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Monopoli è uno dei centri più importanti del territorio pugliese denominato “Terra di Bari”. Negli ultimi anni la città ha visto fiorire in maniera esponenziale il turismo, diventando una meta gettonata soprattutto in estate. Anche fuori stagione però, Monopoli regala straordinarie esperienza ai viaggiatori, soprattutto per gli amanti dell’architettura, del mare e della gastronomia locale. Il centro storico si espande infatti attorno al porto, districandosi in vicoli stretti e soleggiate piazze, arricchendosi di importanti edifici religiosi e tornando sulla costa, tra fondali rocciosi e spiagge bianche. Se hai in programma una visita in città in questo articolo trovi consigli utili su Monopoli e su cosa vedere e fare in 1 giorno in città.

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Monopoli è famosa soprattutto per le sue acque cristalline, che bagnano calette e spiagge di rara bellezza. E’ la meta perfetta per chi ha voglia di godersi il mare e l’armonia naturale che ne deriva, ma anche fuori stagione sa regalare emozioni autentiche. Monopoli infatti offre numerose cose da vedere, da fare e soprattutto da degustare. Questa frizzante cittadina, sempre in fermento, offre numerose attrattive ed è una destinazione perfetta anche per le famiglie con bambini. Il centro storico chiuso al traffico, le spiagge con fondale basso e la deliziosa cucina di mare sono solo alcune delle peculiarità che ogni anno attirano milioni di turisti da ogni parte del mondo.

Inizia la tua visita dal porto Vecchio

Non c’è posto migliore del Porto Vecchio per iniziare la tua passeggiata a Monopoli. E’ uno degli scenari più pittoreschi della città, sempre brulicante di persone, dove respiri la vera atmosfera marinaresca tra storie antiche e tradizioni locali. Questo porto risale alla vecchia civiltà messapica del V secolo a.C., che sfruttava il bacino per i commerci e per gli approvvigionamenti. Nel tempo poi la zona si è arricchita di fortificazioni, a protezione dell’economia e della popolazione. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

La rocca più imponente del Porto Vecchio è ancora visitabile ed è il castello Carlo V. Un altro importante edificio monumentale, adiacente al castello, è l’Arco del Porto, un arco di accesso alla città dove puoi ammirare l’affresco della Santa Patrona di Monopoli, la Madonna della Madia. Il paesaggio che regala il Porto Vecchio, tra barchette colorate e roccaforti, rimane nel cuore. Se di giorno il via vai dei pescherecci cattura l’attenzione dei passanti, la sera questa zona diventa pura poesia. Impossibile non innamorarsi di un tramonto sul Porto Vecchio. 

Entra nel Castello Carlo V

Ora entra nel vivo della storia e della cultura locale, visitando il Castello Carlo V. Si trova proprio nella zona del Porto Vecchio e prende il nome dal suo costruttore, Carlo V appunto, che l’ha fatto edificare per controllare e difendere la città di Monopoli da possibili attacchi esterni. E’ una delle rocche più importanti e massicce di tutta la Puglia tanto che, negli anni ’60, è stato utilizzato anche come carcere. Ad oggi puoi trovare al suo interno mostre temporanee o eventi culturali, che vanno ad abbellire le già preziose sale storiche dell’edificio. 

Tra le sale degne di nota trovi la Sala della Torre e la Sala della Batteria, così chiamata poichè in passato era utilizzata come deposito di armi e cannoni. Il Castello Carlo V porta sull’entrata una torre risalente alla dominazione normanna, dove un tempo era disposto il ponte levatoio. E’ da qui che si accede agli interni della fortezza.

Una volta all’interno visita i vecchi sotterranei del Castello. Qui trovi un edificio religioso dalla storia particolare: la chiesa basiliana di San Nicola della Pinna. Questa chiesa infatti è stata edificata sulla punta della penisola che si affaccia sul mare, simile appunto alla pinna di un pesce, dalla quale prende il nome. Ora risali all’esterno e punta al camminamento sulle mura. La vista da qui è davvero spettacolare e lo è ancora di più al tramonto, quando gli ultimi raggi del sole illuminano il Porto Vecchio, le sue barche ormeggiate e le facciate bianche delle case del centro.

Info e orari: Il Castello Carlo V è aperto tutti i giorni, dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 16:30 alle 21:00. L’entrata è gratuita. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare. Passeggia nella piazza più antica della città

Rimani ancora un po a contatto con l’autentica storia di Monopoli passeggiando in Piazza Palmieri, uno degli slarghi più antichi della città. Prende il nome dalla dimora nobiliare che svetta in fondo alla piazza, di proprietà della famiglia Palmieri, una delle più importanti dinastie dell’epoca settecentesca. Il palazzo, costruito dal Marchese Francesco Paolo, è stato abitato per un periodo dalla sua famiglia per poi passare alla Congregazione di Carità, la quale ne ha fatto un punto di ritrovo per la popolazione allestendo al suo interno asili, scuole d’arte  e scuole di mestieri. La facciata esterna è in stile barocco e presenta sulla parte più alta lo stemma nobiliare della famiglia Palmieri. Gli interni vantano invece magnifiche decorazioni, tra statue, affreschi e preziose opere d’arte. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: Piazza Palmieri è sempre visitabile mentre per vedere il Palazzo bisogna capitare in città durante le aperture straordinarie, come le giornate del Fai o del PhEST, il Festival Internazionale della Fotografia. 

Monopoli, cosa vedere. Perditi nella città esoterica

Un edificio particolarmente inquietante di Monopoli è la Chiesa di Santa Maria del Suffragio. Se sei amante dell’occulto prova a farci un salto, non rimarrai deluso. L’edificio, edificato nel 1600,  si trova esattamente nel centro storico di Monopoli ed espone nove mummie e il corpo di una bambina imbalsamata, ma anche teschi e tetri scheletri. E’ una chiesa detta “del Purgatorio”, ossia un luogo di purificazione tra Inferno e Paradiso, sorta insieme ad altri edifici simili a seguito del Concilio di Trento del 1563. Tutte le chiese del Purgatorio sono caratterizzate da anguste decorazioni e conservano numerosi ossari e tombe. 

Tutto all’interno della Chiesa del Suffragio ruota attorno all’idea della morte. Teschi dall’aspetto sinistro sono sparsi ovunque, nelle nicchie e sui cornicioni, sulle scale e vicino i grandi finestroni. L’entrata poi è particolarmente tenebrosa. La porta è circondata da immagini raffiguranti grandi teschi che ammoniscono il visitatore con terribili frasi. La più raccapricciante?  “Memento mori” , ossia Ricordati che devi morire. Anche la statua dell’Arcangelo Gabriele, posta in una nicchia sull’architrave, è ovviamente circondata da ossa e teschi.

Visita gli interni

L’interno è anch’esso un covo di ossa e teschi ma, ancor più inquietanti, sono gli scheletri posti sulla cupola e l’altare maggiore che sorge su una lastra tombale. 

Come già anticipato, nella chiesa trovi una Cappella delle mummie, una stanza che custodisce nove teche contenenti corpi mummificati. Il processo di mummificazione avveniva nella chiesa stessa, negli ambienti sotterranei, dove i defunti venivano lasciati fino a quando il corpo non aveva perso tutti i liquidi. Se guardi bene, la cappella contiene un’altra piccola teca dove sembra custodita una bambola. E’ invece la mummia di Plautilla Indelli, morta nel 1800, ma che nella teca sembra essere ancora viva e vegeta. Il processo di mummificazione a cui è stata sottoposta infatti prevedeva diverse tecniche per far sembrare ancora vivo il cadavere. Ad oggi detiene il triste primato di unica bambina-mummia della Puglia. 

Entra nella basilica della Madonna della Madia

Lascia l’arcana atmosfera della chiesa del Purgatorio e raggiungi la solare basilica della Madonna della Madia, la Santa Patrona di Monopoli. L’edificio è uno dei più interessanti e scenografici dell’intera regione e la sua facciata è in stile tardo barocco. Il suo campanile è ben visibile da ogni zona del centro storico, vista la sua considerevole altezza, e le navate interne sono di una luminosità sorprendente. Ogni ornamento sembra splendere sotto la luce naturale e marmi, statue e dipinti stregano il visitatore con un luccichio innaturale. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

La cappella più bella è proprio quella in cui è custodita  l’icona bizantina della Madonna della Madia, raggiungibile tramite un’elegante scalinata che ti permette di avere una vista dall’alto di tutta la cattedrale. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: L’entrata è gratuita.

Monopoli, cosa vedere e cosa fare. Raggiungi Piazza Garibaldi, il centro della movida

Dopo aver dato il giusto peso alle strutture storiche e architettoniche di Monopoli puoi concederti un drink in Piazza Garibaldi, il cuore pulsante del centro storico. Anticamente era il centro nevralgico dei commerci della zona, tanto che il suo nome era Piazza delle mercanzie. Su di essa si affacciano diversi palazzi e dimore storiche ma tra queste spicca la Torre Civica, con l’orologio e la campana che un tempo avvisava i cittadini dei pericoli provenienti dal mare. La peculiarità di questa torre è che porta alla sua base la “colonna infame”. Ne hai mai sentito parlare? A questa colonna erano incatenati i trasgressori della legge, lasciati alla pubblica gogna. 

La sera Piazza Garibaldi diventa invece teatro della movida locale e si anima con musica live e dj set. Impossibile non fermarsi per un aperitivo o per mangiare qualcosa in uno dei tanti ristoranti che costeggiano la piazza. C’è sempre atmosfera di festa e non mancano balli improvvisati per strada, con passi scanditi spesso dai ritmi della musica salentina.

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Scendi negli ipogei

In Piazza Garibaldi trovi anche la Biblioteca Civica Prospero Rendella dove, oltre a passeggiare tra preziosi volumi e meravigliosi affreschi, puoi scendere nei sotterranei del centro storico. Al di sotto dell’edificio infatti sono stati rinvenuti un ipogeo e una necropoli scavati nella roccia. Si tratta di antichi resti della chiesa di Santa Maria in Portu Aspero, una chiesa rupestre del 1100 che ingloba anche un sepolcreto e resti di primitive abitazioni abitazioni. 

A pochi metri da Piazza Garibaldi trovi anche la Chiesa Rupestre di Santa Maria degli Amalfitani, che nasconde nel sottosuolo un altra interessante cripta ipogea. Grazie ad una scala in pietra puoi scendere nel cuore della terra e visitare una delle chiese rupestri più antiche di Monopoli. E’ stata scavata sempre nei primi anni del 1100 da marinai napoletani scampati a un naufragio e donata come voto alla Vergine Maria. Sono ancora visibili sulle pareti alcuni frammenti di palinsesti risalenti allo stesso periodo. Le decorazioni sul soffitto invece sono del 1700. 

Degna di nota anche la Chiesa dello Spirito Santo, scavata nella roccia di tufo e risalente al 1200. Porta tre navate che lasciano presagire la sua funzione, in passato,  di piccola basilica rupestre. I resti dei primi affreschi bizantini sono ancora abbastanza visibili sulle pareti laterali. Questa chiesa si trova vicina al cimitero della città per cui ancora oggi, una settimana dopo Pasqua e per sette settimane, un gruppo di fedeli va in processione dal cimitero alla cripta ogni giovedì, recitando rosari in segno di voto. 

Sapevi dell’esistenza di una Monopoli sotterranea?

Fuori dal centro storico di Monopoli ci sono ancora tante cose da fare e da vedere. Un esempio? La grande Piazza Vittorio Emanuele. E’ chiamata il Borgo Nuovo, vista la sua costruzione avvenuta nella zona nuova della città, al di fuori del vecchio centro storico. E’ una delle Piazze più grandi della Puglia e per questo una tappa imperdibile del tuo viaggio a Monopoli. E’ divisa da un grande corridoio centrale ed è circondata da alberi di leccio su tutto il perimetro.  

Piazza Garibaldi nasconde però un segreto, custodito nel sottosuolo. Esiste infatti una Monopoli sotterranea che si sviluppa proprio sotto la grande piazza del Borgo Nuovo, composta da due grandi gallerie che potevano ospitare anche 4000 persone. Queste gallerie sono state scavate durante la Prima Guerra Mondiale e svolgevano la funzione di rifugi antiaerei.  

