Concarneau è un prezioso gioiello della costa bretone, ed è difficile non rimanere abbagliati dalle sue bellezze. E’ una città fortificata, e vanta una delle baie più straordinarie di tutta la Francia. Tappa immancabile se decidi di organizzare un viaggio on the road sulla costa atlantica francese, Concarneau saprà ipnotizzarti come poche città al mondo sanno fare.
Concarneau, cosa vedere
Passeggia nella ville close
Concarneau è una ville close, ossia una città chiusa da fortificazioni. La cittadella fortificata è ben visibile dal lungomare, ed è quindi la prima cosa che appare dinanzi agli occhi dei viaggiatori. Concarneau è anche conosciuta come la Città blu, per via del colore delle reti da pesca utilizzate dai pescatori di sardine, che da sempre sono la principale fonte commerciale della città.
La baia di Concarneau è una delle più belle della Francia, tanto da essere presa d’assalto dai turisti nella stagione estiva, anche e soprattutto per le sue spiagge riparate dal vento e dalle onde.
Alla cittadella, che si estende su un isolotto roccioso nell’oceano, si accede tramite un piccolo ponte, che conduce all’interno delle mura. Casette dallo stile elegante e delizioso abbracciano la via principale della cittadina, che ai lati si ramifica in vicoletti lastricati che conducono in una delle zone più caratteristiche della ville: il porto dei pescatori.
Esplora il centro storico
Entrando nel centro storico il turista è subito accolto dalla Torre dell’Orologio, uno dei monumenti più fotografati della Bretagna, la quale porta incisa su targa una scritta in latino: Tempus fugit velutumbra, il tempo passa come un ombra. Una volta dentro la ville ti assorbe nella sua atmosfera tipicamente bretone, fatta di brasserie, patisserie e creperie dalle quali arrivano i profumi accattivanti caratteristici del territorio. Si susseguono in maniera ordinata deliziose botteghe artigiane, negozi di souvenir, gioiellerie…
Concarneau vanta un centro storico delizioso, in cui perdersi tra vicoletti che regalano all’improvviso meravigliosi scorci paesaggistici.
Concarneau, cosa vedere. Fai shopping nei negozi di sardine
Ma se cerchi un prodotto assolutamente locale da regalare e da regalarti, ti consiglio di recarti in una delle diverse botteghe di sardine. Le riconosci subito dalle tante lattine colorate esposte nelle vetrine o sugli usci, sistemate per grandezza e qualità. Sono veri e propri oggetti da collezione, e ci sono addirittura latte contenenti sardine in edizione limitata, disegnate da artisti famosi.
Concarneau è anche chiamata Ville Close, che significa letteralmente “Città chiusa da cinta muraria”. Infatti è adagiata su un isolotto che sporge sull’oceano, e ad essa si accede tramite ponti collegati alla terraferma.
Perchè fermarsi a Concarneau?
Frequentata località turistica, soprattutto per le sue spiagge riparate dal vento a cui si arriva passeggiando sul lungomare, Concarneau è una delle mete vacanziere più gettonate dei francesi. I periodi migliori per fare tappa in questa cittadella fortificata sono senza dubbio la primavera o l’autunno, stagioni in cui si riesce a godere di ogni scorcio in maniera lenta. E’ piacevole assaporare la vita del borgo passeggiando tranquilli lungo le mura, nel silenzio scandito solo dal rumore del mare. Altrettanto gradevole è sedersi a bere un bicchiere di vino bianco accompagnato da ostriche di Cancale aspettando che il sole tramonti sulla baia.
Otranto è la città più orientale d’Italia, una fascinosa cittadina del Salento dove le spiagge si alternano ad una macchia mediterranea splendida e rigogliosa. Vale la pena fare una passeggiata tra le sue viuzze e sulla riva delle sue spiagge, tuffarsi nelle sue acque cristalline e visitare i suoi monumenti più importanti perchè Otranto sa avvolgere ogni avventore nella sua atmosfera marinara e antica, che avanza nel tempo senza mutare mai.
Otranto, cosa vedere in 1 giorno
Otranto incarna perfettamente il classico stile mediterraneo, fatto di casette imbiancate a calce con le finestrelle colorate. Il borgo è protetto dalle cinta murarie che si affacciano sul porto sottostante e si accede ad esso oltrepassando la Porta Alfonsina. Otranto per diversi secoli è stata centro politico, culturale e soprattutto commerciale del Salento. Ha visto insediarsi nei propri territori greci e romani, longobardi e bizantini, Angioini e Aragonesi. Alla fine del 1400 venne completamente distrutta e depredata dai turchi, capitanati da Maometto II, per passare poi sotto il dominio dei Veneziani e successivamente dei Francesi.
Per la strabiliante bellezza dei territori e per in bellissimo mare che bagna la città, Otranto ricopre una grande importanza per il turismo salentino. Soprattutto d’estate le sue coste e il suo centro storico sono presi d’assalto da migliaia di turisti in cerca non solo di svago, ma anche di storia, cultura e soprattutto gastronomia locale. La continua alternanza di popoli e di domini a cui è stata per millenni sottoposta la città, trova traccia nei tesori artistici e nelle opere architettoniche sparse nei suoi territori, e per la maggior parte giunte sino ai giorni nostri.
Otranto si affaccia sul mare Adriatico, con le sue acque cristalline e spiagge grandi di sabbia fine
Curiosità sul nome
Il nome Otranto deriva dalla parola Hydruntum, nome di un piccolo fiume che ancora oggi attraversa la Valle dell’Idro. Altra versione invece vuole che il nome derivi da Odronto, un altura che sorgeva in prossimità del porto commerciale.
Visita il Castello Aragonese
Sicuramente il Castello Aragonese è una delle più importanti e imponenti testimonianze del passaggio di Fernando I di Aragona. Un antica e suggestiva fortezza militare, cinta da un fossato di protezione e impreziosita da tre torri cilindriche negli angoli. Il Castello Aragonese è ora sede di un prestigiose mostre o eventi culturali, ma il grande stemma sull’ingresso principale, dedicato a Carlo V, ricorda ai visitatori l’importanza storica dell’edificio.
Il Castello Aragonese di Otranto è il simbolo della città, e oggi accoglie mostre ed eventi di grande importanza.
Passeggia nel centro storico di Otranto
Dal Castello Aragonese si diramano viuzze e vicoli, alternati a splendide piazzette. E’ davvero piacevole passeggiare lentamente tra le deliziose facciate e i balconi fioriti o arrampicarsi sulle caratteristiche scalinate che portano a piccoli cortili. Meraviglioso perdersi tra le botteghe artigianali e il profumo dei locali tipici salentini. Scorci fermi nel tempo, angoli nascosti e sublimi, dettagli improvvisi. Il centro storico di Otranto è la zona più suggestiva della città, e l’ospitalità degli otrantini non ha eguali.
Il centro storico di Otranto è un dedalo di viuzze deliziose, che si intersecano a scalinate e cortili.
Entra nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata
Camminando nel borgo antico si arriva ad una delle strutture di maggiore rilevanza storica e architettonica di Otranto: la Cattedrale di Santa Maria Annunziata. Al suo interno conserva resti del terribile massacro di Otranto ad opera dei Turchi, avvenuto nel 1480. Un altro prezioso tesoro che si trova al suo interno è il mosaico pavimentale raffigurante l’Albero della vita, che riporta diversi episodi del Vecchio Testamento ma anche molti riferimenti pagani sul ruolo della città di Otranto come ponte tra Oriente e Occidente.
Storia millenaria e architettura meravigliosa fanno di Otranto una delle città più suggestive della Puglia.
