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L’Aquila, situata nel cuore dell’Abruzzo, è una città ricca di storia, arte e cultura che risale a tempi antichi. Pur avendo subito gravi danni a causa del terremoto del 2009, la città ha dimostrato una notevole resilienza e determinazione nel preservare e promuovere il suo patrimonio culturale. Ecco perché L’Aquila è da sempre associata alla cultura. La nomina a capitale della cultura 2026 rappresenta un’opportunità eccezionale per la città di continuare il suo percorso di rinascita e valorizzazione del patrimonio culturale, storico e artistico. Questo riconoscimento non solo celebra la ricchezza culturale della città, ma anche il suo impegno nel promuovere la cultura come motore di sviluppo e coesione sociale. 

L’Aquila, Capitale della Cultura 2026

L’Aquila ha compiuto grandi progressi nella ricostruzione delle aree colpite dal terremoto e nella riapertura di importanti siti culturali e storici. La nomina come capitale della cultura offre ulteriori opportunità per accelerare questo processo e per continuare a trasformare la città in un polo culturale di rilievo.

La città ha infatti un ricco patrimonio culturale che include chiese medievali, palazzi rinascimentali, musei e siti archeologici. La nomina come capitale della cultura 2026 permetterà di valorizzare ulteriormente questi tesori, attirando l’attenzione nazionale e internazionale e incoraggiando la conservazione e la promozione di questa preziosa eredità.

L’Aquila. Capitale della Cultura 2026. Eventi e innovazione

L’Aquila vanta un patrimonio storico e artistico ricco e diversificato, che riflette secoli di storia e cultura. Monumenti, chiese, palazzi e musei testimoniano l’importanza e la grandezza della città nel corso dei secoli. La Basilica di Santa Maria di Collemaggio, il Castello Cinquecentesco, il Palazzo Ardinghelli e il Museo Nazionale d’Abruzzo sono solo alcune delle gemme culturali che L’Aquila offre ai visitatori.

Dopo il terremoto del 2009, L’Aquila si è impegnata nella ricostruzione e nella rinascita della sua identità culturale. Attraverso progetti di recupero, restauri e iniziative culturali, la città sta lentamente recuperando il suo splendore e la sua vitalità. Nuovi spazi culturali, come il Centro Multimediale di Cultura, il Museo delle Genti d’Abruzzo e la Casa Museo di Gabriele d’Annunzio, stanno emergendo per arricchire l’offerta culturale della città.

L'Aquila è la nuova Capitale della Cultura 2026

L’Università degli Studi dell’Aquila, fiore all’occhiello d’Abruzzo

L’Università degli Studi dell’Aquila, fondata nel 1596, rappresenta inoltre un punto di riferimento importante per la cultura e l’istruzione nella città. Con le sue facoltà, i suoi dipartimenti e i suoi centri di ricerca, l’Università contribuisce alla diffusione della conoscenza e all’innovazione nel campo della scienza, dell’arte e della cultura.

L’Aquila avrà l’opportunità di organizzare una serie di eventi e manifestazioni culturali di risonanza internazionale. Concerti, spettacoli teatrali, mostre d’arte, performance artistiche, proiezioni cinematografiche e conferenze potranno animare la città, coinvolgendo residenti e visitatori e contribuendo alla sua rinascita culturale.

La nomina come capitale della cultura può fungere da catalizzatore per l’innovazione e la creatività. Attraverso programmi educativi, laboratori artistici, residenze creative e progetti collaborativi, L’Aquila può diventare un centro dinamico per l’arte, la cultura e l’innovazione, ispirando nuove idee e collaborazioni.

Nuove opportunità per lo sviluppo di un turismo sostenibile

L’Aquila può promuovere il turismo sostenibile, che rispetta l’ambiente, la cultura e le comunità locali. Attraverso politiche di sviluppo turistico responsabile, la città può attrarre visitatori interessati al patrimonio culturale, alla natura, all’enogastronomia e alla storia, contribuendo al benessere economico e sociale della città e della regione circostante.

La nomina di L’Aquila come capitale della cultura 2026 è un’opportunità unica per la città di consolidare il suo ruolo come centro culturale e artistico di rilievo. Attraverso la valorizzazione del suo patrimonio, l’organizzazione di eventi e manifestazioni e l’incentivazione dell’innovazione e della creatività, L’Aquila può guardare al futuro con fiducia e speranza, continuando il suo percorso di rinascita e crescita.

Orvieto è una splendida città dell’Umbria, situata in cima a una rupe di tufo. Vanta un patrimonio artistico unico nel suo genere, con un centro storico che è un vero e proprio museo a cielo aperto, che racchiude storia, architettura e artigianato. Passeggia tra i caratteristici vicoli e assaporane ogni sfumatura, fermati nelle botteghe artigiane di ceramiche e terracotta, nei laboratori artistici del legno e del cuoio, respira il profumo degli elementi primordiali. In questo articolo trovi qualche consiglio utile per visitare Orvieto e su cosa vedere in 1 giorno nel suo centro storico. 

Orvieto, cosa vedere in 1 giorno

Le zone centrali di Orvieto sono completamente pedonalizzate, perfette quindi se viaggi con i bambini. Girovagare per le strette strade medievali del centro storico è un’esperienza affascinante. Scoprirai palazzi antichi, cortili nascosti, chiese pittoresche e angoli suggestivi che raccontano la storia millenaria di Orvieto. Inizia la tua giornata visitando il maestoso Duomo di Orvieto. Questa cattedrale gotica è famosa per la sua facciata decorata con mosaici, sculture e intarsi di marmo.

Entra nel Duomo di Orvieto

Inizia la tua giornata visitando il maestoso Duomo di Orvieto. Questa cattedrale gotica è famosa per la sua facciata decorata con mosaici, sculture e intarsi di marmo. Assicurati di visitare anche l’interno, dove troverai capolavori artistici come il San Brizio Chapel, affrescato da Luca Signorelli. Il Duomo di Orvieto è una delle principali attrazioni della città e uno dei capolavori dell’architettura gotica italiana. 

Orvieto, cosa vedere in 1 giorno

La sua costruzione inizia nel 1290 e continua per diversi secoli. E’ stato edificato per ospitare la reliquia del Corporale del miracolo di Bolsena, un evento miracoloso avvenuto nella città nel 1263. Questa reliquia è conservata in una teca di cristallo all’interno della Cappella del Corporale, nel transetto destro della chiesa. Il Duomo presenta una maestosa facciata in stile gotico, arricchita da sculture, mosaici e intarsi marmorei. È divisa in tre parti orizzontali e tre verticali, con sculture che raffigurano scene bibliche e motivi ornamentali intricati. Le sue dimensioni imponenti e la ricchezza dei dettagli lo rendono uno dei più belli d’Italia.

L’interno del Duomo è altrettanto impressionante. Le pareti sono decorate con affreschi e opere d’arte di artisti rinomati, tra cui Fra Angelico. La Cappella di San Brizio, affrescata da Luca Signorelli, è particolarmente celebre per la sua rappresentazione del Giudizio Universale.

L’edificio ospita numerosi tesori artistici, tra cui dipinti, sculture, reliquie e manufatti sacri. La sacrestia inoltre è adornata da un pregevole armadio rinascimentale intarsiato, noto come Armadio dei Monaci.

Il Duomo di Orvieto è non solo un luogo di culto, ma anche una testimonianza straordinaria della ricchezza artistica e spirituale dell’Umbria medievale. La sua visita è un’esperienza indimenticabile per chiunque ami l’arte, la storia e l’architettura.

Visita il Museo dell’Opera del Duomo e gli altri musei della città

Se hai tempo e interesse, visita alcuni dei musei di Orvieto, come il Museo dell’Opera del Duomo, che ospita una collezione di arte sacra e oggetti liturgici, o la Galleria Nazionale dell’Umbria, che presenta opere d’arte di artisti locali e internazionali.

Situato accanto al Duomo, il Museo dell’Opera ospita una ricca collezione di opere d’arte e manufatti sacri provenienti dalla cattedrale e da altre chiese della città. Tra le opere esposte vi sono dipinti, sculture, arazzi e paramenti liturgici di grande valore storico e artistico.

Nel Museo Archeologico Nazionale di Orvieto invece puoi farti un’idea sulla storia antica della regione, con particolare enfasi sull’epoca etrusca e romana. Le collezioni includono reperti archeologici, ceramiche, oggetti in bronzo e altre testimonianze dell’antica civiltà etrusca che ha prosperato nella zona.

Il Museo Faina, situato nel Palazzo Faina, è un’altro museo di Orvieto che vale la pena visitare. Conserva una vasta collezione di arte e manufatti, inclusi dipinti, sculture, arredi e oggetti d’arte applicata, che spazia dal Rinascimento al XIX secolo e offre una visione della storia dell’arte nella regione.

Interessante anche il Museo del Coccio, situato nell’ex convento di San Giovanni, vicino al Duomo. Esso ospita una vasta collezione di ceramiche etrusche, medievali e rinascimentali, provenienti principalmente dalle tombe etrusche della zona di Orvieto.

Raggiungi la Torre del Moro

La Torre del Moro è una delle attrazioni più emblematiche di Orvieto. Risale al XII secolo ed è stata parte integrante del sistema difensivo della città, rientrando nella sequenza di torri che punteggiavano il profilo della città medievale. Serviva sia a scopi di difesa che come punto di osservazione.

La Torre del Moro ha una struttura imponente e slanciata, con una base massiccia che si affina man mano che si innalza. La sua forma cilindrica e la robusta costruzione in pietra la rendono un elemento distintivo del panorama urbano di Orvieto. Si erge infatti per circa 47 metri sopra il livello del suolo e offre una vista panoramica spettacolare sulla città e sulla campagna circostante. È possibile salire fino alla cima della torre tramite una scalinata interna che conduce al campanile, il quale ospita una campana che suona regolarmente per segnare le ore e i momenti significativi della giornata.

Una volta in cima alla Torre del Moro, puoi godere di una vista mozzafiato su Orvieto e sui dintorni. È possibile ammirare il Duomo, i tetti delle case medievali, i vigneti e i paesaggi collinari che circondano la città.

La Torre del Moro è un simbolo iconico di Orvieto e una tappa imperdibile per chi visita questa affascinante città umbra. La sua storia, la sua architettura e la sua posizione la rendono una testimonianza straordinaria del patrimonio storico e culturale della regione.

Visita il Pozzo di San Patrizio

Prosegui la tua visita ammirando il Pozzo di San Patrizio, un’imponente opera di ingegneria idraulica risalente al XVI secolo. Puoi scendere i suoi 248 gradini a spirale per raggiungere il fondo e ammirare la sua struttura a doppia elica.

Questo pozzo è stato commissionato da papa Clemente VII durante il XVI secolo, quando Orvieto era minacciata da un potenziale assedio. Fu progettato infatti per garantire un accesso costante all’acqua potabile, essenziale per resistere a un lungo isolamento. Il pozzo, progettato dall’architetto Antonio da Sangallo il Giovane, ha una struttura a doppia elica che consente a chi scende di non incontrare mai chi sta salendo, rendendo la discesa e la salita più agevoli e sicure.

Orvieto, cosa vedere in 1 giorno. il pozzo di San Patrizio

Ha una profondità di circa 53 metri e una larghezza di 13 metri. Durante i periodi di assedio o carestia, il pozzo garantiva un’adeguata riserva d’acqua potabile per la popolazione di Orvieto. Era un elemento essenziale per la sopravvivenza della città in tempi difficili.

Oggi, il Pozzo di San Patrizio è aperto ai visitatori che desiderano esplorare la sua struttura e scendere le scale elicoidali fino al fondo. È una delle attrazioni più popolari di Orvieto e offre un’esperienza unica ai visitatori.

Ma perche il pozzo è intitolato a San Patrizio? Il nome deriva da una leggenda secondo Patrizio, il santo patrono d’Irlanda, fu imprigionato a Orvieto e lavorò per far costruire il pozzo.

La visita al Pozzo di San Patrizio è un’opportunità unica per esplorare un capolavoro architettonico e ingegneristico del Rinascimento italiano e per immergersi nella storia e nelle leggende della città di Orvieto.

Scendi nell’Orvieto Sotterranea

Orvieto sotterranea è una delle attrazioni più affascinanti della città. Consiste in una serie di grotte, cisterne e passaggi segreti scavati nella roccia tufacea su cui sorge la città.

