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Sei mai stato a Castellaneta? Si trova alle pendici della Valle d’Itria, in provincia di Taranto. E’ immersa nel Parco Regionale delle Gravine di Puglia ed è famosa per aver dato i natali a Rodolfo Valentino, nota star del cinema muto del primo Novecento. Sono diverse le strade, i musei, le opere di street art dedicate, in città, a questo famoso latin lover del passato. Castellaneta però è anche natura incontaminata, storia millenaria, architettura meravigliosa e pura poesia. Poesia che si legge tra i monumenti preziosi, sulle chiese imponenti, negli antichi ipogei e sugli affacci panoramici mozzafiato. Con questo articolo ti porto a Castellaneta e ti do qualche consiglio utile su cosa vedere in città, anche con bambini al seguito.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Castellaneta è una delle più belle città bianche della Valle d’Itria. Si trova incastonata nel territorio che si estende dalla Murgia tarantina fino allo Ionio. Paesaggi rurali si alternano dunque a scenografie marine ma, a rendere straordinario questo angolo di Puglia, sono le lame e le gravine. Le lame sono incisioni carsiche a carattere torrentizio, che convogliano le acqua di pioggia dalla Murgia verso il mare. Le gravine invece sono incisioni erosive molto profonde, dei veri e propri canyon scavati nella roccia calcarea dall’acqua piovana o fluviale.

Entrambi i siti naturali accolgono piante mediterranee, floridi arbusti e essenze botaniche preziose. Custodiscono inoltre gioielli di valore storico e archeologico inestimabile: le chiese rupestri e le case grotta dei primi insediamenti rurali pugliesi. 

Inizia la visita dal centro storico

Proprio sulla parte più alta della Gravina di Castellaneta sorge il centro storico della città. La sua conformazione, tipicamente medievale, comprende vicoli stretti e piccole piazze, sulle quali si affacciano i principali monumenti. Conosciuto anche come “paese vecchio”, il centro storico di Castellaneta è uno scrigno ricco di tesori preziosi. Un borgo delizioso dove il tempo sembra essersi fermato, dove passeggiare tra case imbiancate a calce, piccole installazioni artistiche, chiese barocche e dimore nobiliari, stando sempre con il naso all’insù. Un luogo perfetto da vivere a passo lento, rispettandone l’atmosfera rilassata e il religioso silenzio.

Castellaneta, cosa vedere. Visita la Cattedrale di San Nicola

Passo dopo passo, annusando il profumo dei fiori che sporgono dai balconi e che decorano i piccoli giardini, raggiungi la Cattedrale di San Nicola, un trionfo di architettura barocca e rinascimentale. L’esterno è riccamente decorato secondo lo stile del barocco ma anche gli interni non sono da meno. La Cattedrale vanta infatti un meraviglioso soffitto ligneo intagliato che sfoggia tre tele del 1700 e quattro di fine ‘800, tra le quali spicca Le nozze di Canan. 

La Cattedrale di San Nicola è attigua al Palazzo Vescovile, che oltre ad essere ancora sede del Vescovado conserva dipinti e sculture di grande valore artistico.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Raggiungi il Palazzo Baronale

Il centro storico di Castellaneta ospita numerosi palazzi signorili, anticamente abitati dai feudatari della zona, e tra questi spicca per la sua privilegiata posizione il Palazzo Baronale. La sua prima destinazione d’uso è legata alla politica locale ma in seguito è divenuto prima seminario poi convento di Clarisse. Questo palazzo fortificato si trova a strapiombo della gravina, in una pittoresca angolazione che regala fascino e mistero a questo angolo di Castellaneta. All’interno ospita inoltre un cortile decorato da raffinate cornici e da stemmi nobiliari, e un grande salone signorile, usato in passato come stanza di rappresentanza. Tra i Palazzi signorili degni di nota trovi anche Palazzo Catalano e Palazzo Sarapo, famoso per il suo grande portone in stile barocco. 

Castellaneta, cosa vedere. Scendi negli ipogei

Sotto il paese vecchio c’è una vera e propria città sotterranea, bellissima da esplorare anche con i bambini. Nonostante la sua inattività rimane un’arteria importantissima di Castellaneta, ancora viva e presente. La città attuale infatti è stata edificata proprio sull’antico impianto urbanistico di un arcaico villaggio rupestre, ricco di grotte naturali e passaggi segreti. 

Un mondo occulto e misterioso dove alloggi spartani, stalle, chiese e cisterne si rincorrono nell’umidità creando un gremito labirinto sotterraneo, rimasto per anni nascosto e inaccessibile. I più importanti siti sotterranei di Castellaneta sono il Trappeto di San Domenico, un frantoio ipogeo, e il Palmento, una grande sala scavata nella roccia dove avveniva la pigiatura dell’uva, affinchè diventasse mosto.

Puoi scendere nel ventre della città avvalendoti delle guide turistiche dell’Associazione Amici delle Gravine di Castellaneta, che ti racconteranno i segreti di questi arcaici luoghi di lavoro e di vita, riportati alla luce grazie ad un grande lavoro di riqualificazione. 

Info e orari: Puoi contattare l’Associazione Amici delle Gravine di Castellaneta ai numeri tel. 339 8888933 – 3274963021 o mandare una mail a: info@amicidellegravinedicastellaneta.it

Entra nel Museo Rodolfo Valentino

Ed eccoci arrivati al Museo Rodolfo Valentino, una tappa immancabile durante una visita nella città di Castellaneta. E’ stato inaugurato nel 2010 e rende omaggio alla star più famosa del cinema muto, grande latin lover dei primi del ‘900: Rodolfo Valentino. All’interno del museo trovi pannelli espositivi, locandine, materiale fotografico e cinematografico riguardante questo grande attore del passato, natìo di Castellaneta.

Anche se non sei un esperto cinefilo ti consiglio di fare una visita a questo museo. Racconta la storia di un mito apprezzato e conosciuto in tutto il mondo che, grazie alla sua bravura e alla sua ammaliante bellezza, è riuscito a trasformare la sua figura in leggenda, diventando motivo di orgoglio per Castellaneta, per la Puglia e per l’Italia intera.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Info e orari: Trovi il Museo Rodolfo Valentino in Via Vittorio Emanuele 117/119, nell’ex Monastero di Santa Chiara. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare i numeri 099/8493192 – 347/5493021 o mandare una mail a : info@fondazionevalentino.it Il costo del biglietto è di 3,50 € a persona. 

Castellaneta, cosa vedere. Affacciati sulla Gravina

Continuando a passeggiare per le stradine del centro storico ti imbatterai in alcuni affacci panoramici. Da questi punti strategici puoi godere di una vista mozzafiato sullo strapiombo della Gravina di Castellaneta, profonda circa 145 metri. Questa gravina è una delle più grandi della Puglia, scavata negli anni dalle acqua meteoriche nella roccia calcarea. Come già detto in precedenza, questo sito naturale ospita numerose testimonianze del passato, come chiese rupestri, case grotta e cisterne d’acqua. Il tutto impreziosito dalla florida macchia mediterranea, che esplode nel suo massimo splendore negli arbusti e nelle piante aromatiche. Un tripudio di ginepro, corbezzolo, carrubo, fico d’India e ulivi millenari che fanno da cornice ai primi insediamenti rupestri della regione. 

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Arriva alla Chiesa di Santa Maria del Pesco

Un altro affaccio panoramico pazzesco si trova poco fuori dal centro storico di Castellaneta. E’ il giardino privato della Chiesa di Santa Maria del Pesco, oggi chiamata Chiesa dell’Assunta, un edificio del 1300 con una suggestiva storia alle spalle. Pare infatti che sia stata costruita da un capitano per grazia ricevuta. La luce della Vergine Assunta gli avrebbe indicato la strada per la salvezza durante una terribile tempesta in mare. Proprio per questo motivo la chiesa, ammirandola da lontano, sembra avere la forma di una nave. La Chiesa di Santa Maria del Pesco è adagiata sul ciglio della Gravina di Castellaneta, da dove si ha una vista strepitosa del territorio circostante, e conserva tesori di grande valore storico e artistico.

La facciata esterna è in calcare bianco mentre gli interni sono adornati da un bellissimo soffitto ligneo, decorato da numerose opere pittoriche che rappresentano l’Assunta e San Nicola, il santo patrono al quale era inizialmente dedicata questa chiesa. Di particolare importanza è il dipinto della Madonna del Bambino, risalente al 1200.

Perchè visitare Castellaneta

Per la sua peculiare posizione, a strapiombo sulla Gravina più grande della Puglia, e per i suoi tanti tesori storici e architettonici, Castellaneta è la metà perfetta in ogni stagione e per ogni tipologia di viaggiatore. Il centro storico è un piccolo scrigno stracolmo di tesori preziosi, bellissimo da esplorare sia nella parte visibile sia nella zona sotterranea. Inoltre il paese vecchio è abbellito da graziose tegole colorate, sparse sulle facciate dei palazzi, nei vicoli e nelle piazze.

Sono dipinte a mano e riportano deliziose illustrazioni accompagnate da proverbi locali. Divertiti a cercarle e a fotografarle tutte con i bambini! Non solo sono bellissime da vedere ma ti fanno scoprire usi e costumi della regione attraverso disegni e aforismi frutto della sapienza e della tradizione locale.

