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Una delle regioni più belle da girare on the road, vista la sua conformazione, è indubbiamente la Liguria. Territori di una bellezza disarmante che vantano montagne che si tuffano nel mare cristallinoe tanti piccoli borghi caratterizzati da una vita lenta e armoniosa. Ma la Liguria è anche una regione ricca di prodotti gastronomici tipici da scoprire e assaggiare con la calma che meritano. La cucina regionale è caratterizzata da prodotti semplici e genuini che provengono sia dal mare che dalla campagna e che, sapientemente preparati, danno vita a piatti gustosi e prelibati. Se ti stai chiedendo dunque cosa mangiare durante un viaggio in Liguria di seguito trovi una selezione dei piatti tipici da provare assolutamente in questi territori. 

Cosa mangiare in Liguria

La focaccia “genese”

La focaccia ligure è uno dei prodotti tipici della regione e forse il più conosciuto al mondo. In Liguria viene consumata praticamente durante ogni pasto. A colazione si inzuppa nel cappuccino o nel latte caldo oppure si mangia con una colata di miele sopra la crosta croccante accompagnata da un buon caffè. In ogni casa e in ogni ristorante affianca le portate come se fosse pane, sia a pranzo che a cena. E’ tra l’altro un’ottimo street food, ideale da gustare in ogni momento della giornata. Le panetterie da queste parti hanno sempre le vetrine cariche di focacce di ogni tipo. Oltre alla focaccia classica, alta qualche centimetro e spennellata in superficie con olio extra vergine di oliva, puoi trovare la variante con le cipolle o con le olive, oppure con patate e pomodori. Gli ingredienti poi vengono aggiunti solo sulla superficie e non all’interno. 

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La focaccia di Recco

La focaccia di Recco invece, famosissima da queste parti, non è da considerarsi una focaccia come tutte le altre perchè è prodotta con pasta non lievitata. La sua bontà è straordinaria e il suo sapore inconfondibile è difficilmente imitabile. Tra due strati di impasto a base di farina viene steso un cremoso ripieno di stracchino che in cottura si scioglie e crea una vera e propria opera d’arte culinaria. Va mangiata caldissima!

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Cosa mangiare in Liguria. La farinata

Un piatto da assaggiare assolutamente se ti trovi in vacanza in Liguria è la farinata. E’ una torta molto bassa simile ad una frittata che viene preparata con la farina di ceci. Per cuocerla occorrono delle teglie apposite in rame stagnato, facilmente reperibili nei negozi di queste zone. La cottura avviene ad alte temperature, circa 300°C, ma è molto veloce. Non appena si forma la crosticina croccante e dorata in superficie può essere sfornata e mangiata. 

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La panissa

La panissa ligure è simile alla farinata perchè anch’essa preparata con farina di ceci, acqua e sale. La differenza sta nella consistenza dell’impasto. Quello della panissa si rapprende in cottura e poi viene messo in appositi stampi a raffreddare. Una volta freddo si taglia a strisce sottili e si serve. La variante fritta è molto più saporita ed è un’ottimo street food, ideale soprattutto come aperitivo.

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Pansotti con la sala di noci

Uno dei piatti che più rappresenta la Liguria sono i famosi “pansotti” con la salsa di noci. Un primo piatto della tradizione regionale dal gusto autentico e corposo. I pansotti ricordano nella forma i classici tortelli, ma vengono preparati e farciti in maniera totalmente differente. La pasta viene stesa in una sfoglia davvero sottilissima, quasi impalpabile, e il loro ripieno è a base di erbe e ricotta. Sono conditi con la salsa di noci, un’altra specialità della tradizione ligure, preparata con frutta secca, latte e mollica di pane. Una vellutata dal sapore intenso che esalta in modo particolare il gusto fresco dei pansotti.

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Un grande classico. Il pesto alla genovese

Il pesto alla genovese non ha certo bisogno di presentazioni, ma c’è da dire che l’originale lo puoi mangiare solo in Liguria. Infatti sia la consistenza che il gusto del pesto fresco genovese sono molto diversi da quelli a cui siamo ormai abituati e che compriamo in ogni centro commerciale. La differenza sostanziale sta nel basilico che viene usato. In questa regione infatti pare che il basilico abbia un aroma esclusivo e inimitabile, dovuto quasi sicuramente alle condizioni climatiche in cui cresce. Fatto sta che questa salsa cruda è diventata uno dei condimenti più conosciuti e apprezzati nel mondo. Il pesto genovese va abbinato alle trofie o alle trenette, due formati di pasta tipici di queste zone. A completare il piatto spesso vengono aggiunti tocchi di patate e fagiolini bolliti.

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Il coniglio alla ligure

Un’altro piatto della cucina tradizionale di questa regione è il coniglio alla ligure. Una ricetta originaria della riviera di ponente dove sin da tempi antichi erano molto diffusi gli allevamenti di conigli. Oggi invece, sia per la facilità di preparazione sia per i pochi ingredienti che occorrono, viene preparato in tutta Italia. In questa ricetta il gusto della carne di coniglio viene enfatizzato dalle olive, rigorosamente taggiasche, e dagli aromi quali timo, maggiorana e salvia. Il sughetto corposo che si forma in cottura viene utilizzato per irrorare il coniglio una volta impiattato ed è così gustoso che è impossibile non fare la scarpetta!

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Cosa mangiare in Liguria. La cima alla genovese

Un’altro classico intramontabile della cucina ligure è la cima alla genovese. Un secondo piatto molto diffuso nella zona che viene preparato con carne di vitello tagliata a tasca. L’interno viene farcito con diversi ingredienti tra i quali spiccano per il sapore deciso le animelle e le cervella. A queste vengono aggiunti uova, aglio, polpa di vitello, pinoli, parmigiano, bieta, piselli, carote, mollica di pane e olio. La tasca viene cucita e bollita, poi tagliata a fette e servita. Insomma non è certo un piatto light, ma è una delle cose più particolari da mangiare assolutamente se ti trovi in viaggio in Liguria. 

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Il pandolce genovese

Bisogna concludere questa carrellata di delizie liguri con un dolce tipico della zona. Il pandolce alla genovese è il re della pasticceria della regione e viene consumato principalmente durante le festività natalizie. E’ un dolce che ha origine nel lontano ‘500, frutto di una gara tra maestri pasticceri indetta dal Doge della Repubblica di Genova, Andrea Doria, che voleva un dolce che rappresentasse nel mondo la ricchezza della città. Un dolce che fosse non solo nutriente ma che soprattutto durasse per più giorni, e che quindi fosse adatto ai lunghi viaggi in mare dei marinari liguri. Il pandolce viene ancora preparato secondo l’antica ricetta che prevede un impasto lievitato a base di farina e burro, arricchito con uva sultanina, zibibbo, anice, zucca e cedro canditi, pinoli e acqua di bergamotto. 

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Sono tantissime le specialità gastronomiche regionali da provare durante una vacanza in Liguria ed è impossibile racchiuderle in un unico articolo. Ogni piatto è l’espressione di una cucina semplice e genuina che prevede l’uso esclusivo di ingredienti legati al territorio, come l’olio extravergine di oliva e il rinomato basilico. Una cucina tradizionale non scontata, ricca di accostamenti genuini e mai banali. 

Uno dei borghi più caratteristici ed eleganti del lago di Garda è senza dubbio Sirmione. Si trova adagiata su una penisola del versante lombardo del lago, vicinissima all’elegante Peschiera e all’accogliente Lazise. La meta ideale per passare una vacanza dedicata al relax e all’avventura, vista la sua posizione strategica che la rende vicinissima ai più importanti punti di interesse del lago di Garda. Se hai intenzione di organizzare un viaggio sul lago con la famiglia ti do qualche dritta su cosa è possibile fare a Sirmione con i bambini.

