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Viaggiare con i bambini

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Cosa vedere a Siena? Questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per scoprire le principali attrazioni della città e vivere un’esperienza indimenticabile. In questo articolo trovi infatti consigli utili per visitare i luoghi più iconici in 1 giorno, in modo da poter sfruttare al massimo il tuo breve soggiorno a Siena.

Piazza del Campo è il fulcro di Siena, circondata da edifici storici medievali, tutti senza balconi.
Piazza del Campo è il fulcro di Siena, circondata da edifici storici medievali, tutti senza balconi.

Cosa vedere a Siena con i bambini

Da buona animalista premetto che non amo il Palio di Siena, tantomeno sono mai accorsa per vedere i cavalli gareggiare nella famosa piazza della città. Amo Siena perchè la trovo una città fortemente poetica, non caotica, deliziosa in ogni angolo. Anche se il Palio rimane una delle manifestazioni più famose d’Italia, Siena offre altre numerose attrattive, sconosciute forse al turismo di massa, ma che vale assolutamente la pena tenere in considerazione per una visita. Iniziamo quindi la nostrapasseggiata a Siena con i bambini dalla bellissima Piazza del Campo.

Siena, cosa vedere con i bambini in 1 giorno
Il centro storico di Siena è chiuso al traffico, e quindi a misura d’uomo e di bambino!

Affacciati in Piazza del Campo 

Piazza del Campo è una delle maggiori attrattive di Siena. La sua particolare forma a conchiglia la rende davvero molto particolare. E’ chiusa al traffico, come tutto il centro storico della città del resto, e quindi è un buon punto di inizio per far sgranchire le gambe ai bambini. Questa enorme piazza è affollata dai turisti in ogni periodo dell’anno, testimonianza ne sono le numerosissime brasserie e i graziosi negozi di souvenir che ne costeggiano il perimetro. Fu costruita nel 1300, al fine di contenere tutti gli abitanti di Siena durante gli eventi politici e sociali. Questo spazio enorme, in leggera discesa, accoglie i più importanti edifici storici della città, come il Palazzo Pubblico, ed è una cosa da vedere assolutamente se ti trovi a Siena.

Cosa vedere a Siena. Il Palazzo Pubblico di Siena

Il Palazzo Pubblico di Siena è un edificio in stile gotico tra i più importanti d’Italia. Da ben settecento anni è sede del governo della città e qui si è svolta la maggior parte della vita politica cittadina nel corso di questi anni. Il Palazzo Pubblico, che oggi è sede del Museo Civico di Siena, è in posizione predominante su Piazza del Campo, assieme alla Torre del Mangia. Sulla sua facciata principale sono apposti tre stemmi. Il primo è dei Medici, seguito dal Monogramma di Cristo e dalla Lupa romana. Quest’ultima in ricordo della fondazione di Siena da parte dei nipoti di Romolo. 

Curiosità da raccontare ai bambini. La loggia dei Nove

I nove governanti di Siena non avevano possibilità di lasciare il Palazzo Pubblico per tutta la durata del loro mandato. Per sei mesi dunque, dovevano rimanere all’interno del Palazzo. Per poter prendere una boccata d’aria fresca tra una consulta e l’altra fecero costruire quindi un balcone rivolto sulla Piazza del Mercato, chiamato appunto la Loggia dei Nove.

Cosa vedere a Siena. Sali sulla Torre del Mangia

La Torre del Mangia è una cosa da vedere a Siena assolutamente. Vanta ben 88 metri di altezza, arrivati in cima ai quali si riesce ad avere una vista eccezionale su tutta Siena e sulle colline che circondano la città. Dalla cima della Torre del Mangia lo spettacolo è davvero da mozzare il fiato. Durante la scalata puoi raccontare ai bambini che la Torre prende il nome dal suo antico custode, Giovanni di Duccio, che spendeva tutti i suoi soldini mangiando nelle osterie di Siena. La leggenda narra inoltre che durante la costruzione della Torre del Mangia, siano state seppellite ai suoi piedi delle monete portafortuna.

Siena, cosa vedere con i bambini in 1 giorno
La Torre del Mangia è alta 88 metri, se soffri di vertigini fai attenzione!

Visita il Duomo di Siena con i bambini

Un altro posto dove portare i bambini dopo aver visitato Piazza del Campo è il maestoso Duomo di Siena. Questo edificio dalla particolare facciata in bianco e nero custodisce al suo interno preziosi gioielli, a partire del pavimento, carico di simboli esoterici e religiosi. Nella navata a sinistra si trova la Libreria Piccolomini, seguita dall’omonima cappella, dove Michelangelo scolpì le quattro statue presenti al suo interno. Dal Duomo si accede al Museo dell’Opera del Duomo che raccoglie numerose opere provenienti da tutta la diocesi della città. Tra i capolavori che troverai al suo interno c’è il Tondo di Donatello, raffigurante la Madonna con il bambino, e la Natività del Lorenzetti. 

Cosa vedere a Siena. Ammira gli interni della Basilica di San Domenico

Cosa vedere a Siena? La Basilica di San Domenico! E’ una chiesa gotica situata a Siena, famosa per ospitare il Santuario di Santa Caterina da Siena. Questa chiesa è un importante luogo di culto e pellegrinaggio per i fedeli, che vengono qui per venerare Santa Caterina, una delle sante più importanti della storia della Chiesa cattolica. All’interno della basilica, puoi ammirare l’altare principale, decorato con opere d’arte e affreschi, e visitare la cappella dedicata a Santa Caterina, dove sono conservate le sue reliquie. La Basilica di San Domenico è un luogo di grande spiritualità e bellezza architettonica, che merita sicuramente una visita durante il tuo giorno a Siena

Cosa mangiare a Siena?

Se ti trovi a Siena con i bambini prova i famosi cantucci come merenda, mangiandoli seduti a terra in Piazza del Campo. Ma anche ricciarelli e cavallucci possono allietare le tue passeggiate in centro diventando un ottimo snack da tenere sempre in borsa per le emergenze. I ristoranti della città sono davvero tantissimi, ma la maggior parte di essi è rivolta ad un turismo straniero e offre menù all’italiana, con lasagne e parmigiana.

Invece ti consiglio di cercare nei vicoletti della città locali tipici particolari, che offrono deliziosi piatti di carne, soprattutto a base di lepre e cinghiale, che usano non solo per condire la pasta ma anche da spalmare sui crostini di pane. Da assaggiare assolutamente i fegatelli e la ribollita, uno dei piatti più famosi della zona, accompagnati da un bicchieri di Chianti o di Brunello di Montalcino. Il territorio di Siena infatti è ricco di prodotti tipici di qualità, come l’olio che accompagna la maggior parte dei piatti della cucina popolare.

Siena, cosa vedere con i bambini in 1 giorno
I dolcetti tipici della città di Siena sono diventati un ottima merenda per i bambini!

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Lo Slow Tourism è fare turismo lento. E’ un tipo di viaggio sostenibile e responsabile, in cui riscoprire luoghi imparando a rispettarne ogni angolo. Una vacanza slow mette in primo piano il benessere comune, della meta e della persona, in un connubio di sapori, respiri ed emozioni, mettendo in contatto l’io con la natura e il luogo che si va a visitare. La meta diventa ricchezza da salvaguardare e custodire, la valigia del viaggiatore si riempie di esperienze di valore inestimabile, diventa carica di storia, tradizioni e cultura locale. In questo articolo trovi qualche consiglio utile per fare una vacanza a Gaeta con i bambini in modalità “slow”.

Vacanza a Gaeta con i bambini

Gaeta è una graziosa località del basso Lazio, ricca di storia, pregna di cultura e piena di riserve naturali di una bellezza disarmante. Vanta due centri storici, poco distanti l’uno dall’altro, e molto diversi tra loro. Il Borgo di Elena, con i suoi vicoletti che affacciano sul mare e le botteghe artigiane, e Gaeta Medievale, il quartiere che custodisce i monumenti più importanti, dove si concentra la maggior parte della movida serale. La città di Gaeta si presta benissimo ad essere esplorata e vissuta con i bambini con lentezza, soprattutto fuori stagione. Le sue ampie spiagge, le piste ciclabili, la riserva naturale di Monte Orlando e le molte strutture ricettive ne fanno un’ottima città family friendly.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
La spiaggia di Fontania a Gaeta è una delle calette più belle della costa laziale.

Vai a mare in modalità lenta

Lascia a casa l’orologio. Saranno i raggi del sole ad indicarti l’ora una volta arrivato sulla spiaggia. Immergi i piedi nell’acqua cristallina, se possibile la mattina presto. Passeggia con l’acqua fino alle anche, per trarre tutti i benefici possibili, riattivare la circolazione e tonificare i muscoli. Arriva alle calette semi nascoste tra le rocce, facilmente raggiungibili dalla riva. Passeggia fina alle sorgenti di acqua fredda che si nascondono tra gli scogli frastagliati della costa. Respira a pieni polmoni, inala iodio in quantità e fatti accarezzare il viso dai raggi del sole. I bambini più grandi si divertiranno a nuotare, i più piccoli gradiranno essere cullati da un canotto. Divertiti a guardare con loro i granchietti che scavalcano gli scogli, i pesciolini che guizzano intono curiosi. Stenditi sul bagnasciuga con un buon libro tra le mani e lascia che i bambini creino sculture di sabbia. Castelli, fortezze, ponti levatoi, percorsi per le biglie. Manine dorate dal sole che impastano bellezza.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
La sabbia è una grande alleata per intrattenere i bambini… sculture, piste per le biglie, tornei di racchettoni. Sono tante le attività da fare in riva al mare insieme ai bambini.

Guarda l’orizzonte e gioca di fantasia. Raccogli conchiglie quando il sole comincia ad abbassarsi dietro la collina. Invita i bambini a farne dei souvenir da portare agli amici. Collane, ciondoli, quadri di conchiglie bianche o dorate, levigate dal mare. Riempi la borsa del ritorno di nuove amicizie, di dialetti, di sorrisi a sconosciuti. Ma non portare via sabbia, lascia i ciottoli li dove li hai ammirati, non far giocare i bambini con gli animaletti del mare. Rispetta l’ecosistema che vi ha ospitato.