Orvieto infatti è attraversata da una rete intricata di gallerie e passaggi sotterranei che si estendono per chilometri sotto la città. Questi passaggi furono inizialmente scavati dagli abitanti di Orvieto per scopi difensivi e come vie di fuga durante gli assedi. Le cisterne sotterranee di Orvieto erano utilizzate per la raccolta e lo stoccaggio dell’acqua piovana, che veniva poi utilizzata durante i periodi di siccità o assedio. Alcune di queste cisterne sono ancora visibili e visitabili oggi.

La roccia tufacea su cui sorge Orvieto poi è stata scavata per secoli per estrarre il tufo, una pietra calcarea utilizzata per la costruzione. Le cave di tufo sotterranee offrono un’interessante prospettiva sulla storia dell’edilizia e sull’ingegneria mineraria nella regione. È possibile esplorare Orvieto sotterranea attraverso visite guidate organizzate da operatori turistici locali. Durante queste visite, i visitatori possono scoprire la storia e l’architettura dei sotterranei e apprendere interessanti aneddoti sulla vita quotidiana degli abitanti di Orvieto nel corso dei secoli.

A volte inoltre vengono organizzati eventi speciali e spettacoli teatrali nelle grotte e nei sotterranei di Orvieto. Queste rappresentazioni offrono un modo unico per immergersi nella storia e nella cultura della città.

Orvieto sotterranea è un’esperienza unica che ti consente di scoprire un lato nascosto e affascinante della città. Se visiti Orvieto, non perdere l’opportunità di esplorare questi antichi passaggi sotterranei e di immergerti nella sua storia millenaria.

Cosa mangiare a Orvieto?

Tra i piatti tipici di Orvieto meritano un assaggio la gallina ‘mbriaca, così chiamata perché viene cotta nel vino, e la minestra di ceci e castagne. Altro piatto tipico sono gli stringozzi al tartufo nero di Norcia, e la carne, che da queste parti è sublime. Ovviamente non può mancare il vino, perché i vini orvietani sono tra i migliori del’Umbria e d’Italia.

Concludi il pasto con alcuni dolci tradizionali umbri come la torta al testo, una focaccia tipica della regione, o i dolci ricchi di mandorle e noci come i biscotti cantucci o il torrone di cioccolato. Oltre a questi piatti e prodotti tipici, non dimenticare di esplorare i mercati locali e le botteghe alimentari di Orvieto, dove potrai trovare una varietà di prodotti locali, formaggi, salumi e specialità gastronomiche umbre da gustare e portare a casa come souvenir. Buon appetito!

Cosa vedere in Umbria? Natura, cultura e storia millenaria fanno dell’Umbria una delle regioni più suggestive d’Italia. I suoi territori sembrano fatti apposta per essere esplorati on the road viste le famose strade paesaggistiche e le numerose tappe da poter fare lungo il tragitto. Non solo borghi medievali di rara bellezza ma anche colline verdeggianti, campi colorati dal grano e dai girasoli e tradizioni preziose fanno di questa regione una vera chicca da girare in auto.

Cosa vedere in Umbria

Sono moltissime le cose da vedere e da fare in Umbria ed il modo migliore di esplorarla è indubbiamente pianificando un itinerario ad hoc da percorrere in auto. Spostandoti con la macchina avrai modo di creare un viaggio su misura per te, avventuroso e dinamico, riuscendo forse a vedere l’intera regione in una sola volta. Sei pronto a vivere questo road trip?

Spoleto, la città d’arte

Una delle più seducenti città d’arte dell’Umbria è senza dubbio Spoleto. Si sviluppa sul colle Sant’Elia e il suo centro storico mantiene intatte le origini medievali e paleocristiane. Ne sono testimonianza l’Arco di Druso e Germanico, il Teatro Romano e la basilica di San Salvatore. Il Duomo di Spoleto rimane uno dei monumenti più importanti della città e deve la sua straordinaria bellezza alle forme romaniche ingentilite nel corso degli anni da un tocco di stile rinascimentale. La sua facciata è adornata da un grande mosaico di ispirazione bizantina e conserva al suo interno grandi opere d’arte, come il busto in bronzo di Urbano VIII del Bernini.

Cosa vedere in Umbria on the road
Spoleto è una città eclettica, sempre all’avanguardia. Nonostante i numerosi festival che vengono organizzati tra le sue mure riesce a mantenere una compostezza unica, mai caotica.

Di grande interesse storico e paesaggistico è il Ponte delle Torri, costruito nel 1300 con funzioni di acquedotto. Dai suoi ottanta metri di altezza collega la città alla Rocca Albornoziana. Ad oggi Spoleto ospita eventi nazionali ed internazionali di grande qualità, come Il festival dei due mondi.

Norcia, terra di San Benedetto

Nonostante il devastante terremoto del 2016 Norcia continua fieramente ad essere uno dei borghi più suggestivi e accattivanti dell’Umbria. Terra natale di San Benedetto e patria del tartufo questa elegante cittadina vanta un centro storico affascinante nel quale si concentrano i monumenti più importanti. Piazza San Benedetto è il cuore pulsante del borgo e qui si trova la Castellina, una residenza fortificata del 1500 appartenente al prefetto pontificio, oggi sede del Museo Diocesano.

Cosa vedere in Umbria viaggiando on the road
Nonostante il devastante terremoto del 2016 Norcia ospita ogni anno numerosi turisti attratti non solo dai monumenti storici che si spera vengano recuperati al più presto, ma soprattutto per i prodotti tipici locali, come i salumi e il tartufo.

Da Norcia è possibile raggiungere in pochi minuti Castelluccio, la patria delle lenticchie, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il fiume Corno, dove praticaresport acquatici come il rafting! 

Le Cascate delle Marmore in Valnerina

Le Cascate delle Marmore sono letteralmente immerse nella natura meravigliosa dell’Umbria. Sono le cascate più suggestive e famose d’Italia e si trovano nella Valnerina, a poca distanza da Terni e Spoleto. Classificate tra le più alte d’Europa le Cascate delle Marmore si dividono in tre salti spettacolari che con tutta la loro potenza si lanciano dal fiume Velino per tuffarsi nel Nera. Il nome Marmore deriva dai sali di carbonato di calcio che si sedimentano all’interno delle rocce circostanti. Marmore però è anche il nome del paese in cui si trovano le cascate, un bellissimo borgo medievale della Valnerina.

Cosa vedere in Umbria on the road
Le Cascate delle Marmore sono una delle tappe da fare assolutamente durante un road trip in Umbria. Oltre ai percorsi immersi nella natura della Valnerina è possibile praticare numerose attività outdoor con tutta la famiglia.

Numerose sono le attività da poter fare all’interno del parco delle cascate delle Marmore, come il rafting e il canyoning. Con i bambini invece è possibile visitare le grotte naturali che si aprono nella rupe della Cascata delle Marmore attraverso l’area escursionistica del parco. Un esperienza da non perdere per conoscere i segreti del mondo sotterraneo delle cascate.

Le Mole di Narni e il Porto Romano di Stifone

Nel cuore della Valnerina e a pochi chilometri da Narni esiste un luogo paradisiaco ma molto pericoloso. Le Mole di Narni sono infatti le piscine naturali più belle d’Italia, uno specchio d’acqua dal color cobalto di straordinaria bellezza. Non sono però balneabili perchè soggette all’apertura della diga di una vicina centrale idroelettrica. Un tuffo nel fume Nera è invece ( quasi) consentito presso l’Antico Porto Romano di Stifone, tra i resti del cantiere navale da poco riqualificato e tornato al vecchio splendore. L’acqua gelida e le sue spettacolari gradazioni di colore sono irresistibili. L’area è recintata ma non controllata e i local assicurano che non c’è pericolo a fare un tuffo in questa zona poichè l’apertura della diga è segnalata da una sirena e soprattutto molto rara.

Cosa vedere in Umbria on the road
Il Porto Romano di Stifone è stato da poco ripulito e riportato all’antico splendore. Anche se recintato è possibile scendere fino alle rovine per fare un bagno rigenerante, ma il posto non è in sicurezza e non è controllato.

Assisi, la città di San Francesco

Borgo umbro di straordinaria bellezza Assisi incanta il visitatore con la sua gioiosa tranquillità. Arroccato su una collina che domina la vallata sottostante è uno dei posti imperdibili della regione e la sua fama è legata al santo protettore degli animali: San Francesco. A testimoniarne il passaggio restano numerose chiese che attirano ogni anno milioni di visitatori.

La basilica di San Francesco è una meta molto ambita non solo dai pellegrini ma anche dai turisti affascinati dall’architettura e della storia che rappresenta. Ma al di là della religiosità del paese Assisi vanta monumenti di straordinaria bellezza e di grande interesse storico e culturale, come il Tempio della Minerva e la Rocca Maggiore. 

Cosa vedere in Umbria. Montefalco, terra di vini DOC

Il borgo medievale di Montefalco domina la vallata del Clitunno regalando panorami pazzeschi. Viene infatti chiamata anche “ringhiera dell’Umbria” proprio per la spettacolari viste che si hanno dalle sue balconate. La cittadina è immersa in profumati uliveti e in vigneti che producono vini d’eccellenza come il famoso Sagrantino di Montefalco, una DOCG prodotta con sole uve sagrantino del territorio.

Il borgo racchiude tra le sue mura duecentesche preziosi tesori artistici e storici come la Chiesa Museo di San Francesco. Al suo interno si trova uno dei più celebri cicli pittorici italiani raffigurante la vita di San Francesco in dodici scene, dipinte da Benozzo Gozzoli nel 1452. Montefalco è un borgo da esplorare con ritmi lenti e interessati perdendosi tra le botteghe tipiche e le caratteristiche enoteche. 

Cosa vedere in Umbria. Foligno, il centro del mondo

Foligno si trova esattamente a metà strada tra Spoleto e Assisi e, a differenza degli altro borghi umbri collocati in zone collinari, si trova in pianura ed è piacevole da girare a piedi o in bici. Viene considerata il “centro del mondo” da epoca medievale perchè si trova esattamente al centro della penisola italiana, a lungo reputata il centro d’Europa e quindi del mondo. Il centro storico di Foligno è un gioiello medievale e qui si concentrano tutti i monumenti più importanti come il Duomo di San Feliciano e la chiesa di San Giacomo in Piazza del Grano, edificata nel 1200 in stile gotico e riconoscibile per le bande rosse e bianche che si alternano sulla facciata.

Cosa vedere in Umbria on the road

La storia illustre del borgo è testimoniata da Palazzo Trinci, un’edificio dalla meravigliosa architettura medievale e rinascimentale. Si trova in Piazza della Repubblica ed è sede della Pinacoteca di Foligno e del Museo Archeologico. 

Perugia, la patria del cioccolato

Il borgo medievale fortificato di Perugia è un vero gioiello dell’Umbria. Custodisce tra le sue mura preziosi tesori che sono testimonianza del suo passato ricco di storia. E’ una cittadina da esplorare in modalità lenta alla scoperta dei suoi monumenti più prestigiosi, come il Pozzo Etrusco e la Galleria Nazionale. Al di la della sua apparente tranquillità Perugia è una città viva e sempre in movimento, soprattutto per via delle suoi poli universitari che garantiscono una notevole affluenza di giovani provenienti da ogni angolo del mondo.

Perugia è anche la patria natale dei famosi Baci Perugina, i famosi cioccolatini con la dedica all’interno. E’ possibile visitare la fabbrica della Perugina per scoprire ogni curiosità legata alla produzione dei baci e degli altri prodotti di cioccolato. La visita si conclude sempre con una dolce degustazione dei prodotti delle Perugina! 

Orvieto e il pozzo. Cosa vedere in Umbria.

Orvieto è un piccolo e prezioso gioiello e rientra tra le cose da vedere in Umbria viaggiando on the road. Arroccata su una rupe di tufo domina tutta la vallata sottostante e sembra stringere amicizia con le nuvole di passaggio. Tra le sue mura racchiude opere di grande valore storico e architettonico ed è famosa in Italia e nel mondo soprattutto per il Duomo, edificio in stile gotico dalla perfezione assoluta. Orvieto vanta anche un opera idraulica dal valore inestimabile: il Pozzo di San Patrizio.

Capolavoro di ingegneria il Pozzo di San Patrizio è profondo 62 metri ed è scavato completamente nelle rocce di tufo. Viene chiamato il pozzo perfetto perchè le sue doppie scale elicoidali sono completamente indipendenti e permettono di scendere senza incontrare chi sale. Questo per rendere i rifornimenti di acqua alla città molto più semplici e veloci. Il pozzo è illuminato da ben 72 finestre e ha 258 scalini da affrontare, sia in discesa che in risalita. 

