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Viaggiare on the road

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Viaggiando esclusivamente on the road, per raggiungere la penisola iberica ci serviamo spesso del servizio di traghetti della Grimaldi Lines. Partendo da Gaeta e imbarcandoci a Civitavecchia, in circa 20 ore raggiungiamo comodamente Barcellona via mare. Usiamo quindi la città come tappa intermedia molto spesso, aggirandoci nei dintorni soprattutto quando aspettiamo il traghetto che ci riporterà in Italia. Approfittiamo quindi, di volta in volta, per visitare una zona di Barcellona a noi sconosciuta per impegnare le ore prossime all’imbarco.Vediamo allora cosa si può fare a Barcellona con i bambini. 

Barcellona con i bambini

Passeggia sulla Rambla

Forse una delle strade più famose del mondo. La Rambla è una delle cose da vedere assolutamente a Barcellona con i bambini. Noi di solito partiamo dalla zona del porto e risaliamo lungo il viale alberato, che inizia poco dopo Il Mirador di Colombo. Strada facendo fermatevi a bere un sorso d’acqua dalla Fontana di Canaletes, che si trova proprio all’entrata del viale. Pare che chi beve quest’acqua sia destinato a tornare spesso a Barcellona. Passeggiando al fresco degli alberi sarete attratti da tutto ciò che vi circonda.

Bellissime statue viventi, pittori e caricaturisti, musicisti e soprattutto fiorai! Tantissimi chioschi colorati e profumati dove oltre a trovare fiori e piante, si possono comprare calamite e piccoli souvenir. Ma lungo la Rambla non trovate solo artisti in cerca di qualche spicciolo o di un pò di fortuna, ci sono anche molti ladruncoli che mietono vittime. Fate sempre attenzione alle tasche e alle borse. Io di solito uso uno zaino e lo tengo dalla parte davanti, in modo da averlo sempre ben in vista. Fate anche attenzione a dove poggiate i piedi, perché proprio in mezzo al viale vi capiterà di pestare il mosaico di Mirò. Ebbene si, il grande mosaico che il famoso pittore regalò alla città di Barcellona è calpestatile, e prestando un pò di attenzione potrete addirittura riuscire a trovare la piastrella firmata dall’autore.

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Attenzione a…

  • Evitate i ristoranti che si trovano sulla Rambla come la peste. In tutti i locali cercheranno di vendervi la miglior paella di Spagna e la loro speciale Sangria. Bugia. Sono tutti piatti precotti e bustine di surrogati sciolte in acqua.
  • Fate attenzione ai venditori, che proveranno a rifilarvi di tutto, dai semplici cineserie alla marijuana. La marijuana a Barcellona si consuma che è una meraviglia ma è legale solo per i residenti e va consumata in appositi locali chiamati associazioni cannabiche.
  • Non si può bere birra, vino o qualsiasi alcolico per strada. Si è soggetti a multe, anche salate.
  • Vi ho già parlato dei borseggiatori, che sono abilissimi a puntare le persone da derubare. E’ capitato anche a me di essere presa di mira, accerchiata con fare simpatico da due tizi. La soluzione immediata è camminare sempre spediti, mai fermarsi e rispondere sempre No grazie. Un consiglio è quello di tenere il portafoglio e il cellulare nelle tasche davanti dei vestiti.
  • Tenete sempre legati i bambini nel passeggino e se sono più grandi non perdeteli mai di vista. Tenete sempre loro la mano.

Entra in Parc Guell

Il magico mondo delle favole di Barcellona. Parc Guell è un incantevole parco urbano, dichiarato nel 1984 patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Si trova sulla parte alta di Barcellona, e nacque nel 1900 dall’idea dell’imprenditore Eusebuio Guell, che voleva creare alloggi di lusso all’interno di un parco all’avanguardia. Il magnate affidò ad Antonio Gaudì il compito di progettare queste meravigliose abitazioni in posizione privilegiata della città, sulla quale avrebbero avuto inoltre una spettacolare vista dall’alto. Purtroppo, solo qualche anno più tardi i lavori furono interrotti, a causa della morte di Guell.

Gaudì però riuscì a trasferirsi in una delle case ultimate e ci visse fino al 1926. Ora l’abitazione è diventata la Casa Museo di Gaudì. Passeggiare tra maioliche decorate ed artisti di strada che si esibiscono nei deliziosi angoli di Parc Guell è davvero un esperienza incantevole. Ci sono inoltre alcune aree gioco all’interno del parco, dove i bambini possono divertirsi e correre in un atmosfera quasi magica. Il Parc Guell è un luogo che riesce a stregare sia i grandi che i bambini. Data la posizione del Parc Guell, un pò fuori dal centro della città, e viste le sue enormi dimensioni, vi consiglio di passare lì l’intera giornata, magari prevedendo un pranzo a sacco.

Ammirare Casa Battlò

Casa Battlò è un edificio un pò strambo, e cattura subito l’attenzione dei bambini. La sua facciata stravagante ed i suoi colori accesi, nonché le sinuose forme architettoniche e la ricchezza di particolari lo rendono un palazzo fuori dal comune. Questa vena eccentrica si amplifica negli interni, che sono a dir poco fantastici. In un vortice di colori, di curve e di onde si rimane incantati dal soffitto che si avvolge a spirale intorno al grande lampadario a forma di sole. La zona più intrigante di Casa Battlò è senz’altro il cortile interno, costruito da Gaudì per permettere una distribuzione omogenea della luce e dell’aria che entrano dal lucernario. E’ rivestito in piastrelle di varie tonalità di azzurro, proprio per aiutare la luce a distribuirsi uniformemente. Ai bambini sembrerà di essere per metà in un libro di fiabe, per metà in un enorme playground colorato.

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Incantati dinanzi alla Sagrada Familia di Barcellona con i bambini

Senza dubbio, la Sagrada Familia è una delle più grandi opere di Gaudì. Una costruzione ammaliante e maestosa, cominciata nel 1882 e mai completata. Se siete a Barcellona con i bambini, dovete assolutamente visitare questo imponente edificio. Ai bambini all’inizio potrebbe sembrare noioso, o un pò tetro. Per coinvolgerli nella visita, potete provare a prendere loro le audio guide specifiche per bambini. Avendo le cuffie più piccole ed una spiegazione in chiave divertente sulla costruzione della Sagrada Familia, sarà più facile catturare la loro attenzione.

Per premiarli poi della loro diligenza durante il tour all’interno della cattedrale, potete farli giocare nel parco che si trova proprio di fronte l’entrata principale della chiesa. Per evitare le code al botteghino, che sono lunghe ed impegnative, potete fareil biglietto on line su Tiquets, con accesso rapido.

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Gira tra le bancarelle della Boqueria di Barcellona 

Il mio posto preferito di Barcellona è senza dubbio la Bouqueria. Il famoso mercato coperto di Barcellona si trova proprio sulla Rambla, e una fermata è d’obbligo se volete scoprire la cultura e la gastronomia locale. La Bouqueria è un punto di riferimento della vita di Barcellona, e le bancarelle di frutta, verdura e di prodotti tipici locali sono un tripudio di profumi e di colori. Impossibile resistere. Una tappa assolutamente da non perdere, soprattutto perché all’interno del mercato ci sono anche dei localini spartani in cui si possono mangiare ottime pietanze tipiche, freschissime, bere birre autoctone o assaggiare i deliziosi vini regionali. Prima di andare via, prendete uno dei coloratissimi frullati alla frutta che sono in bella vista su ogni bancarella del mercato. Se la mattina costano 4,00 euro l’uno, la sera arrivano a costare anche meno di un euro, e a volte li regalano anche, soprattutto ai bambini.

