Archive

Digressione

Browsing

Nel nostro viaggio on the road negli States abbiamo avuto modo non solo di ammirare strepitosi paesaggi, ma anche di degustare i deliziosi piatti tipici locali delle varie città in cui abbiamo fatto tappa. A Redondo Beach, ad esempio, in un locale caratteristico situato proprio lungo la spiaggia, abbiamo assaggiato i crabs, gli enormi granchi dell’oceano cotti a vapore, e la clam chowder, la zuppa di vongole americana. Con queste zuppa è stato amore a primo assaggio, tanto da provare a rifarla a casa una volta tornati!

La clam chowder

La clam chowder è una zuppa di vongole originaria del New England, ma la sua bontà ha attraversato i confini regionali e statali, tanto da trovarla in molte altre zone degli Stati Uniti. Noi infatti abbiamo avuto modo di assaggiarla in California, durante il nostro viaggio on the road che ci avrebbe portati da Las Vegas a San Diego. La clam chowder ha un gusto molto particolare, dato dallo stravagante accostamento dei suoi ingredienti, ma una volta assaggiata non si può che fare il bis! 

La particolare cremosità della Clam Chowder la rende un piatto unico davvero delizioso. Il panino che la contiene poi, una volta finita la zuppa, va mangiato tutto!
La particolare cremosità della Clam Chowder la rende un piatto unico davvero delizioso. Il panino che la contiene poi, una volta finita la zuppa, va mangiato tutto!

Come preparare la zuppa di vongole a casa

Per rivivere l’atmosfera respirata sulle bellissime spiagge californiane, abbiamo provato a rifare a casa la clam chowder, ed il risultato è stato sorprendente. Serve tempo e pazienza, perchè occorrono diverse cotture degli ingredienti, ma il risultato appagherà di certo della fatica fatta. Per preparare questa deliziosa zuppa di vongole, di difficoltà media, occorre circa un’oretta. 

Gli ingredienti necessari per sei persone

  • Vongole 2 kg circa
  • 1 cipolla
  • 2 carote
  • 2 gambi di sedano
  • aglio
  • 1 patata
  • 1 peperone rosso
  • farina q.b.
  • 100 gr mais
  • sale
  • 1 bicchierino di brandy
  • 400 ml di panna fresca liquida
  • olio EVO
  • 500 ml di brodo vegetale
  • pagnotta o panino tipo rosetta, una a persona
  • pancetta affumicata

Preparazione

Per preparare la clam chowder bisogna innanzitutto far aprire le vongole in acqua bollente, per poi sgusciarle e lasciarle da parte. Andranno aggiunte alla fine della ricetta. L’acqua di cottura delle vongole invece, va filtrata e tenuta anch’essa da parte, perchè servirà a donare sapore alla zuppa e a regolarne la densità. 

Rosola dunque la pancetta in una grande pentola, e lascia che cacci via la parte grassa. Aggiungi poi il trito fatto con la cipolla, il sedano e la carota. Taglia a cubetti piccolissimi un quarto di peperone rosso e una patata di media grandezza, e unisci tutto al soffritto in pentola. Se occorre aggiungi pure dell’olio, non badare alle calorie! Sfuma tutto con il brandy, e aggiungi poi due o tre cucchiai di farina, lasciando imbrunire il composto. Deve diventare quasi colloso. 

La preparazione della clam chowder richiede un pò di tempo e pazienza. Gli ingredienti sono tabti, ma una volta assaggiato il risultato non potrai che desiderare di rifarla!
La preparazione della clam chowder richiede un pò di tempo e pazienza. Gli ingredienti sono tanti, ma una volta assaggiato il risultato non potrai che desiderare di rifarla!

Ora entra in gioco l’acqua di cottura delle vongole. Aggiungine 200/300 ml al composto preparato, assieme a mezzo litro di brodo vegetale. Fai cuocere per circa venti, trenta minuti. Aggiungi quindi l’ingrediente più importante: la panna liquida. Lascia cucinare fino a che la zuppa diventa densa, e aggiungi 100 gr di mais ( quello in scatola va benissimo) e il restante peperone tagliato sempre a cubetti molto piccoli. Regola con il sale. Continua la cottura fino a raggiungere la densità da te preferita, poi aggiungi le vongole precedentemente sbollentate. Una spolverata di pepe e via. La clam chowder è pronta per essere gustata, ma non prima di averla versata all’interno delle pagnottelle, nelle quali avrai scavato un buco nel centro togliendo la mollica. 

Consigli per una clam chowder uguale all’originale

In America abbiamo trovato spesso la clam chowder in versione vellutata. La ricetta originale prevede però che gli ingredienti siano a pezzettini e non frullati. Inoltre, se vuoi un risultato super cremoso, taglia le patate in cubetti molto molto piccoli, che sfaldandosi in cottura, renderanno la zuppa densa e cremosa.

Un pò di storia della famosa zuppa americana

Il nome chowder deriva dal francese “chaudiere”, appellativo del paiolo di ferro usato dai pescatori delle coste bretoni. Le sue origine sono dunque legate al mare, a pare che inizialmente questo piatto fosse preparato durante le lunghe traversate in nave con merluzzo mescolato a gallette o patate, mentre a terra venivano usati molluschi appena pescati e latte fresco.

In alcune località alla zuppa di vongole vengono aggiunti i pomodori, come nella Manhattan clam chowder, ma la ricetta originale, bianca e cremosa, è quella più deliziosa e saporita, proprio perchè ha un sapore così particolare che difficilmente troverai in un altro piatto!
In alcune località alla zuppa di vongole vengono aggiunti i pomodori, come nella Manhattan clam chowder, ma la ricetta originale, bianca e cremosa, è quella più deliziosa e saporita, proprio perchè ha un sapore così particolare che difficilmente troverai in un altro piatto!

 

 

 

Adori i piatti tipici locali? Prenota il tuo tour gastronomico in Italia e in Europa con Do It Better!

SensoNaturale è un’azienda italiana, con sede in Emilia Romagna, che ha abbracciato la causa della tutela ambientale. Produce infatti cosmetici solidi senza parabeni, senza siliconi e cruelty free, rigorosamente fatti a mano e confezionanti in carta pergamena alimentare e carta riciclata, stampata con colori alimentari naturali. Se anche tu vuoi far parte del cambiamento, riducendo il consumo di imballaggi e materie altamente inquinanti, continua a leggere l’articolo e inizia il tuo viaggio senza plastica!

Cosmetici solidi di SensoNaturale

I cosmetici solidi di SensoNaturale sono prodotti seguendo il principio della fitoterapia, utilizzando quindi oli essenziali puri ed estratti botanici certificati. Sono prodotti interamente a mano, nel laboratorio che ha sede a Rimini, e la fattura artigianale rende ogni singolo prodotto unico e originale.

Che sia per rigenerare o detossinare, per nutrire o idratare, o semplicemente per deodorare casa, SensoNaturale risponde ad ogni tua esigenza, grazie alle sue molteplici linee di cosmetici e accessori ecosostenibili.

I cosmetici solidi che ho testato per te…

..lo shampoo&balsamo solido nutriente

Ho potuto testare diversi prodotti di SensoNaturale, ma vorrei cominciare recensendo lo shampoo&balsamo solido naturale nutriente. Ogni panetto equivale a 3 flaconi di shampoo e 2 di balsamo, in formato liquido tradizionale. E dunque se hai necessità, soprattutto in viaggio, di ridurre lo spazio nel beauty case, l’alternativa solida fa al caso tuo. Inoltre puoi appendere il panetto ovunque, nella doccia e fuori, grazie ad un utile filo naturale di rafia. Le essenze dello shampoo&balsamo solido nutriente hanno aiutato, in solo due lavaggi, i miei capelli stressati dal sole e dalla piastra. Grazie all’alto contenuto di oli essenziali e di fitoessenze, come la rosa canina, l’argilla rossa, l’olio di jojoba e il patchouli, la potenza idratante, ristrutturante e protettiva si moltiplica. I capelli secchi sono rigenerati già dalle prime applicazioni, lasciando un profumo meraviglioso sulla chioma, che dura per più giorni.

Lo shampoo&balsamo solido di SensoNaturale è un prodotto davvero straordinario. Utilissimo anche sui capelli grassi, lascia una bellissima sensazione di pulito per più giorni, sprigionando un profumo davvero delizioso.
Lo shampoo&balsamo solido di SensoNaturale è un prodotto davvero straordinario. Utilissimo anche sui capelli grassi, lascia una bellissima sensazione di pulito per più giorni, sprigionando un profumo davvero delizioso.

…lo scrub corpo

Una volta provato lo scrub corpo di SensoNaturale difficilmente lo abbandoni. E’ un fantastico sapone detergente in formato solido dal potere esfoliante molto delicato. Ideale per le pelli normali o secche, è ideale per la detersione anche quotidiana di tutto il corpo. Al suo interno racchiude ben sette oli essenziali e diversi burri, arricchiti da estratti botanici certificati. La sua formulazione è studiata proprio per aumentare il contenuto d’acqua nell’epidermide, creando una barriera che riesca a trattenerla in maniera ottimale. Il suo potere emolliente e lenitivo allevia la fastidiosa sensazione di ruvidità della pelle, donandole una morbidezza unica. Gli ingredienti naturali racchiusi in questo panetto di scrub, tra i quali troviamo l’argilla rosa e l’olio essenziale di geranio, idratano i tessuti eliminando le impurità, ripristinando in questo modo le naturali difese della pelle.