Perchè fare un viaggio on the road in Umbria

L’Umbria è la regione ideale per chi ama il turismo lento e di qualità. Ogni borgo è ricco di tesori artistici, storici e architettonici affascinanti che conservano tutta l’essenza della storia italiana. L’Umbria va leggermente controcorrente rispetto alle restanti regioni della penisola puntando su un turismo di qualità che rimane al di fuori di ogni possibile traccia di industrializzazione. La regione accoglie i visitatori portando l’attenzione sulle manifestazioni folkloristiche e sulle tradizioni locali fatte anche e soprattutto di ottima gastronomia. Tutela inoltre la propria biodiversità alimentando un turismo di prossimità, ad oggi rivelatosi una vera carta vincente.

Il clima sempre mite e la gioviale accoglienza della gente locale fanno dell’Umbria una meta da visitare in ogni stagione dell’anno. Le sue strade paesaggistiche, i numerosi belvedere e le vallate che vengono interrotte da rocche e colline verdeggianti la rendono una delle regioni italiane da esplorare rigorosamente on the road. Uno stile di viaggio che ti permette di provare quel senso di libertà e appagamento che solo la natura meravigliosa, in tutte le sue sfumature più belle, riesce a dare. 

 

Uno dei borghi più belli da vedere in Umbria con i bambini è senza dubbio Città della Pieve. Si trova in provincia di Perugia, immersa nella natura rigogliosa della regione, tra i vigneti e gli uliveti della Val di Chiana. Uno degli aspetti più importanti di questa città è che la sua conformazione urbana è stata valorizzata da deliziosi dettagli e divisa in percorsi ben definiti in cui perdersi, tra panorami mozzafiato e scorci romantici. 

Città della Pieve. Cosa vedere

Passeggia nel centro storico

Il centro storico di città della Pieve è diviso in “terzieri”. Ciò significa che vanta diverse frazioni amministrative. Il terziere del Borgo Dentro era riservato un tempo all’alta borghesia, ai nobili e agli ecclesiastici, mentre nel terziere del Castello risiedevano i cavalieri e le forze armate. Il terziere del Casalino invece era popolato dai contadini e dalla gente comune, fulcro della vita cittadina. La conformazione urbana del centro storico è rimasta perfettamente la stessa del 1200, divisa dunque in terzieri e popolata da edifici costruiti con mattoni a vista, tetti in legno e antichi portoni con maniglie di ghisa. Come i palazzi anche le strade, le scalinate e i vicoli sono rimasti gli stessi che nel medioevo venivano calpestati a piedi nudi dai bambini o sui quali venivano trasportati i carretti pieni di prodotti degli orti, pronti per essere barattati o venduti al mercato. 

Cosa vedere a Città della Pieve con i bambini
Ogni angolo di Città della Pieve regala emozionanti sorprese. Non c’è uno scorcio che non rappresenti la sua storia o la sua architettura medievale.

Segui i “Percorsi” del borgo

Per facilitare la visita ai turisti e per far conoscere ogni angolo del borgo di Città della Pieve sono stati creati quattro percorsi tematici, ognuno contrassegnato da un colore. Divertiti a seguirli tutti. E’ un ottimo modo per non perderti nessuno scorcio caratteristico. Inoltre puoi divertirti a giocare con i bambini a cercare i più importanti punti di interesse come in una vera caccia al tesoro. Armati di mappa e via!

Parti dal percorso rosso

Parti dal percorso rosso, dedicato ai monumenti e alla storia architettonica della città. Puoi così scoprire i più importanti edifici di Città della Pieve, come la Rocca Perugina e la Torre del Pubblico. Il percorso ti porta dritto alla cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, che conserva al suo interno alcune opere del Perugino, uno dei più illustri artisti dell’Umbria, nato tra l’altro proprio in questo borgo. Altre opere di questo famoso pittore sono esposte nell’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi e nella Chiesa di San Pietro. Visita anche il Palazzo della Corgna e il Palazzo Vescovile, dove trovi la mostra permanente denominata ” Spazio Kossuth”.

Città della Pieve cosa vedere in Umbria con i bambini
Prima di arrivare nel centro di Città della Pieve incontri la Chiesa di San Francesco. Al suo interno è situato il Santuario della Madonna di Fatima.
Esternamente è in stile romanico e all’interno oltre a contenere una nicchia con la Madonna dove il color cobalto è posto in evidenza, si trova un affresco con la crocifissione di Gesù risalente al trecento.

Tuffati nel percorso verde

Il verde non poteva che essere associato agli scorci paesaggistici ed è risaputo che l’Umbria è una delle regioni più verdeggianti d’Italia. Ti trovi infatti in una delle zone più pittoresche del territorio, dove abbondano prati, vigneti e colline rigogliose. Approfitta quindi dei belvedere di Città della Pieve per goderti lo spettacolo… I belvedere sono otto e alcuni sono molto semplici da trovare. Quello della Rocca ad esempio è il più centrale e quindi facilmente raggiungibile. Cerca però di arrivare a tutti gli altri affacci paesaggistici perchè ognuno di essi regala scenari da togliere il fiato. Dal belvedere di Via Case Basse puoi vedere addirittura Montepulciano mentre, se guardi in basso, trovi il dirupo di Sansalvatico, dove sono ben visibili sabbie e argille che già dal Medioevo venivano usate per produrre il laterizio con il quale è stata edificata Città della Pieve. 

Città della Pieve, cosa vedere. Segui il sentiero azzurro

Ora devi immergerti totalmente nell’atmosfera medievale di Città della Pieve e andare alla scoperta dei vicoli segreti del borgo. Il percorso azzurro ti porta verso i 19 punti più scenografici e instagrammabili della città. Strada facendo puoi ammirare gli splendidi palazzi in laterizio, con i caratteristici colori della terra bruciata. Cammina con la testa all’insù e lasciati ammaliare dagli antichi balconi e dalle iscrizioni che trovi sulle facciate. Tutto ti riporta indietro nel tempo, lasciandoti una sensazione di stupore e meraviglia addosso. Numerosi sono i vicoletti caratteristici in cui vagare, tra piante fiorite e portoni antichi, panni stesi al sole e vecchie insegne scolorite. Il più gettonato? Vicolo Baciadonne, il più stretto d’Italia. Fai attenzione a non rimanerci incastrato!

Ora lasciati guidare dai profumi del sentiero giallo

Dopo aver girovagato in lungo e in largo per Città della Pieve arriva il momento di dedicarsi ad una sana mangiata ristoratrice. E quale modo migliore di scoprire la gastronomia locale se non seguendo un percorso ad hoc? Seguendo il sentiero giallo farai un tuffo nei sapori della cucina tipica locale, provandone i prodotti autoctoni nei ristoranti del centro storico. Città della Pieve inoltre è famosa nel mondo per la produzione di zafferano, ma anche di olio e vino pregiati. Le uve ad esempio sono classificate come DOC dei Colli del Trasimeno e i vitigni sono per lo più sangiovesi. Il vino rosso di Città della Pieve ha caratteristiche ben definite ed è particolarmente indicato per carni rosse e verdure. Anche l’olio è un prodotto DOP ed ha un sapore piuttosto fruttato. Da provare assoluto sul pane caldo.

Conosci l”Oro rosso” di Città della Pieve?

Tornando allo zafferano, spezie pregiata, qui a Città della Pieve viene coltivato in piccoli campi e raccolto ancora a mano, tra ottobre e novembre, rigorosamente all’alba, quando i fiori sono ancora chiusi. Questo per non far perdere le proprietà nutritive presenti negli stimmi. Una tradizione millenaria tutelata e salvaguardata dai produttori della zona, che ne conservano in questo modo la tipicità e la qualità. E’ denominato “Oro rosso” proprio perchè nel corso dei secoli è diventato prezioso quanto l’oro e spesso riservato solo alle tavole dei nobili e delle persone più facoltose. Per il colore che lo contraddistingue e per il prezzo, non certo basso, lo zafferano ha continuato nel tempo ad essere chiamato Oro rosso.

Prima di entrare nel centro storico di Città della Pieve trovi una deliziosa cabina telefonica che ha cambiato destinazione d’uso. Ora raccoglie tantissimi volumi dedicati a grandi e piccini ed è un punto di book crossing super colorato. Prendi il libro che più ti piace e lasciane un altro per chi arriva dopo di te!

Perchè visitare Città della Pieve

Passeggiare nella città del Perugino seguendo i percorsi arcobaleno è un modo meraviglioso di scoprirne la storia e la vita quotidiana. I sentieri sono pensati e strutturati in modo da orientare i visitatori verso la conoscenza del tessuto urbano, creando una dimensione unica in cui immergersi a capofitto. Un delizioso gioco non solo per i bambini, che si divertono a seguire le stradine colorate e ad individuare i percorsi grazie alla segnaletica, ma soprattutto per gli adulti, che non si sentono spaesati bensì guidati verso gli scorci più caratteristici del centro storico. 

 

Sei pronto per vivere un’esperienza di soggiorno da Mille e una Notte? A Verucchio, in provincia di Rimini, puoi dormire in una suite di lusso con piscina privata ricavata in un’antichissima Torre medievale. In paese infatti, considerato uno dei Borghi più belli d’Italia, trovi l’Hotel Oste del Castello, una struttura di charme dal fascino indiscusso, splendidamente ristrutturato, situato proprio nel centro storico di Verucchio. Uno degli elementi distintivi di questo hotel a 4 stelle è la possibilità di poter soggiornare in un’antica torre medievale, che ti trasporta indietro nel tempo avvolgendoti in magiche storie di dame e cavalieri. 

Suite con piscina privata

Se stai cercando dunque una suite con piscina privata in cui passare momenti indimenticabili con il tuo partner, continua a leggere l’articolo. Ti porto all’interno della torre Rosa D’Oro Resort dell’Hotel Oste del Castello di Verucchio e ti assicuro che te ne innamorerai immediatamente. 

Ti piacerebbe dormire in una Torre Medievale?

Verucchio è un comune situato nella provincia di Rimini, nella regione italiana dell’Emilia-Romagna. Caratterizzato da una storia ricca e affascinante, il paese è noto per la pittoresca e maestosa Rocca Malatestiana, che domina l’intera area circostante. Questa fortezza medievale è stata testimone di numerosi eventi di grande importanza storica e ha mantenuto intatta la sua maestosità attraverso i secoli.

L’Hotel Oste del Castello è situato proprio ai piedi della imponente Rocca, e la sua peculiare posizione offre ai suoi ospiti un’atmosfera unica e suggestiva. L’hotel è stato restaurato con cura, conservando il suo fascino originale mentre offre comfort moderni e servizi di alta qualità. 

Ciò che rende veramente speciale l’Hotel Oste del Castello però è la possibilità di soggiornare in un’autentica torre medievale, facente parte delle originarie mura malatestiane del Borgo di Verucchio.

Questa opzione non è solo un semplice pernottamento, ma una vera e propria esperienza di soggiorno di lusso dedicata al confort e al benessere, non tralasciando certo la storia e l’architettura del borgo, ne tantomeno l’offerta gastronomica locale. 

Ti porto nelle stanze della Torre Medievale Rosa D’Oro Resort

La Torre Rosa D’Oro dell’Hotel Oste del Castello domina la porzione finale delle mura malatestiane di Verucchio, e si innalza nella parte più suggestiva del borgo stagliandosi verso il cielo tra alberi secolari cullati dal vento. Se dall’esterno ti sembrerà di vedere una torre uscita da un libro di favole, gli interni ti confermeranno questa impressione. Eleganti arredi, preziosi tendaggi, antichi dipinti murali e caratteristiche mura in pietra ti accolgono in una delle suite più caratteristiche d’Italia. Oltrapassa la soglia e lasciati guidare dalle sensazioni. L’atmosfera romantica si fa sentire già al primo passo.

Suite con piscina privata. Dormire in una Torre Medievale presso l'Hotel Oste del Castello di Verucchio

Il salone principale è sormontato da un grande camino in pietra e illuminato da ampie finestre che affacciano sulla vallata sottostante. Un elegante tavolo arreda la parte centrale della sala, alla spalle del quale un dipinto su pietra ti ricorda la storia dell’edificio e del borgo. Verucchio infatti è stata per anni un potente baluardo della dinastia dei Malatesta, che ha lasciato importanti tracce del suo passaggio. La Torre di guardia appartenente alla Rocca Malatestiana è una di esse, e tu hai la possibilità di soggiornare al suo interno!

