Grazie a Gaetavventura, il primo blog tour della città di Gaeta, abbiamo avuto modo di visitare con le blogger protagoniste dell’evento i Bastioni La Favorita. Con le nostre preziose guide dell’Associazione I Tesori dell’Arte, Lino e Maurizio, siamo andate alla scoperta di questo magnifico edificio, completamente restaurato da pochi anni e iscritto alla rete delle Dimore Storiche del Lazio.
I Bastioni La Favorita a Gaeta
La Batteria La Favorita faceva parte delle roccaforti che dovevano impedire alle artiglierie nemiche di attaccare dall’alto il borgo di Gaeta e il suo castello. Fu re Ferdinando il Cattolico a intraprendere, nei primi decenni del 1500, grandiosi lavori di fortificazione e di difesa della città. Lavori ultimati dopo la sua morte dal nipote Carlo V, dal quale queste opere difensive prendono il nome. Sono stati diversi i danneggiamenti, nonchè le modifiche apportate alle fortificazioni nel corso dei secoli, dovute soprattuto all’esigenza di trovare nuove strategia difensive durante i vari assedi. Vengono innalzati quindi, con il passare degli anni, diversi bastioni e cortine, forniti di potenti batterie di cannoni. Tra questi il bastione con la batteria della Favorita.
Le feritoie del Bastioni La Favorita.
Storia della Batteria La favorita
Nonostante il numero ridotto di armamenti, La Favorita è sempre stata una potente opera di difesa durante gli assedi alla città di Gaeta. La sua storia è fortemente collegata al vicino Palazzo Reale, sito in via Faustina, acquistato dal Reale Governo nel 1835.
I Bastioni La Favorita erano collegati tramite un imponente ponte di ferro al Palazzo Reale. Vista sul castello Angioino Aragonese dalla terrazza dei Bastioni.
Dapprima dimora pontificia, ospitando Pio IX durante il suo esilio, diventa poi residenza dei Reali di Borbone, e ultima casa dei Sovrani di Napoli, Francesco e Maria Sofia di Baviera. Un imponente ponte di ferro collegava il Palazzo Reale alla “Favorita”, che prende il nome proprio da questa “preferenza” dei reali di passeggiare sugli spalti della batteria per ammirare il paesaggio circostante.
La salita ai Bastioni La Favorita viene dotata di scalinate. Questo per favorire la salita e la discesa degli animali da soma che trainavano carri carichi di munizioni, evitando loro di scivolare sul terreno.
I Bastioni La favorita oggi
Grazie all’autorizzazione del Ministero per i Beni e le Attività culturali, il Comune di Gaeta acquista i Bastioni la Favorita nel 2012. Il recupero dell’edificio viene completato nel 2018, dopo ingenti opere di riqualificazione e ristrutturazione. Rimane aperto al pubblico nell’ambito delle attività culturali della Città di Gaeta.
Da Bastioni La Favorita si gode di una visuale meravigliosa sull’intero Golfo di Gaeta. Proprio per questo motivo i reali gradivano passeggiare sui bastioni, con i loro ospiti al seguito.
COME PARTECIPARE AL PROSSIMO BLOG TOUR
Se sei un blogger, hai un attività, o se vuoi promuovere il tuo locale o la tua associazione sportiva o culturale scrivimi a annalisa@trevaligie.com. Parteciperai alle selezioni del prossimo blog tour in programma a Gaeta nel 2021. Il format è applicabile in ogni città della regione. Si accettano collaborazioni e proposte da Comuni, Enti del Turismo e privati.
In questi giorni, non potendo ancora viaggiare, ho riscoperto il piacere di guardare le serie tv. Un modo piacevole, e soprattutto economico, di esplorare alcune zone del mondo al momento inaccessibili. Grazie alle avventure di John B, JJ, Kiara e Pope ho scoperto Outer Banks, un piccolo angolo del North Carolina, fatto di sabbie e paludi, di ricchezza e povertà. Una striscia di arena che separa l’oceano Atlantico dalla Baia di Albermarle a nord, e dalla Baia di Pamlico a sud. Le Outer Banks, isole meravigliose dove amore e mistero si intrecciano in un vortice di avventura e adrenalina.
Outer banks
La serie tv di Netflix
Un gruppo di adolescenti, affiatati e fortemente legati tra loro dalla povertà che li accumuna, sono i protagonisti della serie tv più seguita dell’ultimo anno: Outer Banks. Ragazzi disadattati, appartenenti alla parte più povera dell’isola, fatta di gente umile che vive spesso al limite della legalità o di pochi espedienti: i Pogues. Ai Pogues si contrappongono i Kooks, ossia la gente ricca del posto, appartenente ad una casta ben definita, fatta di lusso, club e feste esclusive.
I quattro Pogues sono capitanati da John B, surfista bello e fascinoso, che è alla ricerca del padre scomparso durante le ricerche di un tesoro straordinario. Sicuro che il padre sia ancora vivo segue il suo istinto e alcuni indizi che quest’ultimo gli ha lasciato, per arrivare al tesoro naufragato assieme alla Royal Merchant, un mercantile affondato un secolo prima nelle acque delle Outer Banks. John B con il suo carisma coinvolge anche il suo fidato gruppo di amici nelle ricerche dell’oro nascosto e, determinato a ritrovare anche il padre scomparso, si ritrova ad affrontare tradimenti e delusioni, vittorie e rivincite in un turbinio di vicende intrise di amicizia, droga, violenza e amore, osteggiato continuamente dalla potenza dei Kooks.
Esplorare le Outer Banks grazie alla serie tv di Netflix
A bordo di un vecchio Wolksvagen Van i quattro ragazzi girano l’isola in lungo e largo, alla ricerca del tesoro scomparso della Royal Merchant. Attraverso il malinconico paesaggio lagunare, tra barche da pesca e tempeste improvvise, tutto il fascino delle Outer Banks viene fuori grazie alle fantastiche riprese della serie televisiva di Netflix. Enormi banchi di sabbia in continuo movimento sembrano gestire le vite dei protagonisti, tra insidie e maree spettacolari. Questi territori, conosciuti anche come “Cimitero dell’Atlantico” per via dei numerosi relitti che si trovano sui fondali, sono dunque la location ideale per lo sviluppo di una trama dal sapore avventuroso, ma anche romantico, ricco di ideali preziosi.
Le Outer Banks sono un susseguirsi di paesaggi pazzeschi, tra lagune sabbiose e piccoli isolotti, dai quali spiccano fari meravigliosi.
Gli Outer Banks tra storia e meraviglia
Proprio in questa sottile striscia di sabbia paludosa hanno avuto inizio i primi esperimenti di volo ad opera dei fratelli Whright. Nelle Outer Banks infatti, grazie alla conformazione morbida e sabbiosa e alla posizione discreta, quasi segreta, i Fratelli Whright effettuarono il primo decollo aereo nel 1903. Un impresa ancora oggi ricordata con grande entusiasmo, che nelle isole è possibile approfondire al Whrigt Brothers National Memorial. La particolarità di questi territori sta soprattutto nella loro unicità. Lontane dal flusso turistico, queste zone sono rimaste selvagge e allo stesso tempo eleganti, forti della loro naturale bellezza.
Le Outer Banks sono un vero paradiso, anche per gli amanti del bird wacthing. Isole poco frequentate, di una bellezza selvaggia e sconvolgente.
Da paradisi sconosciuti a mete per viaggiatori cinefili?