Info e costi: Per visitare la Monopoli sotterranea occorre prenotare un tour guidato presso l’Info Point di Via Garibaldi. Il Costo è di 2,00 € e l’ingresso è gratuito per i bambini sotto i dieci anni.

Monopoli, cosa vedere e cosa fare. Goditi le spiagge caraibiche

Dopo aver vsito le meraviglie racchiuse nel centro storico di Monopoli non ti resta che rilassarti sulle sua spiagge, che nulla hanno da invidiare a quelle caraibiche. L’azzurro dell’acqua, le calette, le grotte marine e le insenature della costa sono il fiore all’occhiello della Puglia. 

A pochi passi dal centro storico trovi cala Porta Vecchia, che prende il nome dalla porta di ingresso della città. D’estate è molto affollata ma ha dalla sua parte che è facile da raggiungere. Se non hai l’automobile e dormi in centro è perfetta per te. La spiaggia è molto piccola ma è possibile sistemarsi anche sulla scogliera vicina. Se hai bambini è l’opzione migliore. I fondali infatti sono bassi, sabbiosi e facilmente accessibili, ideali per i bambini. 

Monopoli, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Un’altra spiaggia poco lontana dal centro storico è quella di Porto Bianco. Anche questo caletta è sabbiosa e raccolta tra due scogliere e quindi perfetta per le famiglie con i bambini.

Raggiungi le calette dei dintorni

Fuori dal centro storico trovi invece  La Scaletta, una spiaggia bagnata da acque verde smeraldo di una trasparenza unica. Puoi raggiungerla tramite un sentiero sterrato, dal quale poi diparte una scaletta che ti porta sull’arenile. In estate, se la marea è bassa, puoi raggiungere via mare la spiaggetta che si trova proprio a fianco a Le Scalette. Si tratta di Cala Tre Buchi, che prende il nome dalle tre grotte marine che caratterizzano questo tratto di costa. E’ una spiaggia altamente pittoresca ed è perfetta per gli amanti della natura e del mare. La straordinaria bellezza del paesaggio e la sua peculiare posizione la rendono una delle spiagge più belle della regione. 

Cala Tre Buchi è per i viaggiatori più temerari poichè, non solo non è dotata di servizi, ma è difficile da raggiungere via terra. Si trova infatti in una zona rocciosa non facile da attraversare. Forse però è proprio questo a renderla ancora più fascinosa, in quanto regala un’esperienza davvero autentica e primitiva.

Dove mangiare a Monopoli

Assaggiare i prodotti tipici locali è un’altra cosa che devi assolutamente fare a Monopoli. Se ami lo street food non rimarrai certo a bocca asciutta. Numerosi sono i locali dove trovi le delizie da asporto più popolari della regione. Puoi degustare la focaccia barese ad esempio, fare un’abbuffata di panzerotti fritti o assaggiare le famose bombette di carne, piccoli e deliziosi involtini ripieni di pancetta e caciocavallo, il tutto mentre passeggi beatamente nel centro storico.

Se invece vuoi fare un’esperienza culinaria basata sulla cucina tradizionale pugliese in un contesto privilegiato, puoi prenotare un tavolo da Apluvia. E’ un delizioso ristorante inserito nel cuore del centro storico, con un menù molto invitante che comprende sia piatti di terra che di mare, preparati con ingredienti stagionali e di ottima qualità.  Puoi optare per la sala interna, con rifiniture di design, o per i tavoli esterni, dove puoi degustare in tutta tranquillità le tue portate godendoti il via vai della città. 

Info e orari: Trovi il Ristorante Apluvia in Via Orazio Comes, 25, nel centro storico di Monopoli. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero 080 21 93785 o mandare un messaggio WhatsApp al 351 548 0578. 

Perchè visitare Monopoli

Sapevi che il nome Monopoli deriva dal termine greco Μόνη Πόλις? Significa infatti Città unica, e unica Monopoli lo è davvero. La sua peculiare posizione, il centro storico ricco di monumenti preziosi e chiese rupestri, le spiagge paradisiache e il buon cibo la rendono la meta perfetta per gli amanti delle destinazioni italiane. La città sa offrire al viaggiatore innumerevoli esperienze che vanno al di la del semplice tuffo in mare. Inoltre Monopoli è un perfetto punto di partenza verso altre destinazioni meravigliose della Puglia, come Polignano a Mare, Castellaneta e Ostuni, paesi caratterizzati da casette bianche imbiancate a calce e gente gioviale, serena come i raggi del sole che invadono questi territori in ogni stagione. 

 

 

 

 

Marostica è una cittadina fortificata del Veneto, famosa in tutto il mondo perchè da vita ogni due anni ad un evento davvero particolare: la partita a scacchi con personaggi viventi. La preziosa Piazza degli Scacchi, cuore pulsante del borgo antico, diventa teatro di una delle storie più appassionanti e romantiche mai sentite. I 600 personaggi in costume infatti fanno rivivere le vicende amorose di Lionora, figlia del Castellano di Marostica, e dei suoi due contendenti, Rinaldo D’Angarano e Vieri da Vallonara. Marostica, la città degli Scacchi, ha però anche altre attrazioni invitanti da visitare e deliziosi manieri da esplorare. Continua a leggere per scoprirli..

Marostica, la città degli Scacchi

Il centro storico di Marostica è un piccolo scrigno ricco di tesori preziosi, raccolti tra le sue possenti mura di cinta. L’intero complesso è di epoca medievale, e lo si evince immediatamente oltrepassando Porta Vicenza. Tutto rievoca gli antichi sfarzi cavallereschi e nobiliari, molti dei quali si concentrano all’interno del Castello Inferiore, l’antica dimora scaligera che si affaccia sulla famosa Piazza degli Scacchi, un tempo chiamata Piazza Castello. Per capire e conoscere bene la storia di Marostica è bene che la tua visita parta proprio dal Castello Inferiore, punta di diamante del sistema difensivo scaligero risalente al 1300. 

Visita il Castello Inferiore

Il Castello Inferiore è legato al Castello Superiore di Marostica da una lunga cinta muraria, lunga quasi duemila metri. Il complesso difensivo risale al 1300, fatto costruire da Cangrande della Scala per difendere le attività artigianali e commerciali della città. Il Castello nasce quindi come rocca difensiva, diventando negli anni prima dimora nobiliare, sotto il dominio Veneziano, poi comando militare e sede di pubblici uffici. 

Marostica, la città degli Scacchi, cosa vedere e

Oggi al suo interno è possibile visitare le stanze e i loggiati, nonchè la mostra dedicata alle celebrazioni dei cent’anni della Partita a Scacchi. La prima partita con personaggi viventi avviene infatti nel 1923 e si ripete ogni due anni.

Marostica, la città degli Scacchi. Passeggia negli interni del castello

La visita al Castello Inferiore comincia con la passeggiata nella Piazza d’Armi e prosegue nel Loggiato, fino ad arrivare nelle sale del Piano Nobile. Qui puoi visitare la Sala Consiliare, l’elegante Sala del Camino, la Pretura e l’Astanteria, una piccola sala d’attesa in cui è esposta una rara scacchiera in porcellana e oro, ricca di dettagli preziosi. 

Nella Sala Podestarile puoi invece ammirare i pannelli che riportano ogni fase dell’organizzazione della famosa partita di scacchi viventi e gli abiti di scena delle dame, dei cortigiani e dei cavalieri. In fondo alla sala trovi inoltre i vestiti che indossano i personaggi reali della scacchiera durante l’evento. Seguendo il percorso ti troverai a passare dalle prigioni veneziane e dalle celle austriache, fino a raggiungere la Sala del Capitano. Sali poi sul cammino di ronda e goditi la vista sulla Piazza degli Scacchi e sulle colline circostanti. 

Marostica, la città degli Scacchi, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: Il Castello Inferiore è aperto tutti i giorni, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30. E’ chiuso solo il 25 dicembre e il 1 gennaio. Il biglietto intero costa 8,00 €, il ridotto ( dedicato agli under 14 e agli over 65 ) 5,00 €. L’entrata è gratuita per i bambini da 0 a 6 anni e per le persone con disabilità. 

Cammina nella famosa Piazza degli Scacchi

La Piazza degli Scacchi ti attende proprio fuori dalle mura del Castello Inferiore. Per meglio capirne l’origine però dobbiamo fare qualche salto indietro nel tempo, nel lontano 1400. Pare infatti che la figlia del Castellano di Marostica, la bella Lionora, fosse contesa da due pretendenti, Rinaldo d’Angarano e Vieri da Vallonara. Per evitare una disputa a suon di spade il padre della ragazza, l’allora Castellano di Marostica, decise di concedere la sua mano a chi dei due avesse vinto una partita a scacchi, donando invece in sposa allo sconfitto la sorella di Lionora, Oldrada. L’incontro si svolse nella Piazza del Castello, con pezzi di scacchi viventi ai quali i due contendenti ordinavano le mosse di volta in volta, fino a decretare il vincitore della partita. Chi sarà stato?

Il grande evento si ripete, dal 1923, con lo stesso sfarzo e con la stessa passione di allora, in un tripudio di costumi d’epoca, di giocolieri e di sputafuoco, tra torri e alfieri, re, regine e pedoni. La Partita a Scacchi con personaggi viventi viene infatti giocata a Marostica ogni secondo week end di settembre, ma solo negli anni pari. Lo spettacolo prevede circa 600 figuranti in costume e dura circa due ore. 


Info e orari: La prossima edizione della Partita a Scacchi di Marostica è prevista per il 6/7/8 settembre 2024. Puoi prenotare il tuo posto  direttamente online, sul sito www.marosticascacchi.it. Il prezzo del biglietto parte da 50,00 €, ma varia a seconda del posto scelto. In tribuna Platinum arriva a 86,00 €.

 

Marostica, la città degli Scacchi. Visita la Chiesa di Sant’Antonio Abate

Per raggiungere il camminamento di ronda che porta al Castello Superiore dovrai fare una splendida passeggiata lungo il centro storico e dentro le mura di Marostica. Il primo edificio che incontri, laddove inizia il sentiero per salire al castello, è la Chiesa di Sant’Antonio Abate.

Questa struttura religiosa risale al 1383 ed è stata edificata durante il dominio scaligero sul sito di un vecchio ospizio per pellegrini. Sembra infatti che adiacente alla chiesa ci fosse un convento di francescani, passato nel Seicento sotto la direzione della Confraternita del Carmine. La peculiarità di questo edificio è senza dubbio il Campanile a forma di Torre, che porta una cella campanaria decorata da bifore a sesto acuto, enfatizzate da una cuspide conica. 

Accanto alla chiesa trovi un piccolo chiostro, appartenente al vecchio convento francescano. Al suo interno sono presenti diverse sculture appartenenti al 1400. 

Marostica, la città degli Scacchi, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: La chiesa e il chiostro sono sempre visitabili in maniera gratuita.

Fermati alla Chiesa del Carmine

La tua visita a Marostica entra nel vivo proprio percorrendo il sentiero dei Carmini. Parte dalla scalinata omonima e ti porta fino alla cima della cinta muraria, al cospetto del Castello Superiore. Ma prima di intraprendere il percorso fermati ad ammirare la Chiesa della Madonna del Carmine,  che si trova proprio in cima alla scalinata. E’ un edificio religioso del 1600 e all’interno vanta un’unica navata e ben tre altari. Il più grande è in marmo, mentre i secondari sono in legno. Meravigliosi affreschi ornano il soffitto della navata e le pareti laterali. 

Marostica, la città degli Scacchi, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Info e orari: La Chiesa del Carmine è aperta tutti i giorni dalla 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00. L’ingresso è gratuito.

Ora inizia il percorso del camminamento di ronda

Da qui parte il sentiero che porta sul camminamento di ronda di Marostica e al castello Superiore. Il sentiero è abbastanza ripido, scivoloso in caso di pioggia, per cui bisogna avere abbigliamento comodo e scarpe adatte, possibilmente da trekking, In autunno e inverno ti consiglio di portare nello zaino anche un k-way, una borraccia con l’acqua e qualche snack. Se hai bambini con te tieni sempre loro la mano. Il terreno è sdrucciolevole. La durata del percorso è più o meno di venti minuti, ma la strada è tutta in salita. E’ impensabile salire con un passeggino, tantomeno con un bimbo in braccio per cui, se vuoi, puoi raggiungere il castello anche in auto. C’è un parcheggio gratuito in cima. Questa opzione però è sicuramente meno pittoresca. Una volta arrivato in cima al Castello Superiore puoi godere di una vista spettacolare su Marostica e sui territori circostanti. 

