti preparati rigorosamente con prodotti tipici locali, come i frutti di mare e il pescato. Dagli antipasti ai primi, passando per i secondi e arrivando ai dessert, i sapori rimangono fedeli alle preparazioni gastronomiche della tradizione gaetana, con leggere rivisitazioni che non ne alterano la tipicità. 

Assaggia gli antipasti di mare

Prova la variegata selezione di antipasti proposti dal Ristorante A Casa mia e non te ne pentirai. Ogni piatto è preparato con prodotti freschi e di ottima qualità e servito in maniera semplice, senza inutili fronzoli. Assaggia la parmigiana di alici, uno degli antipasti che più rispecchia la tradizione gaetana, fatta di pesca e di piatti semplici e genuini. Prosegui poi con i bocconcini di baccalà pastellati su cipolle caramellate. Un’autentica bontà. Deliziosa anche l’insalata di polpo con puntarelle e le polpettine miste di pesce, panate e fritte. Accompagna il tutto con un’ottimo vino bianco, lasciandoti consigliare dal personale, sempre disponibile e attento alle esigenze del cliente. 

Prova i primi piatti della tradizione gaetana

Dopo aver provato i vari sapori del territorio racchiusi nei tanti antipasti di A Casa mia prova i primi piatti, altrettanto gustosi e saporiti. Gli ingredienti sono ben mixati tra loro senza mai risultare invadenti. Prova allora lo spaghetto alla gaetana, con alici, pomodorini, olive e pangrattato croccante. Un piatto della tradizione che lega il profumo del mare ai prodotti della terra, come le olive di Gaeta. Lo stesso profumo che senti e assapori con i tagliolini con cozze, pecorino e limone. Sapori che esplodono in bocca senza contaminarsi a vicenda ma che anzi, rimangono intensi e persistenti. Da provare anche la famosa “votapiatto” di calamarelle,  il piatto tipico della tradizione gaetana per eccellenza.

Dove mangiare a Gaeta piatti tipici locali. Ristorante a Casa mia.
I primi piatti rispecchiano in pieno la gastronomia tradizionale gaetana e sono preparati con prodotti del territorio freschissimi e di ottima qualità.

Dove mangiare a Gaeta. Perchè scegliere A casa mia

Non abbiamo assaggiato i secondi piatti ma siamo rimasti piacevolmente colpiti dai dessert, che A casa mia vengono preparati con passione da mani esperte e sapienti. Genuinità, dolcezza e ricercatezza nel piatto. Proprio perchè preparati in casa ogni giorno c’è una nuova dolce proposta. Da provare la sbriciolata con crema di mascarpone e amarene. Scioglievolezza unica e sapore delicato.

Dove mangiare a Gaeta. ristorante A casa mia.
I dolci del Ristorante A casa mia sono tutti fatti in casa da Rosanna, bravissima pasticciera.

A casa mia trovi un’ambiente informale ma curato, un’ottima selezione di vini e di portate e un team familiare e cortese. La cucina racchiude tutte le essenze della tradizione mediterranea, lavorate con prodotti freschissimi e di prima qualità. Un locale versatile, ideale per passare una serata all’insegna della convivialità, che sia in famiglia, in compagnia di amici o in coppia. 

 

Se ti trovi a Perugia e stai cercando un posto dove mangiare devi fare assolutamente un salto a La pecora nera-polpette & co. E’ un locale che si trova proprio nel centro città, a due passi dai più importanti punti di interesse. La pecora nera è il luogo perfetto per chi vuole provare i sapori tipici della gastronomia umbra racchiusi in una polpetta!

Dove mangiare a Perugia

La pecora nera-polpette & co.

A La pecora nera trovi il confort food per eccellenza: la polpetta! E la trovi in ogni possibile variante. Al sugo, al Sagrantino, al maiale in salmì ma anche alla Parmigiana e al baccalà. Non puoi resistere alla selezione di polpette proposte nel menù e sarà difficile sceglierne solo una versione. Se sei in compagnia di amici ti consiglio di optare per più piatti da condividere, e poterle quindi assaggiare ( quasi ) tutte. Le materie prime sono fresche e di ottima qualità e i sapori perfettamente equilibrati. Le polpette poi vengono preparate davanti ai tuoi occhi nella cucina a vista. Una garanzia in più sulla freschezza delle portate. 

Dove mangiare a Perugia. La pecora nera polpette & co.
Una delle specialità de La pecora nera di Perugia sono le polpette al vino Sagrantino, con caprino e granella di pistacchio. Come resistere?

Perchè scegliere la Pecora nera-polpette & co. 

Riunirsi intorno ad un tavolo stracolmo di polpette di ogni tipologia è un delizioso momento di convivialità, che si viaggi in famiglia o in compagnia di amici. Le polpette de La pecora nera sono preparate con prodotti tipici del territorio umbro e quindi sono un modo alternativo di testare i sapori e i profumi della regione. Una rivisitazione dei piatti caratteristici dell’Umbria racchiusi in un una polpetta. Il personale è davvero molto gentile e non manca di elargire consigli sulla scelta dei piatti e sui possibili abbinamenti con birre e\o vino. L’atmosfera è tranquilla e informale e il locale è molto carino, ben arredato e soprattutto pulito e raccolto. In più è proprio nel centro storico, vicinissimo al Duomo e ai monumenti più importanti di Perugia.

Dove mangiare a Perugia, polpette & co. La pecora nera
Un grande classico della cucina italiana tradizionale: la polpetta con il sugo. A La pecora nera sono preparate con carne di vitello, passata di pomodoro biologica e erbe aromatiche, arricchite con Parmigiano Reggiano 24 mesi DOP

La pecora nera-polpette & co. è una polpetteria unica, capace di regalare momenti di straordinario relax gustando caratteristiche prelibatezze, ideale anche per le famiglie con i bambini. Le proposte gastronomiche sono davvero particolari e le variazioni sul tema “polpetta” assolutamente azzeccate. Lascerai il locale a malincuore promettendo di tornare presto.

Dove mangiare a Perugia. La pecora nera-polpette & co.
A La pecora nera-polpette & co. trovi anche la versione dolce! Questa è una rivisitazione di Tiramisù, grande classico della pasticceria italiana. E quindi polpette con caffè e pavesini ricoperte al cocco, con crema al mascarpone, pencils di cioccolato fondente e trucioli di cacao!
Trovi La pecora nera-polpette & co. a Perugia, in via Baldeschi 5. Per info e prenotazioni puoi chiamare il numero 075 572 2739

 

Se sai pianificando una gita a Gardaland con i bambini ti consiglio di visitare anche i territori circostanti. La zona del lago di Garda è ricca non solo di magnifici borghi da esplorare ma anche di una gastronomia locale deliziosa e variegata, assolutamente da provare. Il territorio offre ottime esperienze culinarie e anche vicino il parco di Gardaland ci sono diversi ristoranti in cui provare ottimo cibo tradizionale. 

Ristoranti vicino Gardaland

Locanda Gallheus

A pochi minuti di auto da Gardaland e a soli due minuti a piedi dall’Hotel Parchi del Garda di Lazise trovi Locanda Gallheus. Il luogo ideale per ricaricare le energie spese nel parco dedicandosi alla buona cucina. Il locale dispone di un grande parcheggio e di un giardino interno ed è quindi il luogo ideale per le famiglie con i bambini. Il servizio è veloce e il personale cortese e oltre al classico menù ricco di piatti a base di pesce o carne, presso la Locanda puoi assaggiare sia la pizza tradizionale che la pizza alla pala, cotte in forno a legna, da accompagnare con una delle selezionate birre artigianali che trovi in carta. 