Lo scrub solido di SensoNaturale è un prodotto jolly, da tenere sempre a portata di mano. La sua morbida schiuma avvolge la pelle esfoliandola delicatamente, e lasciandola liscia e profumatissima.
Lo scrub solido di SensoNaturale è un prodotto jolly, da tenere sempre a portata di mano. La sua morbida schiuma avvolge la pelle esfoliandola delicatamente, e lasciandola liscia e profumatissima.

…detergente mousse solida nutriente per il viso

Sul viso è necessaria una morning routine adatta al proprio tipo di pelle. Se come me hai una pelle mista ti consiglio di provare la mousse solida detergente di SensoNaturale. Grazie alle proprietà dell’argilla rosa, dell’amido di riso e dell’olio essenziale di Ylan Ylang la mousse deterge la pelle del viso in maniera delicata, opacizzando l’epidermide senza seccarla o stressarla ulteriormente. L’aggiunta di vitamina E tra gli ingredienti lo rende un prodotto perfetto per un uso giornaliero. Tra l’altro è ottima anche come struccante, e non lascia traccia di make up. La pelle non tira, e si mantiene fresca per tutta la giornata. La glicerina naturale contenuta al suo interno crea un effetto barriera sul viso, trattenendo l’acqua necessaria al ricambio cellulare, e contrastando quindi le rughe. 

La delicata mousse detergente per il viso di SensoNaturale è un alleata preziosa per l'elasticità della pelle. Grazie agli estratti botanici contenuti al suo interno crea una barriera protettiva sulla palle, trattenendo l'acqua necessaria al ripristino cellulare. .
La delicata mousse detergente per il viso di SensoNaturale è un alleata preziosa per l’elasticità della pelle. Grazie agli estratti botanici contenuti al suo interno crea una barriera protettiva sulla palle, trattenendo l’acqua necessaria al ripristino cellulare. .

….scrub solido per il viso allo zucchero di canna

Uno dei prodotti jolly, da tenere sempre nel beauty case in casa e in vacanza, è lo scrub solido di SensoNaturale allo zucchero di canna. E’ un esfoliante naturale per il viso a base di zucchero di canna, ideali per pelli normali o secche. Ha un potente potere antisettico naturale, e aiuta a ritardare l’invecchiamento cutaneo grazie alla rosa canina, che previene e contrasta la formazione di rughe. Ha delle fantastiche proprietà seboregolatrici, ma anche emollienti e schiarenti grazie alla presenza di bicarbonato e amido di riso. 

Basta bagnare il panetto con acqua tiepida, applicarlo direttamente sul viso frizionando leggermente e risciacquare. 

Lo scrub viso di SensoNaturale è così delicato sulla pelle che può essere utilizzato anche a giorni alterni. Lascia una piacevole sensazione sul viso e la pelle non tira, rimanendo elastica e morbida al tatto.
Lo scrub viso di SensoNaturale è così delicato sulla pelle che può essere utilizzato anche a giorni alterni. Lascia una piacevole sensazione sul viso e la pelle non tira, rimanendo elastica e morbida al tatto.

Ma come si usano i cosmetici solidi di SensoNaturale?

Utilizzare i cosmetici solidi di SensoNaturale è facilissimo! Basta bagnare il panetto sotto il getto dell’acqua e applicarlo direttamente sul corpo o sui capelli, massaggiando dolcemente la schiuma che si forma. Per quanto riguarda lo shampoo&balsamo usa la parte scura per lavare i capelli, poi massaggia la parte chiara, composta dal balsamo, sulle punte.. e risciacqua. Una volta usati lasciali asciugare e riponili in un portasapone, o lasciali appesi ai ganci della doccia con il filo di rafia in dotazione. Ogni panetto dura per circa 60 lavaggi!

Essenze solide per ambienti

SensoNaturale non produce solo ottimi cosmetici naturali, ma ha creato anche una linea di essenze per la casa a base di oli essenziali puri, che grazie all’estratto botanico delle piante stimolano i sensi e riscaldano l’ambiente con i loro morbidi profumi. Attraverso l’aromaterapia si attiva la sfera emotiva e sensoriale, arrecando benefici all’umore e al benessere psicofisico. Inoltre le essenze solide, ricche di elementi fitoterapici, rendono l’aria pura regalando energia e positività.

Le essenze solide sono prodotte in cera di soia naturale, e vanno usate in un normale bruciatore di essenze. Non contengono ftalati e sono biodegradabili. Durano circa 16 ore, e una volta sciolte non vanno gettate via, ma possono essere usate nuovamente aggiungendo un essenza a tuo piacimento. 

Cosmetici naturali ideali per tutta la famiglia!

Dopo aver testato i prodotti di SensoNaturale posso affermare che la qualità degli ingredienti supera di gran lunga le aspettative. I prezzi sono più che equiparati, anzi forse addirittura bassi per cosmetici eccellenti come questi, considerando tra l’altro che durano davvero tantissimo. Ho provato lo shampoo e la mousse detergente anche sui capelli e sulla pelle delicata di mia figlia, con risultati sorprendenti. I cosmetici lasciano una pelle morbida e setosa al tatto, mentre lo shampoo lava in profondità anche i capelli grassi, lasciando per più giorni sulla cute la sensazione di pulito. Inoltre tutti i prodotti sono ottimi per chi viaggia come noi, perchè oltre ad essere biodegradabili, occupano poco spazio nel beauty case e sono davvero preziosi alleati anche per chi viaggia in van o in camper. 

I cosmetici solidi di SensoNaturale hanno anche un packaging accattivante, in materiale riciclato, come la carta pergamena alimentare. Possono essere preziose idee regalo!

In più non inquinano e gli ingredienti non sono testati sugli animali. Comincia anche tu a far parte del cambiamento e unisciti ai viaggiatori plastic free!

 

 

alla preziosa pista ciclabilePeschiera del Garda è uno dei borghi più romantici del territorio orientale del lago di Garda. E’ circondata da deliziosi canali, attraversati da caratteristici ponti fioriti e curati in ogni angolo. Le sue bellissime chiese, alternandosi a palazzi storici di enorme prestigio, ne fanno un luogo ideale da visitare a passo lento, tra fortificazioni antiche e caratteristici moli dove fermarsi a guardare le barche o a dar da mangiare ai cigni selvatici. 

Peschiera del Garda

Affacciata sulla sponda più intrigante del lago di Garda, la città lacustre di Peschiera è unica nel suo genere e ogni anno attira migliaia di turisti nel suo dedalo di suggestive viuzze. Si trova a pochi chilometri da Verona, e vicinissima ad altri deliziosi borghi del Garda, come Sirmione e Lazise. Data la sua ridotta estensione è facilmente visitabile anche in un unica giornata e con i bambini al seguito, poichè il centro storico è completamente chiuso al traffico e facilmente percorribile con i passeggini. 

Un po di storia da raccontare ai bambini

Pare che il primo insediamento umano di Peschiera del Garda risalga all’età del bronzo, ma è certo che nel 1500 a.C. questa zona fosse abitata dai Galli. Solo nel primo secolo a.C. diventa insediamento e possedimento dei Romani, che le danno il nome di Arilica. Da sempre importante e strategico snodo commerciale, nel periodo che va del 1300 al 1400 passa sotto le mani dei Visconti, dei Gonzaga e infine degli Sforza. Nel 1500 entra a far parte del famoso Quadrilatero, il sistema difensivo messo i pratica dagli austriaci, assieme a Verona, Mantova e Legnano. E’ ancora possibile visitare la sua fortezza, roccaforte di numerose battaglie. 

Cosa fare a Peschiera del Garda

Peschiera, da buon paese di lago, offre infinite possibilità di praticare sport acquatici, come barca a vela, canottaggio o windsurf. Ma grazie alla preziosa pista ciclabile che la collega alle città limitrofe, è anche il posto ideale per praticare ciclismo o lunghe passeggiate immersi nella sua natura meravigliosa. La pista ciclabile e pedonale infatti parte da Peschiera e arriva a Bardolino, alternando tratti di strada asfaltata a sterrati, e lungo i suoi 40 chilometri regala scenari pazzeschi, con viste mozzafiato sui borghi adiacenti. 

Peschiera del Garda, cosa vedere sul lago di Garda con i bambini
E’ facile imbattersi in oche e cigni che passeggiano nel centro storico di Peschiera del Garda. Sono abituati alle persone e i bambini Si divertiranno un mondo a dar loro del cibo.

Il suo clima, sempre mite, permette di stare all’aperto anche d’inverno e di esplorare serenamente le sue strade e le sue piazze, ricche di edifici storici degni di nota. Il porticciolo, uno dei posti più romantici del borgo, è cinto dalle mura veneziane, ed è piacevole sedersi sui gradini delle banchine per dar da mangiare alle papere o ai cigni, per poi fermarsi in uno dei tanti locali del centro a fare un aperitivo. 