 

 

Sei mai stato a Carovigno? E’ un bellissimo borgo in provincia di Brindisi, piccolo gioiello della Valle d’Itria. La sua storia e le sue leggende si intrecciano alle tante tradizioni popolari, tangibili nelle viuzze caratteristiche del centro storico e nei suoi monumenti più famosi. Tra uliveti millenari, distese sconfinate di vigneti e pittoreschi paesaggi tipicamente mediterranei ti porto a scoprire le sue bellezze, dandoti qualche consiglio su Carovigno e su cosa vedere nella città della ‘Nzegna. 

Carovigno, cosa vedere

Il nome Carovigno sembra arrivare dal greco “karpene”, che nel periodo medievale si trasforma in “Carvineo”, ossia “portatore di frutti”. Carovigno è infatti ancora nota come Città fruttifera, in quanto questi territori sono da sempre caratterizzati dall’abbondanza dei frutti e famosi per la fertilità del terreno. Un’altra teoria invece, ritiene che il nome Carovigno derivi dal termine messapico “karp”, che sta ad indicare l’altura sulla quale è stata edificata questa cittadina. Qualunque sia l’etimologia del suo nome, Carovigno affascina il visitatore con le sue tante attrattive, tra i quali spicca un elegante castello dalla storia appassionante.

Conosci la storia di Carovigno?

Carovigno ha origini antichissime, risalenti addirittura al periodo messapico, un momento storico molto particolare per le regioni meridionali d’Italia. Tra il VI e il V secolo a.C. iniziano infatti a svilupparsi i primi insediamenti salentini grazie ad un flusso migratorio proveniente dalla costa illirica. Questo porta alla conseguente comparsa di un alfabeto greco, abitazioni più articolate e specifici rituali religiosi. Il nome dato a questa antica popolazione della Puglia deriva da Messapo, che probabilmente significa “popolo tra due mari”. Alcuni ritrovamenti recenti invece attestano che questa città è stata abitata anche nel Paleolito e nel Neolitico.

Nel Medioevo la città di Carovigno si fortifica con una imponente cinta muraria, sormontata da quattro torri: Torre del Civile, Torre Giranda, Torre delli Brandi e Torre del Prete. In questo periodo si arricchisce anche di una maestosa fortezza, che diventa nei primi anni del Novecento un elegante castello grazie ai Conti Dentice di Frasso. 

Carovigno, cosa vedere. Visita il Castello Dentice di Frasso

Il fascinoso castello di Carovigno si innalza fiero proprio nel centro storico della città, arroccato sulla parte più alta della collina. Edificato a scopo difensivo alla fine del XII secolo d.C. dai dominatori normanni, diviene residenza nobiliare solo nel 1700. Dopo un periodo di abbandono è donato come regalo di nozze del Conte Alfredo Dentice di Frasso e di Elisabetta Schlippenbach. La presenza di questi due personaggi diventa una risorsa preziosa per la città di Carovigno. Puoi passeggiare nei giardini, nell’orto botanico e nelle segrete del castello il quale, dal 2014, è diventato proprietà comunale. Una volta varcata la soglia di questa nobile dimora sarà la bellissima storia d’amore tra i due conti a farti da guida, tra saloni, stanze da letto nobiliari, biblioteche e romantiche terrazze.

Carovigno, cosa vedere nella città della 'nzegna

Ammira la battitura della ‘nzegna

Carovigno è anche conosciuta come la città della ‘Nzegna. Ma cosa significa questa parola? Il termine ‘Nzegna deriva dal dialetto locale e significa letteralmente “insegna”. Rappresenta una tradizione folkloristica davvero molto suggestiva e tanto sentita ancora oggi dagli abitanti della città. E’ legata fortemente al culto della Madonna di SS. Maria di Belvedere, la cui icona religiosa si trova all’interno di una cripta edificata sull’omonimo colle.

Carovigno, cosa vedere. Scopri la leggenda della Madonna del Belvedere

La battitura della ‘Nzegna ha infatti origine da una leggenda popolare che vede protagonista un Signore di Conversano, gravemente malato, al quale appare in sogno una madonna vestita di stelle, che lo invita a recarsi a Carovigno per raggiungere la guarigione. A tal fine avrebbe dovuto cercare la sua immagine sacra dipinta nella grotta sul colle. Il nobile Signore si mette quindi in viaggio seguito dai suoi servi ma, ad un tratto, la carovana si perde nel fitto bosco. Viene però attratta da grida di alcuni pastori rimasti incastrati in un rovo insieme alla loro giovenca. Tagliando i rami per poter garantire loro la salvezza si trovano dinanzi la grotta della Madonna, davanti la quale il Signore guarisce immediatamente. 

Per festeggiare l’evento, una volta tornati in paese, uno dei pastori inizia ad agitare un drappo colorato legato ad un bastone, per attirare l’attenzione della folla sul miracolo appena avvenuto. Ecco quindi che il simbolo di Carovigno diventa la ‘Nzegna, un’enorme bandiera che ancora oggi, grazie al Gruppo Sbandieratori Battitori ‘Nzegna, viene agitata e lanciata in aria a ritmo di musica durante la processione pasquale o nelle esibizioni ufficiali del gruppo. 

Gli eventi legati alla ‘Nzegna

Le acrobazie del pastore vengono rievocate ogni anno, a Carovigno, in occasione del lunedì, del martedì e del sabato dopo Pasqua, proprio dinanzi la statua della Madonna del Belvedere. Due abili battitori ne ripetono le gesta al ritmo di musica popolare, creando un emozionante momento di devozione e di ammirazione. Il rito della battitura, profondamente legato al culto mariano, diviene nel corso dei secoli anche un atto propiziatorio per gli abitanti di Carovigno poichè, un eventuale caduta della ‘Nzegna, sarebbe un segno di cattivo auspicio per la città. 

Carovigno, cosa vedere. Passeggia nel centro storico

Il centro storico di Carovigno è un intrigante dedalo di viuzze e di vicoli caratteristici, protetti dalle fortificazioni esterne. Le grandi porte di accesso, i torrioni, le chiese e l’enorme castello Dentice di Frasso, fulcro della città, la rendono nell’aspetto un perfetto borgo medievale. Le deliziose casette dipinte di bianco, le gradinate su cui spiccano poetiche frasi d’autore, i deliziosi dettagli che arredano facciate e piazze rendono questa città piacevole da esplorare in ogni stagione. Il centro storico è chiuso al traffico cittadino per cui è perfetto per le famiglie con bambini, liberi di passeggiare in tutta serenità alla scoperta dei suoi angolini deliziosi.

Su Corso Vittorio Emanuele, la strada principale del centro, trovi tanti locali dove assaggiare piatti tipici locali nella rilassante atmosfera del borgo. Poco più avanti invece trovi Piazza ‘Nzegna, il cuore pulsante della città di Carovigno. Qui si svolgono le manifestazioni legate al folklore locale. In questa piazza trovi anche due edifici di grande interesse storico e architettonico: la Chiesa del Carmine e l’ex convento dei Carmelitani, oggi chiamato Palazzo di Città. 

Fai attenzione ai simboli

Passeggiando nel centro storico ti ritrovi dinanzi al palazzo del Municipio di Carovigno. Sulla porta d’ingresso puoi notare lo stemma in pietra del Comune, risalente al 1929. Si tratta di uno scudo che accoglie al suo interno un delfino cavalcato da un putto che suona la cetra. Sotto di esso la scritta “Car Brun” ti ricorda il rapporto di intesa tra Carovigno e Brindisi. 

Trovi il simbolo del delfino in altri stemmi araldici della città poichè questo animale, considerato sacro al dio Nettuno, richiama il legame di Carovigno con il mare. 

Carovigno, cosa vedere

Fai una degustazione di prodotti tipici locali

Se cerchi esperienza da fare con i bambini a Carovigno prova la fattoria didattica dellaMasseria Correo. L’azienda accoglie chiunque voglia fare conoscenza del mondo rurale pugliese, organizzando laboratori dedicati alla produzione dei prodotti caseari, come latte e burro, oppure creando itinerari tra gli animali della fattoria, da accarezzare, conoscere e mungere! Puoi anche fare degustazioni dei prodotti dell’azienda e assaggiare i loro formaggi, le mozzarelle e le ricotte accompagnate da freselle al pomodoro e focacce calde. 

Sei un amante dell’olio di oliva? Raggiungi allora le Tenute Parco Piccolo di Carovigno. Qui, tra distese immense di ulivi secolari puoi degustare e acquistare i prodotti dell’azienda e partecipare, su prenotazione, a un tour nei frantoi dedicati alla lavorazione dell’olio EVO di Puglia. Per la tua beauty routine quotidiana puoi persino acquistare i prodotti naturali dell’azienda formulati per la cura del viso e del corpo, tutti rigorosamente a base di olio di oliva!

I wine lovers invece possono raggiungere le Cantine Due Palme e visitare i luoghi e i vigneti che hanno reso famosi i vini pugliesi nel mondo. Prenotando un tour presso l’azienda vinicola hai accesso alle cantine e a una degustazione di prodotti tipici locali, ovviamente abbinati ai vini classici delle Cantine Due Palme, come Il canonico Negramaro del Salento. 

Raggiungi Torre Guaceto, la Riserva Naturale del Salento

Da Carovigno puoi facilmente raggiungere una delle Riserve Naturali più preziose d’Italia: Torre Guaceto. Il suo simbolo è appunto questa torre aragonese che, grazie alla sua peculiare posizione, riesce ad avere una vista spettacolare su ogni porzione di territorio circostante.