Visita la zona del porto
Otranto è stata per millenni centro nevralgico dell’economia e del commercio della penisola. Prima che il turismo diventasse un settore di primaria importanza, il sostentamento della popolazione derivava prevalentemente dalla pesca e dallo scambio di merci via mare con le nazioni poco distanti. Ancora oggi invece, il porto offre numerosi servizi di attracco per imbarcazioni private e per i traghetti diretti in Grecia e in Albania.
Vista la sua favorevole posizione Otranto è sempre stata una città dedita al commercio, soprattutto via mare
Otranto, cosa vedere in 1 giorno. Rilassati sulle spiagge
Questa deliziosa città di mare è particolarmente viva nelle ore serali quando, dopo una giornata passata sulle splendide spiagge della costa, i turisti si catapultano nelle sue viuzze e nei tanti locali che si trovano nel centro storico. Le spiagge di Otranto sono famose per l’ariosa collocazione e per la sconfinata grandezza. Tra questi arenili si trova la famosa Baia dei Turchi, un angolo di natura incontaminata di una bellezza disarmante. I colori del mare variano dal turchese al’acquamarina, e la costa è composta da dune, piccoli antri e deliziose insenature che lasciano chiunque con gli occhi gonfi di meraviglia. I promontori rocciosi più belli sono Torre Sant’Andrea e Torre dell’Orso, che cingono in un abbraccio baie di rocce levigate, scolpite dal mare a creare splendide opere d’arte. Lo Scoglio delle Due Sorelle poi, si erge tra i faraglioni incantando i viaggiatori con le sue ammalianti forme.
Perchè vedere Otranto
Storia, cultura, natura incontaminata, arte e architettura straordinaria fanno di Otranto un luogo di una bellezza unica, rara. Le splendide spiagge poi, bagnate da un mare più che cristallino, completano il quadro, rendendolo perfetto nei colori, nelle pennellate. Anche se può sembrare una città fortemente turistica, Otranto riesce a catturare non solo l’attenzione dei viaggiatori, ma tocca le corde più profonde dell’anima con la sua atmosfera d’altri tempi, fatta di cose semplici e di persone speciali.
Viaggiare on the road in Puglia è meraviglioso. Strada facendo si alternano paesaggi di una bellezza disarmante.
Come raggiungere Otranto in auto
Il nostro viaggio on the road in Puglia ci ha portato in luoghi di una bellezza autentica, come Monopoli, Ostunie Polignano a Mare. Le strade sono facilmente percorribili, e vale la pena guidare sulla litoranea per godere appieno dei paesaggi meravigliosi che si susseguono strada facendo. Il percorso più suggestivo è senza ombra di dubbio la strada costiera che va da Lecce a San Cataldo, e poi scende costeggiando il mare tra oliveti millenari e scogliere stupefacenti.
Il centro di Otranto è una zona a traffico limitato, per cui bisogna lasciare l’auto in uno dei tanti parcheggi che si trovano all’esterno. Puoi lasciare la tua macchina al Parcheggio provato Otranto Giovanni paolo II, il più vicino al centro storico. E’ aperto 24 ore su 24 e non prevede limiti di altezza, per cui è consentito l’accesso anche a mini van e camper. La tariffa è 1,50 €/h con tariffa massima giornaliera 12,00 €.
Ruscelli, prati, vigneti, borghi ricchi di storia, e soprattutto castelli. Questa è la fatata regione della Loira, dove camminare tra immense distese di verde ascoltando il gorgoglio dell’omonimo fiume che tra queste vallate scorre lento e beato. Sarebbe opportuno esplorare ogni angolo di questa valle incantata per poter vivere appieno tutte le sue sfaccettature, ma avendo solo una giornata a disposizione, l’opzione possibile è la visita approfondita ad un solo castello, il più famoso: il castello di Chambord.
Il castello di Chambord
Il castello di Chambord è un vero incanto, senza ombra di dubbio. Si erge fiero tra giardini regali, con l’imponente facciata che lascia senza fiato per la sua straordinaria bellezza. Fatto costruire da Francesco I, non è stato progettato per essere una residenza permanente, ma rimane uno degli edifici più imponenti in stile rinascimentale italiano. Partendo da un padiglione da caccia situato nel bel mezzo delle foreste di Sologne, Francesco I diede il via ai lavori del castello, ma morì poco prima che fosse terminato.
Chambord, il più imponente castello della Loira
Il Castelo di Chambord, nella Valle della Loira, è stato dichiarato Patrimonio dell’UNESCO nel 1981 e i suoi bellissimi giardini sono stati classificati come Monumenti Storici nel 1997. Le straordinarie dimensioni della facciata principale, lunga ben 128 metri, rapiscono lo sguardo del visitatore dal primo momento, avvolgendolo quasi in un abbraccio materno.
Di proprietà dello stato francese a partire dal 1930, il Castello di Chambord racchiude al suo interno uno scalone centrale a doppia elica, opera del grande genio di Leonardo Da Vinci. Le due scale a chiocciola dello scalone ruotano nello stesso senso intorno all’asse centrale, senza mai incontrarsi.
Percorrendo la scala fino all’ultimo piano si raggiunge una splendida terrazza, anch’essa progettata da Leonardo da Vinci. Da qui è possibile avere una sensazionale veduta a 360° su tutti i terreni della vallata. Dalla scala inoltre si accede, tramite quattro ingressi, agli appartamenti del castello. Le dimore sono ben quaranta, ma sono per lo più spoglie. Ora però, grazie alla realtà aumentata e all’uso di un tablet, è possibile vedere e capire come erano arredate le stanze secoli fa.
Il castello di Chambord. Curiosità
Francesco I scelse come simbolo personale la Salamandra, che simboleggia in araldica il valore militare, la resistenza ai malefici e ai nemici. La Salamandra viene spesso rappresentata associata al fuoco proprio perché, in passato, si pensava che potesse sopravvivere alle fiamme. Ebbene, questo simbolo scelto da Francesco I compare 300 volte all’interno del Castello, incisa tra le volte e sulle pareti, mentre sputa acqua o ingoia il fuoco. Il re voleva in questo modo sottolineare la sua presenza a palazzo, anche se vi tornava raramente.
Gli interni di Chambord
Il castello è già di per sé una splendida opera d’arte, ma al suo interno custodisce grandiose collezioni di dipinti, arazzi rari e preziosi, e diversi oggetti d’arte di grande valore. Al suo interno è possibile visitare anche gli appartamenti reali e le sontuose stanze da letto dei sovrani. Merita una visita anche la cappella del Castello di Chambord e il Museo della Caccia, dove è possibile visionare le armi usate durante le battute reali e i relativi trofei.
Le Domain National de Chambord
Le Domain National de Chambord è la tenuta del castello, che ricopre circa 5.440 ettari di terreno. La più grande tenuta recintata d’Europa, al momento. E’ una riserva nazionale di caccia, in cui cervi, cerbiatti e cinghiali gironzolano tra prati, pinete e boschi secolari. Per gli amanti delle escursioni è possibile anche visitare la tenuta in bici, viste le tantissime piste ciclabili, in barca o in carrozza.
Chambord con i bambini
Al Castello di Chambord, i bambini ricevono all’entrata un quaderno di giochi, intitolato “Cassandra la Salamandra”. Attraverso piccoli e semplici enigmi, Cassandra guida i piccoli viaggiatori negli antri del castello, fino ad arrivare al Museo delle Belle Arti. Una volta arrivati alla fine del percorso, sarà dato loro un piccolo omaggio in ricordo della visita a Chambord!
Servizi, orari e parcheggi
Il castello di Chambord è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 18:00.