Visita la piccola Venezia sul lago

Peschiera del Garda è una piccola Venezia, romantica e silenziosa, dipinta da bellissimi canali sormontati da ponti, che portano a loro volta su allegre piazzette intersecate a stradine caratteristiche. Il centro storico è racchiuso dalla maestosa cinta muraria d’epoca medievale, e donano alla cittadina una conformazione a forma pentagonale. Per queste caratteristiche Peschiera è stata inserita tra i patrimoni UNESCO. 

Peschiera del Garda, cosa vedere sul lago di Garda con i bambini

Raggiungi le spiagge di Peschiera del Garda

Se sei in vacanza a Peschiera con la famiglia non puoi perderti le sue spiagge, che sono tra le più belle del lago. Sia la spiaggia dei Cappuccini che dei Pioppi sono attrezzate con lettini e ombrelloni, bar e ristorante. L’unica differenza tra le due è che la prima è fatta di ghiaia e ciottolini, mentre ai Pioppi trovi sabbia fine. Anche fuori stagione i bambini possono divertirsi a lanciare sassi a fior di acqua o a fare castelli di sabbia. Inoltre se hai anche tu come noi un amico a quattro zampe, devi sapere che a Peschiera del Garda c’è una delle prime spiagge nate in Italia per accogliere i cani: Braccobaldo Bau Beach!

Cosa fare nei dintorni di pschiera del Garda

Peschiera del Garda si trova in posizione strategica, vicinissima a molti punti di interesse della zona e ai più famosi parchi divertimento del nord Italia. Tappa obbligata, con o senza bambini, è Gardaland, il più grande parco tematico italiano che vanta adrenaliniche attrazioni adatte ad ogni età, in meravigliose ambientazioni che vanno dal fantasy all’avventura. Adiacente al parco c’è il Sea Life, un mondo acquatico dove fare bellissimi percorsi educativi alla scoperta delle più importanti specie animali acquatiche, come meduse e leoni marini.

Peschiera del Garda, cosa vedere sul lago di Garda con i bambini
Vicinissimi a Peschiera del Garda ci sono i più famosi parchi tematici d’Italia, come Gardaland! Un vero paradiso del divertimento per adulti e piccini.

Se hai ancora voglia di divertirti con i bambini puoi fare un salto a Caneva World, che oltre ad essere un divertente acqua-park, racchiude nel suo circolo anche Movieland, The Hollywood park. Un posto immancabile se sei un appassionato cinefilo, perchè è possibile conoscere dal vivo i doppiatori di film e cartoni animati, oltre a poter partecipare a spettacoli sempre nuovi e coinvolgenti.

E se piove?

Se durante la tua vacanza a Peschiera del Garda dovessi trovare una giornata di maltempo, puoi sempre fare un tuffo nelle calde acqua di Aquardens, le Terme di Verona, che accolgono anche bambini con zone dedicate al gioco e all’intrattenimento. Se invece hai voglia di shopping, puoi passare la giornata al Centro Commerciale La Grande Mela, che tra tantissimi negozi ha anche a disposizione dei clienti un cinema e una pista da bowling!

 

 

Guest post di Claudia Arici, autrice del blog Diario dal mondo, che ci porta nel suo viaggio on the road in Nuova Zelanda

 

Con l’arrivo del primo figlio c’è sempre la paura di non poter più viaggiare, di dover cambiare stile di vita, e dover rinunciare a tutto quello che è divertente ed eccitante. Senza dubbio molte di queste preoccupazioni e timori sono in parte fondati: sicuramente un bambino cambia la vita, le abitudini e, indubbiamente, la routine di una famiglia. Ma con un minimo (sinonimo di minuziosa e lunga!) di preparazione, si può continuare a fare tanto di quello che si faceva prima avere figli.

Organizzare un viaggio on the road in Nuova Zelanda con i bambini
Organizzare un viaggio on the road in Nuova Zelanda è più semplice di quanto Si pensi. Ce lo racconta Claudia di Diario dal Mondo, che ha organizzato un bellissimo itinerario con la sua famiglia.

In particolare, un viaggio con un bimbo – anche piccolo – al seguito può essere molto bello e gratificante. Sicuramente un viaggio stanziale è più semplice da organizzare e da gestire con un bebè, ma l’on the road rimane sempre e comunque la mia tipologia di viaggio preferiti ed è fattibile anche con pargolo appresso.

Nuova Zelanda con i bambini

Per il nostro primo on the road con nostro figlio abbiamo scelto un breve viaggio (dall’Australia) in Nuova Zelanda quando il piccolo aveva circa 7 mesi. Da Sydney sono 3 ore di volo, che passano senza troppi problemi quando il bambino ancora non cammina, non gattona, e praticamente non sta neanche seduto. Poppata al decollo, poppata all’atterraggio e riposino nel mentre, et voilà siamo arrivati!

Consiglio #1

Programma eventuali voli (ma anche spostamenti lunghi in macchina) durante gli orari dei riposini dei bambini in modo da ottimizzare il tempo in cui puoi spostarti senza doverli intrattenere.

Diario di viaggio in Nuova Zelanda con i bambini

Tornando al nostro viaggio, essendo il nostro primo on the road con pupo al seguito non volevamo esagerare né essere troppo ambiziosi nel nostro itinerario, né volevamo cambiare hotel ogni sera, perciò abbiamo optato per un viaggio di una settimana soltanto intorno a Queenstown, nell’isola sud della Nuova Zelanda. Arrivati all’aeroporto abbiamo preso una macchina a noleggio con seggiolino fornito dall’agenzia, che ci ha evitato quindi di doverci portare il nostro da Sydney. Abbiamo suddiviso la settimana in 3 tappe principali, passando un paio di giorni in ogni destinazione/hotel, ovvero Arrowtown, Wanaka e Queenstown. Abbiamo scelto queste destinazioni perché sono relativamente vicine tra di loro, in modo da evitare lunghi spostamenti in macchina, che con un bimbo piccolo sono solitamente problematici.

Consiglio #2

Con un bambino piccolo è meglio evitare di cambiare alloggio ogni notte, perché questo comporta un livello di organizzazione e stress non indifferente per genitore e figlio. Se possibile, scegli di passare almeno un paio di notti nello stesso alloggio, spostandoti in giornata solamente.

Nuova Zelanda con i bambini. Come organizzare il soggiorno

In questo viaggio abbiamo dormito in hotel/motel che hanno avuto molta attenzione nei riguardi di nostro figlio, ad esempio fornendo gratuitamente il lettino da campeggio con lenzuola e coperta. In Australia e Nuova Zelanda praticamente tutti gli alloggi hanno un forno microonde, bollitore (oltre a thè e caffè), ed entrambi sono molto utili quando si viaggia con un bambino piccolo, per riscaldare pappe e latte. Nel nostro caso, avendo da poco cominciato con i solidi, mi sono portata una bella scorta di omogeneizzati da casa e questo ci è bastato per tutto il viaggio. Idem per pannolini e salviette. Stando via una sola settimana mi sono potuta portare tutto senza dover comprare niente. Ovviamente l’età del bambino e la destinazione del viaggio hanno un impatto significativo su quello che devi portarti da casa!

Organizzare un viaggio on the road in Nuova Zelanda con i bambini
La prima esperienza di viaggio on the road con un bambino all’inizio può spaventare. Ma basta organizzarsi per tempo, e seguire i ritmi del bebè, includendo anche attività divertenti e rilassanti nell’itinerario.

Consiglio #3

Controlla su Google Maps o chiedi a chi ti ospita dove si trova il supermercato più vicino, soprattutto se hai o avrai bisogno di comprare pappe, latte, pannolini e così via. In generale però, portati tutto l’occorrente necessario almeno per i primi giorni!

Adeguarsi alle esigenze del bimbo è fondamentale

Quello che abbiamo scoperto in questo nostro primo viaggio in macchina col pargolo è stato che nostro figlio odiava le tappe continue, il continuo essere tirato fuori dal seggiolino della macchina solo per esserci rimesso dentro dopo 5 minuti. Perciò se volevamo fermarci a un belvedere o una tappa veloce del genere, lui restava in macchina con uno di noi (spesso con il motore acceso se dormiva) mentre l’altro scendeva a fare un giro e a scattare foto, e poi ci davamo il cambio.

Consiglio # 4

Se hai un bimbo piccolo, pianifica solo un’attività per la mattina e una per il pomeriggio. Non pensare di riuscire a correre per 12 ore al giorno in giro per la città che stai visitando, perché i bambini hanno bisogno di down time dove potersi riposare, giocare e sfogare un po’.

Nuova Zelanda con i bambini. Le attività da fare con un bebè e da soli

In Nuova Zelanda abbiamo fatto esperienze davvero molto belle tutti insieme, come la crociera lungo il lago, il giro sulla funicolare, oltre che lunghe passeggiate in passeggino. Noi grandi poi ci siamo anche voluti regalare altre attività decisamente non adatte a un bebé (come la zip line sul canyon o il luge giù dalla montagna), e per queste abbiamo semplicemente fatto a turni. A questi momenti di intensa attività abbiamo alternato momenti di relax in hotel o al parco, oppure semplicemente alla guida per ammirare il paesaggio mentre il piccolo dormiva.