Visita le spiagge family friendly

Le spiagge family friendly, per comodità e servizi che offrono, sono la Spiaggia di Serapo, l’arenile principale della città a due passi dal centro, e la spiaggia dell’Ariana, a 5 minuti di macchina da Gaeta. I vari stabilimenti balneari dei litorali offrono diversi servizi utili per le famiglie. Se la tua è una famiglia avventurosa e sempre pronta alla scoperta ti consiglio di provare a visitare la costa con il Paddleboard, esperienza fattibile anche con i bambini. Basta munirsi di appositi giubbotti di salvataggio. Se invece siete tutti un pò pigri, potete optare per un comodo pedalò e provare a vedere quanto è bella la costa vista dal mare. Gli stabilimenti offrono ogni confort possibile: dall’animazione per i bambini, ai ristoranti, alle sedute di fitness come Yoga e Pilates, fino ad arrivare agli aperitivi del tramonto, con musica live e freschi cocktails da gustare in completo relax mentre i raggi del sole si nascondono dietro le montagne.

Vai a spasso nella natura a passo lento

Dimenticati del cellulare. Bastano i tuoi polmoni e un paio di scarpe comode. Ti farà inoltre comodo uno zainetto dove tenere acqua in abbondanza, qualche snack e tanta voglia di esplorare. Si parte alla scoperta del Parco di Monte Orlando, nella Riviera di Ulisse.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
Il Parco regionale naturale di Monte Orlando è il polmone verde della città di Gaeta, da esplorar con calma in ogni stagione.

Ora sei su Monte Orlando. Ascolta il vento che si incanala tra i rami degli alberi, fermati sui belvedere che incontri durante il percorso e lasciati affascinare dalla città che si estende sotto di te. L’acqua trasparente che si infrange sulle falesie, i pescherecci che ritornano verso il porto con il loro bottino giornaliero, i gabbiani che con il loro canto li inseguono in cerca di cibo. Ci sono diverse scorciatoie che tagliano per i boschi, sconsigliate con bimbi molto piccoli e ovviamente per i passeggini, con i quali invece è possibile seguire tutto il percorso indicato dalle mappe dislocate nel parco senza grandi sacrifici.

Ovviamente il camminamento è tutto in salita, ma la strada è asfaltata e porta comunque fino alla sommità del monte, dove potrai rilassarti all’ombra del Mausoleo di Luco Munazio Planco. Qui c’è anche il vecchio faro della città di Gaeta, che tuttora è un importante punto di riferimento per tutte le navi in transito.

Respira e ammira ogni scorcio possibile

Concentrati sul respiro, sul verde degli alberi, sulle piante che incontri strada facendo. Felci, rovi, edere e asparagina. Arriva al percorso in cui praticare birdwatching. Ammira gli uccelli volteggiare durante le loro sedute di caccia, cerca di captare i versi dei rapaci notturni, di cui l’area faunistica è piena. Divertiti con i bambini a stanare toporagni e ghiri, lucertole o raganelle. Ma rispetta sempre i loro habitat, non portare via fiori o piante. Non lasciare cartacce inquinanti. Rispetta il silenzio della natura.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
Dai belvedere di Monte Orlando puoi ammirare la città di gaeta dall’alto, in una prospettiva davvero insolita.

Nella stagione estiva sono attive navette e diverse gite organizzate, nonché eventi tematici. Per tutti gli eventi in programma basta contattare la Proloco Gaeta per avere ogni informazione.

Vivi il borgo dei pescatori

Dimenticati dell’ auto. La città di Gaeta si gira a piedi. Perderti tra i vicoletti del vecchio borgo di pescatori. Alza lo sguardo sui panni stesi al sole, sui tetti maiolicati. Lasciati guidare dal profumo del ragù che scappa dalle cucine delle massaie, che si estende prepotente nel budello gaetano. Segui l’odore delletielle appena sfornate, dei cornetti caldi.

Vacanza a Gaeta con i bambini in modalità slow
Il porto delle paranze è la zona più pittoresca del borgo di Gaeta. Al tramonto regala scenari pazzeschi.

Aspetta e incuriosisciti

Aspetta il rientro delle paranze nel porto, ammira i gesti lenti e sicuri dei pescatori. Spulcia nelle cassette del pesce fresco, chiedi i nomi degli esemplari, ammirane i colori insieme ai bambini. Fermati a comprare frutta dalle vecchiette che ancora, fiere, vendono il loro raccolto all’imboccatura dei vicoletti. Frutta e verdure coltivata alla vecchia maniera. Saporita, perché la terra intrisa di salsedine la rende gustosa, piacevole delizia. Perditi nella storia del borgo, leggendo le iscrizioni e le targhe commemorative che trovi nei vicoli appena riportati al vecchio splendore. Compra prodotti artigianali nelle botteghe tipiche, cammina lievemente sui basoli centenari. Ascolta il dialetto, scruta la vita del borgo e prendine parte.

 

Vacanza slow a Gaeta: dove dormire 

Vicoletti suggestivi, portantini antichi, finestre cariche di panni stesi e profumati. Questo è il vecchio borgo di Gaeta. Perché quindi non soggiornare proprio nella parte più verace della città ed immergersi nella tradizione locale?

Prova la filosofica del turismo lento da Bed&Bike

Il centro storico, oltre ad essere completamente pedonale, è servito inoltre da negozi di quartiere e botteghe tipiche e le case vantano una vista vista stupenda su Gaeta Medievale. Da Bed&Bike è possibile soggiornare in modalità slow, abbracciando la filosofia del turismo lento e consapevole. E’ una struttura extra alberghiera ideale per famiglie con bambini e pet-friedly, sensibile al tema ecologico. Capsule biodegradabili per il caffè, kit cortesia biologici e convenzioni con ristoranti tipici di Gaeta lo rendono un piccolo gioiellino ideale per una vacanza completamente slow.

A disposizione degli ospiti, per tutto il periodo di permanenza, biciclette ad uso gratuito per girare il borgo e la città con lentezza, senza lo stress dei parcheggi. Location ottimale per una vacanza slow a Gaeta, tra benessere e natura, cultura e gastronomia.

Gaeta, vacanza slow con i bambini, trevaligie

Prepara una valigia minimale, lascia a casa i cattivi pensieri, disattiva la sveglia e lasciati influenzare solo dai ritmi della natura. Abbandonati alla lentezza. A Gaeta si può.

Viaggiare on the road nel silenzio più assoluto, concentrandosi sui paesaggi che cambiano ad ogni curva, ad ogni chilometro, è una delle più belle sensazioni che ci siano per gli amanti dell’avventura. Ma guidare ore e ore richiede non solo una giusta dose di concentrazione ma anche la carica giusta! Quindi, prima di metterti al volante, prepara una playlist da ascoltare durante il tuo viaggio on the road. Che sia verso nord o verso sud, che tu sia diretto a oriente o a occidente, non c’è canzone che non possa adattarsi al tuo ritmo di guida!

Playlist da viaggio. Musica da ascoltare durante un viaggio on the road.
Il bello del viaggiare on the road sta proprio nella libertà di muoversi in ogni direzione, senza dover dar conto a nessuno, se non al proprio istinto.

Playlist da viaggio on the road

I gusti musicali sono molto personali. Se sei solo o in coppia ti verrà più facile selezionare brani che possano accompagnarti durante il tuo viaggio. Ma se ti sposti con altre persone, sappi che sarà molto difficile mettere d’accordo tutti, a meno che tra di voi non ci sia una complicità unica e un grande affiatamento. Ci sono però alcuni brani che da sempre sono sulle corde di tutti.

Soprattutto le canzoni che parlano di vacanze sono una giusta via di mezzo per portare allegria nell’abitacolo e per dare la carica giusta al tuo viaggio, da solo o in compagnia. Se hai bambini poi, non dimenticare di selezionare una playlist anche per loro. Ci sono tantissime proposte per i più piccini, ma scegli in base alle loro attitudini e alle loro abitudini e crea qualcosa di veramente sensazionale in base ai loro gusti, per tenerli buoni almeno un paio d’ore sul sedile posteriore.

Playlist da viaggio. Musica da ascoltare durante un viaggio on the road.
Per tenere impegnati i bambini durante un viaggio on the road prova a creare una playlist con le colonne sonore dei loro cartoni animati preferiti.

Playlist di viaggio: on the road verso sud

Che tu stia organizzando un road trip verso il sud della penisola o sulle routes degli Stati Uniti non può mancare nella tua Playlist di viaggio Africa di Toto. Testo e strumenti semplicemente meravigliosi che accompagnano una storia di amore e poesia. Passando a Rotolando verso sud dei Negrita o Buon Viaggio di Cremonini, da ascoltare a tutto volume se sei diretto in Sicilia o in Puglia, fino ad arrivare a California, dei Phantom Planet, che racconta proprio di un viaggio in auto sulla U.S. Route 101. E aggiungi alla tua playlist per gli States Californication dei Red Hot Chili Peppers e Paradise City dei Guns’n Roses. Non dimenticare Creep dei Radiohead!

Playlist da viaggio: on the road verso nord

Se stai per avventurarti nel nord Europa hai bisogno di musica forte, che scandisca le tue emozioni in viaggio. Allora premi play su The passenger di Iggy pop, e magari ascoltala in loop. Andando incontro ai Pirenei non puoi non ascoltare United States of Eurasia dei Muse o Tous Les Mêmes di Stromae. Se invece sei diretto nel profondo nord, prova a guidare con David Bowie di sottofondo, con Ziggy Stardust.

On the road in solitaria? Ecco la musica che fa per te

Se hai deciso di tuffarti a capofitto in un esperienza di viaggio on the road in solitaria alza il volume su Boulevard of Broken Dreams dei Green Days, poi passa a Fast car di Tracy Chapman che con le note e le parole ti ricorda quanto possa essere liberatorio guidare lontano per ritrovare te stesso. Una strada vuota, la natura incontaminata, paesaggi meravigliosi e Highway Star dei Deep Purple a tenerti compagnia.

