Una delle tappe più pittoresche di un viaggio on the roadin Puglia è sicuramente Polignano a Mare. Le coste stupende, la gente allegra, gioviale e accogliente, il centro storico poetico e avvolgente fanno di questa cittadina un vero gioiello della regione, da visitare a passo lento alla scoperta dei suoi scorci più suggestivi. In questo articolo trovi qualche consiglio su cosa vedere a Polignano a Mare in 1 giorno, per non perderti nemmeno uno scorcio di questo pittoresco borgo a picco sul mare.
Polignano a Mare, cosa vedere in 1 giorno
Polignano a Mare è un borgo meraviglioso in provincia di Bari, poco distante da altre bellissime cittadine della regione, come Alberobello e Ostuni. La sua posizione privilegiata a strapiombo sul mare e le sue grotte marine naturali sono un vanto per l’intera regione e sono meta di migliaia di turisti ogni anno. La città ha una zona più moderna, che volge nell’entroterra, e un centro storico letteralmente a picco sul mare, sicuramente più pittoresco e soprattutto..molto poetico!
Passeggia tre le poesie del centro storico
Il centro storico di Polignano a Mare è davvero un incanto. Il dedalo di viuzze che lo contraddistingue, con pavimenti lastricati in pietra e facciate bianche, è il cuore pulsante della città. Sulle sue terrazze e nelle piazzette si riversano turisti provenienti da ogni parte del mondo, alla ricerca delle peculiarità naturali ed artistiche che hanno resa famosa la Puglia nel mondo. Ogni angolo del centro storico di Polignano poi è addolcito da preziose poesie, versi in rima firmati da Guido il Falneur.
Questo artista di natali baresi ha scritto meravigliosi versi su scalinate, facciate e muretti, regalando a Polignano a Mare un’altro punto di forza, che va ad amplificare le già esistenti meraviglie naturali e architetoniche della città. Lasciati quindi incantare da questi versi poetici e segui la loro scia, perdendoti nei vicoli e nelle piccole stradine del centro storico di Polignano a Mare. Diversi negozi e ristoranti invitanti si mischiano alle deliziose casette che costeggiano i vicoli, e il passo rallenta per permettere agli occhi di riempirsi di balconi fioriti, terrazzini soleggiati e portoncini appena pitturati.
Passa sotto l’Arco Marchesale
Per entrare nel centro storico di Polignano a Mare devi oltrepassare la vecchia porta della città: L’Arco Marchesale. Conosciuto anche come Arco della Porta o Porta Grande questo ingresso divide la parte nuova di Polignano da quella vecchia ed è incastonata una cinta muraria del 1500. L’Arco Marchesale è sormontato inoltre da un piccolo edificio di culto, una chiesetta che prende il nome dalla Confraternità di San Giuseppe.
Una volta oltrepassato l’Arco della Porta ti trovi catapultato nell’atmosfera gioviale della città di Polignano a Mare. Diverse sono le piazze del centro storico in cui poter passeggiare, ma la principale rimane Piazza Garibaldi. Qui, oltre a trovare edifici di grande interesse storico, come il Palazzo Marchesale e il Monumento ai Caduti, trovi anche la maggior parte dei locali e dei ristoranti della città.
Cerca la Torre dell’Orologio
In Piazza Vittorio Emanuele II invece trovi la Cattedrale di Polignano e la Torre dell’Orologio. In passato questa torre esibiva un orologio solare, sostituito in tempi più moderni da un sistema che permette di caricare le ore manualmente, tutt’oggi in funzione. Ad occuparsi dell’orologio e dello scandire del tempo di Polignano a Mare è la custode della Torre. In una nicchia posta sopra l’orologio poi è contenuta una statua di San Vito, patrono di Polignano a Mare.
Nelle vicinanze della Torre dell’Orologio trovi la Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta, dalla facciata molto spoglia che vanta in unico portale rinascimentale. Gli interni invece sono ricchi di opere d’arte preziose, come il pulpito in legno intarsiato del 1500 e una pala d’altare raffigurante la Madonna con bambino del Vivarini. Inoltre le mura della Chiesa di Santa Maria Assunta custodiscono le spoglie del Santo patrono della città, San Vito.
Polignano a Mare, cosa vedere. Lama Monachile
A Polignano a Mare trovi una delle spiagge più famose e fotografate del mondo: Lama Monachile. E’ un arenile molto piccolo ma a suo modo incantevole, incastonato tra due imponenti rocce e a pochi passi dal centro storico. Si trova precisamente lungo la Via Traiana, la strada costruita dall’Imperatore Traiano per collegare Roma a Brindisi, porto di approdo delle navi mercantili provenienti dall’Oriente. Dal Ponte Borbonico di Polignano a Mare puoi avere una vista straordinaria su Lama Monachile, sul mare e su una porzione di centro storico.
Affacciati dal belvedere
Sul lungomare della città trovi anche la statua dedicata a Domenico Modugno. Pare proprio che il famoso cantautore italiano si sia lasciato ispirare proprio dal mare di Polignano per scrivere la sua celeberrima canzona “Nel blu dipinto di blu”. La statua è ricoperta di bronzo ed è alta quasi 3 metri, e sembra riprodurre Modugno nell’atto di cantare, con la bocca aperta e le braccia spalancate…Dietro l’imponente statua di bronzo trovi delle scalette che portano ad una terrazza panoramica che da una vista spettacolare su Cala Monachile, sulla scogliera e sul centro storico sovrastante. Forse quando Modugno scrisse “ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto, ti hanno inventato il mare…” si trovava su questi scogli. Voglio immaginarlo seduto su questa terrazza che sfiora l’acqua intento a scrivere i suoi versi.
Dove mangiare a Polignano a Mare?
Se hai a disposizione un considerevole budget puoi avere la fortuna di pranzare o cenare nella Grotta Palazzese, ristorante extra lusso che non è visibile da nessuna parte del paese, in quanto ospitato da una cavità a picco sul mare. E’ uno dei 25 più famosi ristoranti del mondo ed è davvero una location pazzesca in cui celebrare la tua visita a Polignano. Ci sono però tantissimi locali in città in cui provare ad assaggiare le prelibatezze tipiche della zona, accessibili a tutte le tasche.
N’Euro” ad esempio è un ristorante-pizzeria molto cool, con piatti con nomi particolari cucinati espressi e ben presentati. Tra le prelibatezze servite trovi la frittura di pesce locale e pizze dai nomi stravaganti, come la pizza Demente, con pomodoro, mozzarella, prosciutto cotto, funghi freschi, carciofi e olive. Se sei tipo da streetfood invece a Polignano a Mare trovila focaccia pugliese, farcita in tanti diversi modi e puoi gustarla passeggiando in ogni angolo di questo piccolo ma prezioso paradiso.
Gaeta, giustamente nominata la perla del Tirreno, vanta due bellissimi centri storici, diversi tra loro ma entrambi di uno splendore unico. Dal borgo dei pescatori, il budello gaetano fatto di vicoletti caratteristici e di piccole botteghe, puoi passeggiare sul lungomare panoramico fino ad arrivare a Gaeta Medievale, da tutti conosciuta come Gaeta “Vecchia”. Un insieme di stradine, scalinate, torri e campanili che sembra essersi fermato nel tempo.
Gaeta Medievale
Foto di Stefano Viola
La splendida passeggiata che porta a Gaeta Medievale è un incantevole punto paesaggistico da assaporare passo dopo passo. I colori accesi del mare fermo, il profilo della città che si specchia in esso, le barche con le loro vele candide che si nascondono dietro l’orizzontevanno a comporre una splendida tela, dipinta dalla natura meravigliosa e fatta di piccoli pezzi di storia antica. Percorrendo questo romantico lungomare si incontrano infatti, mano a mano, le bellezze storiche e culturali della città vecchia, partendo dalla porta Carlo III, un tempo unico punto di accesso alla città medievale, fino ad arrivare al cospetto del Castello Angioino Aragonese, che si erge fiero e maestoso sul punto più alto del borgo vecchio.
Le chiese più importanti di Gaeta Medievale
Non si può non rimanere ammaliati dal fascinoso contesto del quartiere medievale, in cui le chiese sono le vere protagoniste. Delle più antiche, come la Chiesa di Santa Lucia e la chiesa di Santa Caterina, non passa certo inosservato il Tempio di San Francesco. Domina sul centro storico con la sua struttura neogotica, riccamente decorata, preceduta da una monumentale scalinata che porta al sagrato. Qui, al centro del piazzale, si trova una preziosa statua raffigurante una donna con una grande croce tra le mani.
E’ una scultura di Luigi Persico, risalente al 1853 e rappresenta la Religione. il Tempio di San Francesco fu costruito verso la fine del 1200, grazie alle donazioni di Carlo II D’Angiò. Nella seconda metà del 1800 però fu radicalmente restaurato su commissione di Papa Pio IX e grazie ai finanziamenti di Ferdinando II delle Due Sicilie. La sua collocazione è altamente scenografica, perchè guarda sull’intero golfo sottostante.
Foto di Stefano Viola
La Chiesa della S.S.Annunziata e la Cappella d’oro
Nella parte bassa, proprio adiacente al lungomare, si erge in tutta la sua straordinaria bellezza la Chiesa della S.S. Annunziata. Fu in passato uno stabile ospedaliero, con annessa chiesa-corsia. Costruita nei primi anni del 1300 in stile gotico venne poi decorata circa trecento anni più tardi in modalità barocca su indicazioni di antichi artisti del marmo partenopei, i Lazzari. Fa parte del complesso della S.S.Annunziata anche la Cappella dell’Immacolata Concezione, più conosciuta come Cappella d’Oro. Un vero e proprio gioiello in stile barocco risalente al XIV secolo, con un ingresso indipendente su via dell’Annunziata. Al suo interno le rifiniture in oro zecchino del soffitto, che sovrastano opere d’arte di grande rilevanza storica e artistica, hanno fatto si che la piccola chiesa prendesse la denominazione di Grotta o Capella d’Oro.