All’interno della riserva puoi fare numerose attività, come andare in bicicletta, fare snorkeling, bird watching..o semplicemente passeggiare tra i sentieri della macchia mediterranea e i tratturi, alla scoperta dei bellissimi panorami che questa zona regala. Se vuoi rilassarti al sole puoi puntare sulla spiaggia di Punta Penna Grossa, perfetta per le famiglie poichè ha un chiosco e un lido dove poter trovare ogni comodità possibile.

Inoltre presso il Centro Visite Al Gawsit c’è il Museo della Riserva, un posto magico dove puoi ammirare virtualmente gli ambienti del parco. Puoi perderti tra acquari mediterranei, filmati e riproduzioni in scala della riserva. Se invece sei amante della natura programma una visita all’orto botanico che, tra profumi e colori intensi delle piante aromatiche officinali, diventa una vera e propria esperienza sensoriale.

Fai un giro sul Trenino del Mare

Un’attività perfetta per le famiglie da fare nella Riserva di Torre Guaceto è un giro sul Trenino del mare. Il Tour “ferroviario” parte dalla spiaggia di Punta Penna Grossa, passa nella zona umida e arriva alla Torre Aragonese. Al finire del tour è previsto anche un tuffo in mare, facendo base nella bellissima spiaggia delle conchiglie.

Nella riserva poi è possibile partecipare alle varie manifestazioni che si tengono in diversi periodi dell’anno. Tanti sono i percorsi gastronomici organizzati dove, tra stand e laboratori, si promuove la sostenibilità ambientale educando i consumatori all’acquisto consapevole. Ad agosto ad esempio trovi la bellissima Kermesse “Sogno di un pomodoro di mezza estate”, dedicata al pomodoro fiaschetto, eccellenza del territorio pugliese.

Conosci i presidi Slow Food del territorio?

La Riserva naturale di Torre Guaceto ospita infatti numerosi progetti di produzione gastronomica. Qui ad esempio viene prodotto L’Oro del Parco, un delizioso olio di oliva salentina da agricoltura biologica. L’Ente Parco si distingue anche per la valorizzazione delle coltivazioni storiche e, sostenuto dal presidio Slow Food dell’Alto Salento, promuove la produzione del pomodoro fiaschetto, tornato in auge grazie alla passione dellAzienda Agricola Calemone.

 

Perchè visitare Carovigno

Carovigno è la città perfetta da esplorare in ogni stagione dell’anno, sia per il suo clima mite sia per le numerose esperienze da fare in città o nei dintorni. Il mare meraviglioso, raggiungibile in pochi minuti dal centro, e la vasta produzione enogastronomica rendono questa cittadina una meta perfetta per ogni tipologia di viaggiatore. L’attenzione ai dettagli e alla qualità dei prodotti si riversa nelle cucine dei bistrot dove, tra prodotti a km zero, puoi fare esperienze culinarie davvero fantastiche. Il fatto poi che Carovigno sia facilmente raggiungibile da altri punti di interesse della Puglia, come Brindisi e la Valle d’Itria, rende questo borgo perfetto per chi ama spaziare tra diverse località regionali. Il centro storico poi è piacevole da esplorare a passo lento, godendo dell’atmosfera fiabesca che sembra avvolgere perennemente questa porzione di Puglia.

 

 

Sogni una vacanza invernale indimenticabile? L’Italia offre una varietà di destinazioni da sogno, perfette per le tue avventure invernali. Dai paesaggi montani alle affascinanti città d’arte, queste mete ti conquisteranno con il loro fascino unico anche con il freddo. In questo articolo trovi consigli utili su dove andare in inverno in Italia e le migliori destinazioni da raggiungere durante la stagione fredda.

Dove andare in Italia in inverno

Per gli amanti degli sport invernali, le Alpi italiane offrono una vasta scelta di località sciistiche di classe mondiale. Da Cortina d’Ampezzo a Courmayeur, potrai godere delle splendide piste immerso in un panorama mozzafiato.

Se invece ami immergerti nella cultura, le città d’arte come Firenze, Roma e Venezia sono un vero paradiso in inverno. Con meno turisti rispetto alla stagione estiva, potrai ammirare i capolavori artistici senza fretta e goderti l’atmosfera romantica che queste città offrono durante le festività.

E non dimentichiamoci delle pittoresche cittadine medievali, come Siena e San Gimignano, che sembrano uscite da una fiaba invernale. I loro vicoli acciottolati e i palazzi secolari addobbati a festa ti trasporteranno in un mondo magico.

Che tu sia un amante dello sport o un appassionato d’arte, l’Italia ha la destinazione perfetta per te in questo inverno. Preparati per una vacanza da sogno nel Bel Paese!

Dove andare in inverno in Italia. Le migliori destinazioni da raggiungere durante la stagione fredda

Dove andare in inverno in Italia. Ami sciare? Prenota un soggiorno sulle Alpi

Conosci le Alpi Tofane? Sono un massiccio delle Dolomiti Orientali e ogni anno richiamano sulle vette numerosi amanti della montagna, in ogni stagione. In estate i tanti sentieri escursionistici sono perfetti per praticare trekking mentre in inverno il panorama cambia radicalmente, passando da un verde acceso a un bianco candido. 

Durante la stagione invernale i turisti si riversano in questa zona, attratti dalle fantastiche piste da sci che si snodano lungo il versante orientale delle Tofane. Cortina è una delle città più frequentate, soprattutto da VIP, e vanta una delle Ski Area più grande del territorio, raggiungibile grazie alla funivia che parte proprio dal centro città. 

Anche Courmayeur è una meta perfetta per gli amanti degli sport invernali. Vista la sua particolare bellezza naturale, resa ancora più preziosa dalle vette inbiancate, la città in inverno è presa d’assalto da numerosi turisti. Sono tanti gli sport da poter praticare in zona, tante le attività e gli eventi a cui prendere parte. Sci alpino, snowboard, park per freestyle, slitte trainate da cani, ciaspolate… questo è solo un assaggio di quello che puoi trovare a Courmayeur e dintorni. 

Visita le città d’arte avvolte dal fascino invernale

Sei mai stato a Venezia in inverno? Il fascino della laguna rimane immutato con la stagione fredda e regala sempre emozioni uniche. Le Calli sono meno affollate e diventa più piacevole passeggiare tra botteghe artigiane e ponti storici. Anche i tempi d’attesa per le maggiori attrazioni si riducono notevolmente, ma la migliore strategia è sempre la prenotazione on line con accesso prioritario, che comprenda anche un giro in gondola. 

Dove andare in inverno in Italia. Le migliori destinazioni da raggiungere durante la stagione fredda

Anche Firenze, in inverno, risulta meno affollata e più semplice da esplorare. In più ci sono tantissimi monumenti e musei da visitare in caso di pioggia improvvisa. In città trovi infatti alcuni dei percorsi museali più interessanti d’Europa, come la Galleria degli Uffizi e il Museo Galileo, nonchè il famosissimo Palazzo Pitti, all’interno del quale trovi anche il Museo della Moda e del Costume. Insomma a Firenze ce n’è per tutti i gusti e soprattutto per tutte le tasche. In inverno infatti anche le strutture alberghiere hanno prezzi più bassi ed è facile trovare alloggi anche in centro storico a prezzi convenienti. 

Dove andare in inverno in Italia. Ammira i colori invernali dei borghi medievali

L’Italia è ricca di borghi e villaggi medievali, deliziosamente conservati. In inverno poi questi piccoli agglomerati urbani sono avvolti da un’atmosfera quasi fiabesca, ferma nel tempo, che i riporta con il pensiero agli antichi fasti della storia. Fermati a Siena e goditi Piazza del Campo senza la calca dei turisti, passeggia nelle stradine di ciottoli e assaggia i prodotti tipici locali. Con il freddo è piacevole sorseggiare il vino rosso della zona, che accompagna piatti aromatici come il ragù di cinghiale o la ribollita. 

Anche San Gimignano regala paesaggi invernali da togliere il fiato. Il piccolo borgo medievale sembra essere uscito da un libro di favole, e le torri che svettano sul centro storico rendono questo angolo di Toscana davvero pittoresco. A Natale poi sono numerosi gli eventi in programma in città, e nella piazza principale compare un delizioso mercato dove comprare o degustare i prodotti tipici della zona, come il tartufo. Un buon motivo per vedere San Gimignano in inverno. 

Perchè visitare l’Italia in inverno

L’Italia in inverno regala panorami pazzeschi, complici le montagne innevate e le città vestite a festa. Che tu voglia organizzare una settimana bianca all’insegna dello sport o che tu preferisca passeggiare tra mercatini tipici e visitare musei, nella nostra penisola riuscirai a trovare senza dubbio le mete perfette per il tuo stile di viaggio. Ricorda di fare un salto in Trentino, per visitare i famosi mercatini di Natale, e di fare una breve visita a Roma, per ammirare il maestoso albero di Natale che ogni anno svetta in Piazza San Pietro. Da nord a sud ogni paese italiano riesce a regalarti paesaggi invernali unici, con o senza neve. 

 

Immersa tra le dolci colline umbre, Assisi è molto più di una semplice cittadina medievale. E’ un luogo in cui storia, arte e spiritualità si fondono in un’armonia perfetta. Ogni vicolo acciottolato, ogni pietra delle sue antiche mura racconta storie di santi, pellegrini e artisti che hanno lasciato il segno nei secoli. Visitare Assisi non è solo un’esperienza turistica, ma un viaggio nell’anima di un’Italia autentica e senza tempo. Scopri in questo articolo Assisi e cosa vedere in un giorno in città. 