Playlist da viaggio. Musica da ascoltare durante un viaggio on the road.
Se stai pensando di fare un esperienza di viaggio on the road in solitaria crea una playlist che ti dia la giusta carica.

Playlist per un viaggio on the road in coppia

Se viaggi in coppia fai vibrare nell’abitacolo L’autostrada di Daniele Silvestri. Storie di mare, amore e poesia da ascoltare lungo le coste della penisola. Per restare nel cantautorato italiano aggiungi alla tua playlist Favola di Adamo ed EvaVento d’estate di Max Gazzè. Atmosfere d’altri tempi per viaggi romantici e intriganti.

Playlist per bambini

Nei primi anni di vita per coinvolgere un bimbo in un viaggio on the road è meglio puntare su favole sonore o musiche dei cartoni animati. Le canzoni della Disney sono sempre ben gradite, e spesso canticchiate anche da noi adulti. Dopo i sei anni puoi provare a inserire anche qualche canzone rock molto orecchiabile.

Il nuovo film della pixar ad esempio, Trolls world tour, ha una colonna sonora davvero pazzesca, e aiuta i bambini a capire le varie tipologie di musica. Con Poppy e Branch i bambini imparano a catalogare e ad apprezzare le varie categorie musicali: Funk, Country, Techno, Classica, Pop e Rock. Una compilation adatta a tutta la famiglia e a tutti i gusti, anche i più strong!

Evergreen da cantare in auto

La musica è un ingrediente fondamentale per rendere il viaggio davvero indimenticabile, per questo ho pensato di proporti la colonna sonora perfetta per il tuo itinerario on the road. Le canzoni che ti ho proposto danno la carica giusta, fanno sognare e allo stesso tempo ti permettono di goderti i paesaggi che si susseguono lungo la strada e di scambiare quattro chiacchiere con i tuoi compagni di viaggio.

Se poi hai voglia di schiarirti la voce e sei uno di quelli che cantano a squarciagola anche sotto la doccia ti consiglio di aggiungere Si viaggiare di Battisti, 50 special di Cremonini e Urlando contro il cielo di Ligabue. Ma anche Nord sud ovest est degli 883 rimane una canzone intramontabile. Ricorda che preparare la giusta playlist per un viaggio on the road è importante tanto quanto preparare la valigia!

Innsbruck sembra stringersi in un abbraccio con le montagne circostanti, accarezzata dal passaggio dell’Inn, il fiume dai riflessi candidi che bagna l’Austria. E’ una delle città più belle della nazione ed è continuamente meta di turisti da ogni parte del mondo, a prescindere dalla stagione e dalle temperature. Data la sua posizione privilegiata, in molti approfittano anche solo di un week end o di una gita fuori porta per fare meravigliose passeggiate tra le sue stradine caratteristiche. Scopri dunque in questo articolo cosa vedere a Innsbruck in un giorno.

Innsbruck, cosa vedere in un giorno

Innsbruck è una delle mete sciistiche più importanti d’Europa, ma la città offre attrattive imperdibili anche per i non amanti degli sport invernali. Lascia l’auto sul lungofiume, sul lato dove sorgono le deliziose casette colorate costantemente illuminate dal sole nell’arco della giornata. Attraversando il grande ponte di collegamento con la zona esterna, ti ritrovi esattamente all’ingresso del centro storico. Ed è proprio tra queste stradine affollate, piene di bar e ristoranti, che verrai rapito dai profumi degli strudel e dalle intriganti facciate. Nel periodo natalizio poi, queste ultime diventano teatro di addobbi meravigliosi.

Innsbruck cosa vedere in un giorno

Ammira le Favole sui balconi

In Kiebachgasse, a dicembre, strani personaggi sembrano scrutare dall’alto turisti e passanti. Dall’alto degli eleganti balconi, dagli angoli delle ricche finestre decorate e dalle tettoie di legno intarsiato delle imponenti facciate, famosi personaggi delle fiabe sembrano scrutare curiosi il via vai dei passanti. Tieni spesso il naso all’insù, e divertiti a scovare Biancaneve, Pinocchio e gli altri protagonisti delle favole assieme ai bambini, nascosti negli angoli più belli dei palazzi antichi di Innsbruck. Sono delle vere e proprie opere d’arte, particolari nei dettagli e bellissime da vedere o fotografare.

Passeggia tra i mercatini di Natale di Innsbruck

Nel centro storico di Innsbruck si respira un atmosfera davvero romantica. Tra gli eleganti palazzi medievali, nel periodo natalizio, si fanno spazio le tipiche casette di legno dei mercatini tirolesi. Un vero e proprio villaggio in cui dedicarsi allo shopping invernale, tra addobbi, opere di artisti locali, caldi prodotti in lana rigorosamente fatti a mano e preziose palline per l’albero di Natale in vetro soffiato.

Orari dei mercatini ed eventi a Innsbruck nel periodo natalizio

I mercatini di Natale del centro storico di Innsbruck sono aperti tutti i giorni, a partire dal 15 novembre e fino al 23 dicembre 2024. Il periodo dell’Avvento nel centro storico di Innsbruck è ricco di tradizione e romanticismo. Inoltre, su un piccolo palcoscenico posto proprio nella tradizionale piazza che ospita i mercatini, ogni giorno, alle 16:30 e alle 17:30, vanno in scena graziosi teatrini dedicati ai bambini. Sempre nello stesso periodo ci sono diverse sfilate, tra le viuzze del centro, della banda musicale del paese, nonchè coinvolgenti spettacoli serali e interessanti concerti della Scuola di Musica di Innsbruck.

Prova lo street food 

Per una piacevole pausa inoltre, perchè non sedersi al sole e sorseggiare dell’ottimo vin brulè? Molti stand infatti, sono dedicati allo street food locale. Trovi quindi priezel caldi, punch fumanti e golose fette di sachertorte da mangiucchiare passeggiando. Deliziati anche con la famosa birra bavarese, che trovi in quasi tutte le postazioni culinarie. Da bere ghiacciata, accompagnandola a hot dog e crauti, o a salsicce arrostite. E se nel pomeriggio, con la temperatura che scende, cominci ad aver voglia di qualcosa di caldo, ai lati della piazza ci sono tantissimi caffè in cui rintanarsi a bere cioccolata calda e the aromatici.

Passeggia per le vie del centro storico e cerca il famoso tettuccio d’oro

Ingurgitati dalle bancarelle dei mercatini natalizi e inebriati dai profumi di salsicce e priezel, non ci siamo resi conto di essere proprio sotto il Tettuccio d’oro, il simbolo di Innsbruck. Si trova sul palazzo dei conti del Tirolo, il Neuer Hof, costruito da Federico IV nei primi decenni del 1400. Il tettuccio è completamente ricoperto da 13 chili di oro e, illuminato dal tiepido sole invernale, emana riflessi caldi, riverberi avvolgenti.

Innsbruck cosa vedere in un giorno

Cosa mangiare a Innsbruck

La Sachertorte e lo Strudel sono i due dolci tipici tirolesi, e non si può andar via da Innsbruck senza averli assaggiati entrambi. Un trionfo di cioccolato la prima, un tripudio di mele e cannella il secondo.
Il pretzel, o meglio brezel, si trova praticamente ovunque in Austria, e soprattutto a Innsbruck si può definire il re dello street food. Crosta croccante e interno morbidissimo, il brezel accontenta ogni palato e si accompagna bene con ogni tipo di portata, ma è un ottimo stuzzichino anche assoluto. Un piatto della tradizione da provare assolutamente durante una visita a Innsbruck è senza dubbio la Wiener schnitzel, la braciola di maiale panata e accompagnata da patate croccanti e da una deliziosa salsa ai frutti rossi.
Cosa mangiare a Innsbruck, viaggio a Innsbruck con i bambini, trevaligie

Perché andare a Innsbruck in inverno

La città nel periodo natalizio è addobbata in ogni suo angolo e offre ai visitatori scorci caratteristici e diverse possibilità di svago. I mercatini di Innsbruck inoltre, sono un’ottima occasione per gustare le specialità tipiche del Tirolo in modalità “mordi e fuggi”, lasciando così il restante tempo a disposizione per vagabondare tra le strade del centro, tra negozi di noto brand e nelle botteghe tipiche. I bambini poi rimangono letteralmente incantati da questo clima perenne di festa, elegante e discreto, e hanno diversi eventi a loro dedicati a cui poter prendere parte. Se i bambini si divertono, anche i genitori possono godersi la vacanza in tutta serenità. 

Salò, paese ricco di storia, arte e cultura, ha la grande particolarità di avere uno dei lungolago più belli del Garda. Uno scenario unico, con una vista spettacolare su tutto il perimetro del lago e una passeggiata pulita, tranquilla, in cui godersi a pieni polmoni l’aria pulita, il sole che si riflette sullo specchio d’acqua e lo sciabordio delle barche ancorate ai tralicci, ansiose di riprendere il largo. Se stai programmando un viaggio sulle sponde del Lago di Garda di seguito trovi consigli su cosa vedere a Salò.

Salò, cosa vedere sul Lago di Garda

Fai una passeggiata sul lungolago 

Il lungolago di Salò è completamente pedonale, ideale quindi se si viaggia con bambini. Oltre ad essere spazioso e completamente esposto al sole durante tutto l’arco della giornata, racchiude un pò quella che è l’essenza del paese. Calma, pulizia, charme. Elegante, con le sue panchine ben orientate verso il paesaggio circostante, modaiolo, con diversi locali in cui poter passare momenti piacevoli assaggiando le prelibatezze che la zona offre.

Bar, gelaterie, ristoranti e bistrot si susseguono ordinati, lasciando al visitatore solo l’imbarazzo della scelta. Negozi di grandi firme e atelier di pittura ne spezzano a volte la continuità, attirando sguardi sulle vetrine deliziosamente allestite e sui quadri che riproducono in maniera impeccabile lo scenario che ci si trova di fronte. L’aspetto più interessante del lungolago Zanardelli sono le 20 targhe che si trovano durante il percorso, sulle quali è incisa la storia e l’origine dei nomi delle contrade di Salò. Un modo di scoprirne la storia, rimanendo all’aria aperta.

