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Tra i paesaggi più suggestivi della Bretagna, Cap Fréhel si distingue come una delle meraviglie naturalistiche più spettacolari e autentiche del nord della Francia. Lontano dai circuiti turistici più battuti, questo promontorio selvaggio affacciato sull’Oceano Atlantico regala scenari mozzafiato e un senso di libertà difficile da trovare altrove. Le sue imponenti falesie di arenaria rosa si innalzano fino a settanta metri sul livello del mare, offrendo un panorama unico che abbraccia il blu profondo dell’oceano e la vegetazione rigogliosa della costa bretone. Cap Fréhel non è solo un luogo da ammirare, ma un’esperienza da vivere, tra sentieri panoramici, natura incontaminata e silenzi interrotti solo dal vento e dal richiamo dei gabbiani.

Cap Frehel

Il promontorio di Cap Fréhel rappresenta una delle meraviglie paesaggistiche più straordinarie di tutta la costa bretone. Questo sito naturale, unico per conformazione e biodiversità, si estende come un balcone selvaggio sospeso sull’oceano, offrendo scorci spettacolari ad ogni passo. Le alte falesie, scolpite nei secoli dall’azione incessante del vento e del mare, precipitano a strapiombo sull’acqua in un connubio scenografico tra roccia e orizzonte. La presenza costante del vento oceanico rende l’atmosfera viva, dinamica, quasi teatrale, mentre la luce cambia rapidamente l’aspetto del paesaggio, dipingendo le onde con sfumature che variano dal blu cobalto al verde smeraldo, a seconda del punto di osservazione e del momento della giornata.

Cap Fréhel non è solo un luogo da ammirare, ma anche un ecosistema da proteggere. Al suo interno si trova infatti una preziosa riserva ornitologica, una delle più importanti della regione. Le rocce di arenaria ospitano ogni anno le nidificazioni di numerose specie di uccelli, in particolare marini. È facile imbattersi nel volo elegante del gabbiano reale o nella presenza rara e affascinante della gazza marina, una specie protetta di cui sopravvivono ormai pochi esemplari nel mondo. Questo promontorio è un vero santuario della natura, dove il silenzio della terra incontra i suoni puri del vento e della fauna, in un equilibrio delicato e straordinario.

Cap Frehel. Cosa vedere in Francia viaggiando on the road.
Cap Frehel regala scenari da mozzare il fiato, soprattutto in primavera e in estate, quando i colori della natura si fanno più vivi e accesi. Il viola caldo dell’erica contrasta il giallo paglierino delle ginestre, creando un arcobaleno di colori che incanta il viaggiatore.

I sentieri del GR34: camminare sospesi sull’oceano

Uno dei modi più suggestivi per scoprire Cap Fréhel è percorrere il tratto del celebre sentiero GR34, conosciuto anche come il Sentiero dei Doganieri. Questo itinerario costiero si snoda per centinaia di chilometri lungo la Bretagna e attraversa il promontorio regalando scorci spettacolari a picco sull’Atlantico.

Il tratto tra Cap Fréhel e Fort la Latte, in particolare, è considerato uno dei più belli dell’intero percorso. Il sentiero si insinua tra brughiere fiorite, distese di erica e ginestre che tingono il paesaggio di viola e giallo nei mesi primaverili ed estivi. Camminare qui significa trovarsi letteralmente sospesi tra cielo e mare, con il vento che accompagna ogni passo e il profumo salmastro che si mescola a quello della vegetazione selvaggia.

Il percorso, lungo circa quattro chilometri, è adatto a tutti e regala panorami ininterrotti sull’oceano. Nei giorni limpidi, lo sguardo si spinge fino all’Île de Bréhat e oltre, disegnando linee perfette tra le sfumature dell’acqua e l’orizzonte.

Il faro della Cotes-d’Armor

A dominare il promontorio, svetta il faro di Cap Fréhel, una maestosa torre in pietra che guida le navi da oltre un secolo. Costruito nel 1950 per sostituire il precedente faro distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, l’edificio attuale raggiunge i 32 metri di altezza e si erge a oltre 100 metri sul livello del mare, offrendo un punto panoramico straordinario.

È possibile salire fino alla cima, da cui si apre una vista a 360 gradi sul paesaggio circostante. Da un lato le scogliere e l’oceano infinito, dall’altro l’entroterra verde e collinare della Côtes-d’Armor. Il faro rappresenta una tappa imperdibile non solo per l’importanza storica e funzionale, ma anche per il fascino che sprigiona, soprattutto al tramonto, quando la luce calda del sole si rifrange sul mare e accende le rocce di tonalità rosate.

Il promontorio di Cap Frehel . cosa vedere in Francia
Il promontorio di Cap Frehel è sempre battuto da un forte vento oceanico. Nel giorno della nostra visita tirava così forte che più volte sono caduta lungo il sentiero. Fai attenzione!

Fort La Latte

Proseguendo lungo il sentiero costiero, si raggiunge uno dei castelli più scenografici della Bretagna: Fort la Latte. Costruito nel XIV secolo su uno sperone roccioso, questo imponente bastione di pietra si affaccia direttamente sull’oceano, circondato da alte scogliere e battuto dai venti marini. Collegato alla terraferma da un ponte levatoio, conserva intatto il fascino medievale e un’atmosfera epica che ha ispirato registi e scrittori.

Fort la Latte è visitabile e offre un percorso attraverso sale storiche, torri di guardia e cortili interni, con numerosi punti panoramici sulla costa circostante. Dalle sue mura, si può ammirare una vista spettacolare su Cap Fréhel e sui sentieri che lo collegano al promontorio. È il luogo ideale per chi ama la storia, la fotografia e le ambientazioni da fiaba.

La baia di Cap Frehel, cosa vedere in Francia
La baia di Cap Frehel è dominata da Fort La Latte, un castello medievale edificato in difesa delle scorrerie normanne.

La biodiversità selvaggia di Cap Fréhel

Il promontorio di Cap Fréhel non è solo un gioiello paesaggistico, ma anche un habitat naturale di eccezionale valore. L’intera area è riconosciuta come sito Natura 2000 per la ricchezza della sua biodiversità e per l’importanza degli ecosistemi costieri presenti. Le distese di landa bretone che ricoprono le scogliere ospitano una flora resistente e adattata ai venti salmastri, con erica, ginestra, felci e cardi marini che colorano il paesaggio nei mesi più miti.

In primavera ed estate, la zona si trasforma in un mosaico naturale di profumi e colori. Camminando lungo i sentieri, si è avvolti dal fruscio delle piante mosse dal vento e dal ronzio discreto degli insetti che popolano i cespugli. Ma sono gli uccelli i veri protagonisti di Cap Fréhel: il promontorio ospita una delle colonie ornitologiche più importanti della Bretagna settentrionale. Tra le specie nidificanti più comuni ci sono il gabbiano reale, il cormorano, il marangone dal ciuffo, ma anche specie più rare come la gazza marina e la pulcinella di mare, che talvolta fanno la loro comparsa tra le rocce.

L’osservazione degli uccelli è facilitata dalla tranquillità del luogo e dalla presenza di aree protette che scoraggiano la presenza massiccia di visitatori. I birdwatcher troveranno qui un vero e proprio paradiso, dove la natura si manifesta in tutta la sua autenticità.

Consigli utili per organizzare la visita

Visitare Cap Fréhel è un’esperienza che richiede solo pochi accorgimenti pratici, ma che può diventare ancora più piacevole se ben pianificata. Il periodo migliore per godere appieno del paesaggio è senza dubbio tra aprile e settembre, quando le giornate sono più lunghe, il clima è mite e la vegetazione è in piena fioritura. Tuttavia, anche l’autunno ha il suo fascino, con colori caldi e atmosfere più intime.

Il promontorio è facilmente raggiungibile in auto, con un ampio parcheggio a disposizione dei visitatori. Chi viaggia in camper troverà aree di sosta nei paesi vicini come Plévenon o Erquy, ideali per soste più lunghe. Per gli amanti delle due ruote, i percorsi ciclabili lungo la costa rappresentano un’alternativa sostenibile e panoramica.

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È consigliato indossare scarpe comode e abbigliamento adatto al vento, che può soffiare forte anche nelle giornate più soleggiate. Una borraccia d’acqua, una macchina fotografica e un binocolo sono compagni ideali per vivere appieno l’esperienza.

Se desideri approfondire la storia del luogo, sono disponibili visite guidate al faro e al vicino Fort la Latte, mentre lungo il sentiero non mancano pannelli informativi che raccontano aneddoti, geologia e aspetti ecologici del promontorio.

Cap frehel. Un luogo intriso di cultura bretone

Cap Fréhel non è soltanto un luogo di straordinaria bellezza naturale: è anche un punto d’incontro tra la natura e l’identità culturale della Bretagna. Questa regione, fortemente legata alle proprie radici celtiche, ha saputo preservare nel tempo lingua, tradizioni e leggende, molte delle quali si intrecciano proprio con la costa e con i suoi promontori.

Si racconta che i venti che soffiano sulle scogliere siano le voci degli antichi marinai, e che le nebbie improvvise che talvolta avvolgono il promontorio siano un velo lanciato dal mare per proteggere i suoi segreti. Le leggende bretoni sono dense di mistero e poesia, e molti villaggi nei dintorni organizzano festival culturali e rievocazioni storiche che celebrano la vita dei pescatori, dei guardiani del faro e degli abitanti delle coste.

Anche la gastronomia riflette questo forte legame con il territorio. Nei piccoli ristoranti e bistrot delle cittadine vicine, è possibile assaporare piatti a base di frutti di mare freschissimi, zuppe di pesce tradizionali, burro salato artigianale e, naturalmente, le famose crêpes bretoni, sia dolci che salate. Un modo perfetto per concludere la giornata dopo una lunga camminata sul promontorio.

Dove dormire nei dintorni di Cap Fréhel

Se vuoi prolungare il soggiorno nella zona troverai numerose soluzioni ricettive immerse nella quiete e nella natura. A pochi minuti dal promontorio si trovano accoglienti chambres d’hôtes in stile rurale, piccoli hotel vista mare e campeggi attrezzati per ogni esigenza. Le località di Plévenon, Erquy e Fréhel offrono un’ospitalità autentica e rilassata, perfetta per chi vuole godersi il ritmo lento della Bretagna costiera.

Molte strutture sono pensate per i viaggiatori on the road e mettono a disposizione parcheggi per camper, aree barbecue, noleggio bici e accesso diretto ai sentieri. Soggiornare in zona permette anche di esplorare con calma le attrazioni circostanti, dai mercatini locali ai porticcioli pittoreschi, senza dimenticare le numerose spiagge nascoste che punteggiano la costa.

Un luogo accessibile, tra natura e silenzio

Nonostante l’aspetto selvaggio e incontaminato, Cap Fréhel è sorprendentemente accessibile. Il promontorio è raggiungibile in auto, in bicicletta o attraverso percorsi a piedi che ne esaltano la bellezza e la quiete. Una strada panoramica conduce fino al parcheggio principale, da cui si snodano sentieri ben segnalati e facilmente percorribili, ideali anche per famiglie con bambini, per chi ha problemi alle articolazioni o per chi desidera semplicemente una passeggiata rigenerante immersa nella natura.

Il silenzio è parte integrante dell’esperienza. Qui non arrivano i rumori della città, ma solo quelli autentici della costa. Il fruscio dell’erba alta mossa dal vento, il fragore ritmico delle onde che si infrangono sulle scogliere, il canto distante degli uccelli marini. Ogni passo lungo i sentieri di Cap Fréhel è un invito alla contemplazione, al contatto diretto con la terra e con l’oceano.

Cap Fréhel è molto più di una semplice tappa lungo la costa bretone. E’ un luogo capace di regalare emozioni profonde, dove ogni elemento della natura sembra raccontare una storia. Qui il tempo rallenta, i paesaggi parlano al cuore e il vento diventa una voce gentile che invita a guardarsi intorno con occhi nuovi. È una destinazione perfetta per chi cerca autenticità, per chi ama camminare senza fretta, per chi desidera lasciarsi sorprendere dalla bellezza di un promontorio che, nonostante il suo isolamento apparente, racchiude tutta l’essenza della Bretagna.

 

Se stai cercando una meta in Italia che metta d’accordo tutta la famiglia, l’Abruzzo è la risposta perfetta. Una regione autentica, ancora poco affollata rispetto ad altre destinazioni, ma capace di offrire esperienze straordinarie tra spiagge dorate, borghi sospesi nel tempo e paesaggi montani da fiaba. Il bello? Qui mare e montagna convivono a pochi chilometri di distanza, rendendo il viaggio dinamico, vario e mai noioso, soprattutto per chi viaggia con bambini.

Abruzzo con bambini

La costa abruzzese. Un piccolo paradiso per famiglie

L’Abruzzo, affacciato sull’Adriatico, è una vera oasi per chi viaggia con bambini. Le sue località balneari combinano natura, servizi e tranquillità, creando il contesto ideale per vacanze rilassanti e sicure. Tra le mete più apprezzate spiccano Giulianova, Tortoreto Lido e Pineto, tre perle del litorale teramano che sanno come accogliere le famiglie a braccia aperte.

Spiagge spaziose e fondali sicuri

Uno dei grandi vantaggi della costa abruzzese è la presenza di spiagge ampie e sabbiose, perfette per far giocare i più piccoli in tutta libertà. Il fondale che digrada dolcemente rende il bagno sicuro anche per i bimbi più piccoli, e le acque dell’Adriatico qui sono spesso calme, ideali per le prime esperienze in mare.

Molti stabilimenti balneari offrono servizi pensati per le famiglie: aree gioco attrezzate, mini club estivi, bagni con fasciatoio, ombrelloni ben distanziati e ristoranti con menù dedicati ai bambini. Anche per i genitori il relax è assicurato, grazie a una gestione attenta e ospitale, sempre pronta ad accogliere le esigenze delle famiglie.

Attività all’aria aperta? Vai in bici sul lungomare

Uno dei modi più belli per vivere la costa abruzzese è… in bicicletta! Le piste ciclabili sul lungomare collegano molte delle località principali e sono perfette per una pedalata in famiglia. Si possono fare brevi tratti per godersi il panorama, oppure percorrere interi tratti della Ciclopista Adriatica, la lunga ciclovia che costeggia l’intera riviera.