Prendi la scalinata che porta alla stanza da letto

Ora lascia l’arioso salone e dirigiti al piano superiore, raggiungibile tramite una scalinata in legno di recente fattura. Al centro della stanza troneggia un grande letto king size, illuminato da finestre su ogni lato. Morbidi tendaggi, colori tenui e rifiniture preziose in cotto e in legno ti avvolgono in un’atmosfera calda e accogliente. Il bagno si sviluppa proprio alle spalle del letto. Vanta una grande doccia idromassaggio, e sul lavabo trovi un set di cortesia più che completo. Shampoo, crema corpo, saponi, spazzolini e dentifrici sono a disposizione degli ospiti della suite. Numeroso il corredo di asciugamani presente nella suite. Sono disposte in più punti e comprendono anche gli accappatoi e le ciabattine monouso da poter usare per scendere nella SPA privata. 

Suite con piscina privata. Dormire in una Torre Medievale presso l'Hotel Oste del Castello di Verucchio

Suite con piscina privata a Verucchio. Scendi nei sotterranei della torre

Come ogni torre medievale che si rispetti anche la suite Rosa D’Oro nasconde delle segrete sotterranee. Non ci sono forzieri ne prigionieri, bensì la preziosa SPA ad uso esclusivo degli ospiti, la vera chicca di questa struttura. Scendendo le caratteristiche scale in pietra infatti trovi non solo un ulteriore bagno, grande e confortevole, completo di doccia, ma oltrepassando la porta in vetro che trovi alla tua sinistra vieni catapultato in un contesto unico e confortevole. La piscina della suite, riscaldata a 34°, ti aspetta con i suoi giochi d’acqua e i suoi getti idromassaggio. La luce fioca, l’ambientazione rural chic e i comodi lettini dell’area relax rendono questa stanza un vero gioiello da vivere, a qualsiasi ora del giorno e della notte! Anche qui trovi teli morbidi e confortevoli in cui avvolgerti prima di lasciare la SPA.

Suite con piscina privata. Dormire in una Torre Medievale presso l'Hotel Oste del Castello di Verucchio

Compreso nel prezzo delle suite con piscina privata hai un delizioso aperitivo che viene servito direttamente in camera. Brinda con la tua dolce metà a bordo vasca, tra i vapori dell’acqua calda, approfittando dell’atmosfera fiabesca di questa stanza. 

Suite con piscina privata. Dormire in una Torre Medievale presso l'Hotel Oste del Castello di Verucchio

Cosa trovi nella suite con piscina privata dell’Hotel Oste del Castello

La torre medievale Rosa D’Oro Resort è una preziosa suite di lusso con piscina privata, restaurata mantenendo intatto il suo carattere originale ma con una particolare attenzione ai dettagli di charme e alle rifiniture di pregio. Il grande letto king size è rivolto verso le finestre panoramiche della torre, dal quale è illuminato tutto il giorno dai caldi raggi del sole. Le camere nella torre medievale sono arredate con gusto, mescolando elementi tradizionali con tocchi di comfort moderno. Le finestre poi offrono viste mozzafiato sulla campagna circostante, consentendoti di ammirare i panorami pittoreschi dei dintorni e di lasciarti incantare dalla bellezza del paesaggio. 

La notte, quando la Rocca Malatestiana è illuminata dalla luce della luna e delle stelle, l’atmosfera del borgo diventa veramente magica. Il silenzio della campagna circostante avvolge la torre, creando un’esperienza di tranquillità e serenità che è difficile da trovare altrove.

L’uso esclusivo dell’intera torre comprende un aperitivo di benvenuto, servito nel pomeriggio direttamente in camera. Stessa cosa per quanto riguarda la colazione. Selezionando le diverse opzioni disponibili puoi avere in camera, all’orario concordato, tutto quello che hai richiesto la sera prima. Grazie anche ad un comodo ed istantaneo servizio via Whatsapp poi il personale, gentilissimo e preparato, riesce ad esaudire ogni tuo piccolo capriccio. Nella Suite trovi anche una macchinetta per il caffè espresso e un frigobar ben fornito. 

Suite con piscina privata. Dormire in una Torre Medievale presso l'Hotel Oste del Castello di Verucchio

Perchè soggiornare in una torre medievale??

Dormire nella torre medievale dell’Hotel Oste del Castello Verucchio è un’esperienza che va oltre il semplice soggiorno in hotel. È un viaggio nel tempo, un’opportunità di vivere la storia e di connettersi con le radici del luogo. Per coloro che cercano un’esperienza autentica e indimenticabile, questa è sicuramente una destinazione da considerare.

Il Carnevale è una delle festività più affascinanti e colorate d’Italia, caratterizzato da una mescolanza di tradizioni secolari, costumi coloratissimi e divertimento contagioso. In ogni regione della penisola si celebrano carnevali unici e indimenticabili che attirano visitatori da tutto il mondo. Se stai cercando un posto dove andare a Carnevale sei nel posto giusto. In questo articolo trovi gli eventi più belli d’Italia che ti faranno immergere nella ricchezza culturale del paese e nelle tradizioni festose che li caratterizzano.

Dove andare a Carnevale in Italia

La ricercata eleganza del Carnevale di Venezia

IlCarnevale di Venezia è senza dubbio uno dei carnevali più famosi e affascinanti al mondo, noto per la sua atmosfera magica, le maschere elaborate e l’architettura romantica della città lagunare. Questa celebrazione così pittoresca attrae visitatori da secoli, trasformando Venezia in un palcoscenico di eleganza, mistero e tradizione.

Le origini del Carnevale di Venezia risalgono al Medioevo, quando la nobiltà veneziana organizzava feste sfarzose prima dell’inizio della Quaresima. La tradizione delle maschere era originariamente concepita per consentire ai nobili di mescolarsi liberamente con il popolo senza rivelare la propria identità. 

Uno degli elementi distintivi del Carnevale di Venezia sono infatti le maschere e i costumi elaborati, di un eleganza sopraffina. Le maschere veneziane sono vere opere d’arte, caratterizzate da dettagli finemente lavorati, ricami, piume e decorazioni dorate. La più iconica di tutte è la Maschera del Medico della Peste, con il suo naso allungato e il cappuccio nero, ma esistono molte altre varietà, ognuna con la sua storia e significato.

Dove andare a Carnevale. Gli eventi più belli d'Italia.

Le celebrazioni del Carnevale di Venezia culminano con “Il Volo dell’Angelo”: una giovane donna scende dalla torre campanaria di San Marco fino alla piazza sottostante, sospesa su un cavo, simboleggiando l’inizio ufficiale del Carnevale.

La magia delle maschere, la maestosità delle sfilate e l’atmosfera festosa rendono questo carnevale un evento imperdibile per coloro che desiderano immergersi nella elegante tradizione e nel mistero di Venezia.

La magia dei carri allegorici del Carnevale di Viareggio

Il Carnevale di Viareggio è uno dei carnevali più noti e spettacolari d’Italia. Celebre per i suoi grandiosi carri allegorici, attira visitatori da ogni angolo del mondo, desiderosi di immergersi nell’atmosfera unica di questa colorata celebrazione.

Il Carnevale di Viareggio ha radici profonde, risalenti al 1873, quando alcuni giovani della città decisero di organizzare una festa con carri allegorici trainati da cavalli. Nel corso degli anni, questa iniziativa si è evoluta fino a diventare uno degli eventi carnevaleschi più famosi d’Europa.

Dove andare a Carnevale. Gli eventi più belli d'Italia.

La caratteristica principale del Carnevale di Viareggio sono i maestosi carri allegorici. Enormi strutture mobili, spesso realizzate con grande maestria artistica, che attraversano le strade della città catturando l’attenzione di tutti. Questi carri sono vere opere d’arte che portano in scena caricature di personaggi famosi, politici o situazioni sociali in chiave ironica e satirica.

Ogni carro è il risultato di mesi di lavoro da parte di talentuosi artisti e artigiani. Il Carnevale di Viareggio è caratterizzato da una serie di sfilate che coinvolgono i colorati carri allegorici, gruppi mascherati e bande musicali. Le strade si riempiono di spettatori entusiasti, pronti a godersi lo spettacolo di creatività e fantasia che prende vita sotto i loro occhi. Durante le sfilate, le strade di Viareggio si trasformano in un caleidoscopio di colori, suoni e sorrisi.

Con i suoi carri allegorici spettacolari e la vibrante atmosfera di festa, il Carnevale di Viareggio rimane una tappa imprescindibile per chi desidera vivere appieno la magia e la creatività di un autentico carnevale italiano.

Dove andare a Carnevale. La battaglia di arance di Ivrea

Il Carnevale di Ivrea, pittoresca città piemontese, è una celebrazione carnascialesca unica e spettacolare, famosa per la particolare tradizione della “Battaglia delle Arance”. Le origini del Carnevale di Ivrea affondano le radici nella storia medievale, in particolare nella rivolta contro il dominio tirannico del Marchese di Monferrato nel XII secolo. La leggenda narra che una giovane donna, la cosiddetta Mugnaia, si ribellò uccidendo il tiranno. In memoria di questo evento, la popolazione di Ivrea celebra ogni anno il Carnevale, rievocando la rivolta e la lotta per la libertà.

La caratteristica più distintiva del Carnevale di Ivrea è quindi la “Battaglia delle Arance”, una sfida epica in cui i partecipanti si dividono in squadre e si lanciano arance gli uni contro gli altri per simulare la ribellione contro il potere oppressivo. Si dice che l’utilizzo delle arance rappresenta il lancio di pietre contro il tiranno, e questo evento è diventato un simbolo di resistenza e orgoglio per la comunità della città.

Stai pensando alla spreco di agrumi vero??

Ti rassicuro subito. Le arance lanciate durante i giorni del carnevale di Ivrea arrivano dalla Calabria e non hanno le caratteristiche adatte al consumo umano. In pratica, non sono buone da mangiare. In più, una volta terminata la manifestazione, diventano compost!

Il Carnevale di Ivrea è suddiviso in diverse giornate, con il culmine rappresentato dal “Corteo Storico”. Durante questo evento principale, carri allegorici, cavalli e partecipanti mascherati sfilano per le vie della città, raccontando la storia della rivolta e rendendo omaggio agli eroi del passato. I partecipanti indossano costumi tradizionali e mantengono viva la tradizione della ribellione attraverso canti e danze.

Il momento più bello del corteo è il passaggio della Mugnaia, l’eroina delle festa. La donna designata ad impersonarla sfila su un carro dorato, indossando una lunga veste di lana bianca, attraversata da una fascia verde di seta sulla quale è appuntata una coccarda rossa con i simboli del Carnevale.

Partecipare al Carnevale di Ivrea significa immergersi in un’atmosfera ricca di entusiasmo, spirito di squadra e senso di appartenenza alla comunità. Le strade si animano di colori, suoni e profumi di arance, creando un’esperienza coinvolgente e indimenticabile per tutti i presenti. Il Carnevale di Ivrea è una tappa imperdibile per coloro che desiderano vivere un’esperienza carnevalesca fuori dal comune e ricca di tradizione.

Incontra la Farinella al Carnevale di Putignano

Il Carnevale di Putignano, vivace borgo della Puglia, è una festa straordinaria e ricca di tradizioni che affonda le sue radici in una storia secolare, risalente addirittura al XIV secolo. E’ infatti considerato uno dei carnevali più antichi d’Italia. Lo sapevi? Questo contribuisce a renderlo un evento unico e imperdibile. La festa ha subito varie trasformazioni nel corso dei secoli, ma ha sempre mantenuto il suo spirito festoso e il legame con le tradizioni popolari.

Uno degli elementi distintivi del Carnevale di Putignano sono le sfilate di carri allegorici. Questi carri sono veri capolavori artistici, decorati con maestria e spesso ispirati a temi storici, fiabeschi o satirici. Le sfilate attraversano le strade della città, coinvolgendo la comunità e catturando l’attenzione dei visitatori con i loro colori sgargianti e la creatività sfrenata.

Dove andare a Carnevale. Gli eventi più belli d'Italia.

Come in molti carnevali italiani, le maschere svolgono un ruolo cruciale nel Carnevale di Putignano. I partecipanti indossano costumi elaborati e maschere tradizionali, dando vita a un’affascinante varietà di personaggi. Le maschere, spesso dotate di significati storici o simbolici, aggiungono un tocco di mistero e fascino alla festa.

Sai chi è Farinella?