Assisi. Cosa vedere in un giorno

Strade ferme nel tempo costeggiate da facciate in pietra viva, deliziosi palazzi dalla storia centenaria. Assisi è un concentrato di bellezza, sparsa sulle loggie antiche, sulle scalinate consumate dal tempo, sui tetti di legno custodi di leggende. Bellezza racchiusa dietro pesanti portoni di legno scuro. Assisi è un meraviglioso borgo umbro, e domina la vallata dalla cima della collina. Una cittadina elegante ma umile, delicata e intrigante, ferma nel tempo e nello spazio. Da qui è partito San Francesco, rivoluzionario padre che con la sua filosofia di vita ha provato a cambiare le sorti della chiesa in Italia e nel mondo.

Visita il Santuario di San Francesco

Dopo la morte, San Francesco fu trasferito dai suoi confratelli nella chiesetta di San Giorgio, dentro le mura di Assisi. Nella stessa chiesa, Papa Gregorio IX nel 1228 lo proclamò santo, posando insieme al suo successore, frate Elia, la prima pietra della Basilica di San Francesco. Costruita in tempi record ( dopo 4 anni di lavori ,) la Basilica, famosa in tutto il mondo, è una meta ambita non solo da religiosi pellegrini, ma da viaggiatori di ogni tipologia. Anche se da lontano può sembrare un unica grande struttura, in realtà è composta da due chiese sovrapposte. Si divide infatti in Basilica Superiore e Inferiore, e ingloba la cripta con la tomba di San Francesco.

Assisi, cosa vedere in 1 giorno
Il Santuario di San francesco è una delle basiliche più famose del mondo, soprattutto per le opere che custodisce al suo interno.

Ammira l’arte nella Basilica di San Francesco

Nelle due basiliche è stata scritta la storia dell’arte italiana. Artisti di grande calibro, come Cimabue, hanno lavorato al suo interno per creare capolavori inediti e meravigliosi. Tra le numerose opere che sono visibili all’interno della Basilica di San Francesco bisogna citare le Otto Storie dell’Infanzia di Cristo dipinte da Giotto, e il ciclo delle Storie di San Martino dipinto da Simone Martini. Menzione a parte va al dipinto della Cappella della Maddalena, del grande Giotto. La basilica inferiore, come già detto, ingloba la cripta in cui sono custoditi i resti del santo. Una piccola chiesa, semplice e circolare, che accoglie e protegge l’urna di pietra dove fu trovato il corpo di San Francesco.

Curiosità da raccontare ai bambini

Sulla tomba di San Francesco, custodita nell’umile cripta della basilica, brucia perennemente una lampada ad olio. Ogni regione italiana partecipa a questa cerimonia, donando in maniera ciclica l’olio da utilizzare per illuminare la grotta. 

Assisi, cosa vedere in 1 giorno
Attraverso una scalinata ai lati dell’abside della Basilica inferiore, si esce all’aperto sul cosiddetto “Chiostro Grande”, o Chiostro di Sisto IV, dal nome del papa francescano che lo fece costruire. Qui si trova anche al museo della basilica che espone suppellettili e paramenti sacri, oltre che una collezione di dipinti.

Passeggia nel Bosco di San Francesco

Alla destra della basilica si trova il Bosco di San Francesco, uno splendido giardino di 64 ettari che lascia davvero capire quanto il lavoro del Santo sia stato importante per questi territori. E’ un vero è proprio cammino che, attraverso la meravigliosa natura di questi luoghi, lascia un messaggio ben definito al pellegrino che intraprende la visita. La perfetta armonia tra uomo e creato prende forma nel sentiero che, passando per la selva di San Francesco, attraversa boschi e campi coltivati, prati e oliveti. Un piccolo viaggio tra alberi secolari e chiesette rustiche, mulini, torri e opifici che testimoniano la presenza di un piccolissimo villaggio abitato da suore benedettine nel 1200.

Entra nella basilica di Santa Chiara di Assisi

Un altra grande guida spirituale legata ad Assisi è Santa Chiara. Fortemente affascinata da San Francesco, quasi stregata dalle sue predicazioni, decise di lasciare la famiglia ancora adolescente per unirsi alla sua congrega. Allora i primi frati francescani si riunivano presso la chiesa di Santa Maria degli Angeli, chiamata Porziuncola. Ma ben presto Santa Chiara si trasferì, assieme alle sorelle e alla madre, nella chiesa di San Domenico, dove fondò l’ordine delle Clarisse.

Morì poco dopo aver compiuto quarant’anni, e in suo onore fu subito costruita una chiesa a lei dedicata. La chiesa di Santa Chiara, in stile gotico ingentilito da particolari umbri, fu consacrata nel 1265, anno in cui furono trasferite al suo interno le spoglie della santa. All’interno, delle scale poste al centro della Basilica portano alla Cripta che conserva i resti del corpo della Santa, custoditi in un sarcofago in pietra. .

Cosa vedere ad assisi: il Duomo di San Rufino

Il Duomo di San Rufino è la chiesa più antica di Assisi, ed è stata innalzata sui resti di quello che fu un antico foro romano. Costruita nel XII secolo, fu dedicata a San Rufino, vescovo e martire del 1200. Anche questo duomo è un luogo di culto francescano, in quanto la prima predicazione del santo avvenne proprio tra queste mura sacre. E’ la chiesa più frequentata dalle persone del borgo, e la sua facciata spicca al centro di una delle più belle piazze della città, mostrando i suoi tre rosoni sulla facciata in stile gotico-umbro.

 

Non solo luoghi di culto. Cosa vedere ad Assisi in un giorno

Altre chiese della città di Assisi sono testimonianza del passaggio di San Francesco e di Santa Chiara, e attirano ogni giorno milioni di fedeli, ma Assisi è anche altro. Non solo luoghi di culto, ma anche piazze caratteristiche, templi, rocche e musei.

Raggiungi la Rocca maggiore di Assisi

La prima costruzione della Rocca Maggiore di Assisi è opera di Federico Barbarossa, e va inserita tra le cose da vedere ad Assisi in un giorno. Dal 1183 questo bastione domina il borgo e le colline circostanti e la sua tribolata storia, fatta di rivolte, distruzioni, ampliamenti e modifiche è arrivata fino ai nostri giorni testimoniata dalle sue mura secolari. Da qui si ha una visuale davvero pazzesca della città di Assisi e dei dintorni.

Assisi, cosa vedere in 1 giorno
Dalla Rocca di Assisi Si ha una splendida visuale sulla città e sulle colline circostanti.

Il Tempio di Minerva

Il Tempio di Minerva conserva gli antichi fasti del passato. La struttura è perfettamente conservata, e le sei colonne che poggiano sulla bellissima scalinata sono sormontate da capitelli in stile corinzio. La bellezza di questo tempio incantò perfino Goethe, arrivato ad Assisi durante un suo viaggio in Italia. Edificato nel I secolo A.C, era inizialmente dedicato a Ercole, ma poi prese il nome di Minerva in seguito al ritrovamento al suo interno della statua di una donna. Il tempio negli anni ha cambiato diverse destinazioni d’uso. E’ stato casa privata, bottega, sede del consiglio cittadino e infine chiesa cattolica. E’ stato infatti ribattezzato Santa Maria sopra Minerva. 

Cammina nel borgo di San Francesco

Al di la dei preziosi monumenti storici e delle chiese in cui ancora oggi è possibile trovare segni del passaggio di Santa Chiara e di San Francesco, Assisi è un borgo che vale la pena visitare in modalità lenta, perdendosi nel dedalo delle sue viuzze. E’ bello perdersi tra gli antichi palazzi e scendere scalinate rustiche tra balconi fioriti e insegne storiche di vecchie botteghe. Rintanarsi poi in un bar, per un caffè o per un aperitivo, nell’atmosfera tipica umbra fatta di semplici cose, di accoglienza e serenità, per rilassarsi prima di proseguire il cammino. Seguire infine, con il naso all’insù, i profumi delle cucine che si espandono nell’aria già a metà mattinata. E con il naso all’insù perdersi nei sottotetti di legno scuro, tra gli anfratti di vecchie finestre in cui ora nidificano gli uccelli.

Assisi è un viaggio nelle emozioni

Assisi non è solo un viaggio emozionale, ma un continuo lasciarsi andare. Lasciarsi trasportare da i sapori del borgo, dalle leggende popolari, dai colori tipici delle terre umbre, dalla profonda spiritualità che trasuda da ogni angolo di questa meravigliosa cittadina.

 

Animali non ammessi ??

Abbiamo intrapreso il nostro viaggio on the road nei territori umbri con i bambini e con il cane. Per quanto gli animali siano ben visti e accettati in diversi hotel e in tutti i ristoranti della regione, non possono accedere alle strutture religiose. Sembra un paradosso, ma il nostro cucciolo non ha potuto visitare nemmeno il Bosco di San Francesco, il santo amico degli animali. L’entrata ai cani è vietata. 

 

Un intreccio di vicoli, scale e piccole piazze. Portoni antichi e finestre fiorite, palazzi storici e viste mozzafiato che si aprono sulle vallate sottostanti. Questa è Capalbio, borgo medievale al confine tra Lazio e Toscana, che per la sua privilegiata posizione è chiamata “Balcone della Maremma”.

