Uno dei borghi più caratteristici dell’Umbria da poter visitare con i bambini è senza dubbio Deruta. La città è famosa nel mondo per la produzione di finissime ceramiche ma è anche un borgo in cui passeggiare in modalità lenta alla scoperta delle sue peculiarità. Tra le cose da fare vicino Perugiacon i bambini c’è senza ombra di dubbio una visita al Museo Regionale delle ceramiche di Deruta, il più antico d’Italia, che conserva oltre seimila opere in ceramica di vari periodi storici.
Il Museo regionale della ceramica di Deruta
Entra nei depositi del museo
Il Museo Regionale della ceramica di Deruta è stato fondato nel 1898 e tuttora è ospitato nel complesso conventuale di San Francesco, risalente al 1300. Un delicato restauro ha permesso di installare all’interno di un’ala dell’edificio una torre metallica di quattro piani, tutti comunicanti tra loro. La struttura è riservata ai depositi e da alloggio alle numerose teche che conservano le preziose opere in ceramica. Ogni livello vanta anche spazi attrezzati per attività didattiche e laboratori tematici. Nella prima sala puoi apprendere le varie tecniche di lavorazione e le principali tipologie di argilla usate per creare, decorare, dipingere e cuocere le ceramiche. .
Visita le aree tematiche
Il percorso museale si snoda dal piano terra ai due piani superiori della torre ed è organizzato in periodi storici ben definiti. Parti quindi dalla produzione antica della maiolica fino a raggiungere gli spazi espositivi che raccolgono tutte le opere del periodo moderno. Ogni teca contiene una collezione di oggetti dal valore inestimabile e porta affisso un codice QR da scannerizzare per poter avere accesso alla guida virtuale. Puoi coinvolgere i bambini in questo gioco di codici e permettere loro di usare il telefono come audio guida. Lasciati quindi condurre da loro lungo il percorso, ascoltando insieme le varie spiegazioni sulla fattura e la provenienza delle ceramiche che avete davanti gli occhi. L’utilizzo dei codici QR coinvolge i più piccoli rendendoli delle piccole guide turistiche e questo ti permette di partecipare attivamente alla visita che risulta sicuramente più piacevole e rilassante.
Anche se può sembrare impegnativa la visita al Museo delle ceramiche di Deruta risulta essere invece un’ottima tappa, se ti trovi in vacanza vicino Perugia. Per i bambini è stimolante e molto istruttiva poichè imparano le varie tecniche di lavorazione e i materiali usati per creare queste meravigliose opere d’arte.
Il Museo Regionale della ceramica di Deruta. Esplora la sezione arcaica
Una delle più belle sezioni del Museo Regionale della ceramica di Deruta è sicuramente quella archeologica. Incuriosisce molto anche i bambini per via dei disegni grossolani e le forme imprecise degli oggetti esposti. Qui è conservata una meravigliosa collezione di vasellame antico, soprattutto ellenico, etrusco e romano. Questo percorso comprende anche la visita all’area archeologica delle Fornaci di San Salvatore, dove sono state recuperate ceramiche risalenti anche al 1200. Per accedere all’area archeologia devi passare in un tunnel sotterraneo che collega quest’ultima al museo. Un occasione in più di scoperta per i bambini.
La sezione arcaica dei depositi del Museo delle ceramiche di Deruta vanta preziose collezioni, per lo più ritrovate durante scavi effettuati nei territori umbri.
Passeggia tra pavimenti antichi e pegni d’amore
Una delle sale tematiche dei depositi è adibita alla conservazione di antiche piastrelle per pavimentazioni. Qui puoi trovare anche il bellissimo pavimento che un tempo faceva mostra di sè nell’adiacente chiesa di San Francesco di Deruta. Le mattonelle si incastrano perfettamente tra loro come tanti pezzettini del tetris, sfoggiando motivi arabeschi e diverse figure pittoriche. Nella sala dedicata al periodo rinascimentale invece puoi estasiarti davanti a finissimi piatti da pompa, deliziosi pegni d’amore che gli uomini solevano regalare alle promesse spose. Su ogni piatto infatti puoi notare l’incisione del nome della donna a cui andava in dono, seguita da ” la bella”, proprio ad esaltare la beltà della propria amata. Altri pegni d’amore che puoi notare in questa sala sono le fuseruole, piccole perle che venivano applicate sul fuso per filare la lana.
Numerosi sono i piatti da pompa esposti nella sezione rinascimentale del museo. Erano preziosi piatti da mettere in mostra nelle occasioni di gala.
Vai a caccia di oggetti insoliti con i bambini
Durante la visita nei depositi ti capiterà di vedere nelle teche di vetro oggetti molto particolari e fantasiosi. I bambini ad esempio hanno scovato delle borracce dalle forme accattivanti, come quelle a forma di libro, e alcuni scaldamano in ceramica riservati un tempo alle nobildonne freddolose. Il più simpatico?? Quello a forma di scarpa!
Non mancano inoltre collezioni artistiche di grandi marchi italiani, come Buitoni e Perugina. Qui infatti sono conservati numerosi “packacing” del passato, rigorosamente creati e decorati secondo l’antica arte ceramista derutese.
Perchè visitare il Museo Regionale della ceramica di Deruta con i bambini
L’Umbria vanta un patrimonio artistico e culturale degno di nota, che inizia a svilupparsi in questi territori a partire dal periodo etrusco. Questo grazie alla reperibilità degli ingredienti indispensabili alla creazione e alla trasformazione della ceramica, come i terreni argillosi e il legno per le fornaci. Nei secoli la tradizione ceramista derutese non ha perso piede ma anzi ne è uscita sempre più rafforzata grazie alla costanza dei maiolicari di tramandarne la passione e la tecnica alle generazioni future. Questa nobile arte è passata di famiglia in famiglia sviluppando tecniche sempre più raffinate e decorazioni riconoscibili nella forma, nei disegni e nel colore portando il piccolo borgo di Deruta a diventare uno dei principali centri di produzione della ceramica, in Umbria e in Italia.
La visita al museo regionale di Deruta è un viaggio nel passato, uno sguardo nel presente e una proiezione nel futuro. Visitare il Museo Regionale della ceramica di Deruta aiuta i bambini a sviluppare il senso del “bello”, affinando la loro cultura e sviluppando un buon senso creativo e critico. Tutto questo divertendosi!
Informazioni e costi
Trovi il Museo Regionale della ceramica a Deruta in Piazza dei Consoli 12. E’ chiuso solo il martedì e il mercoledì, aperto durante gli altri giorni compresi i festivi dalle ore 10:00 alle ore 13:00, e dalle 15:00 alle 18:00 nel pomeriggio. Il biglietto intero costa 7,00 € mentre i bambini fino a 5 anni entrano gratis. A partire dai 6 anni e fino ai 14 il biglietto ha un costo irrisorio di 2,00 €. Per in formazioni e prenotazioni puoi contattare il numero +39 075 9711000 o mandare una mail a deruta@sistemamuseo.it
Per molti viaggiatori fare una pausa durante un lungo viaggio in autostrada è un momento atteso con ansia. E’ un’ottima opportunità per rilassarsi, ricaricare le energie e gustare un pasto delizioso tra un chilometro e l’altro. I ristoranti che trovi all’uscita dei caselli autostradali svolgono un ruolo importante in questo contesto. Offrono infatti una vasta gamma di opzioni gastronomiche che soddisfano i gusti di ogni viaggiatore, evitandogli di consumare pasti veloci e poco autentici nelle stazioni di sosta delle autostrade. Ecco perché sempre più di frequente, questi ristoranti diventano una sosta imperdibile lungo il percorso. Se stai guidando lungo l’autostrada e stai cercando ristoranti su A24 in cui fare una sosta sei nel posto giusto. Oggi ti porto a La casereccia da Noemi, in un piccolo viaggio tra i sapori abruzzesi.
Ristoranti su A24
La Casereccia da Noemi
Se stai cercando un ristorante in cui fare una tappa gastronomica mentre sei in viaggio sull’autostrada A24, all’uscita ovest per L’aquila trovi l’osteria La casereccia da Noemi. E’ un piccolo tesoro gastronomico che incanta i palati dei viaggiatori con autentici sapori caserecci. Questo ristorante incarna l’essenza della cucina tradizionale abruzzese, offrendo un’esperienza culinaria memorabile che celebra la ricca tradizione gastronomica della regione.
La Casereccia da Noemi è rinomata per la sua cucina autentica e genuina, che si basa su ricette tramandate di generazione in generazione. Qui, ogni piatto è preparato con cura e passione, utilizzando ingredienti freschi e locali che catturano l’essenza del territorio abruzzese. Dai primi piatti della tradizione come pasta e fagioli o lasagna, ai secondi a base di carne come l’agnello o il maiale, ogni portata racconta una storia di tradizione e sapore.
L’arredamento del La casereccia da Noemi è. molto folkloristico, ma rispecchia perfettamente l’autenticità della regione.
Ristoranti su A24. Assaggia i piatti tipici abruzzesi
Entrare nella Casereccia da Noemi significa essere accolti con calore e cordialità, come se si fosse ospiti a casa di amici di lunga data. L’atmosfera del ristorante è accogliente e familiare, con un’attenzione particolare ai dettagli che evocano il calore e l’ospitalità delle cucine di casa. I tavoli apparecchiati in maniera informale, le pareti decorate con immagini della regione e il profumo invitante che pervade l’ambiente, creano un’esperienza unica e coinvolgente per gli ospiti.
La Casereccia da Noemi pone la massima attenzione alla qualità e all’eccellenza dei suoi piatti portando avanti la tradizione culinaria abruzzese con maestria e creatività, offrendo piatti che deliziano i sensi e soddisfano i desideri dei palati più esigenti. Ogni ingrediente è selezionato con cura, garantendo freschezza e genuinità in ogni boccone. Il menù di Noemi cambia ogni giorno, in base alla reperibilità degli ingredienti e alla loro stagionalità. Il rapporto qualità prezzo poi è davvero eccezionale!
Antipasto misto composto da trippa, coratella, cotica e fagioli.
Qui trovi gli arrosticini, uno dei piatti più iconici dell’Abruzzo, spiedini di carne di pecora tagliata a pezzettini e infilzata su piccole stecche di legno. Questi deliziosi spiedini vengono poi grigliati e conditi con olio extravergine d’oliva, sale e pepe, regalando un sapore unico e irresistibile. Le chitarrone sono un altro piatto tipico abruzzese che conquista i palati di chiunque li assaggi. Questa pasta fresca è fatta in casa e ottenuta facendo passare la sfoglia di pasta attraverso un attrezzo chiamato “chitarra”, che dona loro la caratteristica forma quadrata. Alla Casereccia da Noemi le trovi condite con un ragù di carne o all’amatriciana.
Chitarrone all’Amatriciana, 9,00 € a porzione
Fai un autentico viaggio lampo nel cuore dell’Abruzzo
La cucina abruzzese è una festa per i sensi, con piatti che riflettono l’amore e la passione per le tradizioni culinarie della regione. Dai sapori robusti degli arrosticini alla delicatezza dei maccheroni alla chitarra, ogni piatto racconta una storia di terra, lavoro e autenticità. Se hai l’opportunità fermarti per una sosta gastronomica in Abruzzo, non perderti l’occasione di assaporare questi piatti tipici che ti regaleranno un viaggio indimenticabile tra i sapori della tradizione abruzzese. Mangiare alla Casereccia da Noemi, uno dei migliori ristoranti su A24 uscita per L’Aquila, è molto più di un semplice pasto. E’ un viaggio nel cuore della regione, attraverso i suoi sapori, le sue tradizioni e la sua storia culinaria.