Cosa fare a Sirmione con i bambini

Sirmione, come tutte le altre località del lago di Garda, è bellissima in ogni stagione. La sua posizione predominante sul lago e la sua vicinanza al Veneto e alla Lombardia ne fanno un punto strategico da tenere in considerazione per organizzare un itinerario on the road ricco di tappe super interessanti. 

Sali sulla torre del Castello Scaligero

Il Castello Scaligero di Sirmione svetta fiero sul lago di Garda e garantisce ai visitatori l’accesso al centro storico della cittadina tramite il vecchio ponte levatoio. Prima di immergerti nel cuore pulsante del borgo scatta foto alle facciate del castello che si specchiano sulle acque cristalline del lago. Visto dall’esterno il castello sembra un dipinto tanta è perfetta la sua collocazione. Non limitarti ad ammirarne i contorni imponenti ma entra con i bambini all’interno della rocca scaligera, alla scoperta delle leggende legate alla sua costruzione.

Cosa fare a Sirmione con i bambini
Dalla torre del Castello Scaligero di Sirmione puoi ammirare le mura merlate della rocca dall’alto e avere una visuale a 360 gradi del paesaggio circostante.

Non è semplicissimo arrampicarsi fino alle mura merlate visti i 146 gradini che le collegano al terrazzamento sottostante ma, con un pò di pazienza e organizzazione, puoi riuscire a salire fino alla cima anche con i bimbi molto piccoli. Le scale sono strette e poco agevoli. Aiuta quindi i bambini a salire tendendoli sempre per mano. Se sono molto piccoli porta con te un marsupio in cui tenerli protetti. Vale davvero la pena affacciarsi dalle mura per vedere il panorama circostante da una prospettiva decisamente meravigliosa. Dall’alto hai una splendida visuale non solo sulle parti laterali della rocca ma su tutta la costa del lago. Il costo del biglietto di ingresso è irrisorio e i bambini entrano gratuitamente.

Cosa fare a Sirmione con i bambini. Passeggia nel centro storico

Il castello Scaligero si trova proprio all’entrata del centro storico di Sirmione. L’elegante passeggiata, costeggiata da numerosi bar e botteghe, è molto rilassante per gli adulti e curiosa per i bambini, attratti soprattutto dalle numerose vetrine piene di gelati colorati. Il dedalo di viuzze si snoda dall’arteria principale collegando il centro al lungolago su entrambi i lati. Da una parte, oltre a trovare l’imbarco dei traghetti, è possibile ammirare il panorama circostante arrivando alla punta del molo d’attracco. Le numerose palafitte degli hotel della cittadina si affacciano sulle acque del lago con i loro tavoli eleganti e i lettini stesi al sole in attesa dei clienti. I bambini possono passeggiare tranquillamente perchè l’intero centro storico è chiuso al traffico. Inoltre le piazze sono frequentate da tante anatre e bianchissimi cigni, che spesso trovi a passeggiare tranquilli sui pontili e vicino i ristoranti.

Cosa fare a Sirmione con i bambini
Dai pontili del centro storico, dove attraccano i traghetti o partono i tour in motoscafo della penisola, puoi sbirciare i privee dei lussuosi alberghi di Sirmione.

Vai alla scoperta delle terme naturali

Dall’altro lato della penisola invece, raggiungibile sia dalla deviazione vicino al castello che dalle Grotte di Catullo, si scende sulla parte di lungolago più spoglia ma non certo meno interessante. Il marciapiede costeggia il lago fino a riportarti al punto di partenza, tra scorci di rara bellezza che comprendono fitti cespugli e spiagge di ghiaia finissima. Inoltre su questo tratto di lungolago trovi un punto in cui l’acqua termale spunta in superficie, lasciando nell’aria l’odore forte di zolfo. Lo noti subito perchè gli abitanti del centro storico hanno circondato lo sbocco con dei sassi creando una piccola piscia termale naturale, grande abbastanza per immergere i piedi. Anche solo l’odore è un toccasana per il corpo e per i polmoni, soprattutto per i bambini.

Cosa fare a Sirmione con i bambini
Passeggiando sul lungolago incontri anche la spiaggia dei Preti, che si trova proprio sotto la rocca scaligera.

Visita le Grotte di Catullo

In cima alla penisola di Sirmione trovi le Grotte di Catullo, un sito archeologico che custodisce i resti della lussuosa villa in cui visse Caio Valero Catullo. Il famoso poeta latino, vissuto tra l’87 e il 54 a.C., ha fatto edificare la sua pomposa dimora in questa parte del lago proprio per poter usufruire del clima mite e delle acque sulfuree di questa zona. Il sito è facilmente raggiungibile a piedi. All’entrata trovi il museo dedicato e la piantina del sito che ti da tutte le informazioni necessarie alla visita. Il parco che abbraccia i resti della villa è pieno di ulivi e cipressi e i bambini possono divertirsi a trovare tracce storiche interessanti come dei veri archeologi. Gioca con loro a cercare i bellissimi mosaici usati come pavimenti e i resti degli affreschi della villa ancora visibili in alcuni punti.

Cosa fare a Sirmione con i bambini? Fai un giro sul trenino!

Il trenino turistico è sempre una magica avventura per i bambini. Anche a Sirmione puoi spostarti in modo divertente alla scoperta degli angoli più beli della città a bordo di un simpatico trenino. Parte dalla fine di Via Vittorio Emanuele, che è la strada principale del centro storico, e arriva all’ingresso del sito archeologico delle Grotte di Catullo. Visitare un paese viaggiando su un simpatico trenino è sempre un’occasione di gioco e scoperta per i bambini, quindi approfittane. 

Porta i bambini ai Parchi del Garda

Nelle vicinanze di Sirmione sono ubicati i parchi divertimento più belli d’Italia. Puoi portare i bambini a Gardaland, il grande parco tematico di Castelnuovo, e vivere adrenaliniche avventure sulle attrazioni più scenografiche della penisola. Oppure puoi far vivere loro una simpatica esperienza portandoli a Movieland, il parco dedicato agli amanti del cinema. In estate poi puoi fare un tuffo con tutta la tua famiglia a Caneva World, il parco acquatico del Garda. Mentre se ami la natura puoi fare una splendida passeggiata al Parco Giardino Sigurtà o al Parco Natura Viva di Bussolengo

Cosa fare sul lago di Garda con i bambini
Passa una giornata in uno dei parchi del Garda. E’ una meravigliosa esperienza da vivere in famiglia all’insegna del divertimento.

Insomma una visita a Sirmione ti catapulta in un contesto non solo storico e culturale degno di nota ma ti permette di vivere meravigliose esperienze con tutta la famiglia. Un motivo in più per organizzare subito una vacanza all’insegna del relax e della scoperta sul lago di Garda.

 

 

Uno degli aspetti più “appetitosi” di un viaggio è proprio quello dedicato all’enogastronomia locale. Se ti trovi in vacanza sul lago di Garda ti consiglio di assaggiare i piatti e i vini tipici del territorio, frutto di tradizioni radicate e di passioni genuine. Le località che si affacciano sulle acque cristalline del lago sono molte ed ognuna riserva sorprese culinarie degne di nota. Se ti trovi a Bardolino, sulla sponda veneta, e non sai dove mangiare, ti consiglio di fare una tappa da Taverna da Memo. Un locale situato proprio nel centro storico della città dove trovare piatti tipici della zona preparati con prodotti di ottima qualità.

Dove mangiare a Bardolino. Taverna da Memo

Taverna da Memo si trova a due passi dal lungolago di Bardolino. Ha un bellissimo patio dove poter mangiare all’esterno, con posti riscaldati. E’ quindi ideale anche in inverno se desideri goderti il via vai delle persone provando i piatti della tradizione locale. Il locale all’interno è curato nei dettagli e tutto gira intorno al re del territorio, il vino Bardolino. L’eleganza del ristorante è fine e gradevole. La mis en place davvero molto ricercata. Tutto è semplicemente perfetto e molto curato. Il personale poi è accogliente e cortese, sempre pronto a soddisfare le richieste dei clienti. L’attenzione è costante ma mai invadente e questo è già un gran punto a favore. 

