I giorni 1-2-3 Settembre 2020 Gaeta diventerà scenario del primo Blog Tour intitolato GaetAvventura. Un evento da me ideato e progettato, patrocinato dal Comune di Gaeta in collaborazione con l’Associazione culturale I tesori dell’arte
GaetAvventura: mare, sport, cibo e cultura.
Un selezionato gruppo di blogger appartenenti alla community delle Travel Blogger Italiane vivranno esperienze sportive, culturali e gastronomiche in alcune delle location più belle della città. Le loro testimonianze, condivise sui propri siti e sui social network, andranno a far conoscere ad una vasta fetta di utenti le bellezze e le opportunità che può offrire la Città di Gaeta dal punto di vista dell’accoglienza e della ricettività.
GaetAvventura, mare, sport, cibo e cultura. Il primo blog tour nella città di Gaeta. Locandina @wharholgrafica
GaetAvventura
All’insegna dell’hashtag ufficiale #gaetavventura le travel blogger selezionate visiteranno e testeranno la variegata offerta turistica dei nostri territori: le splendide spiagge, le visite guidate, l’escursione in SUP lungo la costa, le esperienze culinarie. Le Blogger vivranno tre giorni densi di avventure che costituiranno materiale prezioso su cui lavorare. Il loro viaggio sarà infatti condiviso in diretta con oltre 500.000 followers, attraverso fotografie e post su Facebook, Twitter, Instagram, sui loro blog personali e su quelli ufficiali del progetto:
Vi presento le Blogger protagoniste del tour GaetAvventura. Sono quattro membri appartenenti alla community delle Travel Blogger Italiane, il magazine on line tutto al femminile dedicato ai viaggi.
Mariarita Persichetti di 24hourstrotter,Amante dei viaggi lampo, nata e cresciuta nella Riviera di Ulisse, ama parlarne sul suo blog per farne conoscere i tesori nascosti.
Sara Alessandrini di Itinerari religiosi, Laureata in giornalismo e da tre anni autrice di un travel blog sul turismo religioso. Ama viaggiare e scoprire il territorio attraverso gli occhi degli abitanti del luogo. Santuari e luoghi sacri sono per lei una tappa fissa per rifocillare lo spirito e ritrovare la pace.
Liz Biella di Ragazza in viaggio, Appassionata da sempre di fotografia e esperta viaggiatrice ha esplorato 43 Paesi (e più di 143 città estere), messo piede in 5 continenti su 6, conosciuto più di mille persone da ogni parte del globo.
Roberta Isceri di In viaggio con Lollo, mTravel blogger, giornalista e social media manager. Punta la sua attenzione soprattutto sull’Italia, nella sua accezione terapeutica. Vede infatti i viaggi nella penisola come cura per diversi stati d’animo, come risposta a un desiderio, come modo per stare bene.
Un blog tour è una buona pubblicità
Un blog tour è un’ottima pubblicità e permette di vivere una determinata località, attraverso l’esperienza diretta, a persone appassionate di viaggi e che quindi, in maniera autentica, possano coglierne gli aspetti sia positivi che negativi. Allo stesso modo esprimono le emozioni e le sensazioni che quel luogo ha suscitato in loro, così chi legge potrà a sua volta essere ispirato a visitarne i territori. Il blog si fa quindi mezzo di promozione turistica autentica e, grazie al contributo dei social network, oggi raggiunge un pubblico potenzialmente immenso.
Tra i punti di forza della città di Gaeta, oltre la natura spettacolare e l’ambiente, c’è una vasta offerta culturale, fatta anche di tradizioni locali che vanno assolutamente preservate e promulgate, nonché un patrimonio artistico di valore inestimabile che deve essere valorizzato al fine di promuovere anche un turismo consapevole. Foto di Alfredo Reale
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Segui @trevaligie_travelblog su instagram e su tutti i canali social per rimanere aggiornato sulle collaborazioni, le attività, gli sport e le visite guidate che faremo dall’ 1 al 3 settembre nella città di Gaeta! Ogni giorno trovi stories, live e articoli dedicati all’evento più avventuroso dell’anno.
Gaetavventura. Mare, sport, cibo, cultura. Il primo blog tour della città di Gaeta.
Come partecipare al prossimo blog tour
Se hai un attività, se vuoi promuovere il tuo locale o la tua associazione sportiva o culturale scrivimi a annalisa@trevaligie.com. Parteciperai alle selezioni del prossimo blog tour in programma a Gaeta. Il format è applicabile in ogni città della regione. Si accettano collaborazioni e proposte da Comuni, Enti del Turismo e privati.
Con grande meraviglia sono stata nominata da Moira di Food&Viaggiper il Sunshine Blogger Award 2020, un premio virtuale che si tramanda da blogger a blogger selezionando i migliori siti in base alla creatività, alla passione e alla qualità dei contenuti. È un modo per promuovere e dare visibilità a blogger meritevoli e con del potenziale.
Come funziona il Sunshine Blogger Award
Per partecipare non ci sono regole rigide, e la procedura da seguire si può riassumere in cinque semplici punti:
Ringraziare la persona che ha dato la nomination al nostro blog inserendo il link al suo sito web
Rispondere alle domande che ha preparato per noi
Nominare altri blogger che apprezziamo
Preparare per loro 10 nuove domande
Includere il logo del contest
La mia intervista per il Sunshine Blogger Award
Le domande di Moira di Food&viaggisono molto interessanti e ho cercato di rispondere in maniera breve e concisa, nello stile di Trevaligie.com.
– Quali sono le 3 cose che non possono mai mancare nel tuo bagaglio?
Negli anni ho imparato a selezionare poche cose da portare in valigia, ma assolutamente essenziali. Scelgo capi d’abbigliamento comodi e interscambiabili, riuscendo così a cambiare spesso outfit senza caricare eccessivamente il bagaglio. Non manca mai un leggings, pratico e confortevole, ne un pareo, che uso in tutti i modi possibili. Diventa scialle, tovaglia per pic nic, telo mare e all’occorrenza anche tenda para sole in auto!
– Raccontaci il più bel viaggio che hai fatto
Indubbiamente il primo viaggio on the road sulle coste francesi, quando ancora giravamo con le cartine geografiche nel cruscotto e cercavamo informazioni dai local per gestire imprevisti e cercare sistemazioni adeguate. La Bretagna e la Normandia ci hanno stregato a tal punto che appena possibile torniamo a sentire il rumore delle maree e a gustare ostricheguardando il tramonto.
– Quali sono le cose a cui non rinunci mai durante i tuoi viaggi?
Non ho mai rinunciato alla comodità, anche se nell’ultimo anno si è fatta sempre più forte la voglia di cominciare a viaggiare in van, godendo del viaggio on the road in tutta la sua pienezza.
– Se a sorpresa, ti concedessero di partire domani, quale sarebbe la tua destinazione e perché?