Il caffè è preparato con la moka e viene servito a tavola con un grazioso vassoio
Questa osteria tipica rappresenta un gioiello culinario nell’affascinante panorama gastronomico de L’Aquila. Con la sua cucina autentica, l’atmosfera accogliente e l’impegno per la qualità e l’eccellenza, questo ristorante incarna lo spirito dell’Abruzzo e celebra la sua ricca tradizione culinaria. Se desideri assaporare l’autentico gusto dell’Abruzzo, La Casereccia da Noemi è una tappa imprescindibile del tuo viaggio attraverso la regione.
Orvieto è una splendida città dell’Umbria, situata in cima a una rupe di tufo. Vanta un patrimonio artistico unico nel suo genere, con un centro storico che è un vero e proprio museo a cielo aperto, che racchiude storia, architettura e artigianato. Passeggia tra i caratteristici vicoli e assaporane ogni sfumatura, fermati nelle botteghe artigiane di ceramiche e terracotta, nei laboratori artistici del legno e del cuoio, respira il profumo degli elementi primordiali. In questo articolo trovi qualche consiglio utile per visitare Orvieto e su cosa vedere in 1 giorno nel suo centro storico.
Orvieto, cosa vedere in 1 giorno
Le zone centrali di Orvieto sono completamente pedonalizzate, perfette quindi se viaggi con i bambini. Girovagare per le strette strade medievali del centro storico è un’esperienza affascinante. Scoprirai palazzi antichi, cortili nascosti, chiese pittoresche e angoli suggestivi che raccontano la storia millenaria di Orvieto. Inizia la tua giornata visitando il maestoso Duomo di Orvieto. Questa cattedrale gotica è famosa per la sua facciata decorata con mosaici, sculture e intarsi di marmo.
Entra nel Duomo di Orvieto
Inizia la tua giornata visitando il maestoso Duomo di Orvieto. Questa cattedrale gotica è famosa per la sua facciata decorata con mosaici, sculture e intarsi di marmo. Assicurati di visitare anche l’interno, dove troverai capolavori artistici come il San Brizio Chapel, affrescato da Luca Signorelli. Il Duomo di Orvieto è una delle principali attrazioni della città e uno dei capolavori dell’architettura gotica italiana.
La sua costruzione inizia nel 1290 e continua per diversi secoli. E’ stato edificato per ospitare la reliquia del Corporale del miracolo di Bolsena, un evento miracoloso avvenuto nella città nel 1263. Questa reliquia è conservata in una teca di cristallo all’interno della Cappella del Corporale, nel transetto destro della chiesa. Il Duomo presenta una maestosa facciata in stile gotico, arricchita da sculture, mosaici e intarsi marmorei. È divisa in tre parti orizzontali e tre verticali, con sculture che raffigurano scene bibliche e motivi ornamentali intricati. Le sue dimensioni imponenti e la ricchezza dei dettagli lo rendono uno dei più belli d’Italia.
L’interno del Duomo è altrettanto impressionante. Le pareti sono decorate con affreschi e opere d’arte di artisti rinomati, tra cui Fra Angelico. La Cappella di San Brizio, affrescata da Luca Signorelli, è particolarmente celebre per la sua rappresentazione del Giudizio Universale.
L’edificio ospita numerosi tesori artistici, tra cui dipinti, sculture, reliquie e manufatti sacri. La sacrestia inoltre è adornata da un pregevole armadio rinascimentale intarsiato, noto come Armadio dei Monaci.
Il Duomo di Orvieto è non solo un luogo di culto, ma anche una testimonianza straordinaria della ricchezza artistica e spirituale dell’Umbria medievale. La sua visita è un’esperienza indimenticabile per chiunque ami l’arte, la storia e l’architettura.
Visita il Museo dell’Opera del Duomo e gli altri musei della città
Se hai tempo e interesse, visita alcuni dei musei di Orvieto, come il Museo dell’Opera del Duomo, che ospita una collezione di arte sacra e oggetti liturgici, o la Galleria Nazionale dell’Umbria, che presenta opere d’arte di artisti locali e internazionali.
Situato accanto al Duomo, il Museo dell’Opera ospita una ricca collezione di opere d’arte e manufatti sacri provenienti dalla cattedrale e da altre chiese della città. Tra le opere esposte vi sono dipinti, sculture, arazzi e paramenti liturgici di grande valore storico e artistico.
Nel Museo Archeologico Nazionale di Orvieto invece puoi farti un’idea sulla storia antica della regione, con particolare enfasi sull’epoca etrusca e romana. Le collezioni includono reperti archeologici, ceramiche, oggetti in bronzo e altre testimonianze dell’antica civiltà etrusca che ha prosperato nella zona.
Il Museo Faina, situato nel Palazzo Faina, è un’altro museo di Orvieto che vale la pena visitare. Conserva una vasta collezione di arte e manufatti, inclusi dipinti, sculture, arredi e oggetti d’arte applicata, che spazia dal Rinascimento al XIX secolo e offre una visione della storia dell’arte nella regione.
Interessante anche il Museo del Coccio, situato nell’ex convento di San Giovanni, vicino al Duomo. Esso ospita una vasta collezione di ceramiche etrusche, medievali e rinascimentali, provenienti principalmente dalle tombe etrusche della zona di Orvieto.
Raggiungi la Torre del Moro
La Torre del Moro è una delle attrazioni più emblematiche di Orvieto. Risale al XII secolo ed è stata parte integrante del sistema difensivo della città, rientrando nella sequenza di torri che punteggiavano il profilo della città medievale. Serviva sia a scopi di difesa che come punto di osservazione.
La Torre del Moro ha una struttura imponente e slanciata, con una base massiccia che si affina man mano che si innalza. La sua forma cilindrica e la robusta costruzione in pietra la rendono un elemento distintivo del panorama urbano di Orvieto. Si erge infatti per circa 47 metri sopra il livello del suolo e offre una vista panoramica spettacolare sulla città e sulla campagna circostante. È possibile salire fino alla cima della torre tramite una scalinata interna che conduce al campanile, il quale ospita una campana che suona regolarmente per segnare le ore e i momenti significativi della giornata.
Una volta in cima alla Torre del Moro, puoi godere di una vista mozzafiato su Orvieto e sui dintorni. È possibile ammirare il Duomo, i tetti delle case medievali, i vigneti e i paesaggi collinari che circondano la città.
La Torre del Moro è un simbolo iconico di Orvieto e una tappa imperdibile per chi visita questa affascinante città umbra. La sua storia, la sua architettura e la sua posizione la rendono una testimonianza straordinaria del patrimonio storico e culturale della regione.
Visita il Pozzo di San Patrizio
Prosegui la tua visita ammirando il Pozzo di San Patrizio, un’imponente opera di ingegneria idraulica risalente al XVI secolo. Puoi scendere i suoi 248 gradini a spirale per raggiungere il fondo e ammirare la sua struttura a doppia elica.
Questo pozzo è stato commissionato da papa Clemente VII durante il XVI secolo, quando Orvieto era minacciata da un potenziale assedio. Fu progettato infatti per garantire un accesso costante all’acqua potabile, essenziale per resistere a un lungo isolamento. Il pozzo, progettato dall’architetto Antonio da Sangallo il Giovane, ha una struttura a doppia elica che consente a chi scende di non incontrare mai chi sta salendo, rendendo la discesa e la salita più agevoli e sicure.
Ha una profondità di circa 53 metri e una larghezza di 13 metri. Durante i periodi di assedio o carestia, il pozzo garantiva un’adeguata riserva d’acqua potabile per la popolazione di Orvieto. Era un elemento essenziale per la sopravvivenza della città in tempi difficili.
Oggi, il Pozzo di San Patrizio è aperto ai visitatori che desiderano esplorare la sua struttura e scendere le scale elicoidali fino al fondo. È una delle attrazioni più popolari di Orvieto e offre un’esperienza unica ai visitatori.
Ma perche il pozzo è intitolato a San Patrizio? Il nome deriva da una leggenda secondo Patrizio, il santo patrono d’Irlanda, fu imprigionato a Orvieto e lavorò per far costruire il pozzo.
La visita al Pozzo di San Patrizio è un’opportunità unica per esplorare un capolavoro architettonico e ingegneristico del Rinascimento italiano e per immergersi nella storia e nelle leggende della città di Orvieto.
Scendi nell’Orvieto Sotterranea
Orvieto sotterranea è una delle attrazioni più affascinanti della città. Consiste in una serie di grotte, cisterne e passaggi segreti scavati nella roccia tufacea su cui sorge la città.
Orvieto infatti è attraversata da una rete intricata di gallerie e passaggi sotterranei che si estendono per chilometri sotto la città. Questi passaggi furono inizialmente scavati dagli abitanti di Orvieto per scopi difensivi e come vie di fuga durante gli assedi. Le cisterne sotterranee di Orvieto erano utilizzate per la raccolta e lo stoccaggio dell’acqua piovana, che veniva poi utilizzata durante i periodi di siccità o assedio. Alcune di queste cisterne sono ancora visibili e visitabili oggi.
La roccia tufacea su cui sorge Orvieto poi è stata scavata per secoli per estrarre il tufo, una pietra calcarea utilizzata per la costruzione. Le cave di tufo sotterranee offrono un’interessante prospettiva sulla storia dell’edilizia e sull’ingegneria mineraria nella regione. È possibile esplorare Orvieto sotterranea attraverso visite guidate organizzate da operatori turistici locali. Durante queste visite, i visitatori possono scoprire la storia e l’architettura dei sotterranei e apprendere interessanti aneddoti sulla vita quotidiana degli abitanti di Orvieto nel corso dei secoli.
A volte inoltre vengono organizzati eventi speciali e spettacoli teatrali nelle grotte e nei sotterranei di Orvieto. Queste rappresentazioni offrono un modo unico per immergersi nella storia e nella cultura della città.
Orvieto sotterranea è un’esperienza unica che ti consente di scoprire un lato nascosto e affascinante della città. Se visiti Orvieto, non perdere l’opportunità di esplorare questi antichi passaggi sotterranei e di immergerti nella sua storia millenaria.
Cosa mangiare a Orvieto?
Tra i piatti tipici di Orvieto meritano un assaggio la gallina ‘mbriaca, così chiamata perché viene cotta nel vino, e la minestra di ceci e castagne. Altro piatto tipico sono gli stringozzi al tartufo nero di Norcia, e la carne, che da queste parti è sublime. Ovviamente non può mancare il vino, perché i vini orvietani sono tra i migliori del’Umbria e d’Italia.
Concludi il pasto con alcuni dolci tradizionali umbri come la torta al testo, una focaccia tipica della regione, o i dolci ricchi di mandorle e noci come i biscotti cantucci o il torrone di cioccolato. Oltre a questi piatti e prodotti tipici, non dimenticare di esplorare i mercati locali e le botteghe alimentari di Orvieto, dove potrai trovare una varietà di prodotti locali, formaggi, salumi e specialità gastronomiche umbre da gustare e portare a casa come souvenir. Buon appetito!
Se guardando l’iconico film “Il favoloso mondo di Amélie” ti è venuta voglia di andare a visitare la Ville Lumiere, continua la lettura. Ti porto a fare una passeggiata nei luoghi di Parigi in cui sono state girate le scene più romantiche del film. E’ proprio a Parigi infatti, città superba e malinconica, a fare da sfondo a questo strepitoso film, uno dei più sognanti degli ultimi decenni.
Il favoloso mondo di Amelie, tour nei luoghi iconici del film
Il favoloso mondo di Amelie è un film del 2001 diretto da Jean-Pierre Jeunet e interpretato da Audrey Tautou nel ruolo principale di Amélie Poulain. La pellicola ha guadagnato una vasta popolarità e ha raccolto elogi da parte della critica e del pubblico per vari motivi. Il film è noto per il suo stile visivo unico e la regia creativa di Jean-Pierre Jeunet. Le immagini vivide e i dettagli sorprendenti creano un mondo magico e surreale che cattura l’immaginazione dello spettatore.