Dove mangiare a Bardolino. Taverna da Memo
Il locale interno è davvero molto fine e accogliente, arredato con stile omaggiando il re dei vini autoctoni: il Bardolino DOC.

Cosa devi assaggiare da Taverna di Memo

Il menù Di Taverna di Memo è su tablet ma è molto semplice e intuitivo da usare. L’offerta delle portate è ampia e comprende sia piatti di terra che di lago, ma anche di mare per i più pretenziosi. Trovandomi in una zona lacustre non potevo non assaggiare dei piatti della tradizione gardesana e quindi mi sono lasciata tentare da due assaggi di antipasto e un primo piatto che rispecchiavano le caratteristiche della cucina locale.

Prova il luccio alla Gardesana con trota in carpione e polenta delle valli del Chiese

Il luccio alla gardesana con trota in carpione infatti non ha deluso le aspettative. I due gusti, uno più intenso l’altro leggermente più delicato dei due pesci di lago, accompagnati da deliziose salsine e perfettamente cucinati, appagano al primo assaggio. Vengono accompagnati da polenta della valli del Chiese. Questa particolare polenta è preparata con farina gialla di Storo, frutto del grano marano. Questo caratteristico grano è coltivato rispettando i cicli naturali e poi macinato nel mulino di Storo, dal quale prende il nome. Si riconosce per il suo caratteristico colore ed è facilmente digeribile nonostante la sua consistenza rustica e il sapore ricco e deciso. 

Dove mangiare a Bardolino. Taverna da memo
Un’accostamento insolito ma molto particolare. Il gusto di questo antipasto a base di pesce di lago è sorprendente.

Assaggia la tartare di Black Angus italiano con salse, crostini al burro e sale Maldon

Dove mangiare a Bardolino. Taverna da Memo
Da Taverna di Memo anche i piatti di carne non deludono. La varietà del menù accontenta davvero ogni tipologia di cliente.

Goditi i bigoli di pasta fresca “Al Castello” alle sarde di lago con pane aromatizzato

Se vuoi immergerti nella tradizione gastronomica locale devi dare un’opportunità alle sarde di lago. Da Taverna di Memo vengono saltate con i bigoli freschi del pastificio Al Castello, una rinomata qualità di pasta del territorio, e conditi con pane fresco aromatizzato, tostato e ridotto in piccole briciole simili a pangrattato. Il sapore è molto deciso, intenso e aromatico.

Dove mangiare a Bardolino. Taverna da Memo
Oltre al sapore decisamente originale ogni portata del menù di Taverna da Memo è deliziosamente impiattata, dando appagamento non solo al palato ma anche alla vista.  

Dove trovi Taverna da Memo

Taverna da Memo si trova proprio nel centro pedonale di Bardolino, in Piazza Statuto 15, vicinissima ai maggiori punti di interesse della città. Oltre al bellissimo patio esterno ha ampi locali interni dove sono garantite le norme di sicurezza anti Covid-19. 

Per info e prenotazioni vista la pagina facebook o chiama al numero 045 511 8881

Se ti trovi a Gaeta per vedere le bellissime Luminarie della città non puoi perderti une delle esperienze sensoriali più belle dell’evento: The Van Gogh Virtual Experience. A partire dal 20 novembre infatti, in Piazza XIX Maggio, proprio vicino la grande pista di pattinaggio su ghiaccio, puoi fare una passeggiata virtuale nei sette più grandi capolavori di Vincent Van Gogh. 

Van Gogh Virtual Experience. Cosa vedere alle luminarie di Gaeta
La mostra virtuale dedicata al famoso artista olandese Vincent Van Gogh si trova proprio nella piazza del Comune, dove trovi anche altre attrazioni di Favole di Luce, le Luminarie di Gaeta.

Van Gogh Virtual Experience

Van Gogh Virtual Experience è una mostra da guardare con visori virtual reality. E’ un’esperienza sensoriale straordinaria perchè si passeggia tra i deliziosi paesaggi cari al pittore come se fosse realtà. Un tuffo nell’impressionismo, una nuotata nella vita e nei colori di Van Gogh in un oceano di proiezioni e suoni incredibili. Sei infatti catapultato ad Hales, in Francia, e ti muovi nel paesaggio a 360 gradi ammirando scorci di vita locale e i meravigliosi capolavori di Van Gogh. La voce narrante racconta in prima persona ogni piccolo scorcio e le parti salienti della vita dell’artista, tra emozioni straordinarie e sensazioni uniche. 

Dove ti porta il visore virtuale

La passeggiata nella vita di Van Gogh non può che iniziare dalla sua famosa stanza da letto, ritratta con i colori accesi e intensi cari al pittore. Scendi velocemente le scale e ti trovi esattamente all’esterno della casa. Qui inizi a passeggiare tra campi di grano profumati e grandi girasoli, tra suoni melodiosi e bellissime scenografie. Dopo aver lasciato dietro di te La Casa Bianca, tra le sue opere più famose, vai a zonzo tra le stradine di campagna. Qui incontri le contadine de La Siesta. Avanzando tra la viuzza campestre arrivi al Campo di grano con i corvi per poi passare al Campo di grano con i cipressi. Qui la velocità del tuo cammino si fa via via più sostenuta dandoti un leggero capogiro quando, lasciando la terraferma, ti tuffi nella Notte stellata.

Luminarie di Gaeta. Van Gogh virtual experience
Per avere una visuale a 360 gradi delle scenografie virtuali devi muoverti assecondando le piccole frecce luminose che appaiono nel visore. Prova anche a girare sulla sedia per scoprire il paesaggio che hai alle spalle.

La notte stellata

Ora sei davvero nel pieno della meravigliosa esperienza virtuale, nella Notte stellata, e ti muovi lasciandoti trasportare dalle emozionanti immagini in cui stai aleggiando, sospeso nel vuoto. L’oscurità prende il posto dei colori sgargianti del giorno. Stai librando nella notte come una stella e la carica emotiva è davvero pazzesca. Ti muovi lento tra le pennellate decise, avvolto dalle mille sfumature dell’opera più famosa al mondo. Purtroppo però sei anche alla fine del percorso e ti ritrovi all’improvviso li dove tutto è cominciato. Sei tornato ne La camera da letto di Van Gogh, rimanendo sempre fermo sulla tua sedia.

Van gogh experience a Gaeta. Cosa vedere alle luminarie di Gaeta.
La realtà virtuale ti porta in un mondo parallelo, alla scoperta delle meravigliose opere di Van Gogh. Un viaggio sensoriale straordinario, tra colori e musica, notte e giorno.

Perchè vedere Van Gogh Virtual Experience

La mostra su Van Gogh che trovi alle Luminarie di Gaeta 2021/2022 è un modo rivoluzionario di conoscere l’artista attraverso un innovativo sistema virtuale. Puoi fare un vero e proprio viaggio nel suo colorato mondo e nei luoghi immortalati più volte nelle sue tele. Osservi colori, tratteggi, forme e soggetti dipinti dal famoso artista olandese che prendono letteralmente forma e vita, dandoti la sensazione di essere davvero in quei campi profumati e tra la gente del posto. I dettagli sono vividi, passionali, e raccontano pensieri e stati d’animo di Van Gogh trasmettendoti un senso unico di serenità e pienezza. Una mostra che va al di là della semplice osservazione statica dell’opera ma diventa un’esperienza reale, tangibile, da vivere in maniera totale. Un viaggio visivo tra le immagini, un percorso uditivo nei suoni, una camminata sensoriale tra gli ambienti cari a Van Gogh perfettamente ricostruiti in 4D. 