Domani? Credo che andrei a Instanbul. Un viaggio che sogno da una vita di fare in solitaria. Una città che mi ha sempre attratta, sin da bambina, quando leggevo romanzi ambientati nei suoi quartieri più tipici.
– Sei mai stato in Asia, se sì ti piacerebbe vivere lì per più di tre mesi?
Preferisco l’occidente all’oriente. Non mi sono mai lasciata tentare dalle destinazioni asiatiche. Non le sento mie e credo che non riuscirei ad integrarmi perfettamente allo stile di vita che adottano da quelle parti.
– Hai mai dormito di notte in aeroporto? E’ un’esperienza che rifaresti?
Io dormo ovunque!! Anche con la testa poggiata ad un palo della luce. ma sommariamente, non ho mai avuto emergenze che mi abbiano trattenuto a dormire in posti insoliti come le hall degli aereoporti.
– Secondo le tue esperienze di viaggio, qual è stato il luogo più pericoloso che hai visitato? E quale il più tranquillo e rilassante?
Il mondo è tutto potenzialmente pericoloso ma altrettanto accogliente e rilassante. Sta a noi imparare a riconoscere i pericoli, aggirandoli, e riuscire a vivere ogni esperienza con ottimismo.
– Ci sono dei viaggi che vorresti cancellare o rifare da capo con altre persone o con altri accorgimenti?
Rifarei esattamente tutti i viaggi che ho intrapreso con le stesse persone con cui ho deciso di partire. Ogni esperienza è stata a suo modo elettrizzante, divertente, a volte anche pesante, ma proprio per questo unica ed originale.
Ecco le domande per i tre blog da me scelti
1 Qual’è stato il tuo primo viaggio post lockdown?
2 Preferisci weekend brevi fuori porta o viaggi lunghi di due o più settimane ?
3 Hai mai fatto un viaggio on the road? Se si, cosa ti è rimasto più impresso di questa esperienza su strada?
4 Qual è stato il tramonto che più ti ha emozionato in viaggio ?
5 Sei più tipo da spiagge e relax o da escursioni e trekking?
6 Programmi il tuo viaggio nei minimi particolari già da casa o sei una persona che si lascia trasportare dagli eventi durante l’itinerario?
7 Quando viaggi con quale social ti piace coinvolgere maggiormente il tuo pubblico?
8 Qual’è il cibo migliore e il cibo peggiore che tu abbia mai assaggiato all’estero?
9 Qual’è il viaggio che hai sempre sognato fare ma che ancora non hai avuto modo di programmare?
10 Hai mai fatto un viaggio in solitaria? Se si, cosa ti ha trasmesso questa esperienza?
Ecco le mie nomination per il Sunshine Blogger Award 2020:
A Gaeta, in un dedalo di vicoletti, tra chiese, torri, scalinate e campanili, si innalza maestoso il Castello Angioino Aragonese. Si erge imponente su una falesia a strapiombo sul mare a guardia di tutto il borgo medievale. Nel corso dei secoli, grazia alla sua posizione privilegiata, il Castello è stato baluardo inespugnabile e dimora principesca, e pare che la prima fortificazione risalga addirittura al 681 dopo Cristo, periodo in cui le incursioni saracene portarono i nobili della zona a cercarvi rifugio.
Il Castello Angioino Aragonese di Gaeta
Nei primi decenni dell’800 Gaeta divenne Ducato autonomo sotto la guida della famiglia Gaetani, che insediatasi nel Castello Angioino Aragonese guidò la città fino all’arrivo dei Normanni, nel 1400. Ma torniamo un pò indietro nel tempo, esattamente nel 1223, quando sotto la guida di Federico Il di Svevia il Castello divenne fortezza inespugnabile. Vediamo quindi, attraverso i personaggi storici che vi hanno vissuto, le varie fasi della vita del Castello Angioino Aragonese di Gaeta.
Il Castello Angioino Aragonese di Gaeta, visita nelle prigioni dell’ex carcere militare. Foto di Alfredo Reale.
Federico II di Svevia
Mare impetuoso, nuvole basse e onde che si infrangono forti sulla scogliera lasciando vibrare lo sperone roccioso con la loro potenza. Nella sua fortezza Federico II di Svevia passeggia aventi e indietro, le braccia conserte dietro la schiena, impaziente. A cosa starà pensando mentre, all’improvviso si perde con lo sguardo verso l’orizzonte? Re di Sicilia, colto filosofo, architetto, protettore delle arti e grande innovatore, Federico II di Svevia, temibile nemico della cristianità, è incoronato Re di Sicilia a solo 14 anni, il 26 dicembre 1208. Il particolare legame con Tommaso Maltacea, suo giustiziere imperiale originario di Gaeta, lo porta ad insediarsi su queste coste, edificando un castello sul promontorio più alto della città, allora importante snodo politico e commerciale del regno di Napoli. Torri quadrate, bastioni, scale a chiocciola, saloni maestosi riempirono il corpo quadrangolare della Fortezza preesistente, risalente al 600 dopo Cristo, conferendo alla struttura un magistrale assetto di difesa contro ogni possibile nemico. In seguito alla scomunica di Federico II, nel 1227 , la città vien però sconvolta da lotte interne, scontri che portano poi alla demolizione del castello nel 1929 per mano stessa dei Gaetani.
I personaggi che hanno fatto la storia del Castello angioino Aragonese di Gaeta. Federico II di Svevia. Foto di Alfredo Reale
Alfonso d’Aragona
Alfonso, re di Aragona, nel 1435 fa di Gaeta la sua base militare, riuscendo a sconfiggere qualche anno più tardi la dinastia Angioina e conquistando il Regno di Napoli. Gaeta era allora un importante città del Regno, confinando a settentrione, e il suo Castello era un baluardo inespugnabile. Nel 1436 riusce dunque a prevaricare gli Angioni e a insediarsi a Gaeta, diventando promotore di una importante rinascita culturale di tutto il meridione d’Italia. Dopo decenni di totale abbandono Alfonso d’Aragona inizia a riformare i tribunali, fonda una preziosa accademia letteraria e, proprio in un ala del Castello di Gaeta, inizia a coniare le prime monete d’oro da un ducato.
La fase “Alfonsina” del castello
Durante il suo dominio il Castello, soprannominato “Alfonsino”, è completamente rimodernato e suddiviso in due strutture. La parte superiore viene adibita a dimora reale, con annesse l’armeria, la nuova zecca e un importante biblioteca. La parte inferiore invece rimane fortezza di difesa e carcere.