Saló,cosa vedere sul Lago di Garda

Salò, cosa vedere. Entra nel centro storico

Salò è un paese decisamente interessante sotto il punto di vista monumentale. In ogni angolo è possibile imbattersi in palazzi o in particolari strutture che riportano alla gloriosa dominazione veneziana. Un paese da visitare a piedi, in modalità slow, per poterne ammirare ogni scorcio tramandato dal passato. Lasciandosi il lungolago alle spalle ed entrando nel budello ci si immerge in un atmosfera ancora più elegante.

Anche se il sole viene coperto dagli antichi edifici, è piacevole perdersi tra le boutique di lusso e gli eleganti particolari dei palazzi medievali. Il Palazzo della Magnifica Patria è il simbolo della cittadina, e lo si può già notare e ammirare dai Portici sul lungolago, dove si apre la loggia. Il Palazzo della Magnifica Patria racchiude diverse forme d’arte, di diversi periodi storici. Affreschi, lapidi del Regno d’Italia, stemmi di casati e uno dei Leoni di San Marco sono racchiusi tra le sue mura.

Saló, cosa vedere sul Lago di Garda

Palazzo della magnifica Patria

Conosci le origini del nome Salò?

Non si sa precisamente da dove derivi il nome Salò. Secondo alcune scuole di pensiero pare che prenda il nome da una regina etrusca, Salodia, che regnava proprio ai piedi del Monte Bartolomeo, che si trova sulla sponda nord del paese. Molto più probabile invece che derivi dalla parola “sale”. Infatti, grazie al collegamento con il mare Adriatico tramite il fiume Mincio, la città di Salò disponeva di grandi magazzini in cui veniva stipato il sale, diventandone già da tempi remoti, un grande centro di smercio.

Saló, cosa vedere sul Lago di Garda

La repubblica di Salò

La città divenne famosa soprattutto dopo la costituzione della “Repubblica di Salò”. Mussolini scelse di portare i principali ministeri sul lago di Garda per la vicinanza fisica della Germania, e per via delle numerose strutture alberghiere che avrebbero potuto ospitare le ingombranti truppe. Inoltre, e cosa assai più importante, nella zona di Salò l’attività partigiana era del tutto assente. Altro fattore che determinò la scelta di trasferire alcuni ministeri sul lago è stata senza dubbio la presenza in zona di importanti fabbriche di armi, tra cui la Beretta. La Repubblica “fantoccio” di Salò cadde non appena l’esercito tedesco abbandonò l’Italia, nell’aprile del 1945. Durò solo 19 mesi, senza mai esercitare un potere di fatto.

Visita il Duomo di Salò

Il Duomo è uno dei monumenti più importanti della città, ed è dedicato a Santa Maria Annunziata. Progettato in stile gotico, non fu mai terminato. La facciata infatti è ancora incompleta, anche se esibisce con fierezza un portale rinascimentale in marmo di Antonio Della Porta. Custodisce al suo interno tele del Romanino, di Paolo Veneziano e di Zenon Veronese. La sua grande particolarità sta di fatto nell’essere una cattedrale in riva al lago. 

Saló, cosa vedere sul Lago di Garda

Salò. Cosa vedere. Godeti la città in modalità slow

Lasciando l’auto nel grande parcheggio comunale fuori la città, si può andare alla scoperta di Salò a piedi, o anche in bicicletta. Tutto è a misura d’uomo e soprattutto di bambino. Il fatto che il centro e il lungolago siano chiusi al traffico la rende una piccola oasi di pace, in cui preoccuparsi solamente di godersi il panorama. Per i bambini proprio all’inizio della passeggiata, c’è un grazioso parco giochi, tenuto benissimo, in cui poter giocare senza alcun pericolo perchè totalmente recintato e chiuso da un cancelletto.

Saló con i bambini, viaggio sul lago di Garda

Non manca nulla per poter passare una giornata in completo relax. Dopo aver passeggiato nel centro storico, al tramonto, è bellissimo godersi un “pirlo” in uno dei locali che si specchiano nelle acque del lungolago. Il Pirlo non è altro che la versione bresciana dello Spritz. Dal gusto leggero, aromatico, piacevole al gusto, sembra riflettere proprio lo spirito di questa città. Poetica, senza mai annoiare, romantica..senza essere stucchevole.

“Beata te che sei tutto il giorno a mare!Ah si? Ti elenco una giornata tipo di una mamma, in vacanza al mare con i bambini, che si deve preparare fisicamente e psicologicamente ogni mattina, prima che il leone rincorra la gazzella, per organizzare una giornata in spiaggia con i pupi ululanti intorno. E ululanti non è un errore di battitura. Volevo scrivere proprio ululanti. 

Vacanza al mare con i bambini

La sveglia si ritarda solo di mezz’ora rispetto all’orario invernale. Dalle sette alle sette e mezza è una grande conquista. Se preparare lo zaino e tutto l’occorrente per la scuola sembra un impresa titanica l’inverno , preparare la borsa del mare con i bambini risulta impegnativo quanto scalare un ghiacciaio in infradito. Dunque, partiamo dalla borsa con l’essenziale, e parlerò solo dell’essenziale.

  • Telo personale, anzi opta per un pareo che è più leggero e asciuga prima. Dritta in più –> Puoi usarlo come vestito ed evitare addirittura di metterlo in borsa. Dal portatore al lettino è un attimo e la borsa ne guadagnerà in leggiadria.
  • Telo di Hallo Kitty, asciugamano di Barbie di riserva, accappatoio dei Trolls per la doccia sul lido ( io ho una solo figlia eh).
  • Corredo di costumini di ricambio, compreso il cassetto in legno decapato, che non si sa mai. Uno dopo ogni bagno, dieci bagni all’ora, fai un pò tu. Che mica se lo rimette umido il precedente. No! Mamma l’hanno già visto tutti, bisogna sfoggiarne un altro. Ok.
  • Protezione 50 più più più, che nemmeno la classe energetica del frigorifero ha tutte ste stelline. Protezione 40 per le ore più fresche, protezione 20 per andare via dal mare, che anche in strada i raggi UVA sanno essere davvero bastardi.
  • Stick per punture di api e/o zanzare e/o tracine e/o pappataci. Utile anche per gli attacchi tentacolosi della medusa caina.
  • Libro dei compiti per le vacanze di 380 pagine, a cui per forza di cose, occorre abbinare un astuccio che comprende, oltre ai classici colori a spirito, pastelli, cere, pennelli e acquerelli ( metti che fa un tramonto degno di nota, serve l’acquerello mamma!), righe, squadre, centimetro da sarta, compasso, lente di ingrandimento, evidenziatori e taglierini.
  • Spazzola con setole morbide, pettine a denti larghi per nodi resistenti, pettine a denti stretti per fare la fila precisissima al centro della capoccia ( e qui puoi usufruire anche del comodo righello che trovi nell’astuccio di cui sopra).
  • Bambola per il sonnellino pomeridiano. Non dorme il pomeriggio da minimo tre anni, ma ” mamma metti che mi viene sonno, se non ho Sabrina da abbracciare rimango frustrata a vita eh”. Ok. Portiamo pure Sabrina.
  • Soldi. Tanti soldi in ogni formato disponibile erogato dalla Banca d’Italia. Cinquanta, venti, cinque euro. Gli spiccioli devono abbondare, guai a non avere monete disponibili per la doccia, per il gelato, per la granita delle 16:00, per la partita a biliardino, per la pizzetta delle 17:00, per il flipper. Suvvia.

Prepara la borsa termica per il pranzo in spiaggia

Bene. Dopo un ora abbondante passata tra varie polemiche e piagnistei su cosa portare e cosa no, si passa ad organizzare il pranzo. Che siamo una famiglia medio borghese mica discendiamo dagli Agnelli. Noi il pranzo lo portiamo da casa, non lo ordiniamo allo stabilimento. Abbiamo un bellissimo e capiente zaino termico dove volendo si potrebbe inserire anche qualcosa per la cena, ma non mi piace esagerare. Rimango umile. Vediamo dunque come organizzare il pranzo quando si è in vacanza al mare con i bambini.

E dunque:

  • Ghiacciolini refrigeranti da un chilo e mezzo ciascuno, per far arrivare la temperatura interna allo zaino ad almeno un grado sopra lo zero.
  • Cocomero ( si dice cocomero in italiano, non anguria, #sapevatelo) tagliato a cubetti e privato dei semi con meticolosa precisione.
  • Melone, sempre rigorosamente tagliato a cubetti. Non è estate se non hai il melone sotto l’ombrellone. Fa pure rima.
  • Gocce d’oro, susine, perette.. piccoli umili frutti che si possono trasportare e mangiare facilmente con le manine. Madre natura è stata lungimirante. Si vede che era mamma.
  • Insalata di riso. Si, signore care. L’insalata di riso la prepari il primo maggio e a ferragosto hai ancora una bella porzione da utilizzare in extremis. L’insalata di riso mette d’accordo tutti. Pure i piccioni di passaggio.
  • Verdure grigliate. Per combattere la calura e la ritenzione idrica. Fa niente che mentre le prepari, sulla piastra incandescente, arrivi a ricreare in cucina gli interni di un altoforno. “Mamma guarda si sta sciogliendo il bastone della tenda!” “Fa niente amore, vuoi mettere la cellulite che se ne va?”
  • Caffè nel termos. Anche se comunque prenderai l’espresso al bar, il caffè nel termos lo porti per tradizione. Lo faceva tua nonna, memore della bisnonna, lo fa ancora tua mamma e quindi per diritto divino lo fai anche tu. Punto.
  • Snack come se piovesse. Crackers ai semi di chia, ai chicchi di riso soffiato, alla barbabietola da zucchero. Patatine cotte al forno, pop corn ( fatti in casa nel microonde, che comodità ), carote e sedano che puntualmente non si fila nessuno, nemmeno i piccioni di passaggio. E qualcosa di dolce scusa? Giusto. Portiamo gli oreo, il ciambellone che ho fatto ieri nell’altoforno, due plum cake senza olio di palma, due crostate con marmellata bio dei campi di lavanda in fiore. Ma facciamo pure due pan carrè con la crema di nocciole va. Per emergenza. Tanto comunque se il vicino, o il vicino del vicino di ombrellone, prende il gelato alle 17:00, anche tu devi comprare il gelato. Sennò sai gli strilli?!!! Capace che all’ombrellone di fronte c’è qualche pignolo che ti segnala subito ai servizi sociali. Ah, non ti dimenticare mai, e dico mai, le pringles!
  • Acqua nel termos. E qui, signore, esce tutto il mio animo ecologista. Non portate plastica in spiaggia. Di nessun tipo. Procurati termos e contenitori che poi riporterai a casa e laverai nella pace del signore. Fai del bene all’ambiente e fai del bene a te stessia e ai tuoi figli.
Vacanza al mare con i bambini. Guida semiseria
Scorcio della mia cucina