Il prezzo del biglietto intero è di 16,00 euro, per il ridotto si pagano 9,00 euro. Ci sono poi diversi supplementi, dal tablet per la realtà aumentata alle visite guidate. In loco si trovano diverse opzioni per la visita.
Forse è fondamentale prendere l’audio guida all’ingresso per apprenderne meglio la storia, le stanze sono tante e senza saperne i contenuti storici la visita potrebbe risultare deludente.
Il Parcheggio è a pagamento ma abbastanza vicino alla struttura.
Privo di ogni barriera architettonica e ben organizzato, il Castello offre ai turisti disabili e alle famiglie con passeggini la possibilità di visitare il suo interno senza stress e fatiche inutili. Il grandioso giardino, facilmente percorribile, è gratuito per tutti. Qui vi è anche la possibilità di affittare delle barchette a motore o a remi.
Il piccolo borgo di Cetara si trova in una deliziosa conca, alle pendici del Monte Falerio. E’ una tappa immancabile durante un viaggio on the road sulla Costiera Amalfitana, sia perchè vicinissimo a Vietri sul Mare e Sorrento, sia perchè qui il tempo sembra essersi fermato. La vita scorre lenta, tranquilla, tra piccoli scorci di rara bellezza.
Cetara è un piccolo borgo della Costiera Amalfitana, il più autentico e tranquillo. Si trova a poca distanza da Vietri sul Mare e da Sorrento
Cetara, tra profumi e tradizioni
Cetara è senza dubbio la più caratteristica cittadina della Costiera Amalfitana. Umile e discreta, non ne abbraccia i fasti, ma rimane legata alle tradizioni, ai costumi e alle tipicità della costa. Cetara è natura incontaminata e selvaggia. La sua prosperosa parte di macchia mediterranea è ingentilita da numerosi agrumeti, che spargono tutt’intorno un profumo inebriante. All’aroma intenso dei limoni si contrappone quello fresco del mare, creando un insieme armonico e ubriacante.
I limoni sono onnipresenti nella Costiera Amalfitana, e sono i protagonisti di ogni tipo di souvenir.
Cetara. Visita le spiagge del borgo
Cetara si sviluppa attorno alla spiaggia di Marina, dove si concentra anche la vita del borgo. Bar, ristoranti, osterie tipiche e deliziosi negozietti creano un atmosfera dal gusto retrò, fascinosa e vacanziera. L’acqua cristallina della costiera bagna anche la spiaggia del Porto, resa poetica dai piccoli ciottoli levigati portati dal mare, elegantemente adagiati sulla sabbia dorata. Per i più romantici invece, è possibile raggiungere via mare la Spiaggia degli Innamorati. Un vero e proprio paradiso circondato da bellissime scogliere, intima e suggestiva.
Prova le specialità gastronomiche di Cetara
Cetara stuzzica la vista, l’olfatto e soprattutto il palato. I piatti tipici del borgo hanno caratteristiche intense, come intense sono le emozioni che suscita il paesaggio. Tra i piatti imperdibili di Cetara troviamo gli spaghetti con la famosa colatura di alici, una delle peculiarità del borgo. Da provare assolutamente anche la versione con le vongole nere o il tonno fresco, condito con olio e limone locale. Particolare attenzione merita il “cuoppo”, riempito con deliziosa frittura di calamari.
Conosci la storia della colatura di alici?
La famosa colatura di alici ha origini antichissime. Da sempre prodotta nella città di Cetara, è una salsa tipica campana conosciuta in tutto il mondo. La colatura di alici deriva infatti dal Garum, un saporito condimento che veniva preparato in questa zona dagli antichi romani utilizzando le interiora del pesce azzurro ben condite con sale e spezie.
Le alici vengono precedentemente messe sotto sale, con un peso sopra, che permette di far risalire in superficie la colatura.
Come si preparano le alici
Per realizzare un litro di colatura di Cetara occorrono almeno trenta chili di alici. Proprio per questo motivo viene venduta in piccolissime bottiglie di vetro e fatta pagare a peso d’oro. Le alici utilizzate sono solo quelle pescate nel mare della Costiera, nel periodo che va da Marzo a Luglio. E’ proprio durante questi mesi infatti che le alici risultano essere quasi prive di grassi, caratteristica fondamentale per la buona riuscita della preparazione. Una volta pescate, le alici vengono private della testa e delle interiora, e vengono poste sotto sale per almeno 24 ore.
Come nasce la colatura di alici di Cetara
Trascorso questo tempo le alici vengono spostate in grandi botti di legno di rovere, e coperte totalmente di sale marino. Le botti vengono quindi chiuse, mettendo dei pesi sopra i coperchi. Grazie alla pressione che esercitano questi pesi, con il tempo sale in superficie un liquido ambrato: la famosa colatura. Quest’ultima viene quindi versata in ampi contenitori e ricoperta di foglie di origano fresco. Viene quindi esposta alla luce del sole per circa cinque mesi, passati i quali la colatura viene di nuovo rimessa nelle botti con le alici li rimaste, dove, tramite un foro precedentemente creato sul fondo, vien fatta colare in recipienti di vetro. Questo liquido prezioso viene in ultimo filtrato in appositi teli di lino, e messo in conserva per 18 mesi. Solo dopo questo lungo percorso può essere utilizzato per condire le portate.
Prova gli spaghetti con la colatura di alici
Gli spaghetti con la colatura di alici sono un piatto semplice, gustoso e genuino, da provare a cucinare anche a casa. Protagonista della ricetta è la famosa colatura di alici di Cetara, unica ed inimitabile. Consiglio di usare quella del maestro Delfino Battista, che ha fatto diventare questa prelibatezza famosa in tutto il mondo.
Ho sempre adorato i bistrot, le piccole osterie a conduzione familiare. Pochi tavoli, luce soffusa e musica delicata in sottofondo. Una tipologia di locale che si addice al mio modo di essere. Un luogo in cui mi sento a casa è Scirocco Bistrot, un locale delizioso dove mangiare ottimo cibo a Gaeta.
Dove mangiare a Gaeta: Scirocco Bistrot
Ti sei mai chiesto da dove derivasse la parola Bistrot?
Sembra che questo nome derivi dai piccoli locali parigini, in cui, ai tempi dell’occupazione della città da parte dell’esercito russo, i soldati andavano di nascosto a bere alcolici. Per paura di essere sorpresi usavano la parola russa Bouistro, “rapidamente”, serviteci rapidamente. Quindi la parola è stata associata ad un tipo di locale in cui il servizio è molto rapido e poco formale. Bistrot quindi, non è altro che il termine francese per indicare l’osteria. In origine, infatti, erano locali in cui venivano serviti piatti tradizionali accompagnati da vino della casa, a prezzi inferiori rispetto ai ristoranti. Inoltre rimanevano aperti a tutte le ore, consentendo anche agli avventori pomeridiani di poter gustare una fetta di dolce accompagnata da un thè caldo. Ed è proprio seguendo questa formula che Giorgia ha deciso di aprire Scirocco Bistrot, un locale intimo e accogliente, a gestione familiare, che vanta nel suo menù solo prodotti di stagione. Oggi vi porto alla scoperta del suo locale a Gaeta, nel basso Lazio.
Dove mangiare a Gaeta. Scirocco Bistrot
Scirocco Bistrot nasce da un idea di Giogia Di Marzo, gaetana di origini ma residente a Londra per diversi anni. Al suo ritorno ha deciso di investire il suo tempo e le sue conoscenze culinarie in un locale tutto suo, che avesse le caratteristiche di un bistrot, l’intimità di una sala da thè e un menù versatile a base di prodotti locali, che sceglie con cura e con i quali rivisita spesso piatti della tradizione culinaria gaetana. Scirocco Bistrot ti accoglie con un abbraccio di luci calde, pochi tavoli ma ben organizzati, una mise en place essenziale e pane fatto in casa.