Francesco II di Borbone
Francesco II, ultimo re delle due Sicilie, trova rifugio a Gaeta per poter arginare i danni di una guerra persa in partenza. Nel 1734 nonostante la sua politica di pace verso le potenze europee, è attaccato dalle truppe di Garibaldi e da Vittorio Emanuele, i quali iniziano la discesa nella penisola italiana diretti proprio a Gaeta, ultimo baluardo del Regno delle due Sicilie. Nonostante il fedele appoggio dell’esercito reale e della costante presenza di sua moglie, la regina Maria Sofia di Baviera, la quale non mancò mai di sostenere fisicamente e moralmente il popolo e i soldati, Gaeta si trova abbandonata al suo destino. Dopo un assedio durato 102 giorni, tra atroci sofferenze di militari e civili, il comandante del re decide di capitolare. I reali vengono dunque esiliati a Roma, segnando la fine del Regno delle due Sicilie e sancendo l’Unità d’Italia.
I personaggi che hanno fatto la storia del Castello angioino Aragonese di Gaeta.
I personaggi che hanno fatto la storia del Castello angioino Aragonese di Gaeta.
Da dimora regia a temuto carcere militare.
La fortezza inferiore del Castello Angioino di Gaeta è diventata famosa per essere stata, fino al 1990, sede di un carcere militare. Non un carcere qualunque, ma il più temuto della penisola, soprattutto per la sua posizione a strapiombo sul mare che non permetteva possibili vie di fuga. TI MANDO A GAETA! infatti, era una tra le minacce più sentite dai maschi italiani del secolo scorso. Il carcere del Castello diventà famoso soprattutto dopo l’incarcerazione di due tra i più famigerati nazisti della storia europea: Herbert Kappler e Walter Reder. Il primo responsabile della strage delle fosse Ardeatine e del rastrellamento del Quadraro, il secondo per i terribili eccidi di Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto. Rimangono imprigionati nel Castello per circa trent’anni. Kappler entrò nel 1947 e uscì nel 1976, quando, per motivi di salute, viene trasferito all’ospedale militare di Roma del Celio. Reder entrò nel carcere militare nel 1951 e fu estradato in Austria, nel 1985, con un volo di Stato.
L’ex carcere militare di Gaeta, temuto per centinaia di anni da ogni maschio italiano. Foto di Alfredo Reale.
Una cella dell’ex carcere militare di Gaeta, prigione temuta e famosa per aver ospitato due famigerati nazisti: Kapler e Reder.
Il triste destino del carcerati
Ma le mura del carcere hanno stretto nella loro morsa anche persone che, durante gli ultimi conflitti bellici, erano scartate dalla leva obbligatoria. Particolarmente penalizzati sono stati i testimoni di Geova, i quali, obiettori di coscienza per motivi religiosi, erano rinchiusi nel Castello Angioino e privati di ogni diritto.
“Ti mando a Gaeta” è stata una delle minacce più temute dai maschi italiani del secolo scorso. Foto di Alfredo Reale.
Visita teatralizzata al’ex carcere militare di Gaeta
Per questo meraviglioso viaggio nelle mura del Castello Angiono Aragonese di Gaeta devo ringraziare l’associazione culturale “I tesori dell’arte”, organizzatrice dell’evento “Ti mando a Gaeta”, visita teatralizzata nell’ex carcere militare. Immergersi nella suggestiva atmosfera della struttura ascoltando le preziose testimonianze direttamente dalla bocca dei personaggi che ne hanno fatto la storia è stata davvero un esperienza stimolante, carica di emozioni. Incontrare Federico di Svevia tra le mura originarie della sua dimora, ascoltare il racconto straziante di Alfonso di Aragona, captare la profonda stima tra Francesco II di Borbone e la sua meravigliosa regina, Maria Sofia di Baviera..sprazzi di storia riportati prepotentemente alla luce grazie alla preziosa collaborazione dei bravissimi attori protagonisti della manifestazione.
Un percorso inusuale, un viaggio nelle intime vite dei personaggi, i cui profili storici sono stati magistralmente catturati dall’obiettivo di Alfredo Reale. Scatti descrittivi che riescono a trasportare chi li ammira nella dimensione storica originale.
Chi, meglio di un local, può darti informazioni riguardanti una destinazione? Chiedere consiglio ad una persona del luogo che hai scelto di visitare si rivela sempre una scelta vincente, perchè ti connette con il tessuto dei posti garantendoti una vacanza a contatto con le tradizioni e la movida locale, e con strutture ricettiva già testate e recensite.
Vuoi vedere Sperlonga, la bianca cittadina laziale? Contatta un Ambassador su Trip The Trip per avere informazioni utili da un local. Foto di Stefano Viola
Tip the trip, la nuova rivoluzione del viaggio
Facendo propria questa filosofia è nata la nuovissima piattaforma legata ai viaggi consapevoli: Tip the Trip. Un vero e proprio network nato per aiutare i viaggiatori a trovare informazioni e consigli utili sulla meta che hanno scelto di visitare, affidandosi ad un Ambassador, ossia un local con spiccate conoscenze del posto, una persona che ama la propria terra ed è incline a condividerne le potenzialità.
Come funziona Tip The Trip
Stai pensando di organizzare un viaggio in una o più province italiane? Vuoi esplorarne i dintorni senza lasciare nulla al caso, riuscendo a vedere luoghi assolutamente imperdibili, ma fuori dalla ressa turistica? Non devi fare altro che iscriverti a Tip the Trip e contattare l’Ambassador della provincia che intendi visitare. Puoi scegliere l’Ambassador in base agli interessi comuni o alle informazioni che cerchi di ottenere. Ad esempio, se stai cercando una spiaggia poco frequentata nella Riviera di Ulisse o ristoranti tipici sulla costa laziale puoi contattare me, che sono Ambassador per la provincia di Latina.
La meravigliosa vista panoramica dalla Cattedrale di San Francesco di Gaeta. Vuoi sapere come arrivarci? Contatta un local su Trip The Trip! Foto Stefano Viola
Contatta l’Ambassador
Vai nella Home page di Trip the Trip e seleziona la regione che intendi visitare. Aggiungi i tuoi interessi, come sport, mare o escursioni in montagna, e la piattaforma troverà per te gli Ambassador regionali pronti a rispondere ad ogni tua domanda! Basta cliccare su “contatta” per avere subito un riscontro con il local più adatto alle tue esigenze di viaggio.
Vuoi sapere cosa vedere a Gaeta o nei dintorni? Contattami su Tip The Trip. Sono Ambassador per la provincia di Latina. Foto Marika Meschino
Dove mi trovi su Trip The Trip
Se cerchi consigli utili per organizzare un viaggio sulle coste o nell’entroterra laziale contattami su Trip The Trip. Da buona local saprò indirizzarti al meglio per regalarti un soggiorno all’altezza delle tue aspettative.