Capalbio. Viaggio on the road nella maremma tosco laziale.
Nella piazza antistante l’entrata del centro storico di Capalbio svetta una statua dai luccichii particolari e dai colori accesi. Si chiama “Nanà Fontaine” ed è opera della nota scultrice franco-americana Niki De Saint Phalle, ossia colei che ha dato vita al meraviglioso Giardino dei Tarocchi in località Pescia Fiorentina, poco distante.

Capalbio. Il balcone della Maremma

Capalbio è un borgo che regala al visitatore panorami da togliere il fiato, visibili dalla cinta muraria che circonda la cittadina come in un abbraccio. Immersa nella splendida zona della Maremma tosco laziale racchiude le più straordinarie bellezze di entrambe le regioni che tocca. Il verde incantevole della Toscana incontra la macchia mediterranea e i profumi del Lazio, in un turbinio di emozioni e sapori che in questa zona riescono ad esprimere le note migliori.

Capalbio. Viaggio on the road nella maremma tosco laziale.
La cinta muraria di Capalbio regala scenari meravigliosi, e da ogni lato del camminamento è possibile ammirare scorci di rara bellezza.

Passa sotto la Porta Senese

Giustamente chiamata Balcone della Maremma, Capalbio regala panoramici unici al viaggiatore, che passeggiando nel borgo e sulla cinta muraria viene travolto da improvvise ” finestre” che si aprono sui meravigliosi paesaggi della Toscana, tra vigneti e campi di girasole. Si accede al centro storico oltrepassando la maestosa Porta Senese, sormontata da una lapide risalente al 1400 dedicata al prezioso intervento dei senesi sulle mura. Gabriele D’annunzio tradusse l’iscrizione con le seguenti parole.

Sono Capalbio felice, difeso dal leone senese dal quale sono protetto, e da queste prime mura restaurate a proprie spese e dalla altre mura che circondano le prime, correndo gli anni millequattrocentoquattro oltre i quali il mondo aveva girato dieci anni e più volte due”

Capalbio. Cosa vedere nel centro storico.

Passeggia sulle mura merlate di Capalbio

Una volta raggiunte le mura merlate, dalle quali puoi avere una vista a 360° delle vallate sottostanti, seguine il percorso. Su un lato puoi ammirare piccoli scorci del centro storico dai piccoli balconi che incontri lungo la strada. Dall’altro lasciati incantare dai paesaggi toscani che si estendono fino all’orizzonte. Tetti rossi, facciate in pietra viva, campi di grano e colline verdeggianti rappresentano l’essenza stessa di queste zone. Costruita con pietre locali dal caratteristico color ocra la cinta muraria di Capalbio è costituita da due cerchie. Una cinta interna, più bassa, risalente al periodo medievale, ed una più alta fatta costruire più tardi, durante il Rinascimento. 

Capalbio. Viaggio on the road nella maremma tosco laziale con i bambini
Dalla cinta muraria di Capalbio è possibile avere una vista a 360° dei territori circostanti. Affacciandosi dalle mura merlate si scorge anche il borgo sottostante, con i suoi tetti rossi.

Sali sulla Torre Aldobrandesca

Anche dalla sommità della Torre Aldobrandesca è possibile avere una splendida vista sui dintorni di Capalbio. Situata infatti nel punto più alto del borgo è annessa lateralmente ad una dimora signorile, il Palazzo Colacchioni. Costruita nel corso del 1200 con funzione difensiva viene poi ampliata dalla famiglia Aldobrandeschi, e dopo una breve appartenenza agli Orsini, passa ai senesi nel 1400, diventando un avamposto della Repubblica di Siena. Al piano inferiore è situato l’ufficio informazioni e pagando un biglietto davvero irrisorio è possibile visitare gli interni della torre fino ad arrivare sulla sommità.

Salendo ai piani superiori si incontrano le stanze storiche della dimora, ancora finemente arredate con mobili d’epoca. Nell’enorme salotto sormontato da due splendidi camini in marmo e legno si trova un pianoforte molto famoso. E’ un Fortepiano Conrad Graf del 1823, usato dal grande Giacomo Puccini durante la sua breve permanenza nella città di Capalbio. 

La Torre aldobrandesca di capalbio
Gli interni della Torre Aldobrandesca di Capalbio proteggono tesori storici di rilevante importanza. Mobili e abiti d’epoca originali sono distribuiti nelle enormi stanze del palazzo, assieme al pianoforte che amava suonare Giacomo Puccini.

Arrampicandosi sull’ultimo tratto di scale, ripide e strette, si arriva sul belvedere della Torre Aldobrandesca. Da qui è possibile ammirare i dintorni di Capalbio nella loro pienezza. 

Se stai programmando un viaggio a Parma, in Italia, assicurati di non perdere nessuna delle principali attrazioni da vedere e delle esperienze da fare in città. Se hai poco tempo a disposizione questa guida fa al caso tuo. Ti aiuterà a sfruttare al massimo il tuo tempo in città con un elenco dettagliato su cosa vedere in un giorno a Parma.

Parma. Cosa vedere in un giorno

Passeggia nel centro storico

Parma è una città a misura d’uomo, e soprattutto a misura di bambino. Inoltre è una città amante delle biciclette. Ci sono più piste ciclabili che marciapiedi e le persone si muovono esclusivamente su due ruote. Il centro storico poi, è facilmente passeggiabile perché in parte chiuso al traffico. Lascia l’auto al parcheggio Toschi e raggiungi il centro a piedi, passando sotto le pittoresche volte del Palazzo Pilotta, un complesso monumentale che ospita il Museo Archeologico Nazionale e il Teatro Farnese.

La costruzione di Palazzo Pilotta risale al 1583, opera di Ottavio Farnese. E’ un grande complesso di palazzi che ospita numerosi musei e gallerie. La Galleria Nazionale ad esempio è assolutamente da vedere, con la sua impressionante collezione di arte rinascimentale italiana, tra cui opere di Correggio e Parmigianino. Merita una visita anche il Teatro Farnese, con la sua splendida architettura barocca e la sua ricca storia. Non dimenticare di visitare il Museo Archeologico e il Museo Bodoni, che espone l’opera del famoso tipografo Giambattista Bodoni. Con così tanto da vedere e da fare, potresti facilmente trascorrere un intero pomeriggio esplorando il Palazzo della Pilotta.

Piccola curiosità. Il Palazzo deve il suo nome al gioco della “pelota”, molto amato dai soldati spagnoli di stanza a Parma. 

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Raggiungi il Duomo di Parma e il Battistero

Dirigiti poi verso Piazza del Duomo. L’edificio, noto anche come Cattedrale di Parma, è uno straordinario esempio di architettura romanica. Costruita nel XII secolo, la cattedrale presenta intricati intagli e sculture, oltre a splendidi affreschi di artisti come Correggio. Non perdere l’occasione di salire in cima al campanile per una vista mozzafiato della città.

La Cattedrale si trova in pieno centro, in una zona molto amata sia dai turisti che dei parmensi. Qui trovi anche il famoso Battistero di San Giovanni, il quale spicca sulla piazza per la sua pianta ottagonale e per il suo rivestimento rosato, fatto in marmo pregiato proveniente dalla città di Verona. Il marmo, gli archi, le colonne e i decori fanno del Battistero un edificio di un eleganza unica.

Parma. Cosa vedere in un giorno e cosa mangiare.

Parma, cosa vedere. Passeggia nel Parco Ducale

Il Parco Ducale è un bellissimo parco situato nel cuore di Parma. Un tempo era il giardino privato del Duca di Parma, ma ora per fortuna è aperto al pubblico. Il parco presenta un’architettura straordinaria, e ospita edifici monumentali di gran pregio, come il Palazzo Ducale e il Teatro Farnese. Vanta inoltre fontane ornamentali, deliziose sculture e giardini ben curati. È il luogo perfetto per rilassarsi e distendersi dopo un’intensa giornata di visite turistiche. 

Visita il Teatro Regio

Completa la tua visita a Parma esplorando un altro colosso del ricco patrimonio culturale della città: il famoso Teatro Regio. E’ uno straordinario teatro dell’opera che ha ospitato alcuni degli artisti più famosi del mondo. Fai una visita guidata al teatro per conoscere la sua storia e la sua architettura, oppure assisti a uno spettacolo se hai tempo a disposizione. L’acustica del teatro è famosa in tutto il mondo, il che lo rende una meta imperdibile per gli amanti della musica.

Cosa mangiare a Parma?

Non può mancare in quel di Parma un buon pasto fatto di prodotti tipici locali. Il centro storico pullula di localini e di trattorie tipiche, di enoteche e di prosciuttifici aperti fino a tarda notte, dove poter deliziare il palato con le eccellenze del territorio.

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I prodotti da assaggiare sono davvero tantissimi, e certo non basta una cena per provarli tutti. Immancabile un assaggio del famosissimo Parmigiano-Reggiano, il formaggio che più rappresenta l’Italia nel mondo, e anche il più imitato. Segue una degustazione del prosciutto crudo di Parma, un altro DOP, da mangiare accompagnato da un altra specialità parmense: il pane fritto.

Come non cedere poi ad un primo piatto? La pasta ripiena qui la fa da padrona. Agnolotti, ravioli, cappelletti e tortelli di ogni forma e ripieno sono i protagonisti della tavola.

Il tutto va necessariamente accompagnato da un buon vino rosso, frizzante, vivace e conviviale come la città che ti ospita: il Lambrusco..