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Passeggia nella Pedreda di Barcellona

La Pedrera, o la più conosciuta Casa Milà, è un altro capolavoro di Gaudì e grazie alla sua facciata di pietra che sembra una gigantesca onda ammalia ancor prima di entrare. Se l’esterno sembra essere un onda in continuo movimento, gli interni non sono da meno. Tutto si sviluppa in morbide curve, dalle pareti ai soffitti. Il tetto poi, è la parte più strabiliante. Le scale per arrivare fin su sono davvero tantissime, quindi meglio servirsi del comodo ascensore, che vi porterà dritti dritti sul tetto più bello che si sia mai visto. Maioliche colorate, muri sinuosi, comignoli dalle forme fiabesche si insinueranno nella vostra mente creando atmosfere fantastiche e visionarie. Per i bambini al di sotto dei 13 anni poi, l’ingresso è gratuito. 

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Divertiti al PortAventura Parc con i bambini

Nelle vicinanze di Barcellona, esattamente a Salou, c’è uno dei parchi divertimento più grandi di Spagna. Il Parco Portaventura è una tappa da fare assolutamente se si è in vacanza a Barcellona con i bambini, perché spezza un pò la noia del viaggio, soprattutto dopo aver girato per città d’arte e musei. I bambini vengono premiati con una giornata all’insegna del divertimento e del gioco dopo aver “sopportato” le varie visite guidate. A Portaventura, oltre alle classiche attrazioni e a bellissimi spettacoli live, potete trovare il nuovissimo Ferrari Land, il parco dedicato alla Fiammante rossa italiana, con adrenaliniche roller coaster ed entusiasmanti aree gioco per i più piccini.

Viaggiare on the road vuol dire essere sempre su strada (e soprattutto su autostrada), per raggiungere mete e destinazioni sconosciute. Significa alzarsi la mattina e partire, senza aver nessun posto preciso dove dirigersi e decidere solo durante il percorso dove dormire e dove mangiare. Abbiamo ormai abbracciato questo modo di muoverci da più di vent’anni, e dunque siamo pionieri in fatto di road trip.

Nel tempo, non solo abbiamo affinato il nostro stile di viaggio, soprattutto riguardo l’organizzazione, la viabilità e le comodità in auto, ma abbiamo anche sperimentato piccoli trucchi per cercare di rendere i lunghi spostamenti meno faticosi e piatti. Abbiamo scelto innanzitutto di fermarci, lungo le strade che percorriamo, in ristoranti che servano prodotti tipici della regione in cui ci troviamo. Tutto questo per evitare di mangiare panini preconfezionati a costi esorbitanti, che nulla hanno a che vedere con il territorio che stiamo percorrendo.

Ristoranti sulla A1

Ecco quindi l’idea di una rubrica dove segnalare man mano i ristoranti che abbiamo visitato durante i nostri viaggi in autostrada o sulle statali, in Italia e all’estero. Tutti i locali si trovano in prossimità dei caselli autostradali, appena dopo l’uscita, in modo da non doversi incanalare nel traffico cittadino e per poter rientrare poi in autostrada in pochi minuti. Cominciamo con il più conosciuto forse, dei ristoranti che si trovano sull’Autostrada A1, ben visibile dalle corsie di scorrimento. La bettola del Buttero.

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La bettola del Buttero

L’hotel La Bettola del Buttero, situato di fronte all’uscita Fabro dell’Autostrada A1, è un luogo suggestivo per fare una sosta di una notte. Ideale per ricaricarsi dopo lunghe ore di viaggio, soprattutto per chi guida per lavoro, o semplicemente per chi vuole approfittare della sosta per visitare qualche borgo nelle vicinanze. Si possono infatti raggiungere in poco tempo località ricche di storia, arte e cultura come Orvieto, Città della Pieve, San Casciano dei Bagni, Chiusi e Chianciano. L’hotel dispone di camere matrimoniali e singole dotate di ogni comfort e a disposizione degli ospiti c’è l’ampio parcheggio che circonda la struttura. Inoltre gli ospiti dell’albergo hanno uno sconto del 10% al ristorante. Meglio di così! 

Vi avevo già parlato in un articolo della nostra intenzione di comprare un camper o un multivan di ultima generazione, e passare quindi ad una diversa esperienza di viaggio, rimanendo sempre e comunque “on the road”. La cosa che più ci intriga della vita in camper è il fatto di muoversi agevolmente con tutta la famiglia, cane compreso, senza stare li ad impazzire per fare e disfare i bagagli, o per cercare alberghi pet-friendly. Il camper è una vera e propria casa su ruote e quindi il suo punto di forza è il fatto di poter avere sempre tutto a disposizione. Un monolocale su ruote, piccolo e confortevole al tempo stesso.

Salone del camper, parma, trevaligie

Non potevamo quindi mancare all’evento dell’anno, il Salone del Camper di Parma, in scena dal 14 al 22 settembre, dove tra centinaia di mezzi esposti sicuramente ci sarà quello che farà al caso nostro. E noi saremo li per valutare il modello più adatto alle nostre esigenze di viaggio.

Il Salone del Camper di Parma

Perché scegliere il camper

Uno dei motivi per cui scegliere una vacanza in camper è il fatto che ci si può spostare ovunque e si può fare conoscenza con altri appassionati. Perché si, il camping è fatto di appassionati. Quando ci si ferma nelle aree di servizio per camperisti si conoscono altre persone, si fa amicizia e si condividono idee, spunti, racconti di viaggio ed esperienze. Magari si fa anche qualche tragitto insieme.

Viaggiare in camper poi, permette di scoprire nuovi luoghi, spostandosi dal mare alla montagna, dalle città alle spiagge senza dover necessariamente fare e rifare i bagagli, senza dover cercare alberghi strada facendo per fare tappe di una notte. Quando ci si ferma poi sembra di essere in casa, per via dell’ambiente intimo, sicuro, confortevole che permette di addormentarsi guardando le stelle.

Salone del camper, parma, scegliere il camper, trevaligie

IL CAMPER PIACE AI BAMBINI

I bambini ed i ragazzi adorano viaggiare e fare esperienze in camper. E’ un connubio tra casa e vacanza, perché nonostante ci si trovi a chilometri di distanza, nella casa viaggiante c’è un pò del loro mondo. Portano con loro giochi, peluche e possono dormire e svegliarsi quando già si è in viaggio. L’esperienza outdoor poi, stimola la loro fantasia, rafforza il loro carattere, facendoli sentire dei veri piccoli esploratori.

Perché visitare il Salone del Camper di Parma

Ci sono diversi motivi per cui visitare il Salone del Camper di Parma, primo fra tutti il fatto di avere tutti i modelli di camper, caravan e furgonati a disposizione in un unica area espositiva, piuttosto che girare l’Italia a cercare i singoli concessionari. Avremo inoltre l’opportunità di visionare i vari modelli, testarli e poterne toccare con mano la qualità degli allestimenti. In più ci sono aree specifiche dove poter acquistare direttamente complementi, accessori e le varie attrezzature per vivere una vacanza in totale libertà e sicurezza.
Vita da camper, salone del camper di parma, trevaligie

Non è da sottovalutare poi, il semplice fatto di trovarsi in loco, in una vera e propria community di appassionati del settore. Il modo migliore quindi di condividere esperienze e cercare consigli da chi del camping ha fatto uno stile di vita.