Se scegli di viaggiare on the road e di goderti il viaggio in totale libertà, devi assolutamente fare affidamento su un veicolo che possa soddisfare egregiamente la tipologia di spostamento che hai deciso di intraprendere. Il Van è una via di mezzo tra auto e camper, e fa per te se hai un buono spirito di adattamento e una folle voglia di scoprire il mondo seguendo solo i tuoi ritmi e quelli della natura. La van life è una vera e propria filosofia di vita, allettante ed educativa anche per i bambini. Al di la del mezzo, dell’itinerario o della meta, quello che conta davvero quando abbracci questa modalità di viaggio è soprattutto la predisposizione giusta. Avrai senz’altro intoppi, ma con il giusto stato d’animo riuscirai ad entrare nel mood del vero road trip.
Svegliarsi ogni giorno con un alba diversa in un posto diverso. Questa è la vera essenza della van life:
Van life
Lascia a casa ansia, rabbia, preoccupazioni ed entra nel mood di un viaggio on the road. Avrai solo benefici dalla tua riconquistata libertà. Se decidi poi di convertirti a questa filosofia di vita non ti resta che fare il salto più importante: trovare un mezzo che si addica alle tue esigenze. Nuovo o usato che sia il Van è sempre la soluzione giusta. Non ingombrante come un camper, ne piccolo come una monovolume. Il Van ti permette di ottimizzare gli spazi in maniera autonoma, riuscendo ad avere tutto quello che ti occorre a portata di abitacolo. Non sempre la vita on the road sarà rose e fiori. Entra nell’ottica che ci potranno essere imprevisti, come una gomma a terra o avverse condizioni meteo, ma con lo stato d’animo giusto ogni cosa si può risolvere. Tieni presente che tutto inizia con il noleggio furgoni, poi possono verificarsi imprevisti come una gomma a terra o condizioni meteorologiche avverse, ma con il giusto atteggiamento tutto si risolve.
Il bello del viaggiare on the road sta proprio nella libertà di muoversi in ogni direzione, senza dover dar conto a nessuno, se non al proprio istinto. La van life è pura vita.
Van life. Cosa è necessario avere a bordo
Se scegli di viaggiare in van hai bisogno di poche cose ma essenziali, perchè va da se che è una filosofia di vita che richiede spirito di adattamento e prontezza nella risoluzione dei problemi. Lo spazio è limitato, ed è importante valutare bene cosa è utile e cosa no. Di seguito trovi il nostro allestimento del Multivan, che usiamo solo per spostarci preferendo ancora pernottare in hotel.
Materassini gonfiabili o arrotolabili. Da sistemare solo al momento del bisogno. Se poi ti piace la vita en plain air puoi benissimo portare con te una tenda da campeggio.
Un Wc portatile, tra i classici wc chimici da campeggio o da barca, da svuotare al rientro o in piazzole adibite allo scarico.
Un doccino, di quelli da utilizzare all’esterno dopo un escursione in SUP o una surfata tra le onde dell’oceano. L’acqua può essere scaldata dalla batteria dell’auto o da mini pannelli solari.
Una cucina con un piccolo fornello a gas e un mini frigorifero in cui tenere sempre cibo di scorta. Se hai la possibilità di portare con te un tavolino pieghevole e delle sedie potrai risparmiare un bel pò di soldi evitando almeno una volta al giorno di mangiare nei ristoranti.
Plaid o parei da usare non solo per coprirti, ma da adibire a tovaglie per pic-nic, lenzuola di emergenza e per sdraiarti in totale libertà sulle spiagge che incontri strada facendo.
Procurati delle taniche da riempire ogni qual volta tu abbia bisogno di riforniti d’acqua. Le fontane lungo la strada sono un ottima alternativa all’eccessivo consumo di plastica.
Puoi comprare un multivan e allestirlo secondo le tue esigenze di viaggio.
Van life. Ogni giorno una nuova avventura. Che sia mare o montagna il tuo van diventerà il tuo migliore amico.
Sostare liberamente o approfittare di una zona attrezzata?
Scegli in base alle tue esigenze se approfittare di una sosta a pagamento, sfruttando tutti i servizi che queste zone camping offrono, oppure se fare sosta libera. Puoi scegliere di fermarti dove capita, assecondando la tua voglia di libertà e di avventura, ma non avrai la stessa sicurezza e gli stessi servizi di una zona attrezzata. Sicuramente però, prestando un pò di attenzione e valutando anche in base alla regione o allo stato in cui ti trovi, scegliere di sostare ovunque capita regala emozioni davvero molto forti. Svegliarti ad esempio su una falesia dell’Algarve alle prime luci del mattino è davvero un esperienza unica ed emozionante. Il Portogallo poi è una nazione molto sicura e avvezza a questa tipologia di viaggiatori.
Qualunque sia la tua scelta…viaggia
A prescindere dal modello di van o camper che sceglierai e indipendentemente dal tempo che avrai a disposizione, appena puoi mettiti alla guida e viaggia. Il piacere che ti da la vita on the road è assolutamente adrenalinico e selvaggio. Uno stile di vita che riesci a comprendere e ad apprezzare solo nel momento in cui lo provi e lo vivi. Un continuo susseguirsi di paesaggi pazzeschi, tramonti fiabeschi in baie da sogno, preziose costellazioni a farti da guardia, il rumore del mare a darti la sveglia. Solo tu e la natura incontaminata a farti da guida. Il van può diventare il tuo migliore amico d’avventura.
La città di Gaeta sorprende per il suo mare meraviglioso, le sue spiagge incastonate tra crostoni di falesie dai colori dorati e per i suoi monumenti di grande valore storico e culturale. Ma a Gaeta, la splendida perla della Riviera di Ulisse, è possibile soprattutto assaggiare deliziose portate derivanti dall’antica tradizione marinara del borgo, come la tiella, e deliziarsi con preziosi e succulenti prodotti tipici del territorio, come i pomodori spagnoletta e le rinomate olive, famose in tutto il mondo. Oggi ti parlo di uno dei piatti tipici più caratteristici e rappresentativi della costa gaetana: la “votapiatto” di calamarelle.
La votapiatto è un piatto tipico gaetano, fatto con pochi ingredienti semplici e genuini, come le calamarelle o le alici. Questa è la versione del ristorante “Come il mare” di Gaeta.
La votapiatto di calamarelle
La votapiatto è una deliziosa ricetta della tradizione gaetana e prende il nome dal procedimento che si adotta per prepararla. L’ingrediente fondamentale è la calamarella, un calamaro molto molto piccolo, particolarmente morbido e saporito. Le calamarelle vanno panate con farina e fritte in olio di oliva bollente, insaporito da uno spicchio d’aglio, vicinissime una all’altra come a formare una frittata. E come una frittata vanno girate in un piatto per continuare la cottura del lato opposto.
La vera ricetta della votapiatto di calamarelle
Per preparare la votapiatto di calamarelle servono pochissimi ingredienti, ma occorre seguire il vero rito della tradizione gaetana per avere un risultato strepitoso. Ti lascio la ricetta e qualche trucchetto per fare una votapiatto uguale a quella che da millenni preparano le massaie della zona. Ma sappi che per la buona riuscita del piatto occorre utilizzare calamarelle nostrane e freschissime!