Ristoranti vicino gardaland. Locanda gallheus
Locanda Gallheus è un locale molto capiente, ma altrettanto intimo e accogliente. Ideale per le famiglie con i bambini per via del grande spazio esterno e del parcheggio a disposizione dei clienti.

Cosa provare da Locanda Gallheus

Il menù di Locanda Gallheus è molto vario e spazia tra piatti di carne, pesce, pizze o insalatone. Deliziosi sono i taglieri di salumi e formaggi accompagnati da mostarde di frutta e gnocco fritto. Un ottimo antipasto da dividere anche tra i commensali. 

Ristoranti vicino Gardaland. Locanda Gallheus.
Tagliere di crudo di Parma e salame di Felino con erborinato al Raboso Passito, Monte Veronese DOP 18 mesi, mostarda di frutta e gnocco fritto.

Scegliere cosa mangiare da un menù così ampio e così ben presentato non è stato semplice. Ho comunque optato per un primo piatto e un secondo e le portate sono state accompagnate da ottima focaccia calda. Ho provato gli spaghetti quadrati allo zafferano con ragù d’anatra e lamelle di tartufo e la tartare di carne salada trentina con zucca e fonduta di taleggio. Piatti ben preparati con prodotti freschi e di qualità. Ovviamente abbiamo accompagnata il pasto con dell’ottimo vino del territorio, un Lugana DOC. 

Perchè fermarsi a Locanda Gallheus

Se hai bisogno di riposarti dopo una giornata al parco e dedicarti ad un buon pasto in un’atmosfera calda e rilassante prova a fermarti a Locanda Gallheus. La vasta scelta del menù, la vicinanza a Gardaland e a Lazise nonchè la possibilità di poter parcheggiare comodamente l’auto fanno di questo posto un punto di riferimento per chi vuole provare dei piatti particolari oppure dell’ottima pizza a lievitazione naturale. 

Trovi Locanda Gallhues a Via Peschiera 98 – 37017 Fraz. Pacengo – Lazise (VR). Per info e prenotazioni puoi chiamare il numero +39 045 6490019

 

Una delle regioni più belle da girare on the road, vista la sua conformazione, è indubbiamente la Liguria. Territori di una bellezza disarmante che vantano montagne che si tuffano nel mare cristallinoe tanti piccoli borghi caratterizzati da una vita lenta e armoniosa. Ma la Liguria è anche una regione ricca di prodotti gastronomici tipici da scoprire e assaggiare con la calma che meritano. La cucina regionale è caratterizzata da prodotti semplici e genuini che provengono sia dal mare che dalla campagna e che, sapientemente preparati, danno vita a piatti gustosi e prelibati. Se ti stai chiedendo dunque cosa mangiare durante un viaggio in Liguria di seguito trovi una selezione dei piatti tipici da provare assolutamente in questi territori. 

Cosa mangiare in Liguria

La focaccia “genese”

La focaccia ligure è uno dei prodotti tipici della regione e forse il più conosciuto al mondo. In Liguria viene consumata praticamente durante ogni pasto. A colazione si inzuppa nel cappuccino o nel latte caldo oppure si mangia con una colata di miele sopra la crosta croccante accompagnata da un buon caffè. In ogni casa e in ogni ristorante affianca le portate come se fosse pane, sia a pranzo che a cena. E’ tra l’altro un’ottimo street food, ideale da gustare in ogni momento della giornata. Le panetterie da queste parti hanno sempre le vetrine cariche di focacce di ogni tipo. Oltre alla focaccia classica, alta qualche centimetro e spennellata in superficie con olio extra vergine di oliva, puoi trovare la variante con le cipolle o con le olive, oppure con patate e pomodori. Gli ingredienti poi vengono aggiunti solo sulla superficie e non all’interno. 

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La focaccia di Recco

La focaccia di Recco invece, famosissima da queste parti, non è da considerarsi una focaccia come tutte le altre perchè è prodotta con pasta non lievitata. La sua bontà è straordinaria e il suo sapore inconfondibile è difficilmente imitabile. Tra due strati di impasto a base di farina viene steso un cremoso ripieno di stracchino che in cottura si scioglie e crea una vera e propria opera d’arte culinaria. Va mangiata caldissima!

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Cosa mangiare in Liguria. La farinata

Un piatto da assaggiare assolutamente se ti trovi in vacanza in Liguria è la farinata. E’ una torta molto bassa simile ad una frittata che viene preparata con la farina di ceci. Per cuocerla occorrono delle teglie apposite in rame stagnato, facilmente reperibili nei negozi di queste zone. La cottura avviene ad alte temperature, circa 300°C, ma è molto veloce. Non appena si forma la crosticina croccante e dorata in superficie può essere sfornata e mangiata. 

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La panissa

La panissa ligure è simile alla farinata perchè anch’essa preparata con farina di ceci, acqua e sale. La differenza sta nella consistenza dell’impasto. Quello della panissa si rapprende in cottura e poi viene messo in appositi stampi a raffreddare. Una volta freddo si taglia a strisce sottili e si serve. La variante fritta è molto più saporita ed è un’ottimo street food, ideale soprattutto come aperitivo.

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Pansotti con la sala di noci

Uno dei piatti che più rappresenta la Liguria sono i famosi “pansotti” con la salsa di noci. Un primo piatto della tradizione regionale dal gusto autentico e corposo. I pansotti ricordano nella forma i classici tortelli, ma vengono preparati e farciti in maniera totalmente differente. La pasta viene stesa in una sfoglia davvero sottilissima, quasi impalpabile, e il loro ripieno è a base di erbe e ricotta. Sono conditi con la salsa di noci, un’altra specialità della tradizione ligure, preparata con frutta secca, latte e mollica di pane. Una vellutata dal sapore intenso che esalta in modo particolare il gusto fresco dei pansotti.

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Un grande classico. Il pesto alla genovese

Il pesto alla genovese non ha certo bisogno di presentazioni, ma c’è da dire che l’originale lo puoi mangiare solo in Liguria. Infatti sia la consistenza che il gusto del pesto fresco genovese sono molto diversi da quelli a cui siamo ormai abituati e che compriamo in ogni centro commerciale. La differenza sostanziale sta nel basilico che viene usato. In questa regione infatti pare che il basilico abbia un aroma esclusivo e inimitabile, dovuto quasi sicuramente alle condizioni climatiche in cui cresce. Fatto sta che questa salsa cruda è diventata uno dei condimenti più conosciuti e apprezzati nel mondo. Il pesto genovese va abbinato alle trofie o alle trenette, due formati di pasta tipici di queste zone. A completare il piatto spesso vengono aggiunti tocchi di patate e fagiolini bolliti.

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Il coniglio alla ligure

Un’altro piatto della cucina tradizionale di questa regione è il coniglio alla ligure. Una ricetta originaria della riviera di ponente dove sin da tempi antichi erano molto diffusi gli allevamenti di conigli. Oggi invece, sia per la facilità di preparazione sia per i pochi ingredienti che occorrono, viene preparato in tutta Italia. In questa ricetta il gusto della carne di coniglio viene enfatizzato dalle olive, rigorosamente taggiasche, e dagli aromi quali timo, maggiorana e salvia. Il sughetto corposo che si forma in cottura viene utilizzato per irrorare il coniglio una volta impiattato ed è così gustoso che è impossibile non fare la scarpetta!