Un personaggio emblematico del Carnevale di Putignano è “Farinella”. Il suo nome deriva dal piatto simbolo della cucina di Putignano, una farina ricavata da ceci e orzo abbrustoliti e ridotti in polvere in mortai di pietra. Farinella simboleggiava in passato un povero ubriacone ma, nel corso degli anni, la maschera è stata modificata al fine di rappresentare al meglio l’essenza del carnevale di Putignano. Ora infatti ha le sembianze di un Jolly e un vestito colorato, come quello di Arlecchino, un cappello a tre punte ed un gonnellino rosso e blu, colori simbolo della città. Della maschera tradizionale resta solo il volto, arzillo e brillo, e il naso rosso da ubriacone. 

Ciò che rende davvero speciale il Carnevale di Putignano è il forte coinvolgimento della comunità. I locali partecipano attivamente alla preparazione delle sfilate, alla creazione dei costumi e al mantenimento delle tradizioni. Questo senso di partecipazione collettiva conferisce al carnevale un’energia unica e contagiosa.

Il solare Carnevale di Acireale

Il Carnevale di Acireale è uno dei carnevali più famosi e antichi d’Italia ed è celebrato nella città di Acireale, in Sicilia. Questa festa ha una lunga tradizione e affonda le radici nel XVII secolo. Il Carnevale di Acireale è noto per la sua vivacità, il suo sfarzo e la sua creatività, e da anni attira visitatori da tutto il mondo.

Le celebrazioni includono sfilate di carri allegorici decorati con elaborate sculture di cartapesta, accompagnate da bande musicali e gruppi mascherati. I carri sono spesso realizzati con maestria e raffigurano temi satirici, storici o fantastici. Le maschere indossate dai partecipanti sono anch’esse spesso elaborate e colorate, e aggiungono un tocco di mistero e allegria alla festa.

L’iconica Pupa siciliana va a spasso per le strade di Acireale

Una delle caratteristiche distintive del Carnevale di Acireale è la “pupa”, una grande figura di cartapesta che rappresenta una donna, spesso vestita con costumi tradizionali. Questa figura è portata in processione durante le sfilate. Il Carnevale di Acireale vanta poi un programma fittissimo, ricco di eventi dedicati a grandi e piccini. Dalla proclamazione della maschera più bella dei bambini ai concerti di cantanti famosi, passando per diverse performance recitate da volti noti della tv e dello spettacolo, a nessuno è permesso di annoiarsi, nemmeno ai nostri amici animali. Durante il Carnevale di Acireale infatti possono partecipare ad un concorso in maschera anche gli animali domestici, ovviamente travestiti. 

Il Carnevale di Acireale è una festa che mescola quindi tradizione e innovazione, offrendo un’esperienza unica e divertente per chiunque decida di parteciparvi. La sfilata dei carri si snoda lungo il circuito barocco della città e culmina in piazza Duomo dove ogni carro dà spettacolo con la propria esibizione.

Perchè partecipare al Carnevale nelle città italiane

In Italia il Carnevale non è solo una festa, ma un’occasione per esprimere creatività, allegria e tradizione. Ogni regione contribuisce con il suo tocco unico, rendendo ogni carnevale un’esperienza indimenticabile. Che si tratti delle maschere eleganti di Venezia, delle battaglie di arance ad Ivrea o delle sfilate artistiche di Viareggio, i carnevali italiani sono un viaggio affascinante attraverso la cultura e la gioia condivisa.

L’Epifania, celebrata il 6 gennaio in molte tradizioni cristiane, è una festa che porta con sé un significato profondo e molteplici interpretazioni culturali. Il termine stesso deriva dal greco “epiphaneia”, che significa “apparizione” o “manifestazione”. Questo giorno commemora infatti l’evento descritto nella tradizione cristiana in cui i Re Magi, seguendo la stella cometa, giungono a Betlemme per adorare il neonato Gesù e offrirgli doni simbolici: oro, incenso e mirra. In questo articolo trovi una selezione dei 6 borghi più belli del Lazio per festeggiare l’Epifania, immersi nella storia e nella tradizione locale.

Scopri i 6 borghi più belli del Lazio festeggiare l’Epifania

Le celebrazioni dell’Epifania variano da paese a paese e riflettono la ricchezza delle tradizioni culturali e religiose nel mondo. In Italia, ad esempio, la Befana è una figura popolare legata a questa festa. Si dice che la Befana, una vecchia signora, voli su una scopa nella notte tra il 5 e il 6 gennaio per portare doni ai bambini buoni e carbone a quelli cattivi.

In molte altre culture, le celebrazioni dell’Epifania possono includere processioni, spettacoli teatrali che rievocano l’arrivo dei Re Magi, canti, balli e pasti tradizionali con piatti tipici. Oltre al suo significato religioso, l’Epifania ha un valore universale che trascende le barriere culturali e spirituali. Rappresenta la ricerca di significato, la scoperta della verità e l’accettazione delle diversità. È un momento per riflettere sulla propria ricerca interiore e per accogliere la diversità con apertura e compassione.

Festeggia l’Epifania a Civita di Bagnoregio

Conosciuta come “La Città che Muore”, Civita di Bagnoregio è un gioiello arroccato su una collina di tufo nel cuore della Tuscia. Durante l’Epifania, il borgo si anima con mercatini artigianali e celebrazioni religiose, offrendo una vista mozzafiato sulle valli circostanti.

Una volta oltrepassato il famoso ponte sospeso nel vuoto che conduce al centro storico di Bagnoregio ti trovi catapultato in un’atmosfera senza eguali. Puoi tornare indietro nel tempo e rivivere le scene che ricostruiscono la nascita di Gesù, ammirando l’emozionante presepe vivente che prende vita tra le stradine del borgo. Passeggia nel castrum romano, tra le residenze nobiliari e tra gli artigiani a lavoro. passo dopo passo lasciati condurre dai pastori o dai Re Magi davanti alla Natività. 

I 6 borghi più belli del Lazio per festeggiare l'Epifania

Aspetta i Re Magi Maranola

Sempre nel Lazio, in provincia di Latina, si svolge una delle rappresentazioni della Natività più emozionanti della regione. Il piccolo borgo di Maranola accoglie un presepe vivente che conta più di trecento figuranti in costumi tipici che, tra cantine, vicoli e ipogei, ti porta nell’antica Betlemme. In un’atmosfera fiabesca puoi assistere all’arrivo dei Re Magi alla capanna della natività, accompagnati dal dolce suono delle “zampogne”.

6 borghi del Lazio per festeggiare l’epifania. Raggiungi Calcata, il borgo delle streghe

Immersa nella natura e circondata da canyon tufacei, Calcata è un borgo che conserva un’atmosfera bohemien. Secondo alcune leggende e tradizioni popolari, si narra che Calcata fosse un tempo considerata una “città stregata” o un luogo frequentato da streghe. Tali credenze si mescolano con la storia della città, che ha subito diverse vicissitudini nel corso dei secoli, incluso il suo abbandono e la successiva rioccupazione da parte di artisti e persone interessate alla spiritualità alternativa.

Calcata, cosa vedere nel borgo delle streghe

L’atmosfera particolare e il richiamo alla spiritualità e alla magia hanno contribuito a mantenere viva l’immagine di Calcata come luogo affascinante e suggestivo, anche per coloro che sono affascinati dalle leggende e dai misteri legati alle streghe e alla magia.

Le sue strade pittoresche, gli scorci caratteristici e l’atmosfera creativa rendono questa località un punto di riferimento per chi desidera trascorrere l’Epifania immerso in un’esperienza coinvolgente e fuori dall’ordinario. Se cerchi un luogo autentico e ricco di energia durante l’Epifania, Calcata nel Lazio è sicuramente da considerare. E chissà che tu non veda passare tra le sue viuzze anche una Befana!

Vai a conoscere la Befana di Sermoneta

Rinomata per il suo castello e il centro storico ben conservato, Sermoneta offre durante l’Epifania l’opportunità di partecipare a eventi tradizionali e culturali. Le sue stradine pittoresche e l’imponente Castello Caetani sono scenari ideali per celebrare questa festività.

Per il ponte della Befana si terranno infatti diversi eventi dedicati a grandi e piccini! Dal 5 al 7 gennai puoi partecipare alla manifestazione “A casa della Befana”: una guida esperta ti porta a spasso per il borgo medievale in una divertente caccia al tesoro durante la quale dovrai decifrare un codice segreto che ti farà vincere il primo premio. La manifestazione è a cura dell’associazione Meraviglia, e puoi prenotare il tuo posto chiamando i numeri -3248821981 o -333.2742716. 

Domenica 7 gennaio invece, alle ore 18, all’abbazia di Valvisciolo la banda musicale Fabrizio Caroso da Sermoneta diretta dal maestro Michele Secci si esibirà nel tradizionale Concerto dell’Epifania.

6 borghi del Lazio per festeggiare l’epifania. A Gaeta la Befana arriva dal mare!

La celebrazione dell’Epifania è un momento di grande significato nella tradizione cristiana, commemorando la visita dei Re Magi a Gesù appena nato. A Gaeta, questa festa viene vissuta con grande fervore e coinvolgimento, dando vita a una serie di eventi e riti che coinvolgono la comunità e i visitatori.

A Gaeta il week end lungo dell’Epifania è tutto da vivere. Torna l’appuntamento con il “World Ice Art Championship”, il Campionato Mondiale di Sculture di ghiaccio promosso da Comune di Gaeta e Associazione Italiana Scultori di ghiaccio, inserito nel ricco programma di eventi organizzati per “Favole di Luce”, che stanno portando in Città migliaia di turisti e visitatori. Nel centro storico inoltre ti aspettano lo spettacolo della Fontana di San Francesco, tra giochi di luce e acqua, e le famose Luminarie d’artista.

E ancora il 6 gennaio, presso il Teatro Ariston, alle 9:30, puoi assistere allo spettacolo “La Befana Gaetana 2024”, a cura dell’Associazione culturale “New Horizon”, con ospiti d’eccezione “I Ditelo Voi”. Nel quartiere La Piaja inoltre, a partire dalle 10:00, “La Befana vien dal mare…”, accolta da un raduno di auto d’epoca. 

Vivi l’Epifania nel borgo fantasma di Celleno

Il Presepe Vivente di Celleno è un’affascinante manifestazione che trasporta i visitatori in un viaggio nel tempo, rivivendo la storia della natività in un contesto pittoresco nel cuore della Tuscia viterbese. Il borgo di Celleno, immerso nella sua atmosfera medievale e circondato da suggestivi paesaggi collinari, diventa il palcoscenico perfetto per questa straordinaria rappresentazione.

Il Presepe Vivente di Celleno coinvolge l’intera comunità, con centinaia di volontari che partecipano alla messa in scena della natività. Attraverso le vie del borgo, si ricreano gli antichi mestieri, le tradizioni e le atmosfere dell’epoca, portando in vita l’ambientazione storica della nascita di Gesù. Hai l’opportunità di percorrere le vie del borgo e di immergerti in un’esperienza coinvolgente, interagendo con gli abitanti che interpretano i personaggi della storia biblica. La falegnameria, la panetteria, le scene pastorali e l’arrivo dei Re Magi sono solo alcune delle affascinanti rappresentazioni che si trovano lungo il percorso del presepe vivente.

I 6 borghi più belli del Lazio per festeggiare l'Epifania

L’arrivo dell’Epifania, il 6 gennaio, aggiunge un tocco speciale alla festa. I festeggiamenti includono eventi religiosi, processioni e momenti di condivisione della tradizione della Befana, la figura mitica che porta doni ai bambini in questa giornata speciale. L’atmosfera di festa continua con spettacoli folkloristici, mercatini di prodotti artigianali e gastronomici, arricchendo l’esperienza dei visitatori e offrendo un’opportunità unica per assaporare la cucina e l’artigianato locali.

Perchè scegliere i borghi del Lazio per festeggiare l’epifania

L’Epifania è una festa ricca di simbolismo e significati profondi che abbracciano l’umanità nella sua diversità. Oltre alla sua radice religiosa, è un invito universale alla ricerca spirituale, alla comprensione delle differenze e alla condivisione di gioia e generosità. Che si tratti di una tradizione religiosa o di un momento di riflessione personale, l’Epifania offre un’occasione per celebrare l’incontro tra culture, credenze e la ricerca del significato più profondo della vita.

L’Epifania nei borghi del Lazio è un’esperienza coinvolgente che unisce tradizione, spiritualità e la bellezza dei luoghi storici. Ogni borgo offre una prospettiva unica delle celebrazioni, permettendo ai visitatori di immergersi nelle tradizioni locali e di vivere un’atmosfera magica e autentica. Che si tratti di eventi religiosi, manifestazioni culturali o semplicemente di esplorare la bellezza dei borghi, l’Epifania nel Lazio promette emozioni indimenticabili e un tuffo nella storia e nella cultura di questa affascinante regione italiana.