Il Castello Angioino Aragonese
Percorrendo via Aragonese poi, si arriva allo splendido castello che si erge imponente su tutto il borgo medievale. Il Castello è composto da due edifici comunicanti costruiti in due momenti storici differenti. La parte più bassa è stata realizzata dai sovrani angioini, di cui porta il nome, mentre la parte più alta è detta “aragonese” perchè fatta costruire dai sovrani del Regno di Napoli. Grazie a Carlo V, che ne rafforzò la struttura, divenne una tra le più forti e munite opere di difesa militare d’Italia. Fino a qualche decennio fa è stato sede del famoso e temuto carcere militare di Gaeta, dove è stato per anni rinchiuso anche Herbert Kappler.
Gaeta Medievale. Il Duomo di Sant’Erasmo
Passeggiando nella parte finale del romantico lungomare Caboto, si incontra il fascinoso campanile del Duomo di Sant’Erasmo. Costruito tra il XII e il XIII secolo ha un altezza che raggiunge i 57 metri, mentre la sua base fu costruita con materiali provenienti dai monumenti romani della zona. La suggestiva scalinata centrale porta all’interno del duomo, ricco di affreschi, colonne e bassorilievi di grande pregio. Il campanile fu più volte danneggiato e prontamente restaurato, e rimane un tratto distintivo del paesaggio gaetano.
Foto di Stefano Viola
La Chiesa di San Giovanni a Mare
Continuando a passeggiare sul molo, nella parte finale del lungomare, si trova la bellissima e particolare Chiesa di San Giovanni a Mare. La cupola araba è una caratteristica di questo luogo di culto, che la rende diversa nella struttura dalle altre chiese di Gaeta Medievale. La particolarità di questa chiesa inoltre è il pavimento inclinato rispetto al piano dell’assemblea. Secondo la tradizione popolare la conformazione scoscesa della pavimentazione serviva per far defluire le acque del mare che abitualmente riuscivano ad entrare nella cappella durante i periodi di alta marea.
Foto di Stefano Viola
Perchè scegliere Gaeta come meta turistica
Gaeta Medievale è anche il centro della movida serale. Numerosi sono i locali trendy e i ristoranti sparsi nella zona che attirano un notevole flusso di persone, soprattutto di giovani. La nuovissima pista ciclabile, i verdeggianti giardini pubblici, la possibilità di affittare barche per un giro lungo la costa e la zona chiusa al traffico nei periodi estivi ne fanno un ottimo punto di riferimento anche per le famiglie con i bambini. Una meta deliziosa da esplorare in modalità lenta e consapevole.
Sempre vista in spettacolari foto, in documentari, come set di famosi film ( tra cui Lawrence D’Arabia e Star Wars ), Plaza de Espana a Siviglia riesce ad incantare anche i più scettici viaggiatori. Un tripudio di arte, un mix di culture, sopraffino artigianato autoctono. Colorata, brillante sotto i raggi del sole, accogliente e calda come un abbraccio. Ti avvolge tra i suoi azulejos come una mamma apprensiva, ti stringe tra le sue braccia lasciando, al di fuori di esse, il caos della città.
Plaza de Espana a Siviglia
Conosci la sua storia?
Plaza de España è stata costruita fra il 1914 e il 1928, in occasione dell’esposizione ibero-americana di Siviglia del 1929. E’ quindi una piazza di recente fattura e non ha secoli di storia alle spalle. L’architetto a cui si deve questa opera di straordinaria bellezza è Anibal González, anche se i lavori dal furono poi terminati dall’architetto Vicente Traver. E’ quest’ultimo, invece, ad inserire nella progettazione la splendida fontana che si trova al centro della piazza. Una volta terminata l’esposizione, la piazza sarebbe dovuta essere agglomerata dall’Università di Siviglia, ma il governo ne cambiò la destinazione d’uso, facendone la sede della Capitaneria Generale di Sevilla e del Museo Militare. Infatti, tuttora ci sono diversi uffici governativi ubicati nei palazzi che affacciano sulla grande piazza.
Cosa vedere a Plaza de Espana a Siviglia
Plaza de Espana ha una forma semicircolare il cui diametro raggiunge 170 metri. Essendo stata creata per l’Esposizione ibero-americana che si doveva tenere nel 1929, l’architetto la ideò con questa forma per rappresentare l’abbraccio della madre patria Spagna verso le sue antiche colonie. Il lato aperto guarda verso il fiume Guadalquivir e verso l’America. All’estremità della Piazza si trovano due bellissime torri, la Torre Norte e la Torre Sur, ricoperte da azulejos nei loro colori tipici. Plaza de Espana rimane unica nel suo genere proprio per la fusione di stili che la compongono. Mattoni, ceramiche, azulejos, si mescolano ad elementi rinascimentali e a tratti barocchi, per completarsi in dettagli moreschi.
Passeggia nella piccola Venezia
La particolarità più suggestiva di plaza de Espana a Siviglia è la presenza di quattro ponti che solcano come piccoli arcobaleni il canale navigabile della piazza. Rappresentano, nella loro perfezione, i quattro regni storici di Spagna. Le 48 Province spagnole sono rappresentate invece da altrettanti medaglioni, affiancati da busti di personaggi illustri, e da altrettante panche decorate da preziose ceramiche decorate. Le province sono in ordine alfabetico, quindi queste preziose panchine in marmo decorato sono facili da trovare. Infatti, molti turisti spagnoli vanno subito alla ricerca dello stemma della propria provincia per potervi scattare una foto ricordo.
La piazza è percorsa dunque da un canale navigabile lungo circa 500 metri. Questa particolarità ha fatto si che la Piazza venisse paragonata ad una ‘piccola Venezia’. Il canale è navigabile sia con barche a remi che con barchette a motore, che si possono noleggiare all’entrata della piazza, permettendo così ai turisti di godersi Plaza de Espana in navigazione.
Scatta foto nella piazza più instagrammabile d’Europa
Plaza de Espana rimane una delle piazze più incantevoli e instagrammabili d’Europa. Ti incanta con le sue tonalità decise, con le sue piastrelle finemente e deliziosamente decorate, con il caldo ocra dei suoi mattoni. Ti rapisce i sensi, portandoti in una dimensione nuova, sprazzi di passato in angoli di futuro. Graziose barchette navigano sul canale ozioso che gira intorno alla piazza, acqua cheta spostata da forti remi di legno. Gioia negli occhi dei bambini, romanticismo allo stato puro per le coppiette in vacanza.
Lo sguardo vaga deciso da una torre all’altra, scrutandone i dettagli, cercando di imprimere nelle mente anche i particolari meno rilevanti.
Perchè visitare Plaza de Espana
Se ti trovi a Siviglia in estate e il caldo diventa davvero insopportabile cerca ristoro sotto le fronde degli alberi del Parque de Maria Luisa, il polmone verde della città, in cui è stata edificata Plaza de Espana. Puoi trovare così pò di refrigerio tra un gelato e un artista di strada a distrarre qualche turista curioso con magici effetti sonori. Tutto scorre in maniera lenta. Il tempo, le persone. Ecco. Plaza de Espana è una sensazione, un emozione da vivere con calma. Non merita un giro distratto tra le sue mura dipinte, non merita uno scatto fatto a caso, da esibire su instagram per qualche pugno di like. Plaza de Espana va vissuta con le emozioni. Va capita, interpretata, va amata nella sua peculiarità.
Orari e costi delle imbarcazioni
Plaza de Espana è sempre aperta e l’ingresso è gratuito. E’ stato deciso, solo recentemente, di chiudere l’accesso alle 22 e d’estate alle 24 per evitare atti vandalici notturni.
Noleggiare la barca a remi per navigare il canale costa 5 euro, mentre noleggiare la barca a motore costa 11 euro. Il noleggio è possibile dalle 10 alle 22 in estate e dalle 10 alle 20 in inverno.
Marbella è una delle città più movimentate della Costa del Sol ed è una delle località balneari più frequentate della Spagna. Famosa infatti per le sue grandissime spiaggia di sabbia fine dove confort e divertimento la fanno da padroni, Marbella riesce ad offrire esperienze e attività ad ogni tipologia di viaggiatore. E’ la meta ideale anche per le famiglie con bambini, visti i numerosi lidi e hotel attrezzati per tutte le esigenze dei più piccini e, al di la delle spiagge, riesce a catturare l’attenzione del turista anche con numerosi monumenti storici inseriti in un contesto architettonico e sociale degno di nota. Scopri quindi in questo articolo cosa vedere a Marbella in 1 giorno, tra movida sfrenata e momenti di grande relax.
Marbella, cosa vedere in 1 giorno
Marbella si trova a circa metà strada tra Malaga e lo stretto di Gibilterra ed è uno dei centri abitati più popolati dell’intera zona. Il suo centro storico pullula di casette bianche, le tipiche abitazioni andaluse imbiancate a calce, e non mancano scorci pittoreschi in cui scattare foto. Plaza de Los Naranjos è il cuore della città e prende il nome dai tanti alberi che circondano la grande fontana del XVI secolo che troneggia nel suo centro.
Marbella è la meta perfetta per le famiglie con bambini, sia per il centro storico chiuso al traffico che per le tante attività che si possono svolgere in spiaggia o sul lungomare.
Buttati nella Movida di Plaza de Los Naranjos
Numerosi sono i locali che costeggiano questa piazza, occupata per la maggior parte della sua estensione da tavolini e ombrelloni di bar e di ristoranti. Qui si concentra la vita sociale ed economica di Marbella ed è il posto in cui confluisce la maggior parte delle persone dopo il tramonto, per fare un aperitivo o cenare all’aperto a ritmo di flamenco.