Il borgo di Fumone, incastonato tra i Monti Ernici e i Monti Lepini, è uno dei più pittoreschi della provincia di Frosinone, nel Lazio. La sua particolare posizione e la conformazione urbana del centro storico lo rendono fascinoso e facile da passeggiare. E’ infatti completamente chiuso al traffico e quindi visitabile solo a piedi, ideale per le famiglie con bambini. Il silenzio che lo avvolge regala al visitatore un’esperienza surreale poichè i soli suoni che si odono tra i suoi vicoletti sono il fruscio del vento e il cinguettio degli uccelli. Continuando la lettura puoi scoprire le peculiarità del piccolo borgo di Fumone, e cosa vedere nel centro storico. 

Fumone, cosa vedere

Il centro storico di Fumone è arroccato su una collina a circa 800 metri di altitudine. Una posizione di grande importanza strategica, che domina la valle del Sacco e la Via Latina, la strada di collegamento tra Roma e Napoli. Il nome Fumone deriva proprio dal fatto che, vista l’altezza, veniva usata come centro di segnalazioni nemiche tramite l’accensione di fuochi nella parte più alta del borgo. Queste colonne di fumo facevano partire un sistema di segnali a catena che coinvolgevano anche i borghi vicini e quindi, di paese in paese, l’avvertimento di un invasione nemica arrivava nella Capitale.

Fumone, cosa vedere nel misterioso borgo della Ciociaria
Il borgo medievale di Fumone ti avvolge in un’atmosfera unica, quasi derma nel tempo, e ti regala straordinari scorci da fotografare.

Le abitazioni, completamente fatte di pietra bianca, sono rifinite da piccoli portoncini in legno e balconi fioriti. Passeggiando nel silenzio austero del centro storico ti sembrerà di essere tornato indietro nel tempo, a quando la cittadina era una vera e propria fortezza inespugnabile. Fumone ha una storia molto particolare e a tratti misteriosa, per lo più racchiusa tra le mura del Castello Longhi De Paolis. Questo castello era un tempo adibito a prigione e uno dei suoi più famosi detenuti è stato Papa Clemente V, che non ha retto il duro regime carcerario ed è deceduto dopo pochi mesi dal suo arresto.

Il misterioso fantasma del Castello di Fumone

Storie e leggende straordinarie ruotano attorno al famoso Castello Longhi De Paolis di Fumone. Una di questa narra che il rosso con il quale sono state dipinte alcune delle stanze del maniero sia dovuto ai corpi sepolti vivi tra le sue mura, appartenenti a molti nemici del regime nostrano. La Sala dell’Archivio invece è legata ad un’altra leggenda popolare che narra le gesta di alcuni fantasmi che tuttora pare girino indisturbati all’interno del Castello. La Sala ospita infatti la teca funerario di un bambino, il Marchesino Francesco Longhi, morto a solo 5 anni. Pare che il bambino, unico erede maschio, sia stato avvelenato con dell’arsenico dalle sette sorelle. 

La madre del marchesino, affranta e sconvolta dalla perdita precoce del figlio, decide dunque di vestire a lutto anche il castello. Fa quindi ridipingere tutti i quadri raffiguranti scene di vita gioiosa con colori scuri e inquietanti, spesso con il volto del figlio in primo piano. Il tutto è reso ancora più inquietante dall’imbalsamazione del corpicino, fortemente voluta dalla madre accecata dal dolore per poter continuare a prendersi cura del figlio morto fino alla fine dei suoi giorni. Tuttora il fantasma della povera madre gira inconsolabile tra le mura dell’edificio e i suoi lamenti, a detta delle persone del posto, si sentirebbero in ogni vicoletto del borgo. Anche l’anima del bambino sembra non trovare conforto nella morte e si aggira nel castello per spostare e giocare con oggetti a lui appartenuti.

Fumone, cosa vedere nel misterioso borgo della Ciociaria
Il Castello Longhi di Fumone è aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.00
Il biglietto intero costa € 10,00, e puoi scegliere di usufruire delle visite guidate.

Fumone, cosa vedere. Attento al Pozzo delle Vergini

All’entrata del Castello di Fumone trovi il terrificante Pozzo delle Vergini. E’ famoso per la sua profondità e per la sua angusta e stretta cavità, lungo la quale in passato erano infilzate lame aguzze. Era uno strumento di tortura pensato per punire le ragazze non vergini al momento del matrimonio. A Fumone nel periodo medievale, come in tutto il territorio nazionale, esisteva lo Ius Primae Noctis, il Diritto alla prima notte, secondo il quale le donne appena sposate dovevano trascorrere la prima notte di nozze con il Signore del paese e non con il rispettivo marito. Le ragazze che arrivavano nel suo letto e venivano reputate non più vergini venivano torturate e condannate a morte. Questo pozzo, oltre a ucciderle, ne nascondeva i cadaveri. 

Annesso al Castello di Fumone trovi un delizioso Giardino Pensile che, per estensione, è ritenuto uno dei più grandi d’Europa. La sua altitudine inoltre, a ben 800 metri sopra il livello del mare, gli è valso il nome di “Terrazza della Ciociaria”.

Misteri e ancora misteri..

Molte altre leggende ruotano attorno al Castello di Fumone, tutte tramandate di generazione in generazione dalla gente del posto e mai smentite. Si racconta che il maniero è stato anche sede, in passato, di spaventose sedute spiritiche e che invece, ancora oggi, le luci si accendono da sole o i mobili cambiano posto in maniera inspiegabile. Molti oggetti vengono stranamente ritrovati in posti insoliti, lontani dalla loro sede d’origine. Passato e presente che si rincorrono con episodi aventi un unico filo conduttore: il mistero. 

L’atmosfera del Castello d’altronde lascia presagire l’arcano già all’ingresso, forse per l’austerità degli ambienti, o forse proprio per via delle leggende che ancora fanno tanto scalpore nel vecchio borgo di Fumone.

Fumone, cosa vedere. Gira nel centro storico

Ora lascia alla tue spalle spiriti e fantasmi e inizia ad esplorare il centro storico di Fumone. Tra le sue stradine caratteristiche, ferme nel tempo, puoi ammirare deliziose palazzine, torri, affacci panoramici, pozzi e cisterne. Una delle chiese più prestigiose del centro storico è quella della SS. Maria Annunziata, risalente al 1100, che vanta un bellissimo campanile all’esterno e protegge al suo interno una tela del Buttaragi e l ‘affresco raffigurante la morte di papa Celestino V. E’ abbellita da un bellissimo organo a canne e da una fonte battesimale realizzata in pietra calcarea locale. 

Diversi slarghi hanno affacci panoramici dai quali ammirare il panorama sottostante. Il belvedere principale però è deturpato da un’enorme antenna di 32 metri che impedisce di godere delle bellezze circostanti e rovina anche la bellezza della città vista dal basso. Le piazzette sono arricchite da dettagli medievali, come fontane e abbeveratoi ed è piacevole passeggiare nei vicoletti, ricchi di scalette e di scorci da fotografare. 

Compra i prodotti tipici del borgo

Non trovi negozi nel borgo di Fumone, ma solo alcune botteghe tipiche. Seguendo il dolce profumo di vaniglia e limone arrivi ad un piccolo forno, Fantasia del dolce, dove preparano biscotti e ciambelline dal gusto unico, prodotte con ingredienti genuini e a km zero. I gusti tra cui scegliere sono molti e per aiutarti nella scelta la proprietaria ti lascia degustare le sue specialità. Non andrai via da Fumone senza aver comprato uno dei suoi pacchi di biscotti, che siano al limone, al coccolato o alla vaniglia. Proprio accanto al forno trovi un piccolo ma ben fornito negozio di souvenir locali, mentre nella parte superiore puoi degustare salumi e formaggi locali da Antichi sapori. un piccolo ma delizioso negozio in cui comprare prodotti del territorio dai sapori e profumi unici. 

Fumone, perchè fermarsi nel borgo dei misteri

Fumone è una meta perfetta per gli amanti della storia locale e della tranquillità. Il piccolo borgo medievale regala panorami meravigliosi e passeggiando tra le case, le torri e le scalinate in pietra calcarea ti sembrerà di fare un tuffo nel passato, ai tempi in cui questa piccola cittadina era abitata da dame, cavalieri e contadini. Per la sua straordinaria posizione è stata definita “Olimpo della Ciociaria” dallo scrittore Curcio Malaparte, nei primi anni del ‘900, appellativo che ancora oggi gli rende giustizia. Al di la del misterioso Castello Longhi e dell’incantevole centro storico, Fumone è una tappa perfetta anche per gli amanti delle escursioni, che in questa zona possono godere di tutte le bellezze naturali del territorio. 

 

 

 

Situatonel cuore di Foligno, in una delle piazze più importanti della città, Palazzo Trinci è un iconico edificio fatto costruire dalla famiglia di cui porta il nome. E’ stato edificato tra la fine del 1300 e gli inizi del 1400 per volere di Ugolino Trinci e per un centinaio di anni è stata la sede della signoria dei Trinci, allora governanti della città. Una visita a questo palazzo, finemente decorato, è obbligatoria se ti trovi a Foligno o nelle vicinanze poichè ospita anche importanti raccolte archeologiche e artistiche. Opere che sono custodite nel Museo che dal 2000 è ospitato nel Palazzo simbolo della città. 