In molti paesi è possibile noleggiare biciclette, anche con seggiolini o carrelli per i più piccoli, e spesso lungo il percorso si trovano aree sosta, parchi gioco e panchine ombreggiate per una merenda vista mare.

Fai una pausa dolce

In ogni città, borgo o lungomare abruzzese, c’è una tappa obbligata che mette d’accordo grandi e piccini: la gelateria artigianale. Da Giulianova a Pineto, passando per Silvi e Roseto, troverai gelati genuini, spesso prodotti con ingredienti locali e frutta di stagione. Un momento semplice ma immancabile, che rende ogni passeggiata ancora più piacevole.

La Riserva Naturale del Borsacchio. Il lato selvaggio della costa abruzzese

Se sei amante del mare ma desideri anche un’esperienza più autentica, lontana dalle spiagge affollate e dai classici stabilimenti, la Riserva Naturale del Borsacchio, a pochi minuti da Roseto degli Abruzzi, è una tappa che non può mancare nel vostro itinerario. Questo tratto di costa, ancora integro e incontaminato, è uno degli ultimi lembi di litorale abruzzese dove la natura è protagonista assoluta.

Un paesaggio naturale tra dune e silenzio

La riserva si estende per oltre 1.000 ettari di territorio costiero, dove il tempo sembra essersi fermato. Niente ombrelloni, niente bar sulla spiaggia. Solo dune sabbiose, macchia mediterranea, sentieri sterrati e il suono del mare. È un ambiente protetto che invita a rallentare e osservare, ideale per chi cerca tranquillità e un contatto più diretto con la natura.

Passeggiando lungo i sentieri che attraversano la riserva, si può scoprire un mondo spesso nascosto al turismo di massa. Il profumo del rosmarino selvatico, il fruscio delle canne mosse dal vento, le tracce lasciate dagli animali sulla sabbia… ogni dettaglio racconta la bellezza discreta di un ecosistema fragile ma affascinante.

Una passeggiata in famiglia, tra natura e scoperta

Visitare la Riserva del Borsacchio con i bambini è un’occasione speciale per vivere il mare in modo diverso. I più piccoli si divertiranno a camminare tra i sentieri, raccogliere conchiglie sulla spiaggia e osservare da vicino le tante forme di vita che abitano l’area. Non è raro avvistare uccelli marini, piccoli rettili, e a seconda della stagione, anche rare specie floreali che colorano il paesaggio.

Il momento ideale per la visita è senza dubbio il tramonto. La luce calda che si riflette sul mare e sulle dune crea un’atmosfera magica, perfetta per una passeggiata rilassante o per qualche foto ricordo davvero suggestiva. Il rumore del traffico è sostituito dal canto degli uccelli e dal frangersi delle onde, regalando un senso di pace difficile da trovare altrove.

Un’esperienza educativa e sostenibile

Oltre alla bellezza paesaggistica, la Riserva del Borsacchio è anche un luogo perfetto per trasmettere ai bambini il valore della natura e del rispetto per l’ambiente. Camminare in un’area protetta, priva di servizi commerciali, li aiuta a capire quanto sia importante preservare la biodiversità e come ogni piccola azione possa contribuire alla sua tutela.

Portare con sé una guida naturalistica o partecipare a una delle escursioni organizzate dalle associazioni locali può arricchire ulteriormente l’esperienza, trasformandola in una vera lezione all’aperto.

Borghi d’Abruzzo, dove il tempo si è fermato

L’Abruzzo non è solo mare e montagne. E’ anche una terra ricca di borghi incantevoli, dove sembra che il tempo scorra più lentamente. Tra vicoli in pietra, scorci panoramici e antiche torri, ogni passeggiata diventa un viaggio nella storia e nella cultura locale. Ed è proprio questa atmosfera autentica e senza fretta a renderli perfetti anche per una visita con bambini.

Abruzzo con bambini. La vacanza perfetta tra mare e montagnaSanto Stefano di Sessanio, un piccolo gioiello tra le montagne

Uno dei borghi più suggestivi della regione è senza dubbio Santo Stefano di Sessanio, incastonato tra le colline del Parco Nazionale del Gran Sasso. Camminare tra le sue stradine acciottolate è come entrare in una fiaba medievale. Le case in pietra, i portali antichi e le piccole botteghe artigiane creano un’atmosfera intima e suggestiva. I bambini rimangono affascinati dalla torre circolare, dalle piazzette raccolte e dalla possibilità di esplorare un borgo vero, senza traffico e a misura d’uomo.

Spesso durante l’anno si tengono eventi rievocativi e mercatini artigianali, che coinvolgono tutta la famiglia e offrono esperienze divertenti e istruttive, come laboratori di ceramica o dimostrazioni di antichi mestieri.

Pacentro, tra castelli e panorami mozzafiato

Un altro borgo imperdibile è Pacentro, in provincia de L’Aquila, celebre per il suo castello medievale che domina il paesaggio circostante. Salire fino alla fortezza, visitare le torri e affacciarsi dai bastioni è un’esperienza che piace a tutti, ma che fa letteralmente brillare gli occhi dei bambini. Lungo la salita si incontrano scorci mozzafiato sulla Valle Peligna e numerose fontane storiche, ideali per una breve sosta.

Il paese, silenzioso e ben conservato, è perfetto per una giornata all’insegna della scoperta e della tranquillità, magari con una sosta in uno dei ristorantini tipici per assaporare i piatti locali.

Sapori autentici che piacciono anche ai più piccoli

L’esperienza nei borghi abruzzesi non sarebbe completa senza una tappa a tavola. Qui la cucina ha il sapore della tradizione. Puoi degistare piatti semplici, genuini e spesso cucinati con ingredienti a km zero, molti dei quali ideali anche per i bambini. Gli arrosticini, piccoli spiedini di carne di pecora cotti alla brace, sono un classico che conquista tutti al primo morso. Ma ci sono anche pasta fatta in casa, zuppe contadine, formaggi freschi, pane cotto nel forno a legna e tanti dolci tradizionali, come i ferratelle o i bocconotti, che fanno la gioia dei più golosi.

I ristoranti e agriturismi locali sono accoglienti e spesso abituati a ricevere famiglie, con spazi all’aperto, seggioloni e porzioni baby-friendly. Mangiare in questi luoghi significa anche vivere un momento di convivialità autentica, lontano dai ritmi frenetici delle località più turistiche.

 

Un’avventura sul Fiume Tirino, la natura da vivere con lentezza

Se sei alla ricerca di un’esperienza immersiva nella natura, perfetta anche con i bambini, un’escursione lungo il Fiume Tirino è una scelta che unisce divertimento, bellezza e sostenibilità. Considerato uno dei fiumi più limpidi d’Europa, il Tirino scorre placido tra canneti, boschetti e campi coltivati, offrendo uno scenario incantevole e rilassante.

Abruzzo con bambini. La vacanza perfetta tra mare e montagnaIl modo migliore per esplorarlo è con una gita in canoa o kayak, adatta anche a famiglie con bambini dai 4-5 anni in su. Accompagnati da guide esperte, si pagaia lentamente lungo il fiume, circondati da acque trasparenti e silenzi rigeneranti. Durante il percorso, i bambini possono osservare pesci, piante acquatiche e magari qualche airone che si alza in volo tra le rive.

Molte cooperative locali offrono tour guidati della durata di 1-2 ore, con dotazioni di sicurezza incluse e spiegazioni naturalistiche lungo il tragitto. È un’attività educativa e coinvolgente, ideale per far scoprire ai più piccoli la biodiversità del territorio abruzzese divertendosi.

Rocca Calascio: la fortezza che incanta grandi e piccoli

Nessun viaggio in Abruzzo è davvero completo senza una visita alla Rocca Calascio, una delle fortificazioni più alte d’Italia e forse la più iconica dell’intera regione. Situata a oltre 1.400 metri d’altitudine, nel cuore del Parco del Gran Sasso, questa antica rocca domina silenziosa un paesaggio mozzafiato fatto di valli, creste e cieli infiniti.

La salita alla rocca è adatta anche ai bambini abituati a camminare. Si parte dal piccolo borgo di Calascio e si raggiunge la fortezza con una passeggiata di circa 20-30 minuti lungo un sentiero ben battuto. Il panorama che si apre una volta arrivati in cima è impagabile, e i più piccoli si sentiranno come piccoli esploratori in un castello abbandonato, tra mura antiche e torri di pietra.

Abruzzo con bambini. La vacanza perfetta tra mare e montagnaLa Rocca è anche uno dei luoghi più fotogenici d’Abruzzo, famosa per aver fatto da set a film come Ladyhawke e Il Nome della Rosa. Dopo la visita, potete fermati nel borgo sottostante per un pranzo tipico o una merenda con vista sulle montagne. È un’escursione che unisce storia, avventura e paesaggi da sogno, l’ideale per una giornata speciale in famiglia.

Consigli pratici per una vacanza in Abruzzo con bambini

Quando andare:
La tarda primavera e l’estate (da fine maggio a settembre) sono i periodi ideali, grazie al clima mite e alle giornate lunghe. Anche l’autunno regala colori meravigliosi, soprattutto nelle zone di montagna.

Dove dormire:
Per le famiglie è consigliabile scegliere strutture family-friendly con spazi all’aperto, area giochi e camere spaziose. Sulla costa, cerca residence o hotel con accesso diretto alla spiaggia. In montagna, agriturismi e B&B immersi nel verde offrono spesso pacchetti per famiglie e attività didattiche.

Cosa mettere in valigia:
Porta con te abbigliamento comodo e a strati. Di giorno fa caldo, ma la sera in montagna può rinfrescare. Scarpe da trekking leggere, cappellino, crema solare e una borraccia sempre a portata di mano sono essenziali.

Come muoversi:
L’auto è il mezzo migliore per esplorare l’Abruzzo con libertà, soprattutto per spostarsi tra costa e montagna. Le strade sono in buone condizioni e molte attrazioni naturali si raggiungono facilmente.

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Abruzzo: la vacanza semplice che riempie il cuore

L’Abruzzo è una di quelle regioni che si scoprono con lentezza, lasciandosi sorprendere giorno dopo giorno. È un luogo che invita a rallentare, ad ascoltare la natura e a godere delle cose semplici quelle che, spesso, regalano i ricordi più belli. Per una vacanza in famiglia, è la scelta perfetta: sicura, autentica, mai scontata.

Qui ogni giornata può essere diversa dalla precedente. Si può cominciare con un tuffo nelle acque calme dell’Adriatico, proseguire con una passeggiata nei boschi ombrosi dell’entroterra, e concludere seduti a tavola in un agriturismo, gustando piatti genuini preparati con amore. Poi magari ci si perde tra i vicoli di un borgo medievale, dove le pietre raccontano storie e i bambini immaginano cavalieri e castelli.

Il bello dell’Abruzzo è proprio questo. Riesce a unire mare, montagna e cultura in un’unica esperienza, accessibile e coinvolgente per tutta la famiglia. Non servono parchi tematici o attrazioni artificiali, è la natura a far divertire, è il contatto umano a emozionare.

Una vacanza in Abruzzo è fatta di tempo condiviso, risate all’aria aperta, scoperte che arricchiscono. È il luogo ideale per chi desidera staccare la spina e ritrovare un ritmo più umano, dove anche i bambini possono essere semplicemente… bambini. 

La Camargue: un angolo di natura autentica, dove si fondono tradizione, paesaggi mozzafiato e una straordinaria biodiversità. Questa terra unica, celebre per le sue “promenades à cheval”, passeggiate a cavallo, è un territorio quasi desertico, caratterizzato da vasti pascoli e piccoli specchi d’acqua. Qui i cavalli bianchi galoppano liberi e le mandrie di tori pascolano serene, regalando uno spettacolo suggestivo e senza tempo.

Ma la vera magia della Camargue si manifesta con il volo elegante dei fenicotteri rosa. Migliaia di esemplari che trasformano gli stagni in un quadro vivente dai toni delicati e vibranti. Questi habitat, preziosi e protetti, ospitano oltre 400 specie di uccelli, rendendo la zona un paradiso per gli amanti del birdwatching e della natura. Passeggiare al tramonto tra le campagne della Camargue significa immergersi in un’atmosfera sospesa, dove i fenicotteri si alzano in volo e lasciano cadere leggere goccioline d’acqua che, illuminate dagli ultimi raggi del sole, dipingono il cielo con sfumature spettacolari e indimenticabili.

La Camargue, cosa vedere e cosa fareIn questo articolo ti guiderò alla scoperta della Camargue, raccontandoti le sue meraviglie e suggerendoti cosa vedere e vivere in questo territorio unico, capace di incantare con la sua autenticità e il suo fascino naturale. Preparati a lasciarti sorprendere!

Camargue, cosa vedere

La Camargue è una regione davvero unica nel suo genere, completamente circondata dall’acqua, tanto da sembrare una grande isola incastonata tra il Mar Mediterraneo e il vasto delta del Rodano. Questa particolare conformazione la rende una delle zone umide più affascinanti e ricche di vita della Francia. In questa pianura paludosa e selvaggia, la natura si esprime in tutta la sua forza e autenticità. Cavalli bianchi, tori robusti e i caratteristici fenicotteri rosa vivono liberi, immersi in un habitat incontaminato.

La Camargue conserva ancora oggi un’anima primitiva e genuina, un luogo dove il tempo sembra scorrere più lentamente e le antiche tradizioni rurali resistono, intrecciandosi con la vivacità delle feste popolari che animano i borghi di pescatori lungo la costa e le comunità dell’entroterra. Questi eventi folkloristici sono un’occasione preziosa per immergersi nella cultura locale, tra musica, balli e sapori tipici, che raccontano una storia fatta di radici profonde e passione.