Gli affascinanti paesaggi delle Outer Banks, fatti di sentieri vagabondi e panorami mozzafiato, rimarranno tali dopo la visibilità avuta dalla serie tv di Netflix? Fatto sta che, attratta dai colori delle case infiammate dal sole e dalla perenne sensazione di libertà che sembra emanare questo lembo di terra, le Outer Banks sono già nella top list dei luoghi da visitare appena possibile.
Il genere di appartenenza della serie tv Outer Banks è quello dello Young Adult, e la sua peculiarità è la location suggestiva. La serie, tuttavia, non è stata girata completamente nelle affascinanti barrier island, la striscia di sabbia che caratterizza la costa settentrionale atlantica del North Carolina.
Greve in Chianti è un borgo stupendo della Toscana, famoso e frequentato soprattutto per i suoi rinomati prodotti autoctoni, tra i quali eccelle il vino rosso. Dall’alto della sua collina, circondata da preziosi vigneti, Greve in Chianti è dunque una tappa obbligata per chi vuole acquistare o degustare il nettare di Bacco che si produce da millenni in questi territori.
Greve in Chianti, cosa vedere in 1 giorno
In posizione privilegiatatra le colline del Chianti, Greve è toccata dalle più importanti vie di comunicazione d’Italia: la via Volterrana, la Chiantigiana e la famosa via Francigena. Grazie alla vicinanza di queste importanti vie di comunicazione è da sempre una meta di scambio commerciale. Tuttora è frequentata soprattutto per il suo caratteristico mercato, che si svolge nella piazza principale del borgo, e che oltre ad ospitare mercanzie, alimenti, tessili e oggettistica varia, lascia esporre anche capi di bestiame.
La posizione strategica di Greve in Chianti è stata sempre preziosa per la città. Grazie alla vicinanza delle tre strade principali del centro Italia, è da sempre importante snodo commerciale.
Cosa vedere a Greve in Chianti in un giorno
Il primo posto in cui ci siamo fiondati arrivati a Greve in Chianti è stata la particolarissima Piazza Matteotti o Piazza del Mercato. I carruggi sono davvero deliziosi e sono vivacizzati da botteghe tipiche, soprattutto enoteche o macellerie. I negozietti catturano subito l’attenzione dei passanti, sia per la particolare cura con la quale i gestori adornano vetrine e usci, sia per la qualità dei prodotti offerti. Una tappa da fare assolutamente è all’ Antica Macelleria Falorni,che dal 1806 continua a deliziare con i prodotti tipici del territorio i propri clienti e i viaggiatori curiosi, in un locale in stile prettamente toscano, tra prosciutti penzolanti e stridenti affettatrici, antiche e moderne.
Dopo aver assaggiato insaccati e formaggi tipici della zona, ed essersi inebriati con i profumi del buon cibo locale, bisogna fare un salto alla Bottega dell’Artigianato. Un vero e proprio regno per gli amanti delle cose fatte dalle abili mani degli artigiani del luogo. Qui, tra cestini intrecciati e sfiziose ( ma anche preziose ) opere d’arte intagliate nel legno d’ulivo, è piacevole intrattenersi a scrutare ogni singolo oggetto in mostra, deliziando non solo la vista ma anche l’olfatto, dato il caratteristico odore del legno e della paglia. E quindi porta via come souvenir un mestolo di legno d’ulivo o una cesta per il pane da mostrare agli amici una volta tornato a casa.
Passeggiando per Greve in Chianti noterai senz’altro le botteghe artigiane, dove comprare preziosi e originali souvenir, come gli oggetti creati con il legno di ulivo.
Curiosità
Piazza Matteotti è cuore pulsante della città di Greve. La sua particolarità sta nella forma. Non è ne tonda ne quadrata, come ci si aspetta che sia una piazza, ma triangolare. I portici che ne delineano il perimetro infatti, sono disposti a cono, dando una forma asimmetrica all’insieme. Tutto si concentra ai lati di questa piazza. Una delle peculiarità di Greve infatti sta proprio nel fatto che è facilmente visitabile a piedi, e soprattutto è ideale per le famiglie con i bambini perchè risulta semplice spostarsi anche con il passeggino.
I portici di Greve in Chianti sono punto d’incontro delle persone del borgo, e sono pieni di osterie e botteghe tipiche in cui fermarsi a comprare deliziosi souvenir, anche gastronomici.
Perché fermarsi a Greve in Chianti durante un viaggio on the road in Toscana
Greve è una piccola città del Chianti, ma molto molto attiva. Anche se a prima vista potrebbe sembrare il tipico borgo da visita veloce, ti stupirai nel veder passare il tempo mentre assapori i profumi del paese o chiacchieri con gli ambulanti del mercato. A Greve non ci sono problemi di parcheggio, ve ne sono diversi e in diverse zone, ed è ben collegata alle restanti città da strade facilmente percorribilie molto panoramiche. E’ un luogo da scoprire con calma, passo dopo passo, bottega dopo bottega. Un borgo dove la calma e lo scorrere lento del tempo la fanno da padroni, dove ti scopri a parlare con gli abitanti e finisci a brindare con loro seduto ai tavoli delle enoteche o delle osterie.
La zona del Chianti è da sempre territorio di vigne. I vigneti di Greve danno vita al Chianti Classico, un vino corposo dal color rubino, famoso in tutto il mondo.
La terra del Chianti Classico
Una delle eccellenze italiane più conosciute al mondo è senza ombra di dubbio il Chianti Classico. Un vino rosso prodotto nella zona centrale della Toscana, ricca di terre particolarmente idonee alla coltura di questo vitigno. La maggior parte della produzione avviene proprio nella zona di Greve in Chianti, zona che negli ultimi anni ha dato origine ad alcune delle migliori etichette toscane. Il Chianti Classico si contraddistingue per il suo colore rosso rubino e per suo sapore asciutto, profumato di violetta. E’ un vino che va bevuto giovane, ma si adatta bene anche ad un medio invecchiamento, quando prende una tonalità granato, un odore ancora più intenso e un sapore inconfondibile. Da provare con i piatti tipici della cucina toscana, dei quali esalta il gusto e la struttura, come il lampredotto o i crostini con i fegatini.
Il Chianti Classico è una delle eccellenze italiane più esportate nel mondo, e viene prodotto nei territori di Greve in Chianti.
Ogni anno, all’arrivo dell’autunno, un luogo speciale in Italia si trasforma in un tripudio di colori caldi, profumi inebrianti e atmosfere fiabesche. Questo luogo è il Giardino delle Zucche di Pignataro Maggiore, situato in provincia di Caserta, dove la magia dell’autunno prende vita in un evento che cattura i cuori di grandi e piccini. In questo straordinario giardino, la zucca diventa la protagonista assoluta di un’esperienza unica che unisce tradizioni antiche, divertimento e momenti di pura meraviglia.
Il Giardino delle Zucche è diventato negli ultimi anni una delle mete autunnali più amate in Campania e non solo, attirando famiglie, coppie e gruppi di amici da tutta Italia. Questo incantevole luogo non è solo una semplice esposizione di zucche: è una vera e propria festa dell’autunno, un’occasione per immergersi in un’atmosfera che richiama le antiche tradizioni del raccolto e celebra la bellezza della natura in uno dei suoi momenti più affascinanti.
Il Giardino delle zucche di Pignataro Maggiore è il luogo ideale per passare un paio d’ore all’aria aperta divertendosi!