Consiglio #5

Goditi il viaggio! I tuoi bambini saranno piccoli solo una volta, e viaggiare con loro ti permette di vedere il mondo da un punto di vista completamente diverso. Viaggiare con i bambini ti costringe a prendertela con calma, a goderti la vacanza e a concentrarti sulle piccole cose invece che rincorrere un itinerario e impossibili liste di luoghi da vedere!

Nel complesso è stata una bellissima prima vacanza on the road di famiglia all’estero!

 

 

Spesso molti hotel e molte aziende si trovano a dover valutare richieste da parte di blogger o influencer, o pseudo tali, che offrono visibilità sui propri canali in cambio di ospitalità o di prodotti ad uso gratuito. Ma come fa un azienda a capire come e quanto valutare una proposta simile, e a capire se la figura che si è proposta può effettivamente essere un vettore capace di promuovere il proprio brand? Oggi andiamo ad analizzare nello specifico due delle professioni più ambite del momento, ossia i Travel Blogger e i Travel Influencer. Ma perchè, non sono la stessa cosa? No. Anzi! Ognuna delle due figure lavora in maniera diversa, generando risultati diversi, e spesso su diversi canali e piattaforme. 

Travel blogger o Travel Influencer

Si pensa, erroneamente, che basti viaggiare per diventare un travel blogger o un travel influencer, ma non è così. Tantomeno basta raccontare le proprie esperienze di viaggio tramite articoli o post, per riuscire a captare una nicchia di lettori veramente interessati. Gli utenti facilmente si annoiano, e vanno oltre, magari su un post più veloce e su un articolo più accattivante.

Con chi è meglio collaborare?

Come già detto, ognuna delle due figure sopra citate, lavora in un determinato modo e su determinate piattaforme. Un travel blogger lavora ovviamente sul blog, creando contenuti di testo accompagnati da fotografie descrittive, e attira dunque un pubblico di nicchia, realmente interessato ai suoi articoli. I suoi contenuti hanno senz’altro vita più lunga, perchè un post ben scritto in ottica SEO si posiziona facilmente nei motori di ricerca e rimane li per anni.

Un Travel influencer invece crea contenuti che si posizionano nell’immediato, rimanendo visibili per un breve periodo. I contenuti creati per piattaforme social come Instagram ad esempio, rimangono posizionati qualche giorno, se va bene una settimana, ma poi vengono sostituiti subito da altre immagini, da nuovi hastag e da nuove collaborazioni. Instagram è infatti una piattaforma visiva molto immediata, veloce da consultare, ma altrettanto velocemente fa passare in secondo piano un contenuto pubblicato. 

Sia un blogger che un influencer devono ispirare la tua fiducia. Come? Valuta la loro influenza sia sui social che su Google, e fatti presentare un Social Media Kit, con le metriche dei loro canali social.
Sia un blogger che un influencer devono ispirare la tua fiducia. Come? Valuta la loro influenza sia sui social che su Google, e fatti presentare un Social Media Kit, con le metriche dei loro canali social.

Come capire se hai davanti un professionista

Un travel blogger o un travel influencer indubbiamente posso dare valore ad una struttura o a un prodotto relativo al viaggio con il loro lavoro nel campo del social marketing. Ma attenzione. Entrambe le figure non possono e non devono essere improvvisate, ma devono necessariamente presentare dati e metriche della propria attività professionale, dei rispettivi blog e dei social sui quali sono presenti. Devono saper veicolare i contenuti nell’ampio mercato del web, valorizzando prodotti e servizi agli occhi dei propri utenti, dei quali devono riuscire a guadagnarsi soprattutto la fidelizzazione.Ma sappiamo benissimo che ormai chiunque cerca di farsi le vacanze a costo zero, improvvisandosi nel ruolo di influencer o di blogger. E per colpa di questi individui la categoria professionale è spesso sminuita o poco presa in considerazione.

Come fare quindi per riconoscere un professionista da uno scroccone?

Innanzitutto un vero professionista del settore non invierà mai una mail chiedendo all’hotel un soggiorno gratuito in cambio di visibilità sui propri canali social. Una richiesta di collaborazione prevede un compenso, un planning dettagliato delle attività che il blogger o l’influencer svolgeranno al suo interno e nei paraggi, e un costante lavoro di ricerca e di divulgazione di contenuti di qualità. Soggiornare in una determinata struttura al fine di creare un articolo è un vero e proprio lavoro, e non un modo come un’altro di fare una vacanza gratis

Quale figura professionale scegliere? Blogger o influencer?

Che sia un blogger o un influencer, è molto importante fare una valutazione obiettiva sugli utenti che queste figure professionali vanno a raggiungere. Inutile avviare collaborazioni con professionisti che hanno un pubblico molto generico, ma è meglio affidarsi a blogger e influencer con pubblico in target.

Il primo passo da fare è cercare informazioni riguardanti il candidato in questione. Il web ti darà senza dubbio le risposte che cerchi, ma le domande fondamentali da farti sono quattro.

  • Ha già collaborato con strutture simili?
  • Scrive per riviste o magazine di settore?
  • Al di la dei followers, che possono essere comprati, qual’è l’engagmente rate dei suoi profili social?
  • I contenuti pubblicati sono in target con la filosofia dell’azienda?

 

Come scegliere un blogger o un influencer per il tuo brand

Sia un blogger che un influencer devono riuscire a dare valore aggiunto alla tua azienda, esaltandone i punti di forza. Sostanzialmente devi puntare alla figura professionale che rimanga fedele ai valori del tuo prodotto o servizio, e che faccia questo lavoro a tempo pieno.

Perchè scegliere di collaborare con un blogger

Punta su un blogger se devi promuovere la tua azienda nel lungo periodo, e assicurati che abbia un seguito cospicuo e quindi una buona posizione nei motori di ricerca. Assicurati che gli utenti siano attivi sul blog, che lascino commenti e like, che interagiscano dunque con i contenuti. Un blogger professionista inoltre si presenta in modo formale, e rilascia informazioni dettagliate del suo lavoro, degli argomenti trattati sui suoi canali, e sugli obiettivi che intende raggiungere con una collaborazione. Allega sempre un media kit, ossia un riassunto di quella che è la sua mission, con annesse le metriche e gli insight del sito e dei canali social sui quali è presente. 

Un blog post ha vita più lunga rispetto ad un contenuto social, perchè un articolo ben scritto in ottica SEO rimane sui motori di ricerca per anni, e quindi è sempre consultabile.
Un blog post ha vita più lunga rispetto ad un contenuto social, perchè un articolo ben scritto in ottica SEO rimane sui motori di ricerca per anni, e quindi è sempre consultabile.

Perchè scegliere di collaborare con un influencer

Punta su un Travel Influencer invece se devi promuovere una vendita a tempo, un offerta speciale o un nuovo prodotto da lanciare e da far quindi conoscere nell’immediato al grande pubblico. Le piattaforme social come instagram sono adatte a questo genere di pubblicità. Valuta un Travel influencer dall’engagment rate, e non dal numero di followers. Spesso i profili con una community minore hanno un seguito più attivo e fedele, realmente interessato ai contenuti proposti. E’ importante inoltre capire bene il rapporto che ha instaurato con il suo pubblico. Cerca di capire se i commenti sotto i suoi post sono reali, e non forzati, ma soprattutto se in linea con il tema trattato. 

Se invece riesci a trovare un blogger che sia anche un bravo influencer stai sicuro di aver scelto un collaboratore assolutamente performante per la tua azienda, sotto ogni punto di ..social!

 

Che sia in viaggio, a lavoro o a passeggio è sempre utile tenere in borsa uno spuntino, soprattutto se si viaggia con i bambini. Ma quanta plastica, carta argentata o pellicola trasparente usiamo per avvolgere panini, toast, frutta e snack vari? Ora in vece, grazie a Roll’Eat e ai loro involucri riciclabili porta cibo, possiamo rendere il mondo meno inquinato e goderci in tutta libertà uno spuntino sano a naturale. 

Roll’Eat. Mangiare sano senza inquinare con i porta cibo riutilizzabili

Roll’Eat è un azienda creativa ed ecosostenibile, attenta alla qualità e all’ecosostenibilità. La sua missione è creare prodotti ecologici che sostituiscano gli involucri usa e getta, fatti di materiali potenzialmente inquinanti. Eliminando sacchetti di plastica, carta stagnola e pellicola trasparente è possibile infatti abbassare i livelli di inquinamento, aiutando l’ambiente e migliorando quindi la nostra salute e il nostro stile di vita. 

Grazie ai pratici porta snack di Rolll'Eat puoi portare il tuo cibo preferito fuori casa, senza inquinare con plastica e alluminio. La morbida stoffa colorata avvolge il tuo snack come una pellicola, ma è riutilizzabile all'infinito, perchè facilmente lavabile.
Grazie ai pratici porta snack di Rolll’Eat puoi portare il tuo cibo preferito fuori casa, senza inquinare con plastica e alluminio. La morbida stoffa colorata avvolge il tuo snack come una pellicola, ma è riutilizzabile all’infinito, perchè facilmente lavabile.