Visitare la Camargue significa lasciarsi avvolgere da un’atmosfera autentica e senza tempo, da scoprire preferibilmente a passo lento, lasciandosi trasportare dalle luci dorate del tramonto e dalle ombre misteriose che si allungano sui suoi paesaggi mozzafiato. È un invito a perdersi tra sentieri nascosti, ad ascoltare il richiamo della natura e a vivere un’esperienza che rimane nel cuore, grazie alla sua straordinaria bellezza e alla sua genuinità senza filtri.

Raggiungi Les Saintes Maries de la mer

Uno dei luoghi imprescindibili da visitare durante un viaggio in Camargue è senza dubbio il pittoresco villaggio di Les Saintes-Maries-de-la-Mer. Questo borgo affacciato sul mare rappresenta il cuore pulsante della regione, una meta che unisce tradizione, cultura e natura in un connubio irresistibile. Rinominato come vivace stazione balneare durante i mesi estivi, Les Saintes-Maries-de-la-Mer si trasforma d’inverno in un paradiso per gli appassionati di surf, grazie alle onde che attirano sportivi da tutta Europa.

Nonostante il consistente afflusso di turisti, il villaggio ha saputo preservare intatto il suo fascino antico e autentico. Questo fascino affonda le radici in epoche lontane e si intreccia con leggende suggestive legate al mare e alla spiritualità, che ancora oggi animano le vie e i cuori degli abitanti. Il nome stesso della cittadina racconta una storia straordinaria, tramandata da generazioni, che risale al lontano 45 d.C. Si narra infatti che tre donne, Maria Maddalena, Maria Salome e Maria Jacobè, accompagnate da Marta e da Lazzaro, risorto miracolosamente, approdarono sulle coste della Camargue dopo un lungo viaggio attraverso il Mediterraneo.

Qui decisero di erigere un oratorio dedicato alla Vergine Maria, dando origine a Saintes-Maries, un luogo che nel corso dei secoli è diventato non solo un importante centro religioso, ma anche una tappa fondamentale per i pellegrini diretti al Cammino di Santiago de Compostela. Ancora oggi, questa spiritualità profonda si respira camminando tra le sue stradine, ammirando la sua architettura e partecipando alle tradizionali celebrazioni che rendono Les Saintes-Maries-de-la-Mer una destinazione unica, capace di incantare con la sua storia millenaria e il suo spirito vivace.

Passeggia nel centro storico

Il cuore di Les Saintes-Maries-de-la-Mer è un incantevole centro storico, piccolo e suggestivo, dove le stradine strette si animano tra case imbiancate a calce, che riflettono la luce del sole mediterraneo, e ristoranti tipici con tavoli all’aperto disposti lungo i marciapiedi. Qui l’atmosfera è intima e accogliente, perfetta per lasciarsi avvolgere dai profumi della cucina locale e dal ritmo rilassato della vita di paese.

Tra le gemme architettoniche e culturali da non perdere spicca la maestosa chiesa di Notre-Dame-de-la-Mer, un vero simbolo di fede e tradizione. Salire sulla sua torre campanaria regala una vista spettacolare e panoramica a 360 gradi: dall’alto potrai ammirare l’intero borgo, le vaste campagne della Camargue e l’orizzonte che si perde tra cielo e mare. Dopo questa esperienza mozzafiato, puoi scendere nella cripta sottostante, un luogo carico di storia e spiritualità, dove è custodita la preziosa statua della Vergine Nera, patrona degli zingari e dei gitani.

Questo sito sacro diventa, due volte l’anno, a maggio e a ottobre, una meta di pellegrinaggio per migliaia di fedeli, gitani e non solo, che si radunano per onorare la loro patrona con celebrazioni cariche di emozione. Le processioni in mare, accompagnate da vivaci festival di musica e danze folkloristiche, animano il villaggio con un’esplosione di colori, suoni e tradizioni, celebrando l’identità e lo spirito di questi popoli erranti. Visitare Notre-Dame-de-la-Mer in questi momenti significa immergersi in una cultura viva, fatta di fede, festa e appartenenza, rendendo il soggiorno a Les Saintes-Maries-de-la-Mer un’esperienza indimenticabile e profondamente autentica.

Vai a vedere la corrida camarguese

Les Saintes-Maries-de-la-Mer è rinomata non solo per il suo fascino storico e culturale, ma anche per le sue suggestive arene, che rappresentano un cuore pulsante della vita locale e una testimonianza vivente delle tradizioni camarguensi. Oggi queste arene ospitano spettacoli equestri e corride molto particolari, caratterizzate dall’assenza di spargimenti di sangue, in perfetto equilibrio tra passione sportiva e rispetto per gli animali.

La celebre corsa del toro camarguese è una disciplina che incarna lo spirito autentico della Camargue. Durante la corrida, i tori sono lasciati liberi di muoversi nell’arena, mentre il torero ha il compito di dimostrare abilità e agilità cercando di strappare le nappe e le coccarde colorate legate tra le corna degli animali. Questi ornamenti rappresentano veri e propri bonus e punti, trasformando la sfida in un gioco di destrezza e coraggio, senza alcun danno per i protagonisti di questo antico rituale.

Le corride si svolgono principalmente lungo il lungomare, un’area che si estende per chilometri tra spiagge incontaminate e paesaggi naturali da sogno. Questo territorio è il luogo ideale per vivere esperienze indimenticabili all’aria aperta: puoi dedicarti a passeggiate a cavallo lungo la riva, cavalcare le onde praticando surf o windsurf, oppure semplicemente goderti lunghe camminate immerso in un ambiente fiabesco, dove la natura regna sovrana e ogni angolo racconta storie di tradizione e bellezza.

Visitare Les Saintes-Maries-de-la-Mer significa dunque immergersi in un mondo dove cultura, sport e natura si fondono armoniosamente, regalando emozioni uniche e un’esperienza autentica, capace di affascinare chiunque desideri scoprire il vero volto della Camargue.

Assaggia i prodotti a km zero

Quando si parla di cucina a Les Saintes-Maries-de-la-Mer, si entra in un universo ricco di sapori autentici e radici profonde, che riflettono la storia e la posizione strategica di questo affascinante borgo ai confini tra Francia e Spagna. La tradizione gastronomica locale è fortemente influenzata dalla vicinanza alla Spagna, e si distingue per piatti saporiti e genuini che celebrano ingredienti di qualità e preparazioni semplici ma ricche di carattere.

Tra le specialità più apprezzate spiccano i piatti a base di carne di toro camarguese, una vera eccellenza del territorio, che porta in tavola sapori decisi e unici, espressione della cultura rurale e della passione per l’allevamento di questa magnifica razza bovina. Non può mancare, naturalmente, la paella, simbolo gastronomico condiviso con la vicina Spagna, che viene reinterpretata qui in chiave locale, arricchita da ingredienti freschi e genuini provenienti dalla regione.

Oltre a queste delizie, il territorio di Les Saintes-Maries-de-la-Mer è noto per la produzione di riso e olive, due prodotti tipici che rappresentano l’anima agricola della Camargue. Il riso, coltivato nelle vaste risaie che si estendono nella zona umida, è un’eccellenza da gustare direttamente nei ristoranti ma anche da portare via come souvenir gastronomico, per continuare a godere di questi sapori a casa propria. Le olive, invece, sono protagoniste di oli pregiati e di tante preparazioni locali che conquistano i palati più esigenti.

Visita i negozi artigianali

Passeggiando per le vie del borgo, non mancare di visitare i piccoli negozietti caratteristici, veri scrigni di prodotti artigianali e locali. Oltre al riso e alle olive, qui puoi trovare profumate creazioni realizzate con la lavanda, un’altra preziosa risorsa della regione, trasformata in cosmetici, sacchetti profumati e decorazioni uniche, perfette per un regalo o un ricordo speciale del tuo viaggio. Questi dettagli rendono Les Saintes-Maries-de-la-Mer non solo una destinazione da scoprire, ma anche un luogo dove portare a casa un pezzo di autenticità e tradizione camarguese.

 

Dove dormire a Les Saintes Maries de la mer

Se stai pianificando di fermarti a dormire a Les Saintes-Maries-de-la-Mer, ti consiglio vivamente di prenotare una stanza presso Mangio Fango, una struttura che incarna alla perfezione il fascino e l’eleganza del Mediterraneo. Non lasciarti ingannare dal nome curioso: Mangio Fango è un vero gioiello di ospitalità, un’oasi di tranquillità e comfort immersa nel verde, dove ogni dettaglio è curato per offrire un soggiorno rilassante e rigenerante.

L’edificio si presenta con una raffinata architettura tutta bianca, tipica dello stile mediterraneo, che si fonde armoniosamente con i grandi giardini rigogliosi che lo circondano. Tra alberi ombrosi, fiori profumati e sentieri incantevoli, spicca una splendida piscina all’aperto, ideale per rinfrescarsi durante le calde giornate estive o semplicemente per concedersi momenti di puro relax.

La posizione di Mangio Fango è strategica e particolarmente comoda. Si trova a soli 15 minuti a piedi sia dal centro del paese sia dalla spiaggia, permettendoti di raggiungere facilmente le principali attrazioni e di godere appieno dell’atmosfera vivace e autentica di Les Saintes-Maries-de-la-Mer. Questa vicinanza rende la struttura particolarmente adatta anche alle famiglie con bambini, che possono muoversi liberamente e in sicurezza tra spiaggia, centro storico e luoghi di interesse senza doversi affidare troppo all’auto.

Mangio Fango è molto più di un semplice luogo dove dormire: è una vera e propria immersione nella natura selvaggia e incontaminata della Camargue, un rifugio dove lasciarsi alle spalle lo stress e rigenerare corpo e mente. Qui potrai godere di una pausa rigenerante, circondato dal silenzio e dalla bellezza del paesaggio circostante, con il comfort e i servizi di una struttura di alto livello. Un soggiorno a Mangio Fango ti permetterà di vivere la Camargue nel modo più autentico e piacevole possibile, regalando a te e alla tua famiglia un’esperienza indimenticabile.

 

Visita Aigues Mortes e le saline

A pochi chilometri da Les Saintes-Maries-de-la-Mer, immerso nel cuore della Camargue, si trova Aigues-Mortes, un incantevole borgo fortificato che conserva intatto tutto il fascino del Medioevo. Questa cittadina straordinaria, il cui nome significa “acque morte”, evoca subito immagini di lagune silenziose e terre misteriose, ma appena varcata una delle sue maestose porte, ci si trova immersi in un’atmosfera viva, suggestiva e profondamente autentica.

La Camargue, cosa vedere e cosa fareAigues-Mortes è celebre per il suo centro storico perfettamente conservato, ancora oggi interamente circondato da imponenti bastioni medievali, torri e porte risalenti al XIII secolo. Fu il re Luigi IX, noto anche come San Luigi, a volere la costruzione di queste mura nel 1200, per creare un punto di partenza strategico per le Crociate. Oggi, quelle stesse mura, lunghe circa un chilometro e mezzo, sono percorribili a piedi e rappresentano una delle esperienze più affascinanti che si possano vivere nella regione.

Passeggiare lungo i bastioni di Aigues-Mortes è come fare un salto nel tempo. Da un lato si può ammirare la città dall’alto: un intreccio di vicoli acciottolati, giardini nascosti e piazzette animate, punteggiato da case in pietra, botteghe artigiane e caffè all’aperto che invitano alla sosta. Dall’altro lato, lo sguardo si apre verso l’esterno, regalando una vista mozzafiato sulle saline della Camargue, con i loro colori mutevoli che vanno dal bianco al rosa, a seconda della luce e della stagione. Un paesaggio spettacolare che fonde natura, storia e cultura in un unico, indimenticabile colpo d’occhio.

Aigues-Mortes è un luogo che conquista per la sua bellezza senza tempo e per l’equilibrio perfetto tra storia, architettura e ambiente naturale. Visitare questo borgo significa immergersi in un’atmosfera medievale perfettamente preservata, vivere la Camargue da un’altra prospettiva e lasciarsi sorprendere dalla potenza evocativa di un territorio che sa raccontare storie secolari con una grazia tutta sua.

Scopri come si produce il sale della Camargue

Se ti trovi sui bastioni di Aigues Mortes al tramonto puoi godere di uno spettacolo meraviglioso, unico al mondo: ammirare le Salins du Midi nelle loro più belle colorazioni. L’acqua, ricchissima di sale, grazie ai raggi del sole che si accorciano vira su una calda tonalità violacea, regalando uno scenario incredibile agli occhi del viaggiatore.

Le grandi colline di sale coprono una grande area della zona, paradiso naturale di migliaia di uccelli migratori. Il loro colore rosa deriva da un alga che vive in questa zona, la Dunaliella. Questa alga contribuisce a dare colore anche al piumaggio dei fenicotteri, che di questa alga si cibano. Lo sapevi??

Puoi entrare nelle saline e fare un tour guidato all’interno del sito. Puoi scegliere se fare una vista guidata a piedi, in trenino o in mountain bike e scoprire anche come veniva prodotto il sale in antichità visitando il Museo del sale. Ancora oggi qui viene prodotto sale pregiato che viene esportato in ogni zona del mondo, dopo essere stato raccolto rigorosamente a mano. Vista la delicatezza del fleur de sel l‘unico modo per avere un prodotto perfetto è infatti la raccolta manuale. 

Camargue, cosa vedere. Scopri le meraviglie di Arles

Arles è senza dubbio una delle tappe più affascinanti e ricche di storia che tu possa incontrare durante un viaggio in Camargue. Sebbene sia la città più grande e popolata della regione, Arles conserva intatto il suo fascino antico, fatto di testimonianze straordinarie del passato e di una vivacità culturale che la rende unica nel suo genere. Fondata intorno al 550 a.C., Arles è una vera e propria città-museo a cielo aperto, capace di raccontare oltre duemila anni di storia attraverso monumenti perfettamente conservati e atmosfere che sembrano sospese nel tempo.

La Camargue, cosa vedere e cosa farePasseggiando per il centro storico, dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, ci si imbatte in alcune delle meraviglie archeologiche più importanti della Provenza. Tra queste spicca senza dubbio il maestoso Anfiteatro Romano, ancora oggi utilizzato per spettacoli, concerti ed eventi culturali, che testimonia la grandezza dell’Arles romana. Ma le meraviglie non finiscono qui: puoi esplorare il Criptoportico, un misterioso corridoio sotterraneo risalente all’epoca imperiale, i resti del Circo Romano e le suggestive Terme di Costantino, che raccontano la vita quotidiana dell’antica colonia romana con una ricchezza di dettagli sorprendente. 