I marchi in esposizione

I marchi in esposizione sono davvero tantissimi. Nell’area espositiva saranno presenti modelli Adria, Chausson, Malibù, Mobilvetta e Possl, tanto per citare i più conosciuti. Ma anche veicoli commerciali e i furgonati della Mercedes e della Wolksvagen, tra i quali c’è il multivan che abbiamo adocchiato. In più Pegeout, Laika, Mobilvet e tanti altri ancora.

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Visitare il Salone del Camper con i bambini

Per permettere ai genitori di visitare l’area espositiva in totale libertà, al Salone del Camper è stata attivata un area di custodia e di intrattenimento per i bambini dai 3 agli 8 anni, attiva tutti i giorni, dalle ore 14.30 alle ore 18 dal lunedì al giovedì. Nelle giornate di sabato 14 e domenica 15, e dal venerdì 20 a domenica 22 l’area bimbi sarà aperta dalle ore 09.45 alle ore 18, sempre con la presenza di educatori professionali.

Visitare il Salone del Camper con il cane

Al Salone del Camper di Parma non possono mancare i nostri amici animali, fedeli compagni di viaggio. Per loro tante attività sportive e giochi, guidati da esperti istruttori. Gli educatori inoltre rimarranno a disposizione per rispondere a qualsiasi domanda riguardante la gestione e l’educazione del cane. Tra le varie attività in programma, oltre al Rally Obedience, anche la nuovissima Dog Dance. Piccoli esercizi da far fare all’amico a 4 zampe, che svolti di seguito somigliano ad una piccola coreografia! 

Costi e orari 

Dal lunedì al venerdì, il biglietto di ingresso giornaliero costa € 8,00

Il sabato e la domenica il biglietto giornaliero ha un costo di 10,00 € a persona

I bambini fino a 12 anni entrano gratis, e i cani possono entrare con guinzaglio e museruola. Il Salone del Camper di Parma sarà aperto tutti i giorni, dal 14 al 22 settembre, dalle ore 9:30 alle ore 18:00

Ostuni, chiamata “Città bianca” per la tradizionale usanza di imbiancare con il latte di calce le case del centro storico, si trova tra la Murgia meridionale e l’alto Salento. E’ arroccata su tre colli e sui loro fianchi scoscesi si arrampicano le case. Nel borgo ti perderai dietro l’odore dell’olio buono, allungherai la vista sulle terrazze delle case bianche, tra ripide scalinate e balconi fioriti. Camminerai per le sue stradine in un susseguirsi di piazzette e vicoli, avvolto da una splendida luce e accarezzati dal calore dei suoi abitanti. In questo articolo trovi consigli utili su ostuni e su cosa vedere in città, anche con i bambini al seguito. 

Ostuni. Cosa vedere

Passeggia nel centro storico

Il centro storico di Ostuni è protetto da imponenti cinte murarie intervallate da torrioni, dislocati sulle mura a scopo difensivo. Le case si sviluppano su più livelli, e da lontano sembra quasi che siano ammassate le une sulle altre. Addentrati nei labirinti di viuzze del borgo. Qui incontrerai chiese e monumenti di grande valore storico e architettonico. In Piazza della Libertà, fulcro del centro storico, svetta l’obelisco dedicato al santo protettore della città, Sant’Oronzo.

Continua ad arrampicarti, seguendo lo stesso percorso che anticamente percorrevano le carrozze trainate da asini o da cavalli, e concentrati sulla pavimentazione originaria della città, liscia e lucente sotto i tiepidi raggi del sole al tramonto. Se hai bambini nel passeggino il cammino resta abbastanza faticoso, visto il percorso tutto in salita. Ma ti può concedere una sosta in un atelier gastronomico o in uno dei tanti negozi di souvenir arroccati lungo la strada, tra i quali trovi le botteghe di sandali tipici salentini.

Ostuni, cosa vedere nella città bianca.
Il centro storico di Ostuni è un meraviglioso intreccio di viuzze, costeggiate da deliziosi palazzetti imbiancati a calce e da botteghe tipiche.

Ostuni, cosa vedere. Ammira la Cattedrale di Santa Maria

Passeggiando nella parte alta del borgo ti troverai davanti la pittoresca facciata della Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo. Il suo stile gotico impreziosito da un enorme rosone centrale ammalia ogni avventore. Puoi accedere al suo interno varcando una delle tre porte che conducono ad altrettante navate, e alzando la testa puoi ammirare le bellissime volte affrescate. 

Ostuni, cosa vedere nella città bianca..
La maestosa cattedrale di Ostuni vanta un enorme rosone sulla sua facciata gotica, uno tra i più grandi esistenti.

Ostuni, cosa vedere. Perditi nei sapori e i nei colori del Salento

Nella parte alta ti troverai a passare sotto l’Arco di Scoppa, un arco di congiunzione tra due palazzi antichi, e rimarrai abbagliato dalle sue meravigliose finestre e dalla sua incantevole facciata intarsiata che si riflette sulla pavimentazione lucente della strada. Tutta l’ambientazione della passeggiata sembra irreale. La calma, il silenzio, l’ordine la fanno da padroni. I locali sembrano usciti da un libro di fiabe, i negozietti sono un esplosione di colori, souvenir e gentilezza. Diverse le enoteche che incontrerai lungo il tragitto, e non riuscirai a guardar dritto, entrerai…e tra sentori d’uva e formaggi stagionati, degusterai un Primitivo di Manduria accompagnato dai taralli tipici, godendoti il sole che tramonta sul mare di Ostuni.

Ostuni, cosa vedere nella città bianca.
Passeggiare nel centro storico di Ostuni è davvero un esperienza straordinaria. La sua calma atmosfera ti rapisce e ti ammalia…

Cosa mangiare a Ostuni

Oltre ad assaggiare l’olio locale, colato su una bella fetta di pane morbido, ti consiglio di assaggiare le alici arracanate, ricoperte di molliche di pane e fritte per renderle croccanti. Immancabili poi, come in tutte le città della costa, i taralli, snack ideali per accompagnare un bel bicchiere di vino autoctono, come l’Ostuni Bianco. Prova poi le orecchiette con le cime di rapa e la crema di fave, piatto tipico della cucina salentina, preparato con fave prodotte solo nella zona di Ostuni.

Dove dormire in Salento

Per la sua posizione ottimale, abbiamo scelto Savelletri come base per visitare il Salento. Da li sono raggiungibili diverse città, come Monopoli, Polignano a Mare e lo Zoo di Fasano, uno dei posti da visitare assolutamente con i bambini se ti trovi on the road in Puglia. Per il nostro soggiorno su questo incantevole tratto di costa abbiamo scelto Borgo Egnazia, un hotel davvero delizioso sotto ogni punto di vista. La sua caratteristica struttura, creata proprio per riprendere gli antichi borghi pugliesi, è stata una piacevole scoperta. Una meravigliosa esperienza da vivere con la famiglia.

Dove parcheggiare a Ostuni

L’unica, grave pecca del paese sono i parcheggi, pochissimi, e molto lontani. Inoltre il percorso è un po’ impegnativo con bambini, sia a piedi che con il passeggino, per via delle ripide salite. Ma vale la pena fare qualche sacrificio e lasciarti incantare da questa splendida città bianca ai confini tra sogno e realtà.