Il menù è intrigante, ci sono piatti della tradizione culinaria gaetana e anche rivisitazioni degli stessi, fatti con ingredienti a chilometro zero. Proprio per questo settimanalmente il menù viene cambiato, per adattarsi alla stagionalità e alla reperibilità dei prodotti.
L’atmosfera è rilassante, molto informale. Sorseggiando un ottimo prosecco faccio due domande a Giorgia, incuriosita dalla sua scelta di investire proprio a Gaeta.
Giorgia Di Marzo nel suo locale, foto di Flavia Fiengo Fotografie
Intervista a Giorgia Di Marzo, proprietaria di Scirocco Bistrot
Giorgia, so che sei stata diversi anni a Londra per lavoro, come mai quindi questa scelta di tornare in Italia e di aprire un bistrot proprio a Gaeta?
Il mio progetto infatti è nato a Londra. Mi sarebbe piaciuto investire li, ma mi sarei trovata sola. Ho poi optato per Milano, dove avrei potuto contare sulla presenza di mio fratello, ma i costi erano proibitivi e non me la sono sentita di affrontare una spesa così alta. Allora ho pensato di tornare a Gaeta, la mia città. Ho avuto subito l’appoggio e la collaborazione dei miei genitori, ed è stato mio padre a trovare questo locale in Via Annunziata, una delle strade più belle di Gaeta che è rimasta fin troppo nel dimenticatoio. Mi sono innamorata del locale e della sua posizione, e ho iniziato quindi il conto alla rovescia. Ho lasciato Londra dopo dieci anni e sono tornata per cercare di portare una boccata di aria fresca in una zona della città per molto tempo rimasta abbandonata. Gaeta ha un potenziale enorme, bisogna cominciare a sfruttarlo.
Perché il nome Scirocco?
Per diversi anni ho lavorato in un ristorante mediorientale. I miei datori di lavoro, Sarit e Itamar, sono stati i primi a credere in me. Se oggi sono riuscita ad essere dove sono è anche merito loro, che mi hanno dato l’opportunità di imparare e di crescere professionalmente. Sarit e Itamar sono siriani. Scirocco è il vento caldo che arriva dalla Siria. Quindi il nome è dedicato a loro.
Perche mangiare a Gaeta da Scirocco Bistrot
Consiglio vivamente questa nuova tipologia di locale. E’ sicuramente un modo innovativo per fare un assaggio della cucina gaetana, per passare una serata diversa con amici e/o parenti o, semplicemente, per staccare per qualche ora la spina dalla dura giornata lavorativa davanti ad una tazza di the bollente.
Alberobello, la famosa città dei trulli, è un’esplosione di candido bagliore. Tappa essenziale se stai organizzando un viaggio on the road in Puglia, la città ti accoglie con le sue preziose facciate imbiancate a calce. Strutture che sorreggono curiosi tetti dove il sole si specchia e si irradia tutt’intorno: i trulli. Queste tipiche abitazioni in pietra calcarea risalgono all’epoca preistorica e nonostante si trovino sparsi in diverse zone della regione dell’Itria, la maggiore concentrazione di essi si trova ad Alberobello. In questa città tra l’altro si trovano gli esemplari meglio conservati, frutto di una costante manutenzione avvenuta nel corso dei secoli. I trulli altro non sono che capanne in pietra, con il tetto fatto di lastre chiamate “chianchiarelle”, che venivano usate come rifugio e riparo dai lavoratori agricoli o dai proprietari terrieri. Scopri Alberobello e cosa vedere nel suo centro storico in questo articolo.
Alberobello, cosa vedere
Visita il Rione Monti
La parte più antica della città è il Rione Monti. Una piccola collina dove si contano più di mille trulli, deliziosamente allineati lungo le caratteristiche stradine che si protendono verso la sommità dell’altura. Ogni trullo nasconde al suo interno una storia o una leggenda, come il bellissimo trullo siamese. Caratterizzato da due ingressi, il trullo siamese si affaccia su due strade e nasce da una storia fatta di amori e gelosie. Fu infatti ereditato da due fratelli che, innamoratisi della stessa fanciulla, arrivarono ad odiarsi a tal unto da non potersi più vedere. Arrivati all’esasperazione, e non volendo nessuno dei due lasciare l’abitazione, deciso di sezionarla in due parti, ognuna indipendente dall’altra.
Conosci le caratteristiche dei trulli?
Ogni trullo ha quindi una sua caratteristica particolare, che sia un giardino interno, un terrazzo o un particolare focolaio, ognuno di essi racchiude una testimonianza affascinante del vissuto locale. In cima al colle poi, spicca la chiesa di Sant’ Antonio da Padova, più conosciuta come “chiesa a trullo”, che domina la vallata sottostante dalla sua posizione privilegiata. Il percorso che porta in cima alla collina è lievemente impegnativo da fare con i bambini, soprattutto con un passeggino, in quanto è tutto in salita. Ma ci si può riposare nei negozi di souvenir o nelle botteghe degli artisti, ricavate nei deliziosi trulli della città.
Alberobello, cosa vedere. Curiosità sui trulli
La calce bianca usata per dipingere gli strani simboli che si trovano sui tetti e le pareti dei trulli è simbolo di purificazione. L’imbiancatura viene chiamata allattamento perchè fatta con latte di calce. Le persone che si occupano di ridipingere ogni anno i trulli vengono chiamati infatti lattator, in dialetto locale.
Fai shopping ad Alberobello con i bambini
Una bottega che merita particolare attenzione è quella dei fischietti salentini: il gestore, tra l’altro, è così gentile da raccontarti tutta la storia che si cela dietro questi colorati fischietti di terracotta di diverse forme. Questi strani fischietti, fatti rigorosamente a mano e in terracotta, puoi trovarli in diversi posti della regione e sono frutto di una grande maestria degli artigiani locali. Hanno assunto nella storia diversi significati: si potevano donare alla persona amata come pegno d’amore, si potevano mettere nelle culle dei neonati per scacciare il malocchio e venivano suonati durante le processioni. Puoi comprarli, custodirli o regalarli come portafortuna. Ma non puoi andare via dalla Puglia senza averne comprato almeno uno.
Alberobello, cosa vedere
Nel 1910 il Rione Monti fu dichiarato Monumento Nazionale, proteggendo così le bellissime e particolari costruzioni a trullo dalla cementificazione moderna ed evitando quindi una modifica paesaggistica, dato l’importante testimonianza storica della zona.Dal 1996 sono Patrimonio Unesco, fanno parte quindi delle meraviglie del mondo da tutelare e conservare. I trulli di Alberobello rappresentano infatti un patrimonio dal valore inestimabile, esempio di costruzione preistorica sopravvissuta intatta fino ai nostri giorni.
Entra nel Trullo Sovrano
Ti consiglio anche una passeggiata nella zona nuova, anch’essa in salita, in cima alla quale trovi la Chiesa dei S.S. Medici Cosma e Damiano. Alle spalle della chiesa si trova il Trullo Sovrano, l’unico trullo a due piani di Alberobello. Si può raggiungere dall’interno della costruzione tramite una scala in muratura, ed è stato uno dei primi trulli ad essere costruito con la malta. Nel centro, circondata da un gruppo di coni, si erge la maestosa cupola conica, alta circa 14 metri, che fa del Trullo Sovrano una delle costruzioni più scenografiche di Alberobello. E’ adesso adibito a casa Museo, ed è visitabile pagando un biglietto di 1,50 €. Prima di andar via affacciati dal belvedere, dal quale puoi guardare tutto il Rione Monti dall’alto e fare foto meravigliose.
