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Puglia

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 Borgo Egnazia

Volevamo un posto per trascorrere una settimana in relax con la bambina, la scelta del Salento è stata la migliore.
Abbiamo trovato un offerta su booking per Borgo Egnazia, a Savelletri, una masseria meravigliosa dove abbiamo soggiornato per cinque notti.Una struttura ricettiva che prende le sembianze di un borgo vero e proprio, costruito dal nulla nel pieno rispetto del paesaggio circostante. Un armonioso susseguirsi di villette, piccole case, vicoli, piscine, ulivi e campi da golf che si snodano dall’ edificio principale e riempiono un area vastissima. 

Il tutto curato nei minimi dettagli , riempiendo ogni angolo di scorci unici, particolari, poetici,  di una perfezione quasi maniacale.

Un oasi di silenzio, uno spazio che ti estranea dal mondo.

Camere con ogni confort, spa, piscina coperta, palestra, e personale gentilissimo. C’è un accogliente baby parking con personale qualificato che tiene impegnati i bambini, a disposizione ci sono piatti adatti a loro, come il passato di verdure. Inoltre c’ e una piscina bassa in cui possono sguazzare rompendo il silenzio tombale che avvolge questo borgo.

 

Otranto

Il primo paese che abbiamo visitato è stato Otranto.

  Abbiamo parcheggiato fuori le mura in un area attrezzata per turisti, con negozietti di souvenir e wc pubblici. Oltre a spiagge di sabbia fine e maree cristallino è un luogo ricco di arte, storia e cultura.
È una citta fortificata, e si accede al borgo interno dalla Porta Alfonsina. Dalla piazza dove sorge il castello iniziano a diramarsi vicoli e viuzze, che costituicono la parte piu catteristica della citta. Botteghe, cortili, casette e scalinate creano un atmosferca unica e rara in cui passeggiare. Poco distante dal castello si trova la cattedrale di Santa Maria annunziata, un gioiello architettonico, che racchiude numerosi tesori del cristianesimo.
Se desiderate immergervi in queste acque meravigliose e limpide, che nulla hanno da invidiare a quelle caraibiche, arrivate alla baia dei turchi, un incantevole spiaggia in cui vale la pena sdraiarsi al sole e farsi un bagno.

Non potete lasciare Otranto  senza aver comprato un paio di sandali salentini, particolari calzature lavorate in cuoio e fatte a mano, o un pezzo di artigianato tipico come le lampade in pietra.

 

Polignano a Mare

Non si può nominare Polignano senza pensare a Checco Zalone.

Tutti i suoi film hanno come scenario queste coste stupende, e la gente qui è proprio come nelle sue pellicole. Allegra, gioviale, accogliente.


Al nostro arrivo in questa splendida città i parcheggi erano già abbastanza affollati. Ci abbiamo messo un po’ per trovare un posto auto, per via dei numerosi sensi unici. Ma una volta arrivati nel centro ci siamo goduti il paese in tutta calma. Davvero un gioiello a picco sul mare. Meravigliosa la discesa sulla spiaggia, credo ormai la più  famosa del mondo: Lama monachile, molto piccola ma a suo modo incantevole. Incastonata tra due imponenti rocce, è a pochi passi dal centro storico. Dalla terrazza che collega le due rocce si ha una visibilità ottimale.

Le viuzze interne del centro sono un incanto, con angoli nascosti che offrono all’improvviso panorami idilliaci e le famose poesie scritte sui muri. L’autore, un certo Guido “il flaneur”, ha riportato su questi muri, sulle porte, sulle scale di Polignano, versi di poeti e scrittori (anche propri), regalando momenti poetici a chiunque passeggi nelle vie del borgo. E’ un piacere fermarsi a leggere, commentare, fotografare le scritte e citarne gli autori, rivangando i periodi storici ai quali sono appartenuti.
Diversi negozi e ristoranti invitanti si mischiano alle deliziose casette che costeggiano i vicoli, e il passo rallenta per permettere agli occhi di riempirsi di balconi fioriti, terrazzi soleggiati e portoncini appena pitturati.
Arrivati sul  lungomare ci troviamo davanti una statua di bronzo di Domenico Modugno,e  dietro di essa troviamo una scalinata che termina su una terrazza. Vale la pena scendere, perché da qui si può avere una vista spettacolare su Cala Monachile, sulla scogliera, e sul centro storico sovrastante. Forse quando Modugno scrisse “ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto, ti  hanno inventato il mare…” sicuramente si trovava su questi scogli. Voglio immaginarlo seduto su questa terrazza che sfiora l’acqua intento a scrivere i suoi versi.