Il Lazio, storicamente parlando, è una delle regioni italiane più importanti, con un patrimonio artistico, culturale e architettonico davvero millenario. La sua capitale, Roma, è una delle città più famose del mondo ed è considerata la culla della civiltà, con la più alta concentrazione in assoluto di monumenti, chiese e siti archeologici di grandissimo spessore. Ma il Lazio è anche ricco di preziose cittadine, alcune dei quali inserite nella classifica ufficiale dei Borghi più belli d’Italia. Perchè dunque non organizzare un viaggio on the road in questa regione dalle straordinarie bellezze, concentrandosi sulla Riviera di Ulisse? 

La Riviera di Ulisse

Alla scoperta dei borghi più belli del Lazio

Uno dei territori da poter esplorare on the road nel Lazio è senza dubbio la Riviera di Ulisse. Si trova nella provincia di Latina e si estende da Formia a San Felice Circeo. I suoi borghi, con alle spalle storie millenarie legate a miti e leggende, sono ricchi di testimonianze storiche, archeologiche e naturalistiche da lasciare senza fiato. Queste terre prendono i colori del Mar Tirreno, dal quale sono bagnate, e dalla fitta macchia mediterranea, dalla quale sono circondate. Luoghi in cui perdersi tra spiagge selvagge e vicoletti caratteristici, fatti di vita che scorre lenta e panni stesi al sole. 

 

San Felice Circeo

Il piccolo borgo fortificato di San Felice Circeo ha origini antichissime. Avvolto da misteriose leggende, è uno dei posti imperdibili da visitare durante un road trip sulle coste laziali, per via del suo charme tipicamente marinaresco. Pare che su queste coste la Maga Circe riuscì a sedurre Ulisse con i suoi incantesimi, entrato con la sua nave nella Cala dei Pescatori, sul Lago di Paola, per cercare riparo. Il centro storico di San Felice Circeo si trova oltre il Ponte, una porta dalla quale un tempo si accedeva solo tramite un ponte levatoio. Subito, nella grande piazza, si nota la Torre dei Templari, un edificio costruito nel 1200 da una confraternita di monaci. 

Il centro storico di San Felice Circeo

Le botteghe artigiane e i ristoranti tipici di San Felice Circeo si snodano lungo il viale principale del Borgo: Corso Vittorio Emanuele. Il promontorio della città invece è inserito nel Parco Nazionale del Circeo, che vanta ben quattro riserve naturali dalle caratteristiche tipicamente mediterranee. All’interno del parco è possibile svolgere diverse attività, anche e soprattutto con i bambini. Oltre a respirare aria pulita in un ambiente naturale dai meravigliosi colori e dai profumi emozionanti, è possibile infatti prenotare visite guidate, fare trekking tra i sentieri e seguire percorsi tematici. 

Cosa vedere a San Felice Circeo. Viaggio on the road nella Riviera di Ulisse.
Passeggiare nel centro storico di San Felice Circeo al tramonto permette di vedere il borgo illuminato da preziose sfumature di rosso.

Terracina

Conosciuta soprattutto per le sue lunghe spiagge di sabbia fine, Terracina è una della città da vedere nella Riviera di Ulisse per un altro motivo fondamentale: il suo centro storico. Si eccede ad esso dall’antica Porta Romana e una volta all’interno ci si ritrova immersi tra edifici rinascimentali e deliziosi palazzi settecenteschi.

L’antico foro romano è un pò il cuore pulsante del borgo vecchio, collegato alla bellissima Piazza del Municipio e al Capitolium, il tempio dedicato alla triade capitolina di Giove, Giunone e Minerva. Ma alle spalle del Foro Romano è possibile anche accedere alle antiche mura di camminamento di ronda che risalgono addirittura al V secolo a.C, dalle quali è possibile ammirare uno strepitoso panorama che da sulle colline circostanti e sul mare del golfo.

Il tempio di Giove Anxur a Terracina

Un altra tappa da non perdere in questo percorso storico e culturale nella città di Terracina è il Tempio di Giove Anxur, che si trova a 210 metri sul livello del mare e domina dall’alto tutta la zona. Il Tempio risale al I secolo a.C. ed è diviso in tre terrazze. Il Campo Trincerato, costruito a scopo difensivo, porta al Gran tempio dell’Oracolo. Invece sull’ultima terrazza è possibile ammirare il Piccolo Tempio e un panorama stupendo su tutto il territorio circostante.

Sperlonga, la bianca perla della Riviera di Ulisse

Sperlonga è uno dei borghi più belli della Riviera di Ulisse, da vivere in modalità lenta tra facciate imbiancate a calce e deliziose piazzette fiorite. La sua storia trova tracce nella Torre Truglia, dall’intrigante struttura adagiata su un piccolo promontorio marino. Sperlonga infatti era una piccola cittadina fortificata, cinta da mura e dotata di diverse torri di avvistamento. Torre Truglia divide in due zone la città. La Riviera di Levante, che si estende fino alla famosa Grotta di Tiberio, e la Riviera di Ponente, dalle frequentatissime spiagge di sabbia fine e dorata. Sotto Torre Truglia è possibile passeggiare nell’incantevole porticciolo di Sperlonga, in un contesto naturale e paesaggistico degno di nota, incastonato nella folta macchia mediterranea della Riviera di Ulisse.

I borghi più belli d'Italia, Sperlonga, Lazio, trevaligie

La Villa di Tiberio a Sperlonga

Una delle punte di diamante della Riviera di Ulisse è senza dubbio la Villa di Tiberio, risalente al II secolo d.C. e costituita da diversi ambienti. Tra questi spiccano un impianto termale e una “speluca”, una grotta naturalmente inglobata nelle villa dalla quale deriva inoltre il nome della città di Sperlonga.

Gaeta, la perla del Tirreno

Conosciuta come la “Città delle cento chiese” Gaeta vanta una storia millenaria. Diventa luogo di villeggiature degli imperatori e dei nobili romani a partire dal 300 a.c. per via delle sue salubri acque e del sue clima mite anche in inverno. Per poterla raggiungere comodamente da Roma questi ultimi non esitarono a far costruire un apposita via, ancora esistente: la via Flacca. Ancora oggi il borgo conserva preziosi resti di ville, mausolei e templi di epoca romana, molti in perfette condizioni e ancora visitabili. Immancabile una tappa alla famosa Montagna Spaccata, la leggendaria fenditura tra le falesie del golfo. 

La città con due centri storici

Gaeta vanta inoltre due bellissimi centri storici: il quartiere medievale ed il vecchio borgo dei pescatori. Entrambi con spiccate caratteristiche, ben diverse tra loro, ma altrettanto uniche e coinvolgenti. Gaeta Medievale incanta con il suo elegante lungomare, che costeggia edifici storici di grande interesse artistico e culturale, nonchè chiese maestose e antiche, come il Santuario della S.S.Annunziata. Il vecchio borgo dei pescatori invece, con i suoi vicoletti tipici dove ancora si passeggia tra i panni stesi al sole e l’odore di pane appena sfornato, è il budello della città e ne racchiude tutta l’essenza marinaresca. Percorrendo Via dell’Indipendenza si raggiunge il porto dei pescatori, dove trovare il famoso mercato del pesce e le tipiche “paranze”, la flotta dei pescherecci gaetani. 

Cosa fare a Gaeta come un vero local

Formia, la città di Cicerone

Ultima tappa del nostro viaggio on the road nella Riviera di Ulisse è la città di Formia. Si affaccia anch’essa nel Golfo di Gaeta e le sue radici sono altrettanto antiche. Pare che sia stata fondata addirittura dai Laconi, e successivamente chiamata dai Romani Formiae, che significa ” eccellente approdo”. Infatti il porto di Formia è uno dei più sicuri e frequentati della riviera di Ulisse, e da qui partono traghetti diretti alle isole ponziane.

Il centro storico della città è diviso in due borghi: Mola e Castellone. Il Borgo di Mola è il quartiere commerciale, un tempo famoso per le sue mura difensive di cui è ancora possibile ammirare la Torre, detta appunto di Mola. Anche il borgo di Castellone era un tempo a difesa della città, e la sua torre, unica rimasta delle dodici esistenti, conserva testimonianze di diverse epoche storiche, dal periodo romano all’ultimo torrione costruito dalla famiglia Caetani. Qui è possibile visitare il Cisternone Romano, una delle più maestose opere idrauliche romane al mondo, realizzata durante il periodo imperiale.

La Tomba di Cicerone

Edificata in età augustea, la Tomba di Cicerone è un monumento funerario di grande rilevanza storica e architettonica, da tenere senz’altro in considerazione se ci si trova on the road nella Riviera di Ulisse. Non è certo che sia effettivamente la tomba di Cicerone, ma vista la vicinanza ad una delle sue più sontuose ville, si tende ad associarla all’erudito filosofo. Alta 24 metri e costruita su un tronco piramidale, racchiude una cella con sei nicchie, ma la sua funzione è sempre stata quella di rendere visibile il sepolcro in altezza da ogni punto del territorio.

Perchè visitare la Riviera di Ulisse

Dal punto di vista naturalistico e paesaggistico la Riviera di Ulisse offre scorci inediti e speciali. La costa è coperta dalla rigogliosa macchia mediterranea, e ospita specie rare di piante e di animali, come il falco pellegrino. Scendendo lungo la costa si trovano meravigliosi punti panoramici, che comprendono il promontorio del Circeo, le falesie di Monte Orlando a Gaeta, le isole pontine in lontananza. E se la visibilità è ottimale spesso si scorgono il Vesuvio e l’isola d’Ischia, offrendo al visitatore splendidi paesaggi in cui perdersi, tra cielo e mare. 

 

 

 

 

 

 

Monopoli è uno dei centri più importanti del territorio pugliese denominato “Terra di Bari”. Negli ultimi anni la città ha visto fiorire in maniera esponenziale il turismo, diventando una meta gettonata soprattutto in estate. Anche fuori stagione però, Monopoli regala straordinarie esperienza ai viaggiatori, soprattutto per gli amanti dell’architettura, del mare e della gastronomia locale. Il centro storico si espande infatti attorno al porto, districandosi in vicoli stretti e soleggiate piazze, arricchendosi di importanti edifici religiosi e tornando sulla costa, tra fondali rocciosi e spiagge bianche. Se hai in programma una visita in città in questo articolo trovi consigli utili su Monopoli e su cosa vedere e fare in 1 giorno in città.

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Monopoli è famosa soprattutto per le sue acque cristalline, che bagnano calette e spiagge di rara bellezza. E’ la meta perfetta per chi ha voglia di godersi il mare e l’armonia naturale che ne deriva, ma anche fuori stagione sa regalare emozioni autentiche. Monopoli infatti offre numerose cose da vedere, da fare e soprattutto da degustare. Questa frizzante cittadina, sempre in fermento, offre numerose attrattive ed è una destinazione perfetta anche per le famiglie con bambini. Il centro storico chiuso al traffico, le spiagge con fondale basso e la deliziosa cucina di mare sono solo alcune delle peculiarità che ogni anno attirano milioni di turisti da ogni parte del mondo.

Inizia la tua visita dal porto Vecchio

Non c’è posto migliore del Porto Vecchio per iniziare la tua passeggiata a Monopoli. E’ uno degli scenari più pittoreschi della città, sempre brulicante di persone, dove respiri la vera atmosfera marinaresca tra storie antiche e tradizioni locali. Questo porto risale alla vecchia civiltà messapica del V secolo a.C., che sfruttava il bacino per i commerci e per gli approvvigionamenti. Nel tempo poi la zona si è arricchita di fortificazioni, a protezione dell’economia e della popolazione. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

La rocca più imponente del Porto Vecchio è ancora visitabile ed è il castello Carlo V. Un altro importante edificio monumentale, adiacente al castello, è l’Arco del Porto, un arco di accesso alla città dove puoi ammirare l’affresco della Santa Patrona di Monopoli, la Madonna della Madia. Il paesaggio che regala il Porto Vecchio, tra barchette colorate e roccaforti, rimane nel cuore. Se di giorno il via vai dei pescherecci cattura l’attenzione dei passanti, la sera questa zona diventa pura poesia. Impossibile non innamorarsi di un tramonto sul Porto Vecchio. 