Sei temerario? Continua la scalata..

Dal Castello Superiore è possibile continuare la scarpinata fino al secondo rivellino della cinta muraria. Le guide dell’Associazione Pro Marostica ti accompagnano sul punto più alto della fortificazione, seguendo però un rigido protocollo di sicurezza. La salita infatti prevede circa 180 scalini ripidissimi e alti, per cui è necessario indossare un’imbracatura di protezione che ti permette di rimanere ancorato alla ringhiera laterale in caso di caduta. L’arrampicata è impegnativa, ma possibile da fare anche con bambini dai sei, sette anni in su ( devono essere almeno 1 metro e 20 cm di altezza!). Una volta arrivato in cima però davanti ai tuoi occhi si apre un panorama incredibile. La vista su Marostica e sui Colli Euganei ti lascia senza fiato.

Ancor più impegnativa però è la discesa, soprattutto in caso di pioggia o di umidità. I gradini diventano molto scivolosi per cui prenditi tutto il tempo che ti serve per fare il percorso a ritroso e, se hai bambini, falli camminare sempre tra due adulti. Una volta tolte le imbracature puoi scegliere se fare di nuovo il sentiero dei Carmini per tornare nel borgo medievale oppure puoi optare per una scorciatoia che passa nel bosco. Entrambi i percorsi sono molto scivolosi in discesa, cambiano solo le tempistiche per raggiungere il centro storico. 

Info e orari: Il biglietto per salire fino al rivellino della cinta muraria costa 5,00 €, il ridotto 3,00 €, e il percorso dura circa venti minuti. E’ aperto in autunno e in primavera dalle 10:30 alle 18:00 mentre in estate chiude alle 19:00. Da marzo a novembre invece il cammino di ronda è aperto solo la domenica e i festivi. Puoi optare anche per il biglietto combinato alla visita del Castello Inferiore, al costo totale di 11,00 €, 7,00 € per il ridotto.

Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare l’ Associazione Pro Marostica al numero  0424.72127 o mandare una mail ainfo@marosticascacchi.it

Perchè visitare Marostica, la città degli Scacchi

Se ami i luoghi particolari, intrisi di storia e di magia, Marostica è il posto perfetto per te. Il borgo medievale è davvero incantevole, autentico come pochi, e le attività da fare sono altrettanto allettanti e interessanti. L’atmosfera rilassata del centro storico è un vero toccasana per chi ama il turismo lento e sostenibile. Le botteghe di Marostica infatti si tramandano di generazione in generazione, così come i ristoranti tipici e i deliziosi bar che costeggiano la Piazza degli Scacchi. I portici poi, che proteggono eleganti abitazioni dal sapore antico, sono il luogo perfetto per passeggiare riparati dal sole in estate o dalla pioggia in inverno. 

Marostica poi è anche famosa per essere tappa del Sentiero delle Ciliegie, una delle più romantiche passeggiate da fare in Veneto in primavera. Il percorso è lungo circa 10 chilometri, arriva a un dislivello di 350 metri, e comprende anche i territori di Pianezze, una città limitrofa. Un motivo in più per organizzare una visita a Marostica, la città degli Scacchi e non solo…

 

Sei mai stato a Castellaneta? Si trova alle pendici della Valle d’Itria, in provincia di Taranto. E’ immersa nel Parco Regionale delle Gravine di Puglia ed è famosa per aver dato i natali a Rodolfo Valentino, nota star del cinema muto del primo Novecento. Sono diverse le strade, i musei, le opere di street art dedicate, in città, a questo famoso latin lover del passato. Castellaneta però è anche natura incontaminata, storia millenaria, architettura meravigliosa e pura poesia. Poesia che si legge tra i monumenti preziosi, sulle chiese imponenti, negli antichi ipogei e sugli affacci panoramici mozzafiato. Con questo articolo ti porto a Castellaneta e ti do qualche consiglio utile su cosa vedere in città, anche con bambini al seguito.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Castellaneta è una delle più belle città bianche della Valle d’Itria. Si trova incastonata nel territorio che si estende dalla Murgia tarantina fino allo Ionio. Paesaggi rurali si alternano dunque a scenografie marine ma, a rendere straordinario questo angolo di Puglia, sono le lame e le gravine. Le lame sono incisioni carsiche a carattere torrentizio, che convogliano le acqua di pioggia dalla Murgia verso il mare. Le gravine invece sono incisioni erosive molto profonde, dei veri e propri canyon scavati nella roccia calcarea dall’acqua piovana o fluviale.

Entrambi i siti naturali accolgono piante mediterranee, floridi arbusti e essenze botaniche preziose. Custodiscono inoltre gioielli di valore storico e archeologico inestimabile: le chiese rupestri e le case grotta dei primi insediamenti rurali pugliesi. 

Inizia la visita dal centro storico

Proprio sulla parte più alta della Gravina di Castellaneta sorge il centro storico della città. La sua conformazione, tipicamente medievale, comprende vicoli stretti e piccole piazze, sulle quali si affacciano i principali monumenti. Conosciuto anche come “paese vecchio”, il centro storico di Castellaneta è uno scrigno ricco di tesori preziosi. Un borgo delizioso dove il tempo sembra essersi fermato, dove passeggiare tra case imbiancate a calce, piccole installazioni artistiche, chiese barocche e dimore nobiliari, stando sempre con il naso all’insù. Un luogo perfetto da vivere a passo lento, rispettandone l’atmosfera rilassata e il religioso silenzio.

Castellaneta, cosa vedere. Visita la Cattedrale di San Nicola

Passo dopo passo, annusando il profumo dei fiori che sporgono dai balconi e che decorano i piccoli giardini, raggiungi la Cattedrale di San Nicola, un trionfo di architettura barocca e rinascimentale. L’esterno è riccamente decorato secondo lo stile del barocco ma anche gli interni non sono da meno. La Cattedrale vanta infatti un meraviglioso soffitto ligneo intagliato che sfoggia tre tele del 1700 e quattro di fine ‘800, tra le quali spicca Le nozze di Canan. 

La Cattedrale di San Nicola è attigua al Palazzo Vescovile, che oltre ad essere ancora sede del Vescovado conserva dipinti e sculture di grande valore artistico.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Raggiungi il Palazzo Baronale

Il centro storico di Castellaneta ospita numerosi palazzi signorili, anticamente abitati dai feudatari della zona, e tra questi spicca per la sua privilegiata posizione il Palazzo Baronale. La sua prima destinazione d’uso è legata alla politica locale ma in seguito è divenuto prima seminario poi convento di Clarisse.  Questo palazzo fortificato si trova a strapiombo della gravina, in una pittoresca angolazione che regala fascino e mistero a questo angolo di Castellaneta. All’interno ospita inoltre un cortile decorato da raffinate cornici e da stemmi nobiliari, e un grande salone signorile, usato in passato come stanza di rappresentanza. Tra i Palazzi signorili degni di nota trovi anche Palazzo Catalano e Palazzo Sarapo, famoso per il suo grande portone in stile barocco. 

Castellaneta, cosa vedere. Scendi negli ipogei

Sotto il paese vecchio c’è una vera e propria città sotterranea, bellissima da esplorare anche con i bambini. Nonostante la sua inattività rimane un’arteria importantissima di Castellaneta, ancora viva e presente. La città attuale infatti è stata edificata proprio sull’antico impianto urbanistico di un arcaico villaggio rupestre, ricco di grotte naturali e passaggi segreti. 

Un mondo occulto e misterioso dove alloggi spartani, stalle, chiese e cisterne si rincorrono nell’umidità creando un gremito labirinto sotterraneo, rimasto per anni nascosto e inaccessibile.  I più importanti siti sotterranei di Castellaneta sono il Trappeto di San Domenico, un frantoio ipogeo, e il Palmento, una grande sala scavata nella roccia dove avveniva la pigiatura dell’uva, affinchè diventasse mosto.

Puoi scendere nel ventre della città avvalendoti delle guide turistiche dell’Associazione Amici delle Gravine di Castellaneta, che ti racconteranno i segreti di questi arcaici luoghi di lavoro e di vita, riportati alla luce grazie ad un grande lavoro di riqualificazione. 

Info e orari: Puoi contattare l’Associazione Amici delle Gravine di Castellaneta ai numeri tel. 339 8888933 – 3274963021 o mandare una mail a: info@amicidellegravinedicastellaneta.it

Entra nel Museo Rodolfo Valentino

Ed eccoci arrivati al Museo Rodolfo Valentino, una tappa immancabile durante una visita nella città di Castellaneta. E’ stato inaugurato nel 2010 e rende omaggio alla star più famosa del cinema muto, grande latin lover dei primi del ‘900: Rodolfo Valentino. All’interno del museo trovi pannelli espositivi, locandine, materiale fotografico e cinematografico riguardante questo grande attore del passato, natìo di Castellaneta. 

Anche se non sei un esperto cinefilo ti consiglio di fare una visita a questo museo. Racconta la storia di un mito apprezzato e conosciuto in tutto il mondo che, grazie alla sua bravura e alla sua ammaliante bellezza, è riuscito a trasformare la sua figura in leggenda, diventando motivo di orgoglio per Castellaneta, per la Puglia e per l’Italia intera.

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Info e orari: Trovi il Museo Rodolfo Valentino in Via Vittorio Emanuele 117/119, nell’ex Monastero di Santa Chiara. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare i numeri   099/8493192 – 347/5493021 o mandare una mail a : info@fondazionevalentino.it Il costo del biglietto è di 3,50 € a persona. 

Castellaneta, cosa vedere. Affacciati sulla Gravina

Continuando a passeggiare per le stradine del centro storico ti imbatterai in alcuni affacci panoramici. Da questi punti strategici puoi godere di una vista mozzafiato sullo strapiombo della Gravina di Castellaneta, profonda circa 145 metri. Questa gravina è una delle più grandi della Puglia, scavata negli anni dalle acqua meteoriche nella roccia calcarea. Come già detto in precedenza, questo sito naturale ospita numerose testimonianze del passato, come chiese rupestri, case grotta e cisterne d’acqua. Il tutto impreziosito dalla florida macchia mediterranea, che esplode nel suo massimo splendore negli arbusti e nelle piante aromatiche. Un tripudio di ginepro, corbezzolo, carrubo, fico d’India e ulivi millenari che fanno da cornice ai primi insediamenti rupestri della regione. 

Castellaneta, cosa vedere in 1 giorno

Arriva alla Chiesa di Santa Maria del Pesco

Un altro affaccio panoramico pazzesco si trova poco fuori dal centro storico di Castellaneta. E’ il giardino privato della Chiesa di Santa Maria del Pesco, oggi chiamata Chiesa dell’Assunta, un edificio del 1300 con una suggestiva storia alle spalle. Pare infatti che sia stata costruita da un capitano per grazia ricevuta.  La luce della Vergine Assunta gli avrebbe indicato la strada per la salvezza durante una terribile tempesta in mare. Proprio per questo motivo la chiesa, ammirandola da lontano, sembra avere la forma di una nave. La Chiesa di Santa Maria del Pesco è adagiata sul ciglio della Gravina di Castellaneta, da dove si ha una vista strepitosa del territorio circostante,  e conserva tesori di grande valore storico e artistico.

La facciata esterna è in calcare bianco mentre gli interni sono adornati da un bellissimo soffitto ligneo, decorato da numerose opere pittoriche che rappresentano l’Assunta e San Nicola, il santo patrono al quale era inizialmente dedicata questa chiesa. Di particolare importanza è il dipinto della Madonna del Bambino, risalente al 1200.