Arles e Van Gogh

Arles, tuttavia, non è solo storia antica. La città è anche legata indissolubilmente alla figura di Vincent Van Gogh, che vi soggiornò tra il 1888 e il 1889, trovando in questi luoghi la luce e i colori che ispirarono alcune delle sue opere più celebri. Oggi è possibile seguire un percorso a piedi dedicato all’artista, visitando i luoghi che hanno fatto da sfondo alle sue tele. Uno dei più iconici è Place du Forum, dove si trova il celebre Café reso immortale nel dipinto Le Café, le Soir. Camminare per le strade di Arles significa entrare nei quadri di Van Gogh, riscoprendo scorci reali trasformati dalla sua visione poetica.

Camargue, cosa vedere

Raggiungi l’Abbazia di Montmajor

A pochi chilometri dal centro, un altro gioiello merita assolutamente una visita: l’Abbazia di Montmajour. Costruita nell’anno 1100 su un isolotto roccioso, questo sito Unesco rappresenta una delle più affascinanti espressioni dell’architettura monastica medievale del sud della Francia. Con i suoi chiostri silenziosi, le torri che si affacciano sulla pianura della Camargue e la chiesa abbaziale intrisa di spiritualità, Montmajour è un luogo fuori dal tempo, capace di regalare emozioni profonde e momenti di autentica pace.

Visitare Arles significa dunque vivere un’esperienza che abbraccia passato, arte e bellezza: un viaggio che ti porta dalle glorie di Roma agli scorci impressionisti di Van Gogh, dalle pietre millenarie alle atmosfere intense della Camargue. Una città che va oltre la visita turistica e si trasforma in un vero e proprio incontro con la cultura e la storia del Mediterraneo.

Consigli utili per visitare la Camargue

La Camargue è una terra di contrasti forti e affascinanti. Vasta, selvaggia, in parte brulla e in parte umida, è un territorio che conserva intatto il suo spirito libero e incontaminato. Proprio per questa sua natura aspra e autentica, la regione non è ben servita dai mezzi pubblici, motivo per cui il modo migliore per esplorarla è sicuramente con un mezzo proprio o con un’auto a noleggio. Muoversi liberamente ti permetterà di scoprire angoli nascosti, piccoli borghi fuori dai circuiti turistici e meraviglie naturalistiche che si svelano solo a chi ha il tempo, e il mezzo, per cercarle.

Per quanto riguarda il periodo migliore per visitare la Camargue, la primavera e l’autunno sono le stagioni ideali. Il clima è mite, la natura è al massimo del suo splendore e il paesaggio si anima di colori, profumi e – nel caso della primavera – anche di migrazioni di uccelli spettacolari. In estate, invece, il clima può diventare piuttosto impegnativo: trattandosi di una zona paludosa, l’umidità può facilmente raggiungere il 100%, con temperature che superano spesso i 30-35 gradi, rendendo le escursioni più faticose.

Cosa mettere in valigia?

Indipendentemente dalla stagione in cui scegli di partire, un k-way o una giacca antivento è sempre un ottimo alleato. La Camargue è infatti costantemente battuta dal Mistral, un vento secco e talvolta impetuoso che soffia dal nord e modella i paesaggi con la sua presenza. Porta con te un abbigliamento comodo e pratico, preferibilmente a strati, per adattarti ai cambiamenti climatici durante la giornata.

Se hai in programma escursioni a piedi, passeggiate a cavallo o giri in bicicletta, non dimenticare scarpe da trekking o da camminata: molti sentieri attraversano campagne, saline e aree semi-selvagge, dove un buon equipaggiamento può fare la differenza tra una passeggiata piacevole e un’esperienza scomoda.

I borghi della Camargue, pur essendo piccoli e tranquilli, sono ben forniti di tutto il necessario: negozi, ristoranti, mercatini e piccoli alloggi che mantengono viva l’autenticità del luogo. L’atmosfera è rilassata e informale, e anche nei locali più frequentati l’abbigliamento è sempre casual. Non serve esagerare: qui il lusso si misura in semplicità e in connessione con la natura.

Camargue, cosa vedere. Eventi imperdibili

Se ti trovi in zona nel mese di maggio, potresti avere la fortuna di assistere a uno degli eventi più iconici e coinvolgenti della regione: la Festa della Madonna Nera a Les Saintes-Maries-de-la-Mer. In questa occasione, migliaia di gitani provenienti da tutta Europa si ritrovano in pellegrinaggio per rendere omaggio alla loro patrona. L’intero villaggio si anima con musiche, canti e balli tradizionali, dando vita a un’atmosfera unica, vibrante e profondamente emozionante. È un’esperienza che va ben oltre la semplice visita turistica: è un’immersione culturale che lascia il segno.

Non mancano infine, durante tutto l’anno, spettacoli equestri itineranti che si svolgono tra le stradine dei borghi: vere e proprie celebrazioni dell’identità camarguese, in cui cavalli, cavalieri e tradizioni si fondono in performance spettacolari che raccontano l’anima profonda di questa terra.

Visitare la Camargue significa entrare in contatto con un mondo ancora autentico, fatto di natura potente, storia millenaria e tradizioni vive. Preparati con l’equipaggiamento giusto, lasciati guidare dal vento e parti per un’avventura che difficilmente dimenticherai.

 

 

Anglet è una splendida località balneare situata sulla costa basca, nel sud-ovest della Francia, a pochi minuti di distanza dalle più celebri Biarritz e Bayonne. Ma non lasciarti ingannare dalla sua posizione defilata! Anglet è una vera sorpresa, perfetta per chi cerca una vacanza tra mare, natura e attività all’aria aperta, soprattutto se viaggi con i bambini.

Con i suoi oltre quattro chilometri di spiagge dorate, tutte affacciate sull’Oceano Atlantico, Anglet regala giornate di sole e libertà, dove i più piccoli possono giocare nella sabbia, fare il bagno in sicurezza e imparare ad amare il mare. Alcune spiagge sono più adatte ai surfisti, altre più tranquille e perfette per le famiglie. ce n’è davvero per tutti.

Ma Anglet non è solo mare. Qui troverai sentieri panoramici sul lungomare, aree verdi, parchi gioco, mercati locali e un clima vivace ma rilassato, che conquista fin dal primo giorno. E poi ci sono le escursioni in bicicletta, i piccoli ristoranti con terrazze sul mare, i tramonti sull’oceano e quella tipica atmosfera basca che unisce accoglienza, autenticità e buon vivere.

In questo articolo ti racconto cosa vedere e cosa fare ad Anglet con i bambini, dalle spiagge più adatte alle famiglie alle attività imperdibili, senza dimenticare qualche suggerimento pratico per goderti al meglio la tua vacanza in uno dei tratti di costa più affascinanti della Francia sud-occidentale.

 

Anglet, cosa vedere

Una delle esperienze più piacevoli ad Anglet è senza dubbio camminare, o pedalare, lungo la grande passeggiata che costeggia tutta la linea di spiaggia e collega la città alle località vicine. Questo percorso fronte oceano è perfetto per una giornata in famiglia, con il vento dell’Atlantico che accarezza il viso e la vista che spazia all’infinito.

Da un lato lo spettacolo è quello delle onde poderose che si infrangono sulla sabbia dorata, attirando surfisti da tutto il mondo. Dall’altro lato, si apre un paesaggio verdissimo fatto di dune naturali, campi da golf e prati immensi, che invitano a rallentare e godersi il tempo con calma. Anglet è infatti molto amata anche dagli appassionati di golf: qui lo sport si pratica immersi nella natura, grazie agli ampi spazi a disposizione e ai numerosi club e scuole di golf che propongono corsi anche per principianti e bambini, perfetti per avvicinarsi al gioco durante la vacanza.

Ma non è tutto! Lungo il percorso troverai pinete fresche e ben curate, ideali per una pausa all’ombra, spesso attrezzate con aree picnic e panchine dove rilassarsi o fare merenda. Per chi ama restare attivo, ci sono anche diverse aree fitness all’aperto, gratuite e accessibili, dove allenarsi con vista oceano.

Anglet. Cosa vedere sulla costa basca francese.
Anglet regala attimi di straordinario relax ma anche tante attività adrenaliniche, come il surf!

Scegli le attività da fare

Le spiagge della costa di Anglet non sono solo ampie e scenografiche, ma anche ben sorvegliate durante tutta la stagione, grazie alla presenza costante dei bagnini. Questo è particolarmente importante perché qui il mare ha carattere. lLOceano Atlantico è vivo, potente e imprevedibile, e proprio per questo molto amato dai surfisti, che arrivano da tutta Europa per cavalcarne le onde, sia d’estate che d’inverno.

Se hai sempre sognato di imparare a surfare, Anglet è il luogo perfetto per iniziare: il clima è rilassato, le onde generose e le scuole di surf sono numerose e ben organizzate. Puoi scegliere tra lezioni private o corsi di gruppo, adatti a ogni età e livello, compresi i bambini. Molti genitori colgono l’occasione per far provare ai propri figli un’esperienza unica, seguiti da istruttori esperti e in totale sicurezza. E se invece sei già pratico, puoi semplicemente noleggiare tavola e muta e tuffarti tra le onde.

Naturalmente, se scegli di fare il bagno nell’oceano, è sempre bene prestare attenzione. Le acque di Anglet, per quanto affascinanti, possono diventare improvvisamente profonde e il moto ondoso è spesso intenso. Anche in presenza dei frangiflutti, è raccomandabile restare vicini alle postazioni di salvataggio e seguire le indicazioni degli assistenti bagnanti, soprattutto se ci sono bambini con te.

Approfitta dei servizi gratuiti

Tutte le spiagge di Anglet sono attrezzate con servizi igienici e docce gratuite, comodi e ben tenuti. Un altro aspetto che colpisce positivamente è l’educazione e il senso civico degli abitanti e dei visitatori: le aree picnic vengono lasciate pulite, la raccolta differenziata è ovunque e vige un autentico rispetto per la natura e gli spazi comuni. Portare via i propri rifiuti e lasciare tutto in ordine è una piccola attenzione che rende grande il piacere di condividere un luogo così bello.

Anglet ti accoglie con il suo mare impetuoso e la sua anima sportiva, ma anche con una profonda cultura del rispetto. Che tu venga per rilassarti al sole, per cavalcare le onde o per vivere l’oceano in famiglia, qui troverai energia, sicurezza e un ambiente pulito e curato, proprio come dovrebbe essere ogni vacanza davvero sostenibile.

Anglet, cosa vedere.

Tra sapori locali e divertimento per tutta la famiglia

Il lungo viale pedonale che costeggia le spiagge di Anglet non è solo perfetto per una passeggiata fronte oceano, ma ti accompagna dolcemente fino al cuore della cittadina, dove si apre un’area vivace e accogliente, ricca di ristoranti, bistrot e caffè. Qui il profumo del mare si mescola a quello della cucina basca, con tavolini all’aperto, piatti curati e atmosfere rilassate.

Tra i locali da provare c’è senz’altroL’Annexe, un ristorante affacciato sulla piazza che guarda direttamente alla spiaggia. L’ambiente è curato nei dettagli, con un arredamento originale e accogliente, e il menù propone piatti gustosi e ben presentati, con influenze locali e tocchi creativi. È perfetto sia per una cena in coppia che per una serata in famiglia. I prezzi sono nella media della zona, quindi tendenzialmente medio-alti, ma ben giustificati dalla qualità delle materie prime e dalla posizione panoramica.

Raggiungi i Playgrounds

Se dopo pranzo o cena i bambini hanno ancora energia da spendere, nessun problema! Proprio sul lato opposto della piazza centrale, in direzione della foce del fiume Adour, si trova una grande e moderna area dedicata al gioco e allo sport. Qui troverai un parco giochi ben attrezzato, un campo da skateboard per piccoli acrobati, playground per tutte le età, e perfino una zona fitness all’aperto e un campo da basket. È il luogo ideale per lasciare i più piccoli liberi di muoversi in sicurezza, mentre i genitori si rilassano nei pressi delle numerose aree ristoro disponibili nei dintorni.

Se cerchi inoltre una pausa veloce o un pasto pratico, qui c’è anche un McDonald’s con terrazza, perfetto per un pranzo informale o uno spuntino al volo con vista sul verde e sull’acqua.

Insomma, Anglet riesce a combinare il piacere della buona cucina, lo svago all’aria aperta e l’attenzione alle famiglie, creando uno spazio dove ogni momento della giornata trova il suo ritmo naturale. 

Come arrivare ad Anglet e dove parcheggiare senza stress

Arrivare ad Anglet è facile e comodo, grazie alla sua posizione strategica tra Biarritz e Bayonne, nel cuore della costa basca francese. Se viaggi in aereo, l’aeroporto di Biarritz-Pays Basque dista solo una manciata di chilometri e in meno di 10 minuti puoi raggiungere Anglet in taxi, con un servizio di car sharing oppure comodamente in autobus, grazie alla linea 3 del trasporto pubblico locale Txik Txak. Anche chi arriva in treno troverà soluzioni pratiche. Le stazioni TGV di Bayonne e Biarritz infatti sono ben collegate e da lì bastano pochi minuti per arrivare a destinazione.

Per chi preferisce viaggiare in auto, Anglet è ben servita dalle principali arterie stradali come l’A63 e la RD810, rendendo il viaggio agevole sia che si provenga da Bordeaux che da Tolosa.

Una volta arrivati, parcheggiare ad Anglet è semplice, ma ci sono alcune cose utili da sapere. Durante la stagione estiva, dal 1° maggio al 31 ottobre, le aree di sosta lungo la costa diventano a pagamento tutti i giorni dalle 9 alle 19. Le zone sono divise in fasce colorate. Quelle rosse, come a Sables d’Or, consentono la sosta fino a 3 ore e 20 minuti. Le gialle invece, permettono soste più lunghe, fino a 10 ore giornaliere, ideali per una giornata di mare in tutta tranquillità.