Se avete un considerevole budget potete avere la fortuna di pranzare o cenare nella Grotta Palazzese. Un ristorante extra lusso che non è visibile da nessuna parte del paese, in quanto  ospitato da una cavità a picco sul mare . Diciamo che non abbiamo potuto spendere trecento euro per un pasto solamente perché  nel periodo in cui siamo stati a Polignano era ancora ( fortunatamente?) chiusa.  Ci siamo accontentati di immaginarla come nelle foto viste ovunque sul web, essendo questo uno dei 25 piu famosi ristornati del mondo.

Abbiamo cenato invece  da N’Euro, un ristorante pizzeria molto cool, piatti con nomi particolari, cucinati espressi e ben presentati. Vi consiglio la frittura di pesce. Eccezionale.

Se siete più per lo street food, che ve lo dico a fare, qui la focaccia pugliese la fa da padrona. La farciscono in diversi modi, e potete gustarla in ogni angolo di questo piccolo ma prezioso paradiso.

Per far felice la duenne abbiamo fatto anche una piacevole gita allo zoo di Fasano… Link a parte

Monopoli

Eravamo indecisi se fermarci o meno a Monopoli. Ce ne avevano parlato in maniera poco entusiasmante. Poi per fortuna, spinti dalla curiosità, abbiamo ceduto e ci siamo addentrati in questa piccola città fortificata.

Che dire, una delle città più belle di tutta la Puglia secondo me.

Sotto questi scogli il colore dell’Adriatico è di un azzurro cristallino.

Sembra piccola, invece racchiude piazze, strade, vicoli, bastioni passeggiabili e impareggiabili. Nelle piazzette si trovano locali e ristoranti con tavoli all’aperto.

Bellissima la  Cattedrale di Maria Santissima della Madia, chiesa ricostruita sui resti di un tempio pagano, che, anche di sera, ci lascia senza parole per la sua maestosità.

Basilica concattedrale di Maria Santissima della Madia

Qui abbiamo cenato in un grazioso ristorante, suggeritoci da amici della zona, Il brigante, che si trova proprio nel centro storico. Un locale molto carino, in ambientazione marinaresca, con deliziosi ( e abbondanti) piatti di pesce.

Per un aperitivo non vi fate mancare un buon bicchiere di vino autoctono, come un Primitivo o un Negramaro, accompagnato   da taralli scottati e da focacce bianche e al pomodoro. Sapori di Puglia.

Vicino Monopoli potete fare una visita alle Grotte di Castellana. Noi ci abbiamo provato, ma al punto informazioni ci hanno scoraggiato per via del passeggino.

 

Ostuni

La Città Bianca, così chiamata  per la tradizionale usanza di imbiancare con il latte di calce le case del centro storico, si trova tra la Murgia meridionale e l’alto Salento. E’ arroccata su tre colli e sui fianchi scoscesi di questi si arrampicano le case. Nel borgo vi perderete dietro l’odore dell’olio buono, allungherete la vista sulle terrazze delle case bianche, con le loro ripide scalinate e i balconi fioriti, camminerete per le sue stradine in un susseguirsi di piazzette e vicoli, avvolti da una splendida luce e accarezzati dal calore dei suoi abitanti.

Nella parte alta vi troverete a passare sotto l’Arco di Scoppa, un arco di congiunzione tra due palazzi antichi, e rimarrete abbagliati dalle sue meravigliose finestre , dalla sua incantevole facciata intarsiata che si riflette sulla pavimentazione lucente della strada.

Tutta l’ambientazione della passeggiata sembra irreale. La calma, il silenzio, l’ordine la fanno da padroni. I locali sembrano usciti da un libro di fiabe, i negozietti  sono un esplosione di colori, souvenir e gentilezza. Diverse le enoteche che incontrerete lungo il tragitto, e non riuscirete a guardar dritto, entrerete…e tra sentori d’uva e formaggi stagionati, degusterete un Primitivo accompagnato dai taralli tipici, godendovi il sole che tramonta sul mare di Ostuni.

L’unica, grave pecca del paese sono i parcheggi, pochissimi, e molto lontani. Inoltre il percorso è un po’ impegnativo se avete bambini, sia a piedi che con il passeggino. Ma vale la pena fare qualche sacrificio e lasciarvi incantare da questa splendida città bianca ai confini tra sogno e realtà.