Il Giardino delle Zucche
La tradizione del Pumpkin Patch
In America, nel mese di Ottobre, ogni famiglia dedica una giornata da trascorrere in un Pumpkin Patch, per scegliere la propria zucca da dipingere o intagliare per la festa di Halloween.In questi campi colorati, pieni di zucche in ogni dove, è possibile caricare la propria zucca, dopo averla abilmente selezionata tra milioni di esemplari, sul mitico carrellino rosso visto in tanti film americani. Si partecipa poi ai laboratori creativi, dove è possibile decorare la propria zucca seguendo la propria creatività. L’opera d’arte andrà poi ad addobbare i giardini per Halloween o a dare un tocco autunnale nei saloni di casa.
Nel campo del giardino delle zucche ci sono deliziose postazioni dove scattare fantastiche foto, ispirate ai Pumpkin Patch americani.
La raccolta delle zucche: un momento di gioia per i bambini
Una delle attività più amate dai bambini (e non solo) è la raccolta delle zucche. I piccoli visitatori, muniti di carriole colorate, possono girare per il giardino alla ricerca della loro zucca perfetta. È un’esperienza che richiama le tradizioni rurali e offre ai bambini la possibilità di entrare in contatto con la natura, imparando a riconoscere le diverse varietà di zucca e a scegliere quella che preferiscono.
Una volta raccolta la zucca, i bambini possono portarla a casa o partecipare a laboratori creativi dove, sotto la guida di esperti, possono decorarla e trasformarla in una piccola opera d’arte. Questa attività, oltre a stimolare la creatività, permette ai più piccoli di vivere un’esperienza autentica e educativa.
I laboratori del giardino delle zucche sono davvero divertenti e lasciano spazio alla fantasia di adulti e bambini.
Scenografie autunnali e spettacoli per tutta la famiglia
Il Giardino delle Zucche è anche un luogo di spettacoli e scenografie che incantano grandi e piccini. Durante il periodo di apertura, vengono organizzati spettacoli dal vivo che includono performance teatrali, racconti e animazioni a tema autunnale. Le scenografie, curate nei minimi dettagli, contribuiscono a creare un’atmosfera magica, rendendo ogni visita un’esperienza immersiva e indimenticabile.
Le famiglie possono scattare foto ricordo in cornici di zucche giganti, oppure in carrozze e installazioni che sembrano uscite direttamente da una fiaba. Per i più piccoli, ci sono anche simpatici personaggi in costume che girano per il giardino, pronti a intrattenere e a far sorridere i bambini.
Il Labirinto di Fieno: un’avventura coinvolgente
Tra le attrazioni più divertenti del Giardino delle Zucche c’è il labirinto di fieno. Questo intricato percorso, costruito con balle di paglia, rappresenta una vera e propria sfida per i più piccoli, che possono perdersi (e ritrovarsi) tra i vicoli stretti del labirinto. L’avventura del labirinto è una delle attività più attese dai bambini, che si divertono a cercare la via d’uscita in un contesto sicuro e immerso nella natura.
Per i bambini più piccoli, c’è un’area giochi attrezzata dove possono divertirsi in libertà. Qui, su tappeti di paglia, i bimbi possono saltare, correre e giocare in sicurezza, mentre i genitori si godono un momento di relax immersi nell’atmosfera tranquilla del giardino.
Il gusto dell’Autunno al Giardino delle Zucche
L’esperienza al Giardino delle Zucche non sarebbe completa senza assaporare i piatti tipici dell’autunno, preparati con cura e passione utilizzando ingredienti stagionali e locali. La zucca, naturalmente, è l’ingrediente principe di molti piatti, ma non mancano altre specialità legate alla tradizione culinaria campana e autunnale.
All’interno del Giardino delle Zucche è possibile fermarsi nelle aree ristoro per gustare prelibatezze a base di zucca e altri prodotti tipici del territorio. Tra le specialità proposte ci sono zuppe di zucca, torte salate, pasta alla crema di zucca e, per chi ama i dolci, torte di zucca e biscotti speziati che evocano i sapori e i profumi dell’autunno.
Le degustazioni non si limitano solo alla zucca: tra le proposte ci sono anche formaggi locali, miele artigianale, salumi e altre delizie campane, che esaltano i sapori autentici della tradizione. Gli adulti possono accompagnare i loro pasti con un bicchiere di vino locale o una bevanda calda, come il sidro o il vin brulé, perfetto per riscaldarsi nelle giornate più fresche.
Il Giardino delle Zucche. Il mercato d’autunno
Oltre alla gastronomia, il Giardino delle Zucche ospita anche un mercato dell’autunno, dove è possibile acquistare prodotti tipici locali e artigianato a tema. Qui, tra bancarelle colorate, si possono trovare marmellate, conserve, spezie, candele profumate, decorazioni autunnali e, naturalmente, zucche di ogni tipo, pronte per essere portate a casa e decorate.
Nella bottega trovi tante zucche particolari da comprare e portare a casa.
Come visitare il Giardino delle Zucche
Se stai pianificando una visita al Giardino delle Zucche di Pignataro Maggiore, ecco alcune informazioni utili per organizzare al meglio la tua esperienza. Ti consiglio di indossare abbigliamento comodo e scarpe adatte per camminare su terreni naturali, come erba e paglia. Durante le giornate più fresche, è utile portare una giacca o una felpa. Il giardino è particolarmente adatto alle famiglie con bambini, quindi assicurati di partecipare alle attività pensate per i più piccoli, come la raccolta delle zucche e i laboratori creativi.
Porta con te una macchina fotografica o uno smartphone per immortalare i momenti più belli della giornata: il Giardino delle Zucche offre scorci meravigliosi, perfetti per scattare foto ricordo.
Divertiti a cercare le panchine giganti sparse nel giardino delle zucche!
Come raggiungere il Giardino delle Zucche
Il Giardino delle Zucche si trova a Pignataro Maggiore, un comune in provincia di Caserta, in Campania. È facilmente raggiungibile sia in auto che in treno.
In auto: Il Giardino delle Zucche è situato a circa 40 minuti da Napoli e a 30 minuti da Caserta. Per chi arriva in auto, l’indirizzo preciso è Strada Statale 7 Appia, Km 191, e nelle vicinanze sono disponibili ampie aree di parcheggio.
In treno: La stazione ferroviaria più vicina è quella di Sparanise, a pochi chilometri dal giardino. Dalla stazione è possibile prendere un taxi o un autobus locale per raggiungere la destinazione finale.
Il Giardino delle Zucche è aperto durante la stagione autunnale, generalmente da fine settembre fino alla fine di ottobre. Gli orari di apertura variano, ma solitamente il giardino è accessibile dalle 9:00 alle 18:00 nei fine settimana, con aperture straordinarie durante le festività.
I biglietti d’ingresso possono essere acquistati online o direttamente in loco, ma è consigliabile prenotare in anticipo, soprattutto nei fine settimana e durante i giorni festivi, poiché l’affluenza può essere elevata. Il costo del biglietto varia a seconda delle attività incluse, con tariffe ridotte per i bambini e pacchetti famiglia disponibili. Consulta il sito ufficiale per tutte le informazioni a riguardo.
Perchè passare una giornata al Giardino delle zucche
Il Giardino delle Zucche di Pignataro Maggiore è molto più di un semplice evento stagionale: è un’occasione per riscoprire il piacere delle piccole cose, come il contatto con la natura, i colori dell’autunno, e la magia di una tradizione che celebra il raccolto e la generosità della terra.