 

 

Siamo arrivati a Lisbona dopo un’impegnativo on the road tra Francia, Spagna e Portogallo. Ci siamo fermati per una settimana di relax sulla costa oceanica, a Cascais, un’elegante cittadina molto vicina alla capitale portoghese. Abbiamo quindi potuto raggiungere Lisbona con il pratico treno che collega le due città. Quindi nessuno stress per i parcheggi, solo scarpe comode per lunghe camminate.

Il quartiere Baixa

Ci siamo subito diretti al quartiere di Baixa, che è un po’ il cuore della città. Strade chiuse al traffico e numerosi locali, tra bar, ristoranti e deliziosi negozi. Abbiamo passeggiato sulla Praca do Rossio, con la sua pavimentazione bianca e nera che sembra muoversi per effetto ottico, e abbiamo mangiato caldarroste fuori la Estacao do Rossio, una delle piu belle stazioni del mondo, con le caratteristiche entrate a doppio ferro di cavallo.

Il Bairro alto

Ci siamo poi arrampicati al Bairro Alto, un quartiere che in principio era abitato esclusivamente da famiglie benestanti. Ora è anche un punto di ritrovo per artisti, creativi e antiquari, e non mancano bellissime librerie.

Questo incontro tra ricchezza e cultura attira molti giovani, che vivono il quartiere sia di giorno, che di sera, animandolo con una vivace movida.

L’Alfama

La collina dell’’Alfama, è certamente uno dei luoghi più autentici di Lisbona. Case addossate in vicoli molto stretti, dove i vecchietti ancora siedono sugli usci, scambiando chiacchiere con i loro vicini, incuranti del continuo via vai dei turisti. Si arriva fin su col tram 28, ma noi abbiamo voluto sfidare la calura e abbiamo affrontato impavidi tutta la salita a piedi. Ci siamo poi ritenuti soddisfatti della scelta fatta, perché dal tram non avremmo potuto vivere appieno la vita dei vicoli, i suoi abitanti, le sue case con i panni stesi e i balconi con i fiori protesi verso il sole.

Cosa vedere a Lisbona. Viaggio on the road in Portogallo
Fermatevi sulle torri dei bastioni, e lasciatevi travolgere da quello che vedrete attraverso le feritoie. La città di Lisbona si presenta sotto i vostri occhi in tutto il suo splendore.

In cima si trova il simbolo della città, il Castello di Sao Jorge, con le sue mura fortificate e la cittadella interna facilmente passeggiabile. Vanta anche diversi musei, ospitati in quelle che erano le sale dei sovrani che qui hanno vissuto. Meritevole anche il parco che la circonda.

L’Oceanario

Altro posto molto interessante è sicuramente lOceanario, uno dei più grandi acquari del mondo.

Si trova nel quartiere nuovo di Parque das Nacoes, ed è stato costruito in occasione dell’EXPO ’98, quindi la struttura oltre ad essere un capolavoro architettonico, è anche molto recente.

Qui vivono oltre 500 specie di animali marini incorporati in un unico ambiente con diversi ecosistemi perfettamente ricostruiti. La vasca centrale è la più quotata: dalla vetrata si possono guardare pesci di ogni forma e dimensione, dagli squali spaventosi alle elegantissime mante giganti, e sembra quasi di poter sfiorare i curiosissimi e lenti pesci luna.

Ci sono lungo il percorso anche diverse mostre interattive che illustrano lo sviluppo della vita negli oceani. Una entusiasmante avventura per grandi e piccini, un tuffo nelle acque profonde degli oceani per capire come sono fatti gli ecosistemi e le abitudini dei loro abitanti.

All’uscita abbiamo fatto un giro nella teleferica che offre uno spettacolo bellissimo sull’estuario de Tago, e su tutto il Parco delle Nazioni.

Belem

Di cose da fare a Belem ce ne sono molte. Noi avendo un unico pomeriggio a disposizione ci siamo concentrati solo sulla sua famosa Torre, il monumento più fotografato del Portogallo, e sulle dolcissime Pasteis.

Cosa vedere a Lisbona, viaggio on the road in Portogallo
La stupenda torre di Belem, ancora in perfette condizioni, fu innalzata nel mare come struttura difensiva dagli attacchi pirateschi, poi l’insabbiamento del fiume ha fatto si che si potesse raggiungere facilmente anche a piedi.

Ora svetta sul quartiere con le sue torrette dallo stile orientale, e le sue splendide logge in stile veneziano sulle facciate perfettamente conservate. Ricorda molto la struttura di un castello medievale, seppur in dimensioni ridotte. La fila per entrare era lunghissima e scoraggiante, ma è bastato l’esterno e il circondario a ripagarci della passeggiata fatta per arrivare fino a qui. Vederla poi col sole al tramonto è stato davvero un emozione intensa. La luce fioca dei raggi solari hanno reso il momento dei saluti davvero molto romantico.

Passiamo alle altrettanto famose, e paradisiache, Pasteis de Belem.

Sono tortine ripiene di crema pasticciera, ricoperte di zucchero a velo e cannella, che vanno assolutamente assaggiate tiepide. Se siete da queste parti dovete fare un salto nella famosa pasticceria che le prepara. La fila per entrare è sempre lunghissima, ma vale la pena fare un sacrificio per assicurarsi un posto a sedere. Il locale è davvero incantevole, Gli innumerevoli corridoi lo fanno sembrare quasi un labirinto, le sale, riccamente ricoperte da bellissimi azulejos, si susseguono una dopo l’altra. Sedetevi ad uno di questi tavoli e assaggiate la pasteis accompagnate da un buon caffè o da una cioccolata calda. Sono le migliori in circolazione, dato che qui è custodita la ricetta originale. Se non avete molto tempo per fare la fila potete anche prenderle da asporto e mangiarle passeggiando. C’è un apposito bancone solo per chi vuole comprarle da porta via.

La ferrovia da Lisbona a Cascais

La ferrovia tra Lisbona e Cascais è una breve linea regionale che passa lungo tutta costa di Lisbona e termina nel centro di Cascais. A Lisbona il treno parte dalla stazione ferroviaria Cais do Sodre, che è collegata alla linea verde della metropolitana ed è la stazione finale della linea. La ferrovia di Cascais si ferma inoltre presso i famosi quartieri turistici di Belém e le banchine di Alcântara-Mar.

Il viaggio da Cais do Sodre a Cascais richiede una tariffa di zona 4, che costa € 2,25 per un adulto, € 1,15 per un bambino. Se si ha intenzione di rimanere in zona e tornare a Lisbona più volte, si può scegliere anche l’opzione da €6.00 per un biglietto da 24 ore con viaggi illimitati, oppure da € 20,25 per un biglietto di 10 viaggi.

La Provenza è una delle regioni più caratteristiche della Francia, un posto da vedere soprattutto in estate quando inizia la meravigliosa fioritura della lavanda che regala paesaggi mozzafiato. In autunno poi la magia dei profumi continua imperterrita regalando al viaggiatore esperienze uniche, fatte di borghi incantati e di cittadine eclettiche e fascinose. Se hai deciso di visitare la Provenza in autunno concentrati su Avignone e sui paesini che si trovano nei suoi dintorni perchè questi territori sono ricchi di storia e cultura millenaria e la lavanda ne è solo un coloratissimo e importante contorno.