Vacanza al mare con i bambini. Consigli di sopravvivenza 

  • Non portare in spiaggia strumenti musicali di alcun tipo. Flauti, fischietti, maracas. Che rompano le pelotas a casa vostra con questi oggetti, e non a noi. 
  • I cellulari, signora, via! Sei al mare, e anche se hai le scatole piene e la giugulare in via di esplosione, non dare mai i cellulari ai tuoi bambini. Portali ad esplorare l’arenile su…o iscrivili a qualche laboratorio sulla spiaggia.
  • Scordati di rimanere sdraiate sul lettino. Se proprio ne hai bisogno o desiderio, accordati con le vicine di ombrellone. Mezz’ora a testa in cambio di baby-sitteraggio. La solidarietà prima di tutto.
  • Se in acqua ti arrivano schizzi, pallonate, racchettoni in testa.. non cercare il bagnino in cerca di aiuto. Rilanciate al mittente con potenza. 
  • Accordati sempre con le tue gentili vicine di ombrellone su quello che sarà il pranzo dei tuoi teneri cuccioli l’indomani. Piatti uguali per tutti. Perché nel momento in cui, anche a distanza di un chilometro, da un contenitore Tupperware qualunque dovesse uscire odore di pennette al ragù… stai sicure che partiranno tutti come segugi addestrati in cerca del loro piatto preferito. E sai poi dove te lo metti il cous cous con le verdure di stagione e l’hummus di ceci del bengala???

Vacanza al mare con i bambini. Guida semiseria

E con questo Ti auguro un rilassante e piacevole vacanza al mate con i tuoi ( e anche un pò quelli altrui ) bambini.

Se stai cercando un’avventura da fare in Liguria assieme ai bambini non perderti il Galeone dei Pirati a Genova. Questa replica perfetta di una nave pirata si trova nel Porto Antico della città, vicinissima all’Acquario. La nave offre un’esperienza unica e coinvolgente che ti trasporterà indietro nel tempo all’età d’oro della pirateria. Preparati a issare la Jolly Roger, la bandiera tradizionale della pirateria, e a salpare in alto mare a bordo della nave Neptune!

Il Galeone dei Pirati a Genova

Il Galeone dei Pirati è la fedele riproduzione di una nave corsara, ed è situato nel Porto Antico di Genova, in Italia. Ti offre la possibilità di sperimentare com’era la vita dei bucanieri durante l’età d’oro della pirateria. Lo scafo è stato progettato per sembrare una vera nave pirata, completa sia di cannoni che di corde, vele e timone. Puoi esplorare la nave, conoscere la storia dei pirati e persino partecipare ad attività interattive come il combattimento con la spada e la caccia al tesoro.

Il galeone dei Pirati a Genova, cosa fare con i bambini vicino l'acquario di Genova

Sperimenta la vita dei pirati

Il Galeone dei Pirati di Genova pesa ben 1500 tonnellate ed è lungo 65 metri. La parte più pittoresca di questo grande scafo è indubbiamente la polena di prua. Rappresenta il dio del mare, Nettuno, in tutto il suo splendore. Il Galeone dei Pirati ha tre grandi alberi maestri, bellissimi dettagli in legno nonchè bellissimi stucchi dorati sui ponti. Questi ultimi lo rendono particolarmente elegante e realistico. A poppa puoi vedere due balconi, ingentiliti da ringhiere decorative, dai quali affacciarti con attenzione. Deliziose sono le statue che sorreggono il soffitto a creare un ambiente davvero molto convincente. 

Puoi persino scendere nei meandri del galeone. Qui infatti sono custoditi i materiali usati dai corsari per le loro incursioni piratesche, come corde, cannoni e petardi. 

Una volta salito sul Galeone dei Pirati puoi quindi immaginarti di tornare indietro nel tempo e sperimentare la vita di un vero corsaro. La nave offre inoltre una vista mozzafiato non solo sul porto ma anche sulla costa di Genova.  Questo la rende quindi un’attrazione imperdibile per chiunque sia interessato alla storia e alle avventure dei pirati. 

Conosci la storia del Galeone dei Pirati?

Il Galeone dei Pirati, il Neptune, è una replica di un galeone spagnolo del XVII secolo utilizzato dai pirati nel Mar Mediterraneo. La struttura è stata costruita negli anni ’80 per diventare la scenografia del film “Pirati” di Roman Polanski. La nave è vera, si trova in perfette condizioni e per di più può davvero navigare. Questo grazie ad un moderno motore montato in Tunisia, dove è stata costruita.

Il galeone Neptune ha dunque veramente navigato in mare, precisamente in acque francesi, per la promozione del film a Cannes. In seguito è stato definitivamente ormeggiato al molo di Genova al fine di essere usato come attrazione turistica. Da allora la nave è diventata una destinazione popolare per chi desidera sperimentare il mondo dei pirati e conoscere la storia della pirateria nel Mediterraneo.

Informazioni utili alla visita

Puoi acquistare i biglietti per il Galeone dei Pirati di Genova presso la biglietteria situata vicino alla nave. L’attrazione è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 17:00. Il costo del biglietto è di 6,00 euro per gli adulti e 4,00 euro per i bambini. La durata della visita è libera, puoi stare sul galeone tutto il tempo che vuoi. 

Come è stato detto in precedenza, il Galeone dei Pirati è una fedele riproduzione di un set cinematografico per cui, se i tuoi bambini sono appassionati del genere, regala loro un’esperienza unica a bordo di questo possente vascello. E’ possibile anche effettuare visite guidate della nave, disponibili in più lingue, per conoscere al meglio la storia e la cultura della pirateria nel Mediterraneo.

Cosa puoi vedere nelle vicinanze

Il Galeone dei Pirati si trova nel cuore della storica città portuale di Genova, che ospita molte altre famose attrazioni turistiche. Puoi visitare ad esempio l’Acquario di Genova, che è uno dei più grandi acquari d’Europa, e il Palazzo Ducale. Si tratta di un antico palazzo dei Dogi di Genova e si trova proprio nelle vicinanze del galeone. Infine, puoi approfittare della tua tappa a Genova per visitarne la Cattedrale e la famosa Piazza De Ferrari. Sono entrambe raggiungibili a piedi e per di più sono i posti iconici della città. Qui puoi respirare l’atmosfera locale passeggiando tra le stradine del centro storico, alla scoperta delle tipicità liguri. 

Puoi fare infine una visita alla Città dei bambini e dei ragazzi, un centro didattico sulla scienza e sulla tecnologia. L’area di visita supera i 3,000 metri quadrati e al suo interno i bimbi tra i 2 e i 12 anni possono mettersi alla prova interagendo con installazioni multimediali dedicate al mondo scientifico e tecnologico. 

 

 

Se stai cercando un’attività adatta alle famiglie che sia allo stesso tempo divertente ed educativa, prenota una visita all’Acquario di Genova. La sua enorme struttura ospita la più grande esposizione di biodiversità acquatica d’Europa. Vanta infatti grandi spazi espositivi e ambienti marini in grado di offrire ai visitatori esperienze uniche ed emozionanti. Squali, delfini, pesci colorati e pinguini sono distribuiti in più di 70 vasche e puoi persino fare un tuffo virtuale negli abissi dell’oceano. Esplora le barriere coralline e i relitti che giacciono sui fondali! Un esperienza indimenticabile per i bambini e per tutta la famiglia!

Acquario di Genova

Per sfruttare al meglio la tua visita all’Aquario Genova è importante pianificare in anticipo il percorso. Innanzitutto, considera di acquistare i biglietti online per evitare lunghe code all’ingresso. Una volta dentro, prenditi il ​​tuo tempo per esplorare le varie mostre e non aver paura di porre qualsiasi domanda al personale esperto. Assicurati di assistere agli spettacoli di alimentazione quotidiana e controlla il programma per eventuali eventi o attività speciali. Infine, non dimenticare di fermarti al negozio di articoli da regalo per comprare un souvenir che ricordi la tua visita all’Acquario di Genova. 

Scopri le meraviglie dell’oceano

All’Acquario di Genova puoi conoscere da vicino una grande varietà di animali marini, e non solo. Guarda i delfini eseguire acrobazie, ammira i pinguini che si aggirano nel loro habitat e accarezza alcune specie di razza nella vasca tattile. L’acquario offre anche esperienze interattive come l’alimentazione dei pesci e le tartarughe marine. In più puoi partecipare ad una mostra di realtà virtuale dove puoi nuotare con gli squali ed esplorare il fondo dell’oceano, stando completamente all’asciutto. È un modo unico ed educativo per conoscere la vita marina.

Interagisci con la vita marina dell’Acquario di Genova

All’Acquario di Genova ci sono più di 400 vasche diverse che ospitano circa 15.000 animali, tra pesci e rettili. Un viaggio nelle profondità del mare e una passeggiata tra le biodiversità terrestri. L’itinerario si sviluppa in diverse aree tematiche. Entra nel Pianeta blu, qui inizia il percorso espositivo. Un’esperienza immersiva che ti porta a riflettere sull’importanza dell’acqua per la nostra Terra. Il video mapping è proiettato su un planisfero dei fondali marini e ti mostra come sono distribuite le riserve di acqua nel mondo. Ti fa capire inoltre quanto il mare sia necessario come mezzo di comunicazione e scoperta. 