Alberobello, cosa fare con i bambini
Attratti dalle curiose casette con il tetto a cupola, che sembrano uscite da un cartone animato, i bambini sono invogliati alla visita della città e incuriositi dalla vita locale. I due quartieri principali sono chiusi al traffico e quindi ideali per passeggiare in totale libertà. Diversi sono i ristoranti in cui potersi fermare a mangiare, ma i menù sono abbastanza turistici. Se hai intenzione di visitare Alberobello nella stagione estiva, munisciti di cappellini parasole, scarpe comode e di borracce di acqua. Arrampicarsi sui colli sotto il sole può essere impegnativo, ma con la giusta attrezzatura si riesce a camminare in tutta serenità. In più, a pochi chilometri di distanza, si trova lo Zoo di Fasano. Un bellissimo parco all’aperto dove fare una piacevole esperienza con i bambini a contatto con la natura.
Monteriggioni appare all’improvviso, con le sue torri e le mura medievali, nel bel mezzo delle colline toscane. Un piccolo, magico borgo sospeso nel tempo e nello spazio a pochi chilometri da Siena, dove passeggiare per un paio d’ore in un atmosfera davvero unica e rilassante. In questo articolo trovi consigli utili su Monteriggioni e su cosa vedere nell’antico borgo medievale della Toscana in 1 giorno, insieme ai bambini,
Monteriggioni, cosa vedere
Monteriggioni è un piccolo borgo che sembra uscito da un libro di favole, disegnato da abili mani di grandi illustratori. Dai colori tenui e dai profumi caratteristici delle terre toscane, Monteriggioni incanta subito il visitatore con le sue torri e le sue mura medievali. La grande piazza centrale poi, fulcro del paese, accoglie in un caldo abbraccio i turisti, con i deliziosi locali che ne costeggiano il perimetro. L’atmosfera di questo borgo, rude ma elegante al tempo stesso, incantò anche Dante Alighieri, tanto da nominarlo nel nono cerchio dell’Inferno per descrivere i tre giganti infissi nella voragine di Malebolge.
“Monteriggioni di torri si corona”
Leggende del borgo da raccontare ai bambini
Secondo alcune leggende pare che Monteriggioni sia stata collegata alla città di Siena da cunicoli sotterranei. I passaggi segreti catturano subito l’attenzione dei bambini, e per coinvolgerli nella visita del borgo, puoi divertirti a cercare insieme gli ingressi di queste (inesistenti) grotte sotterranee. Una buca nel terreno e una fessura nel muro incendieranno comunque la loro fantasia, già accesa dall’atmosfera medievale fatta di dame e cavalieri.
Si narra inoltre che proprio in queste gallerie scavate nel terreno, vaghi ancora lo spirito di un capitano traditore, consumato dal rimorso. Pare che nelle notti di luna piena, dal pozzo posto nella piazza del borgo, si riescano a sentire cavalli al trotto e uno straziante lamento del cavaliere pentito in cerca di pace.
Un po di storia
Le mura di Monteriggioni sono un grande esempio di architettura militare, tra l’altro sono ancora perfettamente conservate. Hanno un perimetro di 570 metri, e sono state costruite agli inizi del XIII secolo per proteggere il territorio senese dagli attacchi dei fiorentini. Le due città si contendevano infatti il controllo della Toscana, e sia Siena che Firenze avevano grandi interessi di conquista verso Monteriggioni, già allora grande snodo commerciale e importante roccaforte militare.
Monteriggioni, cosa vedere?
Per girare Monteriggioni basta una mezza giornata. Ci sono ampi parcheggi all’esterno, proprio sotto le mura. Da qui è possibile raggiungere a piedi il centro storico, subito dopo aver attraversato la magnifica porta principale. Nel borgo è facile lasciarsi trasportare dall’atmosfera rilassata e tranquilla. Botteghe artigiane si susseguono a localini tipici, e balconcini fioriti si affacciano su deliziose casette in pietra. E’ davvero piacevole ritagliarsi un momento di relax sedendosi in uno dei tanti tavolini che si trovano in piazza, sorseggiando caffè o assaggiando i piatti tipici locali, come le pappardelle al cinghiale. Su questa piazza si affaccia anche la Pieve di Santa Maria Assunta, una piccola chiesa che custodisce al suo interno due tabernacoli risalenti al 1400 e un famoso quadro della Madonna del Vanni.
Visita il Museo delle armature
Per dare un tocco ancora più storico alla visita nel borgo di Monteriggioni basta fare un salto al Museo delle Armature. I bambini apprezzeranno molto la passeggiata tra riproduzioni di armi e armature rinascimentali e medievali. Saranno inoltre sicuramente attratti dai modellini che riportano le varie tecniche di assedio di diverse epoche storiche. Nel biglietto di ingresso è compresa anche la passeggiata sulle cinta murarie, dalle quali è possibile ammirare la vallata senese in tutto il suo splendore.
Il territorio di Portofino è un armonioso insieme di natura, storia e cultura sorprendente. Non è solo un attracco turistico, come spesso erroneamente si pensa, ma una culla naturale che accoglie un meraviglioso parco ambientale, un’incantevole area marina protetta e paesaggi da mozzare il fiato ad ogni curva. Attorno allo splendido borghetto marinaro si sviluppa un promontorio di grande splendore, che ingloba anche Santa Margherita Ligure, Camogli e la baia di San Fruttuoso.
Portofino
Cosa vedere nel porto della Riviera di Levante
Portofino è famosa in tutto il mondo per il suo porto turistico, dove approdano yacht e velieri di personaggi illustri. E’ la località più visitata della Riviera di Levante, e fa parte del Golfo del Tigullio e della sua naturale bellezza. E’ una preziosa insenatura sul mare, avvolta in un verde abbraccio dalla folta macchia mediterranea e baciata dalle acque cristalline del mar Ligure. Un vero e proprio gioiello, che incanta turisti di ogni nazionalità.
Incastonata in una delle più belle baie del Golfo del Tigullio, Portofino è una delle mete italiane più famose al mondo.
Esplora il porticciolo di Portofino
Il porticciolo di Portofino accoglie il viaggiatore con le sue casette dalle facciate colorate e le finestre rivolte verso il mare. Formano un delizioso semicerchio che sembra proteggere la piazzetta centrale, che è il cuore pulsante del borgo. Passeggiare in questa baia, nella tipica atmosfera da dolce vita, fatta di caffè all’aperto e di foulard nei capelli, è davvero una piacevole esperienza.
Passeggia a Portofino
Dopo aver preso un caffè in uno dei tanti locali adiacenti alla banchina, parti alla scoperta di Portofino. Una delle prime tappe da fare è senza dubbio la Chiesa di San Giorgio, posta in cima all’omonima salita. E’ un edificio in stile romanico, risalente addirittura all’epoca longobarda a quanto rilevato da alcuni scavi effettuati durante una ristrutturazione. Al suo interno sono custodite le reliquie di San Giorgio, santo patrono di Portofino, portate in Liguria dai marinai reduci dalle Crociate.
Passeggiare per Portofino vuol dire anche incantarsi dinanzi ai maestosi palazzi d’epoca e alle colorate casette che abbracciano la “piazzetta”.