“Il favoloso mondo di Amélie” racconta la storia di Amélie, una giovane donna dal cuore gentile che decide di fare del bene agli altri intorno a lei. I personaggi eccentrici e colorati che popolano il mondo di Amélie aggiungono profondità e umorismo alla trama.
Il film affronta inoltre temi come l’amore, l’amicizia, la gentilezza e la ricerca della felicità. La storia di Amélie ispira spettatori di tutte le età a vedere il mondo con occhi nuovi e a trovare la bellezza e la gioia nelle piccole cose della vita quotidiana.
Proprio per la sua autentica semplicità il film ha ottenuto un grande successo a livello internazionale e ha contribuito a far conoscere il cinema francese a un pubblico più ampio. Il film ha vinto numerosi premi e è diventato un classico del cinema contemporaneo.
Viaggio nella Parigi di Amelie Poulain
Jean Pierre Jeunet firma una meravigliosa favola moderna, con un Audrey Tatou strepitosa e ambientata in una Parigi stravagante e zuccherosa. La struttura narrativa del film incanta lo spettatore già dai primi minuti. Lo stile malinconico e solitario del regista si riversa in un incantevole storia intrisa di solitudine e di desideri da realizzare, caratterizzata da una scenografia grondante di colori caldi e soffici che proiettano lo spettatore in un mondo impalpabile e visionario, da cui è difficile rimanere distanti.
Il tutto condito da una colonna sonora delicata e a tratti struggente, dove prevalgono suoni di pianoforte e fisarmonica, enfatizzati da strumenti dai suoni dolci come il carillon e il mandolino. Melodie che rispecchiano esattamente l’animo altalenante della protagonista, sognante ed eccentrico. La pellicola si avvale poi, come già detto, di una delle ambientazioni più famose del mondo: Parigi.
Parigi con le sue strade fiorite, con i suoi monumenti maestosi. Parigi delle emozioni palpabili, dei baci rubati, delle crepes au sucre divorate sulle rive della Senna. Un film voluto e creato appositamente su Parigi stessa, fatto di persone, arte, amore e dolcezza. Un film che ti fa venire immediatamente una folle voglia di viaggiare, di catapultarti nella Francia della creme Brûleè, tra caffè dalle pareti rosse e negozi di frutta profumata, tra caroselli antichi e panchine di legno. Questo film racchiude tutta la dolcezza e l’eccentricità che solo la città di Parigi riesce a trasmettere. Profumi che ti porti dentro, che ti fanno sentire, in ogni parte del mondi in cui ti trovi, una piccola Amelie.
Rompi la crosta della creme brûlèè a Montmartre
Amelie Poulain ci accompagna in una Parigi tinta di colori pastello, bizzarra ed eccentrica, romantica ed armonica. Tutto parte proprio da Montmartre, il cuore pulsante della città, covo di artisti e di caffè letterari. Tra negozi di fiori e piccole boulangerie profumate si trova il bar in cui lavora la nostra protagonista: Il Cafè des deux Moulines. Divenuto famoso proprio grazie al film, il locale prende il nome dai due mulini storici che si trovano nel quartiere di Montmartre.
Un vero e proprio luogo di culto per i fan della pellicola con Adrey Tatou, e al suo interno si trova, oltre ad una tematizzazione perfetta, il grazioso nano da giardino del padre di Amelie. Un delizioso bistrot avvolto nel rosso in cui prendere una cioccolata calda accompagnata da una di quelle creme brûlèè con la crosta croccante, da rompere con il dorso del cucchiaino.
Fermata della metro_Abesses
Aiuta le persone ad essere felici
Poco lontano dal Cafè des deux Moulines si trova la fermata della metro Lamark-Caulaincort, con il particolare ingresso incastonato tra due scalinate. E qui che Amelie lascia l’anziano cieco che ha aiutato ad attraversare la strada, descrivendogli le deliziose bancarelle con i polli arrosto, e “meloni di Peppone” e i famosi lecca-lecca della pasticceria di Pierrot Gourmand.
Fermata della metro_ Lamarke-Coulaincourt
Tuffa la mano in una sacca di legumi
Al numero 56 di Rue des Trois Frères invece, si trova il negozio di frutta e verdura del burbero signor Collignon, dove Amelie ama tuffare la mano nella sacca dei legumi. Au marche de La Butte è un vero e proprio negozio di alimentari, ormai luogo di pellegrinaggio di molti turisti che arrivano sul posto per scattare le foto di rito.
Partendo invece dalla romantica giostra di cavalli di Place Saint Pierre e salendo le scale in direzione della Basilica, si può percorrere la strada che fa Nino per ritrovare il suo album di foto-tessere, seguendo le frecce blu sul pavimento e le telefonate anonime di Amelie. Una volta arrivato sulla cima della collina di Montmartre, ai piedi del Sacro Cuore, prova ad inserire una monetina nel canocchiale posto sul belvedere. Scendi con lo sguardo sulle strade di Montmartre, tra i suoi angoli fioriti, sulle facciate dalle tinte pastello. Fermati sugli scorci più suggestivi della capitale francese, ammirandone i particolari dall’alto, come piccole rondini in volo.
Fermata della metro_Anverse
Il favoloso mondo di Amelie, tour nei luoghi iconici del film . Dalla Tour Eiffel a Rue Mouffetard
Punta ora alla stazione della metro La Motte-Picquet-Grenelle, sulla linea 8, che si trova proprio nei pressi della Tour Eiffel. Qui Nino cerca di attirare l’attenzione di Amelie rubandole un appuntamento in una maniera davvero speciale. Piccoli poster con la scritta “Dove e quando?” coprono i muri della stazione del metrò, in attesa di un cenno. Spostandovi inoltre verso il centro città, non puoi evitare di fermarti a Notre-Dame, una delle chiese gotiche più belle del mondo, purtroppo recentemente distrutta da un incendio mostruoso. Per Amelie questo luogo è un punto dolente, perché qui perse la vita sua madre, vittima di un terribile incidente.
Andando più a sud poi, ci si trova in uno dei luoghi cult di tutto il film. Siamo in Rue Mouffetard, la suggestiva strada dove vengono girate diverse scene della pellicola. E’ infatti la via in cui abita il Signor Bretodeau, e dove Amelie fa ritrovare all’uomo la scatola dei suoi giochi di bambino. Una strada pittoresca, fatta di mercatini vintage, di negozietti di vinili, di vecchie librerie e altrettanto vecchie insegne di legno. Il bar in cui la ragazza si nasconde per vedere la scena del ritrovamento della scatola all’interno di una cabina telefonica esiste davvero, e si chiama Le Verre à Pied.
Fermata della metro_Monge
Il favoloso mondo di Amelie, tour nei luoghi iconici del film. Fai rimbalzare i sassi sul canale St.Martin
Tappa fondamentale per completare questo tour cinematografico è senza ombra di dubbio il Canal di St. Martin, a est di Parigi. Proprio su queste sponde viene girata una delle scene più belle e introspettive di tutta la pellicola. Qui, sul ponte metallico, prova anche tu a far rimbalzare i sassi sulla superficie dell’acqua. Una piccola oasi dove fermarsi a riflettere, quel tanto che basta per vedere le dighe in azione al passaggio dei battelli.
Stazione della metro_Jaures o Gare de l’Est
Il favoloso mondo di Amelie. Cogli quei particolari che nessuno noterà mai
Guardando Il meraviglioso mondo di Amelie non si può fare a meno di avere una voglia incredibile di andare o di tornare a Parigi. Amelie, con i suoi grandi occhi neri, il sorriso seducente e il caschetto scomposto, ci trascina letteralmente tra le strade della città, tra le viuzze di Montmartre, nei suoi caffè, tra i suoi monumenti grandiosi. Nel film persino le banali stazioni della metro sembrano prendere vita, riempirsi di un fascino surreale, quasi fiabesco.
Scene di vita fatte di strane manie, di piccole gioie, di incontri preziosi. Un film “confettoso”, una storia che si posa leggera sul cuore. Dedicato a chi sa gioire dei piccoli piaceri della vita, a chi ancora crede che qualcosa di bello c’è ancora e sa trovarlo tuffando la mano in un sacco di legumi, in un sassolino che rimbalza sull’acqua, in un cucchiaio che rompe la crosta di una creme brûleè.
Cosa vedere in Umbria? Natura, cultura e storia millenaria fanno dell’Umbria una delle regioni più suggestive d’Italia. I suoi territori sembrano fatti apposta per essere esplorati on the roadviste le famose strade paesaggistiche e le numerose tappe da poter fare lungo il tragitto. Non solo borghi medievali di rara bellezza ma anche colline verdeggianti, campi colorati dal grano e dai girasoli e tradizioni preziose fanno di questa regione una vera chicca da girare in auto.
Cosa vedere in Umbria
Sono moltissime le cose da vedere e da fare in Umbria ed il modo migliore di esplorarla è indubbiamente pianificando un itinerario ad hoc da percorrere in auto. Spostandoti con la macchina avrai modo di creare un viaggio su misura per te, avventuroso e dinamico, riuscendo forse a vedere l’intera regione in una sola volta. Sei pronto a vivere questo road trip?
Spoleto, la città d’arte
Una delle più seducenti città d’arte dell’Umbria è senza dubbio Spoleto. Si sviluppa sul colle Sant’Eliae il suo centro storico mantiene intatte le origini medievali e paleocristiane. Ne sono testimonianza l’Arco di Druso e Germanico, il Teatro Romano e la basilica di San Salvatore. Il Duomo di Spoleto rimane uno dei monumenti più importanti della città e deve la sua straordinaria bellezza alle forme romaniche ingentilite nel corso degli anni da un tocco di stile rinascimentale. La sua facciata è adornata da un grande mosaico di ispirazione bizantina e conserva al suo interno grandi opere d’arte, come il busto in bronzo di Urbano VIII del Bernini.
Spoleto è una città eclettica, sempre all’avanguardia. Nonostante i numerosi festival che vengono organizzati tra le sue mure riesce a mantenere una compostezza unica, mai caotica.
Di grande interesse storico e paesaggistico è il Ponte delle Torri, costruito nel 1300 con funzioni di acquedotto. Dai suoi ottanta metri di altezza collega la città alla Rocca Albornoziana. Ad oggi Spoleto ospita eventi nazionali ed internazionali di grande qualità, come Il festival dei due mondi.
Norcia, terra di San Benedetto
Nonostante il devastante terremoto del 2016 Norcia continua fieramente ad essere uno dei borghi più suggestivi e accattivanti dell’Umbria. Terra natale di San Benedetto e patria del tartufo questa elegante cittadina vanta un centro storico affascinante nel quale si concentrano i monumenti più importanti. Piazza San Benedetto è il cuore pulsante del borgo e qui si trova la Castellina, una residenza fortificata del 1500 appartenente al prefetto pontificio, oggi sede del Museo Diocesano.
Nonostante il devastante terremoto del 2016 Norcia ospita ogni anno numerosi turisti attratti non solo dai monumenti storici che si spera vengano recuperati al più presto, ma soprattutto per i prodotti tipici locali, come i salumi e il tartufo.
Da Norcia è possibile raggiungere in pochi minuti Castelluccio, la patria delle lenticchie, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il fiume Corno, dove praticaresport acquatici come il rafting!
Le Cascate delle Marmore in Valnerina
Le Cascate delle Marmore sono letteralmente immerse nella natura meravigliosa dell’Umbria. Sono le cascate più suggestive e famose d’Italia e si trovano nella Valnerina, a poca distanza da Terni e Spoleto. Classificate tra le più alte d’Europa le Cascate delle Marmore si dividono in tre salti spettacolari che con tutta la loro potenza si lanciano dal fiume Velino per tuffarsi nel Nera. Il nome Marmore deriva dai sali di carbonato di calcio che si sedimentano all’interno delle rocce circostanti. Marmore però è anche il nome del paese in cui si trovano le cascate, un bellissimo borgo medievale della Valnerina.