Perchè visitare Castellaneta

Per la sua peculiare posizione, a strapiombo sulla Gravina più grande della Puglia, e per i suoi tanti tesori storici e architettonici, Castellaneta è la metà perfetta in ogni stagione e per ogni tipologia di viaggiatore. Il centro storico è un piccolo scrigno stracolmo di tesori preziosi, bellissimo da esplorare sia nella parte visibile sia nella zona sotterranea. Inoltre il paese vecchio è abbellito da graziose tegole colorate, sparse sulle facciate dei palazzi, nei vicoli e nelle piazze.

Sono dipinte a mano e riportano deliziose illustrazioni accompagnate da proverbi locali. Divertiti a cercarle e a fotografarle tutte con i bambini! Non solo sono bellissime da vedere ma ti fanno scoprire usi e costumi della regione attraverso disegni e aforismi frutto della sapienza e della tradizione locale.

 

 

Sei mai stato in Valle d’Itria? E’ un territorio meraviglioso della Puglia, dove si concentrano i borghi e gli scorci più autentici e pittoreschi della regione. E’ una suggestiva distesa di ulivi secolari, vigneti profumati, masserie tipiche, trulli e città bianche.  Tra queste, oltre alle più famose Ostuni e Alberobello, spicca per bellezza ed eleganza Martina Franca. E’ una cittadina di una raffinatezza unica, impreziosita da chiese sontuose e palazzi signorili. Per il suo peculiare stile architettonico infatti la città di Martina Franca è conosciuta anche come capitale del Barocco pugliese. In questo articolo trovi un itinerario per visitare il centro storico di Martina Franca in modalità lenta.

Martina Franca, cosa vedere in Valle d’Itria

Il nome di Martina Franca ha due derivazioni. Martina proviene da Martene, il nome del santo a cui i cittadini sono devoti, San Martino de Tours. L’aggettivo Franca invece è stato aggiunto nel 1300 da Filippo I D’Angiò, quando assegnò alla cittadina pugliese alcuni privilegi economici e commerciali.  Eliminò  tasse e donò la demanialità perenne agli abitanti. 

Esplora il centro storico

Nel centro storico di Martina Franca chiese maestose e palazzi storici sono perfettamente incastonati in un paesaggio caratteristico della Valle d’Itria. Dalla grande piazza principale, alla quale puoi arrivare oltrepassando il maestoso Arco di Sant’Antonio, si snodano labirinti di vicoletti e stradine. La pavimentazione chiara da un’aria pulita ed elegante al centro storico, arioso e soleggiato. I palazzi nobiliari poi sono un trionfo di barocco, con le facciate decorate da preziose balconate in ferro battuto. Inizia la tua visita a Martina Franca da Piazza Plebiscito, il cuore pulsante della città. Qui puoi ammirare i suoi monumenti più importanti, come l’imponente Basilica di San Martino, il Palazzo dell’Università e la Torre Civica. 

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

Entra nella Basilica di San Martino de Tours

La vera protagonista di questo viaggio nel centro storico di Martina Franca è proprio la Basilica di San Martino de Tours. E’ un meraviglioso edificio edificato nel XVIII secolo in stile barocco e roccocò, che esplode in maniera prorompente nei ricchi dettagli della facciata principale. La basilica è alta ben 37 metri ed è stata costruita con pietra calcarea locale. Questa dona all’edificio un colore morbido e rosato. Gli elementi architettonici sono scolpiti in questa pietra locale e distribuiti in modo armonico sull’elegante facciata della basilica. Nel centro spicca per bellezza un gruppo scultoreo che raffigura San Martino che dona il mantello al povero, un prezioso capolavoro di Giuseppe Morgese.

Martina Franca. Cosa vedere in Valle d'Itria

Anche gli interni sono luminosi e anche in questa chiesa, come nella chiesa di San Cataldo di Taranto, c’è un opera marmorea di Giuseppe Sanmartino, autore del Cristo velato di Napoli. Opera che custodisce la scultura del Patrono della città, San Martino di Tours.  Dello stesso scultore sono anche gli angeli che sorreggono il Patrono e le due figure allegoriche femminili, Carità e Abbondanza, che sono ai lati del complesso marmoreo. 

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

Martina Franca. Visita il Palazzo dell’Università

Il Palazzo dell’Università era un istituzione politica concessa a Martina Franca da Ferdinando d’Aragona, re di Napoli, al fine di garantire una giusta gestione delle risorse cittadine. Il termine “università”, nell’Italia meridionale dell’epoca medievale, stava ad indicare la sede del Municipio. Garantiva i diritti ai cittadini in egual misura, senza distinzioni economiche e sociali. Oggi il Palazzo dell’Università, che si affaccia su Piazza Plebiscito, è sede della Società Artigiana, un’associazione di mutuo soccorso di stampo mazziniano. 

Proprio accanto al Palazzo dell’Università puoi vedere la Torre Civica. Si innalza su quattro piani che hanno caratteristiche sia architettoniche che decorative completamente differenti tra loro.  Il piano terra ad esempio, il più visibile ai passanti, è ricco di decori e colonne arrotondate. Sul primo piano puoi invece notare un balcone centrale che ostenta decori vegetali. Sulla trabeazione inoltre puoi leggere un’iscrizione latina con cui viene ricordato il nome dell’artefice di questa torre: il sindaco “Ds Ambrosius Fanelli / Syndicus Erexit”. Altre iscrizioni in lingua latina sono visibili vicino l’orologio e sono, per un viaggiatore, una fonte di ispirazione. Tradotte significano:  L’orologio scandisce il tempo per il viaggio. Collocato per la misura, esso è compendio preciso della vita umana.

Martina Franca. Raggiungi il Palazzo Ducale

Un altro edificio nobiliare di grande interesse storico e architettonico è il Palazzo Ducale. La struttura, risalente alla seconda metà del 1600, presenta uno stile architettonico di tipo rinascimentale, spruzzato da elementi tipici del Barocco Leccese. E’ stato per molto tempo residenza dei duchi Caracciolo ma ora è sede del Municipio di Martina Franca. Le sue sale accolgono, oltre agli uffici comunali, il tribunale e la biblioteca.  Qui trovi anche il famoso centro artistico musicale “Paolo Grassi” che, dal 1974, organizza il Festival della Valle d’Itria, una delle manifestazioni liriche più apprezzate e famose nel mondo. Il festival si svolge proprio nell’atrio del Palazzo Ducale, donando ai visitatori un’acustica perfetta e uno scenario unico, raccolto e pittoresco.

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

Non perderti la Chiesa di San Nicola in Montedoro

Una chicca per gli amanti del turismo lento è la Chiesa di San Nicola in Montedoro, meglio conosciuta come Chiesa dei Greci. Si raggiunge passeggiando nel centro storico ed è l’edificio di culto più antico di Martina Franca. Sembra infatti che la sua edificazione risalga al 1300. La piccola chiesa presenta un unico ambiente ma la sua caratteristica più interessante è il tetto a falde incrociate, rivestite da lastre di calcare locale, le cosiddette Chianche. All’interno sono ancora ben visibili due altari in pietra, la cui realizzazione sembra essere datata nel XVII secolo.  La parete centrale mostra una raffigurazione della Vergine Maria e una effigie di San Nicola. Atri decori pittorici sono sparsi sulle pareti laterali. 

Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

La chiesa attualmente è chiusa, ma se davvero vuoi vederla all’interno puoi suonare la campanella che si trova sulla facciata adiacente. Dal balcone sovrastante vedrai affacciarsi la signora Basile che, calando un cestino di paglia dalla sua ringhiera, ti darà le chiavi per accedere all’interno della chiesa di San Nicola. Da tempo infatti, ad occuparsi della cura di questo piccolo gioiello architettonico è la famiglia Basile, spinta solo dalla devozione e dall’amore per la propria città. 

Martina Franca. Fai passare i bambini nella Posterla

Un’altra piccola chicca, dedicata soprattutto a chi viaggia con i bambini, è la Posterla di Martina Franca.  E’ una stradina molto molto stretta che consente il passaggio di una sola persona per volta. Era usata anticamente come uscita segreta dalla cinta muraria ed era soggetta al controllo dell’Università, la quale autorizzava l’apertura straordinaria della porticina solo in situazioni di reale emergenza. Se alzi la testa puoi ancora vedere sopra la strettoia una sporgenza.  Veniva utilizzata per versare olio bollente sui saccheggiatori che provavano ad oltrepassare la Posterla. Prova a percorrerla in fila indiana con i tuoi bambini. E’ un bel modo di far conoscere loro la storia centenaria di Martina Franca 

Goditi un aperitivo in Piazza Maria Immacolata, sotto i “Portici”

Prima di lasciare Martina Franca dirigiti verso Piazza Maria Immacolata, meglio conosciuta dai local come “I portici”. E’ un elegante piazza dal sapore barocco, cuore pulsante della vita socio-economica della città. La sua peculiare forma a mezza luna avvolge in un abbraccio accogliente le preziose arcate, le grandi colonne e le tante decorazioni in stile barocco, creando un’atmosfera avvolgente laddove i dehors dei locali alla moda sfoggiano luci soffuse e centro tavola colorati. Martina Franca in Valle d'Itria. Cosa vedere nel centro storico

Il complesso dei portici di Martina Franca è stato progettato nella prima metà del 1800 per accogliere il mercato locale. Ogni arcata era dunque destinata ad un venditore e l’insieme visivo creava un vero e proprio centro commerciale dove recarsi per acquistare cibo, stoffe, olio e capi di bestiame. Oggi Piazza Maria Immacolata ha radicalmente cambiato destinazione d’uso diventando un punto di ritrovo per gli abitanti del borgo e un punto di riferimento per chi vuole degustare le specialità gastronomiche locali. Infatti numerosi sono i ristoranti, i bistro e i locali alla moda che si affacciano sui portici. 

Perchè visitare Martina Franca?

Martina Franca è una di quelle città che non cercano di stupire a tutti i costi, e forse è proprio questo il suo fascino più grande. Mentre molti viaggiatori concentrano il loro itinerario pugliese tra Alberobello, Ostuni e Polignano a Mare, questo elegante borgo della Valle d’Itria continua a custodire un’anima autentica fatta di vicoli silenziosi, palazzi barocchi, tradizioni gastronomiche e ritmi lenti.

Visitare Martina Franca significa scoprire una Puglia diversa, meno affollata e più genuina, dove ogni passeggiata regala scorci inaspettati e ogni piazza racconta una storia. La sua posizione strategica nel cuore della Valle d’Itria la rende inoltre una base perfetta per esplorare il territorio, alternando borghi, masserie, trulli e sapori tipici.

Se stai organizzando un viaggio in Puglia, non commettere l’errore di considerarla soltanto una tappa di passaggio. Martina Franca merita tempo, attenzione e uno sguardo curioso: è una di quelle destinazioni che non fanno rumore, ma che spesso finiscono per lasciare il ricordo più bello del viaggio.

Sei mai stato a Carovigno? E’ un bellissimo borgo in provincia di Brindisi, piccolo gioiello della Valle d’Itria. La sua storia e le sue leggende si intrecciano alle tante tradizioni popolari, tangibili nelle viuzze caratteristiche del centro storico e nei suoi monumenti più famosi. Tra uliveti millenari, distese sconfinate di vigneti e pittoreschi paesaggi tipicamente mediterranei ti porto a scoprire le sue bellezze, dandoti qualche consiglio su Carovigno e su cosa vedere nella città della ‘Nzegna. 

Carovigno, cosa vedere

Il nome Carovigno sembra arrivare dal greco “karpene”, che nel periodo medievale si trasforma in “Carvineo”, ossia “portatore di frutti”. Carovigno è infatti ancora nota come Città fruttifera, in quanto questi territori sono da sempre caratterizzati dall’abbondanza dei frutti e famosi per la fertilità del terreno. Un’altra teoria invece, ritiene che il nome Carovigno derivi dal termine messapico “karp”, che sta ad indicare l’altura sulla quale è stata edificata questa cittadina. Qualunque sia l’etimologia del suo nome, Carovigno affascina il visitatore con le sue tante attrattive, tra i quali spicca un elegante castello dalla storia appassionante.

Conosci la storia di Carovigno?