Ingredienti per una votapiatto
400 grammi di Calamarelle fresche
Farina
Olio extra vergine
1 spicchio d’aglio (a piacere)
Peperoncino e prezzemolo
Preparazione
Pulisci bene le calamarelle, togliendo le interiora cercando di lasciarle intere. Lavale accuratamente a asciugale bene con un canovaccio. In una padella antiaderente non molto grande versa un filo di olio di oliva extra vergine in cui lasciare imbiondire uno spicchio d’aglio intero. Infarina i calamaretti nel frattempo, cercando di eliminare per bene la farina in eccesso con un setaccio. Appena l’olio sarà caldo disponi le calamarelle nella padella, una accanto all’altra senza lasciare spazi, aiutandoti se necessario con un cucchiaio per compattarle bene. Attenzione quindi alla cottura. Basta farle soffriggere qualche minuto a fuoco abbastanza vivo, cercando di non farle bruciare. Arriviamo dunque al passo fondamentale della preparazione della votapiatto. Passati un paio di minuti bisogna girare le calamarelle allo stesso modo in cui si gira una frittata, aggiungendo un filo d’olio in padella prima di adagiarle nuovamente sul fondo. Lascia quindi cuocere un paio di minuti anche questo lato e completa con un pizzico di peperoncino e prezzemolo.
Una caratteristica fondamentale della votapiatto gaetana sono gli ingredienti. Le calamarelle devono essere nostrane e freschissime. Questa è la versione della votapiatto di “Scirocco Bistrot”.
Immergiti nelle tradizioni locali gustando i piatti tipici gaetani
I deliziosi piatti tipici di Gaeta possono essere gustati in molti dei ristoranti sparsi nei quartieri della città. La cucina gaetana offre davvero una vasta scelta di prodotti gastronomici di alta qualità preparati con prodotti locali, seguendole tradizioni millenarie della zona. Piatti semplici, fatti da pochi ingredienti, ma deliziosi nella loro semplicità.
Se dici Puglia dici sole, mare e cibo sublime. Se rimane infatti una delle regioni più gettonate d’Italia ci saranno dei buoni motivi. La Puglia accontenta ogni tipologia di viaggiatore, offrendo panorami pazzeschi, spiagge di una bellezza disarmante, mare trasparente e città con mille storie da raccontare. Non cercare mete esotiche che ti facciano sognare, ma organizza un viaggio on the road sulle coste pugliesi! La Puglia è una delle più intriganti bellezze italiane e ti assicuro che non basterà una sola vacanza per conoscerne le meraviglie.
Scorci pugliesi
Puglia on the road, come organizzare il viaggio con i bambini
Se ancora non hai avuto modo di visitare le bellissime coste pugliesi e le più belle città della regione, in questo articolo ti do qualche dritta per organizzare il tuo viaggio on the road in Puglia, iniziando con il costruire un itinerario ad hoc per te e la tua famiglia. L’auto è assolutamente essenziale per muoversi nei territori della regione in totale libertà, e anche se deciderai di raggiungere la Puglia in aereo ti consiglio di affittare un auto in loco, per avere piena flessibilità sui tuoi spostamenti.
Scegli la zona in cui pernottare
Scegli una meta strategica in cui pernottare, a metà strada da ogni principale punto di interesse che hai scelto di visitare. Nel nostro itinerario ad esempio abbiamo selezionato le più belle città della costa adriatica, con una breve incursione giornaliera a Gallipoli, facendo un coast to coast. Abbiamo così scelto di dormire a Savelletri di Fasano, precisamente a Borgo Egnazia, uno degli hotel di charme più belli della regione. Puoi anche scegliere di dormire ogni notte in un posto nuovo, nessuno te lo vieta. Ma avrai più ricerche da fare sulle strutture ricettive e dovrai caricare e scaricare le valigie ogni giorno.
Scegli le tappe del tuo viaggio on the road in Puglia, facendo una bozza di itinerario
Ti consiglio di buttare giù una bozza di itinerario per il tuo viaggio in Puglia con un pò di anticipo. Seleziona i luoghi di tuo interesse, trovando almeno due alternative a cui dedicarti in caso di maltempo. Dedica inoltre almeno una giornata al divertimento dei tuoi bambini. Noi ad esempio, per spezzare un pò il viaggio, abbiamo scelto di fare un safari tra gli animali della foresta alla Zoo Di Savelletri di Fasano.
Lo Zoo di Fasano è una meta da inserire durante un viaggio in Puglia con i bambini.
Prepara la macchina
Per viaggiare on the road occorre che il tuo mezzo sia assolutamente perfetto sotto ogni punto di vista, onde evitare piacevoli esperienze. Fai controllare gomme, olio, freni. Tieni sempre nel portabagagli una cassa d’acqua, un plaid, qualche snack. Organizzati con dei giochi da fare in auto con i bambini, e lascia tablet e aggeggi simili a casa. Insegna loro a guardare fuori dal finestrino per non perdersi i continui cambi di panorama che vedranno strada facendo. Aggiorna il navigatore, che sarà il tuo braccio destro per tutta la vacanza.
Parti alla scoperta dei luoghi più belli. Puglia on the road
Ti lascio di seguito le tappe più belle del nostro viaggio on the road in Puglia, sperando che possa esserti d’aiuto nella programmazione del tuo itinerario.
Alberobello
Una delle città italiane più famose al mondo, dopo Venezia, è senz’altro Alberobello. La città dei trulli, le tipiche costruzioni bianche con il tetto a cono, sembra ferma nel tempo, immobile nel suo splendore. Una passeggiata tra queste casette tipiche non può mancare nel tuo viaggio on the road in Puglia.
Dove parcheggiare
PARCHEGGIO ALBEROBELLO CENTRO STORICO
Area di parcheggio
Via Monte S. Gabriele, 105
Alberobello, la città dei trulli, è una tappa immancabile durante un viaggio on the road in Puglia.
Otranto
Otranto si trova sulla punta più orientale della Puglia ed è una meta che assolutamente vale la pena vedere. Il caratteristico porto, la passeggiata stupenda che porta fino alle mura e poi continua fino al cospetto del Castello Aragonese sono un vero spettacolo, soprattutto al tramonto, quando le facciate delle case del borgo si lasciano scaldare dagli ultimi tiepidi raggi del sole.
Dove parcheggiare
Parcheggio Sant’Antonio
Area di parcheggio
Via Papa Giovanni Paolo II, 21
Otranto è una città suggestiva, ricca di storia e con un meraviglioso centro storico.
Puglia on the road. Ostuni
Un candido borgo arroccato sulla collina. Facciate imbiancate a calce e viuzze di ciottoli fanno di Ostuni una città magica,dove il tempo sembra fermarsi tra le botteghe colorate e il profumo dell’olio che si espande dai frantoi.