Le Cascate delle Marmore sono una delle tappe da fare assolutamente durante un road trip in Umbria. Oltre ai percorsi immersi nella natura della Valnerina è possibile praticare numerose attività outdoor con tutta la famiglia.
Numerose sono le attività da poter fare all’interno del parco delle cascate delle Marmore, come il rafting e il canyoning. Con i bambini invece è possibile visitare le grotte naturali che si aprono nella rupe della Cascata delle Marmore attraverso l’area escursionistica del parco. Un esperienza da non perdere per conoscere i segreti del mondo sotterraneo delle cascate.
Le Mole di Narni e il Porto Romano di Stifone
Nel cuore della Valnerina e a pochi chilometri da Narni esiste un luogo paradisiaco ma molto pericoloso. Le Mole di Narni sono infatti le piscine naturali più belle d’Italia, uno specchio d’acqua dal color cobalto di straordinaria bellezza. Non sono però balneabili perchè soggette all’apertura della diga di una vicina centrale idroelettrica. Un tuffo nel fume Nera è invece ( quasi) consentito presso l’Antico Porto Romano di Stifone, tra i resti del cantiere navale da poco riqualificato e tornato al vecchio splendore. L’acqua gelida e le sue spettacolari gradazioni di colore sono irresistibili. L’area è recintata ma non controllata e i local assicurano che non c’è pericolo a fare un tuffo in questa zona poichè l’apertura della diga è segnalata da una sirena e soprattutto molto rara.
Il Porto Romano di Stifone è stato da poco ripulito e riportato all’antico splendore. Anche se recintato è possibile scendere fino alle rovine per fare un bagno rigenerante, ma il posto non è in sicurezza e non è controllato.
Assisi, la città di San Francesco
Borgo umbro di straordinaria bellezza Assisi incanta il visitatore con la sua gioiosa tranquillità. Arroccato su una collina che domina la vallata sottostante è uno dei posti imperdibili della regione e la sua fama è legata al santo protettore degli animali: San Francesco. A testimoniarne il passaggio restano numerose chiese che attirano ogni anno milioni di visitatori.
La basilica di San Francesco è una meta molto ambita non solo dai pellegrini ma anche dai turisti affascinati dall’architettura e della storia che rappresenta. Ma al di là della religiosità del paese Assisi vanta monumenti di straordinaria bellezza e di grande interesse storico e culturale, come il Tempio della Minerva e la Rocca Maggiore.
Cosa vedere in Umbria. Montefalco, terra di vini DOC
Il borgo medievale di Montefalcodomina la vallata del Clitunno regalando panorami pazzeschi. Viene infatti chiamata anche “ringhiera dell’Umbria” proprio per la spettacolari viste che si hanno dalle sue balconate. La cittadina è immersa in profumati uliveti e in vigneti che producono vini d’eccellenza come il famoso Sagrantino di Montefalco, una DOCG prodotta con sole uve sagrantino del territorio.
Il borgo racchiude tra le sue mura duecentesche preziosi tesori artistici e storici come la Chiesa Museo di San Francesco. Al suo interno si trova uno dei più celebri cicli pittorici italiani raffigurante la vita di San Francesco in dodici scene, dipinte da Benozzo Gozzoli nel 1452. Montefalco è un borgo da esplorare con ritmi lenti e interessati perdendosi tra le botteghe tipiche e le caratteristiche enoteche.
Cosa vedere in Umbria. Foligno, il centro del mondo
Foligno si trova esattamente a metà strada tra Spoleto e Assisi e, a differenza degli altro borghi umbri collocati in zone collinari, si trova in pianura ed è piacevole da girare a piedi o in bici. Viene considerata il “centro del mondo” da epoca medievale perchè si trova esattamente al centro della penisola italiana, a lungo reputata il centro d’Europa e quindi del mondo. Il centro storico di Foligno è un gioiello medievale e qui si concentrano tutti i monumenti più importanti come il Duomo di San Feliciano e la chiesa di San Giacomo in Piazza del Grano, edificata nel 1200 in stile gotico e riconoscibile per le bande rosse e bianche che si alternano sulla facciata.
La storia illustre del borgo è testimoniata da Palazzo Trinci, un’edificio dalla meravigliosa architettura medievale e rinascimentale. Si trova in Piazza della Repubblica ed è sede della Pinacoteca di Foligno e del Museo Archeologico.
Perugia, la patria del cioccolato
Il borgo medievale fortificato di Perugia è un vero gioiello dell’Umbria. Custodisce tra le sue mura preziosi tesori che sono testimonianza del suo passato ricco di storia. E’ una cittadina da esplorare in modalità lenta alla scoperta dei suoi monumenti più prestigiosi, come il Pozzo Etrusco e la Galleria Nazionale. Al di la della sua apparente tranquillità Perugia è una città viva e sempre in movimento, soprattutto per via delle suoi poli universitari che garantiscono una notevole affluenza di giovani provenienti da ogni angolo del mondo.
Perugia è anche la patria natale dei famosi Baci Perugina, i famosi cioccolatini con la dedica all’interno. E’ possibile visitare la fabbrica della Perugina per scoprire ogni curiosità legata alla produzione dei baci e degli altri prodotti di cioccolato. La visita si conclude sempre con una dolce degustazione dei prodotti delle Perugina!
Orvieto e il pozzo. Cosa vedere in Umbria.
Orvieto è un piccolo e prezioso gioiello e rientra tra le cose da vedere in Umbria viaggiando on the road.Arroccata su una rupe di tufo domina tutta la vallata sottostante e sembra stringere amicizia con le nuvole di passaggio. Tra le sue mura racchiude opere di grande valore storico e architettonico ed è famosa in Italia e nel mondo soprattutto per il Duomo, edificio in stile gotico dalla perfezione assoluta. Orvieto vanta anche un opera idraulica dal valore inestimabile: il Pozzo di San Patrizio.
Capolavoro di ingegneria il Pozzo di San Patrizio è profondo 62 metri ed è scavato completamente nelle rocce di tufo. Viene chiamato il pozzo perfetto perchè le sue doppie scale elicoidali sono completamente indipendenti e permettono di scendere senza incontrare chi sale. Questo per rendere i rifornimenti di acqua alla città molto più semplici e veloci. Il pozzo è illuminato da ben 72 finestre e ha 258 scalini da affrontare, sia in discesa che in risalita.
Perchè fare un viaggio on the road in Umbria
L’Umbria è la regione ideale per chi ama il turismo lento e di qualità. Ogni borgo è ricco di tesori artistici, storici e architettonici affascinanti che conservano tutta l’essenza della storia italiana. L’Umbria va leggermente controcorrente rispetto alle restanti regioni della penisola puntando su un turismo di qualità che rimane al di fuori di ogni possibile traccia di industrializzazione. La regione accoglie i visitatori portando l’attenzione sulle manifestazioni folkloristiche e sulle tradizioni locali fatte anche e soprattutto di ottima gastronomia. Tutela inoltre la propria biodiversità alimentando un turismo di prossimità, ad oggi rivelatosi una vera carta vincente.
Il clima sempre mite e la gioviale accoglienza della gente locale fanno dell’Umbria una meta da visitare in ogni stagione dell’anno. Le sue strade paesaggistiche, i numerosi belvedere e le vallate che vengono interrotte da rocche e colline verdeggianti la rendono una delle regioni italiane da esplorare rigorosamente on the road. Uno stile di viaggio che ti permette di provare quel senso di libertà e appagamento che solo la natura meravigliosa, in tutte le sue sfumature più belle, riesce a dare.
Uno dei borghi più belli da vedere in Umbria con i bambini è senza dubbio Città della Pieve. Si trova in provincia di Perugia, immersa nella natura rigogliosa della regione, tra i vigneti e gli uliveti della Val di Chiana. Uno degli aspetti più importanti di questa città è che la sua conformazione urbana è stata valorizzata da deliziosi dettagli e divisa in percorsi ben definiti in cui perdersi, tra panorami mozzafiato e scorci romantici.
Città della Pieve. Cosa vedere
Passeggia nel centro storico
Il centro storico di città della Pieve è diviso in “terzieri”. Ciò significa che vanta diverse frazioni amministrative. Il terziere del Borgo Dentro era riservato un tempo all’alta borghesia, ai nobili e agli ecclesiastici, mentre nel terziere del Castello risiedevano i cavalieri e le forze armate. Il terziere del Casalino invece era popolato dai contadini e dalla gente comune, fulcro della vita cittadina. La conformazione urbana del centro storico è rimasta perfettamente la stessa del 1200, divisa dunque in terzieri e popolata da edifici costruiti con mattoni a vista, tetti in legno e antichi portoni con maniglie di ghisa. Come i palazzi anche le strade, le scalinate e i vicoli sono rimasti gli stessi che nel medioevo venivano calpestati a piedi nudi dai bambini o sui quali venivano trasportati i carretti pieni di prodotti degli orti, pronti per essere barattati o venduti al mercato.
Ogni angolo di Città della Pieve regala emozionanti sorprese. Non c’è uno scorcio che non rappresenti la sua storia o la sua architettura medievale.
Segui i “Percorsi” del borgo
Per facilitare la visita ai turisti e per far conoscere ogni angolo del borgo di Città della Pieve sono stati creati quattro percorsi tematici, ognuno contrassegnato da un colore. Divertiti a seguirli tutti. E’ un ottimo modo per non perderti nessuno scorcio caratteristico. Inoltre puoi divertirti a giocare con i bambini a cercare i più importanti punti di interesse come in una vera caccia al tesoro. Armati di mappa e via!
Parti dal percorso rosso
Parti dal percorso rosso, dedicato ai monumenti e alla storia architettonica della città. Puoi così scoprire i più importanti edifici di Città della Pieve, come la Rocca Perugina e la Torre del Pubblico. Il percorso ti porta dritto alla cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, che conserva al suo interno alcune opere del Perugino, uno dei più illustri artisti dell’Umbria, nato tra l’altro proprio in questo borgo. Altre opere di questo famoso pittore sono esposte nell’Oratorio di Santa Maria dei Bianchi e nella Chiesa di San Pietro. Visita anche il Palazzo della Corgna e il Palazzo Vescovile, dove trovi la mostra permanente denominata ” Spazio Kossuth”.
Prima di arrivare nel centro di Città della Pieve incontri la Chiesa di San Francesco. Al suo interno è situato il Santuario della Madonna di Fatima. Esternamente è in stile romanico e all’interno oltre a contenere una nicchia con la Madonna dove il color cobalto è posto in evidenza, si trova un affresco con la crocifissione di Gesù risalente al trecento.
Tuffati nel percorso verde
Il verde non poteva che essere associato agli scorci paesaggistici ed è risaputo che l’Umbria è una delle regioni più verdeggianti d’Italia. Ti trovi infatti in una delle zone più pittoresche del territorio, dove abbondano prati, vigneti e colline rigogliose. Approfitta quindi dei belvedere di Città della Pieve per goderti lo spettacolo… I belvedere sono otto e alcuni sono molto semplici da trovare. Quello della Rocca ad esempio è il più centrale e quindi facilmente raggiungibile. Cerca però di arrivare a tutti gli altri affacci paesaggistici perchè ognuno di essi regala scenari da togliere il fiato. Dal belvedere di Via Case Basse puoi vedere addirittura Montepulciano mentre, se guardi in basso, trovi il dirupo di Sansalvatico, dove sono ben visibili sabbie e argille che già dal Medioevo venivano usate per produrre il laterizio con il quale è stata edificata Città della Pieve.