Perchè scegliere Roll’Eat

I colorati involucri alimentari di Roll’eat sono stati creati per essere riutilizzati più volte. Sono realizzati in tessuto lavabile, molto resistente, e sono facilissimi da pulire. La loro misura contenuta e la flessibilità del tessuto permettono di avere sempre a portata di mano, in borsa o nello zaino, uno spuntino salutare, evitandoti di mangiare prodotti confezionati presi da un distributore automatico. Quando si è fuori infatti è importante mangiare sano come a casa, ma poterlo fare dando un contributo all’ambiente ti da una marcia in più. I sacchetti Roll’Eat sono riutilizzabili infinite volte, e sono molto pratici. All’Interno puoi mettere anche frutta tagliata, oltre che biscotti, gallette, fette di torta fatta in casa, focaccine. 

 

Ricarica le energie salvaguardando il pianeta con i porta cibo riutilizzabili

Ideali per un pic nic, per avere sempre a portata di mano uno spuntino, in viaggio o a scuola, i porta cibo Roll’Eat non sono solo pratici ed ecologici, ma hanno fantasie allegre e divertenti. Ideali quindi quando hai bisogno di ricaricare le energie durante il giorno, evitando cibi spazzatura e non generando rifiuti non compostabili, fortemente inquinanti. I porta pranzo e i porta snack di Roll’Eat sono riutilizzabili perchè lavabili infinite volte. Il loro uso permette di risparmiare sugli imballaggi tradizionali, nemici del pianeta, contribuendo quindi a migliorare la qualità della vita, permettendoti di adottare abitudini alimentari più sane e consapevoli. E le fantasie colorate e divertenti ne fanno un prodotto davvero cool, da sfoggiare in ogni momento della giornata. Il nostro Snack’n go ha la nostra fantasia preferita, una stoffa con deliziosi unicorni portafortuna. Scegli la tua custodia ideale tra le tante fantasie disponibili! 

#suppliedby Roll’Eat

Ormai tutti cercano visibilità e facili guadagni, cercando di lavorare sui social come “influencer” o “brand ambassador”. Ma questo mondo, fatto di foto patinate e prodotti dati ad uso gratuito, non è certo semplice da gestire. Anzi, le trappole sono sempre dietro l’angolo. Insomma, la professione influencer non è per tutti, e necessita di una grande preparazione nel campo del social marketing. 

Professione Influencer. Chi è e cosa fa un opinion leader sui social

Andiamo innanzitutto ad analizzare la parola Influencer, troppo spesso usata a sproposito. Un influencer è una persona in grado di coinvolgere le persone, un opinion leader dotato di capacità e competenza, che usa per persuadere gli utenti e convincerli ad acquistare un determinato prodotto o servizio. L’influencer lavora grazie agli ingaggi delle aziende, per le quali, in cambio di una ricompensa, deve appunto influenzare la sua community di followers al fine di convincerne il più possibile ad acquistare il prodotto sponsorizzato. 

L'influencer marketing è una vera e propria forma di pubblicità, ormai molto usata dai brand presenti sulle piattaforme social, e molto più performante delle normali reclamè alle quali siamo abituati da sempre. 
L’influencer marketing è una vera e propria forma di pubblicità, ormai molto usata dai brand presenti sulle piattaforme social, e molto più performante delle normali reclamè alle quali siamo abituati da sempre.

Quindi, cosa deve fare un influencer per definirsi tale?

Un influencer, per definirsi tale, non ha bisogno di grandi attestati o di lauree specifiche. Un influencer deve però necessariamente avere una competenza, acquisita o innata, in un particolare settore e una grande capacità di coinvolgere e suggestionare i propri followers per portare acqua al suo mulino. Deve essere in grado di gestire uno o più social network, da Instagram a Youtube, passando per Facebook, Twitter e TikTok, e interagire con gli utenti tramite post, stories, messaggi e/o foto e video. Deve saper necessariamente crearsi una nicchia di riferimento, che sia relativa al food, alla bellezza, alla moda, al fitness o ai viaggi. E cosa più importante, deve riuscire ad avere una community sempre attiva e partecipe.

Professione influencer. Come va impostato il lavoro?

Un influencer non deve fare altro che creare contenuti costanti e inerenti alla la sua nicchia di riferimento. Ma sia chiaro, non è semplice come possa sembrare. Dietro il suo lavoro c’è una strategia e un piano di marketing ben definito. E’ un vero e proprio lavoro che ruba tempo ed energia, il più delle volte spesi per studiare e aggiornarsi sui continui mutamenti dei social in fatto di algoritmi. Un influencer prepara una vera e propria strategia di marketing quindi, preparando un calendario editoriale, editando contenuti accattivanti e selezionando solo i migliori da postare. Studia statistiche e metriche degli insight, e in base alle stime, ragiona sul contenuto da creare, su come e dove postarlo, e soprattutto quando. 

Un content creator efficiente posta il contenuto creato quando la sua community è più attiva sul social scelto, e quindi può ottenere il massimo dell'engagment. 
Un content creator efficiente posta il contenuto creato quando la sua community è più attiva sul social scelto, e quindi può ottenere il massimo dell’engagment.

Come crea un contenuto coinvolgente

Una volta quantificata l’attività dei followers, l’influencer prepara il contenuto per pubblicizzare il prodotto offerto dal brand con cui ha instaurato una collaborazione. Edita dunque immagini, usa citazioni o elargisce consigli e informazioni utili all’acquisto del prodotto in questione. Il contenuto viene creato a seconda delle piattaforme sulle quali l’influencer è presente. Può quindi prevedere articoli se è autore anche di un blog, oppure creare video per Youtube o TikTok, o ancora postare foto, stories o live su Instagram o Facebook, al fine di garantire visibilità all’azienda.

Come guadagna da una collaborazione

Una volta postato il contenuto sui social, l’influencer torna costantemente a monitorare il numero di visualizzazioni, i likes e le condivisioni dei tweets e dei link. In questo modo riesce a capire quale sia la migliore strategia da usare o come migliorare quella già utilizzata. 

In base a tutti questi passaggi l’influencer può dare un valore economico al suo lavoro. Infatti è in base al suo engagment, ossia alla sua popolarità e autorevolezza sui social, che le aziende elargiscono pagamenti o prodotti di pari valore. I brands guardano ai numeri, al coinvolgimento che un influencer riesce a creare su un articolo, e su quello basano la scelta di collaboratori.  

In linea di massima le aziende optano per una retribuzione fissa per un post sul feed, oppure per una retribuzione a percentuale, elargendo una commissione sulle vendite. Spesso è il responsabile Marketing dell’azienda che decide il calendario editoriale più adatto alla partnership, e indica dunque al content creator gli orari e i contenuti più consoni alla sponsorizzazione. 

Micro e top-influencer

Un modo per classificare un influencer di professione sono le metriche relative alla community e al numero di followers. I micro-influencer ad esempio, sono persone comuni con profili di medio valore, che hanno piccole community ma molto collaborative. Questo genere di influencer riesce a seguire molto i propri utenti, perchè non ha un numero elevatissimi di seguaci, e quelli che ha sono tutti di nicchia, interessati ai contenuti trattati. Fare il Top-influencer invece è il sogno di molti. Spesso sono vere e proprie celebrità dei social media, con un numero elevatissimo di followers e un engagment invidiabile. Un top influencer può permettersi di richiedere, per una collaborazione, cifre considerevoli. 

Spesso è il responsabile Marketing dell'azienda che decide il calendario editoriale più adatto alla partnership, e indica dunque al content creator gli orari e i contenuti più consoni alla sponsorizzazione. 
Spesso è il responsabile Marketing dell’azienda che decide il calendario editoriale più adatto alla partnership, e indica dunque al content creator gli orari e i contenuti più consoni alla sponsorizzazione.

Considerazioni sulla professione di Influencer

A meno che tu non riesca a diventare un top influencer, non credo che riuscirai a sopravvivere lavorando con i social e con le collaborazioni. In ogni modo, se hai deciso di provare ad intraprendere la strada dell’opinion leader, devi essere capace di interagire, attrarre e coinvolgere la tua community, e di riuscire a influenzarne gli acquisti. Per le aziende sei un veicolo pubblicitario, perchè puoi raggiungere il pubblico di settore a cui sono interessate. Un influencer raggiunge i propri seguaci in maniera immediata e diretta, interagisce istantaneamente, dispensa consigli in maniera tempestiva, e quindi, arriva subito al dunque, potenziando gli effetti della pubblicità. L’utente si sente preso in considerazione, coccolato e seguito nella sua fase di acquisto, che concluderà senz’altro con un clic. 

La Riviera Ligure si presta benissimo per essere esplorata on the road, anche con i bambini al seguito. Da Levante a Ponente sono tante le cittadine in cui fermarsi e nelle quali fare splendide passeggiate sul mare o trekking nella natura. E a proposito di mare, oggi facciamo una passeggiata virtuale in una delle località balneari più famose e frequentate del Golfo del Tigullio: Santa Margherita Ligure.