Come funziona Van Gogh Virtual Experience

Il biglietto per accedere alla Van Gogh Vistual Experience costa 8,00 €. Una volta all’interno della struttura ti fanno accomodare su una sedia e ti danno una maschera di carta usa e getta da appoggiare sul viso prima di indossare gli occhiali per la realtà virtuale. Quando comincia la mostra devi assecondare le frecce che ti appaiono dinanzi agli occhi, portando il viso a destra e a sinistra per vedere la scenografia nella sua interezza. Considera che la mostra è a 360° e che anche girando sulla sedia puoi vedere il paesaggio che hai alle spalle. Le frecce che appaiono per qualche secondo sullo schermo sono un valido aiuto per seguire la virtual experience senza perderti nessun capolavoro di Van Gogh. La sedia asseconda i movimenti della passeggiata quindi avrai proprio l’impressione di essere trasportato, inerte, su una passerella. Il salto nella notte stellata è pura magia.

Se non hai mai avuto esperienze simili potresti accusare qualche fastidio, dovuto alla sensazione di perdita dell’orientamento. Una vertigine simile al mal di mare, che però è molto soggettiva. Se avverti un profondo senso di fastidio prova a chiudere gli occhi oppure alza il visore. 

Van Gogh virtual experience alle luminarie di Gaeta
Prima di lasciare lo stand della Virtual Experience puoi comprare gadget e souvenir con le stampe delle famose opere di Van Gogh.
Anche quest’anno le Luminarie di Gaeta illuminano l’intero Golfo del basso Lazio con proiezioni e installazioni straordinarie. Un’incantevole passeggiata tra storia e letteratura grazie alle novità di questa edizione che rende omaggio al sommo poeta Dante Alighieri e ad altre meravigliose opere letterarie, come “Il piccolo principe” di Antoine De Saint Exupery.

Le Luminare di Gaeta.

Fai un giro intorno al mondo

Le installazioni luminose della VI edizione di “Favole di Luce”, in programma a Gaeta dal 30 ottobre fino al 16 gennaio 2022, sono un’occasione per fare un breve viaggio intorno al mondo e un tuffo nella sua storia letteraria. Puoi passare da Parigi per scattare una foto sotto la Tour Eiffel illuminata da mille luci colorate e poi fare un salto nell’antico Egitto per metterti in posa davanti all’enorme piramide dorata e alle sue eleganti sfingi. Puoi fare infine una visita nel fascinoso oriente e passeggiare nel corpo sinuoso del Drago Zu, arrivato direttamente dalla Cina per farsi fotografare.
luminarie di gaeta. Cosa vedere e cosa fare alle luminarie di gaeta.
Trovi la Tour Eiffel presso Villa delle Sirene a Gaeta.

Vai a spasso con Dante

Nel settecentenario della morte di Dante Alighieri Gaeta celebra il sommo poeta con proiezioni artistiche spettacolari, che illuminano i monumenti storici più belli del borgo, a partire da Porta Carlo III, in Gaeta Medievale, passando per gli antichi bastioni fino ad arrivare al Castello Angioino. Dal castello poi, dove è proiettato il volto di Dante, parte un raggio luminoso che collega la torre al cielo. La luce completa il percorso celebrativo del settecentenario unendo simbolicamente il sommo poeta al paradiso celeste, proprio nel cielo di Gaeta. Il potente proiettore emana questo fascio di luce ogni giorno, ma solo dalle 18:15 alle 20:15. Inoltre ogni sabato, dalle 16:30 alle 17:30 va in scena un percorso teatralizzato in giro per la città a cura dell’Associazione culturale “Iniziative e progetto”, con la direzione artistica di Gianni Donati, autore tra l’altro della sigla originale di Favole di luce. Durante la passeggiata, scortato da Dante, Beatrice e San Bernardo, puoi scoprire le proiezioni artistiche luminose che celebrano il Sommo Poeta ed esaltano la bellezza dei monumenti storici di Gaeta Medievale. L’appuntamento è alle 16:30 nei pressi di Porta Carlo III.

Nel budello gaetano sono tante le proiezioni da guardare e fotografare, dedicate soprattuto ai bambini. Partendo da Piazza Goliarda Sapienza, dove incontri lo Scoiattolo Pasticcione, percorri tutta Via dell’Indipendenza e raggiungi Piazza Mare all’Arco, dove trovi le bellissime luminarie dedicate al libro di Antoine De Saint Exupery, “Il piccolo principe”. Sulle facciate dei palazzi vengono proiettate le frasi più belle del libro e i colorati disegni dei personaggi di una delle storie più amate al mondo da adulti e bambini.  A Piazza Mazzoccolo puoi saltare nello strambo mondo delle meraviglie di Alice, lasciandoti incantare dalle luminarie dedicate alla favola di Lewis Carrol. Nella Piazza centrale poi, dove ogni week end va in scena lo spettacolo della Fontana di San Francesco, con giochi di luce, suoni e fontane danzanti, trovi le proiezioni di “Un acquario da sogno”. 

Goditi lo spettacolo della fontana danzante

Ogni week end nel cuore della città la Fontana di San Francesco regala mezz’ora di pura allegria con i suoi giochi di luce. Accompagnata dalle più belle canzoni italiane e internazionali la fontana danzante crea meravigliose coreografie con i suoi getti d’acqua. Il sabato poi, alle 18:30,  le incantevoli principesse Disney incantano gli avventori danzando attorno alla fontana in un turbinio di brillantini e luci colorate. I balletti sono a cura di Rita Spinosa, direttrice artistica della scuola di danza “Il centro del movimento”. Lo spettacolo si conclude con un esplosione di fuochi pirotecnici che illuminano il lungomare. 

Entra nel magico villaggio di Babbo Natale

La casa di Babbo Natale di Gaeta è una delle attrazioni natalizie più belle del Lazio. La minuziosa ricerca dei particolari, la cura de preziosi dettagli e l’armoniosa disposizione degli arredi rendono l’ atmosfera del villaggio magica e accogliente. Un’esperienza indimenticabile anche per gli adulti perchè una volta varcata la soglia della casa di Babbo Natale la magia prende il sopravvento su ogni altra cosa. Quindi almeno per un’ora caccia via i cattivi pensieri e lo stress accumulato durante la settimana e goditi ogni angolo del villaggio con spensieratezza.

La casa di Babbo Natale a Gaeta
Nel villaggio di babbo Natale è possibile incontrare tanti simpatici personaggi e fare laboratori artistici in tema con le festività.

Gira tra le stanze della glaciale dimora, gioca con gli elfi e fai una foto con Babbo Natale, ma non dimenticare di passare a salutare la Befana. Inoltre quest’anno è possibile fare bellissimi laboratori creativi e assistere a spettacoli teatrali o partecipare a piccoli eventi. Per prenotare il tuo posto puoi chiamare al numero 3286759101. Irma sarà felice di rispondere alle tue domande. Ma le sorprese quest’anno sono tantissime. Nel villaggio di Babbo Natale ogni week end puoi trovare una principessa Disney che si divertirà a fare foto e autografi ai tuoi bambini. 

Trovi il Villaggio di Babbo Natale in via Annunziata 7. Per entrare è necessario il Green Pass e la mascherina è obbligatoria.

Fai un giro sulla ruota panoramica a Gaeta Medievale

Se non temi l’altezza fai un giro sulla ruota panoramica di Gaeta Medievale. Un modo di vedere le meraviglie del Golfo da una nuova prospettiva. Inoltre dall’alto puoi ammirare le splendide Luminarie e goderti Favole di Luce in modo romantico e alternativo. 

Fai una sosta al Teatro dei burattini

Dopo aver passeggiato per la città in lungo e in largo torna al punto di partenza, nella grande Piazza del Comune. Qui trovi il Teatro dei Burattini dei Fratelli Mercurio, che da anni rallegra adulti e bambini con le divertenti storie di Pulcinella e i suoi amici. Una tappa immancabile perchè il primo spettacolo dei fratelli Mercurio a Gaeta andò in scena in questa piazza nel lontano 1959. Da allora la tradizione non si è mai fermata. Un motivo in più per regalarti un momento di serenità con la tua famiglia. 