Città della Pieve, cosa vedere. Segui il sentiero azzurro
Ora devi immergerti totalmente nell’atmosfera medievale di Città della Pieve e andare alla scoperta dei vicoli segreti del borgo. Il percorso azzurro ti porta verso i 19 punti più scenografici e instagrammabili della città. Strada facendo puoi ammirare gli splendidi palazzi in laterizio, con i caratteristici colori della terra bruciata. Cammina con la testa all’insù e lasciati ammaliare dagli antichi balconi e dalle iscrizioni che trovi sulle facciate. Tutto ti riporta indietro nel tempo, lasciandoti una sensazione di stupore e meraviglia addosso. Numerosi sono i vicoletti caratteristici in cui vagare, tra piante fiorite e portoni antichi, panni stesi al sole e vecchie insegne scolorite. Il più gettonato? Vicolo Baciadonne, il più stretto d’Italia. Fai attenzione a non rimanerci incastrato!
Ora lasciati guidare dai profumi del sentiero giallo
Dopo aver girovagato in lungo e in largo per Città della Pieve arriva il momento di dedicarsi ad una sana mangiata ristoratrice. E quale modo migliore di scoprire la gastronomia locale se non seguendo un percorso ad hoc? Seguendo il sentiero giallo farai un tuffo nei sapori della cucina tipica locale, provandone i prodotti autoctoni nei ristoranti del centro storico. Città della Pieve inoltre è famosa nel mondo per la produzione di zafferano, ma anche di olio e vino pregiati. Le uve ad esempio sono classificate come DOC dei Colli del Trasimeno e i vitigni sono per lo più sangiovesi. Il vino rosso di Città della Pieve ha caratteristiche ben definite ed è particolarmente indicato per carni rosse e verdure. Anche l’olio è un prodotto DOP ed ha un sapore piuttosto fruttato. Da provare assoluto sul pane caldo.
Conosci l”Oro rosso” di Città della Pieve?
Tornando allo zafferano, spezie pregiata, qui a Città della Pieve viene coltivato in piccoli campi e raccolto ancora a mano, tra ottobre e novembre, rigorosamente all’alba, quando i fiori sono ancora chiusi. Questo per non far perdere le proprietà nutritive presenti negli stimmi. Una tradizione millenaria tutelata e salvaguardata dai produttori della zona, che ne conservano in questo modo la tipicità e la qualità. E’ denominato “Oro rosso” proprio perchè nel corso dei secoli è diventato prezioso quanto l’oro e spesso riservato solo alle tavole dei nobili e delle persone più facoltose. Per il colore che lo contraddistingue e per il prezzo, non certo basso, lo zafferano ha continuato nel tempo ad essere chiamato Oro rosso.
Prima di entrare nel centro storico di Città della Pieve trovi una deliziosa cabina telefonica che ha cambiato destinazione d’uso. Ora raccoglie tantissimi volumi dedicati a grandi e piccini ed è un punto di book crossing super colorato. Prendi il libro che più ti piace e lasciane un altro per chi arriva dopo di te!
Perchè visitare Città della Pieve
Passeggiare nella città del Perugino seguendo i percorsi arcobaleno è un modo meraviglioso di scoprirne la storia e la vita quotidiana. I sentieri sono pensati e strutturati in modo da orientare i visitatori verso la conoscenza del tessuto urbano, creando una dimensione unica in cui immergersi a capofitto. Un delizioso gioco non solo per i bambini, che si divertono a seguire le stradine colorate e ad individuare i percorsi grazie alla segnaletica, ma soprattutto per gli adulti, che non si sentono spaesati bensì guidati verso gli scorci più caratteristici del centro storico.
Le strade portoghesi offrono un’esperienza unica, che permette di assaporare la bellezza della natura e la ricchezza storica e culturale del Paese. Dai caldi raggi del sole che accarezzano le spiagge dell’Algarve, al fascino antico di città come Lisbona e Porto, fino alle verdi vallate del nord, ogni tratto di strada è intriso di fascino e tradizione.
Le spiagge più belle dell’Algarve
L’inizio di un viaggio on the road in Portogallo può trovarsi nelle stradine lastricate dei quartieri storici di Lisbona, dove il tramonto si riflette sulle facciate colorate delle case e i suoni del fado riempiono l’aria. Da qui poi ci si può lasciare guidare lungo la costa atlantica, in Algarve, alla scoperta delle spiagge più belle della regione.
L’Algarve infatti, con le sue coste mozzafiato bagnate dalle acque cristalline dell’Atlantico, è una delle gemme più preziose del Portogallo. Le sue spiagge, caratterizzate da sabbia dorata, scogliere imponenti e grotte nascoste, rappresentano un vero paradiso per i viaggiatori in cerca di bellezza naturale e relax.
Incantati davanti le scogliere di Praia da Marinha
Incorniciata da scogliere frastagliate e una sabbia morbida, Praia da Marinha è considerata una delle più belle spiagge del mondo. Le sue acque azzurre e cristalline sono ideali per il nuoto e lo snorkeling. Le formazioni rocciose invece regalano scorci pittoreschi e grotte marine da esplorare soprattutto via mare.
Uno dei modi migliori per apprezzare Praia de Marina è infatti duranteun giro in barca lungo la costa.Solo così se ne assaporano le bellezze naturali e si possono incontrare i delfini. Questa spiaggia si trova tra Albufeira e Carvoeiro ed è caratterizzata dalla presenza di un doppio arco roccioso, perfetto scorcio per incantevoli fotografie.
Le falesie rosse precipitano nel blu dell’oceano in un contrasto unico e meraviglioso. Indubbiamente Praia da Marinha è una delle spiagge più particolari dell’Algarve, assolutamente da evitare però in alta stagione, per via della calca di bagnanti.
Esplora la spiaggia di Benagil e la sua famosa grotta marina
Celebre per la grotta omonima raggiungibile via mare, Praia di Benagil incanta i visitatori con il suo arco naturale che illumina la grotta durante le ore di luce. Le acque calme e la sabbia dorata la rendono perfetta per una giornata di relax.
Il modo migliore per vedere la Grotta di Benagil sarebbe quello di raggiungerla a nuoto oppure con un paddle e/o kayak noleggiato in loco. Il problema sono le troppe imbarcazioni che entrano ed escono dalla cavità marina, creando onde non proprio gestibili con il sup. Proprio per questo è meglio optare per il tour in barca, soprattutto se viaggi con i bambini. Dalla piccola spiaggia di Benagil partono imbarcazioni più volte al giorno. L’ideale è arrivare in spiaggia la mattina presto, per evitare le file d’attesa chilometriche.
La Grotta marina di Benagil è, in assoluto, una delle più belle al mondo. Un luogo magico, con sabbia dorata e acqua cristallina. Un vero e proprio angolo di paradiso, che vanta tre incredibili finestre, due sull’oceano e una terza dall’alto che permette al sole di filtrare. Gli odori, i colori, i suoni e le sensazioni derivanti da queste aperture nella roccia ne fanno davvero un luogo incantato. Peccato che sia diventata una meta troppa turistica. Anche in bassa stagione al suo interno si accumulano barche, gommoni e kayak, che non lasciano godere appieno della sua magnificenza. Per questo è preferibile raggiungerla in canoa la mattina presto, sperando di incontrare solo qualche gabbiano.
Goditi il sole su Praia da Falesia
Praia da Falesia si estende per diversi chilometri lungo la costa e si caratterizza per le sue alte falesie rosse che creano uno scenario unico. La sabbia dorata, le acque tranquille e la vastità della spiaggia offrono spazi perfetti per lunghe passeggiate.
Praia da Falesia è senz’altro la spiaggia più sfruttata, turisticamente parlando, dell’Algarve. L’antico paesino di pescatori, Albufeira, è diventato il fulcro del divertimento e del turismo di massa. La città si è completamente votata all’accoglienza degli stranieri e quindi sono prolificati locali di ogni tipo e strutture alberghiere con ogni comodità. Solo in periferia si può ancora trovare la parte selvaggia dell’Algarve, ancora non civilizzata. Piccoli insediamenti rurali dediti all’agricoltura e al pascolo, branchi di cani randagi, terre incolte e strade non bitumate, dove le massaie ancora stendono i panni sui fili attaccati agli alberi e i bimbi giocano nella terra o si rinfrescano nei ruscelli.
Praia da Falesia è sicuramente la spiaggia più grande e più bella della regione e vanta chilometri di spiaggia costeggiata da falesie dai colori spettacolari. Il mare è quasi sempre tranquillo e passeggiare sulla riva ti permette di ammirare lo straordinario allineamento delle falesie da diversi punti di vista. Non ci sono lidi attrezzati, se non quelli dei resort sovrastanti. Quindi si può godere di ogni punto della spiaggia in totale libertà.
Dall’alto il panorama è ancora più suggestivo. Il sole si staglia sulle pareti rocciose e si espande scaldando l’aria e facendo vibrare il mare con magiche scintille. Al tramonto l’arancio della base si fonde con il bianco delle vette, a creare un rosa incantevole ed un atmosfera da sogno.
Le spiagge più belle dell’Algarve. Praia de Sant’ Eulalìa
Sant’Eulalìa è una spiaggia lunga e sabbiosa dell’Algarve, a soli 4 chilometri ad est di Albufeira. Alle sue spalle si trovano splendide scogliere, facilmente raggiungibili in kayak o in paddleboard. L’acqua è pulita e soprattutto molto calma, ed è costantemente sorvegliata da bagnini. Inoltre la spiaggia è attrezzata con bagni e docce. Una delle migliori spiagge in Algarve per famiglie con bambini.
Praia Sao Rafael in Algarve
Una delle più belle spiagge del Portogallo, incastonata in falesie molto particolari, che rendono il paesaggio molto aspro e pittoresco, è Praia Sao Rafael. Un paradiso soprattutto per chi ama la fotografia e gli sport acquatici. Sulla spiaggia infatti, oltre ad un bel ristorante e ad una zona attrezzata con docce e wc, si trova un associazione sportiva, dove è possibile prendere lezioni di surf o sup, e affittare kayak.
Il mare è cristallino e la temperatura dell’acqua quasi sempre mite. La parte occidentale è la più selvaggia, con grotte e cavità nelle falesie da esplorare con i bambini.
Raggiungi Farol da Ponta d’Altar, una delle meraviglie d’Algarve
Guidando lungo la costa raggiungi il Faro da Ponta do Altar, che con le sue tegole rosse e le pietre a vista domina tutto il promontorio che va da Portiamo a Lagos. Da qui la vista sulle falesie è strepitosa. Ci sono diversi sentieri da percorrere a piedi, immersi nel verde, in assoluto relax. Il fruscìo del vento tra i cespugli si mescola al profumo della salsedine che sale dall’oceano. Abbandonati per qualche minuto su una delle panchine che incontri durante il percorso per assaporarne ogni sfumatura. Da qui la vista su Praya dos Caneros è sublime. L’ampia spiaggia di sabbia si trova sul lato orientale della costa. E’ un arenile adatto alle famiglie con bambini, con le sue acque sempre calme e le aree perfettamente attrezzate.
Consigli utili per visitare le spiagge dell’Algarve
Una delle opzioni più convenienti e flessibili per visitare in autonomia le spiagge dell’Algarve è noleggiare un’auto. Ciò ti consente di esplorare facilmente le diverse spiagge e luoghi di interesse nella regione. Assicurati di pianificare un itinerario in base alle tue preferenze e di includere le spiagge più rinomate come Praia da Marinha e Praia da Falésia.
Se non vuoi noleggiare un’auto, puoi utilizzare i trasporti pubblici come autobus o treni per spostarti tra le località dell’Algarve. Tuttavia, questi mezzi potrebbero non portarti direttamente alle spiagge, quindi potresti dover camminare o utilizzare taxi locali per raggiungere le destinazioni desiderate.