Entra nel Castello Carlo V

Ora entra nel vivo della storia e della cultura locale, visitando il Castello Carlo V. Si trova proprio nella zona del Porto Vecchio e prende il nome dal suo costruttore, Carlo V appunto, che l’ha fatto edificare per controllare e difendere la città di Monopoli da possibili attacchi esterni. E’ una delle rocche più importanti e massicce di tutta la Puglia tanto che, negli anni ’60, è stato utilizzato anche come carcere. Ad oggi puoi trovare al suo interno mostre temporanee o eventi culturali, che vanno ad abbellire le già preziose sale storiche dell’edificio. 

Tra le sale degne di nota trovi la Sala della Torre e la Sala della Batteria, così chiamata poichè in passato era utilizzata come deposito di armi e cannoni. Il Castello Carlo V porta sull’entrata una torre risalente alla dominazione normanna, dove un tempo era disposto il ponte levatoio. E’ da qui che si accede agli interni della fortezza.

Una volta all’interno visita i vecchi sotterranei del Castello. Qui trovi un edificio religioso dalla storia particolare: la chiesa basiliana di San Nicola della Pinna. Questa chiesa infatti è stata edificata sulla punta della penisola che si affaccia sul mare, simile appunto alla pinna di un pesce, dalla quale prende il nome. Ora risali all’esterno e punta al camminamento sulle mura. La vista da qui è davvero spettacolare e lo è ancora di più al tramonto, quando gli ultimi raggi del sole illuminano il Porto Vecchio, le sue barche ormeggiate e le facciate bianche delle case del centro.

Info e orari: Il Castello Carlo V è aperto tutti i giorni, dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 16:30 alle 21:00. L’entrata è gratuita. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare. Passeggia nella piazza più antica della città

Rimani ancora un po a contatto con l’autentica storia di Monopoli passeggiando in Piazza Palmieri, uno degli slarghi più antichi della città. Prende il nome dalla dimora nobiliare che svetta in fondo alla piazza, di proprietà della famiglia Palmieri, una delle più importanti dinastie dell’epoca settecentesca. Il palazzo, costruito dal Marchese Francesco Paolo, è stato abitato per un periodo dalla sua famiglia per poi passare alla Congregazione di Carità, la quale ne ha fatto un punto di ritrovo per la popolazione allestendo al suo interno asili, scuole d’arte e scuole di mestieri. La facciata esterna è in stile barocco e presenta sulla parte più alta lo stemma nobiliare della famiglia Palmieri. Gli interni vantano invece magnifiche decorazioni, tra statue, affreschi e preziose opere d’arte. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: Piazza Palmieri è sempre visitabile mentre per vedere il Palazzo bisogna capitare in città durante le aperture straordinarie, come le giornate del Fai o del PhEST, il Festival Internazionale della Fotografia. 

Monopoli, cosa vedere. Perditi nella città esoterica

Un edificio particolarmente inquietante di Monopoli è la Chiesa di Santa Maria del Suffragio. Se sei amante dell’occulto prova a farci un salto, non rimarrai deluso. L’edificio, edificato nel 1600, si trova esattamente nel centro storico di Monopoli ed espone nove mummie e il corpo di una bambina imbalsamata, ma anche teschi e tetri scheletri. E’ una chiesa detta “del Purgatorio”, ossia un luogo di purificazione tra Inferno e Paradiso, sorta insieme ad altri edifici simili a seguito del Concilio di Trento del 1563. Tutte le chiese del Purgatorio sono caratterizzate da anguste decorazioni e conservano numerosi ossari e tombe.

Tutto all’interno della Chiesa del Suffragio ruota attorno all’idea della morte. Teschi dall’aspetto sinistro sono sparsi ovunque, nelle nicchie e sui cornicioni, sulle scale e vicino i grandi finestroni. L’entrata poi è particolarmente tenebrosa. La porta è circondata da immagini raffiguranti grandi teschi che ammoniscono il visitatore con terribili frasi. La più raccapricciante? “Memento mori” , ossia Ricordati che devi morire. Anche la statua dell’Arcangelo Gabriele, posta in una nicchia sull’architrave, è ovviamente circondata da ossa e teschi.

Visita gli interni

L’interno è anch’esso un covo di ossa e teschi ma, ancor più inquietanti, sono gli scheletri posti sulla cupola e l’altare maggiore che sorge su una lastra tombale. 

Come già anticipato, nella chiesa trovi una Cappella delle mummie, una stanza che custodisce nove teche contenenti corpi mummificati. Il processo di mummificazione avveniva nella chiesa stessa, negli ambienti sotterranei, dove i defunti venivano lasciati fino a quando il corpo non aveva perso tutti i liquidi. Se guardi bene, la cappella contiene un’altra piccola teca dove sembra custodita una bambola. E’ invece la mummia di Plautilla Indelli, morta nel 1800, ma che nella teca sembra essere ancora viva e vegeta. Il processo di mummificazione a cui è stata sottoposta infatti prevedeva diverse tecniche per far sembrare ancora vivo il cadavere. Ad oggi detiene il triste primato di unica bambina-mummia della Puglia. 

Entra nella basilica della Madonna della Madia

Lascia l’arcana atmosfera della chiesa del Purgatorio e raggiungi la solare basilica della Madonna della Madia, la Santa Patrona di Monopoli. L’edificio è uno dei più interessanti e scenografici dell’intera regione e la sua facciata è in stile tardo barocco. Il suo campanile è ben visibile da ogni zona del centro storico, vista la sua considerevole altezza, e le navate interne sono di una luminosità sorprendente. Ogni ornamento sembra splendere sotto la luce naturale e marmi, statue e dipinti stregano il visitatore con un luccichio innaturale. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

La cappella più bella è proprio quella in cui è custodita l’icona bizantina della Madonna della Madia, raggiungibile tramite un’elegante scalinata che ti permette di avere una vista dall’alto di tutta la cattedrale. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: L’entrata è gratuita.

Monopoli, cosa vedere e cosa fare. Raggiungi Piazza Garibaldi, il centro della movida

Dopo aver dato il giusto peso alle strutture storiche e architettoniche di Monopoli puoi concederti un drink in Piazza Garibaldi, il cuore pulsante del centro storico. Anticamente era il centro nevralgico dei commerci della zona, tanto che il suo nome era Piazza delle mercanzie. Su di essa si affacciano diversi palazzi e dimore storiche ma tra queste spicca la Torre Civica, con l’orologio e la campana che un tempo avvisava i cittadini dei pericoli provenienti dal mare. La peculiarità di questa torre è che porta alla sua base la “colonna infame”. Ne hai mai sentito parlare? A questa colonna erano incatenati i trasgressori della legge, lasciati alla pubblica gogna. 

La sera Piazza Garibaldi diventa invece teatro della movida locale e si anima con musica live e dj set. Impossibile non fermarsi per un aperitivo o per mangiare qualcosa in uno dei tanti ristoranti che costeggiano la piazza. C’è sempre atmosfera di festa e non mancano balli improvvisati per strada, con passi scanditi spesso dai ritmi della musica salentina.

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Scendi negli ipogei

In Piazza Garibaldi trovi anche la Biblioteca Civica Prospero Rendella dove, oltre a passeggiare tra preziosi volumi e meravigliosi affreschi, puoi scendere nei sotterranei del centro storico. Al di sotto dell’edificio infatti sono stati rinvenuti un ipogeo e una necropoli scavati nella roccia. Si tratta di antichi resti della chiesa di Santa Maria in Portu Aspero, una chiesa rupestre del 1100 che ingloba anche un sepolcreto e resti di primitive abitazioni abitazioni. 

A pochi metri da Piazza Garibaldi trovi anche la Chiesa Rupestre di Santa Maria degli Amalfitani, che nasconde nel sottosuolo un altra interessante cripta ipogea. Grazie ad una scala in pietra puoi scendere nel cuore della terra e visitare una delle chiese rupestri più antiche di Monopoli. E’ stata scavata sempre nei primi anni del 1100 da marinai napoletani scampati a un naufragio e donata come voto alla Vergine Maria. Sono ancora visibili sulle pareti alcuni frammenti di palinsesti risalenti allo stesso periodo. Le decorazioni sul soffitto invece sono del 1700. 

Degna di nota anche la Chiesa dello Spirito Santo, scavata nella roccia di tufo e risalente al 1200. Porta tre navate che lasciano presagire la sua funzione, in passato, di piccola basilica rupestre. I resti dei primi affreschi bizantini sono ancora abbastanza visibili sulle pareti laterali. Questa chiesa si trova vicina al cimitero della città per cui ancora oggi, una settimana dopo Pasqua e per sette settimane, un gruppo di fedeli va in processione dal cimitero alla cripta ogni giovedì, recitando rosari in segno di voto. 

Sapevi dell’esistenza di una Monopoli sotterranea?

Fuori dal centro storico di Monopoli ci sono ancora tante cose da fare e da vedere. Un esempio? La grande Piazza Vittorio Emanuele. E’ chiamata il Borgo Nuovo, vista la sua costruzione avvenuta nella zona nuova della città, al di fuori del vecchio centro storico. E’ una delle Piazze più grandi della Puglia e per questo una tappa imperdibile del tuo viaggio a Monopoli. E’ divisa da un grande corridoio centrale ed è circondata da alberi di leccio su tutto il perimetro.

Piazza Garibaldi nasconde però un segreto, custodito nel sottosuolo. Esiste infatti una Monopoli sotterranea che si sviluppa proprio sotto la grande piazza del Borgo Nuovo, composta da due grandi gallerie che potevano ospitare anche 4000 persone. Queste gallerie sono state scavate durante la Prima Guerra Mondiale e svolgevano la funzione di rifugi antiaerei.

Info e costi: Per visitare la Monopoli sotterranea occorre prenotare un tour guidato presso l’Info Point di Via Garibaldi. Il Costo è di 2,00 € e l’ingresso è gratuito per i bambini sotto i dieci anni.

Monopoli, cosa vedere e cosa fare. Goditi le spiagge caraibiche

Dopo aver vsito le meraviglie racchiuse nel centro storico di Monopoli non ti resta che rilassarti sulle sua spiagge, che nulla hanno da invidiare a quelle caraibiche. L’azzurro dell’acqua, le calette, le grotte marine e le insenature della costa sono il fiore all’occhiello della Puglia. 

A pochi passi dal centro storico trovi cala Porta Vecchia, che prende il nome dalla porta di ingresso della città. D’estate è molto affollata ma ha dalla sua parte che è facile da raggiungere. Se non hai l’automobile e dormi in centro è perfetta per te. La spiaggia è molto piccola ma è possibile sistemarsi anche sulla scogliera vicina. Se hai bambini è l’opzione migliore. I fondali infatti sono bassi, sabbiosi e facilmente accessibili, ideali per i bambini. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Un’altra spiaggia poco lontana dal centro storico è quella di Porto Bianco. Anche questo caletta è sabbiosa e raccolta tra due scogliere e quindi perfetta per le famiglie con i bambini.

Raggiungi le calette dei dintorni

Fuori dal centro storico trovi invece La Scaletta, una spiaggia bagnata da acque verde smeraldo di una trasparenza unica. Puoi raggiungerla tramite un sentiero sterrato, dal quale poi diparte una scaletta che ti porta sull’arenile. In estate, se la marea è bassa, puoi raggiungere via mare la spiaggetta che si trova proprio a fianco a Le Scalette. Si tratta di Cala Tre Buchi, che prende il nome dalle tre grotte marine che caratterizzano questo tratto di costa. E’ una spiaggia altamente pittoresca ed è perfetta per gli amanti della natura e del mare. La straordinaria bellezza del paesaggio e la sua peculiare posizione la rendono una delle spiagge più belle della regione. 

Cala Tre Buchi è per i viaggiatori più temerari poichè, non solo non è dotata di servizi, ma è difficile da raggiungere via terra. Si trova infatti in una zona rocciosa non facile da attraversare. Forse però è proprio questo a renderla ancora più fascinosa, in quanto regala un’esperienza davvero autentica e primitiva.

Dove mangiare a Monopoli

Assaggiare i prodotti tipici locali è un’altra cosa che devi assolutamente fare a Monopoli. Se ami lo street food non rimarrai certo a bocca asciutta. Numerosi sono i locali dove trovi le delizie da asporto più popolari della regione. Puoi degustare la focaccia barese ad esempio, fare un’abbuffata di panzerotti fritti o assaggiare le famose bombette di carne, piccoli e deliziosi involtini ripieni di pancetta e caciocavallo, il tutto mentre passeggi beatamente nel centro storico.