Plaza de Los Naranjos è un concentrato di risate, di musica gitana e di profumo di spezie! Puoi percorrere i calienti vicoletti di Marbella avanti e indietro fino allo sfinimento, e non troverai mai le stesse persone, la stessa musica e gli stessi odori di quando sei passato in precedenza. Le temperature sono alte anche a fine ottobre ed è piacevole sedersi su uno sgabello a sorseggiare un bicchiere di vino tinto, lasciandoti incantare dal vociare delle comitive sparse nei locali, dal suono delle nacchere e dall’odore dei churros appena fritti.
Dopo il tramonto il centro storico viene preso d’assalto dalle persone desiderose di svago. Numerosi sono i locali in cui fermarsi per un aperitivo o per una cena tipica.
Passeggia nel centro storico
Il centro storico di Marbella è delizioso da esplorare a piedi o in bici, anche in tarda sera. E’ caratterizzato da stradine strette e colorate, casette bianche con balconcini carichi di fiori, botteghe e ristoranti, piazzette piene di bar e negozietti. E’ un agglomerato di allegria, che sprizza prepotente da ogni scorcio. La sua atmosfera poi, vivace e cordiale, ti mette subito a tuo agio, guidandoti nei suoi angoli più belli alla scoperta delle sue peculiarità.
Poco distante da Plaza de Los Naranjos trovi uno dei monumenti più famosi della città, la chiesa di Nostra Signora dell’Incarnazione. Noti subito il maestoso edificio con la facciata imbiancata a calce, costruito tra il 1500 e il 1600. E’ la cattedrale di Marbella, meta di molto fedeli, e la sua particolarità sta nella posizione privilegiata di cui gode. La cattedrale infatti si affaccia su una deliziosa piazzetta ricca di piante profumate, dove puoi rilassarti sulle panchine all’ombra degli alberi scrutando il via vai della città.
Marbella, cosa vedere. Raggiungi Avenida del Mar
Lascia il centro storico e dirigiti verso la costa. Ti troverai su Avenida del mar, una grande piazza rettangolare, più moderna, che si affaccia sul lungomare e sul Puerto Deportivo de Marbella, il porto più antico della città. La piazza ospita meravigliose sculture di Salvador Dalì e di Eduardo Soriano e sfoggia nel centro una bellissima fontana a forma di piramide. Anche qui trovi numerosi locali in cui sorseggiare drink al tramonto e ristoranti in cui assaggiare i piatti tipici della tradizione andalusa.
Marbella, cosa vedere. Affacciati dal lungomare
Dopo aver visitato il museo a cielo aperto di Avenida sul Mar dirigiti sul famoso lungomare di Marbella, il Paseo Maritimo. E’ lungo circa sette chilometri e arriva fino a Puerto Banus. E’ costeggiato da locali molto alla moda e da boutique di ogni tipologia ed è il luogo ideale per fare una passeggiata all’ombra delle palme, a piedi o in bicicletta.
Rimane una delle zone più frequentate di Marbella per via della sua anima vivace. Fino al tardo autunno i locali del lungomare sono pieni di persone, di musica live e di barman pronti a creare il cocktail più adatto a te. Inoltre sia sulla spiaggia che negli slarghi del marciapiede trovi diversi playground dove i bambini possono divertirsi su scivoli e castelli di plastica. Se sei fortunato e l’aria è rarefatta puoi scorgere all’orizzonte la costa africana e Gibilterra.
Alla fine del lungomare trovi Puerto Banus, un delizioso porto turistico dove il lusso non si fa certo scrupoli. Locali cool e boutique di alta moda riempiono il quartiere, frequentato da molte celebrità nazionali e straniere. Qui trovi le discoteche più gettonate della Costa del Sol, come il Sinatra’s. Puerto Banus è la meta ideale se hai voglia di divertirti senza badare a spese.
Dove mangiare a Marbella
Se vuoi assaggiare i piatti tipici della Costa del Sol rimanendo nel centro storico di Marbella puoi chieder un tavolo presso El patio de Mariscal. L’ambiente all’interno è davvero molto accogliente, in stile moresco, e puoi scegliere di accomodarti anche in uno dei tavoli all’aperto, direttamente sul vicoletto. Qui puoi provare un’ottima paella de mariscos accompagnata da cerveza ghiacciata, osservando il via vai del centro. La vera chicca? La cuoca, che appare ogni tanto nel locale intonando bellissime canzoni! In molti locali trovi inoltre le tapas, piccoli spuntini variegati che possono diventare una vera e propria cena, dandoti la possibilità di assaggiare più portate a dimensioni ridotte. Spiedini di salumi e formaggi, calamari e pesce fritto, chorizo e verdure…sono solo alcune delle varianti di tapas che possono accompagnare il tuo aperitivo a Marbella. Non lesinare dunque nemmeno sui drink e assaggia la famosa sangria, i vini locali e le birre artigianali.
Dove dormire nei dintorni di Marbella
Per il nostro soggiorno a Marbella abbiamo scelto un hotel a Puerto Banus, il Melia Marbella Banus. E’ una struttura in perfetto stile mediterraneo, con grandi piscine esterne, una vasca interna e camere davvero molto confortevoli. La struttura comprende un paio di ristoranti, di cui uno a buffet, e il cibo è preparato davvero in maniera eccelsa. Tutte le zone sono accessibili ai bambini, tranne una, riservata solamente agli adulti che desiderano stare nel più completo relax. Inoltre la posizione del Melia Marbella Banus permette in pochi minuti di raggiungere il centro di Puerto Banus a piedi.
L’estate del 2024 si preannuncia ricca di novità e tendenze che promettono di ridefinire il concetto stesso di vacanza. In un mondo sempre più connesso ma desideroso di autenticità, i viaggiatori cercano esperienze che combinano esplorazione, relax, sostenibilità e un profondo contatto con la cultura locale. Questo articolo vuole accompagnarti in un viaggio emozionale attraverso i principali trend delle vacanze del 2024, per scoprire come le destinazioni e le modalità dei viaggi estivi si stanno evolvendo per offrire esperienze indimenticabili.
Viaggi estivi. Tutti i trend dell’estate 2024
Uno dei trend più forti del 2024 è la ricerca di autenticità. I viaggiatori desiderano andare oltre i circuiti turistici tradizionali per scoprire il vero cuore delle destinazioni. Questo significa immergersi nella cultura locale, vivere come la gente del posto, assaporare la cucina tradizionale e partecipare a eventi e feste tipiche. L’autenticità è diventata un valore fondamentale per chi viaggia, perché permette di creare connessioni genuine e di vivere esperienze che lasciano un segno profondo.
Visitare un mercato locale, partecipare alla vendemmia in un vigneto, prendere parte a lezioni di cucina tradizionale o a laboratori artigianali sono solo alcune delle esperienze che permettono ai viaggiatori di immergersi nella cultura locale. Ad esempio, in Italia, molte regioni offrono opportunità uniche come la raccolta delle olive in Toscana, la creazione di ceramiche in Umbria o la pesca tradizionale in Sicilia.
Il turismo sostenibile
La sostenibilità è un altro trend dominante nel 2024. I viaggiatori sono sempre più consapevoli dell’impatto ambientale e sociale delle loro vacanze e cercano soluzioni che minimizzino questo impatto. Questo significa preferire mezzi di trasporto meno inquinanti, scegliere alloggi eco-friendly, partecipare a progetti di turismo responsabile e supportare le economie locali.
Il turismo sostenibile si traduce in scelte concrete come viaggiare in treno anziché in aereo, optare per biciclette o mezzi di trasporto elettrici, soggiornare in eco-lodge o agriturismi che utilizzano energie rinnovabili e praticano il riciclo. In Europa, il treno sta diventando il mezzo di trasporto preferito per molti, grazie alla sua comodità, alla riduzione delle emissioni e alla possibilità di ammirare paesaggi mozzafiato durante il viaggio.
Alla scoperta di destinazioni meno conosciute
Il 2024 vede l’emergere di nuove destinazioni e la riscoperta di luoghi nascosti e meno conosciuti. I viaggiatori sono sempre più attratti da mete fuori dai soliti itinerari turistici, che offrono esperienze uniche e autentiche senza la folla delle destinazioni più popolari. Regioni come l’Alentejo in Portogallo, la Transilvania in Romania, il Galles in Regno Unito e la Puglia in Italia stanno guadagnando popolarità grazie alla loro bellezza incontaminata e alla ricchezza culturale. Questi luoghi offrono un’esperienza di viaggio più rilassata e autentica, con la possibilità di scoprire tradizioni antiche, paesaggi mozzafiato e una cucina deliziosa.
La ricerca del benessere
Il benessere è al centro delle vacanze del 2024. I viaggiatori cercano destinazioni che offrono esperienze di relax, rigenerazione e cura del corpo e della mente. Le spa di lusso, i ritiri di yoga, i centri di meditazione e le terme naturali sono diventati luoghi di pellegrinaggio per chi desidera staccare dalla routine quotidiana e ritrovare l’equilibrio interiore.
Destinazioni come Bali, le Alpi Svizzere, la Costa Rica e le isole greche sono famose per i loro ritiri di benessere. Questi luoghi offrono programmi completi che combinano attività fisica, alimentazione sana, trattamenti spa e meditazione, permettendo ai viaggiatori di rigenerarsi completamente.
I viaggi d’avventura
Il desiderio di avventura e di contatto con la natura continua a crescere. Le vacanze all’aria aperta, che includono trekking, escursioni in montagna, sport acquatici e safari, sono sempre più popolari. Queste esperienze permettono di esplorare luoghi selvaggi e incontaminati, di mettersi alla prova e di vivere emozioni forti e indimenticabili.
Dai trekking sulle Dolomiti in Italia alle escursioni nel Parco Nazionale di Torres del Paine in Cile, dalle immersioni nelle acque cristalline delle Maldive ai safari nel Serengeti in Tanzania, le possibilità per gli amanti dell’avventura sono infinite. Le esperienze outdoor non solo permettono di vivere emozioni intense, ma anche di connettersi profondamente con la natura.