Che tu sia un amante dell’autunno, un appassionato di decorazioni a tema, o semplicemente in cerca di un’esperienza divertente e coinvolgente per tutta la famiglia, il Giardino delle Zucche ti regalerà momenti indimenticabili, facendoti immergere in un mondo di fiaba dove la zucca è la regina incontrastata.
Dopo una mattinata passata a passeggiare nel grazioso centro storico di Sperlonga, abbiamo pensato di esplorare anche il versante di ponente di questo splendido borgo. Qui, tra dune di sabbia e folta macchia mediterranea, sono concentrate le spiagge più grandi della costa laziale e deliziosi lidi in cui passare piacevoli giornate tra sport e relax. Su Lago Lungo inoltre, è possibile pranzare sulle verande degli stabilimenti balneari posti sulle dune di sabbia dorata. Abbiamo scelto, tra i ristoranti a Sperlonga, Mareduna, un bel posticino accogliente a gestione familiare. Il posto ideale in cui assaggiare piatti tipici della cucina locale perdendosi nel blu del cielo e del mare.
Mareduna è uno stabilimento balneare a gestione familiare, con un delizioso ristorante con vista panoramica e piatti tipici locali.
Ristoranti a Sperlonga
La zona di Lago Lungo a Sperlonga è caratterizzata dalla presenza di due laghi, vicinissimi al mare. Il Lago di San Puoto, molto frequentato dagli appassionati di sci nautico, è affiancato dal Lago Lungo, che costeggia la spiaggia per circa due chilometri. Si trovano immersi in un contesto naturale quasi selvaggio, incontaminato, dove è possibile ammirare anche diverse specie di uccelli acquatici. Una passerella in legno attraversa le grandi dune di sabbia bianca e fine. Costeggia tutta la spiaggia, ed è possibile percorrerla anche in bici o con i passeggini, senza tante difficoltà. Su Lago Lungo ampi spazi di spiaggia libera si alternano a lidi attrezzati, quasi tutti dotati di deliziosi chioschetti o verande, adibiti a ristorantini.
Una passerella in legno costeggia tutta la spiaggia di Lago Lungo. Oltre a condurre ai vari lidi e ristoranti, permette di fare una piacevole passeggiata con vista mare.
Da Lago Lungo si ha una splendida visuale su tutta la costa della Riviera di Ulisse, partendo da Sperlonga fino al Circeo.
Curiosità per intrattenere i bambini in passeggiata
Ad un tratto, passeggiando su Lago Lungo, appare immersa nel verde, una struttura in abbandono. Dallo stile mediterraneo, con le facciate bianche ricoperte ormai da vegetazione incolta, la vecchia villa della contessa Visconti sembra quasi una casa fantasma. Edificata nei pressi del lago dalla famiglia viscontea, è stata a suo tempo un vero e proprio luogo di ritrovo di personaggi nobili e/o famosi. Si narra che nel lussuoso ingresso la contessa era solita intrattenere gli ospiti, tra agi e pettegolezzi. La splendida posizione a picco sul mare inoltre garantiva a questi ultimi un panorama fiabesco, e una vista accattivante su una delle più belle porzioni di Mar Tirreno. Molti personaggi famosi, come Alain Delon e Zeffirelli, sono stati ospiti della contessa Visconti e di suo fratello Luchino, ammaliati dall’eccellente ospitalità della famiglia. Fermatevi un attimo dinanzi a questa vetusta dimora, e provate ad immaginarne gli antichi fasti. Abiti di seta che frusciano sulle verande illuminate, fumi di sigari che si alzano dalle eleganti poltrone del patio, musica classica che si irradia dal grammofono in ottone…
Sul lungomare di Lago Lungo è possibile scorgere, nella folta vegetazione, la vecchia villa della famiglia Visconti.
Ristoranti a Sperlonga. Mareduna
Dalla passerella panoramica di Lago Lungo si arriva a Mareduna, uno stabilimento balneare a conduzione familiare molto carino, in tema con l’ambiente circostante. Legno scuro e tavoli colorati, nonchè piccole installazioni costruite con materiale riciclato dal mare, fanno di questo luogo una vera chicca del litorale. Ci accoglie il proprietario, Roberto, che insieme alla moglie Ines gestisce questo suggestivo stabilimento e il ristorante annesso. Cordialità e simpatia ci colpiscono subito. Dal nostro tavolo poi, la vista su buona parte della Riviera di Ulisse ci lascia senza parole.
Da Mareduna si respira sempre un atmosfera vacanziera, fatta di relax e colorati angoli in cui sorseggiare vino fresco. Uno tra i più deliziosi ristoranti di Sperlonga.
Mareduna, dalla sua privilegiata postazione in cima alla duna di sabbia, permette di pranzare ammirando un panorama pazzesco.
Il menù di Mareduna. Ristoranti a Sperlonga
Dalla sua posizione privilegiata, sulla duna del Lago Lungo, Mareduna offre ai suoi ospiti non solo relax in riva al mare, ma deliziosi piatti della cucina tipica locale nel grazioso patio del ristorante. Il menù è semplice, genuino, con scelta tra due primi piatti, due secondi e diversi contorni, prevalentemente fatti di verdure dell’orto personale dei proprietari. Infatti succulenti ortaggi di stagione accompagnano piatti preparati con ingredienti genuini e freschi, come le alici del Tirreno.
Da Mareduna abbiamo mangiato piatti semplici e genuini, come le alici fritte accompagnate da verdura rigorosamente arrivata dall’orto di famiglia.
Dopo aver giocato sulla sabbia sotto il sole, i bambini hanno gradito assaggiare gli gnocchetti con i frutti di mare. Deliziosi!
Perchè pranzare da Mareduna. Ristoranti a Sperlonga
Roberto rende con la sua simpatia tutto molto familiare, mente Ines prepara con grande attenzione non solo le portate principali, ma anche i dolci succulenti, come la sbriciolata di mele e cannella, che ho trovato davvero divina. Una menzione particolare va fatta alle colonne portanti di Mareduna. Grazie infatti alla dedizione di nonno Noce e nonna Lilli è stato possibile portare avanti questa struttura, una delle più caratteristiche tra i ristoranti a Sperlonga. La posizione privilegiata poi, ne fa un punto panoramico davvero pazzesco. Ideale anche per un caffè o un aperitivo al tramonto, o per passare una piacevole giornata tra spiaggia, mare e cibo con tutta la famiglia.
Dopo aver assaggiato i piatti proposti da Roberto e Ines ci siamo lasciati coccolare dal dessert. Io ho scelto una sbriciolata con mele e cannella, dal gusto dolce e deciso, preparata dalla padrona di casa.
L’Algarve è una regione meravigliosa del Portogallo, da esplorare con un bellissimo viaggio on the road, alla scoperta dei suoi territori. Non c’è modo migliore di esplorare questi luoghi carichi di magia, selvaggi quanto basta da rimanerne estasiati. Per il nostro soggiorno ad Albufeiraabbiamo scelto di dormire al Pine Cliff Resort Algarve. Una scelta dettata dall’esigenza di esplorare i dintorni in autonomia, dedicando una buona parte del viaggio anche al nostro relax.