Raggiungi il Castello Brown
Sempre su salita San Giorgio, virando verso il faro, è possibile arrivare a Castello Brown. Circondato da meravigliosi e rigogliosi giardini, custodisce all’interno bellissimi arredi in marmo e in ardesia, illuminati da finestre in stile gotico. Dalle terrazze laterali è possibile avere una strepitosa vista su tutto il Golfo del Tigullio e scattare bellissime fotografie al paesaggio circostante. Le origini di questo castello risalgono al 1200, e la sua funzione è sempre stata difensiva. Appartenuto a diversi Dogi della Repubblica di Genova, passa anche nelle mani di Napoleone Bonaparte, fino a quando ne acquista le mura un certo Sir Montague Brown. Grazie a quest’ultimo il castello viene ristrutturato e trasformato in uno degli edifici più esclusivi e affascinanti d’Italia. Attualmente il Castello Brown è di proprietà comunale e ospita mostre e numerosi eventi privati, ed è visitabile tutti i giorni.
Sdraiati sulle spiagge di Portofino
Dopo aver passeggiato tra i più importanti edifici storici e architettonici di Portofino punta alle sue deliziose spiagge per passare qualche ora in relax. Infatti nella suggestiva baia del Golfo del Tigullio, incastonate nella verde macchia mediterranea, è possibile accedere alle preziose spiagge della città: Niasca, baia Cannone e Olivetta.
La spiaggia di Niasca è un piccolo paradiso, riparata dal vento e dalle onde grazie al promontorio che la protegge e che scende fino al mare con la sua folta vegetazione. In queste acque cristalline, ospitate da poseidonie meravigliose, vivono migliaia di specie animali, tutelate dall’Area Marina Protetta di Portofino. Baia Cannone invece è una spiaggia di ciottoli, ma altrettando bella da vedere. Essendo una baia protetta ci sono norme molto rigide, che vanno rispettate in ogni angolo naturale che vai a visitare. Ricordati quindi di non lasciare rifiuti, di non spaventare la fauna selvatica e di non raccogliere piante e fiori. Non portar via sabbia o ciottoli, ne tantomeno conchiglie. Rispetta sempre il patrimonio naturale che ti ospita.
La spiaggia dell’Olivetta
Piccola, ma non meno bella e interessante, è la spiaggia dell’Olivetta. Si trova poco oltre il Castello Brown, e vi si accede grazie ad una lunga scalinata. E’ letteralmente immersa nel verde, incastonata tra due scogliere che si specchiano nell’acqua dai riflessi smeraldo. Un piccolo angolo di paradiso, ma poco pratico per le famiglie con i bambini. Ad Olivetta infatti c’è poca sabbia e molti ciottoli, ed è difficilmente raggiungibile con passeggini. Rimane comunque uno dei luoghi da vedere se ci si trova nel Golfo del Tigullio, vista la sua spettacolare conformazione che crea un’atmosfera quasi ultraterrena.
Conosci la passeggiata dei baci?
Non andar via prima di aver percorso uno dei sentieri che ci invidia il mondo intero. La passeggiata dei Baci è infatti un luogo imperdibile se ti trovi nel Golfo del Tigullio, perchè offre straordinari scorci della costa ligure e costeggia il promontorio di Portofino. Il percorso è davvero meraviglioso e altrettanto facile da percorrere. E’ lungo due chilometri ed è accessibile anche alle famiglie con i bambini. Le pendenze infatti sono minime e si incontrano piacevoli zone di ombra, dove riposarsi e scattare splendide fotografie.
Portofino non è solo una località di lusso o uno scalo per Yacht, ma vanta un promontorio protetto dove poter fare deliziose passeggiate immersi nella natura.
Dove parcheggiare a Portofino
Che Portofino non sia una meta low cost è risaputo. Tutto, dal caffè all’abbigliamento, ha un costo superiore alla media nazionale. Il costo del parcheggio soprattutto è molto oneroso, e in alta stagione la sosta di un ora ti costa più o meno 6,00 €. Indubbiamente non è un posto in cui tornerai due giorni di seguito, e in mezza giornata dovresti riuscire a vedere le cose più importanti. Se alloggi nei paraggi ti consiglio di raggiungere la baia di Portofino in bicicletta o con i mezzi pubblici. Potrai dedicare più tempo a visitare la zona senza stare con l’ansia del ticket che scade!
Immersa tra le dolci colline umbre, Assisi è molto più di una semplice cittadina medievale. E’ un luogo in cui storia, arte e spiritualità si fondono in un’armonia perfetta. Ogni vicolo acciottolato, ogni pietra delle sue antiche mura racconta storie di santi, pellegrini e artisti che hanno lasciato il segno nei secoli. Visitare Assisi non è solo un’esperienza turistica, ma un viaggio nell’anima di un’Italia autentica e senza tempo. Scopri in questo articolo Assisi e cosa vedere in un giorno in città.
Assisi. Cosa vedere in un giorno
Strade ferme nel tempo costeggiate da facciate in pietra viva, deliziosi palazzi dalla storia centenaria. Assisi è un concentrato di bellezza, sparsa sulle loggie antiche, sulle scalinate consumate dal tempo, sui tetti di legno custodi di leggende. Bellezza racchiusa dietro pesanti portoni di legno scuro. Assisi è un meraviglioso borgo umbro, e domina la vallata dalla cima della collina. Una cittadina elegante ma umile, delicata e intrigante, ferma nel tempo e nello spazio. Da qui è partito San Francesco, rivoluzionario padre che con la sua filosofia di vita ha provato a cambiare le sorti della chiesa in Italia e nel mondo.
Visita il Santuario di San Francesco
Dopo la morte, San Francesco fu trasferito dai suoi confratelli nella chiesetta di San Giorgio, dentro le mura di Assisi. Nella stessa chiesa, Papa Gregorio IX nel 1228 lo proclamò santo, posando insieme al suo successore, frate Elia, la prima pietra della Basilica di San Francesco. Costruita in tempi record ( dopo 4 anni di lavori ,) la Basilica, famosa in tutto il mondo, è una meta ambita non solo da religiosi pellegrini, ma da viaggiatori di ogni tipologia. Anche se da lontano può sembrare un unica grande struttura, in realtà è composta da due chiese sovrapposte. Si divide infatti in Basilica Superiore e Inferiore, e ingloba la cripta con la tomba di San Francesco.
Il Santuario di San francesco è una delle basiliche più famose del mondo, soprattutto per le opere che custodisce al suo interno.
Ammira l’arte nella Basilica di San Francesco
Nelle due basiliche è stata scritta la storia dell’arte italiana. Artisti di grande calibro, come Cimabue, hanno lavorato al suo interno per creare capolavori inediti e meravigliosi. Tra le numerose opere che sono visibili all’interno della Basilica di San Francesco bisogna citare le Otto Storie dell’Infanzia di Cristo dipinte da Giotto, e il ciclo delle Storie di San Martino dipinto da Simone Martini. Menzione a parte va al dipinto della Cappella della Maddalena, del grande Giotto. La basilica inferiore, come già detto, ingloba la cripta in cui sono custoditi i resti del santo. Una piccola chiesa, semplice e circolare, che accoglie e protegge l’urna di pietra dove fu trovato il corpo di San Francesco.
Anche i bambini rimangono estasiati dinanzi ali meravigliosi affreschi custoditi nella Basilica di San Francesco ad Assisi.
Preziose decorazioni fanno della Basilica di San Francesco un patrimonio artistico e culturale dal valore inestimabile.
Curiosità da raccontare ai bambini
Sulla tomba di San Francesco, custodita nell’umile cripta della basilica, brucia perennemente una lampada ad olio. Ogni regione italiana partecipa a questa cerimonia, donando in maniera ciclica l’olio da utilizzare per illuminare la grotta.