Viaggi estivi. Tutti i trend dell’estate 2024. I viaggi tematici.
I viaggi tematici, che si concentrano su interessi specifici come l’arte, la gastronomia, la storia o la fotografia, sono un altro trend in crescita. Questi viaggi permettono di approfondire una passione, di imparare qualcosa di nuovo e di vivere esperienze uniche legate a un tema specifico.
I viaggi culinari sono tra i più popolari. I tour enogastronomici, che permettono di scoprire i segreti della cucina locale, di degustare vini pregiati e di partecipare a corsi di cucina, sono esperienze molto richieste. Destinazioni come la Toscana, la Borgogna, il Giappone e la Spagna sono famose per le loro offerte culinarie di altissimo livello.
L’opportunità di viaggiare in famiglia
Le vacanze multigenerazionali, che coinvolgono nonni, genitori e figli, sono sempre più comuni. Questi viaggi permettono alle famiglie di trascorrere del tempo di qualità insieme, di rafforzare i legami e di creare ricordi condivisi. Le destinazioni devono quindi offrire attività che possano essere apprezzate da tutte le età. Le crociere, i villaggi turistici e le destinazioni che offrono una vasta gamma di attività per tutte le età sono particolarmente popolari per le vacanze multigenerazionali. Località come la Riviera Maya in Messico, le isole Canarie in Spagna e la Florida negli Stati Uniti offrono intrattenimento e attività per tutta la famiglia, dai parchi a tema agli sport acquatici, dai tour culturali alle spiagge paradisiache.
Come la tecnologia ha rivoluzionato il settore turistico
La tecnologia continua a rivoluzionare il modo di viaggiare. Le app per viaggi, le piattaforme di prenotazione online, la realtà aumentata e i dispositivi smart rendono i viaggi più semplici, sicuri e personalizzati. Nel 2024, la tecnologia sarà sempre più integrata nelle esperienze di viaggio, offrendo nuove possibilità di esplorazione e interazione. Le app di viaggio aiutano a pianificare l’itinerario, a trovare le migliori offerte e a scoprire luoghi nascosti. La realtà aumentata permette di esplorare virtualmente le destinazioni prima di partire, mentre i dispositivi smart, come i traduttori vocali e i localizzatori GPS, rendono i viaggi più sicuri e senza stress. Le piattaforme di social media continuano a essere una fonte di ispirazione e di condivisione di esperienze.
Viaggi estivi. Tutti i trend dell’estate 2024.Scopri il lusso accessibile
Il concetto di lusso nel 2024 è in evoluzione. I viaggiatori cercano esperienze di lusso accessibile, che offrono comfort e servizi di alta qualità senza necessariamente spendere una fortuna. Questo significa soggiornare in boutique hotel, partecipare a tour esclusivi e godere di esperienze personalizzate che offrono un tocco di esclusività a un prezzo ragionevole. Il lusso accessibile può significare una cena gourmet preparata da uno chef rinomato, un soggiorno in un hotel di charme con vista mozzafiato, o un tour privato di una città con una guida esperta. Destinazioni come il Sudafrica, la Thailandia e il Portogallo offrono esperienze di lusso accessibile che combinano comfort, cultura e autenticità.
Viaggia detox
In un mondo iperconnesso, sempre più persone cercano vacanze che permettano di disconnettersi completamente dalla tecnologia e di ritrovare un ritmo di vita più lento e naturale. I viaggi digital detox sono diventati una tendenza importante, offrendo esperienze che promuovono il benessere mentale e la connessione con se stessi e con la natura. Le destinazioni ideali per un digital detox sono luoghi remoti e incontaminati, come le isole della Polinesia, le montagne del Bhutan, le foreste del Canada e i deserti della Namibia. Questi luoghi offrono l’opportunità di staccare la spina, di immergersi nella natura e di ritrovare il proprio equilibrio interiore senza le distrazioni della vita moderna.
Viaggi estivi. Tutti i trend dell’estate 2024
Le vacanze del 2024 si preannunciano come un viaggio emozionale alla scoperta di nuove tendenze e di destinazioni affascinanti. L’autenticità, la sostenibilità, il benessere, l’avventura e la tecnologia sono i pilastri su cui si basano le nuove esperienze di viaggio. Ogni destinazione offre la possibilità di vivere emozioni intense e di creare ricordi indimenticabili, grazie a un’offerta sempre più diversificata e personalizzata.
Che si tratti di esplorare i borghi nascosti della Toscana, di rilassarsi in un ritiro di yoga a Bali, di partecipare a un tour enogastronomico in Borgogna o di avventurarsi nei parchi nazionali del Canada, le vacanze del 2024 promettono di essere un viaggio di emozioni, scoperta e crescita personale. I viaggiatori di oggi cercano esperienze che arricchiscono la loro vita, che li avvicinano alla natura e che li connettono profondamente con le culture locali. E l’anno prossimo, queste esperienze saranno più accessibili e più straordinarie che mai.
In definitiva, il 2024 si presenta come un anno di cambiamenti e di opportunità nel mondo del turismo. Le tendenze emergenti riflettono un desiderio crescente di autenticità, sostenibilità e benessere, promettendo di trasformare ogni viaggio in un’esperienza unica e memorabile. Con la giusta combinazione di destinazioni, attività e un pizzico di avventura, le vacanze del 2024 saranno un viaggio emozionale che lascerà un’impronta indelebile nel cuore di ogni viaggiatore.
Ischia è una meravigliosa perla dell’Italia del sud, facente parte dell’arcipelago delle isole Flegree. A poca distanza dal Golfo di Napoli e da Procida, è una delle mete più frequentate e conosciute dal turismo internazionale. E’ l’isola ideale per una vacanza con la famiglia, anche se potrebbe sembrare difficile muoversi nei suoi territori per via delle continue salite e discese e dei molti tornanti che bisogna percorrere in auto o in autobus. Ciò non toglie che sia un isola perfettamente a misura d’uomo, ed è possibile viverne ogni angolo senza tanto stress. Ischia è una bellissima isola felice in cui passare un piacevole week end anche con i bambini.
Fonte- One more trip
Ischia con i bambini
Come raggiungere l’isola?
E’ possibile raggiungere l’isola di Ischia grazie ai numerosi traghetti e aliscafi che ogni giorno garantiscono numerose partenze da diversi porti della Campania. Ci sono ben cinque compagnie di navigazione tra cui scegliere in base alle proprie esigenze. Sul portale Traghettilinesè possibile formulare preventivi personalizzati, che sia per gruppi, veicoli, camper o motocicli. Compilando il pratico modulo on line è possibile avere tariffe dedicate e offerte. I traghetti per Ischia trasportano infatti sia passeggeri che veicoli, ed impiegano in media un ora e mezza per la traversata. Gli aliscafi invece sono più veloci, ma non dispongono di garage e quindi non è possibile imbarcare mezzi.
Ischia con i bambini: le spiagge da vedere
Se siete abituati a fondali bassi e ad arenilifacilmente accessibili con i bambini potete puntare sulla spiaggia di Forio o su quella di Lacco Ameno. Queste spiagge sono attrezzate con i lidi e con tutti i servizi necessari per passare una giornata con la famiglia in tutta serenità. Se invece siete amanti della tranquillità e dell’avventura potete optare per la spiaggia di Sant’Angelo, Cava Grado, o per la piccola spiaggia “degli inglesi di Ischia porto.
Le terme di Ischia con i bambini
L’isola di Ischia è una delle località termali più famose del mondo. Ma non tutti i centri termali sono accessibili ai bambini. I due più importanti centri termali di Ischia, il Poseidon e il Negombo, dispongono però di piscine adatte ai ragazzi. Non contengono acqua termale, ma per lo meno sono un ottimo intrattenimento per i più piccini. Ma le acque termali ischitane non sono solo un ottima occasione per rilassarsi ritemprando lo spirito e il corpo. Le terme sono infatti un toccasana per la cura delle patologie dell’apparato respiratorio, soprattutto dei bambini. Pertanto, volendo unire l’utile al dilettevole, sarebbe piacevole, ove necessario, sottoporre i bambini ad un ciclo di cure termali inalatorie, anche solo per riossigenare i tessuti affaticati dallo smog cittadino.
I Giardini Poseidon
Avendo solamente un week end a disposizione abbiamo pensato bene di unire mare e terme visitando i Giardini Poseidon. Infatti la grande struttura termale, oltre alle piscine e ai solarium, dispone di una piccola e suggestiva spiaggia, intima e raccolta. L’accesso all’arenile è consentito a tutti i visitatori del parco Poseidon, semplicemente usando il braccialetto elettronico fornito all’ingresso. Sullo stesso bracciale è possibile caricare ogni eventuale spesa fatta all’interno dei Giardini Poseidon, tra bar, ristoranti e boutique. Sui bellissimi solarium poi, è possibile godere dell’ombra della rafia naturale degli ombrelloni, gustando centrifughe in totale relax.
Al Poseidon con i bambini
Per quanto riguarda i bambini, al di sotto dei dodici anni è assolutamente proibito immergersi nelle acque termali, soprattutto per tutelare la loro salute. Ma i Giardini Poseidon mettono a disposizione dei piccoli ospiti piscine alimentate con acqua di mare in cui poter nuotare e divertirsi, nonchè l’acqua di mare stessa! La piccola spiaggia sottostante infatti è un vero paradiso dove poter correre, fare castelli di sabbia e giocare in tutta sicurezza. In alcuni punti poi l’acqua è molto calda, perchè incontra la corrente delle fonti termali. Nel parco poi, a disposizione di tutti i clienti ci sono docce, spogliatoi, aree relax e piccoli shop dove acquistare souvenir o creme solari.