Santa Margherita Ligure. Cosa vedere nel Golfo del Tigullio.
Incastonata in un promontorio di rara bellezza, Santa Margherita Ligure è da sempre una delle mete più frequentate delle Riviera.

Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure comincia a diventare una famosa meta turistica negli anni venti, grazie alla costante presenza di famosi artisti internazionali, che sceglievano la costa ligure per passare le proprie vacanze in Italia. Negli anni sessanta poi, grazie al suo fascino e alla fama derivante dal passato hollywodiano, diviene meta preferita di milanesi e lombardi, che ancora oggi la scelgono per la loro villeggiatura estiva.

Rimane infatti una delle mete più gettonate del Golfo del Tigullio, non solo perchè eclettica e accogliente, ma soprattutto perchè vicina ad altre località esclusive della Riviera Ligure, facilmente raggiungibili, come Portofino.

Cosa fare e cosa vedere in un giorno

Per entrare appieno nel tessuto del posto, immergiti nelle viuzze chic di Santa Margherita Ligure come farebbe un local. Sono tanti i negozi in cui fare shopping, o di cui ammirare le vetrine ben addobbate, ma sono anche molti i locali in cui sedersi per un aperitivo al sole, godendosi il via vai delle persone. La zona più animata rimane quella del porto, anche in bassa stagione. Le meravigliose barche ormeggiate alle banchine diventano un bel contorno di lusso, e si lasciano ammirare dai turisti curiosi mentre la risacca del Mar Ligure le culla dolcemente.

Santa Margherita Ligure. Cosa vedere nel Golfo del Tigullio.
La zone del porto rimane una delle più frequentate di Santa Margherita Ligure. La passeggiata è piacevole, soprattutto durante le belle giornate di sole.

Il Castello cinquecentesco

Proprio di fronte al porto si erge il castello di Santa Margherita, un maniero cinquecentesco dal quale è possibile avere una vista mozzafiato sull’intera baia. Più che un castello è un fortino, e il suo scopo era di difesa del territorio dalle incursioni piratesche. Più volte distrutto e più volte restaurato, dopo la prima guerra mondiale viene dedicato ai Caduti di Guerra, e ora ospita eventi e mostre temporanee.

Il convento dei frati cappuccini

Poco distante dal castello cinquecentesco è possibile scorgere il Convento dei frati cappuccini, con la sua originale facciata dipinta a strisce. L’edificio è sorto su un area donata alla confraternita dal doge della Repubblica di Genova, Giovanni Luca Chiavari, nei primi anni del 1600. Fino alla dominazione di Napoleone Bonaparte, la presenza dei frati cappuccini era un punto di riferimento per gli abitanti del borgo, ma dopo la conquista francese dei territori liguri l’intero complesso conventuale viene confiscato, con annessa soppressione dell’ordine religioso.

Solo dopo il passaggio al regno di Sardegna il convento viene riaperto, e la confraternita diventa un sostegno attivo per i religiosi e i sacerdoti in difficoltà. Ospita ancora al suo interno un crocifisso ligneo di scuola francese, raffigurante la Madonna in trono, risalente al 1600.

San Fruttuoso e la sua abbazia

Raggiungibile a piedi, tramite i sentieri del Monte di Portofino, o via mare grazie ai traghetti, l’abbazia di San Fruttuoso è uno dei luoghi imperdibili del Golfo del Tigullio. Il complesso risale all’anno 1000 d.C. e secondo la leggenda il luogo di edificazione dell’abbazia è stato sognato dal Vescovo Fruttuoso, morto sul rogo in Spagna, e successivamente costruita da alcuni monaci suoi seguaci, nel luogo da lui indicato. La baia di San Fruttuoso è anche conosciuta per il Cristo negli Abissi, una statua in bronzo posta sul fondale marino, visibile quando il mare è calmo e limpido. Una copia dell’opera originale è esposta anche all’interno della chiesa dell’Abbazia.

Secondo la leggenda il vescovo Fruttuoso sognò il posto in cui edificare la sua abbazia prima di morire. In seguito alcuni monaci suoi seguaci girarono in lungo e in largo le coste luguri alla ricerca del luogo indicato nel sogno, e una volta trovato cominciarono ad edificare l'edificio.
Secondo la leggenda il vescovo Fruttuoso sognò il posto in cui edificare la sua abbazia prima di morire. In seguito alcuni monaci suoi seguaci girarono in lungo e in largo le coste liguri alla ricerca del luogo indicato nel sogno, e una volta trovato cominciarono ad edificare l’edificio.

Villa Durazzo-Centurione

Il bellissimo polo museale di Villa Durazzo-Centurione comprende due dimore storiche nobiliari, circondate da un meraviglioso giardino all’italiana. Inizialmente appartenente alla famiglia del Doge Giovanni Luca Chiavari, in seguito al matrimonio della figlia con il marchese Durazzo passa alla famiglia di quest’ultimo. Sarà lui a ristrutturare completamente il casato fino al passaggio di proprietà in favore dei principi Centurione. Verso la fine del 1800 la residenza diventa un grand hotel, e ospita numerosi personaggi illustri del periodo. Nel 1973 invece diventa proprietà comunale, e sia la villa che il parco danno tuttora sede a manifestazioni culturali e congressi.

Il Parco Regionale di Portofino

Da Santa Margherita Ligure è possibile partire alla scoperta dei sentieri escursionistici del Parco Regionale di Portofino. Il parco preserva territori di straordinaria bellezza, fatti di paesaggi mozzafiato, flora meravigliosa e fauna selvaggia. Dal 1935 infatti, il parco tutela la bellezza del territorio ligure e il suo patrimonio storico, architettonico e archeologico. Con ben 80 km di sentieri da percorrere è uno dei parchi paesaggistici più belli d’Italia, e comprende diversi siti aperti al pubblico, come il Semaforo Vecchio, le Batterie, il mulino di Gassetta e l’eremo di Niasca.

 

Perchè fermarsi a Santa Margherita Ligure

Il Golfo del Tigullio è un area particolarmente interessante, caratterizzata da coste frastagliate e falesie di straordinaria bellezza. Santa Margherita Ligure è incastonata in questi territori pregiati, tra terra e mare, in un susseguirsi di paesaggi che rendono la visita un’esperienza indimenticabile.

 

Grazie alle testimonianze delle Travel Blogger Italiane hai potuto captare l’essenza del vero viaggio on the road, in Italia e in Europa, con i bambini al seguito. Un esperienza di viaggio unica e avventurosa, quella del road trip, in cui puoi modificare i piani senza nessuna restrizione e vivere in autonomia la tua vacanza. Ma grazie ai consigli delle blogger hai anche potuto appurare che, per viaggiare on the road con i bambini, è sempre meglio avere un idea di itinerario, tenendo sempre ben presenti i tempi di percorrenza, che devono necessariamente tener conto delle esigenze dei più piccoli. Tenendo sempre ben a mente i preziosi consigli di viaggio delle mamme blogger, puoi intraprendere anche un viaggio on the road oltreoceano, andando in giro per il mondo con i tuoi bambini in tutta sicurezza.

Viaggiare on the road con i bambini nel mondo

In Australia con Federica 

di MyTravelPlanner

Il viaggio on the road nel Western Australia è stato sicuramente uno dei più belli fatti con la mia famiglia. Al momento del viaggio i miei figli avevano 2 e 6 anni, ma è stato molto facile viaggiare in Australia con loro. Il paese è infatti estremamente kid friendly. Ovunque ci sono aree verdi perfettamente curate dove correre scalzi imitando i bimbi australiani.

 

 

Federica ha scelto di viaggiare on the road nel Western Australia, in territori sconosciuti e selvaggi, immersi nella natura. Il suo consiglio:"In tutti i ristoranti vengono consegnati all’arrivo fogli e matite colorate e, per esempio a Margaret River, bellissima zona coltivata a vigneti, tutte le cantine hanno bellissimi ristoranti con una zona all’aperto munita di tanto spazio per correre e playground attrezzati. I genitori possono così mangiare e bere rilassandosi davvero."
Federica ha scelto di viaggiare on the road nel Western Australia, in territori sconosciuti e selvaggi, immersi nella natura. Il suo consiglio:“In tutti i ristoranti vengono consegnati all’arrivo fogli e matite colorate e, per esempio a Margaret River, bellissima zona coltivata a vigneti, tutte le cantine hanno bellissimi ristoranti con una zona all’aperto munita di tanto spazio per correre e playground attrezzati. I genitori possono così mangiare e bere rilassandosi davvero.”

Anche le attrazioni sono tutte estremamente interessanti per adulti e bambini. In quell’area ci sono tantissimi parchi naturali che colpiscono l’attenzione di tutti: alberi così giganteschi da poter entrare nelle spaccature del loro tronco e passerelle sopraelevate sulle foreste. E poi tante spiagge incontaminate bianchissime e onde alte con cui giocare sul bagnasciuga!

Un’altra cosa curiosa è stata la facilità con cui si potevano incontrare i canguri in libertà. Più di una volta li abbiamo visti intorno al cottage dove dormivamo ed è stata una grande emozione per tutti!