Molte agenzie turistiche offrono escursioni organizzate alle spiagge dell’Algarve. Questa potrebbe essere un’opzione comoda se desideri lasciare a qualcun altro l’organizzazione dei trasporti e della logistica. Controlla le recensioni delle agenzie per assicurarti che offrano un servizio affidabile.
Scegli un alloggio in una posizione strategica, come ad esempio una città vicina alle principali spiagge che desideri visitare. Questo ridurrà il tempo di viaggio e ti consentirà di concentrarti maggiormente sul goderti le spiagge invece che sugli spostamenti. L’Algarve poi offre una varietà di spiagge, da quelle più tranquille e appartate a quelle più vivaci e affollate. Pianifica la tua visita in base alle tue preferenze, tenendo conto del tipo di atmosfera che desideri sperimentare.
Se possibile, evita i periodi di alta stagione quando le spiagge sono più affollate. La primavera e l’autunno potrebbero essere periodi migliori per visitare l’Algarve, quando il clima è ancora piacevole ma le folle sono più ridotte. Ricorda sempre di rispettare l’ambiente naturale, seguendo le regole locali e mantenendo pulite le spiagge che visiti.
Perchè visitare le spiagge dell’Algarve
Le spiagge dell’Algarve non sono solo luoghi di bellezza naturale, ma offrono anche una vasta gamma di attività da fare. Dalle escursioni in barca per esplorare grotte marine alle lezioni di surf o kite surf, c’è un attività per ogni tipo di viaggiatore. Rappresentano un’ode alla bellezza naturale, offrendo paesaggi idilliaci in un’atmosfera che incanta e affascina chiunque abbia la fortuna di visitarle.
Il Lazio, storicamente parlando, è una delle regioni italiane più importanti, con un patrimonio artistico, culturale e architettonico davvero millenario. La sua capitale, Roma, è una delle città più famose del mondo ed è considerata la culla della civiltà, con la più alta concentrazione in assoluto di monumenti, chiese e siti archeologici di grandissimo spessore. Ma il Lazio è anche ricco di preziose cittadine, alcune dei quali inserite nella classifica ufficiale dei Borghi più belli d’Italia. Perchè dunque non organizzare un viaggio on the road in questa regione dalle straordinarie bellezze, concentrandosi sulla Riviera di Ulisse?
La Riviera di Ulisse
Alla scoperta dei borghi più belli del Lazio
Uno dei territori da poter esplorare on the road nel Lazio è senza dubbio la Riviera di Ulisse. Si trova nella provincia di Latina e si estende da Formia a San Felice Circeo. I suoi borghi, con alle spalle storie millenarie legate a miti e leggende, sono ricchi di testimonianze storiche, archeologiche e naturalistiche da lasciare senza fiato. Queste terre prendono i colori del Mar Tirreno, dal quale sono bagnate, e dalla fitta macchia mediterranea, dalla quale sono circondate. Luoghi in cui perdersi tra spiagge selvagge e vicoletti caratteristici, fatti di vita che scorre lenta e panni stesi al sole.
San Felice Circeo
Il piccolo borgo fortificato di San Felice Circeo ha origini antichissime. Avvolto da misteriose leggende, è uno dei posti imperdibili da visitare durante un road trip sulle coste laziali, per via del suo charme tipicamente marinaresco. Pare che su queste coste la Maga Circe riuscì a sedurre Ulisse con i suoi incantesimi, entrato con la sua nave nella Cala dei Pescatori, sul Lago di Paola, per cercare riparo. Il centro storico di San Felice Circeo si trova oltre il Ponte, una porta dalla quale un tempo si accedeva solo tramite un ponte levatoio. Subito, nella grande piazza, si nota la Torre dei Templari, un edificio costruito nel 1200 da una confraternita di monaci.
Il centro storico di San Felice Circeo
Le botteghe artigiane e i ristoranti tipici di San Felice Circeo si snodano lungo il viale principale del Borgo: Corso Vittorio Emanuele. Il promontorio della città invece è inserito nel Parco Nazionale del Circeo, che vanta ben quattro riserve naturali dalle caratteristiche tipicamente mediterranee. All’interno del parco è possibile svolgere diverse attività, anche e soprattutto con i bambini. Oltre a respirare aria pulita in un ambiente naturale dai meravigliosi colori e dai profumi emozionanti, è possibile infatti prenotare visite guidate, fare trekking tra i sentieri e seguire percorsi tematici.
Passeggiare nel centro storico di San Felice Circeo al tramonto permette di vedere il borgo illuminato da preziose sfumature di rosso.
Terracina
Conosciuta soprattutto per le sue lunghe spiagge di sabbia fine, Terracina è una della città da vedere nella Riviera di Ulisse per un altro motivo fondamentale: il suo centro storico. Si eccede ad esso dall’antica Porta Romana e una volta all’interno ci si ritrova immersi tra edifici rinascimentali e deliziosi palazzi settecenteschi.
L’antico foro romano è un pò il cuore pulsante del borgo vecchio, collegato alla bellissima Piazza del Municipio e al Capitolium, il tempio dedicato alla triade capitolina di Giove, Giunone e Minerva. Ma alle spalle del Foro Romano è possibile anche accedere alle antiche mura di camminamento di ronda che risalgono addirittura al V secolo a.C, dalle quali è possibile ammirare uno strepitoso panorama che da sulle colline circostanti e sul mare del golfo.
Il tempio di Giove Anxur a Terracina
Un altra tappa da non perdere in questo percorso storico e culturale nella città di Terracina è il Tempio di Giove Anxur, che si trova a 210 metri sul livello del mare e domina dall’alto tutta la zona. Il Tempio risale al I secolo a.C. ed è diviso in tre terrazze. Il Campo Trincerato, costruito a scopo difensivo, porta al Gran tempio dell’Oracolo. Invece sull’ultima terrazza è possibile ammirare il Piccolo Tempio e un panorama stupendo su tutto il territorio circostante.
Sperlonga, la bianca perla della Riviera di Ulisse
Sperlonga è uno dei borghi più belli della Riviera di Ulisse, da vivere in modalità lenta tra facciate imbiancate a calce e deliziose piazzette fiorite. La sua storia trova tracce nella Torre Truglia, dall’intrigante struttura adagiata su un piccolo promontorio marino. Sperlonga infatti era una piccola cittadina fortificata, cinta da mura e dotata di diverse torri di avvistamento. Torre Truglia divide in due zone la città. La Riviera di Levante, che si estende fino alla famosa Grotta di Tiberio, e la Riviera di Ponente, dalle frequentatissime spiagge di sabbia fine e dorata. Sotto Torre Truglia è possibile passeggiare nell’incantevole porticciolo di Sperlonga, in un contesto naturale e paesaggistico degno di nota, incastonato nella folta macchia mediterranea della Riviera di Ulisse.
La Villa di Tiberio a Sperlonga
Una delle punte di diamante della Riviera di Ulisse è senza dubbio la Villa di Tiberio, risalente al II secolo d.C. e costituita da diversi ambienti. Tra questi spiccano un impianto termale e una “speluca”, una grotta naturalmente inglobata nelle villa dalla quale deriva inoltre il nome della città di Sperlonga.
Gaeta, la perla del Tirreno
Conosciuta come la “Città delle cento chiese” Gaeta vanta una storia millenaria. Diventa luogo di villeggiature degli imperatori e dei nobili romani a partire dal 300 a.c. per via delle sue salubri acque e del sue clima mite anche in inverno. Per poterla raggiungere comodamente da Roma questi ultimi non esitarono a far costruire un apposita via, ancora esistente: la via Flacca. Ancora oggi il borgo conserva preziosi resti di ville, mausolei e templi di epoca romana, molti in perfette condizioni e ancora visitabili. Immancabile una tappa alla famosa Montagna Spaccata, la leggendaria fenditura tra le falesie del golfo.
La città con due centri storici
Gaeta vanta inoltre due bellissimi centri storici: il quartiere medievale ed il vecchio borgo dei pescatori. Entrambi con spiccate caratteristiche, ben diverse tra loro, ma altrettanto uniche e coinvolgenti. Gaeta Medievale incanta con il suo elegante lungomare, che costeggia edifici storici di grande interesse artistico e culturale, nonchè chiese maestose e antiche, come il Santuario della S.S.Annunziata. Il vecchio borgo dei pescatoriinvece, con i suoi vicoletti tipici dove ancora si passeggia tra i panni stesi al sole e l’odore di pane appena sfornato, è il budello della città e ne racchiude tutta l’essenza marinaresca. Percorrendo Via dell’Indipendenza si raggiunge il porto dei pescatori, dove trovare il famoso mercato del pesce e le tipiche “paranze”, la flotta dei pescherecci gaetani.
Formia, la città di Cicerone
Ultima tappa del nostro viaggio on the road nella Riviera di Ulisse è la città di Formia. Si affaccia anch’essa nel Golfo di Gaeta e le sue radici sono altrettanto antiche. Pare che sia stata fondata addirittura dai Laconi, e successivamente chiamata dai Romani Formiae, che significa ” eccellente approdo”. Infatti il porto di Formia è uno dei più sicuri e frequentati della riviera di Ulisse, e da qui partono traghetti diretti alle isole ponziane.
Il centro storico della città è diviso in due borghi: Mola e Castellone. Il Borgo di Mola è il quartiere commerciale, un tempo famoso per le sue mura difensive di cui è ancora possibile ammirare la Torre, detta appunto di Mola. Anche il borgo di Castellone era un tempo a difesa della città, e la sua torre, unica rimasta delle dodici esistenti, conserva testimonianze di diverse epoche storiche, dal periodo romano all’ultimo torrione costruito dalla famiglia Caetani. Qui è possibile visitare il Cisternone Romano, una delle più maestose opere idrauliche romane al mondo, realizzata durante il periodo imperiale.
La Tomba di Cicerone
Edificata in età augustea, la Tomba di Cicerone è un monumento funerario di grande rilevanza storica e architettonica, da tenere senz’altro in considerazione se ci si trova on the road nella Riviera di Ulisse. Non è certo che sia effettivamente la tomba di Cicerone, ma vista la vicinanza ad una delle sue più sontuose ville, si tende ad associarla all’erudito filosofo. Alta 24 metri e costruita su un tronco piramidale, racchiude una cella con sei nicchie, ma la sua funzione è sempre stata quella di rendere visibile il sepolcro in altezza da ogni punto del territorio.
Perchè visitare la Riviera di Ulisse
Dal punto di vista naturalistico e paesaggistico la Riviera di Ulisse offre scorci inediti e speciali. La costa è coperta dalla rigogliosa macchia mediterranea, e ospita specie rare di piante e di animali, come il falco pellegrino. Scendendo lungo la costa si trovano meravigliosi punti panoramici, che comprendono il promontorio del Circeo, le falesie di Monte Orlando a Gaeta, le isole pontine in lontananza. E se la visibilità è ottimale spesso si scorgono il Vesuvio e l’isola d’Ischia, offrendo al visitatore splendidi paesaggi in cui perdersi, tra cielo e mare.
Se dici Puglia dici mare, sole, buon cibo e sport. La regione però offre numerose attrattive anche e soprattutto per gli amanti della storia e dell’archeologia. Numerosi infatti sono i musei e i parchi archeologici della regione, come il MarTa di Taranto e il Museo “Francesco Ribezzo”di Brindisi, dove sono racchiuse importanti testimonianze dei primi insediamenti messapici della regione. A pochi chilometri dai trulli di Alberobello e dalla città bianca di Ostuni invece, trovi uno dei parchi archeologici più grandi della Puglia: il Parco Archeologico di Egnazia con annesso il nuovo museo “Giuseppe Andreassi”.