Dove parcheggiare
Ostuni parcheggio
Parcheggio pubblico
Via Antonio Specchia, 43
Ostuni, la città bianca, è una meta che incuriosisce anche i bambini.
Monopoli
Una delle più belle città della Puglia, fatta di viuzze tranquille e suggestive, cinta da antichi bastioni e con una gastronomia locale davvero invidiabile. Il centro storico di Monopoli pullula di chiese. Su tutte, la Cattedrale di Maria della Santissima della Madia è uno degli edifici storici assolutamente da visitare.
Dove parcheggiare
Parcheggio Comunale Gratuito
Parcheggio gratuito
Via Nazario Sauro, 14
Puglia on the road. Polignano a Mare
Famosa soprattutto per Lama Monachile, la suggestiva spiaggia incastonata tra due costoni di rocce, Polignano a Mare ha un incantevole centro storico, con angoli nascosti che offrono all’improvviso panorami idilliaci.
Dove parcheggiare
Parcheggio C2 ovest
Area di parcheggio
Via Conversano
333 801 1331
Lama Monachile è una delle spiagge più particolari della Puglia.
Gallipoli
Una delle mete più gettonate del Salento, famosa per la movida serale e per le sue ampie spiagge di sabbia fine. Il centro storico è molto caratteristico, pieno di botteghe tipiche e locali cool.
Dove parcheggiare
Area di parcheggio
Via Dante Alighieri, 21
Aperto 24 ore su 24
Gallipoli è famosa per la sua movida, ma ha bellissime spiagge in cui passare una piacevole giornata con i bambini.
Perchè andare in Puglia con i bambini
Un viaggio on the road in Puglia con i bambini è senza dubbio un esperienza ricca di novità e all’insegna della varietà. Dal mare alle escursioni nelle città storiche, passando anche dai percorsi naturalistici e alle attività didattiche come allo Zoo di Fasano, i bambini sono incuriositi e stimolati, rendendosi partecipi al viaggio. Per coinvolgerli e intrattenerli durante gli spostamenti in auto puoi abituarli a consultare mappe e cartine geografiche e incuriosirli sulla varietà dei panorami che mano a mano scorrono fuori dal finestrino. Una vacanza in Puglia è una vacanza completa, che regala emozioni uniche ad ogni membro della famiglia.
A meno di dieci minuti di auto da Gaeta, nel Lazio, c’è un meraviglioso centro in cui praticare i più svariati sport, dal nuoto al pilates. La particolarità del Centro Sportivo XXV Ponti sta nel fatto che non solo offre due piscine semi-olimpioniche, una al coperto ed una all’aperto, ma è diventato un punto di riferimento anche per concedersi qualche ora di relax assoluto.
Immersa nel verde delle colline itrane infatti, la grande piscina esterna è circondata da diverse oasi dedicate all’ozio, al cibo rinomato e al fitness all’aria aperta. Lettini, zone di ombra e una piscina dedicata ai più piccolini, con tanto di idromassaggio, fanno del Centro Sportivo XXV Ponti una meta imperdibile per scappare dal caldo afoso della città o per prendere una pausa rigenerante dal lavoro.
La piccola piscina del Centro Sportivo XXV Ponti, immersa nel verde, è l’ideale per una giornata dedicata al relax.
Centro Sportivo XXV Ponti
Il grande Centro Sportivo XXV Ponti, come già accennato, vanta due piscine semi-olimpioniche, una interna e una esterna. La piscina interna è dedicata alle attività agonistiche, ai corsi di nuoto e al nuoto libero, nonchè alle discipline acquatiche più in voga del momento. Inoltre il centro offre diverse sale fitness interne, ognuna dedicata ad uno sport. Dal Pilates alla Walking Fit, le innumerevoli attività proposte dal centro sono praticate da istruttori qualificati e molto socievoli. Adiacente alla piscina c’è inoltre un attrezzatissima area pesi, dove seguiti da Francesco, è possibile fare vere e proprie sessioni alle macchine per dare una sferzata alla muscolatura. L’ambiente in generale è rilassante, familiare, molto proprositivo.
I corsi di fitness in acqua diventano ancora più divertenti se praticati all’aria aperta.
Nuota nella piscina coperta
Oltre ai tradizionali corsi di scuola nuoto, nella grande piscina coperta è possibile provare attività innovative, come l’Acqua Boxe, l’Acqua Pilates o l’Acqua Cross. La grande flessibilità degli abbonamenti permette poi di ampliare il percorso in acqua a lezioni in sala, seguiti da istruttori qualificati. Diverse sono le discipline in cui è possibile cimentarsi. Dal tradizionale corso di pilates o di ginnastica posturale fino ad arrivare a circuiti più impegnativi di cardio, come la nuova Onekor, una disciplina in cui muoversi a ritmo di musica aumentando a diminuendo la frequenza del lavoro. Gli spogliatoi dispongono di molti camerini individuali, docce e phon a tempo determinato. Un fattore importante è la pulizia. Le sale, le stanze comuni, la piscina e gli spogliatoi sono sempre molto puliti e curati.
Centro Sportivo XXV Ponti. Tuffati nella piscina esterna
Circondata da alberi rigogliosi e sempre battuta dal sole la piscina esterna è davvero multifunzionale. In estate tutti i corsi vengono infatti spostati in quest’area all’aperto, e pedalare in acqua o nuotare irrorati dai caldi raggi del sole è davvero un esperienza fantastica. Il personale è sempre attento e disponibile e gli istruttori sono una vera bomba di energia. Coinvolgenti e preparatissimi riescono a coinvolgere anche i più pigri nelle attività proposte dalla struttura. Un altra piscina, con un delizioso idromassaggio, si trova nell’area relax circondata da cipressi e vicinissima al bar. Un oasi di pace dove sorseggiare cocktails freschi e colorati leggendo un buon libro.
La piscina semi-olimpionica esterna del Centro Sportivo XXV Ponti, in cui praticare nuoto libero e le attività proposte.
Hops Pool. Il ristorante del Centro Sportivo XXV Ponti.
Nella fresca veranda adiacente alla piscina è possibile degustare deliziosi piatti accompagnati da una selezione di ottimi vini serviti sempre ghiacciati. La ciliegina sulla torta per dare una sferzata di energia positiva alla giornata. Da Hops Pool ricchi antipasti, squisiti primi piatti e buon pesce fresco grigliato da gustare con calma danno la giusta carica per continuare la giornata nelle piscine all’aperto, che sia per sport o per relax. Aperto sia a pranzo che a cena, ha anche un pizzaiolo super! Pizze fantastiche assolutamente da assaggiare.
Tanti antipasti preparati con prodotti di prima qualità, accompagnati da buon vino fresco, li trovi da Hops, il ristorante del Centro Sportivo XXV Ponti.
Al ristornate Hops puoi degustare ottimi piatti preparati con prodotti freschissimi, come gli intramontabili spaghetti alle vongole, o assaggiare deliziose pizze.