Avignone e dintorni

Dove dormire in Provenza

Per calarti a 360 gradi nell’atmosfera bucolica della Provenza ti consiglio di soggiornare in un relais o una struttura immersa nelle campagne. A Thor ad esempio, un paesino a mezz’ora di macchina da Avignone e a 5 minuti da Isle Sur la Sorge, trovi una deliziosa dimora immersa nel verde dove regalarti un soggiorno all’insegna del relax in un ambiente studiato e realizzato per integrarsi alla perfezione con le peculiarità del territorio circostante. 

A Le Domaine des Carmes & SPA Pascal ti accoglie nella sua casa coccolandoti dal primo istante. Dopo averti deliziato con caffè e pasticcini ti farà fare un piccolo tour della struttura e rimarrai senza dubbio incantato dalla ricercatezza degli arredi e dalla minuziosa selezione di eleganti dettagli di stile. L’incantevole casale immerso nelle campagne della Provenza custodisce al suo interno ricercati mobili di antiquariato e preziosi dettagli di arredo, che hanno contribuito a trasformare in un’accogliente e rinomata dimora di charme questo edificio che un tempo era convento di frati. Ora invece accoglie nelle sue camere dal gusto provenzale persone che arrivano da ogni parte del mondo.

Avignone e dintorni, cosa vedere in provenza
La nostra stanza

La zona relax all’esterno è intima e soleggiata e ha una bellissima piscina, una sauna e un idromassaggio. Ci sono anche diversi attrezzi per gli amanti del fitness mentre per i più pigri sono disponibili lettini solitari per prendere il sole o dedicarsi ad un buon libro.

La colazione poi, servita da Pascal e accompagnata da buona musica francese, fa iniziare la giornata con il sorriso. Trovi prodotti semplici e gustosi, tra cui brioche, macedonia fresca e spremute di agrumi da gustare con calma in uno scenario tipicamente provenzale. Da assaggiare assolutamente il pane caldo con le confetture fatte in casa. Per i bambini poi ci sono tanti giochini a disposizione nel grande salone.

Avignone, cosa vedere nella città dei Papi

Il ponte di St. Benezet

Per visitare Avignone ti consiglio di arrivare in città la mattina presto elasciare la macchina ai parcheggi esterni. Noi siamo stati accolti da un sole caldo nonostante l’autunno inoltrato e la prima meraviglia che abbiamo avuto modo di vedere è stato il Ponte di St. Benezet. Quest’opera architettonica ha origini antichissime e si staglia imponente sul Rodano catturando lo sguardo di chiunque passi. Per avere l’accesso al ponte bisogna passare dal botteghino adiacente e prendere i biglietti oppure prenotare la visita on line. 
Il ponte, quando era ancora intero, comprendeva 22 arcate e collegava Avignone a Villeneuve. E’ stato devastato da una piena del fiume nel 1600 e sono rimaste in piedi solo le 4 arcate che vediamo oggi e la cappella dedicata a San Nicola.
Avignone, cosa vedere in città e nei dintorni
La leggenda narra che un giovane pastore, un certo Benezet, viene incaricato da un angelo per costruire un ponte che collegasse la città al mare. Non trovando consensi tra la popolazione il giovane alza un masso enorme senza alcuno sforzo e lo butta nel Rodano, per far capire alle persone incredule il suo incarico divino. Il masso è tuttora ben visibile nel fiume. Comincia così la costruzione di questa opera d’arte che nell’arco dei secoli ha subito diverse ristrutturazioni. L’audio guida, ma anche i pannelli che si trovano durante il percorso, illustrano l’importante funzione economica e politica che ha ricoperto il fiume Rodano in passato.
Avignone, cosa vedere in città e nei dintorni

Avignone e dintorni. Visita le Palais du Papes

Una volta lasciato il famoso Ponte di St. Benezet dirigiti verso il centro seguendo le indicazioni che trovi lungo il tragitto. Alla fine di una caratteristica viuzza costeggiata da botteghe e ristoranti ti trovi dinanzi alla magnificenza del Palazzo dei Papi. Questa imponente struttura è stata fatta edificare da Papa Clemente V che, costretto a scappare da Roma, trova rifugio ad Avignone. Assieme a lui arrivano altri prelati, parroci e mercanti, che insediandosi nei dintorni del palazzo hanno dato vita ad una vera e propria comunità locale facendo dunque nascere la nuova capitale del Cattolicesimo e dando vita ad un importante centro commerciale. Il palazzo è stato costruito in soli venti anni ed è tutt’ora il più imponente palazzo gotico d’Europa.
Avignone, cosa vedere in città e nei dintorni

Visita all’interno del Palazzo dei Papi

Se l’esterno del Palazzo dei Papi è sorprendente, gli interni lasciano letteralmente senza fiato. Nonostante il palazzo sia stato spogliato di molti arredi nel corso degli anni, ogni ambiente riesce a portarti indietro nei secoli. Le volte finemente affrescate, volute dal Papa nella sua stanza, sono ben conservate e si lasciano ammirare in tutto il loro antico splendore. La magnificenza della Sala del Concistoro è spiazzante, così come la suggestiva Sala della Grande Udienza. Camminando tra i corridoi sembra di sentire ancora il profumo dei rovi bruciati nei grandi camini, meravigliose opere d’arte, che venivano usati per scaldare gli ambienti.
Avignone, cosa vedere in città e nei dintorni

La Cattedrale di Notre Dame di Avignone

Prima di scendere nel centro storico fai un giro sulla parte alta della piazza del Palazzo, dove puoi visitare la Cattedrale di Notre Dame des Doms, la più importante chiesa di Avignone. Sulla sua sommità si trova una statua della madonna alta sei metri che benedice la città con la mano. Attorno alla Cattedrale c’è anche un bel parco pubblico dove passeggiare o far giocare i bambini.

Avignone, cosa vedere in città e nei dintorni

Il centro storico di Avignone

Dalla piazza del Palazzo parte anche il trenino turistico che ti porta in giro per la città. Grazie all’audio guida in dotazione abbiamo scoperto che ad Avignone ci sono bellissimi palazzi storici e in una delle strade della città si trova l’Angladon, una casa/museo che ospita l’unico quadro di Van Gogh dipinto in Provenza nonchè tele di pittori famosi come Cezanne, Manet e Modigliani.

Il pomeriggio puoi passarlo a Place de l’Horloge, gironzolando per le vie del centro. I ristoranti qui sono molto commerciali, molti sono delle piccole trappole per turisti, ma la piazza è gremita di persone ad ogni ora ed è piacevole passeggiare al sole o sedersi su una delle tante panchine a mangiare un gelato. La passeggiata, anche se costeggiata da negozi di grandi brands stranieri, rimane comunque piacevole. Basta infatti alzare gli occhi per trovare meravigliose facciate in stile medievale o gotico che sembrano controllare la vita del borgo. A Plac de l’Horologe c’è anche un bellissimo carosello dallo stile retrò che incanta i bambini con le sue musichette vintage e gli adulti con i suoi colori eleganti. E’ una delle attrazioni più fotografata di Avignone.

Cosa mangiare ad Avignone

La Provenza, ma soprattutto il territorio che circonda Avignone, è famoso per la produzione di ortaggi, frutta e legumi che inevitabilmente trovi proposti nei piatti locali. Ratatouille, pomodori e zucchine stufati, zuppe di legumi alla provenzale arricchite con spezie profumatissime sono alcune delle proposte della gastronomia locale da prendere in considerazione. Uno dei piatti tipici di Avignone è il cosciotto di vitello marinato nel vino bianco insaporito con le erbette locali: il daube avignonnaise.  Altro rinomato piatto da assaggiare in città sono le uova sode servite con il pasticcio di acciughe, la famosa berlinguette.