Dove dormire in Algarve
Il Pine Cliff Resort
Situato su una delle falesie più spettacolari di tutta l’Algarve il Pine Cliff è un resort di lusso, una sorta di piccolo villaggio con ogni confort possibile. Adatto anche alle famiglie con bambini, dalla sua posizione privilegiata a strapiombo sulla costa dell’Algarve, il Pine Cliff Resort offre una meravigliosa esperienza visiva e sensoriale ai clienti. Grazie alle diverse soluzioni di alloggio infatti riesce ad accontentare ogni tipologia di viaggiatori, e rimane uno delle strutture ricettive più confortevoli dove dormire in Algarve. Oltre alla struttura alberghiera, il Pine Cliff offre anche appartamenti con vista sull’oceano situati in diversi residence, e ville esclusive dotate di ogni confort possibile.
Piscina incastonate in prati immensi, angoli verdi e deliziose viuzze in cui passeggiare fanno del Pine Cliff resort una vera e propria oasi di pace e relax.
Dove si trova il Pine Cliff Resort
Situato nella costa a sud del Portogallo, nella regione dell’Algarve, il Pine Cliff Luxury Resort offre un soggiorno davvero esclusivo ai suoi ospiti. Una raffinata struttura ricettiva che vanta non solo una posizione privilegiata su una delle scogliere più belle della zona, ma offre tantissime proposte di soggiorno. Dal Pine Cliff Resort è possibile infatti godere di una incantevole vista sull’oceano e sulle falesie circostanti, offrendo una permanenza agiata tra confort e coccole. Tra rocce di arenaria dalle delicate tonalità arancio, incorniciato da verdeggianti pinete e curati giardini, il Pine Cliff Resort incanta i suoi ospiti con preziosi particolari. Le meravigliose piscine, i diversi ristoranti e i romantici bar, dove un moderno design si integra alla perfezione con l’architettura tipica della costa portoghese, fanno di questa struttura un vero gioiello.
Dove dormire in Algarve. Room Tour del Pine Cliff Luxury Resort
Per la nostra permanenza in Algarve abbiamo scelto, tra le diverse proposte offerte dalla struttura, di alloggiare nel Luxury Hotel. Le foto delle stanze della struttura ci hanno letteralmente stregato. Luminose, spaziose, dai bellissimi pavimenti in cotto raccolti da pareti bianchissime, le stanze dell’Hotel rispecchiano perfettamente lo stile portoghese. Preziosi azulejos danno un tocco di luce e spiccano come dettagli sui muretti, sulle sedie, sui cuscini e sui tendaggi. L’elegante stile che caratterizza ogni stanza è davvero sorprendente. Ogni camera inoltre è dotata di un bel balcone con comode sdraio, dal quale si ha una splendida vista sull’Oceano.
I ristoranti del Pine Cliff Resort Algarve
Il Pine Cliff Resort è davvero una struttura ricettiva completa, dove confort, comodità e praticità sono all’ordine del giorno. Il villaggio è talmente vasto che dalle diverse tipologie di strutture è possibile raggiungere le piscine, la discesa per la spiaggia e i vari ristoranti grazie ad un simpatico trenino turistico. Per passare piacevoli momenti di relax diversi sono i ristoranti in cui sedersi ad assaggiare piatti tipici locali. Dal Piri Piri, gustosa steak house, all’O Pescador, sopraffino ristorante di pesce, fino ai buffet del Corda Cafè a bordo piscina, per pranzare o cenare al Pine Cliff c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Marè, ristorante sulla spiaggia
Noi abbiamo provato, durante il nostro soggiorno al Pine Cliff, il ristorante in spiaggia a ridosso delle falesie. Al Marè è possibile infatti mangiare direttamente sulla splendida Praya da Falesia, stando a due passi dal mare e dai lettini a disposizione dei clienti.
Il Mirador Champagne Bar
Il mio posto preferito al Pine Cliff rimane il Mirador Champagne Bar. Un piccolo angolo di paradiso, perfetto per gustare cocktails o un bicchiere di buon vino, che al tramonto diventa pura magia. La vista sull’oceano è ancora più fascinosa con i riflessi caldi del sole che trasformano la tonalità aranciata delle falesie circostanti in un morbido rosa, caldo e romantico.
Il Mirador Champagne Bar è il luogo ideale dove rilassarsi gustando un buon bicchiere di vino, guardando i colori del tramonto che tingono le falesie di rosa.
Cosa fare al Pine Cliff Resort Algarve
Tra le tante attività proposte al Pine Cliff Resort Algarve, oltre alle strepitose piscine di diverse dimensioni, interne ed esterne, c’è il tennis o il padel, ma anche discipline come pilates e yoga. Sulla falesia si trova anche un bellissimo campo da golf, completamente immerso nel verde. Inoltre per i bambini c’è un vero e proprio parco giochi: il Porto Pirata Kids Club. Con o senza animatori qui è possibile giocare, arrampicarsi, saltare, nuotare e correre a perdifiato protetti dall’ombra dei pini secolari del resort.
La Serenity SPA
Per chi vuole rigenerare corpo e mente c’è invece la Serenity SPA. Un luogo dedicato al culto del relax, dove tra massaggi, piscine, saune e aree fitness è possibile passare attimi di puro piacere. Un luogo in cui rintanarsi in una giornata di pioggia o troppo ventosa per poter rimanere in spiaggia.
La spiaggia privata del Pine Cliff Resort
All’esclusiva spiaggia del Pine Cliff Resort si accede tramite un ascensore panoramico, davvero pazzesco. Una volta arrivati a livello del mare, è possibile scegliere la propria postazione relax, con tenda parasole e lettini, su una delle più belle spiagge dell’Algarve: Praya da Falesia. Qui, tra il rumore delle onde e il vento fresco dell’oceano, è possibile passare la giornata in coppia, con gli amici o con la famiglia, godendo di tutti i servizi necessari per una vacanza all’insegna del relax e del divertimento.
Praya da Falesia è una delle spiagge più belle e famose dell’Algarve.
Perchè dormire in Algarve al Pine Cliff Resort
In posizione privilegiata, su una delle spiagge più belle del Portogallo, il Pine Cliff Resort regala un esperienza unica di soggiorno. Vicinissimo ai più importanti punti di interesse della regione, vanta i ristoranti più chic della zone e camere esclusive, eleganti e raffinate. Inoltre offre ogni tipo di svago possibile, dallo yoga al fitness, dal golf al nuoto, fino al relax più assoluto in una delle più belle aree wellness del territorio. Una vera e propria oasi di pace, in cui immergersi per godere di ogni beneficio possibile. I bambini poi sono ben accetti, e hanno a disposizione menù dedicati e diverse aree gioco.
Tramite un bellissimo ascensore panoramico Si arriva al livello del mare, per godere delle aree attrezzate sulla splendida spiaggia di Praya da falesia.
Dalle falesie a strapiombo sul mare Si ha una vista pazzesca su tutto il Golfo di Gaeta e sulle isole pontine. Con l’aria rarefatta è possibile vedere anche Ischia e il Vesuvio all’orizzonte.
Archeotrekking nel Parco Regionale di Monte Orlando
Dopo aver passato la mattinata in acqua, alla scoperta della costa laziale in SUP, le blogger protagoniste di Gaetavventura hanno dato un ulteriore prova di resistenza partecipando alla visita archeologica nel Parco Regionale di Monte Orlando. Grazie alla preziosa supervisione e guida di Lino Sorabella, dell’Associazione culturale I tesori dell’arte, siamo andate alla scoperta dei sentieri naturalistici e dei siti storici e archeologici del bellissimo Parco della Riviera di Ulisse. Tra camminamenti sotterranei, antiche fortificazioni, cisterne e casematte abbiamo dedicato un intero pomeriggio all’archeotrekking nel Parco di Monte Orlando.