Dove dormire a Ischia con i bambini
Per il nostro soggiorno a Ischia abbiamo scelto l’Hotel Sorriso Thermae Resort & SPA, una delle strutture a quattro stelle più belle dell’isola. Situato sulla baia di Citara, dispone di diverse tipologie di camere ed è famoso per la sua SPA super moderna. I colori predominanti dell’Hotel sono quelli inconfondibili dell’isola di Ischia. Un turbinio di bianchi e di blu sapientemente mixati tra loro che catturano lo sguardo e avvolgono gli ospiti nella tipica atmosfera isolana. L’Hotel Sorriso dispone di ben cinque piscine termali e di tre deliziosi ristoranti, dove degustare le ottime specialità locali. Le piscine sono sempre aperte, anche di notte, dando così l’opportunità ai clienti di gestire al meglio le ore a disposizione all’interno della struttura e lasciando assaporare ogni angolo senza restrizioni, regalando così esperienze uniche ed indimenticabili. Anche all’Hotel Sorriso le terme sono vietate ai minori di dodici anni, ma a loro disposizione c’è una piccola piscina esterna di acqua calda, dove poter giocare e nuotare in libertà.
Dove mangiare a Ischia
Una delle zone più caratteristiche dell’isola è senz’altro Ischia Porto. La riva destra infatti è il cuore pulsante dell’isola, importante punto di incontro e zona molto frequentata dalla movida estiva. Punto di attracco di traghetti e di barche private, nonchè dei tipici pescherecci locali, Ischia Porto è costeggiata da numerosi ristoranti e bar, che attirano turisti in ogni ora del giorno e della notte. Qui è possibile degustare i piatti tipici ischitani, soprattutto a base di pesce fresco locale.
E’ una delle zone in cui passeggiare con calma soprattutto al tramonto. Seduti nei dehors di uno dei rinomati locali che costeggiano il porto, è facile lasciarsi coccolare dall’ospitalità e dalla gentilezza dei gestori, sorseggiando ottimi drink mentre il sole si nasconde dietro i grandi yacht ormeggiati alla banchina. Anche a Ischia Ponte è possibile trovare deliziosi ristoranti dove cenare direttamente sul mare, o nella zona collinare di Campagnano, dove invece è possibile assaggiare uno dei piatti più famosi dell’isola: il coniglio alla Cacciatora.
Cosa mangiare a Ischia
Gli abitanti dell’isola sono sempre molto gentili e propensi a dare consigli ai turisti, soprattutto per quanto riguarda i ristoranti in cui andare. Lasciatevi quindi consigliare dalle persone del posto, piuttosto che stare le ore sul telefonino per cercare recensioni positive sui locali che si trovano nei vostri dintorni. Tra le tante prelibatezze che è possibile assaggiare sull’isola di Ischia spicca senza dubbio il famoso Coniglio all’ischitana, piatto della cucina locale campagnola. Ogni ristorante propone piatti tipici, soprattutto a base di pesce fresco. Dagli spaghetti alle vongole alle linguine con i crostacei, c’è davvero l’imbarazzo della scelta, e non basterebbe una settimana per poter assaggiare tutte le prelibatezze dell’isola.
La “zingara”
Non si può andar via da Ischia senza essersi calati nell’atmosfera locale assaggiando la Zingara. Prosciutto crudo e mozzarella, arricchiti con insalata, pomodoro e mayonese, racchiusi in due fette di pane sapientemente piastrate. Uno street food da portare in spiaggia, o da mangiare caldo per merenda, dopo aver passeggiato per le viuzze del centro storico o dopo aver goduto del relax dei centri termali. Fa impazzire grandi e piccini con la sua croccantezza esterna e con la morbidezza filante che si nasconde tra le due fette di pane caldo.
Nel cuore della Puglia, tra il blu del Mar Adriatico e il verde delle colline, si trova un tesoro nascosto: il Parco Lama degli Ulivi. Situato a Monopoli, questo parco è una destinazione ideale per gli amanti della natura, della storia e della cultura. Con i suoi uliveti secolari, le grotte misteriose e le vestigia storiche, il Parco Lama degli Ulivi offre un’esperienza unica che affascina e incanta i visitatori. In questo articolo esploreremo in dettaglio le meraviglie del parco, le attività che offre, e perché rappresenta una tappa imperdibile per chiunque visiti la Puglia.
Parco Lama degli Ulivi a Monopoli
Il Parco Lama degli Ulivi si estende su una vasta area caratterizzata da una lama, una tipica formazione geologica della Puglia. Le lame sono solchi naturali creati dall’erosione dell’acqua nel corso di millenni, che hanno dato vita a paesaggi unici, ricchi di biodiversità e bellezze naturali. La lama di questo parco è particolarmente affascinante, con le sue profonde gole, le rocce calcaree e la vegetazione lussureggiante che si intrecciano in un mosaico naturale.
Passeggia tra gli ulivi monumentali
Una delle caratteristiche più distintive del parco sono i suoi uliveti secolari. Questi maestosi alberi, alcuni dei quali hanno più di mille anni, sono un simbolo della regione e rappresentano una connessione vivente con il passato. Camminare tra questi ulivi significa immergersi in un’atmosfera di pace e tranquillità, respirando l’aria carica di storia e tradizione.
Gli ulivi monumentali del Parco Lama degli Ulivi a Monopoli non sono solo alberi, ma vere e proprie opere d’arte naturali. Ogni tronco ha una forma unica, modellata dal tempo e dagli elementi, creando sculture viventi che raccontano storie antiche.
Parco Lama degli Ulivi a Monopoli. Esplora gli antichi insediamenti rupestri
Il Parco Lama degli Ulivi è anche ricco di testimonianze storiche e archeologiche. Le grotte presenti nel parco furono utilizzate sin dall’epoca preistorica come rifugi e abitazioni. Successivamente, durante il medioevo, queste grotte divennero luoghi di culto e di vita per le comunità monastiche. Una delle attrazioni principali del parco è un complesso di grotte utilizzate come chiese rupestri: la Chiesa di Iacovella e quella di Santa Cecilia. Qui si possono ancora vedere affreschi e iscrizioni risalenti a diversi secoli fa, che testimoniano l’importanza religiosa e sociale di questi luoghi. Risalgono al 1000 d.C. e sono state realizzate da alcuni monaci fuggiti alle persecuzioni cristiane ad opera degli ottomani. Una volta trovato asili in queste zone i monaci hanno trasformato le grotte preesistenti in piccoli luoghi di culto, al fine di diffondere il Cristianesimo in queste aree.
Ammira la biodiversità della flora e della fauna
Il parco ospita una ricca varietà di piante mediterranee, che contribuiscono a creare un ecosistema variegato e affascinante. Tra le specie più comuni si trovano il leccio, il lentisco, il mirto e il rosmarino, insieme a numerose piante aromatiche e officinali. Il Parco Lama degli Ulivi offre diversi sentieri botanici che permettono ai visitatori di esplorare la biodiversità vegetale della regione. Questi percorsi sono dotati di pannelli informativi che descrivono le caratteristiche delle piante e il loro ruolo nell’ecosistema locale.
Anche la fauna del parco è molto variegata. Tra gli animali che si possono incontrare ci sono numerosi uccelli, come il falco pellegrino, il gufo reale e il barbagianni. Inoltre, il parco è popolato da piccoli mammiferi, rettili e insetti che contribuiscono alla ricchezza biologica dell’area. Il birdwatching è una delle attività più popolari tra i visitatori del parco. Grazie alla presenza di numerose specie di uccelli, il Parco Lama degli Ulivi è un vero paradiso per gli appassionati di ornitologia. Sono disponibili tour guidati che permettono di avvistare e riconoscere le diverse specie presenti.
Partecipa ai laboratori
Il Parco Lama degli Ulivi organizza numerose attività educative rivolte sia ai bambini che agli adulti. Queste attività includono laboratori didattici, visite guidate e workshop tematici, che permettono di approfondire la conoscenza della flora, della fauna e della storia del parco.
I laboratori di botanica offrono ai partecipanti l’opportunità di imparare a riconoscere e utilizzare le piante aromatiche e officinali del parco. Questi workshop sono condotti da esperti botanici e sono molto apprezzati per il loro approccio pratico e interattivo.
Il parco è anche sede inoltre di numerosi eventi e manifestazioni culturali, che spaziano dalle rievocazioni storiche alle mostre d’arte, dai concerti all’aperto alle degustazioni enogastronomiche.
Parco Lama degli Ulivi a Monopoli. Progetti di conservazione
Il Parco Lama degli Ulivi è impegnato in numerosi progetti di conservazione che mirano a proteggere e valorizzare il patrimonio naturale e culturale dell’area. Questi progetti includono la tutela degli uliveti secolari, la conservazione delle grotte e delle masserie, e la promozione della biodiversità locale. Il Progetto Ulivo è un’iniziativa volta a preservare e valorizzare gli ulivi monumentali del parco. Attraverso interventi di manutenzione e cura, il progetto garantisce la sopravvivenza di questi alberi secolari e promuove la produzione sostenibile di olio d’oliva di alta qualità.
Il parco promuove un turismo sostenibile e responsabile, che rispetta l’ambiente e le comunità locali. Le strutture e le attività del parco sono progettate per minimizzare l’impatto ambientale e per educare i visitatori sull’importanza della conservazione.
Informazioni sulla visita
Il Parco Lama degli Ulivi è aperto tutto l’anno, con orari che variano a seconda della stagione. È consigliabile consultare il sito web ufficiale o contattare il centro visitatori per informazioni aggiornate sugli orari e le tariffe d’ingresso.
Durante la primavera e l’estate, il parco è aperto dalle 9:00 alle 19:00, mentre in autunno e inverno gli orari di apertura sono dalle 10:00 alle 17:00. È possibile prenotare visite guidate e partecipare alle attività educative previa prenotazione.