Scegliere l’itinerario per viaggiare on the road in Australia con i bambini

La cosa più difficile è stato decidere l’itinerario perché l’Australia ha tante attrattive, ma spesso molto distanti l’una dall’altra ed i miei figli non hanno mai amato stare troppo in auto. Ho quindi scelto un itinerarioche mi permettesse di non cambiare albergo tutte le notti e di non avere spostamenti troppo lunghi. Al massimo un paio d’ore da una tappa all’altra, tranne l’ultimo giorno in cui abbiamo sostenuto un viaggio più lungo per avvicinarci al punto di partenza. È stata una soluzione ottimale che ci ha permesso di vedere tante cose senza stancarci troppo.

Questo il nostro itinerario:

  • 3 giorni a Perth con escursione in giornata al Deserto dei Pinnacoli 
  • 1 giorno a Fremantle e Rottnest Island 
  • 4 giorni a Margaret River (visita all’area vinicola e costa )
  • 3 giorni a Pemberton (base per tanti parchi) 
  • 1 giorno a Albany (base per Green Pools,Rainbow Way e Two People Bay) 
  • 1 notte a metà del viaggio di ritorno a Perth.

Aggiungo che le strade sono larghe e poco trafficate e i prezzi, soprattutto per i pasti al ristorante, molto alti. In quasi tutte le strutture si ha a però a disposizione un barbecue all’aperto dove poter cucinare e risparmiare un po’.

 

In Namibia on the road con Arianna

di TropicalSpirit

La Namibia è un paese spettacolare dagli innumerevoli volti: dalle immense distese di bush africano alla sabbia rossa del deserto e a quella dorata delle spiagge, dall’esperienza del safari al canyon più grande d’Africa. Nel contempo un paese che può destare preoccupazione con bambini al seguito vista la sua immensità e la condizione delle strade spesso sterrate e non sempre agevoli.

In realtà il paese si presta benissimo perun on the road ricco di emozioni, un luogo sicuro con assenza di microcriminalità come in altri paesi africani, un clima ottimo e strutture confortevoli e in alcuni casi veramente splendide in contesti naturalistici pazzeschi.

Arianna e la sua famiglia hanno intrapreso un avventuroso viaggio on the road in Namibia. Il suo consiglio:"La situazione sanitaria è buona e non ci sono vaccinazioni obbligatorie. Tenete solo conto che le distanze tra una località e l’altra sono notevoli, spesso non s’incontra nessuno per strada e che in certe strutture non accettano bambini di età inferiore agli 8 anni."
Arianna e la sua famiglia hanno intrapreso un avventuroso viaggio on the road in Namibia. Il suo consiglio:“La situazione sanitaria è buona e non ci sono vaccinazioni obbligatorie. Tenete solo conto che le distanze tra una località e l’altra sono notevoli, spesso non s’incontra nessuno per strada e che in certe strutture non accettano bambini di età inferiore agli 8 anni.”

Occorre quindi una bella organizzazione per viaggiare in sicurezza e tranquillità. Il primo punto è la macchina, non risparmiate sulla macchina, possibilmente un fuoristrada ben accessoriato, con doppio serbatoio e possibilmente procuratevi un telefono satellitare nel caso malaugurato ce ne fosse bisogno, il paese è molto isolato e desertico e in caso d’ intoppi potreste non vedere nessuno nei paraggi per cui comodo avere un mezzo di comunicazione.

Per il resto è un on the road classico come potrebbe essere negli Stati Uniti, preparate quindi una valigia con abiti sportivi, qualche capo più pesante per le notti africane e pronti e via con bimbi entusiasti al seguito.

Programmare l’itinerario per viaggiare con i bambini in Namibia

Il vero protagonista del viaggio è la natura, immensa e selvaggia che farà impazzire i bambini a cominciare dall’esperienza del safari. Le emozioni negli occhi dei bimbi innanzi agli animali nel loro habitat naturale vi resterà per sempre nel cuore, sembra di essere in uno zoo safari nel Parco Etosha, prima riserva naturale al mondo, dove potrete vedere leoni, giraffe, elefanti, zebre e altri bellissimi animali.

Altra tappa imperdibile è il deserto del Namib, uno dei più antichi deserti della terra, dove sarà possibile ammirare grandi dune di sabbia, alcune alte fino a 300 mt. Scalare le dune da una parte all’altra sarà un divertimento unico per tutta la famiglia.

Dal deserto si passa al mare di Swakopmund, una deliziosa città coloniale. Qui le occasioni di divertimento non mancano! Si può fare sand board nelle dune che si gettano in mare ed escursioni in quad o kayak. Ma l’emozione più grande è l’escursione a Walvis Bay, dove si potranno osservare foche, delfini, pellicani.

Un concentrato di esperienze che vi resterà sicuramente nel cuore.

In Alaska con Daniela

di The Daz Box

Un viaggio on the road in Alaska è forse quanto di più lontano si possa immaginare per una vacanza con bambini a seguito. Noi lo abbiamo fatto, con nostro figlio che aveva quattro anni. L’Alaska è un territorio immenso, di cui solo una piccola porzione è facilmente raggiungibile nel contesto di un viaggio, diciamo, normale.

Vi racconto come ci siamo organizzati. Il nostro viaggio in Alaska è durato tre settimane, di cui due on the road più una terza in crociera, da Seward a Vancouver, passando per l’Inside Passage. Il volo è stato lungo e faticoso, ma mio figlio era già abituato a questo tipo di trasferte.

Le distanze in Alaska sono notevoli ma con la giusta organizzazione si riesce a non fare troppa strada nello stesso giorno.

Certo bisogna adattarsi e partire con la consapevolezza che spesso ci si ritroverà in mezzo al nulla, con pochissimi servizi a disposizione. Occorre dotarsi di una discreta scorta di generi alimentari nei centri abitati più grandi e prenotare alloggi che diano la possibilità di preparare i pasti.

Daniela e la sua famiglia hanno intrapreso un road trip meraviglioso in. Alaska. Il suo consiglio: " I prezzi in Alaska sono molto elevati, noi abbiamo dormito spesso in ostelli, campeggi, piccoli cottage. Quasi sempre con il bagno in comune. Una soluzione che spesso spaventa chi viaggia con bambini, ma noi non abbiamo mai avuto problemi."
Daniela e la sua famiglia hanno intrapreso un road trip meraviglioso in. Alaska. Il suo consiglio: ” I prezzi in Alaska sono molto elevati, noi abbiamo dormito spesso in ostelli, campeggi, piccoli cottage. Quasi sempre con il bagno in comune. Una soluzione che spesso spaventa chi viaggia con bambini, ma noi non abbiamo mai avuto problemi.”

Viaggiare on the road con i bambini in Alaska

L’Alaska per i bambini è comunque meravigliosa: natura selvaggia, animali e tante attività da fare all’aria aperta. Un viaggio come questo io lo consiglio a partire dai quattro o cinque anni, se non altro per avere la possibilità di intraprendere trekking ed escursioni in barca di una certa durata (imperdibile quella lungo il fiordo di Kenai).

Perchè viaggiare con i bambini on the road è un ottima scelta

I bambini hanno un ottima capacità di adattarsi in ogni situazione, e la loro grande curiosità li rende dei perfetti compagni di viaggio. Un esperienza on the road non farà altro che accrescere la loro voglia di esplorare e di sentirsi parte del mondo. Per coinvolgerli al meglio potresti inserire letture a tema prima di partire, e durante il viaggio cerca di inserire sempre un’attività divertente a cui possono dedicarsi, specifica per bambini. Lascia sempre delle mezze giornate libere, da dedicare ai parchi gioco, alla spiaggia, ad una passeggiata in relax. 

Un viaggio on the road con i bambini arricchisce tutti, anche se a volte può sembrare faticoso o imprevedibile. Ma senza dubbio rimane una delle esperienze di viaggio più belle da ricordare, fatta di stimoli continui e di meravigliose scoperte.

 

Dopo aver viaggiato on the road in Italia con i bambini, usciamo dai confini nazionali e andiamo alla scoperta di mete europee raggiungibili in auto con la famiglia. Ci spostiamo in Europa quindi, ma sempre con le Travel Blogger Italiane, che continuano a raccontarci le loro esperienze di viaggio con i bambini, rigorosamente on the road! 

Viaggiare on the road con i bambini in Europa

In Germania con Paola Bertoni

di PastaPizzaScones

L’estate 2020, tra un lockdown e l’altro, sono riuscita ad andare in Germania per incontrare degli amici che non vedevo da tempo. Quando ho deciso di partire in auto per un viaggio di circa 1800 chilometri con mio figlio quasi duenne la prima reazione di amici e parenti è stata di stupore. In realtà viaggiare da mamma single non è complicato come sembra, serve solo tanta organizzazione e flessibilità.

Esperienze di viaggio on the road con i bambini a confronto: il racconto di Paola Bertoni, mamma single che ha sperimentato il suo primo viaggio su strada in Germania.
L’esperienza di Paola: “Dopo qualche difficoltà iniziale sono tornata a essere una viaggiatrice minimalista anche con mio figlio e nel viaggio in Germania sono riuscita a far stare comodamente i nostri bagagli di dieci giorni tutti nel baule di una Volkswagen Up!”