Il sentiero che ci ha portato alle polveriere borboniche già tinto d’autunno a inizio settembre.
Le falesie del parco di Monte Orlando
Dopo aver passeggiato all’interno della falesia, nella suggestiva Montagna Spaccata, e dopo averne conosciuto segreti e leggende, siamo partite alla scoperta della parte alta di Monte Orlando. Tra sentieri antichi e alberi secolari siamo riuscite ad arrivare sul picco della falesia a strapiombo sul mare. Da questa spettacolare postazione, non solo abbiamo potuto godere di una vista pazzesca sul Golfo di Gaeta,ma provare il brivido della vertigine. La presenza delle falesie influenza notevolmente anche l’aspetto faunistico del Parco Regionale. Il falco pellegrino ad esempio, che qui nidifica, rappresenta una delle specie più importanti presenti in questo territorio. La porzione di mare antistante inoltre, è un’oasi marina protetta data in gestione all’ente parco Riviera di Ulisse.
Una vista mozzafiato sulla falesia della Montagna Spaccata di Gaeta. Grazie all’ archeotrekking, con Gaetavventura e I tesori dell’arte siamo andate alla scoperta degli scorci più caratteristici del parco Regionale di Monte Orlando.
Le polveriere borboniche
Lasciate una delle più spettacolari falesie della regione, abbiamo proseguito verso i siti storici del parco regionale di Monte Orlando. Il nostro archeotrekking ci ha portato a visitare le polveriere borboniche, importanti testimonianze di edilizia militare risalenti al periodo della dominazione aragonese e borbonica. Un complesso di fortificazioni in cui, durante diversi periodi bellici, era custodita la polvere da sparo. Tre sono le polveriere che ancora oggi sono visibili, anche se non tutte visitabili: la Carolina, la Ferdinando e la Trabacco. La strategica posizione di questo promontorio ha sempre fatto si che, nel corso dei secoli, il parco fosse fulcro di importanti manovre di difesa militare.
La polveriera Carolina del Parco regionale di Monte Orlando è aperta al pubblico.
Il sentiero ornitologico, ex batteria anulare
Proseguendo sullo sterrato del parco di Monte Orlando, e seguendo la segnaletica, siamo arrivate al Sentiero Ornitologico. Qui, oltre ad ammirare le diverse specie di uccelli che popolano il parco, è possibile cimentarsi in un percorso di fitness all’aria aperta. Numerose sono le postazioni in cui fare piccole sessioni di esercizi, segnalate da appositi cartelli. Il Mausoleo di Lucio Munazio Planco si trova sull’estremità di questa antica batteria anulare, vicinissimo al faro della città. Quest’ultimo, ancora perfettamente funzionante, segnala la presenza delle scogliere alle navi in transito. Da uno dei sentieri di questo percorso ornitologico si arriva ad uno dei belvedere più famosi della città. Da questa postazione infatti, dallo strapiombo di una delle falesie del parco, si ha una visuale eccezionale sul quartiere medievale di Gaeta. E su questa elegante cartolina, che rappresenta uno degli scorci più suggestivi della regione, concludiamo il nostro percorso di archeotrekking, lasciando il Parco di Monte Orlando per tornare a valle.
Deviando sulla destra, in un sentiero adiacente alla batteria anulare del Parco di Monte orlando, si arriva ad uno dei belvedere più famosi della regione.
A Formia, precisamente nella frazione di Gianola, c’è una riserva del Parco regionale della Riviera di Ulisse. Qui, all’ombra di querce secolari, si trova il Parco Sospeso, un parco avventura dove arrampicarsi in sicurezza sugli alberi divertendosi un mondo.
Il Parco Sospeso di Gianola
Il Parco Sospeso di Gianola e di Monte di Scauri è un parco avventura gestito dall’Ente Parco Riviera di Ulisse e l‘Associazione Gli equilibri naturali. Un parco dalle mille sfaccettature. Da un lato punta al percorso avventura, con un itinerario sospeso che permette di imparare a gestire l’equilibrio e la concentrazione, sfidando le proprie paure. Dall’altro cerca di avvicinare adulti e bambini ad una corretta gestione dell’ambiente, puntando sulla valorizzazione della natura nel suo essere primordiale e promuovendo una corretta educazione civica e ambientale. Questo parco dunque non è solo un luogo di ritrovo fine a se stesso, ma un posto in cui rafforzare l’autostima, dove fare gruppo è la priorità, un luogo in cui trovare stimoli per migliorarsi e migliorare nel rapporto con gli altri e con la natura circostante.
Grazie all’Associazione che gestisce il parco assieme al Parco regionale Riviera di Ulisse i bambini si divertono a fare i percorsi sugli alberi in tutta sicurezza.
Nel Parco di Gianola è piacevole anche fare piccole escursioni nella natura, basta non sporcare e non urlare, nel rispetto di tutti.
La nostra esperienza la Parco Sospeso di Gianola
Il Parco Sospeso di Gianola è un parco avventura davvero accogliente e completamente immerso nel verde. I percorsi acrobatici sospesi tra gli alberi sono costruiti con supporti naturali, fatti di materiale ecosostenibile, come il legno. Il percorso, che la prima volta può sembrare faticoso, risulta poi molto divertente, soprattutto perchè punta a sfidare le proprie paure per arrivare al traguardo. Il percorso si snoda tra i rami degli alberi, tramite cavi di acciaio, pedane e corde. La supervisione delle guide è necessaria a mio parere, perchè non tutti i bambini hanno le stesse capacità di adattamento a situazioni nuove come questa. Le guide inoltre insegnano ai bambini innanzitutto le tecniche di sicurezza, da mantenere durante tutto il tragitto. L’uso dei moschettoni di protezione infatti risulta essere assolutamente necessario ai fini dello svolgimento in sicurezza del percorso.
Al Parco Sospeso di Gianola ci sono percorsi differenti, per grandi e piccini.
I percorsi del Parco Sospeso hanno diverse difficoltà. Ma è proprio questo il bello, vincere le paure!
Il percorsi del Parco Sospeso
Il percorso del Parco Sospeso comprende 5 tipi di installazioni. Un avventuroso ponte tibetano, diverse liane di lancio, passerelle di collegamento, un ponte Indiano e un ponte tirolese. Ci sono due tipologie di percorsi: una per i bambini dai 3 ai 5 anni, l’altra per i ragazzi a partire dai sette anni, che abbiano un altezza superiore ai 130 cm.
Una volta indossata l’imbracatura di sicurezza i bambini tentano di scalare le varie postazioni per accedere ai pontili, rimanendo sempre ben saldi alle corde di collegamento tramite i moschettoni di sicurezza. La concentrazione è essenziale per riuscire a completare l’itinerario, ma anche una giusta dose di spregiudicatezza non guasta. Lanciarsi con la liana non è certo facile. Prevale il senso di vertigine, di fobia del vuoto ma una volta superata la paura, tutti i bambini chiederanno di fare il bis.
I percorsi del Parco Sospeso hanno diverse difficoltà. Ma è proprio questo il bello, vincere le paure!