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Cosa mangiare in Liguria. La cima alla genovese

Un’altro classico intramontabile della cucina ligure è la cima alla genovese. Un secondo piatto molto diffuso nella zona che viene preparato con carne di vitello tagliata a tasca. L’interno viene farcito con diversi ingredienti tra i quali spiccano per il sapore deciso le animelle e le cervella. A queste vengono aggiunti uova, aglio, polpa di vitello, pinoli, parmigiano, bieta, piselli, carote, mollica di pane e olio. La tasca viene cucita e bollita, poi tagliata a fette e servita. Insomma non è certo un piatto light, ma è una delle cose più particolari da mangiare assolutamente se ti trovi in viaggio in Liguria. 

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Il pandolce genovese

Bisogna concludere questa carrellata di delizie liguri con un dolce tipico della zona. Il pandolce alla genovese è il re della pasticceria della regione e viene consumato principalmente durante le festività natalizie. E’ un dolce che ha origine nel lontano ‘500, frutto di una gara tra maestri pasticceri indetta dal Doge della Repubblica di Genova, Andrea Doria, che voleva un dolce che rappresentasse nel mondo la ricchezza della città. Un dolce che fosse non solo nutriente ma che soprattutto durasse per più giorni, e che quindi fosse adatto ai lunghi viaggi in mare dei marinari liguri. Il pandolce viene ancora preparato secondo l’antica ricetta che prevede un impasto lievitato a base di farina e burro, arricchito con uva sultanina, zibibbo, anice, zucca e cedro canditi, pinoli e acqua di bergamotto. 

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Sono tantissime le specialità gastronomiche regionali da provare durante una vacanza in Liguria ed è impossibile racchiuderle in un unico articolo. Ogni piatto è l’espressione di una cucina semplice e genuina che prevede l’uso esclusivo di ingredienti legati al territorio, come l’olio extravergine di oliva e il rinomato basilico. Una cucina tradizionale non scontata, ricca di accostamenti genuini e mai banali. 

Uno degli aspetti più “appetitosi” di un viaggio è proprio quello dedicato all’enogastronomia locale. Se ti trovi in vacanza sul lago di Garda ti consiglio di assaggiare i piatti e i vini tipici del territorio, frutto di tradizioni radicate e di passioni genuine. Le località che si affacciano sulle acque cristalline del lago sono molte ed ognuna riserva sorprese culinarie degne di nota. Se ti trovi a Bardolino, sulla sponda veneta, e non sai dove mangiare, ti consiglio di fare una tappa da Taverna da Memo. Un locale situato proprio nel centro storico della città dove trovare piatti tipici della zona preparati con prodotti di ottima qualità.

Dove mangiare a Bardolino. Taverna da Memo

Taverna da Memo si trova a due passi dal lungolago di Bardolino. Ha un bellissimo patio dove poter mangiare all’esterno, con posti riscaldati. E’ quindi ideale anche in inverno se desideri goderti il via vai delle persone provando i piatti della tradizione locale. Il locale all’interno è curato nei dettagli e tutto gira intorno al re del territorio, il vino Bardolino. L’eleganza del ristorante è fine e gradevole. La mis en place davvero molto ricercata. Tutto è semplicemente perfetto e molto curato. Il personale poi è accogliente e cortese, sempre pronto a soddisfare le richieste dei clienti. L’attenzione è costante ma mai invadente e questo è già un gran punto a favore. 

Dove mangiare a Bardolino. Taverna da Memo
Il locale interno è davvero molto fine e accogliente, arredato con stile omaggiando il re dei vini autoctoni: il Bardolino DOC.

Cosa devi assaggiare da Taverna di Memo

Il menù Di Taverna di Memo è su tablet ma è molto semplice e intuitivo da usare. L’offerta delle portate è ampia e comprende sia piatti di terra che di lago, ma anche di mare per i più pretenziosi. Trovandomi in una zona lacustre non potevo non assaggiare dei piatti della tradizione gardesana e quindi mi sono lasciata tentare da due assaggi di antipasto e un primo piatto che rispecchiavano le caratteristiche della cucina locale.

Prova il luccio alla Gardesana con trota in carpione e polenta delle valli del Chiese

Il luccio alla gardesana con trota in carpione infatti non ha deluso le aspettative. I due gusti, uno più intenso l’altro leggermente più delicato dei due pesci di lago, accompagnati da deliziose salsine e perfettamente cucinati, appagano al primo assaggio. Vengono accompagnati da polenta della valli del Chiese. Questa particolare polenta è preparata con farina gialla di Storo, frutto del grano marano. Questo caratteristico grano è coltivato rispettando i cicli naturali e poi macinato nel mulino di Storo, dal quale prende il nome. Si riconosce per il suo caratteristico colore ed è facilmente digeribile nonostante la sua consistenza rustica e il sapore ricco e deciso. 

Dove mangiare a Bardolino. Taverna da memo
Un’accostamento insolito ma molto particolare. Il gusto di questo antipasto a base di pesce di lago è sorprendente.

Assaggia la tartare di Black Angus italiano con salse, crostini al burro e sale Maldon

Dove mangiare a Bardolino. Taverna da Memo
Da Taverna di Memo anche i piatti di carne non deludono. La varietà del menù accontenta davvero ogni tipologia di cliente.

Goditi i bigoli di pasta fresca “Al Castello” alle sarde di lago con pane aromatizzato

Se vuoi immergerti nella tradizione gastronomica locale devi dare un’opportunità alle sarde di lago. Da Taverna di Memo vengono saltate con i bigoli freschi del pastificio Al Castello, una rinomata qualità di pasta del territorio, e conditi con pane fresco aromatizzato, tostato e ridotto in piccole briciole simili a pangrattato. Il sapore è molto deciso, intenso e aromatico.

Dove mangiare a Bardolino. Taverna da Memo
Oltre al sapore decisamente originale ogni portata del menù di Taverna da Memo è deliziosamente impiattata, dando appagamento non solo al palato ma anche alla vista.  

Dove trovi Taverna da Memo

Taverna da Memo si trova proprio nel centro pedonale di Bardolino, in Piazza Statuto 15, vicinissima ai maggiori punti di interesse della città. Oltre al bellissimo patio esterno ha ampi locali interni dove sono garantite le norme di sicurezza anti Covid-19. 

Per info e prenotazioni vista la pagina facebook o chiama al numero 045 511 8881

Uno dei modi migliori per scoprire l’Umbria è indubbiamente organizzandoun’itinerario on the road che ti permetta di esplorarne i territori in totale libertà. Questa regione, famosa per la sua natura rigogliosa e per i suoi bellissimi borghi medievali, vanta anche una serie di eccellenze gastronomiche famose nel mondo come il celebre tartufo nero di Norcia. Vediamo quindi cosa mangiare in Umbria partendo alla scoperta dei piatti tipici regionali. 