Palazzo Trinci, cosa vedere a Foligno con i bambini

Palazzo Trinci

Una della peculiarità di Palazzo Trinci sono proprio i suoi interni decorati, meravigliose testimonianze tardogotiche che hanno caratterizzato l’edificio già ai tempi della sua costruzione. Il cortile interno non è da meno. Vanta una splendida scala gotica affrescata e decorata con deliziose geometrie che attira immediatamente l’attenzione del visitatore. Le diverse ristrutturazioni architettoniche che il palazzo ha ricevuto nel corso dei secoli sono tangibili in ogni ambiente, soprattutto nelle sale del secondo piano che custodiscono gli affreschi più belli e interessanti. 

Palazzo Trinci, cosa vedere a Foligno con i bambini
Palazzo Trinci si sviluppa intorno ad un grande cortile principale e due minori. La corte con pozzo presenta la Scala Gotica, raccordo verticale tra i tre livelli dell’edificio e perno strutturale attorno cui ruotano gli spazi decorati con disegni geometrici.

Conosci le Sette età dell’uomo?

Per dare un tocco di stile unico nel suo genere i Trinci hanno chiamato Gentile da Fabriano per decorare le sale del Palazzo. Della messa in opera del grande maestro la Sala delle Arti Liberali e dei Pianeti è senza dubbio la più pittoresca. In quest’area sono infatti rappresentate le personificazioni delle arti del Trivio, ossia la Grammatica, la Dialettica e la Retorica, e del Quadrivio, e quindi della Geometria, dell’Aritmetica, della Musica e dell’Astronomia. Preziose anche le raffigurazioni dei Sette Pianeti. Ma cosa stanno a significare?

Le sette arti rappresentano le sette età dell’uomo, ciascuna delle quali è influenzata da un pianeta e dedita all’apprendimento di un’arte. Il tema delle età dell’uomo continua nel lungo corridoio che collega Palazzo Trinci al Duomo, devi solo seguirne la scia.

Al secondo piano trovi anche la Sala dei Giganti. Qui sono raffigurati eroi della storia Romana, da Romolo a Traiano, passando per Cicerone e Catone, abbigliati però secondo lo stile rinascimentale. Rappresentano i grandi miti dell’Antica Roma, scelti da Ugolino Trinci come grandi esempi di governatori ideali, virtuosi e carismatici. 

Palazzo Trinci. Visita la Pinacoteca Civica e il Museo Archeologico

A Palazzo Trinci trovi anche la Pinacoteca Civica, articolata su tre sezioni dedicate rispettivamente al ‘300, al ‘400 e al ‘500. Raccoglie numerose reliquie provenienti da edifici ecclesiastici e da ex conventi, chiusi in seguito alla soppressione degli ordini religiosi del 1863. 

A due passi dalla Pinacoteca trovi il Museo Archeologico. L’area museale è molto piccola ma espone reperti molto importanti, risalenti all’epoca romana e appartenenti alla storia umbra, raccolti negli anni dalla famiglia Trinci. Altrettanto piccolo e interessante è il Museo multimediale dei Tornei, delle Giostre e dei Giochi. Qui trovi anche notizie sulla Giostra della Quintana di Foligno, una rievocazione storica molto cara alla popolazione che sfocia in sontuose sfilate in abiti barocchi, in eventi gastronomici e, appunto, nella Giostra di cavalli e cavalieri che si contendono il Palio.

Passeggia nel cortile esterno

Le modifiche apportate a Palazzo Trinci nel corso degli anni sono visibili soprattutto all’esterno. La facciata ad esempio è stata ristrutturata a meta del 1800, dopo un forte terremoto che ha colpito la zona. Presenta colonne decorative ed una specie di cavalcavia che si protende alla cattedrale, sicuramente un accesso che metteva in comunicazione anticamente i due edifici.

Anche l’ampio cortile esterno, caratterizzato da una bellissima scala laterale, ha subito modifiche in seguito ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. E’ caratterizzato da bellissimi portici e da grandi volte a crociera. Ulteriori ristrutturazioni sono di recente fattura e sono seguite al terremoto che ha interessato la zona nel 1997. 

Perchè vedere Palazzo Trinci a Foligno

Palazzo Trinci è uno degli edifici più famosi di Foligno e risulta essere una delle dimore storiche tardogotiche più interessanti del centro Italia. Si trova in posizione centrale, nel fulcro del centro storico della città. Nelle vicinanze trovi il Duomo di San Feliciano, il Palazzo Comunale e il Palazzo del Podestà, risalente al 1200, nonchè la ex Chiesa della SS.Trinità, che custodisce una delle opere d’arte più straordinarie del tardo Novecento: la Calamita Cosmica. Gli interni di Palazzo Trinci sono davvero incantevoli e affascinano anche i bambini per la preziosità dei dettagli e per i colori usati. Inoltre tra le sue mura vengono spesso organizzate mostre temporanee.

Dal 7 dicembre al 4 giugno 2023 ad esempio a Palazzo Trinci puoi visitare la mostra I Love Lego, dedicata a tutti gli appassionati di mattoncini Lego. Nelle stanze del palazzo trovi sette enormi diorami contenenti riproduzioni in scala di diverse ambientazioni. Puoi passeggiare infatti tra pirati dei Caraibi e tornare indietro nel tempo, tuffandoti in un diorama dedicato alla Seconda Guerra Mondiale. Tutte le ambientazioni sono realizzate su decine di metri quadrati con oltre mezzo milione di mattoncini!

Prezzi e orari

Palazzo Trinci è visitabile da gennaio a giugno e da ottobre a dicembre, dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00. Nei mesi di luglio e settembre apre dal martedì alla domenica con orario continuato, a partire dalle 10:00 fino alle 19:00. Il mese di agosto segue gli stessi orari e rimane aperto tutta la settimana, lunedì compreso.

Il costo del biglietto intero è di 6,00 €, mentre il ridotto, per i bambini dai 6 ai 18 anni, è di 3,00 €. L’ingresso è gratuito per i bambini dai 0 ai 3 anni.
Per vedere I love Lego invece il costo del biglietto è di 12, 50 € mentre il ridotto 10,00 €.

Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero +39 0742 330 584 /585

 

 

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Uno dei borghi più autentici da visitare in Umbria è indubbiamente Foligno. Una cittadina in provincia di Perugia che merita di essere esplorata a piedi o in bicicletta, in modalità lenta, alla scoperta dei tesori medievali e rinascimentali che custodisce nel suo centro storico. In questo articolo trovi tanti consigli utili su cosa vedere a Foligno in 1 giorno, anche con i bambini.

Foligno. Cosa vedere in 1 giorno

Foligno si trova a metà strada tra Assisi e Spoleto e per la sua posizione privilegiata anticamente veniva considerata come il “centro del mondo”. Ovviamente considerando il mondo conosciuto nel periodo romano e medioevale, ossia relativo al bacino mediterraneo. Rientra tra le città più grandi della regione ed è uno dei borghi medievali più belli in cui fermarsi durante un viaggio on the road in Umbria. Meta perfetta, tra l’altro, per chi ama i luoghi poco turistici e desidera passeggiare indisturbato tra storia e arte.

Passeggia nel centro storico

Il centro storico di Foligno racchiude monumenti di grande interesse che svettano su vie e piazze di particolare bellezza. La chiesa più importante della città è la Cattedrale di San Feliciano. Edificata in stile barocco vanta preziosi dettagli neoclassici, e custodisce al suo interno opere del Corraduccio e di Canova. Sulla facciata spiccano decorazioni rappresentanti i segni zodiacali, i quattro evangelisti e una statua di Federico Barbarossa protetto da due grifoni. In Piazza della Repubblica, cuore pulsante della città di Foligno, si trovano poi il Duomo, il Palazzo Comunale e il Palazzo Trinci, che merita assolutamente una visita.

Entra a Palazzo Trinci

Palazzo Trinci è una delle dimore storiche più importanti d’Italia ed è il risultato di una serie di ristrutturazioni realizzate verso la fine del 1300 da Ugolino Trinci su palazzi preesistenti. La Loggia affrescata che riproduce la fondazione di Roma si raggiunge tramite un’antica scala gotica e da qui è possibile poi raggiungere le diverse sale dell’edificio. Nella Sala delle Arti e dei Pianeti ad esempio, bellissima da visitare con i bambini, sono rappresentate le arti liberali, ossia la Gramatica, l’Aritmetica, l’Astronomia etc.., i sette pianeti e le sette età dell’uomo ognuna delle quali influenzata da uno specifico pianeta e predisposta all’apprendimento di un’arte. Attualmente Palazzo Trinci ospita la Pinacoteca, il Museo Archeologico e il Museo Multimediale delle Giostre e Tornei.

Foligno, cosa vedere. Visita Palazzo Orfini

Palazzo Orfini è un elegante edificio del 1500 che oltre ad ospitare il Museo della Stampa raccoglie numerose testimonianze relative alla produzione della carta a partire dal 1400 ad oggi. Originariamente sede della famiglia Orfini, ricchi zecchieri pontifici, divenne sede della prima tipografia italiana. Qui venne stampata la prima edizione della Divina Commedia di Dante Alighieri, nel 1472.

Ammira Palazzo del Podestà

Altro edificio storico di grande interesse è il Palazzo del Podestà, che si trova proprio nelle vicinanze del Duomo di Foligno. L’edificio presenta una loggia dotata di cinque archi in cui sono incastonati dei dipinti ritraenti la Giustizia, la Temperanza, la Prudenza e la Fortezza: le quattro virtù che un buon podestà avrebbe dovuto avere per poter governare al meglio la città. In passato il Palazzo del Podestà era unito a Palazzo Trinci da un arco in pietra e dinanzi ad esso è ancora possibile ammirare, protetto da una vetrata, il vecchio Pozzo dei Miracoli risalente al periodo medievale. 