Affitta una bici

Se preferisci lasciare l’auto fuori dal centro, puoi utilizzare uno dei parcheggi gratuiti (park & ride), ben collegati con le principali linee autobus (32, 34, 36 e 38). Questa è un’ottima soluzione per evitare il traffico vicino alle spiagge e vivere Anglet in modo più rilassato e sostenibile. In più, durante l’estate, c’è anche un comodo servizio di deposito bici gratuito nella zona della Chambre d’Amour, perfetto per chi ama esplorare la città su due ruote.

Infine, in alcune zone del centro cittadino, come Place des Cinq Cantons o l’Esplanade Quintaou, ci sono parcheggi regolati dalla zona blu. Qui si può sostare gratuitamente per un massimo di 90 minuti, utilizzando il classico disco orario (facilmente reperibile negli uffici turistici).

 

Dove dormire sulla costa basca di Anglet

Quando siamo ad Anglet, una delle nostre scelte preferite per il soggiorno è l’Hôtel Atlanthal, una struttura elegante e accogliente situata proprio sulla splendida Plage des Cavaliers. La sua posizione è davvero perfetta. Da qui infatti si può raggiungere a piedi il lungomare, le spiagge sorvegliate, le pinete, i ristoranti e le piste ciclabili che costeggiano l’oceano. Insomma, ci si dimentica dell’auto, e si vive la vacanza con il ritmo lento e rilassato che questo luogo merita.

Ma non è solo la posizione a renderlo speciale. L’Atlanthal ospita al suo interno un centro di talassoterapia di altissimo livello, con piscine di acqua marina riscaldata, percorsi benessere, trattamenti personalizzati e un’area wellness che include palestra, sauna e spazi relax con vista sul giardino. Anche chi non soggiorna in hotel può accedere a queste strutture, previa prenotazione. Una vera coccola dopo una giornata di surf o una lunga passeggiata sul lungomare. E se cerchi un momento di puro relax, la piscina esterna affacciata sull’oceano è il posto giusto per immergersi tra sole, sale e silenzio.

Se preferisci un’atmosfera più intima o soluzioni più adatte a gruppi e famiglie, Anglet offre moltissime opzioni di case vacanza, appartamenti vista mare e ville indipendenti immerse nel verde. Nei dintorni si trovano strutture per ogni gusto e budget, molte delle quali disponibili su piattaforme come Booking o Airbnb, con ottime offerte se si prenota con un po’ di anticipo. Alcune sono vere e proprie chicche nascoste tra le dune o vicino alle pinete, ideali per vivere un’esperienza più autentica e indipendente.

Perché innamorarsi di Anglet

Anglet è un luogo dove l’oceano incontra il respiro dei pini, dove le onde raccontano storie di libertà e ogni tramonto sembra disegnato a mano. Qui la natura è protagonista, e la vita scorre lenta, sincera, a misura di famiglia e di sogni salati. Che tu venga per surfare, per camminare nella pineta o per perderti tra mercatini e profumi baschi, ad Anglet scoprirai un modo diverso di vivere il tempo: più semplice, più vero. E quando sarà ora di ripartire, sentirai già il desiderio di tornare.

 

Una vacanza in barca con i bambini può diventare uno dei ricordi più belli di sempre. Il mare tutto intorno, il ritmo lento, la libertà di vivere a piedi nudi e la natura che si manifesta a ogni ora del giorno: per i più piccoli è un’avventura indimenticabile. Ma per i genitori, soprattutto se è la prima volta, può anche essere fonte di dubbi. Cosa portare, cosa evitare, come organizzarsi per non trasformare il sogno in stress. La verità è che, come in ogni esperienza in mare, anche qui la parola d’ordine è “leggerezza”, sia nello zaino che nel cuore. Ma con un po’ di preparazione, tutto diventa semplice e divertente. Ecco quindi una guida completa su cosa portare in barca per una vacanza con i bambini, senza rinunciare al comfort, alla sostenibilità e al relax.

Cosa portare in barca per una vacanza con i bambini

La prima cosa da sapere è che i bambini si adattano molto più facilmente di quanto immaginiamo. Per loro, dormire in una cabina, salire e scendere con il tender, osservare i pesci sott’acqua o vedere il tramonto dalla barca è pura magia. Quello che possiamo fare noi adulti è creare un ambiente sicuro e funzionale in cui possano sentirsi liberi ma protetti. E si parte proprio dalla valigia.

In barca lo spazio è ridotto, perciò anche per i bambini vale la regola del bagaglio morbido. Meglio uno zaino o una sacca leggera che si possa ripiegare e sistemare facilmente. La scelta dei vestiti deve essere orientata alla praticità. Pochi capi, ma funzionali: t-shirt in cotone, pantaloncini comodi, costumi da bagno, un cappellino per il sole, felpa e pantaloni lunghi per la sera. I tessuti devono essere traspiranti, leggeri e soprattutto facili da lavare e far asciugare al sole. In barca si lava spesso a mano, e avere capi che asciugano in poche ore fa la differenza.

Un pareo è essenziale anche per i più piccoli

I costumi da bagno sono fondamentali. Almeno due o tre a testa, così da averne sempre uno asciutto. E un capo multitasking come il pareo può essere utilissimo anche per i piccoli: si trasforma in coperta, telo o protezione dal vento. Per le ore più calde, è bene avere una maglietta UV, che protegge la pelle delicata dei bambini anche durante i bagni prolungati. Non dimenticare un paio di occhiali da sole, un cappello a tesa larga e scarpe adatte: sandali antiscivolo per la barca, scarpette da scoglio per esplorare le calette, e un paio di scarpe chiuse e leggere per le passeggiate a terra.

Cosa portare in barca per una vacanza con i bambiniFai attenzione al sole!

Per quanto riguarda la protezione solare, è importante scegliere prodotti ad alta protezione ma che siano anche delicati e sostenibili. Le creme solari naturali con filtri minerali sono la scelta migliore. Proteggono la pelle dei bambini senza danneggiare il mare. Alcune formulazioni specifiche per bambini sono prive di profumo e resistenti all’acqua, ideali per chi passa la giornata tra tuffi e giochi in coperta. Lo stesso vale per i prodotti per l’igiene. Shampoo, sapone e dentifricio dovrebbero essere biodegradabili al 100%, in modo da non inquinare l’ambiente marino e non irritare la pelle. Se possibile, scegli formati solidi: occupano meno spazio, durano di più e non si rovesciano.

Occhio alla sicurezza

I bambini amano l’acqua, ma non dimentichiamo la sicurezza. I giubbotti salvagente sono imprescindibili. Ogni bambino deve avere il suo, ben regolato e della giusta taglia. Anche se molte barche li forniscono, è sempre meglio informarsi prima o portarli da casa se si vuole essere certi della qualità e del comfort. Per i più piccoli, esistono modelli con collo imbottito e imbracatura, così da garantire la massima protezione anche in caso di onde o movimenti bruschi.

Cosa portare in barca per una vacanza con i bambiniOltre alla sicurezza fisica, è importante pensare al benessere emotivo. I bambini hanno bisogno di piccoli rituali, anche in vacanza. Portare con sé un peluche, un libro della buonanotte, un gioco preferito o anche solo una copertina familiare può fare la differenza. In barca, i tempi si dilatano. Ci sono momenti di attesa, di tranquillità, di riposo. Un libro illustrato, qualche pastello e un quaderno, un gioco da tavolo tascabile o delle carte impermeabili possono riempire questi spazi con leggerezza e creatività.

 

Prepara piatti veloci ma nutrienti

L’alimentazione in barca segue ritmi semplici. Spesso si mangia all’aperto, in modo informale, con piatti veloci ma nutrienti. Per i bambini, è utile avere qualche snack sano a portata di mano: frutta secca, barrette di cereali, frutta disidratata o biscotti fatti in casa. Porta anche una borraccia termica per ciascun bambino, così da avere sempre acqua fresca a disposizione e invogliarli a bere spesso. Un piccolo trucco? Personalizzala con un adesivo o un segnalino colorato per evitare scambi e confusioni.

Scegli un’abbigliamento comodo e funzionale

Per la notte, in cabina, meglio scegliere pigiami leggeri ma coprenti, soprattutto se si viaggia in zone ventilate o se la temperatura cala di sera. Un sacco lenzuolo in cotone leggero è utile e più comodo delle lenzuola tradizionali, oltre a essere più facile da lavare. Se il bambino tende ad avere il sonno leggero, può essere utile una piccola luce da notte o una torcia frontale per rendere l’ambiente familiare e rassicurante.

Quando si scende a terra per visitare un borgo, fare una passeggiata o mangiare un gelato, una borsa capiente e leggera permette di portare tutto l’indispensabile: un cambio asciutto, salviettine naturali, crema solare, cappellino e magari una bottiglietta d’acqua. In alternativa, uno zainetto per il bambino, leggero e con le sue cose personali, lo farà sentire autonomo e parte dell’avventura.

Anche il momento del bagno può diventare speciale. Se la barca non ha docce esterne adatte ai più piccoli, si può usare una bacinella pieghevole con acqua dolce, e rendere il momento del risciacquo un gioco. Dopo il bagno, un olio delicato o una crema idratante naturale proteggerà la pelle dal sole e dalla salsedine, evitando arrossamenti.

E se si naviga in zone dove ci sono zanzare al tramonto, meglio portare uno spray antizanzare naturale e una maglietta a maniche lunghe per proteggere braccia e spalle. Le punture sono fastidiose per tutti, ma per i bambini possono rovinare una serata in porto o un sonno tranquillo. Un piccolo stick dopopuntura lenitivo, a base di aloe o calendula, può fare miracoli.

Fatti aiutare nei preparativi

Infine, un consiglio pratico che vale oro. Prepara tutto con i bambini, coinvolgendoli nel processo. Farsi aiutare a scegliere i giochi, preparare il proprio zainetto, contare i costumi, infilare le ciabattine nella borsa li rende partecipi e responsabili. E li prepara, inconsapevolmente, a vivere la vacanza come un’esperienza condivisa, non solo vissuta da adulti.

Una settimana in barca con i bambini può sembrare una sfida, ma si rivela spesso la vacanza più bella e rigenerante. Con meno cose, più attenzione e una buona dose di flessibilità, si crea un mondo semplice e felice, dove ogni giorno è diverso, ogni alba è una scoperta e ogni bagno è un gioco. E quando si torna a casa, ci si accorge che non serviva molto di più.

La Rochelle, raffinata cittadina situata nel cuore della regione dell’Aquitania, incanta con il suo fascino marinaro e l’atmosfera vivace che si respira lungo le sue strade. Questa città portuale, da sempre crocevia di culture e commerci, si sviluppa intorno al celebre Porto Vecchio, dove le antiche banchine in pietra si affacciano su acque tranquille, circondate da ristoranti eleganti e accoglienti caffè all’aperto.

Tuttavia, La Rochelle è molto più di un semplice porto. Custodisce infatti un patrimonio artistico e culturale ricco e variegato, che aspetta solo di essere esplorato. Tra torri medievali, musei e piazze animate, ogni angolo del suo centro storico racconta una storia affascinante, capace di incantare sia gli appassionati di storia sia i viaggiatori in cerca di atmosfere autentiche. In questo articolo ti guiderò alla scoperta delle meraviglie di La Rochelle, offrendoti consigli pratici e suggerimenti per vivere al meglio una giornata indimenticabile in questa città dal carattere unico.

La Rochelle. Cosa vedere

Passeggia nel porto vecchio

Il cuore pulsante di La Rochelle è senza dubbio il suo celebre Porto Vecchio, da cui si possono ammirare e fotografare le maestose torri che rappresentano l’emblema indiscusso della città. Tra queste, la Torre della Lanterna spicca per il suo stile gotico raffinato, con guglie slanciate e decorazioni elaborate che raccontano secoli di storia. Originariamente eretta per fungere da faro e guida per le navi, questa torre ha attraversato epoche diverse, trasformandosi anche in prigione, e oggi è una tappa imperdibile per chi vuole immergersi nell’atmosfera autentica di La Rochelle.

Non lontano, la Torre della Catena custodisce un passato di difesa e strategia militare. La sua funzione principale era impedire l’ingresso di imbarcazioni nemiche nel porto grazie a un’enorme catena che veniva issata tra la torre e la riva, bloccando così il passaggio. Questa struttura, carica di fascino e storia, è un altro punto imprescindibile da visitare, soprattutto per chi ama scoprire i segreti nascosti dietro ogni pietra.

La Rochelle. Cosa vedere Infine, la Torre di San Nicola, pur essendo una residenza privata, apre al pubblico la sua sommità, regalando una vista panoramica spettacolare che abbraccia l’intera città e il pittoresco porto vecchio, offrendo un’esperienza indimenticabile per gli amanti dei paesaggi urbani e marittimi.

Intorno a queste torri si sviluppa un vivace quartiere ricco di locali, bistrot e ristoranti che animano la vita serale e diurna di La Rochelle. Qui gustare piatti tipici locali diventa un piacere ancor più intenso, grazie allo scenario unico delle banchine e delle barche che ondeggiano dolcemente al ritmo del mare, offrendo un connubio perfetto tra sapori autentici e viste incantevoli. Questo angolo di città è ideale per chi desidera assaporare la vera essenza della tradizione gastronomica e vivere appieno l’atmosfera marinaresca che rende La Rochelle così speciale.

Entra nel centro storico di La Rochelle

L’ingresso al cuore pulsante di La Rochelle avviene varcando la suggestiva Porta del Grande Orologio, un vero e proprio simbolo che dà il benvenuto ai visitatori con la sua maestosa presenza. Oltrepassandola, si viene subito avvolti dall’atmosfera autentica e vibrante di questa cittadina di mare, dove il tempo sembra scorrere con calma tra le viuzze acciottolate e le caratteristiche casette a graticcio, testimoni silenziosi di secoli di storia.