Alberobello

Ebbene si, alberobello è una cartolina vivente.
La famosa citta dei trulli ci accoglie con un esplosione di candido biancore. Tutto imbiancato a calce, a tratti anche le strade, e il sole si specchia sui tetti coperti di chianchiarelle ( le loro tipiche lastre di pietra calcarea) spargendo luce in ognidove.
Il percorso è lievemente  impegantivo da fare con un passeggino, in quanto è tutto in salita. Ma ci si puo riposare nei negozi di souvenir o nelle botteghe degli artisti. Una in particolare ha destato la mia attenzione , quella dei fischietti salentini, e il gestore è stato cosi gentile da raccontarmi tutta la storia che si cela dietro questi colorati fischietti di terracotta di diverse forme.

Questi strani fischietti, fatti rigorosamente a mano e in terracotta, potete trovarli in diversi posti della regione, e sono frutto di una grande maestria degli artigiani locali. Hanno assunto nella storia diversi significati: si potevano donare alla persona amata come pegno d'amore, si potevano mettere nelle culle dei neonati per scacciare il malocchio, e venivano suonati nelle processioni. Potete comprarli , custodirli o regalarli come portafortuna. Ma non potete andare via dalla Puglia senza averne comprato almeno uno.

Vi consiglio anche una passeggiata nella zona nuova, anch essa in salita , in cima alka quake potete trovare la Chiesa dei S.S. Medici Cosma e Damiano. Alle spalle della chiesa si trova il Trullo Sovrano, l’unica trullo a due piani di Alberobello.

Prima di andar via affacciatevi dal belvedere, dal quale potrete guardare tutto il Rione Monti dall’alto e fare foto meravigliose.

 

Gallipoli

Forse complice la stanchezza, forse perché fuori stagione, ma questa città non mi ha preso granché.

La città vecchia si trova su un isolotto, ed è collegata alla parte nuova da un ponte , dal quale si riescono a fare bellissime foto. Oltrepassato il ponte vi troverete dinanzi il Castello Angioino, una presenza imponente,  recentemente restaurato, purtroppo circondato da negozietti di souvenir di scarsa qualità. La vista è stata più attratta dai palazzi antichi, egregiamente decorati, e dai ristoranti tipici di cucina tipica salentina. Passeggiando lungo le mura si vede la spiaggia sottostante, di sabbia fine, molto  ampia, con un mare di una trasparenza unica. Vederla all’inizio di primavera, libera da bagnanti, immersa nel totale silenzio rotto solo dal rumore delle onde ripaga delle ore passate in  macchina per arrivare fin qui.

 

Da assaggiare

Le famose orecchiette alle cime di rapa,

e la cosi tanto nomiataUn prodotto che prende il nome dalle tecniche miste che servono a prepararlo: in parte sono quelle del formaggio, in parte quelle della ricotta. Solitamente prodotto con latte di capra o pecora, anche se talvolta, per esempio nella zona di Bari, si trova anche a base di latte di mucca. Si consuma fresco, con una maturazione di 2-3 giorni, oppure con una stagionatura che varia fra i due e i tre mesi e un gusto più salato. Si trova in varie stagioni ma il momento migliore per la sua produzione è la tarda primavera o l’inizio dell’estate: malgrado la resa del latte sia minore che negli altri periodi, l’erba secca mangiata dagli animali conferisce al formaggio un sapore più deciso.

Scapuozzgl con la Nutella

ue delle paste fresche simbolo della regione: certamente non le uniche, ma sicuramente fra le più celebri. Le orecchiette pugliesi tipiche della zona di Bari risalgono a un periodo fra il XII e il XIII secolo. La ricetta più tipica le vuole con le cime di rapa, ma spesso si trovano anche con broccoli e altre verdure, oppure con il ragù. I cavatelli vengono dal Molise, ma furono “esportati” in Puglia molto tempo fa, tanto da diventare parte del patrimonio gastronomico della regione. Sono fatti con un impasto di semola di grano duro e acqua, a volte con aggiunta di patate: hanno una forma allungata con una incavatura all’interno. Anche in questo caso vengono preparati con verdure come broccoli o funghi cardoncelli, oppure al sugo.

Due formaggi tipici che hanno reso famosa la cucina pugliese: stracciatella e burrata. La stracciatella, di mucca o di bufala, è un formaggio a pasta filata fresco e dal sapore leggermente acidulo ma delicato: tipico della provincia di Foggia, è fatto di straccetti di mozzarella e panna (ne abbiamo parlato anche qui http://www.gamberorosso.it/it/food/1025035-ab-cheese-eleonora-baldwin-e-i-formaggi-burrata-e-ricotta-forte). La mozzarella viene “stracciata” a mano, in modo da formare filamenti irregolari. La burrata è il passo successivo: un sacchetto di pasta filata liscia e morbida che racchiude un cuore di stracciatella. È prodotta un po’ in tutta la Puglia, ma il suo territorio d’elezione sono le Murge, in particolare Andria.

 

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