Carovigno ha origini antichissime, risalenti addirittura al periodo messapico, un momento storico molto particolare per le regioni meridionali d’Italia.  Tra il VI e il V secolo a.C. iniziano infatti a svilupparsi i primi insediamenti salentini grazie ad un flusso migratorio proveniente dalla costa illirica. Questo porta alla conseguente comparsa di un alfabeto greco, abitazioni più articolate e specifici rituali religiosi. Il nome dato a questa antica popolazione della Puglia deriva da Messapo, che probabilmente significa “popolo tra due mari”. Alcuni ritrovamenti recenti invece attestano che questa città è stata abitata anche nel Paleolito e nel Neolitico.

Nel Medioevo la città di Carovigno si fortifica con una imponente cinta muraria, sormontata da quattro torri: Torre del Civile, Torre Giranda, Torre delli Brandi e Torre del Prete. In questo periodo si arricchisce anche di una maestosa fortezza, che diventa nei primi anni del Novecento un elegante castello grazie ai Conti Dentice di Frasso. 

Carovigno, cosa vedere. Visita il Castello Dentice di Frasso

Il fascinoso castello di Carovigno si innalza fiero proprio nel centro storico della città, arroccato sulla parte più alta della collina. Edificato a scopo difensivo alla fine del XII secolo d.C. dai dominatori normanni, diviene residenza nobiliare solo nel 1700. Dopo un periodo di abbandono è donato come regalo di nozze del Conte Alfredo Dentice di Frasso e di Elisabetta Schlippenbach.  La presenza di questi due personaggi diventa una risorsa preziosa per la città di Carovigno. Puoi passeggiare nei giardini, nell’orto botanico e nelle segrete del castello il quale, dal 2014, è diventato proprietà comunale. Una volta varcata la soglia di questa nobile dimora sarà la bellissima storia d’amore tra i due conti a farti da guida, tra saloni, stanze da letto nobiliari, biblioteche e romantiche terrazze.

Carovigno, cosa vedere nella città della 'nzegna

Ammira la battitura della ‘nzegna

Carovigno è anche conosciuta come la città della ‘Nzegna. Ma cosa significa questa parola? Il termine ‘Nzegna deriva dal dialetto locale e significa letteralmente “insegna”. Rappresenta una tradizione folkloristica davvero molto suggestiva e tanto sentita ancora oggi dagli abitanti della città. E’ legata fortemente al culto della Madonna di SS. Maria di Belvedere, la cui icona religiosa si trova all’interno di una cripta edificata sull’omonimo colle.

Carovigno, cosa vedere. Scopri la leggenda della Madonna del Belvedere

La battitura della ‘Nzegna ha infatti origine da una leggenda popolare che vede protagonista un Signore di Conversano, gravemente malato, al quale appare in sogno una madonna vestita di stelle, che lo invita a recarsi a Carovigno per raggiungere la guarigione. A tal fine avrebbe dovuto cercare la sua immagine sacra dipinta nella grotta sul colle. Il nobile Signore si mette quindi in viaggio seguito dai suoi servi ma, ad un tratto, la carovana si perde nel fitto bosco. Viene però attratta da grida di alcuni pastori rimasti incastrati in un rovo insieme alla loro giovenca. Tagliando i rami per poter garantire loro la salvezza si trovano dinanzi la grotta della Madonna, davanti la quale il Signore guarisce immediatamente. 

Per festeggiare l’evento, una volta tornati in paese, uno dei pastori inizia ad agitare un drappo colorato legato ad un bastone, per attirare l’attenzione della folla sul miracolo appena avvenuto. Ecco quindi che il simbolo di Carovigno diventa la ‘Nzegna, un’enorme bandiera che ancora oggi, grazie al Gruppo Sbandieratori Battitori ‘Nzegna, viene agitata e lanciata in aria a ritmo di musica durante la processione pasquale o nelle esibizioni ufficiali del gruppo. 

Gli eventi legati alla ‘Nzegna

Le acrobazie del pastore vengono rievocate ogni anno, a Carovigno, in occasione del lunedì, del martedì e del sabato dopo Pasqua, proprio dinanzi la statua della Madonna del Belvedere. Due abili battitori ne ripetono le gesta al ritmo di musica popolare, creando un emozionante momento di devozione e di ammirazione. Il rito della battitura, profondamente legato al culto mariano, diviene nel corso dei secoli anche un atto propiziatorio per gli abitanti di Carovigno poichè, un eventuale caduta della ‘Nzegna,  sarebbe un segno di cattivo auspicio per la città. 

Carovigno, cosa vedere. Passeggia nel centro storico

Il centro storico di Carovigno è un intrigante dedalo di viuzze e di vicoli caratteristici, protetti dalle fortificazioni esterne. Le grandi porte di accesso, i torrioni, le chiese e l’enorme castello Dentice di Frasso, fulcro della città, la rendono nell’aspetto un perfetto borgo medievale. Le deliziose casette dipinte di bianco, le gradinate su cui spiccano poetiche frasi d’autore, i deliziosi dettagli che arredano facciate e piazze rendono questa città piacevole da esplorare in ogni stagione. Il centro storico è chiuso al traffico cittadino per cui è perfetto per le famiglie con bambini, liberi di passeggiare in tutta serenità alla scoperta dei suoi angolini deliziosi.

Su Corso Vittorio Emanuele, la strada principale del centro, trovi tanti locali dove assaggiare piatti tipici locali nella rilassante atmosfera del borgo. Poco più avanti invece trovi Piazza ‘Nzegna, il cuore pulsante della città di Carovigno. Qui si svolgono le manifestazioni legate al folklore locale. In questa piazza trovi anche due edifici di grande interesse storico e architettonico: la Chiesa del Carmine e l’ex convento dei Carmelitani, oggi chiamato Palazzo di Città. 

Fai attenzione ai simboli

Passeggiando nel centro storico ti ritrovi dinanzi al palazzo del Municipio di Carovigno. Sulla porta d’ingresso puoi notare lo stemma in pietra del Comune, risalente al 1929. Si tratta di uno scudo che accoglie al suo interno un delfino cavalcato da un putto che suona la cetra. Sotto di esso la scritta “Car Brun” ti ricorda il rapporto di intesa tra Carovigno e Brindisi. 

Trovi il simbolo del delfino in altri stemmi araldici della città poichè questo animale, considerato sacro al dio Nettuno, richiama il legame di Carovigno con il mare. 

Carovigno, cosa vedere

Fai una degustazione di prodotti tipici locali

Se cerchi esperienza da fare con i bambini a Carovigno prova la fattoria didattica dellaMasseria Correo. L’azienda accoglie chiunque voglia fare conoscenza del mondo rurale pugliese, organizzando laboratori dedicati alla produzione dei prodotti caseari, come latte e burro, oppure creando itinerari tra gli animali della fattoria, da accarezzare, conoscere e mungere! Puoi anche fare degustazioni dei prodotti dell’azienda e assaggiare i loro formaggi, le mozzarelle e le ricotte accompagnate da freselle al pomodoro e focacce calde. 

Sei un amante dell’olio di oliva? Raggiungi allora le Tenute Parco Piccolo di Carovigno. Qui, tra distese immense di ulivi secolari puoi degustare e acquistare i prodotti dell’azienda e partecipare, su prenotazione, a un tour nei frantoi dedicati alla lavorazione dell’olio EVO di Puglia. Per la tua beauty routine quotidiana puoi persino acquistare i prodotti naturali dell’azienda formulati per la cura del viso e del corpo, tutti rigorosamente a base di olio di oliva!

I wine lovers invece possono raggiungere le Cantine Due Palme e visitare i luoghi e i vigneti che hanno reso famosi i vini pugliesi nel mondo. Prenotando un tour presso l’azienda vinicola hai accesso alle cantine e a una degustazione di prodotti tipici locali, ovviamente abbinati ai vini classici delle Cantine Due Palme, come Il canonico Negramaro del Salento. 

Raggiungi Torre Guaceto, la Riserva Naturale del Salento

Da Carovigno puoi facilmente raggiungere una delle Riserve Naturali più preziose d’Italia: Torre Guaceto.  Il suo simbolo è appunto questa torre aragonese che, grazie alla sua peculiare posizione, riesce ad avere una vista spettacolare su ogni porzione di territorio circostante.

All’interno della riserva puoi fare numerose attività, come andare in bicicletta, fare snorkeling, bird watching..o semplicemente passeggiare tra i sentieri della macchia mediterranea e i tratturi, alla scoperta dei bellissimi panorami che questa zona regala.  Se vuoi rilassarti al sole puoi puntare sulla spiaggia di Punta Penna Grossa, perfetta per le famiglie poichè ha un chiosco e un lido dove poter trovare ogni comodità possibile.

Inoltre presso il Centro Visite Al Gawsit c’è il Museo della Riserva, un posto magico dove puoi ammirare virtualmente gli ambienti del parco. Puoi perderti tra acquari mediterranei, filmati e riproduzioni in scala della riserva. Se invece sei amante della natura programma una visita all’orto botanico che, tra profumi e colori intensi delle piante aromatiche officinali, diventa una vera e propria esperienza sensoriale.

Fai un giro sul Trenino del Mare

Un’attività perfetta per le famiglie da fare nella Riserva di Torre Guaceto è un giro sul Trenino del mare. Il Tour “ferroviario” parte dalla spiaggia di Punta Penna Grossa, passa nella zona umida e arriva alla Torre Aragonese. Al finire del tour è previsto anche un tuffo in mare, facendo base nella bellissima spiaggia delle conchiglie.

Nella riserva poi è possibile partecipare alle varie manifestazioni che si tengono in diversi periodi dell’anno. Tanti sono i percorsi gastronomici organizzati dove, tra stand e laboratori, si promuove la sostenibilità ambientale educando i consumatori all’acquisto consapevole. Ad agosto ad esempio trovi la bellissima Kermesse “Sogno di un pomodoro di mezza estate”, dedicata al pomodoro fiaschetto, eccellenza del territorio pugliese.

Conosci i presidi Slow Food del territorio?

La Riserva naturale di Torre Guaceto ospita infatti numerosi progetti di produzione gastronomica. Qui ad esempio viene prodotto L’Oro del Parco, un delizioso olio di oliva salentina da agricoltura biologica. L’Ente Parco si distingue anche per la valorizzazione delle coltivazioni storiche e, sostenuto dal presidio Slow Food dell’Alto Salento, promuove la produzione del pomodoro fiaschetto, tornato in auge grazie alla passione dellAzienda Agricola Calemone.

 

Perchè visitare Carovigno

Carovigno è la città perfetta da esplorare in ogni stagione dell’anno, sia per il suo clima mite sia per le numerose esperienze da fare in città o nei dintorni. Il mare meraviglioso, raggiungibile in pochi minuti dal centro, e la vasta produzione enogastronomica rendono questa cittadina una meta perfetta per ogni tipologia di viaggiatore. L’attenzione ai dettagli e alla qualità dei prodotti si riversa nelle cucine dei bistrot dove, tra prodotti a km zero, puoi fare esperienze culinarie davvero fantastiche. Il fatto poi che Carovigno sia facilmente raggiungibile da altri punti di interesse della Puglia, come Brindisi e la Valle d’Itria, rende questo borgo perfetto per chi ama spaziare tra diverse località regionali. Il centro storico poi è piacevole da esplorare a passo lento, godendo dell’atmosfera fiabesca che sembra avvolgere perennemente questa porzione di Puglia.

 

 

Al di la del grande cancello del Castello di Carovigno il vento si insinua tra le foglie degli alberi centernari. Fa vibrare lievemente la luce fioca dei lampioni, che illumina distratta il lastricato di pietra. Ecco, da lontano, si ode lo scalpiccìo di cavalli in corsa. Un cigolio scrosciante di ruote echeggia nei vicoli, al calar del sole, mentre comincia a delinearsi nel cielo terso una deliziosa mappa di stelle.

Un vento tiepido che sale dal mare, profumo di salsedine e sabbia calda di sole, accompagna l’elegante carrozza, frettolosa di arrivare a destinazione. Nel grande giardino la servitù è in attesa, trepidante, di istruzioni. Un’euforia leggiadra copre i sospiri curiosi, le piante attente, gli alberi indagatori. Ecco, lo stridio delle ruote si placa, il vento trattiene il respiro. Il destino di Carovigno cambia nell’attimo in cui il piede leggiadro di una donna si posa sul selciato del castello. Una donna che arriva da un passato nefasto, in cerca di un futuro glorioso. Elisabetta Schlippenbach.