Foligno, cosa vedere i 1 giorno. Visita le sue chiese

Numerose sono le chiese di Foligno e difficilmente si riesce a vederle tutte nell’arco di una giornata. La più antica della città è la Basilica di Santa Maria Infraportis che risale all’anno mille. Edificata in pietra bianca e rosa la sua facciata è arricchita da un portico al quale negli anni successivi sono state aggiunte quattro colonne. L’interno è caratterizzato da tre navate e sulle colonne e sulla pareti sono ben visibili antichi affreschi.  Il Santuario della Madonna del Pianto invece, situato in via Garibaldi, costituisce il Duomo vicario. La sua facciata è in stile neoclassico ed ha annesso un convento neogotico che fu sede di frati Agostiniani. Fuori dal centro storico invece trovi l’Abbazia di Sassovivo, fondata da monaci benedettini nel XI secolo e immersa in una cornice naturale davvero molto particolare. E’ una cosa da vedere a Foligno per vivere la sua storia millenaria. 

Hai mai sentito parlare della Calamita Cosmica?

A Foligno, precisamente nella ex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata, è custodita una delle opere d’arte più stravaganti e inquietanti del Novecento: la Calamita Cosmica.

E’ la riproduzione di uno scheletro umano, con un particolare naso a becco. Il suo nome deriva molto probabilmente dall’asta dorata che parte dalla falange della mano, che dovrebbe rappresentare un magnete che collega la scultura al Cosmo. E’ il luogo perfetto da visitare con i bambini, attratti dalla mole della struttura e dalla storia che le ronza attorno. Se ti trovi in vacanza a Foligno devi necessariamente farci un salto.. ah! Puoi girare tra le sue ossa, ma miraccomando a non saltarci intorno!

La Calamita Cosmica Cosa vedere a Foligno
La Calamita Cosmica è un’opera monumentale di Gino de Dominicis, uno dei più emblematici esponenti dell’arte contemporanea del Novecento.

Perchè fermarsi a Foligno con i bambini

Foligno è una delle città più importanti dell’Umbria ed è letteralmente incastonata in una deliziosa vallata della regione, attraversata dal fiume Topino. Rispetto ai restanti borghi dell’Umbria Foligno si trova in pianura ed è quindi facilmente visitabile a piedi o addirittura in bicicletta. Il centro storico è chiuso al traffico e ideale se si viaggia con i bambini. Anche se poco turistica la cittadina è molto animata, soprattutto la sera quando nelle piazze si riversano gli abitanti e i turisti alla ricerca di locali dove fare un aperitivo o cenare. Ai monumenti storici si alternano suggestive strade ed eleganti piazze costeggiate da ristoranti, negozi e botteghe tipiche. Foligno è la meta ideale se desideri passare una giornata immerso nella cultura millenaria non tralasciando lo svago e il divertimento. 

 

Se hai intenzione di fare un viaggio on the road in Umbria ti consiglio di fare una tappa a Montefalco, piccolo borgo della regione immerso tra vigneti e uliveti centenari. Grazie alla sua favorevole posizione panoramica è possibile avere, dai vari belvedere che si incontrano durante la passeggiata, una fantastica vista a 360 ° sulla verdeggiantevallata tra Perugia e  Spoleto. 

Montefalco è una una vera chicca per gli amanti della storia e della cultura locale, nonchè meta di grande interesse eno-gastronomico. Qui infatti trovi il ristorante di Giorgione “Orto e cucina”, La via di mezzo, dove puoi provare la cucina tradizionale umbra e regalarti una pausa deliziosa, tra sapori e profumi tipici. 

Giorgione Orto e Cucina

Il ristorante La via di Mezzo

La via di Mezzo, a Montefalco, è il ristorante del cuoco più simpatico della tv. Protagonista indiscusso del programma culinario di Sky, Giorgione “Orto e cucina”, Giorgio Barchiesi fa trovare nei suoi piatti la stessa cucina genuina, regionale e tradizionale che hai visto tante volte preparare nella sua trasmissione.

All’entrata ti accoglie la moglie di Giorgione, Marianna, magnifica padrona di casa. La mise en place è semplice e casereccia. I sottopiatti consumati e lievemente sbeccati, tutti differenti tra loro, danno alla tavola una nota allegra e conviviale.

Giorgione “Orto e cucina”. Tuffati sul buffet di antipasti.

Prendi posto nel mitico ristorante di Giorgione Orto e Cucina e, dopo aver brindato con un ottimo Montefalco Riserva, tuffati lettaralmente sul buffet degli antipasti. A La via di mezzo Giorgio Barchiesi propone da sempre un menù fisso che comprende appunto una grandissima scelta di antipasti a buffet, seguiti da assaggi di due primi e di due secondi piatti, rigorosamente preparati secondo la stagionalità degli ingredienti. Il tutto seguito da deliziosi bocconcini di torte fatte in casa.

Inutile parlare di abbondanza. Formaggi tipici locali si alternano a sublimi prodotti caseari italiani e francesi. Deliziose mostarde e marmellate accompagnano cotanta bontà. I salumi sono di primissima scelta e si sciolgono in bocca.

Numerosi contenitori di coccio contengono le più svariate delizie gastronomiche locali, come pappa al pomodoro, fagioli in umido, trippa e testine, lampredotto. Olive, insalatine fredde di cereali e legumi saziano la vista prima dello stomaco. Un mix di sapori, profumi deliziosi e colori caldi rapiscono i sensi.

 Giorgione "Orto e cucina". Al ristorante "La via di mezzo" a Montefalco.
I deliziosi e abbondanti antipasti alla Via di mezzo sono in bellavista su un caratteristico buffet, e sono una prelibatezza.

Al ristorante “La via di mezzo” trovi sempre Giorgio Barchiesi

Una volta a tavola ecco che arriva il simpatico Giorgione, con il suo inconfondibile maglione rosso e la salopette di jeans che ormai contraddistingue il suo personaggio. Saluta con enfasi tutti i commensali da buon padrone di casa, consiglia cosa assaggiare, i vini da abbinare. E’ incline alla risata e molto socievole con tutti. Disponibilissimo a farsi fotografare.

Il menù della serata da Giorgione “Orto e cucina”

E’ difficile continuare dopo aver spizzicato tutte le deliziose pietanze del buffet, ma ci sono i primi piatti da degustare. Il menù è fisso ma varia spesso, e ti potrà capitare di trovare un assaggio di strangozzi con peperoni, guanciale e pomodorini o pasta al sugo di paljata. Ma anche tagliatelle al ragù di cinghiale e gnocchi alla norcina. I sapori dei piatti sono comunque sempre bilanciati, mai invadenti, nonostante tutte le portate siano a base di carne.

Uno dei secondi piatti più apprezzati de “La via di mezzo” è la faraona al forno, seguita dallo stracotto di manzo. Il gusto di entrambe le portate è deciso e la carne morbida e polposa.

Sai che Giorgione Orto e Cucina ha anche un’altro ristorante in zona?

Giorgione a metà serata saluta tutti e si dirige al nuovo ristorante che ha aperto assieme ai figli, il Villa Selva Country House. Si sente in dovere di fare una comparsata anche li per non deludere gli ospiti. Perché diciamocelo, prima ancora della sua cucina, in molti, noi compresi, vogliono conoscere lui.

Concludi dunque la tua serata o il tuo pranzo con una degustazione di torte fatte in casa con ingredienti semplici e genuini. I dessert sono classici, come la torta di mele e la torta di cioccolato e ricotta, sezionate in deliziosi bocconcini uno tira l’altro. 

Perché cenare da Giorgione “orto e cucina”

Il locale de “La via di mezzo” è semplice ed accogliente, una classica osteria a conduzione familiare. Pochi ma essenziali arredi e come già detto, una tavola apparecchiata in maniera semplice, casalinga. La gentilezza è una costante. Dai padroni di casa ai camerieri tutti hanno sempre una parola gentile, un sorriso e un accortezza, nonostante il locale sia sempre colmo di persone. Le porzioni sono abbondanti. Ti consiglio di non esagerare con gli antipasti perchè vale la pena assaggiare ogni portata. La semplicità paga sempre e questo posto ne è la prova. Giorgione non stupisce con piatti gourmet, elaborati e graziosamente impiattati. Giorgione nel piatto ci mette la genuinità. 

Giorgione "Orto e cucina" a La via di mezzo di Montefalco
Il mitico Giorgione non manca certo di simpatia! Si diverte a servire i clienti presentando ogni portata del buffet e non Si tira mai indietro per foto e autografi!

Informazioni e prezzi

Il menù de “La via di mezzo” è fisso, come già specificato. Si spende sui 35,00 € a persona, bevande escluse. Considerando la quantità delle porzioni e soprattutto la qualità degli ingredienti direi che il rapporto qualità prezzo è più che equilibrato.

Ti consiglio di prenotare almeno un paio di mesi prima se hai intenzione di assaggiare la cucina tipica di Giorgio Barchiesi. La lista d’attesa è molto lunga. Soprattutto nei week end è quasi impossibile trovare un tavolo. 

La Via di Mezzo inoltre è un locale pet-friendly. Gli animali sono ammessi, sempre accompagnati da padroni educati.

Giorgione Alla Via di Mezzo | Montefalco (Pg) | Via Santa Chiara da Montefalco, 52 | tel. 0742.362074 | email: allaviadimezzo@libero.it

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