Passeggiando lungo i portici che animano il centro storico, ci si imbatte nel Palazzo del Municipio, uno degli edifici comunali più antichi e affascinanti di tutta la Francia. La sua architettura è un capolavoro di eleganza e storia: una torre campanaria si erge imponente e fiera, decorata da guglie gotiche che donano un tocco di maestosità alla facciata, rivelando l’importanza storica e culturale dell’edificio. Questo luogo non è solo un punto di riferimento amministrativo, ma un vero e proprio scrigno di memoria cittadina, che racconta le vicende di La Rochelle attraverso i secoli.

Visita la casa di Enrico II

Non lontano da qui, si trova una delle residenze storiche più suggestive della città: la casa di Enrico II. Questo esempio perfetto di architettura rinascimentale si distingue per la sua raffinata bellezza e per la corte interna, che può essere visitata gratuitamente, regalando un’esperienza intima e immersiva. Passeggiare in questo angolo di storia significa fare un salto nel passato, respirando l’atmosfera di un’epoca ricca di fascino e cultura.

La Rochelle. Cosa vedere

 

La Rochelle, cosa vedere. Visita la Cattedrale di San Luigi 

Nelle immediate vicinanze della storica casa di Enrico II, nel cuore del centro storico di La Rochelle, si erge la maestosa Cattedrale di San Luigi. Sebbene la sua facciata possa apparire, a prima vista, sobria e semplice, quasi discreta tra le costruzioni circostanti, varcata la sua soglia si apre un mondo ricco di arte e spiritualità. All’interno, infatti, la cattedrale rivela un tesoro di meraviglie: dipinti raffinati e preziose vetrate colorate che raccontano storie di fede, di tradizione e di storia, avvolgendo i visitatori in un’atmosfera di quiete e contemplazione.

Dedica almeno una decina di minuti a questa visita, perché le pareti della cattedrale custodiscono pannelli di straordinaria bellezza, opere d’arte che testimoniano la maestria degli artigiani e degli artisti che hanno contribuito a impreziosirla nel corso dei secoli. Questi dettagli, spesso sfuggenti a uno sguardo distratto, riescono a catturare l’attenzione e a emozionare, offrendo un’esperienza intima e profonda, capace di far riflettere sul passato e sul presente di questa città unica.

La Cattedrale di San Luigi, con il suo equilibrio tra sobrietà esterna e ricchezza interna, rappresenta un perfetto esempio della storia artistica e spirituale di La Rochelle. Una tappa imperdibile per chi desidera immergersi nell’anima più autentica della città, scoprendo scorci nascosti e dettagli preziosi che arricchiscono il percorso di visita, lasciando un ricordo indelebile nel cuore di chi l’ha attraversata.

Il mercato del centro storico. Les Halles de La Rochelle

Non perdere l’occasione di immergerti nell’autentica vita quotidiana di La Rochelle visitando i suoi caratteristici mercati rionali, vere e proprie istituzioni della città. Il mercato di La Rochelle, in particolare, è uno dei più tipici e vivaci dell’intera regione. Rappresenta quindi un appuntamento imperdibile per chi vuole scoprire i sapori e i profumi della tradizione locale. Ogni mattina i grandi padiglioni in stile ottocentesco si animano di bancarelle colorate, piene di prodotti freschissimi e di qualità eccellente.

Grazie alla vicinanza privilegiata del porto, qui la pesca è protagonista indiscussa. Frutti di mare, crostacei, pesce appena pescato e altre prelibatezze marine sono esposti in tutta la loro freschezza. Passeggia tra le vie del mercato e lasciati avvolgere dai profumi salmastri e dai colori intensi dei prodotti locali. Ascolta le chiacchiere vivaci dei venditori e scopri i gusti autentici che raccontano la storia di questa città marinara.

Un’esperienza culinaria che va ben oltre il semplice acquisto, perché permette di assaporare il legame profondo tra La Rochelle e il mare, un legame che si riflette in ogni piatto e in ogni boccone. 

Vai al Parco Charruyer se viaggi con i bambini

Una tappa imperdibile durante una visita a La Rochelle, soprattutto se viaggi con bambini, è senza dubbio il Parco Charruyer. Questo vasto polmone verde si estende generoso nel cuore della città, offrendo un’oasi di pace e freschezza lontano dal ritmo frenetico del centro urbano. Attraversato da un tranquillo canale che serpeggia tra gli alberi, il parco è il luogo ideale per una passeggiata rigenerante. Il posto perfetto dove poter respirare aria pura e lasciarsi avvolgere dal canto degli uccelli e dal fruscio delle foglie.

Il Parco Charruyer è pensato per regalare momenti di gioia e libertà ai più piccoli, grazie a un’area giochi attrezzata e sicura, dove possono divertirsi in tutta tranquillità. Ma non finisce qui! Al suo interno si trova anche un piccolo giardino zoologico, un vero tesoro per i più curiosi. Caprette, oche, asinelli e altri simpatici animali da fattoria vivono in un ambiente accogliente, permettendo ai bambini di avvicinarsi alla natura e di imparare divertendosi.

Questo angolo di natura e serenità è perfetto per una pausa rigenerante durante la giornata. Un momento per staccare e lasciarsi incantare dalla semplicità di uno spazio pensato per tutte le età.

Cosa mangiare a La Rochelle?

Un’esperienza da non perdere durante una visita a La Rochelle è senza dubbio quella di immergersi nei sapori autentici della sua cucina marina. I ristoranti lungo le vie del porto e del centro storico offrono menù ricchi di delizie a base di pesce fresco. I piatti sono una vera celebrazione della tradizione gastronomica locale. Ogni portata racconta la storia di un territorio che vive e respira il mare, grazie alla vicinanza del porto da cui, ogni giorno, arrivano pescati freschissimi.

Se vuoi assaporare l’essenza stessa di La Rochelle, non pui farti mancare un assaggio delle sue ostriche piatte. Sono rinomate per la loro freschezza e delicatezza, così come delle cozze, spesso proposte in preparazioni semplici ma gustose. Assaggia anche le capesante, conosciute come Saint Jacques, vere perle della cucina locale. Ma il vero protagonista è il Mouclade, il piatto simbolo della città: cozze cotte lentamente in un raffinato abbraccio di vino bianco, panna e zafferano. Questa combinazione regala un sapore vellutato e avvolgente, capace di incantare anche i palati più esigenti.

Degustare queste specialità direttamente in un ristorante affacciato sulle acque del porto è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Siediti, lasciati coccolare dall’atmosfera vivace e genuina di La Rochelle. Concediti un viaggio gastronomico che celebra la ricchezza e la tradizione di questa splendida città costiera.

Come arrivare e dove parcheggiare

Arrivare a La Rochelle è semplice e piacevole, sia che tu scelga di arrivarci in auto o con i mezzi pubblici. Se arrivi in auto, la città è ben collegata tramite l’autostrada A837, che ti permette di raggiungere il centro rapidamente. Una volta arrivato, puoi parcheggiare comodamente in uno dei numerosi parcheggi sotterranei situati vicino al centro storico. Il Parcheggio Saint-Nicolas o il Parcheggio Vieux Port ad esempio, offrono tariffe giornaliere vantaggiose e sono perfetti per visitare la città a piedi. La Rochelle è servita inoltre da una rete di autobus efficienti e le stazioni ferroviarie collegano la città con le principali città francesi, rendendo il viaggio facile e senza stress.

Perchè fermarsi a La Rochelle

La Rochelle è senza dubbio una delle gemme più preziose della costa atlantica francese. E’ una meta turistica che incanta per le sue spiagge di sabbia finissima e per il suo fascino intramontabile. Questa città racchiude l’essenza autentica della Francia di mare, dove antichi porti raccontano storie millenarie, le strade si animano di culture diverse e la tavola celebra il pescato quotidiano con piatti ricchi di tradizione.

Se ami immergerti nell’atmosfera vibrante e genuina delle città marinare, La Rochelle è il luogo perfetto per te. Qui si respira un’aria che unisce il fascino chic e raffinato con un carattere piratesco e avventuroso. Una combinazione unica che la rende al tempo stesso elegante e ribelle. Passeggiare per le sue vie significa lasciarsi sorprendere da un caleidoscopio di emozioni. Dai portici eleganti alle piazze animate, dai mercati colorati ai piccoli caffe, il tempo sembra scorrere più lentamente.

Accogliente e vivace, eclettica e multiculturale, La Rochelle è una città in continuo fermento, capace di rinnovarsi senza mai perdere la sua identità. Ogni angolo racconta un pezzo della sua storia, ogni incontro è un invito a scoprire un mondo di tradizioni, sapori e suoni. In qualunque stagione tu decida di visitarla, La Rochelle saprà conquistarti con il suo mix irresistibile di charme e autenticità, regalando un’esperienza di viaggio indimenticabile.

 

Montalto di Castro è un piccolo borgo medievale della Maremma laziale, a metà strada tra Tarquinia e Capalbio. E’ famoso soprattutto per le sue spiagge e per la costa, molto frequentata durante la stagione estiva. Ma il comune di Montalto di Castro vanta un delizioso centro storico, racchiuso tra mura di cinta, dove passeggiare in totale sicurezza con i bambini alla scoperta delle sue tipicità. 

Montalto di Castro, viaggio on the road con i bambini nella tuscia viterbese
Montalto di Castro ti accoglie nel suo centro storico con un caldo abbraccio. Accogliente e ordinata la cittadina va esplorata a piedi, alla scoperta delle sua “piccole porte” e dei suoi scorci caratteristici.

Montalto di Castro

Il centro storico di Montalto di Castro riserva piacevoli sorprese. Vicoletti impreziositi da antiche arcate si intersecano con le poche piazze del borgo, creando un piccolo labirinto in cui districarsi. Numerose sono le porticine che si affacciano sulle strade, di ogni forma e colore. Le bambine infatti si sono divertite a cercarle tutte e a farsi scattare tante foto ricordo su questi minuscoli usci, nominando Montalto come il “paese delle piccole porte”. Perdersi tra i vicoli del borgo è un’esperienza che rigenera. Passeggiando si incontrano scorci pittoreschi, archi in pietra e antiche fontane come la Fontana del Mascherone e la suggestiva Fontana delle Tre Cannelle, testimoni silenziosi del passato.

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Ammira il Castello Guglielmi

Il centro di Montalto di Castro è dominato dal Castello Guglielmi, costituito da un’imponente torre quadrangolare. La sua costruzione va collocata nel lontano 1400 ad opera degli Orsini. Una lapide posta sulla torre ne ricorda i proprietari originari nonostante le numerose ristrutturazioni. Infatti nel corso dei secoli è stato innalzato di un piano, con l’aggiunta di una loggia laterale che sfoggia l’attuale merlatura. E’ completamente ricoperto di verde ed è davvero piacevole sia da osservare che da fotografare. 

Montalto di castro, viaggio on the road con i bambini nella tuscia viterbese
Il castello Guglielmi è accostato su un lato alle mura del Comune e questa costituisce la parte più antica della fortezza. L’altra ala è stata costruita successivamente, nel XVIII secolo, completamente in laterizio.

Visita le chiese del borgo

Passeggiando tra i vicoletti si incontrano le due chiese più importanti del borgo. La Chiesa di Santa Croce, dalla facciata neoclassica, conserva tra le sue mura un prezioso dipinto raffigurante “La Madonna della Vittoria”. La chiesa di Santa Maria Assunta invece, sul portale incastonato nella facciata settecentesca, sfoggia lo stemma di Pio VI Braschi, fautore dell’ultima ristrutturazione completa dell’edificio. Custodisce al suo interno le reliquie dei santi Quirino e Candido, patroni della città di Montalto. 

Entra nel Teatro Comunale Lea Padovani

Moderno e raffinato, il teatro cittadino è dedicato all’attrice Lea Padovani, originaria del territorio. La sua architettura, ispirata ai templi etruschi, ospita ogni anno una vivace stagione di spettacoli teatrali, concerti ed eventi culturali.

Cosa vedere nei dintorni di Montalto di Castro

Montalto di Castro gode di una posizione strategica che la mette facilmente in comunicazione con numerosi siti della Tuscia viterbese. Si trova a pochi chilometri da Capalbio, altro bellissimo borgo medievale, vicinissima all’oasi WWF del lago di Burano e a paesi come Orbetello, Porto Santo Stefano e Porto Ercole. Inoltre si trova a mezz’ora di auto dai Piani degli Alpaca, un meraviglioso allevamento di alpaca immerso nella maremma laziale, tra mandorleti e uliveti. Un esperienza da fare assolutamente anche con i bambini.

Consigli utili per la visita

Montalto di Castro è facilmente raggiungibile in auto, percorrendo la SS1 Aurelia. È servita anche dalla linea ferroviaria Roma–Grosseto, ma stazione è situata fuori dal centro storico. La primavera e autunno sono le stagioni ideali per visitare Montalto di Castro, perfette per chi cerca tranquillità e temperature miti. L’estate invece è ideale per combinare cultura e giornate al mare. Se ti trovi in città non perderti i piatti tipici della cucina maremmana, come i pici al cinghiale, la zuppa di asparagi selvatici e il pane sciapo con olio locale. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di Morellino di Scansano o di un rosso della Tuscia.

Perché visitare Montalto di Castro?

Montalto di Castro è una destinazione che riesce a coniugare perfettamente arte, storia, natura e relax, lontano dalle rotte più turistiche del Lazio, ma ricca di sorprese. Che sia una gita di un giorno o un soggiorno più lungo, Montalto saprà conquistarti con la sua autenticità e il suo fascino senza tempo.

Celleno è un piccolo borgo arroccato su una collina della Tuscia, vicinissimo a San’Angelo di Roccalvecce, il famoso paese delle fiabe. Si trova nella provincia di Viterbo e custodisce nelle sue grotte di tufo preziosi segreti e misteriose leggende. Qualcuno dice che tra le sue mura si aggirino persino fantasmi, spiriti benigni che proteggono le rovine di quella che un tempo era una florida realtà contadina. Ma cosa rende questo posto così speciale?? Scopriamolo insieme…

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Celleno. Borgo fantasma della Tuscia

Il vecchio borgo di Celleno è arroccato su uno sperone di tufo e quindi, come la vicinissima Civita di Bagnoregio, soggetto a continue erosioni dovute agli agenti atmosferici e agli smottamenti del terreno. Un tempo era vivace un paese dove gli abitanti si dedicavano alle svariate attività legate all’agricoltura e all’allevamento. Nel corso dei secoli la laboriosità della popolazione è stata messa a dura prova da epidemie e da numerose frane che hanno stravolto la conformazione del territorio. Per questi motivi gli abitanti hanno cominciato ad abbandonare le loro case situate tra le mura del castello e si sono spostati nella zona pianeggiante, lasciando il paese al completo abbandono. Inoltre nei primi decenni del 1900 un terribile terremoto ha distrutto quello che rimaneva dell’elegante centro storico di Celleno, oggi conosciuto come Borgo fantasma.