Il castello di Carovigno

La figura di Elisabetta Schlippenbach è ancora adesso un punto di riferimento molto importante per gli abitanti di Carovigno. Tutto ruota attorno alla storia del castello e della famiglia Dentice di Frasso, esempio di virtù e rettitudine.  Ma chi era Elisabetta? Una nobile donna dal carattere ribelle che, costretta nel 1889 a sposare un uomo che non amava, riesce ad avere il divorzio nonostante il bigottismo del periodo, cambiando così il suo destino infelice. Elisabetta combatte la mentalità conservatrice dell’epoca lottando con tutta se stessa per riavere la libertà che, con forza, le è stata negata in giovinezza. Sposa quindi, con un matrimonio d’amore, il Conte Alberto Dentice di Frasso, ammiraglio della Marina Reale, portando la sue residenza a Carovigno.

Il Castello di Carovigno. Cosa vedere in valle d'Itria

Conosci la storia della contessa Elisabetta?

Cosa ha significato per la città di Carovigno questa nuova presenza? Beh, ancora oggi, nel cuore degli abitanti, è vivo il ricordo della contessa, stimata e ben voluta da chiunque nel borgo e nei dintorni. Grazie a lei il Castello di Carovigno riprende vita e ritorna all’antico splendore, diventando il cuore pulsante della città. Sostenitrice della lettura, scrive lei stessa favole dedicate ai bambini e diverse raccolte di versi, diventando una presenza fondamentale per lo sviluppo socio culturale della città. Mantiene infatti rapporti con diverse realtà nel mondo della politica e dell’economia, anche a livello internazionale, e trasforma il castello in un centro culturale sopraffino, ospitando aristocratici e letterati provenienti da tutta l’Europa, tra i quali spicca il noto Guglielmo Marconi.  

Visita il castello Dentice di Frasso di Carovigno

E’ dall’elegante piazza di questo castello che inizia questo viaggio a Carovigno, borgo medievale cinto da mura antiche quanto la sua storia. Il castello Dentice di Frasso sorge a ridosso del centro storico, piccolo agglomerato di case imbiancate a calce e stradine pittoresche. L’edificio è caratterizzato da una peculiare forma a triangolo e si distingue per i suoi torrioni fortificati. Una delle torri ha la particolare forma a “mandorla”, simile alla carena di una nave rivolta verso il mare. Dopo una serie di dominazioni e un lungo periodo di abbandono il castello di Carovigno viene donato, come regalo di nozze, al Conte Alfredo Dentice di Frasso e a sua moglie, Elisabetta.

Gli sposi portano il castello a nuovo splendore, affidandone la ristrutturazione all’ingegnere Gaetano Marschiczek il quale, nei primi anni del ‘900, arricchisce l’enorme edificio con sontuose decorazioni e importanti sculture, puntando sull’ampliamento degli spazi già esistenti.

Per espressa volontà della contessa Elisabetta viene aggiunto inoltre un grande parco che molto ricorda, nello stile ma non nelle proporzioni, i giardini delle più più famose regge europee. Il castello diventa dunque, grazie all’influenza dei Conti Dentice di Frasso, una moderna dimora nobiliare, con camere da letto signorili, accoglienti sale da pranzo e saloni riscaldati da grandi camini. Il palazzo, sempre per volere della Contessa Elisabetta, viene inoltre fornito di una preziosa biblioteca e di un orto botanico.

Comincia la tua visita dal giardino

Inizia la visita al castello di Carovigno proprio dal cancello principale, entrando nel grande cortile nobiliare. Qui si trova non solo l’Info Point ma anche la piccola chiesa dedicata a Sant’Anna, un tempo cappella privata della dimora. Sul portone puoi notare subito il blasone in pietra del casato Dentice di Frasso e la scritta “Noli me tangere”, iscrizione latina che significa “Non mi toccare”. Molto probabilmente questa frase è stata scelta dal Conte Alfredo e dalla Contessa Elisabetta come monito per gli avventori o per chiunque volesse ostacolare il loro amore.

Scendi nelle “segrete” del castello di Carovigno

Non si può non notare, sulla destra, un’elegante scalinata protetta da due enormi grifoni. Porta ad una della balconate più belle mai viste in un castello. E’ completamente fatta di pietra calcarea e affaccia non solo sul grande giardino privato, ma anche sui tetti della città.

Il Castello di Carovigno. Cosa vedere in valle d'Itria

Prima di salire a visitarla però dovresti dedicare qualche minuto della tua visita alle “segrete” del castello. Si trovano proprio sotto il livello della strada, a circa cinque metri di profondità, e sono scavate nella roccia nuda. Nate sicuramente come stanze di prigionia, sono diventate nel corso degli anni preziosi depositi per olio e vino, ma anche nevai e piccole stive. 

Il Castello di Carovigno. Cosa vedere in valle d'Itria

Nei seminterrati puoi vedere anche i resti di due laboratori, uno di falegnameria e uno di tessitura. L’avviamento di queste scuole di formazione è opera della contessa Elisabetta la quale, oltre a produrre stoffe innovative, voleva creare lavoro per gli abitanti del paese dando in questo modo una maggiore svolta all’economia di Carovigno. 

Passeggia tra le stanze della dimora dei conti Dentice di Frasso

Ora lascia le segrete e varca la soglia del Castello di Carovigno. Al primo piano puoi subito notare lo splendido rosone con lo stemma del casato sul pavimento del salone. Questa stanza era adibita all’accoglienza degli ospiti. Ritrovi lo stemma anche sul grande camino che troneggia in fondo alla sala, sormontato da due quadri che ritraggono il Conte Alfredo e la Contessa Elisabetta.

Sotto il ritratto della padrona di casa puoi leggere un’iscrizione: “Nulla palma sine pugna” ( Non c’è vittoria senza battaglia), che racchiude un pò il sunto della sua vita. Il montante in pietra che si trova  invece sotto il ritratto del Conte porta scritto “Deseruisse juvat mare” ( è stato dolce lasciare il mare ), una poetica dichiarazione d’amore in cui afferma di non essere pentito di aver lasciato il mare per poterla sposare. L’amore vero che ha legato questi due personaggi si riflette nella rinascita della loro dimora e della loro città, Carovigno, tornata a nuovo splendore grazie al loro prezioso contributo.

Perchè visitare il Castello di Carovigno

Emozionante come la storia d’amore che lo vede protagonista, il Castello di Carovigno è una delle dimore storiche più intriganti della Puglia. La “casa del Conte”, così ancora oggi gli abitanti del borgo amano chiamare questo regale castello, dal 2014 è bene comunale, gestito dall’Associazione Le Colonne. E’ possibile prenotare visite guidate, ricevimenti, manifestazioni e mostre all’interno del castello. Inoltre vengono organizzati laboratori didattici dedicati alle scuole su numerosi argomenti quali l’araldica, la tessitura e l’architettura. Temi sempre stati cari ai Conti Dentice di Frasso. 

Il Castello di Carovigno. Cosa vedere in valle d'Itria

Ti consiglio di visitare il castello di Carovigno prima del tramonto, approfittando delle luci naturali per scattare splendide foto all’esterno della dimora, nei giardini e sulle terrazze panoramiche. I raggi del sole che man mano si affievoliscono, lasciando posto al crepuscolo, creano un’atmosfera d’altri tempi, romantica e toccante. 

Informazioni utili alla visita

Il Castello Dentice di Frasso a Carovigno è aperto da Maggio a Ottobre, dal martedì al venerdì, seguendo gli orari 9:30 – 12:30, 15,30 – 17:30. Il sabato e la domenica invece è aperto a partire dalle 9:30 fino alle 12:30 di mattina mentre, nel pomeriggio, riapre alle 16:00 per chiudere alle 18:00. 

A partire da Giugno e fino a Settembre segue i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 18.00 alle 21.00. Il sabato e la domenica invece apre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 21.00

Per info e prenotazioni puoi mandare una mail a castellodicarovigno@gmail.com

Sei mai stato a Ginosa? E’ uno splendido paese della Puglia, situato in provincia di Taranto. La sua peculiare posizione, a 240 metri sopra il livello del mare, la rende una delle mete più pittoresche della regione. Si trova infatti incastonata nella Murgia tarantina, un’estesa porzione di territorio i cui confini sono indefiniti ma che si esendono tra la Puglia Centrale e la Basilicata orientale. Questa zona è caratterizzata da un altipiano carsico di origine tettonica e fa parte dal 2004 del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Ginosa, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Ginosa, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Ginosa è una delle cittadine più antiche della Puglia e la sua fondazione sembra datarsi attorni al 1500 avanti Cristo. Alcune tracce archeologiche però fanno presagire la presenza nella zona di insediamenti umani molto più antichi, risalenti addirittura al Neolitico. Forte è stata la presenza del popolo ellenico negli antichi territori di Ginosa, il cui nome infatti deriva dalla parola greca Genusia, vecchio nome dell’odierna Cnosso, capitale di Creta.

Il susseguirsi di numerose denominazioni ha lasciato segni indelebili non solo nell’architettura della zona, ma anche nelle tradizioni e nei costumi che ancora oggi sono in uso tra la popolazione locale. Romani, Goti, Bizantini, Saraceni e Normanni hanno contribuito a costruire e fortificare la storia e le usanze di Ginosa. Questo susseguirsi di invasioni straniere, in tempi antichissimi, ha portato la gente del posto a cercare rifugio nelle grotte naturali scavate nel tufo della gravina. Ed è da queste grotte che comincia il mio racconto..

Visita la Gravina di Ginosa

Scendere nella Gravina di Ginosa è un’esperienza emozionante e selvaggia. Il piccolo canyon, scavato nella roccia calcarenitica delle acque pluviali, circonda in un abbraccio tutto il centro abitato di Ginosa. I colori caldi della roccia, il fruscio del vento tra le piante tipiche della Macchia Mediterranea, l’odore forte dei fichi d’India maturi e il profumo delle piante aromatiche ti rapiscono, quasi con violenza, e ti avvolgono in un vortice di folli emozioni sensoriali, a tratti ingovernabili.

Scendi nei rioni Rivolta e Casale

Sono due i villaggi rupestri di Ginosa, e si dividono in rioni: Rivolta e Casale. Entrambi i siti naturali sono una preziosa testimonianza delle antiche tecniche costruttive ma anche un’importante fonte di informazione riguardante la primissima pianificazione urbana di questi territori. L’esempio più esplicito sta nella disposizione degli ingressi delle grotte.

Sono infatti rivolti verso il sud, in modo da permettere al sole di riscaldare gli interni in inverno. Il complesso urbanistico comprende un insieme di case grotta e chiese rupestri scavate interamente nella roccia, disposte su cinque piani collegati tra loro da rudimentali scalinate. Ipogei, cisterne, piccole nicchie arcaiche, giardini primitivi e forni rurali erano condivisi non solo tra gli uomini, ma anche con gli animali. Dove le gravine raggiungono la più naturale compostezza puoi ammirare i resti delle chiese rupestri, piccoli santuari sospesi nel tempo e preziosi musei di arte antica.

Scruta i palinsesti nelle Chiese Rupestri

La gravina protegge numerosi gioielli arcaici. Tra le sue rocce, oltre alle case grotta, trovi infatti anche le chiese rupestri, piccole grotte ipogee dedicate al culto dei santi locali. Sono molte le chiese dislocate lungo tutta la Murgia ma se ti trovi a Ginosa puoi visitare la chiesa di Santa Sofia, una delle sante più venerate della zona. Guardando i palinsesti, gli antichi pannelli devozionali realizzati con colori naturali, puoi provare ad immaginare la bellezza della chiesa nel periodo del suo massimo splendore. Purtroppo le calamità naturali e gli agenti atmosferici ne hanno cancellato piccoli pezzi o ridotto la qualità dei colori. Le chiese rupestri restano comunque una grande testimonianza della devozione delle popolazioni che hanno abitato la Murgia Tarantina. 

Ammira la Chiesa Matrice di Ginosa

La Chiesa Matrice fa capo a tutte le altre chiese di Ginosa e la sua costruzione risale al 1554. E’ opera di un presidio militare francese dell’epoca, ed è dedicata ad uno dei santi più importanti della Francia: San Martino da Tours. La linea architettonica della Chiesa Matrice è caratterizzata da una predominanza dello stile gotico, al quale si affianca lo stile rinascimentale in auge in quel periodo in Puglia. 