Cosa mangiare in Umbria

In Umbria trovi tantissimi prodotti tipici locali, alcuni dei quali molto conosciuti come le lenticchie di Castelluccio di Norcia, famose tra l’altro per la bellissima fioritura che regalano in primavera. Norcia è anche uno dei più importanti centri nazionali in cui viene lavorato il maiale e qui inizia in tempi immemori la tradizione del norcino, che definisce per l’appunto l’esperto nella lavorazioni delle carni suine. In Umbria si producono anche la porchetta e i budellacci, salumi preparati con il budello grasso del maiale ed essiccati nel camino. Ma la regione vanta anche un ottimo olio extravergine di oliva, un DOP dalle note delicate e fruttate, e numerosi prodotti caseari come il pecorino umbro.

Piatti tipici di Perugia

Per il tuo tour gastronomico nella regione parti da Perugia, polo universitario e ormai patria del cioccolato, protagonista nel mese di ottobre dell’ Eurochocolat, una delle manifestazioni più golose della penisola. Il piatto tipico della città è l’avortolo, una pizza fritta preparata con farina, olio e sale che ben accompagna i salumi umbri. Si trova anche in versione dolce, dove il sale viene sostituito con lo zucchero. Una delle specialità tradizionali perugine sono gli gnocchi con il sugo d’oca. Una vera prelibatezza a base di gnocchi di patate fatti a mano e condimento di pomodoro, carne di oca e pecorino semi stagionato. Spesso questo sugo si trova a condimento anche degli stringhiozzi, un’altro tipo di pasta preparata a mano tipica della zona. 

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Non lasciare Perugia senza aver assaggiato la parmigiana di gobbi, un delizioso piatto unico a base di cardi. Dopo esser stati marinati in olio, limone e prezzemolo i cardi vengono stesi in teglia alternati a sugo di carne e parmigiano. I gobbi alle perugina sono un classico delle festività natalizie, ma si trovano in diversi ristoranti di Perugia anche nelle altre stagioni. 

Cosa mangiare in Umbria. I piatti tipici di Assisi

Lascia Perugia e tuffati nell’atmosfera medievale della città di San Francesco: la meravigliosa Assisi. Dopo aver passeggiato nel suo centro storico e visitato le sue chiese più belle regalati un momento di relax assaggiando la rocciata, il dolce tipico della città che ricorda molto il gusto dello strudel trentino. Il nome rocciata deriva dalla parola dialettale “roccia” che non sta ad indicare una pietra ma una forma tonda arrotolata, che è proprio quella data a questo dessert. Nell’impasto sottile e croccante della rocciata si inseriscono mele, noci e frutta secca e sulla superficie si passa una spennellata di Alchermes.

Se sei invece un amante della pasta assaggia gli umbricelli, un formato di pasta tirata a mano molto simile agli spaghetti, che ad Assisi viene condita con pancetta, sugo, maggiorana e pecorino grattugiato. Anche la torta al testo ha un suo perchè. Questo piatto ha lontanissime origini ed è conosciuto anche come crescia. E’ simile ad una piadina preparata con semplici ingredienti come farina, sale, acqua e bicarbonato. Nasce come un alternativa al pane ma si può anche farcire all’interno con verdure, salumi e formaggi. 

Foligno e la Valle Umbra

Altra località dove assaggiare piatti tipici del territorio è Foligno, incastonala nella splendida Valle Umbra. Qui puoi provare i famosi spaghetti con il rancetto, una specialità che trovi in quasi tutti i ristoranti della città. Questo primo piatto è preparato con ingredienti autoctoni, come il pecorino e la pancetta e, anche se a prima vista può sembrare un’amatriciana, ti assicuro che il gusto è molto diverso. A dargli un tocco fresco e molto gradito c’è la maggiorana.

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I piatti tipici di Narni e della provincia di Terni. Cosa mangiare in Umbria.

Se hai intenzione di fare un giro nella Valnerina e concederti anche qualche attività all’aria aperta, come il rafting, per ricaricare le energie fai il pieno brustengolo. Si tratta di un pane dolce a base di mais arricchito all’interno con sottilissime fette di mela e frutta secca. A cena poi prova i manfricoli, il classico piatto della tradizione di Narni. Sono spaghetti grossolani, rigorosamente fatti a mano, preparati con un impasto di acqua e farina di grano duro. Vengono impastati con l’acqua delle sorgenti di Stifone, il bellissimo borgo sul fiume Nera, perchè queste acque incontaminate danno un sapore molto particolare all’impasto. Solitamente li trovi conditi con semplice sugo di pomodoro o con l’accoppiata vincente di salsiccia e tartufo.

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Norcia, capoluogo culinario dell’Umbria

Norcia è una della città più suggestive della regione, apprezzata dai turisti non solo per i meravigliosi edifici storici e religiosi che custodisce tra le sue mura, ma soprattutto per i suoi prodotti tipici ormai famosi in tutto il mondo. Se sei un buongustaio aggiungi questa meta nel tuo itinerario in Umbria e non te ne pentirai. Le tradizioni gastronomiche della città sono davvero tante e molto intriganti e passeggiare nel borgo alla scoperta delle norcinerie è davvero un esperienza unica. Questi locali, frutto di una tradizione millenaria, sono destinati in maniera esclusiva alla lavorazione e poi alla vendita di carne suina. I profumi che si sprigionano tra le mura delle norcinerie sono indescrivibili. Tra gli insaccati più buoni c’è il prosciutto di Norcia, una delizia assoluta che non ha eguali in scioglievolezza e gusto.

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Devi necessariamente provare anche la pasta alla norcina, il piatto tipico della città che vede cipolla e salsiccia come protagonisti. Il condimento infatti prevede un sugo fatto con cipolla, aglio, salsiccia e ricotta fresca di pecora e alcune varianti prevedono l’aggiunta di pepe e tartufo nero locale. 

Spoleto. Cosa mangiare in Umbria.

Spoleto incanta il visitatore con i suoi edifici maestosi e la bellezza del centro storico. La sua cucina tipica è un ulteriore ragione per inserire questa città tra le tappe del tuo viaggio in Umbria. Tra i piatti tipici spoletini trovi gli strangozzi, una pasta stesa a mano e tagliata a sezioni rettangolari e irregolari. Sono molto spessi e per questo motivo si accompagnano in maniera divina a sughi corposi, come quello alla norcina. Se capiti da queste parti in primavera puoi trovare come piatto del giorno in molti ristoranti il risotto con gli strigoli. Si prepara con erbe campestri della zona, chiamate strigoli, e viene mantecato con abbondante parmigiano. 

Per dessert puoi optare per una fetta di crescionda, dolce tipico di Spoleto che ha origini nel lontano Medioevo. Viene preparata con amaretti e cioccolato fondente e la sua consistenza è morbida e leggera. Si prepara a strati creando un fondo di farina e amaretti, un ripieno di morbida cioccolata e colando altrettanto golosa cioccolata a ricoprirne la superficie. Ancora oggi è uno dei dolci più popolari della zona.

Orvieto e la cucina tradizionale. Cosa mangiare in Umbria.

La cucina orvietana ancora oggi prevede ricette dal sapore antico, tramandate di generazione in generazione. I piatti tipici locali vengono preparati con materie prime del territorio provenienti da allevamenti e terreni della zona. Il piatto che più racchiude l’essenza della gastronomia di Orvieto è la zuppa di ceci e castagne, un piatto di origini contadine dal sapore estasiante. I due ingredienti principali danno un sapore intenso e allo stesso tempo delicato al piatto e il suo profumo richiama la terra umbra come nessun altro piatto della regione. 