Consiglio utile!

Prima di partire per un viaggio così lungo comunque abbiamo fatto parecchie gite di un giorno o con qualche notte fuori vicino a casa, per poter rientrare in caso di difficoltà. Abituando i bambini a viaggiare fin da piccoli sono loro che non vedono l’ora di salire in auto e partire per scoprire posti nuovi. Come genitori quello che possiamo fare è rendere il viaggio più comodo possibile per i nostri piccoli. Non significa però necessariamente riempire la macchina di giochi. In Germania per esempio abbiamo portato con noi solo una macchinina Lego Duplo, un rimorchio e tre mattoncini, e sono stati sufficienti per giocare in hotel per due settimane. C’erano talmente tante cose nuove da vedere che non c’è stata la necessità di fare gli stessi giochi di casa!

Approfitta del pisolino!

Durante il viaggio invece mio figlio aveva con sé un pupazzo a forma di auto. Tuttavia anche in questo caso non è stato molto utilizzato: quando non dormiva era molto interessato a guardare le altre vetture e i camion fuori dal finestrino. In Germania abbiamo costeggiato il Lago di Costanza prima di dirigerci a Monaco di Baviera quindi si sono susseguiti paesaggi sempre diversi e interessanti da vedere.

Per non farlo annoiare troppo mi sono sempre fermata regolarmente ogni due ore massimo per mangiare e giocare. Un buon consiglio è quello di viaggiare nell’orario del pisolino, specialmente se sei un genitore single. In questo caso puoi concentrarti sulla strada e fare anche tappe più lunghe. Il percorso più lungo che abbiamo coperto in un solo giorno è durato 8 ore, da Monaco di Baviera attraverso la Svizzera, per poi tornare dritti a Torino.

Non era programmato, ci era saltata una prenotazione a causa di un imprevisto e non avevo voglia di fermarmi in un posto che non mi interessava solo per spezzare il viaggio. Ero un po’ preoccupata, ma alla fine è andata benissimo nonostante avessimo trovato numerosi lavori in corso che ci avevano rallentato il viaggio!

A Capo Nord con Rossella

di FamigliaEsploraMondo

Il Nord Europa, una passione sfrenata per i paesaggi sconfinati, le lunghe strade deserte e le renne che docili attraversano la strada. Come affrontare un viaggio così lungo con due bambini di 7 e 4 anni?

La scelta del mezzo di trasporto

Diverse sono le motivazioni che ci hanno portato alla scelta di partire in camper dall’Italia. In primo luogo, il costo: il noleggio non è economico e occorrono diversi giorni per raggiungere la Scandinavia, ma la spesa in Italia costa decisamente meno: fondamentale riempire il gavone del camper con cibo sufficiente per tutto il viaggio!

Anche i campeggi sono molto più belli ed economici degli hotel. In camper, inoltre, si assapora la libertà, quel senso di potersi perdere lungo le strade infinite del Nord e fermarsi dove si vuole, senza rinunciare alla comodità. In camper occorre rispettare alcune norme: si resta seduti, allacciati con le cinture come in auto; il tavolo però per disegnare e giocare insieme è pratico e aiuta i bambini a non annoiarsi, lo spazio è maggiore e loro non si sentono limitati nei movimenti. Anche fare la nanna non è un problema!

Rossella e la sua famiglia hanno ragggiunto Capo Nord partendo dall'Italia, viaggiando in Camper. Il suo consiglio: "In camper occorre rispettare alcune norme: si resta seduti, allacciati con le cinture come in auto; il tavolo però per disegnare e giocare insieme è pratico e aiuta i bambini a non annoiarsi."
Rossella e la sua famiglia hanno raggiunto Capo Nord partendo dall’Italia, viaggiando in Camper. Il suo consiglio: “In camper occorre rispettare alcune norme: si resta seduti, allacciati con le cinture come in auto; il tavolo però per disegnare e giocare insieme è pratico e aiuta i bambini a non annoiarsi.”

L’itinerario

Un viaggio a Capo Nord permette di toccare luoghi imperdibili con i bambini:

  • SANTA CLAUS VILLAGE, dove incontrare Babbo Natale e spedirsi una cartolina per Natale dall’Ufficio Postale. Qui si trova anche il Circolo Polare Artico.
  • SANTA PARK, un parco divertimenti con laboratori didattici per bambini, spettacoli a tema e la casa della Principessa dei Ghiacci
  • MUSEI SAMI, per conoscere la vita dei Lapponi
  • RANUA ZOO, dove si trovano animali endemici, tra cui dei bellissimi orsi polari
  • CAPO NORD, per osservare il sole di mezzanotte e fare birdwatching a Gjesvaer
  • TROMSO e il POLARIA, per ammirare le foche
  • ALTA, per passeggiare nella natura e scoprire le incisioni rupestri
  • ISOLE LOFOTEN per il whale watching e l’escursione al Trollfjord, il fiordo più piccolo della Norvegia, abitato dalle aquile di mare

Un viaggio che rifaremmo altre cento volte e che si è rivelato più facile del previsto.

Viaggiare on the road con i bambini in Europa. In Islanda con Carlotta

di PiccoleAvventureDiFamiglia

Se avete immaginato di concedervi un viaggio alla scoperta di un paese senza eguali, scegliendo l’Islanda come meta, avete fatto bene. Una volta acquistati i biglietti e scelto un numero di giorni – il mio suggerimento è quello di prevederne almeno 10! – occorre organizzare l’itinerario. Come fare quando si viaggia con bambini?

La parola d’ordine per un road trip di successo è anticipare! Per prima cosa sarà importante prevedere la locazione dell’auto, specialmente se decideste di andare in alta stagione la scelta in loco sarà minima e questo potrebbe rallentare il vostro viaggio, o, peggio ancora, modificarlo all’ultimo minuto. Assicuratevi quanto prima di affittare un’auto e di richiedere un seggiolino dopo aver acquistato i biglietti.

Le strade islandesi

L’Islanda ha il vantaggio di avere una statale, conosciuta come Ring, che ripercorre in modo circolare, l’intera isola. La maggior parte delle mete si trovano lungo il percorso: non resta che scegliere quali vedere, prenotando i pernottamenti nei centri abitati più grandi, questo vi permetterà di poter accedere a supermercati e ristoranti con maggiore facilità. Quando si viaggia con bambini è preferibile appoggiarsi per lo più ad appartamenti ed airbnb per poter cucinare un pasto caldo a loro gusto e risparmiare un po’ rispetto ai prezzi esorbitanti del carovita islandese.

Carlotta e la sua famiglia sono riusciti a fare uno splendido viaggio on the road in Islanda, senza intoppi. Il suo consiglio: "Durante il roadtrip occorre non dimenticare dei pranzi a sacco: non sempre lungo il percorso si troveranno punti ristoro. Meglio essere prudenti! Se optaste per delle notti in appartamento, non dimenticate qualche pacco di pasta, vi sarà utile!"
Carlotta e la sua famiglia sono riusciti a fare uno splendido viaggio on the road in Islanda, senza intoppi. Il suo consiglio: “Durante il roadtrip occorre non dimenticare dei pranzi a sacco: non sempre lungo il percorso si troveranno punti ristoro. Meglio essere prudenti! Se optaste per delle notti in appartamento, non dimenticate qualche pacco di pasta, vi sarà utile!”

Le mete naturalistiche si prestano tantissimo alle famiglie: i bambini adorano i geyser, le cascate, i porti e le escursioni in barca per vedere foche e balene nuotare libere nel loro habitat, come lo Jokulsarlon o Husavik. Da non perdere le soste nelle stazioni termali, dalla più celebre vasca del Blue Lagoon alla più spartana del lago Myvatn. Nelle grandi città, Reykjavik e Akureyri, non mancano musei e attrazioni destinate all’infanzia.

Nonostante i cambi frequenti di sistemazione, i bambini sopportano facilmente il viaggio, sempre pronti a scoprire cosa riserverà loro il giorno successivo! Questo road trip è particolarmente suggerito qualora voleste rigenerarvi in mezzo alla natura.

Sei pronto per esplorare l’Europa on the road con i bambini?

Grazie alle esperienze delle Travel Blogger Italiane in giro per l’Europa avrai senz’altro capito quanto sia entusiasmante e assolutamente liberatorio il viaggio on the road. Con questa tipologia di spostamento sarai sempre padrone del tuo spazio, non avrai orari da rispettare ne file da fare, tantomeno dovrai pesare i bagagli per poterli caricare in auto. Fatto sta che dovrai imparare a gestire gli spazi a disposizione, e a fare di ogni problema una risorsa. Un road trip ti insegna che devi innanzitutto fidarti di te stesso e di chi ti sta a fianco, e a seguire le tue sensazioni. Ti perderai con la tua famiglia in tramonti sempre diversi, in spiagge meravigliose e luoghi sorprendenti, in esperienze di vita che ricorderai e ricorderete per il resto della vita.

 

 

 

Pin It
Verificato da MonsterInsights