Un rosone da luce alla navata principale. Sotto di esso la figura di San Martino guerriero sembra scrutare gli avventori. Nella navata centrale puoi ben vedere l’altare maggiore, il pulpito e l’organo, tutti elementi appartenenti al periodo settecentesco. Tra le altre cappelle spicca per bellezza e maestosità il Cappellone, la parte più antica delle Chiesa Matrice. Al suo interno sono custodite diverse tracce di palinsesti, nonchè una tela della Vergine che tiene in braccio il Bambino mentre mantiene nell’altra mano la corona del Rosario. Per la perfezione dei tratti e per la bellezza dei colori, resta uno dei dipinti più importanti dell’intera regione. La Madonna del Rosario è inoltre la Santa Patrona della città di Ginosa.

Ginosa, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

Ginosa. Passeggia nel borgo fantasma

Il piccolo borgo di Ginosa si arrampica sulla collina della Gravina, e appare al visitatore in tutta la sua aspra bellezza. Le casette di tufo e calcarenite si alternano ad antichi conventi e a vecchi palazzi nobiliari, tra i quali spicca per maestosità il Castello Normanno. Nato a scopo difensivo nell’anno Mille nella sua versione originale portava tre torri merlate, tra le quali passava un ponte levatoio. Sotto il dominio dei Doria invece alcuni elementi architettonici sono stati demoliti, trasformando il baluardo difensivo in un elegante palazzo nobiliare.

Passeggia sulla viuzza principale, che costeggia la gravina e i villaggi rupestri, e goditi il silenzio prorompente. Il vecchio borgo di Ginosa infatti è disabitato da anni poichè, a causa di una fortissima alluvione che ha devastato questi territori nel 2013, gli abitanti hanno dovuto lasciare le proprie case per prendere alloggio in residenze più sicure. L’eco del vento che si incanala nelle balaustre di pietra è l’unico suono che sentirai in questo tratto di strada.

Fai un’esperienza gastronomica da Casa Mama

Affacciato sulla gravina, con le sue porticine colorate e le tende mosse dal tiepido vento del sud, trovi Casa Mama: l’info point di Ginosa e di Ginosa Marina. Non è un semplice punto di informazioni ma una vera e propria casa, arredata con classe e ricca di dettagli tipici della regione, in cui a richiesta si tengono pranzi con prodotti tipici o Cooking Class.  Isabella Bello, sua madre Rosa e suo figlio Francesco creano esperienze gastronomiche davvero pazzesche. 

Puoi provare ad esempio a fare le orecchiette pugliesi secondo l’antica ricetta, impastando acqua e farina con le tue mani sotto lo sguardo attento della signora Rosa. Con maestria Rosa ti insegna a creare questi piccoli riccioli di pasta dorata facendoti seguire gli antichi movimenti delle massaie del posto. 

Ginosa, cosa vedere e cosa fare in 1 giorno

L’atmosfera rilassata, intima e accogliente di Casa Mama è incantevole. Il cibo fatto in casa, il profumo delle salse che ti solletica il naso, la vista pazzesca sulla Gravina di Ginosa e la passione di Isabella e della sua famiglia fanno di questo posto una tappa immancabile nella tua visita in Puglia. 

Visita l’Atelier dell’Inglese

Arriva poi in cima alla collina e raggiungi la città nuova. Qui, tra negozi di charme e vecchie botteghe artigiane, puoi passeggiare fino a raggiungere uno degli atelier più famosi d’Italia: L’Inglese. Angelo è un sarto di fama internazionale, originario di Ginosa, e ha vestito con le sue eleganti camicie Ministri, Principi e Reali di tutto il mondo. Una visita ai suoi laboratori per conoscere le varie fasi di produzioni dei suoi abiti è obbligatoria se ti trovi in quel di Ginosa. L’ arte sartoriale di Angelo l’Inglese è ormai nota in ogni parte del mondo e sono numerosi i personaggi illustri che fanno visita alla sua sartoria per poter comprare una sua creazione. 

Perchè visitare Ginosa

Ginosa è una perfetta fusione tra passato, presente e futuro. Le gravine risucchiano, tra ocra e verdone, il viaggiatore, che sprofonda in una dimensione fatta di storia antica, ingegneria arcaica e religiosità. Il vecchio borgo si staglia sulla collina come una bomboniera, baciato dal sole del giorno e battuto dal vento caldo di scirocco della sera. Il nuovo centro storico invece è un piccolo gioiello e si sviluppa in pianura, abbracciando tradizione e modernità. 

Prenotando esperienze presso Casa Mama inoltre puoi optare per diverse tipologie di visita. I local tour dell’Associazione sono pensati e strutturati per ogni tipologia di viaggiatore. Puoi spaziare tra Cooking Class, tour enogastronomici, passeggiate a cavallo e tante altre attività inclusive. Ogni attività esperenziale nasce dalla passione delle persone del posto per i propri territori, decisi a tramandare usi e costumi antichi non sottovalutando l’innovazione e modernità.

 

 

 

 

 

 

Bressanone è una delle città più antiche del Tirolo, fondata addirittura nel 900 dopo Cristo. Un vero e proprio gioiello dell’Alto Adige in cui fermarsi anche solo per un giorno durante un viaggio on the road verso le altre mete europee. Si trova a poco più di mezz’ora di auto da Bolzano, e a circa trenta chilometri da Vipiteno, quindi in posizione strategica se si decide di fare un vero e proprio tour  tra i borghi altoatesini. In questo articolo puoi scoprire Bressanone e cosa vedere in un giorno in città.

Bressanone, cosa vedere in un giorno

Visita Hofburg, la città fortificata di Bressanone

Bressanone, cosa vedere in un giorno
Il Duomo di Santa Maria Assunta e San Cassiano si trova nel centro storico di Bressanone, ed è il simbolo della città.

Cosa raccontare ai bambini su Bressanone?

Passeggiando per le viuzze amichevoli di Bressanone puoi coinvolgere i tuoi bambini con una storia alquanto bizzarra su questa città. Pare infatti che nel 1500, all’improvviso, apparve tra le strade del borgo un grosso elefante. Un elefante da queste parti è assai raro da incontrare! Invece era un dono per Massimiliano d’Austria da parte del re del Portogallo, ed era diretto a Vienna. Si riposò in quel di Bressanone per un po di tempo, vista la tanta strada percorsa. A testimonianza del suo passaggio c’è un grazioso disegno sulla facciata di un noto albergo della zona, che si chiama proprio Hotel Elefante!

Passeggia sotto i portici

Via dei Portici Maggiori incanta con i suoi antichi palazzi e con i negozietti che si susseguono al riparo dal freddo. Impossibile non comprare un souvenir nelle botteghe artigiane. Altrettanto impossibile resistere ai profumi dolci e persistenti delle sale da tè e dei panifici. Dopo aver percorso le bellissime stradine del centro storico di Bressanone arriva l’ora di gustare le specialità del Trentino Alto Adige.

Cosa mangiare a Bressanone

Non si può resistere ai gustosi piatti tipici della cucina altoatesina. Sono molti i locali carini in cui prendersi una pausa rilassante sorseggiando birra ghiacciata ( assolutamente locale ) accompagnando uno spatzle o un grösti, il famoso piatto tirolese fatto con  patate arrostite, carne, crauti e uovo all’occhio di bue! Da assaggiare, anche per un aperitivo veloce, un tagliere di salumi, concentrandosi soprattutto sullo speck. E per finire, un dolce strudel o una fetta di zelten,  il tipico dolce natalizio altoatesino a base di frutta secca.

Bressanone, cosa vedere in un giorno
Per una dolce pausa a Bressanone consiglio di assaggiare il famoso strudel altoatesino, e una fetta di zelten, il classico dolce natalizio della zona.

Benvenuto ad Arromanches, la meravigliosa cittadina francese che rappresenta una tappa imperdibile per i viaggiatori alla ricerca di una combinazione perfetta tra storia, paesaggi incantevoli e cultura locale. Situata sulla costa nord-ovest della Francia, Arromanches è famosa per essere stata uno dei principali luoghi dello sbarco in Normandia durante la Seconda Guerra Mondiale. Con un mix affascinante di architettura tradizionale e moderna, Arromanches delizia i visitatori con le sue incantevoli stradine lastricate, i negozi caratteristici e i numerosi ristoranti che offrono delizie culinarie locali.

Arromanches, cosa vedere

Situata nella regione della Normandia, Arromanches è una piccola cittadina che attira visitatori da tutto il mondo grazie alla sua storia e alla sua bellezza unica. Fondata nel X secolo, Arromanches è stata teatro di eventi di grande importanza durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare durante gli sbarchi in Normandia del 1944. Oggi, la città è diventata un luogo di memoria e un’attrazione turistica, offrendo ai visitatori la possibilità di immergersi nella storia e di godere di panorami mozzafiato.

Passeggia sulle spiaggie di Arromanches

Passeggiando lungo le spiagge di sabbia dorata, non si può fare a meno di rimanere colpiti dalla vista panoramica sulla Baia di Senna e dai resti del porto artificiale, Port Mulberry, un sistema di chiuse e moli galleggianti costruito dagli Alleati per facilitare lo sbarco delle truppe e delle attrezzature belliche. Immersi nella storia di Arromanches, i turisti possono esplorare il Museo dello Sbarco di Normandia, che offre una dettagliata esposizione delle operazioni militari del D-Day, nonché un’ampia gamma di reperti e testimonianze delle truppe che hanno combattuto qui. Arromanches è un vero gioiello della Francia, che combina una storia significativa con una bellezza naturale mozzafiato.

Una visita ad Arromanches non sarebbe completa senza esplorare le famose spiagge dello Sbarco. Le spiagge di Omaha, Utah, Gold, Juno e Sword sono state teatro degli sbarchi in Normandia e sono state conservate come memoriale del coraggio e del sacrificio delle truppe alleate. Ogni spiaggia offre una storia unica e offre ai visitatori la possibilità di immergersi nell’atmosfera dei giorni dello sbarco. Passeggiare lungo queste spiagge storiche è un’esperienza commovente e toccante, che permette di riflettere sulle immense sfide affrontate dagli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale.

Arromanches. Le spiagge dello sbarco in Normandia.

Questo porto artificiale è stato utilizzato per lo sbarco degli alleati, circa 2 milioni e mezzo di soldati e 500.000 veicoli. E’ una delle opere più straordinarie che compiute durante il secondo conflitto mondiale.

Conosci la storia di Arromanches?

Arromanches è stato un importante punto di approdo durante le operazioni militari del secondo conflitto mondiale.  Sui suoi arenili hanno costruito il famoso porto artificiale conosciuto come Port Mulberry, fondamentale per gestire le operazioni di sbarco sulla costa francese degli Alleati. Lo sbarco in Normandia è passato alla storia come una delle più sanguinose azioni militari d’Europa. Allo stesso tempo però questa invasione, avvenuta via mare, ha portato alla liberazione del continente dalla supremazia nazista. L’azione militare ha dunque decretato la fine della Seconda Guerra Mondiale. Protagonista assoluto di questa missione di liberazione è stato appunto Port Mulberry, senza l’aiuto del quale forse l’Europa sarebbe capitolata sotto il regima nazista di Hitler.Arromanches. le spiagge dello sbarco in normandia

Curiosità

E’ stato il primo ministro britannico, Whiston Churchill, a far costruire sul Tamigi due porti prefabbricati. Una volta pronti i due porti furono trasportati e montati nella baia di Arromanches. Dopo di che vennero ancorati a 146 cassoni di cemento precedentemente calati in mare a formare così un frangiflutti semicircolare.

Cosa fare in un giorno ad Arromanches

Arromanches offre una varietà di attrazioni che catturano l’interesse dei visitatori. Una delle principali attrazioni è il Museo dello Sbarco in Normandia, che racconta in modo dettagliato le operazioni militari e l’importanza strategica degli sbarchi in Normandia. Il museo ospita una vasta collezione di reperti, uniformi, veicoli e attrezzature utilizzate durante la guerra. Le audio-guide multilingue sono disponibili per guidare i visitatori attraverso le diverse sezioni del museo, offrendo informazioni approfondite sulla storia della Seconda Guerra Mondiale.