Attraverso una scalinata ai lati dell’abside della Basilica inferiore, si esce all’aperto sul cosiddetto “Chiostro Grande”, o Chiostro di Sisto IV, dal nome del papa francescano che lo fece costruire. Qui si trova anche al museo della basilica che espone suppellettili e paramenti sacri, oltre che una collezione di dipinti.
Passeggia nel Bosco di San Francesco
Alla destra della basilica si trova il Bosco di San Francesco, uno splendido giardino di 64 ettari che lascia davvero capire quanto il lavoro del Santo sia stato importante per questi territori. E’ un vero è proprio cammino che, attraverso la meravigliosa natura di questi luoghi, lascia un messaggio ben definito al pellegrino che intraprende la visita. La perfetta armonia tra uomo e creato prende forma nel sentiero che, passando per la selva di San Francesco, attraversa boschi e campi coltivati, prati e oliveti. Un piccolo viaggio tra alberi secolari e chiesette rustiche, mulini, torri e opifici che testimoniano la presenza di un piccolissimo villaggio abitato da suore benedettine nel 1200.
Entra nella basilica di Santa Chiara di Assisi
Un altra grande guida spirituale legata ad Assisi è Santa Chiara. Fortemente affascinata da San Francesco, quasi stregata dalle sue predicazioni, decise di lasciare la famiglia ancora adolescente per unirsi alla sua congrega. Allora i primi frati francescani si riunivano presso la chiesa di Santa Maria degli Angeli, chiamata Porziuncola. Ma ben presto Santa Chiara si trasferì, assieme alle sorelle e alla madre, nella chiesa di San Domenico, dove fondò l’ordine delle Clarisse.
Morì poco dopo aver compiuto quarant’anni, e in suo onore fu subito costruita una chiesa a lei dedicata. La chiesa di Santa Chiara, in stile gotico ingentilito da particolari umbri, fu consacrata nel 1265, anno in cui furono trasferite al suo interno le spoglie della santa. All’interno, delle scale poste al centro della Basilica portano alla Cripta che conserva i resti del corpo della Santa, custoditi in un sarcofago in pietra. .
Cosa vedere ad assisi: il Duomo di San Rufino
Il Duomo di San Rufino è la chiesa più antica di Assisi, ed è stata innalzata sui resti di quello che fu un antico foro romano. Costruita nel XII secolo, fu dedicata a San Rufino, vescovo e martire del 1200. Anche questo duomo è un luogo di culto francescano, in quanto la prima predicazione del santo avvenne proprio tra queste mura sacre. E’ la chiesa più frequentata dalle persone del borgo, e la sua facciata spicca al centro di una delle più belle piazze della città, mostrando i suoi tre rosoni sulla facciata in stile gotico-umbro.
Non solo luoghi di culto. Cosa vedere ad Assisi in un giorno
Altre chiese della città di Assisi sono testimonianza del passaggio di San Francesco e di Santa Chiara, e attirano ogni giorno milioni di fedeli, ma Assisi è anche altro. Non solo luoghi di culto, ma anche piazze caratteristiche, templi, rocche e musei.
Sono tanti i particolari che catturano l’attenzione durante una passeggiata ad Assisi.
Ogni angolo rimanda alle tipicità umbre. Terra, sabbia, legno, ferro battuto…
Raggiungi la Rocca maggiore di Assisi
La prima costruzione della Rocca Maggiore di Assisi è opera di Federico Barbarossa, e va inserita tra le cose da vedere ad Assisi in un giorno. Dal 1183 questo bastione domina il borgo e le colline circostanti e la sua tribolata storia, fatta di rivolte, distruzioni, ampliamenti e modifiche è arrivata fino ai nostri giorni testimoniata dalle sue mura secolari. Da qui si ha una visuale davvero pazzesca della città di Assisi e dei dintorni.
Dalla Rocca di Assisi Si ha una splendida visuale sulla città e sulle colline circostanti.
Il Tempio di Minerva
Il Tempio di Minerva conserva gli antichi fasti del passato. La struttura è perfettamente conservata, e le sei colonne che poggiano sulla bellissima scalinata sono sormontate da capitelli in stile corinzio. La bellezza di questo tempio incantò perfino Goethe, arrivato ad Assisi durante un suo viaggio in Italia. Edificato nel I secolo A.C, era inizialmente dedicato a Ercole, ma poi prese il nome di Minerva in seguito al ritrovamento al suo interno della statua di una donna. Il tempio negli anni ha cambiato diverse destinazioni d’uso. E’ stato casa privata, bottega, sede del consiglio cittadino e infine chiesa cattolica. E’ stato infatti ribattezzato Santa Maria sopra Minerva.
Il Tempio di Minerva è uno degli edifici storici meglio conservati arrivati ai giorni nostri.
Dopo aver cambiato diverse destinazioni d’uso il Tempio di Minerva è divenuto una chiesa cattolica.
Cammina nel borgo di San Francesco
Al di la dei preziosi monumenti storici e delle chiese in cui ancora oggi è possibile trovare segni del passaggio di Santa Chiara e di San Francesco, Assisi è un borgo che vale la pena visitare in modalità lenta, perdendosi nel dedalo delle sue viuzze. E’ bello perdersi tra gli antichi palazzi e scendere scalinate rustiche tra balconi fioriti e insegne storiche di vecchie botteghe. Rintanarsi poi in un bar, per un caffè o per un aperitivo, nell’atmosfera tipica umbra fatta di semplici cose, di accoglienza e serenità, per rilassarsi prima di proseguire il cammino. Seguire infine, con il naso all’insù, i profumi delle cucine che si espandono nell’aria già a metà mattinata. E con il naso all’insù perdersi nei sottotetti di legno scuro, tra gli anfratti di vecchie finestre in cui ora nidificano gli uccelli.
Assisi è un viaggio nelle emozioni
Assisi non è solo un viaggio emozionale, ma un continuo lasciarsi andare. Lasciarsi trasportare da i sapori del borgo, dalle leggende popolari, dai colori tipici delle terre umbre, dalla profonda spiritualità che trasuda da ogni angolo di questa meravigliosa cittadina.
Secolari scalinate si intersecano a viuzze caratteristiche, avvolte in un atmosfera d’altri tempi.
Assisi è una località da vivere lentamente, assaporando ogni angolo e camminando con il naso all’insù.
Animali non ammessi ??
Abbiamo intrapreso il nostro viaggio on the road nei territori umbri con i bambini e con il cane. Per quanto gli animali siano ben visti e accettati in diversi hotel e in tutti i ristoranti della regione, non possono accedere alle strutture religiose. Sembra un paradosso, ma il nostro cucciolo non ha potuto visitare nemmeno il Bosco di San Francesco, il santo amico degli animali. L’entrata ai cani è vietata.
Mont Saint Michel è un pittoresco comune insularedella Normandia,in Francia. Con la sua splendida architettura medievale, la sua storia affascinante e i suoi panorami mozzafiato, Mont Saint Michel è una meta imperdibile per ogni avventuriero. Questa incantevole isola, circondata da vaste acque di marea, offre un’esperienza unica che ti trasporterà indietro nel tempo. In questa guida completa, ti accompagno in un viaggio attraverso le strette strade acciottolate, tra le attrazioni imperdibili e le gemme nascoste che ti aspettano in questo sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Che tu sia appassionato di storia, amante della natura o semplicemente in cerca di una fuga magica, ho stilato per te un elenco su cosa vedere in 1 giorno a Mont Sain Michel, per aiutarti a sfruttare al meglio la tua visita. Fai le valigie e preparati a esplorare le meraviglie di Mont Saint Michel, una destinazione straordinaria che ti lascerà ricordi da conservare per tutta la vita.