Isle sur la Sorge

Ile sur la Sorge è un piccolo e affascinate paesino percorso da diversi canali dove, in alcuni punti, puoi trovare ancora le ruote in legno dei vecchi mulini. Anche se ricoperte da muschi sono molto pittoresche e venivano usate in passato per la lavorazione della carta e per la produzione dell’olio. Isle sur la Sorge è uno dei villaggi più autentici della zona. Le persiane colorate, i balconcini contornati di edere, i germani reali che si riposano nelle acque calme dei canali e i mercatini dell’antiquariato rendono fiabesca la passeggiata.

Deliziosi sono i tanti ristoranti che costeggiano la strada e si riflettono nell’acqua del ruscello. A Isle sur la Sourge riesci a cenare all’aperto anche in tardo autunno, inebriato dal profumo della lavanda e dal fruscio del vento fresco tra gli alberi.

Perchè fare una tappa ad Avignone durante un viaggio on the road in Francia

Avignone è la città più grande e importante della Provenza ma è piacevole e soprattutto facile da girare a piedi, anche con i bambini. Basta selezionare i posti da visitare e partire alla scoperta delle sue bellezze seguendo le stradine che portano al centro storico. L’atmosfera gioviale del borgo avvolge i turisti in un turbinio di profumi e musiche, mentre gli edifici storici ti permettono di aprire una finestra nel tempo portandoti in mondi passati, in storie di dame e cavalieri. Avignone si lascia davvero a malincuore, con la promessa di tornare presto tra le sue mura accoglienti.

 

Cancale, rinomata per la produzione di ostriche, si trova in Bretagna, nel dipartimento di Ille-et-Vilaine. La sua vicinanza a Mont-Saint-Michel  e alla baia di  Saint Malò la favorisce non poco e la rende un posto molto speciale, tappa obbligata per chi ama il turismo lento e i prodotti autoctoni. 

Cancale

Dove dormire a Cancale

Cancale è un piccolo paese incastonato in una baia della Bretagna, pieno di alberghi e ristoranti lungo la via principale. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Noi siamo arrivati in questo borgo di pescatori la sera tardi, durante un viaggio on the road sulle coste francesi, e presi dalla stanchezza ci siamo lasciati guidare dall’istinto. Non c’era ancora tripadvisor a dare suggerimenti, quindi sono scesa a chiedere una camera ad un piccolo albergo che mi ha colpito subito durante la passeggiata, Le Querriene Hotel.

Mi è piaciuto subito il suo stile marinaresco, i velieri in bella mostra ovunque e, nella camera che mi hanno fatto visionare, mi ha colpito molto la testiera del letto ricavata da un vecchio remo. Le stanze non sono molto ampie ma l’atmosfera è sicuramente quella giusta per il nostro soggiorno a Cancale. Quindi prenotiamo per due giorni. Due giorni per degustare ostriche e per bere ottimo sidro, una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione delle mele. 

Cancale è un piccolo borgo marinaro, dove l'attività principale sono gli allevamenti di ostriche. Tutto ruota intorno a questi molluschi, dalla vita locale al turismo.
Cancale è un piccolo borgo marinaro, dove l’attività principale sono gli allevamenti di ostriche. Tutto ruota intorno a questi molluschi, dalla vita locale al turismo.

Passeggia nel centro di Cancale

La cittadina di Cancale non offre granchè. Non ci sono molte cose da fare se non degustare ostriche e la passeggiata è davvero piccola. La strada da un lato è costeggiata da piccoli locali, molto intimi, tutti in stile bretone. Mentre dal lato opposto c’è una vista meravigliosa sull’oceano. La mattina, quando la marea si ritira, è piacevole ammirare gli scafi delle barche poggiati sull’arenile in attesa di poter tornare presto a galleggiare. Stanno li, pazienti, inclinati, forse speranzosi di essere fotografati.

E' piacevole osservare gli allevamenti in fermento nella baia di cancale. Ovviamente questo è possibile quando la marea Si ritira, permettendo ai trattori di scendere sulla sabbia per raccogliere le ostriche.
E’ piacevole osservare gli allevamenti in fermento nella baia di Cancale. Ovviamente questo è possibile quando la marea Si ritira, permettendo ai trattori di scendere sulla sabbia per raccogliere le ostriche.

Al tramonto si comincia a sentire il boato dell’oceano che ritorna impetuoso, voglioso di riappropriarsi della sua costa, della sua banchina, e di tornare a coprire gli allevamenti, di togliere ossigeno alle ostriche, di far tornare le barche a galleggiare. Riempie ogni spazio che gli è concesso, sembra quasi coprire anche il sole, concedendo ora alla luna di specchiarsi sulle sue acque calme, rilassate.

Degusta ostriche come street food

Inutile dire che il gusto delle ostriche di Cancale è superlativo. Al mercato delle ostriche, il Marchè au huitres, ogni giorno puoi trovare bancarelle allestite dagli allevatori e puoi degustarle appena raccolte ad un prezzo più che accessibile. Ovviamente le ostriche vengono servite come uno street food, nel piatto di plastica o su un tovagliolo di carta. Alcuni commercianti addirittura te le danno in mano appena aperte, e subito rimani inebriato dall’odore dell’oceano, forte e persistente.

Ammira le maree

Il fenomeno delle maree vale tutto il viaggio fin qui. Ci troviamo di fronte alle maree più intense e spettacolari di tutta l’Europa. L’acqua che giornalmente si ritira per centinaia di metri lasciando affiorare i parc a huitres, i parchi ostreari degli allevamenti, ritorna prepotente la sera col suo inconfondibile scroscio. E’ davvero uno spettacolo impagabile.

Dove vedere gli allevamenti delle ostriche

Al di là del centro storico, piccolo e suggestivo, la parte più caratteristica del borgo di Cancale rimane senza ombra di dubbio quella del porto e degli allevamenti delle ostriche. Cancale costituisce infatti la capitale mondiale delle Huitres. I fondali della costa sono completamente dedicati agli allevamenti che sono ben visibili durante il giorno, quando le maree si ritirano lasciano affiorare una distesa immensa di Parc au Huitres.

Degustare le ostriche appena raccolte è un'esperienza gustativa davvero straordinaria. C'è tutto il sapore dell'oceano al loro interno, e il profumo che emanano è davvero estasiante.
Degustare le ostriche appena raccolte è un’esperienza gustativa davvero straordinaria. C’è tutto il sapore dell’oceano al loro interno, e il profumo che emanano è davvero estasiante.

Perchè le ostriche di Cancale sono le migliori?

Le ostriche di Cancale sono decisamente le migliori in circolazione. Cosa le rende migliori rispetto alle altre ostriche allevate? Il primo elemento a loro favore sono le spettacolari maree che in questa baia arrivano fino a 15 metri di dislivello, permettendo una perfetta ossigenazione dei molluschi. Il secondo deriva dalle correnti atlantiche, portatrici di plancton, di cui si nutrono le ostriche. Quest’ultime, partendo dallo stato di larve, impiegano tre anni a raggiungere le dimensioni adatte alla commercializzazione. Dopo essere state raccolte, subiscono una classificazione in base alle loro dimensioni. Si trovano infatti 5 categorie per le ostriche di allevamento, e ben 11 categorie per le ostriche piatte, quelle raccolte dragando i fondali.