Pattina sul ghiaccio

Hai mai pattinato su una pista ghiacciata in riva al mare? A Gaeta puoi! Nella piazza principale, proprio sotto al Palazzo Comunale, trovi la grande pista di pattinaggio su ghiaccio di Favole di luce. Una tappa da fare assolutamente se sei amante dei pattini e del movimento. La pista è sempre in fermento ed è vicinissima a tutti i punti di maggiore interesse. 

luminarie di Gaeta, edizione 2021/2022
Nella piazza del Palazzo Comunale trovi la bellissima pista di pattinaggio su ghiaccio e le casette di legno dei mercatini di Natale, in un’atmosfera magica. Foto di Pina Pantaleo.

Compra un souvenir ai Mercatini di Natale delle Luminarie di Gaeta

Non potevano certo mancare le casette di legno dei Mercatini di Natale in perfetto stile tirolese ma…in riva al mare! Tra gli stand finemente decorati trovi tanti prodotti tipici locali o souvenir realizzati a mano da sapienti artigiani del posto. Non puoi andar via da Favole di luce senza un ricordo della città di Gaeta o senza un’oggetto natalizio da esibire in casa durante le feste. Sono tanti gli espositori che trovi nella piazza centrale o sul lungomare, e molti di loro propongono tradizionali street food da gustare caldi durante la passeggiata, come la tiella di Gaeta. 

Luminarie di Gaeta. Cosa vedere e cosa fare
Ai Mercatini di Natale di Favole di Luce trovi tantissime idee regalo, per te e per gli amici. Allo stand di Impronte di Gaeta poi trovi anche tanti gadget per il tuo amico a quattro zampe!

Perchè visitare le Luminarie di Gaeta

Uno dei motivi per cui dovresti visitare le Luminarie di Gaeta è senza dubbio l’atmosfera fiabesca che si respira in ogni angolo della città. Quest’anno poi le installazioni luminose accontentano sia gli adulti che i bambini, viste le varie tematiche trattate. I più piccoli amano passeggiare ammirando, carichi di stupore, i disegni sulle facciate dei palazzi e hanno tante attrazioni a cui dedicarsi. E’ un occasione anche per visitare gli splendidi monumenti della città, sia nel borgo dei pescatori che nel quartiere medievale. Tante sono le cose da fare a Gaeta prima che le luci si accendano, tra shopping, storia e tradizioni locali. 

Orari e App

Le Luminarie di Gaeta sono gratuite e vengono accese tutti i giorni a partire dalle ore 16:30. Se vuoi rimanere aggiornato sui percorsi e sugli eventi scarica l’app ufficiale di Favole di Luce. La trovi sia in versione iOS che Andoid.

 

Bardolino si trova sul Lago di Garda, precisamente sulla sponda veneta e quindi molto vicina a Venezia e a Verona. E’ una delle più importanti e frequentate mete del lago e si trova ai piedi delle colline famose nel mondo per la coltura di importanti vigneti. Qui si produce infatti il rinomato vino rosso Bardolino e il Rosè Chiaretto e in ogni angolo della città si respira perennemente l’atmosfera della vendemmia. Ma la cittadina sul lago ha molto da offrire, sia paesaggisticamente che per quanto riguarda la storia locale. Bardolino, vista la sua peculiare conformazione, è una bellissima località da esplorare a passo lento anche con i bambini.

Bardolino

Segui i profumi del centro storico

La città di Bardolino si affaccia sulle rive del Garda con eleganza e compostezza. Il centro storico è molto caratteristico, una rete di viuzze che si intersecano tra loro e danno vita a piazze ariose ricche di locali e negozi. Sono molti i ristoranti che costeggiano le strade e la passeggiata è allietata da deliziosi profumi di piatti tipici o dall’aroma del caffè che si alza dai tanti bar che incontri lungo il percorso. Il centro storico è completamente chiuso al traffico e quindi l’ideale per le famiglie con bambini. La Chiesa di San Nicolò segue il via vai dei passanti di Piazza Matteotti ed è un pò il fulcro della vita sociale del borgo. La sua posizione privilegiata la rende tappa di turisti che, trovandosi di fronte l’enorme facciata non appena imboccata la piazza, accorrono curiosi al suo ingresso per scrutarne gli interni. Qui trovi anche i resti dell’antica torre merlata del castello Scaligero.
Bardolino sul lago di Garda, cosa vedere
La Chiesa di San Nicolò è uno dei luoghi di interesse religioso e culturale presenti nel Comune di Bardolino, nell’area turistica del Lago di Garda.

Passeggia sul lungolago

Bardolino vanta uno scenografico lungolago, impreziosito da piccoli porticcioli in cui trovano riparo barchette colorate. Il percorso comprende bellissime spiagge, sicuramente prese d’assalto durante la stagione estiva, e la nuovissima pista ciclopedonale che arriva fino a Lazise. Che sia a piedi o in bici i paesaggi che incontri costeggiando il lago sono davvero straordinari.

Bardolino sul lago di Garda, cosa vedere
I porticcioli di Bardolino sono davvero caratteristici e molto instagrammabili. I colori delle imbarcazioni danno allegria alla passeggiata.

Segui il Cammino di Bardolino sul lago di Garda

Se sei amante della natura e del buon vino prova a fare il Cammino di Bardolino. E’ un meraviglioso percorso ciclopedonale che dalle colline circostanti scende fino alle sponde del Lago di Garda attraversando i territori del veronese, dove si produce il Bardolino DOC. Il cammino prevede ben 18 percorsi differenti tra i quali scegliere. Coinvolgono sei comuni e circa sessanta aziende vinicole del territorio. Un’occasione unica e originale per scoprire la natura, la storia e l’enogastronomia locale.

Bardolino. Cosa vedere on the road sul lago di garda
Bardolino è una città molto sprint. Numerose sono le attività da fare con i bambini, tra canoa, sup, trekking e bicicletta. Hai solo l’imbarazzo della scelta.

Fai un giro sulla ruota panoramica di Bardolino sul Lago di Garda

Sul lungolago di Bardolino trovi la bellissima ruota panoramica della città sempre in movimento. Sia di giorno che di sera dall’alto della ruota puoi vedere lo straordinario paesaggio circostante da una prospettiva insolita. Dai suoi 30 metri di altezza è possibile scattare splendide foto o semplicemente godersi il panorama circostante. E’ aperta tutti i giorni dalle 10:00 a mezzanotte e due carrozze sono riservate agli amici a quattro zampe! 

Bardolino. Cosa vedere sul lago di Garda.
Se ti trovi a Bardolino fai un giro sulla ruota panoramica con i bambini. Un modo divertente di vedere la città e i dintorni dall’alto.

Degusta i piatti tipici accompagnandoli con il Bardolino

La cucina tipica del territorio prevede piatti a base di pesce di lago, come alici e anguilla. Prova il risotto con la tinca o gli spaghetti con le alici di lago, oppure la trota alla griglia. Questi piatti vanno rigorosamente accompagnati dal Bardolino DOC, il vino autoctono della zona. E’ il compagno ideale dei piatti tipici tradizionale del Garda ma si accosta perfettamente ai grandi classici della cucina italiana per il suo gusto versatile, fresco e fruttato.

 

Perchè fermarsi a Bardolino sul Lago di Garda

Bardolino è una delle cittadine del Lago Di Garda facilmente raggiungibili dall’autostrada e per questo è una delle mete più frequentate della zona, anche solo per una gita giornaliera. E’ vivibile in ogni stagione dell’anno e i paesaggi circostanti sono un continuo alternarsi di uliveti e vigneti. La sua particolare conformazione la rende adatta alle famiglie con i bambini perchè pianeggiante e chiusa al traffico. Una tappa imperdibile se ti trovi on the road sul Lago di Garda.