Il parco archeologico di Egnazia conserva i maniera egregia numerosi reperti di epoca messapica e si trova a Fasano, in provincia di Brindisi, in una delle zona costiere più belle della Puglia. Il suo nome, Gnathia, di origine messapiche, è poi stato rivisitato in chiave romana passando a Egnatia, poichè il suo porto era utilizzato per raggiungere l’inizio della Via Egnatia, la vecchia strada che metteva in comunicazione la Capitale con l’Adriatico e con l’Egeo.
Egnazia. Il Parco Archeologico Giuseppe Andreassi
Il Parco Archeologico di Egnazia si trova a pochi metri dal mare Adriatico, nella parte in cui l’acqua è azzurro cristallino e trasparente al punto da riuscire a vedere i fondali. In contrapposizione al paesaggio marino, alle spalle del parco, puoi ammirare invece le immense distese di ulivi secolari, coltivati nella gravina di Fasano. Questo paesaggio naturalistico di straordinaria bellezza fa da cornice al Parco Archeologico di Egnazia, che si estende su una superficie di 15 ettari e comprende un museo e gli scavi della vecchia città romana, tra cui un acropoli e una grande necropoli.
Inizia la visita dalla città antica
Per capire bene le dinamiche temporali inizia la visita dalla città antica, situata lungo la famosa Via Traiana, strada essenziale per gli scambi economici e commerciali della Puglia con l’Antica Roma. Nel parco archeologico di Egnazia puoi passeggiare nella storia nel vero senso della parola, soffermandoti sui resti degli antichi monumenti della res puplicae, come uffici e luoghi di culto, e scrutarne le superfici che per centinaia di anni sono rimaste sepolte sotto metri di terreno. Seguendo i solchi della Via Traiana raggiungi le antiche Terme Romane, un sito che racchiude maestria ingegneristica ed efficienza logistica.
Le Terme appartengono all’età augustea e vantano un percorso interno perfettamente strutturato che inizia dagli spogliatoi per continuare nel caldarium e nel laconicum, la sauna. Questi ambienti erano perfettamente riscaldati da un ingegnoso sistema di fornaci. Lasciate le aree calde il percorso finisce con il tepidarium, il vano temperato, per concludersi con il frigidarium, un bagno in acqua fredda. Alla fine del 300 d.C. le terme diventano inattive, e si trasformano in un impianto per la produzione di calce destinata alla costruzione di sempre nuovi edifici della città.
Eganzia, il parco archeologico. Ammira i resti dell’antica fornace
Nel settore destinato alle abitazioni e agli impianti produttivi trovi la vecchia fornace, collocata in posizione strategica a ridosso dell’asse stradale. Il suo funzionamento era basato su un piano forato alimentato da aria calda prodotta in una sottostante area di combustione, collegata all’esterno da un corridio tramite il quale era alimentata con legno e arbusti. La fornace è stata costruita su una vecchia tomba messapica del III secolo a.C., della quale conserva ancora le lastre di copertura. Su uno di questi lastroni è incisa la parola tabara, che in lingua messapica significa “sacerdotessa”.
Passeggia nell’area del foro e della Via Traiana
Il foro era il cuore pulsante di ogni città romana, fulcro di ogni attività, politica e economica. Il foro di Egnazia ancora non è ancora stato riportato completamente alla luce ma è ben visibile la sua forma trapezoidale pavimentata con lastre di tufo. Una canaletta per il deflusso delle acque piovane segue il perimetro della piazza, dove svetta un portico dorico e quel che resta di una tribuna oratoria. E’ ben visibile sulla base un lastricato che collega il foro alla Via Traiana, sicuramente usato per il passaggio pedonale.
Sulla Via Traiana puoi notare i solchi lasciati dai carri nelle epoche precedenti. Il pavimento è in basoli di calcare e porta ai lati dei paracarri fatti dello stesso materiale. Questa strada di collegamento, progettata dall’Imperatore Traiano rimodernando la vecchia via Minucia, era la più grande arteria di comunicazione della penisola italica, essenziale per garantire gli scambi commerciali tra Puglia, Lazio e Campania.
Egnazia, il parco archeologico. Raggiungi la Basilica Civile e l’anfiteatro
Non mancava mai nell’assetto urbanistico romano un edificio pubblico dedicato alle riunioni, in cui veniva amministrata la giustizia e si discuteva di affari economici e politici. Anche Egnazia aveva la sua Basilica Civile, di età imperiale, di cui rimane ben visibile la pianta rettangolare e il portico perimetrale. Comunica con l’acropoli tramite una sala pavimentata a mosaico che raffigura le Tre grazie, probabilmente aggiunta tra il 1200 e il 1300 dopo la trasformazione della basilica in chiesa cristiana.
Di notevole interesse sono anche gli scavi del vecchio anfiteatro, che si trova in posizione centrale rispetto a tutte gli altri edifici di Egnazia. Viste le sue dimensioni abbastanza ridotte e la mancanza di gradinate e sotterranei si è arrivati a pensare che la funzione di questo edificio non fosse finalizzata alla realizzazione di eventi e spettacoli ma che fosse in realtà una piazza aggiuntiva del foro, probabilmente dedicata al mercato cittadino.
Arriva dinanzi al sacello delle divinità orientali
Nel II secolo d.C. si aggiunge un lungo portico a forma di “L” che si protende verso l’acropoli di Egnazia. Sulla facciata è visibile un’iscrizione latina dedicata alla Magna Mater Cibele e alla dea Siria, con raffigurati due flauti, un timpano e un cimbalo. Altri strumenti sono scolpiti sui restanti lati. La presenza del sacello nell’acropoli conferma la teoria secondo la quale era molto forte, in era imperiale, la presenza di culti orientali nella popolazione.
Egnazia, il parco archeologico. Visita le basiliche paleocristiane e la necropoli
Egnazia custodisce anche due esempi di basiliche paleocristiane, una episcopale e una meridionale. La basilica episcopale ha una struttura a tre navate e tre portici che precedono gli ingressi. Un tempo sul pavimento faceva mostra di sè un bellissimo mosaico a grandi tessere, oggi custodito in parte nel museo Giuseppe Andreassi. Ben visibili le vasche battesimali e le cisterne in cui, probabilmente, venivano lavati i panni nel periodo antecedente alla costruzione della basilica paleocristiana.
La basilica meridionale invece comprendeva solo un abside, poichè la struttura era di dimensioni molto ridotte. Gli scavi in questa zona hanno portato alla luce un mosaico colorato a motivi geometrici, anch’esso conservato nel museo.
Altro sito particolarmente interessante di Egnazia è la necropoli, che raccoglie principalmente tombe messapiche sepolcrali di varie forme. Alcune di queste, risalenti al I secolo d.C., sono intonacate o dipinte. Numerosi sono i corredi funerari ritrovati nelle fosse durante gli scavi, caratterizzati da vernice gialla, bianca e rossa e decorati con motivi floreali. Li trovi esposti nel museo Giuseppe Andreassi.
L’acropoli
Concludi la tua visita nel parco archeologico di Egnazia visitando l’acropoli. E’ un insieme di piccole colline artificiali risalenti al periodo messapico, sicuramente utilizzate per proteggere la popolazione arcaica dai pericoli che venivano dal mare. Il villaggio era già protetto da un muro di cinta, ancora ben visibile sul fianco meridionale dell’acropoli, composto da pietre irregolari. La sua funzione era di proteggere la popolazione dalle possibili invasioni provenienti invece dall’entroterra. Nelle mura si aprivano le porte per accedere alla cittadina di Gnatia. L’acropoli è la parte più antica del parco archeologico di Egnazia, e dalla sua altura puoi avere una vista mozzafiato della natura circostante. Se ti affacci verso la zona costiera puoi vedere le reliquie dell’antico porto romano.
Visita con i bambini il Museo Giuseppe Andreassi
Il museo di Egnazia, intitolato a Giuseppe Andreassi, direttore dell’area archeologica dal 1976 al 1985 e Soprintendente Archeologo della Puglia, si trova all’esterno dellle mura dell’antica Gnathia, nell’area della necropoli messapica.
E’ stato realizzato alla fine degli anni ’70 per raccogliere i numerosi reperti archeologici ritrovati durante gli scavi di Egnazia, al fine di poterli esporre al pubblico per divulgare la documentazione dell’insediamento arcaico, dalle origine fino al declino. Al suo interno trovi conservati esemplari di trozzelle e di crateri, caratteristici vasi messapici in ceramica dipinti con vernice nera e decorati con disegni in bianco e giallo, molto diffusi in tutta la regione. Numerose sono le anfore di provenienza italica, africana o orientale esposte nel museo, preziose testimonianze dell’esistenza di importanti scambi commerciali portuali o viari con altre città, mediante l’utilizzo della famosa via Traiana.
All’interno del museo, oltre alle teche espositive disposte per età cronologica, trovi una mostra dedicata al paesaggio della città di Gnathia, che comprende mosaici e frammenti architettonici dell’antico insediamento messapico e tardo antico. Al piano inferiore puoi accedere all’ipogeo messapico, una camera funeraria decorata a motivi vegetali. Qui spesso vengono allestite inoltre mostre temporanee.
Egnazia e il mare. Visita il nuovo museo interattivo con i bambini
Scendendo nel seminterrato del museo Giuseppe Andreassi trovi la nuovissima mostra interattiva “Egnazia e il mare”. Inaugurata nel 2022 racconta tramite video multimediali e proiezioni immersive di uno specchio d’acqua in movimento, il legame tra l’antica Gnathia e il mare. L’allestimento ruota attorno alla ricostruzione di un paesaggio sottomarino, dove fluttuano oggetti sopravvissuti ai naufragi avvenuti nel mare antistante. Rappresentano una preziosa testimonianza relativa ai commerci, ai trasporti e alla vita quotidiana della popolazione arcaica legata profondamente alla pesca e al mare.
Toccando i reperti che scendono sul pannello interattivo verso il fondale si apre la carta d’identità dell’oggetto, sia in italiano che in inglese, che spiega la sua storia e la sua funzione. Puoi così conoscere ad esempio, toccando il fotogramma con un dito, a cosa serviva un ancora a grappino oppure da dove arriva una particolare anfora. E’ il luogo perfetto da esplorare con i bambini poichè l’intera sala è strutturata proprio per catturare la loro attenzione, portando la mostra sotto forma di gioco interattivo.
Informazioni e costi
La biglietteria del parco archeologico di Egnazia e il museo Giuseppe Andreassi è aperta tutti i giorni, dalle ore 08:30 fino alle ore 18:30. Il parco rimane aperto al pubblico fino alle 19:30.
E’ possibile portare all’interno del parco e del museo gli amici a quattro zampe di piccola taglia, purchè stiano nel trasportino o tenuti a guinzaglio con annessa museruola. Il parco dispone di un info point e di una biglietteria e ogni accesso è garantito ai diversamente abili. Il parcheggio è gratuito.
Il biglietto intero costa 8,00 €, mentre il ridotto ( per chi ha tra i 18 e i 25 anni ) 3,00 €. Puoi scegliere anche di visitare solo il parco archeologico, al costo di 5,00 € o solo l’area museale, pagando il ticket di 6,00 €. L’ingresso è gratuito per diverse tipologie di visitatori. Sulsito ufficialepuoi acquistare il biglietto tendendo conto delle tipologie di ingresso a te più consono e degli sconti.
Cosa vedere a Brindisi? Beh, c’è davvero molto da scoprire in questa meravigliosa città sul mare. Eppure molto spesso è esclusa dagli itinerari di viaggio in Puglia, messa da parte per privilegiare mete più famose come Monopolio la Valle d’Itria. Invece Brindisi è una città eclettica e accogliente, stimolante e molto interessante sia dal punto di vista storico che architettonico e naturalistico. Vanta infatti uno dei porti naturali più belli d’Europa e un centro storico intriso di storie e leggende legate al mare. Scopriamole insieme.