Altro piatto tipico di Orvieto sono le lumachelle, rustici salati e fragranti che in tempi antichi erano pranzo per i contadini nei campi. Una specie di street food d’altri tempi che con gli anni non ha perso valore ma anzi continua ad essere tramandato con straordinaria tenacia di generazione in generazione L’impasto delle lumachelle è a base di pane ma il ripieno varia a seconda della stagione. Sostanzialmente vengono preparate con strutto, prosciutto o pecorino, e arrotolate per dare ai panetti la forma arrotolata, simile a quella della chiocciola. 

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Perchè fare un viaggio alla scoperta dei prodotti gastronomici dell’Umbria

Un viaggio alla scoperta della gastronomia regionale permette di imparare e di scoprire tantissime cose riguardanti i territori visitati. Al di la della tradizione culinaria provare i piatti tipici locali ti permette di inserirti nel contesto sociale di una città, di apprezzarne le abitudini e di viverne la quotidianità fatta di gesti lenti e sapienti. 

La gastronomia umbra in special modo è fatta di piatti genuini frutto di tradizioni radicate che ruotano per lo più attorno ai due prodotti tipici del territorio: il tartufo e la carne di maiale. In ogni cittadina umbra è facile trovare ristoranti e taverne che preparano i piatti della tradizione. Perdersi nei profumi e nei sapori della zona è un’esperienza di viaggio da provare almeno una volta nella vita. 

 

 

Durante la nostra esperienza di viaggio on the road in Umbria abbiamo spesso soggiornato in strutture ricettive tipiche del territorio, come agriturismi e casali di campagna. Una valida alternativa se cerchi l’autenticità della vita nostrana e la tranquillità di un posto immerso nella natura. Tra gli agriturismi a Norcia abbiamo scelto un delizioso casale dal carattere unico, recentemente ristrutturato, dove poter dormire nella quiete delle campagne umbre mangiando prodotti tipici del territorio sapientemente cucinati.

Infatti presso Il Casale degli amici a Norcia non solo abbiamo trovato una location dove poterci rilassare dopo le avventure outdoor provate nella Valnerina, ma abbiamo potuto soprattutto assaggiare i prodotti tipici del territorio nel meraviglioso ristorante del casale che vanta tra l’altro una strepitosa vista sulla vallata sottostante. 

Dove dormire a Norcia. Il casale degli Amici.
Il punto di forza de Il Casale degli Amici è proprio il fatto di poter godere della splendida vista panoramica da ogni parte della struttura.

Agriturismi a Norcia. Il Casale degli amici.

Il Casale degli amici è una struttura ricettiva immersa nella verdeggiante natura dell’Umbria, un’oasi di pace lontana dal caos dove potersi rilassare all’ombra degli alberi o assaggiare deliziosi manicaretti della cucina locale. Il casale è elegante e raffinato pur mantenendo il carattere rustico del classico agriturismo. L’accoglienza è molto calda e il personale gentile e premuroso verso gli ospiti. Gli spazi esterni sono tanti e tutti molto curati, con particolare attenzione verso i dettagli. Piacevole poi la compagnia dei tre cagnolini del podere, Timo, Pepe e Sally. I bambini si sono divertiti moltissimo a coccolarli e a seguirli in giro per la tenuta. Al Casale degli Amici ci sono anche due simpatici asinelli che si lasciano ammirare e accarezzare.

La piscina

A disposizione degli ospiti, oltre al parcheggio coperto, c’è una bellissima piscina in cui poter nuotare all’ombra degli alberi o dove prendere il sole ascoltando solo i suoni della natura. L’area dedicata al relax è provvista di ogni servizio, dai bagni alle docce calde.

Agriturismi a Norcia. Il Casale degli Amici.
Dopo aver esplorato i dintorni di Norcia è piacevole rientrare in struttura e fare un tuffo nella deliziosa piscina della struttura.

Le camere

Mobili in legno e pavimento in cotto, come da tradizione regionale, abbelliscono le stanze de Il Casale degli Amici. I soffitti hanno travi a vista e ogni stanza dispone di bagno privato, biancheria e set di cortesia. Nello specifico la camera che ci è stata assegnata, una standard, aveva forse bisogno di una sistemata in quanto due prese della corrente erano staccate dal muro e non funzionanti e dalla doccia fuoriusciva acqua. Situazione non proprio ideale se si viaggia con i bambini. Nel complesso, avendo usato la stanza solo per un notte, direi che è stata un’esperienza di soggiorno piacevole soprattutto per il silenzio che regnava fuori le finestre.

Agriturismi a Norcia. Il ristorante de Il Casale degli Amici.

Punta di diamante dell’agriturismo Il Casale degli Amici è senza ombra di dubbio il meraviglioso ristorante. Gli ambienti sono molto curati e ben arredati. L’attenzione al dettaglio non manca nemmeno sulla veranda panoramica, dove è possibile mangiare gustando deliziosi piatti tipici regionali con una vista mozzafiato sulle vallate della Valnerina. Ti consiglio di arrivarci al tramonto, quando il sole che si nasconde dietro le colline tinge con tonalità rosate prati e campagne circostanti. Il servizio è veloce e il personale molto attento alle richieste dei clienti. Le portate sono di una bontà unica e tutte ben presentate. Abbiamo potuto assaggiare deliziosi piatti a base di cinghiale, tartufo, capretto e carne bovina e nessuno di questi ci ha deluso. Porzioni abbondanti e cotture impeccabili. Nella mezza pensione, opzione che abbiamo scelto per il nostro soggiorno presso questa struttura, le bevande sono incluse. 

Anche la colazione viene servita in questa location. Ottimi i prodotti da forno e buoni i salumi, anche se sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio. Magari qualche dolce in più fatto in casa, frutta fresca di stagione e una maggiore attenzione agli intolleranti, presentando magari qualche snack senza glutine e senza lattosio. Tutto sommato è stata un’esperienza gradevole e soprattutto senza intoppi di ogni genere.

Perchè soggiornare presso Il Casale degli Amici

Da Il casale degli Amici è possibile raggiungere Norcia in auto in pochissimi minuti. A piedi invece si raggiunge la città in circa dieci minuti passeggiando su una strada campestre, ricca di molti scorci panoramici. Il ritorno è in salita e quindi forse sconsigliato con bimbi piccolissimi o con il passeggino. Inoltre il Casale è in posizione strategica per poter raggiungere in meno di un’ora altre località umbre, come Spoleto, Spello, Foligno o la vicinissima Castelluccio.

Dove mangiare a Norcia. Il casale degli Amici.
Presso Il casale degli Amici puoi avere un’esperienza di soggiorno indimenticabile, fatta di relax e di ottima gastronomia locale.

Al rientro in struttura puoi rilassarti in uno dei patii del casale e goderti il tramonto sorseggiando un buon bicchiere di vino locale, in attesa di poter gustare i piatti tipici proposti al ristorante. Il Casale degli Amici è il posto ideale per gli amanti della natura e del relax ma soprattutto per i buongustai. Una location da poter vivere a 360 gradi immersa nella natura della regione Umbria.