 

La città di Sabaudia si trova nel cuore del Parco Nazionale del Circeo, a circa 14 chilometri dal borgo di San Felice Circeo e a meno di un’ora di macchina da Roma. E’ una delle cinque cittadine realizzate durante il periodo fascista con la bonifica dell’Agro Pontino e la sua conformazione urbana rappresenta egregiamente il razionalismo e la rigorosità di questo movimento politico. Gli spazi urbani sono infatti perfettamente strutturati a creare una rete di strade precisa e inquadrata. La natura che circonda Sabaudia invece è selvaggia e disordinata, di uno splendore tale da attirare ogni anno numerosi turisti sulle sue dune di sabbia fine e dorata. La peculiare trasparenza delle acque e le rinomate spiagge del litorale assicurano ogni anno la Bandiera Blu alla città. 

Sabaudia

Sabaudia nasce grazie ad un concorso bandito dall’Opera Nazionale Combattenti, l’ente che ha gestito i lavori di bonifica nella zona dell’Agro Pontino. Come già detto è stata pensata e progettata dagli architetti vincitori seguendo il classico rigore razionalista del Partito Fascista. Il centro storico della città ne rappresenta al meglio le caratteristiche.

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Cosa vedere a Sabaudia

Tra i monumenti da visitare a Sabaudia spicca senza dubbio la Chiesa della Santissima Annunziata, donata alla città negli anni ’30 dalla Regina Margherita di Savoia. Custodisce al suo interno una meravigliosa Cappella Reale e sul soffitto svetta lo stemma del casato. All’esterno presenta una facciata rivestita di lastre in pietra di travertino sulla quale è stato creato un mosaico che rappresenta l’Annunciazione, inserita però nel contesto socio culturale del periodo di costruzione della struttura legato alla bonifica.

Alle figure di Maria e dell’arcangelo Gabriele infatti si affiancano le figure di Mussolini e di Valentino Orsolini Cencelli, commissario dell’Opera Nazionale Combattenti, con il chiaro intento di celebrare l’opera di Bonifica.

Sulla destra della chiesa si innalza il Battistero, di forma cilindrica, mentre sulla sinistra è possibile ammirare la torre campanaria alta ben 47 metri. 

Accanto al Palazzo Comunale svetta la Torre Civica, alta 46 metri. E’ possibile visitarne gli interni che ospitano una mostra permanente del Maestro Lorenzo Indrimi con illustrazioni della Divina Commedia create con varie tecniche pittoriche. E’ inoltre possibile raggiungerne il terrazzo dal quale si gode una vista sulla città e sui territori circostanti. Dalla torre si diramano le strade e le piazze costeggiate da edifici costruiti in stile razionalista.

Il Palazzo delle Poste

Poco distante dalla Torre Civica, in Via Emanuele III, si trova il caratteristico e curioso Palazzo delle Poste. Spicca per il suo colore blu ed è l’edificio simbolo dell’architettura futurista della città. Le tessere azzurre, colore della casa Savoia, ricoprono la gran parte della struttura. Le facciate presentano inoltre grandi finestre incorniciate da marmo rosso che illuminano l’ampia sala interna. E’ stato realizzato nei primi anni 30 su progetto di Angelo Mazzoni, esponente di spicco della corrente futurista di Marinetti, e recentemente restaurato dall’Amministrazione Comunale di Sabaudia. 

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Cosa visitare nei dintorni di Sabaudia

Nei dintorni di Sabaudia è possibile visitare la Villa di Domiziano, un sito archeologico di grande interesse storico che si estende sulla penisola che arriva al lago di Sabaudia. Molto bella da fotografare è Torre Paola, una struttura di avvistamento posta su una caratteristica scogliera del Circeo a picco sul mare. Anche il Lago di Paola e il Lago di Fogliano sono assolutamente da visitare e rimangono i posti ideali per passeggiare nella natura anche con i bambini.

Una delle spiagge più famose del litorale laziale è indubbiamente quella di Anzio, vicino Roma. Su questo arenile di sabbia dorata e fine si concentrano angoli naturalistici e storici di rara bellezza e, protette dalle falesie levigate dal vento e dal mare, è possibile vedere le Grotte di Nerone, uno dei siti archeologici più importanti del Lazio. 

Le Grotte di Nerone di Anzio
Il parco archeologico delle Grotte di Nerone ha una vasta estensione e si dirama sul tratto di spiaggia che va dal faro fino alle falesie di Capo d’Anzio.

Le Grotte di Nerone di Anzio

Nel periodo imperiale Antium è stata la colonia più grande di Roma diventando subito meta esclusiva di villeggiatura della nobiltà romana e di numerosi politici che, approfittando della vicinanza alla Capitale, potevano godere in qualsiasi momento del clima mite della costa e delle sua refrigeranti acque cristalline.

La spiaggia di Anzio è caratterizzata dalla presenza delle Grotte di Nerone da più di duemila anni, situate sotto il promontorio di Capo d’Anzio. Comprendono due aree distinte ma attigue: il porto e la villa imperiale. L’area dei magazzini del porto, conosciute come Grotte di Nerone perchè da lui fatte edificare, è una costruzione in laterizio posta proprio sotto la rotonda belvedere su cui svetta il faro di Anzio. I ruderi della villa invece, anticamente estesa per ben 800 metri sulla spiaggia della città, lasciano immaginare quanto splendore si celasse nel periodo repubblicano e imperiale all’interno del palazzo. Le terrazze, i criptoportici e l’esedra avevano una privilegiata posizione a picco sul mare e gli interni custodivano preziose opere scultoree, tra le quali la famosa Fanciulla di Anzio.

La villa imperiale e le grotte do Nerone a Anzio
Il complesso architettonico della Villa imperiale e delle Grotte di Nerone Si estende per oltre 800 metri sulla spiaggia, a strapiombo sul mare.

Le Grotte di Nerone ad Anzio. I fasti del periodo repubblicano e imperiale

La costruzione della villa di Nerone, adagiata sull’arenile di Anzio, inizia nel II secolo a.C. Edificata seguendo un preciso schema simmetrico ancora ben visibile nel sito archeologico la villa presentava grandi stanze decorate con dettagli preziosi e pavimentate con eleganti mosaici. La struttura è voluta e usata per la prima volta da Augusto in epoca repubblicana, il quale la utilizza esclusivamente come dimora estiva. 

E’ con Nerone però che la villa di Anzio raggiunge il massimo prestigio ed è proprio per questo motivo che la dimora, nonostante sia stata costruita da un altro imperatore romano, da lui prende il nome. Grazie alla sua supervisione e alle sue manie di grandezza l’imperatore riesce a trasformare una ricca dimora in un vero e proprio palazzo imperiale. Fa costruire un complesso architettonico mai visto prima con un estensione vastissima e con edifici che, articolandosi su diversi livelli, arrivavano fino al mare. 

 

La villa imperiale e le grotte di Nerone ad Anzio
Del grande complesso della villa imperiale di Anzio si vedono attualmente solo resti di murature, di pavimentazioni a mosaico e delle terme e i criptoportici, affacciati sul mare.

L’ampliamento della villa imperiale

Sotto la supervisione di Nerone la villa è stata dunque ampliata a dismisura. L’imperatore fa costruire una serie di padiglioni affacciati sul mare, arricchendoli con meravigliose terrazze e rigogliosi giardini. Nel periodo di massimo splendore la villa imperiale ospita anche un impianto termale e diverse sale pensate per lo svolgimento di rappresentazioni teatrali e concerti. 

La famiglia imperiale di Domiziano e Adriano prende possesso della villa di Anzio dopo Nerone. Con loro subisce ulteriori ristrutturazioni, per di più estetiche, e viene dotata di una biblioteca, la diaeta. Per dare maggiore opulenza alla dimora vengono sistemate nelle stanze e negli atrii opere d’arte pittorica e meravigliose sculture marmoree. 