Prova nuova area fitness esterna
Al Centro Sportivo XXV Ponti pensano proprio a tutto. Nell’oasi esterna è stata appena inaugurata anche un area dedicata al fitness all’aperto, circondata dal verde e ben arieggiata. Una zona dedicata sia gli sport più adrenalinici, come circuito o onekor, o per dedicarsi alla cura del corpo e dello spirito con lo yoga o il pilates.
La nuova area esterna del Centro Sportivo XXV Ponti è un oasi di relax ma anche un luogo fresco dove praticare sport all’aria aperta.
Come prenotare
Per accedere alla nuova area esterna del Centro Sportivo XXV Ponti basta fare una prenotazione telefonica. E’ possibile fare abbonamenti o ingressi singoli. Non è obbligatorio mangiare al ristorante. Il centro dispone inoltre di due ampi parcheggi coperti dove lasciare la macchina al fresco.
Centro Sportivo XXV Ponti Via Appia Lato Roma (loc. XXV Ponti) Tel.: 0771/1978277 – 3517570062 e-mail:info@xxvponti.it
Sono sempre di più le persone che, incuriosite, scelgono di salire su una tavola da SUP per sfidare i propri limiti e provare l’enorme senso di libertà che da quest’esperienza di movimento in mare. Uno dei grandi pregi di questa attività infatti sta proprio nel fatto che è accessibile a chiunque, indipendentemente da sesso, età o livello di abilità fisica. Soprattutto i bambini trovano divertente e stimolante pagaiare in equilibrio sul SUP ( diminutivo di StandUpPaddle), grazie anche al contatto con l’acqua, che loro adorano.
I benefici del SUP sui bambini
I benefici del mare, dall’inalazione di iodio ai salutari raggi di sole che producono e fissano la vitamina D, sono ottimi stimoli anche e soprattutto per la loro psiche, infondendo in loro sicurezza e serenità. La costante ricerca di equilibrio e stabilità aumenta la concentrazione e fortifica l’autostima. Ma come qualsiasi altro sport, prima di avventurarsi in tour o passeggiate lontano dalla riva, è bene prepararsi correttamente o per lo meno cercare di apprendere le più basilari informazioni in merito. In questo post ti do qualche suggerimento per praticare paddleboard con il tuo bambino in tutta sicurezza.
I benefici del Sup sui bambini sono davvero preziosi. In acqua si caricano di energia positiva.
Prima cosa: la sicurezza
Il primo suggerimento utile per praticare SUP in tutta sicurezza con i bambini è di munirsi di un giubbotto di salvataggio. Anche se sanno nuotare o se sono provetti marinai il giubbotto di salvataggio, oltre a mantenere a galla i bambini in caso di tonfi in acqua, protegge la schiena e la pancia durante eventuali cadute sulla tavola. Indipendente dall’esperienza che si ha con gli sport acquatici, prima di avventurarsi in qualsiasi specchio d’acqua, occorre indossare un dispositivo di sicurezza. In vendita ci sono un infinità di proposte che vanno dalle cinture che si gonfiano a contatto con l’acqua, che lasciano la massima libertà di movimento, ai veri e proprio giubbini di salvataggio, obbligatori per i bambini.
Scegliere la tavola giusta per praticare SUP con i bambini
Assolutamente fondamentale è trovare la tipologia di tavola adatta, sia per te che per i tuoi bambini. Devi assicurarti che sia il tuo peso che quello del bambino siano commisurati alla grandezza e alla larghezza del SUP. Per i bambini infatti vengono prodotti modelli più ampi in grado di fornire maggiore stabilità durante la pagaiata. All’inizio soprattutto, bisogna evitare tavole super professionali, preferendo tavole gonfiabili, più stabili e morbide.
Praticando Sup i bambini entrano a stretto contatto con l’acqua e le numerose specie che il mare ospita, come le meduse e i pesci.
Come muovere le prime pagaiate
Se non vuoi affidarti ad una scuola qualificata e hai intenzione di usare la tavola da sup solo per divertimento, prima di iniziare a praticare questo sport è bene rivedere le istruzioni della tavola e mostrare ai bambini il modo più corretto di usare la pagaia. Lascia inizialmente il tuo paddleboard da parte e concentrati sulla loro stabilità. I bambini devono innanzitutto essere in grado di rimanere da soli in piedi in equilibrio. Inizia quindi facendoli inginocchiare sulla tavola, muovendo le prime pagaiate in questa posizione.
Rimanendo sulle ginocchia infatti si abbassa il baricentro e si acquista stabilità. Allo stesso modo, se prevale la stanchezza o se all’improvviso dovesse alzare vento o onda, basta rimettersi in ginocchio per rimanere più stabili. Il secondo step riguarda l’impugnatura della pagaia. La misura dell’altezza della pagaia si prende facendo alzare al bambino un braccio alla massima estensione. Se è troppo corta andrà ad arcuare la schiena in avanti, troppo lunga tenderà a arcuare la schiena all’indietro. Assicurati che siano in grado di mantenere la stabilità anche una volta messa la pagaia in acqua. Fai fare loro un paio di giri di prova, lasciandoli liberi di gestire in totale autonomia i loro attrezzi. Se cadranno, cadranno in mare. Rimanete perciò ad un altezza abbastanza media dell’acqua, in modo tale che cadendo non vadano a sbattere sulla sabbia sottostante.
Se vuoi divertirti in Sup con i tuoi bambini basta seguire poche regole per iniziare, come tenere la pagaia e restare in equilibrio. Affidati ad un istruttore se non hai dimestichezza con il mare.
Scegli un posto tranquillo per iniziare a praticare SUP con i bambini
Inizialmente, per pagaiare in tutta sicurezza con i bambini, è essenziale che ci siano condizioni adatte. Scegliere ad esempio un posto tranquillo, non frequentato da barche e gommoni e poco affollato è essenziale per garantire un ambiente ottimale. In questo modo, a stretto contatto con l’acqua e non disturbati da agenti esterni fastidiosi, i tuoi bambini riusciranno a avere il giusto approccio con la tavola da paddleboard e a capire come governare l’acqua, le correnti o il vento. Un ambiente ottimale renderà l’esperienza più semplice e soprattutto serena.
Il paddleboard praticato dai bambini è un vero toccasana, nonchè una grande fonte di divertimento.
Proteggi te e i tuoi bambini dai raggi solari
L’eccessiva esposizione al sole, che in mare aperto diventa ancora più potente, può creare danni alla pelle e al fisico. Ricorda quindi di proteggere te e i tuoi bambini dai raggi solari potenzialmente dannosi con la giusta dose di crema solare e un cappellino con visiera. Inoltre porta con te una borraccia d’acqua fresca, in modo da reidratare costantemente il corpo affaticato dal caldo.