Trovi Il Casale degli Amici a Norcia, in via Vocabolo Cappuccini 157. Puoi contattare la struttura telefonicamente al numero 0039 0743 816811 oppure inviare una mail a info@ilcasaledegliamici.it

Un viaggio on the road in Andalusia ti permette non solo di esplorare territori di sconfinata bellezza, ma anche di immergerti nei sapori e nei profumi della gastronomia locale. Tra splendidi palazzi moreschi, piazze di rara bellezza ed edifici che sembrano usciti da un libro di fiabe l’Andalusia regala al viaggiatore un esperienza sensoriale unica al mondo, fatta non solo di arte, storia e cultura millenaria, ma anche di gusti intensi, contrastanti, aromatici e speziati, tipici della cucina locale. Ti porto dunque alla scoperta dei piatti caratteristici da mangiare in Andalusia, che racchiudono tutta l’essenza di questa terra fatta di tradizioni contadine e marinare, dove i sapori mediterranei si fondono alle tradizioni arabe, dando vita a pietanze dai sapori sorprendenti a dai profumi inebrianti. 

Cosa mangiare in Andalusia
Il modo migliore per conoscere un luogo, un territorio, è immergrsi nella sua cultura locale, fatta anche di piatti tipici. L’Andalusia è la regione spagnola dove Si possono assaggiare le più prelibate specialità della penisola

Cosa mangiare in Andalusia

Il Jamon Iberico e il Pata Negra

La particolarità dei piatti andalusi sta nel fatto che riescono a mixare perfettamente sia ingredienti di terra che di mare, dando vita a squisite prelibatezze. Protagonista indiscusso della regione è senza ombra di dubbio il Jamon, il prosciutto di maiale. Il Jamon Iberico è un prodotto doc dell’Andalusia, e viene prodotto solo da suini allevati in maniera estensiva. A differenza del serrano, molto più chiaro e facilmente reperibile anche in Italia, l’iberico è molto più scuro, e spesso sono ben visibili sulla superficie i peli scuri del maiale. Questa particolarità ha dato origine al famosissimo jamon Pata Negra, ovvero “zampa nera”, ricercatissimo e non certo economico.

Il Gazpacho

Il gazpacho è un’altro piatto che rappresenta la vera essenza della regione, perchè data la sua freschezza rigenera corpo e mente durante le giornate calde e afose, tipiche di queste zone. E’ una zuppa fredda il cui ingrediente principale è il pomodoro. A questo vengono minuziosamente aggiunti cetrioli, aglio, cipolla, olio d’oliva e aceto, sui quali si spolverizza pepe in abbondanza. Viene servito con pane caldo, ed è tra le cose da mangiare assolutamente in Andalusia.

Il Gazpachuelo

Uno dei modi migliori per vivere l’Andalusia a 360 gradi è cercare di integrarsi il più possibile alla vita locale. Solo in questo modo si riescono ad assaggiare piatti unici, impossibili da trovare nei ristoranti turistici. Il gazpachuelo è uno di questi. Tipico della zona di Malaga, è una zuppa a base di brodo di pesce, maionese, patate e pane tostato. E’ un piatto povero, poco conosciuto e pubblicizzato, preparato dai pescatori della zona costiera. Una fortuna riuscire ad assaggiarlo o trovarlo nei ristoranti. 

Il salmorejo

Il salmorejo è una zuppa fredda a base di pomodoro, aglio, aceto e pane duro, che non va però confusa con il gazpacho, del quale ha tutti gli ingredienti. La sua consistenza invece è simile a quella di un purè, ed è guarnita in superficie da spicchi di uova sode, pezzi di jamon serrano e olio. Anche il gusto è diverso da quello del gazpacho, perchè molto più delicato, e la sua cremosità lo rende decisamente un piatto piacevole e fresco. 

Cosa mangiare in Andalusia
Un piatto da assaggiare assolutamente in Andalusia è il salmorejo, la zuppa fredda di pomodoro arricchita con il jamon!

Le tapas andaluse

Altra imperdibile esperienza gastronomica da fare in Andalusia è degustare le tapas! Spesso le tapas accompagnano un aperitivo, in maniera gratuita, nei tanti locali della regione. Sono piccole porzioni di prodotti tipici locali, come sardine, chorizo o crocchette fritte, che vanno a sostituire il classico accompagnamento fatto di noccioline, olive e patatine per intenderci. 

Cosa mangiare in Andalusia
Ormai è possibile mangiare tapas ovunque nel mondo, ma la tapa andalusa non ha eguali. Gli ingredienti locali la rendono speciale, unica e gustosissima.

Sono preparate in varie misure, e quindi potrai trovare tapas a racion o a media racion. La tapa, come già detto, nasce come spuntino leggero, e per questo accompagna bevande all’ora dell’aperitivo in formato media racion, ossia piccolo. Se desideri invece fare un pasto completo con le tapas devi ordinare la racion, ossia il formato più grande. Due persone che preferiscono fare più assaggini ad esempio, possono condividere una racion e sperimentare più sapori. 

 

Cosa mangiare in Andalusia. Il Chorizo

Anche se non è un prodotto esclusivo dell’Andalusia, se ti trovi in viaggio in questa regione devi assaggiare comunque il Chorizo. E’ un particolare salame tipico della penisola iberica, molto sottile, a forma di U. La sua particolarità sta nel sapore fortemente speziato. Infatti l’impasto del chorizo prevede abbondante paprika, sia in versione dolce che piccante, e peperoncino. Pare che la sua primissima apparizione sia stata in Andalusia, servito come tapa, nei primi anni del 1600. Infatti è solo dopo la scoperta dell’America viene importata la paprika in Spagna come nuova straordinaria spezia, e usata per le più varie preparazioni.

Cosa mangiare in Andalusia
Il chorizo è un salame speziato che si trova in tutta la Spagna, ma pare che sia nato proprio in Andalusia, dopo la scoperta dell’America, grazie all’arrivo nella nazione della paprika.

Rabo de toro

Assaggiato in quel di Ronda, il rabo de toro è una specialità andalusa a base di carne, più precisamente di coda di toro. Questo delizioso stufato è uno dei piatti da provare assolutamente durante un viaggio in questa regione, perchè ne esprime appieno le fragranze e le tradizioni. Apprezzatissimo anche nella zona di Siviglia, il rabo de toro deve il suo sapore deciso sia al vino utilizzato durante la preparazione che alla cottura lenta, nonchè ovviamente alla carne di toro, molto saporita. 

Cosa mangiare in Andalusia
Dopo l’iniziale diffidenza verso questo piatto a base di coda di toro, sono rimasta piacevolmente stupita dal gusto intenso e dalla morbida consistenza della carne. Mi sono dovuta ricredere e chiedere il bis!

Tortilla de Sacromonte

La tortilla del Sacromonte è una specialità tipica di Granada, ed è uno dei piatti più caratteristici della cucina andalusa. Prende il nome dalla zona del Sacromonte, quartiere gitano della città, ed è una tortilla preparata con ripieno di interiora animali, con aggiunta di noci e legumi. E’ una frittata molto particolare, dal sapore deciso e dal profumo intenso, ed è uno dei piatti da mangiare assolutamente durante un viaggio in Andalusia.

Uova alla flamenca

Un tempo piatto molto popolare nella regione dell’Andalusia, le uova alla flamenca al giorno d’oggi sono molto difficili da trovare nei menù dei ristoranti, lasciate in disparte a favore di piatti sempre nuovi che attraggano i turisti. Invece se hai la fortuna di trovare un locale che usa ancora prepararle, ti consiglio di fermarti ad assaggiare questo delizioso piatto. Le uova vengono abilmente cotte in un tegame, e poi sistemate su un fondo di salsa al pomodoro, con l’aggiunta di piselli, prosciutto a tocchetti, peperoni, asparagi e chorizo! Ricorda nei colori e nella presentazione i volants degli abiti usati dalle ballerine di flamenco, e da questi prende il nome. 