Mont Saint Michel, cosa vedere in 1 giorno
Mont Saint Michel è una delle destinazioni più iconiche e affascinanti in Francia. Situato al confine tra Bretagna e Normandia, questo comune isolano è famoso per la sua abbazia medievale e il paesaggio mozzafiato. Quest’isola affonda le sue radici nell’VIII secolo, quando è stato eretto un santuario in onore di San Michele Arcangelo. Nel corso dei secoli, Mont Saint Michel è cresciuto e si è sviluppato, diventando un importante centro religioso e un’importante attrazione turistica, un pittoresco luogo di culto che richiama tuttora fedeli da tutte le parti del mondo, pronti a sfidare ancheanche le temibili mareee le pericolose sabbie mobili pur di pregare e chiedere una grazia ai piedi del prezioso altare sito nel santuario.
Conosci la storia di Mont Saint Michel?
La storia di Mont Saint Michel è intrisa di leggende e miti che si intrecciano con la sua importanza religiosa. La sua costruzione risale all’VIII secolo, quando un eremita di nome Aubert fu ispirato da un’apparizione dell’arcangelo Michele a costruire un santuario sull’isola. Nel corso dei secoli, l’abbazia è stata ampliata e ristrutturata, diventando un importante centro religioso e culturale. Durante la guerra dei cent’anni, Mont Saint Michel è stato utilizzato come fortezza difensiva e ha resistito a numerosi assedi. Oggi, l’isola attira visitatori da tutto il mondo che vengono a scoprire la sua storia affascinante e ammirare la sua architettura unica. La sua posizione isolata sulla cima del monte, con l’accesso influenzato dalle maree, ha contribuito a far crescere la sua fama nel mondo come luogo di spiritualità e riflessione.
L’abbazia di Mont Saint Michel è un capolavoro dell’architettura gotica. Le sue imponenti torri, i chiostri silenziosi e le maestose sale sono un tripudio di arte e bellezza. Oltre all’abbazia, Mont Saint Michel ospita una serie di edifici storici, tra cui la chiesa parrocchiale di Saint-Pierre, che risale al XV secolo, e la prigione, che fu utilizzata fino al XIX secolo. Questi edifici raccontano la storia ricca e variegata di Mont Saint Michel e offrono un’opportunità unica di immergersi nel passato.
Raggiungi la famosa Abbazia
Mont Saint Michel vanta una serie di attrazioni che meritano una visita, possibile da attuare anche in 1 solo giorno. Uno dei principali punti di interesse è l’abbazia stessa. Sali le strette scale e passeggia per i corridoi dell’abbazia, nella quale puoi avere una prospettiva unica sulla storia e l’architettura di Mont Saint Michel. Dalle sue terrazze panoramiche inoltre puoi godere di una vista spettacolare sulla baia circostante e ammirare il panorama mozzafiato che ti si staglia dinanzi, fino all’orizzonte.
Questa magnifica struttura gotica domina il panorama ed è un’imponente un’opera d’arte architettonica. Costruita su diversi livelli, l’abbazia offre una serie di sale e stanze da esplorare. Durante la visita puoi ammirare la straordinaria architettura gotica, gli affreschi medievali e gli arredi antichi che adornano le sue stanze. I punti salienti della visitaincludono la sala dei cavalieri, la cappella di Sainte-Madeleine e la cripta, che ospita le spoglie di antichi monaci.
Mentre esplori l’abbazia puoi approfittare dei diversi punti panoramici per avere una vista mozzafiato sulla baia e sulla campagna circostante. Le terrazze che incontri lungo il percorso infatti offrono uno spettacolo indimenticabile e sono il luogo ideale per scattare fotografie spettacolari. Non dimenticare di visitare anche il giardino dell’abbazia, un’oasi di tranquillità che offre una pausa dal trambusto turistico che puoi trovare nelle stradine di Mont Saint Michel.
Mont Saint Michel, cosa vedere. Passeggia nel suo centro storico
Oltre all’abbazia, anche le stradine e le scalinate diMont Saint Michel ti avvolgono in un’atmosfera affascinantee pittoresca, quasi misteriosa. Le strade strette e tortuose sono fiancheggiate da case in pietra, negozi di souvenir e ristoranti accoglienti. Perdersi tra le strade di Mont Saint Michel è un’esperienza unica, che ti permette di scoprire angoli nascosti e di immergerti nell’atmosfera medievale dell’isola.
Durante la tua visita a Mont Saint Michel, non puoi perderti l’opportunità di assaporare la cucina locale. I ristoranti dell’isola offrono una varietà di piatti deliziosi, tra cui frutti di mare freschi, specialità regionali e dolci tradizionali, come le famose Madeleines. Non lasciare Mont Saint Michel senza aver assaggiato l’omelette, uno dei piatti più famosi dell’isola. Preparata con uova, burro e prezzemolo, l’omelette di Mont Saint Michel è un vero e proprio piacere per il palato.
Quando visitare Mont Sain Michel?
Il momento migliore per visitare Mont Saint Michel dipende dalle tue preferenze personali. Durante i mesi estivi, l’isola è affollata di turisti, ma offre anche un’atmosfera vivace e una serie di eventi speciali. Se preferisci evitare le folle, i mesi autunnali e primaverili sono una buona scelta. Durante l’inverno, Mont Saint Michel è più tranquillo e offre un’atmosfera più intima.
Dove alloggiare a Mont Saint Michel
Mont Saint Michel offre una varietà di opzioni di alloggio, dalle pensioni tradizionali alle strutture di lusso. Se desideri un’esperienza autentica, puoi optare per un alloggio in uno dei pittoreschi hotel o bed and breakfast dell’isola. Altrimenti, ci sono anche hotel di lusso che offrono comfort e servizi di alta qualità. Ricorda di prenotare il tuo alloggio in anticipo per garantire la disponibilità durante il tuo viaggio.
Mont Saint Michel oggi
Purtroppo, per esigenze turistiche, qualche anno fa è stato costruito un ponte carrabile in cemento che collega Mont Saint Michel ai nuovi parcheggi che si trovano sulla terraferma. Una navetta fa continuamente da spola tra abbazia e parcheggio, lasciando una scia rumorosa al suo passaggio. Per rendere forse la traversata più caratteristica hanno scomodato anche i cavalli, costretti a fare avanti e indietro infinite volte per scarrozzare i turisti in visita.
Sicuramente il ponte è più pratico se viaggi con la famiglia e hai la necessità di portare un carrozzino. Ma questa imponente colata di cemento ha fatto completamente sparire l’incanto delle maree. La parte più fascinosa infatti era proprio poter aspettare l’orario dell’alta marea prima di andar via, sfidandola quasi. Ora invece si può beatamente assistere allo spettacolo stando affacciati dal nuovo luccicante ponte. E’ svanita soprattutto la magia della rocca che diventa un isolotto irraggiungibile, circondato dal mare e dalle sabbie mobili. Al suo posto purtroppo un nuovo, un altro, fenomeno da baraccone.
Consigli utili per visitare Mont Saint Michel
Prima di visitare Mont Saint Michel, è importante prendere in considerazione alcuni consigli pratici. Innanzitutto, assicurati di indossare scarpe comode, poiché ci sono molte scale e strade acciottolate sull’isola. Inoltre, porta con te una giacca leggera o un ombrello, perchè il clima da queste parti può essere imprevedibile. È anche consigliabile prenotare in anticipo il tuo alloggio sull’isola, poiché può essere molto affollato durante i periodi di punta. Infine, ricorda di rispettare l’ambiente e di seguire le regole dell’abbazia durante la tua visita. Vestiti in maniera consona e usa un tono di voce rispettoso.