Dove mangiare a Cancale

Abbiamo girato nella cittadina di Cancale diversi locali, sia a pranzo che a cena e Le Cancalais rimane uno dei miei preferiti. Non lasciarti demoralizzare dall’arredamento un po’ retrò! I piatti di mare sono fantastici e ti consiglio di assaggiare la zuppa di pesce, che trovi tra le entrèè (antipasti). E’ completamente diversa da quella che siamo abituati a mangiare in Italia. Il pesce è frullato, quasi a diventare una crema. Non farti mancare nemmeno la specialità di queste coste: le moules.

Le buonissime cozze oceaniche a Cancale vengono cucinate in divine salse. Le mie preferite sono le moules a la marinier e le moules a la crema fraiche, sempre accompagnate dalle frites, una porzione molto abbondante di patatine fritte. Il tutto deve essere necessariamente accompagnato da un bicchiere sidro ghiacciato, che è la più famosa bevanda della regione.

 

La mattina del 24 marzo 1999 all’interno della galleria del Monte Bianco si sviluppa uno spaventoso incendio che costa la vita a 39 persone. Ricordo ancora le immagini al telegiornale nazionale. Il fumo, i soccorsi, le cause, le colpe, le beghe tra le due nazioni confinanti: la Francia e l’Italia. L’incendio è causato da un camion che transita dal versante francese, che ha preso improvvisamente fuoco nel centro della galleria. Le macchine incolonnate nel tunnel sono costrette a fermarsi su entrambi i lati. Non c’era spazio a sufficienza per poter fare inversione di marcia, e anche scappare a piedi è risultato difficile perché il tunnel, nel frattempo, viene chiuso da entrambe le entrate. La chiusura sui due tornanti non fa altro che alimentare le fiamme all’interno, che si amplificano per via dei materiali combustibili presenti nella galleria. 

Traforo del monte Bianco, informazioni utili
La nuova e funzionale entrata del Traforo del Monte Bianco

Il traforo del Monte Bianco

Dopo questa tragedia il tunnel rimane chiuso per tre anni. Viene riaperto solo ed esclusivamente per le per le automobili nel 2002, dopo lunghi lavori di ristrutturazione. Noi siamo passati la prima volta dopo l’incidente, nel 2003, per intraprendere un viaggio on the road in tutta la Francia. Non è stato facile transitare nel tunnel, sarò sincera. Ancora vedevo davanti a me le immagini del disastro e l’apprensione è stata tanta. Ma già al ritorno l’ansia e la preoccupazione sono nettamente diminuiti, avendo constatato le nuove misure di sicurezza della galleria.

I lavori dopo l’incidente

Dopo il terribile incidente il tunnel viene messo completamente in sicurezza. Vengono create nicchie antincendio e nicchie SOS ogni cento metri. Inoltre viene costruito proprio al centro della galleria un posto di soccorso, dove staziona perennemente un veicolo dei pompieri attrezzato per gli incendi. E’ stata scavata una nuova galleria d’evacuazione sotto la carreggiata, alla quale si accede tramite rifugi nelle pareti, che permette inoltre di lasciar passare i soccorsi in caso di emergenza.

Cosa più importante, è stata creata un unica sala di comando, per sostituire le due sale per versante, che proprio durante la tragedia non riuscirono a mettersi in comunicazione e tardarono così a chiedere gli aiuti necessari. Sono state, da allora, notevolmente cambiate le regole per il transito attraverso il Traforo del Monte Bianco. Ad esempio, è vietato il transito ai mezzi che trasportano materiali pericolosi e infiammabili, è stata ridotta la velocità dei veicoli e resa obbligatoria la distanza di sicurezza a 150 mt. 

Perchè passare dal traforo?

Passando dal Traforo del Monte Bianco si arriva più facilmente nel nord della Francia. Anche se il pedaggio sembra costoso, non è equiparabile a quanto si spenderebbe in pedaggi e carburante usando le autostrade francesi o svizzere. Verifica con anticipo le condizioni del traffico stimate per il giorno del tuo transito nel traforo. Sul sito ufficiale www.tunnelmb.net trovi tutte le informazioni utili, relative non solo al traffico, ma anche alle chiusure programmate per le manutenzioni o per le esercitazioni.

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Le nuove tariffe di pedaggio del Traforo del Monet Bianco

Il costo del pedaggio per andare in Francia con l’automobile passando dal traforo del Monte Bianco è di circa 58,00 euro per la tratta andata e ritorno. Il solo passaggio per l’andata invece è di 46,40 euro. Esistono poi una serie di abbonamenti per chi fa più passaggi nell’arco dell’anno. Facendo il biglietto dal lato italiano si paga il 22% d’IVA, mentre dal lato francese il costo è leggermente più basso, perché l’IVA è al 20%.

 

 

 

 

 

Una strada contornata da uliveti centenari, che si inerpica su per la collina. Il sole che si posa sulle foglie d’ulivo creando dei riflessi argentati. Fiori primaverili fanno capolino dall’erba dei vigneti, peschi e mandorli ravvivano lo scenario con i loro boccioli dai colori tenui. Bianco e rosa si alternano, dando un tocco romantico al paesaggio campestre.

Nelle campagne di Montefalco ci accolgono i primi segni dell’arrivo della bella stagione.

Montefalco. La “ringhiera”dell’Umbria

Proseguiamo in auto questa strada paesaggistica, fino alle mura della città. Ci troviamo nella “ringhiera dell’Umbria“, così chiamata per i suoi diversi punti panoramici, che permettono di avere una visuale a 360° sulle vallate sottostanti. L’aria è ancora fresca e soffia una leggera brezza che ci scorta per tutta la passeggiata.

La porta di Sant’Agostino è l’accesso principale alla Città. All’interno, l’antico stradone, tutto in salita, è costeggiato da vinerie deliziose e diversi negozi di filati.

L’artigianato locale 

Sono proprio i filati e le tessiture il cardine dell’artigianato locale umbro, in particolare di Montefalco. Si possono trovare prodotti di straordinaria bellezza realizzati con antiche tecniche tramandate di generazione in generazione. Bellissime tovaglie, pregiati tendaggi, lenzuola o asciugamani meravigliosamente lavorati. Proprio lungo questa strada si trova il rivenditore esclusivo dei prodotti della Tessitura Pardi, l’eccellenza in fatto di tessuti di qualità made in Umbria

La chiesa di Sant’Agostino a Montefalco

All’improvviso, tra una macelleria e un enoteca, spunta la chiesa di Sant’Agostino. La sua facciata è semplice e discreta, in stile gotico. Costruita nel 1275 a cura dei frati agostinianiani ha una grande navata interna sostenuta da diverse strutture lignee e conserva meravigliosi affreschi risalenti agli inizi del XV secolo.

La navata minore comprende una serie di cappelle deliziosamente affrescate e in una nicchia sono conservati i resti del Presepio di Giovanni di Corraduccio.

Il belvedere del centro storico

La salita è ancora ripida e lo sguardo si perde sui balconi fioriti, sui tetti baciati dai raggi dell’ultimo sole, sulle facciate in pietra viva e sulle scale di legno scuro che si arrampicano sui piani alti dei palazzi. Ogni tanto una panchina ricavata da vecchie botti ci permette di riposare e di ammirare le lanterne che adornano le vecchie mura e ascoltare il canto gli uccelli al riparo sotto le grondaie.