Celleno. Cosa vedere nel paese fantasma in provincia di Viterbo.
Il borgo di Celleno è arroccato su una collina di tufo. Si accede alla piazza principale da Via del Ponte, il percorso più pittoresco.

Scopri l’itinerario storico

Solo negli ultimi anni un progetto di recupero del territorio ha dato nuova vita a questo borgo sfortunato, salvaguardando i pochi edifici sopravvissuti alle varie catastrofi e rivalutandone la storia e le tradizioni. L’antico centro abitato che si sviluppava intorno al castello medievale ora è diventato un museo a cielo aperto dove sono custoditi numerosi oggetti legati alla vita contadina del passato e dove, quando possibile, si svolgono fiere, eventi e mostre. Segui le stradine del borgo per scoprirne la storia. I monumenti rimasti parzialmente in piedi e le sue antiche mure hanno molto da raccontare.

Cosa vedere a Celleno con i bambini
Il paese fantasma di Celleno è ricco di scorci caratteristici da fotografare e ammirare con calma.

Lasciati avvolgere dal fascino misterioso di Castello Orsini

Al borgo fantasma di Celleno si accede da una piccola e pittoresca salita. Una volta arrivato nella piazza centrale non puoi non rimanere affascinato dall’antico castello che svetta altezzoso su tutta la vallata sottostante. E’ circondato dai resti di piccole abitazioni in pietra e la sua storia è alquanto complicata. E’ stato teatro e spettatore di numerose vicende storiche, dividendosi prima tra Guelfi e Ghibellini per poi divenire di proprietà della famiglia Gatti nel 1400. Dopodichè diventa feudo della famiglia Orsini, della quale tuttora porta il nome. Nel 1973 invece il famoso artista Enrico Castellani si innamora di questo edificio, lo acquista e lo restaura, facendolo diventare la sua dimora. Rimane tra le sue mura fino alla morte, avvenuta pochi anni fa, nel 2017. 

Passeggia in Piazza del Comune

Il Castello Orsini troneggia in Piazza del Comune, dove si affacciano anche i resti di altri palazzi storici di grande interesse storico, come la vecchia Chiesa di San Carlo. Questa piazza era in passato il cuore pulsante di Celleno e qui si svolgeva la vita cittadina, con tutte le sue sfumature. Puoi accedere al centro storico da diversi punti di entrata ma l’ingresso più suggestivo rimane quello di Via del Ponte. Da qui raggiungi la piazza del Comune passando da Porta Vecchia. 

Vai alla scoperta della realtà contadina di Celleno

Dalla piazza principale si diramano alcune viuzze dove camminare alla scoperta delle vecchie botteghe artigiane. Le grotte di tufo, un tempo adibite ad abitazioni o botteghe, raccolgono arnesi ed utensili dei vecchi mestieranti del borgo. Passeggia lungo tutto il perimetro delle mura e visita i piccoli e spartani antri dove un tempo gli abitanti di Celleno solevano abitare, lavorare, fare il vino o il pane.

L’antico forno, le vecchie stalle, le cantine, il negozio del ciabattino sono solo alcune delle stanze museo dove perderti nelle tradizioni del borgo fantasma. Attraverso gli oggetti del passato e grazie ai pannelli che ne raccontano la storia, puoi immergerti nella memoria del paese a 360°.

Visita la mostra delle macchine parlanti

Nell’antica Chiesa di San Carlo trovi uno straordinario percorso espositivo di oggetti parlanti appartenenti al passato. Grammofoni meravigliosi e ancora perfettamente funzionanti, radio, fonografi e vecchi telefoni ti catapultano in epoche antiche, facendoti conoscere la storia delle prime tecnologie audiovisive. A supportarti nella visita trovi il collezionista Mario Valentini, proprietario degli esemplari d’epoca che puoi vedere nella vecchia chiesa.

La sua passione per il vintage traspare da ogni parola e mentre ti accompagna nel percorso ti emoziona con le sue spiegazioni e accarezza con mano gentile ogni oggetto che ti presenta, come se fosse in vita, come se avesse un’anima da preservare. La mostra è aperta al pubblico nei week end e l’ingresso è libero. Dinanzi la chiesa stazionano inoltre alcune moto Bianchi appartenenti agli anni cinquanta e sessanta, un ulteriore salto nel passato che puoi fare nel borgo di Celleno. 

Celleno, cosa vedere con i bambini nel paese fantasma.
Il piccolo ma ben fornito museo delle macchine parlanti è una delle tappe da fare assolutamente nel paese fantasma di Celleno.

Entra nel piccolo Museo della ceramica

All’interno del Museo della Ceramica sono stati recentemente ricollocati, a seguito di un attento restauro, alcuni straordinari esempi di maiolica arcaica databili tra il XIII e il XIV secolo. Questi reperti provengono dal cosiddetto Leggendario Butto, un deposito di rifiuti domestici riconducibile a una residenza medievale di dimensioni eccezionalmente ampie. Si trattava di un vero e proprio “immondezzaio” dell’epoca, dove venivano gettati avanzi di pasto, contenitori ceramici rotti o non più utilizzabili, offrendo così agli studiosi preziose testimonianze sulla vita quotidiana del tempo. L’Università della Tuscia ha condotto un’importante attività di studio su un lotto di circa 8.000 frammenti ceramici provenienti da questo sito, fortunatamente salvati da un tentativo di trafugamento avvenuto nel 1975.

Celleno, cosa vedere nel borgo fantasma in provincia di Viterbo

Sempre all’interno del percorso espositivo, che rappresenta un ulteriore affascinante scorcio sulla vita quotidiana del passato, trovi un reperto di grande rilevanza archeologica, un raro glirarium, un contenitore utilizzato per l’allevamento e l’ingrasso dei ghiri, considerati una prelibatezza nella dieta etrusca, oltre a numerosi utensili domestici risalenti al IV secolo a.C. Questi oggetti ci offrono uno spaccato vivido e concreto delle abitudini e dell’organizzazione familiare in epoca etrusca, restituendoci la dimensione più umana e quotidiana di una civiltà tanto affascinante quanto sofisticata.

Celleno. Borgo fantasma della Tuscia, cosa vedere, dove mangiare

Affacciati dal belvedere

Percorri poi l’antica Via Maggiore, un sentiero delimitato da una staccionata in legno da entrambi i lati, e prosegui fino al balcone che da sulla vallata sottostante. Da qui hai una vista strepitosa sulla Valle dei Calanchi, una zona argillosa formatasi con l’erosione dei rilievi circostanti dovuta alle piogge e al vento. Il percorso è arricchito da numerosi oggetti d’antiquariato, seguendo la scia delle grotte del borgo fantasma. Guarda bene ai lati della staccionata e divertiti a cercare con i bambini i più strani arnesi da lavoro del passato. 

Celleno, cosa vedere nel paese fantasma in provincia di Viterbo
Il sentiero che porta al belvedere e gira intorno al paese fantasma di Celleno è impreziosito da diversi oggetti vintage legati al mondo contadino. Divertiti a cercare gli attrezzi da lavoro con i bambini!

Partecipa alla festa delle ciliegie

Tra le suggestive vie dell’antico borgo di Celleno, torna anche quest’anno uno degli appuntamenti più attesi della stagione: la Festa delle Ciliegie. Dal 6 all’8 giugno 2025, il paese si veste a festa per accogliere visitatori, curiosi e appassionati in un fine settimana ricco di colori, tradizioni e sapori autentici.

L’evento celebra uno dei frutti simbolo del territorio, la ciliegia, con un ricco programma di iniziative che coinvolge l’intero centro storico. Non mancheranno, naturalmente, le specialità gastronomiche a base di ciliegie: tra tutte, le celebri Frittelle di Ciliegia, preparate secondo ricette tradizionali e amatissime da grandi e piccoli, e la straordinaria Crostatona, una crostata lunga circa 20 metri, simbolo dell’ingegno e della convivialità della comunità cellenese. Gli stand gastronomici offriranno inoltre l’opportunità di degustare piatti tipici e prodotti locali, in un percorso di sapori che rende omaggio alla ricchezza culinaria della Tuscia.

Tra gli eventi più attesi, si distingue il divertente e ormai leggendario Campionato dello Sputo del Nocciolo, una singolare competizione, che si svolge nel caratteristico “Sputodromo” di Celleno”, situato dinenzi la piazza del Comune, appositamente graduata in metri per una misurazione ufficiale e precisa. Il regolamento è rigoroso e ben collaudato: ogni partecipante ha diritto a due tentativi per lanciare, con la sola forza del fiato, il nocciolo della ciliegia il più lontano possibile. Le categorie in gara includono uomini, donne e bambini, in una sfida appassionante e ironica che coinvolge tutta la comunità. Il record da battere? Ben 22 metri, un’impresa che ancora oggi resiste al tempo e ai lanci più agguerriti!

Visita la Chiesa di San Rocco

Ubicata all’ingresso del Rione Borgo, in posizione extra moenia rispetto al nucleo fortificato del paese, la Chiesa di San Rocco rappresenta un importante punto di riferimento religioso e storico per la comunità cellenese. Intitolata al santo taumaturgo morto nel 1327, la chiesa è dedicata a San Rocco, figura centrale nella devozione popolare del Centro Italia e, in particolare, dell’Alto Lazio, venerato come potente protettore contro le epidemie e le pestilenze.

Elemento architettonico di straordinaria eleganza è il portale principale della chiesa, in pietra scolpita, che si distingue per l’equilibrio compositivo e la raffinatezza degli intagli. Secondo alcuni studiosi e critici d’arte, tale portale sarebbe stato realizzato assemblando pregevoli elementi sepolcrali provenienti dall’antica città di Ferento, la cui distruzione vide anche la partecipazione degli abitanti di Celleno. A suggello della sua importanza, al centro della parte superiore del portale è collocato un imponente stemma in pietra della nobile famiglia Orsini, signori del luogo e protagonisti della storia politica e culturale del territorio.

All’interno della chiesa, nella zona presbiteriale, si conserva uno dei tesori artistici più significativi di Celleno: un singolare e suggestivo Crocifisso ligneo, custodito all’interno dell’urna dell’altare maggiore. L’opera, databile tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, si distingue per l’intensità espressiva e la finezza esecutiva, tanto da essere accostata da alcuni esperti a un altro Crocifisso ligneo, di scuola donatelliana, conservato nell’antica Cattedrale di San Donato, a Civita di Bagnoregio.

Il monumento, arricchito da eleganti decorazioni, dorature e figure scolpite, rappresenta un eccezionale esempio di arte barocca sacra. La sua rilevanza storica, artistica e devozionale ha portato al suo riconoscimento come Monumento Nazionale, oggi tutelato dal Ministero delle Belle Arti, a testimonianza dell’impegno nella conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale di Celleno.

Celleno. Borgo fantasma della Tuscia, cosa vedere, dove mangiareDove mangiare a Celleno, borgo fantasma della Tuscia

C’è solo un luogo in Italia, e probabilmente al mondo, dove è possibile vivere un’esperienza gastronomica tanto originale quanto deliziosa: gustare un intero menù, dagli antipasti ai dessert, preparato esclusivamente con leciliegie locali, il frutto simbolo di Celleno. 

I ristoratori locali, nel periodo che abbraccia la famosa Festa delle ciliegie, propongono piatti inediti e ricercati, esaltando la versatilità della ciliegia come ingrediente protagonista, capace di sorprendere anche i palati più esigenti. Tra i luoghi imperdibili dove vivere questa esperienza c’è il Bar Ristorante San Rocco, incantevolmente affacciato sulla campagna della Tuscia, da cui si gode una vista suggestiva che accompagna con eleganza ogni portata.

Il menù ideato per la Festa delle Ciliegie propone un percorso gastronomico completo, in cui la creatività degli chef si unisce alla genuinità del prodotto locale. Tra le proposte più apprezzate spicca il risotto alle ciliegie di Celleno, un piatto sorprendente che coniuga la dolcezza del frutto con la sapidità del brodo e la cremosità del riso, in un perfetto equilibrio di contrasti. Non mancano poi antipasti sfiziosi, carni aromatizzate con riduzioni di ciliegia, contorni in agrodolce e, naturalmente, dessert.

Celleno. Borgo fantasma della Tuscia, cosa vedere, dove mangiareOgni piatto racconta una storia di territorio, passione e tradizione, in un’armonia di sapori che rende omaggio alla ciliegia non solo come simbolo agricolo, ma anche come ingrediente gourmet. Gustare questi piatti significa immergersi pienamente nell’atmosfera festosa di Celleno, tra convivialità, paesaggi incantevoli e profumi di cucina che si perdono tra i vicoli del borgo antico.

Prima di andar via… adotta un piccolo fantasma!

Ai piedi della rocca di Celleno trovi un delizioso bazar dove comprare piccoli souvenir e adottare un fantasma! Si, proprio così… Di notte il figlio della proprietaria gira nel borgo di Celleno, tra rovine e ruderi, per catturare fantasmi. Li mette poi in boccette di vetro e li da in adozione affinchè ogni bambino ( ma vale anche per gli adulti!) possa avere il suo fantasma porta fortuna sempre con se. Quando vuoi svegliarlo basta agitare la boccetta e in un batter d’occhio vedrai il tuo fantasma illuminarsi! 