Entra nella Grotta delle Murene

Il percorso vero e proprio all’interno dell’Acquario di Genova inizia con la Grotta delle Murene, una straordinaria sala ben strutturata, dove puoi ammirare non solo le murene ma anche scorfani, polpi e cavallucci marini. Qui puoi scoprire come vivono le murene nelle acque del Mediterraneo, nell’Adriatico e nell’Oceano Atlantico, di cosa si cibano, dove si nascondono e come vanno a caccia. 

Acquario di Genova. Guida alla visita con i bambini
La murena è un pesce notturno, e molto territoriale. Trascorre le ore di luce nascosta nella sua tana. Caccia di notte, cercando le sue prede tramite l’olfatto, molto sviluppato. 

Visita la Laguna delle Sirene

La Laguna delle Sirene ospita i famosi lamantini, mammiferi acquatici erbivori dalla forma alquanto particolare. Fanno parte della specie dei Sirenidi, molto simili agli elefanti marini e alle foche. Hanno il corpo voluminoso e usano le pinne pettorali per portarsi il cibo alla bocca ma anche per accarezzare i propri simili. Ebbene si! I lamantini sono dei veri coccoloni! Sono mammiferi molto socievoli e per loro le coccole sono essenziali per le relazioni sociali. Il loro modo di muoversi, lento e sinuoso, incanta il visitatore. La loro figura invece, a metà tra corpo di donna e di pesce, lascia veramente immaginare un legame antico con la figura mitologica delle sirene. 
Acquario di Genova. Guida alla visita con i bambini
I lamantini sono chiamati anche mucche di mare perché appaiono come grossi animali dall’aspetto placido e si nutrono tuto il giorno di alghe e vegetali vari che trovano nel mare…proprio come mucche al pascolo!

Attenzione. Pericolo squali!!

All’Acquario di Genova puoi vedere inoltre anche bellissimi esemplari di squali, i famosi predatori marini tanto temuti dall’uomo. Paura ingiustificata poichè, secondo le statistiche, è molto più facile morire per una puntura di ape che per l’attacco di uno squalo. Esistono circa 500 specie di squali nel mondo e alcune di queste sono presenti anche nel Mediterraneo, come la ventresca e lo squalo blu.

Ma niente paura! Nella dieta degli squali non sono inclusi gli esseri umani. Molte specie sono innocue e solo alcuni esemplari sono potenzialmente pericolosi per l’uomo, ma solo perchè spesso gli uomini stessi vengono scambiati per pesci. Un esempio? La maggior parte degli attacchi degli squali è spesso rivolta ai surfisti. Questo perchè, visti dal basso, le loro sagome somigliano molto a quelle delle foche, prede preferite degli squali. Lo sapevi?

A proposito di foche…

Dopo aver lasciato la vasca dei predatori del mare immergiti negli oceani per ammirare le foche. All’Acquario di Genova trovi diversi esemplari di foche comuni provenienti da varie zone dell’emisfero. Alcune di loro sono state abbandonate in natura dalle proprie madri e prese quindi in custodia dall’uomo, mentre altre sono nate proprio nell’Acquario. La vasca in cui nuotano ti permette di ammirarle sia sott’acqua che quando emergono a galla. Prova a salutarle! 

Visita il Regno dei ghiacci

Ora passa nel Regno dei ghiacci, la sala dell’Antartide in cui vivono i pinguini. Sono curiosi e buffi nei movimenti e i bambini ne rimarranno affascinati senz’altro. In quest’area la temperatura è leggermente più bassa e le vasche riproducono fedelmente l’habitat naturale dei pinguini che, completamente a loro agio, saltellano, giocano tra loro e fanno tuffi acrobatici, nuotando tra le gelide acque dell’Antartide. 

Cosa vedere e cosa fare all'Acquario di Genova con i bambini
All’Acquario di Genova puoi vivere un’esperienza a tu per tu con i pinguini. Una guida ti illustra le attività di preparazione del cibo, ti presenta la vasca espositiva dei pinguini e ti racconta il lavoro relativo alla gestione di questi animali. Puoi accedere alla vasca e assistere alla distribuzione del pasto pomeridiano da parte del personale specializzato.

Esplora il mondo dei cetacei dell’Acquario di Genova

Il padiglione dei cetacei è il corpo principale dell’Acquario di Genova e ospita i delfini tursiopi, una specie in grave pericolo di estinzione. Puoi ammirare le loro acrobazie sia sott’acqua che nella parte superiore della vasca, dove si dilettano in tuffi spettacolari e giochi con la palla. Puoi inoltre camminare in un tunnel di vetro della lunghezza di 15 metri ed emozionarti con le sinuose nuotate dei delfini, che si muovono tutt’intorno a te. 

Accarezza una razza!

Nella vasca tattile dell’Acquario di Genova puoi fare una bellissima esperienza sensoriale, accarezzando il manto delle razze. Ce ne sono di diverse specie e, allungando la manina, puoi addirittura toccare la razza chiodata o quella ondulata, ma anche la gallinella di mare. In questa zona, chiamata Nave Blu, trovi anche gli storioni, il pesce palla, lo squalo zebra e piccole specie di coralli tropicali. Puoi infatti scoprire la vita della barriera corallina ammirandone la fedele ricostruzione fatta nelle vasche. 

Continua il tuo viaggio nei tropici passeggiando tra porzioni di foreste equatoriali. Ti trovi ancora nel padiglione delle Biodiversità, ma adesso puoi ammirare le specie animali e le piante che vivono nelle foreste tropicali. Puoi vedere le biodiversità del Malawi, delle foreste del sud America e del Rio delle Amazzoni, ma anche delle Isole Eolie. Puoi ammirare il boa, le testuggini e persino le iguane. 

La magia delle meduse all’Acquario di Genova

Sei arrivato alla fine del percorso. Ora davanti a te fluttuano milioni di meduse come fossero ectoplasmi colorati. Sei completamente immerso nel buio, illuminato solo dalle luci meravigliose delle meduse, questi esseri così antichi e misteriosi ma anche molto temuti. In questa zona l’atmosfera si fa quasi fiabesca, complici le luci e le musiche di sottofondo.

La tua attenzione è catturata solo dai movimenti morbidi e sinuosi delle meduse, sparse in grandi vasche, Qui puoi conoscerne il ciclo vitale continuando ad ammirare la loro danza scenografica. Quest’area ospita anche tre piccole vasche dedicate all’ecosistema marino, dove puoi contemplare il fenomeno della fluorescenza dei coralli. A nuotare attorno a questi preziosi gioielli del mare trovi pesci pagliaccio ed altre specie tropicali. 

All’Acquario di Genova puoi vedere danzare milioni di meduse immerso in un’atmosfera davvero fiabesca.

Organizza la tua visita all’Acquario di Genova

Se stai programmando una visita all’Acquario di Genova prendi subito informazioni riguardanti gli orari di apertura e i prezzi dei biglietti. Ti consiglio di prenotare i ticket di ingresso on line, in modo da evitare le lunghe file di attesa all’ingresso. Valuta bene le esperienza che vuoi fare all’interno dell’Acquario di Genova con largo anticipo e provvedi subito alla prenotazione di quelle che più ti incuriosiscono.

Quando arrivi goditi l’itinerario ma cerca di assistere anche agli spettacoli interattivi, alle mostre e al momento dell’alimentazione degli animali. All’interno dell’Acquario di Genova trovi anche negozi di souvenir dove comprare piccoli ricordi della tua visita in struttura. Perciò non farti scappare i pinguini di peluche e le t-shirt in tema. Trovi inoltre due aree ristoro dove fare un piccolo break durante il tuo percorso. Se hai bimbi molto piccoli invece puoi usufruire dei Baby Corner, le toilette con i fasciatoi che trovi lungo il percorso di visita.

Perchè visitare l’Acquario di Genova con i bambini

L’Acquario di Genova offre un’esperienza non solo educativa, ma anche dinamica e divertente, a tutta la famiglia. La visita insieme ai bambini diventa un momento di crescita e di scoperta, tra fondali marini e foreste equatoriali. Un bimbo curioso non smetterà di fare domande e non si stancherà di ascoltare le risposte.

Gli animali che popolano questa struttura sono quasi tutti nati in cattività o trovati in condizioni di non poter più essere lasciati soli in natura. Ragion per cui l’Aquario di Genova è da considerare una specie di santuario del mare, una nuova casa dove gli ospiti sono amati e protetti, e non una gabbia con finalità turistiche.

A tal proposito non dimenticare che l’Acquario di Genova è impegnato in vari progetti a favore della conservazione delle specie marine nei propri habitat di appartenenza. Puoi conoscere le attività di salvaguardia dell’ambiente nelle mostre e nei programmi educativi dell’Acquario. Puoi dare anche tu un contributo alla causa. Come?? Attraverso una piccola donazione o facendo addirittura volontariato. Uno sforzo importante, da parte di tutti, per contribuire al sostentamento di questi progetti di tutela ambientale. 

 

Casa Battlò è uno splendido esempio di architettura modernista, opera del grande architetto catalano Antoni Gaudì. E’ situata nel cuore di Barcellona, sul famoso Passeig de Gracia, il viale più importante della città dichiarato patrimonio dell’Umanità per via dei monumentali edifici che lo costeggiano. Casa Battlò è una tappa quasi obbligata se ti trovi in visita a Barcellona, perfetta anche per le famiglie con bambini. In questo articolo puoi conoscere la storia, l’architettura e i segreti che rendono questo edificio un punto di riferimento così affascinante e iconico. 

Scopri i segreti di Casa Battlò

Nei primi anni del 1900 un imprenditore locale, Joseph Battlò, proprietario di diverse fabbriche tessili di Barcellona, acquista un edificio in Passeig de Gracia. L’idea iniziale era di demolirlo e ricostruirlo ma poi, grazia all’audacia di Antoni Gaudì, l’architetto incaricato dei lavori, il progetto è stato rivisto. Accantonata l’idea iniziale della demolizione totale Gaudì elaborò e mise in pratica uno dei progetti più estasianti della sua vita artistica, rendendo un anonimo edificio di Barcellona una vera e propria opera d’arte. Al di la del suo valore artistico, l’edificio è caratterizzato da notevoli funzionalità, tutte all’avanguardia rispetto al periodo storico in atto. 