Una volta in cima il panorama ripaga di ogni passo fatto. La vallata si estende ampia al di sotto della città, uliveti e vigne si susseguono a perdita d’occhio. Montefalco infatti è famosa anche per il suo Sagrantino, un vino autoctono che rispecchia i profumi e i sapori più veri di questa collina umbra.

Il vitigno Sagrantino è coltivato solo sui poggi attorno a Montefalco e Bevagna. Un vino millenario che, grazie alla passione e al lavoro quotidiano dei produttori montefalchesi, è diventato un’eccellenza assoluta capace di rappresentare l’Umbria e l’Italia nel mondo e ad ottenere la DOCG.

Curiosità

Pare che fu l’Imperatore Federico II di Svezia a cambiare il nome a questo borgo, essendosi accorto del grande numero di falchi che si aggiravano nei paraggi durante le sue visite. Alla città quindi, già denominata Coccorone, fù dato il nome Montefalco. 

Dove mangiare

Siete nella zona del Sagrantino e del cibo buono. Difficilmente mangerete male. Anche nelle enoteche offrono taglieri di salumi e formaggi di ottima qualità. Noi siamo riusciti a prenotare un tavolo alla Via di Mezzo, l’osteria del famoso chef di Sky Gambero Rosso, Giorgio Barchiesi, alias Giorgione orto e cucina. Ristorante a conduzione familiare, accogliente, casereccio, con un buon rapporto qualità prezzo. 

Bambini e animali

Non ci sono molte cose da fare con i bambini nel centro storico di Montefalco, se non passeggiare per negozi e fermarsi per qualche minuto al parco giochi del paese, piccolo ma ben attrezzato. Gli animali sono ben accetti ovunque nei locali.

 

C’è un bellissimo borgo, nel Lazio, sorto sui resti di una comunità benedettina, che vanta un patrimonio architettonico, storico e artistico di grande valore. E’ il Borgo di Fossanova, dove sembra di essere catapultati indietro nel tempo, dove la calma prende il posto del caos, dove la pace regna sovrana. Si cammina letteralmente nel Medioevo, si fa capolino nelle antiche botteghe artigiane, si respira spiritualità nel chiostro colmo di vegetazione, seguiti dallo sguardo fiero dell’antica Abbazia, che regna sovrana su quest’oasi di pace. In questo articolo puoi scoprire cosa fare e cosa vedere nel piccolo borgo di Fossanova, luogo incantato del Lazio.

Il Borgo di Fossanova

Visita l’Abbazia

L’Abbazia di Fossanova svetta alta e imponente nell’unica piazza del borgo. E’ il più antico monumento italiano gotico-cistercense, ed è stata dichiarata “Monumento Nazionale”nel 1874. E’ stata costruita agli inizi del 1100 sui resti di un monastero benedettino ad opera dei padri cistercensi, dopo il risanamento della palude in cui si trovava. Questi scavarono una nuova fossa per far si che le acque del fiume Amaseno non interferissero con i lavori dell’Abbazia. Da qui il nome “Fossanova”.

 

Gli interni rispettano pienamente le regole cistercensi. La chiesa appare quindi priva di ornamenti, arcana ed essenziale. Nonostante ciò, l’atmosfera è comunque elegante e la navata altissima rende l’ambiente molto suggestivo. L’unico “vezzo” è il magnifico rosone sulla facciata esterna, che lascia passare i raggi del sole all’interno dell’Abbazia, creando dei magnifici giochi di luce.

Passeggia nel chiostro 

Il chiostro è la parte più incantevole, con il suo lussureggiante giardino dai colori meravigliosi. Qui si trovano anche gli edifici più importanti dell’Abbazia, come la Sala Capitolare e il Refettorio.

Il borgo di Fossanova, cosa vedere nel Lazio

Il Borgo di Fossanova, cosa vedere

Attorno all’Abbazia si snoda un piccolo borgo, con casette rosse e qualche bottega artigiana. Fai una visita al Museo Polo Medievale, ubicato nell’ex foresteria, dove puoi perderti tra sculture e pitture in un atmosfera davvero fascinosa. Oltre ai racconti di vita e di preghiera dei frati cistercensi, abilmente illustrati con gli acquerelli, il percorso comprende anche fasi sulla storia di Priverno. Dopodiché rilassati all’ombra della pergola fiorita del Caffè dei Guitti. Tra un bicchiere di ottimo vino e una fetta di crostata fatta in casa perderai la cognizione del tempo. Goditi i ritmi lenti del borgo, le fusa dei gatti che si avvicinano in cerca di qualche carezza, la brezza leggera che si alza nel pomeriggio.

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Mangia al ristorante “Il forno del Procoio”

La chicca del Borgo di Fossanova è senz’altro il ristorante. Il Forno del procoio è ubicato in un antico edificio accanto all’Abbazia. L’atmosfera è davvero incantevole. Rustico al punto giusto, accogliente ed elegante nella sua semplicità. Ogni dettaglio è curato in maniera impeccabile. Le pareti sono in pietra viva, i pavimenti sono originali dell’edificio medievale. Pensa quanti passi hanno solcato queste piastrelle nel corso dei secoli! Due sale scaldate da altrettanti camini, accolgono tavoli molto molto particolari. Sono creati infatti, con porte e portoncini antichi.

Lo sguardo è rapito da tanta particolarità. D’estate poi il giardino prende vita con deliziose illuminazioni. Il menù non è da meno. I piatti serviti da Chiara, che gestisce il locale, sono di una raffinatezza unica. Gustose rivisitazioni dei piatti della tradizione pontina, che non perdono il gusto originario, lasciando piacevolmente sorpresi anche i palati più sopraffini. Anche la selezione dei vini si rifà alla tradizione dell’agro pontino, con etichette locali selezionate, nonché una vasta scelta di vini di ottime cantine italiane.

Consigli utili alla visita

I bambini possono girare liberamente nel Borgo, che è chiuso al traffico. Ma fai comunque attenzione ai veicoli che hanno il permesso di accedere per motivi logistici, come fornitori etc.. L’unico piccolo pericolo sono i san pietrini irregolari della pavimentazione, che potrebbero causare qualche storta durante le corse. Inoltre consiglio un abbigliamento comodo, per i bambini ma anche per gli adulti. Soprattutto le scarpe, devono essere basse e confortevoli. Evita tacchi e zeppe, perché diventerebbe davvero difficile fare qualche passo. Cerca sempre di rispettare il luogo che ti ospita, evitando di urlare, di gettare cartacce e di giocare a pallone.

Il borgo di Fossanova, cosa vedere nel Lazio

Partecipa agli eventi del borgo

Sono molti gli eventi che vengono organizzati annualmente nel Borgo di Fossanova. Degna di nota la bellissima Festa Medievale, che riporta in scena ogni anno, ad agosto, le antiche usanze e i costumi del borgo. Ogni sera concerti, performance teatrali, spettacoli di circo medievale e cortei storici illuminati dai video mapping proiettati sulla facciata dell’Abbazia.

Perchè visitare il borgo di Fossanova, nel Lazio

Nel Borgo di Fossanova il tempo sembra di essersi fermato. La genuinità, la calma, i ritmi lenti ma mai noiosi… ne fanno un posto davvero incantevole. Non c’è mai la ressa turistica, si può godere di ogni angolo in completo relax. Inoltre è a pochi chilometri da altre bellissime cittadine laziali, come il Circeo, Sperlonga, Terracina e Gaeta.

 

 

 

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