Informazioni utili per passare una giornata al Parco Sospeso di Gianola
Il Parco sospeso è completamente all’aperto. Non ci sono zone chiuse ne ripari in caso di pioggia improvvisa. Non ci sono inoltre punti di ristoro, e l’unico bagno esistente è posizionato all’entrata del parco, ma non è sempre aperto al pubblico. Le chiavi sono custodite dai membri dell’associazione che collabora con l’Ente Parco. Basta chiedere a uno dei ragazzi per averle. Per salire sui percorsi tra gli alberi è necessario avere un abbigliamento comodo e scarpe chiuse.
In estate meglio portare un antizanzare e un dopo puntura. Ben vengano impermeabili di sicurezza se il tempo è incerto. Non dimenticare le borracce con l’acqua e qualche snack. E’ possibile anche fare pic nic all’interno dell’area protetta, ma bisogna assolutamente rispettare l’equilibrio naturale del parco e lasciare tutto pulito.
Al Parco Sospeso di Gianola ci Si diverte un mondo, stando a contatto con la natura e imparando a socializzare con il gruppo.
Orari di apertura
Il Parco Sospeso di Gianola è aperto, nel mese di settembre, il sabato dalle 16:00 alle 19:00 e la domenica dalle 10:00 alle 19:00 con orario continuato. E’ sempre meglio prenotare con anticipo o chiamare per verificare le aperture, soggette anche alle condizioni meteo. Le attività sono soggette a contributo, quindi per i costi e le prenotazioni è possibile inviare una mail all’Associazione Gli equilibri naturali, all’indirizzo seguente: gliequilibrinaturali@gmail.com o chiamare al numero 389 9306124
Passeggiando nel vecchio borgo di Gaeta, tra vicoletti tipici e caratteristiche piazzette, trovi La casa del Pescatore, uno degli scorci più instagrammati della città, dal sapore mediterraneo e dalla magica atmosfera. Lasciati affascinare dai meravigliosi contrasti di colore di questo vicoletto, con facciate imbiancate a calce tratteggiate da delicati toni di azzurro, in un’atmosfera tipicamente mediterranea. Ma chi c’è dietro questo splendido lavoro di riqualificazione di un vecchio vicoletto, abbandonato per anni a se stesso e alle intemperie? Sono andata alla scoperta dei segreti de La casa del Pescatoredi Gaeta, e sono riuscita a trovare gli autori di cotanta bellezza.
La Casa del Pescatore a Gaeta
Fabrizio e Viviana. Il sogno di vivere a Gaeta.
Ho fatto qualche domanda ai proprietari de La casa del Pescatore di Gaeta e sono rimasta affascinata dai loro racconti. Tanta fatica, a volte un po di scoraggiamento, ma alla fine hanno realizzato il loro sogno. Una casetta nel tratto più tipico del borgo, che avesse i colori del mare e mantello della Madonna di Porto Salvo, custodita nella chiesa adiacente. Site curiosi di scoprire i retroscena e i segreti de La casa del Pescatore di Gaeta?
Intervista ai proprietari de La casa del Pescatore
Chi c’è dietro questo angolo dal sapore medieterrraneo? Come mai avete scelto di valorizzare questo vicoletto, rendendolo uno degli scorci più instagrammabili della città?
Fabrizio e Viviana in posa sulla caratteristica scalinata de La casa del Pescatore a Gaeta, dopo aver terminato i lavori di riqualificazione.
Ciao a tutti, siamo Fabrizio e Viviana, una coppia di fidanzati, gaetani di adozione. Io sono Fabrizio, originario dell’alto casertano (Teano), ma per motivi lavorativi vivo nei pressi di Milano da circa 15 anni. Qui ho conosciuto Viviana, la mia compagna di vita. Quando ho portato Viviana a conoscere amici e parenti, non potevo non farle conoscere la meta delle mie estati giovanili: Gaeta. Ed è stato subito un colpo di fulmine. Da quel giorno è nata l’idea di comprare una casetta proprio qui. Dopo aver visto circa 25 case, ci siamo imbattuti in questo scorcio di Via dell’Indipendenza, che si presentava in condizioni abbastanza disastrose.
Vico 18 di Via dell’Indipendenza come era originariamente. Prima che Fabrizio e Viviana lo trasformassero in uno dei più belli scorci della città.
Nonostante il vicoletto non si presentasse al massimo del suo splendore, na abbiamo captato delle potenzialità… E proprio lì, al civico 22, c’era una casetta che faceva al caso nostro.
La vostra è un abitazione privata o una struttura ad uso vacanziero?
La nostra è una casa privata e ogni volta che abbiamo qualche giorno libero ci fiondiamo a Gaeta per trascorrere delle piccole vacanze di qualità, e scoprire sempre nuove spiagge, ristorantini, attività… Il nome “Casa del pescatore Gaeta” deriva dal fatto che, a dire dei vicini, proprio nei pressi di quel vicolo ci fosse la bottega di un pescatore. Questo nome non identifica una struttura ricettiva, noi nella vita ci occupiamo di altro. Viviana è una ginecologa, mentre io sono impiegato nel settore pubblico. La affittiamo però per brevi periodi, quando non è occupata da noi. Per soggiornare nella stagione estiva bisogna essere fortunati e prenotarsi con largo anticipo! Inoltre, in collaborazione con lo chef Gianfranco de Iorio, ci siamo inventati l’opzione “chef a domicilio”… Ovvero la possibilità di assaggiare dei prodotti tipici locali, comprati e preparati dallo chef e degustati nella cornice di Casa del pescatore...
Questo delizioso vicoletto, imbiancato a calce con deliziosi tocchi di vernice azzurra, è diventato famoso su Instagram in pochissimo tempo. I turisti ormai lo cercano non appena mettono piede a Gaeta, per scattare foto sulla scalinata. Quest’affluenza risulta fastidiosa o è un motivo in più per continuare a dare un tocco speciale a questo angolino di via Indipendenza?
Lo scorcio non è di nostra proprietà, ma solo la casetta al civico 22. Non essendo noi i proprietari, ma visto lo stato di abbandono, ci siamo armati di carta vetrata, spazzole in ferro (per rimuovere la muffa), calce per disinfettare e imbiancare. Un ultimo tocco di azzurro, e infine vasi, vasetti e fiori per abbellire il tutto. Alla fine dei lavori ci siamo resi conto della bellezza del risultato. Sin da subito abbiamo notato che le persone venivano a scattare fotografie. Allora abbiamo deciso di rendere visibile lo scorcio sui social, dando il nome “casadelpescatoregaeta”. Che i turisti vengano a farsi le foto per noi non è un problema, anzi… Ci piace scovare le foto di casa nostra sui social, questo ci rende orgogliosi del nostro operato. Inoltre ci dà il piacere di vedere le foto di “casa” quando noi siamo lontani!
Oltre a spiccare per i suoi colori, tipici di un borgo di pescatori, ad attirare turisti curiosi è la scritta “love” sul muro principale. Come mai questa scelta?
Nella realizzazione di questo scorcio ci siamo ispirati a ciò che ci è piaciuto di più nei nostri viaggi, gli scorci più belli, quelli che ti fanno sognare, e che vorresti fermarti lì per sempre. La Grecia, ma non solo. La Puglia, le Baleari, la costiera Amalfitana, il Marocco… Paesi che abbiamo visitato e amato.
Viviana in posa dinanzi la scalinata de La casa del Pescatore a Gaeta, orgogliosa dei risultati ottenuti grazie al lavoro di riqualificazione del vecchio vicolo.