 

La storia di Casa Battlò e del suo architetto, Antoni Gaudí

Come già accennato Casa Battlò è stata restaurata agli inizi del ‘900, periodo in cui Barcellona stava vivendo una straordinaria rivoluzione culturale e artistica. Antoni Gaudì, massimo esponente del movimento modernista, staccandosi dagli stili architettonici tradizionali e abbracciando nuovi concetti, riversando questi ultimi in nuove forme e materiali, ha incentrato in Casa Battlò il suo design innovativo e una pignola attenzione per i dettagli. L’opera finale risulta essere da subito un autentico capolavoro, un universo a se stante che mescola genio architettonico, richiami diretti alla natura e un aspetto onirico che va oltre l’immaginazione.

Fermati ad ammirare la facciata

La visione surreale e sognante di Gaudì ha la sua massima espressione nella facciata di Casa Battlò. Le sue decorazioni strabilianti sembrano prendere vita sotto i raggi del sole e il suo movimento ondulato, supportato da tinte di un azzurro intenso, sembra riprodurre il moto delle onde del mare. Il primo richiamo alla natura parte proprio dall’esterno dunque, dove tutti gli elementi decorativi sembrano amplificare questo magico omaggio alla forma di vita primordiale: l’acqua.

Tutta la superficie della facciata è impreziosita da pezzi di ceramica e vetro colorato. Per creare questo effetto Gaudì ha utilizzato la tecnica del trencadìs, che significa “frantumato”, un tipo di applicazione ornamentale che impiega frammenti di ceramica, già usata in alcune delle sue creazioni. Park Guell forse è quella che rappresenta di più questo stile, ben visibile sulle panche ondulate del parco e sulla sua iconica salamandra.

Scopri i segreti di Casa Battlò. Cosa nasconde?

Oltre all’ambiente marino pare che l’intero edificio di Casa Battlò racconti con molteplici simboli la storia di Sant Jordi, il santo patrono della Catalogna. Leggenda narra che a Montblanc, un borgo vicino Tarragona, gli abitanti solevano donare ogni giorno un essere umano in pasto al temibile drago che terrorizzava il paese, per poter calmare le sue ire. Finchè non toccò alla principessa. Per salvarla Sant Jordi sfidò il drago con la sola forza della sua spada, sconfiggendolo e salvando il paese dalla sua supremazia. Gaudì ha rappresentato la mole del drago nell’andamento curvo del tetto, ricoperto da tante scaglie di maiolica colorata. Anche le tonalità usate, che sfumano dal viola, al verde e all’azzurro, sembrano effettivamente i colori del manto di un drago. Se noti bene sul tetto puoi vedere inoltre una grande croce a quattro braccia. Rappresenta la spada di Sant Jordi conficcata sulla schiena del drago. Ma vediamo insieme il simbolismo di Gaudì nel dettaglio. 

La casa delle Ossa

Sempre all’esterno di Casa Battlò, precisamente sulla facciata, puoi vedere un unico balcone a forma di fiore. Questo rappresenterebbe la principessa tratta in salvo da Sant Jordi. I restanti balconi sono modellati sulla forma di un teschio, a raffigurare le restanti vittime del drago. Le loro ossa sono anche intorno alle finestre, scolpite nelle colonne incorniciano i balconi. Per via di questa tetra ma estasiante rappresentazione Casa Battlò è anche nota come “Casa delle ossa”. Avevi fatto caso a questi particolari?

scopri i segreti di Casa Battlò a Barcellona

La simbologia continua all’interno

La leggenda di Sant Jordi continua anche all’interno di Casa Battlò. Se aguzzi i sensi avrai la sensazione di camminare nella pancia di un drago. Tutto comincia nell’atrio. Qui trovi una scala con i terminali che ricordano in maniera impressionante la parte finale della spina dorsale del drago: la coda. Sei altresì circondato da continue suggestioni marine, evocate da preziose piastrelle azzurre e luminosi lucernari a forma di gusci di tartaruga. La natura e la leggenda come vedi vanno di pari passo e ti accompagnano lungo tutto il tragitto. Continuando a seguire la coda del drago, ossia seguendo le scale, puoi arrivare al piano nobile, l’effettiva dimora della famiglia Battlò. Ora il soffitto diventa mare in tempesta, contenuto da eleganti porte in rovere decorate con vetri colorati. Ogni dettaglio ondeggia come le onde del mare e non devi fare altro che seguirne il flusso…l’atmosfera si fa sempre più magica, quasi incantata. 

scopri i segreti di Casa Battlò a Barcellona

Affacciati dalla grande finestra

Qui puoi affacciarti dalla grande veranda che inonda la stanza di luce e puoi vedere dall’alto Passeig de Gracia. Il salone si trova infatti al centro della facciata principale di Casa Battlò. La grande finestra che ti trovi davanti ha forme sinuose e nella parte superiore porta deliziose decorazioni a forma di cerchio, nei toni del blu. Se ti avvicini puoi vedere che le vetrate si aprono con un’ingegnoso sistema a ghigliottina e si muovono mediante contrappesi.

Casa Battlò. Il Patio delle luci

Lascia le fluide onde del mare e prosegui la tua visita nel Patio delle Luci. E’ un meraviglioso cortile interno strutturato in modo da far arrivare la luce del sole in maniera uniforme su ogni piano. Le pareti del Patio sono rivestite da maioliche blu e azzurre. Se noti bene però le piastrelle più scure sono collocate nella parte alta del Patio mentre quelle più chiare ne tappezzano la parte bassa. Anche le finestre seguono lo stesso principio, aumentando man mano di dimensione verso i piani inferiori. Grazie alla luce naturale che proviene dall’alto si crea un’illusione ottica per cui il visitatore vede sempre lo stesso colore, a di la del punto in cui si trova. Un sistema perfetto ( e geniale! ) per ottimizzare l’illuminazione naturale all’interno dell’edificio. 

Accedi al cortile interno

Ora goditi i raggi del sole uscendo nel cortile esterno di Casa Battlò, un piccolo gioiello marino nel cuore di Barcellona. Tutto richiama il movimento del mare, dallo splendido pavimento in ceramica bianca e blu ai preziosi mosaici che ospitano le fontane laterali. Da questa postazione puoi ammirare la facciata interna di Casa Battlò che, a differenza di tutti gli edifici vicini, risulta essere stupefacente come la facciata principale, anche se meno in vista. Anche qui trovi la tecnica del trecandis, con piastrelle che vanno a formare ghirlande di fiori che si arrampicano sulla facciata, partendo dalla base fino ad arrivare al tetto.

Ora raggiungi la soffitta, l’ala che anticamente era predisposta all’accoglienza delle lavanderie. Anche qui il simbolismo di Gaudì prende il sopravvento e si manifesta in una serie di archi a catena che rievocano la cassa toracica del drago. Lo stile è più lineare e pulito rispetto al resto della casa e predomina il colore bianco. Grazie alla sua luminosità e alla sua ispirazione mediterranea questa zona sembra rievocare le antiche abitazioni dei pescatori delle isole catalane. Alcuni sostengono che abbia preso ispirazione dalle costole delle balene. 

Casa Battlò. Goditi la terrazza sul tetto

Ora ti trovi nel punto più bello di Casa Battlò: il tetto. Qui hai modo di trascorrere il tuo tempo ammirando il panorama circostante o concentrandoti sui numerosi dettagli sparsi sulla terrazza. In questo spazio aperto si concentra tutto l’estro creativo di Gaudì e qui si conclude la leggenda di Sant Jordi e del temibile drago. Se nell’atrio hai cominciato a seguire la coda della terribile creatura mitologia, passando poi per la sua gabbia toracica, ora ti trovi sulla sua cresta. La terrazza di Casa Battlò sembra il dehor di un locale alla moda. Trovi infatti diversi tavolini e sedie su cui riposarti ammirando Barcellona dalla tua posizione privilegiata. In questo spazio aperto puoi notare una piccola stanza che ospita una fontana, che un tempo era utilizzata per immagazzinare acqua, e i camini.

Questi ultimi sono stati studiati per divenire anche un vezzo della casa e sono delle ingegnose opere d’arte con semplice funzione di far defluire il fumo all’esterno di Casa Battlò. La torretta invece, che mostra fiera la croce di Sant Jordi, rappresenta la spada con la quale è stato sconfitto il drago. Sul tetto di Casa Battlò puoi quindi accarezzare il suo dorso, fatto di squame di ceramica e vetro, senza averne timore.

Concludi la tua visita con il Gaudì Cube

Alla fine del percorso ti troverai chiuso in una cubo grigio. Niente paura, ti trovi nella Gaudì Cube, una stanza immersiva che presenta un cubo LED a sei facce, capace di cambiare la percezione della realtà. Al suo interno è proiettata l’opera Nella mente di Gaudì dell’artista Refik Anadol. Un meraviglioso viaggio 3D nel più grande archivio digitale dedicato all’architetto catalano. Non adatto ai claustrofobici.

Suggerimenti per visitare Casa Battlò, comprese informazioni su biglietti e visite guidate.

Se stai programmando una visita a Casa Battlò, ci sono alcune cose che dovresti sapere. Innanzitutto, ti consiglio di acquistare i biglietti in anticipo per evitare lunghe code. Puoi farlo online con un netto risparmio. Sono inoltre disponibili visite guidate in più lingue, che forniscono una comprensione più profonda della storia e del design dell’edificio. Questi tour durano in genere circa un’ora e sono tenuti da guide esperte. All’ingresso puoi avere l’audio guida della realtà virtuale, altrettanto utile alla visita in autonomia di Casa Battlò. E’ compresa nel prezzo del biglietto ed è disponibile in ben 15 lingue. 

Il biglietto a prezzo intero costa 35 euro. La tariffa è ridotta con uno sconto di 9,00 € per ragazzi dai 13 ai 17 anni e per gli studenti. Le persone sopra i 65 anni di età hanno 3,00 € di sconto. Può essere chiesto un documento di riconoscimento all’ingresso. I bambini al di sotto dei 12 anni entrano gratis. 