La villa imperiale e le grotte di Nerone di Anzio
Il sito archeologico della vIlla Imperiale di Nerone è perfettamente incastonato in una cornice naturale di straordinaria bellezza, tra falesie a picco sul mare.

Passeggiata nella storia 

Le famose Grotte di Nerone sono ancora ben visibili sotto al promontorio di Capo d’Anzio. A sud del faro invece è possibile vedere l’antico porto fatto costruire per portare provvigioni alla villa. Dell’intero complesso rimane in ottime condizioni il Calidarium e le bellissime pareti create con marmi disposti in stile geometrico. 

Dopo Settimio Severo la villa rimane completamente abbandonata e poi saccheggiata da Barbari e Saraceni. Più avanti nella storia Papa Innocenzo XII fa costruire un nuovo porto che aiuta la città a diventare un importante snodo commerciale. La costa di Anzio è famosa anche per un avvenimento storico di importanza mondiale. Il 22 gennaio del 1944 infatti questa spiaggia diventa teatro di una della più grandi azioni belliche del secondo conflitto mondiale: lo sbarco di Anzio. Le tracce dello sbarco e le postazioni dei militari sono ancora ben visibili negli spazi adiacenti alla villa romana di Nerone.

Questo rende la spiaggia di Anzio non solo una meta adatta al relax ma anche una destinazioni in cui perdersi nella grande storia italiana e nelle preziose risorse paesaggistiche della costa laziale. 

 

 

 

 

Uno dei modi migliori per scoprire l’Umbria è indubbiamente organizzandoun’itinerario on the road che ti permetta di esplorarne i territori in totale libertà. Questa regione, famosa per la sua natura rigogliosa e per i suoi bellissimi borghi medievali, vanta anche una serie di eccellenze gastronomiche famose nel mondo come il celebre tartufo nero di Norcia. Vediamo quindi cosa mangiare in Umbria partendo alla scoperta dei piatti tipici regionali. 

Cosa mangiare in Umbria

In Umbria trovi tantissimi prodotti tipici locali, alcuni dei quali molto conosciuti come le lenticchie di Castelluccio di Norcia, famose tra l’altro per la bellissima fioritura che regalano in primavera. Norcia è anche uno dei più importanti centri nazionali in cui viene lavorato il maiale e qui inizia in tempi immemori la tradizione del norcino, che definisce per l’appunto l’esperto nella lavorazioni delle carni suine. In Umbria si producono anche la porchetta e i budellacci, salumi preparati con il budello grasso del maiale ed essiccati nel camino. Ma la regione vanta anche un ottimo olio extravergine di oliva, un DOP dalle note delicate e fruttate, e numerosi prodotti caseari come il pecorino umbro.

Piatti tipici di Perugia

Per il tuo tour gastronomico nella regione parti da Perugia, polo universitario e ormai patria del cioccolato, protagonista nel mese di ottobre dell’ Eurochocolat, una delle manifestazioni più golose della penisola. Il piatto tipico della città è l’avortolo, una pizza fritta preparata con farina, olio e sale che ben accompagna i salumi umbri. Si trova anche in versione dolce, dove il sale viene sostituito con lo zucchero. Una delle specialità tradizionali perugine sono gli gnocchi con il sugo d’oca. Una vera prelibatezza a base di gnocchi di patate fatti a mano e condimento di pomodoro, carne di oca e pecorino semi stagionato. Spesso questo sugo si trova a condimento anche degli stringhiozzi, un’altro tipo di pasta preparata a mano tipica della zona. 

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Non lasciare Perugia senza aver assaggiato la parmigiana di gobbi, un delizioso piatto unico a base di cardi. Dopo esser stati marinati in olio, limone e prezzemolo i cardi vengono stesi in teglia alternati a sugo di carne e parmigiano. I gobbi alle perugina sono un classico delle festività natalizie, ma si trovano in diversi ristoranti di Perugia anche nelle altre stagioni. 

Cosa mangiare in Umbria. I piatti tipici di Assisi

Lascia Perugia e tuffati nell’atmosfera medievale della città di San Francesco: la meravigliosa Assisi. Dopo aver passeggiato nel suo centro storico e visitato le sue chiese più belle regalati un momento di relax assaggiando la rocciata, il dolce tipico della città che ricorda molto il gusto dello strudel trentino. Il nome rocciata deriva dalla parola dialettale “roccia” che non sta ad indicare una pietra ma una forma tonda arrotolata, che è proprio quella data a questo dessert. Nell’impasto sottile e croccante della rocciata si inseriscono mele, noci e frutta secca e sulla superficie si passa una spennellata di Alchermes.

Se sei invece un amante della pasta assaggia gli umbricelli, un formato di pasta tirata a mano molto simile agli spaghetti, che ad Assisi viene condita con pancetta, sugo, maggiorana e pecorino grattugiato. Anche la torta al testo ha un suo perchè. Questo piatto ha lontanissime origini ed è conosciuto anche come crescia. E’ simile ad una piadina preparata con semplici ingredienti come farina, sale, acqua e bicarbonato. Nasce come un alternativa al pane ma si può anche farcire all’interno con verdure, salumi e formaggi. 

Foligno e la Valle Umbra

Altra località dove assaggiare piatti tipici del territorio è Foligno, incastonala nella splendida Valle Umbra. Qui puoi provare i famosi spaghetti con il rancetto, una specialità che trovi in quasi tutti i ristoranti della città. Questo primo piatto è preparato con ingredienti autoctoni, come il pecorino e la pancetta e, anche se a prima vista può sembrare un’amatriciana, ti assicuro che il gusto è molto diverso. A dargli un tocco fresco e molto gradito c’è la maggiorana.

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I piatti tipici di Narni e della provincia di Terni. Cosa mangiare in Umbria.

Se hai intenzione di fare un giro nella Valnerina e concederti anche qualche attività all’aria aperta, come il rafting, per ricaricare le energie fai il pieno brustengolo. Si tratta di un pane dolce a base di mais arricchito all’interno con sottilissime fette di mela e frutta secca. A cena poi prova i manfricoli, il classico piatto della tradizione di Narni. Sono spaghetti grossolani, rigorosamente fatti a mano, preparati con un impasto di acqua e farina di grano duro. Vengono impastati con l’acqua delle sorgenti di Stifone, il bellissimo borgo sul fiume Nera, perchè queste acque incontaminate danno un sapore molto particolare all’impasto. Solitamente li trovi conditi con semplice sugo di pomodoro o con l’accoppiata vincente di salsiccia e tartufo.

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Norcia, capoluogo culinario dell’Umbria

Norcia è una della città più suggestive della regione, apprezzata dai turisti non solo per i meravigliosi edifici storici e religiosi che custodisce tra le sue mura, ma soprattutto per i suoi prodotti tipici ormai famosi in tutto il mondo. Se sei un buongustaio aggiungi questa meta nel tuo itinerario in Umbria e non te ne pentirai. Le tradizioni gastronomiche della città sono davvero tante e molto intriganti e passeggiare nel borgo alla scoperta delle norcinerie è davvero un esperienza unica. Questi locali, frutto di una tradizione millenaria, sono destinati in maniera esclusiva alla lavorazione e poi alla vendita di carne suina. I profumi che si sprigionano tra le mura delle norcinerie sono indescrivibili. Tra gli insaccati più buoni c’è il prosciutto di Norcia, una delizia assoluta che non ha eguali in scioglievolezza e gusto.

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Devi necessariamente provare anche la pasta alla norcina, il piatto tipico della città che vede cipolla e salsiccia come protagonisti. Il condimento infatti prevede un sugo fatto con cipolla, aglio, salsiccia e ricotta fresca di pecora e alcune varianti prevedono l’aggiunta di pepe e tartufo nero locale. 

Spoleto. Cosa mangiare in Umbria.