Il parco è facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici. Dispone di un ampio parcheggio. Per chi arriva in auto, il parco si trova a pochi chilometri dal centro di Monopoli e può essere raggiunto facilmente seguendo le indicazioni stradali. Per chi preferisce i mezzi pubblici, ci sono autobus locali che collegano Monopoli al parco. E’ consigliato un abbigliamento comodo, con scarpe da trekking. Porta con te una borraccia, uno spry anti zanzare e un dopo puntura.
Perchè visitare il parco Lama degli Ulivi a Monopoli
Il Parco Lama degli Ulivi è una gemma nascosta della Puglia, un luogo dove la natura, la storia e la cultura si incontrano per offrire un’esperienza unica e indimenticabile. Con i suoi paesaggi mozzafiato, le sue antiche testimonianze storiche e le sue attività coinvolgenti, questo parco rappresenta una destinazione imperdibile per chiunque visiti la Puglia.
Una delle attività più belle da fare con i bambini è passeggiare all’aria aperta. Il contatto con la natura incontaminata rende più forte il fisico e stimola la creatività, portando un reale beneficio sull’organismo di grandi e piccini. Praticare con regolarità attività outdoor, come trekking, rafting e mountain bike, soprattutto in viaggio, porta i bambini ad acuire i sensi che, magari stanchi della routine quotidiana fatta di scuola e studio, si attivano e tornano vigili. Ogni piccolo cambiamento dell’ambiente circostante, ogni piccolo fruscio, l’odore delle piante e dei fiori restituisce al piccoli esploratori l’istinto primordiale della ricerca e della scoperta. In viaggio poi è sempre bene fare esperienze utili all’apprendimento, visitando non solo poli museali o città d’arte, ma esplorando i parchi faunistici d’Italia con i bambini, che sono davvero tantissimi e, soprattutto, tutti a misura dei più piccini.
Parchi faunistici d’Italia con i bambini
Fai un vero safari allo zoo di Fasano, in Puglia
Se ti trovi nel Salento fai una visita alla zoo di Fasano. E’ un meraviglioso parco faunistico dove, oltre a passeggiare tra i vari ecosistemi, puoi fare un vero e proprio safari nella Savana. A bordo della tua auto puoi percorrere lo sterrato che passa tra leoni, tigri, elefanti e giraffe e vedere da vicino gli animali in tutta la loro bellezza. Allo zoo di Fasano trovi anche delfini e otarie nonchè numerosi musei dove conoscere i dinosauri e scoprire gli antichi mestieri.
Passeggiando nei parchi faunistici i bambini non solo imparano a conoscere le varie specie e ad associarle alla loro zona di origine, ma imparano soprattutto a rispettare gli equilibri della natura.
Puoi anche fare un salto nella fattoria didattica e nella voliera degli uccelli tropicali per ammirare le loro piume variopinte mentre svolazzano tra i rami. Qui trovi anche un bellissimo parco divertimenti, Fasanolandia, dove i bambini possono scorazzare e salire sulle giostre per completare la visita in allegria.
Trovi lo zoo di Fasano in Via dello Zoosafari, a Fasano (BR). Per informazioni puoi chiamare il numero +39 080 441 4455 o mandare una mail a info@zoosafari.it
Aiuta a preservare le specie rare al Parco le Cornelle, in Val Brembana
Il Parco Faunistico Le Cornelle si trova sulla sponda del fiume Brembo e accoglie diverse specie di animali in spazi enormi, dove sono liberi di muoversi e di relazionarsi con l’uomo. Proprio per questo motivo le recinzioni sono basse e non ostacolano la visita, tanto da permettere agli avventori di avvicinarsi il più possibile agli animali ospitati. Seguendo il percorso puoi vivere un’emozione dopo l’altra incontrando animali che arrivano da ogni parte del mondo.
Le aree tematiche sono sei e spaziano dalla selva Tropicale alla Savana, dall’oasi dei ghepardi a quella degli elefanti, fino ad arrivare nel rettilario e sull’isola delle testuggini e delle tartarughe. Al Parco Le Cornelle ti permettono anche di festeggiare il tuo compleanno, con menù dedicati e tante sorprese.
Trovi il Parco Faunistico Le Cornelle a Valbrembo (BG) in via Cornelle 16. Per info e prenotazioni puoi chiamare il numero 035527640
Parchi faunistici d’Italia con i bambini. Scala la collina del Parco Natura Viva
Se ti trovi on the road sul lago di Garda prendi in considerazione una vista al Parco Natura Viva di Bussolengo. Passeggiare a stretto contatto con la natura e con le tante specie faunistiche ospitate all’interno delle aree geografiche è davvero un’esperienza meravigliosa. Il parco è diviso in aree tematiche e si sviluppa su una grande collina. Qui puoi vedere gli animali nelle loro oasi naturali, puoi imparare a distinguere le varie zone di origine delle specie ospitate e le loro abitudini.
La parte più divertente per i bambini è la piccola fattoria dove, tra belati e dispetti, si può dare da mangiare alle caprette, alle pecorelle e ai porcellini d’India. Prendi il tuo sacchetto di cibo dal distributore automatico e divertiti con i bimbi a rifocillare i piccoli animali da cortile!
Concludi la visita al Parco Natura Viva dando da mangiare alle tantissime caprette della fattoria didattica. Sono una più affamata dell’altra!
Trovi il Parco Natura Viva in Località Quercia, a Bussolengo (VR). Per info e prenotazioni puoi chiamare al numero 045 7170113 o mandare una mail a info@parconaturaviva.it
Alla ricerca di camosci nel Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise
Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise puoi imparare quanto sia essenziale e importante la convivenza umana con la natura selvaggia. Ne è uno straordinario esempio la Camosciara, un oasi naturale che si estende a valle fino il fiume Sangro e che racchiude una Riserva Integrale che ha permesso la sopravvivenza negli anni del Camoscio d’Abruzzo e dell’Orso Bruno Marsicano. Il parco riserva diversi itinerari in cui passeggiare o fare trekking, di facile, media e difficile percorrenza.
Il più comodo con i bambini è il sentiero che porta alle Cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle, in uno scenario fiabesco ricco di incontri preziosi. Funghetti, muschi profumati, libellule e piccoli insetti sono sempre presenti durante il percorso, lungo il quale puoi imparare a conoscere anche le diverse specie di piante e arbusti che popolano questa zona del parco.
Vedere i camosci nel proprio habitat naturale è davvero un’esperienza impagabile. Rispetta il loro ambiente. Non urlare, non dare cibo e non sporcare con i rifiuti le aree della riserva.
Nelle aree faunistiche del parco gli animali vivono in stato di semilibertà ed è possibile osservare diverse specie, nel rispetto del territorio. In queste aree puoi imparare a conoscere e a rispettare la fauna autoctona che comprende lupi, orsi bruni, cervi e camosci. Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è uno dei più grandi parchi faunistici d’Italia facilmente accessibile con i bambini.
Trovi l’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise in Viale Santa Lucia, a Pescasseroli (AQ). Per informazioni puoi chiamare il numero 0863/91131 o mandare una mail ainfo@parcoabruzzo.it
A pochi chilometri da Narni è possibile ammirare uno straordinario specchio d’acqua dai colori quasi ultraterreni, chiamato Le Mole di Narni. Si tratta di un paradisiaco tratto del fiume Nera che deve la sua fama non solo alla bellezza straordinaria del paesaggio e ai bellissimi colori dell’acqua, ma anche alla sua pericolosità. Ma perchè un posto dalla natura così meravigliosa può risultare più selvaggio e rischioso del previsto?
Le Mole di Narni e il Porto Romano di Stifone
Una volta arrivati alle Mole di Narni non si può che rimanere stregati dalla straordinaria bellezza dell’acqua. La piscina naturale del Nera qui prende riflessi color smeraldo che virano al turchese intenso, in un turbinio di gradazioni bluastre che lasciano davvero senza fiatoper la loro stupefacente brillantezza. La particolare bellezza di questo angolo di Valnerina ha ispirato addirittura Clive Stapies Lewis, che descrive quest’oasi naturale come “il lago dalle acque argentee” nella famosa trilogia “Le cronache di Narnia”.
Le Mole di Narni, in località Le Mole, sono tra le più suggestive piscine naturali in Italia, ma purtroppo non sono balneabili.
Attenzione ai cartelli però..
Questo paradiso terrestre è però soggetto ad alcune importanti restrizioni. Nelle Mole di Narni infatti la balneazione è vietata a causa delle pericolose inondazioni derivanti dall’apertura di una diga della vicina centrale idroelettrica. Con l’apertura delle paratie infatti, segnalata comunque da una sirena di avvertimento, la laguna viene letteralmente inondata dall’acqua e quindi diventa potenzialmente pericolosa per i bagnanti.
Le Mole di Narni. Curiosità
Le intense sfumature turchesi nei pressi delle Mole di Narni è dovuta all’altissima concentrazione di minerali nell’acqua.
Come arrivare alle Mole di Narni
Non c’è alcuna segnalazione che porti alle Mole di Narni. Con l’aiuto dei local siamo arrivati presso il solarium che costeggia la laguna, ma un grande cartello posto al di sopra della zona ci indica la non balneabilità dell’acqua. A supporto del divieto ci sono due guardie che controllano in maniera meticolosa che nessuno acceda all’acqua. E’ possibile però rimanere sul solarium, prendere il sole e ammirare il meraviglioso panorama. Al suono delle sirene ( rarissimo a quanto pare) la zona viene fatta evacuare perchè il getto d’acqua è talmente violento da invadere anche il solarium.
Le Mole di Narni si trovano in località Montoro, esattamente di fronte la centrale idroelettrica, in via dello Stabilimento. Basta quindi seguire le indicazioni stradali che portano a quest’ultima. Non c’è alcun punto di ristoro nelle vicinanze. Se hai intenzione di passare la giornata qui ti consiglio di optare per un pranzo al sacco.