La scritta “love”… l’abbiamo notata in un nostro viaggio in Grecia quando ancora la casa del pescatore era solo un sogno. Comunque Gaeta è unica, non ha bisogno di copiare nulla a nessuno. Infatti l’azzurro richiama i colori della Madonna di Porto Salvo.
A conti fatti e vivendo nel centro storico di Gaeta, avete notato un incremento dell’afflusso turistico quest’anno?
Purtroppo, per motivi di lavoro, non viviamo sempre a Gaeta, ma quello che possiamo dire è che quest’anno c’è stata una crescita esponenziale delle foto scattate a Casa del Pescatore. Vi invitiamo comunque a passare a trovarci. Ho in mente altre chicche che prossimamente andranno ad abbellire ancora di più lo scorcio.
Da amante della mia città, non potevo non andare a scattare qualche foto a La casa del Pescatore di Gaeta.
Affascinata da questo splendido angolo di paese, ho deciso di inserire la Casa del Pescatore nell’itinerario del blog tour Gaetavventura, da me ideato.
Vi ringrazio della disponibilità e di questa deliziosa intervista. Vi lascio con un ultima domanda. Avendone i mezzi e l’opportunità, vi piacerebbe trasformare anche qualche altro vicoletto seguendo lo stesso stile de La casa del pescatore?
Ovviamente sì! Proprio mentre visitavamo varie case alla ricerca di quella giusta per noi, abbiamo conosciuto Gennaro Romanelli, presidente dell’associazione “Abbelliamo Gaeta”, che ha l’obiettivo di abbellire i vicoli di via dell’Indipendenza. Naturalmente abbiamo sposato la causa, diventando soci e dando il nostro contributo, iniziando a lavorare nel nostro vicoletto nel tempo a disposizione… Ma siamo un vulcano di idee, molto spesso guardando gli altri vicoli ci viene in mente come potrebbero essere abbelliti. Ma non è facile, prima di tutto bisogna che i proprietari siano motivati. Questi cambiamenti richiedono non solo iniziativa, ma anche manutenzione costante, nonchè molto senso civico da parte di chi ci abita. Si sta già facendo tanto per i primi vicoli di via indipendenza e siamo convinti che col tempo tutto il borgo sarà riqualificato, e il senso del bello sarà predominante, come lo è già in molti punti.
La casa del pescatore di Gaeta è diventata una tappa imperdibile pr i turisti in vacanza nella zona.
Uno degli scorci più instagrammati della città è proprio questa scalinata bianca e azzurra, in vico 18 di Via dell’Indipendenza.
Il Campanile del Duomo di Sant’Erasmo e Marciano definisce il paesaggio della città di Gaeta, donando al quartiere medievale un tratto particolarmente distintivo. Dall’alto dei suoi 57 metri di altezza sovrasta il golfo nella sua interezza, proiettandosi verso il cielo con le sue decorazioni bizantine, luccicanti sotto i raggi del sole.
Il Campanile del Duomo di Sant’Erasmo a Gaeta
Prima tappa di Gaetavventura
La torre campanaria del Duomo di Sant’Erasmo è stata una delle tappe di Gaetavventura, il primo travel blog tour della città di Gaetaorganizzato da Trevaligie.com. Una chicca imperdibile, dato che ha riaperto al pubblico proprio nell’ultimo mese, dopo imponenti lavori di ristrutturazione. Situato in Piazza Gelasio, con la facciata principale rivolta verso il mare, il Campanile si distingue per le sue preziose decorazioni arabo-normanne.
Il Duomo di Sant’Erasmo
Quando, nel secolo VIII d.C., la diocesi di Gaetadiventa sede vescovile, la vecchia chiesa di Santa Maria del Parco viene elevata a cattedrale. Da allora il Duomo conserva le reliquie dei Santi Erasmo e Marciano, patroni della città. Reliquie che precedentemente erano custodite in una chiesa della vicina città di Formia. Nei primi decenni dell’anno mille inoltre, Pandolfo Palagrosio, un monaco devoto ai santi, regala alla diocesi un terreno adiacente alla cattedrale. Il dono permette dunque la costruzione di una torre campanaria. Inizia da qui la storia del Campanile.
Nel Campanile di Gaeta sono custodite le campane originali del Duomo.
Le quattro blogger protagoniste di Gaetavventura sono salite fin su la cima del Campanile del Duomo, rimanendo estasiate dalla meravigliosa vista a 360° sulla città di Gaeta.
La storia e la costruzione
Il basamento del Campanile è completamente rivestito di blocchi marmorei prelevati dal Mausoleo di Lucio Sempronio Atratino. La sua costruzione termina nel 1174. Soltanto un centinaio di anni dopo il Vescovo di Gaeta, Bartolomeo Maltacea, conclude i lavori facendo costruire anche un torrino apicale di coronamento. In stile moresco, arricchito da meravigliose maioliche smaltate provenienti dal lontano Oriente, il torrino del Campanile emana scintillii preziosi sotto i raggi del sole. Lungo la scala che porta all’entrata, ai lati del basamento, vengono posti inoltre due sarcofagi romani. Questi ultimi sono sormontati da rilievi che rappresentano la biblica storia di Giona.
Affacciarsi da una delle tante arcate del Campanile permette di avere una prospettiva diversa della città vista dall’alto.
Grazie all’associazione “I tesori dell’arte” le blogger di Gaetavventura sono entrate nel Campanile del DUomo per una meravigliosa visita guidata.
Visita al Duomo di Sant’Erasmo con Gaetavventura
Grazie alle nostre preziose guide, Lino e Maurizio dell’associazione culturale I tesori dell’arte, abbiamo avuto modo di visitare gli interni della torre campnaria del Duomo con Gaetavventura, il primo blog tour della città di Gaeta. Scalinate e balaustre paesaggistiche si alternano per dare al visitatore una visione della città a 360°, regalando scorci inediti e particolarmente suggestivi. Dalle arcate, a seconda dell’angolazione, lo sguardo è rapito dal Golfo di Gaeta e dall’autenticità del borgo medievale, con le sue facciate colorate e le chiese sconsacrate. Paesaggi fascinosi, impreziositi dai riflessi blu del mare e dai tiepidi raggi del sole settembrino.
Dalla cima del Campanile del Duomo di Gaeta Si ha una splendida visuale su tutta la città di Gaeta e sul golfo circostante.
Dalla parte interna, affacciandosi dalla cima del Campanile, si riesce a scorgere tutto il borgo medievale, con le sue facciate colorate e le chiese ormai sconsacrate.
Info utili
Il Campanile del Duomo è aperto al pubblico il sabato mattina e la domenica pomeriggio, con diversi turni di visita. Lo spazio limitato e le recenti normative anti Covid-19 infatti, richiedono che la partecipazione avvenga su prenotazione, inviando mail all’indirizzo ars@cattedralegaeta.it.
Per partecipare al prossimo blog tour Gaetavventura manda una mail a annalisa@trevaligie.com
COME PARTECIPARE AL PROSSIMO BLOG TOUR
Se hai un attività, se vuoi promuovere il tuo locale o la tua associazione sportiva o culturale scrivimi a annalisa@trevaligie.com. Parteciperai alle selezioni del prossimo blog tour in programma a Gaeta. Il format è applicabile in ogni città della regione. Si accettano collaborazioni e proposte da Comuni, Enti del Turismo e privati.