 

Fermati a visitare il convento di San Giovanni

Prima di lasciare Celleno fermati a visitare il Convento di San Giovanni Battista, un edificio posto proprio all’entrata della città nuova. Risale al 1600 ed è stato edificato da Paolo V allo scopo di dare alloggio ai religiosi che curavano le anime dei cellenesi. Si snoda attorno alla già esistente Pieve Romanica di San Giovanni e gira intorno al chiostro affrescato con dipinti di San Francesco, dove si trovano le vecchie celle dei frati. Oggi il convento è diventato un alloggio turistico e ospita numerosi eventi nell’arco dell’anno. Puoi vederne solo l’esterno ma vale la pena ammirarne le mura e il giardino che si trova al di la del cancello d’entrata.

Celleno, cosa vedere nel paese fantasma della Tuscia

Perchè fermarsi a Celleno

Ogni edificio, ogni viuzza, ogni oggetto che trovi a Celleno racconta qualcosa di questo luogo, dalle sue origini al suo abbandono. Il mistero ti avvolge dal primo passo e ti rapisce trasportandoti in un atmosfera sospesa nel tempo, quasi surreale. L’immaginazione va ben oltre, oltrepassa le grotte di tufo e ti porta in tempi lontani, tra gente umile e devota al lavoro. La visita al borgo fantasma è un esperienza unica, da fare anche con i bambini i quali, affascinati da questi oggetti così particolari, molto lontani da quelli ultra tecnologici che sono soliti usare, si lasciano guidare nel percorso facendo domande e chiedendo informazioni su ogni cosa che vedono. 

 

Parco Natura Viva è un enorme area zoologica,non lontano dal lago di Garda. Si trova precisamente a Bussolengo, in provincia di Verona, e ospita circa 250 specie di animali diversi. 

Parco Natura Viva a Bussolengo

Prima di entrare nel parco Natura Viva munisciti di cappellini e bottigliette d’acqua perché si cammina molto a piedi sotto il sole. Con i passeggini è un po’ faticoso fare il percorso pedonale perché è tutto in salita, ma noi ci siamo riusciti grazie alla forza di papà! Armati di mappa perché i sentieri sono molti e si intersecano tra loro, quindi ti capiterà sicuramente di ritrovarti in un posto già visitato. Fai attenzione ai cartelli lungo il percorso perchè sono un valido aiuto per orientarti. Il giro a piedi dura più o meno 3/4 ore, ma comprende anche diverse soste nei punti di ristoro. Sono sparsi nel parco e tutti segnalati nella mappa. E’ possibile portarsi dei panini che puoi consumare nell’ area picnic. Qui c’è anche un delizioso parco con playground di legno per far giocare un po’ i bambini.

Il percorso faunistico pedonale

Lungo il percorso Faunistico puoi incontrare gli animali di tutti e cinque i continenti. Molto bella è la zona delle giraffe, seguita da quella degli elefanti. Devo dire che gli animali hanno vasti spazi a disposizione e sono tenuti benissimo. Ai bambini è piaciuta tantissimo l’area Madagascar, dove hanno potuto ammirare dal vivo i famosi personaggi dell’omonimo film: i lemuri!!

Nel Parco Natura Viva, a Bussolengo, Si fanno simpatici incontri. Divertiti a guardare i lemuri giocare nel loro habitat!
Nel Parco Natura Viva, a Bussolengo, Si fanno simpatici incontri. Divertiti a guardare i lemuri giocare nel loro habitat!

Durante la passeggiata nel Parco Natura Viva abbiamo incontrato orsi, bradipi, la tigre siberiana e tantissime altre specie di animali, tra cui tanti pappagalli variopinti nella grande voliera che li ospita. Bellissima è stata anche la visita nel rettilario, dove abbiamo ammirato serpenti, iguane, lucertole e insetti di tutti i tipi. Usciti dal rettilario ci siamo trovati nel parco che ospita le grandi testuggini delle Seychelles. Che incanto!

Ma la parte più divertente è stata la fattoria! Un’area recintata a cui si può accedere liberamente, e ci si trova a contatto con caprette dispettose, porcellini d’India e pecorelle: i bambini qui si sono divertiti tantissimo. Ci sono dei distributori di cibo a pagamento e si può dar da mangiare a volontà ai piccoli amici. Le caprette fanno a gara per avere la loro porzione e i bambini si divertono un mondo a stare così a stretto contatto con gli animali.

Parco Natura Viva a Bussolengo. Il Safari

Ora passiamo alla parte più avventurosa: il Safari. E’ un circuito con accesso separato a cui si accede con la propria automobile, ma se non ricordo male è possibile affittare delle Jeep prima di entrare. Non si corre nessun pericolo perché gli animali sono tutti tranquilli e controllati, ma è possibile che tu abbia un incornata all’auto da parte di un caprone. Se hai una berlina serie oro forse è il caso di affittare un mezzo più consono. Mostra il biglietto alla cassa e ti daranno un regolamento da rispettare assolutamente. Mi raccomando non abbassare mai i finestrini dell’auto, le giraffe riescono a infilarci la testa e a sbavarti sui sedili. Durante il Safari si attraversano gli habitat degli animali africani…incontrerai struzzi, antilopi, leoni, iene e ghepardi.

Il tempo di percorrenza del percorso del Safari è di circa 40 minuti, non si può assolutamente scendere dall’auto e non ci sono ne wc ne punti di ristoro. Quindi provvedi prima di entrare a soddisfare ogni bisogno fisiologico.

Il Parco Natura Viva a Bussolengo è un luogo meraviglioso per passare una giornata immersi nella natura con i bambini.
Il Parco Natura Viva a Bussolengo è un luogo meraviglioso per passare una giornata immersi nella natura con i bambini.

Orari e biglietti del Parco Natura Viva 

Parcheggiata l’auto ( 2,00 € la quota giornaliera del parcheggio), raggiungi una delle due casse disponibili per fare il biglietto. Essendo due sezioni, il Percorso faunistico pedonale e il Safari, troverai due casse ma in entrambe potrai acquistare i tickets per tutti e due i percorsi. Puoi anche optare per fare i biglietti on line sul sito ufficiale. Poi scegli quale attività fare per prima. Ti consiglio di fare prima il Safari perché chiude alle 16.00, mentre il percorso pedonale rimane aperto fino alle 19.00 nei festivi. Il biglietto per i due percorsi costa 25,00 €, è gratis per i bimbi sotto i 5 anni.

Perché andare al Parco Natura Viva

Visitare il Parco Natura Viva è un esperienza meravigliosa, soprattutto per i più piccoli. E’ il luogo ideale per le famiglie, soprattutto con bambini in età scolastica. Le aree attrezzate per i pic nic e le aree gioco poi ne fanno un posto accogliente, da poter vivere con serenità. Passeggiare nel parco a stretto contatto con la natura e con le diverse specie faunistiche accresce lo stupore e le sensazioni positive nei bambini, diventando, a tratti, una missione educativa e non solo una visita proiettata al divertimento. Se ti trovi nella zona del lago di Garda  ti consiglio davvero di fare una visita qui e di partecipare con i bimbi ai diversi laboratori in programma tra le varie ambientazioni sparse nel parco.

Organizzare un viaggio on the road con i bambini è più semplice di quanto possa sembrare. Al di la delle poche accortezze da tenere su strada e nei comportamenti personali è necessario preparare l’auto per evitare ogni imprevisto. Se hai bambini in auto è essenziale avere tutto quello che occorre per intrattenerli e per gestire eventuali intoppi, che muovendosi su strada è possibile riscontrare. Per viaggiare on the road è necessario avere un grande spirito di adattamento e una naturale propensione al problem solving.

Puoi preparare un itinerario dettagliato e ben studiato ma non è detto che arriverai a destinazione senza qualche piccolo problema da risolvere. Per questo è bene preparare il mezzo che ti accompagnerà nelle tue avventure nel migliore dei modi. Vediamo dunque cosa bisogna avere in auto per viaggiare serenamente on the road con i bambini.

Cosa avere in auto per viaggiare on the road con i bambini

Munisciti di un kit di emergenza

Non puoi intraprendere un viaggio in auto senza avere a bordo un kit per le emergenze. L’imprevisto è sempre dietro l’angolo e bisogna essere attrezzati per risolverlo nel migliore dei modi. Munisciti di un set che comprenda ogni possibile articolo di cui tu possa avere bisogno, come giubbotto di sicurezza o un carica batterie per l’auto. Il kit di Qlouni comprende anche un triangolo riflettente, un poncho per la pioggia, guanti, funi da traino, un martello di sicurezza ed altri piccoli attrezzi necessari al primo soccorso. In più è contenuto in una pratica borsa di stoccaggio da tenere nel portabagagli con poco ingombro.

Tieni l’auto in ordine con il multitasche da sedile

Se sei amante dell’ordine e della praticità e viaggi con i bambini devi assolutamente avere il multitasche da sedile. Il pratico organizzatore è realizzato in tessuto resistente all’acqua ed è facilissimo da pulire. Inoltre protegge il sedile da graffi perchè copre completamente la parte posteriore, esposta ai calci dei bimbi. L’organizer di Tsumbay ha molte tasche porta oggetti nelle quali puoi organizzare il necessario per intrattenere i bambini. Dispone inoltre di un vassoio pieghevole che può diventare una piccola scrivania o un supporto per il pranzo. Il tavolino può sostenere fino a 15 chili di peso. Che dire poi della comoda e utilissima pattumiera? Quante volte hai dovuto raccogliere cartacce, bucce e briciole sui sedili? Grazie a questo organizer disponi di un piccolo bidone della spazzatura dove contenere i rifiuti. In più hai una tasca per la borraccia, una per riporre i telefoni e i carica batterie e, non plus ultra, una comoda tasca dove riporre il tablet! Una volta chiuso diventa quasi invisibile. 

Cosa avere in auto per viaggiare on the road con i bambiniCosa avere in auto per viaggiare on the road. Prepara una busy bag

Se viaggi con i bambini è necessario partire ben organizzati. Puoi preparare una busy bag, una borsa in cui mettere tutti i giochi da poter fare in auto. Deve essere poco ingombrante e contenere piccoli giochi, tra i quali il peluche della nanna e il giocattolo preferito dei tuoi bambini. Puoi mettere nella busy bag album da colorare, stickers e figurine. Evita invece giochi da montare o che contengono piccoli pezzi che potrebbero perdersi nell’abitacolo. Porta sempre con te un libro e prepara anche una playlist per il viaggio con le canzoni che più amano ascoltare. Per avere i giochi sempre a disposizione in auto puoi optare per il pratico contenitore 2 in 1 di ZB Zealboom, una pratica borsa per giocattoli con tappetino incorporato. E’ la soluzione perfetta per conservare tutto in maniera ordinata. In più puoi usare il pratico tappetino da gioco durante un pic nic o per passare il tempo in spiaggia. Il tappeto di tela raccoglie in un istante i giochi e ti permette di riporli immediatamente all’interno del contenitore. 

Se i giochi nella busy bag non dovessero bastare puoi sempre usare la fantasia e creare occasioni di intrattenimento cantando o facendo i classici giochi verbali come “Sta passando un treno carico di….” Il risultato è quasi sempre assicurato. 

Organizza il bagagliaio

Oltre alle valigie è utile tenere nel bagagliaio un organizer in cui tenere tutti gli oggetti indispensabili per il viaggio. Scegli contenitori realizzati in tessuto impermeabile e diviso in pratici scomparti con divisori removibili. Puoi fissarli al bagagliaio con le apposite cinghie oppure legarli allo schienale dei sedile per impedirgli di muoversi durante le brusche frenate. Gli organizer dovrebbero disporre di tre/quattro pratici scomparti in cui tenere ad esempio fazzoletti di carta, un plaid, salviettine disinfettanti, posate di plastica e bottiglie di acqua, evitando che vadano a zonzo per l’abitacolo. L’ingombro è minimo e molti sono anche ripiegabili, se hai bisogno solo di metà della loro capienza. Inoltre una volta chiusi diventano più piccoli di una borsa per pc. 

Ricorda di mettere le tendine parasole per i bambini

Per proteggere i tuoi bambini dai raggi del sole durante il viaggio apponi sui finestrini le tendine di protezione.  Quelle di ultima generazione garantiscono una protezione dai raggi UV al 99% e sono autoaderenti, quindi non hanno scomode ventose che si possono facilmente staccare. Sono facili da usare e non lasciano residui sui finestrini. In più danno serenità ai bambini grazie alle stampe colorate dei loro personaggi preferiti. 

Cosa avere in auto per viaggiare on the road con i bambiniPorta con te un piccolo frigo da viaggio

Se hai intenzione di fare un viaggio on the road con i bambini ti consiglio di comprare e tenere in auto un piccolo frigo portatile. E’ ideale per tenere sempre a portata di mano il cibo fresco come il latte, lo yogurt e la frutta, evitando per quanto possibile di mangiare snack confezionati. La borsa frigo di Amazon Basic ad esempio ha una capienza di venti litri ed è perfetta per una famiglia poco numerosa. E’ perfetta per mantenere cibi e bevande a temperatura di 14 gradi durante i viaggi medio-lunghi. E’ comoda anche se devi trasportare medicine particolari e puoi utilizzarla al ritorno per mantenere freschi i souvenir gastronomici comprati in vacanza! 

Ultimi consigli per viaggiare on the road con i bambini

Se viaggi con i bambini devi essere pronto ad ogni evenienza. Tieni sempre in auto fazzoletti di carta e salviette imbevute, nonchè amuchina e un sacchetto con i medicinali essenziali. Ricordati di controllare i documenti. Munisciti di impermeabili ( vanno bene anche quelli usa e getta) e di un cambio per i bambini, che sudano o si sporcano facilmente in auto. Essenziale avere sempre qualche snack a disposizione perchè non sempre è possibile fermarsi nei punti di ristoro.

Tieni sempre un plaid in auto se viaggi in inverno e ricordati i carica batterie di cellulari e tablet. Inoltre porta acqua in grande quantità. In viaggio non riuscirai a trovare spesso fontane con cui riempire le borracce. In vacanza i bambini sono con te 24 ore su 24 e ti potrà capitare di perdere la pazienza o di non riuscire a gestire urla e capricci. Non farti prendere dal panico o dalla rabbia e cerca di gestire la situazione con calma. Per viaggiare in auto è essenziale che nell’abitacolo ci sia armonia. 

 

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