L’Antico Porto Romano di Stifone
Abbandonata l’idea di fare un tuffo presso le Mole di Narni puntiamo dunque su uno dei posti più segreti e inaccessibili dell’Umbria: l’antico Porto Romano di Stifone. E’ uno dei luoghi più incantevoli della Valnerina e un oasi naturale dalla bellezza disarmante. In epoca romana era un cantiere navale del porto fluviale di Stifone, ai tempi in cui il Nera era ancora navigabile. I suoi resti sono ben visibili sia in superficie che sotto l’acqua vista la peculiare trasparenza di quest’ultima.
Il Porto Romano di Stifone è stato da poco ripulito e riportato all’antico splendore. Anche se recintato è possibile scendere fino alle rovine per fare un bagno rigenerante, ma il posto non è in sicurezza e non è controllato.
Un tuffo dove l’acqua è più blu
La particolare bellezza dell’acqua che circonda il Porto Romano di Stifone è un richiamo anche per i più freddolosi. Irresistibile ma gelida, visto che la temperatura non supera quasi mai i 10/15 gradi, questo specchio d’acqua sembra essere una vera e propria calamita, capace di attrarre al suo interno chiunque arrivi al suo cospetto. Un tuffo nelle sue gradazioni cobalto è un toccasana per mente e corpo, un’immersione straordinaria tra antiche rovine circondate dalla natura incantevole della Valnerina.
La particolare bellezza dell’acqua fa di questo luogo un piccolo paradiso dell’Umbria.
Ma…
Anche questa zona in realtà è recintata soggetta anch’essa all’apertura delle paratie della diga appartenente alla centrale idroelettrica. E’ possibile scendere comunque presso il porto romano passando dal vecchio e quasi abbandonato borgo di Stifone. Qui, nel 2022, non abbiamo trovato controlli o cartelli, ma gli abitanti della zona ci hanno assicurato che la diga viene aperta una o due volte l’anno, e non certo durante la stagione estiva. Non è certo un luogo adatto ai bambini, vista la sua selvaticità e la difficoltà di raggiungerlo. Inoltre le correnti sono forti e le acque molto profonde. I nostri hanno fatto il bagno nella parte interna della piscina, sempre sotto la nostra sorveglianza. Il posto non è adatto a passeggini e a bambini sotto i sei/sette anni.
A partire da giugno 2023 il Porto romano di Stifone è raggiungibile solo tramite prenotazione, da effettuare sul sito ufficiale pagando un ticket di 5,00 euro a persona, con garanzia di accesso limitato alle vasche. Puoi scegliere in fase di prenotazione la fascia oraria che preferisci.
Come arrivare al Porto Romano di Stifone
Non è stato semplice trovare questo posto. Lungo il percorso non c’è nessuna indicazione che conduca a questa piccola oasi naturale. Per raggiungere questo paradiso devi seguire la strada per Narni e fermarti esattamente a Stifone. Non ci sono parcheggi nella zona. Noi abbiamo approfittato della collinetta antistante l’entrata del piccolo borgo per lasciare l’auto e proseguire a piedi verso l’antico Porto Romano. Il parcheggio qui è libero e non è sorvegliato. Una volta entrato nel borgo segui la viuzza fino al fiume. Il percorso è davvero suggestivo e tra le piccole casette in pietra viva scorrono diverse sorgenti che creano angolini davvero particolari dove sedersi al sole o dove scattare splendide foto.
Sai che esiste un luogo magico in Luguria, intriso di storia e magia, raggiungibile solo via mare? E’ San Fruttuoso di Camogli, un piccolo scrigno di tesori naturalistici e architettonici, incastonato in una spettacolare baia della Riviera di Levante. Questo piccolo ma affascinante borghetto marinaro è divenuto famoso per la sua abbazia benedettina, ma soprattutto per la sua posizione esclusiva nascosta in una delle insenature più spettacolari d’Italia. Scopriamo insieme la storia di San Fruttuoso di Camogli, cosa vedere nell’iconica baia ligure e come arrivare al cospetto della sua millenaria abbazia.
San Fruttuoso di Camogli
Il pittoresco borgo marinaro di San Fruttuoso è incastonato in una delle baie più belle del parco Nazionale di Portofino. Comprende una piccola spiaggetta di sassolini, un’abbazia, caratteristiche casette di pescatori, un ristorante esclusivo, un B&b e la Torre dei Doria. Il tutto circondato e reso luminoso dai riflessi cangianti del sole che si riflettono nel mare antistante. L’Abbazia religiosa conserva le ceneri del santo a cui fu dedicata, San Fruttuoso di Tarragona, vescovo catalano. Secondo la tradizione infatti pare che l’abbazia fu fondata nel IX secolo da alcuni monaci benedettini che, in seguito a una visione divina, decisero di costruire un monastero in onore di San Fruttuoso, questo vescovo e martire cristiano del III secolo. La leggenda narra inoltre che il corpo di San Fruttuoso fu trasportato miracolosamente dal mare e depositato sulla spiaggia di Capodimonte, dove venne eretta poi l’abbazia.
Le prime testimonianze storiche riguardanti la costruzioni di questa struttura risalgono al X secolo, quando l’edificio fu costruito in stile romanico. La posizione remota e isolata dell’abbazia, situata lungo la costa ligure e accessibile solo via mare o tramite un sentiero escursionistico, ha contribuito alla sua protezione e alla sua conservazione nel corso dei secoli.
Gran parte dell’attuale struttura invece è databile al X-XI secolo e pare sia stata voluta dall’imperatrice Adelaide di Borgona. Successivamente la famiglia Doria, una delle più influenti famiglie nobiliari della Repubblica di Genova, diventa patrona dell’Abbazia di San Fruttuoso, contribuendo finanziariamente alla sua costruzione e assumendo un ruolo importante nella sua amministrazione e gestione. Il loggiato a due ordine di trifore, che è ancora la parte più bella della facciata dell’abbazia, è opera dei Doria. L’abbazia diventa così un importante centro religioso e spirituale, oltre che una base per le attività marittime della famiglia. I Doria rafforzano quindi le difese della baia di San Fruttuoso, costruendo torri di avvistamento e fortificazioni lungo la costa per proteggere la regione dagli attacchi dei pirati e dei rivali.
Il declino dell’Abbazia e la rinascita con il FAI
L’Abbazia di San Fruttuoso ha svolto un ruolo fondamentale nella vita religiosa e sociale della regione. I monaci che vi risiedevano si dedicavano alla preghiera, alla meditazione e alla vita contemplativa, ma erano anche attivi nell’assistenza ai pellegrini, nella cura dei malati e nella gestione delle attività agricole e marinare.
L’abbazia subìsce periodi di prosperità ma anche di declino, a causa di fattori come le incursioni corsare, le epidemie e i cambiamenti politici ed economici. Verso la fine del XVIII secolo, l’abbazia cade definitivamente in rovina e viene abbandonata dai monaci, diventando una romantica meta per artisti e poeti dell’epoca.
Nel corso del 1900, l’abbazia di San Fruttuoso diventa oggetto di vari interventi di restauro e recupero, soprattutto grazie agli sforzi del FAI (Fondo Ambiente Italiano) che ne ha acquisito la proprietà nel 1983. Grazie a questi interventi, l’abbazia è stata riportata al suo antico splendore e aperta al pubblico per visite guidate e eventi culturali.
Oggi, l’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte è una delle attrazioni più suggestive della Riviera Ligure di Levante e attira visitatori da tutto il mondo con la sua bellezza architettonica, la sua storia millenaria e il suo fascino misterioso. L’abbazia continua a essere un luogo di preghiera, di riflessione e di contemplazione, oltre che una testimonianza preziosa del patrimonio culturale e religioso dell’Italia.
Conosci la leggenda del Cristo degli Abissi?
San Fruttuoso non è solo un prezioso gioiello naturalistico della Riviera Ligure, ma anche un luogo intriso di storia e magia. Il suo fascino misterioso è legato alla leggenda del Cristo degli Abissi, una statua bronzea che si trova sul fondale marino, proprio nella baia che accoglie questo imponente edificio religioso. La leggenda in questione narra la storia di un pescatore in difficoltà, che nell’affrontare le condizioni avverse del mare proprio in prossimità della baia di San Fruttuoso, iniziò a pregare di essere salvato.
Pare proprio che la sua richiesta non sia passata inosservata e, nella furia delle onde e del vento, sia apparso Gesù Cristo mettendolo in salvo con il suo sostegno. Una volta raggiunta la costa e scampato il pericolo, il pescatore in segno di riconoscenza, supportato dalla piccola comunità di San Fruttuoso, fece erigere una statua in bronzo del Cristo suo salvatore e la fece depositare sul fondale marino, nel punto in cui era avvenuto il miracolo.
La sacralità del Cristo degli Abissi di San Fruttuoso
Da allora la statua del Cristo degli Abissi è diventata un simbolo di protezione per i marinai della zona, e i visitatori curiosi si immergono nelle acque della baia per toccare e vedere la statua che sembrerebbe portare fortuna e protezione. Al di la della mera superstizione questa statua, protetta dagli abissi marini, conferisce al luogo un fascino misterioso e magico.
Ogni anno infatti, migliaia di persone visitano San Fruttuoso per ammirare il Cristo degli Abissi e per partecipare a cerimonie e celebrazioni che rendono omaggio a questa figura spirituale. La storia del pescatore e del suo incontro miracoloso con il Cristo degli Abissi continua a ispirare e a incantare coloro che visitano questo luogo magico lungo la Riviera Ligure.