Cosa mangiare in Andalusia. Gli Indalotes

Passiamo dunque alla parte dolce dell’Andalusia, andando a scoprire la storia degli indalotes. Sono dei dolcetti tipici di Almeria, considerati biscotti porta fortuna. Gli indalotes sono realizzati uno ad uno, a mano, in una pasticceria della città, Cruz y Garcia, che ne ha fatto un vero e proprio souvenir commestibile, da mangiare in loco o da portar a casa. Sono preparati con arance e mandorle autoctone, e prendono la loro forma dell’indalo, il magico simbolo trovato in una grotta naturale della zona, di origine preistorica. Secondo la leggenda l’indalo rappresenta un uomo che trattiene l’arcobaleno tra le mani, ed è stato adottato come simbolo ufficiale della provincia di Almeria. Gustato sottoforma di biscotto pare che porti salute e fortuna!

I churros con la cioccolata calda

Un’altra tradizione andalusa di tutto rispetto è la merenda o la colazione con i churros, accompagnati da cioccolata calda. L’impasto di queste morbide golosità è a base di farina, acqua e zucchero, e viene poi lavorato in una trafila per dargli la famosa forma a allungata zigrinata. Sarebbero anche leggeri, se non venissero fritti, cosparsi di zucchero e pucciati nella cioccolata bollente. 

Cosa mangiare in Andalusia
I churros sono veri e propri confort food, una coccola per il palato e per la mente. A merenda sono una vera chicca!

Non si può lasciare l’Andalusia senza aver provato i suoi piatti tipici. La gastronomia andalusa è un vero e proprio patrimonio nazionale, frutto di contaminazioni culturali che nel corso dei millenni hanno arricchito e “insaporito” questi territori. Se decidi di organizzare un viaggio in Andalusia lasciati travolgere anche e soprattutto dai sensi, in un turbinio di sapori e profumi che solo in questa terra riesci a trovare.

 

Viaggiando on the road sulle splendide coste laziali non puoi fare a meno di fermarti nell’incantevole cittadina di Sperlonga. Incastonata in una delle baie più caratteristiche del Tirreno, questo borgo dall’anima retrò, fatto di botteghe artigiane e di antiche leggende, avvolge il viaggiatore in un bianco abbraccio, candido come le facciate delle case che si affacciano sul mare cristallino. Borgo di miti e di eroi, la sua nomea lo porta ad essere, nell’arco di millenni, meta di esploratori e di corsari, di nobili e di predatori. Tutti incantati dalla bellezza estasiante e dalla vegetazione lussureggiante che avvolge da sempre questa rigogliosa zona della costa.

Vini dei Monti Cecubi

Il vino Caecubum

Ma perchè ti racconto di Sperlonga e delle sue colonizzazioni? Perchè pare che, assieme ad una flotta proveniente dalla Grecia, precisamente dalla cittadina di Amyclae, sia sbarcata sulle spiagge di questo delizioso borgo anche una radice di vite. E pare che una volta piantata questa radice sulle colline circostanti, rinfrescata dalla brezza marina e alimentata dal terreno calcareo tipico di questi territori, abbia dato vita ad uno dei vini più particolari del Lazio: il Vino Caecubum.

Vini dei Monti Cecubi, eccellenza del territorio laziale.
Il wine tour presso l’Azienda agricola dei Monti Cecubi inizia da Sperlonga, dove ci accoglie Irene Chinappi e ci guida in un percorso storico-culturale legato proprio alla nascita dei vigneti di uva serpe, l’uva del vinum caecubum.

Azienda Agricola Monti Cecubi

Poco lontano da Sperlonga, immersi nelle zona collinare che guarda il mare e che da quel mare trae beneficio, si trovano i vitigni dell’ Azienda Agricola Monti Cecubi. Grazie alla dedizione e alla passione che accumuna i proprietari di questi vigneti, l’antico vino Caecubum è tornato ad essere un’eccellenza del territorio, come fu ai tempi della Roma Imperiale. Sono infatti molte le testimonianze di scrittori e poeti latini che decantano la produzione di questo succo d’uva, esaltandone le caratteristiche organolettiche e collocandolo con estrema precisione nelle zone di produzione di Fondi, Itri e Sperlonga.

Vini dei Monti Cecubi, eccellenza del territorio laziale.
Sono molte le antiche testimonianze che inseriscono l’uva serpe nei territori che comprendono Fondi, Itri e Sperlonga.

Il Vino Caecubum torna dunque alla ribalta, perfezionato nel gusto e nella struttura. Grazie alla meticolosa preparazione e lavorazione dell’uva serpe, l’Azienda biologica Monti Cecubi ha riportato in auge questo prezioso vino, frutto di un territorio rigoglioso e fertile, inserito in sugherete e nella verdeggiante macchia mediterranea. E dall’aria del Mediterraneo questi acini vengono accarezzati, donando a questi vini sapori intensi, profumi freschi e unici. 

L’uva serpe

I vini prodotti con uva serpe hanno caratteristiche organolettiche intense, con note dolci e amare perfettamente equilibrate. Un vino che, come scrive Orazio in un celebre verso, tinget pavimentum superbo, ossia tinge il pavimento con macchie indelebili. Le origini di queste uve trovano un timido riscontro in alcuni testi del I secolo d.C. Più precisamente è Columella a menzionare questi vitigni chiamati Dracontion, che in greco significa serpente, abbinandoli ad un’antica civiltà che viveva sul litorale tra Fondi e Sperlonga: gli Amiclani. Tutto torna quindi, e leggenda e realtà si fondono sui colli itrani coltivati a uva serpe. 

Visita ai vigneti dei Monti Cecubi

Il nostro wine tour parte appunto dalla piazza centrale di Sperlonga, dove ci accoglie Irene, la preziosa guida delle cantine Monti Cecubi. La passione per la storia del territorio traspare da ogni suo respiro, e grazie a lei scopriamo miti e leggende millenarie legate al vino Caecubum, partendo proprio dal punto in cui questi vini pare siano arrivati su queste sponde. Dalla cittadina greca Amyclae arriviamo dunque a conoscere e degustare queste uve di antiche discendenze, esplorando i vigneti e le cantine dell’azienda agricola Monti Cecubi.

Vini dei Monti Cecubi, eccellenza del territorio laziale.
Iniziamo la passeggiata tra i vigneti di Monti Cecubi, e Irene ci descrive l’azienda e il suo modo di lavorare le uve, rigorosamente biologico.

Irene ci parla della mission aziendale e ci accompagna tra i filari di falanghina e di vermentino. Ci spiega come Monti Cecubi coltiva in maniera biologica le sue vigne e come nella produzione opti per una pressatura soffice degli acini e per una criomacerazione delle bucce. Per evitare scosse che potrebbero danneggiare la produzione, i vini vengono imbottigliati direttamente in azienda. 

Degustazione in azienda

Dopo averci fatto fare un meraviglioso viaggio sensoriale tra storia ed enologia Irene ci accompagna nel patio dell’Azienda Agricola Monti Cecubi, dove ha inizio la nostra degustazione eno-gastronomica. 

Vini dei Monti Cecubi, eccellenza del territorio laziale.
L’Azienda Agricola dei Monti Cecubi è una recente realtà della zona, ma la passione per la viticultura ne fa subito un eccellenza del territorio.