Oltre al museo, Arromanches vanta anche una serie di siti storici che meritano una visita. La Batteria di Longues-sur-Mer, situata nelle vicinanze, è una delle poche batterie di cannoni costiere tedesche ancora intatte in Normandia. Questa batteria è composta da quattro bunker di cemento armato che ospitavano i cannoni da 155 mm utilizzati per difendere la costa contro gli sbarchi alleati. La visita alla Batteria di Longues-sur-Mer offre una prospettiva unica sulla potenza di fuoco tedesca e sulle difficoltà affrontate dagli Alleati durante gli sbarchi in Normandia

Entra in Arromanches 360°

Oltre al Museo dello Sbarco, Arromanches ospita anche altre esposizioni che approfondiscono la storia degli sbarchi in Normandia. Il Cinema Arromanches 360° ad esempio è un’esperienza immersiva che utilizza un grande schermo circolare per proiettare filmati d’archivio originali dei giorni dello sbarco. Questo cinema offre una visione coinvolgente di ciò che è stato vivere e combattere durante la Seconda Guerra Mondiale.

Arromanches, cosa vedere. Attività che puoi fare all’aperto

Arromanches offre anche numerose attività all’aperto per coloro che desiderano godersi la natura e l’aria fresca. Le scogliere di Arromanches offrono splendide passeggiate panoramiche, con viste mozzafiato sulla baia e sui resti del porto artificiale. È possibile seguire i sentieri escursionistici lungo le scogliere e scoprire angoli nascosti di bellezza naturale. Arromanches è anche un punto di partenza ideale per escursioni in bicicletta lungo la costa, consentendo ai visitatori di esplorare le spiagge circostanti e i paesaggi rurali della Normandia.

Le spiagge del D-Day ad Arromanches, Normandia on the road
E’ difficile rimanere indifferenti dinanzi alle rovine del porto artificiale del D-Day, e ogni granello di sabbia sembra implorare silenzio e rispetto.

Cosa mangiare ad Arromanches?

La gastronomia locale è una parte essenziale dell’esperienza di viaggio ad Arromanches. I ristoranti della città offrono una varietà di piatti tradizionali, che spaziano dai frutti di mare freschi alle specialità locali a base di carne. I piatti tipici includono il famoso “Calvados”, un brandy di mele prodotto nella regione della Normandia, e il “Camembert”, un formaggio morbido dal sapore ricco. I ristoranti di Arromanches offrono anche una vasta selezione di vini locali, che si abbinano perfettamente ai piatti tradizionali. Assaporare la cucina locale è un modo per immergersi completamente nella cultura e nelle tradizioni della regione.

Consigli utili alla visita

Prima di visitare Arromanches, è consigliabile fare qualche ricerca sulla storia della Seconda Guerra Mondiale e sugli sbarchi in Normandia. Questo ti aiuterà a comprendere meglio l’importanza dei luoghi che andrai a visitare e ad apprezzarne la rilevanza storica. È anche consigliabile pianificare la visita durante un periodo meno affollato. In questo modo puoi godere appieno delle attrazioni senza dover affrontare lunghe code o affollamenti. La primavera e l’autunno sono le stagioni ideali per visitare Arromanches. 

Perchè visitare Arromanches

Arromanches è una destinazione che affascina e commuove i visitatori con la sua storia significativa e i suoi panorami mozzafiato. Essere immersi nella storia di Arromanches, esplorare le sue attrazioni, assaporare la sua cucina e godersi la bellezza naturale della regione sono esperienze che rimarranno nel cuore e nella mente di ogni viaggiatore. La città è un testamento dell’eroismo e del coraggio delle truppe alleate durante gli sbarchi in Normandia e merita sicuramente una visita, soprattutto per coloro che desiderano conoscere e onorare la storia di questo periodo cruciale del XX secolo.

All’inizio, quando arriva un cucciolo in casa, e’ come quando arriva un bebè. Non sai dove mettere le mani. Poi cominci a fare mente locale e fai una lista degli indispensabili da tenere sempre dietro, in macchina o nello zaino durante le uscite. Hai la necessità dunque di avere sempre a portata di mano uno zainetto solo per lui. Ecco una lista degli indispensabili per viaggiare con il cane, in Italia e all’estero, organizzando la vacanza sulle necessità del tuo amico a quattro zampe. 

Viaggiare con il cane

Cosa avere nello zaino

    • Museruola. Nei locali e nei luoghi pubblici o nei parchi divertimento potrebbero chiederla. Comprane una di stoffa, meno fastidiosa, e usala all’occorrenza. Ripiegata occupa meno di due centimetri
    • Bustine per i bisognini. Da tenere  attaccate al guinzaglio nell’apposito contenitore. Nelle città più civilizzate si trovano anche in distributori automatici sparsi lungo i marciapiedi, ma è meglio avere una buona scorta nello zaino.
    • Ciotola pieghevole. Si trova anche su amazon. La ciotola pieghevole è essenziale quando si è fuori tutto il giorno ed indispensabile sia per il cibo che per l’acqua. Ne basta una per entrambe le cose.
    • Croccantini.  Porta con voi l’intera confezione da tenere in macchina, prelevando una quantità necessaria al fabbisogno giornaliero del cucciolo per quando sarai fuori l’intera giornata. Puoi altrimenti già suddividere le porzioni in bustine da mettere poi nello zaino.
    • Salviettine umidificate. Potrebbero essere utili per pulire le zampette del cucciolo prima di farlo risalire in macchina. Può capitare che si sporchi di sabbia, di fango o di terra. Per lo meno puoi salvare la tappezzeria dallo sporco.

Viaggiare con il cane,organizzare un week end fuori con il cane,

Cosa tenere in auto

Viaggiare con il cane, Organizzare una vacanza con il cane.

      • Un piccolo plaid . Utile sia per far dormire il cucciolo nella stanza dell’albergo, che per farlo stare tranquillo nei locali come ristoranti etc.
      • Biscottini premio. Durante l’infanzia il cane  è difficile da gestire. Premialo con un biscotto ogni volta che fa qualcosa correttamente, sgridalo qualora non dovesse rispettare i comandi.
      • Traversine. Assolutamente indispensabili nel primo anno di vita del cane, che non sempre riesce a trattenere la pipì tutta la notte. Almeno non alzerà la zampa vicino l’armadio a muro dell’hotel.
      • Spray antizanzare. Soprattutto in primavera, basta spruzzare sul manto del nostro amico un pò di lozione per impedire alle zanzare di torturarlo. Innocuo per gli umani e soprattutto per i bambini, ma è un valido aiuto per prevenire la Leishmaniosi.
      • Pazienza. Dovrai averne tanta. Un cucciolo ha bisogno, proprio come un bambino, di essere abituato da piccolo a reagire agli stimoli esterni rispettandone le regole. Fallo abituare da subito a comportarsi bene nei ristoranti, negli alberghi, nei parchi pubblici, e soprattutto a familiarizzare con i bambini.

Cosa portare al ristorante

Purtroppo non tutti i locali in Italia sono pet-friendly ma in alcune regioni, come l’Umbria,  i locali e gli alberghi ospitano volentieri i cani.  Ovviamente bisogna sempre tener conto che ci sono alcune regole di comportamento a cui il nostro cane deve  sottostare.

      • Chiedi sempre, prima di entrare, se i cani sono ammessi. Anche prenotando telefonicamente, avvisa che hai con te un amico a quattro zampe.
      • Usa la museruola per entrare nel locale. Potrebbero esserci già altri cani all’interno, con i quali si potrebbe creare una piccola zuffa. Inoltre non tutti sono amanti degli animali. Un cane che passando possa leccare o mordicchiare la mano a qualche altro cliente può creare scompiglio.
      • Tienilo sempre ben stretto sotto il tuo tavolo o accanto alla tua sedia. Fai attenzione agli strattoni che potrebbe dare, incuriosito da qualcosa nel locale.
      • Non dargli mai cibo dal tavolo, altrimenti si abituerà a chiederne sempre anche in luoghi pubblici. E non è bello sporcare tovaglie e pavimento altrui.
      • Se il pranzo o la cena si protrae per più di due ore, portalo fuori a fare i bisognini o anche solo per fargli sgranchire le gambe.
      • Porta una traversina con te, in modo da metterla sotto la ciotola  dell’acqua (semmai dovesse aver sete) per non far bagnare il pavimento.

Cosa portare in hotel

Moltissimi hotel accettano animali di piccola taglia. Su booking.com basta filtrare la ricerca per avere subito la lista degli hotel Pet-friendly della zona che vuoi visitare. Come nei ristoranti, anche in albergo il cane deve avere una condotta che va a pari passo con la vivibilità degli altri ospiti.

      • Non farlo salire su letti, potrebbe strappare le trapunte, e sui divani, che potrebbe rovinare con le zampe.
      • Metti una traversina in un angolo, in modo tale che se dovesse avere l’emergenza pipì, non sia costretto ad alzare la zampa sulla gamba della scrivania.
      • Cerca di non farlo abbaiare per nessun motivo. Rispetta chi soggiorna nelle camere a fianco.
      • Tienilo sempre a guinzaglio negli spazi comuni, che siano corridoi, ascensori, bar.
      • Portagli un ossetto da sgranocchiare, evitando così  di fargli rosicchiare le gambe in legno del letto.

Quale mezzo di spostamento utilizzare?

Se hai intenzione di fare un piccolo road trip insieme al tuo cane devi tener presente che in Italia e in Europa il tuo amico peloso deve viaggiare sul sedile posteriore, agganciato con la cinghia di sicurezza appositamente studiata per gli animali domestici. Invece se preferisci che viaggi nel bagagliaio, sia per ragioni di sicurezza sia perchè i sedili posteriori sono occupati da altri passeggeri, puoi optare per l’apposita griglia che separa l’abitacolo dal porta bagagli. 

Ovviamente se è la prima esperienza di viaggio on the road con il tuo cane evita di fare tanti chilometri. Non puoi sapere se il tuo cane può soffrire il mal d’auto o se riesce a tollerare diverse ore di viaggio in macchina. Fermati inoltre ogni due/ tre ore per fargli sgranchire le gambe e per fargli fare i bisogni e, cosa fondamentale, abbeverarlo. 

Preferisci viaggiare in treno? Allora sappi che i cani possono tranquillamente salire sui treni, sia in Italia che nel resto dell’Europa. Prima di prenotare il tuo biglietto informati bene sulle regolamentazioni che disciplinano la presenza di cani a bordo e sull’eventuale costo del biglietto per il cane stesso. 

Viaggiare con il cane con l’auto a noleggio

Se non hai un mezzo di proprietà e vuoi provare a viaggiare con il cane con un auto o un camper a noleggio contatta per tempo la compagnia scelta, chiarendo subito la presenza di un cane o di un gatto. Informati quindi sui prezzi, sulle assicurazioni aggiuntive e soprattutto chiedi subito se il mezzo scelto è omologato per il trasporto di animali domestici. Di solito si paga un piccolo supplemento per la pulizia dell’abitacolo, per eliminare i peli lasciati dal cane. 

 

Stai pensando di viaggiare con il cane in aereo? Ecco cosa devi sapere

Un viaggio in aereo può diventare fortemente stressante per un animale domestico per cui, se puoi evitarlo, il tuo cucciolo te ne sarà grato. Per quanto riguarda il trasporto aereo di animali domestici ogni compagnia ha regole ben precise e tariffe dedicate. Quindi informati bene prima di prenotare il tuo biglietto. Di solito ai cani di piccola taglia è permesso viaggiare in cabina, ma nell’apposito trasportino omologato IATA, collocato sotto il sedile del proprietario. I cani di taglia media e grande invece devono viaggiare in stiva, sempre chiusi nell’apposito trasportino omologato. Se scegli questa opzione ricordati di dare cibo e acqua al cane prima dell’imbarco. Valuta inoltre il livello di stress che può tollerare il tuo cane. Ci sono calmanti studiati apposta per evitare agli animali domestici l’ansia del viaggio. Valuta insieme al tuo veterinario questa opzione.

 

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