Visita la famosa Abbazia di San Fruttuoso di Camogli
Nell’Abbazia di San Fruttuoso ci sono diverse attrazioni e tesori da scoprire. La chiesa di San Fruttuoso è senza dubbio il fulcro dell’abbazia e rappresenta uno dei migliori esempi di architettura romanica nella regione. Risalente al X secolo, la chiesa presenta una facciata semplice ma elegante e un interno riccamente decorato con affreschi medievali e opere d’arte sacra. Ammira gli altari barocchi, le colonne scolpite e gli elementi architettonici che raccontano la storia millenaria di questo luogo sacro. Lasciati trasportare dall’atmosfera mistica che trovi al suo interno. Passeggiando nella parte superiore dell’Abbazia puoi contemplare una preziosa collezione di reperti archeologici, puoi ammirare alcuni modelli di imbarcazioni storiche e strumenti di navigazione che raccontano la storia della navigazione e della pesca lungo la costa ligure e scoprire come si articolava la vita dei pescatori e dei marinai che hanno abitato questa zona per secoli.
Sotto la chiesa di San Fruttuoso si trova la cripta, un ambiente suggestivo e misterioso decorato con affreschi antichi e arredi sacri. La cripta ospita anche le tombe di nobili e membri dell’ordine religioso che hanno avuto un ruolo importante nella storia dell’abbazia.
Visita il chiostro e il giardino
Il chiostro dell’Abbazia di San Fruttuoso è caratterizzato dall’architettura romanica tipica dell’epoca in cui è stata costruito l’edificio. Le colonne in pietra e gli archi a tutto sesto creano un ambiente solenne e maestoso, che invita alla contemplazione e alla riflessione. Le colonne del chiostro sono decorate con capitelli scolpiti, ognuno dei quali presenta motivi ornamentali e simbolici. I capitelli rappresentano scene bibliche, figure mitologiche, simboli cristiani e elementi naturali, testimonianza del ricco patrimonio artistico e culturale dell’abbazia.
Al centro del chiostro si trova una fontana in pietra, che rappresenta un punto focale del cortile. La fontana era utilizzata dai monaci per raccogliere acqua per i loro bisogni quotidiani e simboleggia la vita e la spiritualità che animano l’abbazia. Lungo le pareti del chiostro inoltre, si possono trovare vari elementi decorativi, come bassorilievi, stemmi araldici e iscrizioni incise nella pietra. Questi dettagli aggiungono fascino e carattere a quest’area dell’edificio. Il chiostro infatti offre un ambiente tranquillo e sereno, lontano dal trambusto del mondo esterno. Puoi approfittare di questa calma e di questo silenzio per passeggiare tra le colonne, ammirare gli elementi architettonici e immergerti nella bellezza e nella spiritualità di questo luogo sacro.
All’esterno, lungo la costa rocciosa, si trova il Giardino dell’Abbazia, un’oasi verde con alberi secolari, piante aromatiche e fiori colorati. Questo giardino offre un rifugio dalla calura estiva ed è un luogo tranquillo per passeggiare e contemplare la bellezza della natura circostante.
Sei appassionato di trekking? Prendi il Sentiero del Pellegrino
Dal giardino dell’Abbazia di San Fruttuoso puoi incamminarti per il Sentiero dei Pellegrini. E’ un antico percorso escursionistico che collega la baia ai paesi lungo la costa ligure. Questo sentiero, ricco di storia e di bellezze naturali, offre ai visitatori l’opportunità di immergersi nella natura selvaggia e di scoprire antiche tradizioni religiose. Il Sentiero dei Pellegrini ha infatti origini antichissime, poichè era utilizzato dai monaci e dai pellegrini che si recavano all’Abbazia di San Fruttuoso per scopi religiosi e spirituali. Lungo il percorso i pellegrini solevano sostare presso le cappelle e le croci votive poste lungo il sentiero, pregando e meditando nel silenzio assoluto.
Il Sentiero dei Pellegrini è lungo circa 3-4 chilometri e richiede almeno un paio d’ore per essere completato, a seconda del ritmo e delle soste che potresti voler fare lungo il percorso. Il sentiero è di difficoltà moderata e presenta tratti ripidi e accidentati, quindi è consigliabile indossare scarpe comode e portare acqua e cibo leggero durante l’escursione.
Prima di intraprendere il Sentiero dei Pellegrini, è consigliabile informarsi sulle condizioni del percorso e sulle previsioni meteorologiche, in quanto alcune sezioni del sentiero potrebbero essere scivolose o pericolose in caso di pioggia o umidità. È inoltre consigliabile portare con sé una mappa o un’app di navigazione e rispettare l’ambiente naturale circostante durante l’escursione.
Assapora la cucina locale
A San Fruttuoso trovi anche un ristorante, “Da Giovanni”, un’incantevole oasi culinaria immersa nella bellezza naturale di questa baia incantata. Gode di una posizione privilegiata, affacciandosi direttamente sulla baia di San Fruttuoso e offrendo agli ospiti una vista mozzafiato sul mare e sulle montagne circostanti. La sua atmosfera poi è informale e accogliente, con tavoli all’aperto che ti consentono di godere appieno della bellezza del paesaggio circostante.
Il menu del ristorante “Da Giovanni” è un viaggio culinario attraverso la tradizione gastronomica ligure. I piatti infatti sono preparati con ingredienti freschi e di alta qualità provenienti dalla regione. Tra le specialità ci sono i frutti di mare freschi pescati localmente, come il pesce spada, il tonno e le acciughe, accompagnati da contorni di verdure di stagione e conditi con olio d’oliva extravergine ligure.
Grazie alla sua posizione isolata e alla sua atmosfera intima, il ristorante “Da Giovanni” è il luogo ideale per un pranzo o una cena romantica o per una serata speciale con amici e familiari. La luce delle candele, il suono delle onde che si infrangono sulla spiaggia e l’odore del mare creano un’atmosfera magica e indimenticabile.
Il ristorante “Da Giovanni” inoltre è impegnato nella promozione della sostenibilità ambientale e della valorizzazione dei prodotti locali. Utilizza ingredienti biologici e a chilometro zero, riducendo al minimo l’impatto ambientale e contribuendo alla conservazione dell’ecosistema marino della baia di San Fruttuoso.
Cosa devi sapere sull’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli
Una delle caratteristiche più sorprendenti dell’abbazia di San Fruttuoso di Camogli è che è raggiungibile solo via mare o tramite un sentiero escursionistico che parte da Portofino o da Camogli. Questo isolamento contribuisce alla sua atmosfera suggestiva e la rende ancora più speciale per chi la visita.
Dal 1983, l’abbazia è di proprietà del Fondo Ambiente Italiano (FAI), un’organizzazione no-profit che si occupa della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale italiano. Grazie al lavoro del FAI, l’abbazia è stata restaurata e aperta al pubblico per visite guidate.
Nei fondali marini di fronte all’abbazia si trova un misterioso relitto sommerso, noto come il “Relitto di San Fruttuoso”. Si ritiene che si tratti di un’antica nave romana che trasportava merci preziose e che affondò nei pressi della baia. Il relitto è ora un’attrazione per gli appassionati di immersioni.
Secondo una leggenda locale, l’abbazia di San Fruttuoso custodisce un tesoro nascosto, sepolto dai monaci durante le incursioni dei pirati. Molti cercatori di tesori hanno tentato di trovare questa ricchezza leggendaria, ma fino ad oggi nessuno ha avuto successo nel trovarla. Vuoi provarci tu?
L’abbazia di San Fruttuoso è stata utilizzata come location per diversi film e produzioni cinematografiche, tra cui “Enchanted April” del 1991 e “Ocean’s Twelve” del 2004. Le sue atmosferiche architetture e il suo scenario mozzafiato la rendono una scelta accattivante per registi e cineasti.
Nel corso dei secoli, l’abbazia di San Fruttuoso ha ispirato numerosi artisti e pittori, che hanno dipinto le sue architetture suggestive e il suo paesaggio incantevole. Le opere d’arte ispirate a San Fruttuoso si trovano in collezioni private e musei in tutto il mondo.
Come arrivare a San Fruttuoso
Per raggiungere San Fruttuoso ci sono diverse opzioni. Il sentiero escursionistico, che collega la baia a Portofino, offre panorami mozzafiato sulla costa ma richiede circa 2 ore di cammino. Se scegli questa opzione ti consiglio di indossare scarpe comode e di portare acqua e cibo leggero in uno zaino.
Il modo più comune per raggiungere San Fruttuoso è invece prendendo un traghetto da Camogli. Camogli è facilmente raggiungibile in treno o in auto da Genova o altre città della Liguria. I traghetti partono regolarmente dal porto di Camogli e impiegano circa 15-20 minuti per raggiungere San Fruttuoso. Il prezzo del biglietto è di 16,00 € a persona andata e ritorno.
È anche possibile raggiungere San Fruttuoso con una barca privata. Ci sono servizi di noleggio barche disponibili al porto di Camogli e in altre città costiere della zona.
Perchè visitare San Fruttuoso di Camogli e la sua Abbazia
San Fruttuoso è immersa in un paesaggio naturale mozzafiato, con una baia protetta dalle montagne circostanti e acque cristalline che si tuffano nel Mar Ligure. La vegetazione lussureggiante e gli scogli che circondano la baia creano un ambiente incantevole e selvaggio, perfetto per una pausa dalla frenesia della vita quotidiana. Labellezza architettonica dell’iconica Abbazia poi la rende un luogo di grande interesse per i visitatori interessati alla storia e alla cultura.
Essendo accessibile solo via mare o tramite il sentiero escursionistico inoltre, San Fruttuoso offre un’oasi di tranquillità lontana dalla confusione e dal rumore delle città. La sua posizione remota e isolata la rende un luogo ideale per rilassarsi, meditare e riconnettersi con la natura. San Fruttuoso offre una varietà di attività ricreative per i visitatori, tra cui snorkeling, immersioni subacquee, kayak, escursioni e passeggiate lungo la costa. Puoi esplorare le grotte marine, fare snorkeling tra i pesci colorati o semplicemente goderti il sole sulla spiaggia.