Amyclano, vermentino biologico IGT

Un viaggio che parte da terre lontane, per fermarsi tra queste colline rigogliose e verdeggianti, territori fertili per i nobili vini di Monte Cecubi. Apriamo la degustazione proprio con un Amyclano, un vermentino fermentato in acciaio e affinato in bottiglia, dal colore giallo paglierino e dal gusto intenso, con note persistenti di frutti esotici. Un vino versatile, da usare a tutto pasto, ma che sicuramente si esprime al meglio abbinato ad antipasti e piatti di pesce. 

Mamurra, abbuoto rosato biologico IGT

La nostra degustazione continua con un rosato, che esprime al meglio tutte le caratteristiche di questo antico vitigno locale. Porta il nome di una porta d’ingresso al centro storico di Itri, Porta Mamurra, che ha incise le due figure latine che rappresentano il lupo e il serpente. Mamurra deriva da uve abbuoto, provenienti dai vigneti itrani. Viene vinificato in bianco con breve macerazione delle bucce, fermentato in acciaio a temperatura controllata. Il colore rosa tenue racconta di note fruttate di ciliegia e petali di rosa e la sua versatilità lo rende un vino accostabile anche ad una buona pizza. Anche se credo che dia il massimo di se su crudi di mare, soprattutto gamberoni. 

Vinum Caecubum, rosso biologico IGT

Pane casareccio, patè di olive locali, salsiccia itrana e formaggio sardo ( ma prodotto a Itri da sapienti mani) fanno da contorno alla nostra ultima degustazione vinicola. Ci viene servito ora il Vinum Caecubum, un rosso delizioso, equilibrato e affinato in botte, prodotto con uve abbuoto, aglianico, montepulciano e serpe. Le bucce vengono macerate a freddo e la fermentazione alcolica avviene in acciao, a temperatura controllata, per poi essere affinato in barriques di rovere. Il suo colore rosso rubino intenso lascia presagire note aromatiche decise e ampie. Infatti il bouquet racchiude sentori di caffè e spezie, ma anche di ciliegia marasca e prugna. Ottimo su selvaggina e carni rosse, nonchè su formaggi stagionati e salumi, proprio come ci viene servito in azienda.

Dracontion, passito biologico IGT

In chiusura arriva il Dracontion, dal greco “serpente”, mitologica figura divenuta stemma della città di Itri e di Monti Cecubi. Viene prodotto facendo appassire su graticci per due mesi uve di fiano e di falanghina. La pressatura è soft e la fermentazione avviene in acciao, per poi affinare in barriques di acacia per circa due anni. Il suo colore ambrato è molto invitante, e al palato arrivano subito note fruttate e speziate. Ottimo sicuramente a fine pasto, per accompagnare frutta secca e dessert, ma anche su formaggi stagionati riesce a sorprendere. 

Curiosità

Le antiche popolazioni, durante le migrazioni da un paese all’altro, solevano portare al loro seguito le radici della loro civiltà. Queste potevano essere le principali piante coltivate nei territori di appartenenza, come grano e vite. Passeggiando per i sentieri dei Monti Cecubi infatti, è possibile vedere sugli usci dei ruderi e dei fabbricati che si incontrano lungo il tragitto, un tronco di vite centenaria. E’ la vite di uva serpe, che si usava piantare quando si cominciava a fabbricare un nuovo casolare, a protezione della dimora. Una tradizione che da millenni passa di generazione in generazione, a significare il devoto rispetto del popolo locale verso quest’uva preziosa. 

Grazie a Irene Chinappi dei meravigliosi racconti e dell’accoglienza nell’Azienda Agricola Monti Cecubi.

 

 

 

 

 

 

A meno che tu non sia della Pennsylvania, probabilmente non hai mai sentito parlare delle Irish Potatoes Candy. Anche io le ho scoperte da poco, e pensavo inizialmente che fossero bocconcini a base di patate. Nulla di più sbagliato! Anche se nella forma possono somigliare a piccole patate dolci, sono invece deliziosi bon bon di crema al formaggio, cocco e zucchero a velo, rotolati nella polvere di cannella. Vengono preparate durante i festeggiamenti del giorno di San Patrizio, festa di origine irlandese che cade il 17 marzo, ma di irlandese hanno ben poco, come ben poco hanno delle patate. 

La festa di San patrizio è molto sentita, non solo in Irlanda, ma anche nel resto del mondo. Soprattutto in alcuni stati d'America, i festeggiamenti Si protraggono per circa una settimana. La festa di San Patrizio è molto sentita, non solo in Irlanda, ma anche nel resto del mondo. Soprattutto in alcuni stati d’America, i festeggiamenti si protraggono per circa una settimana.

Le Irish Potatoes Candy

Le Irish potatoes candy sono dei golosi bocconcini di formaggio Philadelphia, prodotto tipico della città da cui prende il nome, amalgamato con zucchero a velo e farina di cocco. Una volta creato l’impasto, si formano con le mani delle palline che vanno rotolate nella polvere di cannella. Quest’ultimo passaggio rende i bocconcini molto simili a piccole patate. 

Curiosità

Pare che le Irish potatoes candy siano state create a Filadelfia alla fine del 1800, proprio in occasione delle celebrazioni di San Patrizio. Nonostante la forte presenza nel territorio di immigrati irlandesi, non c’è comunque prova che siano state inventate o importate da un irlandese. Ma è certo che sono un’invenzione puramente americana.

Prepara le caramelle di patate irlandesi con i bambini

Preparare questi deliziosi bocconcini è davvero un gioco da ..bambini! Infatti basta semplicemente amalgamare tutti gli ingredienti della ricetta e montarli in una soffice crema. Bisogna poi formare delle piccole polpettine, e rotolarle nella polvere di cannella. I bambini si divertiranno un mondo a creare queste succulente “caramelle”!

Durante i festeggiamenti per San patrizio è uso decorare anche casa, con oggetti di colore verde e trifogli.
Durante i festeggiamenti per San patrizio è uso decorare anche casa, con oggetti di colore verde e trifogli.

 

La ricetta delle Irish potatoes candy

Ingredienti

  • 60 grammi di burro
  • 225 grammi di formaggio spalmabile Philadelphia
  • 450 grammi di zucchero a velo
  • 110 grammi di farina di cocco

Preparazione

In una ciotola capiente unire il burro morbido e la crema al formaggio Philadelphia, aggiungendo piano piano lo zucchero a velo. Mescola bene fino a formare un composto omogeneo poi aggiungi la farina di cocco. Facendoti quindi aiutare dai bambini, forma delle palline. Spargi la polvere di cannella in un piatto fondo e facci rotolare su le polpettine, fino a ricoprirle totalmente. 

Puoi preparare le Irish potatoes candy insieme ai bambini, non solo per festeggiare San Patrizio, ma anche per la merenda di tutti i giorni. Si conservano benissimo in frigo. Puoi preparare le Irish potatoes candy insieme ai bambini, non solo per festeggiare San Patrizio, ma anche per la merenda di tutti i giorni. Si conservano benissimo in frigo.

Lascia riposare le Irish candy su una teglia per un’oretta. Tienile in frigo fino a quando non dovrai servirle. Questi bocconcini inoltre, si conservano in frigorifero per più giorni, e vista la facilità di esecuzione, puoi prepararli anche per le gite fuori porta o per i pic nic di primavera, e non solo durante i festeggiamenti di San Patrizio.

 

 

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