Dopo aver preso dimestichezza con le tavole tu e i tuoi bambini potrete avventurarvi ad esplorare spiagge e calette nascoste. Qui siamo a Gaeta, alla scoperta delle sette spiagge più belle della costa.
Il divertimento prima di tutto
Come ogni esperienza con i bambini il fattore essenziale è il divertimento. Non arrabbiarti, non essere pignolo e lasciali liberi di gestire i propri strumenti in tutta libertà, correggendo la postura di tanto in tanto. Ricorda che non stai allenando provetti surfers, ma solo provando una divertente attività in acqua con loro. E’ fondamentale che i bambini acquistino sicurezza e instaurino un rapporto positivo con il mare. Se sono stanchi o annoiati ( capita davvero raramente!) usate la tavola come trampolino per fare tuffi divertenti! Il giusto riconoscimento per l’impegno che hanno dimostrato va premiato con un momento di totale relax e divertimento.
Quando si viaggia, soprattutto se si fanno lunghi spostamenti in auto, non si possono certo evitare i bagni delle stazioni di servizio o le toilette di aerei e treni. Meglio quindi organizzarsi in partenza, seguendo questi piccoli trucchi per usare i bagni pubblici in viaggio in tutta sicurezza.
Usare i bagni pubblici in viaggio
Non è semplice, soprattutto per le donne, usare correttamente i servizi pubblici. Vedo spesso persone che escono dallo zaino copriwater, salviette detergenti, disinfettanti per le maniglie. Il timore di entrare in contatto con germi e batteri a volte diventa una vera e propria limitazione per un viaggiatore. Non c’è bisogno, infatti, di svaligiare una parafarmacia per lasciare due gocce di pipì in un bagno pubblico. Basta usare qualche piccolo accorgimento già prima di partire!
Metti vestiti comodi
Per gli spostamenti di viaggiocerca di mettere abiti comodi. Gonne lunghe, pantaloni rasoterra, scarpe con i tacchi e minigonne giro coscia non ti aiuteranno certo a semplificare le manovre nei bagni pubblici. Tutto quello che possa strisciare o strusciare sul pavimento va scartato, dando di gran lunga la precedenza a leggings, jeans o tute che, una volta calati, non tocchino ne il wc ne il pavimento. Opta inoltre per scarpe che al tuo ritorno possano essere lavate in lavatrice, tipo sneackers. Basta poco per sporcarsi, e una gonna di tulle fa fatica anche a passare dalla porta del bagno.
Come usare i bagni pubblici in viaggio. Lava bene le mani
Le mani vanno lavate sia prima che dopo aver usufruito dei servizi pubblici. Perchè prima? Le tue mani durante il viaggio hanno toccato maniglie, soldi e oggetti di ogni tipo, e dunque onde evitare infezioni pulendosi con la carta igienica, meglio dare prima una disinfettata. Una volta espletati i bisogni fisiologici è bene non solo lavare accuratamente le mani, ma anche passare una bella dose di disinfettante.
Attenzione a gestire la carta igienica dei bagni pubblici
Nei bagni pubblici, sebbene la carta igienica sia perfettamente inserita negli appositi dispenser, è soggetta ad accumulare batteri fecali e germi vari, data la poca areazione delle cabine. Sarebbe meglio utilizzare salviettine proprie ma, se non hai scottex a disposizione, ricorda ti togliere e gettare via la parte penzolante della carta igienica, quella che rimane fuori dal contenitore per intenderci. Oltre ad aver accumulato batteri, è stata toccata dalla persona che ha usufruito dei servizi prima di te.
Non poggiare la borsa sul pavimento
Evita in tutti i modi di poggiare i tuoi oggetti personali sul pavimento o sulle mensole che potresti trovare nei bagni pubblici. Le piastrelle sono la parte più sporca e contaminata, assieme a lavandini e rubinetti. Appendi la borsa all’apposito gancio, e laddove mancasse, lasciala ad un amico all’esterno dei servizi o tienila addosso. Per questo è preferibile viaggiare sempre con uno zainetto piuttosto che con una borsa, che sia a tracolla o a mano.
Il wc non è tuo nemico
Non avere paura di sederti sul wc. Hai più probabilità di contaminarti con germi e batteri toccando le superfici circostanti. Puoi sempre prendere in considerazione i comodi copriwater usa e getta, oppure fare pipì restando in sospensione sopra la tavoletta. Ma non usare mai i piedi per salire sul water o per scaricare. Le suole delle scarpe sono veicolo di virus e batteri. Rispetta chi userà i servizi dopo di te e lascia il bagno così come vorresti trovarlo.
Impara a gestire il contatto con maniglie e lavandini dei bagni pubblici
Cerca di limitare il più possibile il contatto con le maniglie delle porte e con lavandini e rubinetti. Ma come, se è assolutamente necessario lavarsi le mani? Basta usare i dispenser e i rubinetti automatici. Spesso però non ci sono ne l’uno ne l’altro. E bene tenere sempre una confezione di amuchina in borsa, o in alternativa, delle salviette disinfettanti. Una volta lavate e asciugate le mani, anche se hai dovuto chiudere un rubinetto, puoi disinfettarle con questi dispositivi medici.
Portare i bambini a fare pipì nei bagni pubblici? Certo!
Se viaggi con i bambini è necessario adottare qualche precauzione in più. Per le mamme di maschietti, che possono fare pipì restando in piedi, il problema resta marginale. Basta fare bene la trafila “lavaggio mani – asciugatura – amuchina”. I problemi sorgono con le bambine. Anche per loro basta partire già da casa con abiti comodi, evitando gonne a balze, collant con fiochettini e ballerine bianche. Se il loro peso è ancora sostenibile basta sollevarle e sorreggerle, in modo da agevolare la fuoriuscita di pipì centrando il water.
Se sono signorine invece è bene munirsi di copriwater e\o insegnare loro già a casa a rimanere sospese sulla tavoletta. Oppure puoi comprare i magici coni per fare pipì in piedi, in cartoncino usa e getta. Io sono contraria ad ogni tipo di aiuto materiale e commerciale, perchè credo che un vero viaggiatore debba cominciare già da piccolo ad affrontare i piccoli grandi problemi della vita. Insegnare loro il modo più consono per usare la toilette pubblica credo rimanga uno dei migliori metodi di sempre.
Attenzione a non spaventare i bambini
I bagni pubblici non sono certo come i bagni di casa, ma cerca di evitare di trasmettere al bambino la fobia dello sporco e dei batteri. Piuttosto che darti un dispiacere imparerà a trattenere la pipì fino allo sfinimento, con conseguenze devastanti sull’apparato urinario e sulla psiche. Se ami viaggiare insegna al tuo bambino che il suo sistema immunitario sa gestire da solo ogni situazione di attacco esterno di batteri, e che con poche ma essenziali norme igieniche, come lavare sempre le mani, non avrà problemi a muoversi in ogni parte del mondo in totale autonomia.