Spoleto incanta il visitatore con i suoi edifici maestosi e la bellezza del centro storico. La sua cucina tipica è un ulteriore ragione per inserire questa città tra le tappe del tuo viaggio in Umbria. Tra i piatti tipici spoletini trovi gli strangozzi, una pasta stesa a mano e tagliata a sezioni rettangolari e irregolari. Sono molto spessi e per questo motivo si accompagnano in maniera divina a sughi corposi, come quello alla norcina. Se capiti da queste parti in primavera puoi trovare come piatto del giorno in molti ristoranti il risotto con gli strigoli. Si prepara con erbe campestri della zona, chiamate strigoli, e viene mantecato con abbondante parmigiano. 

Per dessert puoi optare per una fetta di crescionda, dolce tipico di Spoleto che ha origini nel lontano Medioevo. Viene preparata con amaretti e cioccolato fondente e la sua consistenza è morbida e leggera. Si prepara a strati creando un fondo di farina e amaretti, un ripieno di morbida cioccolata e colando altrettanto golosa cioccolata a ricoprirne la superficie. Ancora oggi è uno dei dolci più popolari della zona.

Orvieto e la cucina tradizionale. Cosa mangiare in Umbria.

La cucina orvietana ancora oggi prevede ricette dal sapore antico, tramandate di generazione in generazione. I piatti tipici locali vengono preparati con materie prime del territorio provenienti da allevamenti e terreni della zona. Il piatto che più racchiude l’essenza della gastronomia di Orvieto è la zuppa di ceci e castagne, un piatto di origini contadine dal sapore estasiante. I due ingredienti principali danno un sapore intenso e allo stesso tempo delicato al piatto e il suo profumo richiama la terra umbra come nessun altro piatto della regione. 

Altro piatto tipico di Orvieto sono le lumachelle, rustici salati e fragranti che in tempi antichi erano pranzo per i contadini nei campi. Una specie di street food d’altri tempi che con gli anni non ha perso valore ma anzi continua ad essere tramandato con straordinaria tenacia di generazione in generazione L’impasto delle lumachelle è a base di pane ma il ripieno varia a seconda della stagione. Sostanzialmente vengono preparate con strutto, prosciutto o pecorino, e arrotolate per dare ai panetti la forma arrotolata, simile a quella della chiocciola. 

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Perchè fare un viaggio alla scoperta dei prodotti gastronomici dell’Umbria

Un viaggio alla scoperta della gastronomia regionale permette di imparare e di scoprire tantissime cose riguardanti i territori visitati. Al di la della tradizione culinaria provare i piatti tipici locali ti permette di inserirti nel contesto sociale di una città, di apprezzarne le abitudini e di viverne la quotidianità fatta di gesti lenti e sapienti. 

La gastronomia umbra in special modo è fatta di piatti genuini frutto di tradizioni radicate che ruotano per lo più attorno ai due prodotti tipici del territorio: il tartufo e la carne di maiale. In ogni cittadina umbra è facile trovare ristoranti e taverne che preparano i piatti della tradizione. Perdersi nei profumi e nei sapori della zona è un’esperienza di viaggio da provare almeno una volta nella vita. 

 

 

Il Media Kit è una specie di curriculum vitae di un blogger o di un influencer e contiene tutti i dati relativi al sito o al profilo Instagram. E’ sostanzialmente una lettera di presentazione da allegare nelle proposte di collaborazione ad aziende e brand e deve descrivere il tuo “modus operandi” nonchè contenere più informazioni possibili, utili ad instaurare un rapporto di lavoro. Un media kit ben fatto è un ottimo biglietto da visita e soprattutto è sinonimo di professionalità.

Il Media Kit. A cosa serve.

Il Media Kit è uno strumento indispensabile per i blogger e deve contenere tutti i dati relativi agli insight del sito e una descrizione dello stesso. E’ uno strumento essenziale per presentare il tuo lavoro ai possibili collaboratori e i dati inseriti devono quindi essere reali e precisi. Inserisci una breve presentazione di te, del tuo lavoro e dell’argomento trattato sul blog. Specifica quali sono i tuoi obiettivi e soprattutto quali sono i punti di forza del tuo sito. Le aziende e le agenzie di PR hanno bisogno di sapere con chi avranno a che fare e soprattutto se il tuo blog è in target con i loro prodotti/servizi. 

Cosa scrivere nel Media Kit

Le informazioni da inserire in un media kit devono riassumere il tuo lavoro in pochi e incisivi punti fondamentali. Dovrai inserire quindi le tue informazioni di base, quali nome personale e professione. Poi puoi iniziare a presentare il blog inserendo il nome e il link, non dimenticando di apporre il tuo logo e una tua foto sulla pagina iniziale. Inserisci quindi i tuoi dati di contatto: e-mail, telefono etc.

 

Chi sono. Presentati e presenta il blog.

Inizia dunque facendo un breve riassunto della tua mission e del perchè hai deciso di aprire un blog. Spiega in maniera chiara quali sono i temi da te trattati e quali obiettivi ti poni. Aggiungi poi il pubblico di riferimento, tenendo conto anche dei dati di Analytics. E’ importante far capire subito a chi ti rivolgi, che tipo di tematiche tratti, a chi potrebbe essere d’aiuto il tuo sito. 

Inserisci le statistiche del tuo blog nel media kit

Una volta creata una presentazione ad hoc, stabilito gli obiettivi ed elencato il tuo pubblico di riferimento puoi iniziare a trascrivere le statistiche. Questa è una fase a cui fare molta attenzione, la più importante e quella che probabilmente ti porterà via più tempo. Devi infatti elencare l’andamento del tuo sito negli ultimi mesi e ti dovrai avvalere di uno strumento molto importante: Google Analyics. Devi studiare bene le metriche e inserirle nel tuo media kit, assicurandoti di fare rapporto sulle visite mensili del blog, sui visitatori unici, sulle pagine visionate e sui dati demografici degli utenti. Sono importanti anche i dati della frequenza di rimbalzo e delle principali sorgenti di traffico. Sono dati di valutazione fondamentali per le aziende che cercano collaboratori. Puoi fare uno screnshoot delle pagine di Analytics con i parametri di cui hai bisogno ed inserirli nelle pagine del media kit.

L’importanza dei social media

Altro passaggio fondamentale e non meno importante del precedente è la creazione di una pagina dedicata ai tuoi social media. Devi elencare i canali social sui quali sei presente e fornire i dati di ognuno di essi. Follower, engagment rate, interazioni e visite mensili. Questo per dimostrare che la tua presenza on line è molto forte e che sei in grado di poter influenzare i tuoi utenti stando al passo con i competitor di settore.

Nel media kit puoi anche inserire le tue collaborazioni passate e/o inserire i servizi che puoi offrire alle aziende che ti contattano. E’ molto importante che le informazioni inserite siano chiare e soprattutto che siano veritiere. Un PR infatti, dopo aver visionato il tuo media kit, andrà subito a confrontare i dati da te elencati sulle piattaforme che ha a disposizione, come Google Analytics o Seozoom. Inserisci anche informazioni riguardanti i vari eventi a cui hai partecipato in qualità di blogger e se hai ideato qualcosa di tuo non esitare ad aggiungerlo nel media kit. Io ad esempio ho progettato e messo in pratica un blog tour esperenziale nella mia città ed ho esposto il progetto nell’ultima pagina del mio media kit. 

 

Consigli utili per creare un media kit d’effetto

Un media kit utile ed accattivante deve essere di facile comprensione, semplice da consultare e completo di ogni informazione possibile sul tuo blog. Deve oltretutto essere sempre aggiornato in modo tale da fornire i dati reali relativi agli ultimi mesi di attività del sito. Per realizzarne uno che sia in tema con il tuo blog puoi usare Canva, una pratica applicazione che ha tantissimi template predefiniti. Una volta scelta la grafica che più si addice allo stile del tuo sito puoi cominciare a creare il tuo media kit inserendo tutte le informazioni che ti ho suggerito nei paragrafi precedenti. Salva il tuo media kit in PDF e tienilo sempre a portata di mano nei download o sul desktop. 

 

 

 

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