Casa Battlò è aperta tutto l’anno. Dal lunedì al giovedì apre al pubblico dalle ore 9:00 alle ore 17:00 mentre dal venerdì alla domenica dalle 9:00 alle 20:00.

Perchè visitare Casa Battlò con i bambini

Casa Battlò non è una semplice casa museo, Casa Battlò è pura magia. Come tutte le opere straordinarie di Gaudì rappresenta egregiamente il suo genio, la sua energia positiva, la sua fierezza. Gli ambienti sono così fiabeschi che sembra di passeggiare in un albo illustrato. Che sia una storia popolata da draghi cattivi o una favola ambientata nelle viscere dell’oceano sarai tu a scoprirlo. Ogni dettaglio di Casa Battlò è un piacevole invito a decifrarne le origini, i materiali e i segreti. E’ un luogo che trasmette innanzitutto serenità, che desta immediata meraviglia al visitatore attento, indifferentemente dall’età. Adulti e bambini camminano con il naso all’insù alla scoperta delle sue peculiarità, cercando di decifrarne le linee morbide, di carpire qualche dettaglio sfuggito ai più, di capire le ingegnose opere meccaniche che si trovano al suo interno. Casa Battlò è un tripudio di eleganza e bellezza, reso ancor più poetico dai giochi di luce e dai misteri che si celano dietro ogni dettaglio ornamentale. Una tappa immancabile nel bagaglio di un viaggiatore. 

Il borgo di Fumone, incastonato tra i Monti Ernici e i Monti Lepini, è uno dei più pittoreschi della provincia di Frosinone, nel Lazio. La sua particolare posizione e la conformazione urbana del centro storico lo rendono fascinoso e facile da passeggiare. E’ infatti completamente chiuso al traffico e quindi visitabile solo a piedi, ideale per le famiglie con bambini. Il silenzio che lo avvolge regala al visitatore un’esperienza surreale poichè i soli suoni che si odono tra i suoi vicoletti sono il fruscio del vento e il cinguettio degli uccelli. Continuando la lettura puoi scoprire le peculiarità del piccolo borgo di Fumone, e cosa vedere nel centro storico. 

Fumone, cosa vedere

Il centro storico di Fumone è arroccato su una collina a circa 800 metri di altitudine. Una posizione di grande importanza strategica, che domina la valle del Sacco e la Via Latina, la strada di collegamento tra Roma e Napoli. Il nome Fumone deriva proprio dal fatto che, vista l’altezza, veniva usata come centro di segnalazioni nemiche tramite l’accensione di fuochi nella parte più alta del borgo. Queste colonne di fumo facevano partire un sistema di segnali a catena che coinvolgevano anche i borghi vicini e quindi, di paese in paese, l’avvertimento di un invasione nemica arrivava nella Capitale.

Fumone, cosa vedere nel misterioso borgo della Ciociaria
Il borgo medievale di Fumone ti avvolge in un’atmosfera unica, quasi derma nel tempo, e ti regala straordinari scorci da fotografare.

Le abitazioni, completamente fatte di pietra bianca, sono rifinite da piccoli portoncini in legno e balconi fioriti. Passeggiando nel silenzio austero del centro storico ti sembrerà di essere tornato indietro nel tempo, a quando la cittadina era una vera e propria fortezza inespugnabile. Fumone ha una storia molto particolare e a tratti misteriosa, per lo più racchiusa tra le mura del Castello Longhi De Paolis. Questo castello era un tempo adibito a prigione e uno dei suoi più famosi detenuti è stato Papa Clemente V, che non ha retto il duro regime carcerario ed è deceduto dopo pochi mesi dal suo arresto.

Il misterioso fantasma del Castello di Fumone

Storie e leggende straordinarie ruotano attorno al famoso Castello Longhi De Paolis di Fumone. Una di questa narra che il rosso con il quale sono state dipinte alcune delle stanze del maniero sia dovuto ai corpi sepolti vivi tra le sue mura, appartenenti a molti nemici del regime nostrano. La Sala dell’Archivio invece è legata ad un’altra leggenda popolare che narra le gesta di alcuni fantasmi che tuttora pare girino indisturbati all’interno del Castello. La Sala ospita infatti la teca funerario di un bambino, il Marchesino Francesco Longhi, morto a solo 5 anni. Pare che il bambino, unico erede maschio, sia stato avvelenato con dell’arsenico dalle sette sorelle. 

La madre del marchesino, affranta e sconvolta dalla perdita precoce del figlio, decide dunque di vestire a lutto anche il castello. Fa quindi ridipingere tutti i quadri raffiguranti scene di vita gioiosa con colori scuri e inquietanti, spesso con il volto del figlio in primo piano. Il tutto è reso ancora più inquietante dall’imbalsamazione del corpicino, fortemente voluta dalla madre accecata dal dolore per poter continuare a prendersi cura del figlio morto fino alla fine dei suoi giorni. Tuttora il fantasma della povera madre gira inconsolabile tra le mura dell’edificio e i suoi lamenti, a detta delle persone del posto, si sentirebbero in ogni vicoletto del borgo. Anche l’anima del bambino sembra non trovare conforto nella morte e si aggira nel castello per spostare e giocare con oggetti a lui appartenuti.

Fumone, cosa vedere nel misterioso borgo della Ciociaria
Il Castello Longhi di Fumone è aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.00
Il biglietto intero costa € 10,00, e puoi scegliere di usufruire delle visite guidate.

Fumone, cosa vedere. Attento al Pozzo delle Vergini

All’entrata del Castello di Fumone trovi il terrificante Pozzo delle Vergini. E’ famoso per la sua profondità e per la sua angusta e stretta cavità, lungo la quale in passato erano infilzate lame aguzze. Era uno strumento di tortura pensato per punire le ragazze non vergini al momento del matrimonio. A Fumone nel periodo medievale, come in tutto il territorio nazionale, esisteva lo Ius Primae Noctis, il Diritto alla prima notte, secondo il quale le donne appena sposate dovevano trascorrere la prima notte di nozze con il Signore del paese e non con il rispettivo marito. Le ragazze che arrivavano nel suo letto e venivano reputate non più vergini venivano torturate e condannate a morte. Questo pozzo, oltre a ucciderle, ne nascondeva i cadaveri. 

Annesso al Castello di Fumone trovi un delizioso Giardino Pensile che, per estensione, è ritenuto uno dei più grandi d’Europa. La sua altitudine inoltre, a ben 800 metri sopra il livello del mare, gli è valso il nome di “Terrazza della Ciociaria”.

Misteri e ancora misteri..

Molte altre leggende ruotano attorno al Castello di Fumone, tutte tramandate di generazione in generazione dalla gente del posto e mai smentite. Si racconta che il maniero è stato anche sede, in passato, di spaventose sedute spiritiche e che invece, ancora oggi, le luci si accendono da sole o i mobili cambiano posto in maniera inspiegabile. Molti oggetti vengono stranamente ritrovati in posti insoliti, lontani dalla loro sede d’origine. Passato e presente che si rincorrono con episodi aventi un unico filo conduttore: il mistero. 

L’atmosfera del Castello d’altronde lascia presagire l’arcano già all’ingresso, forse per l’austerità degli ambienti, o forse proprio per via delle leggende che ancora fanno tanto scalpore nel vecchio borgo di Fumone.

Fumone, cosa vedere. Gira nel centro storico

Ora lascia alla tue spalle spiriti e fantasmi e inizia ad esplorare il centro storico di Fumone. Tra le sue stradine caratteristiche, ferme nel tempo, puoi ammirare deliziose palazzine, torri, affacci panoramici, pozzi e cisterne. Una delle chiese più prestigiose del centro storico è quella della SS. Maria Annunziata, risalente al 1100, che vanta un bellissimo campanile all’esterno e protegge al suo interno una tela del Buttaragi e l ‘affresco raffigurante la morte di papa Celestino V. E’ abbellita da un bellissimo organo a canne e da una fonte battesimale realizzata in pietra calcarea locale. 

Diversi slarghi hanno affacci panoramici dai quali ammirare il panorama sottostante. Il belvedere principale però è deturpato da un’enorme antenna di 32 metri che impedisce di godere delle bellezze circostanti e rovina anche la bellezza della città vista dal basso. Le piazzette sono arricchite da dettagli medievali, come fontane e abbeveratoi ed è piacevole passeggiare nei vicoletti, ricchi di scalette e di scorci da fotografare. 

Compra i prodotti tipici del borgo

Non trovi negozi nel borgo di Fumone, ma solo alcune botteghe tipiche. Seguendo il dolce profumo di vaniglia e limone arrivi ad un piccolo forno, Fantasia del dolce, dove preparano biscotti e ciambelline dal gusto unico, prodotte con ingredienti genuini e a km zero. I gusti tra cui scegliere sono molti e per aiutarti nella scelta la proprietaria ti lascia degustare le sue specialità. Non andrai via da Fumone senza aver comprato uno dei suoi pacchi di biscotti, che siano al limone, al coccolato o alla vaniglia. Proprio accanto al forno trovi un piccolo ma ben fornito negozio di souvenir locali, mentre nella parte superiore puoi degustare salumi e formaggi locali da Antichi sapori. un piccolo ma delizioso negozio in cui comprare prodotti del territorio dai sapori e profumi unici. 

Fumone, perchè fermarsi nel borgo dei misteri

Fumone è una meta perfetta per gli amanti della storia locale e della tranquillità. Il piccolo borgo medievale regala panorami meravigliosi e passeggiando tra le case, le torri e le scalinate in pietra calcarea ti sembrerà di fare un tuffo nel passato, ai tempi in cui questa piccola cittadina era abitata da dame, cavalieri e contadini. Per la sua straordinaria posizione è stata definita “Olimpo della Ciociaria” dallo scrittore Curcio Malaparte, nei primi anni del ‘900, appellativo che ancora oggi gli rende giustizia. Al di la del misterioso Castello Longhi e dell’incantevole centro storico, Fumone è una tappa perfetta anche per gli amanti delle escursioni, che in questa zona possono godere di tutte le bellezze naturali del territorio. 

 

 

 

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