Cosa vedere a Brindisi
Brindisi si trova sulla costa occidentale della Puglia, in una posizione strategica che permette di raggiungere in poco tempo le città più interessanti dell’entroterra nonchè la vicinissima Grecia. Il porto infatti è una porta d’accesso verso est, al quale è collegato da una fitta rete di traghetti. Già in passato questa città era un importante scalo commerciale e intratteneva rapporti economici con l’Oriente. Ragion per cui, l’astuto Popolo Romano, fece realizzare una strada di collegamento che dalla Capitale portasse proprio al porto di Brindisi: la Via Traiana. Numerose sono le testimonianze della presenza romana in città e sono concentrate proprio nella zona del porto e nel centro storico di Brindisi.
Ammira la Colonna Romana
Inizia dunque la tua passeggiata dal porto di Brindisi. Qui si concentrano le maggiori testimonianze della sua anima marinaresca, passata e presente. Proprio nella parte centrale del lungomare Regina Margherita svetta infatti un’antichissima colonna romana, punto terminale della Via Appia, che collegava Brindisi a Roma. In origine le colonne erano due, perfettamente identiche tra loro. Nel 1598 però una di esse è crollata e, purtroppo, non è mai stata restaurata. La colonna superstite invece è stata smontata durante il secondo conflitto mondiale per evitarne la perdita a causa dei bombardamenti, per poi essere nuovamente messa al suo posto.
Nei primi anni del 2000 poi la colonna è stata completamente restaurata ed è stata creata una copia del capitello da esporre sul piazzale, in modo da tenere l’originale al riparo da ogni possibile agente esterno. Ora è esposto in una sala del Palazzo Granafei Nervegna, che però raramente apre i battenti al pubblico. La colonna romana è esposta su una scalinata che porta verso il mare, dalla quale puoi avere una magnifica vista su tutto il golfo e sul Monumento al Marinaio d’Italia, posto proprio di fronte e alto ben 54 metri. Puoi raggiungerlo seguendo il lungomare e puoi addirittura salire fino all’estremità della struttura, dalla quale puoi avere una vista mozzafiato su tutta Brindisi.
Cosa vedere a Brindisi. Visita Palazzina Belvedere
In concomitanza con la realizzazione del Monumento al marinaio d’Italia è edificata anche l’elegante Palazzina Belvedere, annessa alla Scalinata Virgilio che porta alle Colonne Romane. Il nome belvedere deriva dalla vista pazzesca che si ha dalla sua terrazza, che si affaccia sull’intero porto di Brindisi. Al suo interno è custodita una preziosa collezione archeologica, che conserva testimonianze importanti delle prime civiltà pugliesi. Qui trovi infatti ritrovamenti di diversi periodi storici e numerose produzioni in ceramica del periodo messapico. Tra i tanti reperti bronzei e vitrei spicca inoltre un cratere a campana del IV secolo a.C., di grande valore artistico e storico.
Info e orari: Palazzina Belvedere è aperta al pubblico tutti i giorni, tranne il mercoledì, dalle ore 9:00 alle 1:00 e dalle 17:00 alle 20:00. L’ingresso è gratuito.
Raggiungi in battello il Castello Alfonsino
Conosciuto anche come il Forte a mare, il Castello Alfonsino di Brindisi è una tappa imperdibile se ti trovi in città. Sorge sull ‘isola di Sant’Andrea, proprio all’entrata del porto, ed è raggiungibile solo via mare. Si trova inoltre in una posizione privilegiata, perfetta per ammirare la bellezza paesaggistica della zona anche durante la traversata in battello. Il fascino del Castello Alfonsino è una calamita soprattutto per i bambini, amanti della storia e delle leggende legate al mare.
La costruzione del forte inizia infatti nel 1558, per volere di Filippo II d’Asburgo, e continua per ben 46 anni. Sotto il dominio spagnolo si espande, al fine di bloccare gli attacchi via mare da parte dei veneziani e dei turchi. Diventa così un presidio militare temuto e rispettato tanto che Alfonso d’Aragona decide di farci costruire un castello, servendosi dei resti di una struttura angioina già esistente sull’isola.
Quello che più affascina di questo Castello nel mare è la forma. La sua pianta infatti, con base a trapezio, vanta due bastioni pentagonali e un torrione circolare nonchè un porto interno al quale si può accedere solo tramite un arco aperto tra le mura di cinta. Il Castello Alfonsino è anche chiamato Castello rosso per via del colore vermiglio di cui si tinge al tramonto, quando il sole illumina le pietre di tufo con cui è stato costruito donando loro una caratteristica tonalità rossastra.
Info e costi: Puoi visitare il Castello Alfonsino di Brindisi tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 18:00, prenotando la visita all’Associazione Le colonne. La prenotazione è obbligatoria e il biglietto si acquista sul posto, pagando in contanti. Il costo è di 8,000 € a persona ed è gratis per i bambini da 0 a 6 anni. Per i residenti di Brindisi e provincia il costo è di 6,00 € a persona. Per informazioni eprenotazioni puoi chiamare il numero -379 2653244 o mandare una mail a: segreterialecolonne@gmail.com
Cosa vedere a Brindisi. Passeggia in Piazza Duomo
Uno dei posti da non perdere in città è sicuramente Piazza Duomo, una delle piazze più antiche di Brindisi con una storia alle spalle davvero interessante. Ogni edificio che si affaccia su Piazza Duomo è in stile medievale o romano mentre tra i monumenti più pittoreschi trovi la Cattedrale di San Giovanni battista. E’ un meraviglioso edificio del 1100, più volte restaurato nel corso dei secoli. Le statue in marmo che vedi sulla facciata invece sono sintetiche e sono del 2007. Rappresentano san Teodoro, san Leucio, san Lorenzo e san Giustino de Jacobis. Il campanile è stato ricostruito dopo i bombardamenti delle Seconda Guerra mondiale e riportato allo splendore originale.
L’interno della Cattedrale è diviso in tre navate e sul pavimento sono ancora visibili alcuni frammenti dell’antico mosaico del 1100, raffigurante scende dell’Antico Testamento e della Chanson de Roland, i cui protagonisti erano un esempio per i crociati che qui pregavano prima di imbarcarsi per la Terra Santa. Il Cappellone del santissimo sacramento custodisce le reliquie di San Teodoro, patrono di Brindisi.
In Piazza Duomo trovi anche Palazzo Balsamo, che prende il nome dagli ultimi proprietari dell’Ottocento. La parte più caratteristica e famosa di questo edificio è senza dubbio la Loggia. una meravigliosa balconata del 1400 sorretta da mensole decorate da figure fantastiche e animali bizzarri.
Attento ai Templari!
Sapevi che Brindisi era terra dei Templari?? Numerose sono le testimonianze storiche che attestano la presenza di un insediamento templare in città ed una di queste sono le croci potenziate incise nelle pietre della facciate di alcuni palazzi nobiliari del centro storico. Un vero e proprio percorso che dal porto arriva fin dentro il centro di Brindisi. I Cavalieri Templari facevano la spola tra la Puglia e la Terra Santa, partendo o approdando nel porto di Brindisi con la nave Santa Maria dei Templari e con altre imbarcazioni dell’Ordine, trasportando generi alimentari e capi di bestiame.
La sede dei Cavalieri doveva essere la chiesa di San Giorgio de Templo, una parte della quale era adibita a dormitorio mentre l’altra era riservata al culto religioso e a un ospedale, tuttora esistente, che si trova adiacente al Duomo. Anche nella chiesa di San Giovanni al Sepolcro pare ci fosse un ulteriore insediamento templare, e quindi se sei un amante del genere organizza un itinerario ad hoc sulla scia dei Templari, partendo dal porto e arrivando all’ultimo insediamento, seguendo le croci potenziate lungo il cammino.
E il Portico dei Cavalieri Templari? No, non apparteneva all’ordine..
Anche se il nome evoca il famoso ordine cavalleresco, il Portico dei Cavalieri templari nulla ha a che vedere con la storia di questa organizzazione segreta. Si trova in Piazza Duomo e la sua struttura, in stile gotico, sembra appartenere al periodo medievale. Il nome deriva da una errata attribuzione del settecento. Si pensava infatti che il portico appartenesse alla chiesa dei Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni da Gerusalemme. In realtà è sempre stato un palazzo arcivescovile, fino a che non è passato alla famiglia del sindaci di Brindisi del 1500, i De Cateniano,
Dal portico si accede al Museo archeologico provinciale Francesco Ribezzo. Al suo interno sono esposti reperti storici di grande importanza, divisi per arco temporale. Ogni salone ospita infatti ritrovamenti in ceramica, terracotta o bronzo catalogati per periodo storico, partendo dalla preistoria fino ad arrivare ai Messapi.
Info e costi: Il Museo archeologico Francesco Ribezzo è aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 9:00 alle ore 19:15- L’ingresso è gratuito.
Cosa vedere a Brindisi. Raggiungi San Pietro degli Schiavoni
Continua la tua passeggiata nel centro storico di Brindisi e arriva a San Pietro degli Schiavoni. In questo quartiere, che prende il nome dalla comunità balcana degli “schiavoni” che popolava la zona nel 1400, trovi una preziosa area archeologica che custodisce reperti di epoca romana. La sua scoperta risale agli anni ’60, periodo in cui iniziano gli scavi per la realizzazione di un nuovo Palazzo di Giustizia. L’area archeologica conserva un vero e proprio rione di epoca romana che si sviluppa ai lati di un cardine della Via Appia. Si possono perfettamente vedere i resti delle domus, con pavimenti a mosaico, e di un impianto termale, risalenti al I secolo a.C.
Al di sopra dell’area archeologica di San Pietro degli Schiavoni si sviluppa il teatro comunale “Giuseppe Verdi”, progettato da Enrico Nespega nel 1965. La struttura si estende per ben quattro mila metri quadrati ed è uno dei teatri più rinomati della Puglia.
Info e costi: L’area archeologica di san Pietro degli Schiavoni è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 08.30 alle 16.30. Il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. L’ingresso è gratuito. Per informazioni e prenotazioni puoi chiamare il numero (+39) 0831 229784
Dove mangiare a Brindisi
Se ti trovi in città e vuoi provare prodotti tipici del territorio ti consiglio di fare una sosta gastronomica da Numero Prino, la Vinoteca di Tenute Rubino. Si trova in posizione centrale sul lungomare Regina Margherita e dal suo dehor puoi ammirare la bellezza del golfo brindisino e dei suoi monumenti affacciati sul mare. E’ il posto perfetto per degustare i piatti tipici della zona, deliziosamente rivisitati, accompagnati dai vini delle Tenute Rubino, cantine d’eccellenza del panorama vinicolo pugliese. Presso Numero Primo puoi degustare numerose pietanze, tutte preparate con prodotti a km zero e di qualità eccelsa.
I crostoni ad esempio sono un’aperitivo perfetto. Prova quello con stracciatella, dressing di acciuga, puntarelle e pepe nero e accompagnalo con un Oltremé Rosato di Tenute Rubino. Oppure opta per un tagliere con salumi, formaggi freschi e stagionati con confetture e miele, degustando un Susumaniello. E’ un vino ottenuto dai vitigni a bacca nera, autoctono del Salento. E’ famoso per la grande produzione di grappoli il cui peso carica la vite come un “somaro”. Da qui l’origine del nome di questo vino corposo e dal gusto persistente, che ricorda frutti rossi maturi, prugna e note leggermente speziate. Susumaniello nel dialetto locale significa infatti somarello.
Trovi Vinoteca Numero Primo su Lungomare Regina Margherita, al numero 46. Per informazioni e prenotazioni chiama il nuemro 0831 1795537 o manda una mail a info@vinotecanumeroprimo.it