Se invece vuoi fare un’esperienza culinaria basata sulla cucina tradizionale pugliese in un contesto privilegiato, puoi prenotare un tavolo da Apluvia. E’ un delizioso ristorante inserito nel cuore del centro storico, con un menù molto invitante che comprende sia piatti di terra che di mare, preparati con ingredienti stagionali e di ottima qualità. Puoi optare per la sala interna, con rifiniture di design, o per i tavoli esterni, dove puoi degustare in tutta tranquillità le tue portate godendoti il via vai della città. 

Info e orari: Trovi il Ristorante Apluvia in Via Orazio Comes, 25, nel centro storico di Monopoli. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero 080 21 93785 o mandare un messaggio WhatsApp al 351 548 0578. 

Perchè visitare Monopoli

Sapevi che il nome Monopoli deriva dal termine greco Μόνη Πόλις? Significa infatti Città unica, e unica Monopoli lo è davvero. La sua peculiare posizione, il centro storico ricco di monumenti preziosi e chiese rupestri, le spiagge paradisiache e il buon cibo la rendono la meta perfetta per gli amanti delle destinazioni italiane. La città sa offrire al viaggiatore innumerevoli esperienze che vanno al di la del semplice tuffo in mare. Inoltre Monopoli è un perfetto punto di partenza verso altre destinazioni meravigliose della Puglia, come Polignano a Mare, Castellaneta e Ostuni, paesi caratterizzati da casette bianche imbiancate a calce e gente gioviale, serena come i raggi del sole che invadono questi territori in ogni stagione. 

 

 

 

 

Marostica è una cittadina fortificata del Veneto, famosa in tutto il mondo perchè da vita ogni due anni ad un evento davvero particolare: la partita a scacchi con personaggi viventi. La preziosa Piazza degli Scacchi, cuore pulsante del borgo antico, diventa teatro di una delle storie più appassionanti e romantiche mai sentite. I 600 personaggi in costume infatti fanno rivivere le vicende amorose di Lionora, figlia del Castellano di Marostica, e dei suoi due contendenti, Rinaldo D’Angarano e Vieri da Vallonara. Marostica, la città degli Scacchi, ha però anche altre attrazioni invitanti da visitare e deliziosi manieri da esplorare. Continua a leggere per scoprirli..

Marostica, la città degli Scacchi

Il centro storico di Marostica è un piccolo scrigno ricco di tesori preziosi, raccolti tra le sue possenti mura di cinta. L’intero complesso è di epoca medievale, e lo si evince immediatamente oltrepassando Porta Vicenza. Tutto rievoca gli antichi sfarzi cavallereschi e nobiliari, molti dei quali si concentrano all’interno del Castello Inferiore, l’antica dimora scaligera che si affaccia sulla famosa Piazza degli Scacchi, un tempo chiamata Piazza Castello. Per capire e conoscere bene la storia di Marostica è bene che la tua visita parta proprio dal Castello Inferiore, punta di diamante del sistema difensivo scaligero risalente al 1300. 

Visita il Castello Inferiore

Il Castello Inferiore è legato al Castello Superiore di Marostica da una lunga cinta muraria, lunga quasi duemila metri. Il complesso difensivo risale al 1300, fatto costruire da Cangrande della Scala per difendere le attività artigianali e commerciali della città. Il Castello nasce quindi come rocca difensiva, diventando negli anni prima dimora nobiliare, sotto il dominio Veneziano, poi comando militare e sede di pubblici uffici. 

Marostica, la città degli Scacchi, cosa vedere e

Oggi al suo interno è possibile visitare le stanze e i loggiati, nonchè la mostra dedicata alle celebrazioni dei cent’anni della Partita a Scacchi. La prima partita con personaggi viventi avviene infatti nel 1923 e si ripete ogni due anni.

Marostica, la città degli Scacchi. Passeggia negli interni del castello

La visita al Castello Inferiore comincia con la passeggiata nella Piazza d’Armi e prosegue nel Loggiato, fino ad arrivare nelle sale del Piano Nobile. Qui puoi visitare la Sala Consiliare, l’elegante Sala del Camino, la Pretura e l’Astanteria, una piccola sala d’attesa in cui è esposta una rara scacchiera in porcellana e oro, ricca di dettagli preziosi. 

Nella Sala Podestarile puoi invece ammirare i pannelli che riportano ogni fase dell’organizzazione della famosa partita di scacchi viventi e gli abiti di scena delle dame, dei cortigiani e dei cavalieri. In fondo alla sala trovi inoltre i vestiti che indossano i personaggi reali della scacchiera durante l’evento. Seguendo il percorso ti troverai a passare dalle prigioni veneziane e dalle celle austriache, fino a raggiungere la Sala del Capitano. Sali poi sul cammino di ronda e goditi la vista sulla Piazza degli Scacchi e sulle colline circostanti. 

Marostica, la città degli Scacchi, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: Il Castello Inferiore è aperto tutti i giorni, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30. E’ chiuso solo il 25 dicembre e il 1 gennaio. Il biglietto intero costa 8,00 €, il ridotto ( dedicato agli under 14 e agli over 65 ) 5,00 €. L’entrata è gratuita per i bambini da 0 a 6 anni e per le persone con disabilità. 

Cammina nella famosa Piazza degli Scacchi

La Piazza degli Scacchi ti attende proprio fuori dalle mura del Castello Inferiore. Per meglio capirne l’origine però dobbiamo fare qualche salto indietro nel tempo, nel lontano 1400. Pare infatti che la figlia del Castellano di Marostica, la bella Lionora, fosse contesa da due pretendenti, Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara. Per evitare una disputa a suon di spade il padre della ragazza, l’allora Castellano di Marostica, decise di concedere la sua mano a chi dei due avesse vinto una partita a scacchi, donando invece in sposa allo sconfitto la sorella di Lionora, Oldrada. L’incontro si svolse nella Piazza del Castello, con pezzi di scacchi viventi ai quali i due contendenti ordinavano le mosse di volta in volta, fino a decretare il vincitore della partita. Chi sarà stato?

Il grande evento si ripete, dal 1923, con lo stesso sfarzo e con la stessa passione di allora, in un tripudio di costumi d’epoca, di giocolieri e di sputafuoco, tra torri e alfieri, re, regine e pedoni. La Partita a Scacchi con personaggi viventi viene infatti giocata a Marostica ogni secondo week end di settembre, ma solo negli anni pari. Lo spettacolo prevede circa 600 figuranti in costume e dura circa due ore.

Info e orari: La prossima edizione della Partita a Scacchi di Marostica è prevista per il 6/7/8 settembre 2024. Puoi prenotare il tuo posto direttamente online, sul sito www.marosticascacchi.it. Il prezzo del biglietto parte da 50,00 €, ma varia a seconda del posto scelto. In tribuna Platinum arriva a 86,00 €.

 

Marostica, la città degli Scacchi. Visita la Chiesa di Sant’Antonio Abate

Per raggiungere il camminamento di ronda che porta al Castello Superiore dovrai fare una splendida passeggiata lungo il centro storico e dentro le mura di Marostica. Il primo edificio che incontri, laddove inizia il sentiero per salire al castello, è la Chiesa di Sant’Antonio Abate.

Questa struttura religiosa risale al 1383 ed è stata edificata durante il dominio scaligero sul sito di un vecchio ospizio per pellegrini. Sembra infatti che adiacente alla chiesa ci fosse un convento di francescani, passato nel Seicento sotto la direzione della Confraternita del Carmine. La peculiarità di questo edificio è senza dubbio il Campanile a forma di Torre, che porta una cella campanaria decorata da bifore a sesto acuto, enfatizzate da una cuspide conica. 

Accanto alla chiesa trovi un piccolo chiostro, appartenente al vecchio convento francescano. Al suo interno sono presenti diverse sculture appartenenti al 1400. 

Marostica, la città degli Scacchi, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: La chiesa e il chiostro sono sempre visitabili in maniera gratuita.

Fermati alla Chiesa del Carmine

La tua visita a Marostica entra nel vivo proprio percorrendo il sentiero dei Carmini. Parte dalla scalinata omonima e ti porta fino alla cima della cinta muraria, al cospetto del Castello Superiore. Ma prima di intraprendere il percorso fermati ad ammirare la Chiesa della Madonna del Carmine, che si trova proprio in cima alla scalinata. E’ un edificio religioso del 1600 e all’interno vanta un’unica navata e ben tre altari. Il più grande è in marmo, mentre i secondari sono in legno. Meravigliosi affreschi ornano il soffitto della navata e le pareti laterali. 

Marostica, la città degli Scacchi, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: La Chiesa del Carmine è aperta tutti i giorni dalla 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00. L’ingresso è gratuito.

Ora inizia il percorso del camminamento di ronda

Da qui parte il sentiero che porta sul camminamento di ronda di Marostica e al castello Superiore. Il sentiero è abbastanza ripido, scivoloso in caso di pioggia, per cui bisogna avere abbigliamento comodo e scarpe adatte, possibilmente da trekking, In autunno e inverno ti consiglio di portare nello zaino anche un k-way, una borraccia con l’acqua e qualche snack. Se hai bambini con te tieni sempre loro la mano. Il terreno è sdrucciolevole. La durata del percorso è più o meno di venti minuti, ma la strada è tutta in salita. E’ impensabile salire con un passeggino, tantomeno con un bimbo in braccio per cui, se vuoi, puoi raggiungere il castello anche in auto. C’è un parcheggio gratuito in cima. Questa opzione però è sicuramente meno pittoresca. Una volta arrivato in cima al Castello Superiore puoi godere di una vista spettacolare su Marostica e sui territori circostanti. 

Sei temerario? Continua la scalata..

Dal Castello Superiore è possibile continuare la scarpinata fino al secondo rivellino della cinta muraria. Le guide dell’Associazione Pro Marostica ti accompagnano sul punto più alto della fortificazione, seguendo però un rigido protocollo di sicurezza. La salita infatti prevede circa 180 scalini ripidissimi e alti, per cui è necessario indossare un’imbracatura di protezione che ti permette di rimanere ancorato alla ringhiera laterale in caso di caduta. L’arrampicata è impegnativa, ma possibile da fare anche con bambini dai sei, sette anni in su ( devono essere almeno 1 metro e 20 cm di altezza!). Una volta arrivato in cima però davanti ai tuoi occhi si apre un panorama incredibile. La vista su Marostica e sui Colli Euganei ti lascia senza fiato.

Ancor più impegnativa però è la discesa, soprattutto in caso di pioggia o di umidità. I gradini diventano molto scivolosi per cui prenditi tutto il tempo che ti serve per fare il percorso a ritroso e, se hai bambini, falli camminare sempre tra due adulti. Una volta tolte le imbracature puoi scegliere se fare di nuovo il sentiero dei Carmini per tornare nel borgo medievale oppure puoi optare per una scorciatoia che passa nel bosco. Entrambi i percorsi sono molto scivolosi in discesa, cambiano solo le tempistiche per raggiungere il centro storico. 

Info e orari: Il biglietto per salire fino al rivellino della cinta muraria costa 5,00 €, il ridotto 3,00 €, e il percorso dura circa venti minuti. E’ aperto in autunno e in primavera dalle 10:30 alle 18:00 mentre in estate chiude alle 19:00. Da marzo a novembre invece il cammino di ronda è aperto solo la domenica e i festivi. Puoi optare anche per il biglietto combinato alla visita del Castello Inferiore, al costo totale di 11,00 €, 7,00 € per il ridotto.

Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare l’ Associazione Pro Marostica al numero 0424.72127 o mandare una mail ainfo@marosticascacchi.it

Perchè visitare Marostica, la città degli Scacchi

Se ami i luoghi particolari, intrisi di storia e di magia, Marostica è il posto perfetto per te. Il borgo medievale è davvero incantevole, autentico come pochi, e le attività da fare sono altrettanto allettanti e interessanti. L’atmosfera rilassata del centro storico è un vero toccasana per chi ama il turismo lento e sostenibile. Le botteghe di Marostica infatti si tramandano di generazione in generazione, così come i ristoranti tipici e i deliziosi bar che costeggiano la Piazza degli Scacchi. I portici poi, che proteggono eleganti abitazioni dal sapore antico, sono il luogo perfetto per passeggiare riparati dal sole in estate o dalla pioggia in inverno. 

Marostica poi è anche famosa per essere tappa del Sentiero delle Ciliegie, una delle più romantiche passeggiate da fare in Veneto in primavera. Il percorso è lungo circa 10 chilometri, arriva a un dislivello di 350 metri, e comprende anche i territori di Pianezze, una città limitrofa. Un motivo in più per organizzare una visita a Marostica, la città degli Scacchi e non solo…

 

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